Home
Un aiuto per...
News
Fede e cultura
Fede e morale
Sulle orme di..
Video
Contatti
Links
Dossier
Archivio
  

                                                  
Notizie
… controcorrente
 





Ecologismo [vedi Documento]
1. Ecologismo come ideologia vs teologia del creato (7.11.2021)
2. Alberi, elettrico, nucleare ... e altri miti (14.11.2021)
3. Sovrappopolazione? (21.11.2021)
4. Riscaldamento globale? (28.11.2021)



 

30.10.2021

Santi, fedeli defunti e ... diavoli

La trasformazione dei Calendari (si veda in proposito il nostro documento) non è solo una questione superficiale o dettata semplicemente da mode culturali o cambiamento dei costumi, ma nasconde da tempo (in Italia già dal Risorgimento, insieme alla “toponomastica” vedi dossier e documento) un vero e proprio progetto ideologico anticristiano.
Dobbiamo quindi prestare molta attenzione a non farci catturare in questo occulto progetto ideologico e mantenere invece l’autentico significato anche delle feste cristiane, così come ci è consegnato dalla bimillenaria storia della Chiesa Cattolica.
Nello smarrimento, per non dire apostasia, della fede cristiana, scelta o surrettiziamente indotta, le feste cristiane sono state infatti pian piano sostituite da altro, che di cristiano non ha più nulla o solo l’apparenza. Abbiamo così assistito allo svuotamento e commercializzazione del S. Natale di N. S. Gesù Cristo, diventata la vuota festa dell’inverno, piena di altrettanto vuoti auguri e regali; mentre da tempo la Sua Epifania (cioè: manifestazione) è diventata semplicemente la “Befana”, anche questa sulla via del tramonto, tranne che per qualche mercatino natalizio. Anche la S. Pasqua, celebrata la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera, si è progressivamente svuotata di significato ed è persino sempre meno sentita, tranne che per qualche breve viaggio primaverile, quando invece è la principale festa cristiana, essendo la celebrazione annuale della Risurrezione del Signore, centro di tutta la fede cristiana. Una festa talmente centrale che ogni settimana tale giorno della risurrezione del Signore (il cui nome dai cristiani latini è stato trasformato da “giorno del sole” a “giorno del Signore”, appunto Domenica), è il nuovo giorno santo cristiano, da santificare col riposo dal lavoro ma soprattutto con la partecipazione all’Eucaristia (mentre per gli ebrei è rimasto il sabato, cioè il 7° giorno, come recitava il 3° comandamento nell’Antico Testamento). Ultimamente anche la domenica ha quasi inavvertitamente cambiato nome, coinvolta semplicemente nella dicitura inglese “week-end”, quando invece è il 1° giorno della settimana (fine settimana è semmai il sabato, appunto il 7° giorno). Anche le grandi solennità mariane sono state eclissate dai nuovi nomi: così l’Assunzione di Maria Santissima (15 agosto) è diventata semplicemente “Ferragosto” e la sua Divina Maternità (celebrata nel ‘Novus Ordo’ il 1° gennaio, mentre nel ‘Vetus ordo’ è Ottava di Natale e circoncisione di Gesù, avvenuta come per tutti i maschi ebrei 8 giorni dopo la nascita) è semplicemente “Capodanno” (e pure nelle chiese s’è ridotta a “Giornata mondiale della pace”). Solo l’Immacolata ha retto con il suo nome, pure come festa civile (chissà perché!? non passerà però molto tempo e vedremo infatti la Sua vittoria globale!).

Anche la bellissima solennità di Tutti i Santi (Ognissanti), del 1° novembre (rimasta festa anche civile), se da tempo era passata già, nel sentire comune, a giorno dei “morti” (anche perché il 2 novembre, Commemorazione dei fedeli defunti, è lavorativo; un tempo, invece, le scuole davano vacanza), da qualche tempo, sulla scia inglese, si è ideologicamente inglobata nella nuova ritualità pagana di “Halloween”, della notte precedente (v. poi).

 

I fedeli defunti

Nell’autentica bimillenaria tradizione cristiana, se nella solennità del 1° novembre si celebrano, nella gioiosa “comunione dei santi”, tutti coloro che godono già della piena felicità del paradiso, cioè della vita stessa della Santissima Trinità (appunto “Tutti i Santi”, anche quelli non canonizzati e persino sconosciuti al mondo), il giorno dopo (2 novembre) i Cattolici intensificano invece la loro preghiera in suffragio delle anime del Purgatorio (non pienamente esatta anche l’attuale dicitura “Commemorazione dei fedeli defunti”, perché non si tratta appunto semplicemente di un ricordo dei morti, ma di preghiera per le anime del Purgatorio). Si tratta cioè di quei cristiani (non a caso chiamati “fedeli” defunti) che, pur essendo già chiamati anime “sante” del Purgatorio - comprese quindi in quella meravigliosa “comunione dei santi” che unisce noi, battezzati ancora pellegrini sulla terra (“Chiesa militante”), alle anime del Paradiso (“Chiesa trionfante”) e pure a loro (“Chiesa purgante”) - e già certamente destinate al Paradiso, hanno ancora bisogno di una purificazione (dolorosa, ma d’amore) per entrare nella piena comunione con Dio.
Noi possiamo (e dobbiamo) accorciare le loro pene, con le nostre preghiere, sacrifici, indulgenze ottenute per loro e soprattutto con l’offerta di SS. Messe in loro suffragio (non servono certo a loro i fiori, le lapidi, i vuoti ricordi e scritte, pur segno del nostro affetto); e loro, immensamente grati per questa nostra preziosa carità, che accorcia le loro pene, pregano intensamente per noi (non certo per portarci fortuna o darci i numeri del lotto ma soprattutto perché camminiamo sulla via di Dio, la sola che ci porta in Paradiso).

Però tutto ciò, a parte l’afflusso ai cimiteri e la vendita di qualche crisantemo, da qualche tempo si è svuotato di significato cristiano, per tornare in molti ad un livello quasi pagano (un vago culto dei morti); nei giovani, al di là dei ricordi personali, persino un abbandono; invece, a cominciare dai più piccoli, il tutto viene assorbito – anche per le forti pressioni mediatiche, culturali, commerciali e persino scolastiche - dentro appunto la festa di Halloween.
 


Qualche richiamo importante …

Sull’Aldilà, così come ci è stato rivelato da Dio stesso (in Cristo Signore) e dunque certissimo, vedi nel sito l’apposita catechesi e audio-catechesi.

Sull’importanza dei corpi e persino delle salme, in una vera antropologia cristiana, vedi nel documento/News sulla “donazione degli organi”, come pure quello sulla “cremazione”.

Sul significato delle Esequie (Funerali) cristiane, e su come purtroppo si siano ridotte (e persino abolite durante il lockdown 2020!), vedi ancora all'interno della Notizia/Documento del 5.10.2021.

Nello stesso documento, si veda anche un’importante precisazione su cosa significhi cristianamente prepararsi e far preparare alla morte.

Riportiamo i punti salienti di quanto detto e compiamo qualche ulteriore sottolineatura in merito…
 

Sul mistero della morte:

La scristianizzazione (apostasia) in atto in gran parte dell’Occidente fa sentire i suoi effetti anche proprio sul mistero della morte, in genere censurato e invece decisivo e con conseguenze eterne per ciascuno di noi (anche se uno non ci credesse!). Persino nelle chiese, nella predicazione, nelle catechesi, il fondamentale tema del nostro destino eterno (in teologia si dice i “Novissimi”) non viene quasi più trattato, quando invece è decisivo (in fondo Gesù è venuto soprattutto per questo, cioè per svelarci e donarci la salvezza eterna! e il Vangelo ruota tutto attorno a questo); oppure l’Aldilà viene ridotto ad una sorta di “happy-end”, dove un Dio (questo sì inventato a nostro piacimento e non più quello che è e si è rivelato in Cristo) accoglierebbe indistintamente tutti nella sua casa, al di là di ogni differenza di religione, di fede e di comportamento morale (togliendo in questo modo ogni doverosa passione e sforzo sia per la propria continua conversione che per la missione, cioè per portare la salvezza di Cristo agli altri che non lo conoscono o non lo seguono).
Così, nonostante che Dio sia venuto sulla terra per rivelarci cosa ci attende dopo la morte, per liberarci dall’inferno e donarci il paradiso e nonostante che tale autentica fede si sia mantenuta nella bimillenaria tradizione della Chiesa Cattolica, oggi anche nelle antiche terre di fede cristiana osserviamo attoniti un’ignoranza abissale dei contenuti della fede cristiana (anche sull'Aldilà, come se Dio non fosse venuto) o un’apostasia da essa.
Osserviamo quindi attoniti come molti battezzati, immemori o ignari della fede come della bimillenaria tradizione cristiana, approdino sempre più a credenze materialistiche e nichilistiche (annientamento totale dell’uomo con la morte, cosa peraltro contraria a ciò che l’uomo di ogni tempo ha sempre creduto, fin dalle origini della storia dell'umanità e ovunque ci sia stato un essere umano), pagane (riunificazione panteista con il Tutto o con la dea Natura), orientali (reincarnazione, Nirvana). Inoltre, persino tra i cattolici e nelle stesse comunità ecclesiali, ammesso che si creda ancora nell’Aldilà (visto quanto poco o nulla se ne parla!), i più credono ormai che Inferno e Purgatorio non esistano o siano vuoti (e lo sentono pure predicare da chi dovrebbe annunciare e spiegare la vera fede cristiana rivelataci da Cristo Signore)!

[Cfr. in proposito l’interessante libro, ancora in commercio, di Vittorio Messori Scommessa sulla morte, SEI 1982]

In realtà, la fede cristiana cattolica (rivelata da Cristo Signore e insegnata fedelmente dalla Chiesa Cattolica in questi 2000 anni) ci dice che al momento della morte, cioè quando la nostra anima si separa dal corpo (provvisoriamente, perché alla fine del mondo è destinata a riunificarsi col proprio corpo risorto), siamo immediatamente sotto il giudizio di Dio (“Giudizio particolare”), cui segue una triplice possibilità: o siamo già pronti per entrare pienamente nella comunione della Santissima Trinità (Paradiso), esito oggi statisticamente assai raro (vista la poca pratica cristiana), oppure abbiamo ancora bisogno di una purificazione per potervi accedere (Purgatorio), ma possiamo pure essere condannati all’eterna dannazione dell’Inferno (che non è riservato solo ai delinquenti). Alla fine della storia umana e del mondo, Cristo tornerà nella gloria e sarà il Giudice universale (anche di coloro che non lo conoscono o non ci credono!); allora le nostre anime si riuniranno ai nostri singoli corpi (risorti e trasformati dalla potenza di Dio in una nuova dimensione extra-spazio-temporale ed eterna), e in base al giudizio di Dio (e non alle nostre opinioni o a quelle degli altri) vivremo eternamente nella beatitudine eterna del Paradiso (partecipazione alla vita di Dio, Santissima Trinità) o nella dannazione eterna dell’Inferno (assenza eterna di Dio, in quanto rifiutato esplicitamente o implicitamente con la voluta permanenza nei peccati mortali – vedi nel sito l’elenco, tratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica – un’eterna infinita sofferenza, in quanto il nostro essere rimane creato e fatto per Dio). Allora terminerà anche il Purgatorio.
Questa è la vera fede (cioè la realtà!), rivelata da Cristo Signore e creduta e annunciata dalla Chiesa Cattolica!

Sul dovere di prepararci (e preparare) bene alla morte cristiana:

Dobbiamo quindi evitare di vivere distrattamente da questo destino eterno, come se non fossimo chiamati a questo e tutto ciò non fosse davanti a noi. Non c’è cosa più importante nella vita!
Tra l’altro, come ci invita spesso Gesù (cfr. Mt 24,44 e Lc 17,26-37), non sappiamo quando ciò avverrà (cioè quando sarà la nostra morte, anche se statisticamente è più probabile in vecchiaia ma come sappiamo può morire improvvisamente anche un giovane, così come non sappiamo quando sarà la fine del mondo); quindi dobbiamo stare sempre con l’anima pronta, cioè il più possibile “in grazia di Dio” (senza peccati mortali o, se commessi, da confessare il più presto possibile nel Sacramento della Penitenza).
Infatti, in quale stato sarà la nostra anima al momento della morte (quando comparirà subito di fronte al giudizio di Dio) sarà decisivo per il nostro destino eterno (di salvezza o dannazione). Per questo, così come non dobbiamo rimandare la nostra conversione o una buona Confessione, nella preghiera durante tutta la vita affidiamo quel momento decisivo alla materna intercessione di Maria Santissima in ogni Ave Maria (“prega per noi … nell’ora della nostra morte”)!
Fare una buona e santa morte è infatti una grazia che dobbiamo chiedere tutta la vita. Fino a non molti decenni fa, anche popolarmente si pregava per non avere una morte “improvvisa” (subitanea), non solo e non tanto per la paura di morire, quando per la paura di non essere spiritualmente pronti e di non avere neppure il tempo per ricevere i Sacramenti per "piamente" morire (Confessione, Comunione e Unzione degli Infermi) [persino nei cliché degli annunci funebri si parlava di decesso avvenuto “munito dei conforti religiosi”]. Invece oggi si pensa che il massimo sarebbe morire senza neppure accorgersene (al massimo se lo potrebbero invece permettere i santi, perché vivono sempre pronti, cioè in grazia di Dio).
Anche le sofferenze della malattia e dell’agonia possono essere preziose, unite a quelle di Cristo Crocifisso, per la nostra anima.

Allo stesso modo è pure cristianamente doveroso, sia pur con la dovuta delicatezza, che non sia nascosta una morte ormai vicina anche ai propri cari. Cristianamente parlando, la morte imminente (senza aspettare stati fisici o mentali che rendano ciò difficoltoso o impossibile) deve essere preparata con speciali preghiere (del sacerdote, dei familiari e dello stesso moribondo, che trova peraltro un proprio particolare patrono in S. Giuseppe, morto tra Gesù e Maria), soprattutto con la S. Confessione (anche dei peccati commessi in tutta la vita, se magari mai confessati e quindi ancora presenti nell’anima), l’ultima S. Comunione (chiamata non a caso “Viatico”, cioè che ci accompagna nel transito all’eternità) e il sacramento dell’Unzione degli Infermi (che da conforto all’anima e al corpo in questo difficoltoso e talora “estremo” frangente di vita). Questa è la morte cristiana!

La preghiera cristiana per i defunti:

Noi possiamo e dobbiamo pregare e far celebrare le SS. Messe in suffragio di tutti i defunti, anche se cristianamente ci si riferisce soprattutto ai “fedeli” defunti, cioè a coloro che sono morti nella fede cristiana e uniti a Cristo Signore, perché solo in Lui c’è salvezza (vedi catechesi).
Non si può ovviamente pregare per i Beati o i Santi, cioè per coloro che sono già stati ufficialmente beatificati o canonizzati dalla Chiesa, perché solo di loro si ha la certezza che sono in Paradiso; li preghiamo invece perché intercedano per noi e per la nostra salvezza.
Sarebbe ovviamente inutile pregare per i dannati dell’Inferno, visto che la loro condizione, per loro stessa scelta, non può cambiare per tutta l’eternità; ma la Chiesa non si è mai pronunciata sulla sicura dannazione eterna di un’anima, fosse stata anche la persona più malvagia, perché non sappiamo la sua vera soggettiva responsabilità o cosa sia intercorso tra quell’anima e Dio nei momenti prossimi alla morte.
Quindi di fatto tutte le preghiere per i morti riguardano le anime del Purgatorio, perché noi (non loro) abbiamo la possibilità di accorciarne il cammino di purificazione. Se tali anime per le quali preghiamo fossero già in Paradiso o se fossero invece subito all’Inferno – perché in Paradiso ci si va subito dopo la morte o dopo aver fatto il Purgatorio, mentre all’Inferno ci si va subito dopo la morte - tali preghiere o SS. Messe di suffragio vanno a beneficio di altre anime del Purgatorio, magari proprio quelle per le quali nessuno prega.

Le anime del Purgatorio sono immensamente grate per le nostre preghiere e sacrifici per loro, soprattutto per le SS. Messe fatte celebrare per loro; e ricambiano certamente con la loro preghiera e i loro aiuti per noi!

Sulle Esequie cristiane:

Se, come abbiamo appena ricordato, le preghiere e SS. Messe di suffragio possono essere offerte per tutti i defunti, invece le Esequie cattoliche (funerali in chiesa) possono essere officiati solo per i “fedeli” defunti, cioè per i Battezzati nella Chiesa Cattolica e che al momento della morte non risultino in chiaro e pubblico stato di apostasia, cioè o di abbandono pubblico della fede o di persistenza pubblica in stati di vita opposti alla legge di Dio (quindi, oltre all’apostasia dichiarata, chi aderisce ad associazioni o circoli anticattolici, od opta per stati di vita - ad esempio matrimoniali o di concubinato/convivenza - in chiara e pubblica opposizione alla volontà di Dio, che ha istituito per lo stato coniugale dei Battezzati solo il Sacramento del Matrimonio, unico e indissolubile fino alla morte del coniuge). [cfr. News 28.09.2021 e 5.10.2021]

La scelta della “cremazione”, se fatta in opposizione alla fede cristiana nella “resurrezione della carne” (come avveniva in passato) impedisce di avere un funerale cattolico; come pure se non sia garantito che le ceneri conseguenti alla cremazione siano regolarmente sepolte in un cimitero o luogo sacro (v. Notizia del 5.10.2021).

Un fedele cattolico, salvo le condizioni appena ricordate, ha il diritto ma anche il dovere di avere esequie cristiane (tranne che in occasioni che lo impediscano fisicamente) [grave che siano state ad esempio negate durante il lockdown 2020 dei primi mesi della pandemia Covid-19].

La scelta di un funerale civile, evidentemente, è chiaramente e pubblicamente una scelta anticristiana!

Una nota su certe attuali esequie cristiane (cfr. News, 28.09.2021).

Come purtroppo oggi avviene spesso nelle celebrazioni liturgiche (anche nelle SS. Messe, specie poi se celebrate in occasione di particolari eventi e Sacramenti, come Matrimoni, Prime Comunioni, ma anche Funerali, dove ci sono anche molte persone in genere non praticanti), la “sacralità” della celebrazione spesso svanisce, talora per colpa dello stesso celebrante (!), come se non si trattasse di un evento sacro, divino, ma solo umano! Così capita assai spesso che pure le Esequie cattoliche (funerali in chiesa) perdano un vero e proprio riferimento alla fede, al mistero di Cristo, al mistero stesso della morte e di ciò che sappiamo da Cristo stesso sull’Aldilà; spesso sono ridotte alla stregua di riti pagani, di elogi funebri, dove tutti sono già sicuramente in Paradiso (se c’è, mentre l’Inferno sicuramente non c’è!); in caso poi di defunti famosi o da notizia-TV partono persino gli applausi alla bara! Tutto è spettacolo...

Se i morti potessero parlarci
ci direbbero le cose come stanno nell’Aldilà, che ora vedono: cioè quello che Cristo ci ha rivelato e la Chiesa ci ha sempre insegnato. Ci chiederebbero ciò di cui hanno davvero bisogno (se sono in Purgatorio, per accorciarne il tempo e le pene): preghiere e penitenze per loro, soprattutto di far celebrare SS. Messe in loro suffragio (non importano tanto fiori, lapidi, elogi funebri, scritte, ricordi sentimentali o altre strane pratiche; oggi appunto persino gli applausi ai funerali!).
Inoltre ci supplicherebbero (come ci fa capire Gesù stesso, cfr. Lc 16, 27-28), visto che noi siamo ancora in tempo, di convertirci e di non perdere più tempo in vie inutili o che addirittura ci conducono verso la dannazione eterna!


 

Le Indulgenze
L’indulgenza è la remissione delle “pene” (residuo delle conseguenze del peccato grave, anche quando questo è stato confessato e assolto in Confessione) da scontare. Può essere “parziale” o “plenaria” (totale). Le indulgenze possono essere applicate alla propria anima (non ad altre anime di viventi, perché occorre una atto della libertà personale) o alle anime del Purgatorio.
Si possono ottenere (in gergo si dice “lucrare”), se accompagnate da un autentico spirito di conversione e di distacco dal peccato (si dice distacco “affettivo” dal peccato, anche veniale, cioè non più desiderato al fondo della nostra coscienza, almeno a livello conscio).
Sono innumerevoli le occasioni (luoghi, tempi, modalità) per ottenerle, goderne od offrirle. Quasi sempre si richiede, per ottenerne l’efficacia, la recente o prossima Confessione e Comunione sacramentale, unitamente a certe preghiere (per la Chiesa, perché in fondo le indulgenze sono un dono ottenuto per i meriti dei Santi e della Chiesa intera). Sono talora richieste o gradite anche particolari penitenze (si possono offrire a Dio anche quelle involontarie, che la vita stessa comporta), rinunce, forme di carità per i poveri o offerte di denaro per le opere caritative o a sostegno della Chiesa
(cosa che richiede peraltro il 5° dei 5 Precetti della Chiesa: “Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità” - vedi al termine dell’esame di coscienza presente nel sito) [falsa dunque la questione della “vendita delle indulgenze”, cui si aggrappò anche Lutero (si trattava di offerte liberamente inviate a Roma per la costruzione di S. Pietro; se invece si tratta di “simonia”, cioè di chi fa cose sacre col solo scopo di guadagnarci, allora sono gravi peccati sempre condannati dalla Chiesa – cfr. ad es. At 8,9-23)]. Si è soliti, anche in occasione della celebrazione della S. Messa fatta celebrare per una particolare intenzione, anche in suffragio di un fedele defunto, accompagnare questo preziosissimo atto di carità (nulla, neppure l’universo intero, potrebbe “pagare” il valore di una sola S. Messa, che è infinito, in quanto offerta al Padre del sacrificio della Croce di Cristo!) con un’offerta anche in denaro per il sacerdote celebrante [attualmente in Italia l’offerta è stabilita in € 10 (ma il sacerdote non può riceverne che una sola al giorno, appunto per evitare pericoli di simonia); quando c’è l’impegno di celebrare per un mese intero (30 giorni) per un fedele defunto, si parla di SS. Messe “Gregoriane” (dal Papa S. Gregorio Magno del VI sec. che promosse questa modalità dopo aver avuto un segno dal Cielo), attualmente con un’offerta di € 400 invece di € 300].


Come lucrare in questi giorni le indulgenze plenarie per i “fedeli defunti”:

Il 2 novembre:
- visita di una chiesa (tutte le chiese o oratori)
- recita del Padre nostro e del Credo
- preghiera per la Chiesa e secondo le intenzioni del Papa
   (Pater, Ave, Gloria)

- S. Confessione (negli 8 giorni precedenti o successivi)
- S. Comunione

Dal 1° all’8 novembre*:
- visita ad un cimitero e preghiera per i defunti
- recita del Padre nostro e del Credo
- preghiera per la Chiesa e secondo le intenzioni del Papa
   (Pater, Ave, Gloria)

- S. Confessione e S. Comunione (negli 8 giorni precedenti o successivi)

*: in data 27.10.2021 la Penitenzieria Ap., a causa dell’emergenza sanitaria, ha esteso il tempo al 30.11.2021

____


“Il diavolo probabilmente”

Come abbiamo sopra accennato, attualmente in Occidente la solennità di Tutti i Santi (1° novembre) e la preghiera per i Fedeli defunti (2 novembre) viene sempre più soppiantata, con forti pressioni mediatiche, commerciali e persino scolastiche, dalla festa di Halloween.

La ricorrenza di Halloween (la sera/notte tra il 31 ottobre e 1° novembre) potrebbe sembrare, visto anche il risvolto commerciale che procura, una sorta di “Carnevale” autunnale, che attira tanto i bambini e i ragazzi, con mostri o personaggi da cartone animato. In realtà, basti pensare al tipo di immagini, di maschere e di ritualità, per scorgere che si tratti di ben altro!
Avendo le proprie radici in antichi riti pagani (del mondo celtico), talora cristianizzati nel Medioevo (halloween = tutti i Santi), conservano però, sempre meno velatamente, ritualità e immagini che si riferiscono non solo al macabro mondo dei morti e dei fantasmi, cioè al regno dalla morte (da cui teschi e scheletri; anche i bambini li portano e si mascherano così! sospinti dagli stessi genitori e maestri che poi magari vogliono togliere i Crocifissi dalle aule perché oltre ad essere “di parte” e non “inclusivi” delle altre religioni turberebbero la serenità dei bambini!), ma persino a ritualità esoteriche, con risvolti talora velatamente o addirittura esplicitamente sataniche!
In tale circostanza (31 ottobre notte), infatti, sono pure occultamente celebrati particolari riti, in quei circoli, gruppi, sette e realtà di tipo non solo esoterico, occultista, spiritistico, ma persino appunto esplicitamente satanici (talora persino criminali -
v. nelle News del 6.07.2021 l'uccisione di una suora di Chiavenna, ora Beata, da parte di ragazze del posto entrate in un gruppo così)!
Comunque, la stessa simbologia e ritualità che in modo sempre più esplicito, anche se per molti inconsapevole, serpeggia in questa nuova festa pagana, nasconde sempre meno questa origine e finalità.

Tutto ciò, oltre ad essere pagano, è estremamente pericoloso (come sanno molto bene gli autentici “esorcisti”, cioè quei sacerdoti incaricati dal proprio vescovo per liberare dal demonio), anche se compiuto in modo inconsapevole o per gioco (ovviamente assai più pericoloso se invece voluto e praticato come vera ritualità satanica o anche solo spiritistica)! Non si scherza infatti col demonio! Quando certe simbologie e ritualità, apparentemente ingenue o semplici come un “giochetto”, alludono al mondo dell’esoterico, dell’occulto se non addirittura del satanico, permettono a Satana di entrare e regnare; ed è poi difficile liberarsene; può radicarsi come presenza in una persona, specie laddove trova già pronta nell’individuo una certa fragilità, con conseguenze che vanno dai disturbi psicologici (nei bambini anche nel sonno) o fisici, fino alla vera e propria “possessione” diabolica, oppure come presenza nei luoghi (“infestazione”)! [Persino nel celebre film, ormai storico, “L’esorcista”, che è certamente un po’ caricato dal punto di vista scenografico per farne quasi un film dell’horror (come è ritenuto) ma invece è teologicamente corretto, la bambina poi terribilmente “posseduta” si intrattenne all’inizio, guarda caso, con un apparentemente ingenuo giochetto esoterico]

Non bisogna mai scherzare col demonio, neanche per gioco o per espressioni che vorrebbero porsi come culturali o artistiche.

Ecco ad esempio alcune coincidenze (fortuite?) …

Nel 1983 a Torino (città dove storicamente pullulano sette e gruppi satanici) si volle festeggiare il Carnevale dedicandolo particolarmente ed esplicitamente al “diavolo”. In quel frangente, il 13.02.1983, mentre si proiettava il film “La capra” (che ruotava comicamente attorno al tema del diavolo), nel centralissimo cinema “Statuto” scoppiò un incendio che provocò la terribile morte per asfissia di 64 persone (esattamente 32 uomini e 32 donne) su 100 spettatori (pochi rispetto all’enorme capienza del cinema, perché quella sera in città infuriava una grande nevicata). (leggi)

A proposito di Torino e degli incendi (visto che il diavolo pare ami molto il fuoco, dato l’inferno dove regna!), ricordiamo come, poco prima di una prevista pubblica ostensione, proprio nella celebre cappella del Guarini del duomo torinese dove si conserva la “Sacra Sindone”, nella notte tra l’11 e 12.04.1997 un furioso incendio divampò e solo per miracolo un pompiere riuscì all’ultimo momento a salvare la preziosissima reliquia di N.S. Gesù Cristo (leggi - vedi). Il diavolo aveva già tentato di distruggere la Sindone nel 1532, quando si trovava ancora a Chambery (ne sono un segno gli evidenti rattoppi allora effettuati – vedi dossier Miracoli, n. 15).

Sempre a proposito di incendi, ricordiamo tutti come il Lunedì Santo del 2019 (15.04) prese fuoco la celeberrima cattedrale parigina di Notre Dame (ma, sempre a Parigi, hanno patito incendi, pure dolosi, anche altre chiese, tra cui quella di St-Sulpice, la più grande dopo Notre Dame, incendio doloso e avvenuto solo pochi giorni prima di quello della cattedrale parigina, il 17.03.2019 (cfr. News del 11.03.2019 e 2.05.2019).

