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Diario

di

Santa Faustina Kowalska
 

 

Santa Faustina Kowalska

Prima del pontificato di Giovanni Paolo II non era molto frequente trovare persone che conoscessero la straordinaria figura di questa suora polacca, nata nel 1905 e morta a Cracovia nel 1938 (a 33 anni, come Gesù), delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Oggi è una delle sante sempre più conosciute e amate ed è giustamente definita “apostola della Divina Misericordia”.

Pur rimanendo nell’anonimato del suo convento (a Varsavia, Vilnius, Plock e soprattutto a Cracovia) - così che forse neppure il giovanissimo Karol Wojtyla, pur vivendo a Cracovia, la poteva conoscere - Gesù le apparve più volte e proprio attraverso di lei fece risuonare l’annuncio della Sua infinita misericordia, che voleva riversarsi sull’uomo contemporaneo, così tentato di abbandonarlo e così schiavo del peccato e pure di ideologie atee e materialiste (nazismo e comunismo) che nel XX secolo provocarono immani distruzioni e sofferenze e la morte di milioni di persone.

Questo messaggio “della divina misericordia”, secondo il volere stesso di Gesù, si è corredato di un’immagine di “Gesù misericordioso” (con i due raggi banco e rosso che scaturiscono dal suo costato) che ha raggiunto tutto il mondo, come pure la particolare preghiera detta “Coroncina della divina misericordia” (v. nel sito), da recitarsi specialmente alle 15 del venerdì (giorno ed ora della morte di Gesù) o per i morenti; così, sempre secondo il volere di Gesù, la domenica dopo Pasqua (detta “in Albis”) si chiama “Festa della Divina misericordia” (dal 2000, per volontà di Giovanni Paolo II).

Proprio la figura di San Giovanni Paolo II, il Papa polacco che aveva 18 anni quando morì Suor Faustina e che passava accanto al suo convento alla periferia meridionale di Cracovia quando faceva l’operaio alla Solvay, si intreccerà misteriosamente e indelebilmente con questa santa e con il messaggio che attraverso di lei Gesù ha voluto e vuole che risuoni nel mondo contemporaneo. Infatti fin dalla sua seconda enciclica (dedicata al Padre e significativamente intitolata Dives in misericordia) risuona con forza e non casualmente tale messaggio. A conclusione dei relativi processi, Giovanni Paolo II ha beatificato Suor Faustina Kowalska nel 1993 e l’ha canonizzata nel Giubileo del 2000. Nel 2002, nel suo ultimo viaggio in Polonia, ha consacrato il nuovo Santuario della Divina Misericordia, a Cracovia, proprio accanto al convento di Suor Faustina. Ma un ulteriore segno divino è dato dal fatto che Dio ha chiamato a Sé Giovanni Paolo II il 2.04.2005, proprio nella notte tra il sabato e la domenica dopo Pasqua, cioè già nella festa della Divina Misericordia (dopo che al suo capezzale era appena stata celebrata la S. Messa di questa festa)! Quest’anno Papa Giovanni Paolo II verrà canonizzato proprio nella Festa della divina Misericordia (27.04.2014)!

A Roma, Santa Faustina e l’immagine di “Gesù misericordioso” sono particolarmente venerate nella Chiesa di S. Spirito in Sassia, in Borgo S. Spirito, proprio nelle vicinanze di S. Pietro.

Per questo, il Diario di Suor Faustina è un testo di meditazione assai importante ed efficace per il nostro cammino spirituale.



 

Lo proponiamo a puntate (in 7 parti). Pubblichiamo qui la VI parte

In rosso le parola stesse di Gesù

 





VI parte

_________________________

IV Quaderno

+ G.M.G. Oggi Gesù abita nel mio cuore, E sceso dall’alto trono celeste, il Grande Sovrano, il Creatore dell’universo È venuto da me sotto la specie del pane. O Dio Eterno, racchiuso nel mio petto, Con Te ho tutto il paradiso, E canto con gli angeli: Santo... Vivo unicamente per la Tua gloria. Non con un Serafino Ti unisci, o Dio, Ma con un misero essere umano, Che senza di Te non può far nulla, Ma Tu sei sempre misericordioso con gli uomini. Il mio cuore è dimora per Te, O Re di eterna gloria. Governa il mio cuore e regna in esso Come in un magnifico palazzo. O grande, ineffabile Iddio, Che Ti sei degnato di abbassarTi tanto, A Te rendo umilmente gloria, E Ti supplico, perché Ti degni di salvarmi.

+ G.M.G. O dolce Madre del Signore, Su Te modello la mia vita, Tu sei per me un’aurora radiosa, Estasiata m’immergo tutta in Te. O Madre, o Vergine Immacolata, In Te si riflette per me il raggio di Dio. Tu m’insegni ad amate il Signore nelle tempeste, Tu il mio scudo e la mia difesa dai nemici.

Cracovia, 10.VIII.1937

Sr. Maria Faustina del Santissimo Sacramento.

O Ostia santa, fonte della dolcezza divina, Tu dai sostegno alla mia anima. Tu che sei Onnipotente e Ti sei incarnato in una Vergine, Vieni nascosto nel mio cuore, E la potenza dei miei sensi non Ti raggiunge.

+ G.M.G. Cracovia, 10.08.1937. Quarto Diario [sic!].

Tutto per Te, Gesù, e con ogni battito del cuore desidero adorare la Tua Misericordia ed a misura delle mie forze desidero incoraggiare le anime alla fiducia in questa Tua Misericordia, come Tu stesso mi hai ordinato, o Signore. Nel mio cuore, nella mia anima è notte fonda. Davanti al mio intelletto c’è un muro impenetrabile che mi ha nascosto Dio, ma queste tenebre non sono state causate da me. Strano questo tormento, che ho paura di descrivere in tutta la sua estensione, ma anche in questo stato procuro di essere fedele a Te, o mio Gesù, sempre e in tutto; il mio cuore batte soltanto per Te.

10.08.1937

Oggi sono tornata a Cracovia da Rabka; mi sento molto male. Solo Gesù sa quanto io soffra. In questi giorni sono stata in tutto simile a Gesù Crocifisso; mi sono armata di pazienza per rispondere ad ogni suora perché non mi è stato possibile rimanere là, cioè perché stavo peggio in salute. Sapevo però che alcune suore non me lo chiedevano per compassione delle mie sofferenze, ma per aggiungerne altre a quelle che avevo. O Gesù, quali tenebre mi circondano ed il nulla penetra in me, ma, Gesù mio, non lasciarmi sola, concedimi la grazia della fedeltà. Benché non possa comprendere il mistero del Tuo abbandono, è però in mio potere dire: Sia fatta la Tua volontà.

12.08.1937

Oggi mi sono incontrata col rev. dr. Sopocko che, passando da Cracovia, è venuto un momento da noi. Desideravo proprio vederlo; Dio ha esaudito il mio desiderio. Questo sacerdote è una grande anima, tutta piena di Dio. La mia gioia è stata grande, ho ringraziato Dio per questa grande grazia, poiché desideravo incontrarmi con lui per la maggior gloria di Dio. O Ostia viva, Gesù nascosto, Tu vedi lo stato della mia anima. Da sola non sono nemmeno capace di pronunciare il Tuo santo Nome. Non riesco a tirar fuori dal cuore la fiamma dell’amore, ma stando in ginocchio ai Tuoi piedi penetro nel tabernacolo con lo sguardo della mia anima, lo sguardo della fedeltà. Tu sei sempre lo stesso, anche se nella mia anima c’è un cambiamento. Ho fiducia che verrà il momento in cui mostrerai il Tuo volto e la Tua bambina vedrà di nuovo il Tuo dolce viso. Mi stupisco, Gesù, che Tu possa così a lungo nasconderTi a me. Come puoi contenere l’enormità dell’amore che nutri per me? Nella dimora del mio cuore sto in ascolto ed attendo la Tua venuta, o unico Tesoro del mio cuore. Gesù difende con forza i Suoi rappresentanti sulla terra. E talmente unito a loro, che mi ordina di anteporre la loro opinione alla Sua. Ho conosciuto la grande familiarità che esiste fra Gesù ed il sacerdote. Quello che dice il sacerdote, Gesù lo sostiene e spesso si uniforma ai suoi desideri e talvolta fa dipendere dalla sua opinione il proprio rapporto con un’anima. Nelle grazie particolari ho conosciuto molto bene fino a che punto hai diviso con loro l’autorità ed i Misteri, o Gesù, più che con gli angeli. Gioisco per questo, poiché tutto ciò serve al mio bene.

+ O mio Gesù, quanto è difficile sopportare sofferenze di questo genere! Quando qualcuno maldisposto verso di noi, ci procura qualche molestia, a me dispiace di meno. Ma non riesco a sopportare che qualcuno mi mostri la sua benevolenza e poi ad ogni passo mi metta i bastoni fra le ruote. Che grande forza di volontà occorre per amare un anima del genere per amor di Dio! Talvolta si deve giungere fino all’eroismo per amare una tale anima, come comanda Iddio. Se si avessero rari contatti con quella persona, la cosa si sopporterebbe meglio, ma quando si vive assieme e si sperimenta ciò ad ogni passo, occorre un grande sforzo. O mio Gesù, penetra in me completamente, affinché possa rispecchiarTi in tutta la mia vita. Divinizzami, in modo che le mie azioni abbiano un valore soprannaturale. Fa’ che io abbia per ogni anima senza eccezioni amore, compassione e Misericordia. O mio Gesù, ognuno dei Tuoi santi rispecchia in sé una delle Tue virtù; io desidero rispecchiare il Tuo Cuore compassionevole e pieno di Misericordia, e voglio glorificarlo. La Tua Misericordia, o Gesù, sia impressa sul mio cuore e sulla mia anima come un sigllio e ciò sarà il mio segno distintivo in questa e nell’altra vita. La glorificazione della Tua Misericordia è il compito esclusivo della mia vita.

15.08.1937

Indicazioni di Padre Andrasz. Questi momenti dl aridità e di sensazione della propria miseria, permessi da Dio, fanno conoscere all’anima quanto poco essa possa da sola, le insegneranno quanto deve apprezzare le grazie di Dio. Secondo: la fedeltà alle pratiche di devozione ed ai propri doveri, la fedeltà in genere in tutto, proprio come nei momenti di gioia. Terzo: in queste faccende occorre essere in tutto obbediente all’arcivescovo; di tempo in tempo tuttavia si può ricordare la questione, ma con calma. Talvolta è necessaria un po’ di amara verità. Verso la fine del colloquio chiesi che mi permettesse di trattare familiarmente con Gesù, come in precedenza. Mi rispose: « Non posso dare ordini a Gesù, ma se Egli stesso l’attira a Sé, può seguire questa attrazione, ma deve mantenere sempre una profonda venerazione, poiché il Signore è grande. Se lei in tutto questo cerca realmente la volontà di Dio e desidera compierla, può stare tranquilla, Iddio non permetterà alcuno sbandamento. Per quanto concerne le mortificazioni e le sofferenze, me ne parlerà la prossima volta. Si affidi alla protezione della Madonna».

15.08.1937

Durante la meditazione la presenza di Dio è penetrata vivamente in me ed ho conosciuto la gioia della SS.ma Vergine al momento della Sua Assunzione in cielo... Durante la cerimonia che si è svolta in onore della Madre di Dio, verso la fine della stessa, ho visto la Vergine SS.ma, che mi ha detto: «Oh, quanto Mi è gradito l’omaggio del Vostro amore!». E in quello stesso momento ha coperto col Suo manto tutte le suore della nostra Congregazione. Con la mano destra ha stretto a Sé la Madre Generale Michaela e con la sinistra me, e tutte le suore erano ai Suoi piedi coperte dal Suo manto. Poi la Madre di Dio ha detto: «Ognuna di voi che persevererà nello zelo fino alla morte nella Mia Congregazione, eviterà il fuoco del purgatorio, e desidero che ciascuna si distingua per queste virtù: umiltà e mitezza, purezza e amor di Dio e del prossimo, compassione e Misericordia». Dopo queste parole è scomparsa tutta la Congregazione, sono rimasta sola con la Madonna, la quale mi ha istruita circa la volontà di Dio, come applicarla nella vita, sottomettendomi totalmente ai Suoi santissimi decreti. È impossibile piacere a Dio non facendo la Sua santa volontà. «Figlia Mia, ti raccomando Vivamente di compiere fedelmente tutti i desideri di Dio, poiché questa è la cosa cara ai Suoi occhi. Desidero ardentemente che tu ti distingua in questo, cioè in questa fedeltà, nell’adempiere la volontà di Dio. La volontà di Dio anteponila a tutti i sacrifici ed olocausti». Mentre la Madre Celeste parlava con me, è entrata nella mia anima una profonda comprensione della volontà di Dio. O mio Gesù, delizia del mio cuore, quando la mia anima è imbevuta della Tua divinità, accetto con identico equilibrio la dolcezza e l’amarezza. L’una e l’altra cosa passeranno, una sola cosa conserverò nell’anima, l’amor di Dio; questo m’impegno a conquistarlo, per tutto il resto mi preoccupo relativamente.

16.08.1937

Dopo la santa Comunione ho visto Gesù in un aspetto di grande Maestà, e Gesù mi ha detto: «Figlia Mia, nelle settimane in cui non Mi hai visto, né hai sentito la Mia presenza, ero unito a te più profondamente che nei momenti dei rapimenti. E la fedeltà ed il profumo delle tue preghiere sono giunti fino a Me». Dopo tali parole la mia anima è stata inondata dalla gioia di Dio. Non vedevo più Gesù, eppure riuscivo a pronunciare soltanto una parola: « Gesù », e dopo aver pronunciato quel Nome, di nuovo la mia anima veniva invasa dalla luce e da un più profondo raccoglimento, che è durato tre giorni senza interruzione. Tuttavia all’esterno ho potuto compiere i miei doveri. Tutto il mio essere è stato scosso fin nelle sue più segrete profondità. La grandezza di Dio non mi spaventa, ma mi rende felice; facendoGli onore io stessa vengo innalzata. Vedendo la Sua felicità, anch’io sono felice, poiché tutto ciò che è in Lui discende su di me. Quando conosco lo stato di un’anima e quello che in essa non piace a Dio, vengo a saperlo in questo modo: istantaneamente provo dolore alle mani, ai piedi ed al fianco, nei punti in cui trafissero le mani, i piedi ed il costato del Salvatore; in quel momento vengo a conoscenza dello stato di un’anima e del genere di peccato. In casi di questo genere desidero riparare nei confronti di Gesù. Oggi ho portato per sette ore una cintura a catenelle per impetrare ad una data anima la grazia del pentimento. Alla settima ora ho provato un senso di sollievo, poiché quell’anima nel suo intimo aveva già ricevuto il perdono, sebbene non si fosse ancora confessata. Per il peccato dei sensi, mortifico il corpo e digiuno nella misura che mi è permessa. Per il peccato di superbia prego con la fronte appoggiata a terra. Per il peccato di odio prego e do una dimostrazione pratica nei confronti di una persona, con la quale ho delle difficoltà e così, secondo il genere dei peccati conosciuti, do soddisfazione alla giustizia.

19.08.1937

Oggi durante l’adorazione il Signore mi ha fatto conoscere quanto desidera che l’anima si distingua nell’amore attivo ed in ispirito ho visto quanto sono numerose le anime che gridano verso di noi: « Dateci Iddio ». E dentro di me ho sentito ribollire il sangue per l’apostolato. Non lo lesinerò, ma lo darò fino all’ultima goccia per le anime immortali, benché forse Iddio non desideri questo fisicamente; ma spiritualmente ciò mi è possibile e non è meno meritevole. Oggi ho conosciuto che non dovevo chiedere una certa autorizzazione ed a questo riguardo rispondere come la Madonna desiderava. Per ora non sono necessarie spiegazioni, la pace mi è ritornata. Questa ispirazione l’ho ricevuta mentre andavo a fare l’esame di coscienza ed ero molto preoccupata, poiché non sapevo come fare. In un attimo la luce di Dio può fare di più che il mio arrovellarmi per vari giorni.

22.08.1937

Questa mattina è venuta da me la vergine S. Barbara e mi ha raccomandato di offrire per nove giorni la santa Comunione per il mio paese. “E con questo placherai l’ira di Dio”. Questa vergine aveva una corona di stelle e la spada in mano; lo splendore della corona era identico a quello della spada. Aveva una veste bianca, i capelli sciolti, era bella; se non avessi già conosciuto la SS.ma Vergine, avrei pensato che fosse Lei. Ora comprendo, tutte le vergini si distinguono per una bellezza particolare; da loro irradia una bellezza speciale.

+ 25.08.1937

Oggi è venuto da noi il rev. dr. Sopocko ed ha soggiornato fino al 30 del mese. Sono stata enormemente felice, poiché Dio solo sa quanto desiderassi incontrarmi con lui per quell’opera che Iddio sta mandando avanti per suo mezzo. Anche se questa visita è collegata con certi dispiaceri.

+ Mentre celebrava la santa Messa, prima dell’elevazione ho visto Gesù crocifisso, che staccava la mano destra dalla croce e la luce che usciva dalla ferita raggiungeva la sua spalla. La cosa si è ripetuta in tre sante Messe ed ho compreso che Iddio gli dà forza di compiere quest’opera, nonostante le difficoltà e le contrarietà. Quest’anima cara a Dio, è crocifissa da tribolazioni di vario genere, ma non mi stupisco affatto di questo, poiché Dio è solito procedere così con coloro che ama in modo particolare.

+ Oggi 29 (08.1937)

ho ricevuto il permesso per un lungo colloquio col rev. dr. Sopocko. Sono venuta a sapere che, nonostante ci siano difficoltà, l’opera va avanti e la festa della grande Misericordia è già un bel pezzo avanti e non manca molto alla sua realizzazione. Bisogna però pregare ancora molto, per superare certe difficoltà. «Ed ora quanto a lei, sorella, è bene che lei sia in questo stato di indifferenza circa la volontà di Dio e più equilibrata, la prego di impegnarsi per tale equilibrio. E per quanto riguarda tutte le cose, lei, sorella, dipenda strettamente da Padre Andrasz; io sono completamente d’accordo con lui. Non faccia nulla di sua iniziativa, ma in tutto prenda sempre accordi col suo direttore spirituale. Mantenga in tutto l’equilibrio e la massima serenità. Una cosa ancora: ho fatto stampare quella coroncina, che dovrà esser messa sul retro dell’immaginetta, ed anche quelle invocazioni, simili ad una litania, che dovranno figurare anch’esse sul retro dell’immaginetta. Ho fatto riprodurre anche un’immagine più grande e con essa alcuni fogli con la novena alla Misericordia. Preghi, sorella, affinché ciò venga autorizzato».

30 (08.1937)

Questa mattina il rev. dr. Sopocko è partito. Quando mi sono immersa in una preghiera di ringraziamento per questa grande grazia di Dio di aver potuto incontrarmi con lui, ad un tratto sono stata unita in modo particolare al Signore, il quale mi ha detto: «E’ un sacerdote secondo il Mio Cuore; i suoi sforzi Mi sono graditi. Vedi, figlia Mia, che la Mia volontà deve compiersi e mantengo quello che ti ho promesso. Per suo mezzo spargo consolazioni per le anime sofferenti e tormentate, per suo mezzo Mi è piaciuto diffondere il culto alla Mia Misericordia e per mezzo di quest’opera della Misericordia si accosteranno a Me più anime di quante ne verrebbero se egli continuasse ad assolvere giorno e notte fino alla fine della vita. Infatti così egli lavorerebbe fino alla morte, mentre con quest’opera lavorerà fino alla fine del mondo». Per incontrarmi con lui avevo fatto una novena, ma non l’avevo nemmeno finita che Dio mi ha fatto la grazia. O mio Gesù, ho approfittato poco di questa grazia, ma questo non è dipeso da me, sebbene da un altro punto di vista dipendesse molto.

+ Durante la conversazione ho conosciuto la sua anima. E un’anima crocifissa, simile al Salvatore. Là dove a buon diritto si attendeva una parola di conforto, ha trovato la croce. Vive fra molti amici, ma non ne ha nessuno all’infuori di Gesù. In questo modo Dio spoglia un’anima che ama in maniera particolare. Oggi ho udito queste parole: «Figlia Mia, sii sempre come una bambina di fronte ai Miei rappresentanti, poiché in caso contrario non potrai ricavare profitto dalle grazie che ti mando per loro mezzo».

1.09.1937

Ho visto Gesù come Re in grande maestà, che guardava verso la nostra terra con occhio severo, ma per la supplica della Madre Sua ha prolungato il tempo della Misericordia.

3.09.(1937) Primo venerdì del mese.

Durante la santa Messa sono stata unita a Dio. Gesù mi ha fatto conoscere che nemmeno la più piccola cosa avviene nel mondo senza il Suo volere. Dopo questa visione la mia anima è entrata in uno stato di straordinaria serenità. Mi sono completamente tranquillizzata per quanto riguarda l’opera in tutta la sua estensione. Dio può comportarsi con me come Gli piace e io Lo benedirò per ogni cosa. Fino ad ora ho pensato con un certo timore a dove mi potevano portare queste ispirazioni. Un timore ancora maggiore si è impossessato di me quando il Signore mi ha fatto conoscere che debbo abbandonare questa Congregazione. Sono già tre anni da quel momento, e la mia anima prova alternativamente una volta entusiasmo e sollecitazioni ad agire ed allora ho molto coraggio, ed un’altra volta, quando si avvicina il momento decisivo per iniziare l’opera, sento l’abbandono da parte del Signore e nello stesso tempo una strana paura mi trapassa l’anima e vedo che non è il momento fissato dal Signore per iniziare l’opera. Sono sofferenze che non riesco nemmeno a descrivere. Solo Iddio sa quello che provo giorno e notte... Mi sembra che le più grandi torture dei martiri sarebbero più leggere di quelle che sto passando io, sia pure senza lo spargimento di una sola goccia di sangue. Ma tutto questo per le anime, per le anime, Signore... Atto di totale abbandono alla volontà di Dio, che per me è l’amore e la Misericordia stessa.

Atto di adorazione.

O Gesù Ostia, che ho ricevuto in questo momento nel mio cuore, in unione con Te mi offro al Padre Celeste come vittima sacrificale, rimettendomi totalmente e nel modo più assoluto alla misericordiosissima e santa volontà del mio Dio. Da oggi la Tua volontà, o Signore, è il mio nutrimento. Hai tutto il mio essere, disponi di me secondo i Tuoi divini intendimenti. Qualunque cosa mi porgerà la Tua mano paterna, l’accetterò con sottomissione, con serenità e con gioia. Non temo nulla, in qualunque modo vorrai guidarmi, e, con l’aiuto della Tua grazia, eseguirò tutto quello che vorrai da me. Già ora non temo più alcuna Tua ispirazione, né l’analizzo con preoccupazione per sapere dove mi conduce. Guidami, o Dio, sulle strade che Tu vuoi, ho piena fiducia nella Tua volontà, che per me è l’amore e la Misericordia stessa. Mi ordini di rimanere in questo convento? Ci rimarrò. Mi ordini di dar inizio all’opera? La inizierò. Mi lasci nell’incertezza fino alla morte in merito a quest’opera? Sii benedetto. Mi darai la morte nel momento in cui, umanamente parlando, la mia vita sembrerà più necessaria? Sii benedetto. Mi prenderai durante la giovinezza? Sii benedetto. Mi farai raggiungere l’età avanzata? Sii benedetto. Mi darai salute e forza? Sii benedetto. M’inchioderai in un letto di dolore magari per tutta la vita? Sii benedetto. Durante la vita mi darai solo delusioni ed insuccessi? Sii benedetto. Permetterai che le mie intenzioni più pure vengano condannate? Sii benedetto. Darai luce al mio intelletto? Sii benedetto. Mi lascerai nelle tenebre ed in ogni genere di angosce? Sii benedetto. Da questo momento vivo nella più profonda serenità, poiché il Signore stesso mi porta sulle Sue braccia. Egli, il Signore della Misericordia imperscrutabile, sa che desidero soltanto Lui in tutto, sempre e ovunque.

Preghiera.

O Gesù, disteso sulla croce, Ti supplico, concedimi la grazia di adempiere fedelmente la santissima volontà del Padre Tuo, sempre, ovunque ed in tutto. E quando la volontà di Dio mi sembrerà pesante e difficile da compiere, Te ne supplico, Gesù, scenda allora su di me dalle Tue Piaghe la forza ed il vigore e le mie labbra ripetano: «Signore, sia fatta la Tua volontà ». O Salvatore del mondo, amante dell’umana salvezza, Tu che fra i tremendi dolori del Tuo supplizio Ti sei dimenticato di Te stesso ed hai pensato alla salvezza delle anime, o Gesù pietosissimo, concedimi la grazia di dimenticare me stessa, in modo che viva totalmente per le anime, collaborando con Te all’opera della salvezza, secondo la santissima volontà del Padre Tuo...

5.09.1937

Il Signore mi ha fatto conoscere quanto la cara Madre Superiora mi difende di fronte a... con la preghiera, ma anche con l’azione. Ti sono grata, Gesù, per questa grazia; ciò non rimarrà senza riconoscenza nel mio cuore. Quando sarò con Gesù non mi dimenticherò di lei.

6.09.1937

Oggi cambio occupazione, dall’orto al deserto della portineria. Sono andata un momento a colloquio col Signore, L’ho pregato di benedirmi e di concedermi la grazia di adempiere fedelmente il compito che mi è stato assegnato. Ho udito queste parole: Figlia Mia, Io sono sempre con te. Ti ho dato la possibilità di esercitarti nelle opere di Misericordia, che eseguirai in conformità all’obbedienza. Mi farai un grande piacere e ogni sera parlerai un po’ con Me di questa tua mansione. Ho sentito che Gesù mi dava una nuova grazia per questo impegno, ma nonostante ciò io mi rinchiusi più profondamente nel Suo Cuore. Oggi mi sono sentita peggio del solito, ma Gesù in questo giorno mi ha dato più possibilità di esercitarmi nella virtù. È capitato che ho avuto un impegno più faticoso. La suora della cucina mi ha manifestato il suo malcontento perché ho fatto tardi a pranzo, anche se in nessun modo mi sarebbe stato possibile giungere prima. Ma mi sono sentita così male, che ho dovuto chiedere alla Madre Superiora di permettermi di andare a coricarmi. Sono andata a pregare Suor N... di sostituirmi nella mia mansione ed ho ricevuto un’altra ramanzina. « Ma come? Si è stancata tanto, sorella, che va di nuovo a mettersi a letto? Che vuoi, con questo continuo andare a letto! ». Me la sono sorbita tutta, ma non era ancora la fine. Bisognava andare ed avvertire anche la suora che serve le malate, perché mi portasse il vitto. Appena gliel’ho detto, è scattata e mi è corsa appresso dalla cappella lungo il corridoio, per dirmi quello che aveva in animo: « Perché va a mettersi a letto? ecc. ecc. ». L’ho pregata di non portarmi niente. Scrivo questo molto in breve, perché non è mia intenzione scrivere di tali cose, ma lo faccio perché non ci si comporti a questo modo con un’altra anima, poiché questo non piace al Signore. In un’anima sofferente dobbiamo vedere Gesù Crocifisso e non un parassita ed un peso per la Congregazione. Un’anima sofferente rassegnata alla volontà di Dio attira sul convento più benedizione divina che tutte le suore che lavorano. Povera quella casa che non ha suore ammalate! Talvolta Dio concede molte e grandi grazie per riguardo alle anime sofferenti ed allontana molti castighi unicamente per riguardo a queste. O Gesù mio, quando impareremo a guardare alle anime per motivi più elevati? Quando saranno veritieri i nostri giudizi? Ci dai la possibilità di esercitarci nelle opere di Misericordia e noi ci esercitiamo nei giudizi. Per conoscere se in una casa religiosa fiorisce l’amore di Dio, basta chiedere come vengono trattati gli ammalati, gli invalidi e gli inabili.

