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2.04.2021

Eroi cristiani (uccisi) tra … Carabinieri, Polizia, Magistratura

Specie negli anni passati, come conseguenze delle ideologie del ’68 e di un pacifismo unilaterale e nient’affatto rispettoso della pace, c’era chi tra i cattolici credeva che vita cristiana e servizio militare, nelle forze armate o dell’ordine, fossero incompatibili. Questa posizione, oltre ad essere ideologica e dottrinalmente errata (un pacifismo appunto non consono all’autentica morale cristiana, perché c’è invece anche il dovere morale della difesa dei cittadini e della nazione), è contraddetta anche da numerosi e gloriosi esempi nella storia della Chiesa. Storie di fede ardente e di eroico amore per il prossimo, anche nelle forze armate. Eccone due esempi eroici, offertoci da due Carabinieri, forse presto proclamati Beati.

L’Arma dei Carabinieri, così intensamente inserita nel territorio nazionale (anche in piccoli centri) e avvertita con fiducia e gratitudine dal popolo italiano, ha storicamente anche una significativa sensibilità cristiana, come patrimonio ideale e morale della sua stessa identità. Non a caso, sulla scia del motto araldico dell'Arma "Fedele nei secoli", ha e sente come propria patrona la Vergine Maria, venerata significativamente col titolo di Virgo fidelis (vedi nel sito dell’Arma).

Nel corso del XX secolo sono stati molti gli esempi di eroicità nelle virtù umane e cristiane anche tra giovani Carabinieri e nel corso della II Guerra Mondiale sono emerse delle figure di particolare rilievo e persino di santità. 
Tra queste la più famosa è quella di Salvo d’Acquisto 
(leggi) (vedi anche dallo stesso sito dell’Arma).
Salvo Rosario Antonio D'Acquisto nacque a Napoli il 15.10.1920. Di carattere forte e nello stesso tempo mite e silenzioso, era attaccatissimo ai suoi familiari e amava la disciplina e il lavoro. Dopo aver studiato in scuole religiose, che incisero molto sulla sua formazione umana e cristiana, nel 1939 entrò nell'Arma dei Carabinieri, segnalandosi sempre per attaccamento al dovere, dedizione al prossimo e amore alla Patria. Il 23.09.1943, quando non aveva ancora compiuto 23 anni, mentre era già vice-comandante della stazione dell’Arma di Palidoro, sul litorale laziale poco a nord di Roma, si offrì per salvare la vita a 22 ostaggi, catturati durante un rastrellamento delle truppe naziste, pochi giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre, e che stavano per essere fucilati; prese il loro posto davanti al plotone d’esecuzione! 
Per questo atto eroico è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare. È pure in corso (dal 1983) la sua Causa di beatificazione (ha dunque già il titolo di Servo di Dio). Oltre all’esame della “eroicità delle sue virtù”, il processo sta ora verificando se si possa dare anche il titolo di “martire ... per testimonium caritatis heroicis”. Dal 1987 la sua tomba si trova infatti già nella basilica di Santa Chiara a Napoli.

Sempre nell’Arma dei Carabinieri, tra giovani gloriosi di un’Italia che era profondamente cristiana, durante la II Guerra Mondiale abbiamo pure la testimonianza di fede e il sacrificio eroico di Albino Badinelli (leggi).
Nato il 6.03.1920 in un paesino del retroterra ligure di Levante (Allegrezze, GE), Albino era l'8° di 14 figli, di una famiglia cristiana, dove regna una fede semplice ma forte, con la certezza dell’esistenza di Dio, dell’anima, dell’aldilà, e corredata con lo spirito di sacrificio, amore per Dio e per il prossimo, una famiglia dove si studia, si lavora nei campi e alla sera tutti, grandi e piccoli, si recita insieme il S. Rosario.
Attuando un desiderio che aveva fin da bambino, Albino a 20 anni si arruolò tra i Carabinieri. Fu però subito inviato molto lontano, nella Jugoslavia allora italiana. 
Un suo fratello (Marino) fu mandato invece soldato sul fronte russo … e non vi tornò più!

Essendo tra i dispersi, la mamma scrisse persino a Padre Pio da P. per avere notizia “per via mistica”; ma la risposta del santo Cappuccino fu dolorosa: giaceva sepolto in una fossa comune in Russia.
Solo 40 anni dopo il Ministero della Difesa poté confermare la triste notizia.

Nel 1943, Albino tornò vicino a casa, prendendo servizio nella stazione dei carabinieri di Santa Maria del Taro, nell’appennino ligure-parmense. Viveva amicizie profonde, cariche però sempre di spinta missionaria. Scriverà uno dei suoi amici e colleghi: «Albino era una persona speciale, dotata di grande umanità e profonda religiosità. Andava ogni giorno a Messa e spesso ci invitava tutti a pregare il Rosario con lui. Era un grande esempio per noi, che gli eravamo legatissimi».
Quando dopo l’armistizio dell’8 settembre la guerra divenne purtroppo anche civile tra gli stessi Italiani, pure l’Appennino emiliano divenne teatro di vendette e attacchi reciproci. Nel 1944 alcuni Partigiani attaccarono la sua caserma, devastandola con una bomba. Seguendo gli ordini di un superiore, Albino ebbe il permesso di tornare a casa; ma volle liberarsi del moschetto, perché sconvolto dall’idea di potersene servire per uccidere dei fratelli. Ma anche nella sua zona dell’Appenino ligure ferveva quella tremenda lotta, tanto ideologica e politica quanto fomentata talora da remoti rancori personali, che divideva gli stessi Italiani. Fu in quel contesto che, nell’agosto del 1944, la Divisione nazifascista ‘Monterosa’, entrata in quei territori, incendiò molte case. Il 27 agosto i Partigiani compirono allora una rappresaglia contro quella Divisione, provocando diversi morti. Dopo due giorni, molte case dello stesso paesino di Albino (Allegrezze) furono incendiate. Allora, il 2 settembre i fascisti catturarono 20 ostaggi e con dei manifesti affissi ai muri avvisarono tutti i giovani renitenti a presentarsi alla locale Casa del Fascio (di S. Stefano d’Aveto), altrimenti gli ostaggi sarebbero stati uccisi e le loro case incendiate. Pur non essendo membro attivo della Resistenza, tra i giovani renitenti c’era pure Albino Badinelli; il quale prese però subito l’eroica decisione: «Devo presentarmi prima che venga ucciso qualcuno, perché non avrei più pace. Io devo essere il primo!». Presentatosi dunque alla Casa del Fascio, dichiarò di appartenere all’Arma dei Carabinieri e di volere la pace; ma il Maggiore (Cadelo) gli rispose urlando che aveva mancato al suo dovere di catturare i disertori ed emise la terribile sentenza: «Plotone d'esecuzione!». Albino chiese a quel punto di potersi confessare, ma gli venne negato. Un giovane presente ebbe però la pietà di andare ugualmente a chiamare un sacerdote del posto. Albino si confessò, pregò e chiese a Dio persino di perdonare coloro che stavano per ucciderlo! Infatti poco dopo, trovandosi davanti al plotone d’esecuzione, Albino baciò con grande devozione il Crocifisso e, come Gesù dalla Croce, disse: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno»! La sua testimonianza di fede fu così forte che qualcuno del plotone si rifiutò di sparare. Venne comunque raggiunto da tre colpi di arma da fuoco, due al cuore e uno alla testa. Era il 2.09.1944; Albino Badinelli aveva 24 anni. L’odio, certo non solo politico, del Maggiore Cadelo giunse persino a proibire che la salma dell’eroico Carabiniere venisse sepolta; ma di notte il sacerdote ed alcuni compaesani la trafugarono e le diedero cristiana sepoltura. Lo piansero, oltre ai cari familiari, i numerosi e affezionatissimi amici e la sua fidanzata (che nel suo stesso testamento chiederà di portare con sé nella tomba le indimenticate lettere che Albino le scriveva). La testimonianza di fede, offerta eroicamente dal giovane Albino anche di fronte al plotone d’esecuzione, toccò alla fine anche il cuore indurito del Maggiore Cadelo, che rinuncio al proposito di uccidere gli ostaggi e incendiare il paese. Anche lui, però, in quell’interminabile successione di vendette, verrà ucciso in un’imboscata qualche giorno dopo.
Anche la mamma di Albino, come fece il figlio, perdonò agli uccisori del figlio e per tutta la vita continuò addirittura a pregare per loro!
Albino Badinelli, anche se solo nel 2017, è stato insignito della “Medaglia d’oro al merito civile”. La Chiesa ha sempre guardato con ammirazione alla sua testimonianza (potrebbe presto aprirsi la Causa di beatificazione) e l’ha proposta come esempio ai giovani. Ne hanno addirittura parlato i Papi Pio XII, Paolo VI, Benedetto XVI e Francesco.

 

Che sia in corso, almeno nelle sue fasi preliminari, la sua Causa di Beatificazione, sorprenderà forse molti di coloro che, essendo giovani negli anni ’70, ricorderanno certamente come tale figura fosse ‘demonizzata’ non solo dalla stampa dell’ultra-sinistra (v. Lotta continua, che ha indotto il suo assassinio!), ma allora anche dall’italica “cultura che conta”, quasi tutta orientata ‘a sinistra’ e che aveva voce in capitolo pure sui grandi giornali nazionali.
Stiamo parlando del Commissario Luigi Calabresi.
Nato a Roma il 14.11.1937 e laureatosi in Giurisprudenza all’università La Sapienza, mentre già da giovane frequentava attivamente il movimento cristiano “Oasi” (fondato da p. Virginio Rotondi), entrò nel 1965 nel Corpo delle guardie di Pubblica sicurezza. Molto rapidamente divenne prima Commissario-capo quindi Vice-capo dell'Ufficio politico della Questura di Milano; lì dovette occuparsi soprattutto di indagini relative agli ambienti della cosiddetta sinistra extraparlamentare, di gruppi maoisti e di quelli anarchici. Eravamo intanto entrati in anni molto duri per la società: era il tempo della grande contestazione studentesca del ’68 come delle cruenti lotte sindacali che stavano mettevano a soqquadro il Paese, entrambe egemonizzate dall’ideologia marxista, tensioni che sarebbero degenerate perfino nei cosiddetti “anni di piombo”, passando dalla cultura e politica di sinistra, diventata egemone, specie tra i giovani, all’estrema sinistra extra-parlamentare di Lotta continua, Il Manifesto e affini, fino al terrorismo delle Brigate Rosse (anni che trovarono il proprio culmine nel 1978 con il rapimento e omicidio del Presidente Aldo Moro e lo sterminio della sua scorta).

Il commissario Luigi Calabresi, in quel periodo, indagò pure sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli, dilaniato nel 1972 da una bomba che il celebre editore stava collocando su un traliccio a Segrate (MI)! 
Per questo si trovò ad investigare pure su un traffico internazionale di esplosivi e di armi a scopo terroristico.

Fu in quel montante e tenebroso clima politico e sociale, che il Commissario Calabresi dovette occuparsi pure delle indagini relative al terribile attentato (una bomba che provocò 17 morti e 88 feriti) avvenuto alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, nella centralissima piazza Fontana a Milano, il 12.12.1969. Fu in occasione di queste indagini, seguenti immediatamente all’attentato e su un elevato numero di indagati, che durante l’interrogatorio dell’anarchico Giuseppe Pinelli, nella notte del 15.12.1969 (in un momento in cui peraltro un'inchiesta poté appurare che il Commissario non era presente), l’anarchico in questione cadde dalla finestra dell’ufficio del Commissario e morì. Fu a quel punto che si riversò sul Commissario Calabresi una terrificante ondata di condanna sociale, pilotata in modo violentissimo non solo dalle proteste dell’estrema sinistra, ma da parte di tutto il mondo intellettuale di sinistra (compreso Dario Fo, che realizzò sul caso nientemeno che un'opera teatrale: “Morte accidentale di un anarchico”), allora appunto egemone anche nella grande stampa.
Fu così che la vita del Commissario divenne un incubo, un martirio, non solo per gli attacchi giornalistici e persino sui muri delle città e lungo le strade (in cui scritte dell’estrema sinistra incitavano al suo assassinio), ma perché assurse a simbolo stesso del nemico ideologico da abbattere (in quanto oppositore della sinistra, della contestazione, della “lotta di classe”). Egli stesso dichiarò a un giornalista in quel periodo: «Da due anni sto sotto questa tempesta e lei non può immaginare cosa ho passato e cosa sto passando. Se non fossi cristiano, se non credessi in Dio non so come potrei resistere!».
Si arrivò così al 17.05.1972, quando il Commissario Luigi Calabresi, appena uscito di casa la mattina, fu ucciso con colpi d’arma da fuoco sparatigli alle spalle da due sicari. Aveva 34 anni e lasciava la moglie Gemma (incinta del 3° figlio: Luigi) e i figli Mario (che racconterà poi in un libro la storia della sua famiglia) e Paolo. La moglie, anch’ella figura esemplare di sposa e mamma cristiana, portò avanti negli anni la sua pacifica lotta per ottenere giustizia, ma soprattutto per far conoscere la testimonianza di vita cristiana del marito barbaramente ucciso; ma cadde anch’ella, almeno per quasi 20 anni, in un doloroso ostracismo sociale (il Presidente della Repubblica Sandro Pertini non volle neppure riceverla).

L'inchiesta sulla morte di Pinelli, condotta dal giudice istruttore Gerardo D'Ambrosio, terminerà il 27.10.1975 con l’assoluzione di Calabresi, appunto già scomparso, dichiarando come 'accidentale' (né omicidio né suicidio) la caduta dell'anarchico Pinelli in quella notte.

Dell’omicidio del Commissario Calabresi furono accusati, solo dopo molti anni, Ovidio Bompressi e Leonardo Marino (come esecutori) e Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri (come mandanti), tutti esponenti di Lotta Continua [Adriano Sofri ha fatto poi parte del Partito Radicale e del Partito Democratico ed è stato pure giornalista de L’Espresso e de L'Unità]. Determinante per arrivare ai responsabili dell’omicidio Calabresi fu nel 1988 la volontaria confessione e deposizione di uno di loro, Leonardo Marino, dopo essersi convertito con sincerità e profondità alla fede cattolica.
Luigi Calabresi, dopo anni di voluto e partigiano oblio, solo tardivamente ha avuto l’onorificenza di una “Medaglia d'oro al merito civile”. Era invece stimato già dal Papa Paolo VI per le sue qualità cristiane; e Giovanni Paolo II, che poté parlare a lungo con la moglie Gemma, lo definì «testimone del Vangelo e eroico difensore del bene comune». Nel 2007 la Chiesa ha avviato appunto la fase preliminare della sua causa di beatificazione.

 

Purtroppo negli ultimi decenni la Magistratura, o una non piccola parte di essa, ha dato non di rado prova di interventi politici ‘di parte’ (sinistra) e persino di volersi di fatto sostituire al potere legislativo (Parlamento) ed esecutivo (Governo) del Paese, per promuovere determinati partiti politici (da cui pare impossibile democraticamente opporsi, pena cadere sotto la sua ghigliottina) e persino le nuove ideologie (ad esempio contro la vita e la famiglia) che il "pensiero unico dominante", sostenuto economicamente e mediaticamente da potenti oligarchie mondiali, vorrebbe imporre, almeno a tutto l’Occidente.
La Magistratura ha conosciuto però non solo eminenti figure, esemplari per il proprio impegno civico e professionale, ma persino testimonianze eroiche di vita cristiana.
Una di queste è quella del magistrato Rosario Angelo Livatino, brutalmente ucciso dalla mafia (Stidda, operante specialmente nella zona di Agrigento, dove condusse con coraggio, perizia e successo le proprie indagini) il 21.09.1990, a neppure 38 anni di età.
Appartenente all’Azione Cattolica già da studente liceale, Angelo Livatino frequentava quasi quotidianamente la S. Messa; mantenne i suoi impegni e la sua testimonianza cristiana anche quando raggiunse i più alti e impegnativi incarichi nel mondo della Giustizia, che visse come vocazione e carità cristiana, tanto che in certi ambienti a lui ostili e persino dalla mafia veniva con disprezzo chiamato “santocchio” o “piccolo prete”! 
(leggi)
Il 21.12.2020 il Papa ha promulgato il decreto con il quale se ne riconosce addirittura il martirio “in odium fidei”. Sarà così proclamato Beato il prossimo 9 maggio ad Agrigento, significativamente nel 28° anniversario della storica visita di Giovanni Paolo II in quelle terre, di tradizionale fede cristiana ma anche flagellate dalla mafia.

Molti ricordano, perché diventate celebri, le forti parole che Giovanni Paolo II gridò a braccio, al termine della S. Messa nella Valle dei Templi di Agrigento il 9.05.1993 (aveva incontrato i genitori di Livatino poco prima e definì il giudice «martire della giustizia e indirettamente della fede»), contro i mafiosi, richiamandoli alla conversione e che avrebbero dovuto presentarsi un giorno davanti al Giudizio di Dio! (leggi e vedi)
Con tutta probabilità sono in riferimento a queste forti parole del Pontefice - che pure avevano toccato le anime anche di molti malavitosi (che credono di avere comunque un senso religioso e sostengono certe manifestazioni popolari cristiane - leggi), essendo un richiamo al Giudizio di Dio, da cui non si può scappare e che ha conseguenze eterne - i due ordigni fatti esplodere il 27 luglio successivo a Roma, nei pressi di S. Giovanni in Laterano e di S. Giorgio in Velabro.







 

27.03.2021

Chiese … sanificate e desertificate
 

È da oltre un anno che, dopo aver visto, anche in Italia, le SS. Messe addirittura vietate per oltre due mesi (!), talora con gravi abusi di potere delle forze dell’ordine e governi che, ben al di sopra dei loro poteri, comandano persino alla vita interna e liturgica della Chiesa, ora constatiamo liturgie e ambienti liturgici trasformati dall’ossessione salutista, con indicazioni, limitazioni e virus-fobie non viste così in altri ambiti e assemblee (cfr. News del 20.08.2020); infine, è inutile nasconderselo, la partecipazione dei fedeli si è notevolmente ridotta! Avevamo infatti già osservato che, alla ripresa delle celebrazioni, solo un 30% vi aveva fatto ritorno (cfr. stessa News)A ciò hanno contribuito diversi fattori, non tutti riconducibili direttamente solo alla cosiddetta ‘pandemia’. Se le assemblee liturgiche vedono da tempo una presenza predominante di anziani (quanti responsabili della cosiddetta “pastorale” si accorgono che i giovani e ora pure i ragazzi sono pressoché spariti?!), ora sono proprio loro, gli anziani, particolarmente coinvolti dalla ‘fobia’ del contagio (quantomai indotta in modo ossessivo dalla TV, da loro ascoltata magari per intere giornate), a temere di andare in chiesa.
Anche i mesi di presunta partecipazione ‘virtuale’ alle celebrazioni (in TV o, per i più moderni, su internet) hanno creato un’abitudine, peraltro comoda quanto pericolosa per la vita di fede. Infatti, dopo anni e decenni in cui le SS. Messe sono state assai spesso ridotte ad “assemblee” parrocchiali (per non dire una sorta di rappresentazioni teatrali), con estenuanti innumerevoli didascalie e pseudo-omelie del celebrante (che fa da protagonista, se non addirittura da show-man, parlando magari in modo logorroico di tutto tranne che di Gesù e dell'autentica fede), di fronte a chiese trasformate in aule poli-funzionali (per concerti, spettacoli, incontri di ogni tipo e persino come mense per i poveri, se non rifugio per gli immigrati)in altre parole, mancando la consapevolezza e la percezione del sacro, del soprannaturale, del divino e della stessa presenza reale di N. S. Gesù Cristo nell’Eucaristia, ebbene con tutto ciò il passo a considerare poi la partecipazione alla S. Messa qualcosa di equivalente a quelle "virtuali", magari più belle, che si possono vedere su uno schermo, comodamente in poltrona e ben protetti da contagi e persino da intemperie, è davvero facile. Ma, appunto, nello schermo la presenza 'reale' di Gesù non c'è, né tanto meno si può così adorare o ricevere sacramentalmente!

Pochi giorni fa abbiamo osservato (v. News del 10.03.2021) quale dolorosa impressione desta il contrasto tra la paura, superficialità, per non dire tiepidezza, di certi cattolici “nostrani” ... e l’eroicità di chi persevera con audacia nella fede e nella partecipazione alla S. Messa, anche con il pericolo (questo sì reale e non presunto!) di venire uccisi, colpiti da bombe, da attentati e con persecuzioni di ogni tipo, come è per milioni e milioni di nostri fratelli nella fede! (v. anche News del’8.01.2021).