Proprio il 31 ottobre del 2002, mentre le maestre facevano festeggiare ai bambini delle elementari la ricorrenza di Halloween, un terribile terremoto fece crollare la scuola “Francesco Jovine” di San Giuliano di Puglia (CB), causando la morte di 27 bambini e della maestra (su 8 insegnanti, 2 bidelli e 58 bambini presenti nel comprensorio scolastico). In quel terremoto non ci furono altre vittime in tutto il Molise. Certamente c’era responsabilità (perseguita penalmente) nella costruzione dell’edificio, ma …


In Vaticano
Benedetto XVI parlò esplicitamente dell’attacco di Satana (contro la Chiesa e i sacerdoti), anche nell’omelia per la Conclusione dell’Anno sacerdotale (vedi, anche al termine del Dossier Fatima). Ed è pure significativo che poco prima della sua Rinuncia volle far erigere all’inizio dei giardini vaticani una solenne statua dell'Arcangelo S. Michele, perché tenesse o respingesse Satana lontano dal Vaticano (statua inaugurata poi insieme a papa Francesco - fu tra l’altro il primo atto compiuto ufficialmente insieme, a 5 mesi dalla Rinuncia, il 5.07.2013, vedi e vedi).

Ricordiamo poi come la sera stessa della Rinuncia di Benedetto XVI (11.02.2013) un fulmine colpì in pieno la cupola di S. Pietro (vedi); e che la coincidenza con tale fenomeno meteorologico fosse non solo un’illazione da comari popolane ma abbia un significato ben più ampio è stato sottolineato nientemeno che da S. E. mons. Georg Gänswein (segretario di Benedetto XVI) in un celebre discorso tenuto il 20.05.2016 alla Pont. Univ. Gregoriana (quando incredibilmente parlò di un attuale “Pontificato allargato”!), dove in proposito disse esplicitamente: “di rado il cosmo ha accompagnato in modo più drammatico una svolta storica” (leggi).

Non possiamo poi non ricordare le impressionati immagini (e relativi inquietanti suoni) proiettate sulla facciata di S. Pietro, spettacolo offerto da potenti agenzie finanziarie, il giorno 8.12.2015 (vedi e ascolta, vedi, vedi, vedi) (e cfr. 1Pt 5,8-9), cioè proprio nella festa dell'Immacolata Concezione con cui iniziò il cosiddetto “Anno Santo della misericordia”. Qualcosa che, al di là dell’apparente richiamo animalista, già grave e incomprensibile in quel luogo e circostanza, è difficile non cogliervi qualcosa di inquietante e conturbante … che allude a ben altro!

In occasione poi del Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia (tenuto in Vaticano nell’ottobre 2019), il 4.10.2019 venne celebrato all’interno dei giardini vaticani, alla presenza del Papa, un rito pagano alla Pachamama* (vedi). Sempre con la statua della Pachamama, il giorno 7.10.2019 s’è quindi tenuta, con la presenza del Papa, una lunga processione dalla basilica di S. Pietro in Vaticano all’aula Paolo VI (vedi). Ufficialmente ciò è stato celebrato come segno dell’inculturazione della fede in America latina e del ritrovato attuale rispetto per le culture indigene; ma di fatto s’è trattato di un rito idolatrico, panteista, magico, dai contorni terrificanti se non satanici (a quella divinità pagana venivano offerti numerosissimi sacrifici umani, anche cuori ancora pulsanti estratti da corpi anche di bambini)!

* Pachamama in lingua quechua (una lingua arcaica delle Ande) significa "Madre Terra". Si tratta di una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l'altipiano andino, come “dea” madre, della terra, dell'agricoltura e della fertilità. Fa da coppia al dio-Sole. 

Erano i giorni in cui la pandemia da Covid-19 cominciava a diffondersi dalla Cina (che nei primi mesi censurava il fatto) al mondo intero. Dopo 5 mesi l’Italia entrava in lock-down e per quasi 3 mesi la stessa Basilica e piazza di S. Pietro rimasero inaccessibili e vuote! (ancor oggi il Vaticano ha accessi limitati dal green-pass)!
[vedi News/Documento del 16.03.2020 (sulla nascente pandemia)]
Non si scherza con Dio…! e neanche col demonio!


Al Colosseo

Dal 27.09.2019 all’ingresso del Colosseo (che nei primi secoli dell’era cristiana fu pure luogo del martirio di migliaia di cristiani) troneggia la conturbante statua di Moloch, idolo pagano e satanico.
Anche in questo caso, ufficialmente si trattava di una mostra su Cartagine, storico avversario della Roma imperiale; ma di fatto Moloch era un idolo pagano (cananeo e fenicio), con tratti diabolici, che richiedeva il sacrificio umano persino di bambini; un’atroce divinità che infatti anche l’Antico Testamento biblico individua e condanna come antitetico al Dio biblico (Jahvè) (cfr. ad es. Lv 18,21).


Il marchio della bestia?

Qualcosa che sfugge ai più ma che potrebbe avere anche dei tratti “preternaturali” si coglie anche in riferimento alla cosiddetta pandemia Covid-19 (si ricordi che la Cina, da cui è partita, è un sistema politico ateo che si oppone esplicitamente a Dio, cfr. News, 2.03.2020!) e alle sproporzionate, irragionevoli e catastrofiche decisioni prese dai governi in conseguenza, ufficialmente per farvi fronte, ma che a fatica ormai nascondono altre logiche. Oltre al tracollo economico (e psicologico) di interi settori sociali, economie e perfino Nazioni, si fa fatica a cogliere la logica (vedi News/documento) di certe gravissime imposizioni sociali, dal lockdown fino all’attuale inoculazione obbligatoria di vaccini (“sieri genici”) sperimentali e talora con gravissime conseguenze persino letali. Oltre al possibile tracciamento elettronico e globale della vita dei cittadini e alla soppressione di fondamentali diritti democratici, tali decisioni, forse persino al di là della consapevolezza degli stessi Capi di Stato o di governo, assumono dei contorni che sfuggono ad un’interpretazione puramente umana. [Significativo in proposito che nelle numerosissime e ingenti manifestazioni di protesta che spontaneamente e pacificamente si sono sollevate in questi giorni in Italia e nel mondo, siano pure apparsi segni espliciti di fede, dalla presentazione e recita del S. Rosario (persino da semplici operai!) alle immagini dell’Immacolata e pure di S. Michele Arcangelo (tradizionalmente invocato dalla pietà cristiana contro il demonio)!]
Senza entrare qui nel merito di quanto sta accadendo (vi abbiamo fatto più volte documentato riferimento, cfr. News/documento del 19.06.2021 e del 12.10.2021, ma già nel 2020, a cominciare dal Documento/New del 16.03.2020), avevamo già sottolineato - certo senza nessuna certezza esegetica o di attuazione storica nell’attuale frangente, ma neppure senza relegare la stessa Parola di Dio a vaga profezia immaginaria! - come tutto ciò, alla luce poi di un evidente scontro in atto tra le forze anti-cristiche [basti pensare all’apostasia dalla fede in corso, persino nella Chiesa (e cfr. Catechismo C.C. n. 675) e alle ideologie e leggi diametralmente opposte alla legge divina rivelata che si stanno promuovendo ad ogni costo in Occidente] e la speciale presenza di Maria Santissima nel nostro tempo (l’Immacolata, il cui Cuore presto trionferà!), assomigli però molto a quanto afferma il Libro della Apocalisse (che è Parola di Dio!), anche su questo punto, cfr. ad esempio in Ap 13,16-17: “(La seconda bestia) faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è 666”.


 

Al Quirinale

Infine, com’è noto dal 15 ottobre è in corso al Quirinale (Scuderie del Quirinale, 15.10.2021/9.01.2022) la mostra intitolata esplicitamente “Inferno”, con tanto di “Porta dell’Inferno” (l’immensa e agghiacciante statua di A. Rodin, giunta per l’occasione appositamente da Parigi).
Anche in questo caso, ufficialmente la mostra è allestita per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Ma non c’era altro per ricordare il sommo Poeta o la stessa Divina Commedia? Perché non qualcosa piuttosto del Paradiso dantesco (ad es. il modo sublime, tanto da diventare testo liturgico, con cui Dante nel XXXIII canto, cioè alla fine della Divina Commedia, presenta la Madonna! vedi al termine della nostra pagina di preghiere mariane), visto tra l’altro che il Quirinale, abitato dai Papi fino a quando (il 20.09.1870, vedi) non sono stati cacciati dai Piemontesi (che hanno incamerato anche questo straordinario e prestigioso Palazzo, facendone la dimora del Re d’Italia e poi del Presidente della Repubblica), incorpora pure una cappella con tanto di Santissimo Sacramento (Gesù Eucaristia)?
Ricordiamo in proposito come Dante, nel III canto dell’Inferno, ci presenta la celebre iscrizione che indica appunto “la porta dell’Inferno” (perché almeno si ricordi ciò che di tremendo può aspettarci, se non ci convertiamo!):

“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina potestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore;

dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, o voi ch’ intrate”.


C’è un nesso tra tutto questo?

Tutto ciò, per non dire ovviamente altro (!), è solo una pura coincidenza casuale, una farneticante visione “complottista”, un paranoico “millenarismo”? Oppure si sta attuando un disegno, magari proprio quella battaglia finale di cui parla esplicitamente la Parola di Dio (cfr. Ap 12), per non dire di quella terribile “prova finale” che la Chiesa stessa deve attraversare prima del ritorno di Cristo (e di cui parla appunto per la prima volta in modo esplicito il Catechismo della C. C. ai nn. 675/677)?
Il Cielo (Dio stesso, attraverso le incalzanti apparizioni mariane e le visioni di molti mistici e santi) non ci sta forse da tempo preparando a questo scontro, che non è solo umano?
Cosa sta accadendo?
Sono proprio sicuri i potenti di questo mondo di poter avere in mano la situazione e di governarla?
Meglio non scherzare col demonio!
Meglio prendere ora sul serio i richiami del Cielo, sempre più incalzanti e urgenti!

 

Se qualcuno poi volesse ancora tentennare o rimanere nel dubbio (che però può essere molto pericoloso perché, come dice molte volte Gesù, potrebbe trovarci impreparati e quindi perdenti! – cfr. Mt 24,44 e Lc 17,26-37), si lasci almeno provocare da questa semplice immagine cinematografica (che abbiamo già citata nella News del 13.02.2021), tratta dagli ultimi fotogrammi (vedi) di un celebre film del 1977, del grande regista francese Robert Bresson, con un’ultima espressione apparentemente casuale o popolare e che offre invece significativamente il titolo al film stesso (che Bresson aveva girato per presentare la dissoluzione culturale e sociale seguita al ’68, cercandone una causa recondita): Il diavolo probabilmente
 


 

_______________________________



 

24.10.2021
Notizie varie
 

Sodoma e Gomorra (se ne occupa anche Nature)
Com’è noto, le città bibliche di Sodoma e Gomorra furono distrutte da Dio a causa dei loro gravi peccati, specie quelli che dalla prima di quelle due città prendono infatti il nome (“sodomia”, cioè i rapporti omosessuali - cfr. Gn 19,1-29 - oppure ora è proibito citare anche la Bibbia?). Si salvò solo Lot, nipote di Abramo, e la sua famiglia, avvisati dagli angeli inviati da Dio perché uscissero da Sodoma e, in quanto rimasti fedeli a Dio e lontani dalle perversioni di quella città, non fossero coinvolti nel tremendo castigo che Dio stava per infliggere.
Ebbene, trattandosi di fatti così remoti (siamo all’inizio della storia della salvezza, cioé della storia biblica, quindi quasi 3700 anni fa), molti pensano che si tratti di miti, la cui storicità ci sfugge. In realtà, anche se si tratta ancora dell’Antico Testamento, è comunque Parola di Dio, dunque veritiera.
Trattandosi poi dell’area attorno alla zona meridionale del Mar Morto (oggi assai ridotto a causa dello sfruttamento idrico del Giordano da parte di Israele, fiume immissario con acque già lì di forte salinità), che finisce nel sale a motivo dell’ovvia impossibilità di avere un emissario (trattandosi della massima depressione terrestre: - m. 400 s.l.m.), alcuni studiosi vi vedono persino un riferimento alla moglie di Lot, ridotta ad una statua di sale, secondo il racconto biblico, per essersi voltata a guardare la distruzione di Sodoma.
Invece, il 20.09.2021 Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo, ha pubblicato un articolo che potrebbe riguardare proprio questo fatto biblico. Si rileva infatti che un’enorme esplosione abbia interessato l’area attorno al Mar Morto (dove si trova anche Sodoma) nel 1650 a.C.; così che 15 città e 100 paesi della zona furono distrutti e abbandonati per 300-600 anni. Una di queste città, nota agli archeologi, è ad esempio Tall el-Hammam: una città che doveva essere costruita con milioni di mattoni di fango, di cui gli scavi archeologici ne hanno scoperti alcuni, che risultano fusi, almeno con temperature superiori ai 1400-1600 gradi; nelle fondamenta della città si è trovato poi iridio, metallo raro sul nostro pianeta ma assai presente negli asteroidi.
Gli studiosi che si interessano del caso (archeologi, geologi, geochimici, geomorfologi, mineralogi, paleobotanici, sedimentologi) tendono ad escludere che si sia trattato di incendi, eruzioni vulcaniche o terremoti, ma propendono per l’ipotesi dell’impatto di un asteroide o una cometa.
Ci sono infatti forti analogie con quanto avvenuto ad esempio a Tunguska, in Siberia, nel 1908, dove un meteorite o una piccola cometa (di m. 50) ha generato un’energia mille volte superiore a quella della bomba atomica di Hiroshima, interessando un’area di km. 25.
Quanto avvenuto quella volta attorno al Mar Morto, potrebbe dunque essere stato qualcosa del genere, ma di possibili dimensioni maggiori: un asteroide (o piccola cometa) avrebbe impattato l’atmosfera a 61.000 km/h e all’altezza di m. 4000 è esploso generando una palla di fuoco di circa 2000°C di temperatura (in grado appunto di fondere mattoni come quelli ritrovati) e con un’onda d’urto di 1.200 km/h (cioè una pressione di 50 ton/cm
2), in grado di polverizzare ogni cosa (anche le mura della città, spesse m. 4) e di uccidere tutta la popolazione.
Fu questa la fine di Sodoma e Gomorra? 
(leggi)

Attenzione! Tali fenomeni cosmici non sono poi così rari. Un asteroide del genere (OR2 1998, di km. 1,8 di larghezza e km. 4,1 di lunghezza, veloce 8,7 km/sec.) è passato relativamente vicino alla Terra anche il 29.04.2020 (cfr. News, 30.04.2020)!  
"Estote parati”! (cfr. 
Mt 24,44 e Lc 17,26-37)



Quando il S. Rosario salva ... anche fisicamente
Quando il 6.08.1945 gli americani (aeronautica militare USA) sganciarono la prima bomba atomica della storia sulla città giapponese di Hiroshima (una città peraltro con una notevole densità di cattolici rispetto alla media giapponese), lo scoppio (a m. 580 dal suolo) provocò immediatamente l’uccisione di 80.000 persone (il numero salì a 200.000 con coloro che morirono in seguito all’esplosione e alle radiazioni da essa prodotte) e il 90% degli edifici fu letteralmente raso al suolo!
Nell’area particolarmente colpita (dove non ci fu alcun sopravvissuto nel raggio di 1500 metri dal centro dell’esplosione!) c’era una piccola comunità di 8 Gesuiti (la Compagnia di Gesù è presente in Giappone, tra alterne persecuzioni, da circa 5 secoli). Solo la loro piccola casa non andò distrutta e nessuno di loro morì! Al momento dell’esplosione stavano tutti insieme recitando il S. Rosario! 
(leggi)  Un monito per il nostro futuro?!



L’università “La Sapienza” di Roma
Quasi tutte le Università della storia sono state fondate dalla Chiesa Cattolica, compreso la prima (a Bologna), La Sorbona (a Parigi; la sua prima sede era addirittura nel cortile di Notre Dame), Oxford e Cambridge (i cui "Colleges" hanno infatti stupende enormi cappelle simili a cattedrali gotiche).
Anche l’Università “La Sapienza” di Roma, centro della Cattolicità e dove il Papa governava anche la vita civica, fu fondata da un Papa (Bonifacio VIII), nel 1303 (è dunque una delle più antiche del mondo), col titolo di “La Sapienza di Dio”.
Ovviamente, dopo la presa di Roma da parte dei Piemontesi (20.09.1870, 
vedi e vedi), fu subito “laicizzata”, non solo come proprietà ma come indirizzo culturale (massonico e anticattolico).

Il 17.01.2008 doveva farvi visita, su invito del Rettore, Papa Benedetto XVI, per l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico 2007/2008. Joseph Ratzinger, che fu docente in alcune delle più prestigiose università tedesche (Bonn, Regensburg, Tübingen) anche da Papa poté visitare molte prestigiose università del mondo e incontrare diverse realtà accademiche [Ratisbona (12.09.2006, leggi il celebre e stupendo discorso, immediatamente strumentalizzato e criticato in chiave anti-islamica), Tubinga (21.03.2007), Praga (27.09.2009), Madrid (19.08.2011), Washington (17.04.2008), Pavia (22.07.2007), Parma (incontrata in Vaticano, 1.12.2008), ed altre, oltre ovviamente ai molteplici incontri con le prestigiose Università Pontificie con sede in Roma ed altre Università cattoliche, a Roma (Lumsa, 12.11.2009; Cattolica, 3.05.2012) e nel mondo]. In quelle occasioni, incontrando il mondo accademico (docenti e studenti) Benedetto XVI ha sempre tenuto discorsi di altissimo profilo culturale (come lui sapeva fare), così come quando ha incontrato le realtà culturali più prestigiose del mondo (cfr. ad esempio l’incontro col mondo della cultura al Collège des Bernardins a Parigi, il 12.09.2008 vedi).
Invece a Roma, centro mondiale della Cattolicità e città di cui il Papa è Vescovo, molti docenti, studenti e organi accademici dell’Università “La Sapienza” (fondata appunto da un Papa), hanno sollevato mille obiezioni e contestazioni, così che due giorni prima dell’evento Papa Benedetto XVI è stato di fatto costretto a declinare l’invito 
(facendo però giungere e rendendo pubblico il testo dell’eccezionale discorso che vi avrebbe tenuto – leggi).

In questi giorni è stato assegnato il Premio Nobel per la Fisica al prof. Giorgio Parisi. Avrà certamente competenze di primo piano nel mondo della fisica, ma non certo sul piano storico e sul rapporto tra Chiesa e cultura e tra fede e scienza, per non dire sulla libertà di espressione. Docente appunto all’Università “La Sapienza”, Parisi fu uno dei 67 docenti che si opposero pubblicamente alla visita di Benedetto XVI in quella università romana, con un comunicato ufficiale che è stracolmo di luoghi comuni sull’opposizione tra scienza e fede e soprattutto sul “caso Galileo” (leggi) [cfr. invece nel sito il documento e il dossier su cosa fu davvero, documenti storici alla mano, il cosiddetto “caso Galileo”, perché quello cui si riferisce il prof. Parisi è quello inventato 2 secoli dopo Galileo dalla polemica anticattolica e scientista appunto del XIX secolo!]

Ironia e beffe della storia e della mentalità laicista italiana: la stessa Università romana (La Sapienza), l’anno dopo (11.06.2009) accolse invece con tutti gli onori il leader libico colonnello Muammar Gheddafi, che poté incontrare gli studenti e il mondo accademico nell’aula magna e tenere un discorso di elogio dell’Islam!
Solo 2 anni dopo (il 20.10.2011) il leader libico fu ucciso dalle forze dell’ONU, USA (Obama) e francesi, che volevano cavalcare le cosiddette “primavere arabe”, da loro promosse, ma hanno invece gettato la Libia nel caos, pericolosissimo per l’Italia, sia per le risorse energetiche (metano e petrolio) che ci fornisce, sia per la questione dell’immigrazione clandestina proveniente dalle coste libiche.



Vertici anglicani si convertono al cattolicesimo
Nella News del 19.05.2018 (in occasione del matrimonio del principe inglese Harry), avevamo fatto cenno ad alcuni dati storici circa la separazione degli Anglicani dalla Chiesa Cattolica (nel sec. XVI) e alla terribile persecuzione da essi operata contro i Cattolici; un’ostilità anti-romana che segna non poco ancor oggi la loro mentalità, guardando dall’alto in basso i Cattolici denominati come “romani” e “papisti” (avevamo sottolineato come anche Meghan Markle, cattolica, per sposare il principe Harry ha dovuto ufficialmente “abiurare” dalla Chiesa Cattolica e farsi anglicana).
Nel corso di questi 5 secoli non sono però mancate grandi conversioni dall’anglicanesimo al cattolicesimo; una delle più significative, se non altro per lo spessore anche intellettuale della persona, fu quella di John Henry Newman (1801 - 1890), un teologo e filosofo inglese, già presbitero anglicano, che divenne cattolico nel 1845; fu ordinato sacerdote cattolico due anni dopo (non essendo certo valida la sua Ordinazione precedente) e venne poi creato cardinale (senza essere vescovo) da Leone XIII nel 1879. Decisivi, illuminanti e di grandissima levatura intellettuale e spirituale, i suoi scritti sono un patrimonio enorme offerto alla Chiesa, al mondo, alle nostre menti e alle nostre anime. Benedetto XVI l’ha proclamato Beato il 19.09.2010, durante il suo straordinario viaggio nel Regno Unito (vedi).
Recentemente gran parte della Chiesa anglicana, che nel mondo conta 42 milioni di fedeli, ha conosciuto degli sbandamenti ideologici di notevole gravità, giungendo persino ad avere sacerdoti e vescovi non solo sposati, ma anche donne o addirittura omosessuali conviventi!
Anche a causa di questo, ma non solo, moltissimi anglicani, compreso sacerdoti e vescovi (che di fatto non lo sono in quanto non creati nella “successione apostolica” ma nominati dalla Regina, che ufficialmente è capo della Chiesa anglicana dai tempi appunto di Enrico VIII, che si separò da Roma e fece la “sua” Chiesa nel XVI secolo), hanno compreso che dovevano tornare nella autentica fede e comunione della Chiesa Cattolica (l’unica, quella istituita da Cristo Signore). Il fenomeno di riconversione al cattolicesimo è talmente vasto, anche se avversato dai loro connazionali anglicani, che Benedetto XVI li ha ufficialmente accolti (compreso sacerdoti e vescovi) il 4.11.2009, con la Costituzione Apostolica Anglicanorum coetibus (vedi), costituendo per loro degli “Ordinariati personali” (con delle provvisorie ed eccezionali dispense dal celibato per quei sacerdoti e prelati che risultassero già sposati e con prole e comunque da ordinare di nuovo, o meglio per la prima volta, data appunto l’invalidità delle precedente ordinazione anglicana).
Come abbiamo sottolineato nella News del 21.12.2019, tra i Vescovi di particolare importanza che sono tornati nella piena comunione cattolica c’è anche Gavin Ashenden, che fu non solo un noto predicatore anglicano pure in televisione ma addirittura dal 2008 al 2017 ricoprì l’importante incarico di Cappellano di Sua Maestà la Regina Elisabetta II.
Nel mese scorso anche il vescovo anglicano Jonathan Goodall di Ebbsfleet ha abbandonato l’anglicanesimo e si è fatto cattolico.
In questi giorni ha abbandonato la Chiesa Anglicana ed è tornato alla Chiesa Cattolica anche un altro importantissimo vescovo anglicano, Nazir-Ali (figlio di un musulmano convertito, proveniente dal Pakistan, era il più giovane vescovo anglicano e fu persino candidato ad esserne il Primate) e presto sarà ordinato sacerdote cattolico. Il prelato, tra l'altro, ha riconosciuto la subordinazione della Chiesa e della fede anglicana al relativismo della modernità e del pensiero unico dominante, asserendo testualmente che «lo scisma della Riforma è ormai esaurito»! 
(leggi)



Germania … islamica
Già altre volte ci siamo soffermati sulla crisi della fede cristiana (cattolica o luterana) in Germania, nonostante la Chiesa Cattolica tedesca sia molto ricca e superorganizzata e faccia molto parlare di sé (cfr. News 2.05.2021 e 18.02.2020); così come abbiamo altre volte sottolineato la forte e crescente presenza islamica nel Paese [addirittura sostenuta economicamente dalla Turchia di Erdoğan (cfr. News 2.10.2018 in occasione della sua solenne “visita di stato” in Germania; cfr. pure News 5.12.2019 e 5.03.2019)].
In Germania vivono infatti ormai 4,5 milioni di musulmani. Così, solo nella città di Colonia ci sono 35 moschee, tra cui la più grande di Germania, inaugurata solennemente da Erdoğan nel 2018.
L’amministrazione civica di Colonia aveva però allora vietato che da tali moschee si levasse, mediante altoparlanti, il richiamo pubblico dei “muezzin” alla preghiera (sono brani del Corano cantati in tono arabo 5 volte al giorno, a cominciare da prima dell’alba, com’è tradizione islamica e come avviene ad esempio nei Paesi arabi). Ebbene, in questi giorni l’amministrazione comunale di Colonia ha deciso di scendere un poco a compromesso, cominciando a permettere il richiamo pubblico sonoro dei muezzin (mediante altoparlanti fissati sui tetti o sui minareti delle moschee) per la preghiera islamica del venerdì (per 5’, dalle 12 alle 15 e con volume non troppo alto)!
Il sindaco (sindaca) della città, Henriette Reker, si è così vantata della decisione presa: “Colonia è la città della libertà e della diversità. Vi suonano le campane di molte chiese. È giusto che i musulmani abbiano il loro richiamo. Permettere la chiamata del muezzin per me è un segno di rispetto”.
Ecco dove arriva la cancellazione del proprio passato
(così infatti voleva l’Illuminismo e la rivoluzione francese, vedi), l’apostasia dalla propria fede, l’abbandono delle propria cultura, tradizione, identità (chiamati dispregiativamente “sovranismo”) e dove porta l’accoglienza, la tolleranza, il multiculturalismo e il dialogo interreligioso senza discernimento.
Non è difficile immaginare che, mentre le chiese saranno sempre più vuote o vendute, tra non molto nel cielo di Colonia e di Germania (per non dire dell’intera Europa Occidentale) risuoneranno gli alti richiami del Corano, 5 volte al giorno, già prima dell’alba, come avviene appunto nei Paesi islamici.
Peccato che nella maggior parte dei Paesi musulmani siano vietate le chiese, i campanili, le campane e spesso (come avviene in Arabia Saudita), si rischia il carcere anche solo se si è trovati a leggere pure privatamente il Vangelo!


________

 



 

18.10.2021

Dalla "rivoluzione sessuale" del '68 al nichilismo attuale
... ma albeggia pure la "
controrivoluzione"
(leggi)




12.10.2021

Virus, vaccini, governo ... e la logica (sparita)
 (leggi)




Sul morire ...
5.10.2021: Cremazione  (leggi)
28.09.2021: Donazione degli organi  (leggi)
21.09.2021: Eutanasia  (leggi)




8+14.09.2021

Notizie controcorrente ... sull'Inquisizione
(leggi)


 

31.08.2021

Cina: ultime notizie



Dall’interno del Paese …


Il Partito Comunista Cinese compie 100 anni

Quest’anno il Partito Comunista Cinese celebra 100 anni di vita. Tra eliminazione fisica di avversari politici e dissidenti, morti causati dalla rivoluzione marxista-maoista, decessi per sfinimento e torture nei campi di rieducazione, morti di fame causati da ideologiche politiche economiche (v. politica del “Grande balzo in avanti” del 1958/1962) e bambini obbligatoriamente abortiti (per la politica del permesso del solo “figlio unico”), si può attribuire al Partito una carneficina di oltre 500 milioni di morti: “la più grande macchina di morte della storia”, come qualche autorevole analista ha ricordato (leggi)! Vi si aggiungano, anche nel presente, le limitazioni o soppressione delle principali libertà (religiosa, di coscienza, di pensiero, di informazione). Negli ultimi 2 anni non si dimentichi poi la responsabilità per la pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo, se non altro per il ritardo e la censura con cui nel 2019 è stata ammessa, per non dire le responsabilità diretta o indiretta del laboratorio militare di Wuhan, da cui il virus Covid-19 è partito [cfr. News del 27.10.2020, 16.08.2020, 13.04.2020, 2.03.2020]Ancora in questi giorni gli autori di due articoli sul Covid-19 “vietati” dal Partito sono stati condannati a 15 mesi di prigione. (leggi)

Ebbene, in Cina si festeggia il grande Centenario e il presidente Xi Jinping rivendica con orgoglio questa storia. Persino la Chiesa Cattolica “Patriottica” (cioè quella fedele al Partito, oggi promossa anche dal Vaticano) è costretta a festeggiare il Centenario.
E in Occidente, invece di chiedere un processo per crimini contro l'umanità, si prende la Cina come "modello".
(leggi)
 

I Laogai

Tuttora la Cina possiede quasi 1.500 Laogai. Ufficialmente sono campi di detenzione, ma in realtà sono veri e propri campi di concentramento, con lavori forzati non retribuiti per 17 ore al giorno, centri di rieducazione mentale-culturale (lavaggio del cervello secondo l’ideologia comunista), dove si attuano pure continui stupri e torture di donne (come riporta un autorevole servizio della BBC) (leggi). Ecco la terrificante testimonianza di una reclusa che vi è riuscita a sopravvivere (leggi)
I detenuti vengono anche usati per il prelievo forzato di organi (rivenduti dal governo).