10.09.1937

Durante la meditazione son venuta a sapere che quanto più un’anima è pura, tanto più esclusivamente spirituale è il suo rapporto con Dio, non fa molto caso ai sensi ed alle loro proteste. Dio è spirito, perciò Lo amo in spirito e verità. Appena mi sono resa conto di quanto sia pericoloso stare in portineria ai giorni nostri, e ciò a causa dei tumulti rivoluzionari, e quanto odio la gente malvagia nutra per i conventi, sono andata a parlare col Signore e Gli ho chiesto di disporre le cose in modo che nessun malintenzionato osi avvicinarsi alla nostra porta. Ed allora ho udito queste parole: «Figlia Mia, dal momento in cui sei andata in portineria, ho messo un Cherubino sulla porta, perché la sorvegli, sta’ tranquilla». Quando son tornata dal colloquio avuto col Signore, ho visto una nuvoletta bianca e in essa un Cherubino con le braccia conserte. Il suo sguardo era lampeggiante; ho capito che il fuoco dell’amore di Dio ardeva in quello sguardo...

14.09.1937

Esaltazione della Santa Croce. Oggi ho conosciuto che quel sacerdote incontra gravi difficoltà per questa causa. Gli sono contrarie perfino anime devote e zelanti della gloria di Dio ed il fatto che non si scoraggia è dovuto soltanto ad una particolare grazia divina. Gesù: «Figlia Mia, credi forse di aver scritto abbastanza sulla Mia Misericordia? Quello che hai scritto è appena una gocciolina di fronte ad un oceano. Io sono l’Amore e la Misericordia stessa; non c’è miseria che possa misurarsi con la Mia Misericordia. Né la miseria l’esaurisce, poiché dal momento che si dona, aumenta. L’anima che confida nella Mia Misericordia è la più felice, poiché Io stesso ho cura di lei». Provo grandi sofferenze nell’anima, quando vengo a conoscenza di un’offesa fatta a Dio. Oggi ho conosciuto che poco lontano dalla nostra portineria sono stati commessi dei peccati gravi. Era sera, ho pregato fervorosamente in cappella, poi sono andata a flagellarmi. Quando mi sono inginocchiata a pregare, il Signore mi ha fatto conoscere quanto soffra un’anima respinta da Dio. Mi sembrava che il cuore mi si spezzasse e nello stesso tempo ho conosciuto come una tale anima ferisce il misericordiosissimo Cuore di Gesù. Quella misera creatura non vuole accettare la pietà di Dio. Quanto più Iddio avrà inseguito un’anima con la Sua Misericordia, tanto più la colpirà con la Sua giustizia... Mia segretaria, scrivi che sono più generoso con i peccatori che con i giusti. Per loro sono sceso in terra... per loro ho versato il Sangue. Non abbiano timore di avvicinarsi a Me, sono essi che hanno maggiormente bisogno della Mia Misericordia”.

16.09.1937

Oggi desideravo tanto ardentemente fare l’ora santa davanti al SS.mo Sacramento, ma la volontà di Dio è stata diversa. Alle otto sono stata presa da dolori così violenti, che ho dovuto mettermi immediatamente a letto. Ho continuato a torcermi fra gli spasimi per tre ore, cioè fino alle undici di sera. Nessuna medicina mi ha giovato; quella che prendevo la rigettavo. In qualche momento a causa dei dolori ho perso la conoscenza. Gesù mi ha fatto conoscere che, in questo modo, ho preso parte alla Sua agonia nell’Orto degli Ulivi e che Egli stesso aveva permesso queste sofferenze in riparazione a Dio per i bambini uccisi nel grembo di cattive madri. Questi dolori mi sono capitati già tre volte. Cominciano sempre alle otto e durano fino alle undici di sera. Nessuna medicina riesce ad attenuarmi queste sofferenze. All’avvicinarsi delle undici scompaiono da sole ed allora mi addormento; l’indomani mi sento molto debole. La prima volta mi è capitato in sanatorio. I medici non riuscirono a fare una diagnosi; né iniezioni né alcun’altra medicina mi fu di qualche sollievo e io stessa non capivo che genere di dolori fossero. Dissi al medico che mai in vita mia avevo avuto dolori simili, egli mi dichiarò che non sapeva quali fossero. Ora so di che dolori si tratta, poiché il Signore me l’ha fatto sapere... Tuttavia quando penso che forse dovrò ancora soffrire in quel modo, mi vengono i brividi. Ma non lo so, se dovrò ancora soffrire a quel modo, lo lascio decidere a Dio. Tutto ciò che a Dio piacerà mandarmi, l’accetterò con rassegnazione e con amore. Voglia il cielo che con quelle sofferenze io abbia potuto salvare dall’omicidio almeno un anima. Il giorno dopo questi dolori, ho la percezione dello stato delle anime e della loro disposizione nei riguardi di Dio; penetra in me una vera conoscenza. Ricevo la santa Comunione in modo quasi angelico. La mia anima è inondata di luce divina e se ne nutre, i sentimenti sono come assopiti. È l’unione col Signore totalmente spirituale, è il grande predominio dello spirito sulla natura. Il Signore mi ha fatto conoscere le grazie che mi elargisce continuamente. Questa luce mi è penetrata nel profondo e sono venuta a conoscere le attenzioni inconcepibili che Dio ha verso di me. Sono rimasta in cella per un lungo ringraziamento, distesa con la faccia a terra ed ho versato lacrime di gratitudine. Non riuscivo ad alzarmi da terra poiché, quando tentavo d’alzarmi, la luce divina mi dava un’ulteriore conoscenza delle grazie di Dio. Solo la terza volta ho potuto sollevarmi da terra. Come una bambina sentivo che tutto quello che possedeva il Padre Celeste era mio. Fu Lui stesso a sollevarmi da terra fino al Suo Cuore. Sentivo che tutto ciò che esiste era mio in maniera esclusiva, ma io per tutto questo non provavo alcun desiderio, poiché mi basta Dio Solo. Oggi ho conosciuto quanto malvolentieri il Signore entra in una certa anima con la santa Comunione. Va in quel cuore come in una tetra prigione, per esservi maltrattato e seviziato. Ho chiesto il Suo perdono ed ho riparato per quell’affronto. Il Signore mi ha fatto sapere che avrò un incontro con un mio fratello, tuttavia non sono riuscita a capire come mi incontrerò con lui e per quale motivo dovrebbe venire da me, sebbene sappia che ha la grazia della vocazione divina. Ma perché dovrebbe venire da me? Ad ogni modo ho lasciato perdere questi ragionamenti e sono convinta che, se il Signore mi aveva fatto sapere che veniva, questo mi basta. Ho unito a Dio i miei pensieri, non occupandomi più della creatura, rimettendo tutto nelle mani del Signore.

+ Quando gli stessi poveri vengono in portineria per la seconda volta, li tratto con maggior dolcezza e non faccio capire loro che ricordo che erano già venuti, per non metterli in imbarazzo ed allora essi mi parlano liberamente dei loro acciacchi e delle loro necessità. Benché Suor N. mi dica che non ci si comporta così con dei mendicanti e mi sbatta la porta in faccia, quando non c’è lei, li tratto come li avrebbe trattati il mio Maestro. Talvolta non dando nulla, si dà di più, che dando molto ma in maniera sgarbata. Spesso il Signore mi fa conoscere interiormente le persone con le quali tratto in portineria. Un’anima, degna di compassione, volle dirmi spontaneamente qualche cosa. Approfittando dell’occasione, le feci conoscere con delicatezza in quale stato miserevole era la sua anima. Se ne partì con una migliore disposizione d’animo.

17.09.1937

O Gesù, vedo tanta bellezza disseminata attorno a noi per la quale Ti ringrazio continuamente, ma noto che alcune anime sono come pietre, sempre fredde ed insensibili, nemmeno i miracoli le commuovono molto; hanno lo sguardo rivolto a terra e non vedono nient’altro all’infuori di se stesse. Mi hai circondata durante la vita con la Tua protezione sensibile ed affettuosa, più di quanto io possa immaginare, poiché comprenderò la Tua bontà in tutta la sua estensione solo quando mi cadranno i veli dagli occhi. Desidero che tutta la mia vita sia un unico ringraziamento per te, o Dio.

+ Ti sono riconoscente, o Dio, per tutte le grazie Di cui mi colmi continuamente, che m’illuminano, come i raggi del sole, E con le quali mi indichi la strada sicura. Grazie, o Dio, per avermi creata, Per avermi chiamata all’esistenza dal nulla, E per avermi impresso il Tuo sigillo divino, Facendo ciò unicamente per amore. Grazie, o Dio, per il santo battesimo, Che m’ha inserito nella Tua famiglia: È un grande, inconcepibile dono della grazia Che ci trasforma l’anima. Grazie, o Signore, per la santa confessione, Per questa sorgente di grande, inesauribile Misericordia, Per questa fonte inconcepibile di grazie, In cui le anime macchiate dal peccato tornano candide. Ti ringrazio, Gesù, per la santa Comunione Nella quale ci doni Te stesso. Sento il Tuo Cuore battere nel mio petto, Mentre Tu stesso sviluppi in me la vita divina. Ti ringrazio, o Spirito Santo, per il sacramento della cresima, Che mi fa divenire Tuo cavaliere, Dà forza all’anima in ogni momento, E mi protegge dal male. Ti ringrazio, o Dio, per il dono della chiamata al Tuo servizio esclusivo, In cui mi dai la possibilità di amare unicamente Te. È un grande onore per la mia anima. Ti ringrazio, Signore, per i voti perpetui, Per questo vincolo di amore puro, Per esserti degnato d’unire al mio il Tuo Cuore intemerato, Unificandolo col Tuo in un legame d’illibatezza. Ti ringrazio, Signore, per il sacramento dell’unzione, Che mi rafforzerà negli ultimi momenti Della lotta e m’aiuterà a salvarmi, Dando vigore all’anima, sì che possiamo gioire eternamente. Grazie, Signore, per tutte le ispirazioni Di cui mi colma la Tua bontà, Per queste illuminazioni interiori dell’anima Che è impossibile esprimere, ma che il cuore percepisce. Grazie SS.ma Trinità, per l’enorme quantità di doni, Che mi hai elargito durante la vita; La mia riconoscenza ingigantirà allo spuntare dell’eterna aurora, Quando per la prima volta canterò le Tue lodi.

+ Nonostante il raccoglimento interiore, conduco una lotta continua col nemico dell’anima. Scopro in continuazione nuove insidie da parte sua e la battaglia infuria di nuovo. Mi tengo in esercizio in tempo di pace e vigilo, affinché il nemico non mi sorprenda impreparata e quando vedo la sua grande rabbia, rimango nella fortezza, cioè nel sacratissimo Cuore di Gesù.

19.09.1937

Oggi il Signore mi ha detto: Figlia Mia, scrivi che sono molto addolorato quando delle anime consacrate si accostano al Sacramento dell’amore soltanto per abitudine, come se non distinguessero la differenza di questo cibo. Nei loro cuori non trovo né fede né amore. In tali anime vado con grande riluttanza; sarebbe meglio che non Mi ricevessero”. Dolcissimo Gesù, infiamma il mio amore verso di Te e trasformami in Te. Divinizzami, affinché le mie azioni Ti siano gradite. Questo lo compia la potenza della santa Comunione, che ricevo ogni giorno. Quanto desidero essere completamente trasformata in Te, o Signore!

19.09.1937

Oggi è venuto a trovarmi mio fratello Stasio. Mi sono rallegrata enormemente che questa bella anima intenda dedicarsi al servizio di Dio, o meglio che Dio lo attiri al Suo amore. Abbiamo parlato a lungo di Dio e della Sua bontà. Durante la nostra conversazione mi sono resa conto di quanto sia gradita a Dio questa cara anima. Dalla buona Madre Superiora ho ricevuto il permesso di vedermi più spesso con lui. Quando mi ha chiesto di consigliarlo dove entrare, gli ho risposto: «Certamente tu sai meglio di tutti quello che vuole il Signore da te ». Gli ho indicato l’ordine dei Gesuiti. « Ma entra dove preferisci ». Ho promesso di pregare per lui ed ho deciso di fare una novena al Sacro Cuore per intercessione del Padre Pietro Skarga, con la promessa di pubblicazione sui « Messaggero del Sacro Cuore », poiché ha molte difficoltà in questa sua iniziativa. Ho capito che in questa faccenda è più utile la preghiera dei consigli...

21.09.1937

Questa notte, essendomi svegliata alcune volte, ho ringraziato Iddio brevemente, ma con tutto il cuore, per tutte le grazie concesse a me ed alla nostra Congregazione ed ho riflettuto sulla grande bontà di Dio. Dopo aver ricevuto la santa Comunione Gli ho detto: «Gesù, questa notte ho pensato tante volte a Te». E Gesù mi ha risposto: «E Io ho pensato a te ancor prima di chiamarti all’esistenza». « Gesù, in che modo hai pensato a me? ». «Nel modo dì ammetterti alla Mia eterna felicità». Dopo queste parole la mia anima fu inondata dall’amore di Dio. Non finivo di stupirmi nel vedere quanto Iddio ci ama. Quando sono caduta nuovamente nello stesso errore, nonostante il proposito sincero, sebbene la caduta fosse una piccola imperfezione e piuttosto involontaria, ho provato nell’anima un dolore così vivo, che ho interrotto la mia occupazione e sono andata per un momento in cappella; mi sono gettata ai piedi di Gesù, chiedendo perdono al Signore con amore e con grande afflizione, tanto più vergognosa in quanto la mattina, parlando con Lui dopo la santa Comunione, Gli avevo promesso fedeltà. Allora udii queste parole: «Se non ci fosse stata quella piccola imperfezione, non saresti venuta da Me. Sappi che ogni volta che vieni da Me umiliandoti e chiedendo perdono, Io riverso sulla tua anima una enorme quantità di grazie; la tua imperfezione scompare dai miei occhi e vedo soltanto il tuo amore e la tua umiltà. Non perdi nulla, ma guadagni molto...».

+ Il Signore mi ha fatto conoscere che, se un’anima non accetta le grazie che le sono state destinate, in quello stesso momento le riceve un’altra anima. O mio Gesù, fammi degna di ricevere le grazie, poiché io da me stessa non posso far nulla, senza il Tuo aiuto non sono neppure capace di pronunciare degnamente il Tuo nome.

25.09.1937

Quando sono venuta a sapere quanto grandi sono le difficoltà di questa causa, sono andata dal Signore e Gli ho detto: « Gesù, forse che non vedi come rendono difficile la Tua opera? ». Ed udii una voce nell’anima: «Fa’ quello che è in tuo potere e per il resto non preoccuparti. Queste difficoltà dimostrano che quest’opera è Mia. Sta’ tranquilla, se fai tutto quello che è in tuo potere». Oggi ho aperto la porta alla Madre Superiora ed ho saputo che andava in città per la causa della Divina Misericordia. Questa è la Superiora che ha contribuito maggiormente all’opera della Misericordia. Oggi ho chiesto imprudentemente a due bambini poveri se era vero che a casa non avevano da mangiare. I bambini non mi hanno risposto e se ne sono andati dalla portineria. Ho capito che era penoso per loro parlare della propria miseria, perciò li ho raggiunti in fretta e li ho fatti tornare indietro ed ho dato loro ciò che ho potuto e per cui avevo il permesso. Mostrami, o Dio, la tua Misericordia, Secondo la compassione del Cuore di Gesù, Ascolta i miei sospiri e le mie suppliche le lacrime di un cuore contrito. O Dio onnipotente e sempre misericordioso, La Tua pietà è sempre inesauribile. Benché la mia miseria sia grande come il mare, Ho piena fiducia nella Misericordia del Signore. O Trinità eterna, o Dio sempre benigno, La Tua compassione è senza limiti, Perciò confido nel mare della Tua Misericordia E Ti sento, Signore, anche se un velo mi separa da Te. L’onnipotenza della Tua Misericordia, o Signore, Venga esaltata nel mondo intero, Il suo culto non termini mai. Anima mia, propaga la Misericordia di Dio con entusiasmo.

27.09.1937

Oggi con la Madre Superiora siamo andate da un certo signore, presso il quale si stanno stampando e dipingendo delle immaginette della Divina Misericordia ed anche le invocazioni e la coroncina, che hanno già ottenuto l’approvazione. E poi siamo andate a vedere anche l’immagine più grande corretta. E molto somigliante, ne sono stata enormemente contenta. Mentre osservavo quell’immagine, sono stata investita da un amore di Dio così vivo, che per un certo momento non sapevo dove fossi. Appena sbrigata questa faccenda, siamo andate nella Chiesa di Santa Maria ed abbiamo ascoltato la santa Messa, durante la quale il Signore mi ha fatto conoscere quale grande numero di anime si salverà per mezzo di quest’opera. Poi sono entrata in un colloquio intimo con il Signore, per ringraziarLo d’essersi degnato di concedermi la grazia di poter vedere diffondersi il culto della Sua insondabile Misericordia. Mi sono immersa in una profonda preghiera di ringraziamento. Oh, quanto è grande la magnanimità di Dio! Sia benedetto il Signore, che è fedele alle Sue promesse... Madre Irene riceve in modo sorprendente molta luce del Signore per tutto ciò che riguarda questa causa. Essa per prima ha autorizzato l’esecuzione dei desideri del Signore, sebbene sia divenuta mia superiora solo due anni dopo l’apparizione. Essa per prima è venuta con me quando si è cominciato a dipingere l’immagine ed ora che si stampano alcune cose sulla Divina Misericordia e si riproducono le immaginette, è stata lei di nuovo che è venuta con me per questa causa. Dio ha disposto singolarmente tutto questo, poiché per la verità l’inizio avvenne a Wilno ed ora la volontà di Dio ha diretto le circostanze in modo tale che la causa si continua a risolverla a Cracovia. So quanto è cara a Dio questa superiora; vedo che Dio dirige tutto e vuole che, in questi momenti importanti, io sia sotto la sua protezione... Ti ringrazio, Signore, per simili superiore che vivono nell’amore e nel timore del Signore. E per questo anche che prego in modo particolare per lei, perché lei ha affrontato la maggior parte delle difficoltà in quest’opera della Divina Misericordia...

29.09.1937

Oggi ho compreso molti misteri di Dio. Sono venuta a sapere che la santa Comunione dura in me fino alla seguente santa Comunione. La presenza di Dio viva e sensibile dura nella mia anima. Questa consapevolezza m’immerge in un profondo raccoglimento, senza alcuno sforzo da parte mia... Il mio cuore è un tabernacolo vivente nel quale si conserva l’Ostia viva. Non ho mai cercato Iddio in una imprecisata lontananza, ma nel mio intimo; nella profondità del mio proprio essere tratto familiarmente col mio Dio. Mio Dio, nonostante tutte le grazie anelo continuamente alla perenne unione col mio Dio, e più Lo conosco, più ardentemente Lo desidero.

+ G.M.G.

Con nostalgia guardo il cielo stellato, l’azzurro del firmamento impenetrabile; là da Te, o Dio, anela giungere un cuore puro, E desidera liberarsi dai ceppi del corpo. Con grande bramosia guardo a te, Patria mia. Quando finirà questo mio esilio? Così sospira verso Te, Gesù, la Tua sposa, Che per nostalgia di Te vive agonizzando. Con nostalgia osservo le orme dei santi, che attraverso questo deserto giunsero alla Patria, lasciandomi esempi di virtù e consigli, e mi dicono: «Pazienza, sorella, presto cadranno le catene!». Ma l’anima anelante non ode queste parole, Essa desidera violentemente il suo Dio e Signore; e non comprende i discorsi umani, perché di Lui solo è innamorata. La mia anima assetata, ferita nell’amore. Si fa strada attraverso tutto il creato. E si unisce all’eternità sconfinata, al Signore, al quale il mio cuore è vincolato. Alla mia anima bramosa di Te, permetti, o Dio, di immergersi nella Tua Trinità divina, appaga il mio desiderio, per cui imploro umilmente col cuore strapieno di fuoco d’amore. Oggi è venuta in portineria una ragazza a chiedere di essere ricevuta fra le educande, ma non è stato possibile accoglierla. Quell’anima aveva un grande bisogno della nostra casa. Mentre parlavo con lei, si è rinnovata in me la Passione di Gesù. Dopo che è partita, mi sono sottoposta ad una delle più grandi mortificazioni; ma un’altra volta non lascerò andar via un’anima del genere. Tuttavia per tre giorni ho sofferto molto a favore di quell’anima. Quanto deploro che i nostri istituti siano così piccoli e che non possano ospitare un maggior numero di queste care anime. Gesù mio, Tu sai quanto soffro per ogni pecorella smarrita...

+ O umiltà, fiore stupendo, vedo quante poche anime ti posseggono! E forse perché sei così bella e nello stesso tempo così difficile da conquistare? Oh si, e l’una e l’altra cosa. Dio stesso trova in essa il Suo compiacimento. Sopra un’anima umile sono aperte le cateratte del cielo e scende su di lei un mare di grazie. Oh, quanto è bella un anima umile! Dal suo cuore s’innalza come da un incensiere ogni genere di profumo estremamente gradito, che attraversa le nubi e giunge a Dio stesso e riempie di gioia il Suo Cuore Sant.mo. Ad una tale anima Iddio non rifiuta nulla; una tale anima è onnipotente, essa influisce sul destino del mondo. Una simile anima Iddio l’innalza fino al Suo trono e più essa si umilia, più Dio si china verso di lei, la insegue con le Sue grazie e l’accompagna in ogni momento con la Sua onnipotenza. Un’anima così è unita a Dio nel modo più intimo. O umiltà, metti radici profonde in tutto il mio essere! O Vergine purissima, ma anche umilissima, aiutami a conquistare una profonda umiltà. Ora comprendo perché ci sono così pochi santi, perché sono poche le anime profondamente umili. O Amore eterno, abisso di Misericordia, o Trina Santità, ma unica Divinità, che hai per tutti un seno amoroso e come un buon Padre non disprezzi nessuno. O Amore di Dio, sorgente viva, riversati su di noi Tue indegne creature; la nostra miseria non trattenga i torrenti del Tuo amore, poiché la Tua Misericordia non ha limiti.

+ Gesù, ho notato che sembra che Ti occupi meno di me. «Sì, bambina Mia, Mi nascondo dietro al tuo direttore spirituale. Egli si occupa di te secondo la Mia volontà. Rispetta ogni sua parola come Mia propria; egli è il velo dietro al quale Mi nascondo. Il tuo direttore spirituale e Io siamo tutt’uno, le sue parole sono parole Mie». Quando faccio la Via Crucis, alla dodicesima stazione provo un profondo turbamento. Li medito sull’onnipotenza della Divina Misericordia, che è passata attraverso il Cuore di Gesù. Ogni volta che faccio la Via Crucis, chiudo nella ferita aperta del Cuore di Gesù tutta la povera umanità e le singole persone che amo. Da quella sorgente di Misericordia sono usciti i due raggi, cioè il Sangue e l’Acqua; essi con l’immensità delle loro grazie inondano il mondo intero... Quando uno è debole e malato, compie sforzi continui per arrivare a fare quello che tutti gli altri compiono normalmente. Tuttavia, anche con questo «normale » non sempre si riesce a venirne a capo. Ti ringrazio però, Gesù, di tutto: non è la grandezza dell’opera, ma la grandezza dello sforzo che verrà premiata. Ciò che viene fatto per amore, non è una piccola cosa, o mio Gesù, poiché il Tuo occhio vede tutto. Non capisco perché al mattino mi senta così particolarmente male. Per alzarmi dal letto debbo concentrare tutte le mie forze, e talvolta metterci addirittura dell’eroismo. Al pensiero della santa Comunione acquisto un po’ più forza. Ecco, il giorno comincia con una lotta e con una lotta finisce. Quando vado a dormire, mi sento come un soldato che torna dal campo di battaglia. Ciò che racchiude in sé questo mio giorno, solo a Te è noto, o mio Maestro e Signore. Meditazione. Durante la meditazione la suora che ha l’inginocchiatoio accanto a me si schiarisce la gola continuamente e tossicchia, qualche volta senza interruzione. Ad un dato momento m’era venuto il pensiero di cambiare posto durante la meditazione. Siccome però la santa Messa era già finita ho pensato che, se avessi cambiato posto, la suora se ne sarebbe accorta e avrebbe potuto dispiacerle che mi allontanavo da lei. Decisi di continuare a pregare al mio posto, offrendo a Dio quell’atto di pazienza. Verso la fine della meditazione, la mia anima fu inondata da una consolazione inviatami da Dio nella misura in cui il mio cuore era in grado di sopportare. Il Signore inoltre mi fece conoscere che, se mi fossi allontanata da quella suora, mi sarei allontanata anche da quelle grazie che scesero sulla mia anima.

+ Oggi Gesù è venuto alla porta del convento sotto l’apparenza di un giovane povero. Un giovane macilento, con un vestito a brandelli, scalzo ed a capo scoperto; era molto infreddolito, perché era una giornata piovosa e piuttosto fredda. Ha chiesto di poter mangiare qualche cosa di caldo. Sono andata in cucina, ma non ho trovato nulla per i poveri. Però dopo aver cercato un momento ho trovato un po’ di minestra, che ho riscaldato e vi ho sminuzzato un po’ di pane e l’ho data al povero che l’ha mangiata. Nel momento in cui riprendevo da lui la scodella, mi ha fatto conoscere che era il Signore del cielo e della terra. Appena L’ho visto così com’è, mi è scomparso dagli occhi. Quando sono entrata in casa e pensavo a quello che era successo in portineria, ho udito nell’anima queste parole: «Figlia Mia, sono giunte ai Miei orecchi le benedizioni dei poveri, che allontanandosi dalla porta del convento Mi benedicono e Mi è piaciuta questa tua Misericordia nei limiti dell’obbedienza e per questo sono sceso dal Mio trono, per assaggiare il frutto della tua Misericordia». O mio Gesù, ora per me è chiaro ed ho compreso tutto ciò che è avvenuto un momento fa. Ecco perché mi chiedevo: «Che tipo di povero è, che traspare da lui tale modestia?». Da quel momento il mio cuore si è acceso di un amore ancora più puro verso i poveri ed i bisognosi. Oh, come sono contenta che i superiori mi abbiano assegnata questa mansione! Capisco che la Misericordia è di varie specie, che sempre, ovunque e in ogni momento si può fare del bene. L’ardente amor di Dio vede attorno a sé incessantemente la necessità di darsi agli altri con l’azione, la parola e la preghiera. Adesso comprendo, Signore, le parole che Tu mi hai detto tempo addietro.

+ Che grandi sforzi occorre fare per adempiere bene i propri doveri, quando la salute è così debole! E noto a Te soltanto, o Cristo.

+ Nei momenti dell’abbandono interiore non perdo la serenità, poiché so che Dio non abbandona mai un’anima, se non unicamente quando l’anima stessa con la sua infedeltà spezza il vincolo dell’amore. Tuttavia nel modo più assoluto tutti gli esseri dipendono dal Signore e sono sostenuti dalla Sua onnipotenza. Gli uni sono governati dall’amore, gli altri dalla giustizia; dipende da noi decidere sotto quale autorità vogliamo vivere, poiché l’aiuto della grazia in misura sufficiente non viene negato a nessuno. Non mi spaventa affatto l’abbandono apparente. Mi esamino più attentamente per vedere se in questo c’è una colpa da parte mia. Se non c’è, Sii benedetto Signore!

1.10.1937

«Figlia, ho bisogno di sacrifici fatti per amore, poiché solo questo ha valore per Me. Grandi sono i debiti contratti dal mondo con Me; le anime pure li possono pagare con i loro sacrifici, praticando la Misericordia spiritualmente». «Comprendo le Tue parole, Signore, e la vastità della Misericordia, di cui deve risplendere la mia anima». Gesù: «Lo so, figlia Mia, che lo comprendi e fai tutto quello che è in tuo potere, ma scrivilo per molte anime, che talvolta si affliggono perché non posseggono beni materiali coi quali praticare le opere di Misericordia. La Misericordia spirituale però ha un merito molto maggiore e per essa non occorre avere né l’autorizzazione né il granaio, essa è accessibile a qualsiasi anima. Se un’anima non pratica la Misericordia in qualunque modo, non otterrà la Mia Misericordia nel giorno del giudizio. Oh, se le anime sapessero accumulare per sé tesori eterni, non verrebbero giudicate, prevenendo il Mio giudizio con la Misericordia!».