Non è infine da persone colpite da mania complottista o da patologico vittimismo riconoscere che, con il pretesto della cosiddetta pandemia, certi poteri non si siano lasciati scappare l’occasione per sferrare un subdolo attacco alla libertà religiosa e nello specifico alla fede cristiana. Non a caso proprio le più grandi solennità cristiane, Pasqua e Natale, sembrano essere particolarmente nel mirino di questo sottile attacco alla fede cristiana. E non si venga a dire che le restrizioni particolarmente acute in occasione di queste due solennità cristiane sarebbero determinate dal timore di possibili esodi turistici, visto che gli ostacoli sono stati invece pressoché superati in occasione dell’estate (a parte il fatto che abolire il turismo per un Paese come l’Italia significa provocare danni peggiori di una guerra!). Oppure si potrebbe ironicamente ipotizzare che il “virus” non sia affatto cieco, ma molto preciso, nel presentare le sue “ondate” non in occasione di feste civili o ricorrenze musulmane (Ramadan, ecc.), ma proprio in occasione delle due più grandi solennità cristiane, sollecitando duri interventi governativi addirittura con forte anticipo, come per questa Pasqua, quando invece la politica sembra in genere navigare ‘a vista’ nella gestione di questo tragico momento storico!
 

Ed eccoci alla Settimana Santa!

Il governo italiano ha infatti previsto con settimane di anticipo, contrariamente allo stillicidio quotidiano delle ossessive statistiche e agli improvvisi e sconcertanti DPCM, persino nel cuore della notte, cui ci si era quasi abituati, che proprio per Pasqua (3-4-5 aprile) il virus sarà particolarmente esplosivo (nonostante i vaccini?!) e quindi l’Italia diventerà tutta obbligatoriamente “rossa” (praticamente un nuovo lock-down). Però, grazie a Dio,
 le liturgie non sono state quest’anno proibite (a limitarne le forme provvede già la Chiesa, quasi con una corsa a chi è più restrittivo e igienizzante!). Però attenzione: nella Domenica delle Palme le palme e gli eventuali rami d’olivo si devono portare da casa e non si passano da persona a persona! Il Giovedì Santo guai a fare la lavanda dei piedi! E la Veglia pasquale (che deve essere liturgicamente di notte, fin dall’inizio, con la benedizione esterna del fuoco e la liturgia della luce) deve invece rispettare il “coprifuoco”, quindi deve finire ad un’ora che permetta ai fedeli di essere già rintanati in casa per le 22 (trattandosi di una liturgia di almeno 2 ore ed essendo già in ‘ora legale’, di fatto dovrà iniziare invece di giorno e sarà un eufemismo chiamarla ancora “veglia”).

Medesime e persino ancor più stringenti restrizioni anche in Vaticano (dove peraltro il vaccino è incredibilmente d’obbligo per tutti i dipendenti, pena il licenziamento!), con forti limitazioni dei partecipanti alle liturgie pontificie. Persino la S. Messa del Crisma il Giovedì Santo  mattina (che normalmente prevede la concelebrazione col Papa di tutti i sacerdoti presenti a Roma - come fa ogni diocesi col proprio vescovo, essendo celebrazione non solo della Benedizione degli Olii Santi, ma con solenne rinnovo della promesse sacerdotali, nel giorno stesso dell’istituzione del sacerdozio da parte di N.S.G.C. nell’Ultima Cena) vedrà nella Basilica di S. Pietro la presenza solo dei pochissimi membri del Consiglio Presbiterale della diocesi di Roma. Anche la Via Crucis del Venerdì Santo (trasmessa in mondovisione) per il 2° anno consecutivo non sarà al Colosseo ma sul sagrato della Basilica di S. Pietro, con un ristretto numero di persone. Infine, anche in Vaticano la Veglia Pasquale inizierà, contrariamente a quanto prevedono le norme liturgiche, alle 19:30, cioè ancora con la luce del giorno.

In Germania, Angela Merkel ha compiuto uno scivolone (non del tipo rischiato dal vecchio J. Biden sulla scaletta dell’Air Force One), ma s’è subito rialzata, con un umile e pubblico “mea culpa”. La Cancelliera infatti, il 22 marzo, aveva preso la drastica decisione di uno stretto lock-down per l’intero Paese proprio dal 1° al 5 aprile (appunto per Pasqua, guarda caso), con tanto di divieto di partecipare alle liturgie pasquali! Rimaneva invece per i tedeschi la possibilità di andare nei supermercati, anche il Sabato Santo, e persino in vacanza all’estero (ad esempio alle Baleari, è stato detto). Il Governo s'è però trovato di fronte alla dura protesta dell’episcopato tedesco (con una ferma presa di posizione dello stesso Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, mons. Bätzing), un episcopato normalmente più attento agli “introiti” (v. la questione delle tasse per la Chiesa e la scomunica per chi non le paga) che all’ortodossia della fede! Ma la Cancelliera Merkel ha ricevuto le critiche addirittura dal suo stesso Ministro degli Interni (Seehofer, del CSU). Così, subito 2 giorni dopo (il 24), intervenendo sulla ‘question time’ sollevata al Bundestag, ha riconosciuto l'errore compiuto ed ha immediatamente ritirato le misure precedentemente annunciate.

In Belgio le celebrazioni continueranno invece ad essere permesse nel limite tassativo di 15 persone (50 per i funerali), indipendentemente dalla grandezza della chiesa (piccola cappella o immensa cattedrale che sia)!

Particolarmente forte è il divieto (e relative pene per chi contravviene) in vigore in Irlanda. È dal 5 dicembre, e almeno fino al 5 aprile, che nel Paese c’è il divieto di partecipare alla S. Messa (solo ai funerali, per un massimo di 10 persone)! E per far capire che non si scherza, non più tardi del 19 marzo scorso (solennità di S. Giuseppe) un sacerdote (p. Hughes, della diocesi di Ardagh & Clonmacnoise) che celebrava la S. Messa con le porte della chiesa aperte e un piccolo gruppo di fedeli, s’è visto arrivare in chiesa la polizia, che gli ha inflitto una multa di € 500 e l’ha minacciato di essere sbattuto in carcere se avesse continuato o ripetuto il gesto! (del resto qualcosa di analogo a quanto è avvenuto l’anno scorso anche in Italia, ad esempio a Cerveteri il 15.03.2020, v. News del 10.04.2020). Il sacerdote ha detto che non pagherà la multa, a costo del carcere! Nei confronti di tali decisioni governative si sono sollevate però obiezioni anche da parte di giudici, di note personalità pubbliche e della stessa Commissione irlandese per i diritti umani e l’uguaglianza, dichiarando illegali tali divieti del Governo.
 

Di fronte a queste e altre incomprensibili (se non in una logica di laicismo esasperato e di dittatura sanitaria!) restrizioni della “libertà religiosa” e “di culto”, sia pur motivate pretestuosamente dall’emergenza sanitaria (che non valgono però allo stesso modo per altri assembramenti e per certe attività commerciali), c’è stata addirittura una presa di posizione e protesta ufficiale della Commissione delle Conferenze Episcopali della Unione Europea (COMECE), che ha coinvolto la stessa Commissione Europea (nella persona del vice-presidente Schinas), in cui si sottolinea esplicitamente che “con la scusa del Covid-19, nei Paesi europei è limitata e minacciata la libertà religiosa e di culto”!









 

23.03.2021

Myanmar: il coraggio eroico di una giovane suora

Forse tutto il mondo ricorda l’incredibile coraggio di quel giovane cinese, la cui immagine è diventata storica, pur restando anonimo, che il 4.06.1989 in piazza Tienanmen a Pechino osò da solo schierarsi contro i carri armati cinesi (video), mandati dal governo comunista per soffocare nel sangue le proteste di coloro, specie giovani, che chiedevano di avere un po' di democrazia, repressione che provocò migliaia e migliaia di morti e feriti (v. News del 4.06.2020).

Ebbene, una scena analoga, sia pur di ridotte proporzioni, è avvenuta domenica 28.02.2021 nella città di Myitkyina, nel nord del Myanmar (ex Birmania); ed ha avuto come protagonista una giovane suora cattolica.
Com’è noto, il Paese sta subendo dal 1° febbraio scorso un colpo di Stato militare, che ha rovesciato il governo guidato da Aung San Suu Kyi. Ne sono nate però subito grandi manifestazioni di piazza, specie di giovani, soffocate talora nel sangue dai militari, con molti morti (261) e feriti, anche ragazzi (vedi i drammatici servizi di AsiaNews del 5.03.2021 foto e del 23.03.2021 foto).
Anche domenica 28 febbraio si preannunciava fin dal mattino una giornata di scontri e di sangue. È a questo punto che suor Ann Nu Tawng, (religiosa dell’ordine di San Francesco Saverio, del convento cattolico di san Colombano, che gestisce pure un dispensario e una piccola clinica per i malati più bisognosi), pur essendoci un divieto ecclesistico per le suore di partecipare alle manifestazioni di piazza, presagendo il bagno di sangue che ci sarebbe stato, per il previsto attacco della polizia contro molte persone, specie giovani, che protestavano in piazza contro il colpo di Stato, ha sentito interiormente di dover intervenire: è andata in piazza e si è messa in ginocchio davanti ai poliziotti per impedire che attaccassero la folla di manifestanti.
Ecco la foto di quell'atto eroico (che ha fatto il giro del mondo).

Non è stato solo un enorme gesto di coraggio o una forma di protesta: con quell’atto eroico ed evangelico la suora ha salvato centinaia di vite umane!
Racconta la stessa suor Ann: «avevo la tentazione di fuggire; ma provavo pietà per le persone; così ho deciso di restare, a costo di morire se necessario». Allora si è inginocchiata di fronte ai militari, gridando loro: «Per favore, non sparate. Sono civili innocenti; la gente ha già sofferto molto. Sparate piuttosto a me». In un primo momento i poliziotti, colpiti da tanto coraggio e determinazione, si sono ritirati; poi però sono tornati alla carica. Ma di nuovo la suora si è posta di fronte a loro, implorandoli: «Queste persone sono innocenti e vogliono solo protestare in modo pacifico; non trattateli duramente. Se è necessario, uccidete me e lasciate liberi loro».
Intimata di allontanarsi, non ha ceduto: «Finché continuerete a fare cose crudeli, non mi allontanerò. A costo di subire la morte».

Di fronte a tanta coraggiosa e disarmante fermezza, la polizia si è allora definitivamente ritirata, lasciando in pace la folla di manifestanti!







16.03.2021

Il sacrificio di giovanissimi santi contemporanei

Pare che lo Spirito Santo parli oggi spesso attraverso la santità dei … giovanissimi. Come recita il Salmo 8: “Con la bocca dei bimbi e dei lattanti, affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli”.
Nonostante che i media difficilmente ne parlino e la maggior parte dei loro coetanei non conoscano più Gesù e vivano in un drammatico vuoto spirituale, che causa loro tanto male, nello spirito, nella psiche e talora anche nel corpo (v. sotto la News del 17.01.2021), dal deserto fioriscono qua e là bellissimi fiori di santità di bambini e di ragazzi, che sono un vero segno della presenza del Risorto e dell’opera dello Spirito nel mondo d’oggi. Fiori talora recisi assai presto dalla vita terrena, perché agli occhi di Dio già maturi per Lui, ma il cui profumo di santità si espande rapidamente nel mondo intero e attira anche molti loro coetanei. E proprio il dolore e la morte così precoce di molti di loro assume la valenza di un prezioso sacrificio offerto a Dio, in unione a Cristo Crocifisso, pure per la conversione e salvezza eterna di molti ragazzi e giovani, così come dei più bisognosi della Sua misericordia. (vedi ad es. il sito giovani santi)

Sono già molti coloro che nel mondo conoscono la testimonianza e il sacrificio offerti dal giovane ragazzo milanese Carlo Acutis, nato nel 1991 e morto nel 2006, beatificato lo scorso 10 ottobre (ne abbiamo parlato molte volte, v. ad esempio News 23.02.2020) (vedi).
Veneriamo con commozione il santo ragazzo messicano José Sánchez del Río (1913-1928), canonizzato il 16.10.2016 (v. News a questa data), che al grido di “Viva Cristo Re!” - partecipando, nonostante la giovanissima età, all'eroica epopea dei Cristeros -  si oppose fino al martirio alla dittatura massonica che all’inizio del secolo scorso voleva estirpare con tutte le forze la fede cattolica dal Messico [vedi la scena del martirio nello straordinario film Cristiada (2011, vedi il trailer)].
Come non ricordare poi la santità eroica, e non solo per la grazia di aver visto la Madonna, dei piccoli veggenti di Fatima Giacinta (Jacinta de Jesus Marto, 1910-1920) e Francesco (Francisco de Jesus Marto, 1908-1919), andati in Cielo molto presto, come predetto dalla Madonna stessa, e già proclamati Beati da Giovanni Paolo II il 13.05.2000 (a Fatima, alla presenza di Lucia, la cuginetta che ha condiviso da protagonista quelle apparizioni mariane) e Santi da Francesco il 13.05.2017 (sempre a Fatima, nel centenario della prima apparizione).
Per Lucia (Lúcia de Jesus Rosa dos Santos, 1907-2005), diventata suora e vissuta a lungo, morta solo poche settimane prima di Giovanni Paolo II, è in corso la causa di beatificazione. (Sulle apparizioni di Fatima v. il Dossier e un bel film girato quando ancora era viva Lucia).
A Roma c’è poi la commovente e straordinaria testimonianza della piccola Nennolina (1930-1937). Antonietta Meo (questo il suo nome) è una bambina vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare; ma un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Il resto della sua brevissima vita è una vera Via Crucis, fra atroci dolori, spesso ricoverata in ospedale, fino alla morte, che la raggiunge a soli sei anni e mezzo. Nonostante l’età, oltre alla testimonianza di chi l’ha conosciuta, Nennolina ci ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre, che rivelano una vita “mistica” davvero straordinaria! Iniziato il processo di beatificazione e nel 2007 già dichiarata “Venerabile” da Benedetto XVI, sarebbe la santa (non martire) più giovane della storia della Chiesa. (vedi)
Abbiamo poi più volte ricordato (cfr. News 15.04.2018, 5.10.2013, 27.11.2013 e libro consigliato il 14.05.2011) il beato Rolando Rivi (1931-1945), il seminarista emiliano di 14 anni, rapito, barbaramente torturato e ucciso dai Partigiani comunisti nel 1945, semplicemente perché voleva farsi prete e anche in vacanza indossava la vesta talare, come allora si faceva già da giovani seminaristi e nonostante gli fosse sconsigliato per il pericolo a cui ciò lo esponeva. (vedi)
L’anno scorso (v. News 8.05.2020) sono state riconosciute dal Papa le “virtù eroiche” del giovane italiano Matteo Farina (1990-2009), che ci ha lasciato una testimonianza esemplare di profonda fede e vita cristiana, e sarà presto proclamato Beato. (vedi)
Il 21 gennaio scorso il Papa ha riconosciuto le “virtù eroiche” anche del giovane seminarista, già del secolo scorso, Pasquale Canzii (detto Pasqualino, 1914-1930), che fin da ragazzo era solito dire “voglio farmi santo presto!”; visse infatti santamente e morì all’età di 15 anni (leggi).

Ed ecco la testimonianza di santità offertaci da una bambina di 10 anni, morta a Madrid qualche giorno fa (il 7 marzo), ma che sta già facendo il giro del mondo: Teresita Castilla de Diego.
(Testimonianza riportata da padre Alvaro Cardenas Delgado, sacerdote amico di famiglia)
La piccola era nata in Russia (Siberia) e all'età di 3 anni era stata adottata da genitori spagnoli. Nonostante questo sbocciare non facile della sua esistenza, Teresita era una bambina "gioviale, allegra, enormemente socievole e comunicativa, amava la sua famiglia e viveva tutto con intensità". Manifestò molto presto "una vita spirituale semplice, ma assai profonda e forte". Come tutti i bambini amava molto giocare; ma negli ultimi anni andava a Messa tutti i giorni (nella sua stessa scuola, tenuta dalle suore Figlie di N. S. del Sacro Cuore, a Galapagar, poco a nord di Madrid) e riceveva con vera devozione la S. Comunione. Manifestava un particolare e tenerissimo amore per Gesù, unito ad un sempre vivissimo desiderio di essere “missionaria”. La mamma racconta che era poi molto sensibile nei confronti dei poveri e degli ammalati e “nessuno le era indifferente; ha dato il suo amore a tutti. Parlava con trasporto anche a chi capitava per casa, al postino, coi negozianti, così come si fermava a parlare anche col povero mendicante alla porta della chiesa”.
Nel 2015, all’età di soli 5 anni, si scopre nella piccola Teresita un tumore al cervello. Fu subito operata; poi fece la chemioterapia. Il problema sembrava risolto; ma tre anni dopo, nel 2018, il tumore è ricomparso. Venne sottoposta in Svizzera ad un nuovo intervento chirurgico e ad un nuovo trattamento. A fine dello scorso anno (2020), quando pareva stesse meglio, ebbe pure un incidente durante il gioco e il 2 gennaio di quest’anno è stata di nuovo ricoverata, accusando forti emicranie. Fu affidata anche all'intercessione del neo-Beato Carlo Acutis (Teresita chiese a Dio di vederlo in sogno e fu esaudita la notte stessa) e alla giovane venerabile Montse Grases. Si doveva procedere ad un nuovo intervento, previsto per l'11 gennaio, ma non è stato possibile a causa di una complicanza medica; tra l’altro sia lei che la mamma sono pure risultate positive al Coronavirus e quindi hanno dovuto rimanere isolate. La salita al Calvario, unita a Gesù, diventava sempre più dolorosa: si è pure guastata la valvola posta precedentemente nel cervello e ciò le causava grande dolore. Il tumore continuava a crescere ed ormai non c’era più alcuna possibilità di intervenire chirurgicamente.
Eppure, racconta la mamma, “Teresita offriva le sua acute sofferenze a Gesù, perché salvasse molte anime. Le offriva anche per i sacerdoti, per gli ammalati, per il popolo. Diceva: ‘Vorrei portare Gesù agli altri, ai bambini che non lo conoscono, così che in Cielo siano felici per sempre’”. Era serena, pregava sempre, si affidava sempre a Dio e alla Madonna, recitava ogni giorno il S. Rosario. Il Cielo era per lei una realtà così reale che "qualche mese fa aveva detto più volte e molto seriamente a suo padre: ‘Papà, vado in paradiso!’".
Come Santa Teresa di Lisieux, di cui portava il nome, Teresita voleva ardentemente essere “missionaria”, nonostante le sue ormai precarie condizioni fisiche; anzi, proprio attraverso queste!
Del resto anche S. Teresa di Lisieux è stata saggiamente proclamata da Pio XI co-Patrona delle missioni (con il grande missionario gesuita S. Francesco Saverio!), pur essendo entrata in clausura a 15 anni e morta nello stesso Carmelo di Lisieux a soli 24 anni. Questo ricorda ai missionari di tutto il mondo che a salvare le anime non è il nostro attivismo, ma l'amore a Dio, la consegna a Lui e alla Sua volontà.
Nelle ultime settimane, nonostante le sue sempre più gravi condizioni di salute, Teresita continuava a manifestare il più profondo desiderio del suo cuore: "Voglio fare la missionaria, adesso!". E il suo santo desiderio trovò un particolare significativo compimento nelle sue ultime settimane di vita. Infatti l’11 febbraio scorso, memoria della Madonna di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato, è avvenuto questo significativo episodio, che ha contribuito non solo a realizzare persino ufficialmente il suo sogno, ma a farla già conoscere in Spagna e nel mondo intero.
Come tutti gli anni in occasione della memoria della Madonna di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio), il Vicario episcopale di Madrid, padre Angel Camino Lamela, a nome del cardinale arcivescovo, fa visita ad un ospedale, vi celebra la S. Messa, incontra alcuni ammalati, porta ad alcuni il sacramento dell’Unzione degli Infermi e la S. Comunione; saluta anche i familiari dei pazienti ricoverati, come pure il personale medico e paramedico. Quest'anno la visita è stata programmata proprio all'ospedale di La Paz, dov'era ricoverata Teresita. Appena iniziata la visita, i Cappellani parlano al Vicario di Teresita e lo invitano a farle visita. Racconta il Vicario, in una lettera che ha inviato poi in questi giorni a tutti i sacerdoti della diocesi: “Siamo arrivati ​​in terapia intensiva adeguatamente attrezzati, ho salutato medici e infermieri, poi mi hanno portato al letto di Teresita, che aveva accanto la mamma. Una benda bianca le circondava tutta la testa, ma il suo viso era abbastanza scoperto da scorgere un volto davvero luminoso. Le ho detto che la salutavo anche a nome del cardinale (arcivescovo di Madrid) e soprattutto ero venuto per portarle Gesù”. A quel punto Teresita gli disse: "Mi porti Gesù?! Sai una cosa? Io amo molto Gesù!”. Il Vicario le somministra quindi il sacramento dell'Unzione degli Infermi, le dà la S. Comunione e la Benedizione apostolica. Poi la mamma sollecita la figlia a dire al Vicario quello che desiderava di più. E Teresita: "Voglio fare la missionaria!". Il Vicario ammette: “la domanda era del tutto inaspettata per me. Prendendo la forza che non avevo, per l'emozione che mi ha suscitato, le ho detto: 'Teresita, ti sto rendendo missionaria della Chiesa in questo momento e questo pomeriggio ti porterò il Documento che lo accredita e la Croce missionaria”. Teresita aggiunge ancora: “Sai? Prego che tanti bambini conoscano Gesù”!
Lasciato l'ospedale, il Vicario è andato subito a redigere il Documento con cui la costituiva ufficialmente “missionaria”. Nel pomeriggio ha preso pure, col Documento, la "Croce del missionario" ed è tornato di nuovo in ospedale per portarli personalmente a Teresita. Appena la mamma l’ha visto, ha esclamato ad alta voce: “Teresita, non posso crederci! Il Vicario sta arrivando con il regalo per te”. La bimba ha quindi preso con gioia tra le mani il Documento e la Croce e ha chiesto alla madre di appenderli vicino al letto: “Metti la Croce sulla sbarra del letto, così posso vederla bene; la porterò anche in sala operatoria. Sono già missionaria!".
"Sono stati per lei settimane di terribili dolori, esami e interventi, nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale". Ma la gioia di essere stata anche ufficialmente riconosciuta come “missionaria” è stata per lei talmente grande, che il giorno stesso lo comunicò con entusiasmo anche ad una zia, attraverso un messaggio vocale sul cellulare (con una voce molto dolce, come chi è molto stanco ma trae la forza dalla grazia, le ha detto: “Cara zia, ti dico una cosa molto importante per me, questa mattina dopo aver ricevuto l'Unzione e la Comunione, il Vicario mi ha fatto missionaria: sono già missionaria!”).
L’ultimo mese in terapia intensiva è stato per la piccola un vero Calvario; ma il suo amore per Gesù cresceva sempre più. Disse persino alla nonna: “Ti voglio molto bene; ma ancora di più amo Gesù!”. Anche alla fine, con un fil di voce, sussurrava “Sacro Cuore di Gesù, confido in Te”!
Ricorda ancora la sua mamma: “Un giorno mi aveva chiesto il motivo di quel dolore e le ho spiegato che lei era un'amica intima di Gesù, che glielo ha dato per partecipare alla Sua Croce! E lei ha capito perfettamente”. "Ha offerto le sue sofferenze a Gesù come una missione a favore dei sacerdoti, delle missioni e della salvezza di chi non conosce l'amore di Dio". Una consapevolezza che è progressivamente maturata proprio attraverso la sofferenza. Diceva spesso: «Vorrei portare Gesù agli altri, ai bambini che non lo conoscono, così che vadano al Cielo felici».