[Anche E. Galli della Loggia si chiede sul Corriere della sera se il Ministro degli esteri Di Maio, tanto accalorato nel promuovere la novella “Via della seta”, sia cieco e ipocrita - (leggi)]


Il culto della personalità

Nei confronti poi dell’attuale Capo di Stato, Xi Jinping, è in atto da parte della dittatura comunista un vero “culto della personalità”. Dopo essersi presentato addirittura come l’unico Assoluto (e così deve essere predicato persino nella chiese, v. News del 2.03.2020), la sua dottrina (il suo pensiero politico), già inserita nella Costituzione, da quest’anno sarà anche materia di studio obbligatoria in tutte le scuole cinesi, dalle elementari all’università (leggi).


Figli … solo col permesso del governo

Per molti anni il governo comunista, per far fronte all’enorme popolazione cinese (1,4 miliardi di persone), ha vietato di avere più di un figlio, provocando così 300 milioni di aborti forzati (uccisioni anche al momento della nascita). Ora invece anche la Cina (contrariamente all’Europa occidentale che va incontro al “suicidio demografico”, anzi sarebbe già morta, se non altro per l’impossibilità di pagare le pensioni e i servizi sanitari alla popolazione invecchiata, se non ci fossero gli immigrati, con tutti i problemi che ciò comporta) s’è accorta che la denatalità non diminuisce ma accresce i problemi sociali ed economici (meno figli non sono solo meno bocche da sfamare ma anche meno mani per lavorare e più anziani che non si riesce più a sostenere). 
I dati del 2019 hanno infatti rilevato che le nascite erano calate del 18%; e ciò ha preoccupato il partito e l’ha spinto ad abbandonare il controllo delle nascite 
(leggi). Per questo da quest’anno il Governo/Partito permette anche il 3° figlio! (leggi)
Rimane comunque incredibile che sia il Partito (dittatura comunista) a stabilire il numero di figli di una coppia!



Virologia e genetica per scopi militari

Il Partito non si fa scrupoli, di nessun tipo. Il progresso scientifico deve essere messo al servizio della politica, anche per scopi militari. Non si tratta di preparare solo sempre più potenti bombe atomiche, ma di produrre sempre più micidiali bombe batteriologiche. Infatti il laboratorio biologico di Wuhan, da cui è partito il Covid-19 (cfr. News 27.10.2020, 16.08.2020) è militare ed è ora totalmente in mano all’esercito cinese. Tra l’altro la produzione/modificazione artificiale di questi “virus” è estremamente rischiosa, in quanto potrebbe sfuggire di mano agli stessi artefici, non solo appunto per il pericolo di fuoriuscite, accidentali o volute da qualcuno, comunque poi incontrollabili, ma anche per la capacità di tali “virus modificati o artificiali” di riprodursi e produrre “varianti” sempre più potenti e inattaccabili, dove persino i cosiddetti “vaccini” non farebbero che ulteriormente rafforzarli!

Inoltre, il Partito-governo mette pure la "genetica" al servizio di scopi militari. Avevamo già visto gli studi per preparare “militari geneticamente modificati” e rafforzati (cfr. News del 31.12.2020). Ora la Reuters rivela che la Bgi Group, multinazionale cinese di test prenatali, da anni collabora con l’esercito cinese (Esercito Popolare di Liberazione), mettendo a disposizione dati e campioni di DNA di madri ignare e dei loro feti (leggi). Si tratta di “ingegneria genetica” per imparare a modificare il DNA umano in modo da produrre appunto soldati “potenziati” e persino “trans-umani” (il transumanesimo non è più oggetto da fantascienza, ma un dichiarato progetto, anche negli USA) o addirittura per annientare l’uomo (un progetto satanico)!
C’è chi seriamente ipotizza che anche i cosiddetti vaccini possano già essere prodotti e usati a questo scopo, secondo una logica se non bellica almeno malthusiana (cioè di artificiale riduzione drastica della popolazione mondiale) ... comunque diabolica!

Sistemi di controllo di massa

Allo stesso modo, il potere comunista cinese non si fa scrupoli di mettere la loro sempre più potente tecnologia al servizio del controllo di massa all’interno del Paese e dello spionaggio all’estero (cfr. News del 2.03.2020 e News/documento del 1.07.2021).

Il Governo cinese vuole piazzare l'installazione di 500 milioni di telecamere, per localizzare (in soli 7') ogni postazione del cittadino nelle città (in carti casi anche nelle abitazioni private!); ma si serve anche degli immensi "big data" dei suoi colossi come Alibaba, Baidu e We Chat, per individuare e archiviare i dati sulle scelte, acquisti, gusti personali e altre caratteristiche dei cittadini. Anche il potenziale 5G, che sta pian piano coprendo il mondo (peraltro con grave inquinamento elettromagnetico) può essere asservito a questo scopo.
Siamo passati dal proverbiale “Dio ti vede” all’attuale “il Governo ti vede!”.

Come abbiamo visto (cfr. News del 2.03.2020), con il nuovo “Sistema di Credito Sociale” il governo rileva i comportamenti dei cittadini (ranking), li valuta con un punteggio e li premia o li castiga con forti conseguenze (vantaggi o svantaggi) personali e sociali.

Telecamere, sistemi di riconoscimento facciale, tracciamenti elettronici vari, 5G, stanno permettendo un vero controllo di massa. È venuta ancora in anteprima mondiale dalla Cina la proposta di un “passaporto sanitario” obbligatorio per permettere i viaggi internazionali e persino per molte attività interne (all’inizio la proposta fece rabbrividire il mondo ed oggi è invece già diventato un obbligo per molti Paesi, Italia in primis) (cfr. News del 28.11.2020).

A proposito di controllo sociale e degli smartphone: il caso Grindr
Il governo cinese obbliga le società tecnologiche di comunicazione a fornire i propri dati di raccolta di informazioni, tutti i dati degli utenti, le loro comunicazioni private, le loro scelte e persino la loro ubicazione. A ciò contribuiscono anche le nuove “app di geo-localizzazione”, così che i nuovi incontri interpersonali resi possibili da tali sistemi, anche a scopo sessuale, rendono gli utenti (che acconsentono a tale utilizzo, altrimenti le app non funzionano) facilmente ricattabili, oltre che controllabili.

Una di queste “location-based app” è Grindr (spesso utilizzata per incontri anche a sfondo sessuale, etero ed omo). Grindr (27 milioni di utenti) è una società che era californiana, ma nel 2016 è stata acquisita (per $ 93 milioni) dalla società cinese Beijing Kunlun Tech. Solo dopo la vendita gli USA si sono accorti di quale rischio poteva comportare che il governo cinese possedesse tale app e relativi dati utenti; per cui nel 2020, su richiesta del governo USA, è stata ricomprata da una società statunitense per $ 608 milioni. Però, nella fase di proprietà cinese (2016/2020), la Grindr ha consentito a operatori di terze parti di accedere ai dati personali di milioni di utenti, inclusi i loro dettagli personali (ad esempio in riferimento perfino all’HIV). La società ha negato di aver fornito tali dati-utente al governo cinese, ma un ex dipendente ha dichiarato al Los Angeles Magazine che la Cina ha la forza per obbligare persino un potente azionista cinese della Grindr anche negli USA a fornire questi dati. (leggi)
Risulta che nel 2018 (cioè durante la proprietà cinese) l’app di geolocalizzazione “Grindr” sia stata utilizzata 16 volte anche all’interno di aree molto riservate della Città del Vaticano e in orari notturni (il che potrebbe rendere la CdV ricattabile dalla Cina anche ad altissimo livello, ad esempio compromettendo il curriculum di una potenziale autorità ecclesiastica o di una nomina episcopale) (pillarcatholic.com : Location-based apps pose security risk for Holy See).

La Cina sponsorizza addirittura l’organizzazione di hacker RedDelta.

Il sistema di sicurezza informatica Recorded Future ha rilevato che nel 2020 RedDelta ha compiuto intrusioni, oltre che ad Hong Kong, pure nella Città del Vaticano ed in importanti istituzioni ecclesiastiche, come il PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere, che gestisce anche AsiaNews), sia in Italia che in Cina.


Hong Kong … disperata

Hong Kong, terminato il periodo di appartenenza inglese, è stata politicamente annessa alla Cina (nel 1997), sia pur (fino al 2047) come Regine amministrativa speciale; ma, per la pressione sempre più forte del governo cinese, vede ridursi sempre più i proprio margini di libertà, anche a livello dei diritti fondamentali dei suoi cittadini (cfr. News del 4.06.2020).
Tale situazione ha provocato com’è noto numerose e forti proteste sociali, duramente represse. Ora risulta pure, tra i cittadini di Hong Kong, una crescita esponenziale di gravi disturbi mentali e di suicidi.
(leggi)



Due potenti tempeste di sabbia

Il governo, cioè il Partito comunista cinese, si crede il “padrone del mondo” e il Presidente una nuova divinità (cfr. News del 2.03.2020) … ma, prima ancora del giudizio di Dio (cui tutti saranno sottoposti, con esiti eterni), anche il creato sembra talora impartire all’uomo qualche lezione di umiltà.
Così il 14.03.2021 Pechino è stata colpita dalla peggiore “tempesta di sabbia” degli ultimi 10 anni
(leggi); ed anche il 25.07.2021 una terribile tempesta di sabbia ha inghiottito Dunhuang, nel nord-ovest del Paese (vedi). La visibilità è scesa a m. 5 e l’aria è diventata quasi irrespirabile.
Ricordiamo inoltre che la Cina è il Paese più inquinato (e inquinante) del mondo – e ciò nel silenzio complice anche dei catastrofisti del clima e della demonizzazione della Co2 – con una produzione del 28% delle emissioni mondiali di anidride carbonica (ma il Presidente Xi Jinping assicura la “decarbonizzazione”, entro il 2060 …!).



 

Il controllo e la sottomissione della Chiesa

Come abbiamo sopra ricordato, persino la Chiesa (“patriottica”) è costretta a celebrare il Centenario del Partito Comunista Cinese, che ha prodotto milioni di martiri cristiani! Ha infatti ricevuto delle precise direttive dal Partito. Un ulteriore segno che il governo comunista, nonostante i recenti accordi col Vaticano, non solo vuole sottomettere la Chiesa ma ne vuole persino fare un “megafono” della sua propaganda. Così i cattolici cinesi sono ora costretti a celebrare i loro più grandi persecutori. (leggi
Secondo molti osservatori, dopo la firma dell’Accordo con la Santa Sede (accordo provvisorio e segreto, firmato nel 2018 e prorogato nel 2020 per altri 2 anni), la persecuzione del governo cinese contro i cattolici (specie quelli non ufficiali che non si sono sottomessi al Partito come fa invece la “Chiesa patriottica”) è addirittura aumentata. L’Accordo sino-vaticano riguarderebbe solo la nomina di nuovi vescovi, ma avrebbe lasciato in sospeso le altre questioni. Invece le forze di polizia hanno messo vescovi agli arresti domiciliari, comminato multe altissime ai fedeli, cacciato parroci dalle chiese, arrestato sacerdoti e seminaristi. 

[leggi - AsiaNews, 22.05.2021]

Ricordiamo che in tutta la Cina l’ingresso nelle chiese e la partecipazioni alle attività parrocchiali (compreso il catechismo) è proibito ai minori di 18 anni! (cfr. News del 2.03.2020)
 

Ultime notizie …

Il vescovo di Xinxiang (Prefettura apostolica dell’Henan, che conta 100.000 cattolici, ma non è riconosciuta dal governo), mons. Giuseppe Zhang Weizhu, è stato arrestato il 21.05.2021 da 100 poliziotti (della provincia dell’Hebei, a sud di Pechino) insieme a 7 suoi sacerdoti (4 professori di Seminario) e 10 seminaristi; sono stati pure sequestrati tutti i loro effetti personali. La loro sorte rimane ancora sconosciuta. Mons. Weizhu, 63 anni, è stato ordinato vescovo nel 1991 ed ha già subìto diversi periodi di prigionia.

La diocesi di Xinxiang usa come seminario una piccola fabbrica di proprietà di un cattolico dell’Hebei. Seguendo le direttive dei “Nuovi regolamenti sulle attività religiose”, la fabbrica è stata chiusa e il direttore dell’impresa è stato arrestato. Poiché la Prefettura apostolica di Xinxiang non è riconosciuta dal governo cinese, in quanto non appartenente alla Chiesa “patriottica”, tutte le attività di sacerdoti, seminaristi e fedeli sono considerate “illegali” e “criminali”. Dato l’enorme dispiego di forze di polizia per questo intervento del 21.05.2021, si pensa ad un raid programmato per estirpare questa chiesa clandestina. Ora i poliziotti stanno cercando altri seminaristi che sono riusciti a fuggire e stanno andando di casa in casa alla loro ricerca. Se scoprono che vi sono segni riconducibili alla fede cattolica (croci, statue, immagini sacre, foto del papa, ecc.), i possessori vengono multati e gli oggetti sequestrati e distrutti.

Come abbiamo già altrove ricordato (cfr. News/Documento del 3.08.2021), il 27.07.2021 anche p. Giuseppe Liu, della diocesi di Mindong (Fujian), avendo rifiutato di aderire alla “Chiesa patriottica”, è stato arrestato dalla polizia. Dopo 10 ore di torture, 6 poliziotti lo hanno costretto a firmare l’adesione alla Chiesa “patriottica”.
Si pongono poi in atto sempre nuovi sistemi di controllo. Da pochi giorni a Qiqihr (distretto Meilisi Daur, regione nord-orientale del Heilongjiang) le autorità cinesi hanno introdotto il “Sistema di ricompensa per la segnalazione di reati di attività religiose illegali”, compreso atti di culto non autorizzati. Si tratta di un nuovo sistema di controllo fondato sulla delazione di privati, con un “premio” che può raggiungere anche 1.000 yuan (circa $ 150). Chiunque può compiere tale denuncia, anche rimanendo anonimo, per lettera, per e-mail o per telefono. Cosa siano però le attività religiose considerate illegali rimane molto sfumato: si va dalla questione Covid-19 (assembramenti proibiti) a qualsiasi attività che non si sottometta al governo (ad esempio per chi non partecipa alla Chiesa patriottica). Riguarda anche l’impossibilità di distribuire materiale religioso (stampe o pubblicazioni) all’esterno dei luoghi di culto o di promuovere donazioni “non autorizzate”.
Tale sistema è già in uso in altre parti della Cina, come il distretto di Boshan nello Shandong
 (leggi).



Rapporti esteri della Cina …

Cina-Russia

La progressiva conquista del mondo da parte della Cina potrebbe provocare gli USA ad uno scontro (anche Biden alterna aperture e minacce); ma la Russia di Putin (cfr. News del 29.01.2021) non sta a guardare e intensifica invece i rapporti commerciali con la Cina (con cui peraltro confina per Km. 4.250; nella regione nord-orientale della Cina, cioè lo Heilongjiang, si parla addirittura russo).
Nelle prime settimane del 2021 il “Ministero per lo Sviluppo economico” della Russia ha organizzato una sorta di presentazione delle regioni russe per gli investitori cinesi, cui ha fatto seguito (8.02.2021) un “Indice di prospettiva delle regioni cinesi per il commercio con le compagnie russe” ad opera dell’Unione Russo-Asiatica degli industriali e imprenditori. Molte aziende cinesi opereranno in Russia e la Russia avrà molti interessi in Cina. Particolare importanza avrà appunto la regione cinese dello Heilongjiang (confine russo), sia per questi scambi commerciali tra i due enormi Paesi sia per le vie di comunicazione tra di essi 
(leggi). Negli ultimi 15 anni gli investimenti privati cinesi in Russia sono giunti a 56 miliardi di $; godono anche di tassazioni agevolate, con visti e facili permessi di soggiorno. Al contempo la Russia sta costruendo due centrali nucleari in Cina (Tianwan) (leggi).

Russia e Cina … in Afghanistan
Un rapporto privilegiato tra Cina e Russia riguarda anche il contrasto al terrorismo islamico. Dopo il tracollo della situazione in Afghanistan, il problema si manifesta infatti con ancor maggiore gravità e urgenza. Russia e Cina sono comunque interessate a riempire il vuoto lasciato dagli Stati Uniti, a cui tutti i media dei due Paesi continuano a rimproverare gli errori che hanno portato alla crisi attuale 
(leggi)

Ecco poi delle notizie già apparse nella News del 19.08.2021:

Se escono gli USA entrano Cina e Russia (leggi)
Cina e Russia si stavano preparando da tempo al ritiro degli USA e al rientro dei “Talebani” (leggi) [AsiaNews, 16.07.2021]
Una minaccia e una sfida permanente per l’Occidente? (leggi) [Corriere della sera, 13.08.2021]


Cina – Israele

È noto che il grande potere di Israele dipenda anche dalla forza economica che gli Ebrei hanno negli USA, da cui l’appoggio incondizionato degli USA (e persino dell’ONU) alle scelte di Israele in Medio Oriente. 
Ora però, specie dopo le sciagurate scelte dell’amministrazione Obama (& H. Clinton), sia in Libia (provocando il caos) che a sostegno delle cosiddette “primavere arabe”, per concludere con la tragedia della Siria (demonizzazione di Assad) e l’occulto sostegno addirittura dell’ISIS (Stato Islamico), l’importanza degli USA in Medio Oriente è in costante declino. Dopo le guerre in Iraq e Afghanistan, la presenza USA e ONU sta facendo vedere proprio in questi giorni il fallimento della loro “missione” (v. News del 19.08.2021). La Russia di Putin ha mostrato invece di non essere più un rudere del comunismo, ma, anzi, che senza il proprio intervento non si può pensare di giungere ad alcuna soluzione dei gravi problemi di geopolitica. Ed ora c’è ovunque la presenza potente e senza scrupoli della Cina! Ed ecco che spunta allora l’interesse di Israele per la Cina e persino un accordo tra i due Paesi (che preoccupa molto gli USA)!
(leggi) 
Nei mesi scorsi il Ministro degli Esteri cinese (Wang Yi) ha persino offerto la “mediazione” della Cina nel dialogo Israele-Palestina, scalzando il consolidato e storico ruolo degli USA.
[Tra l’altro da maggio (2021) la Cina è a capo del Consiglio di sicurezza ONU]. Non importa se in questi anni la Cina ha persino acquistato potenti droni militari da Israele (per milioni di $), ma in passato ha venduto razzi Weishi-2 ai palestinesi ed ha addestrato le milizie palestinesi di Gaza, oltre ad aver varato rapporti con molti paesi arabi e persino con l’Iran (nemico giurato di Israele) 
(leggi).
Pur di allargare il proprio potere mondiale la Cina è disposta a tutto!


 

Cina – Iraq

Il governo iracheno vuole progressivamente svincolarsi dall’Iran per il proprio fabbisogno di energia elettrica. Ha quindi guardato alla Cina per sviluppare impianti ad energia solare. In questi giorni ha infatti firmato un accordo iniziale con il gigante PowerChina per la costruzione di una centrale della portata di 2mila megawatts (leggi).

 

Cina - Argentina

Gli interessi economici e commerciali cinesi si spingono non solo in Africa ma anche oltre oceano, anche nell’America latina, specie sulle coste atlantiche. Ad esempio, nonostante qualche timida protesta ambientalista, centinaia di navi cinesi continuano a depredare le risorse ittiche del Sud-America, specie nei mari dell’Argentina (leggi)

 

A proposito dei preparativi di Guerra …

Mar Cinese
Nelle Flash-News del 6.07.2021 e del 12.08.2021 abbiamo visto quanti sintomi ci sono nel mondo che si stia preparando una grande Guerra. Ebbene, in questi giorni il più grande gruppo navale britannico dai tempi delle Falkland è arrivato nel Mare delle Filippine. E si muovono le flotte nel Mar Cinese meridionale. Tutti contro la Cina? (leggi

Taiwan

È dal 1949 che l’isola di Taiwan si ostina a rimanere indipendente e democratica, mentre la Cina continentale comunista la considera una propria “provincia ribelle” e vuole riannettersela (ponendo ostacoli diplomatici ai Paesi, compreso Città del Vaticano, che riconoscono lo stato di Taiwan). 
In questi giorni, visto quanto successo in Afghanistan (ritiro USA e vittoria dei Talebani) Pechino ha subito approfittato per dire a Taiwan che ora gli USA non la proteggeranno e allora conviene unirsi alla Cina. Intanto Pechino ha avviato massicce esercitazioni aeree e navali proprio a ridosso di Taiwan (380 sorvoli aerei militari cinesi su Taiwan da gennaio). A buon intenditor!
(leggi
 



 

_____________






23.08.2021

Persecuzione anticristiana 
(ultime notizie)

Come abbiamo altre volte sottolineato, il cristianesimo è, dati alla mano, la religione più perseguitata della storia ed anche del presente.
Ecco un ultimo aggiornamento (cfr. anche News dell’8 e 20.01.2021).

Libertà religiosa
Secondo il Rapporto biennale di Aiuto alla Chiesa che Soffre (fondazione cattolica nata nel 1947), 2/3 della popolazione mondiale non gode di una vera libertà religiosa, che è un diritto fondamentale dell’uomo, sancito dall’ONU e da tutti i trattati internazionali. A causa del dilagare dei movimenti islamici jihadisti, ora è l’Africa il continente col più rapido declino della libertà religiosa.
Anche nei Paesi democratici, nel corso del 2020 a causa della pandemia sono stati spesso imposti limiti sproporzionati alla libertà religiosa.
(leggi) (leggi)

La persecuzione delle donne cristiane
Il recente World Watch List (Rapporto annuale per il 2020) dell’agenzia Open Doors
(cfr. News del 20.01.2021) mette l’accento sulla persecuzione delle donne cristiane nei Paesi musulmani. Ciò riguarda soprattutto la pratica dei “matrimoni forzati”: è infatti assai frequente, in non pochi di questi Paesi, che i giovani musulmani che desiderano sposare ragazze cristiane, in genere ancora minorenni, le rapiscano, le violentino e le obblighino al matrimonio e di conseguenza a farsi musulmane (con tutto ciò che ne consegue); una ragazza abusata in tali Paesi è infatti facilmente ricattabile, in quanto sarebbe per lei difficile trovare ancora uno sposo. Secondo Open Doors tali matrimoni (e conversioni) forzati sono aumentati almeno del 6% nel corso del 2020. Tale piaga avviene particolarmente in Pakistan, ma anche in India (dove talora anche ragazze indù subiscono la stessa sorte) e in Birmania. In Africa avviene specialmente sulle ragazze cristiane della Nigeria, ad opera dei giovani musulmani di Boko Haram.
In questo dramma emerge persino una vera tratta di donne, che ultimamente vede coinvolta anche la Cina.
(leggi

 

Ultime notizie …

Asia

Una delle fonti più autorevoli sulla situazione della Chiesa ma anche della società in Asia è l’agenzia Asia News, del PIME (Pontificio istituto Missioni Estere), in quanto riferisce delle testimonianze dirette di missionari, comunità e giornalisti che vivono all’interno di tali Paesi e comunità e non sono semplicemente "inviati" di giornali o televisioni estere. Il sito www.asianews.it ha circa 20.000 visite al giorno (oltre 7 milioni nel solo 2020).  (leggi)] ed è pubblicato in molte lingue, compreso il cinese. È segnalato anche tra i link del nostro sito (vedi) e vi facciamo spesso riferimento per le notizie giunte appunto dall’Asia.

 

Cina

[Ci soffermiamo spesso sulla persecuzione della Chiesa in Cina. Lo faremo separatamente anche nella prossima News]



Indonesia

Pur non essendo molto numerosi, gli estremisti islamici del gruppo Mit (legato all’Isis), riesce a seminare il terrore in Indonesia. A maggio, nella zona di Poso (Sulawesi centrale), hanno ucciso 4 cristiani protestanti (compreso madre e figlio decapitati nello stesso attacco). A novembre lo stesso gruppo aveva decapitato altri 4 cristiani nel villaggio di Lemban Tongoa (distretto di Sigi). (leggi) [AsiaNews, 12.05.2021]

 

Pakistan

Nel maggio scorso una folla di musulmani ha attaccato un villaggio cristiano, picchiando e ferendo uomini e donne cristiani e distruggendo le loro case. (leggi) [AsiaNews, 18.05.2021]
A giugno un giovane cristiano è stato rapito e violentato dai musulmani
(leggi)  [AsiaNews, 15.06.2021]

 

India

Non c’è solo l’estremismo islamico a perseguitare i cristiani.
Recentemente ad esempio in India un prete cattolico è stato aggredito e picchiato da un fedele indù.
(leggi) [AsiaNews, 4.08.2021] 
Anche in Orissa (distretto di Rayagada), a giugno, dei fondamentalisti indù hanno assalito e devastato 8 famiglie cristiane, distruggendo le loro case e costringendole a rifugiarsi nella foresta. Ecco la testimonianza di fede di Nori Konjaka, una delle vittime: “Possono distruggere le nostre case, ma non la nostra fede in Gesù”.
[AsiaNews, 10.06.2021 - leggi)

 

Myanmar (Birmania)

Con il regime militare instaurato col colpo di stato del 1° febbraio scorso (cfr. News del 23.03.2021), anche la situazione dei cristiani è diventata critica e pericolosa, sia per i fedeli che per i sacerdoti e religiosi. A Loikaw sono già state attaccate quattro chiese (ne ha parlato anche il card. Bo, leggi)


 

Iran

Tre convertiti al cristianesimo, originari di Fardis, sono stati denunciati e mandati a processo a Teheran, con l’accusa di "propaganda" contro lo Stato e di promuovere una fede che “educa in modo deviante“ rispetto all’islam; anche i loro familiari sono stati minacciati. In precedenza non è stato rinnovato il visto a una suora che lavorava da 26 anni in un lebbrosario e curava cristiani e musulmani; e il vescovo Mathieu è ancora in attesa di poter prendere possesso della sua nuova diocesi. (leggi)

 

Armenia

I cristiani armeni, una delle più antiche comunità cristiane della storia, hanno subito spesso delle atroci persecuzioni. L'Impero ottomano (turco e musulmano) ha compiuto nel 1915/1916 l’eccidio di 1,5 milioni di armeni e la distruzione di circa 2000 monasteri e chiese.
Anche tra il 1998 e il 2005, nel Nakhichevan, i musulmani “azeri”, nei loro attacchi anticristiani, hanno pure distrutto la maggior parte delle circa 2.500 khachkar, le tradizionali croci di pietra, considerate tra le manifestazioni più alte del patrimonio religioso armeno, riconosciute dall’Unesco nel 2010 Patrimonio dell’umanità.
Con la recente ripresa della guerra del Nagorno Karabakh, è ripresa anche la persecuzione anticristiana ad opera dei musulmani
(cfr. News del 8.01.2021
L'Azerbaigian (musulmano), che ha come primo alleato la Turchia ed ha il sostegno anche di forze islamiche siriane, cerca di distruggere ogni traccia ed eredità cristiana. L'8.10.2020, le forze azere hanno bombardato e distrutto il Santo Salvatore, cattedrale armena a Shusha (città già tornata in territorio Azerbaigian). Numerose sono le chiese distrutte (ci sono in internet dei video in cui si vedono giovani azeri distruggere orgogliosamente le Croci e le chiese al grido di "Allah Akbar!").