10.10.1937

O mio Gesù, in segno di riconoscenza per tante grazie, Ti offro l’anima ed il corpo, l’intelletto e la volontà e tutti i sentimenti del mio cuore. Coi voti mi sono data tutta a Te, non ho più nulla da poterTi offrire. Gesù mi disse: «Figlia Mia, non Mi hai offerto quello che è effettivamente tuo». Mi concentrai in me stessa e mi tesi conto che amavo Iddio con tutte le forze della mia anima e, non riuscendo a conoscere che cos’era che non avevo dato al Signore, domandai: « Gesù, dimmelo e Te lo do immediatamente con generosità di cuore ». Gesù mi disse con amabilità: «Figlia, dammi la tua miseria, che è l’unica tua esclusiva proprietà». In quel momento un raggio di luce rischiarò la mia anima e conobbi tutto l’abisso della mia miseria. In quello stesso istante mi strinsi al Sacratissimo Cuore di Gesù con tanta fiducia che, anche se avessi avuto sulla coscienza i peccati di tutti i dannati, non avrei dubitato della Divina Misericordia, ma col cuore ridotto in polvere, mi sarei gettata nell’abisso della Tua Misericordia. Credo, Gesù, che non mi avresti respinta da Te, ma mi avresti assolta per mano di un Tuo rappresentante. Appena spirasti, Gesù, scaturì per le anime una sorgente di vita e si aprì un mare di Misericordia per il mondo intero. O Sorgente di Vita, insondabile Misericordia Divina, abbraccia il mondo intero e riversati sopra di noi! «Alle tre del pomeriggio implora la Mia Misericordia specialmente per i peccatori e sia pure per un breve momento immergiti nella Mia Passione, particolarmente nel Mio abbandono al momento della morte. E’ un’ora di grande Misericordia per il mondo intero. Ti permetterò di penetrare nella Mia tristezza mortale. In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione...».

+ G.M.G.

Ti saluto, misericordiosissimo Cuore di Gesù, Viva sorgente di ogni grazia, Unico rifugio ed asilo per noi. Io Te ho la luce della mia speranza. Ti saluto, Cuore pietosissimo del mio Dio, Illimitata e viva sorgente d’amore, Da cui sgorga la vita per i peccatori, E sei fonte di ogni dolcezza. Ti saluto, o Ferita aperta nel Sacratissimo Cuore, Dal quale sono usciti i raggi della Misericordia Da cui ci è dato attingere la vita, Unicamente col recipiente della fiducia. Ti saluto, o imperscrutabile bontà di Dio, Sempre smisurata ed incalcolabile, Piena d’amore e di Misericordia, ma sempre santa, E come una buona madre chinata verso di noi. Ti saluto, trono della Misericordia, Agnello di Dio. Che hai offerto la vita per me, Davanti a cui ogni giorno la mia anima si umilia, Vivendo in una fede profonda.

V Quaderno

+ G.M.G.

Naviga la barca della mia vita Fra il buio e le ombre della notte, E non vedo alcun approdo, Sono in balia del mare profondo. La più piccola tempesta potrebbe affondarmi, Sprofondando la mia barca nel vortice delle onde, Se non vegliassi su di me Tu stesso, o Dio, In ogni momento della mia vita, in ogni istante. In mezzo al rumoroso frastuono delle onde, Navigo tranquillamente con fiducia, E guardo avanti senza timore, come un bimbo, Poiché Tu, o Gesù, sei la mia luce. Tutt’intorno orrore e spavento, Ma la mia pace è più profonda della tempesta del mare, Perché chi è con Te, Signore, non perisce, Me lo assicura il Tuo amore divino. Benché all’intorno sia pieno di pericoli, Non li temo, perché guardo il cielo stellato, E navigo con coraggio ed in letizia, Come conviene ad un cuore puro. Ma soprattutto unicamente perché Sei Tu, o Dio, il mio timoniere, La barca della mia vita naviga così serenamente. Lo riconosco nella più profonda umiltà.

G.M.G. Mio Dio, Ti Amo

Suor Faustina del Santissimo Sacramento

+ Cracovia 20.10.1937

Ti saluto, o Pane degli Angeli, Con profonda fede, speranza e carità, E dal profondo dell’anima Ti adoro, Benché io sia un nulla. Ti saluto, o Dio nascosto, E Ti amo con tutto il cuore, Non mi son d’ostacolo i veli del mistero; Ti amo come gli eletti del paradiso. Ti saluto, o Agnello di Dio, Che cancelli le colpe della mia anima, Che ogni mattina vieni nel mio cuore, E mi sei guida per la salvezza.

Cracovia, 20.10.1937

+ G.M.G. Cracovia, 20.X.1937 Quinto diario (sic!).

O mio Dio, tutto ciò che è in me Ti adori, o mio Creatore e Signore; con ogni battito del mio cuore desidero esaltare la Tua insondabile Misericordia. Desidero parlare alle anime della Tua bontà ed incitarle alla fiducia nella Tua Misericordia. Questa è la missione che mi hai affidato Tu stesso, o Signore, in questa vita e in quella futura. Oggi cominciamo gli esercizi spirituali di otto giorni. O Gesù, mio Maestro, aiutami a fare questi santi esercizi nella maniera più fervorosa. il Tuo Spirito, o Dio, mi guidi alla profonda conoscenza di Te,o Signore, ed alla profonda conoscenza di me stessa, poiché tanto Ti amo per quanto Ti conosco. Tanto disprezzerò me stessa, per quanto conoscerò la mia miseria. Lo so, Signore, che Tu non mi negherai il Tuo aiuto. Da questi esercizi spirituali desidero uscire santa, anche se gli occhi della gente non s’accorgeranno di questo, e nemmeno lo sguardo delle superiore. Mi sottometto tutta all’azione della Tua grazia, si compia in me completamente la Tua volontà, o Signore. Primo giorno. Gesù: «Figlia Mia, questi esercizi spirituali saranno una continua contemplazione. Durante questi esercizi ti condurrò come ad un banchetto spirituale. Accanto al Mio Cuore misericordioso mediterai su tutte le grazie che ha ricevuto il tuo cuore ed una pace profonda scenderà nella tua anima. Desidero che lo sguardo della tua anima sia sempre rivolto alla Mia santa volontà e per questo avrai il Mio maggior compiacimento. Nessun sacrificio è paragonabile a questo. Durante tutti gli esercizi rimarrai vicino al Mio Cuore, non introdurrai alcun cambiamento, poiché la tua vita è come piace a Me. Nemmeno una parola del sacerdote che tiene gli esercizi ti turberà». O mio Gesù, ho già fatto due meditazioni e riconosco che tutto ciò che mi hai detto è vero. Provo una pace profonda e questa pace deriva dalla testimonianza che mi dà la coscienza, cioè dal fatto che compio sempre la Tua volontà, o Signore. Nella meditazione sul fine dell’uomo ho compreso che questa verità è profondamente radicata nella mia anima e per questo le mie azioni sono più perfette. So perché sono stata creata, tutte le creature messe assieme non mi sostituiscono il Creatore, so che il mio ultimo fine è Dio e perciò in tutte le mie iniziative tengo in considerazione Iddio.

+ Oh, com’è bello fare gli esercizi spirituali accanto al Cuore dolcissimo del mio Dio! Sono in un luogo solitario col mio Sposo, nessuno mi disturba nel dolce colloquio che ho con Lui. O Gesù, Tu stesso Ti sei degnato di mettere le fondamenta all’edificio della mia santità, poiché la mia cooperazione non è stata molta. Per l’indifferenza nell’uso che faccio delle creature e nella loro scelta, Tu mi hai aiutato, Signore, poiché il mio cuore è debole per se stesso e per questo Ti ho pregato, o mio Maestro, di non badare al dolore del mio cuore, ma di tagliare tutto ciò che poteva trattenermi sulla strada dell’amore. Non Ti comprendevo, Signore, nei momenti della sofferenza, quando eseguivi l’opera nella mia anima, ma oggi Ti comprendo e godo della libertà dello spirito. Gesù stesso ha vigilato perché nessuna passione irretisse il mio cuore. Ho conosciuto bene da quali pericoli mi ha liberato e per questo la mia gratitudine verso il mio Dio è senza limiti. Secondo giorno. Quando meditavo sul peccato degli angeli e sulla loro immediata punizione, ho chiesto a Gesù perché gli angeli erano stati condannati subito dopo il peccato. Ho udito una voce: «Per la loro profonda conoscenza di Dio. Nessun uomo sulla terra, fosse pure un gran santo, ha una tale conoscenza di Dio, quale la possiede un angelo». Ma con me, misera, o Dio, Ti sei mostrato misericordioso e ciò per tante volte. Mi porti nel grembo della Tua Misericordia e mi perdonerai sempre, quando con cuore contrito T’implorerò di perdonarmi. Una quiete profonda inonda la mia anima, nemmeno una piccola nube mi nasconde il sole. Mi espongo completamente ai raggi di questo sole. Il suo amore compia in me un cambiamento totale. Da questi esercizi voglio uscire santa nonostante tutto, cioè nonostante la mia miseria. Voglio diventare santa e confido che la Misericordia di Dio anche da tale miseria, quale io sono, possa ricavare una santa, poiché dopo tutto ho buona volontà. Nonostante tutte le sconfitte, voglio lottare come un’anima santa, e voglio comportarmi come un’anima santa. Non mi scoraggerò per nessuna ragione, come non si scoraggia un’anima santa. Voglio vivere e morire come un’anima santa, fissa in Te, o Gesù disteso sulla croce, come sul modello secondo il quale debbo comportarmi. Ho cercato esempi attorno a me, ma non ne ho trovati di sufficienti ed ho notato che la mia santità sembrava attardarsi. Dal momento attuale però fisso il mio sguardo su di Te, o Cristo, che sei la mia Guida migliore. Confido che benedirai i miei sforzi.

+ Nella meditazione sul peccato, il Signore mi ha fatto conoscere tutta la malizia del peccato e l’ingratitudine che in esso è contenuta. Sento nella mia anima una grande ripugnanza anche per il più piccolo peccato. Tuttavia queste verità eterne, sulle quali medito, non immettono nella mia anima nemmeno un’ombra di turbamento né d’inquietudine e, nonostante me ne occupi profondamente, non viene interrotta la mia contemplazione. In tale contemplazione non provo slanci del cuore, ma una profonda pace ed un singolare raccoglimento interiore. Benché l’amore sia grande, è misterioso l’equilibrio. Ricevere l’Eucaristia non mi provoca emozione, ma m’introduce nell’unione la più profonda là dove il mio amore, fuso con l’amore di Dio, costituisce un tutt’uno.

+ Gesù mi ha fatto sapere che devo pregare per le suore che fanno gli esercizi spirituali. Mentre pregavo ho conosciuto la lotta di certe anime ed ho raddoppiato le mie preghiere.

+ In questo profondo raccoglimento posso giudicare meglio lo stato della mia anima. La mia anima è simile all’acqua limpida, in cui vedo tutto, sia la mia miseria, sia la grandezza delle grazie di Dio e da questa conoscenza veritiera il mio spirito si rafforza in una profonda umiltà. Espongo il mio cuore all’azione della Tua grazia, come un cristallo ai raggi del sole. S’imprima nel mio cuore la Tua immagine divina, per quanto può imprimersi in una creatura, e Tu che abiti nella mia anima fa’ che attraverso me s’irradi la Tua divinità. Mentre pregavo davanti al Santissimo Sacramento venerando le Cinque Piaghe di Gesù, nell’invocare ciascuna Piaga, ho sentito come un ruscello di grazia riversarsi nella mia anima ed ho provato un anticipo del paradiso ed una totale fiducia nella divina Misericordia. In questo momento, mentre stavo scrivendo queste parole, ho sentito un urlo di satana: «Scrive tutto! Scrive tutto e con questo ci fa perdere tanto! Non scrivere della bontà di Dio, Egli è giusto!». Ha gettato un urlo di rabbia ed è scomparso. O Dio misericordioso, che non ci disprezzi, ma ci colmi continuamente delle Tue grazie, ci rendi degni del Tuo regno e, nella Tua bontà, riempi con gli uomini i posti che furono abbandonati dagli angeli ingrati. O Dio di grande Misericordia, che hai distolto il Tuo sguardo santo dagli angeli ribelli e l’hai rivolto all’uomo pentito, sia onore e gloria alla Tua insondabile Misericordia, o Dio, che non disprezzi un cuore che si umilia. O mio Gesù, sento che la mia natura si nobilita, ma, nonostante le Tue grazie, non muore completamente; perciò la mia vigilanza è continua. Debbo combattere contro molti difetti, sapendo bene che la lotta non umilia nessuno, ma l’umiliano la viltà e la sconfitta. Quando si ha la salute cagionevole, bisogna sopportare molte cose, poiché quando si è malati e non si sta a letto, non si è considerati malati. Per vari motivi si ha continuamente l’occasione di sacrifici e talvolta di sacrifici molto seri. Ora comprendo che molte cose le farà conoscere solo l’eternità, ma comprendo anche che Iddio, se esige un sacrificio, non lesina la Sua grazia, ma la dà all’anima in abbondanza. O mio Gesù, il mio sacrificio arda silenziosamente, ma in tutta la pienezza dell’amore, davanti al Tuo trono, implorando da Te Misericordia per le anime.

Terzo giorno. Durante la meditazione sulla morte, mi sono preparata come di fronte alla morte reale. Ho fatto l’esame di coscienza ed ho vagliato minutamente tutta la mia vita di fronte alla morte e, per merito della grazia, questa aveva in sé l’impronta del fine ultimo, la qual cosa ha riempito il mio cuore di tanta riconoscenza per Iddio; per l’avvenire ho fatto il proposito di servire il mio Dio ancor più fedelmente. La prima cosa, far morire completamente l’uomo vecchio ed iniziare una vita nuova. Dal primo mattino mi sono preparata a ricevere la santa Comunione come se fosse l’ultima della mia vita e dopo la santa Comunione, ho immaginato di morire realmente, prima ho recitato le preghiere degli agonizzanti e poi il « De profundis » per la mia anima e dopo il mio corpo è stato messo nel sepolcro e ho detto alla mia anima: « Guarda che ne è del tuo corpo, un mucchio di fango ed una gran quantità di vermi, ecco la tua eredità! ». O Dio misericordioso, che mi permetti ancora di vivere, dammi la forza di iniziare una vita nuova, la vita dello spirito, sulla quale la morte non ha potere. Ed il mio cuore si è rinnovato ed ho iniziato una nuova vita, già qui sulla terra, la vita dell’amor di Dio. Non dimentico però che sono la debolezza in persona, ma non dubito nemmeno per un momento nell’aiuto della Tua grazia, o Dio.

Quarto giorno. O Gesù, mi sento singolarmente bene accanto al Tuo Cuore, durante questi esercizi spirituali. Nulla turba la mia profonda pace; con un occhio guardo l’abisso della mia miseria e con l’altro l’abisso della Tua Misericordia. Durante la santa Messa, celebrata da P. Andrasz, ho visto il Bambino Gesù, che sedeva nel calice della S. Messa con le braccine protese verso di noi. Dopo uno sguardo profondo, mi ha detto queste parole: Così dimoro nel tuo cuore, come Mi vedi in questo calice.

+ Santa confessione.

Dopo aver reso conto della mia coscienza, ho ottenuto le autorizzazioni richieste: di portare il braccialetto di ferro ogni giorno per mezz’ora durante la santa Messa e nei momenti eccezionali la cintura per due ore. Il Padre mi ha detto: « Sorella, conservi la più grande fedeltà al Signore Gesù ». Quinto giorno. La mattina quando sono entrata in cappella ho conosciuto che la M. Superiora aveva avuto un dispiacere per causa mia. La cosa mi ha arrecato molto dolore. Dopo la santa Comunione ho piegato il capo sui Sacratissimo Cuore di Gesù ed ho detto: « O mio Signore, Ti prego, fa’ che tutta la consolazione che ho per la tua presenza nel mio cuore, si riversi nell’anima della mia amata Superiora, che ha avuto un dispiacere per causa mia, senza che io ne sapessi nulla ». Gesù mi ha consolato dicendomi che entrambe ne avevamo riportato profitto per l’anima, io tuttavia ho implorato il Signore perché si degni di preservarmi dal far soffrire altri per causa mia, poiché il mio cuore non lo sopporta. O bianca Ostia, Tu conservi il candore della mia anima. Mi fa paura il giorno in cui tralasciassi la santa Comunione. Tu sei il Pane degli Angeli e perciò anche il Pane delle vergini.

+ O Gesù, mio modello perfettissimo, andrò attraverso la vita con lo sguardo rivolto a Te, seguendo le Tue orme, adattando la natura alla grazia, secondo la Tua santissima volontà e la luce che illumina la mia anima, confidando pienamente nel Tuo aiuto.

+ G.M.G. Foglio di controllo interiore.

Esame particolare di coscienza.

Unione con Cristo misericordioso.

Quando sono unita a Gesù, debbo essere sempre ed ovunque fedele ed unita interiormente al Signore. All’esterno: fedeltà alla regola e specialmente al silenzio. Novembre: Vittorie 53; Cadute 2. Dicembre: Vittorie 104; Cadute - Gennaio: Vittorie: 78; Cadute - Febbraio: Vittorie 59; Cadute - Marzo: Vittorie 50. Aprile: Vittorie 61. Maggio - Giugno – Luglio – Agosto – Settembre - Ottobre. Quando avrò dei dubbi su come comportarmi, interrogherò sempre l’amore; esso mi consiglierà nel modo migliore.

25.10.1937. Esame generale di coscienza.

Si tratta di una tabella …

Sesto giorno. O mio Dio, sono pronta ad ogni Tua volontà. Comunque mi guiderai, Ti benedirò. Qualunque cosa Tu esiga, l’eseguirò con l’aiuto della Tua grazia. Qualunque sia la Tua santa volontà nei miei confronti, l’accetto con tutto il cuore e con tutta l’anima, non badando a quello che mi suggerisce la mia natura corrotta. Una volta che passavo accanto ad un gruppo di persone, domandai al Signore: «Sono tutti in stato di grazia, dato che non ho sentito i Tuoi dolori?». «Per il fatto che tu non abbia provato i Miei dolori, non significa che devono essere tutti in stato di grazia. Qualche volta ti faccio sentire lo stato interiore di certe anime e ti do la grazia di soffrire, semplicemente perché ti adopero come strumento per la loro conversione». Dove c’è vera virtù, là dev’esserci anche il sacrificio. Tutta la vita deve essere un sacrificio. Le anime possono essere utili unicamente per mezzo del sacrificio. Il mio rapporto col prossimo può apportare gloria a Dio attraverso il sacrificio di me stessa. Ma il movente di tale sacrificio dev’essere l’amore di Dio, poiché tutto si concentra in esso e di li acquista valore. «Ricordati che quando uscirai da questi esercizi spirituali, Mi comporterò con te come con un’anima perfetta. Desidero averti nelle Mie mani, come uno strumento adatto ad eseguire le Mie opere». O Signore, che penetri in tutto il mio essere e nel più profondo della mia anima, Tu vedi che desidero unicamente Te ed il compimento della Tua santa volontà, non tenendo conto di alcuna difficoltà, né delle sofferenze, ne delle umiliazioni, né di alcuna considerazione umana. «Mi è enormemente gradito questo tuo deciso proposito di diventare santa. Benedico i tuoi sforzi e ti fornirò l’opportunità di santificarti. Stai attenta a non perdere nessuna delle occasioni che ti darà la Mia Provvidenza per santificarti. Se non riuscissi ad approfittare di una determinata opportunità, non perdere la calma, ma umiliati profondamente davanti a Me e con grande fiducia immergiti tutta nella Mia Misericordia e in questo modo acquisterai più di quello che hai perduto, poiché ad un anima umile viene dato con molta generosità più di quanto essa stessa chieda...».

+ Settimo giorno. La conoscenza del mio destino, cioè la sicurezza interiore che raggiungerò la santità. Questa profonda conoscenza ha riempito la mia anima di gratitudine verso Dio ed ho attribuita tutta la gloria al mio Dio, poiché so quello che valgo da me stessa. Da questi esercizi spirituali esco completamente trasformata dall’amore di Dio. La mia anima inizia serenamente e coraggiosamente una nuova vita, benché all’esterno la vita non cambi in nulla e nessuno si accorgerà di questo cambiamento. L’amore puro è la guida della mia vita ed il frutto all’esterno è la Misericordia. Sento che sono totalmente imbevuta di Dio e con Iddio affronto la vita grigia, faticosa e penosa di ogni giorno, confidando che Colui, che sento nel mio cuore, trasformerà questo grigiore nella mia personale santità. In un raccoglimento profondo, accanto al Tuo Cuore misericordioso, in questi esercizi spirituali matura la mia anima. Esposta ai puri raggi del Tuo amore, la mia anima ha cambiato la sua asprezza ed è diventata un frutto dolce e maturo. Ora posso essere totalmente utile alla Chiesa con la mia personale santità, che darà palpiti di vita a tutta la Chiesa, poiché tutti formiamo in Gesù un organismo solo. Per questo m’impegno perché il terreno del mio cuore produca buoni frutti, anche se nessun occhio umano li potrà mai scorgere. Verrà un giorno però in cui apparirà evidente che molte anime si sono nutrite e si nutriranno di questi frutti. O Amore eterno, che accendi in me una nuova vita, una vita d’amore e di Misericordia, sostienimi con la tua grazia, affinché io corrisponda degnamente alla Tua chiamata, in modo che si compia nelle anime per mio mezzo quello che Tu stesso hai stabilito. Mio Dio, già vedo il bagliore delle aurore eterne. Tutta la mia anima si slancia verso di Te, o Signore, nulla più mi trattiene ne mi lega alla terra. Aiutami, Signore, a sopportare pazientemente il resto dei miei giorni. L’offerta del mio cuore arde ininterrottamente davanti alla Tua Maestà, ma in modo così silenzioso, che solo il Tuo occhio, o Dio, la vede, nessun altro occhio è in grado di poterla scorgere. O mio Signore, benché io sia presa da tante cose, benché quest’opera mi stia a cuore, benché desideri il trionfo della Chiesa e la salvezza delle anime, benché mi colpiscano tutte le persecuzioni dei Tuoi fedeli, benché mi faccia soffrire ogni caduta di un’anima, tuttavia al disopra di tutto questo ho nell’anima una pace profonda, che né i trionfi né i desideri né le contrarietà sono in grado di far vacillare, poiché Tu, o Signore e mio Dio, sei per me al di sopra di tutte le cose che puoi permettere che avvengano. Ottavo giorno. O mio Signore, meditando su tutti i benefici accanto al Tuo Sacr.mo Cuore, ho sentito la necessità di una particolare gratitudine per tante grazie e benefici ricevuti da Te. Desidero immergermi nel ringraziamento davanti alla divina Maestà, durare in una preghiera di ringraziamento per sette giorni e sette notti, mentre all’esterno assolverò a tutti i miei impegni, ma il mio spirito sarà incessantemente davanti al Signore e tutte le pratiche di pietà saranno imbevute di spirito di ringraziamento. La sera per mezz’ora starò in ginocchio nella mia cella a tu per tu col Signore. Di notte ogni volta che mi sveglierò m’immergerò in una preghiera di ringraziamento. Con questo voglio ricompensare almeno in piccola parte per i tanti benefici ricevuti da Dio. Tuttavia, affinché tutto questo fosse più gradito agli occhi di Dio, e togliesse a me anche l’ombra del dubbio, sono andata dal mio direttore spirituale e gli ho esposto il desiderio che ha sentito la mia anima di immergersi in questo ringraziamento. Ho ottenuto il permesso per tutto, a condizione di non sforzarmi nella preghiera di notte quando mi sveglio. Con quanta gioia sono tornata al convento! E il giorno dopo ho iniziato questo grande ringraziamento con l’atto della rinnovazione dei voti religiosi. Tutta la mia anima si è immersa in Dio e da tutto il mio essere è uscita una fiamma di riconoscenza e di ringraziamento verso Dio. Le parole non sono state molte, poiché i benefici di Dio come fuochi ardenti hanno infiammato la mia anima e tutte le sofferenze ed i dispiaceri sono stati come legna gettata sui fuoco, senza la quale il fuoco si sarebbe spento. Ho chiamato tutto il cielo e la terra ad unirsi al mio ringraziamento. Sono terminati gli esercizi spirituali, questi bei giorni di permanenza a tu per tu col Signore Gesù. Questi esercizi spirituali li ho fatti come desiderava Gesù e come mi aveva detto il primo giorno degli esercizi, cioè nella più grande serenità ho meditato sul benefici divini. Non avevo mai fatto esercizi spirituali così in vita mia. Con questa pace la mia anima si è rafforzata più profondamente che con scosse ed emozioni. Nei raggi dell’amore ho visto ogni cosa così come è nella realtà. Uscendo da questi esercizi mi sento completamente trasformata dall’amore di Dio. O Signore, divinizza le mie azioni, affinché acquistino meriti per l’eternità e sebbene la mia debolezza sia grande, confido nella potenza della Tua grazia, che mi sosterrà. Gesù mio, Tu sai che fin dai miei primissimi anni ho desiderato diventare una grande santa, cioè ho desiderato amarTi con un amore tanto grande, quale finora nessun’anima ha avuto verso di Te. All’inizio era un mio desiderio segreto noto soltanto a Gesù. Oggi non riesco a contenerlo nel mio cuore e vorrei gridare al mondo intero: Amate Dio, poiché Egli è buono e grande è la Sua Misericordia. O giorni comuni e pieni di grigiore, vi osservo con occhio solenne e festivo! Quanto è grande e solenne il tempo che ci dà la possibilità di raccogliere meriti per il paradiso eterno! Comprendo come lo utilizzerebbero i santi.

30.10.1937

Oggi, secondo giorno del ringraziamento, nel corso delle cerimonie religiose, durante la santa Messa, ho visto Gesù in un aspetto di grande bellezza, che mi ha detto: «Figlia Mia, non ti ho dispensata dall’agire». Ho risposto: «Signore, è debole la mia mano per tali opere». «Sì, lo so, unita alla Mia destra, compirai tutto. Tuttavia sii obbediente, sii obbediente ai confessori. Io darò loro la luce, con la quale debbono guidarti». «Signore, io avrei già voluto dare inizio all’opera nel Tuo nome, ma Don S. rimanda ancora». Gesù mi ha risposto: «Lo so, pertanto fa’ quello che è in tuo potere, ma non ti è permesso tirarti da parte».

1.11.1937.

Oggi dopo i vespri c’è stata la processione al cimitero. Io non ho potuto andarci perché ero di servizio in portineria, ma questo non mi ha affatto impedito di pregare per quelle care anime. Quando la processione dal cimitero è tornata in cappella, la mia anima ha avvertito la presenza di molte anime. Ho compreso la grande giustizia di Dio e come ognuno debba pagare fino all’ultimo centesimo. Il Signore mi ha dato l’occasione di esercitarmi nella pazienza per mezzo di una persona che ha con me la stessa mansione. E così lenta, che non avevo ancora visto una persona lenta come lei. Inoltre bisogna armarsi di tanta pazienza per ascoltare le cose noiose che racconta.