Domenica 7 marzo (2021), alle ore 9:00, dall’ospedale La Paz di Madrid, la piccola Teresita, all’età di 10 anni, ha raggiunto il suo Gesù.
La sua testimonianza di fede in pochi giorni sta già facendo il giro della Spagna e del mondo intero.  (leggi e vedi la foto











 

10.03.2021

I cristiani in Iraq

La pianura mesopotamica, tra i grandi fiumi Tigri ed Eufrate, è stata nella storia antica la culla o la sede di grandi civiltà (Sumeri, Accadi, Gutei, Amorrei, Babilonesi, Cassiti, Assiri e Persiani).
Da quella zona, oggi Iraq, e precisamente dalla città di Ur, oltre 1800 anni prima di Cristo, partì Abramo, chiamato da Dio stesso, per raggiungere la terra che Egli avrebbe indicata e che la sua numerosissima e miracolosa discendenza (vista l’anzianità e la sterilità della moglie Sara) avrebbe abitato per sempre, cioè la Terra Santa (l’attuale Israele/Palestina).
Il patriarca Abramo è il capostipite del popolo ebraico e con lui inizia la “storia della salvezza”, la Rivelazione di Dio all’umanità, attraverso gli Ebrei, cioè l’Antico Testamento della Bibbia*, che dopo 19 secoli avrebbe trovato il suo culmine insuperabile nell’Incarnazione stessa di Dio, Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza eterna di tutti gli uomini di tutti i tempi.
     
* Abramo si trova infatti dal cap. 11 di Genesi, cioè il primo libro della Bibbia. I precedenti capitoli di Genesi costituiscono per così dire la "preistoria" biblica, cioè la creazione dell’universo, la creazione dell’uomo, il peccato originale, Caino e Abele, Noè e il diluvio universale, la torre di Babele con la dispersione delle lingue.
È assai significativo che Abramo venga tuttora considerato “padre nella fede” non solo ovviamente dalla religione ebraica, ma anche da quella cristiana (l’Antico Testamento, pur trovando compimento pieno e definitivo e pure superamento in Cristo, cioè nel Vangelo e in tutto il Nuovo Testamento, è infatti considerato Parola di Dio anche dai Cristiani) e persino da quella musulmana, che pur nascendo 6 secoli dopo Cristo da un proprio sedicente definitivo profeta (Maometto) e possiede un proprio testo considerato sacro (il Corano), vedono comunque nell’A.T. già una rivelazione dell’unico vero Dio.
Ed è impressionante che tuttora, quasi 4000 anni dopo Abramo, queste tre religioni, che vedono comunque in lui un "patriarca", un "padre nella fede", costituiscano non solo le tre grandi religioni monoteiste (con un Dio uno, creatore e trascendente), ma corrispondano tuttora alla maggioranza assoluta della popolazione mondiale (con 2,5 miliardi di Cristiani, 1,5 miliardi di Musulmani e circa 20 milioni di Ebrei)! E già questo dovrebbe comunque far seriamente riflettere tutti coloro che con troppa leggerezza considerassero la Bibbia, già nell'Antico Testamento, semplicemente una serie di miti dell'antichità. La "promessa" divina fatta ad Abramo, quella di una numerosissima discendenza ("come le stelle del cielo e la sabbia del mare") si è realizzata ed è tuttora constatabile! 

Se possiamo indicare questa remota origine comune, sarebbe comunque gravemente errato parlare di ebraismo, cristianesimo e islam come le tre “Religioni del Libro” e come se fossero analoghe o addirittura equivalenti! Sarebbe l’apostasia radicale dal cristinesimo, negando la divinità, unicità e necessità salvifica di Cristo; sarebbe blasfemo, perché si tratterebbe infatti di considerare vana l'intera opera della Redenzione, voluta dal Padre, realizzata dal Figlio fatto uomo e attuata dallo Spirito Santo, cioè i due contenuti principali della fede cristiana: Unità e Trinità di Dio e Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di N. S. Gesù Cristo!

In occasione del grande Giubileo del 2000, cioè a 20 secoli dalla nascita di Gesù Cristo, mentre il Magistero pontificio ha solennemente richiamato l’unicità della divinità di Cristo e la Sua necessità per la salvezza di tutti gli uomini (cfr. la Dichiarazione Dominus Jesus, vedi documento nel sito, con considerazioni postume di Benedetto XVI), Giovanni Paolo II ha voluto pure compiere non solo un significativo viaggio apostolico in Terra Santa (Giordania, Israele, Palestina: 20-26 marzo), dove Gesù stesso è nato, vissuto, è morto e risorto, ma si recò pellegrino anche sul Monte Sinai (Egitto: 24-26 febbraio), dove Dio si rivelò a Mosè e agli Ebrei dopo la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e diede loro la Legge. Desiderio del Papa era anche quello di recarsi ad Ur dei Caldei (Iraq), appunto patria originaria del patriarca Abramo; ma l’ancora grave situazione geopolitica del Paese lo impedì.
Com’è noto, tale progetto si è realizzato in questi giorni (5-8 marzo) con Francesco, in un rischioso viaggio all’insegna del dialogo tra cristiani, musulmani ed ebrei, oltre che per sostenere le perseguitate e oggi assai ridotte comunità cristiane di quella terra.

I cristiani sono presenti in quella terra (oggi Iraq) fin dal tempo degli Apostoli; lo stesso apostolo Tommaso, diretto ad evangelizzare addirittura l’India, avrebbe infatti fondato le prime comunità cristiane della pianura mesopotamica. In alcune di quelle zone si parla addirittura ancor oggi l’aramaico, cioè la lingua di Gesù! Dunque la viva e feconda presenza cristiana nel Paese è anteriore all’invasione musulmana del VII secolo, quando il ramo sciita dell’Islam, pochi anni dopo Maometto, occupò quelle terre e vi pose addirittura la propria capitale (Najaf), dove tuttora vive uno dei più importanti capi sciiti, l’ayatollah Al-Sistani (che lì ha incontrato papa Francesco il 6 marzo scorso*).

* Il Grand Ayatollah Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani è il più grande leader sciita a livello mondiale, e la città di Najaf, dove vive, è da secoli la sede dei leader mondiali sciiti. Ciò non piace all’Iran, l’altro grande Paese sciita, che, dopo la Rivoluzione islamica del 1979, ha voluto come centro dello sciismo mondiale la città iraniana di Qom. Inoltre Al-Sistani non condivide neppure la linea dura dell’islam sciita iraniano. Solo 3 mesi fa Al-Sistani non ha neppure voluto ricevere Ibrahim Ra'isi, capo del sistema giuridico in Iran nominato da Khamenei, in visita in Iraq (causandogli così una perdita di consenso, in vista pure delle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Iran nel prossimo giugno). Ecco perché il quotidiano Kayhan, la voce più importante della fazione fondamentalista e dell’estremismo religioso in Iran, in legame molto stretto con Khamenei, ha fortemente criticato l’incontro del Papa con l'ayatollah Al-Sistani e persino l’intero viaggio di Francesco in Iraq.
[fonte: AsiaNews (Khosrow Ebrahimi), Teheran 10.03.2021]

Ricordiamo che la corrente sciita dell’Islam è presente, oltre che in Iraq, soprattutto in Iran. Essa è particolarmente ostile ad Israele* (e viceversa). La corrente sunnita è invece presente soprattutto in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi, ma anche in gran parte della Siria e pure in buona parte dello stesso Iraq, oltre che in numerosi altri paesi islamici del mondo.

* Non si può nascondere che un’accentuata ostilità nei confronti degli Ebrei è presente nel Corano stesso [che definisce gli ebrei i peggiori nemici dei musulmani (5:82), sotto la maledizione di Allah (9:30), e invita i musulmani a fare guerra e a soggiogarli (9:29)].

Un ulteriore motivo per cui, nell'incontro stesso delle tre grandi religioni monoteiste (Islam, Cristianesimo, Ebraismo), previsto proprio ad Ur con papa Francesco (che nell'occasione non ha nominato neppure una volta Gesù...), gli Ebrei sono di fatto rimasti assenti.

Nonostante che la quasi totalità degli iracheni sia musulmana, fino al 2003 i cristiani (specie la Chiesa Cattolica Caldea) erano 1,5 milioni e godevano di una relativa libertà.

Sotto il regime di Saddam Hussein (dal 1979 al 2003, quando fu destituito durante la seconda guerra del Golfo in seguito all'invasione anglo-americana) i cristiani godevano di una relativa libertà (era cattolico persino il Ministro degli Esteri e vice-Primo Ministro iracheno Tareq Aziz).

Oggi, su una popolazione di quasi 40 milioni di abitanti, i Cattolici si sono ridotti a circa 500.000.
Dunque, in neppure 20 anni 1 milione di cristiani è stato ucciso o costretto all’esilio!
Paradossalmente l’esodo dei cristiani è iniziato già dopo l’invasione anglo-americana. 
Infatti, dopo le cosiddette “Guerre del Golfo”, cioè le operazioni militari a guida USA [Desert Storm (1990-91) e soprattutto Iraqi Freedom (2003)] che posero fine al regime di Saddam Hussein, è seguito un periodo di grande caos, di lotte intestine (anche tra sciiti e sunniti) e di attentati terroristici. Un milione di iracheni fuggirono e si rifugiarono nella Siria di Bashar al Assad; tra questi anche 50.000 cristiani.

Ad esempio, il 31.10.2010, a Bagdad, la cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza (dove il 5 marzo scorso Francesco ha incontrato Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e le Religiose, Seminaristi e i Catechisti dell’Iraq), fu bombardata proprio durante la S. Messa domenicale, causando la morte di 48 persone, tra cui 2 giovani sacerdoti, e il ferimento di moltissimi altri fedeli.

Come tristemente ricordiamo, tra i numerosi attentati terroristici, in cui persero la vita anche molti italiani, particolarmente grave fu la strage di Nassiriya, provocata da due kamikaze di Al Qaeda il 12.11.2003, in cui persero la vita 28 persone, di cui 19 italiani (specie Carabinieri) e 9 iracheni.

Poi, negli anni 2014-2017, in un'area compresa tra la Siria nord-orientale e l'Iraq occidentale, si è costituito il califfato, di matrice sunnita, che si è violentemente organizzato come Stato Islamico (ISIS o Daesh).
In quegli anni i terroristi jihadisti fecero strage di cristiani, nella piana di Ninive e in tutto il Paese, addirittura a Bagdad.
Le case dei cristiani venivano contrassegnate con la “N” di Nazareno, avvertimento e al contempo invito a convertirsi all’Islam o a fuggire.
Quando i jihadisti dell'ISIS, nella notte 6/7 agosto 2014, conquistarono Mossul, senza trovare resistenze,  e vi posero la capitale del Califfato/Stato islamico, i cristiani che non erano già riusciti a fuggire furono espulsi o uccisi; vi uccisero anche il vescovo e molti sacerdoti.
Così, in quell’agosto 2014, i jihadisti costrettinsero tutti i 120.000 cristiani a fuggire dalla piana di Ninive e da Mossul, area di insediamento storico delle comunità cristiane in Mesopotamia. Molti furono uccisi. Se non ci fu una strage fu proprio perché la maggior parte riuscì a fuggire, costretti ad abbandonare le loro case e tutto ciò che avevano. Non furono risparmiati dalla furia jihadista neppure gli storici monasteri e persino i cimiteri cristiani.

Solo sotto la Presidenza USA di Donald Trump, nel dicembre 2018, con la legge «Iraq and Syria Genocide Relief and Accountability Act», per la prima volta si parlò ufficialmente di “Genocidio” a proposito della serie di crimini perpetrati in quegli anni dai gruppi jihadisti su cristiani e yazidi in Iraq e Siria, e impegnò il governo USA a fornire assistenza umanitaria ai gruppi vittime delle violenze e a perseguire i responsabili e gli esecutori di quelle efferatezze. Tale legge voluta dal Presidente Trump venne definita strumento «vitale» per garantire la sopravvivenza dei cristiani in Iraq e salvare le loro comunità dall’estinzione.

Alla caduta dell’ISIS, nel 2017, solo il 50% degli abitanti e dei cristiani ha potuto tornare nelle proprie zone e abitazioni, peraltro in gran parte distrutte. Migliaia di nuclei familiari sono rimaste nel Kurdistan, nella zona settentrionale del Paese. Numerosissimi sono tuttora coloro che sono "rifugiati" in Occidente.

Per portare un esempio, a Qaraqosh (dove Francesco si è recato il 7 marzo scorso) fino al 2014, quando la città fu conquistata dalle milizie nere del califfo Abu Bakr al Baghdadi, i cristiani erano il 90% della popolazione; oggi, dopo la liberazione avvenuta già nel 2016, solo il 46% di quanti avevano dovuto fuggire è rientrato.

Quale straordinaria testimonianza di fedeltà a Cristo Signore hanno dato però questi nostri fratelli cristiani, che, fin quando han potuto, nella piana di Ninive (come anche ad Aleppo in Siria), hanno continuato ad andare alla S. Messa, nonostante gli attentati, le bombe, i missili e il pericolo sempre incombente di venire uccisi!
E che differenza rispetto a molti nostri cristiani che in Occidente hanno abbandonato la S. Messa perché impauriti anche solo dalla remota possibilità di contrarre un’infezione virale, peraltro scarsamente letale!







 






2.03.2021

La Madonna su … Marte

A proposito di scienza e fede e di scienziati cristiani del passato e del presente (v. nella sezione Fede & cultura, il documento sul “Caso Galileo”, spec. domanda 3), nel sito avevamo fatto notare come la Chiesa abbia tra l’altro riservato una particolare attenzione e competenza nel campo dell’astronomia, persino ancor prima di Galileo (cfr. la parte 3 del Dossier su Galileo).

Poi, recentemente (cfr. News del 20.11.2020), avevamo anche fatto notare che nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che orbita da tempo a 400 km. sopra le nostre teste, la fede di molti astronauti che a turno vi lavorano è spesso sorprendentemente esplicita e vitale, a tal punto che, se già gli astronauti russi non avevano rinunciato, nonostante gli spazi ristrettissimi e l’assenza di gravità, ad appendervi le sante icone ed altri astronauti vi avevano appeso il Crocifisso (foto - video), il Comandante Michael Hopkins, partito dalla Terra il 16 novembre scorso per la sua seconda missione nello spazio, aveva avuto il permesso dal suo Vescovo e dalla NASA di portare nello spazio addirittura l’Eucaristia (24 particole), per comunicarsi almeno una volta a settimana, perché, disse, non poteva stare 6 mesi senza fare la Santa Comunione!

Come sappiamo, da alcuni giorni (20 febbraio) una missione spaziale della NASA (Mars 2020) ha raggiunto il suolo di Marte e il rover Perseverance sta già inviando eccezionali fotografie dal pianeta rosso.
Quando la NASA ha selezionato molte targhe che rimarranno su Marte per indicare l’avvenuta spedizione dalla Terra, ve ne ha inclusa anche una della Madonna (la Virgen de Flores del Santuario di Álora, Malaga-Spagna), voluta dal sergente dell’Aeronautica Militare spagnola Francisco José Fernández, a Lei particolarmente devoto.
Dunque un’insegna della Madonna ora è anche sul pianeta Marte! E vi rimarrà perennemente, visto che «quando il robot smetterà di funzionare, per sempre quelle targhe saranno lì dentro, nel caso qualcuno le trovi o vi arrivassero esseri umani», ha detto Fernandez; ed ha aggiunto: «Sono sempre stato a Lei devoto … ma è emozionante sapere che il nome della Vergine sarà lì, nello spazio, tra le valli e i deserti di Marte».
La Virgen de Flores, immagine spagnola del XVII secolo, ha nella mano destra uno scettro e sul braccio sinistro il Bambino Gesù. 

È proprio vero che la Madonna è la Regina del cielo e della terra!










 

23.02.2021

Negazionismi

Pare che questa stia diventando una nuova parola magica, dapprima usata per indicare chi negava un gravissimo fatto storico, ed ora pian piano usata contro chiunque non si adegui ai nuovi dogmi!

Siamo partiti infatti dal grave “negazionismo” della Shoà

Il dramma della Shoà, cioè dello sterminio (l’Olocausto) degli Ebrei (6 milioni di morti) sotto il nazismo, è stato particolarmente riportato alla ribalta mondiale dagli Ebrei nel 1967, quindi oltre 20 anni dopo, guarda caso proprio in coincidenza della cosiddetta “Guerra dei 6 giorni”, cioè quando l’ancora giovane Stato d’Israele in pochi giorni (5/10 giugno) invase i territori di Egitto, Siria e Giordania, destabilizzando con la sua vittoria (conquistarono la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza all'Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria) la già precaria situazione geopolitica del Medio Oriente, di cui si pagano infatti ancor oggi le conseguenze.

Un conto però è negare l’immane tragedia subita dal popolo ebraico durante il nazismo e un altro è tacciare invece subito di negazionismo e perfino di antisemitismo chiunque volesse compiere seri studi storici, magari fuori dal coro, su questa dolorosa e tragica vicenda storica.

Inoltre un certo “negazionismo” è emerso anche da parte ebraica, persino all’interno dello stesso dramma e relativa memoria storica, quando ad esempio gli Ebrei stessi nel 1993 (durante il pontificato di Giovanni Paolo II e con suo grande dolore e disappunto, anche se alla fine dovette cedere) si sono drasticamente mossi perché fossero cacciate dal terreno di Auschwitz/ Oświęcim (Polonia) le monache carmelitane, visto tra l’altro che proprio in quel campo di concentramento, oltre agli innumerevoli morti ebrei, hanno trovato terribile morte anche migliaia e migliaia di cristiani e pure centinaia di preti, frati e suore, e vi sono stati uccisi anche due grandi santi, come S. Massimiliano Maria Kolbe (tutti conoscono almeno il suo gesto eroico di volersi lì sostituire ad un altro prigioniero condannato a morte) e S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, la filosofa e monaca carmelitana ex-ebrea, proclamata santa e poi con-Patrona d’Europa da Giovanni Paolo II).