 

Africa

Nigeria

Continua il massacro di cristiani, specie nel nord del Paese, da parte dei fondamentalisti islamici. Solo in questa prima parte del 2021 sono già stati uccisi dai musulmani 3.462 cristiani, sono state attaccate 300 chiese, sono stati rapiti molti studenti di scuole cristiane e sono stati compiuti innumerevoli raid contro i villaggi cristiani.
(dato comunicato il 18.07.2021 dalla Ong nigeriana Intersociety Rule of Law)
Secondo Open Doors, che conferma questo dato, 3.000 sono stati i cristiani rapiti e sequestrati (780 solo negli ultimi 80 giorni), 300 le chiese assaltate, 10 i sacerdoti rapiti (di cui alcuni già uccisi).
Per islamizzare la Nigeria compiono insieme questi atti criminali Boko Haram, Fulani e banditi. (secondo Open Doors, dei 3.462 cristiani uccisi già nel 2021, 1.909 sono stati uccisi ad opera dei fulani, 1.063 da altri terroristi islamici e 490 da forze di sicurezza colluse coi musulmani).
Questi gruppi fondamentalisti si finanziano proprio col riscatto degli studenti cristiani rapiti. 
Solo il 5 luglio scorso sono stati rapiti 120 studenti della “Bethel Baptist High School” di Kaduna (è il 4° episodio in pochi mesi).
Dall’8 al 14 luglio scorso i mandriani ‘fulani’ hanno compiuto una sanguinosa incursione nei villaggi cristiani nella zona di Kaduna, mettendo a ferro e fuoco povere case, chiese, e uccidendo 33 cristiani. L’11 luglio a Warkan sono state uccise intere famiglie. Nel villaggio cristiano di Matyei, i musulmani hanno bruciato la chiesa cattolica, ucciso 8 cristiani uccisi, compresa una catechista ed un bambino, e ridotto in cenere 156 case. Ad Abuyab sono state incendiate la chiesa (evangelica) e 12 case, oltre ad aver distrutto i ponti che collegano i villaggi alla città. Un incendio e 10 morti anche a Makarau e Kachechere. A Magamiya è stata bruciata la chiesa cattolica, ucciso qualche anziano ed un giovane che tornava dalla fattoria. A Kibori sono stati uccisi 33 cristiani (anche nonna e nipotino di 6 anni, con altri 2 membri della famiglia) e distrutte 215 case. 
(leggi)
Qualcuno si inginocchia per loro? 


 

Etiopia

La situazione tra Eritrea ed Etiopia è sempre rimasta incandescente, nel silenzio del mondo. Anche nelle scorse settimane 78 sacerdoti ortodossi sono stati uccisi da Eritrei nella regione Tigrè dell’Etiopia, confinante con l’Eritrea. (leggi)




Europa


Francia

La Francia da tempo, anche per la forte presenza musulmana dovuta all’immigrazione (anche dalle ex-colonie), è il Paese europeo con il più forte tasso di violenta intolleranza contro i cristiani. A ciò si aggiunge anche una visione “laicista” dello Stato da parte delle forze politiche al governo, che di fatto emargina l’identità cattolica (ma ciò, come abbiamo visto recentemente, ha radici lontane, dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione - vedi Documento).

Un altro prete ucciso da un immigrato
Il 9 agosto scorso, a Saint-Laurent-Sur-Sevre (Vandea), città dell'apostolo di Maria (autore del celebre "Trattato della vera devozione a Maria Santissima") S. Luigi M. G. de Montfort e dov'è sepolto, è stato assassinato proprio il superiore provinciale della Congregazione dei Monfortani, padre Olivier Maire. Autore dell’omicidio è un immigrato ruandese, Emmanuel Abayisenga, ospite della comunità gestita dallo stesso sacerdote ucciso, un immigrato già sotto sorveglianza giudiziaria, in quanto aveva già incendiato addirittura la cattedrale di Nantes, di cui era uno dei sacrestani; affetto da gravi turbe psichiatriche, era uscito dal carcere e godeva di un regime di libertà vigilata. (leggi) (leggi) (leggi) 

Chiusa l’indagine sul prete ucciso da due immigrati il 26.07.2016
Come forse ricorderemo, il 26.07.2016 alla periferia di Rouen (Saint-Étienne-du-Rouvray), un anziano sacerdote cattolico (Jacques Hamel, di 85 anni) era stato sgozzato, durante la celebrazione della S. Messa, da due terroristi islamici (Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean), che oltre ad uccidere il sacerdote ferirono gravemente anche un fedele presente.
Sul sacerdote, che vedendo i suoi attentatori gridava a Satana di indietreggiare!, è stato aperto il processo di beatificazione, anticipando i tempi, col titolo di “martire”.
Ebbene, in questi giorni, chiuso il processo nei confronti dei due attentatori, sono emersi elementi inquietanti!
I due attentatori (di cui Adel Kermiche era già in regime di controllo giudiziario, mediante braccialetto elettronico!), non erano due lupi solitari o due poveracci allo sbando, né l’attacco omicida è stato qualcosa di improvvisato; risulta infatti che l’operazione sia stata accuratamente pianificata e organizzata e la matrice sia stata nientemeno che l’Isis!
L’intelligence francese ha ricostruito infatti i rapporti tenuti tra i due attentatori e quella che fu la mente di quel brutale omicidio: Rachid Kassim, leader dello Stato islamico e responsabile del reclutamento di militanti di lingua francese! Kassim dalla Siria forniva indicazioni precise ai due attentatori omicidi: «Prendi un coltello e vai in chiesa!» (così qualche giorno prima sulla chat di Telegram con Petitjean). 
Kassim era figura nota ai servizi segreti non solo francesi: su segnalazione francese, nella ferma convinzione che fosse molto pericoloso, nel 2017 a Mosul (Iraq) era stato preso di mira, ma senza successo, da un attacco di droni USA.
Una domanda: se dei due omicidi, Adel Kermiche era già controllato con braccialetto elettronico e Abdel Malik Petitjean era addirittura in contatto telefonico con il feroce leader dello Stato islamico Rachid Kassim, non si poteva davvero evitare questo terribile atto terroristico, che è costato la vita ad un anziano ed eroico prete cattolico?
(leggi)





 


19.08.2021

Emirato Islamico dell'Afghanistan

Com’è noto (è notizia di questi giorni) prima ancora che fosse ultimato il ritiro delle truppe USA e ONU, i Talebani hanno riconquistato l’Afghanistan e l’hanno proclamato Emirato Islamico.

L’Afghanistan è un Paese, di tradizione islamica, che non ha sbocchi sull’Oceano indiano, ma ha comunque un’importanza strategica nello scacchiere geo-politico asiatico, tra Iran e Pakistan, e con un corridoio (Vacan) che fa sì che, nonostante l'impervia zona montuosa, vada a confinare addirittura con la Cina, sia pur per soli pochi chilometri.
Non si può certo definire un Paese particolarmente ricco, ma possiede comunque importanti riserve di gas naturale, cobalto, litio, oro, ferro, ed è il primo produttore al mondo di “papaveri da oppio” (da cui l’eroina ed altri oppiacei), con un conseguente e stratosferico giro d’affari specie nel mondo occidentale (in questi ultimi 20 anni la produzione di papaveri è decuplicata!).

Il Paese fu invaso dall’URSS nel 1979; la Russia si trovò però immersa in un’estenuante lotta, che è stata paragonata al Vietnam per gli USA, che ha prodotto 1,5 milioni di morti (anche questi in fondo ascrivibili al comunismo) e che è terminata nel 1989, col ritiro russo, cioè l’anno stesso che vide il comunismo crollare nell’Est-Europa e due anni prima della stessa fine dell’URSS.

Nella lotta contro l’URSS i musulmani radicali (mujaheddin) trovarono paradossalmente l’appoggio degli USA. Dopo il ritiro russo essi andarono al potere e nel 1992 proclamarono lo Stato islamico; ma la loro forza non era tale da mantenere l’unità e la governabilità del Paese; così che nel 1996 entrarono in gioco i famosi Talebani ("studenti coranici", fondati nel 1994), soldati musulmani radicali, che, con una rigida visione teocratica, vogliono imporre a tutti una versione estrema della shari'a e punire con ferocia ogni deviazione dalla legge coranica. Ogni espressione, anche culturale e artistica, che non sia legata all’Islam deve essere distrutta (colpì il mondo, nel 2001, la scena della distruzione delle gigantesche raffigurazioni del Buddha scavate sulle montagne di Bamiyan). 
I Talebani avevano forti appoggi dal confinante Pakistan (altro Paese musulmano radicale, di tradizione sunnita), ma in fondo godevano pure del sostegno degli USA. 

Quando l’11.09.2001 ci furono i noti attacchi terroristici contro gli USA (New York e Washington), nonostante che la maggior parte dei terroristi impegnati in quelle azioni fosse di origine dell’Arabia Saudita, l'amministrazione americana decise subito (il 7.10.2001) di attaccare militarmente l’Afghanistan, nonostante appunto il precedente appoggio dato ai musulmani radicali del Paese, se non altro col pretesto che lì doveva risiedere quello che essi presentavano come la mente di quegli atti terroristici, cioè Bin Laden (che fu invece trovato e ucciso dagli americani in Pakistan il 2.05.2011).

Come conseguenza degli attacchi terroristici contro gli USA è stata presentata e compiuta anche la guerra contro l’Iraq (2003). Il Paese, com’è noto, era già stato attaccato militarmente dagli americani nella prima "Guerra del Golfo" (2.08.1990/28.02.1991), dopo l’invasione irachena del Kuwait (territorio praticamente in mano alle compagnie petrolifere); una guerra che in tempi rapidissimi portò gli USA alle porte di Bagdad, lasciando però inspiegabilmente illeso il dittatore Saddam Hussein (pur presentato come la personificazione del “male”; verrà invece catturato il 13.12.2003 e impiccato il 30.12.2006).

Questi conflitti, dagli USA (e di conseguenza dalle forze alleate) venivano dunque presentati e giustificati come reazione al mondo del “male” e addirittura come esportazione della “democrazia”.

Negli anni seguenti, la presenza militare e umanitaria degli USA e delle forze ONU (Italia compresa) in questi Paesi (Afghanistan e Iraq) veniva dunque presentata come sostegno perché vi sorgessero a pieno titolo dei regimi democratici. Un progetto che, al di là degli interessi commerciali (non dimentichiamo la forza del petrolio e in Afghanistan anche quella dell’oppio) e geopolitici, non teneva conto della cultura e delle tradizioni (e mentalità) locali, né forse tanto meno di cosa potesse rappresentare davvero l’Islam radicale.

Se in Iraq (dove peraltro sotto la dittatura di Saddam Hussein era comunque garantita una certa libertà religiosa, anche per i cristiani – era cattolico lo stesso ministero degli esteri Tāreq ʿAzīz! - che risiedevano in quei territori ancor prima dei musulmani e che invece in questi anni sono stati praticamente costretti all’esilio, v. News del 10.03.2021), la democrazia ha fatto davvero fatica a sorgere e la libertà religiosa è addirittura diminuita.
Poi, nel nord dell’Iraq e della confinante Siria, è nato addirittura lo Stato Islamico (ISIS), che gli USA hanno invece sostanzialmente fatto finta di combattere (lo scopo era far ulteriormente crollare la Siria); mentre, per sconfiggerlo, fu invece decisivo l'intervento russo.
Fu un'ulteriore conferma che gli USA non potevano più permettersi di considerarsi i 'salvatori' del mondo e gli esportatori della 'democrazia', contro i regni del "male" (questa ad es. la posizione della Clinton ai tempi di Obama), per coprire i propri interessi, e che in politica internazionale si doveva tornare a fare i conti pure con la Russia di Putin, oltre ovviamente che con lo strapotere della nuova Cina comunista (capitalismo di Stato).

Anche in Afghanistan gli USA e le forze ONU (Italia compresa) hanno appunto fatto assai fatica a controllare la situazione e tanto meno a garantire una sostanziale governabilità (tanto meno democratica) del Paese. Fino all'attuale capitolazione, in cui al ritiro degli USA (che doveva completarsi a fine agosto) e delle forze alleate (l’Italia ha effettuato il ritiro il 29.06.2021*), ha fatto immediatamente riscontro il fulmineo ritorno e vittoria addirittura dei Talebani, che il 15 agosto scorso hanno conquistato anche la capitale Kabul e il 16.08.2021 hanno ufficialmente proclamato la nascita dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan.

* L’Italia ha partecipato per quasi 20 anni alla “missione” occidentale in Afghanistan, con un coinvolgimento di 50.000 soldati e pagando un doloroso contributo di sangue: 53 morti e 723 feriti. Il ritiro è stato completato il 29.06.2021 (ma al rientro dell’ultimo contingente di soldati all’aeroporto di Pisa non c’era alcuna rappresentanza istituzionale ad accoglierli). (leggi)

Potrebbero esserci in futuro ritorsioni terroristiche musulmane contro il nostro Paese, finora incredibilmente risparmiato, a differenza di molti Paesi europei, dagli attentati terroristici islamici?
 

-----


La sconfitta dell’Occidente
USA: da “salvatori del mondo” a … “salviamoci noi!” (leggi) 
NATO: due settimane prima dell’annunciato ritiro i Talebani hanno già preso il potere (leggi) 
Perché le “truppe addestrate” da USA e alleati sono crollate così? (leggi)  (Corriere della sera, 15.08.2021)
Le conseguenze del ritiro USA (leggi
Com’è possibile che i talebani abbiano rapidamente avanzato senza trovare resistenza? (leggi)
A luglio i Talebani controllavano già l’85% del territorio afghano (leggi
La guerra lampo dei talebani (leggi) (Corriere della sera, 9.08.2021)
L’arrivo a Kabul e la presa del potere statale (leggi) (leggi)
Panico e fughe
(leggi) (Corriere della sera, 15.08.2021)

Lo scacchiere internazionale
Cina, Russia e nazioni dell’Asia centrale si stavano già preparando a questa vittoria) (leggi) [AsiaNews, 16.07.2021]
La comunità internazionale (Cina, URSS e gli stessi USA) vuole un accordo coi talebani (leggi) [AsiaNews, 7.08.2021]
Rapporti con l’Iran. Armi dal Pakistan. Appoggio dalla Cina. E la Russia? (leggi) [AsiaNews, 14.08.2021]
Le responsabilità del Pakistan (leggi)
La Russia non pare preoccupata (leggi) (AsiaNews, 17.08.2021)
Anche la Turchia potrebbe approfittarne (leggi

Via gli USA, viene la Cina? (leggi)
Il ruolo della Cina in Afghanistan potrebbe costituire una minaccia e una sfida permanente per l’Occidente (leggi) [Corriere della sera, 13.08.2021]
Per la Cina, che ha già ottimi rapporti col Pakistan, l’Afghanistan è importante anche per aggirare l’emergente potenza economica dell’India e persino per accerchiarla. Si sta tra l’altro costruendo il gasdotto TAPI [Turkmenistan (Mar Caspio) - Afghanistan - Pakistan - India], che sarà decisivo per l’India e tutto il sud-est asiatico: averne in mano i rubinetti afghani potrebbe costituire una potente arma di ricatto.
(leggi[Il Timone/News (il generale Li Gobbi), 18.08.2021]

C’è ora un apocalittico fuggi-fuggi generale (aeroporto e aerei assaliti de migliaia di persone in cerca di un imbarco). Come sostenere però una fuga di massa (ammesso che d’ora in poi i Talebani la permettano)?

La Croce Rossa rimane (si chiamerà “Mezzaluna Rossa”, come in tutti i Paesi islamici?) (leggi) 

Cristiani
Le “Missionarie della carità” (le Suore di Madre Teresa) hanno detto che resteranno, per assistere la popolazione! 
Glielo permetteranno? Si salveranno?
Infatti i Talebani non avevano ancora fatto il loro ingresso a Kabul che già si registrava un incremento di persecuzione anticristiana ("A Kabul un capofamiglia cristiano è già scomparso nel nulla”, dice un esule cristiano. “Non abbandonateci!”).
(leggi) [AsiaNews, 13.08.2021]





 


 

Flash-News
  12.08.2021

 

Sport … e fede
Non saranno alla ribalta come i campioni dichiaratamente omosessuali che hanno partecipato alle recenti Olimpiadi (e di cui si è ampiamente parlato, all'insegna dell'ideologia Lgbt), ma non sono stati pochi gli atleti olimpici che non nascondono invece la loro profonda fede cattolica.
A cominciare dagli USA
(leggi): Sydney McLaughlin (record mondiale 400 m. ostacoli), Molly Seidel (maratona), Skylar Diggins-Smith (basket), Galen Rupp (maratona), Grace McCallum (ginnastica artistica), Simone Biles (ginnastica artistica), Katie Ledecky (nuoto) e le sorelle Ogwumike (Basket). Hanno poi conquistato l’argento i due tennisti, Marin Čilić e Ivan Dodig, che provengono addirittura da Medjugorje e sono assai devoti della Madonna (leggi). Grande devozione e gratitudine alla Madonna anche per l’italiana Antonella Palmisano (medaglia d’oro alla marcia 20 km), fede manifestata apertamente anche al TG1 (che invece banalizza questa fede come portafortuna da folklore superstizioso) (leggi).

Poiché abbiamo vinto gli Europei di calcio, sottolineiamo volentieri la fede e la devozione mariana di Roberto Mancini, alla cui competenza e tenacia dobbiamo molto per aver portato a casa questa coppa: il CT della Nazionale non nasconde infatti, anche in TV, l'importanza che ha rivestito e riveste per lui la fede cattolica, il partecipare alla S. Messa e persino la sua devozione alla Madonna e in particolare a Medjugorje (leggi; vedi).
Bravissimi ovviamente gli stessi calciatori: chissà che non siano stati aiutati anche da certi pur rapidi “Segni di Croce” che alcuni si sono felicemente ostinati a fare mentre entravano in campo (nonostante che “qualcuno” molto in alto avesse detto loro di non farlo …), certo molto più saggiamente dei quasi obbligati “inginocchiamenti” iniziali di fronte al “politically correct”, per non dire al nulla.

Ricordiamo infine, specie ai più giovani (che rischiano di idolatrare gli eroi del calcio e non solo per il calcio), che esistono pure talenti del calcio anche a livello nazionale, come il colombiano Nicolás Gil, che vivono una profonda fede cattolica, addirittura come consacrati alla Madonna e col desiderio di diventare santi! (vedi; cfr. News del 22.01.2021)



Russia. Famiglie e bambini
In occasione della memoria liturgica (8 luglio) della coppia di sposi Petr e Fevronia, beati Prìncipi di Murom (Russia, sec. XIII), festa che in Russia è diventata ora anche civile, la Chiesa ortodossa russa celebra, anche con particolare iniziative, la “Giornata della famiglia”. Essa, pure con l’aiuto dello Stato, si prodiga molto per sostenere anche le famiglie in difficoltà, così come le donne incinte in condizioni critiche o le madri sole. Non a caso negli ultimi tempi in Russia anche gli aborti sono diminuiti del 35%! (leggi)




USA. Nei primi mesi di Biden
Nei primi 100 giorni dell’Amministrazione Biden, sono state prese circa 100 azioni esecutive contro la vita, la famiglia e la libertà religiosa (in direzione opposta a quella posta in atto dall’Amministrazione Trump).
Un particolare: 480 miliardi di $ (soldi dei contribuenti americani) sono stati resi disponibili per finanziare l’aborto e le strutture abortiste.
(leggi) 


 

Onu: quali diritti umani?
Quelli garantiti da Soros, Gates, Ford …

Leggendo il recente rapporto
(pp. 92; disponibile on line, con fatti, nomi e cifre: qui) dell’European Center for Law and Justice (ECLJ) di Strasburgo, intitolato “Il finanziamento degli esperti dell’ONU nell’ambito delle procedure speciali del Consiglio per i diritti umani”, si può osservare come la maggior parte di tali esperti ricevano pure lauti finanziamenti (e quindi condizionamenti) non solo da parte di alcuni Stati, ma da Organizzazioni e Fondazioni che promuovono ogni attività contro la famiglia e la vita e a favore invece dell'aborto e dell’ideologia Lgbt, come quelle di Ford o di Gates e l’immancabile Open Society di Soros! (leggi


 

Svezia. Islam e Turchia
Abbiamo già parlato altre volte
(v. News 5.09.2020) delle crescita esponenziale dell’Islam in Svezia, specie a causa della forte immigrazione: i musulmani sono ormai ben oltre il 4% della popolazione (il 18% tra i giovani!), cui contribuisce anche una massiccia presenza di 100.000 turchi; una presenza islamica che talora crea vere e proprie enclavi, pure assai pericolose. I musulmani hanno anche un loro partito politico, il Nyans, e il suo leader, Mikail Yüksel, è un uomo di Erdogan ed è sostenuto dalla Turchia perché porti avanti una strategia politica, anche a lungo termine, per l’avanzamento islamico nel Paese (leggi).
[Sulle politiche di Erdogan a favore dell’“avanzamento” islamico in Europa, v. News del 2.10.2018]


 

Cuba. Grandi manifestazioni contro il comunismo
Anche Cuba faceva parte dei “sogni” ideologici e dei “miti” della gran parte della gioventù degli anni ’60, fortemente pilotata dalle forze politiche marxiste, quando gli eroi della rivoluzione comunista cubana Fidel Castro ed Ernesto Guevara ("el Che") erano assurti a livello di veri e propri idoli, le cui immagini campeggiavano persino nelle camere da letto dei giovani contestatori italiani di quegli anni.
In realtà anche quella è stata una brutale dittatura comunista, lautamente sostenuta da Mosca (e infatti andata in crisi dopo il crollo dell’URSS), da cui molti cercavano disperatamente di scappare, attraversando il mare per raggiungere gli USA in Florida. Una dipendenza dall’URSS che nel 1962, a motivo dell’istallazione sull’isola dei missili sovietici puntati contro gli USA, portò il mondo sull’orlo di un conflitto nucleare mondiale!
In questi mesi abbiamo finalmente visto nell’isola caraibica un popolo che rialza la testa contro la dittatura comunista. Persino in Italia alcuni cubani hanno fatto sentire in piazza la loro solidarietà col proprio Paese e contro il comunismo che ancora lo governa. Fortunatamente c’è stato un timido appoggio da parte delle forze politiche italiane sia di destra che di sinistra
(leggi).
Indicativo invece che i tanto acclamati Black Lives Matter si siano schierati a favore del governo comunista cubano
(leggi). Sarà bene che se lo ricordino tutti coloro che fanno ovunque il laico “inginocchiamento” in solidarietà coi BLM, pensando o facendo credere di stare così dalla parte dei diritti delle persone e dei popoli!


 

A proposito dei preparativi di guerra

Nella prima delle Flash-News del 6.07.2021 abbiamo visto quanti sintomi ci siano nel mondo che sembrano indicare una febbrile preparazione di una grande Guerra! Aggiungiamo altri dati.

Israele vuole aumentare il proprio arsenale militare contro l’Iran (leggi), il Paese musulmano-sciita che cerca sempre di preparare materiale per la costruzione di armi atomiche e che non nasconde la propria concreta avversione a Israele.

Anche la Corea del nord, la feroce dittatura comunista di tipo dinastico (Kim), che tra l'altro costituisce da oltre 20 anni il primo Paese al mondo per persecuzione anticristiana, continua la propria produzione nucleare, nonostante gli sforzi internazionali per impedirlo e malgrado la disastrosa situazione economica del Paese (aggravata pure dalla pandemia). 
Secondo l’ONU, Pyongyang sarebbe già in possesso di 40-50 testate atomiche e più di 650 missili balistici; ma Kim Jong-un va avanti con i suoi piani militari
(leggi).


 

Polonia. Nuovo "miracolo eucaristico"!
Nella città di Legnica, nella Polonia sud-occidentale, nel Natale del 2013 è avvenuto uno straordinario “miracolo eucaristico”, già riconosciuto dalla Chiesa nel 2016, dopo opportune indagini (e l’analisi compiuta anche a Roma dalla Congregazione per la Dottrina della Fede): un’ostia consacrata s’è trasformata in un cuore umano sanguinante, il cui tessuto manifesta pure di aver subito una particolare sofferenza, come se fosse in agonia. Nel santuario di San Jacek, dove è avvenuto il miracolo, si registra un numero sempre crescente non solo di pellegrini (già da tutto il mondo) ma pure di conversioni e persino di guarigioni miracolose.
(leggi
 


-----



Alcuni miti della "modernità"  [vedi Documento]

1°: Voltaire (e le tolleranza) (12.07.2021)
2°: La Rivoluzione (francese ...) (17.07.2021)
3°: Ideologie e democrazia (25.07.2021)

4°: Il martirio dei cristiani (sotto il comunismo) (3.08.2021)




Flash-News
  6.07.2021

Si prepara la Guerra?!

Testate nucleari
Il 22.01.2021 è entrato in vigore il Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari. Ma sono parole! Infatti la mancata adesione al Trattato di tutti i Paesi dotati di tali armamenti lo rende di fatto inutile.
Il 3.02.2021 Russia e USA hanno ufficialmente prolungato per altri 5 anni il trattato New Start, che pone il limite per entrambe le superpotenze di 1.550 testate nucleari (+ 800 lanciamissili e bombardieri nucleari).
Però attualmente gli USA posseggono 3.800 testate nucleari e la Russia 4.312 ... e in pratica non sono disposti ad una riduzione così importante!
Ora la nuova superpotenza, cioè la Cina, non vuol certo stare a guardare. Possiede al momento 320 testate nucleari e ne produce circa 30 all'anno. Ha già fatto sapere che di Trattati antinucleari non vuole neppure sentirne parlare e non intende assolutamente rinunciare al proprio potenziale bellico nucleare, tanto più che si trova così sbilanciata di fronte a quello americano e russo.

Trump, che nel 2019 si era già ritirato dagli accordi sulle armi nucleari di medio raggio Inf, aveva chiesto, per poter prorogare New Start, che anche la Cina aderisse agli accordi internazionali in merito. Biden invece non l’ha più richiesto. E Putin non fa certo pressioni in tal senso, perché la potenza nucleare cinese in fondo serve alla Russia per bilanciare quella americana ed europea. Così la Cina andrà avanti tranquillamente nella produzione di bombe atomiche. (leggi
Intanto, se effettivamente negli ultimi 12 mesi le armi nucleari nel mondo sono scese da 13.400 a 13.080 (comunque sufficienti per distruggere immediatamente 5 volte l'intero nostro pianeta!!), sono invece aumentate appunto di 30 unità in Cina, di 10 nel UK*, di 6 in India, di 5 nel Pakistan, di 10 nella Corea del nord (che passa da 40 a 50 testate nucleari). 
(leggi)

* Il 16.03.2021 il premier inglese Boris Johnson ha espressamente annunciato, in un documento di 140 pagine, che il suo governo intende aumentare l'arsenale nucleare del UK del 45%, per difendersi da Russia e Cina! leggi

Armi biologiche
No, non si tratta di armi 'secondo natura', ma dei nuovi terribili sistemi di distruzione di massa, con batteri e virus (!), in grado di distruggere intere società e di lasciare invece intatte tutte le loro strutture. 
Secondo un inquietante Dossier del Dipartimento di Stato USA, sono 6 anni che la Cina si sta preparando ad una “terza guerra mondiale”, con la produzione di armi batteriologiche e genetiche, compreso l’uso di virus artificiali (del tipo Coronavirus)! Neppure il più efficiente sistema medico di uno Stato nemico sarebbe in grado di farvi fronte e collasserebbe!
In questo senso si fanno ancora più concreti e drammatici i sospetti sulla produzione e fuoriuscita (accidentale o intenzionale?) del Covid-19 dai laboratori biologici militari di Wuhan! 
(leggi

Mega sottomarino
In questi giorni (25.06.2021) la Russia ha testato nel mar Bianco “Belgorod” (K-329; pronto dal 2019), un gigantesco sottomarino nucleare capace di azioni belliche finora inimmaginabili e attualmente imbattibile. (leggi)

Intanto pure la Germania per il 2022 prevede una spesa militare di € 50,3 miliardi (+ € 3,5 miliardi rispetto al 2021)! (leggi)

“Si vis pacem, para bellum”? Speriamo sia solo per questo!
Oppure c'è dell'altro...?!