3.11.1937

Questa mattina sono venuti alla porta del convento cinque disoccupati che volevano entrare a tutti i costi. Suor N., dopo essersi data da fare con loro per un bel po’, non essendo riuscita a mandarli via, è venuta in cappella dalla Madre e la Madre ha ordinato a me di andare alla porta. Ero ancora abbastanza lontano dalla porta e già mi giungevano i loro forti colpi. Tutto ad un tratto sono stata presa dall’incertezza e dal timore; non sapevo se aprir loro o rispondere attraverso lo spioncino come Suor N. Improvvisamente ho udito una voce nell’anima: «Vai e apri la porta e parla con loro con la stessa dolcezza con la quale parli con Me». Ho aperto subito la porta e mi sono avvicinata al più minaccioso ed ho cominciato a parlare con lui con una tale dolcezza e serenità, che loro stessi non sapevano più che fare ed hanno cominciato anche loro a parlare con gentilezza ed hanno detto: «Se il convento non può darci lavoro, non c’è niente da fare». E se ne sono andati in pace. Ho avvertito chiaramente come Gesù, che un’ora prima avevo ricevuto nella santa Comunione, abbia agito sui loro cuori servendosi di me. Oh, che gran bene è agire sotto l’ispirazione di Dio! Oggi mi sentivo peggio ed ero entrata dalla Madre Superiora coll’intenzione di chiedere il permesso di andare a coricarmi. Però prima che le chiedessi il permesso di coricarmi, la Madre Superiora mi ha detto: «Sorella, veda di arrangiarsi da sola in portineria, poiché le prendo la ragazza per i cavoli, dato che non c’è nessuno per quel lavoro». Ho risposto: «Va bene» e sono uscita dalla stanza. Quando sono giunta in portineria, mi sono sentita stranamente forte e per tutta la giornata sono rimasta al mio lavoro e mi sono sentita bene. Ho sperimentato il potere della santa obbedienza.

10.11.1937

Quando la Madre mi mostrò l’opuscolo in cui ci sono la coroncina, le litanie e la novena, la pregai di lasciarmelo per poterlo vedere bene. Mentre lo sfogliavo, Gesù mi fece conoscere interiormente: «Già molte anime sono state attirate al Mio amore da questa immagine. La Mia Misericordia agisce nelle anime tramite quest’opera». Seppi così che molte anime avevano sperimentato la grazia di Dio. Sono venuta a sapere che alla Madre Superiora capiterà una croce abbastanza pesante, insieme a sofferenze fisiche, ma non durerà a lungo.

+ Mi era venuta l’idea di non prendere la medicina a cucchiai interi, ma poco alla volta, poiché era cara. In quello stesso istante udii una voce: «Figlia Mia, questo modo di agire non Mi piace. Prendi con gratitudine tutto quello che ti do tramite i superiori e in questo modo Mi piacerai di più».

+ Quando venne a mancare Suor Domenica, la notte verso l’una venne da me e mi fece capire che era morta. Pregai fervorosamente per lei. La mattina le suore mi dissero che era morta, risposi che lo sapevo poiché era venuta da me. La suora infermiera mi pregò di dare una mano a vestirla. Mentre rimasi con lei, il Signore mi fece conoscere che soffriva ancora in purgatorio. Raddoppiai le mie preghiere per lei, ma nonostante il fervore col quale prego sempre per le suore defunte, mi sbagliai nei giorni e, invece di offrire tre giorni di preghiere come prescrive la regola, io per errore ne offrii due. Il quarto giorno mi fece conoscere che le dovevo ancora delle preghiere e che ne aveva bisogno. Formulai immediatamente l’intenzione di offrire un giorno intero per lei, e non solo quel giorno, ma di più, secondo quanto mi suggeriva l’amore del prossimo. Dato che Suor Domenica, dopo morta, appariva molto bella e non dava l’impressione del cadavere, alcune suore espressero il dubbio che fosse in letargo ed una suora mi disse di andare con lei a metterle uno specchietto davanti alla bocca per vedere se si appannava, poiché se era viva, si sarebbe appannato. Fui d’accordo e facemmo come avevamo detto, ma lo specchietto non si appannò, anche se a noi sembrava che si fosse realmente appannato. Il Signore però mi fece conoscere quanto ciò Gli fosse dispiaciuto, e venni ammonita severamente a non agire mai contro la convinzione interiore. Mi umiliai profondamente davanti al Signore e Gli domandai perdono. Vedo un certo sacerdote, che Iddio ama molto e satana odia tremendamente, poiché guida ad un’elevata santità molte anime e tiene in considerazione unicamente la gloria di Dio. Chiedo a Dio che non venga meno la sua pazienza di fronte a coloro che lo contrastano continuamente. Satana, dove non può nuocere direttamente, si serve degli uomini.

19.11.1937

Oggi, dopo la santa Comunione, Gesù mi ha detto quanto desidera venire nel cuore degli uomini. «Desidero unirMi con le anime umane; la Mia delizia è unirMi con le anime. Sappi, figlia Mia, che quando nella santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all’anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione, Mi lasciano solo e si occupano d’altro. Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano l’Amore! Si comportano con Me come con qualche cosa inerte». Ho risposto a Gesù: «O Tesoro del mio cuore, unico oggetto del mio cuore e completa delizia della mia anima, desidero adorarTi nel mio cuore come sei adorato sul trono della Tua gloria eterna. Desidero ricompensarTi almeno in piccola parte col mio amore per la freddezza di un così gran numero di anime. O Gesù, ecco il mio cuore che è per Te una dimora, alla quale nulla ha accesso: Tu riposa in esso come in un bel giardino. O mio Gesù, arrivederci. Io debbo andare al mio lavoro, ma Ti dimostrerò il mio amore col sacrificio, non tralasciando né permettendo che mi sfugga alcuna occasione per esso. Quando sono uscita dalla cappella, la Madre Superiora mi ha detto: « Sorella, lei non andrà alla lezione di catechismo, ma avrà servizio di turno ». Bene, Gesù, ecco che per tutta la giornata ho avuto un numero eccezionale di occasioni per compiere sacrifici, non me ne sono fatta sfuggire nessuna, grazie alla forza d’animo che ho attinto dalla santa Comunione. Ci sono dei momenti nella vita, nei quali l’anima è in un tale stato, che quasi non comprende il linguaggio umano, tutto l’affatica e nulla le dà pace, se non una fervorosa preghiera. Nella preghiera fervorosa l’anima trova sollievo ed anche se volesse una spiegazione da parte delle creature, esse le procurerebbero soltanto una maggiore inquietudine.

+ Mentre pregavo ho conosciuto quanto è cara a Dio l’anima di Padre Andrasz. E’ un vero figlio di Dio. E’ raro che in un’anima traspaia con tanta evidenza questa figliolanza di Dio e ciò perché ha una devozione specialissima per la Madonna. O mio Gesù, benché io abbia in me così forti sollecitazioni, non debbo lasciarmi trascinare e ciò unicamente per non guastare con la mia fretta la Tua opera. O mio Gesù, mi fai conoscere i Tuoi misteri e vuoi che li trasmetta alle altre anime. Fra non molto mi si schiuderà la possibilità di agire. La mia missione inizierà ormai senza ostacoli, nel momento in cui sembrerà completamente annientata. Tale è per questo la volontà di Dio, che non cambierà, anche se molte persone saranno contrarie, ma nulla può cambiare la volontà di Dio. Vedo Don Sopocko con la mente occupata a lavorare per la causa di Dio di fronte ai dignitari della Chiesa, per sottoporre loro i desideri divini. Per il suo interessamento una nuova luce risplenderà nella Chiesa di Dio per la consolazione delle anime. Sebbene per il momento la sua anima sia strapiena d’amarezza, quasi in ricompensa per gli sforzi che fa per Iddio, in seguito non sarà così. Vedo la sua gioia che nulla potrà intaccare; parte di questa gioia Dio gliela concederà qui su questa terra. Non ho incontrato una simile fedeltà a Dio, quale quella per cui si distingue quest’anima. Oggi in refettorio, durante la cena, ho sentito lo sguardo di Dio nel profondo del mio cuore. Una presenza così viva è penetrata nella mia anima che per un momento non mi sono resa conto di dove fossi. La dolce presenza di Dio ha inondato la mia anima e, in certi momenti, non capivo quello che mi dicevano le suore. Tutto ciò che c’è di buono in me, me l’ha procurato la santa Comunione, debbo tutto ad essa. Sento che questo sacro fuoco mi ha trasformata completamente. Oh, come sono lieta di essere la Tua abitazione, o Signore! il mio cuore è un tempio nel quale dimori continuamente...

+ G.M.G.

O Gesù, delizia della mia anima, Pane degli Angeli, Tutto il mio essere si sprofonda in Te, E vivo della Tua vita divina, come gli eletti in paradiso, Né la realtà di una tal vita cesserà, quando riposerò nel sepolcro. O Gesù Eucaristia, o Dio immortale, Che dimori continuamente nel mio cuore, Quando sei con me, nemmeno la morte può danneggiarmi. L’amore mi dice che Ti vedrò alla fine della vita. Imbevuta della Tua vita divina, Guardo tranquilla verso i cieli aperti per me, E la morte se ne andrà delusa a mani vuote, Poiché la Tua vita divina è assicurata in me. E dato che, per il Tuo santo volere, o Signore, La morte deve colpire il mio corpo, Desidero che questa separazione avvenga al più presto, Poiché con essa entrerò nella vita senza fine. O Gesù Eucaristia, vita della mia anima, Tu mi hai innalzata alle sfere eterne, Con la passione e l’agonia fra atroci tormenti.

26.11.1937. Ritiro spirituale mensile di un giorno.

Durante questo ritiro il Signore mi ha dato la luce per una più profonda conoscenza della Sua volontà e nello stesso tempo per un completo abbandono alla santa volontà di Dio. Questa luce mi ha rafforzato in una profonda pace, facendomi comprendere che non debbo aver paura di nulla, all’infuori del peccato. Qualunque cosa Iddio mi mandi, l’accetto con totale sottomissione alla Sua santa volontà. Ovunque mi metta, procurerò di adempiere fedelmente la Sua santa volontà e di fare tutto quello che piace a Lui, per quanto ciò è nelle mie possibilità, anche se questa volontà divina sarà per me pesante e dura, come lo fu la volontà del Padre Celeste nei riguardi del Figlio Suo che pregava nell’Orto degli Ulivi. Ora mi sono resa conto che, se la volontà del Padre Celeste si adempie in questo modo nel Suo amatissimo Figlio, proprio allo stesso modo si adempirà anche in noi. Sofferenze, persecuzioni, oltraggi, disonore, per tutto questo la mia anima assomiglia a Gesù. E maggiori sono le sofferenze, tanto più mi rendo conto di assomigliare a Gesù, questa è la strada più sicura. Se ci fosse stata una strada migliore, Gesù me l’avrebbe indicata. Le sofferenze non mi tolgono affatto la pace, e d’altro canto benché goda di una pace profonda, tuttavia questa pace non mi cancella la sensazione delle sofferenze. Nonostante talvolta abbia il capo rivolto a terra e le lacrime scendano in abbondanza, tuttavia in quello stesso momento la mia anima gode di una profonda pace e felicità... Desidero nascondermi nel Tuo misericordiosissimo Cuore, come una goccia di rugiada nel calice di un fiore. Nascondimi in questo calice, per proteggermi dal gelo di questo mondo. Nessuno può comprendere la felicità in cui si delizia il mio cuore nel nascondimento, a tu per tu con Dio. Oggi ho udito una voce nell’anima: «Oh, se i peccatori conoscessero la Mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran numero! Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi a Me; parla loro della Mia grande Misericordia». Il Signore mi ha detto: «La perdita di ogni anima M’immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che questa preghiera viene sempre esaudita». Si avvicina l’Avvento, desidero preparare il mio cuore alla venuta di Gesù con la mitezza ed il raccoglimento dello spirito, unendomi alla Madre Santissima ed imitando fedelmente la virtù della Sua mitezza, per la quale trovo compiacimento agli occhi di Dio stesso. Al Suo fianco confido di perseverare in questo proposito. Verso sera, quando sono entrata per un momento in cappella, ho sentito una spina tremenda sul capo. La cosa è durata per breve tempo, ma la sua trafittura è stata così dolorosa, che la testa mi è caduta di colpo sulla balaustra. Mi sembrava che quella spina fosse penetrata nel cervello. Ma non è niente. Tutto per le anime, per impetrare loro la divina Misericordia. Vivo ora per ora. Non sono in grado di comportarmi diversamente. Desidero utilizzare nel modo migliore il momento presente, compiendo fedelmente tutto ciò che esso mi offre. Mi affido in tutto a Dio con incrollabile fiducia. Ieri ho ricevuto una lettera da Don Sopocko. Ho appreso che la causa di Dio procede, sia pure lentamente. Me ne rallegro immensamente ed ho raddoppiato le mie preghiere per tutta quest’opera. Ho conosciuto che nel momento attuale Iddio per quest’opera esige da me preghiere e sacrificio; la mia azione potrebbe realmente intralciare i piani di Dio, come mi ha scritto Don Sopocko nella lettera ricevuta ieri. O mio Gesù, concedimi la grazia di essere un docile strumento nelle Tue mani. Dalla lettera ho appreso quanta luce Iddio concede a questo sacerdote. Ciò mi conferma nella convinzione che Iddio porterà a termine quest’opera per suo mezzo, nonostante le contrarietà; che l’opera la porterà a termine, nonostante le contrarietà si accumulino. So bene che più un’opera è bella e grande, tanto più tremende sono le tempeste che si scateneranno contro di essa. Dio nei Suoi imperscrutabili disegni spesso permette che proprio coloro che si sono sobbarcati alle più grandi fatiche per qualche opera, non godano dei frutti di quell’opera su questa terra. Dio conserva tutta la loro gioia per l’eternità, ma, nonostante tutto, qualche volta fa loro conoscere quanto Gli sono graditi i loro sforzi e quei momenti danno forza a quelle anime per nuove battaglie e nuove prove. Sono le anime che assomigliano maggiormente al Salvatore, il quale nella Sua opera fondata sulla terra ha assaporato soltanto amarezza. O mio Gesù, sii benedetto per ogni cosa! Sono lieta che si compia la Tua santissima volontà. Questo è sufficiente per la mia felicità nel modo più completo. O Gesù nascosto, in Te c’è tutta la mia forza. Fin dai più teneri anni Gesù nel Santissimo Sacramento mi ha attirata a Sé. All’età di sette anni, mentre ero ai vespri e Gesù era esposto nell’ostensorio fu allora che mi venne trasmesso per la prima volta l’amore di Dio e riempì il mio piccolo cuore ed il Signore mi fece comprendere le cose divine e da quel giorno ad oggi il mio amore verso Dio nascosto è aumentato fino a raggiungere la più stretta intimità. Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i momenti liberi li passo a colloquio con Lui, Egli è il mio Maestro.

30.11.1937

Verso sera, mentre salivo le scale, all’improvviso mi prese una strana svogliatezza per tutto ciò che è divino. Ad un tratto udii satana che mi diceva: « Non pensare affatto all’opera, Dio non è così misericordioso, come dici tu. Non pregare per i peccatori, tanto essi si danneranno lo stesso e con quest’opera della Misericordia tu stessa ti esponi alla dannazione. Non parlare mai della divina Misericordia col confessore e specialmente non ne parlare con Don Sopoéko e con Padre Andrasz ». A questo punto la voce prese l’aspetto dell’angelo custode. Allora risposi: « So chi sei: il padre della menzogna! ». Feci il segno della santa croce e quell’angelo scomparve con gran fracasso e rabbia. Oggi il Signore mi ha fatto conoscere interiormente che non mi abbandonerà. Mi ha fatto conoscere la Sua Maestà e Santità e nello stesso tempo il Suo amore e la Sua Misericordia verso di me e mi ha dato una conoscenza più profonda della mia miseria. Tuttavia questa mia grande miseria non mi toglie la fiducia anzi, al contrario, in proporzione alla conoscenza della mia miseria, si è rafforzata la mia fiducia nella divina Misericordia. Ho compreso che tutto dipende dal Signore, so che nessuno mi torcerà nemmeno un capello, se Lui non vuole. Oggi mentre mi accostavo alla santa Comunione, ho notato un ostia viva nella pisside, proprio quella che il sacerdote mi ha dato. Quando sono tornata a posto, ho chiesto al Signore: « Perché una sola viva, quando si sa che sei egualmente vivo in tutte le ostie? ». Il Signore mi ha risposto: «È così, sono lo stesso sotto tutte le Ostie ma non tutte le anime Mi ricevono con una fede così viva come la tua, figlia Mia, e per questo non posso agire nelle loro anime, come agisco nella tua anima». Santa Messa celebrata da Don Sopocko. Durante tale Messa, alla quale sono stata presente, ho visto il piccolo Gesù che, toccando con un ditino la fronte di quel sacerdote, mi ha detto: «La sua mente è strettamente unita alla Mia mente e perciò sta’ tranquilla per la Mia opera, non permetterò che si sbagli, ma tu non fare nulla senza il suo permesso». Queste parole hanno riempito la mia anima di una grande tranquillità per l’insieme di quest’opera.

+ Oggi Gesù stesso mi dà la consapevolezza di Sé, del Suo tenerissimo amore e della Sua protezione per me, in una comprensione profonda che tutto dipende dalla Sua volontà, che permette alcune difficoltà unicamente per i nostri meriti, perché si manifesti apertamente la nostra fedeltà e nello stesso tempo mi viene fornita la forza per soffrire e rinnegare me stessa. Oggi è la vigilia dell’Immacolata Concezione della SS.ma Vergine Maria. Durante il pranzo Iddio in un attimo mi ha fatto conoscere la grandezza del mio destino, mi ha fatto conoscere cioè la vicinanza a Dio, che non mi verrà tolta nel corso dei secoli, e ciò in maniera così viva ed evidente, che per lungo tempo sono rimasta profondamente assorta nella Sua viva presenza, umiliandomi davanti alla Sua grandezza.

+ G.M.G. O Spirito di Dio, Spirito di verità e di luce, Dimora in me stabilmente con la Tua divina grazia, il Tuo soffio disperda le tenebre, E nella Tua luce si moltiplichino le opere di bene. O Spirito di Dio, Spirito di amore e di Misericordia, Che infondi nel mio cuore il balsamo della fiducia, La Tua grazia conferma nel bene la mia anima, Dandole una forza invincibile: la perseveranza. O Spirito di Dio, Spirito di pace e di letizia, Che dai sollievo al mio cuore assetato, Riversandovi la sorgente viva dell’amore di Dio, E lo rendi intrepido per la battaglia. O Spirito di Dio, ospite amabilissimo della mia anima, Desidero da parte mia esserti fedele, Sia nei giorni lieti, sia nello strazio delle sofferenze. O Spirito di Dio, desidero vivere sempre alla Tua presenza. O Spirito di Dio, che penetri nel mio essere da parte a parte, E mi fai conoscere la Tua vita divina e trina E mi sveli i misteri della Tua Essenza divina, Unita a Te vivrò per l’eternità.

+ Con grande fervore mi sono preparata a celebrare la festa dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio. Ho vigilato maggiormente sul raccoglimento dello spirito ed ho meditato su questo Suo privilegio esclusivo. Per questo il mio cuore si è immerso tutto in Lei, ringraziando Iddio per aver concesso a Maria questo grande privilegio. Non mi sono preparata soltanto con la novena comune, che fa assieme tutta la comunità, ma mi sono impegnata anche personalmente per salutarLa mille volte al giorno, recitando ogni giorno per nove giorni mille Ave Maria in Suo onore.

+ È già la terza volta che faccio una novena del genere alla Madonna, quella che consiste nella recita di mille Ave Maria al giorno, cioè novemila Ave Maria per tutta la novena. Sebbene l’abbia fatta già tre volte in vita mia, cioè due volte che avevo un incarico e non sono venuta meno in nulla ai miei doveri, compiendoli con la massima esattezza e l’ho fatta al di fuori del tempo degli esercizi di pietà, cioè ne durante la santa Messa né durante la benedizione ho recitato quelle Ave Maria ed un’altra volta ho fatto tale novena che ero ricoverata in ospedale. Per chi realmente vuole, nulla è difficile. Al di fuori della ricreazione pregavo e lavoravo, in quei giorni non dicevo neppure una parola che non fosse assolutamente necessaria. Debbo riconoscere che questa cosa richiede parecchia attenzione e sforzo, ma per onorare l’Immacolata non c’è nulla di troppo. Solennità dell’Immacolata Concezione. Prima della santa Comunione ho visto la Madre SS.ma di una bellezza inconcepibile. Sorridendomi mi ha detto: «Figlia Mia, per raccomandazione di Dio debbo esserti Madre in modo esclusivo e speciale, ma desidero che anche tu Mi sia figlia in modo particolare. Desidero, figlia Mia carissima, che ti eserciti in tre virtù, che per Me sono le più care e a Dio le più gradite. La prima è l’umiltà, l’umiltà, e ancora una volta l’umiltà. La seconda virtù è la purezza. La terza virtù è l’amore per Iddio. In qualità di figlia Mia devi risplendere in modo particolare per queste virtù». Dopo che ebbe finito di parlare, mi ha stretto al suo Cuore ed è scomparsa. Quando sono rientrata in me, il mio cuore è stato attratto in modo singolare da quelle virtù e mi esercito fedelmente in esse, che sono come scolpite nel mio cuore. Questo per me è stato un gran giorno; in questo giorno sono stata quasi in una incessante contemplazione, in cui il solo ricordo di questa grazia m’introduceva in una nuova contemplazione e per tutto il giorno ho continuato a ringraziare e non finivo mai, poiché il ricordo di questa grazia spingeva la mia anima ad immergersi di nuovo in Dio... O mio Signore, per la verità la mia anima è la più misera e Tu ti abbassi su di lei con tanta amabilità. Vedo chiaramente la Tua grandezza e quanto io sono piccola; per questo godo, perché Tu sei così potente ed immenso ed io godo enormemente perché sono piccola. O Cristo sofferente, vengo incontro a Te; come Tua sposa debbo essere simile a Te. Il manto dell’ignominia che ha coperto Te, deve coprire anche me. O Cristo, Tu sai quanto ardentemente desidero assomigliare a Te. Fa’ che tutta la Tua Passione diventi mia, che tutto il Tuo dolore si riversi nel mio cuore. Ho fiducia che adempimi questo in me nel modo che Tu riterrai opportuno.

+ Oggi adorazione notturna. Non ho potuto parteciparvi a causa della mia debole salute, tuttavia prima di addormentarmi mi sono unita alle suore che erano in adorazione. In un’ora fra le quattro e le cinque sono stata svegliata all’improvviso, ho udito una voce che m’invitava ad unirmi alle persone che erano in adorazione in quel momento. Ho conosciuto che fra le adoratrici c’era un’anima che pregava per me. Quando mi sono immersa nella preghiera sono stata trasportata in ispirito nella cappella ed ho visto Gesù esposto nell’ostensorio. Invece dell’ostensorio ho visto il Volto adorabile del Signore. Ed il Signore mi ha detto: «Quello che tu vedi nella realtà, queste anime lo vedono per mezzo della fede. Oh, quanto Mi è gradita la loro grande fede! Vedi che, sebbene in apparenza non ci sia in Me traccia di vita tuttavia in realtà essa è in tutta la sua pienezza ed essa è racchiusa in ogni Ostia. Però perché Io possa agire in un’anima, l’anima deve aver fede. Oh, quanto Mi è gradita la fede viva!». A questa adorazione partecipava la Madre Superiora assieme ad altre suore. Ma ho conosciuto che la preghiera della Madre Superiora aveva smosso il cielo. Ho gioito per il fatto che ci sono delle anime tanto care a Dio. Quando l’indomani, durante la ricreazione, ho domandato quali suore avessero avuto l’adorazione fra le ore quattro e le cinque, una suora ha esclamato: «E perché lo vuoi sapere? Avrà avuto di sicuro qualche rivelazione». Tacqui e non dissi nient’altro, sebbene venissi interrogata anche dalla Madre Superiora. Non potevo rispondere, poiché non era il momento opportuno. Una volta una suora mi confidò che intendeva scegliersi come direttore spirituale un certo sacerdote. Mi disse questo tutta contenta e mi chiese di pregare per quell’intenzione; cosa che promisi. Quando pregai, conobbi che quell’anima non avrebbe riportato profitto spirituale da quella direzione. Nel successivo incontro quell’anima mi parlò di nuovo della sua gioia per quella direzione spirituale. Io condivisi la sua gioia, ma quando ella se ne andò, venni rimproverata severamente. Gesù mi disse che avrei dovuto risponderle come mi aveva fatto conoscere durante la preghiera, cosa che feci alla prima occasione, sebbene mi sia costato molto.

Oggi per un breve momento ho sentito il dolore della corona di spine. Stavo pregando allora per una certa anima davanti al SS.mo Sacramento. All’improvviso provai un dolore così acuto, che la testa mi cadde sulla balaustra, benché il momento sia stato breve, ma molto doloroso. O Cristo, dammi le anime! Manda su di me tutto quello che vuoi, ma in cambio dammi le anime. Desidero la salvezza delle anime; desidero che le anime conoscano la Tua Misericordia. Non ho nulla per me, perché ho distribuito tutto alle anime, così che nel giorno del giudizio starò davanti a Te con niente, perché ho distribuito ogni cosa alle anime; e perciò non avrai di che giudicarmi e in quel giorno ci incontreremo: l’Amore con la Misericordia...

+ G.M.G.

O Gesù nascosto, vita della mia anima, Oggetto del mio ardente desiderio, Nulla soffocherà il Tuo amore nel mio cuore. Così m’assicura la forza del nostro reciproco amore. O Gesù nascosto, pegno adorabile della mia risurrezione, In Te si concentra tutta la mia vita. Tu, Ostia, mi rendi capace di amare eternamente, E so che anche Tu mi amerai come Tua figlia. O Gesù nascosto, mio purissimo amore, La mia vita iniziata con Te su questa terra, Svilupperà in pienezza nell’eternità futura, Poiché il nostro reciproco amore non muterà mai. O Gesù nascosto, la mia anima desidera Te solo, Tu sei per me più delle delizie del paradiso, La mia anima più dei doni e delle grazie attende Te, Che vieni a me sotto l’apparenza del pane. O Gesù nascosto, prendi il mio cuore assetato di Te, Che arde per Te del puro fuoco d’un serafino, Seguendo nella vita imperterrito le Tue orme, A fronte alta come un cavaliere, pur essendo una debole fanciulla. Da un mese sto peggio e ad ogni colpo di tosse sento la decomposizione nei miei polmoni. Mi capita qualche volta di sentire che il mio cadavere va in totale decomposizione. È difficile esprimere quanto sia grande una simile sofferenza. Sebbene con la volontà io accetti ciò nel modo più deciso, tuttavia per la natura è una grande sofferenza, più grande che portare il cilicio e flagellarsi a sangue. Ne ho risentito maggiormente andando in refettorio, dove facevo grandi sforzi per mangiare qualcosa, dato che i cibi mi davano la nausea. In quel periodo han cominciato a prendermi anche dolori agli intestini; tutti i cibi più piccanti mi procuravano tremendi dolori, tanto che più di una notte mi sono divincolata fra spasmi lancinanti e lacrime a vantaggio dei peccatori. Ho chiesto però al confessore come dovevo comportarmi, se dovevo continuare a sopportare tutto ciò per i peccatori, oppure chiedere alla Superiora un’eccezione e cibi più leggeri. Il confessore ha deciso che dovevo chiedere alle Superiore cibi leggeri e mi sono comportata secondo l’indicazione del confessore, vedendo che questa umiliazione è più gradita a Dio. Un giorno m’era venuto il dubbio che non fosse possibile sentire continuamente odore di un organismo in decomposizione e nello stesso tempo camminare e lavorare. Non si trattava per caso di un’illusione? Ma d’altra parte non poteva essere un’illusione, dato che mi procurava una sofferenza tremenda. Mentre pensavo a questo, è venuta da me una delle suore, per scambiare due parole. Dopo un palo di minuti ha fatto un’orribile smorfia e mi ha detto: « Io qui, sorella, sento odore di cadavere, esattamente come se andasse in putrefazione. È spaventoso! ». Le risposi: «Non si spaventi, sorella, sono io che puzzo di cadavere». Rimase assai meravigliata, ma disse di non poter resistere più a lungo. Quando se ne fu andata, compresi che Dio aveva fatto sentire così alla suora, per togliere a me ogni dubbio e che Egli nascondeva alla comunità la mia sofferenza in modo addirittura miracoloso. O mio Gesù, solo Tu conosci la profondità del mio sacrificio. Tuttavia in refettorio dovetti sopportare ancora più di un sospetto di essere difficile nel mangiare.