Siamo infine giunti, in questi mesi, a parlare di “negazionismo” persino in riferimento al Covid-19: sarebbe “negazionista” anche solo chi ponesse dubbi e domande, persino scientifiche, sul virus e sui relativi vaccini, che si distaccassero dai 'dogmi' divulgati ossessivamente dai media.

Il termine negazionismo viene ormai usato o rifiutato a discrezione, persino politica. È triste riconoscerlo, ma per le ideologie dominanti e per il politically correct, ci sono pure “morti” di serie A e altri di serie B! Negare o dimenticare, anche sui media, i primi condannerebbe ad un severo ostracismo sociale; ma anche ricordare i secondi, assolutamente da abbandonare in un comodo e ideologico oblio.
 

Solo da poco, nonostante l’indignato negazionismo turco, è stato ad esempio possibile ricordare il genocidio od olocausto patito dagli Armeni ed attuato dall'Impero ottomano (turco, musulmano) tra il 1915 e il 1916; con 1.500.000 morti!

Quanti parlano poi dei 100 milioni di morti provocati dal comunismo nel secolo scorso?

Durante gli anni del comunismo sovietico anche in Italia era proibito parlarne (pena l’essere tacciati di “fascismo”), e il PCI, lautamente sostenuto, ideologicamente ed economicamente, da Mosca, lodava quella presunta società dell’avvenire radioso del mondo e censurava le atrocità in essa compiute. Ancor oggi è arduo parlarne; nonostante l’ingente documentazione ora abbastanza accessibile, persino negli archivi segreti russi e addirittura in quelli del KGB. (Sui crimini del comunismo nel XX secolo si veda ad esempio: Il libro nero del comunismo. Crimini, terrore, repressione, Mondadori, 2004).

Per decenni c’è stato anche in Italia l’impossibilità di parlare non solo dei morti e delle violenze causati dal comunismo sovietico o mondiale, ma persino dei tremendi omicidi operati ad esempio dai partigiani comunisti emiliani, compreso quelli di numerosi preti (v. News del 1.11.2020) e persino giovanissimi seminaristi (vedi Rolando Rivi, già proclamato Beato, che aveva soli 14 anni, barbaramente trucidato nel 1945 perché futuro prete e che rischiò la vita per non aver voluto togliere la talare anche durante il suo soggiorno in famiglia - cfr. News 15.04.2018, 5.10.2013, 27.11.2013 e libro consigliato il 14.05.2011).

Non è poi una gravissima forma di negazionismo tacere, per convenienza economica o ideologica, sui terribili “campi di concentramento” (detti Laogai; sono quasi 1.500!) presenti tutt’oggi in Cina (vedi)? 
O della terribile persecuzione anticristiana, sempre ad opera del comunismo, attuata nella Corea del Nord (da oltre 20 anni al primo posto tra i Paesi con massima persecuzione violenta contro i cristiani)? 

E quanto silenzio sui cristiani perseguitati attualmente nel mondo? Si tratta di ben 340.000.000 solo nel 2020! (in queste News ne parliamo spesso, v. già solo in questo 2021 il 20/01, 8/01 e 2/01, v. sotto).
Chi parla poi dei 40 milioni di cristiani uccisi, perché tali, nel secolo scorso? Non è anche questo un ben più terribile e ingiusto negazionismo?
 

Sul caso delle foibe
Pur trattandosi di nostri connazionali, fino a poco tempo fa non si poteva neppure parlare, anche in Italia, delle migliaia di Italiani barbaramente uccisi o costretti all’esilio, dal 1943 al 1948, dal regime comunista del maresciallo Josip Broz Tito (all’epoca stretto alleato di Stalin), nella ex-Jugoslavia (oggi in territorio croato). Si tratta pure dei terribili massacri delle foibe: in queste orride cavità del terreno carsico, profonde anche 50 metri, venivano gettati e abbandonati per sempre non solo persone già uccise (in genere Italiani, ma anche altri, che il regime comunista di Tito non voleva), ma uomini persino ancora vivi, addirittura alcuni legati ad un cadavere e gettati a morire in quelle gole profonde! Non è mai stato possibile redigere un elenco ufficiale: c’è chi parla di 12.000 morti, chi di 15.000 e chi addirittura di 30.000.
Questa persecuzione, politica ma anche etnica e religiosa, ha interessato specialmente l'Istria e altre zone della Dalmazia (Quarnero), ma anche le zone di confine della Venezia-Giulia.
Solo dal 2004, per mantenere viva la memoria di questa tragedia, è stato proclamato il “Giorno del ricordo”, da celebrarsi in Italia ogni anno il 10 febbraio.
Per sfuggire da tale persecuzione o comunque da un territorio caduto sotto la dittatura comunista (anche se sempre sedicente “non-allineata” rispetto all’URSS), s’è creato un esodo, anche forzato, di migliaia persone (oltre 300.000), normalmente cittadini di etnia e lingua italiana, che vivevano da tempo in quei territori (che erano divenuti Regno d’Italia ma poi occupati dall'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Tito e annessi alla Jugoslavia; fino alle formazione, dopo il crollo della ex-Jugoslavia comunista e le terribili guerre degli anni '90, degli attuali stati, dalla Slovenia alla Croazia, dalla Serbia alla Bosnia-Erzegovina, dal Montenegro al Kosovo, ancora conteso).

Che si trattasse anche di persecuzione anticristiana, dovuta all’ideologia comunista, è testimoniato anche dal notevole numero di preti, frati e suore che furono uccisi e anche finiti nelle foibe.

Tra i sacerdoti e religiosi uccisi (in “odium fidei” e quindi martiri) e talora gettati nelle foibe abbiamo ad esempio: Padre Antonio Curcio, parroco di Bencovaz (Dalmazia); don Angelo Tarticchio, parroco di Villa di Rovigno; don Giovanni Manzoni, parroco di Rava (Sebenico); don Ladislao Piscani, vicario di Circhina (GO); don Miroslavo Bullesich, parroco di Mompaderno e vice direttore del Seminario di Pisino; 6 suore scomparse da un convento di Fiume; padre Francesco Bonifaci; don Miro Bulesic; di altri 76 religiosi non si è saputo più nulla

In un altro elenco di sacerdoti, uccisi dai partigiani comunisti della zona, troviamo: don Raffaele Busi Dogali pugnalato a morte il 15.06.1945, in Dalmazia; don Giovanni Pettenghi, pugnalato a morte il 2.08.1945, in Dalmazia; don Antonio Pisic, assassinato il 31.01.1945; don Lodovico Sluga, ucciso assieme ad altre 12 persone; il seminarista Erminio Pavinci da Chersano (Fianona) ucciso insieme al padre Matteo; il parroco di Golazzo (diocesi di Fiume), prelevato dai titini (partigiani comunisti) il 14.08.1947 mentre celebrava un funerale; mons. Antonio Santin, di Capodistria, assaltato da una folla di titini inferociti sotto lo sguardo indifferente delle guardie del Popolo; padre Francesco Bonifacio fu catturato sulla strada di casa e picchiato a morte da quattro guardie popolari (il suo corpo non fu più trovato, probabilmente perché gettato in una foiba); don Miro Bulesic, parroco di Mompaderno (Istria) e vicedirettore del seminario di Pisino, fu trucidato il 24.08.1947, dopo la Cresima di 237 ragazzi nella chiesa di Lanischie. Don Miroslav e mons. Jacob Ukmar furono assaliti al termine della celebrazione delle Cresime da militanti comunisti, che volevano impedirle; fatta irruzione nella canonica, sgozzarono il primo e picchiarono a sangue il secondo. Don Angelo Tarticchio, originario di Gallesano d’Istria, all’età di 36 anni fu arrestato dai partigiani comunisti, ingiuriato e picchiato insieme ad altri compaesani; dopo orribili sevizie fu gettato nella foiba di Gallignana. Quando si riuscì a riesumare il corpo fu trovato completamente nudo e con una corona di spine conficcata nella testa. [fonte: Marco Tosatti, 9.02.2021]










13.02.2021

Dal matrimonio con “chiunque” a quello con …

Il matrimonio è drammaticamente in crisi, sia quello religioso (sacramento, voluto da Gesù Cristo) che quello solo civile; non solo per la durata (nonostante che quello istituito da Dio sia unico e indissolubile), ma anche per la crescente scelta di non-sposarsi.
Crescono così le
coppie-di-fatto, pure dello stesso sesso, riconosciute e persino incoraggiate dallo Stato (convenienti anche dal punto di vista economico e fiscale) e ancor più le convivenze; e persino i single, che oggi non sono solo coloro che rimangono scapoli o zittelle, ma coloro che passano da un rapporto all’altro senza alcun impegno.

Dopo aver iniziato (in Italia 50 anni fa - v. documento in Archivio) a distruggere il matrimonio con il divorzio - e di conseguenza la famiglia, i figli e la società (che ha nella famiglia il proprio cardine fondamentale) - e quindi con la possibilità di sposare (civilmente) altre persone dopo il primo consorte, negli ultimi anni (anche in Italia) si è arrivati a permettere il divorzio anche solo dopo 6 mesi di matrimonio (cfr. News 8.06.2014) e al riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali.
A questo punto, vista la sempre più imperante logica già illuministico-liberale, diventata “pensiero unico dominante”, secondo cui “ciascuno può fare quello che vuole”, tanto più nella vita privata, ci si potrebbe persino chiedere se abbia ancora senso che lo Stato si ostini a legiferare in merito al matrimonio e alla vita affettiva (se ciò non avesse appunto anche una rilevanza sociale).

In modo invece contraddittorio, si impone un pensiero che parla di diritto al matrimonio, per chiunque e con chiunque! E su questi presunti “diritti civili” i Parlamenti dovrebbero legiferare, per garantirli e superare ogni “discriminazione”! Così non solo una falsa libertà (senza più alcun riferimento alla verità, parola oggi impronunciabile), ma anche ogni pulsione e persino desiderio momentaneo diventa un diritto inalienabile!

Sembra proprio che nel mondo qualcuno voglia distruggere i fondamenti stessi dell’umano, a cominciare proprio dalla famiglia, e persino la natura umana (nella sua complementare mascolinità/femminilità).
Chi sia questo “qualcuno”, al di là dei potentissimi poteri occulti umani, lo si può evincere anche in queste parole di Suor Lucia di Fatima (e quindi riflesso di quelle di Maria Santissima!), confidate dal card. Cafarra in una delle ultime conferenze, poco prima di morire (
ascolta).

Partendo da premesse non religiose, ma comunque con una lucida e cinica analisi degli sconvolgimenti subentrati nella società col ’68, già nel 1977 il grande regista francese Robert Bresson realizzò un film significativamente intitolato Il diavolo probabilmente (vedi la scena finale che dà il titolo al film).

Però il labirinto dei sempre nuovi “diritti” e della totale confusione diventa sempre più intricato (come abbiamo osservato anche nella News precedente a proposito dell’ideologia gender).
Dopo anni in cui si parla appunto del diritto di sposarsi “di chiunque e con chiunque”, e dopo che ormai da decenni l’Occidente annienta la propria storia, cultura e identità, in favore di una “accoglienza” che tradisce invece un terribile relativismo culturale e uno sconcertante sincretismo religioso, quando si giunge persino a impedire, anche nelle scuole, data anche la ormai ingente presenza musulmana*, ad esempio di parlare del Natale e di fare il Presepe per rispettare le altre religioni … ebbene, perché allora non dare diritto di cittadinanza legale anche alla poligamia (solo maschile!), ammessa dall’Islam?

* questo anche quando la presenza musulmana, ad esempio in Italia, era minima: si pensi all’enorme moschea di Roma, pensata già nel 1966 dall’Arabia Saudita e da essa finanziata, con terreno regalato dal Comune di Roma nel 1974 (la prima pietra fu posta nel 1984, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini; in quella circostanza le autorità musulmane dissero abbastanza esplicitamente che essa significava un passo decisivo per “l’avanzata musulmana in Europa”) e inaugurata il 21.06.1995 come la più grande moschea d’Europa, nel centro stesso della cristianità (mentre in Arabia Saudita è persino proibito leggere il Vangelo anche privatamente!), e rimasta con questo primato fino al 2012, quando fu superata per grandezza da quella di Strasburgo (cfr. News del 3.05.2016)!

Secondo la logica liberale/liberista, per non dire anarchica, delle attuali democrazie occidentali, che diventano però sempre più “dittature del relativismo” (e di poteri occulti), non sarebbe una grave discriminazione nei confronti degli uomini (maschi) musulmani non permettere loro di avere più mogli (cosa permessa dal Corano; anche un harem, se ce lo si può economicamente permettere)?
Certo, sorgerebbe però il problema che ciò, nella cultura musulmana, è invece severamente proibito per la donna (condannabile a morte se trovata con un altro uomo). Come garantire l’uguaglianza di dignità e di fronte alla legge dell’uomo e della donna, che è un giusto cardine della società (proveniente dal Vangelo) e persino dell’ideologica bandiera di un femminismo che col ’68 è diventato sempre più estremo? Per garantire i diritti dei musulmani dovremmo allora permettere sia la poligamia per l’uomo che questa condanna per la donna?

Come si vede, anche in questo caso il relativismo porta in un vicolo cieco, in sempre nuove aporie.

E, vista la confusione totale sulla parola "amore", perché lo Stato non dovrebbe permettere e riconoscere pure il già emergente poliamore (a 3 o più persone)? Vietarlo sarebbe un’altra ingiustizia e discriminazione nei confronti di chi sente questo desiderio o pulsione e vorrebbe vivere, protetto dalla legge, anche questa nuova esperienza d’amore “triangolare” e, perché no, anche “pluri-poligonale”! 
E come se la caverebbero coloro che sono o fingono di fare gli scandalizzati quando si parla di amore con i minori (dello stesso o diverso sesso) e persino coi bambini, tanto più se fossero consenzienti? Non sarebbe peraltro la prima volta nella storia. Non solo c’era nel mondo “pagano”, ma c’è anche in quello musulmano (persino Maometto, tra le sue 12 mogli, ne aveva anche di minorenni e addirittura sposò pure una bambina di 6 anni! - cfr. News del 11.01.2020, 2.11.2018 e Documento sulla pedofilia). Qualcuno griderebbe ancora alla pedofilia?

Non abbiamo ancora finito, in questa deriva nichilistica.
Dall’amore e persino dal matrimonio “di chiunque con chiunque” siamo passati anche a quello con …

C’è, anche in Italia, chi ha voluto solennemente sposarsi con se stesso (cfr. News del 3.02.2018); ed è stato persino lodato sui giornali e in televisione!

Per non pensare che stiamo raccontando fantasie, ecco nome e cognome: si tratta di Laura Mesi, della Brianza, insegnante di fitness. Lo sposalizio “con se stessa” ha avuto la sua cerimonia ufficiale, con festa, invitati e formula d’ordinanza: «Io Laura, prometto di essermi fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarmi e onorarmi tutti i giorni della mia vita»!

Manca qualcosa? Sì. Perché non pensare pure al matrimonio con il cane (visto quanto spendono per il caro "amico a 4 zampe" gli Italiani; e non sono pochi quelli che se lo portano anche a letto - vedi News del 17.01.2018)? Arriverà presto. Così il "migliore amico dell'uomo" (qualcuno è giunto già ad asserire che non si sa che cosa sia l'amore se non si ha un cane!), in genere ora costretto a vivere negli appartamenti, potrebbe pure diventare il “miglior marito della donna” (almeno lui è "fedele", no? e ti saluta sempre festosamente quando rientri a casa). 
Poi però, per non discriminare qualcuno, il matrimonio dovrà raggiungere anche tutti gli altri animali.

No, non siamo ancora giunti al capolinea. Sono già arrivati gli sposalizi con le coseCome?! Eccoli.
Lee Jin Gyu, un giovane coreano, afferma che “si è innamorato di un cuscino”; ha quindi deciso di dargli un nome (Dakimakura) e … lo ha “sposato”!
Un’artista inglese di 49 anni ha “sposato” invece il suo piumone. La notizia è stata riportata dalla BBC, che ha precisato (con tanto di documentazione fotografica) come alla “cerimonia” fossero presenti ben 120 invitati!
Un’altra ragazza inglese ha invece sposato un albero. Un matrimonio molto più “in”, anzi più “green” e in linea con il nuovo credo “ecologista”. L’esempio è stato infatti subito seguito da diverse donne messicane.
Più intrigante e ideologicamente più articolata è invece la seguente notizia (riportata dal giornale inglese Mirror qualche settimana fa): Rain Gordon, una giovane di 24 anni, inglese ma di origine russa, insegnante in una scuola per l’infanzia, confessa che «si è sempre sentita sessualmente attratta dagli oggetti». «Durante la mia infanzia e la prima adolescenza, mi sono innamorata anche di posti come il “Centro commerciale” che aveva aperto nella mia città. Sapevo che era sbagliato e al di là delle norme della società. Per questo non l’ho detto a nessuno». «Il colpo di fulmine è avvenuto però nel 2015, in un negozio di ferramenta. È stato subito “l’amore della mia vita”; gli ho dato un nome (Gideon) e alla fine ho deciso di sposarlo, di averlo cioè come “marito”»: stiamo però parlando di una valigetta! «La nostra connessione e comunicazione spirituale - afferma l'interessata - viene mostrata telepaticamente. Lo sento, e lui sente me, ma dall’esterno sembra un monologo». Il “matrimonio” si sarebbe tenuto nel giugno scorso e, si legge sul giornale, «Rain sta ora condividendo la sua storia, per estendere la consapevolezza sociale sugli 'oggetti sessuali' e si fa paladina di questa battaglia per abbattere le idee sbagliate e lo stigma nei confronti di questo orientamento sessuale».

Ecco le nuove frontiere del … love is love!

Comico.    O tragico?!









 

5.02.2021

Nuove follie gender & Lgbt+

Ogni ideologia, nel senso illuministico del termine, è sostanzialmente una costruzione arbitraria, che censura la realtà, specie se questa la smentisce.
Quando la verità è sparita e tutto diventa opinione, persino l’ideologia fa però fatica a rincorrere tutto ciò che la libertà, per non dire il capriccio o persino le pulsioni, possano sempre di nuovo inventare e pretendere addirittura come diritto sociale e politico! Così anche l’ultimo passo, che sembra tanto progressista ed “inclusivo” (ecco il nuovo mantra del politicamente corretto), risulta subito retrogrado e persino ancora discriminante! 

Un chiarissimo esempio di ciò è costituito dalla nuova ideologia gender e Lgbt+. Persino le universali categorie uomo/donna, maschio/femmina e padre/madre sarebbero distinzioni obsolete, stereotipi discriminanti e non inclusivi. Però anche l’ideologia fa appunto fatica a star dietro a tutte le rivendicazioni possibili.