-------

Delirio d’onnipotenza gender
Nel delirio satanico dell'uomo contemporaneo, che vuole svincolarsi da Dio e "autocrearsi" a piacimento (con tanto di apporto della medicina), siamo già passati dalla possibilità di cambiare sesso a quella di averne addirittura due ... o nessuno! Possibilità già richiesta e realizzabile presso una clinica di San Francisco (USA). (leggi)

L’ONU non demorde … su aborto e gender
Si sta tenendo in questi giorni (terminerà il 13 luglio) la 47^ sessione del Consiglio dei "Diritti Umani" dell’Onu. Nell’agenda, manco a dirlo, la promozione dei “diritti sessuali e riproduttivi”, che comprendono aborto e diffusione dell’ideologia gender, come pure dell'“educazione sessuale completa” (cioè dove tutto è permesso e diventa un diritto); il tutto senza possibilità di obiezione di coscienza e di dissenso per i genitori .. e per la Chiesa! 
(leggi)

Quale prospettiva dietro certe elargizioni di Bill Gates?
Come sappiamo la Bill & Melinda Gates Foundation, che ha molti investimenti nella “Big Pharma” (v. produzione di vaccini), ha fatto anche generose elargizioni per la diffusione dei vaccini anti-Covid. 
Ebbene, il 2.07.2021, a conclusione del Generation Equality Forum, la Fondazione ha annunciato di donare per i prossimi cinque anni l’ingente somma di 2,1 miliardi di $ per promuovere soprattutto la “salute e diritti riproduttivi”, cioè in altre parole per la diffusione della contraccezione e dell’aborto.
Pare proprio che, tra l’imposizione mondiale dell’ideologia Lgbt (strutturalmente legata alla non-fecondità) e quella dell’aborto e della contraccezione, emerga sempre più chiaramente la volontà (malthusiana) di ridurre drasticamente la popolazione mondiale.
In questa prospettiva, non c’entra nulla l’impegno per la produzione e praticamente l’imposizione dei vaccini anti-Covid in tutto il mondo? Visto che non sappiamo nulla sui loro effetti collaterali a lunga scadenza, compresi quelli in ordine alla fecondità, è lecito qualche sospetto anche in tal senso? 
(leggi)

Sul rapporto tra Bill Gates, case farmaceutiche e vaccinocrazia avevamo già accennato nel Documento (vedi parte del 9.06.2021) (cfr. pure leggi e leggi)

Vescovi africani contro il neo-colonialismo malthusiano
Che il grande potere internazionale persegua una logica malthusiana (riduzione drastica dell'umanità) è quanto emerge anche in un recente (23.05.2021) documento dei Vescovi del Burkina-Faso e del Niger, in cui si denunciano questi programmi a favore dell’aborto, la sterilizzazione e la promozione dell’omosessualità, che agenzie ONU, Ong, istituzioni internazionali e governi vogliono imporre ai loro Paesi, con tanto di ricatti economici. (leggi)

La resistenza ungherese
Come sappiamo 
(cfr. News del 22.12.2020, 23.11.2020 e specialmente del 4.05.2020), l’Ungheria costituisce attualmente - insieme alla Polonia e ad altri Paesi dell'Europa centro-orientale, Russia compresa, che hanno subito 70 anni di dittatura comunista -  un baluardo a difesa dell’identità cristiana, della stessa autentica civiltà europea, contro l’invasione dal sapore dittatoriale delle nuove ideologie occidentali, che la stessa UE, di cui anche l'Ungheria fa legittimamente parte, vorrebbe imporre.
Ecco così che anche di fronte alla nuova legge ungherese per difendere i giovanissimi dalla pedofilia, pornografia e indottrinamento gender/Lgbt, s’è scatenata l’ira del solito potere anticristiano dell’Occidente! 
(leggi)

Francia. Sempre meno cristiana … sempre più musulmana
Abbiamo più volte sottolineato (cfr. News del 2.05.2021, 9.04.2021, 2.01.2021) non solo la drammatica perdita della fede cristiana nella stragrande maggioranza della popolazione francese (chiudono circa 50 chiese cattoliche all’anno; anche se resiste un “piccolo resto” con profonda fede e persino serio impegno civico a favore della famiglia e della vita), ma i continui violenti attacchi contro le chiese cattoliche e i simboli cristiani (aumentati del 90% nel corso del 2020, cfr. News del 16.04.2021); così come abbiamo rilevato la difficoltà, persino da parte dello Stato, a gestire una presenza islamica talora violenta e per nulla integrata (150 zone off-limits – v. News del 20.01.2020), per non dire in grado di feroci attentati (v. ancora nella News del 2.01.2021).
Mentre nel Paese nasce praticamente una moschea ogni 2 settimane; sono già 2.400.
Ultimamente è emerso anche questo dato, fornito da un’indagine dell’Insee (Istituto nazionale di statistica e di studi economici) per verificare la reale composizione etnica della Francia: ebbene, già nel 2019 il 21,5% dei neonati ha ricevuto un nome arabo. Un dato che si spiega ovviamente con la forte immigrazione musulmana e la loro prolificità, ma anche con le numerose conversioni all’islam che si registrano anche tra i francesi. 
(leggi)

Sempre per rimanere in Francia, la Chiesa cattolica si trova tra due fuochi e attacchi: quello islamico e quello laicista. Ad esempio, il 29.05.2021 un pellegrinaggio organizzato dalla Diocesi di Parigi, per commemorare i cristiani fucilati il 26.05.1871 dalla “Comune” di Parigi, ha dovuto essere interrotto a causa della contestazione e contromanifestazione “antifa”, promossa dall’estrema sinistra, che ha dato luogo a violenti incidenti (vedi, anche video).

-----

Italia:

Chiavenna: la “beatificazione” di Suor Maria Laura
Come previsto, il 6.06.2021 (nel 21° anniversario del suo assassinio e martirio!), durante la S. Messa celebrata nello stadio di Chiavenna (provincia di Sondrio, diocesi di Como), presieduta dal Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi (card. Marcello Semeraro) e concelebrata dal Vescovo diocesano (mons. Oscar Cantoni), da numerosi vescovi e sacerdoti, con grande concorso di popolo, è stata “beatificata” (col titolo di martire) Sr. Maria Laura Mainetti, la suora barbaramente trucidata (“in odio alla fede”) in questa città lombarda il 6.06.2000 da alcune ragazzine del posto, in seguito a un rito satanico! (cfr. News del 20.06.2020(leggi)

La suora lombarda di 61 anni fu infatti barbaramente uccisa con 19 coltellate da tre giovani ragazze (di 16 e 17 anni) per compiere un “sacrificio a Satana”! Le tre ragazze, ree confesse (e senza alcun segno di pentimento) e condannate, sono state prima in comunità di recupero, poi hanno potuto studiare in università, sposarsi ed avere figli e vivono, protette da nuove identità, a Torino, Roma e in una città veneta. Confessarono: “Siamo entrate in queste pratiche sataniche perché stanche della noia, del passare le serate a fare le solite cose”! “Abbiamo cominciato ad ascoltare con insistenza le canzoni di Marilyn Manson; poi abbiamo fatto un “giuramento di sangue” (cioè fatto proprio col sangue) per aderire a Satana e vincolarci fortemente anche tra noi; infine siamo giunte al proposito di offrirgli un sacrificio umano, possibilmente di un religioso, per poter essere davvero sue testimoni; in questo modo, al termine della vita, ci aveva garantito un trionfale ingresso nell’inferno”!

Verso la poligamia?
Sembra incredibile, ma una sentenza del Tribunale di Torino, per la morte di un uomo in un incidente stradale, ha riconosciuto lo stesso diritto di risarcimento sia alla moglie che all’amante!
Come prevedibile, dopo il “matrimonio con chiunque” 
(cfr. News del 13.02.2021 e 23.04.2021) si va verso il riconoscimento della poligamia (moglie o amante che sia)? (leggi)

Catastrofe economica
Nel 2020, non tanto a motivo del Covid-19 quanto per la folle gestione politica che vi avrebbe voluto così far fronte (la logica del lockdown e di tutte le restrizioni imposte, pur se scientificamente e razionalmente assai discutibili e invece sicuramente dannose per l'economia, la società, la famiglia, il lavoro e persino per la psiche e la salute), l’Italia ha visto un catastrofico aumento della povertà assoluta.
Secondo gli ultimi dati Istat nel Paese i poveri (povertà assoluta) sono aumentati infatti di 1 milione di unità! 
(leggi)
Confcommercio registra inoltre per il 2020 un crollo dei consumi che ha fatto perdere al Paese 126 miliardi di € (cioè € 2000 a testa). Si pensi poi che nel settore turistico 
(cfr. News del 21.05.2021), l’abolizione di fatto dei turisti esteri ha causato una diminuzione di introiti del 60%. (leggi)
E non ci sono ancora le cifre stratosferiche (che si registreranno nella spesa sanitaria 2021) per sostenere la dogmatica e gratuita vaccinazione di massa. 
Sani (poi davvero?) … ma col cappello in mano!


Il numero dei Parroci
Se negli ultimi 20 anni (dal 2001 al 2021) le Parrocchie in Italia sono calate del 2,2% (da 26.265 a 25.691), i Parroci sono invece calati del 25% (da 20.007 a 15.011)! Sarà sempre più arduo trovarne (come confessarsi e partecipare alla S. Messa?)! Ammesso che quelli che ci sono e ci saranno lo siano davvero e annuncino l'autentico Vangelo di N.S.G.Cristo!
Per entrare nel merito delle differenze regionali, ecco un quadro sintetico (sempre in riferimento al calo dei sacerdoti negli ultimi 20 anni): nel nord/ovest (Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Liguria) - 37% (da 5.006 a 3.155); nel nord/est (Veneto, Trentino A.A., Friuli V.G., Emilia Romagna) -39% (da 4.658 a 2.831); al Centro (+ Sardegna) -21% (da 4.508 a 3.545); al Sud -6% (da 5.835 a 5.480). 
[dati C.E.I. /Istituto Centrale Sostentamento Clero, maggio 2021]

Quale fede cattolica?
Attualmente in Italia (centro mondiale della Cattolicità) i Cattolici sono circa il 75% della popolazione (l’80% dei cittadini nativi italiani). Però, negli ultimi 7 anni sono diminuiti del 7%. I praticanti (considerando la media anche col Sud, dove sono di più), cioè coloro che partecipano alla S. messa domenicale, sono invece il 25% (secondo altre statistiche addirittura il 19%, cfr. News 2.05.2021) (cioè almeno ¾ degli Italiani trasgredisce tranquillamente il III Comandamento come cosa ovvia, per non parlare degli altri Comandamenti; e sui Comandamenti, essendo “peccato mortale” trasgredirli, saremo giudicati per l’eternità – cfr. nel sito un aiuto per fare bene l’Esame di coscienza).
Se poi andiamo a vedere la consapevolezza anche dei più elementari contenuti della fede, constatiamo che solo il 32% degli italiani crede effettivamente in Dio e solo il 28,6% crede nella vita dopo la morte, neppure genericamente (cosa peraltro presente in ogni religione)!
Quando si prenderà coscienza di cosa passa (e soprattutto non passa!) ormai da decenni attraverso migliaia e migliaia di catechisti, sacerdoti, vescovi, omelie domenicali e incontri di catechismo (per non dire nella educazione dei figli)?

Intanto … mettiamoci pure l’ossessione da sanificazione delle chiese e delle liturgie (cfr. News del 27.03.2021), oppure che l’avrà fatto, come dicono Parroco e Vice-Parroco, anche con tono provocatorio (!? non è però solo Dio a giudicare davvero le intenzioni?), ma un fedele di Macerata è stato cacciato dalla chiesa perché s’è messo in ginocchio al momento della Consacrazione! (leggi 
Appunto: quale fede cattolica (anche nel clero)?





 

Nuove dittature, nuove censure   [vedi Documento]

1°: Lgbt
  (1°.06.2021)

2°: dittatura sanitaria (parte I) (9.06.2021)
3°: dittatura sanitaria (parte II) (19.06.2021)

4°: censure e controlli (1°.07.2021)
                             
                             
                             
 




21.05.2021

Il turismo in Italia
… e la grande battaglia

Non è uno slogan nostalgico d’altri tempi: l’Italia, oltre ad avere il centro mondiale della Cattolicità (che già solo per questo richiama normalmente milioni di pellegrini e visitatori all’anno), è il Paese più bello del mondo! Il Bel Paese, com’era tradizionalmente chiamato. Per le sue bellezze naturali (tanto straordinarie quanto variegate), per i suoi beni culturali (una concentrazione che non ha assolutamente paragoni col resto del mondo), per il suo clima (tra i più miti del pianeta)… e per i suoi centri religiosi (oggi ricercati, per una visita e persino per un soggiorno, anche dai non credenti; infatti se n’è accorto e se ne occupa persino il “laicissimo” T.C.I.)!

Questo sarebbe sufficiente per far vivere l’Italia di … turismo e di tutto quanto ruota oggi attorno a questo indotto!
Invece, nonostante tutto, non ci sono sempre le strutture adeguate (anche nei trasporti e nella viabilità*), la giusta valorizzazione di questo invidiabile patrimonio, il necessario ordine (in alcune regioni neppure la pulizia!); e in certi casi manca addirittura una mentalità adeguata negli stessi cittadini; oltre alla solita eccessiva tassazione e burocrazia. Poi abbiamo pure a che fare coi blocchi operati dall’ideologia ambientalista, che impedisce questo progresso e distrugge questa ricchezza proprio quando afferma di promuoverla.

*: cfr. il Documento sull’endemico e ideologico blocco italiano, contrariamente al resto d’Europa, di costruzione di nuove autostrade e ferrovie.

Per un Paese così, fermare il turismo (interno e internazionale), con provvedimenti comunque sproporzionati rispetto al reale problema sanitario in corso, produce danni economici (e non solo) peggiori di una “guerra”!
La salute è preziosa; e anche un solo morto in più è sempre una grande sofferenza. Ma – e non è una battuta cinica – è davvero giusto mandare milioni di persone e in fondo un intero Paese “sul lastrico” per evitare qualche contagio (di un virus di cui si sa, anche scientificamente, davvero poco, compreso le sue continue varianti e quindi tanto meno come respingerlo), facendo per mesi e mesi del terrorismo psicologico mediatico e sospendendo libertà e diritti civili fondamentali?

Qualcuno non immagina quali “rivolte” sociali potrebbe scatenare un tale crollo economico e sociale (e persino psicologico) del Paese? Si pensa a massicci interventi delle forze dell’ordine?
Oppure si pensa già che la popolazione (persino mondiale) sia ormai perfettamente gestibile, manipolabile e totalmente indottrinabile per via mediatica e legale (e persino elettronica)?
Si sono effettivamente accorti che ormai si può far credere di tutto e si può far rinunciare a tutto – secondo una nuova “religione” umanitaria, che capovoge quella cristiana (i 3 “credo” e i 3 “rinuncio” del Battesimo, rinnovati ogni anno nella Veglia pasquale, con nuovi irrazionali “credo” e incredibili “rinuncio”, persino ai diritti fondamentali e costituzionali) - pur di rimanere “sani” (dopo che per decenni s’è ridotto l’uomo a “corpo” e la medicina a nuova religione dogmatica)?
S’è visto (e persino procurato?) cioè che siamo di fronte ad un’imperdibile occasione per costruire finalmente il New World Order, il Great Reset, previsto e auspicato da decenni dai grandi poteri occulti internazionali?

Ecco allora qualche dato ufficiale sul turismo in Italia [dati ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), riferiti al 2018 (sono solo 3 anni, ma sembra un’altra epoca!), a confronto col 2017]
Nel 2018 per l’Italia il turismo ha costituito il 13,2% del PIL (€ 232,2 miliardi) e il 14,9% dell’occupazione totale (3,5 milioni di occupati).
Le presenze totali negli esercizi ricettivi italiani hanno superano i 428 milioni [+ 2%; + 2,8% per la presenza straniera (50,5% delle presenze totali)].
Entrate per turismo dall’estero: € 41,7 miliardi (+ 6,5% sul 2017)
Spesa turistica degli italiani all’estero: € 25,5 miliardi (+ 3,8%).
Bilancia economica turistica: € 16,2 miliardi (+ 11,2%).
Secondo i tour operators europei, per il 2019 era prevista per l’Italia una crescita del 61,9%; per quelli extra-europei del 41,7%.
Media delle vendite dei Tour Operators internazionali per viaggi e soggiorni in Italia: da +29,8% a +49,1% (solo per il 20% di essi s’era registrata una diminuzione).
Arrivi aeroportuali: 121 milioni di passeggeri (+ 7,2%) (da Europa: 93 milioni = 76,9%). Previsioni per il 2019: + 4,7% di passeggeri internazionali (mentre in Francia: +2,7% e Spagna: -9,2%).

Con l’arrivo dell’estate, qualcuno che ha in mano le leve del potere (oggi si chiamano “cabine di regìa”), con la scusa dei minori contagi e dei presunti ‘prodigi’ della vaccinazione di massa, sta pensando davvero a provvedere a ridurre il disastro turistico in corso?
Come però prenotare (un mezzo di trasporto, una casa, un albergo, una struttura turistica, ...) se dalla sera alla mattina la “cabina di regia” può cambiare il colore (!) di una regione, rendendola improvvisamente inaccessibile (magari il paesello di fronte sì e l’altro adiacente no, perché già in un’altra regione)? tranquilli: ci sarà libertà per chi avrà il “certificato di battesimo” del nuovo Messia (il vaccino): il “green-pass”. Ecco lo scopo!
Meno male che ora sappiamo che il virus è più nocivo dalle 23:00 invece che dalle 22:00 … e che ora possono finalmente riaprire le “piste da sci”!!

Che il Signore ci mantenga almeno la razionalità!
 

Non sarà che, avendo tradito la sua fede e tradizione cattolica (di cui è il Centro mondiale!), il nostro Paese potrebbe, persino più di altri, andare incontro ad una catastrofe?
Non si scherza con Dio … e neppure con Satana!

(vedi nel sito il primo Documento sulla pandemia).


N.B.: già nel giugno 2020 mons. Giampaolo Crepaldi (Arcivescovo di Trieste e Presidente dell’<Osservatorio internazionale card. van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa>) aveva fornito sagge ed autorevoli indicazioni per una ripresa sociale ed economica del Paese (cfr. 
News del 25.06.2020) … ovviamente inascoltate.










 

16.05.2021

Il sacrificio di altri giovanissimi … santi

Nella News del 16.03.2021 avevamo già raccolto la testimonianza di santità di alcuni bambini e ragazzi, di ieri e di oggi, il cui sacrificio, unito a quello del loro amato Gesù, non solo dà lode in eterno alla Santissima Trinità ma rappresenta un germe particolarmente fecondo di vita cristiana, di cui c’è urgente bisogno, specie tra i ragazzi di oggi.
Anche oggi raccogliamo alcuni di questi fiori di santità, che, anche se recisi quand'erano da poco spuntati, spandono nel mondo il buon “profumo” di Cristo (cfr. 2 Cor 2,14-16); e li preghiamo, specialmente per i loro attuali coetanei e le loro famiglie, che quasi sempre vivono invece in un terribile “deserto” spirituale, con tutto ciò che ne consegue, già in questa vita, col rischio poi della dannazione eterna!

[vedi un breve filmato (in inglese) di richiamo cristiano per adolescenti di oggi, nella Domenica delle Palme]


Il primo fiore di santità che raccogliamo è quello di una bambina cilena di oltre un secolo fa, Laura Vicuña, già Beata, morta a 12 anni dopo aver offerto a Gesù la sua vita per la conversione della mamma, che, rimasta vedova, conviveva con un uomo.
Un enorme richiamo, che ci viene dal Cielo, per ciò che oggi rischia (anche nella Chiesa!) di essere accolto come normale…
Laura Vicuña era nata a Santiago del Cile il 5.04.1891. Il padre, militare, morì assai presto, poco dopo la nascita della sua sorellina. La mamma, Mercedes, ritrovatasi così giovane già vedova e in una situazione di estrema povertà, si trasferì con le due figlie in Argentina. Lì conobbe un ricco proprietario terriero, Manuel Mora, che le diede un lavoro nella sua fattoria … ma al prezzo di divenire sua amante e concubina!
Le due bambine vennero mandate a studiare nel collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, a Junín de los Andes, dove ricevettero una buona educazione cattolica, sulla scia del carisma salesiano. Laura era contenta di questa esperienza di collegio (chiamerà quell’istituto salesiano «il mio paradiso»); si dimostrò assidua nella preghiera, obbediente alle suore (come lo era con la mamma). Era una ragazzina allegra e molto buona con le compagne.
Imparando sempre più quale fosse la vera vita cristiana, cosa significhi cioè vivere con Gesù e secondo i Suoi comandamenti, prese però anche coscienza della grave situazione di peccato in cui si trovava la madre (giunse persino a svenire dal dolore per questo)!
Quando il 2 giugno 1901 fece la Prima Comunione, fece 3 santi propositi (sull’esempio di san Domenico Savio, che fu tra i primi ragazzi che seguirono San Giovanni Bosco): «1) Mio Dio, voglio amarvi e servirvi per tutta la vita; perciò vi dono la mia anima, il mio cuore, tutto il mio essere; 2) Voglio morire piuttosto che offendervi con il peccato; perciò intendo mortificarmi in tutto ciò che mi allontanerebbe da voi! 3) Propongo di fare quanto so e posso perché voi siate conosciuto e amato, e per riparare le offese che ricevete ogni giorno dagli uomini, specialmente dalle persone della mia famiglia».
In quel giorno, insieme alla gioia di ricevere per la prima volta Gesù, si acuì la sofferenza di vedere la madre lontana dai Sacramenti. Tale dolore si accresceva quando tornava a casa per le vacanze. La mamma la faceva pregare di nascosto dal convivente, Manuel, il quale mostrava sempre più un animo perverso e preda del peccato. Una volta, quando Laura aveva solo 11 anni, egli giunse persino ad insidiare la sua purezza; lei lo respinse fermamente; e lui, per vendicarsi, si rifiutò di continuare a pagare la retta del collegio per lei e la sorellina. Le suore, comprendendo la drammaticità della situazione, continuarono però a tenerle in collegio gratuitamente.
Come rivelò il suo confessore e primo biografo, don Augusto Crestanello, «un giorno Laura, che già coltivava l’idea di farsi suora tra le stesse Figlie di Maria Ausiliatrice, e che provava un acuto dolore per la situazione morale della mamma, decise di offrire la vita e accettare volentieri anche la morte, in cambio della salvezza della mamma»!
La sua salute iniziò pian piano a rovinarsi; ma intensificò ancor più i sacrifici. Inoltre, pur non avendo neppure 12 anni, giunse a voler professare nel suo cuore i voti di obbedienza, povertà e castità.
Una volta, nel gennaio 1904, mentre stava trascorrendo qualche giorno con la mamma in un alloggio vicino al collegio, giunse anche Manuel (l’amante), con il proposito di passarvi la notte; ma Laura disse allora con fermezza: «Se lui si ferma qui, io me ne vado in collegio dalle suore». L’uomo si infuriò, fino al punto di picchiarla duramente. 
Laura, all’età di 12 anni, rinnovò allora l’offerta della propria vita per la salvezza eterna della madre. E le sue condizioni di salute precipitarono, a tal punto da approssimarsi ormai la morte. Il 22.01.1904, dopo aver ricevuto con tanto amore il Viatico (l’ultima Comunione), così si rivolse alla mamma: «Io muoio. Io stessa l’ho chiesto a Gesù due anni fa, ho offerto la mia vita per te, per chiedere la grazia della tua conversione. Mamma, prima di morire, avrò la felicità di vederti pentita?». La madre, in lacrime, disse di sì e promise di cambiar vita. Allora Laura disse al sacerdote presente: «Padre, siete testimone che mamma ha promesso di lasciare quell’uomo!»; quindi disse alla mamma: «Addio, mamma, ora muoio contenta!». Pronunciò infine queste ultime parole: «Grazie Gesù! Grazie Maria!»; e spirò serenamente. Non aveva ancora compiuto 13 anni.
La mamma mantenne la promessa, volle subito cambiar vita, e poté così confessarsi e fare la Comunione già per il suo funerale!
Alle esequie di Laura accorse inaspettatamente tutto il paese, non solo per la sua giovane età, ma perché la sua fama di santità si era già diffusa anche fuori del collegio.
Le sue spoglie mortali riposano oggi nella cappella delle Figlie di Maria Ausiliatrice, a Bahía Bianca; e vi si recano a pregarla molti pellegrini.
Laura Vicuña è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 3.09.1988 
(vedi), proprio durante la visita apostolica compiuta a Torino e Colle don Bosco, nel centenario della morte di san Giovanni Bosco.
 

Il 24 aprile (2021), il Papa ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare alcuni Decreti, riguardanti, tra l’altro, anche le “virtù eroiche” della giovanissima Anfrosina Berardi, di San Marco di Preturo (L’Aquila), nata il 6.12.1920 e morta a 11 anni, il 13.03.1933; sarà così presto proclamata Beata. Per conoscerla un poco vedi ad esempio il sito a lei dedicato: http://www.anfrosinaberardi.com

Pur non essendoci alcun pronunciamento della Chiesa, ecco però la testimonianza e la straordinaria esperienza spirituale di un bambino di soli 8 anni, Antonio Terranova, nato a Palermo il 14.07.2004 e morto (di tumore) il 23.02.2013 (in 3 puntate: leggileggileggi). Come la grazia e l'amicizia di Gesù può far vivere il dolore e la morte in modo strordinariamente maturo e cristiano persino in un bambino così piccolo!


Sul significato cristiano e il valore salvifico della sofferenza, offerta in unione alla Croce di Gesù, per la salvezza del mondo, vedi la Lettera apostolica di Giovanni Paolo II Salvifici doloris (11.02.1984).


 





 

10.05.2021

Immigrazione clandestina  (aggiornamenti)

Com’è noto, continuano a centinaia gli sbarchi settimanali di “immigrati clandestini” sulle coste italiane; e sia l’arrivo dell’estate che le annunciate riaperture sugli spostamenti fanno prevedere una loro prossima ulteriore escalation, ovviamente con la complicità se non l’incoraggiamento del governo (è quanto prevede lo stesso direttore di Frontex, agenzia UE delle frontiere, Fabrice Leggeri). (leggi)

Mentre sulla Libia - che ha appena scarcerato dopo soli 4 mesi di reclusione l'«imperatore» del traffico di esseri umani Abdel-Rahman Milad (detto Bija) (leggi) - aumenta la pressione politica, economica e perfino militare della Turchia, che spinge l’immigrazione clandestina verso l’Europa (specie di musulmani), e aumentano le provenienze di immigrati clandestini pure da Tunisia e Algeria, l’attuale governo italiano, con il favore delle agenzie ONU e ovviamente il plauso delle Ong impegnate nella cosiddetta accoglienza, continua a muoversi all’insegna dell’ideologia immigrazionista, senza criteri e discernimento. (leggi

Sulla questione dell’immigrazione clandestina eravamo già intervenuti (vedi ad esempio la News del 29.12.2020), con la doverosa distinzione, volutamente ignorata, tra immigrazione regolare e irregolare, tra profugo e semplice immigrato, con il diritto di queste stesse persone anche a “non dover emigrare” (questo è il richiamo degli stessi vescovi africani, proprio per non impoverire ulteriormente gli stessi Paesi di provenienza, facendo pressioni sui governi locali affinché pongano in atto politiche più eque e promotrici dello sviluppo interno e della pace), mentre questa apertura all'immigrazione clandestina ha di fatto perfino l’esito di incoraggiare il turpe traffico di esseri umani e le loro morti, per poi, una volta riusciti a sbarcare e se non sono reimpatriati, con il reale pericolo di essere trattati come nuovi schiavi e mano d’opera malavitosa, oltre al pericolo di infiltrazioni del terrorismo islamico (v. il caso eclatante del tunisino sbarcato a Lampedusa il 20.09.2020 e che soli 9 giorni dopo ha compiuto in Francia l’attentato terroristico nella cattedrale di Nizza). Abbiamo pure sottolineato cosa si nasconda poi dietro certe ideologie globaliste (a scapito delle identità dei popoli) che favoriscono l’immigrazione indiscriminata; infine gli enormi interessi economici che si celano dietro certe Ong e Centri di assistenza in soccorso di tali immigrati clandestini. Avevamo infine fatto notare che, se delle persone hanno davvero il diritto di essere accolte (ad esempio perché in fuga da situazioni di guerra, di persecuzione, di calamità naturali o di povertà estrema), allora hanno pure il diritto, peraltro con minor spesa e massima sicurezza, di giungere nel nostro o in altri Paesi con regolare mezzo di trasporto (come peraltro avvenne anche in passato, ad es. verso le Americhe o all'interno stesso del nostro Paese).


Indagine della Procura di Trapani
Sugli interessi economici, oltre che ideologici, che si celano dietro non solo certe politiche ma anche certe Ong e attività di accoglienza e assistenza, la situazione è diventata talmente esplosiva che la stessa Procura di Trapani ha voluto finalmente vederci chiaro, facendo luce su qualcosa di questo mercato di compra-vendita di immigrati clandestini, un vero e proprio business mascherato da aiuti umanitari e accoglienza.