Allora come al solito vado in fretta accanto al tabernacolo, m’inchino davanti alla pisside ed attingo la forza per uniformarmi alla volontà di Dio. Quello che ho scritto, non è tutto. Oggi, durante la santa confessione, il confessore spezzando spiritualmente l’oplatek con me, mi ha fatto i seguenti auguri: «Sia fedelissima alla grazia di Dio. Secondo: impetri la Misericordia di Dio per sé e per il mondo intero, poiché tutti abbiamo molto, molto bisogno della divina Misericordia». Due giorni prima delle feste vennero lette in refettorio queste parole: « Domani è la nascita di Gesù Cristo secondo la carne ». A queste parole la mia anima fu trapassata dalla luce e dall’amore di Dio e compresi più a fondo il mistero dell’Incarnazione. Quale grande Misericordia divina è racchiusa nel mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio! Oggi il Signore mi ha fatto conoscere la sua ira contro l’umanità, che per i suoi peccati merita che vengano accorciati i suoi giorni. Mi ha fatto conoscere inoltre che l’esistenza del mondo è sostenuta dalle anime elette, cioè gli ordini religiosi. Guai al mondo, se venissero a mancare gli ordini religiosi!

+ G.M.G.

Eseguo ogni azione di fronte alla morte, La eseguo adesso come desidero vederla nell’ultima ora; Pur se la vita vola rapida come un turbine Nessuna azione intrapresa in Dio andrà perduta. Sento la completa decomposizione del mio organismo, Benché io viva e lavori ancora, La morte per me non sarà una tragedia, Poiché la sento da molto tempo. Benché per la natura sia molto penoso Sentir continuamente il lezzo del proprio cadavere, Non è poi così tremendo, se la luce di Dio inonda l’anima, Poiché in essa si risveglia la fede, la speranza, l’amore e il pentimento. Tutti i giorni faccio sforzi di ogni genere, Per partecipare alla vita comunitaria, E con ciò impetrare grazie per la salvezza delle anime, Riparandole coi miei sacrifici dal fuoco dell’inferno. Difatti per la salvezza anche di una sola anima, Val la pena sacrificarsi per tutta la vita, E sopportare i più grandi sacrifici e tormenti, Vedendo qual grande gloria ne riceve Dio.

+ Signore, benché Tu spesso mi faccia conoscere i fulmini della Tua indignazione, tuttavia la Tua ira scompare di fronte ad un’anima che si umilia. Sebbene Tu sia grande, Signore, tuttavia Ti lasci vincere da un’anima sottomessa e profondamente umile. O umiltà, virtù preziosissima, quanto sono poche le anime che Ti posseggono! Vedo ovunque solo l’apparenza di questa virtù, ma la virtù stessa non la vedo. Annientami, Signore, ai miei propri occhi, affinché possa trovare grazia agli occhi Tuoi santi.

+ Vigilia di Natale 1937

Dopo la santa Comunione la Madonna mi fece conoscere la preoccupazione che aveva avuto nel Suo Cuore a motivo del Figlio di Dio. Ma tale preoccupazione era stracolma di tanto profumo di rassegnazione alla volontà di Dio, che la chiamerei piuttosto delizia e non preoccupazione. Ho compreso in che modo la mia anima deve accettare qualunque volere di Dio. Peccato che io non sappia descrivere ciò così come l’ho conosciuto. La mia anima è rimasta per tutta la giornata in un raccoglimento più profondo, dal quale niente è riuscito a strapparla, né i suoi doveri, né i rapporti avuti con persone secolari. Prima del cenone sono andata un momento in cappella per scambiare spiritualmente l’oplatek con le persone che mi amano e sono care al mio cuore, ma sono lontane. Prima di tutto mi sono immersa in una profonda preghiera ed ho chiesto al Signore grazie per loro e poi per ciascuna in particolare. Gesù mi ha fatto conoscere quanto ciò Gli sia gradito ed una gioia ancora più grande ha riempito la mia anima, nel vedere che Iddio ama in modo particolare coloro che noi amiamo.

+ Entrata in refettorio, durante la lettura tutto il mio essere venne immerso in Dio. Vidi interiormente lo sguardo di Dio diretto su di noi con grande compiacimento. Rimasi a tu per tu col Padre Celeste. In quel momento conobbi più a fondo le Tre Persone divine che contempleremo per tutta l’eternità, e dopo milioni di anni ci renderemo conto di aver appena iniziato la nostra contemplazione. Oh, quanto è grande la Misericordia di Dio, che ammette l’uomo ad una così grande partecipazione alla Sua divina felicità, ma nello stesso tempo che gran dolore trafigge il mio cuore per il fatto che molte anime disprezzano questa felicità! Quando cominciammo a scambiarci l’oplatek, regnò un sincero, reciproco affetto. La Madre Superiora mi fece gli auguri con queste parole: « Sorella, le opere di Dio vanno adagio, perciò non abbia fretta ». In genere tutte le suore con grande affetto mi augurarono sinceramente quello che desideravo maggiormente. M’accorsi che questi auguri provenivano veramente dal cuore, ad eccezione di una suora che, sotto i suoi auguri, nascondeva la malignità. La cosa però non mi fece soffrire molto, poiché avevo l’anima inebriata di Dio, ma m’illuminò sul perché Iddio si comunicasse così poco a quell’anima e conobbi che essa cercava sempre se stessa, perfino nelle cose sante. Oh, quanto è buono il Signore, che non mi permette di andare fuori strada e so che mi custodirà gelosamente, ma solo fino a quando resterò piccola, poiché a Lui, Sovrano eccelso, piace intrattenersi coi piccoli, mentre i grandi li osserva da lontano e li contrasta. Sebbene desiderassi vegliare un po’ prima della Messa di Mezzanotte, non mi fu possibile, poiché m’addormentai subito anche perché mi sentivo molto debole. Però quando suonarono per la Messa di Mezzanotte, mi alzai immediatamente, sebbene mi vestissi con molta fatica, poiché ogni momento mi sentivo svenire.

+ Quando giunsi alla Messa di Mezzanotte, subito fin dall’inizio m’immersi tutta in un profondo raccoglimento, nel quale vidi la Capanna di Betlemme inondata da tanta luce. La Vergine SS.ma avvolgeva nei pannolini Gesù, tutta assorta in un grande amore. San Giuseppe invece dormiva ancora. Solo quando la Madonna depose Gesù nella mangiatoia, la luce divina svegliò Giuseppe che si unì a lei nella preghiera. Dopo un po’ rimasi io sola col piccolo Gesù, che allungò le Sue manine verso di me ed io compresi che Lo dovevo prendere in braccio. Gesù appoggiò la Sua testina sul mio cuore e con uno sguardo profondo mi fece comprendere che stava bene accanto al mio cuore. In quel momento Gesù scomparve e suonò il campanello per la santa Comunione. La mia anima non riusciva a reggersi dalla gioia. Verso la fine della santa Messa però mi sentii così debole, che dovetti uscire dalla cappella e andare nella mia cella. Non fui più in grado di partecipare al tè con la comunità. Ma la mia gioia fu grande per tutta la durata delle feste, poiché la mia anima rimase unita al Signore senza interruzione. Conobbi che ogni anima vorrebbe le consolazioni divine, ma non rinuncia per nessun motivo alle consolazioni umane, e purtroppo le due cose non sono assolutamente conciliabili fra di loro. Durante questo periodo festivo ho avvertito che alcune anime pregavano per me. Sono felice che ci sia fin d’ora su questa terra una tale unione e conoscenza spirituale. O mio Gesù, sia gloria a Te per ogni cosa. Nelle più gravi tribolazioni dell’anima sono sempre sola. Ma non sola, perché sono con Te, o Gesù, però qui parlo di persone umane. Nessuna creatura umana comprende il mio cuore, ma ora non mi meraviglio più di questo, mentre in passato me ne meravigliavo, quando le mie intenzioni venivano condannate e male interpretate; ora non me ne meraviglio affatto. Gli uomini non sanno scorgere l’anima, essi vedono il corpo e secondo questo corpo giudicano. Ma per quanto è distante la terra dal cielo, così sono distanti i pensieri di Dio dai nostri pensieri. Io stessa ho sperimentato che abbastanza spesso avviene che... Il Signore mi ha detto: «Non deve interessarti per niente come si comportano gli altri; tu comportati come ti ordino Io. Devi essere una Mia copia vivente tramite l’amore e la Misericordia». Risposi: «Ma, Signore, abusano spesso della mia bontà». «Non importa, figlia Mia, non te ne curare, tu sii sempre misericordiosa con tutti e specialmente con i peccatori».

+ «Quanto mi addolora che le anime si uniscano così poco a Me nella santa Comunione! Attendo le anime ed esse sono indifferenti per Me. Le amo con tanta tenerezza e sincerità ed esse non si fidano di Me. Voglio colmarle di grazie, ma esse non vogliono riceverle. Trattano con Me come con una cosa inerte eppure ho un cuore pieno d’amore e di Misericordia. Affinché tu possa conoscere almeno un po’ il Mio dolore, pensa alla più tenera delle madri, che ama molto i suoi figli, ma i figli disprezzano l’amore della madre. Immagina il suo dolore, nessuno riuscirà a consolarla. Questa è un’immagine ed una pallida somiglianza del Mio amore. Scrivi, parla della Mia Misericordia. Dì alle anime dove debbono cercare le consolazioni cioè nel tribunale della Misericordia, lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un’anima fosse in decomposizione come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest’anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi!».

+ G.M.G. Anno 1938 - Primo gennaio

Salve, anno nuovo, in cui la mia perfezione verrà rifinita. Ti ringrazio in anticipo, Signore, per tutto quello che mi manderà la Tua benevolenza. Ti ringrazio per il calice delle sofferenze, dal quale berrò ogni giorno. Non ridurre la sua amarezza, Signore, ma rafforza le mie labbra, affinché assaporando l’amarezza io sappia sorridere per amor Tuo, o mio Maestro. Ti ringrazio per tutte le consolazioni e le grazie che non sono in grado di enumerare, che ogni giorno scendono su di me silenziose ed invisibili, come la rugiada del mattino, in modo che nessun occhio di qualche creatura curiosa possa scorgerle, ma che conosciamo soltanto Tu e io, o Signore. Per tutto questo Ti ringrazio fin d’ora, poiché nel momento in cui mi porgerai il calice, forse il mio cuore non sarà in grado di ringraziarTi. Ecco che oggi con proposito d’amore mi sottometto completamente alla Tua santa volontà, o Signore, ed ai Tuoi giustissimi decreti, che per me sono sempre i più benevoli e pieni di Misericordia, benché talvolta non li comprenda e non riesca a penetrarli fin nel profondo. O mio Maestro, ecco affido a Te completamente il timone della mia anima, guidala Tu stesso secondo il Tuo divino compiacimento. Mi chiudo nel Tuo cuore compassionevole, che è un mare di insondabile Misericordia.

+ Termino l’anno vecchio con la sofferenza ed incomincio l’anno nuovo pure con la sofferenza. Due giorni prima di capodanno ho dovuto mettermi a letto; mi sentivo molto male, una forte tosse mi aveva indebolito ed inoltre continui dolori intestinali e nausee mi avevano esaurita molto. Siccome non potevo andare alle comuni pratiche religiose, mi sono unita spiritualmente a tutta la comunità. Quando le consorelle si alzarono alle undici di notte, per vegliare e salutare l’anno nuovo, io dal crepuscolo fino alla mezzanotte continuai a torcermi fra i dolori. Unii la mia sofferenza alle preghiere delle suore che vegliavano in cappella in riparazione delle offese fatte a Dio dai peccatori. Quando suonò la mezzanotte, la mia anima s’immerse in un raccoglimento più profondo ed udii nell’anima una voce: «Non aver paura, bambina Mia, non sei sola, combatti con coraggio, poiché il Mio braccio ti sostiene. Combatti per la salvezza delle anime, esortandole alla fiducia nella divina Misericordia, poiché questo è il tuo compito nella vita presente ed in quella futura». Dopo queste parole ebbi una comprensione più profonda della divina Misericordia. Sarà dannata solo quell’anima che lo vorrà essa stessa, Iddio non condanna nessuno alla dannazione. Oggi è la festa di capodanno. La mattina mi sono sentita così male, che sono andata appena nella cella vicina per la santa Comunione. Non ho potuto andare alla santa Messa, mi sentivo mancare e per la stessa ragione ho fatto il ringraziamento a letto. Avevo tanto desiderato andare alla santa Messa e poi a confessarmi da Padre Andrasz, ma mi sentivo così male che non ho potuto andare né alla santa Messa né a confessarmi. Per questo motivo la mia anima ha avuto un grande dispiacere. Dopo colazione venne da me la suora infermiera a chiedermi: “Sorella, perché non è andata alla santa Messa?». Risposi che non avevo potuto andarci. Scosse la testa con aria di disapprovazione e disse: «Una festa così grande e lei non va a Messa!», ed uscii dalla mia cella. Per due giorni rimasi a letto contorcendomi per i dolori e non venne mai a trovarmi. E il terzo giorno quando venne non mi chiese nemmeno se potevo alzarmi, ma subito con voce concitata mi domandò perché non mi ero alzata per andare alla santa Messa. Quando rimasi sola provai ad alzarmi, ma mi mancarono di nuovo le forze, perciò me ne restai a letto pienamente tranquilla. Tuttavia il mio cuore aveva molto da offrire al Signore, unendosi a Lui spiritualmente durante la seconda santa Messa. Terminata la seconda santa Messa, venne di nuovo da me la suora infermiera ma questa volta col termometro, quindi come infermiera. La febbre però non l’avevo, ma ero molto malata non riuscendo ad alzarmi. E allora giù una nuova predica, che non dovevo lasciarmi vincere dalla malattia. Le risposi che lo sapevo che da noi una è considerata gravemente ammalata solo quando sta già in agonia. Tuttavia, vedendo che continuava a farmi la morale, risposi che per il momento non mi servivano esortazioni allo zelo e restai nuovamente sola nella mia cella. Il dolore mi Strinse il cuore e l’amarezza m’inondò l’anima e ripetei queste parole: «Benvenuto anno nuovo! Benvenuto calice dell’amarezza!». O mio Gesù, il mio cuore si lancia verso di Te, ma la gravità della malattia non mi permette di partecipare fisicamente alle funzioni e vengo sospettata di pigrizia. La sofferenza è aumentata. Dopo il pranzo si affacciò un momento la Madre Superiora, ma se ne andò subito. Avevo intenzione di chiedere che Padre Andrasz venisse nella cella, in modo che potessi confessarmi, ma mi trattenni dal fare questa richiesta per due considerazioni: la prima, per non dare motivo di mormorazione, com’era già avvenuto con la santa Messa; la seconda, perché forse non avrei potuto nemmeno confessarmi, poiché sentivo che sarei scoppiata a piangere come una bambina. Dopo un momento viene una delle suore e di nuovo mi fa osservazione che sulla stufa c’è del latte con del burro. «Perché non lo beve, sorella?». Risposi che non c’era nessuno che me lo portasse.

+ Quando venne la notte, le sofferenze fisiche aumentarono e vi si aggiunsero anche le sofferenze morali. Notte e sofferenza. La solenne quiete notturna mi diede la possibilità di soffrire liberamente. Il mio corpo si distese sul legno della croce, mi divincolai in dolori tremendi fino alle undici. Mi trasferii in ispirito accanto al tabernacolo e scoprii la pisside, appoggiando il capo al bordo del calice, e tutte le mie lacrime scesero silenziose nel Cuore di Colui che solo comprende il dolore e la sofferenza. E provai dolcezza in tale sofferenza e la mia anima desiderò questa dolce agonia, che non avrei scambiato con nessun tesoro del mondo. il Signore mi diede la forza d’animo e l’amore verso coloro per causa dei quali mi viene la sofferenza. Ecco il primo giorno dell’anno. In quel giorno sentii anche la preghiera di una anima bella, che pregava per me, dandomi in ispirito la sua benedizione sacerdotale. A mia volta risposi con una fervorosa preghiera.

+ O benignissimo Signore, quanto sei misericordioso, dato che giudichi ciascuno secondo la sua coscienza e conoscenza e non secondo le chiacchiere degli uomini. Il mio spirito è sempre più rapito e nutrito dalla Tua sapienza che conosco sempre più a fondo e qui mi si rivela ancora più chiaramente l’enormità della Tua Misericordia. O mio Gesù, tutta questa conoscenza produce nella mia anima quest’effetto, che mi trasformo in un fuoco d’amore verso Te, o mio Dio.

+ 2.01.1938

Oggi mentre mi stavo preparando alla santa Comunione, Gesù mi ha chiesto di scrivere di più, non solo sulle grazie che mi concede, ma su fatti esteriori, e ciò a consolazione di molte anime.

+ Dopo questa notte di sofferenze, quando il sacerdote entrò con Gesù nella mia cella, un tale ardore s’impadronì di tutto il mio essere che sentii che, se il sacerdote si fosse dilungato ancora un momento, Gesù stesso sarebbe sfuggito dalle sue mani e sarebbe venuto da me. Dopo la santa Comunione il Signore mi ha detto: «Se il sacerdote non Mi avesse portato da te, sarei venuto Io stesso sotto questa stessa specie. Figlia Mia, le tue sofferenze di questa notte hanno ottenuto la grazia della Misericordia ad un gran numero di anime».

+ «Figlia Mia, debbo dirti qualche cosa». Ho risposto: «Parla, Gesù, che sono assetata delle Tue parole». «Non Mi piace che ti lasci guidare dalle mormorazioni delle suore e per questo non hai fatto venire Padre Andiasz nella cella. Sappi che con ciò hai dato loro un motivo maggiore per mormorare». Chiesi perdono al Signore con grande umiltà. O mio Maestro, rimproverami, non mi lasciar passare nulla ed impediscimi di commettere errori.

+ O mio Gesù, quando non sono compresa e la mia anima è tormentata, desidero restare un momento sola con Te. I discorsi delle creature umane non mi danno conforto, perciò non mandarmi, Signore, dei messaggeri che mi dicono soltanto ciò che proviene da loro, ciò che detta loro la propria natura. Consolatori di questo genere mi affaticano molto.

6.01.1938

Oggi quando il cappellano ha portato Gesù, è uscita una luce dall’Ostia che col suo raggio ha colpito il mio cuore, colmandomi di un grande fuoco d’amore. Gesù mi ha fatto conoscere che debbo rispondere con maggior fedeltà alle ispirazioni della grazia, in modo che la mia vigilanza sia più attenta.

+ Il Signore mi ha fatto conoscere anche che molti vescovi stavano riflettendo su questa festa, come pure un signore del laicato. Alcuni erano entusiasti dell’opera divina, altri si mantenevano increduli, ma nonostante tutto l’opera di Dio ne uscì gloriosamente. Madre Irene e Madre Maria Giuseppina fecero una specie di relazione di fronte a quei dignitari, ma non furono tanto interrogate sull’opera, quanto su di me. Per quanto riguarda l’opera, non c’erano più dubbi, poiché la gloria di Dio risuonava già da varie parti. Oggi mi sento molto meglio, la cosa mi ha fatto piacere, così potrò riflettere di più quando farò l’ora santa. Ad un tratto ho udito una voce: «Non guarirai e non rimandare il sacramento della confessione, poiché ciò non Mi piace. Fa’ poco caso alle mormorazioni di chi ti sta attorno». La cosa mi ha meravigliato dato che oggi mi sento meglio, ma non ho pensato più a questo. Quando la suora ha spento la luce, ho cominciato l’ora santa. Dopo un momento però il cuore ha iniziato a darmi fastidio. Fino alle undici ho sofferto in silenzio, ma in seguito mi son sentita così male che ho svegliato suor N., che abita con me, e mi ha dato delle gocce che mi hanno alleviato un po’ il dolore, tanto da potermi allungare sul letto. Ora comprendo l’avvertimento del Signore. Ho deciso che l’indomani avrei chiamato qualunque sacerdote e gli avrei svelato i segreti della mia anima. Ma questo non è tutto, poiché pregando per i peccatori ed offrendo tutte le sofferenze sono andata incontro agli attacchi del demonio. Lo spirito maligno non poteva sopportare questo. Mi si è presentato sotto forma di fantasma e questo fantasma mi ha detto: «Non pregare per i peccatori ma per te stessa, poiché sarai dannata». Senza badare affatto a satana, pregai con raddoppiato fervore per i peccatori. Lo spirito maligno urlò di rabbia: «Oh, se avessi potere su di te!» e scomparve. Ho conosciuto che la mia sofferenza e la mia preghiera avevano tenuto legato satana ed avevo strappato molte anime dai suoi artigli. O Gesù, amante della salvezza umana, attira tutte le anime alla vita divina, sia glorificata la grandezza della Tua Misericordia qui sulla terra e nell’eternità. O grande amante delle anime, Tu nella Tua inesauribile compassione hai aperto le sorgenti salutifere della Misericordia, affinché rafforzino le anime deboli durante il pellegrinaggio della vita. La tua Misericordia, come un filo d’oro, ci accompagna per tutta la vita e mantiene i contatti della nostra esistenza con Dio in ogni campo. Dio non ha bisogno di nulla per essere felice e pertanto ogni cosa è unicamente opera della Sua Misericordia. I sensi mi vengono meno per la gioia quando Iddio mi fa conoscere più a fondo questo Suo grande attributo, cioè la Sua insondabile Misericordia.

7.01.1938. Primo venerdì del mese.

La mattina durante la santa Messa ho visto per un momento il Salvatore sofferente. Quello che mi ha colpita è il fatto che Gesù fosse così tranquillo in mezzo a grandi sofferenze. Ho compreso che è un insegnamento per me, sul modo di comportarmi all’esterno in mezzo alle varie sofferenze. Per un lungo momento ho sentito i dolori alle mani, al piedi ed al fianco. All’improvviso ho visto un certo peccatore che ricavava profitto dalle mie sofferenze e si avvicinava al Signore. Tutto per le anime affamate, perché non muoiano di fame.


+ Oggi mi sono confessata dal reverendo cappellano. Gesù mi ha confortato per mezzo di questo sacerdote. O Madre mia, o Chiesa di Dio, tu sei una vera Madre che comprendi i tuoi figli... Oh, quanto fa bene sapere che Gesù ci giudicherà secondo la nostra coscienza e non secondo le chiacchiere ed i giudizi degli uomini. O bontà inconcepibile, ti vedo traboccare di bontà perfino nell’emettere i giudizi. Benché mi senta debole e la natura esiga che mi riposi, sento l’ispirazione della grazia a vincermi ed a scrivere, a scrivere per la consolazione delle anime che amo tanto e con le quali dividerò l’eternità intera. Desidero per loro la vita eterna tanto ardentemente che utilizzo tutti i momenti liberi, anche molto brevi, per scrivere e ciò proprio come vuole Gesù.

8.01.1938

Durante la santa Messa ho avuto una conoscenza momentanea su Don S. Ho conosciuto che dai nostri comuni sforzi Dio riceve tanta gloria e che, sebbene lontani, stiamo spesso insieme, poiché ci unisce lo stesso scopo. O mio Gesù, unico mio desiderio, sebbene oggi desiderassi riceverTi nel mio cuore con un ardore più grande che mai, la mia anima proprio oggi è arida come non era mai accaduto. La mia fede si rafforza e quindi i frutti della Tua venuta saranno abbondanti. Talvolta Tu vieni da me senza sfiorare i sensi e regni nella parte più alta del mio essere, ma qualche volta anche i sensi si rallegrano per la Tua venuta. Chiedo spesso a Gesù un’intelligenza illuminata dalla fede. Lo esprimo al Signore con queste parole: « O Gesù, dammi l’intelligenza e una grande intelligenza, unicamente per conoscere meglio Te, poiché più Ti conosco, più ardentemente Ti amo. Gesù, Ti chiedo una forte intelligenza per comprendere le cose divine e superiori. Gesù, dammi una grande intelligenza, con la quale potrò conoscere la Tua Essenza divina e la Tua vita interiore e trinitaria. Rendi capace la mia mente con una Tua grazia speciale. Benché io sappia che la capacità tramite la grazia ci vien data dalla Chiesa, tuttavia c’è un grande tesoro di grazie, che Tu, Signore, concedi a seguito delle nostre preghiere. E se la mia richiesta non Ti piace, Ti prego di non darmi alcun desiderio per tale preghiera. M’impegno a raggiungere la più grande perfezione per essere utile alla Chiesa. Il mio legame con la Chiesa è molto ampio. Sia la santità che la caduta di ogni singola anima si ripercuotono su tutta la Chiesa. Io, osservando me stessa e coloro che mi stanno vicino, mi sono resa conto della grande influenza che esercito sulle altre anime, non con atti eroici, che colpiscono per sé stessi, ma con atti minimi, come il movimento di una mano, uno sguardo e molte altre cose che non sto a specificare e tuttavia agiscono e si riflettono sulle altre anime. Questo è quanto ho constatato io stessa. Com’è bene che la regola imponga un silenzio rigoroso nelle camere da letto e che non permetta di trattenervisi se non in caso di assoluta necessità. Attualmente io occupo una cameretta nella quale dormiamo in due, ma quando sono stata male ed ho dovuto mettermi a letto, ho sperimentato quanto è fastidioso se qualcun altro sta di continuo nella stessa camera. Suor N. aveva un certo lavoro manuale, per cui se ne stava seduta quasi tutto il tempo in camera ed un’altra suora veniva ad insegnarle il lavoro. Quanto ciò mi abbia dato fastidio è difficile dirlo. Quando si è malati e si è passata la notte fra i dolori, ogni parola ti batte nel cervello e proprio quando gli occhi tentano di chiudersi per un po’ di sonno. O regola, quanto amore c’è in te!... Durante i vespri, mentre si cantava il Magnificat, giunti alle parole « mostrò la potenza del Suo braccio », un profondo raccoglimento ha invaso la mia anima ed ho conosciuto e compreso che fra poco il Signore compirà la Sua opera nella mia anima. Non mi stupisco adesso che il Signore non mi abbia svelato tutto prima d’ora.

+ Perché sei triste oggi, Gesù? Dimmi, quale è la causa della Tua tristezza? E Gesù mi rispose: «Le anime elette che non hanno il Mio spirito, che vivono secondo la lettera, e questa lettera l’hanno messa sopra al Mio spirito, sopra allo spirito dell’amore. Tutta la Mia legge l’ho basata sull’amore, e invece non vedo quest’amore nemmeno negli ordini religiosi, perciò la tristezza Mi riempie il Cuore».

+ G.M.G.

O mio Gesù, fra tremende sofferenze ed amarezze, Sento che il Tuo Cuore divino mi accarezza, Come una buona madre mi stringi al Tuo seno, E mi fai gustare fin d’ora ciò che il velo nasconde. O mio Gesù, in un orribile deserto, fra la desolazione, il mio cuore avverte la luce del Tuo sguardo, Che nessuna tempesta potrà offuscarmi, E mi dai la certezza interiore che mi ami molto, o Dio. O mio Gesù, fra tante miserie della vita, Tu m’illumini come una stella e mi difendi dal naufragio, E benché la mia miseria sia tanto grande, Confido molto nella potenza della Tua Misericordia. O Gesù nascosto, durante le molte lotte dell’ultima ora, L’onnipotenza della Tua grazia scenda nella mia anima, Affinché appena spirata, io possa contemplarTi Faccia a faccia, come gli eletti in paradiso. O mio Gesù, circondata da molti pericoli, Avanzo nella vita con un grido di gioia ed a fronte alta, Perché contro il Tuo Cuore pieno d’amore, o Gesù, S’infrangono tutti i nemici e si disperdono le tenebre.