Già nel 2008 il Parlamento Europeo stillò delle “Linee guida” (nuova parola magica per dire “ti obbligo ma non lo dico”) affinché nelle lingue europee non ci si limitasse al genere maschile-femminile, tanto meno ad essere “maschilisti” usando solo il genere maschile per molte categorie di persone. Raccomandò ad esempio di evitare il termine “uomo” per indicare l’essere umano. Concesse però (di grazia!) di poter usare ancora espressioni comuni quali “a passo d’uomo”, “a misura d’uomo”, “uomo della strada” (anche perché “donna della strada” non suonerebbe bene!), “uomo di Neanderthal”, “il cane è il miglior amico dell’uomo”, e così via. 
Così anche in Italia, per essere moderni e non sembrare maschilisti, abbiamo adottato i linguisticamente orrendi “sindaca”, “ministra”, ecc.
Ora però l’assalto ideologico va anche agli articoli e ai pronomi.
Già in molti prestigiosi atenei britannici (vedi Oxford) i docenti sono invitati a chiedere agli studenti o studentesse, indipendentemente dal loro genere biologico, con quale pronome preferiscano essere designati, se he/him, she/her o, per evitare un brutto neutro it (forse presto sostituito con un nuovo neutro personale ze), anche un they/them (usato però come terza persona singolare, che risulterebbe così particolarmente inclusivo)!
Anche negli USA si sta diffondendo l’idea che in una conversazione con una persona, uomo o donna, sia opportuno chiedere gentilmente con quale pronome desideri essere designata: maschile, femminile o neutro?
La lingua italiana pone però un particolare problema, non avendo il neutro (e usare il “voi” al posto del “lei” ricorderebbe troppo delle lontane scelte fasciste …). 
Per non essere “maschilisti” dovremmo pure provvedere a rimuovere tutti i pronomi, articoli, termini solo maschili, persino quelli dati ad esempio in riferimento ai verbi (“il” parlare, “il” dormire, …; dovremmo aggiungere anche “la”)? 
Oppure, per non cadere al contrario in un eccessivo “femminismo”, dovremmo sostituire o integrare quelle parole che usiamo solo al femminile anche se riferite ai maschi (guardia, sentinella, vedetta, spia, recluta, vittima, comparsa, controfigura, maschera, staffetta, autorità)?
[fonte: Ado Maria Valli, 12.01.2021]

Negli USA, anche in proposito, siamo così finalmente giunti all’era Biden!
Sono infatti già state proposte delle modifiche al Regolamento della Camera, che, stando alla speaker Nancy Pelosi, la rendano più “inclusiva”. Verranno così utilizzati solo termini neutral gender o genderless, come spouse (coniuge) al posto di marito/moglie, parent (genitore) al posto di padre/madre, child (bambino) al posto di figlio/figlia, kin (consanguineo) al posto di fratello/sorella, ecc.; così non ci saranno discriminazioni!
Siamo però approdati al parossismo! Il 3 gennaio scorso, in occasione del giuramento del Congresso americano, il deputato democratico Emanuel Clever, rappresentante del Missouri nonché pastore della Chiesa metodista unita, al termine del suo discorso ha recitato pure una preghiera (cosa possibile negli USA ma che farebbe inorridire la laicissima UE e persino l’Italia politica, anche quella sedicente cattolica, basti ricordare certe reazioni ad un Rosario mostrato in un comizio). Tale preghiera, espressa in un linguaggio politicamente corretto, culturalmente relativista e religiosamente inclusivo cioè sincretista (una sorta di moderna preghiera multireligiosa, degna dell’acuta satira di Checco Zalone in Quo vado vedi), con cui il deputato-pastore si è rivolto al “dio” monoteista, al Brahma, e al “dio conosciuto con molti altri nomi da molte fedi diverse”, s’è conclusa, per aggiungere una nota gender-correct e per essere ancora più inclusivo, con un clamoroso "Amen and a-women"! Ciò sta ad indicare, al di là dell’incredibile ignoranza culturale e religiosa (essendo “Amen” non un A-men, ma una parola ebraica, conservata anche nelle attuali liturgie, che significa “Così sia, Sì, è vero, è proprio così, dò il mio assenso”), a quale livello di follia possa giungere la nuova ideologia.

Questa è la nuova lotta dei Democratici contro le discriminazioni? Sarebbero queste le preoccupazioni più forti e i problemi più urgenti degli americani? In realtà, al di là della follia ideologica, pare questa la versione aggiornata della “lotta di classe” delle sinistre mondiali: in fondo un marxismo che si ripropone con sempre nuove maschere, anche apparentemente antitetiche a quelle di quando è nato, cioè quando lottava contro le pretese più liberali. Del resto anche il marxismo fu infatti un erede impazzito dello stesso Illuminismo che generò liberalismo e capitalismo (comunque in opposizione al cristianesimo e al pensiero sociale cristiano - vedi, specie n. 6).
 

Qualcuno al mondo s’è perfino accorto che anche il gioco delle carte, con i “re” e i “fanti”, sia eccessivamente “maschilista” (tanto più in Francia, dove nel gioco delle carte il “re” vale più della “regina”!) e induce «una sottile disuguaglianza che influenza le persone nella loro vita quotidiana». Così riconosce la giovane psicologa forense olandese Indy Mellink, la quale, con il plauso del presidente dell’associazione olandese del ‘bridge’ e il supporto morale e finanziario del padre, s’è messa a produrre nuove carte da gioco equality gender, dove, al posto di “re, regine e fanti” ci sono i più neutri e politicamente corretti “oro, argento e bronzo”. 

Ecco però appunto che l’ideologia, censurando la realtà e inseguendo i capricci e le pulsioni diventati “diritti”, si trova sempre in ritardo. Dopo l’ossessione di sembrare troppo maschilisti (o femministi), s’è accorta che i generi sono moltissimi, inventabili a piacimento; per cui tutto quello sforzo per aggiungere ad esempio il femminile al maschile alla fine risulta scandalosamente poco inclusivo, proprio nei confronti del politicamente rampante mondo Lgbt+!
Anche la politica fa fatica a rincorrere l’ideologia. Dopo la suddetta invenzione di “sindaca” e “ministra”, si dovrebbero intanto allargare le modalità di invito e saluto (con l’ovvia precedenza del femminile sul maschile), dal “care amiche e cari amici, benvenute e benvenuti” per un normale incontro, ai solenni discorsi istituzionali introdotti con “Tutte le consigliere e tutti i consiglieri prendano posto nell’aula”, “Onorevoli deputate e onorevoli deputati, buongiorno” e via dicendo.
Il tutto risulta però appunto ancora retrogrado, discriminante, non pienamente inclusivo. Che ne è infatti di tutti gli altri generi possibili immaginabili?
Si ascolti in proposito l’esilarante e volutamente provocatorio saluto del politico (del partito AfD) Steffen Königer al Parlamento tedesco il 26.06.2017 (non un discorso ma un intervento di oltre 2’ solo per il saluto, declinando tutti i “generi” possibili, per non escludere nessuno; in fondo un modo “maieutico” di ironizzare su un errore, portandolo cioè socraticamente alla sue estreme conseguenze e mostrarne così l’assurdità)!
 

Povera Chiesa … quando poco evangelicamente si ostina a voler rincorrere il mondo, non solo diventa patetica per non dire ridicola, ma si ritrova sempre ad essere già retrograda proprio quando si illude di essere progressista. Così, dopo aver introdotto, anche nei saluti e richiami liturgici, un antistorico “fratelli e sorelle” (ad es. in latino homo comprende maschi e femmine, mentre uomo-maschio è vir ; poi, fino a poco fa, il genere maschile, tranne diverse specificazioni, includeva anche quello femminile, per cui "fratres", fratelli, includeva anche le donne), e magari pensando tra poco a modificarlo con un ancor più gentile “sorelle e fratelli”, si ritrova ancora discriminante e assai poco inclusiva, non accorgendosi appunto dei numerosi e sempre crescenti “generi” possibili! Dovrebbe allora uscire un più nuovo Messale
Eppure sappiamo da Gesù stesso che fine fa il “sale quando perde il sapore” (Mt 5,13)!

 

Tragici corollari

Definiti "gruppi di odio" quelli che difendono il matrimonio uomo/donna
La Ong statunitense Southern Poverty Law Center (SPLC), nel suo ultimo rapporto 2020 (pubblicato il 1°.02.2021), intitolato Year of Hate and Extremism, che stilla un elenco, suddiviso per singoli Stati, dei cosiddetti “gruppi di odio” presenti negli USA, vi ha incluso quelli che promuovono e difendono il matrimonio tra un uomo e una donna, la famiglia e la libertà religiosa (come Alliance Defending Freedom, C-FAM, Family Research Council e Ruth Institute), definiti gruppi “Anti-LGBTQ”!
 

Figli trans-gender … scuole e genitori, leggi e psichiatria

Canada: 5 anni di reclusione ai genitori che si oppongono.
Avevamo già altre volte osservato (cfr. News del 22.01.2018) che dietro l’aria quanto mai giovanile e rassicurante del Premier canadese Justin Trudeau si nasconda invece un determinato combattente a favore delle nuove ideologie occidentali (Lgbt, ecc.), distruttive della morale cristiana, della famiglia e della vita (sul Canada v. le News del 18.08.2020, 16.06.2020 e del 16.09.2018).
Ebbene, secondo un recente disegno di legge voluto dal premier Trudeau, in Canada sarebbe addirittura prevista la reclusione di 5 anni per genitori che insegnassero ai propri figli ad accettare il loro sesso biologico e si rifiutassero di farli accedere al trattamento ormonale per sembrare del sesso opposto.
Ora, oltre alle gravi conseguenze che può avere sulla vita dei figli (v. sotto il giudizio di un importante psichiatra specialista del settore), tale legge minerebbe la stessa libertà di educazione, per non dire la libertà di pensiero, di coscienza e religiosa (cioè i diritti fondamentali dell’uomo)! Sarebbe allora perseguibile e punibile con il carcere anche la divulgazione di tutti quegli strumenti (libri, video, siti web, programmi televisivi e forse la Bibbia stessa) che propongono un insegnamento morale che si oppone a tali pratiche (gravemente peccaminose, cioè contrarie alla legge di Dio)?

USA: compiti dei Centri sanitari nelle scuole.
Nello Stato di Washington, secondo il disegno di legge H.B. 2288, verrebbero istituiti all’interno stesso delle scuole dei Centri sanitari con servizi di consulenza (non solo per vaccinazioni, ma anche per l’aborto e il cambio di sesso), a cui poter accedere dai 13 anni anche all'insaputa dei genitori!
Il pretesto è appunto offerto, guarda caso, dalla questione del “vaccino” anti/Covid-19 (possibilità che i ragazzini siano vaccinati all’insaputa delle famiglie), che sarebbe già grave, ma molti genitori temono che con questa legge e coi relativi “Centri sanitari scolastici” siano scavalcati anche sulla possibilità di accedere all’aborto, a psicofarmaci pesanti e all’educazione sessuale precoce.

Tra l’altro il Parlamento ha da poco approvato una legge sull’educazione sessuale nelle scuole che stabilisce che fin dal 1° anno di scuola si elogi ad esempio la masturbazione; ma si giunge pure a definire le famiglie “cattoliche devote” come “conservatrici”, cioè retrograde (si giungerà presto a sottrarre loro i figli, per meglio educarli da parte dello Stato?!)

Giudizi giuridici e medici contrari
L’Alta Corte di Londra ha invece di recente stabilito che i medici non possano procedere ad attuare terapie confermative della “disforia di genere” (trattamento per il blocco della pubertà e somministrazione di ormoni) sui minori senza il consenso del Tribunale, poiché s’è riconosciuto che "i minori non riescono a comprendere il peso e i rischi delle conseguenze di tali trattamenti".
Ecco un giudizio contrario su questi trattamenti di un celebre psichiatra:

“Occorre ricordare che, per una percentuale significativa di ragazzi che presentano una disforia di genere, essa si risolve da sé, senza trattamento clinico, durante l’adolescenza” (come del resto pure alcune inclinazioni omosessuali), mentre un “tale trattamento addirittura aumenta la probabilità di disforia di genere”, cioè “può causare la persistenza della disforia di genere laddove è almeno possibile che senza il trattamento essa si risolva da sola”.

Così si espremeva anche il famoso psichiatra Paul Mchugh (che era invece dapprima uno dei pionieri di queste sperimentazioni, avviate alla Johns Hopkins University, che già negli anni '60 fu il primo centro di medicina americano pioniere nella "chirurgia di riassegnazione del sesso"), sul Wall Street Journal già nel 2014, dopo aver monitorato per anni la crescita dei bambini con disforia di genere. Aggiungeva: “La Vanderbilt University e la Portman Clinic di Londra hanno riportato che il 70-80% di loro ha perso poi spontaneamente il desiderio di voler essere del sesso opposto a quello di nascita”. Inoltre, “confrontando i risultati delle persone transgender che avevano subito tali trattamenti (compreso l'intervento chirurgico di cambio di sesso) con gli altri che non lo avevano subito, abbiamo osservato che, anche tra coloro che all’inizio si ritenevo "soddisfatti" dei risultati ottenuti, i loro successivi adattamenti psicosociali non erano migliori di quelli che non si erano sottoposti all'intervento. E così alla Hopkins ci siamo fermati”. Non solo, il prof. Mchugh, citando uno studio dell’Istituto svedese Karolinska già del 2011, osservava: “Lo studio a lungo termine (per 30 anni su 324 persone che hanno subìto un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso) ha rivelato che a partire da circa 10 anni dopo l'intervento, i <transgender> iniziavano a sperimentare crescenti difficoltà mentali. La cosa più scioccante è che la loro mortalità per suicidio è aumentata quasi 20 volte di più rispetto alla popolazione normale”.

Il celebre psichiatra osservava infine che occorre aiutare queste persone a fare pace con il proprio sesso biologico e a conoscere i motivi che li ha portati a rifiutarlo. “Si tratta in fondo di disturbi della coscienza, quindi di tipo psichiatrico, simili ad esempio ai pazienti affetti da anoressia nervosa: come è chiaro che i ragazzi affetti da anoressia non devono essere incoraggiati a cambiare il loro aspetto fisico per accettarsi e farsi accettare (incoraggiarli a voler dimagrire perché il loro problema sociale dipende dal loro essere grassi sarebbe folle!), così “questi tentativi di incoraggiare, anche attraverso le scuole, questi interventi di cambio di sesso, sarebbero folli; anzi, potrebbero addirittura essere considerati una sorta di abuso sui minori”! [fonte: NBQ, 12.12.2020]









 

29.01.2021

Pensieri su … Davos

Là, in una mondana culla svizzera …
Siamo ormai abituati agli incontri mondiali dei Capi di Stato e di Governo dei più potenti Paesi del mondo (G7, G8, G20), tenuti in diverse località del mondo, con un immenso dispiegamento di forze, non solo economiche ma anche dell’Ordine (per evitare contestazioni e scontri - si ricordi, nel nostro Paese, la tragica esperienza di Genova nel G8 del 2001 - oltre che per l'usuale protezione di tali personalità).
Ci siamo forse abituati anche a quell’incontro dei potenti del mondo che si trovano annualmente a discutere sul destino del pianeta (!), in pieno inverno, in quella prestigiosa località sciistica svizzera che è Davos, a m. 1.560 slm, in una stretta stupenda valle tra cime innevate, ricca di piste da sci, prestigiosissimi alberghi e ameni luoghi di divertimento. Si tratta del World Economic Forum. Si è concluso quest'oggi (25-29.01.2021).
Già su questo c
i si potrebbe porre qualche ingenua domanda. Passi che si tratti della Svizzera: non occorre essere particolarmente addentro alle “cose di questo mondo” per sapere che siamo in un Paese assai ricco, nel centro del continente europeo, che arriva a neppure 50 km. da Milano ma volutamente al di fuori della UE e ovviamente soprattutto dall’euro (ma non è oggi quasi un comandamento divino essere nella UE e nell'euro?), dove le banche conservano non solo i capitali ma i segreti di tanti che contano nel mondo (non a caso è riuscita persino a farla “franca” anche nella II Guerra Mondiale!), un Paese neutrale ma stranamente super-militarizzato; poi c'è la proverbiale precisione e capacità organizzativa svizzera; il tutto appunto in un meraviglioso e invidiabile quadro alpino. Perché, però, scegliere, e nel pieno delle nevicate invernali, una località così difficile da raggiungere, considerato pure lo spiegamento di forze che richiede lo spostamento di personaggi così potenti? Aerei (compreso l’Air Force One) che devono raggiungere l’aeroporto di Zurigo, cioè a km. 150 da Davos (video); poi gli elicotteri che trasportino appunto a Davos (e il Presidente USA si porta ovviamente sempre i propri, trasferiti con mega cargo, insieme alle auto presidenziali, da Washington), per poi muoversi ancora nella neve con le auto super-scortate verso i lussuosi alberghi e il Centro-Congressi?! (video)
Appunto ingenue domande, da non rivolgere a chi sta discutendo (o fanno finta di discutere, perché ovviamente tutto è già stato deciso altrove) di come rendere più vivibile questo mondo, a spese dei poveri cittadini di questo mondo e sulle loro teste.
Quest’anno ci ha pensato però il Covid-19 a portare a più miti e sobri consigli per tenere il celebre Forum: si sono parlarti 'da remoto', cioè dai rispettivi palazzi presidenziali, senza tutto quell’enorme spiegamento di forze economiche, organizzative e di sicurezza cui ci eravamo abituati come fosse ovvio. E con lo stesso risultato! Chissà che il virus non lo insegni anche per il futuro e per analoghi incontri mondiali... Sarebbe già una testimonianza e pure un 'piccolo' risparmio (possibilmente da erogare a coloro per i quali dicono di incontrarsi).

La Cina a Davos
Al di là del mancato soggiorno personale (e dell'ingente sèguito) nella prestigiosa località turistica svizzera, cosa è stato deciso in questo augusto incontro, finito appunto oggi?
Non possiamo e dobbiamo ovviamente qui entrare nel merito.
Soltanto una sottolineatura: circa l’intervento (di 20’, da Pechino) di Xi Jinping. Il Presidente cinese ha sostanzialmente propagandato il “modello Cina” per tutto il mondo, elogiando la sua stabilità politica (non importa se a prezzo di una terribile dittatura) e il suo progresso economico (che non ha conosciuto la crisi seguita al 2008 e neppure ora quella seguita al Covid-19, virus partito guarda caso proprio dalla Cina). Ha fatto da maestro, ha voluto insegnare al mondo (quasi ormai prono ai suoi piedi) come bisogna procedere; l’ha fatto come un menzognero incantatore, riempiendo il discorso di slogan irenici quali “no alla guerra fredda” e al “dominio l’uno sull’altro”, “sì al dialogo e alla collaborazione”, al “multilateralismo”, all’aiuto "ai Paesi poveri e in via di sviluppo"… nascondendo ad esempio che la Cina sta colonizzando il mondo, ha rifiutato la firma del trattato sulla messa al bando delle armi nucleari, continua a costruire basi militari nel Mar Cinese meridionale (incurante delle rivendicazioni degli altri Paesi del sud-est asiatico), manda i suoi jet militari a minacciare Taiwan di una possibile riconquista con la forza, ecc.
Il Presidente cinese si è mostrato poi favorevole al potenziamento delle organizzazioni e delle agenzie internazionali; ma la prima che cita, non a caso, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms): è infatti ormai assai stretto il legame fra i vertici dell’Oms (a partire dal direttore Ghebreyesus) e gli interessi della Cina, così che rimangono tuttora inspiegabili pure i ritardi della Cina e della stessa Oms sull’inizio della nuova epidemia e con questo con un’enorme responsabilità per la sua tragica diffusione nel mondo intero.
Infine, visto che ovviamente a Davos si doveva parlare anche del clima e dei nuovi comandamenti ecologisti, Xi Jinping ha invocato pure gli Accordi di Parigi per “promuovere uno sviluppo verde”, cercando di far dimenticare al mondo che la Cina è il Paese più inquinato del mondo e che tuttora detiene il record mondiale delle emissioni di gas-serra, anzi le sue emissioni (a parte la pausa 2020 per il Coronavirus) sono in crescita e presto saranno pure attivate centrali termiche a carbone con una potenza pari a tutte quelle dell’UE.

Xi Jinping e Biden
Il Presidente cinese ha potuto quindi permettersi di fare da “maestro”, nonostante quanto è venuto proprio dalla Cina (voluto?) lo scorso anno ed ha messo in ginocchio il mondo intero. Ha potuto farlo, forte di essere l’unica grande economia mondiale in crescita (anche nel 2020!) e di essere diventata il primo Paese al mondo meta di investimenti esteri, superando in questo persino gli Stati Uniti.
Senza ovviamente essere esplicito, ha voluto pure far capire alla nuova Presidenza USA* di invertire la rotta rispetto all’Amministrazione precedente: cioè scendere a patti con la Cina, se non addirittura imitarla!

* Al tempo dell’elezione di Trump a Presidente degli USA i Democratici, incapaci di riconoscere il fallimento della propria politica e della loro stessa campagna elettorale, hanno furiosamente sollevato per lungo tempo la farneticante scusa dell’influsso della Russia di Putin sulle elezioni USA. Ora, con tutto quello che è successo di eclatante e non chiaro nelle ultime elezioni presidenziali qualcuno si domanda se non ci sia invece un forte e ben più plausibile influsso cinese? Considerando che nell’Amministrazione Trump la Cina s’è trovata davanti a dei paletti, non solo nell’assalto al mondo ma nella stessa economia americana! (Per non dire dei valori cristiani promossi dall’Amministrazione Trump, come quelli a favore della vita, della famiglia e della stessa libertà religiosa nel mondo; al contrario delle politiche annunciate, e già subito all’assalto, dal 'sedicente cattolico' Biden).

Significativo in questo senso l’autorevole Editoriale (del 26.01.2021) su Davos di padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia del PIME (le Missioni Cattoliche nel mondo) Asia News (cui facciamo spesso riferimento e il cui sito è edito persino in cinese). Già il titolo è eloquente e impressionante: “Xi Jinping e Biden servono lo stesso potere economico (leggi).