In tale inchiesta della Procura siciliana, tra gli indagati risulta pure il leader “no-global” (ex agitatore dei Centri Sociali) Luca Casarini e le sue lodate (anche dai vertici della Chiesa!) operazioni umanitarie compiute con la nave “Mediterranea”. (leggi)

Dall’indagine della Procura di Trapani, durata 4 anni e ora giunta a conclusione, emerge un vero e proprio accordo tra Ong e scafisti, con consegne concordate tra scafisti (trafficanti di esseri umani) e navi delle Ong pronte ad accoglierli (addirittura trainati fuori dalle acque libiche prima di fare il trasbordo), con appuntamenti in mare e possibilità per gli scafisti di ritornare in Libia con le loro imbarcazioni vuote (con tanto di giubbotti di salvataggio da potersi così di nuovo usare), per caricarne altri. In tale indagini sono implicate pure Ong tedesche (Jugend Rettet) e altre Ong internazionali (persino Medici senza frontiere e Save the children), con 24 indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e altri capi d'accusa.
«Talvolta la nave delle Ong – così nel rapporto della Procura - era a conoscenza dell’avvenuta partenza di unità nautiche con migranti a bordo; oppure intratteneva contatti di vario tipo (con i trafficanti) per indicare la propria presenza al limite delle acque territoriali libiche».

È il caso della nave Vos Hestia, (noleggiata da Save the children), che già nel 2017 si piazzava «in acque internazionali antistanti le coste libiche … per la consegna concordata di migranti».
[Nel 2017 sono sbarcati così in Italia 119.310 migranti].

Il 23.05.2017 il comandante Marco Amato e Cristina Gillian Moyes (team leader di Save The Children) con la loro nave Vos Hestia si avvicinarono alle acque territoriali libiche e con i loro stessi battelli di servizio (gommoni veloci) entrarono nelle acque territoriali libiche per trainare un gommone con a bordo 120 migranti fino alla Vos Hestia. Il 26.06.2017 sempre Vos Hestia con la stessa procedura imbarcò 1.066 migranti (con tanto di restituzione agli scafisti dei giubbotti salvagente utilizzati).

Questi contatti preventivi tra scafisti e navi Ong pronti ad accogliere i migranti clandestini erano una costante. Secondo gli inquirenti esisteva «un tacito accordo» con i trafficanti, che coinvolgeva anche la nave Vos Hestia e la Vos Prudence di Medici senza frontiere.

L’indagine rileva ad esempio l’incontro tra la Ong tedesca Jugend Rettet e gli scafisti, «il 18.06.2017 in acque internazionali, per trasbordare poi gli immigrati, come d’accordo, a bordo della motonave Juventa (della stessa Ong): una vera e propria consegna concordata di 264 migranti».

«Nell’inchiesta emerge pure che i trafficanti di esseri umani presenti in Libia e implicati nella relativa tratta verso l’Italia utilizzavano anche (cosa nota alle Ong) gli strumenti Ais (Sistema automatico di identificazione satellitare) e i siti web specializzati per rilevare la presenza in mare delle navi usate dalle Ong».

Ricordiamo che per queste operazioni "umanitarie" le Ong hanno avuto in 5 anni dallo Stato Italiano 20 miliardi di € 
(v. ancora News del 29.12.2020).




Immigrazione illegale in calo nell'Ue... tranne che in Italia
Già prima dello scoppio della pandemia, l'immigrazione illegale attraverso le rotte mediterranee e i Balcani era in calo in tutta l'UE, tranne che in Italia. Invece la rotta del Mediterraneo centrale verso il sud Italia è costantemente in crescita.

Nonostante l'emergenza sanitaria (!) in questi primi mesi del 2021 gli sbarchi illegali sono stati il triplo rispetto allo stesso periodo del 2020 e 15 volte di più rispetto ai primi tre mesi del 2019 (leggi). Comunque già nel 2020, rispetto al 2019, complice certo anche la pandemia, l’emigrazione attraverso la Turchia e la Grecia era diminuita del 74% e quella dal Marocco alla Spagna (escluso le Canarie) era diminuita del 40%; mentre l'emigrazione clandestina verso l’Italia era triplicata quella nel Mediterraneo e duplicata quella attraverso la Slovenia.



La Danimarca chiude
Nel 1980 la Danimarca - la cui società, già quasi totalmente scristianizzata e all’avanguardia nella corsa verso sempre nuove e spregiudicate forme anche legali di libertà individuali (con Copenaghen che era divenuta persino capitale del ‘porno’) - aveva 5,1 milioni di abitanti, con 50.000 immigrati “non occidentali”.
Ora ha 5,8 milioni di abitanti, ma con 500.000 immigrati, di cui 300.000 “non occidentali” e quasi sempre musulmani. Solo negli ultimi 5 anni sono state presentate 40.000 domande d’asilo, tutte di musulmani.
I musulmani sono già il 5,5% della popolazione danese, ma potrebbero in poco tempo persino triplicarsi!
La situazione comincia però seriamente a preoccupare non solo la società ma anche la politica (pur essendoci attualmente alla guida del Paese un governo socialdemocratico). Così il Ministro dell’Interno Kaare Dybvad Bek: «l’abnorme presenza di immigrati non occidentali aumenta il rischio del costituirsi di una società religiosa e culturale parallela». Preoccupa soprattutto la mancanza di integrazione dei musulmani e l’ingerenza dell’islam politico, che rischia di fare della Danimarca una nuova Francia.
Come in Francia, infatti, anche qui aumenta inesorabilmente il numero di “no-go zones” (zone dove è rischioso entrare per i non-musulmani). Già nel 2018 il governo aveva promesso di far sparire queste enclavi off-limits entro il 2030 (“Anche con la forza, se necessario”, affermava l’allora primo ministro Lars Rasmussen).
In questi giorni si sta allora discutendo un progetto di legge per ridurre e poi azzerare il numero di questi “quartieri off-limits”*, specie musulmani; la legge prevede per questi quartieri a rischio un tetto massimo del 30% di abitanti “non occidentali”.
Il provvedimento riguarda attualmente 15 quartieri, ma potrà estendersi ad altre 25 zone “a rischio”; in futuro si potrebbe estendere a 58 zone.

* Per “quartieri a rischio di creare società parallele” (con loro leggi, cultura, religione) si intendono quelli di almeno 1.000 abitanti dove:
- la maggioranza (+ del 50%) della popolazione è composta di immigrati non occidentali;
- il 40% di residenti (di età 18/64 anni) non lavora o non studia;
- la percentuale dei condannati per reati (per detenzione di armi da fuoco o stupefacenti) è più del triplo di quelli della media nazionale;
- i residenti (età 39/59 anni) senza licenza media è più del 60% dei residenti;
- i residenti (di età 15/64 anni) che hanno un reddito lordo medio minore del 55% di quello medio dei residenti.

Il governo socialdemocratico ha recentemente dichiarato la sua intenzione di limitare in modo significativo il numero di persone che chiedono asilo. È poi di questi giorni l’approvazione della legge che vieta il finanziamento estero delle moschee presenti nel Paese.
Il primo ministro Mette Frederiksen, in carica dal giugno 2019, ha annunciato senza mezzi termini (suscitando le perplessità dell'ONU), che intende limitare in modo drastico le domande d’asilo (“Il nostro obiettivo è zero richiedenti asilo ... è a rischio la nostra coesione sociale!”).




A proposito di immigrazione musulmana …

Olanda
Anche nei Paesi Bassi l’Islam sta creando «una società parallela»!
È quanto denuncia (in un’intervista a Le Figaro) addirittura una delle poche donne musulmane che pubblicamente fanno sentire la loro voce in Europa. Si tratta di Shirin Musa, direttrice dell’associazione Femmes for Freedom, musulmana di etnia hazara di origine afghane, emigrata in Olanda dal Pakistan (dove la famiglia era fuggita dall’estremismo islamico, quando lei aveva solo sei mesi). Ecco le sue accorate parole d’allarme: «La tolleranza è eccessiva. Nelle moschee olandesi si predicano matrimoni forzati, che gli uomini devono decidere tutto in famiglia, che hanno il diritto di avere più donne e che si devono operare le mutilazioni genitali femminili. Neanche in Arabia Saudita o nel Kuwait avviene più». «Sono i finanziamenti stranieri che avvelenano le comunità musulmane e le radicalizzano». «Anche dall’Olanda molti musulmani erano partiti per combattere per lo Stato islamico in Siria».

Ancora una attacco islamico … in Francia
Non fa quasi neppure più notizia … ma questa volta il terrorismo islamico in Francia ha attaccato direttamente un’agente di polizia (e non è la prima volta). Il 23 aprile scorso (2021) un tunisino di 36 anni, al solito grido di “Allah Akbar!”, ha ucciso con due pugnalate alla gola una poliziotta di quasi 50 anni (Stéphanie M.). E non siamo in un quartiere a rischio di Parigi o di una grande città, ma nella tranquilla cittadina di Rambouillet, nella verde campagna a 60 km. a sud-ovest della capitale. (leggi)




USA. Contrordine di Biden: «non venite»!
Com’è noto, tra le accuse mosse contro l’ex-Presidente Trump, c’era anche quella di essere ostile all’immigrazione, che negli USA riguarda non tanto quella musulmana quanto quella di lingua ispanica, ma che rende particolarmente critica la situazione alla frontiera con il Messico.
In realtà molte restrizioni (e muri) in tal senso erano già state stabilite dai precedenti presidenti, compreso Obama; ma anche negli USA, e ora più che mai, ciò che viene taciuto o lodato se fatto da alcune politiche (dei democratici) viene biasimato se compiuto da altre (se repubblicani).
Certo il neo-Presidente J. Biden, confondendo come molti la condizione di “rifugiato” con quella di “immigrato” 
(leggi), ha progettato di raddoppiare in un anno il numero di rifugiati che è possibile accogliere (comunque un ingresso regolamentato: dagli attuali 62.500 ai 125.000 nel 2022).
Però la situazione al confine messicano sta scoppiando 
(leggi). Infatti da quando il neo Presidente ha cancellato le leggi volute in merito da Trump (che permettevano l’immigrazione legale ma prevedeva che i richiedenti asilo facessero domanda e attendessero il permesso di soggiorno prima di entrare), una marea di migranti ha attraversato il confine messicano e attende il permesso di soggiorno già in territorio statunitense, provocando però in questo modo una grave crisi umanitaria.
Visto che di tutti coloro che in questi mesi hanno già attraversato il confine e si trovano all'inizio del territorio statunitense solo l'1% potrà davvero godere del permesso di soggiorno, Biden si trova a non saper risolvere questa grave crisi umanitaria e politica. Anzitutto ha vietato ai giornalisti di vedere e fotografare questi immigrati ammassati all'inizio del territorio statunitense in disumane «gabbie» per immigrati 
(leggi), poi ha rivolto un contraddittorio e patetico invito alle altre migliaia di persone che al confine messicano stanno facendo pressione per entrare negli USA: “non venite!” (così in una intervista rilasciata già a fine marzo alla Abc News).
Però la politica si serve sempre più della magia della parole (è nello stile del “padre della menzogna”, come lo chiama Gesù stesso): così si è passati dal deprecabile (secondo Biden) «big wall» di Trump all’annunciato «high wall with a big gate» di Biden. Un modo per nascondere che la demagogia lascia poi irrisolti i problemi ... e per un politico provoca pure un crollo dei consensi. Infatti, secondo l’ultimo sondaggio della Abc News/Ipsos, il 57% dei cittadini statunitensi è già in disaccordo con la politica migratoria del neo-Presidente Biden. 
«Al confine ci serve un muro»! No, non è una domanda di Trump, ma la voce degli americani espressa addirittura nel New York Times

[fonte: Tempi, 19.04.2021]






 

2.05.2021

Chiese cattoliche… in svendita

Chiese cattoliche pilota, profetiche, all’avanguardia, “in uscita”?
In realtà a rimorchio del mondo, in svendita … e già abbondantemente sulla via del fallimento!

La “primavera” della Chiesa, studiata a tavolino da spregiudicati (eretici) teologi e poi sognata da molti (anche autorevolmente) negli anni ’60, in realtà, postasi non in dialogo ma all’inseguimento del mondo moderno (e perfino del mondo protestante), s’era presto già trasformata in un rigido inverno, colmo di minacciose nubi. Così, già nel 1972 lo stesso Papa Paolo VI dovette riconoscere, sconcertato, che "da qualche fessura" (aperta però da chi?!) "il fumo di Satana fosse entrato nel tempio stesso di Dio” (omelia nella Solennità dei SS. Pietro e Paolo, 29.06.1972); e lo stesso Papa, verso la fine del suo pontificato, confessò: “C’è un grande turbamento in questo momento nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?” (8.09.1977, dialogo con Jean Guitton, riportato nel suo celebre libro “Paolo VI segreto”).
Il Cardinale Joseph Ratzinger nel 2004, nel suo dialogo (condensatosi poi nel testo “Senza radici. Europa, …”) con l’allora Presidente del Senato Marcello Pera, tratteggiò una via d’uscita, peraltro prefigurata fin da quando era giovane professore e teologo: “nella Chiesa e per la società è importante che esistano minoranze convinte: uomini che hanno incontrato davvero Cristo come il tesoro della loro vita”.

Del resto bastano le parole stesse di Gesù: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5,13).
La drammaticità dell’attuale situazione ecclesiale è evidenziata perfino nell’ultimo libro di Andrea Riccardi “La Chiesa brucia. Crisi e futuro del Cristianesimo” (Laterza, 2021).

Sottolineiamo allora qualche eloquente dato statistico, specie di alcune di queste Chiese, che han voluto e vogliono aprire o guidare questi presunti “processi” di rinnovamento. [cfr. News del 18.02.2020, 20.09.2018, 29.06.2017]

Germania
In questo mese con tutta probabilità la Chiesa cattolica tedesca - che da decenni condiziona la vita dell’intera Chiesa cattolica (economicamente anche quella africana e teologicamente anche quella latinoamericana) - farà molto parlare di sé, fino alla drammatica prospettiva di un nuovo doloroso scisma, formale o di fatto, (a partire dai soliti slogan che dominano il panorama culturale odierno, fortemente dettati da ristrette oligarchie culturali e di potere: benedire le coppie omosessuali, donne diacono o prete, preti sposati, …); e tutto ciò in un panorama ecclesiale abbondantemente in stato “confusionale” se non già nell’apostasia!
In realtà si tratta di prese di posizione di elite clericali (tra l’altro gente anche ben pagata che ruota attorno alle Curie*), maîtres à penser proni al pensiero unico dominante, di fatto assai lontani dalla vera sensibilità popolare, all’inseguimento del pensiero protestante (chiese protestanti che hanno sperimentato da 5 secoli queste novità e che sono in crisi ancor più di quelle cattoliche**).

* : La Chiesa cattolica tedesca è una delle più ricche del mondo (grazie alla “Kirchensteuer”, tassa moralmente obbligatoria per i fedeli - a tal punto che i Vescovi hanno parlato di “scomunica” non per chi crede nelle tante eresie che circolano all’interno delle loro Chiese ma per chi non pagasse tale tassa - che rende alla Chiesa 4-5 miliardi di € annui!) ed è addirittura il 2° “datore di lavoro” dopo lo Stato. Forse anche per questo le Curie delle 27 Diocesi tedesche sono mondanamente efficienti, piene di uffici e di impiegati, e tanti cattolici si ritengono tali e persino "impegnati" solo perché partecipi di queste strutture ecclesiali e non perché abbiano davvero un’autentica fede e vita cattolica (vedi in proposito lo straordinario discorso tenuto dal Papa Benedetto XVI, che come tedesco conosce bene queste realtà, a Freiburg i. B. il 25.09.2011).

** : Se qualcuno si ostinasse poi a pensare che le continue “aperture” delle chiese protestanti alla ‘modernità’ abbiano permesso una maggior presenza di fedeli in chiesa, sappia invece che la partecipazione al culto protestante è in calo continuo e i giovani vi sono praticamente spariti.
E se ancora qualcuno pensasse che il drammatico calo delle vocazioni sacerdotali nella Chiesa Cattolica dipenda dalla questione del celibato, sappia che anche il numero dei pastori protestanti, sposati, è in picchiata.

Ecco qualche dato statistico della Chiesa Cattolica tedesca.
In Germania, su una popolazione di quasi 84 milioni di abitanti, i cristiani (anagraficamente e fiscalmente) sono attualmente 44,5 milioni (Cattolici: 23 milioni; Protestanti: 21,5 milioni), ma in continuo calo (in alcune zone i cristiani sono già solo l’8% della popolazione). 
Secondo l’attuale trend (calo continuo) si prevede che nel 2035 i cristiani saranno 34 milioni e nel 2060 22,7 milioni (12,3 milioni di cattolici e 10,5 milioni di protestanti) 
(cfr. un qualificato studio sociologico commissionato dai Vescovi).

Nel land del Nordrhein-Westfalen (Renania Settentrionale-Vestfalia, il più popoloso e il 4° per superficie della Germania), nel 2018 hanno ufficialmente abbandonato la fede cristiana (Chiesa cattolica e Protestanti) più di 88.000 persone; nel 2019 oltre 120.000] 

In compenso i musulmani sono già più di 3 milioni e in continua crescita.

Nel 2019 hanno ufficialmente lasciato la Chiesa Cattolica 272.771 persone (nel 2018: 216.000; nel 2014: 218.000) (
dati forniti dalla Conferenza Episcopale ted.)

Tra i Protestanti (Chiese e teologie ormai tanto lodate e imitate da molti nella Chiesa cattolica, anche ad alto livello), nel 2019 c’è stato un calo ufficiale di 270.000 fedeli (del 22% in un anno, praticamente una fuga in massa!); dal 1990 al 2016 le comunità protestanti hanno perso 8 milioni di fedeli; in pochi anni sono passati dal 59% al 29% della popolazione (in alcune aree: 13,8%)., 
Se parliamo poi di fedeli praticanti, nella Chiesa Cattolica sono meno del 10% (in certi casi il 5%; comunque molto spesso anche tra i praticanti non si conoscono gli elementi fondamentali della fede *), tra i Protestanti solo il 4% (nel 1950 erano ancora il 15%).

* : ad esempio, tra loro il 60% dice di non credere in una vita dopo la morte e solo il 33% crede nella risurrezione di Cristo!

Altri dati riguardanti la Chiesa Cattolica:
- crescono in modo esponenziale le coppie cristiane che non si sposano in chiesa (col sacramento, come Gesù invece comanda; solo 44.000 matrimoni in un anno) e che non battezzano i figli (peraltro dimezzati in 30 anni);
- le Ordinazioni sacerdotali sono passate da 400 nel 1963 a 238 nel 1993, 186 nel 1995 (già Germania unificata), 98 nel 2013, 58 nel 2015.
- i Seminaristi (in Teologia) sono passati da 594 ancora nel 2011 a 211 nel 2020 (per il totale delle 27 diocesi tedesche).
- il 50% delle chiese è in vendita! [la diocesi di Colonia (una delle più ricche del mondo) prevede di passare in 10 anni da 500 a 50 parrocchie; quella di Trier (Treviri, la più antica diocesi tedesca) ha recentemente eliminato 865 parrocchie]



Olanda
1970: Cattolici: 40,5%; Protestanti: 36%.
2020: Cattolici: 23%* (in certe diocesi il calo annuo è di circa il 5%!); Protestanti: 10%; atei: 24%; agnostici: 34%; musulmani: 7% (in crescita)

* Inoltre anche questi sedicenti Cattolici, persino quei pochissimi che ancora frequentano la S. Messa domenicale, rivelano un'assai scarsa consapevolezza di fede: ad es. solo il 10% crede in un Dio personale e nella SS.ma Trinità!
Eppure immediatamente dopo la fine del Concilio (nel 1966), dove peraltro l'Episcopato olandese aveva avuto un ruolo guida insieme a quello tedesco, il Nuovo Catechismo Olandese (con tali ambiguità teologiche e dottrinali da richiedere nel 1968 un intervento correttivo del Papa, intervento rifiutato poi dagli stessi vescovi olandesi, che si opposero ufficialmente nello stesso anno anche all’Enciclica Humanae vitae), veniva osannato (anche in Italia) come l’esempio da seguire per portare il Vangelo al fatidico “uomo di oggi”!
Persino tra i 250 viaggi compiuti da S. Giovanni Paolo II in tutto il mondo, proprio la visita in Olanda (nel maggio 1985) trovò contestazioni proprio da parte di alcune realtà cattoliche locali.

Oggi circa 1/3 delle chiese è in vendita (in quanto lasciate vuote e così non più sostenibili economicamente)! Solo nella storica diocesi di Utrecht le parrocchie sono passate in pochi anni da 400 a 20 e ci sono tuttora 265 chiese in vendita.


Belgio
1968: il 99% della popolazione si dichiarava cattolica (con un sovrano fortemente cattolico, Baldovino, di cui è in corso la causa di beatificazione); 10.500 sacerdoti
Nel 2020 (percentuale sull’intera popolazione), tra i Cattolici, solo il 4% sono praticanti, solo il 50% fa battezzare i figli, solo il 25% si sposa in chiesa col Sacramento del matrimonio; e in tutto il Belgio ci sono solo 3.000 sacerdoti.



Austria
Anche nella Chiesa cattolica austriaca è in atto uno “scisma” di fatto (cfr. il movimento “Wir sind Kirche”, Noi siamo Chiesa), che potrebbe però presto drammaticamente formalizzarsi.
1966: 89% di Cattolici
2020: 58% Cattolici (Vienna: 40%); praticanti: 12% (calo annuo vertiginoso, giovani assenti)
Protestanti: 3,5% (in forte calo); Ortodossi: 5%; atei/agnostici: 25%;
Musulmani: 8% (in crescita)




Svizzera
1968: Cattolici: 45,4%; Protestanti: 52,7%
2015: Cattolici: 37,3% Cattolici* (compreso immigrati da Paesi cattolici); Protestanti: 24,9%; agnostici-atei: 23,1% (in crescita vertiginosa); musulmani: da assenti al 5,1%.

*: Anche tra i cattolici è però scarsa la consapevolezza della vera fede, visto ad esempio che la maggioranza di loro non crede all’indissolubilità del Matrimonio (voluta da Gesù!), approva la S. Comunione ai divorziati riaccompagnati e i matrimoni omosessuali.

Anche nella Chiesa cattolica elvetica è in corso un movimento che vuole staccarsi dal Papa (“Los von Rom”, “Via da Roma”!) e potenzialmente scismatico.


Francia
Nel 2020 in tutta la Francia ci sono state solo 91 nuovi sacerdoti diocesani. 
In Francia scompaiono (vendute, trasformate, demolite) quasi 50 chiese all’anno! (ma nasce una moschea ogni 2 settimane!)



Spagna
A Barcellona in poco tempo le parrocchie sono passate da 208 a 48.



Qualche piccolo dato … italiano
Quanti vanno alla S. Messa alla domenica?
     Nel 2009 ancora il 32%; nel 2020 il 19%.
Quanti frequentano l’Ora di Religione nelle scuole? (il che non è però indice di appartenenza alla fede cattolica) [insegnamento peraltro sempre più marginale e insignificante nel panorama scolastico]
    alle elementari: 90% al nord, 98% al sud;
    alle medie: 83% al nord; 97% al sud;
    alle superiori: 75% al nord (a MI si arriva anche al 50%); 96% al sud.
Qualche esempio:
Credenti in una 1^ liceo scientifico: 50%; in 5^: 40%
Però, in una 3^ liceo scientifico, alla domanda “Chi crede che Gesù sia davvero risorto?”, ecco le risposte: 1 sì, 22 no! 

[fonte: Il Timone n. 205 (aprile 2021)]




In controtendenza … la Russia
Dopo 70 anni di ateismo imposto dall’ideologia marxista e dal potere comunista, in Russia negli ultimi 15 anni sono state riaperte circa 20.000 chiese ortodosse [solo nella diocesi di Mosca si è passati dalle 837 nel 2010 alle 1.056 nel 2014 (934 chiese e 122 cappelle), con altre 200 già in programma]. È aumentato notevolmente anche il numero di sacerdoti, passati dai 17.500 del 2000 ai 35.000 di oggi; e in 10 anni gli Istituti Teologici, frequentati anche da fedeli laici, sono passati in Russia da 38 a 51 (solo a Mosca, nel 2017 si sono diplomati in Teologia 4.030 studenti).



Qualche dato da … oltre-Atlantico

USA
(leggi statistica vaticana 2015)
I cristiani sono il 75% della popolazione (che conta 316.253.000 di abitanti).
Cattolici: 22,7% * [71.796.000 (76.900.000 nel 2003)] [in alcune diocesi in fortissimo calo, specie a causa degli scandali legati al clero (anche se molti di questi processi, fortemente pubblicizzati e persino gonfiati dalla stampa e dalle televisioni, nascondono pure ingenti interessi economici a favore degli accusatori e dei loro legali, visto che a pagare sono comunque le casse delle ricche diocesi)]

*: la Chiesa Cattolica è la più numerosa comunità cristiana degli USA (22,7%); al 2° posto c'è quella Battista (protestante), con il 7% della popolazione statunitense.
Però il totale degli aderenti alle diverse comunità protestanti è il 48%.

Cattolici praticanti: 1970: 55%; 2019: 20%; 2020 (causa pandemia): dal 5% al 10% (Natale 2020: 20%; prima era il 64%).
Battesimi nella Chiesa Cattolica negli ultimi 20 anni: - 40%!



America latina
In America Latina, un tempo rigogliosa di fedeli e tradizioni cattoliche, dopo decenni di teologie e pastorali della prassi, della “liberazione”, della riduzione della fede a lotta sociale e a scelte per i poveri, ora concentrate anche su ecologia, ambiente, clima … il “popolo” (tanto esaltato da una certa teologia dominante e gerarchia), per cercare Dio, Cristo, il sacro, il soprannaturale e persino comunità vive di fratelli nella fede, se n’è andato dalla Chiesa Cattolica (quasi un 40%, ma sempre in aumento!), quasi sempre per approdare nei gruppi protestanti (specie nei Pentecostali, dove in questo caso sentono ancora parlare, seppur in modo non completo, di Gesù, di spiritualità, persino di morale sessuale e c'è pure preghiera intensa e vita comunitaria).

Un caso emblematico ... il Brasile 
(percentuale sull'intera popolazione):
2000: Cattolici: 73,6%; Protestanti: 15,4%.
2010: Cattolici: 64,6%; Protestanti: 22,2%.
2020: Cattolici: 50,1% ; Protestanti: 31,3%.
Si prevede che nel 2035 i Protestanti (Pentecostali) supereranno i Cattolici.







 

Flash-News
  23.04.2021



Filippo d’Edimburgo: requiem!
Com'è noto, il 9.04.2021 è deceduto, all’età di 99 anni, Filippo di Edimburgo, Principe consorte della Regina del Regno Unito Elisabetta II.
Le “reali” esequie si sono solennemente e sontuosamente tenute il 17/4 nella cappella del castello di Windsor, sia pur con pochi invitati reali, tutti rigorosamente con mascherina nera (secondo copione universale Covid-19, ma roba comunque da sartoria reale).
Ma chi era realmente il consorte della Regina? Ecco qualche notizia … controcorrente!
Filippo d’Edimburgo era ufficialmente iscritto alla più alta massoneria inglese: “Fratello (reale) massone” n. 2612 della Navy Lodge della Gran Loggia Unita d’Inghilterra.
Ecologista e animalista d’eccellenza, fu il fondatore e presidente onorario del WWF, con chiara ispirazione malthusiana (è necessario ridurre la presenza dell’uomo, “cancro del pianeta”).
Nel 1988 in una intervista alla Deutsche Press Agentur disse: “La crescita dell’uomo è la più grande minaccia per il pianeta! Se dovessi reincarnarmi vorrei esser un virus letale per eliminare la sovrappopolazione”.
Anche se la Regina consorte risulta tuttora, come tutti i sovrani inglesi da Enrico VIII in poi, Capo della Chiesa anglicana, il Principe era di fatto un neanche troppo occulto avversario del cristianesimo.
In un convegno su "Ecologia e Religioni", tenutosi a Washington il 18.05.1990, raccomandò calorosamente l’abbandono del cristianesimo e il ritorno alle religioni pagane, più rispettose della natura (fra queste consigliò quelle degli indios americano-amazzonici, quelle polinesiane e quelle degli aborigeni australiani).
Requiem … e meno male che la ‘reincarnazione’ non esiste!