+ O Gesù, nascondimi nella Tua Misericordia e difendimi da tutto ciò che potrebbe spaventare la mia anima; non sia delusa la fiducia che ho posto nella Tua Misericordia. Proteggimi con l’onnipotenza della Tua Misericordia ed inoltre giudicami con benevolenza. Oggi durante la santa Messa, accanto al mio inginocchiatoio, ho visto il Bambino Gesù che sembrava avesse circa un anno e mi ha chiesto di prenderlo in braccio. Quando l’ho preso in braccio, si è stretto al mio cuore ed ha detto: «Mi trovo bene accanto al tuo cuore». «Benché Tu sia così piccolo, lo so bene che sei Dio. Perché prendi l’aspetto di un bambino così piccolino per trattare con me?». «Perché voglio insegnarti l’infanzia spirituale. Voglio che tu Sia molto piccola, poiché quando sei piccolina, ti porto accanto al Mio Cuore, così come tu in questo momento tieni Me accanto al tuo cuore». In quell’istante rimasi sola, ma nessuno potrà comprendere i sentimenti della mia anima; ero tutta immersa in Dio come una spugna gettata nel mare...

+ O mio Gesù, Tu sai che mi sono esposta a più di un rischio per aver detto la verità. O verità, quanto conculcata talvolta e che cammini quasi sempre con una corona di spine. O Verità Eterna, sostienimi, affinché abbia il coraggio di dire la verità, anche se dovessi suggellarla con la vita. O Gesù, quanto è difficile credere, quando si vede che l’insegnamento è in un modo ed il comportamento nella vita è in un altro! Per questo durante gli esercizi spirituali, dopo aver esaminato a lungo la vita, decisi di fissare fortemente il mio sguardo su di Te, o Gesù, modello perfettissimo. O eternità, che svelerai tanti segreti e mostrerai la verità... O Ostia viva, sostienimi in questo esilio, perché possa seguire fedelmente le orme del Salvatore. Non Ti chiedo, Signore, di togliermi dalla croce, ma Ti supplico di darmi la forza di perseverare su di essa. Desidero essere stesa in croce come Te, o Gesù; desidero tutti i tormenti ed i dolori che hai patito Tu; desidero bere il calice dell’amarezza fino in fondo.

La bontà di Dio.

La Misericordia di Dio nascosto nel SS.mo Sacramento, la voce del Signore che dal trono della Misericordia ci dice: «Venite a Me tutti».

Dialogo fra Dio misericordioso e l’anima peccatrice.

Gesù: Anima peccatrice, non aver paura del tuo Salvatore. Io per primo Mi avvicino a te, poiché so che tu da sola non sei capace di innalzarti fino a Me. Non fuggire, figliola, dal Padre tuo. Cerca di parlare a tu per tu col tuo Dio misericordioso, che desidera dirti parole di perdono e colmarti delle Sue grazie. Oh, quanto Mi è cara la tua anima! Ti tengo scritta sulle Mie mani. Sei rimasta incisa nella ferita profonda del Mio Cuore”. - L’anima: “Signore, sento la Tua voce che m’invita ad abbandonare la cattiva strada, ma non ho né la forza né il coraggio”. - Gesù: «Sono Io la tua forza. Io ti darò la forza per la lotta». - L’anima: “Signore, conosco la Tua santità, ed ho paura di Te”. - Gesù: «Perché hai paura, figlia Mia, del Dio della Misericordia? La Mia Santità non M’impedisce di essere misericordioso con te. Guarda, o anima, che per te ho istituito un trono di Misericordia sulla terra, e questo trono è il tabernacolo e da questo trono di Misericordia desidero scendere nel tuo cuore. Guarda, non Mi sono circondato né da un seguito né da guardie, puoi venire da Me in ogni momento, in ogni ora del giorno voglio parlare con te e desidero elargirti le Mie grazie». - L’anima: “Signore, ho paura che non mi possa perdonare un così gran numero di peccati, la mia miseria mi riempie di terrore”. - Gesù: «La Mia Misericordia è più grande delle tue miserie e di quelle del mondo intero. Chi ha misurato la Mia bontà? Per te sono disceso dal cielo in terra, per te Mi sono lasciato mettere in croce, per te ho permesso che venisse aperto con la lancia il Mio Sacratissimo Cuore ed ho aperto per te una sorgente di Misericordia. Vieni ed attingi le grazie da questa sorgente con il recipiente della fiducia. Non respingerò mai un cuore che si umilia; la tua miseria verrà sprofondata nell’abisso della Mia Misericordia. Perché mai dovresti litigare con Me sulla tua miseria? Fammi il piacere, dammi tutte le tue pene e tutta la tua miseria ed io ti colmerò con i tesori delle mie grazie». - L’anima: «Hai vinto, Signore, con la Tua bontà il mio cuore di pietra. Ecco che m’avvicino con fiducia ed umiltà al tribunale della Tua Misericordia, assolvimi Tu stesso per mano del Tuo rappresentante. O Signore, sento che è discesa la grazia e la pace nella mia povera anima. Sento che la Tua Misericordia, Signore, è penetrata in me da parte a parte. Mi hai perdonato più di quanto io osassi sperare, più di quanto fossi in grado di immaginare. La tua bontà ha superato ogni mio desiderio. Ed ora T’invito nel mio cuore presa da gratitudine per tante grazie. Ho sbagliato come il figliol prodigo andando fuori strada, ma Tu non hai cessato di essermi Padre. Moltiplica con me la Tua Misericordia, poiché vedi quanto sono debole». - Gesù: «Figlia, non parlare più della tua miseria, perché io non la ricordo più. Ascolta, figlia Mia, quello che desidero dirti: stringiti alle Mie ferite ed attingi dalla Sorgente della Vita tutto ciò che il tuo cuore può desiderare. Bevi a piene labbra alla Sorgente della Vita e non verrai meno durante il viaggio. Fissa lo sguardo allo splendore della Mia Misericordia e non temere i nemici della tua salvezza. Glorifica la Mia Misericordia».

Dialogo fra Dio misericordioso e l’anima disperata.

Gesù: «Anima immersa nelle tenebre, non ti disperare, non è ancora perduto tutto. Parla col tuo Dio, che è l’amore e la Misericordia in persona». Ma purtroppo l’anima rimane sorda al richiamo di Dio e s’immerge in tenebre ancora maggiori. - Gesù la chiama di nuovo: «Anima, ascolta la voce di tuo Padre misericordioso». Nell’anima si sta preparando una risposta: «Per me non c’è più Misericordia». Ed essa precipita in tenebre sempre più fitte, in una specie di disperazione che le fa pregustare in certo modo l’inferno e la rende completamente incapace di avvicinarsi a Dio. Gesù per la terza volta parla all’anima, ma l’anima è sorda e cieca, incomincia a consolidarsi nell’ostinazione e nella disperazione. Allora incominciano in certo qual modo a sforzarsi le viscere della Misericordia di Dio e, senza alcuna cooperazione da parte dell’anima, Iddio le dà l’ultima grazia. Se la disprezza, Iddio la lascia ormai nello stato in cui essa stessa vuole stare per l’eternità. Questa grazia scaturisce dal Cuore misericordioso di Gesù e colpisce l’anima con la sua luce e l’anima incomincia a comprendere lo sforzo di Dio, ma la conversione dipende da lei. Essa sa che quella grazia è l’ultima per lei e se mostra un piccolo cenno di buona volontà - anche il più piccolo - la Misericordia di Dio farà il resto. - «Qui agisce l’onnipotenza della Mia Misericordia; felice l’anima che approfitta di quella grazia». - Gesù: «Che grande gioia riempie il Mio cuore quando ritorni da Me. Vedo che sei molto debole, perciò ti prendo fra le Mie braccia e ti porto nella casa del Padre Mio». – L’anima è come se si risvegliasse: «È mai possibile che ci sia ancora Misericordia per me?» domanda piena di spavento. - Gesù: «Proprio tu, bambina Mia, hai il diritto esclusivo alla Mia Misericordia. Permetti alla Mia Misericordia di operare in te, nella tua povera anima, fa’ entrare nell’anima i raggi della grazia, essi vi porteranno luce, calore e vita». L’anima: «Però al solo ricordo dei miei peccati sono presa dalla paura e questa paura tremenda mi spinge a dubitare della Tua bontà». - Gesù: «Sappi, o anima, che tutti i tuoi peccati non Mi hanno ferito così dolorosamente il cuore come la tua attuale sfiducia. Dopo tanti sforzi del Mio amore e della Mia Misericordia, non ti fidi della Mia bontà». - L’anima: «O Signore, salvami Tu, altrimenti perisco. Sii il mio Salvatore. O Signore, non sono capace di dire altro, il mio povero cuore è a pezzi, ma Tu, Signore...». Gesù non permette all’anima di terminare la frase, ma la solleva da terra, dall’abisso della sua miseria e in un attimo l’introduce nella dimora del proprio Cuore, mentre tutti i peccati sono scomparsi in un batter d’occhio, un fuoco d’amore li ha distrutti. - Gesù: «Eccoti, o anima, tutti i tesori del Mio Cuore, prendi tutto quello che ti serve». - L’anima: «O Signore, mi sento inondata dalla tua grazia, sento che è entrata in me una vita nuova, ma soprattutto sento il Tuo amore nel mio cuore; questo mi basta. O Signore, glorificherò l’onnipotenza della Tua Misericordia per tutta l’eternità. Incoraggiata dalla Tua bontà, Ti esprimerò tutto il dolore del mio cuore». - Gesù: «Dì tutto, bambina Mia, senza alcuna riserva, poiché ti ascolta un Cuore che ti ama, il Cuore del tuo migliore amico». - «Signore, ora vedo tutta la mia ingratitudine e la Tua bontà. Tu m’inseguivi con la Tua grazia e io rendevo vani tutti i Tuoi sforzi; vedo che mi spettava il fondo stesso dell’inferno per aver sperperato le tue grazie». Gesù interrompe le parole dell’anima e dice: «Non rivangare la tua miseria, sei troppo debole per parlare, guarda piuttosto il Mio Cuore pieno di bontà, assorbi i Miei sentimenti e procura di acquistare la mitezza e l’umiltà. Sii misericordiosa con gli altri, come Io lo sono con te e quando ti accorgi che le tue forze diventano deboli, vieni alla sorgente della Misericordia e rafforza la tua anima e non verrai meno lungo il tuo cammino». - L’anima: «Ormai comprendo la Tua Misericordia, che mi ripara come una nube luminosa e mi conduce alla casa del Padre mio, salvandomi dall’orribile inferno che avrei meritato non una, ma mille volte. O Signore, non sarà sufficiente per me l’eternità, per esaltare degnamente la Tua sconfinata Misericordia e la compassione che hai avuto per me».

Dialogo fra Dio misericordioso e l’anima che soffre.

Gesù: «O anima, ti vedo tanto sofferente, vedo che non hai nemmeno le forze per parlare con Me. Ecco che ti parlerò Io, o anima. Anche se le tue sofferenze fossero le più grandi, non perdere la serenità dello spirito e non lasciarti vincere dallo sconforto. Però dimmi, bambina Mia, chi ha osato ferire il tuo cuore? RaccontaMi tutto, raccontaMi tutto, sii sincera nel trattare con Me. SvelaMi tutte le ferite del tuo cuore, Io le guarirò e la tua sofferenza diverrà la fonte della tua santificazione». - L’anima: «Signore, le mie sofferenze sono così grandi, diverse e durano da così lungo tempo, che lo sconforto si è impadronito di me». - Gesù: «Bambina Mia, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto. So che confidi in Me illimitatamente, so che conosci la Mia bontà e Misericordia, perciò potremmo parlare dettagliatamente di tutto ciò che ti pesa maggiormente sul cuore». - L’anima: «Sono tante e diverse le cose che ho, che non so di che cosa parlare prima e come dire tutto questo». - Gesù: «ParlaMi con semplicità, come si parla fra due amici. Su, dimmi un po’, bambina Mia, che cos’è che ti frena sulla strada della santità?». - L’anima: «La mancanza di salute mi frena sulla strada della santità, non posso adempire i miei doveri ed eccomi qua, sono proprio una nullità. Non posso mortificarmi, fare un digiuno rigoroso, come hanno fatto i santi, inoltre non credono che io sia malata ed alla sofferenza fisica si aggiunge quella morale e da ciò derivano molte umiliazioni. Vedi bene, Gesù, come si può diventar santa in tali condizioni?». - Gesù: «Piccola, è vero, tutto ciò è sofferenza, ma per il cielo non c’è altra strada, all’infuori della strada della croce. Io Stesso l’ho percorsa per primo. Sappi che è la strada più corta e la più sicura». - L’anima: «Signore, ecco ancora un altro impedimento ed un ostacolo sulla strada della santità. Mi perseguitano perché Ti sono fedele e per questo motivo mi fanno soffrire». - Gesù: «Sappi che siccome non sei di questo mondo, il mondo ti odia. Ha perseguitato prima Me. Questa persecuzione è il segno che segui fedelmente le Mie orme». - L’anima: «Signore, un’altra cosa che mi dà sconforto è il fatto che le mie sofferenze interiori non le comprendono né i superiori né il confessore. Le tenebre hanno offuscato la mia mente e, in tali condizioni, come andare avanti? Ecco, tutto ciò in qualche modo contribuisce a scoraggiarmi e penso che le vette della santità non sono per me». - Gesù: «Ecco, bambina Mia, questa volta Mi hai detto molte cose. Lo so che è una grande sofferenza non essere capiti e per di più da coloro che amiamo e verso i quali la nostra sincerità è grande. Ti basti questo però, che Io comprendo tutte le tue pene e le tue miserie. Gioisco per la profonda fede che hai, nonostante tutto, nei Miei rappresentanti, ma sappi che gli uomini non possono capire totalmente un’anima, poiché ciò è al di sopra delle loro possibilità. Per questo sono restato sulla terra Io stesso, per confortare il tuo cuore addolorato e rafforzare la tua anima, affinché non venga meno lungo il cammino. Tu dici che grandi tenebre coprono la tua mente ed allora perché in quei momenti non vieni da Me, che sono la luce e in un istante posso infondere nella tua anima tanta luce e comprensione della santità che non potrai attingere da nessun libro e che nessun confessore è in grado d’insegnare, illuminando così un’anima? Sappi inoltre che queste tenebre, di cui ti lamenti, le ho sperimentate prima Io per te nell’Orto degli Ulivi. La Mia anima è stata oppressa da una tristezza mortale e a te do una piccola parte di quelle sofferenze, e questo per l’amore particolare che ho verso di te e per l’alto grado di santità che ti destino in cielo. L’anima che soffre è la più vicina al Mio Cuore». - L’anima: «Ancora una cosa, Signore. Cosa fare quando vengo disprezzata e respinta dalla gente e specialmente da coloro sui quali avevo diritto di contare e ciò nei momenti di maggior necessità?». - Gesù: «Bambina Mia, fai il proposito di non contare mai sugli uomini. Farai molte cose, se ti affiderai completamente alla Mia volontà e dirai: Avvenga di me non come voglio io, ma secondo la Tua volontà, o Dio. Sappi che queste parole, dette dal profondo del cuore, portano l’anima in un attimo sulle vette della santità. Per una tale anima ho una speciale predilezione, un’anima del genere Mi rende una grande gloria e riempie il cielo col profumo delle sue virtù. Sappi anche che la forza che hai per sopportare le sofferenze, la devi alla santa Comunione frequente, perciò va spesso a quella fonte di Misericordia ed attingi col recipiente della fiducia tutto ciò che ti serve». - L’anima: «Ti ringrazio, Signore, per la tua inconcepibile bontà, per esserTi degnato di rimanere con noi in questo esilio, dove dimori con noi come Dio di Misericordia e diffondi attorno a te lo splendore della tua compassione e bontà. Alla luce dei Tuoi raggi di Misericordia ho conosciuto quanto mi ami».

Dialogo fra Dio misericordioso e l’anima che tende verso la perfezione.

Gesù: «Mi sono graditi i tuoi sforzi, o anima che tendi alla perfezione, ma perché ti vedo così spesso triste ed abbattuta? Dimmi, bambina Mia, che significa questa tristezza e quale ne è la causa?». - L’anima: «La causa della mia tristezza, Signore, proviene dal fatto che, nonostante i miei propositi sinceri, cado continuamente e sempre negli stessi difetti. La mattina faccio i propositi, e la sera vedo quanto sono andata lontano da tali propositi». - Gesù: «Vedi, bambina Mia, quello che sei per te stessa. La causa delle tue cadute dipende dal fatto che conti troppo su te stessa e ti appoggi troppo poco su di Me. Ma questo non deve rattristarti eccessivamente, hai a che fare con un Dio misericordioso; la tua miseria non Lo esaurisce, del resto non ho limitato il numero delle volte in cui posso perdonarti». - L’anima: «Si, conosco tutto ciò, ma mi assalgono grandi tentazioni e vari dubbi sorgono in me ed inoltre tutto mi irrita e mi scoraggia». - Gesù: «Sappi, bambina Mia, che l’ostacolo più grande alla santità è lo scoraggiamento e l’inquietudine ingiustificata, che ti toglie la possibilità di esercitarti nelle virtù. Tutte le tentazioni messe assieme non dovrebbero turbarti la pace interiore nemmeno per un istante e l’irritabilità e lo scoraggiamento sono frutto del tuo amor proprio. Non devi scoraggiarti, ma cercare di far regnare il Mio amore al posto del tuo amor proprio. Perciò fiducia, bambina Mia, non devi scoraggiarti, ma venire a chiedere il perdono a Me, dato che Io sono sempre disposto a perdonarti. Ogni volta che Me lo chiedi, esalti la Mia Misericordia». - L’anima: «Io conosco ciò che è più perfetto e ciò che a Te piace di più, ma incontro grandi ostacoli nell’eseguire ciò che conosco». - Gesù: «Bambina Mia, la vita su questa terra è una lotta ed una grande lotta per il Mio regno, ma non temere, non sei sola. Io ti sostengo sempre, quindi appoggiati al Mio braccio e combatti senza aver paura di nulla. Prendi il recipiente della fiducia ed attingi alla sorgente della vita, non solo per te, ma pensa anche alle altre anime, e specialmente a quelle che non hanno fiducia nella mia bontà». - L’anima: «Signore, sento che il mio cuore si riempie del Tuo amore, che i raggi della Tua Misericordia e del Tuo amore sono penetrati nella mia anima. Eccomi, Signore, che vengo per rispondere alla Tua chiamata. Ecco, vado alla conquista delle anime, sostenuta dalla Tua grazia; sono pronta a seguirTi, Signore non solo sul Tabor, ma anche sul Calvario. Voglio condurre le anime alla sorgente della Tua Misericordia, affinché su tutte le anime si rifletta lo splendore dei Tuoi raggi misericordiosi e si riempia la casa del Padre. E quando il nemico comincerà a lanciare i suoi proiettili contro di me, mi riparerò dietro lo scudo della Tua Misericordia».

Dialogo fra Dio misericordioso e l’anima perfetta.

L’anima: «O mio Signore e Maestro, desidero parlare un po con te». - Gesù: «Parla, figliola cara che ti ascolto in ogni momento e ti attendo sempre. Di che cosa desideri parlare con Me?». - L’anima: «Signore, prima di tutto effondo il mio cuore ai Tuoi piedi, come profumo di riconoscenza per tante grazie e benefici, di cui mi colmi continuamente e che, se anche lo volessi, non sarei in grado di elencare. Ricorderò soltanto che non c’è stato un solo momento nella mia vita in cui non abbia sperimentato la Tua protezione e la Tua bontà». - Gesù: «Ho piacere di parlare con te e la riconoscenza che hai espresso ti apre nuovi tesori di grazie, ma bambina Mia, invece di parlare così in generale, vogliamo scendere ai particolari su ciò che ti sta maggiormente a cuore? Parleremo confidenzialmente, sinceramente, come due cuori che si amano reciprocamente». - L’anima: «O mio Signore misericordioso, ci sono segreti nel mio cuore, dei quali nessuno sa né saprà nulla eccetto Te, poiché anche se li volessi svelare, nessuno mi comprenderebbe. Ne conosce qualche cosa il Tuo rappresentante; dato che mi confesso da lui, ma solo in quanto io sono in grado di svelare questi segreti. Il resto, Signore, rimane fra di noi per l’eternità! Mi hai coperto col manto della Tua Misericordia, perdonandomi sempre i peccati. Non mi hai rifiutato il Tuo perdono nemmeno una volta, ma avendo compassione di me, mi hai dato sempre una vita nuova, la vita della grazia. Ed affinché non avessi dubbi in nulla, mi hai affidato all’amorevole assistenza della Tua Chiesa, di questa vera tenera madre, che a nome Tuo mi assicura sulle verità della fede e vigila perché non cada in errore. E specialmente nel tribunale della Tua Misericordia la mia anima esperimenta tutto un mare di benevolenza. Agli angeli caduti non hai dato il tempo di fare penitenza, non hai prolungato per loro il tempo della Misericordia. O mio Signore, hai posto sulla strada della mia vita dei santi sacerdoti, che mi indicano il cammino sicuro. O Gesù, c’è ancora un segreto nella mia vita, il più profondo ed il più caro per me: sei Tu stesso sotto le specie del pane, quando vieni nel mio cuore. Qui c’è tutto il mistero della mia santità. Qui il mio cuore unito al Tuo diviene una cosa sola, qui non esiste più alcun mistero, poiché tutto quello che è Tuo è mio, e quello che è mio è Tuo. Ecco l’onnipotenza ed il miracolo della Tua Misericordia. Anche se fossero unite insieme tutte le lingue, umane ed angeliche, non si troverebbero parole a sufficienza per esaltare questo mistero d’amore e della Tua insondabile Misericordia. Quando considero questo mistero d’amore, il mio cuore cade in una nuova estasi d’amore e ti parlo di tutto, Signore, tacendo, poiché il linguaggio d’amore è senza parole, ma non perde un solo palpito del mio cuore. O Signore, nonostante che Tu Ti sia grandemente abbassato, la Tua grandezza è molto aumentata nella mia anima e per questo si è risvegliato nella mia anima un amore ancora più grande verso di Te, unico oggetto del mio amore. E la vita d’amore e d’unione si manifesta all’esterno con una perfetta purezza e una profonda umiltà, una soave mitezza ed un grande fervore per la salvezza delle anime. O mio dolcissimo Signore, Tu vegli su di me in ogni istante e mi mandi l’ispirazione sul modo di comportarmi in un dato caso, quando il mio cuore è incerto fra una cosa o l’altra. Tu stesso più d’una volta sei intervenuto a risolvere questioni. Ah, quante innumerevoli volte, con una illuminazione istantanea, mi hai fatto conoscere quello che preferivi! Quanti segreti perdoni, di cui nessuno sa nulla! Quante volte hai riversato forza e coraggio nella mia anima, perché andasse avanti. Tu stesso hai rimosso le difficoltà dal mio cammino, intervenendo direttamente nella vicenda umana. O Gesù, tutto quello che Ti ho detto è una pallida ombra di fronte alla realtà che c’è nel mio cuore. O mio Gesù, quanto desidero la conversione dei peccatori! Tu sai quello che faccio per loro, per conquistarli a Te. Mi addolora enormemente ogni offesa fatta a Te. Tu vedi che non risparmio né forza né salute né vita in difesa del Tuo regno. Sebbene i miei sforzi non siano avvertibili su questa terra, non di meno hanno valore ai Tuoi occhi. O Gesù, desidero condurre le anime alla sorgente della Tua Misericordia affinché attingano con il recipiente della fiducia l’acqua vivificante della vita. Quando un’anima desidera per sé una maggiore Misericordia di Dio, si avvicini a Lui con grande fiducia, e se la sua fiducia in Dio sarà senza limiti, anche la divina Misericordia sarà per lei senza limiti. O mio Signore, che conosci ogni battito del mio cuore, Tu sai quanto ardentemente desidero che tutti i cuori battano esclusivamente per Te, affinché ogni anima esalti la grandezza della Tua Misericordia ». - Gesù: «Mia cara figliola, delizia del Mio cuore, la tua conversazione per Me è più piacevole e gradita del canto degli angeli. Per te sono aperti tutti i tesori del Mio Cuore. Prendi da questo Cuore ciò che serve per te e per il mondo intero. Per il tuo amore ritiro le giuste punizioni che l’umanità aveva meritato. Un solo atto di puro amore verso di Me, Mi è più gradito che migliaia di inni di anime imperfette. Un tuo solo sospiro d’amore Mi ricompensa per molti insulti di cui Mi coprono gli empi. La tua più piccola azione, cioè un atto di virtù, ha ai Miei occhi un valore smisurato, e questo per il grande amore che hai per Me. In un’anima che vive esclusivamente del Mio amore, Io regno come in cielo. Il Mio occhio veglia su di lei giorno e notte e trovo in essa il Mio compiacimento ed ho l’orecchio teso alle sue suppliche ed al più piccolo fremito del suo cuore e spesso prevengo le sue richieste. O figlia da Me particolarmente amata, pupilla del Mio occhio, riposa un momento accanto al Mio Cuore ed assapora quell’amore di cui ti delizierai per tutta l’eternità. Ma, figlia, ancora non sei nella patria, perciò va’, fortificata dalla Mia grazia e combatti per il Mio regno nelle anime umane, combatti come figlia dei Re e ricordati che i giorni dell’esilio passeranno presto e con essi la possibilità di acquistare meriti per il cielo. Figlia Mia, da te Mi aspetto un gran numero di anime, che glorificheranno la Mia Misericordia per tutta l’eternità. Figlia Mia, per rispondere degnamente alla Mia chiamata, riceviMi ogni giorno nella santa Comunione: essa ti darà la forza...». Gesù, non lasciarmi sola nella sofferenza; Tu, Signore, sai quanto sono debole, sono un abisso di miseria, sono il nulla stesso. Perciò che c’è di strano se mi lasci sola e cado? Sono come un lattante, Signore, non so cavarmela da sola, però nonostante ogni abbandono, ho fiducia anche in contrasto coi miei sentimenti; ho fiducia e mi trasformo tutta in fiducia, talvolta, nonostante quello che sento in contrario dentro di me. Non diminuire affatto le mie pene, ma dammi la forza di sopportane. Fa’ di me quello che vuoi, o Signore, dammi solo la grazia di saperTi amare in ogni caso e in ogni circostanza. Non ridurre, Signore, il calice dell’amarezza, ma dammi la forza di berlo fino all’ultima goccia. O Signore, talvolta m’innazzi fino allo splendore delle visioni e poi mi sprofondi di nuovo in una notte buia e nell’abisso del mio nulla e l’anima si sente quasi sola nel mezzo di un gran deserto... Tuttavia al di sopra di tutto confido in Te, o Gesù, poiché sei immutabile. La mia disposizione d’animo è mutevole, Tu invece sei sempre lo stesso, pieno di Misericordia.

+ O Gesù, fonte della vita, santificami! Mia forza, fortificami! O mio Capo supremo, combatti per me! Unica luce della mia anima, illuminami! Mio Maestro, guidami! Mi affido a Te come un lattante all’amore della propria mamma. Anche se tutto congiurasse contro di me ed anche se venisse a mancarmi la terra sotto i piedi, rimarrei tranquilla accanto al Tuo Cuore. Tu sei per me la più tenera delle madri e sorpassi tutte le madri. Ti canterò il mio dolore col silenzio e Tu mi comprenderai oltre ogni mio modo di esprimermi...

+ Oggi il Signore è venuto a farmi visita e mi ha detto: «Figlia Mia, non aver paura di quello che potrà accaderti, non ti darò prove al di sopra delle tue forze. Conosci la potenza della Mia grazia, questo ti basti». Dopo queste parole il Signore mi ha fatto comprendere in modo più approfondito l’azione della Sua grazia. Prima della santa Comunione Gesù mi ha fatto conoscere che non dovevo assolutamente dare ascolto nel parlare con una certa suora, perché non Gli piace la sua scaltrezza e la sua astuzia. «Figlia Mia, non far conoscere a quella persona né le tue idee né la tua opinione». Ho chiesto perdono al Signore per quello che non Gli piace in quell’anima e L’ho scongiurato di sostenermi con la Sua grazia nel momento in cui verrà di nuovo a parlare con me. Quella persona mi aveva domandato molte cose alle quali avevo risposto con tutto l’affetto di sorella e, per dimostrarle che parlavo sinceramente, le avevo detto alcune cose sperimentate personalmente da me, ma le intenzioni di quell’anima erano diverse dalle parole che aveva sulle labbra...