La Russia
Potrebbe dunque aprirsi una nuova fase mondiale, assai più favorevole alla Cina e paradossalmente incoraggiata dalla stessa pandemia: una distensione tra USA e Cina, se non addirittura un’alleanza, per non dire una subdola sottomissione dei primi, che sarebbe pericolosissima per il mondo!
Non a caso, ora il nemico pare debba diventare Putin, ormai l'unico non-allineato (che si è inaspettatamente affacciato telematicamente a Davos), con tutte quelle identità valoriali (cristiane) che permangono in Russia e in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, che non si sottomettono ma si oppongono al “pensiero unico dominante” e al New World Order (e che sono infatti per questo nel mirino della stessa UE)!
Nello stesso tempo sembra difficile immaginare uno scontro tra Cina e Russia, in quanto comunque proprio in Russia ci sono le radici ideologiche - una sorta di ormai remota fratellanza ideologico-politica - del potere che guida tuttora in modo dittatoriale la Cina (e di conseguenza la piccola ma bellicosa Corea del nord), cioè il “comunismo”.

Ci sarà una missione della Russia (questa è sempre stata una convinzione russa, tanto nel bene quanto nel male) per la salvezza dell’umanità dal demoniaco potere globale ... e per il finale “trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima”? La Madonna stessa ne fece cenno nel 1917 agli ignari pastorelli di Fatima!





 




25.01.2021

Sempre meno bambini “Down”: guariti? no, uccisi!

Anzitutto occorre sempre chiarire che l’aborto, non solo da un punto di vista filosofico e teologico, morale e religioso, ma scientifico, biologico e medico, è l’uccisione di un essere umano; perché nessuno può decidere da quando abbiamo cominciato ad essere degli esseri umani, cioè noi stessi, se non riconoscendo che è dall’istante del concepimento (altrimenti dovremmo entrare in una sorta di sempre mutevoli "convenzioni" dipendenti da giudizi soggettivi o giuridici: dalla percezione del battito cardiaco? dalla formazione del cervello? dall’esistenza di tutti gli organi? dalla possibilità di vivere già fuori dal grembo materno? dalla nascita? dalla pubertà, con la capacità riproduttiva? dalla pienezza della vita adulta? da una vita che qualcuno considera “degna” di essere vissuta? E chi ha il potere di decidere questo?). Infatti assistiamo nella società, anche a livello giuridico, a questa disumana e pare inarrestabile deriva.
No, geneticamente ciascuno di noi è se stesso, siamo noi, l’uomo è uomo, dall’istante del concepimento, cioè da quell’istante in cui non c’è più semplicemente uno spermatozoo + ovulo, ma una nuova cellula vivente che ha tutta la potenzialità già attiva per nascere come bambino dopo 9 mesi e diventare un uomo adulto dopo 20 anni!

Occorre dunque tener presente questo dato anche solo biologico, quando sentiamo parlare di aborto.
[Chi ha poi una conoscenza antropologica più profonda, cioè anche filosofica e teologica, sa che da quell'istante esiste il nostro <io>, cioè la nostra singola anima spirituale e immortale, che è cioè creata proprio in quel momento da Dio (non può infatti derivare dai genitori, essendo appunto spirituale). Chiunque è stato concepito, ha dunque la stessa dignità di qualsiasi altro essere umano! Inoltre esisterà come persona, amata da Dio, per tutta l'eternità, anche se sulla terra avesse vissuto solo come embrione o feto, o avesse nella vita qualsiasi difetto o malformazione!]

Ricordiamo questo dato oggettivo anche quando ormai sentiamo parlare positivamente di drastica diminuzione di bambini “Down” o addirittura di Paesi “Down-free”: non si tratta di aver debellato una malattia (e neppure di aver impedito il concepimento di un possibile bambino portatore di tale difetto), ma di aver ucciso nel grembo della loro madre chi alle analisi prenatali ha presentato questo difetto cromosomico. Non nascondiamoci la realtà: non è stata eliminata una patologia, ma chi l’aveva!

Ebbene, uno studio pubblicato nel dicembre scorso su European Journal of Human Genetics ha registrato che nel periodo 2011-2015 in Europa i bambini nati con la “sindrome di Down” (“trisomia 21”) sono in media diminuiti del 54% (in 5 anni 9.000 in meno: 8.000 invece dei 17.000 dei 5 anni precedenti; 10 invece di 27 ogni 10.000 nascite).

Nello specifico delle zone europee: Europa meridionale (-71%), settentrionale (-51%), orientale (-38%). Nello specifico di alcuni Paesi: Malta (invariata), Regno Unito (-54%), Francia (-68%), Italia (-71%), Portogallo (-80%), Spagna (-83%), Danimarca (-79%; solo 18 bambini Down nati nel 2019 e 20 nel 2020; la Danimarca si vanta di voler diventare in breve tempo un Paese totalmente “Down free”!), Islanda (-69%, praticamente azzerati, solo 2 all’anno, su una popolazione di 400.000 abitanti, e nati solo per errore di screening prenatale).

Il che significa che i relativi test prenatali (Nips o Nipt) hanno ormai un chiaro fine “eugenetico”: cioè per eliminare chi ha questo difetto. 

 

Tra l'altro, proprio in questi giorni (21 gennaio), terminate positivamente le indagini sulle “virtù eroiche”, il Papa ha dichiarato Venerabile (aprendo così la strada alla sua beatificazione e canonizzazione) il grande genetista francese Jérôme Lejeune [nato il 13.06.1926 e morto a Parigi il 3.04.1994 (S. Pasqua)], che fu proprio lo scienziato che scoprì tale difetto cromosomico, detto "trisomia 21" (a motivo di un 47° cromosoma morfologicamente identico agli elementi del 21° paio) o più noto come “sindrome di Down” (J.L. Down fu invece lo scienziato del XIX secolo che si limitò a descrivere i caratteri morfologici delle persone con questo problema).
Ne abbiamo parlato anche l’anno scorso, in occasione della morte della moglie
(cfr. News del 6.05.2020). Oltre ad essere uno dei più grandi genetisti del secolo scorso, J. Lejeune cercò per tutta la vita di scoprire, senza riuscirci, se fosse possibile far fronte e curare questa malformazione genetica. Non si limitò però a fare lo scienziato e lo studioso, ma dedicò la sua missione ai malati, e soprattutto ai bambini affetti da tale sindrome, seguiti con evangelica carità e competenza pure in un centro specialistico parigino. Oltre alla splendida dedizione per la sua missione scientifica e medica (era fortemente convinto che la ricerca scientifica fosse un prezioso strumento per conoscere meglio il Creato e quindi pure l’onnipotenza del Creatore; quindi offrì un'ottima testimonianza del felice rapporto tra scienza e fede), e alla vissuta carità cristiana per i suoi ammalati, Lejeune testimoniò pure un evangelico e stupendo amore per sua moglie e la sua famiglia.
All’amore di Dio cercò di conformare ogni pensiero e azione della sua vita, senza mai scendere a compromessi con le logiche del mondo.

A motivo della sua scoperta della “trisomia 21” doveva ricevere il Premio Nobel per la Medicina; ma poi gli fu negato per la sua chiara posizione contro l’aborto! Il che sta purtroppo ad indicare come anche il mondo scientifico possa essere condizionato dalle ideologie e dal potere ...
Per queste sue altissime competenze scientifiche, per la sua testimonianza del fecondo rapporto tra scienza e fede, come pure per la sua promozione e difesa della vita in ogni età e condizione, Giovanni Paolo II lo nominò membro della Pontificia Accademia delle Scienze e primo Presidente della Pontificia Accademia della Vita.
Presto sarà appunto venerato come Beato e speriamo poi anche Santo!








22.01.2021

Un grande calciatore: “voglio diventare santo”!

Sappiamo che oggi più che mai i calciatori diventano delle “star”, al pari e ancor più degli attori del cinema o dei cantanti. Non solo perché sono bravi giocatori del pallone, ma proprio come uomini e come personaggi pubblici. Il che comporta assai spesso anche uno stile di vita … di alta mondanità! Tanto più che i loro guadagni astronomici (che farebbero gridare allo scandalo se fossero percepiti da qualsiasi altra professione o attività e che ovviamente esaltano la mente di un giovane, magari nato povero!) permettono pure una vita di lussi e di piaceri sfrenati.
Era il destino anche di Nicolás Gil (classe 1997), ragazzino colombiano educato cattolicamente e che voleva fare il pilota dell’aeronautica militare, ma a 16 anni si era già distinto nella squadra di calcio di Rionegro (Antioquía), dov’è nato, e a 19 anni era già a Bogotá nel Club Santa Fe, così che a 21 entrò a pieno titolo nella squadra di calcio della capitale colombiana.
È a quel punto che Nicolás inizia anche la vita da star: donne a volontà e volontà di sperimentare qualsiasi piacere. Nel suo animo avvertiva però la lotta tra il bene e il male e anche un crescente senso di “vuoto”, che, nonostante il successo, lo faceva sentire “sporco e deluso”, come egli stesso confessa. Così, certo anche per “grazia” di Dio, oltre che per gli insegnamenti ricevuti dai genitori, si riaccese in lui una strana nostalgia di Dio, persino un desiderio di Lui, addirittura di donarsi a Lui!
Cercò di conseguenza anche qualche amicizia, una comunità, che lo aiutasse a tornare a Dio; e chiese aiuto alla Madonna! Comprese che doveva tornare a pregare, a confessarsi spesso e fare la Comunione; e anche lottare per vivere in modo puro e casto. Confida: “non è stato facile vivere davvero la fede che avevo ritrovato; molti compagni di squadra e amici erano scioccati dalla mia fede e dal mio condurre una vita nella castità, nella purezza. Ma noi siamo templi dello Spirito Santo e dobbiamo rispettare noi stessi, le altre persone … e le donne”.
Ora Nicolás, pur continuando la vita da famoso calciatore professionista, è felice della sua vita di fede; e pensa persino che Dio potrebbe chiamarlo a diventare sacerdote o addirittura monaco. Nell’attesa che si chiarisca la sua vocazione, si è dato con altri amici una regola spirituale: «Abbiamo sei pratiche che sono l’Eucaristia, l’intimità con il Santissimo, il Santo Rosario, la lettura meditata della Parola di Dio, delle preghiere particolari e la lettura spirituale di un libro di un santo». Ci confida il suo desiderio più profondo: «compiacere il Signore ed essere santo»! Vuole essere utile anche ad altri giovani; e non ha così timore di ricordare loro: «Dio tocca sempre il cuore di tutti. Nel piacere della carne, della concupiscenza, nel piacere disordinato della lussuria, della fornicazione, non troveremo la felicità e la pienezza che uno come uomo cerca ... Non c'è niente di così bello come sperimentare l’amore di Dio»! (vedi)








20.01.2021

Persecuzione anticristiana (aggiornamenti)

Abbiamo appena riferito (v. sotto all’8 gennaio) sulla persecuzione anticristiana nel mondo. Il 13 gennaio l’agenzia Open Doors ha fatto conoscere il suo Rapporto annuale ufficiale (World Watch List) per il 2020 (vedi).
Ecco alcuni dati totali rilevati. [fonte: NBQ, 14.01.2021] (leggi)

Cristiani perseguitati a causa della loro fede: 340.000.000 
                        
(di cui 309.000.000 in modo molto violento)
Cristiani uccisi nel 2020 a causa della loro fede: 4.761
                        (media giornaliera: 13 morti)
                       
 (2019: 2.983; quindi + 60% in un anno)
Cristiani incarcerati senza processo a causa della loro fede: 4.277
Cristiani rapiti e spariti a causa della loro fede: 1.710
Principale causa di persecuzione anticristiana nel mondo: Islam
Paese al mondo con la massima persecuzione anticristiana: Corea del Nord (dittatura comunista)

Chi ne parla?








 

17.01.2021

Ragazzini … tossici!

C’è una pandemia che non fa rumore, ma è ben conosciuta anche da molti medici (specie psichiatri), e che fa danni enormi alla salute fisica, psichica e spirituale delle persone, specie in un numero di ragazzi e giovani che cresce in modo esponenziale. Si tratta della droga!
E, come abbiamo sotto ricordato (v. News del 13.01.2021), anche il lockdown sta ulteriormente accentuando questo dramma personale e sociale.
Dopo anni di ipocrita e velenosa distinzione tra droghe “leggere” (quasi comuni, sin dalle più verdi età) e “pesanti” - v. News del 25.08.2020 (proibito per legge parlare di sigarette “light” ma ci si ostina a parlare di droghe “leggere”, comunque terribilmente dannose, e persino a volerle liberalizzare) - e alla facile possibilità, anche per un ragazzino, di trovare persino su internet una quantità enorme di droghe sintetiche, oltre all’uso diffusissimo della cocaina (e non solo negli ambienti “in”), ora ci troviamo di fronte al ritorno impressionante anche del grande ‘mostro’: l’eroina!
Se qualcuno pensasse che i giovani distrutti dalla droga siano un tragico fenomeno sociale degli ormi lontani anni '70/'80 deve purtroppo ricredersi; anzi, c’è oggi una piaga ben più grave e mai registrata prima: “tossici” già adolescenti e persino in piena pubertà!
Una terribile “ondata” che dilaga inesorabile, specie dalla Lombardia. Basterebbe andare nel boschetto di Milano Rogoredo, ma anche in almeno 10 boschetti della campagna pavese; per non parlare dei due ragazzini di 14 e 15 anni che a Monza hanno ucciso un uomo con 20 coltellate per comprarsi una dose.

Se n’è occupato di recente anche il Corriere della sera (12.01.2021), facendo visita nella struttura terapeutica “Casa del giovane” di Pavia, parlando col responsabile Simone Feder e ascoltando la storia di alcuni ragazzini, quasi tutti minorenni, che lì si cerca di recuperare alla vita dopo che sono già precipitati nell’abisso distruttivo della droga.
Dice Simone Feder: «Il centro è pieno: ma come fai a dire di no a un papà che viene in lacrime a portarti il figlio?». Sono anche “figli di papà” (medici, avvocati, imprenditori, impiegati, quadri aziendali), ragazzini anche di soli 12 anni, già tossici e diventati persino spacciatori e violenti.
Il Responsabile non vuol sentir parlare di droghe "leggere" e "pesanti": «Anche la cannabis ha raggiunto livelli di principio attivo così alti che questa distinzione non ha più senso. Tutti quelli che ho in comunità hanno cominciato ‘rollando canne’ e sono finiti con l’eroina comprata per pochi euro. Si devastano in pochissimo tempo alla ricerca della ‘botta’ che dura sempre meno e lascia segni permanenti sempre più profondi». «Una vita spesso iniziata con lo sballo delle feste a base di sesso, droga e alcool nel chiuso di appartamenti senza genitori; o nei “Rave party”».
«Il primo contatto di un ragazzino con la droga ha però cambiato luoghi e tempistiche: prima accadeva durante gli anni del liceo, ora già dalle scuole medie. Il pusher non aspetta più all’uscita di scuola ma è già dentro, tra i banchi o nei bagni. Alcuni frequentano le lezioni solo per spacciare».
Ragazzini diventati “pusher”, ma anche rapinatori, scippatori, aggressori, persino omicidi (v. appunto il caso di Monza).
L’onda malvagia non risparmia nemmeno le femmine: ragazzine che a 15 anni sono già dipendenti di crack, erba, cocaina, eroina, e finiscono pure nella prostituzione.

Ecco le storie di qualche ragazzino, ospite della citata comunità di Pavia.
Ora è un adolescente di 17 anni, già distrutto dalla droga. Un giorno era entrato nel boschetto di MI Rogoredo per acquistare una dose per uso personale; ma in poco tempo ne è diventato «capo-piazza», cioè spacciatore. È arrivato a farlo dalle 8:30 alle 21:00 e giungendo a vendere 70 gr. di eroina al giorno (acquistata da un albanese a € 6 al gr. e rivenduta a € 20). La comprava a etti. Faceva anche 7.000 € al giorno. Per premio riceveva in omaggio 2 gr. di eroina e 0,5 gr. di cocaina. Tanti sono i clienti, anche in auto di lusso (racconta: «in 10 km ci sono 10 squadre di spacciatori, ognuno con il suo giro di clienti della Milano-bene»).
Un altro ragazzino che ora ha 15 anni rapinava la gente in strada con un cacciavite, per comprare 3-4 gr. di coca al giorno (una quantità tale da renderlo un mostro); ma picchiava anche solo per divertimento.
Un ragazzino che ha 13 anni (!) era entrato in comunità con un tasso di cocaina nel sangue che nemmeno un tossicomane di vecchia data riesce a toccare (il cut off, l’esame che determina il livello di droga nel sangue, segnava più di 3.000, quando è sufficiente 300 per risultare positivi).
Un ragazzo che ora ha 16 anni racconta che iniziò a drogarsi perché era un po’ grassottello e come tale veniva deriso (bullizzato) dai compagni di scuola. «Mi son detto: voglio diventare come loro; e la cocaina mi ha dato la forza». Da vittima si è trasformato in carnefice. Era diventato l’incubo dei compagni di scuola. «Non volevo restare solo»; «la droga mi dava l’illusione di avere tanti amici. I compagni allora stavano con me e mi guardavano ammirati perché in un giorno riuscivo a procurarmi anche 100 € di cocaina».
Un altro ospite, ancora minorenne, a 15 anni andava già ai “rave party” in giro per l’Italia. Così ha iniziato ad acquistare «erba» a credito, che rivendeva poi ai compagni di scuola durante la ricreazione. Ha una mente distrutta. Ora in comunità dà qualche timido segno di recupero …

È angosciante vedere anime e corpi di giovanissimi già così devastati, prima ancora che dalla droga, da un vuoto spirituale dove il demonio ha potuto così facilmente seminare il suo veleno!
Che il ragazzo milanese Carlo Acutis (v. News del 23.02.2020), morto nel 2006 e beatificato lo scorso 10 ottobre, interceda per loro … e ci convinca che senza Cristo Signore l’inferno comincia qua, già da ragazzini!

[nella sezione video del sito, ecco invece la testimonianza di alcuni giovani risorti dall'abisso della droga per l'incontro con Gesù e la comunità cristiana]









 

15.01.2021

Social censure

Se, secondo un giudizio soggettivo (anche se pensiero unico dominante), si stabilisce quali siano le notizie vere da pubblicare e quali le false (fake news) da censurare e si è giunti addirittura a silenziare un Presidente USA, regolarmente eletto 4 anni fa dagli americani e comunque ancora in carica, … allora dai social ci si può aspettare veramente di tutto!

Ad esempio Twitter in questi giorni ha censurato pure padre Juan Manuel Góngora, parroco di Oria (Almeria, Spagna). Perché? Per la sua battaglia culturale contro l’aborto e l’eutanasia! 
I suoi 25.000 followers hanno protestato con l’hashtag #Patercensurado e con la storica acclamazione «Viva Cristo Re!». Si tratta peraltro della stessa parrocchia dove, nel corso della guerra civile del secolo scorso, ci sono stati due martiri uccisi dai comunisti “in odium fidei” e già beatificati dalla Chiesa. [fonte.Il Timone/News, 14.01.2021]
Sempre in Spagna, abbiamo già segnalato (v. sotto News del 2.01.2021) che Twitter si è invece ben guardato, nonostante le proteste ricevute, di censurare la campagna d'odio anticattolico, con tanto di incitamento a bruciare chiese e attaccare sacerdoti, presente sul social col significativo titolo Fuego al Clero!

Facebook sembra invece ormai censurare quanto non piace al governo (Partito Comunista) cinese.
Qualche giorno fa ha infatti bloccato l’account (i post e 30.000 video) del gruppo “Atajurt Kazakh Human Rights”, che denuncia la sparizione e repressione di kazaki e uiguri nei campi di lavoro forzato nello Xinjiang, dove vi sarebbero rinchiusi circa un milione di queste persone.
Pare che Facebook, per poter entrare nell’enorme mercato cinese, abbia accettato dal governo di Pechino di censurare quanto riguarda i “campi di lavoro forzato” nello Xinjiang (veri e propri “campi di concentramento”, attraverso i quali la Cina non solo reprime i dissidenti ma ha pure un enorme bacino di lavoro gratuito da schiavi che contribuisce così alla propria battaglia per la supremazia economica mondiale).
Sebbene anche l’ONU abbia denunciato la loro esistenza, Pechino sostiene che essi sono solo dei “campi di addestramento al lavoro” per qualificare professionalmente la popolazione dello Xinjiang.
[fonte: AsiaNews (Alma Ati), 13.01.2021]

[Il fondatore di Facebook, l’ancora giovane (n. 1984) Zuckerberg, è tra gli uomini più ricchi del pianeta (100 miliardi di $); educato nella religione ebraica, poi ateo, poi ..non si sa, parla fluentemente anche il mandarino (peraltro lingua madre della moglie statunitense)...]