Il ritorno di Frankenstein: verso l’uomo-scimmia?
La Cina, dopo averci regalato il Covid-19 (cfr. News 27.10.2020 e 16.08.2020) e aver progettato “soldati geneticamente rafforzati” (cfr. News 31.12.2020), ora vuole darci anche l’uomo-scimmia?
Per il momento (15.04.2021) un’equipe di ricercatori cinesi e americani ha cercato di produrre la scimmia-uomo: hanno infatti inserito cellule umane adulte, riconvertite ad uno stadio di pluripotenza (capaci cioè di formare ancora diversi tipi di tessuti e organi), in blastocisti di scimmia (embrioni a 5-6 giorni dal concepimento) per vedere come interagivano.
L’esperimento non è riuscito: i 132 embrioni manipolati dopo 20 giorni sono tutti morti.
Lo scopo dichiarato dell’esperimento è quello, apparentemente nobile, di creare «organi e tessuti per il trapianto», ma l’attuale delirio di onnipotenza della scienza (genetica) fa temere il tentativo di produrre pure l’uomo-scimmia.
 (leggi)
È evidente che l’uomo voglia porsi al posto del Creatore (novelli stregoni, deliri da Prometeo); ma anche che il Maligno voglia distruggere ormai anche l’ordine della Creazione.
Quanto durerà ancora la pazienza del Creatore?



Dal matrimonio con chiunque a quello con … il figlio!
Nella documentata News del 13.02.2021 avevamo osservato come la pretesa di chiunque di sposarsi con chiunque, dal matrimonio “omosessuale” era già scivolata a quello “con se stessi” per giungere persino a quello “con le cose”, magari prospettando anche quello con gli animali.  Dobbiamo fare un aggiornamento …
In questi giorni a New York (Tribunale Federale di Manhattan) è stata ufficialmente depositata, sotto forma di causa, la richiesta di un uomo, regolarmente sposato e convivente con la moglie, di sposare anche “suo figlio”. Trattandosi praticamente di incesto (e tra l'altro omosessuale), la causa è stata inoltrata per «incostituzionalità», secondo lui, delle vigenti leggi sull’incesto! 
(leggi) (leggi)
Alla prossima puntata …



Biden pro aborto
Avevamo subito osservato (cfr. News 17.12.2020) come il neo Presidente USA Joe Biden, peraltro secondo quanto aveva apertamente dichiarato in campagna elettorale, non avesse perso tempo nel suo sostegno all’aborto e alle agenzie pro-aborto (in quella cosiddetta Pro-Abortion Mafia). 
Capovolgendo in merito tutte le leggi della presidenza Trump (che aveva ad esempio impedito a entità che praticano aborti, come la potentissima Planned Parenthood, di ricevere finanziamenti federali: solo per questa agenzia sotto Obama erano 60 milioni di $ annui), l’amministrazione Biden/Harris vuole ripristinare i regolamenti stabiliti da Clinton già nel 2000, con cui i contribuenti sono costretti, volenti o nolenti, a finanziare l’industria dell’aborto (il cosiddetto Titolo X).
 (leggi)
Se sono così, il Signore ci preservi dai Presidenti cattolici …!



I padroni del mondo
Il mondo, che anche a motivo del Covid-19 e delle irresponsabili decisioni governative che stanno conducendo al collasso le economie di interi Paesi [una perdita di 1.000 miliardi di $ e un aumento del 40% di persone bisognose (235 milioni in più nel 2021), con «esigenze umanitarie che saranno le più desolanti mai pensate» (Mark Lowcock, responsabile ONU Affari umanitari) (v. News 10.01.2021)], conosce invece quest’anno nel mondo un’impennata del numero dei miliardari (record di 2.755 (+ 660 rispetto al 2020) per 13.100 miliardi di $ (+ 8.000 rispetto al 2020), con 493 nuovi ingressi (di cui 210 dalla Cina). [fonte: Forbes, 35^ classifica annuale dei super ricchi] [ANSA, 7.04.2021]
Ecco i primi in classifica (patrimonio in miliardi di $):
1°: Jeff Bezos (USA) = 177

                Amazon, Blue Origin (per voli spaziali), The Washington Post
2°: Elon Musk (USA, cittadinanza canadese) = 151
       
Tesla, Space Exploration Technologies Corporation, Neuralink (neurotecnologie, sviluppo interfacce neurali impiantabili)
3°: Bernard Arnault (F) = 150
      LVMH (oltre 70 marchi di aziende di alta moda, orologi, gioielli, vini e liquori,  editoria, distribuzione, alberghi di lusso)
4°: Bill Gates (USA) = 124   (Microsoft, ...)
5°: Mark Zuckerberg (USA) = 97  
(Facebook, ...)

In Italia:
40° (ufficialmente residente in Belgio, in cui è al 1° posto): Giovanni Ferrero = 35,1
62° : Leonardo del Vecchio = 25,8 
(Luxottica, EssilorLuxottica)
323°: Giorgio Armani = 7,7
327°: Silvio Berlusconi = 7,6 miliardi


Povertà sempre più grande …
Ricchezza (potere, informazione ... menti) sempre più in mano a pochi!










Flash - News
  16.04.2021


Gagarin … era cristiano
60 anni fa, il 12.04.1961, il cosmonauta russo Yurij Gagarin, pilota dell’aviazione russa di soli 27 anni (e alto solo m. 1,60), fu il primo uomo ad essere lanciato in orbita attorno alla Terra (pur rimanendovi per soli 108’). 
(vedi scene di un breve film russo in merito)
La Russia comunista aveva così battuto gli USA in questo primo passo nella conquista dello spazio, una corsa che faceva parte della propaganda della “guerra fredda”. Gagarin divenne infatti un «Eroe dell’Unione Sovietica», decorato con l’«Ordine di Lenin» e inviato ovunque come simbolo dell’avanguardia comunista (non importa se queste spese, come quelle militari, insieme alla catastrofe di un’economia retta sui principi marxisti di assoluto accentramento di ogni proprietà e produzione nelle mani del potere statale comunista, lasciavano il popolo nella fame e la vita sociale nella più anacronistica arretratezza).
Dopo essersi miracolosamente salvato in molti incidenti automobilistici, Gagarin morirà in circostanze rimaste misteriose il 27.03.1968, all’età di 34 anni, precipitando con il suo caccia Mig-15 durante un volo d’addestramento non lontano da Mosca.

Ebbene, tutti sanno che questo primo uomo per pochi minuti in orbita attorno al pianeta e sperimentando per primo anche l’assenza di gravità, guardando da lassù il cielo nero e la Terra sotto i suoi piedi, avrebbe pronunciato anche la celebre frase: «Non vedo nessun Dio quassù»!

L’ateismo comunista usava in Russia anche queste sciocche forme di propaganda.
Ci mancherebbe altro che bastasse andare in orbita per vedere Dio, che è puro Spirito e creatore dell’universo intero; quando la fede parla del Cielo o dei cieli ("Padre nostro che sei nei cieli") intende nella "trascendenza" e come tale presente ovunque (“in cielo, in terra e in ogni luogo”, come recitava il vecchio catechismo).
Ad esempio, nel “Museo dell’ateismo”, allora allestito a Mosca, si cercava di dimostrare che l’anima non esiste perché alla somma del peso di tutti gli organi, muscoli, ossa ecc. di un uomo si raggiungeva il peso totale dell’uomo stesso ... come dimostrazione che oltre la materia non c'è nulla!


Che Yurij Gagarin avesse dovuto pronunciare la celebre frase ("non vedo nessun Dio quassù") era dunque consono all’ideologia marxista e atea che guidava perentoriamente l’impero comunista sovietico.

In realtà ora sappiamo che egli non pronunciò affatto quella frase!
Lo confermò molti anni dopo anche il suo collega Valentin Petrov, ex cosmonauta, sostenendo che Gagarin, battezzato nella Chiesa Ortodossa, era credente. Ciò fu confermato anche dal suo amico cosmonauta Alekseij Leonov. Con la sua la famiglia celebrava sempre con fede il Natale e la Pasqua (anche se allora era proibito), fece battezzare i figli e la sua casa era adornata di sante icone russe. 
(leggi)

A proposito di astronauti e di immagini sacre, abbiamo già sottolineato (v. News del 2.03.2021 e 20.11.2020come nell’attuale Stazione Spaziale (ISS), dove peraltro oggi convivono russi e americani, proprio gli astronauti russi non hanno tralasciato di affiggere, nonostante gli spazi ristrettissimi e persino l’assenza di gravità, le loro icone, per poter meglio pregare! 
(foto - video)
Tutto passa … Cristo rimane e vince!


 

Profughi cristiani respinti ... dall'Europa!

Inghilterra
Anche nel recente passato incredibilmente l’Inghilterra ha respinto profughi cristiani - realmente in fuga da Paesi dove sono minacciati e uccisi, specie nel Medio Oriente (e che dunque avrebbero realmente diritto di godere dello stato di rifugiato politico) - mentre ha facilmente accolto quelli musulmani. E tutto ciò nonostante l’enorme difficoltà (e persino non volontà) di integrarsi da parte islamica!

(dalla News 8.05.2019): Come molti Paesi europei, nel gennaio 2019 il governo inglese s’è rifiutato di accogliere Asia Bibi, la giovane donna cristiana del Pakistan liberata dopo aver subito ingiustamente 10 anni di carcere con la falsa accusa di blasfemia e costretta a cercare rifugio all’estero per non venire uccisa dai musulmani.
L’Inghilterra ha compiuto incredibili discriminazioni anche nell’accoglienza di profughi siriani: ad esempio nel 2017, su 4.850 siriani accolti, 4.572 erano musulmani e solo 11 cristiani. Anche negli ultimissimi anni ha respinto molti profughi cristiani in fuga dal Medio Oriente.
Nel marzo 2019, il Ministero dell’Interno inglese ha poi respinto la richiesta d’asilo regolarmente inoltrata da un cristiano proveniente dall’Iran, costretto a fuggire dal suo Paese in quanto convertito dall’islam al cristianesimo, e già abitante in Inghilterra; è stato dunque costretto a lasciare il Paese e tornare in Iran, il che equivale praticamente ad una condanna a morte (nella motivazione d’espulsione si parla addirittura del cristianesimo come di una “religione non di pace”)! Anche la richiesta d’asilo di una donna iraniana, che nel suo paese si era convertita al cristianesimo e già abitante in Inghilterra, è stata respinta, addirittura schernendo la sua fede cristiana!  
Questa sarebbe l’Europa cristiana?!

Francia
Anche in Francia, che pullula da tempo di immigrati musulmani e nonostante gli enormi problemi sociali che tale presenza comporta (cfr. News del 9.04.2021 e 2.01.2021), il governo si mostra invece sordo alle richieste di asilo (politico) da parte dei profughi cristiani! Per la seconda volta ha ad esempio negato l’asilo politico, cui hanno diritto, a due coniugi iraniani (Ata Fathimaharloei e Somayeh Hajifoghahaz, di 33 e 34 anni e genitori di due figli), perseguitati nel loro Paese per essersi convertiti dall’islam al cristianesimo. Dopo aver perso il lavoro, a causa della loro conversione, ed essere stati costretti a fuggire dal loro Paese (in Iran pende su di loro addirittura la condanna a morte!), sono giunti in Francia e abitano a Perpignan; finora la loro regolare richiesta d’asilo è stata rifiutata e potrebbero quindi essere espulsi. (leggi)



 

La resistenza polacca

Contro gli attacchi dell’Europarlamento
Come sappiamo, il Parlamento europeo è solito attaccare non solo altri Paesi (tranne quelli musulmani!) che, come ad esempio la Russia, non si adeguano alle nuove ideologie che distruggono la famiglia naturale e il diritto alla vita (divorzio, aborto, eutanasia, teoria gender e Lgbt), ma gli stessi Paesi membri dell’Unione Europea che non vogliono adeguarsi al nuovo “pensiero unico dominante” e vogliono invece rimanere fedeli alle proprie radici umane e cristiane (vedi Polonia e Ungheria). Così, con una severa e peraltro illegittima Risoluzione del 26.11.2020 (approvata da 455 eurodeputati), il Parlamento UE ha fortemente criticato le decisioni pro-vita prese dal governo polacco. 
(cfr. per il 2020 le News del 22.12, 23.11, 1°.08, 16.06)
A difesa della Polonia è stata redatta una lettera da parte della COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea) indirizzata direttamente al Presidente dell’Europarlamento David Maria Sassoli, in cui si smonta, “Trattati europei” alla mano, le falsità contenute nella “Risoluzione”, sottolineando come la vita dei nascituri vada sempre protetta e che comunque non rientri nelle competenze del Parlamento UE dare giudizi in merito alle leggi sull'aborto dei singoli Paesi membri. 
(leggi)

Manifesti per la famiglia e contro il divorzio
Tutti possono esprimere le proprie posizioni culturali e di pensiero, anche per ciò che riguarda la vita personale, familiare, sociale e politica. Tutti … tranne i Cattolici e chi insieme a loro difende la vita e la famiglia.

Anche in Italia, e nello specifico a Roma, abbiamo visto censurare (e non da facinorosi intolleranti ma dall’Amministrazione capitolina!) manifesti a favore della famiglia e della vita, contro l’aborto, l’utero in affitto e la pillola abortiva (cfr. News del 27.04.2018).

In Polonia invece (nonostante qualche contestazione, forse pilotata dall'estero) sono apparsi recentemente, tanto sui muri delle strade e degli edifici quanto sugli autobus, dei significativi manifesti a favore della famiglia unita e contro i divorzio, con foto e scritte di bambini che invitano «mamma e papà, amatevi»!
Scopo della campagna - promossa pure dall’associazione Sychar, che lavora per sostenere i matrimoni in difficoltà - «è promuovere il valore dell’amore coniugale e genitoriale, mostrare l’importanza di amorevoli e corretti rapporti tra i coniugi, per creare un matrimonio duraturo e legami familiari solidi, che sono la base di un corretto e sano sviluppo dei bambini». 
(leggi)

Osservatorio sulla cristianofobia
Affinché la crescente “cristianofobia” dell’Europa occidentale non mini anche la forte identità cattolica del Paese, il governo polacco ha aperto presso l’Università di Varsavia, significativamente intitolata al glorioso cardinale Stefan Wyszynski, un Osservatorio sulla cristianofobia e la libertà religiosa. Il nuovo centro è stato inaugurato il 20.02.2021 dal Ministro dell’Istruzione e della Scienza Przemyslaw Czarnek (molto vigile anche perché non dilaghi nelle scuole e università l’ideologia gender), che ha annunciato pure una sovvenzione pubblica pari a 335.000 euro.
Il nuovo dipartimento sarà guidato da padre Waldemar Cislo, che nella circostanza ha ricordato ad esempio che “in Francia nel corso del 2020 (notizia riportata da Le Figaro), mentre gli attacchi contro i luoghi di culto ebraici e islamici sono scesi del 58,5%, quelli contri i luoghi di culto cristiani sono aumentati del 90%”. 

Anno di Wyszyński
La Polonia ha deciso di celebrare il 2021 (120° della sua nascita e 40° della sua morte) come “Anno del cardinale Stefan Wyszyński” (1901-1981), l’eroico arcivescovo di Varsavia e Primate di Polonia, che, a costo del carcere (fu costretto per 3 anni a vivere in isolamento e in silenzio), difese la Polonia, fortemente cattolica, dal comunismo (imposto da Mosca) e contribuì poi non poco all’elezione del 1° Papa polacco (Giovanni Paolo II), che fu determinante anche per il crollo del comunismo in tutta l’Europa orientale nel 1989 (fino al crollo stesso dell’URSS nel 1991). (leggi)

Il 2.10.2019 il Papa ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto riguardante un miracolo attribuito al cardinale Stefan Wyszyński e quindi decisivo per procedere alla Beatificazione.
La celebrazione della "Beatificazione", inizialmente prevista a Varsavia il 7.06.2020 con la partecipazione di centinaia di migliaia di fedeli, è stata rinviata a data da destinarsi a causa dell’emergenza sanitaria.






Il Partito Comunista Italiano

Cento anni fa (il  21 gennaio 1921), sull’onda di un entusiasmo ideologico e politico seguito alla rivoluzione bolscevica russa (1917), durante il congresso di Livorno del Partito socialista italiano, nasceva, scindendosi da esso, il Partito comunista d'Italia, poi Partito Comunista Italiano (PCI).
Dopo la dittatura fascista e la II Guerra Mondiale, diventerà il più grande partito comunista dell’Occidente!
Sostenuto politicamente ed economicamente da Mosca, che lo considerava un baluardo di primaria importanza contro l’imperialismo americano (poi Patto Atlantico e Nato), nelle elezioni politiche italiane del 1948 (e poi in seguito) tentò in tutti i modi di ottenere il potere politico del Paese. Quella campagna elettorale assunse toni aspri, talora ai limiti della guerra civile, peraltro in alcune zone già violentemente sperimentata negli ultimi anni della guerra e persino nei primi anni seguenti, addirittura con preti uccisi o minacciati di morte
 (v. News del 2.04.2021 e del 1°.11.2020)!
Effettivamente l’Italia, appoggiata certo nell'anticomunismo dagli USA (che erano intervenuti militarmente per 'liberarla' dalla presenza tedesca e con ingenti aiuti economici per sostenerne la ripresa, che sarà com'è noto straordinaria), si trovava quasi in bilico tra i due 'blocchi' che dividevano il mondo e l'Europa, con l'immane pericolo di cadere (ammesso che gli USA l'avessero permesso), nell'area comunista e quindi addirittura nel blocco di influenza sovietica. Nelle elezioni del 18-19 aprile 1948 c'era dunque davvero in gioco il futuro e il destino stesso del nostro Paese!

In quella durissima competizione elettorale, la Democrazia Cristiana ottenne la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi (caso unico nella storia della Repubblica!), mentre il "Fronte Democratico Popolare" (che comprendeva comunisti e socialisti) si attestò invece solo attorno al 30%.
La DC rimarrà il partito di maggioranza relativa (inseguita inutilmente dal PCI, che non riuscì mai a 'sorpassarla'), fino al 1994, quando venne fatta sparire dal panorama politico italiano! Ciò fu possibile anche perché all'inizio degli anni '90, crollato il comunismo sovietico e quindi diminuito in Occidente (e nella percezione degli USA) quel pericolo, il PCI poteva paradossalmente sopravvivere sotto nuove sigle e il suo grande avversario politico poteva ora essere facilmente eliminato per via giudiziaria* (vedi i processi di "Mani pulite", assai spesso costruiti ad hoc e che poi si conclusero talora con l'assoluzione degli imputati, come accadde in seguito anche nel processo per mafia di Andreotti). Fu così che la DC, e la presenza stessa dei Cattolici in politica, si dissolse con le sue correnti tra i due nuovi poli politici (nonostante l'illusione di molti di loro di poter contare ancora nelle grandi decisioni ... che infatti saranno quasi tutte anticattoliche).

* Eliminare per via giudiziaria ogni avversario politico è un metodo che la 'sinistra' ha potuto usare non solo negli anni '90, quando si trovò di fronte un "nemico" inaspettato (e demonizzato) che vinse però le elezioni, ma anche in seguito, nei confronti di tutti coloro che il popolo italiano democraticamente vota come vera alternativa per il Paese.

Mentre il comunismo dilagava nel mondo (anche in Asia, in Africa e in America latina) e avrebbe prodotto inaudite violenze e causato addirittura 100 milioni di morti (!) (v. ad es. News del 12.09.2020) (cfr. la specifica profezia della Madonna a Fatima proprio il 13.07.1917), in Italia il PCI, pur senza riuscire mai a vincere le elezioni politiche, ma potendo avvalersi di una ferrea capacità organizzativa interna, che richiedeva una totale obbedienza dei tesserati, e del sostegno politico ed economico di Mosca, riuscì ad ottenere un potere per così dire parallelo.
Riuscì infatti a catturare ideologicamente e politicamente la quasi totalità della classe operaia (non quella contadina, più cattolica ma ormai sempre più erroneamente emarginata), pilotando anche tutto il mondo sindacale e le sue rivendicazioni, con enormi conseguenze pure sul piano economico e sociale (ad esempio in ordine all'accentramento statale di grandi enti), oltre che a generare un perenne stato di aspra “lotta” sociale nel Paese.
Nel '68 il PCI riuscì inoltre a cavalcare la grande contestazione giovanile e studentesca, egemonizzando con l'ideologia marxista, materialista e atea (e pure con la "rivoluzione sessuale", come presunta liberazione da ogni tabù morale) le nuove generazioni, peraltro allontanandole così quasi definitivamente dalla Chiesa, dalla fede e dalla morale cristiana (e quindi dalla salvezza eterna delle anime!), tanto che anche la maggior parte dei giovani cattolici improvvisamente si dileguò o tradusse il cristianesimo in un vago e in fondo materalistico impegno per i poveri, se non addirittura di supporto alla lotta di classe (mentre altri, all'opposto, si rifugiarono in uno spiritualismo disincarnato).
Da schegge impazzite di questa cultura di sinistra, comunque in piena coerenza con l’ideologia marxista, sorsero anche quegli estremismi extra-parlamentari (Lotta continuaIl Manifesto, ... 
- v. quanto ricordato nella News del 2.04.2021 in rif. all'omicidio del commissario Calabresi) e addirittura il terrorismo rosso (Brigate rosse), che per molti anni misero il Paese in un 'plumbeo' clima sociale (che durò almeno fino al rapimento, prigionia e uccisione del Presidente Aldo Moro nel 1978).
L’ideologia comunista allargò inoltre il suo potere e persino la sua egemonia (peraltro secondo un preciso progetto già di Gramsci) al mondo della cultura, della stampa, dell’editoria, della scuola; e persino in gran parte di quello giudiziario! In questo modo la sua influenza, sia pur non sostenuta democraticamente dalla maggioranza del voto popolare, fu talmente forte da costituire in fondo il vero potere ideologico alla guida del Paese. Anche dopo il crollo del comunismo, negli anni '90, riuscì appunto a sopravvivere, sotto mentite spoglie e nuove sigle, e persino ad accrescere il proprio potere e la propria influenza politica e culturale.

Qualcuno ha mai chiesto perdono per questa tragica ideologia e per le terrificanti violenze da essa causate in Europa e nel mondo? Se n’è fatta davvero ammenda? C'è mai stata una "Norimberga" per questo? 

Vediamo invece che gli eredi del PCI rimangono comunque al potere; anche quando non posseggono il conforto del voto popolare! E chi vi si oppone democraticamente è sempre accusato di dividere il Paese, di intolleranza, di odio e persino di fascismo.



 

Eutanasia

Spagna
Il 18.03.2021 il Congresso dei deputati spagnoli ha approvato la legge per il regolamento dell’eutanasia (proposta di legge presentata dal Partito socialista; si sono invece opposti il Partito popolare e Vox). La Spagna è così il 7° Paese al mondo ad ammettere l’eutanasia, dopo Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Colombia, Canada e Nuova Zelanda. Secondo tale legge, possono richiedere il suicidio assistito i maggiorenni che soffrono di «una malattia grave e incurabile» o di una «condizione grave, cronica e impossibile» che incide sull’autonomia della persona e che genera una «costante e intollerabile sofferenza fisica o psichica».
Così espressa, cioè in riferimento ad una “intollerabile sofferenza fisica o psichica”, la legge nasconde la possibilità di ricorrere alle “cure palliative” (in Spagna solo il 40% dei pazienti che hanno bisogno di queste cure le riceve; così ci sono ogni anno 60.000 persone che muoiono di sofferenza, quando vi si potrebbe far fronte appunto con l’incremento di tali cure). In altri termini, l’unica soluzione proposta dal governo per alleviare le sofferenze è quella di procurare la morte del sofferente.
La Chiesa cattolica spagnola (a partire dalla stessa Conferenza Episcopale) ha preso una posizione fortemente critica contro questa legge, definendola “contraria alla dignità umana”.
Qualche Presule, come mons. Juan Antonio Reig Pla (vescovo di Alcalá de Henares), ha parlato di legge che ricorda la mentalità “nazista” *, come se esistessero “vite non degne di essere vissute” (la sua dura presa di posizione ha suscitato l’ira dei socialisti, che hanno richiesto le scuse da parte dell’episcopato). 
(leggi)
Persino numerose associazioni di persone disabili hanno manifestato il proprio sconcerto per questa legge che in fondo li considera "vite non degne di essere vissute" e come tali candidate all’eutanasia!

* È stato infatti ricordato che il cardinale tedesco Iemens August von Galen, vescovo di Münster durante il periodo nazista e oggi Beato, osò opporsi frontalmente a Hitler anche sulla logica eutanasica che il Führer voleva attuare sui portatori di handicap. Ecco una sua omelia nell’agosto 1941: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli, allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri improduttivi, i malati incurabili, coloro che sono stati resi invalidi, e noi stessi, quando diventiamo vecchi. Chi potrà ancora avere fiducia nel proprio medico? ... potrà condannarlo a morte»!

Il cardinale von Galen (1878-1946), vescovo di Münster (una zona della Germania rimasta cattolica) durante il periodo nazista e già proclamato Beato dalla Chiesa per l'eroicità delle sue virtù, veniva chiamato il «Leone di Münster», per il suo coraggio di opporsi apertamente a Hitler, anche durante il periodo di massimo potere del nazismo; noto anche all'estero, anche il New York Times giunse a definire il vescovo di Münster nel giugno del 1943 «l’oppositore più ostinato del programma nazional-socialista»! Pur non attaccandolo direttamente, anche per la stima e l’autorità morale di cui il cardinale godeva presso il popolo, il potere nazista (lo stesso Goebbels) lo raggiunse più volte con inequivocabili minacce, così come furono centinaia le persone arrestate perché diffondevano le sue omelie.

Canada
In Canada la ‘cultura della morte’ pare non conoscere limiti.

Avevamo già altre volte osservato che dietro l’aria quanto mai giovanile e rassicurante del Premier canadese J. Trudeau si nasconda invece un determinato combattente a favore delle nuove ideologie occidentali, distruttive della morale cristiana, della famiglia e della vita (sul Canada cfr. anche le News del 22.01.2018, 18.08.2020, 16.06.2020 e del 10.09.2017).
Ora una nuova legge sull'eutanasia (Bill C-7) contempla che, per accedere all'assistenza medica nel morire (MAID), non sia più necessario attestare uno quadro clinico che ragionevolmente faccia prevedere l'inesorabilità prossima o remota della morte naturale.
Inoltre tale legge toglie ai medici la possibilità dell'obiezione di coscienza. 
I vescovi cattolici canadesi hanno diffuso una lettera aperta a tutti i fedeli, per denunciare questa tragica decisione del Parlamento. 
(leggi)






Italia ... in estinzione
 
[dati Istat del 27.03.2021]

Nascite 
(compreso i figli nati da 1 o 2 genitori stranieri)
2020: 404.000 
(di cui 1/3 fuori dal matrimonio!);
2019:  435.000;
2018:  439.747;
2017:  458.151
(2008: 576.000)

Decessi:
2020: 746.000
(di cui, ufficialmente, 74.159 per Covid-19*);
2019:  647.000;
2018:  633.133;
2017:  634.729
(2014: 598.000)

i dati ufficiali Istat (27.03.2021) sulle morti 2020 per Covid-19 sono assai minori rispetto alla somma dei dati forniti quotidianamente dal governo (e divulgati in modo ossessivo e allarmistico dai media) per imporre le note, incredibili e sproporzionate restrizioni delle più fondamentali libertà civili, che stanno provocando il tracollo economico e persino psicologico della Nazione!
Non sono consoni a quanto viene quotidianamente comunicato dal governo e dai media anche i dati ISTAT che si riferiscono già ai primi 2 mesi (gen/feb) del 2021: rispetto allo scorso anno (gen/feb 2020), quando i decessi furono particolarmente bassi (118.029; l’inverno era stato mite e la pandemia non era ancora scoppiata), nei primi 2 mesi (gen/feb) di quest’anno i decessi sono stati 126.866 (di cui 23.540 ufficialmente per Covid); in tal caso, però, i decessi per altri motivi sarebbero 103.326 e dunque rappresenterebbero un crollo della mortalità senza precedenti in Italia (visto che la media dello stesso periodo nel 2015-2019 fu di 125.741); quando invece risulta un aumento di mortalità per malattie oncologiche e cardiovascolari (dovuti alla carenza di assistenza negli ospedali egemonizzati dalla cura del Covid).
Il tutto fa seriamente sospettare che i bollettini quotidiani di morti per Covid siano artificialmente “gonfiati” (con decessi che non riguardano la pandemia).
Un altro dato clamoroso è che, nonostante la vaccinazione e le forti restrizioni in corso, nelle ultime settimane i decessi per Covid-19 sarebbero invece aumentati (1/15 marzo: 4.554; 1/15 aprile: 6.290 morti; dunque con un aumento del 38%); e questo anche nelle Regioni più attrezzate e attive nella vaccinazione di massa (Veneto: +46%; Lombardia: +34%; Piemonte: + 71%).
Un ulteriore grave indizio che: 1) o la percentuale di morti per Covid-19 sul totale dei decessi è gonfiata (per giustificare le restrizioni politiche per emergenza sanitaria); 2) o la mortalità normale è incredibilmente crollata; 3) o il vaccino non solo non diminuisce i contagi e i decessi per Covid-19, ma addirittura li aumenta!
Delle 3 ipotesi per spiegare questi dati ufficiali, la più verosimile appare la prima. 
[fonte: NBQ, 16.04.2021 - leggi]

A questo suicidio demografico del nostro Paese, che da tempo registra un numero di morti non rimpiazzato minimamente dai nuovi nati e neppure dal massiccio ingresso di immigrati, contribuisce pure un elevato numero di Italiani che abbandonano l'Italia [2019: 164.000 (di cui 120.000 cancellati dall’anagrafe)].
Osserva l'ISTAT: “La popolazione italiana continua inesorabilmente a diminuire dal 1983”. “Siamo al minimo storico delle nascite dal 1870”. “Si tratta del più basso livello di ricambio naturale dal 1918”. “Siamo il Paese più vecchio del mondo, dopo il Giappone”!
In dieci anni la fascia della popolazione tra i 16 e i 34 anni è scesa di 12 milioni. Secondo questo trend l’Italia nel 2050 avrebbe un popolazione ridotta del 17%, con oltre il 35% dei cittadini con più di 65 anni: un dato che renderà tra l’altro assolutamente impossibile l’assistenza sanitaria e il pagamento delle pensioni. 
[cfr. News 1.02.2020, 31.12.2019, 20.11.2019, 21.06.2019]
Qualcuno sta pensando forse anche per questo all’eutanasia, come rimedio a tale insostenibile invecchiamento della popolazione? O ha pensato pure di censurare l'immediata ed efficace assistenza medica domiciliare (o nelle Case di riposo) per gli ultraottantenni particolarmente colpiti e così uccisi dal Covid-19?