+ O mio Gesù, dai momento in cui mi sono data completamente a Te, non penso affatto a me stessa. Puoi fare di me quello che Ti piace. Io penso soltanto ad una cosa, cioè a quello che Ti piace di più, con che cosa, Signore, posso farTi piacere. Sto in ascolto ed attenta ad ogni occasione, non curandomi che all’esterno venga in tal caso giudicata diversamente...

15.01.1938

Oggi quando è venuta a trovarmi quella stessa suora, per la quale sono stata ammonita dal Signore, mi sono preparata spiritualmente per la lotta. Benché la cosa mi sia costata molto, non mi sono allontanata nemmeno di un capello dalla raccomandazione divina. Tuttavia, quando stava già per passare un’ora di tempo e quella suora non pensava ad andarsene, ho invocato interiormente l’aiuto di Gesù. All’improvviso ho udito una voce nell’anima: «Non temere, ti guardo in questo momento e ti vengo in aiuto. Ti mando subito due suore, che verranno a farti visita ed allora ti sarà facile continuare la conversazione». Ed in quello stesso istante entrarono due suore e la conversazione allora divenne molto facile, ma si protrasse ancora per mezz’ora. Oh, com’è bene durante una conversazione invocare l’aiuto di Gesù! Oh, com’è bene nei momenti di tranquillità impetrare per sé le grazie attuali! Ho una gran paura di simili conversazioni apparentemente confidenziali; in casi analoghi occorre avere molta luce da parte di Dio per poter conversare con profitto per quell’anima e per noi. Dio concede il Suo aiuto, ma bisogna domandarglielo; nessuno confidi eccessivamente su se stesso.

17.01.1938

Oggi fin dalla mattina la mia anima si trova nelle tenebre. Non riesco ad elevarmi fino a Gesù, mi sento quasi abbandonata da Lui. Non mi rivolgerò alle creature per ottenere luce, poiché so che esse non possono illuminarmi, se Gesù intende mantenermi nelle tenebre. Mi sottometto alla Sua santa volontà e soffro, ma la lotta assume un aspetto sempre maggiore. Durante i vespri ho voluto unirmi con la preghiera alle consorelle. Quando mi sono trasferita col pensiero in cappella, il mio spirito è sprofondato in tenebre ancora più fitte. Sentivo disgusto per ogni cosa. All’improvviso sento la voce di satana: «Guarda come è tutto contraddittorio ciò che ti dà Gesù: ti ordina di fondare un convento e ti manda la malattia; ti ordina di interessarti della festa della Misericordia ed una festa del genere il mondo non la vuole. Perché preghi per questa festa? Questa festa è così inopportuna». L’anima mia tace e prega con un atto della volontà, senza entrare in colloquio con lo spirito delle tenebre. Tuttavia s’impadronisce di me un disgusto così strano della vita, che debbo fare un grande sforzo della volontà per poterla accettare... E sento di nuovo le parole del tentatore: «Domani, dopo la santa Comunione, chiedi di morire. Dio ti ascolterà. Infatti ti ha ascoltato tante volte e ti ha dato quello che Gli avevi chiesto». Taccio e prego con un atto della volontà, anzi mi sottometto a Dio, pregandoLo interiormente che non mi abbandoni in questo momento. Sono già le undici di sera, tutte le suore dormono ormai nelle loro celle, solo la mia anima combatte e con grande impegno. Il tentatore mi dice ancora: « Perché t’interessano le altre anime? Tu devi pregare solo per te stessa. I peccatori si convertiranno senza le tue preghiere. Vedo che soffri molto in questo momento, ti do un consiglio dal quale dipenderà la tua felicità: non parlare mai della divina Misericordia, e specialmente non incitare i peccatori alla fiducia nella divina Misericordia, poiché a loro spetta una giusta punizione. La seconda cosa è la più importante, non parlare di quello che avviene nella tua anima coi confessori e specialmente a quel Padre straordinario e a quel prete di Wilno. Io li conosco, so chi sono, perciò voglio metterti in guardia da loro. Guarda che per essere una buona suora è sufficiente vivere come tutte le altre. Perché esporti a tante difficoltà? ». Io continuo a tacere e con un atto della volontà persevero tutta in Dio, sebbene mi sfugga dal cuore un lamento. Il tentatore finalmente se ne andò e io sfinita mi addormentai immediatamente. La mattina, subito dopo la santa Comunione, entrai nella mia cella e, cadendo in ginocchio, rinnovai l’atto di sottomissione in tutto alla santissima volontà di Dio. Ti prego, Gesù, dammi la forza per lottare, avvenga di me secondo la Tua SS.ma volontà. La mia anima si è innamorata della Tua SS.ma volontà. In quel momento vidi Gesù che mi disse: «Sono contento di quello che fai e continua a stare tranquilla se fai sempre tutto quello che è in tuo potere per quest’opera della Misericordia. Abbi la massima sincerità col confessore. Satana, dalla tentazione che ti ha teso, non ha avuto alcun profitto, poiché non ti sei messa a conversare con lui. Continua così. Oggi Mi hai reso un grande onore lottando così fedelmente. Perseveri e si rafforzi il tuo cuore nella convinzione che Io sono sempre con te, anche se nel momento della lotta tu non Mi senti...». Oggi l’amore di Dio mi trasporta in un altro mondo. Sono immersa nell’amore, amo e sento che sono amata e sto vivendo questo in piena consapevolezza. La mia anima annega nel Signore, e conosce la grande maestà di Dio e la propria piccolezza e tale conoscenza aumenta la mia felicità... Questa consapevolezza è tanto viva nella mia anima, tanto forte e nello stesso tempo tanto dolce.

+ Dato che ora non posso dormire di notte neppure un po’ perché i dolori non me lo permettono, visito tutte le chiese e cappelle e, sebbene per poco tempo, adoro il SS.mo Sacramento. Quando torno nella mia cappella, prego per certi sacerdoti che annunciano e diffondono la Misericordia di Dio. Prego anche per le intenzioni del Santo Padre e per impetrare la Misericordia di Dio per i peccatori. Queste sono le mie notti.

20.01.1938

Non striscio mai davanti a nessuno. Non sopporto le adulazioni, e l’umiltà è solo verità; nella vera umiltà non c’è servilismo. Benché mi consideri la più piccola di tutto il convento, d’altra parte sono lieta della dignità di sposa di Gesù... Poco importa se qualche volta sento dire che sono superba, poiché so bene che i giudizi degli uomini non riescono a scorgere i motivi delle azioni. Quando all’inizio della mia vita religiosa, subito dopo il noviziato, cominciai ad esercitarmi in modo particolare nell’umiltà, non mi bastavano le sole umiliazioni che Dio mi mandava, ma le cercavo io stessa e in un fervore esagerato mi mostravo talvolta ai superiori quale non ero in realtà e non avevo neppure un’idea di tali miserie. Dopo poco però Gesù mi fece conoscere che l’umiltà è soltanto verità. Da quel momento mutai il mio punto di vista seguendo fedelmente la luce di Gesù. Compresi che se un’anima sta con Gesù, Egli non le permette di sbagliare.

+ Signore, Tu sai che fin dalla mia giovinezza ho sempre cercato la Tua volontà e, conosciutala, ho cercato di metterla in pratica. Il mio cuore era abituato alle ispirazioni dello Spirito Santo, al quale sono fedele. Anche in mezzo al più grande frastuono riuscivo ad udire la voce di Dio; so sempre quello che avviene nel mio intimo.. M’impegno per la santità, poiché con essa sarò utile alla Chiesa. Faccio sforzi continui nelle virtù. Procuro di imitare fedelmente Gesù e questa serie di atti di virtù quotidiani, silenziosi, nascosti, quasi impercettibili, ma eseguiti con tanto amore, li depongo nel tesoro della Chiesa di Dio a comune vantaggio delle anime. Sento interiormente come se avessi la responsabilità di tutte le anime: sento chiaramente che vivo non solo per me, ma per tutta la Chiesa...

+ O Dio incomprensibile, il mio cuore si strugge dalla gioia, poiché m’hai permesso di penetrare i misteri della Tua Misericordia. Tutto ha inizio dalla Tua Misericordia, e tutto termina nella Tua Misericordia... Ogni grazia deriva dalla Misericordia e l’ultima ora è piena di Misericordia per noi. Nessuno dubiti della bontà di Dio, anche se i suoi peccati fossero neri come la notte, la Misericordia di Dio è più forte della nostra miseria. Una sola cosa è necessaria, che il peccatore apra almeno un po’ le porte del suo cuore ai raggi della divina Misericordia: Dio farà il resto. Ma infelice quell’anima che perfino nell’ultima ora ha tenuto chiusa la porta alla Misericordia di Dio! Sono state queste anime che hanno immerso Gesù nell’Orto degli Ulivi in una tristezza mortale. Ciò nonostante dal Suo Cuore compassionevolissimo scaturì la divina Misericordia.

21.01.1938

Gesù, sarebbe veramente tremendo soffrire se non ci fossi Tu, ma proprio Tu, o Gesù disteso in croce, mi dai forza e sei sempre accanto all’anima che soffre. Le creature abbandonano l’uomo che soffre, ma Tu, Signore, sei fedele... Capita spesso durante la malattia come con Giobbe nell’Antico Testamento. Finché uno cammina e lavora, va tutto bene e liscio, ma se Dio manda una malattia, gli amici cominciano a diminuire. Però ci sono. S’interessano dei nostri patimenti e così via; ma se Iddio ci manda una lunga malattia, poco alla volta cominciano ad abbandonarci anche questi amici fedeli. Ci vengono a visitare più di rado e spesso le loro visite ci procurano sofferenza. Invece di confortarci, ci rinfacciano varie cose che ci fanno soffrire molto e così l’anima, come Giobbe, rimane sola, ma per fortuna non è sola, dato che c’è con lei Gesù Ostia. Dopo aver assaporato le predette sofferenze ed aver passato tutta la notte nell’amarezza, quando al mattino il cappellano mi portò la santa Comunione, dovetti frenarmi con la forza della volontà, per non gridare a piena voce: “Ti saluto, vero ed unico Amico! “. La santa Comunione mi dà la forza per affrontare la sofferenza e la lotta. Voglio dire ancora una cosa che ho sperimentato io stessa. Quando Dio non manda né la morte, né la salute e questo dura degli anni, le persone attorno vi si abituano e considerano il malato come se non fosse tale. Allora incomincia la catena di un silenzioso martirio. Dio solo sa quanti sacrifici Gli offre quell’anima. Una sera che mi sentivo così male che non sapevo come raggiungere la cella, incontrai la suora Assistente che stava dicendo ad una delle suore direttrici di andare in portineria per una commissione. Appena mi vide disse alla stessa: « Sorella, non va più lei, andrà Suor Faustina, dato che piove forte ». Risposi: « Va bene ». Andai e sbrigai la commissione, ma Dio solo ne sa qualcosa. Questa è soltanto una di tante frasi analoghe. Qualche volta sembra proprio che una suora del secondo coro sia di sasso, ma anch’essa è una creatura umana, ha un cuore e dei sentimenti.’In casi del genere Dio stesso viene in aiuto, altrimenti l’anima non riuscirebbe a sopportare tali croci, di cui non ho scritto ancora nulla e non ho intenzione di scriverne adesso, ma ne scriverò quando avrò l’ispirazione... Oggi durante la santa Messa ho visto Gesù sofferente, come se agonizzasse in croce, il quale mi ha detto: «Figlia Mia, medita spesso sulle Mie sofferenze che ho subito per te, e quello che tu soffri per Me non ti sembrerà eccessivo. Mi fai molto piacere quando mediti sulla Mia dolorosa Passione. Unisci le tue piccole sofferenze alla Mia dolorosa Passione, affinché acquistino un valore infinito davanti alla Mia Maestà».

+ Oggi Gesù mi ha detto: «Mi chiami spesso Maestro. Ciò è gradito al Mio cuore, ma non dimenticare, alunna Mia, che sei alunna di un Maestro Crocifisso. Questa sola parola ti basti. Tu sai ciò che è racchiuso nella croce».

+ Ho conosciuto che nella pazienza è nascosta la potenza più grande. Vedo che la pazienza conduce sempre alla vittoria, benché non subito, ma tale vittoria arriva dopo anni. La pazienza va assieme alla mitezza. Ho passato tutta la notte nella prigione sotterranea con Gesù. Era una notte di adorazione. Le suore pregavano in cappella. Io mi sono unita a loro in ispirito, perché la mancanza di salute non mi ha permesso di andare in cappella. Per tutta la notte però non sono riuscita ad addormentarmi, perciò l’ho passata nella prigione sotterranea con Gesù. Gesù mi ha fatto conoscere le sofferenze che vi ha patito. Il mondo le conoscerà il giorno del giudizio. «Figlia Mia, dì alle anime che do loro come difesa la Mia Misericordia. Combatto per loro Io solo e sopporto la giusta collera del Padre Mio». “Figlia Mia, dì che la festa della Mia Misericordia è uscita dalle Mie viscere a conforto del mondo intero”. O Gesù, mia pace e mio riposo, Ti prego per questa suora, illuminala, in modo che cambi interiormente, sostienila potentemente con la Tua grazia, affinché anche lei possa giungere alla perfezione...

Oggi prima della santa Comunione il Signore mi ha detto: «Figlia Mia, oggi parla con la Superiora apertamente della Mia Misericordia, poiché essa fra le Superiore è stata quella che ha partecipato maggiormente a diffonderla». In realtà nei pomeriggio è venuta la Madre ed abbiamo parlato di quest’opera di Dio. La Madre mi ha detto che le immaginette non erano venute molto bene e che ne vendevano poche. «Ma io stessa, ha aggiunto, ne ho preso un bel po’ e le distribuisco dove ritengo opportuno e faccio quello che posso perché si diffonda l’opera della Misericordia». Quando se ne fu andata, il Signore mi ha fatto conoscere quanto Gli è cara quell’anima. Oggi il Signore mi ha detto: «Ho aperto il Mio Cuore come una viva sorgente di Misericordia, tutte le anime vi attingano la vita, si avvicinino con grande fiducia a questo mare di Misericordia. I peccatori otterranno la giustificazione ed i giusti verranno rafforzati nel bene. A colui che avrà posto la sua fiducia nella Mia Misericordia, nell’ora della morte colmerò l’anima con la Mia pace divina». Il Signore mi ha detto: «Figlia Mia, non desistere dal diffondere la Mia Misericordia, con ciò procurerai refrigerio al Mio Cuore, che arde del fuoco della compassione per i peccatori. Dì ai Miei sacerdoti che i peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole, quando essi parleranno della Mia sconfinata Misericordia e della compassione che ho per loro nel Mio Cuore. Ai sacerdoti che proclameranno ed esalteranno la Mia Misericordia, darò una forza meravigliosa, unzione alle loro parole e commuoverò i cuori ai quali parleranno». La vita comune è pesante per se stessa, ma è doppiamente pesante vivere a stretto contatto con anime superbe. O Dio, concedimi una fede più profonda, in modo che riesca sempre a scorgere in ogni suora la Tua santa immagine, scolpita nella sua anima... Amore eterno, fiamma pura, ardi incessantemente nel mio cuore e divinizza tutto il mio essere in forza della Tua eterna predilezione, per la quale mi hai dato l’esistenza, chiamandomi a partecipare alla Tua eterna felicità. O Signore misericordioso, mi hai colmata di questi doni unicamente per la Tua Misericordia. Vedendo che tutto quello che ho mi è stato dato gratuitamente, nell’umiltà più profonda adoro la Tua bontà inconcepibile. Signore, lo stupore m’inonda il cuore al pensiero che Tu, Signore assoluto, non hai bisogno di nessuno e tuttavia per puro amore Ti abbassi a questo modo fino a noi. Non finisco mai di stupirmi quando il Signore entra in rapporti di intimità così stretta con una sua creatura; anche qui è evidente la Sua insondabile bontà. Incomincio sempre questa meditazione e non riesco mai a terminarla, poiché il mio spirito s’immerge totalmente in Lui. Che delizia amare con tutte le forze della propria anima ed essere a sua volta amata ancora di più, sentire tutto questo e viverlo nella piena consapevolezza del proprio essere! Non ci sono parole per esprimerlo.

25.01.1938

O mio Gesù, quanto sei buono e paziente! Talvolta ci guardi proprio come dei bambini. Certe volte Ti preghiamo e non sappiamo nemmeno noi per che cosa ed alla fine della preghiera, quando ci dai quello che abbiamo chiesto, non vogliamo accettarlo. Un giorno venne da me una certa suora e mi chiese di pregare e mi disse che non poteva più resistere se la situazione continuava così. «Preghi, sorella». Risposi che l’avrei fatto. Incominciai una novena alla divina Misericordia e venni a sapere che Dio le avrebbe concesso la grazia, ma lei dopo averla ottenuta sarebbe stata nuovamente insoddisfatta. Tuttavia continuai a pregare come mi aveva chiesto. Il giorno dopo rivenne la stessa suora. Appena iniziò il discorso, si mise a parlare della stessa cosa. Le dissi: «Lei sa, sorella, che non dobbiamo costringere il Signore Dio con la preghiera a darci quello che vogliamo noi, ma dobbiamo piuttosto sottometterci alla Sua santa volontà ». A lei però sembrava che quanto chiedeva fosse indispensabile. Verso la fine della novena tornò di nuovo quella suora e mi disse: «Gesù mi ha concesso la grazia, ma... ma adesso la penso diversamente. Sorella, preghi, perché torni di nuovo com’era prima». Le risposi: « Si,pregherò, ma perché lei faccia la volontà di Dio e non quello che vuole lei... Misericordiosissimo Cuore di Gesù, difendici dalla giusta ira di Dio!».

+ Una certa suora mi perseguita di continuo unicamente per il fatto che Dio ha rapporti così stretti con me. A lei sembra che tutto ciò sia una finzione da parte mia. Quando ritiene che io abbia commesso qualche mancanza, dice: « Hanno le visioni e commettono colpe di questo genere! ». Ne ha parlato in giro alle altre suore con un’interpretazione sempre sfavorevole; diffonde prevalentemente l’opinione che si tratti di una mezza pazza. Un giorno mi diede fastidio che quella goccia d’intelligenza umana indagasse a quel modo sui doni di Dio. Dopo la santa Comunione pregni perché Iddio la illuminasse. Conobbi tuttavia che quell’anima, se non cambia la sua disposizione interiore, non giungerà alla perfezione.

+ Quando mi lamentai con Gesù per una certa persona: « Gesù, come può quella persona emettere un simile giudizio anche sull’intenzione? ». Il Signore mi rispose: «Non ti meravigliare di questo. Quell’anima non conosce nemmeno se stessa, come può emettere un giudizio equilibrato su un’altra anima?». Oggi ho visto Padre Andrasz che pregava. Ho conosciuto che intercedeva presso Dio anche per me. Il Signore qualche volta mi fa conoscere chi prega per me. Mi sono ritirata un po’ nell’ombra, come se quest’opera di Dio non m’interessasse. In questo momento non ne parlo, ma con tutta l’anima sono immersa nella preghiera e supplico Dio che si degni di affrettare questo grande dono, cioè la festa della Misericordia e vedo che Gesù opera e dà Egli stesso le indicazioni su come condurla a termine. Nulla avviene per caso. Oggi ho detto a Gesù: «Vedi quante difficoltà prima che credano che sei Tu stesso l’autore di quest’opera? Ed anche adesso non tutti ci credono ancora». «Sta’ tranquilla, bambina Mia, nulla può opporsi alla Mia volontà. Nonostante le mormorazioni e l’avversione delle suore, la Mia volontà si compirà in te in tutta la sua estensione, fino all’ultimo desiderio e determinazione. Non rattristarti per questo. Anch’io sono Stato la pietra dello scandalo per alcune anime...».

+ Gesù si è lamentato per il gran dolore che gli procura l’infedeltà delle anime elette: «Ed ancora di più ferisce il Mio Cuore la loro mancanza di fiducia dopo la caduta. Se non avessero sperimentato la bontà del Mio Cuore, ciò Mi addolorerebbe di meno». Ho visto la collera di Dio sospesa sulla Polonia. Ed ora vedo che, se Iddio colpisse il nostro paese coi più grandi castighi, ciò sarebbe ancora una grande Misericordia da parte Sua, poiché per delitti così gravi potrebbe punirci con la rovina eterna. Rimasi terrorizzata quando il Signore scostò appena un poco il velo. Ora vedo chiaramente che le anime elette sostengono l’esistenza del mondo, fino a quando la misura sarà colma...

+ Ho visto l’impegno nella preghiera di un certo sacerdote. La sua preghiera era simile alla preghiera di Gesù nell’Orto. Oh, se quel sacerdote sapesse quanto è stata gradita al Signore quella preghiera!... O Gesù, mi chiudo nel Tuo misericordiosissimo Cuore, come in una fortezza inespugnabile, per difendermi dai proiettili dei nemici. Oggi sono stata accanto ad una certa persona che agonizzava, stava morendo dalle parti della nostra famiglia. L’ho sostenuta con la preghiera. Dopo un po’ ho sentito dolore alle mani, ai piedi ed al fianco per un breve momento...

27.01.1938

Oggi durante l’ora santa Gesù si è lamentato con me per l’ingratitudine delle anime. «In cambio dei benefici ottengo ingratitudine, in cambio dell’amore ottengo dimenticanza ed indifferenza. Il Mio cuore non può sopportarlo». A questo punto nel mio cuore si è acceso un amore così forte verso Gesù che mentre mi offrivo per le anime ingrate, in un istante mi sono immersa completamente in Lui. Quando sono rientrata in me, il Signore mi ha fatto assaporare una piccola parte di quell’ingratitudine che inondava il Suo Cuore. Quest’esperienza è durata un tempo breve. Oggi ho detto al Signore: «Quando mi prenderai con Te? Io mi sono già sentita così male che ho atteso la Tua venuta con tanta nostalgia». Gesù mi ha risposto: «Sii sempre pronta, ma ormai non ti lascerò più a lungo in questo esilio. Deve compiersi in te la Mia santa volontà». O Signore, se la Tua santa volontà non si è ancora completamente adempiuta su di me, eccomi sono pronta a tutto ciò che Tu vuoi, o Signore. O mio Gesù, mi meraviglio soltanto per il fatto che Tu mi fai conoscere tanti segreti, ma l’ora della mia morte non vuoi rivelarmela ». Ed il Signore ha risposto: «Sta’ tranquilla, te la farò conoscere, ma non ora». « Ah, mio Signore, Ti chiedo perdono per aver voluto saperlo. Tu sai bene perché, poiché Tu conosci il mio cuore pieno di nostalgia, che anela ardentemente a Te. Tu sai che non vorrei morire nemmeno un istante prima, ma solo quando Tu hai stabilito fin dall’eternità». Gesù ha ascoltato con singolare benevolenza le mie confidenze [qui metà della pagina è bianca]

28.01.1938

Oggi il Signore mi ha detto: «Figlia Mia, scrivi queste parole: «Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e ne diffonderanno il culto, esortando altre anime alla fiducia nella Mia Misericordia, queste anime nell’ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia le proteggerà in quell’ultima lotta... Figlia Mia, esorta le anime a recitare la coroncina che ti ho dato. Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno. Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima, e l’ora della loro morte sarà serena. Scrivi questo per le anime afflitte: quando l’anima vede e riconosce la gravità dei suoi peccati, quando si svela ai suoi occhi tutto l’abisso di miseria in cui è precipitata, non si disperi, ma si getti con fiducia nelle braccia della Mia Misericordia, come un bambino fra le braccia della madre teneramente amata. Queste anime hanno la precedenza nel Mio Cuore compassionevole, esse hanno la precedenza nella Mia Misericordia. Proclama che nessun’anima, che ha invocato la Mia Misericordia, è rimasta delusa né confusa. Ho una predilezione particolare per l’anima che ha fiducia nella Mia bontà. Scrivi che quando verrà recitata la coroncina vicino agli agonizzanti, Mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso». In quel momento il Signore mi fece conoscere quanto è geloso del mio cuore. «Anche fra le tue consorelle ti sentirai sola, ebbene sappi che desidero che ti unisca più strettamente a Me. A Me interessa ogni battito del tuo cuore; ogni palpito del tuo amore si ripercuote nel Mio Cuore; sono assetato del tuo amore». «Si, o Gesù, ma anche il mio cuore non saprebbe vivere senza di Te, poiché pur se mi venisse offerto il cuore di tutte le creature, esse non appagherebbero i profondi desideri del mio cuore». Questa sera il Signore mi ha detto: «Affidati completamente a Me nell’ora della morte e io ti presenterò al Padre Mio come Mia sposa. Adesso ti raccomando di unire ai Miei meriti le tue azioni anche le più piccole ed allora il Padre Mio le guarderà con amore come se fossero Mie... Non cambiare l’esame particolare che ti ho dato tramite Padre Andrasz, quello cioè di unirti continuamente a Me; questo è quanto oggi esigo chiaramente da te. Sii come una bambina di fronte ai Miei rappresentanti, poiché Io prendo in prestito la loro bocca per parlare a te, in modo che tu non abbia dubbi di alcun genere». La mia salute è migliorata un po’; oggi sono scesa in refettorio ed in cappella. Non posso ancora riprendere il mio lavoro e resto in cella a lavorare con la spoletta. Questo lavoro mi attrae enormemente, ma mi stanco egualmente, anche se è un lavoretto così leggero. Vedo che le mie forze si sono molto indebolite. Non ho momenti di ozio, poiché ogni istante della mia vita è assorbito dalla preghiera, dalla sofferenza e dal lavoro. Se non posso adorare Dio in un modo, lo faccio in un altro e se Dio mi concedesse la vita una seconda volta, non so se saprei utilizzarla meglio... Il Signore mi ha detto: «Mi diletto del tuo amore; il tuo amore sincero è così gradito al Mio Cuore, come il profumo di un bocciolo di rosa nelle prime ore del mattino, quando il sole non gli ha ancora prosciugato la rugiada. La freschezza del tuo cuore Mi affascina, per cui Mi unisco a te così intimamente, come con nessun altra creatura...». Oggi ho visto gli sforzi di quel sacerdote per la causa di Dio. Il suo cuore comincia ad assaporare quello di cui era ricolmo il Cuore Divino durante la vita terrena, per gli sforzi, l’ingratitudine... Ma il suo zelo per la gloria di Dio è grande.