13.01.2021

Lockdown ... e crescita di depressioni, dipendenze e suicidi

Qualcuno dovrà pur accorgersi che non c’è solo da preservare la salute del corpo (ammesso che questo si faccia), ma anche quella della psiche e dell’anima (oltre al lavoro, la scuola, l’economia, i rapporti sociali …)!
Portare avanti per quasi un anno la politica unilaterale del “lockdown” (che poi non è ovviamente una “cura” ma solo un tentativo, talora persino irrazionale e contradditorio, di difesa da eventuali contagi), oltre a far crollare l’economia e i rapporti sociali, ha prodotto infatti pure un notevole incremento di disturbi mentali, di crolli psicologici e depressioni, di dipendenze [da pc e da smartphone, da gioco d’azzardo, da pornografia (v. News del 15.04.2020), da alcool e droga]; e persino il numero di suicidi! E questo con particolare accentuazione tra i giovani. Questione di un’età che non si può mettere in gabbia? oppure di una generazione non abituata a fermarsi a pensare? che non sa stare con se stessa? senza fede? senza un’altra dimensione? Certo. Per questo occorre coltivare e rafforzare lo spirito, la fede, fin dalle più giovani età; per essere pronti ad ogni “prova” della vita (oltre che per la salvezza eterna!). Ma occorre anche una politica non miope e ad una dimensione ...

Ecco alcuni dati scientifici e statistici. [fonte: NBQ, 5.01.2021]
L'Osservatorio Violenza e Suicidio ha rilevato in Italia che circa il 3% degli intervistati ha pensato al suicidio come rimedio all’angoscia scatenata dal lockdown. L’Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze ha persino istituito un “Osservatorio Suicidi Covid-19”, registrando in Italia, già durante il primo lockdown (mar/mag 2020), 62 suicidi legati direttamente (paura del contagio) o indirettamente (ad esempio per le conseguenze economiche) alla pandemia in corso. La psichiatra della Asl di Trento Wilma Di Napoli ha parlato di un notevole aumento di suicidi, specie nella fascia giovanile. "Negli ultimi 6 mesi, infatti, nella sola provincia di Trento, si sono registrati 7 suicidi tra i giovani; un numero neanche lontanamente paragonabile a quelli degli anni scorsi. Ci troviamo di fronte ad una tragedia'', ha concluso. 
Anche la Società Italiana di Alcologia, già durante il primo periodo di lockdown (mar/mag 2020), ha registrato un aumento del 15% di nuovi dipendenti e un 20% di ricadute tra gli alcolisti.
Negli USA, il 13,3% della popolazione ha iniziato o aumentato in questo periodo l’uso di stupefacenti. 
Nel Regno Unito, l’Office for National Statistics (ONS) ha registrato lo scorso anno un raddoppio dei tassi di depressione (dal 10% al 20%). Ged Flynn, amministratore delegato di PAPYRUS Prevention of Young Suicide ha dichiarato: "Temo che un'intera generazione di giovani sentirà a lungo l'impatto dell'attuale crisi... Ogni giorno riceviamo un numero enorme di chiamate, messaggi, e-mail da parte di giovani con pensieri di suicidio". I giovani con meno di 35 anni che hanno avuto pensieri di suicidio sono aumentati col lockdown del 27% (e nel 90% dei casi è proprio per questo). Mind (un ente di aiuto alla salute mentale) ha registrato che l'80% dei giovani (18-24 anni) ha avvertito il peggioramento della propria salute mentale a causa della solitudine dovuta al lockdown. Così pure il 50% degli ultra-sessantenni.

Se parliamo poi del Giappone, che già da anni conosce un numero elevatissimo di sucidi, durante la pandemia il numero di suicidi (2.153 solo nell’ottobre scorso!) è stato comunque superiore a quello di morti per/con Covid-19.


 




10.01.2021

Covid-19: qualche notizia … diversa

La pandemia Covid-19 ha provocato un tracollo dell’economia mondiale, con una perdita di 1.000 miliardi di $ e un aumento del 40% di persone bisognose (saranno 235 milioni in più nel 2021).
Questo il quadro presentato dal Programma ONU per lo sviluppo. «Le prospettive delle esigenze umanitarie nel prossimo futuro sono le più desolanti mai pensate», ha detto Mark Lowcock, responsabile ONU degli Affari umanitari.
[fonte: L’Osservatore Romano, 5.01.2021]
L’unica economia che invece ha ottenuto risultati positivi è stata la Cina! Guarda caso …
Il 31 dicembre scorso, il Presidente cinese Xi Jinping ha addirittura brindato al 2020 che stava per finire come all’Anno d’oro della Cina!

A proposito di Cina … A Shijianzhuang, nella regione cinese del Hebei, pur con pochissimi cristiani, dalla vigilia di Natale è di nuovo vietato ogni tipo di celebrazione e di incontri per i Cattolici, perché sarebbero loro la causa dei 300 casi di Covid-19 (rilevati però il 4 gennaio), avendo avuto presunti contatti con missionari stranieri. Insomma, gli “untori” sono comunque i Cattolici. Questo, ha osservato qualcuno, ricorda l’accusa di Nerone ai primi cristiani per l’incendio di Roma! [fonte: AsiaNews (Shan Ren Shen Fu /山人神父), 8.01.2021]
Per lo stesso motivo le autorità di Pechino hanno deciso di chiudere tutti i 155 luoghi religiosi della capitale allo scopo di prevenire la diffusione della pandemia. [fonte: AsiaNews (Wang Zhicheng), 9.01.2021]

Nel 2020 i morti da (o con) Coronavirus (Covid-19) sarebbero stati nel mondo 1,8 milioni, risultando così un virus ad alta capacità di diffusione e variazione, ma in fondo con bassa mortalità (1-3%) (il virus Ebola, ad esempio, può raggiungere una letalità del 90%). Questo però ha messo in ginocchio il mondo.
Sempre nel 2020, i bambini uccisi per aborto volontario sono stati 42,6 milioni (senza considerare quelli uccisi dalle pillole abortive). Questo è invece considerato un diritto.
Gli aborti volontari si confermano così la prima causa di morte al mondo.
Al 2° posto (12, sempre in milioni di morti), abbiamo i morti causati da diverse malattie infettive (di cui 1,7 per HIV e 1 per malaria). Al 3° posto c’è il cancro (8,2), [al 4° posto i morti per fame o denutrizione (circa 8)], al 5° quelli per fumo (5,1), al 6° per alcool (2,5). Il Covid-19 si trova quindi al 7° posto (1,8). Seguono i morti per incidenti stradali (1,4) e per suicidio (1,1). [fonte: NBQ, 8.01.2021]

Non entriamo qui nel merito, al di là delle possibili cure (quasi censurate), della questione dei vaccini (e dei toni "messianici" con cui sono stati attesi e presentati), della loro efficacia (per un virus che continua a variare e la cui matrice è stata censurata dalla Cina, che infatti ha potuto quasi debellarlo  v. News del 27.10.2020 e del 16.08.2020), della varietà e rapidità della loro produzione (e relativi colossali interessi farmaceutici), della loro sperimentazione (sull'essere umano richiederebbe almeno 5 anni; per il virus HIV dopo decenni non ne siamo tuttora in possesso), sui loro effetti collaterali ipotizzati o da verificare (reazioni allergiche, infertilità, mutazioni del DNA?), perfino con alcuni casi già registrati di decessi, e sull’effettiva efficacia e immunità conseguente. Rimane poi la questione, con gravi valenze morali, della modalità di preparazione (ad es. con l’uso di linee cellulari di feti umani, persino appositamente ‘prodotti’ e abortiti?). Nei Paesi musulmani poi (v. ad esempio in Indonesia, il più grande Paese del mondo a maggioranza musulmana, che starebbe per adottare un vaccino cinese), a proposito della preparazione di detti vaccini, s’è posta persino la questione dell’utilizzo, come stabilizzante, di gelatina prodotta con carne suina, appunto proibita in tali Paesi. 
Nel mondo si pone dunque il problema, per la preparazione dei vaccini, dell’utilizzo di maiali e non quello di feti umani?

"In un prossimo futuro l’umanità potrebbe trovarsi a combattere sempre nuovi e più terribili virus"! Non si tratta di un allarmismo apocalittico sollevato da menti esagitate, ma di quanto ha detto nientemeno che all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) Michael Ryan, capo del “comparto emergenze” dell’OMS (Ginevra).








8.01.2021

Attacchi anticristiani in Paesi extra-europei (aggiornamenti)

Sia pur con minori episodi eclatanti, la persecuzione anticristiana nel mondo durante il 2020 è aumentata, specie in Africa (soprattutto in Nigeria). È quanto emerge, non solo dai missionari presenti sul posto (cfr. il PIME e l’autorevole agenzia Asia News), ma anche dai Rapporti annuali di Open Doors e di ACN (Aiuto alla Chiesa che Soffre).

Anche se in testa alla classifica della persecuzione anticristiana rimane da quasi 20 anni la Corea del Nord (dittatura comunista; qui tra l’altro decine di migliaia di cristiani sono internati nei “campi di lavoro”, in condizioni di vita spaventose, anche solo per aver pregato in casa o posseduto cose o libri religiosi), in genere si tratta di Paesi islamici (33 sui 50 Paesi dove il cristianesimo è perseguitato, 8 su 11 dove la persecuzione è particolarmente violenta) o comunque ad opera di musulmani.

Non affrontiamo qua la penosa situazione della Chiesa in Cina, dove quella Chiesa che non si sottomette ai comandi “religiosi” del governo (Partito comunista) continua ad essere fortemente perseguitata, nonostante gli accordi “segreti” e provvisori col Vaticano (firmati il 22.09.2018 e rinnovati per altri 2 anni il 22.10.2020).

Per rimanere in Asia, particolarmente critica è la situazione in Pakistan (v. anche News del 10.09.2020), dove la terribile “legge sulla blasfemia” (che permette di condannare a morte chiunque sia stato accusato da qualcuno di aver parlato male di Maometto o dell’islam) diventa spesso il pretesto per condannare a morte chi non è musulmano (oltre talora per personali motivi di odio o vendetta).
Particolarmente delicata, come del resto in quasi tutti i Paesi musulmani, è la situazione della donna, che se già nell’Islam è considerata “inferiore” rispetto all’uomo, nel caso osi essere cristiana diventa particolarmente oggetto di violenze (rapimenti, stupri, matrimoni forzati con musulmani e quindi obbligata a farsi musulmana). Solo in Pakistan si registrano almeno 1.000 casi all’anno. Di queste, molte sono semplici preadolescenti. (Ciò avviene anche in Egitto con le ragazze cristiane copte).

È ad esempio il caso di Neha (14 anni, data in sposa ad un uomo di 45 anni con altre mogli e figli e costretta a farsi musulmana). Così Komal Patras, minorenne e disabile, rapita 2 mesi fa a Lahore per essere data in sposa (schiava) a un musulmano.

Nel 2019 Associated Press ha potuto persino registrare un elenco di 629 ragazze e donne cristiane rapite in Pakistan e vendute come mogli in Cina!

Il 30.11.2020, a Rawalpindi, Sonia Bibi, una domestica di 24 anni, è stata uccisa dal giovane musulmano Shahzad perché si era rifiutata di sposarlo per non essere costretta ad abiurare da Gesù e farsi musulmana.

Ancora a Lahore, nel Natale scorso, subito dopo la liturgia (evangelica), giovani musulmani hanno cominciato ad offendere le ragazze cristiane con appellativi offensivi e proposte oscene. Alcuni ragazzi cristiani hanno cercato allora di farli smettere e difendere le ragazze. Ne è nata una zuffa. A quel punto più di 30 uomini musulmani sono intervenuti lanciando pietre, picchiando i cristiani e andando persino a danneggiare le loro case. Sette cristiani sono rimasti feriti, colpiti dalle pietre, e uno è stato ferito da un coltello. Alcuni musulmani hanno anche cercato di entrare nel luogo di culto ma sono stati fermati. Due sono stati consegnati alla polizia, che però li ha lasciati in libertà. [fonte: AsiaNews, 29.12.2020]

In Indonesia, nel remoto villaggio di Lemban Tongoa (isola di Sulawesi) c’è stato di recente un ennesimo attentato islamico contro i cristiani: abitazioni date alle fiamme e 4 uomini brutalmente uccisi (uno decapitato e un altro bruciato vivo); 700 cristiani hanno dovuto rifugiarsi negli uffici amministrativi del villaggio, protetti dalla polizia locale.

In Armenia, con la ripresa della guerra del Nagorno Karabakh e le chiese passate sotto il controllo azero, la persecuzione anticristiana ha avuto una brusca impennata. È circolato recentemente in rete il video di un soldato che entra trionfante in una cappella al grido di "Allah Akbar!" e spezza la croce. L'8.10.2020, le forze azere hanno bombardato e distrutto il Santo Salvatore, cattedrale armena a Shusha.
Sulle proteste degli armeni in Francia v. sotto News del 2.01.2021; una manifestazione di protesta armena c’è stata anche a Milano.

In Turchia i sacerdoti cristiani, assai spesso minacciati dai musulmani, sono costretti ad essere scortati delle forze dell’ordine, è loro interdetto qualsiasi dialogo con la stampa, specie internazionale, ed è loro altamente sconsigliato indossare pubblicamente l’abito sacro.
 

Passando all’Africa, dove appunto nel corso del 2020 c’è stato il maggior incremento di persecuzione anticristiana, specie ad opera dei musulmani radicali...
Nella Repubblica Democratica del Congo, pur essendo un Paese a maggioranza cristiana, il 28 ottobre scorso militanti islamici hanno fatto irruzione in un villaggio, massacrando in modo atroce 18 fedeli e dato alle fiamme la loro chiesa. L'attentato è stato rivendicato dall'ADF (Allied Democratic Forces), gruppo militante islamista che da oltre 20 anni compie attacchi violenti.

Nel corso del 2019, in Burkina Faso, gruppi jihadisti hanno ucciso 1.300 persone. Ma anche solo pochi giorni fa, un gruppo armato ha fatto irruzione a Pansi, un piccolo villaggio di contadini nei pressi di Sebba, uccidendo 24 persone, tra cui il catechista Philippe Yarga, tra i primi inviati dal vescovo in missione stabile nella zona. Ha poi dato alle fiamme la piccola chiesa. Ha pure ucciso una ventina di musulmani.
[Di tale attacco ha parlato L’Osservatore Romano del 31.12.2020 e persino il Segretario generale dell'ONU António Guterres]

Il caso forse più doloroso della persecuzione anticristiana in Africa è dato dalla Nigeria, Paese di 200 milioni di abitanti (il più popoloso dell’Africa), di cui il 46% cristiani e il 53% musulmani.
[Ce ne siamo occupati anche nelle News dell’8.09.2020, 16.01.2020 e del 25.12.2019]
I cristiani in Nigeria subiscono attentati con una frequenza impressionante (dicono che sia un miracolo che si possa celebrare tranquillamente una S. Messa) e anche molti sacerdoti vengono rapiti, perseguitati, minacciati.
In 20 anni in Nigeria sono stati uccisi circa 100.000 cristiani, in 21.000 attacchi, specie dei musulmani di Boko Haram e di al Qaida (43.242 uccisi), di pastori fulani (18.834) e di altri gruppi estremisti (34.233). Un vero “genocidio”, di cui quasi nessuno parla. 

Il gruppo islamico Boko Haram in 10 anni ha ucciso 36.000 persone e causato l’esodo di 2 milioni di persone (una parte delle quali vive tuttora in campi profughi protetti dall’esercito). Però nel 2016 i suoi attacchi si sono notevolmente ridotti, anche per interventi dell’esercito nigeriano (e di una forza militare cui partecipano anche Benin, Niger, Camerun e Ciad). In compenso è cresciuto il gruppo armato jihadista ISWAP (Islamic State West Africa Province), separatosi da Boko Haram e ormai ad esso antagonista, affiliato allo Stato Islamico, che opera soprattutto nella regione del lago Chad e che si estende anche in Niger, Ciad e Camerun.
Pare che recentemente Boko Haram abbia però allacciato rapporti con le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di droga e armi e che si finanzino coi sequestri di persona nel nord ovest della Nigeria. Così pare abbia stretto pure alleanze con i pastori (in genere musulmani) contro gli agricoltori (in genere cristiani).

Nel gennaio 2020 un seminarista di soli 18 anni, Michael Nnadi, rapito con altri 2 seminaristi, è stato ucciso a motivo della sua opera evangelizzatrice (quindi “in odium fidei”)!
Nei primi 6 mesi del 2020, nel solo stato di Kaduna (Nigeria centro-settentrionale), erano già stati uccisi 178 cristiani.
Nel luglio scorso abbiamo avuto questa tragica sequenza: il 10 sono stati uccisi 22 cristiani a Gora; il giorno dopo è stato assalito un villaggio e sono stati bruciati vivi 10 donne, un bambino e un anziano; il 19 sono stati uccisi 32 cristiani che partecipavano a una cerimonia nuziale; il 29 dei pastori Fulani hanno ammazzato 14 cristiani (13 dei quali della stessa famiglia).
Nel mese scorso (dicembre 2020) abbiamo avuto questa sequenza. Il 18 a Konduga (stato nigeriano del Borno) una ragazza di soli 17 anni si è fatta esplodere in mezzo a un gruppo di uomini, uccidendo 3 persone e ferendone gravemente altre 3 (il bilancio avrebbe potuto essere molto più grave se la ragazza fosse riuscita a raggiungere un punto più affollato della via, dov’era diretta); l’attentato è stato rivendicato da Boko Haram (questi attentati suicidi, un tempo frequenti, erano diventati più rari). La vigilia di Natale c’è stato un raid di Boko Haram nel villaggio di Pemi, a maggioranza cristiana: i jihadisti, arrivati a bordo di autocarri e moto, hanno incominciato a sparare ed hanno ucciso 7 persone (ma ne mancano all’appello altri), rapito un sacerdote, incendiato la chiesa e 10 abitazioni; hanno persino rubato quei generi alimentari che erano stati preparati per i poveri del villaggio in occasione del Natale e distrutto i medicinali del centro medico. C’è stato poi, sempre a dicembre, nello stato nigeriano del Borno, un brutale attacco in cui sono stati sgozzati decine di braccianti delle piantagioni di riso.
Non sono poi mancati i rapimenti (anche se pare solo ad opera di comuni criminali, per ottenerne un riscatto, talora anche solo di poche migliaia di $). Il 15 dicembre è stato sequestrato padre Valentine Oluchukwu Ezeagu, della Congregazione dei Figli di Madre Maria della Misericordia, liberato la sera del 16.
Particolarmente impressionante, il giorno 11, l’assalto armato (rivendicato falsamente da Boko Haram, in realtà forse attuato da comuni criminali) all’enorme collegio maschile cattolico (con 800 studenti di scuola secondaria) di Kankara, nello stato nigeriano di Katsina, col rapimento di 344 studenti! Dopo giorni di trattative con i rapitori, avviate dal governo locale e federale, sono stati quasi tutti liberati la sera del 17 dicembre, nel vicino stato di Zamfara dove erano stati trasferiti.
Il felice esito della vicenda non nasconde però la possibilità che possano avvenire in Nigeria tali clamorosi atti criminali. Anche se in questi casi pare appunto che si tratti non specificamente di atti d’odio contro i cristiani; tanto è vero che il giorno 19, sempre nel Katsina, sono stati rapiti (e liberati quasi subito) 84 studenti della scuola islamica Hizburrahim Islamiyya, mentre stavano tornando a casa dopo aver partecipato ad un momento di preghiera.







 

2.01.2021

Aggiornamenti sulla cristianofobia europea

In Europa (specie occidentale) gli attacchi più comuni contro i cristiani, cattolici in particolare, sono di tipo psicologico (discriminazione, derisione), culturale (menzogne ed esclusione dei contenuti cattolici dai centri di potere culturale e di diffusione di massa, compresi la scuola e i media), sociale (sempre più difficile prendere posizione in base alla propria fede, sia pur ragionevolmente fondata) ed ora persino giuridica (leggi statali non solo sempre più avverse ai valori cristiani, ma addirittura che rendono ‘reato’ agire in base alla morale cristiana, ad esempio restringendo sempre più l’obiezione di coscienza per leggi gravemente inique, fino a rendere proibito dare giudizi di valore cristiani, quindi contro la stessa libertà di coscienza, di pensiero e di religione). Si tratta di una cristianofobia che non solo falsifica i dati della storia e della realtà, ma emargina socialmente, così da rendere sempre più difficile, ad esempio per un ragazzo che cresce, pensare ed agire da cristiani.
[Nel sito, oltre a queste News, anche in Archivio, vedi pure la sezione Fede e Cultura, Fede e morale e i Dossier].
Non manca però, anzi è in crescita, anche la violenza fisica contro persone, luoghi e simboli cristiani; specie ad opera di musulmani, ma anche delle più oltranziste e intolleranti forze laiciste.