30.01.1938. Ritiro spirituale di un giorno.

Durante la meditazione il Signore mi ha fatto conoscere che, finché il cuore mi batterà in petto, dovrò sempre impegnarmi perché il regno di Dio si diffonda sulla terra. Debbo lottare per la gloria del mio Creatore. So che darò a Dio la gloria che attende da me, se cercherò di cooperare fedelmente con la Sua grazia. Desidero vivere in spirito di fede, accetto tutto quello che mi capita come mandato dall’amorevole volontà di Dio, che desidera sinceramente la mia felicità. Accetterò quindi tutto quello che Iddio mi manderà con sottomissione e gratitudine, non badando alla voce della natura né ai suggerimenti dell’amor proprio. Prima di iniziare un azione di una certa importanza rifletterò un momento, per vedere che rapporto ha con la vita eterna, qual è il motivo principale per cui viene intrapresa, se la gloria di Dio, se un qualche vantaggio per la mia anima od il bene di altre anime. Se il cuore mi risponderà che è così, allora sarò inflessibile nell’eseguire quella data azione senza badare ad alcun ostacolo, ad alcun sacrificio. Non mi farò distogliere dallo scopo che mi sono prefissa, mi basta soltanto sapere che è gradito a Dio. Al contrario se conoscerò che determinate azioni non hanno nulla in comune con quanto detto sopra, procurerò di elevarle a sfere più alte mediante una buona intenzione. Se poi conoscerò che qualche cosa proviene dall’amor proprio, la sopprimerò sul nascere stesso. Nei momenti di dubbio non agirò, ma cercherò con cura chiarimenti presso ecclesiastici e specialmente presso il mio direttore spirituale. Non giustificarsi di fronte ai rimproveri e alle osservazioni fatte da chiunque, se non nel caso in cui venissi direttamente interrogata per dare testimonianza alla verità. Ascoltare con grande pazienza le confidenze degli altri, accoglierne le sofferenze, sostenendoli nel morale ed immergere le proprie sofferenze nel Cuore compassionevolissimo di Gesù. Non uscire mai dagli abissi della Sua Misericordia ed introdurvi il mondo intero. Durante la meditazione sulla morte ho pregato il Signore, perché si degni di far penetrare nel mio cuore gli stessi sentimenti che avrò nel momento della morte. E la grazia divina mi ha risposto interiormente che, avendo fatto quanto era nelle mie possibilità, potevo stare tranquilla. In quel momento si risvegliò in me tanta gratitudine verso il Signore che dalla gioia scoppiai a piangere come una bambina... Mi preparai a ricevere la santa Comunione il mattino dopo come viatico e recitai per me le preghiere degli agonizzanti. Ad un tratto udii queste parole: «Come sei unita a Me in vita, così sarai unita al momento della morte». Dopo queste parole si risvegliò nella mia anima una fiducia così grande nella divina Misericordia che, anche se avessi sulla coscienza i peccati del mondo intero ed i peccati di tutte le anime dannate, nonostante ciò non dubiterei della bontà di Dio, ma senza pensarci mi getterei nell’abisso della divina Misericordia, che è sempre aperto per noi e col cuore a pezzi sprofondato nella polvere, mi getterei ai piedi del Signore e mi abbandonerei completamente alla Sua santa volontà, che è la Misericordia personificata. O mio Gesù, vita della mia anima, vita mia, mio Salvatore, mio dolcissimo Sposo, e nello stesso tempo mio Giudice, Tu sai che nell’ultima ora non farò affidamento su nessun mio merito, ma unicamente sulla Tua Misericordia. Ecco che fin d’ora m’immergo nella voragine della Tua Misericordia, che è sempre aperta per ogni anima. O mio Gesù, io ho un unico compito in vita, in morte e per tutta l’eternità ed è quello di adorare la tua insondabile Misericordia. Nessuna mente, né di angeli né di uomini riuscirà mai a scandagliare i misteri della Tua Misericordia. Gli angeli rimangono stupiti di fronte al mistero della Tua Misericordia, ma non riescono a comprenderlo. Tutto ciò che è uscito dalle mani del Creatore è racchiuso in un mistero inconcepibile, cioè nelle viscere della Sua Misericordia. Quando considero ciò, il mio spirito vien meno, per la gioia il cuore mi si scioglie. O Gesù, attraverso il tuo pietosissimo Cuore come attraverso un cristallo, sono giunti a noi i raggi della Divina Misericordia.

1.02.1938

Oggi mi sento un po’ peggio in salute, tuttavia partecipo ancora alla vita comune di tutta la Congregazione. Faccio però grandi sforzi che tu solo, o Gesù, conosci. Oggi in refettorio pensavo di non poter resistere per tutto il pranzo. Ogni volta che prendo cibo, avverto dolori tremendi. Una settimana fa è venuta a farmi visita la Madre Superiora e mi ha detto: «A lei, sorella, si attacca ogni malattia perché ha l’organismo debole, ma non è colpa sua. Se un’altra suora soffrisse dello stesso male, sicuramente camminerebbe; lei invece deve rimanere a letto». Queste parole non mi diedero fastidio, ma con dei malati gravi è meglio non fare paragoni simili, dato che il loro calice è già pieno abbastanza. Inoltre quando le suore vanno a trovare le ammalate, non domandino ogni volta nei particolari che cosa fa male e come fa male, poiché ripetere continuamente ad ogni suora le stesse cose stanca enormemente, specialmente quando talora capita di doverlo fare diverse volte al giorno.

Quando entrai per un momento in cappella, il Signore mi fece conoscere che fra le anime che sceglie ne ha alcune elette in modo particolare, che chiama ad una santità superiore, ad un’unione eccezionale con Sé. Sono anime serafiche, dalle quali Iddio esige che Lo amino più delle altre anime, benché vivano tutte nello stesso convento; talvolta però questo amore più intenso lo esige da una sola anima. Quest’anima comprende la chiamata, poiché Iddio gliela fa conoscere interiormente, però può seguirla e può anche non seguirla. Dipende dall’anima rispondere alla chiamata dello Spirito Santo oppure opporsi allo stesso Spirito Santo. Ho saputo che c’è un luogo in purgatorio, dove le anime espiano di fronte a Dio per colpe di questo genere. Questa fra le varie pene è la più dura. L’anima segnata in modo particolare da Dio si distinguerà ovunque, in paradiso, in purgatorio e all’inferno. In paradiso si distingue dalle altre anime per una gloria maggiore, per lo splendore e per una più profonda conoscenza di Dio. In purgatorio per una sofferenza più acuta, poiché conosce più a fondo e desidera più violentemente Iddio. All’inferno soffrirà più delle altre anime perché conosce meglio Colui che ha perduto. Il sigillo dell’amore esclusivo di Dio che è in lei non si cancella. O Gesù, mantienimi nel Tuo santo timore, in modo che non sprechi le grazie. Aiutami ad essere fedele alle ispirazioni dello Spirito Santo, permetti che mi si spezzi il cuore per amore verso di Te, piuttosto che tralasci un solo atto di quest’amore.

2.02.1938.

Le tenebre dell’anima. Oggi è festa della Madonna e nella mia anima c’è tanto buio. il Signore si è nascosto, e io sono sola, completamente sola. La mia mente è così offuscata che all’intorno vedo solo fantasmi, nemmeno uno spiraglio di luce mi entra nell’anima, non riesco a capire me stessa né coloro che mi parlano. Tentazioni terribili contro la santa fede mi stanno opprimendo. O mio Gesù, salvami. Non riesco a dire di più. Non posso fare una descrizione particolareggiata, perché temo che qualcuno leggendo rimanga scandalizzato. Sono sbalordita che ad un’anima possano capitare tribolazioni di questo genere. O uragano, che ne fai della barchetta del mio cuore? Questa tempesta è durata un giorno intero ed una notte. Quando è venuta da me la Madre Superiora e mi ha chiesto: « Sorella, non vorrebbe approfittare per confessarsi, dato che c’è Padre Andrasz? », le ho risposto di no. Mi sembrava che né il Padre m’avrebbe potuto capire, né io sarei riuscita a confessarmi. Ho passato tutta la notte con Gesù nel Getsemani. Un continuo gemito di dolore usciva dal mio petto. Sarà più leggera l’agonia naturale, poiché in quel caso si agonizza e si muore, mentre qui uno agonizza senza poter morire. O Gesù, non credevo che esistessero sofferenze di questo genere. il nulla, ecco la realtà. O Gesù, salvami. Credo in Te con tutto il cuore, ho visto tante volte lo splendore del Tuo Volto e adesso dove sei, Signore?... Credo, credo ed ancora una volta credo in Te, unico Dio nella SS.ma Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo e a tutte le verità che la Tua santa Chiesa mi propone a credere... Tuttavia le tenebre non scompaiono ed il mio spirito sprofonda in un’agonia ancora peggiore. A un dato momento fui presa da un’angoscia così straziante, che ora mi meraviglio io stessa di non aver esalato l’ultimo respiro, ma fu un momento breve. All’improvviso vidi Gesù. Dal suo Cuore uscivano i due noti raggi che m’investirono in pieno. In quello stesso istante scomparve ogni mia angoscia. «Figlia Mia - mi disse il Signore - sappi che quanto ora hai passato è ciò che sei da te stessa, e solo in forza della Mia grazia partecipi alla vita eterna ed a tutti i doni che generosamente ti concedo». E da queste parole del Signore ho avuto la vera conoscenza di me stessa. Gesù mi dà un insegnamento di profonda umiltà e nello stesso tempo di completa fiducia in Lui. Il mio cuore è ridotto in cenere, in polvere e se anche tutta la gente mi calpestasse, lo considererei ancora una grazia. Sento e sono così profondamente convinta di essere una nullità, che le vere umiliazioni saranno un refrigerio per me.

3.02.1938

Oggi dopo la santa Comunione, Gesù mi ha dato nuovamente alcune indicazioni: «Primo: non lottare da sola contro la tentazione, ma rivelarla subito al confessore ed allora la tentazione perderà tutta la sua forza. Secondo: in queste prove non perdere la calma, vivi alla Mia presenza, chiedi l’aiuto della Madre Mia e dei Santi. Terzo: abbi la certezza che io ti guardo e ti sostengo. Quarto: non temere né le lotte spirituali né alcuna tentazione, poiché Io ti sostengo, purché tu voglia lottare, sappi che la vittoria sarà sempre dalla tua parte. Quinto: sappi che con una lotta intrepida Mi fai un grande onore e metti da parte meriti per te; la tentazione ti offre la possibilità di mostrarMi la tua fedeltà. Ed ora ti dirò la cosa più importante per te: una sincerità senza limiti col tuo direttore spirituale. Se non approfitterai di questa grazia secondo le Mie indicazioni, te lo porterò via ed allora rimarrai sola con te stessa e ti ritorneranno tutti i tormenti spirituali che ben conosci. Non Mi piace che non approfitti dell’occasione quando puoi incontrarlo e parlare con lui. Sappi che è una Mia grazia grande, se do ad un’anima un direttore spirituale. Molte anime Me lo chiedono, e non a tutte concedo questa grazia. Dal momento che te l’ho dato come direttore spirituale, l’ho fornito di nuovi lumi, affinché possa facilmente conoscere e comprendere la tua anima...». O mio Gesù, o mia unica Misericordia, permettimi di vedere la contentezza sul Tuo Volto, come segno di riconciliazione con me, poiché il mio cuore non sopporta la Tua serietà; se la prolungherai ancora un momento, mi si spezzerà dal dolore. Vedi che sono già ridotta in polvere. In quello stesso istante mi vidi come in un palazzo e Gesù mi diede la mano e mi sistemò accanto a Sé e disse amabilmente: «Mia sposa, Mi piaci sempre per l’umiltà. La più grande miseria non M’impedisce di unirMi all’anima, ma dove c’è la superbia, Io non ci sono». Quando rientrai in me, esaminai tutto quello che era avvenuto nel mio cuore, ringraziando Iddio per l’amore e la Misericordia che mi aveva dimostrato. O Gesù, nascondimi come Ti sei nascosto Tu sotto le specie di una bianca Ostia, così nascondi anche me agli occhi degli uomini e nascondi specialmente i doni che Tu benignamente mi concedi. Fa’ che non riveli all’esterno ciò che Tu operi nella mia anima. Davanti a Te, o divino Sacerdote, sono una bianca ostia; consacrami Tu stesso e la mia trasformazione sia nota soltanto a Te. Ogni giorno come vittima sacrificale mi presento davanti a Te e Ti supplico di concedere la Tua Misericordia al mondo. Mi annienterò al Tuo cospetto in silenzio e senza che alcuno mi scorga; come una vittima per l’olocausto in un silenzio profondo arderà il mio amore puro ed indivisibile e il profumo di quest’amore giunga ai piedi del Tuo trono. Tu sei il Signore dei Signori, però hai una predilezione per i cuori più piccoli e umili...

Quando entrai un momento in cappella, Gesù mi disse: «Figlia Mia, aiutaMi a salvare un peccatore in agonia; recita per lui la coroncina che ti ho insegnato». Quando cominciai a recitare la coroncina, vidi quel moribondo fra atroci tormenti e lotte. Era difeso dall’angelo custode, il quale però era come impotente di fronte alla grande miseria di quell’anima. Una moltitudine di demoni stava in attesa di quell’anima, ma mentre recitavo la coroncina vidi Gesù nell’aspetto in cui è dipinto nell’immagine. I raggi che uscirono dal Cuore di Gesù avvolsero il malato e le potenze delle tenebre fuggirono provocando scompiglio. Il malato spirò serenamente. Quando rientrai in me compresi che questa coroncina è importante accanto ai moribondi, essa placa l’ira di Dio. Quando chiesi perdono a Gesù per una mia azione, che dopo poco risultò imperfetta, Gesù mi tranquillizzò con queste parole: «Figlia Mia, ti ricompenso per la purezza dell’intenzione che hai avuto al momento di agire. Il Mio Cuore ha gioito poiché sul punto di compiere l’azione hai tenuto in considerazione il Mio amore e ciò in modo molto evidente. E adesso ne hai ancora un vantaggio, che è l’umiliazione. Si, bambina Mia, desidero che tu abbia sempre una grande purezza d’intenzione fin nelle tue più piccole iniziative». Nel momento in cui presi la penna in mano, pregai brevemente lo Spirito Santo, poi dissi: «Gesù, benedici questa penna, affinché tutto quello che mi ordini di scrivere sia a gloria di Dio». E subito udii una voce: «Si, la benedico poiché in questo scritto c’è il sigillo dell’obbedienza alla Superiora ed al confessore e per ciò stesso è motivo di gloria per Me e molte anime ne ricaveranno vantaggio. Figlia Mia, voglio che tutti i momenti liberi li impieghi a scrivere sulla Mia bontà e Misericordia. Questo è il tuo incarico ed il tuo compito per tutta la vita, far conoscere alle anime la grande Misericordia che ho per loro ed esortarle alla fiducia nell’abisso della Mia Misericordia». O mio Gesù, credo alle Tue parole e non ho più alcun dubbio a questo riguardo, poiché in un colloquio con la Madre Superiora anch’essa mi ha detto che dovevo scrivere di più sulla Tua Misericordia. Le sue parole sono state in pieno accordo con la Tua richiesta. O mio Gesù, ora comprendo che se esigi qualche cosa da un’anima, dai ai superiori l’ispirazione di concederci la possibilità di eseguire le Tue richieste, anche se capita che non sempre si ottenga subito. Talvolta la nostra pazienza è messa alla prova...

+ O Amore eterno, o Gesù, che Ti sei chiuso in quest’Ostia, Celando la Tua divina Maestà e la Tua bellezza, Lo fai, per darTi tutto alla mia anima, E non spaventarla con la Tua immensità. O Amore eterno, o Gesù, che Ti sei nascosto nel pane, Eterno splendore, inimmaginabile sorgente di felicità e di gioia, Che vuoi essere il mio paradiso in terra, E lo sei quando mi comunichi il Tuo amore divino. O Dio di grande Misericordia, bontà infinita, ecco che oggi tutta l’umanità grida dall’abisso della sua miseria alla Tua Misericordia, alla Tua compassione, o Dio, e grida con la voce potente della propria miseria. O Dio benigno, non respingere la preghiera degli esuli di questa terra. O Signore, bontà inconcepibile, che conosci perfettamente la nostra miseria e sai che non siamo in grado di innalzarci fino a Te con le nostre forze, Ti supplichiamo, previenici con la Tua grazia e moltiplica incessantemente su di noi la Tua Misericordia, in modo che possiamo adempiere fedelmente la Tua santa volontà durante tutta la vita e nell’ora della morte. L’onnipotenza della Tua Misericordia ci difenda dagli assalti dei nemici della nostra salvezza, in modo che possiamo attendere con fiducia, come figli Tuoi, la Tua ultima venuta nel giorno noto soltanto a Te. E speriamo, nonostante tutta la nostra miseria, di ottenere tutto ciò che ci è stato promesso da Gesù, poiché Gesù è la nostra fiducia; attraverso il Suo Cuore misericordioso, come attraverso una porta aperta, entreremo in paradiso.

Ho notato che fin da quando sono entrata in convento, mi è stata fatta sempre una sola critica e cioè che sono santa; tale nomignolo mi veniva dato per burla. In principio la cosa mi dava molto fastidio, ma quando mi sono innalzata un po’ di più, non vi ho fatto più caso. Però quando in un dato momento, a causa della mia santità, venne colpita una certa persona, la cosa mi dispiacque molto, per il fatto che altri dovevano avere dei dispiaceri per causa mia. Cominciai allora a lamentarmi con Gesù perché era così ed il Signore mi rispose: Ti rattristi per questo? Dopotutto lo sei. Fra non molto Io stesso io manifesterò in te e pronunceranno la stessa parola “santa”, ma ormai soltanto con amore ... Figlia Mia, ogni volta che senti l’orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella Mia Misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poiché fu in quell’ora che venne spalancata per ogni anima. In quell’ora otterrai tutto per te stessa e per gli altri; in quell’ora fu fatta grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la giustizia. Figlia Mia, in quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via Crucis, entra almeno per un momento in cappella ed onora il Mio Cuore che nel SS.mo Sacramento è pieno di Misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi. Voglio il culto della Mia Misericordia da ogni creatura, ma prima di tutto da te, poiché a te ho fatto conoscere questo mistero nella maniera più profonda.

+ O mio Dio, quanta nostalgia mi prende oggi per Te! Nulla attrae più il mio cuore, la terra non ha più nulla per me. O Gesù, quanto intensamente sento questo esilio, quanto si prolunga per me! O morte, messaggera di Dio, quando mi annuncerai quel momento tanto desiderato, nel quale mi unirò al mio Dio per l’eternità? O mio Gesù, gli ultimi giorni dell’esilio siano completamente conformi alla Tua santissima volontà. Unisco le mie sofferenze, le mie amarezze e l’agonia stessa alla tua santa Passione e mi offro per il mondo intero per impetrare l’abbondanza della divina Misericordia alle anime e specialmente alle anime che vivono nelle nostre case. Ho tanta fiducia e mi affido completamente alla Tua santa volontà, che è la Misericordia stessa. La Tua Misericordia sarà tutto per me nell’ultima ora, come Tu stesso mi hai promesso...

+ Ti saluto Amore Eterno, o mio dolce Gesù, che ti sei degnato dimorare nel mio cuore, Ti saluto, o Divinità gloriosa, che Ti sei degnata umiliarTi per me ed annientarTi per amor mio fino a ridurTi ad una tenue apparenza di pane. Ti saluto, Gesù, incorruttibile fiore di umanità, Tu sei l’unico per la mia anima. il Tuo amore è più puro del giglio ed il Tuo rapporto con me mi è più gradito del profumo del giacinto. La Tua amicizia e più tenera e più delicata del profumo della rosa e tuttavia più forte della morte. O Gesù, bellezza inconcepibile, Tu comunichi di preferenza con le anime pure, poiché solo esse sono capaci di eroismo e di sacrificio. O dolce e rosato Sangue di Gesù, nobilita il mio sangue e trasformalo nel Tuo proprio Sangue. Avvenga questo a me secondo il Tuo beneplacito. «Sappi, figlia Mia, che fra Me e te c’è un abisso incolmabile, che separa il Creatore dalla creatura, ma questo abisso viene livellato dalla Mia Misericordia. T’innalzo fino a Me, non perché abbia bisogno di te, ma unicamente per la Mia Misericordia ti dono la grazia di unione. Dì alle anime che non pongano ostacoli nel proprio cuore alla Mia Misericordia, la quale ha un grande desiderio di operare in esse. La Mia Misericordia agisce in tutti i cuori che le aprono la porta; sia il peccatore che il giusto hanno bisogno della Mia Misericordia. La conversione e la perseveranza sono grazie della Mia Misericordia. Le anime che tendono alla perfezione abbiano un culto speciale per la Mia Misericordia, poiché l’abbondanza delle grazie che concedo loro proviene dalla Mia Misericordia. Desidero che queste anime si distinguano per una fiducia senza limiti nella Mia Misericordia, Io stesso Mi occupo della santificazione di queste anime, fornisco loro tutto ciò che serve per la loro santità. Le grazie della Mia Misericordia si attingono con un solo recipiente e questo è la fiducia. Più un’anima ha fiducia, più ottiene. Sono di grande conforto per Me le anime che hanno una fiducia illimitata, e su tali anime riverso tutti i tesori delle Mie grazie. Sono contento quando chiedono molto, poiché è Mio desiderio dare molto anzi moltissimo. Mi rattrista invece se le anime chiedono poco, comprimendo i desideri dei loro cuori».

+ Ciò che mi fa soffrire di più è incontrarmi con l’ipocrisia. Adesso comprendo, Salvatore mio, perché hai inveito così aspramente contro i farisei, per la loro ipocrisia. Hai trattato con maggior benevolenza peccatori ostinati quando pentiti si rivolgevano a Te. O mio Gesù, ecco vedo che sono passata attraverso tutti i periodi della vita con Te: l’infanzia, la giovinezza, la vocazione, il lavoro apostolico, il Tabor, l’Orto degli Ulivi ed ora sono ormai con Te sul Calvario. Mi sono sottoposta spontaneamente alla crocifissione e sono già crocifissa, benché cammini ancora per poco. Ma sono stesa in croce e sento chiaramente che la forza mi deriva dalla Tua Croce, che sei Tu la mia perseveranza. Sebbene abbia sentito più di una volta la voce della tentazione che mi gridava: « Scendi dalla croce! », la potenza di Dio mi ha sorretta. Benché abbandoni, tenebre e sofferenze di vario genere si abbattano contro il mio cuore, una misteriosa forza divina mi sostiene e mi rafforza. Desidero bere il calice fino all’ultima goccia. Confido fermamente che se la tua grazia mi ha sostenuta nei momenti in cui ero nell’Orto degli Ulivi, mi aiuterà anche adesso che sono sul Calvario. O mio Gesù, o Maestro, unisco i miei desideri ai desideri che Tu hai avuto sulla croce: desidero fare la Tua santa volontà; desidero la conversione delle anime; desidero che la Tua Misericordia venga adorata; desidero che sia affrettato il trionfo della Chiesa; desidero che la festa della Misericordia venga celebrata in tutto il mondo; desidero la santità per i sacerdoti; desidero che ci sia una santa nella nostra Congregazione; desidero che ci sia uno spirito di grande fervore in tutta la nostra Congregazione per la gloria di Dio e la salvezza delle anime; desidero che le anime che vivono nelle nostre case non offendano mai Dio, ma perseverino nel bene; desidero la benedizione di Dio per i genitori e per tutta la mia famiglia; desidero che Iddio conceda una luce particolare ai miei direttori spirituali, e specialmente a Padre Andiasz e a Don Sopocko; desidero una benedizione particolare per le mie superiore, sotto le quali sono stata e soprattutto per la Madre Generale, per M. Irene e la Maestra M. Giuseppina. O mio Gesù, adesso abbraccio il mondo intero e per esso chiedo la Tua Misericordia. Quando mi dirai, o Dio, che ormai basta, che si è già adempiuta totalmente la Tua santa volontà, allora in unione con Te, o mio Salvatore, renderò la mia anima nelle mani del Padre Celeste, piena di fiducia nella Tua imperscrutabile Misericordia e quando mi presenterò ai piedi del Tuo trono, intonerò il primo inno alla Tua Misericordia. Ma non mi dimenticherò di te, povera terra, sebbene senta che m’immergerò immediatamente tutta in Dio, come in un oceano di felicità, ma ciò non mi potrà impedire di tornare sulla terra a dare coraggio alle anime ed esortarle alla fiducia nella divina Misericordia. Anzi quell’immersione in Dio mi darà una possibilità d’azione illimitata. Mentre sto scrivendo queste cose, sento che satana digrigna i denti, dato che non può sopportare la Misericordia di Dio e fa fracasso con gli oggetti che sono nella mia cella. Io però sento in me una forza così grande da parte del Signore, che non m’importa affatto che il nemico della nostra salvezza si stia infuriando e continuo a scrivere tranquillamente. O incomprensibile bontà di Dio che ci proteggi ad ogni passo, sia lode incessante alla Tua Misericordia, poiché Ti sei affratellato non con gli angeli, ma con gli uomini. Questo è un miracolo dell’insondabile mistero della Tua Misericordia. La nostra fiducia sta tutta in Te, nostro fratello primogenito, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Il cuore mi freme dalla gioia vedendo quanto è buono Dio con noi uomini così miseri ed ingrati, ed a prova del suo amore ci dà un dono inconcepibile, cioè Se stesso nella persona del Figlio Suo. Questo mistero d’amore non riusciremo a scandagliarlo in tutta l’eternità. O umanità, perché pensi così poco al fatto che Dio è veramente in mezzo a noi? O Agnello di Dio, non so che cosa ammirare prima in Te, se la mitezza, il nascondimento e l’annientamento per amore dell’uomo oppure il miracolo incessante della Tua Misericordia che trasforma le anime e le risuscita alla vita eterna. Benché Tu sia così nascosto, la Tua onnipotenza si manifesta qui maggiormente che nella creazione dell’uomo; sebbene l’onnipotenza della Tua Misericordia operi per giustificare i peccatori, tuttavia il Tuo operare è tanto silenzioso e nascosto. Visione della Madonna. Vidi la Madonna in un grande splendore, con una veste bianca, una cintura d’oro e piccole stelle anch’esse d’oro su tutta la veste e le maniche a triangolo guarnite d’oro. Aveva un manto azzurro gettato leggermente sulle spalle, in capo aveva un velo leggero trasparente, i capelli sciolti, sistemati splendidamente ed una corona d’oro che terminava con piccole croci. Sul braccio sinistro teneva il Bambino Gesù. Una Madonna così non l’avevo ancora vista. Ad un tratto mi guardò amabilmente e disse: «Sono la Madonna dei sacerdoti». Poi depose a terra Gesù ed alzò la mano destra verso il cielo e disse: «O Dio, benedici la Polonia, benedici i sacerdoti». E di nuovo rivolta verso di me disse: «Racconta ai sacerdoti quello che hai visto». Decisi fra di me che alla prima occasione in cui avessi incontrato il Padre, gliel’avrei detto, ma io stessa non sono riuscita a capir nulla di questa visione. O mio Gesù, Tu vedi quanta riconoscenza ho per Don Sopocko, che ha portato tanto avanti la Tua opera. Quell’anima così umile ha saputo resistere a tutte le tempeste e non si è scoraggiata per le contrarietà, ma ha corrisposto fedelmente alla chiamata divina.

+ Una volta il servizio presso le ammalate toccò ad una suora così negligente nel servirle, che bisognava veramente mortificarsi parecchio per sopportarla. Un giorno avevo deciso di parlarne con le superiore, ma udii una voce nell’anima: «Sopporta pazientemente; ne parlerà qualcun’altra». Tuttavia il servizio continuò così per tutto il mese. Quando riuscii a scendere un po’ in refettorio ed in ricreazione, udii all’improvviso nell’anima queste parole: «Ora altre suore parleranno della negligenza nel servizio di quella religiosa, ma tu taci e non prendere la parola su questo argomento». In quel momento cominciò una discussione abbastanza aspra contro quella suora ed essa non riuscì a trovare nulla a sua discolpa, mentre tutte le suore ripetevano in coro: « Si corregga, sorella, ed impari a servire meglio le ammalate ». Ho conosciuto così che talvolta Gesù non desidera che noi diciamo qualche cosa di nostra iniziativa. Egli ha i suoi mezzi e sa quando è il caso di parlare. Oggi ho udito queste parole: «Nell’Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l’umanità con la Mia Misericordia. Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso. Faccio uso dei castighi solo quando essi stessi Mi costringono a questo; la Mia mano afferra malvolentieri la spada della giustizia. Prima del giorno della giustizia mando il giorno della Misericordia». Ho risposto: «O mio Gesù, parla Tu stesso alle anime, poiché le mie parole non hanno importanza».

+ G.M.G. L’anima attende la venuta del Signore.

Non so, Signore, a che ora verrai, Perciò vigilo continuamente e sto in ascolto, Come sposa da Te prescelta; Poiché so che Ti piace giungere non visto, Ma un cuore puro, Signore, Ti sente da lontano. Ti attendo, Signore, nella quiete e nel silenzio, Con una grande nostalgia nel cuore, Con un desiderio insopprimibile. Sento che il mio amore per Te diventa un fuoco E come una fiamma, alla fine della vita, s’innalza verso il cielo. Allora si realizzeranno tutti i miei desideri. Vieni ormai, mio dolcissimo Signore, E porta il mio cuore assetato, Là con Te nelle regioni eccelse dei cieli, Dove dura in eterno la Tua vita. La vita sulla terra è un’agonia continua, Mentre il mio cuore sente d’esser creato per grandi altezze E non l’attirano i bassipiani di questa vita, Poiché la mia patria è il cielo. Questa è la mia fede incrollabile.


 

Fine del Quinto Quaderno


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(seguirà al VII Parte)

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