Vediamo taluni casi in alcune Nazioni.

Sulla presenza sempre più massiccia e spesso violenta dei musulmani in Svezia, v. News 5.09.2020.

Se nel Regno Unito nel 2019 avevamo già avuto 8 chiese incendiate (con dolo), nel corso del 2020 abbiamo avuto in Inghilterra 1.106 crimini in luoghi religiosi, tra cui 250 violenze contro le persone, 273 furti con scasso, 188 incendi e danni criminali e 371 furti.

Anche in Germania crescono gli episodi di violenza fisica contro i cristiani (81 documentati nel 2019) e sono numerosissimi gli attacchi contro i simboli cattolici (come, recentemente, la statua della Madonna decapitata il 22.10.2020 a Straubing).

Circa l’Austria, ad esempio il 29 ottobre scorso una cinquantina di musulmani ha fatto irruzione, in stile militaresco, in una chiesa a Vienna al grido di "Allahu Akbar", occupando confessionali e battistero.

Nella cattolicissima Polonia, specie dopo il responso della Corte Costituzionale contro l’aborto eugenetico (v. News del 23.11.2020 e 22.12.2020, ma anche 16.06.2020) si sono moltiplicati gli attacchi violenti contro le chiese e i cattolici (addirittura appoggiati e persino finanziati da Gazeta Wyborcza, di proprietà di Soros). Un sacerdote è stato accoltellato al petto mentre stava per iniziare la celebrazione della S. Messa; un altro è stato aggredito mentre difendeva in chiesa i suoi parrocchiani da un gruppo di manifestanti profanatori che vi si erano introdotti; altri due sacerdoti sono stati feriti.

La Spagna, con l’attuale agguerrito governo di sinistra (specie da quando è entrato in politica il Partito comunista Podemos), sta conoscendo una montante campagna d’odio contro i cattolici, che non pochi temono faccia ricordare la feroce persecuzione anticristiana durante la guerra civile del secolo scorso (in cui il Fronte Popolare, comunista e anarchico, uccise 13 vescovi, 4.184 Sacerdoti, 2.365 religiosi e 283 suore, oltre a migliaia e migliaia di laici cristiani, molti dei quali sono stati proclamati beati e santi, col titolo di martiri, negli ultimi decenni).
Oltre alla crescente campagna culturale e politica contro i valori cattolici (nuove leggi sull’educazione, contro le scuole cattoliche e l’insegnamento della religione, a favore dell’eutanasia, dei matrimoni omosessuali, ecc.), secondo il rapporto dell'Osservatorio per la Libertà Religiosa in Spagna, si sono moltiplicati gli attacchi sacrileghi (per non dire satanici) contro le chiese, con tabernacoli imbrattati o divelti, furti di Ostie consacrate, luoghi sacri vandalizzati con escrementi, croci e statue decapitate, incendi, fino ad arrivare ad aggressioni fisiche ai sacerdoti, persino durante la S. Messa. 
Fuego al Clero è l'ultima campagna 'social' d'odio anticattolico, con tanto di incitamento a bruciare chiese e attaccare sacerdoti e religiosi cattolici. L'appello ad azioni terroristiche che prendono di mira la cattolicità è apparso anche su Twitter, ma i suoi dirigenti spagnoli, nonostante le numerose denunce pervenute, si sono rifiutati di condannare e censurare tale campagna d’odio violento contro i cristiani (molti dei quali hanno allora reagito anche creando l'hashtag #Yoapoyoalclero).
C’è pure la campagna d’odio Brucerete come nel ‘36, scritta che è pure comparsa su molte chiese, come quella “la chiesa che più illumina è quella che brucia”; ed in alcune manifestazioni si canta “andiamo a bruciare la conferenza episcopale, machista e patriarcale”.
[fonte: NBQ, (Maria Garcia, Presidente dell'Osservatorio spagnolo per la libertà religiosa e di coscienza), 3.12.2020]

Crescono anche in Italia gli attacchi anticristiani (70 episodi nel 2019) e gli atti sacrileghi, come la decapitazione di statue di Maria Santissima (l’ultimo episodio è avvenuto il 26.11.2020 a Venezia-Marghera). Per non parlare dei crescenti divieti laicisti di molte amministrazioni pubbliche locali, persino di poter cristianamente pregare o presentare oggetti religiosi (Crocifissi, presepi, ccc) in pubbliche realtà.

Si veda ad esempio il caso della Regione Emilia Romagna, che qualche settimana fa ha negato al circolo culturale “San Tommaso” di Bologna l'iscrizione al registro delle Associazioni di Promozione Sociale perché, tra le varie attività svolte, compariva anche il Rosario settimanale, considerato «attività illegittima» (!) per un’associazione di questo tipo. La stessa Regione riconosce invece i centri di cultura islamica, che hanno tra le loro principali attività proprio quella di culto e preghiera (per non dire di propaganda anticristiana e antioccidentale). [fonte: NBQ, 17.12.2020]

Cosa succederebbe poi se anche in Italia, sebbene centro mondiale del cristianesimo, il Capo di Stato o di Governo o anche un sindaco parlasse di Gesù Cristo come “unico Salvatore del mondo”, così come lo scorso Natale ne ha parlato ufficialmente il Presidente USA Trump all’intero Paese?!



La situazione in Francia

È però la Francia la nazione europea che vede ogni anno il maggiore incremento di una drammatica “cristianofobia”, anche fisica, sia ad opera degli islamici radicali che di un bieco e intollerante laicismo.
Negli ultimi 10 anni gli atti anticristiani vi sono cresciuti del 285%. [v. anche News 20.01.2020]
Già nel corso del 2019 il Ministero dell’Interno ha registrato ufficialmente 1.052 atti “anti-cristiani” violenti, cioè una media di 3 al giorno, (a fronte di 687 atti antisemiti e 154 anti-islamici), con 996 “atti vandalici contro i luoghi sacri” e 144 attacchi contro le chiese cattoliche (di cui ben 21 incendiate)! Si sono contati anche 56 casi di minacce di questo tipo. In soli 2 mesi (febbraio/marzo 2019) si erano registrati 22 casi di chiese o cappelle brutalmente vandalizzate, 11 profanate, 21 saccheggiate, 3 incendiate; c’è stata anche la devastazione di una scuola cattolica, così come atti vandalici contro 3 cimiteri, oltre a statue della Vergine Maria dissacrate o decapitate.
Ricordiamo che, nonostante non sia stato dichiarato come doloso, proprio il 15.04.2019 (lunedì santo) ci fu il terribile incendio di Notre Dame (cattedrale di Parigi); ma neppure un mese prima (17.03.2019), sempre a Parigi, ci fu invece un altro incendio, questa volta sicuramente doloso e di chiara impronta anticattolica, nella chiesa di Saint-Sulpice (seconda per grandezza dopo la cattedrale). [cfr. News 11.03.2019 e 1.05.2019].
Alcuni atti vandalici contro le chiese hanno un’impronta chiaramente ‘satanica’, come quello nella chiesa di N. D. des Enfants, a Nimes, dove è stata composta una croce con escrementi umani, è stato saccheggiato l’altare e il tabernacolo, da cui sono state rubate le Ostie consacrate e poi gettate in una discarica (v. News 11.03.2019). A Lavaur, vicino a Tolosa, s’è cercato di appiccare un incendio nella cattedrale di Saint Alain e il braccio di un grande Crocifisso è stato rotto e attorcigliato fino a riprodurre un gesto osceno.
Tentativi di incendi dolosi di chiese si sono registrati anche a Saint Denis, Rennes, Pontoise, Nancy, Nantes, Revel, Rodez, …
Lo stesso governo francese è stato costretto, specie in occasioni delle grandi solennità cristiane, a diramare lo stato di “massima allerta” in prossimità di chiese e cattedrali.

Tra apostasia dal cristianesimo, nichilismo diffuso, intollerante laicismo e radicalismo islamico … c’è però anche una fervorosa minoranza cattolica.

È in fondo già dalla rivoluzione francese che, nonostante nei secoli la Francia sia stata considerata la 'figlia prediletta' della Chiesa (addirittura il Presidente francese ha diritto ad uno stallo nel Coro della cattedrale di Roma, S. Giovanni in Laterano), il cattolicesimo o viene brutalmente attaccato o viene ridotto ad una sfera solo intima e privata, senza alcuna possibilità di incidenza sociale.
 

Sarebbe illuminante riflettere anche in questo senso sul magistero di Benedetto XVI, ad esempio la lungimirante, ineccepibile e profonda analisi nella Lectio magistralis tenuta all’università di Regensburg il 12.09.2006 (leggi) - tanto inizialmente vituperata e stravolta dal potere mediatico - o il Messaggio per la Giornata della pace 2011 (vedi), dove sottolineò che i nemici della pace sono da una parte il fondamentalismo religioso e dall’altra il relativismo, che disprezza le religioni e le emargina in un angolo. Il terrorista islamista, che fa della sua legge il suo idolo è pericoloso; ma - sottolinea - è altrettanto pericolosa la superbia positivista che disprezza la religione gettandola fra i rifiuti oscurantisti della storia.

In Francia scompaiono (vendute, trasformate, demolite) quasi 50 chiese all’anno! ma nasce una moschea ogni 2 settimane!

Qualcuno aveva intelligentemente previsto (ad esempio il card. Giacomo Biffi) che questa Europa, se avesse continuato la sua corsa verso l’apostasia dalla fede cristiana, solo per poco avrebbe conosciuto un vuoto laicismo ed un ateismo teorico o pratico. Sarebbe con molta probabilità diventata non solo pagana (come esprime ad esempio l’attuale venerazione della dea Natura – “se venisse meno la fede cristiana, adorerebbero le bestie!”, aveva profetizzato già 2 secoli fa il Santo Curato d’Ars!), ma ancor sarebbe ben presto diventata musulmana. L’uomo non resiste a lungo nell’horror vacui!
E qualcuno, che ama presentarsi anche in Europa come nuovo sultano
(v. ad es. Erdoğan – cfr. News 4.09.2020, 5.03.2019 e 2.10.2018), sa bene che tale vuoto europeo, insieme al suo suicidio demografico, rappresenta una occasione storica preziosa per una nuova silenziosa ‘invasione’ musulmana, e non troverà come in passato un fronte cattolico contrario (come a Lepanto nel 1571 o a Vienna nel 1683), ma un vuoto laicismo, un multiculturalismo “relativista” e nichilista, che annienta ogni identità, fede e cultura.

Di fronte ad una falsa, offensiva e intollerante idea di laïcité, che si arroga persino il diritto di bestemmiare o di un Islam che si arroga persino la missione di uccidere gli “infedeli”, troviamo troppo spesso l’apostasia, il vuoto o il buonismo di un cristianesimo senza consapevolezza di sé e ormai venduto al New World Order.
Resiste solo un “piccolo resto” cattolico, dotato però per grazia di una nuova consapevolezza ed entusiasmo di fede. Lo si vede anche in certe liturgie (specie quelle antiche … e non si tratta di vecchi nostalgici ma di giovani e giovani coppie di sposi), con una partecipazione assai devota, e in molti monasteri, persino colmi di molti giovani monaci (specie quelli più legati all’autentica e bimillenaria tradizione cattolica). Tutto ciò non solo è in aumento, ma in certe circostanze, come abbiamo visto ad esempio nelle manifestazioni pubbliche per la difesa della vera famiglia, sa diventare ancora un vastissimo movimento di popolo!

Due postille sul laicismo francese (in questo caso però anche buone notizie)

Nelle News del 2020 (v. 19.06.2020) abbiamo parlato anche della celebre basilica del Sacré-Cœur (Sacro Cuore), sulla collina di Montmartre a Parigi, che, con gli oltre 10 milioni di visitatori annui, è il 2° monumento di Parigi più visitato! Avendo però solo poco più di un secolo, non godeva ancora del titolo ufficiale di “monumento storico”. Così il 13.10.2020 il Ministero della Cultura e la Commissione regionale per il patrimonio e l’architettura della regione in cui è inclusa Parigi hanno finalmente deciso di registrare questa celeberrima chiesa che domina tutta Parigi anche col titolo di “monumento storico”. Apriti cielo! Ci sono state subito reazioni “laiciste” (massoniche, comuniste, socialiste), come quella di Philippe Foussier (ex Gran Maestro del Grande Oriente di Francia) e Lionel Jospin (socialista, ex primo ministro francese ed ex candidato alla presidenza), che ha definito la basilica del Sacré-Cœur un monumento «reazionario, di cattivo gusto e simbolo di oscurantismo». [fonte: Il Timone/News, 23.10.2020]

Riguardo alle restrizioni francesi per far fronte alla pandemia da Covid-19, il governo Macron aveva indicato per tutte le chiese, indipendentemente dalla grandezza delle stesse, una partecipazione massima alle SS. Messe di 30 persone! Meno male che, di fronte all’irrazionalità di un tale provvedimento, ma anche alle rimostranze di vescovi e cattolici francesi, il Consiglio di Stato ha abolito il provvedimento. 

Significative le spiegazioni fornite dal Consiglio di Stato: «Nessun’altra attività autorizzata è soggetta a tale limitazione fissata indipenden-temente dall’area dei locali in questione»; il provvedimento del governo denotava «un carattere sproporzionato rispetto all’obiettivo di salvaguardia della salute pubblica e costituisce quindi, tenuto conto del carattere essenziale della componente in questione (libertà di religione), un’ingerenza grave e manifestamente illegale con questa ultima». Se poi qualcuno avesse pensato di paragonare le chiese ai cinema o teatri, il Consiglio di Stato ha precisato che «Se alcuni locali aperti al pubblico diversi dai luoghi di culto rimangono chiusi, le attività che vi vengono svolte non sono della stessa natura (che quelle delle chiese) e le libertà fondamentali che sono in gioco non lo sono lo stesse». [fonte: Il Timone/News, 30.11.2020] 
Una buona specificazione e una significativa differenza, che dovrebbero tener presenti anche altri governi ….


Il caso Cahrlie Hebdo
Diritto di satira? Libertà di informazione? O diritto di bestemmiare?
Quando la nota rivista francese di vignette satiriche Cahrlie Hebdo s’è permessa addirittura di disegnare la Santissima Trinità come un’oscena compagnia omosessuale (!), i cattolici sono rimasti pressoché in silenzio, purtroppo. 
Forse però non si era accorta che invece coi musulmani non si scherza! Come ricordiamo, di fronte alla satira/bestemmia contro Maometto, sono intervenuti nella sede della rivista con i mitra, facendo una strage: era il 7.01.2015.
Dopo 5 anni di silenzio, alla ripresa del processo su quella strage e di fronte a nuove vignette della stessa rivista contro l’Islam (poi persino contro Erdoğan - qualcuno ha ipotizzato che sotto ci sia il braccio di ferro commerciale tra Francia e Turchia, che si fronteggiano in Grecia, Armenia e Libia) il 29.10.2020 c’è stato il terribile attentato nella cattedrale di Nizza.
Il ventunenne tunisino Brahim Aouissaoui (sbarcato a Lampedusa solo 9 giorni prima*!), è entrato nella cattedrale di N. D. de l’Assomption di Nizza con un coltello di 30 cm. e, al grido di «Allah Akbar», ha sgozzato il sacrestano (Vincent Loqués, di 55 anni, sposato e con due figli), decapitata una donna di 60 anni (Simone Barreto Silva) e ferita un’altra donna (Nadine Dervilles, di 44 anni), che riuscì a scappare ma morì poco dopo.

* Chi ha coperto l’attentatore, sbarcato a Lampedusa? L’impressione è che abbia eseguito con estrema facilità un piano ben preciso: infiltrarsi tra i “migranti”, sbarcare a Lampedusa, transitare in Italia e raggiungere Nizza. Si dovrebbe indagare su: c’è un mandante in Tunisia? Ci sono cellule jihadiste attive in Italia che fanno da tramite tra Tunisia e Francia? Quali appoggi logistici hanno facilitato illegalmente il passaggio dall’Italia alla Francia? Se è vero che è stato visto a Bari “sempre al telefono”, con chi era in contatto? Chi lo ha accolto e armato a Nizza? [cfr. NBQ, 30-31.10.2020]

Forse i musulmani, che normalmente non hanno alcuna voglia di integrarsi in una società che considerano di infedeli e diabolica, non si sono ancora accorti che in Europa il cristianesimo (quelli che chiamano ancora “i Crociati”, dimenticando che sono stati fin dall’inizio loro ad invadere le terre cristiane, a cominciare dalla terra Santa, per non dire il nord-Africa e, in Europa, la penisola iberica e quella balcanica cfr. Dossier e Documento nel sito) è al lumicino e che lo stile di vita occidentale (espresso anche da Cahrlie Hebdo) non è affatto quello cristiano ma semmai il suo contrario.

Proprio a Nizza, il 14.07.2016, s’era già verificato un terribile attentato terroristico, quando un camion si lanciò contro la folla sulla Promenade des Anglais uccidendo 86 persone.
E ricordiamo che qualche giorno dopo, il 26.07.2016, a Saint-Étienne-du-Rouvray (Rouen), due estremisti islamici fecero irruzione in una chiesa durante la S. Messa e uccisero (sgozzarono) il sacerdote Jacques Hamel, di 85 anni, che stava celebrando.
 

Il vuoto dell’Occidente si manifesta anche in occasione del momentaneo shock provocato da questi attentati: frasi retoriche dei governanti (possibilmente restando sul generico e senza mai citare l’aggettivo “islamico”), fiori o candele lasciate sul luogo dell’attentato, il classico “minuto di silenzio” (cioè appunto di vuoto, non di preghiera!) negli importanti momenti pubblici o sportivi, magari il canto del nichilistico Imagine di John Lennon … e, in questo caso, la stupida identificazione con Cahrlie Hebdo («Je suis Charlie») … E alla prossima!

Meno male che il vescovo di Nizza, mons. André Marceau, celebrando nella sua cattedrale profanata e insanguinata una S. Messa “di riparazione”, ha osato dire: «No, non sono Charlie, io sono André Marceau! Dobbiamo essere noi stessi, con le nostre convinzioni. Certo, la libertà d’espressione è sacra in Francia, ma ognuno si prenda le sue responsabilità».

Anche l’arcivescovo di Tolosa, mons. Robert Jean Louis Le Gal, ha precisato: «La libertà d’espressione ha dei limiti come tutte le libertà umane. Non si ride impunemente delle religioni, si vede il risultato che questo dà».

Di fronte alla vignette satiriche di Cahrlie Hebdo, considerate offensive di Maometto e dell’Islam, ci sono state proteste di decine di migliaia di musulmani, specie al termine della preghiera del venerdì. Ci sono stati attacchi anche a Lione ed Avignone.
Anche all’estero si sono levate proteste contro la Francia e Macron: ad esempio in Libano (a Beirut in centinaia hanno cercato di assaltare l’Ambasciata di Parigi), a Gerusalemme, nella Striscia di Gaza e ad Islamabad (Pakistan). [fonte: Asia News, 31.10.2020]

In alcuni casi in Francia (ad esempio a Vienne, città a sud di Lione), ci sono stati pure scontri tra centinaia di Turchi (armati di spranghe, martelli e coltelli) e Armeni, che protestavano contro l’attuale nuova distruzione di cristiani in Armenia (con la ripresa della guerra del Nagorno Karabakh). La massiccia presenza della polizia francese ha impedito che la situazione degenerasse. Scontri analoghi sono avvenuti anche poco più a nord, nel sobborgo lionese di Décines-Charpieu, abitato appunto da armeni. 
Ma siamo ancora in Europa?

Il 22.10.2020, a Conflans (Parigi), il prof. Samuel Paty, di 47 anni, è stato trovato decapitato, dopo che aveva mostrato alla sua scolaresca, in una lezione sulla libertà di espressione, una vignetta satirica su Maometto.

Il Ministero degli Interni francese ha rilevato 8000 radicalizzati islamici, pronti ad attaccare col coltello. In 4 anni è riuscito a sventare 61 attentati terroristici islamici, ma negli ultimi 2 anni si sono comunque realizzati 34 attacchi da parte di questi gruppi.
Però nel corso del 2020 sono già stati liberati 700 islamici arrestati per terrorismo e sono previste per loro altre 500 scarcerazioni.
Il 26.11.2020 il Ministro degli Interni Gérald Darmanin ha ordinato finalmente di indagare su 76 moschee o luoghi di preghiera musulmana o scuole coraniche (16 solo in Parigi), dove pare che gli imam predichino l’odio contro l’Occidente e gli infedeli. Verranno controllati anche i loro finanziamenti dall’estero.

Per il capo dell’antiterrorismo francese, Jean-François Ricard, “l’obiettivo primario è comunque la Chiesa cattolica”!




 

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