 



Bergamo (intolleranza anticattolica)
In occasione della "Giornata Nazionale per la Vita" (7.02.2021), un banchetto dell'associazione Pro Vita & Famiglia, allestito a Bergamo, è stato fatto oggetto di atti vandalici e imbrattato con dello sterco. (leggi)
Nessuna protesta pubblica e nessuna notizia sui giornali e telegiornali. 
Cosa sarebbe accaduto se una atto analogo fosse stato fatto ad esempio ad un banchetto di militanti abortisti o Lgbt?




 

Sanremo (Festival della Canzone Italiana o … dell’Anticristo?)
Se già nella precedente edizione (2020), alla vigilia dello scoppio della pandemia, il Festival di Sanremo si era dilettato a scherzare sulla fede cristiana (Fiorello in talare e Achille Lauro che quasi nudo ammiccava a S. Francesco) e deturpare nientemeno che un testo biblico (Benigni sul Cantico dei Cantici), anche quest’anno, nonostante i limiti strutturali e di pubblico dovuti al Covid-19 (però con ascolti che hanno superato i 13 milioni di utenti!), la 71^ edizione del Festival della Canzone Italiana ha rincarato la dose, mandando in scena, tra parole, atteggiamenti e abbigliamenti degni di Sodoma e Gomorra, l’oltraggio a Gesù stesso, alla Sua Passione, alla Madonna e ai Santi. Un sacrilegio pagato coi soldi di tutti (!), un oltraggio che riguarda non solo la fede cristiana e Dio stesso, ma in fondo 1,5 miliardi di Cattolici del mondo (dal Paese che ne è il centro storico e vitale), per non dire di tutti i 2,5 miliardi cristiani viventi, ma in fondo dell’identità sociale, culturale e religiosa dell’Europa e dell’Occidente e persino di tutti coloro che conservano ancora un senso profondo della dignità dell’uomo e della sua religiosità.
Nonostante lo sconcertante silenzio dei Cattolici (che pagano le tasse e pure il canone televisivo, per vedersi poi offesi in ciò che hanno di più caro!), quest’anno c’è stata però una forte presa di posizione del Vescovo locale (diocesi di Ventimiglia-Sanremo), mons. Antonio Suetta 
(vedi)
Il Vescovo non ha esitato a denunciare la deriva folle e nichilistica, per non dire satanica, di tali blasfeme licenziosità, riportando perfino un antico e significativo motto pagano: “quos Deus perdere vult, dementat prius” (quelli che Dio vuole perdere, prima li rende folli)!
Che dietro la fastosa facciata del Festival si nasconda persino qualcosa di demoniaco e anticristico, emerge infatti significativamente anche da un comunicato in merito 
(leggi) nientemeno che da parte dell'Associazione Internazionale Esorcisti (vedi), che ha sottolineato come quest’anno “sul palco dell’Ariston si è raggiunto un livello di dissacrazione, di blasfemia e di vilipendio della fede cattolica davvero inaccettabile … una sorta di blasfema parodia del sacro in cui non è difficile scorgervi il demoniaco”!

Ripetiamo allora anche quest’anno l’invito rivolto agli organizzatori e attori del Festival già lo scorso anno (v. News del 8.02.2020): la prossima volta provino ad allestire questi atti blasfemi non sulla fede cattolica ma contro Maometto e i simboli religiosi musulmani (e possibilmente lo facciano nella patria storica dell’Islam, cioè in Arabia Saudita, come è l’Italia per la Cattolicità mondiale); e pretendano, per fare questo spettacolo dissacrante, le stesse esorbitanti cifre di denaro pubblico dagli stessi musulmani (come in Italia anche dai Cattolici, contribuenti e obbligatoriamente abbonati RAI). 
Ovviamente questa è solo una provocazione dialettica, per immaginare cosa succederebbe. Quanto accaduto a Cahrlie Hebdo ..docet! 

(v. News 2.01.2021 e la strage del 7.01.2015)




 

-----------------------------


 

9.04.2021

Stato e religione

Nella deriva, tipica della modernità, della progressiva negazione della verità e perdita di fiducia nella capacità della ragione di scoprirla (tanto più se illuminata dalla fede in Cristo - vedi enciclica di Giovanni Paolo II Fides et ratio), la democrazia, non potendo appunto più essere fondata sulla verità e quindi su un'autentico bene da perseguire, rimane in balia di un potere sempre fluttuante (una questione cartesiana, di soli numeri, magari uno solo, per essere maggioranza o minoranza) ma in fondo fine a se stesso (l’unico problema del potere politico pare quello di come mantenere se stesso, oggi lo vediamo in modo sconcertante e persino spudorato, non importa più lo scopo e i mezzi per perseguire il bene comune!). Così la democrazia rischia di oscillare continuamente tra un relativismo-nichilismo che la condanna all’anarchia (ciascuno faccia quello che vuole, i governi ci devono mettere solo la firma) e nuove forme, magari subdole (culturali, finanziarie, sanitarie) di dittatura (vedi enciclica di Giovanni Paolo II Veritatis splendor, sp. n. 101).

[Qualcosa di questo dilemma appariva persino già nella Repubblica di Platone]

Per questo il rapporto tra Stato e religione è sempre problematico, dialettico, anche se necessario. Chi può e deve indicare cosa sia il bene da perseguire e il male da evitare o quanto meno da limitare? Non può indicarlo né un tiranno né la maggioranza (perché la verità non dipende dal consenso). Ed ecco i pericoli che spesso si ripresentano: da un lato il potere potrebbe sostituirsi alla religione, facendosi esso stesso religione (Stato assoluto) e inventore del bene e del male, dall’altro potrebbe fare della religione qualcosa di funzionale a se stesso (“instrumentum regni”), oppure potrebbe cercare di distruggere la religione, perseguitandola (come ha fatto e fa ad esempio il comunismo, negando cioè il diritto fondamentale della libertà di coscienza e di religione). 
All’opposto la religione potrebbe diventare essa stessa potere dispotico, a tal punto da rendere persino obbligatoria una fede e il suo culto (teocrazia, fondamentalismo; come nell’Islam; contrariamente a quanto forse molti pensano, neppure nel Medioevo la Chiesa ha fatto questo, infatti gli atti di fede e di culto non sono mai stati obbligatori, e neanche potrebbero esserlo, essendo necessariamente sorgivi dall'interiorità; infatti neppure l'Inquisizione aveva giurisdizione su chi non voleva essere cattolico, vedi). Oppure, al contrario, la religione potrebbe essere ridotta a qualcosa di puramente interiore, di coscienza e per nulla incidente nella vita sociale e pubblica (anche politica), addirittura persino estranea dalla concretezza e totalità della stessa vita personale, una religione confinata appunto in sole convinzioni interiori o al massimo in atti di culto pubblici (è ciò cui vorrebbero ridurla il pensiero e il potere illuministico-massonico o il cosiddetto "modernismo", oggi più che mai imperanti, dove cioè i criteri delle scelte e della vita devono essere dettati da altro, poi di fatto dal pensiero e cultura dominanti, pena l'essere accusati di esagerazione, se non di integralismo e fondamentalismo); ma, così ridotta, non sarebbe più un'autentica religione ma un vago 'senso religioso' (infatti, in nessuna civiltà della storia, la religione è mai stata riducibile a semplici atti di culto, che pur sono il suo centro propulsore personale e comunitario, ma è stata sempre ciò che più ha inciso sull'intera civiltà).

Il cristianesimo, rettamente inteso, ha fondato invece la possibilità di una vera laicità.  Pur impegnandosi doverosamente per la progressiva e mai completa instaurazione del Regno di Dio sulla Terra - appunto preghiamo che "Venga il tuo Regno!", come Gesù stesso ci ha insegnato ("Viva Cristo Re!", gridavano ad esempio i Cristeros messicani che si opponevano anche con le armi e fino al martirio al violento potere massonico che voleva distruggere la fede cattolica del Messico, vedi delle sequenze del film Cristiada, cfr. News del 16.03.2021), un Regno che qui deve iniziare e crescere, ma che troverà il suo compimento solo nell’Aldilà - il cristianesimo relativizza sempre ogni potere politico e storico, che può perseguire certi beni ma non può stabilire il significato delle cose né dare la felicità; infatti, quando le ideologie, le politiche e le rivoluzioni anticristiane della modernità hanno preteso di creare il Paradiso sulla Terra ne hanno sempre fatto un Inferno, come ci testimoniano tragicamente le dittature e le guerre del XX secolo. Il cristianesimo garantisce ad ogni uomo sia il diritto alla libertà religiosa che il dovere di cercare e seguire la vera religione, mentre lascia al potere politico e allo Stato, dove peraltro i credenti devono avere posto senza nacondere le loro convinzioni scaturite dalla fede e dalla ragione, una “relativa autonomia” nella gestione della "cosa pubblica" (cosa negata appunto dall’Islam), senza con ciò permettere appunto allo Stato di sostituirsi a Dio (oggi il potere politico non lo fa quasi mai in modo plateale, come ai tempi di Nerone, ma in modo subdolo, cioè pretendendo di inventare a piacimento, o a forza di maggioranze sempre variabili e magari pilotabili, il bene e il male, anche su questioni fondamentali della vita dell'uomo, giungendo persino a pervertire la natura umana e i suoi costitutivi fondamentali). Questa relativa autonomia, che non giunge appunto a sostituirsi a Dio sulle questioni etiche fondamentali, è quanto in fondo Gesù stesso ha espresso nella celebre risposta “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” (Mc 12,17), da intendersi però non in senso riduzionista, come appunto se le cose di Dio fossero solo quelle interiori o cultuali, o, per riferirci al Risorgimento italiano, non nel senso del celebre quanto ambiguo e falso detto di Cavour “libera Chiesa in libero Stato”, che infatti permetteva poi al Piemonte, man mano che avanzava alla conquista d’Italia, di sopprimere ad esempio tutti gli Ordini religiosi e le scuole cristiane e incamerava peraltro i beni della Chiesa [vedi nel sito il Dossier e il Documento].

[Su questa complessa ma decisiva questione morale e giuridica, vedi nel sito l’ampio Documento sulla cosiddetta “Dottrina sociale della Chiesa”]

Non si può dunque procedere all’edificazione di una società e persino di uno Stato senza affrontare la questione della verità (vedi), cioè del bene (da perseguire) e del male (da evitare), senza riferirsi a dei valori da condividere e su cui costruire la “casa comune”. Senza questa base oggettiva, la società, la politica e lo Stato scadono in un relativismo e in una idea di tolleranza, che sembra buona, ma, considerando equivalente ogni posizione, rende invece impossibile ogni vivere comune, ogni politica e persino ogni democrazia (quale bene garantire e quale male impedire?). La società e la politica scadono così in una lotta di potere e in un conflitto di interessi, dove alla fine sono gli uni contro gli altri. E chi crede che la soluzione stia nel noto aforisma "la mia libertà deve finire dove comincia quella degli altri" non si accorge che esso è vuoto, perché non indica cosa sia la libertà [senza la verità e il bene anche la libertà rimane vuota (come avere un'auto ma senza strade!); inoltre la questione morale, cioè del bene e del male e di una libertà comunque ancora da indirizzare verso il bene, riguarda anche la vita privata; e se lì lo Stato deve entrarci il meno possibile, però dei beni da garantire e dei mali da cui proteggere deve comunque occuparsi anche in questo ambito (può infatti obbligare a fruire di un bene, come ad esempio un'istruzione minima obbligatoria, o a non farsi del male, ad esempio avere il casco in moto o la cintura di sicurezza in auto)]; va poi ancora stabilito dove si ponga tale confine tra le libertà (se uno è più forte di un altro, magari economicamente, dove sta il confine tra le due libertà?) e ultimamente fa sentire gli altri come un ostacolo alla propria libertà (ecco perché J. P. Sartre giunse a dire "l'inferno sono gli altri", perché se non ci fossero io sarei più libero). Dunque non è in quella frase, tanto celebre quanto vuota e persino falsa, la risposta alla questione.
Ecco perché il pensiero moderno, abolita progressivamente la certezza di una verità e di un bene "oggettivi" (relativismo), va incontro a sempre nuove aporie e rende ultimamente impossibile anche la costruzione della società e dello Stato. 
Dato però che comunque dobbiamo vivere in una società, dove c'è un bene da perseguire ma anche un male da cui difendersi [visto che ci sono nell'uomo le conseguenze del "peccato originale" e il pensiero moderno che l'ha negato si trova poi a non poter risolvere il problema da dove sorga il male, dando sempre la colpa ad altri o ad altro (società, sistemi, psiche), immaginando l'uomo naturalmente buono (L'Emile di Rousseau) o il primitivo "buon selvaggio" (quando invece facevano anche cose atroci)] l'organizzazzione della "cosa pubblica" e dello Stato oscilla sempre tra una propria assenza (anarchia o laicità come tolleranza di tutto) e una propria eccessiva e ossessiva presenza (tentazione totalitaria di uno Stato assoluto, assai presente anche nelle attuali democrazie, anche sotto la forma di nuovi poteri telematici, dove dal grembo materno al letto di morte lo Stato vuol governare e persino decidere tutto di noi).




Stato laico o Stato assoluto?

Il caso Francia (tra laïcité, Cristianesimo e Islam)
La Francia, dopo esser stata considerata nei primi 16 secoli cristiani la figlia prediletta della Chiesa (addirittura il Presidente francese ha ancora diritto ad uno stallo nel Coro della cattedrale di Roma, S. Giovanni in Laterano), con la modernità (Illuminismo, Rivoluzione) è diventata invece, almeno nelle oligarchie che hanno gestito e gestiscono il potere, la culla culturale e politica della violenta opposizione alla fede cattolica, mantenendo tuttora una visione di laicità (laïcité) che assomiglia tanto all’ateismo, se non appunto al nichilismo, e che di fatto pone lo Stato al di sopra della religione, se non additando se stesso come vera religione e nuovo Assoluto.
Inoltre, dopo essere stata la patria della modernità ed essendo infine sprofondata, specie con le nuove generazioni, nel più vuoto nichilismo (anche il ’68 è infatti nato lì), ora la Francia è il primo Paese della UE per presenza musulmana.

Potremmo osservare che la Madonna stessa, nel XIX secolo, ha non a caso prediletto la Francia, per far fronte a questa deriva anticristiana, con le sue celebri apparizioni [Rue du Bac (1830), La Salette (1846), Lourdes (1858); per non parlare della apparizioni, minori ma altrettanto importanti e comunque riconosciute dalla Chiesa, quali ad esempio quelle di Pontmain (1871) e Pellevoisin (1876)]

Le questioni culturali e politiche sopra accennate, che impegnano i rapporti tra Stato e religione, e al fondo la questione stessa della verità, diventano ormai improcrastinabili, anche per chi si ostina a rimanere nella più ambigua idea di tolleranza, accoglienza, inclusione (parole ‘mantra’ della cultura dominante) e pure in quel conseguente immigrazionismo selvaggio (cfr. News 29.12.2020), tanto caro ai ‘poteri forti’, che vorrebbero anche così distruggere (probabilmente a proprio vantaggio) ogni identità, cultura, religione.
Torna però alla ribalta la questione di un falso concetto di laicità e di Stato sopra accennati.
La Francia, infatti, se conosce da tempo la questione della presenza di sempre più ingenti forme di immigrazione, non solo dalle sue ex-colonie (su cui peraltro ancora esercita e trae un forte influsso economico), ora si trova a dover comunque fronteggiare una massiccia invasione musulmana; una presenza talora talmente problematica e persino ingovernabile, che l’ha portata pure ad avere, all’interno stesso delle sue città e del suo territorio, vere e proprie “enclavi” islamiche, dove non solo regna la shari'a e la violenza, ma di fatto sono inaccessibili non solo ai non musulmani ma dove lo Stato stesso pare interdetto! 
(cfr. News del 20.01.2020 e del 2.01.2021, ma già quelle del 5.03.2019 e 2.10.2018)

Nel 2020 la Polizia nazionale ha già potuto schedare in Francia la presenza di decine di migliaia di musulmani violenti, ostili all’Occidente e al cristianesimo e pericolosi per la società (in una recente indagine risultava ad esempio che tra i 60.000 musulmani salafiti presenti, 15.000, cioè ¼, erano segnalati come particolarmente violenti).
Secondo lo stesso Ministero dell'Interno ormai ci sono in Francia 150 zone a predominio islamico, dove non solo lo Stato è assente, ma è addirittura interdetto! Si tratta di intere aree fuori controllo, dove regna la shari'a! Ad affermarlo è lo stesso Ministero dell'Interno, in una comunicazione ufficiale ai Prefetti. Si tratta di vere e proprie enclavi, zone abitate da immigrati provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall'Africa sub-sahariana, molti dei quali anche di terza generazione, dove addirittura la polizia cerca ormai di non entrare; cioè lo Stato è interdetto!
Persino l'azienda di trasporti pubblici di Parigi (Ratp), ad esempio, per poter raggiungere coi mezzi pubblici certe zone della periferia, ha dovuto assumere autisti musulmani, perché gli altri si rifiutavano ormai di guidare in quelle zone, nel terrore di essere colpiti. Si tratta anche di zone dove la disoccupazione giovanile raggiunge il 60%; ma dove c’è traffico di droga, prostituzione, ricettazione e continui scontri tra bande.
Non si tratta più solo di certi sobborghi delle grandi città come Parigi, Lione e Marsiglia, ma anche di diverse città del dipartimento del Nord [ad esempio Maubeuge (dove persino un Partito musulmano ha ottenuto il 40% dei voti), Denain, Roubaix], ma anche dell'Alta Savoia (Annemasse, Bourg-en-Bresse, Oyonnax, Bourgoin-Jallieu).
Il Ministero degli Interni ha rilevato 8000 radicalizzati islamici, pronti ad attaccare. In 4 anni è riuscito a sventare 61 attentati terroristici islamici, ma negli ultimi 2 anni si sono comunque realizzati 34 attacchi da parte di questi gruppi.
Inoltre, per il capo dell’antiterrorismo francese, Jean-François Ricard, per questi gruppi musulmani radicali "l'obiettivo primario (da colpire) è comunque la Chiesa cattolica”!
Però, solo nel corso del 2020, sono già stati scarcerati 1.200 islamici precedentemente arrestati per terrorismo!

Tutto ciò si somma ai terribili attacchi terroristici islamici che il Paese ha già dovuto subire!

Solo negli ultimissimi anni ricordiamo:
7.01.2015 (Parigi): attacco islamico contro la sede del giornale satirico Cahrlie Hebdo, in risposta alle vignette su Maometto stampate dalla rivista (12 morti e 11 feriti; uccisi anche i 2 terroristi); due giorni dopo, il 9.01.2015, un complice degli attentatori, barricato in uno dei supermercati della catena kosher Hypercacher a Porte de Vincennes, uccide 4 persone prese in ostaggio e una poliziotta (viene ucciso anche l’attentatore);

13.11.2015 (Parigi): attentato plurimo al teatro Bataclan, allo Stade de France e in 3 ristoranti (130 morti);
14.07.2016 (Nizza): un camion si lancia contro la folla sulla celebre Promenade des Anglais (87 morti e 302 feriti);
26.07.2016 (Saint-Étienne-du-Rouvray, Rouen): due islamici irrompono in una chiesa durante la S. Messa e uccidono (sgozzano) l’anziano sacerdote celebrante (Jacques Hamel).
22.10.2020 (Conflans (Parigi), il prof. Samuel Paty, di 47 anni, è trovato decapitato, dopo che aveva mostrato alla sua scolaresca, in una lezione sulla libertà di espressione, una vignetta su Maometto;

Dopo questa decapitazione, molti professori, che osano criticare la violenza islamica, devono vivere “sotto scorta” perché minacciati. Così il prof. Klaus Kinzler, dell’Istituto di studi politici di Sciences di Grenoble, costretto a vivere sotto scorta dopo che il suo nome e il suo volto sono apparsi sui muri dell’università con la scritta “fascista islamofobo”. Stessa sorte per il collega prof. Vincent Tournier. Pure un’insegnante di Tolosa, Fatiha Agag-Boudjahlat, è stata messa sotto scorta. Anche un docente di storia e geografia di Les Battières, che ha tenuto un corso sulla libertà di espressione, è stato minacciato e per questo è stato trasferito in un’altra scuola. Una professoressa dell’Università Aix-Marseille è stata accusata di islamofobia e minacciata di morte. Un professore di filosofia di Trappes, Didier Lemaire, è stato messo sotto scorta e ha dovuto lasciare l’insegnamento. “Farai la fine di Paty” è stata la minaccia per un professore di Annecy. Casi simili si sono registrati a Nizza, a Lione, a Noisy-le-Grand, a Savigny-le-Temple, a Nimes…

29.10.2020 (Nizza): il tunisino Brahim Aouissaoui (21 anni, sbarcato a Lampedusa solo 9 giorni prima!), entra nella Cattedrale e al grido di «Allah Akbar!» sgozza con un coltello di 30 cm. il sacrestano (Vincent Loqués, 55 anni, sposato con 2 figli), decapita una donna (Simone Barreto Silva, 60 anni) e ne ferisce un’altra (Nadine Dervilles, 44 anni), che riesce a scappare ma morirà poco dopo a causa delle ferite riportate

Se per anni la politica francese è stata praticamente silente se non complice di tale situazione, una violenza alimentata certo da un’immigrazione selvaggia ma presente anche in islamici residenti in suolo francese (a proposito di “ius soli”!) già da 3 generazioni, ora la questione è diventata talmente grave ed esplosiva da costringere il governo a prendere decisioni anche forti, mediante leggi apposite ed interventi mirati delle forze dell’ordine.

Già il 26.11.2020 il Ministro degli Interni Gérald Darmanin ha ordinato finalmente di indagare su 76 moschee o luoghi di preghiera musulmana o scuole coraniche (16 solo in Parigi), dove pare che gli imam predichino l’odio contro l’Occidente e gli infedeli. Verranno ora controllati anche i loro finanziamenti dall’estero.


Da un’assenza ad un intervento eccessivo dello Stato
Però anche in questa grave questione lo Stato “laico” si trova appunto di fronte ad un’impasse: se ha e deve avere il potere di garantire la libertà e il rispetto per tutti (anche di non offendere la religione di alcuno, sia musulmano che cristiano!), deve però obbligatoriamente dare un giudizio etico (anche la predicazione e l’incitamento alla violenza deve essere proibito, fosse anche di matrice religiosa), ma non può dare giudizi sui contenuti teologici e religiosi, perché non ha questo potere e non è competente su questo (sarebbe appunto non uno Stato laico ma uno Stato che si mette sopra la religione e persino sopra Dio). Come risolvere il problema, una volta che si è ammesso che la ragione non può dare un giudizio obiettivo e appunto razionale, almeno di ordine etico? Può decidere lo Stato cosa sia vero e cosa no, cosa sia bene e cosa sia male? È evidente che lo Stato deve riconoscere la propria impotenza e persino incompetenza su questo e riconoscere che c’è qualcosa al di sopra di sé, da cui esso stesso dipende (una oggettività della morale e ultimamente una dipendenza da un Dio che ne sia il vero fondamento). Altrimenti pone se stesso come Dio, come assoluto; e non lo può essere, avesse anche il consenso popolare
(la verità infatti non dipende dal consenso - vedi appunto nel sito la fondamentale questione della verità e della sua conoscibilità).
Così il governo Macron, dopo anni di declami sulla laicità e persino sull’accoglienza degli immigrati [compito però che sembrava dovesse essere relegato all’Italia, per bloccare invece i porti francesi e le sue frontiere a Ventimiglia e addirittura venire a bloccarle persino in Italia (a Bardonecchia!) o in altri confini italo-francesi (dimenticando tra l’altro che proprio la Francia ha violentemente contribuito alla destabilizzazione totale della Libia, per trarne vantaggi economici, generando anche questa enorme, drammatica e incontrollata emigrazione clandestina)], ebbene il Presidente ha colto subito l’occasione per mettere di nuovo le mani sulla religione in genere e persino sulla Chiesa Cattolica (l’aveva tentato anche con le restrizioni per la pandemia, ma si è trovato di fronte alla forte opposizione anche dell’episcopato, v. News 2.01.2021), con una nuova legge detta “contro il separatismo”. La nuova legge infatti, ufficialmente denominata “per il rispetto dei principi della Repubblica”, voluta dal Presidente Macron e indicata dal Ministro degli Interni Dermanin come «un nuovo strumento dello Stato per combattere il separatismo e proteggere i cittadini dagli attentati», preoccupa tutte le confessioni religiose e la stessa Chiesa Cattolica. Infatti, al di là del doveroso tentativo di porre fine al fondamentalismo e separatismo islamico, tale legge, mettendo sotto controllo dello Stato addirittura i contenuti religiosi e morali delle omelie e delle catechesi di tutte le religioni e della stessa Chiesa Cattolica, andrebbe a minare la stessa “libertà religiosa” e le stesse libertà fondamentali («di culto, di associazione, d’istruzione e persino la libertà di opinione»); così si sottolinea ad esempio in una lettera congiunta dei rappresentanti della Chiesa cattolica, di quella ortodossa e di quelle protestanti presenti in Francia, pubblicata su Le Figaro.

Non dimentichiamo infatti, come ha sottolineato mons. Marc Aillet (vescovo di Bayonne), che “la Repubblica Francese è nata in un clima apertamente ostile alla Chiesa cattolica, alla sua influenza e alla civiltà giudaico-cristiana che incarna”, il tutto considerato già dall’Illuminismo come un “oscurantismo” medievale da superare.
Sottolinea ancora mons. Aillet: «Con questa legge, chiamata contro il separatismo, si passerebbe da un regime di separazione (sancito dalla legge del 1905) a un regime di subordinazione delle religioni allo Stato. Alla fine, è riprendere la pretesa di Napoleone di porre le religioni in Francia sotto la supervisione dello Stato. Questo è ciò a cui si arriverà in Francia con questo controllo della libertà religiosa! La legge cosiddetta sul “separatismo” si applica infatti a tutte le religioni e non nomina mai il separatismo islamista, l’unico preoccupante».

Anche la filosofa, teologa e saggista cattolica franco-canadese Aline Lizotte denuncia le minacce totalitarie del governo che si nascondono dietro questa legge (vedi).


 

Succede anche in … Danimarca
Anche la Danimarca vara una legge che permette allo Stato di controllare le catechesi e le omelie, pure delle chiese cristiane. Apparentemente è una doverosa anche se tardiva presa di posizione contro quell’istigazione all’odio per l’Occidente e agli “infedeli” che troppo spesso viene predicata da molti imam in tante (sempre più numerose) moschee danesi. In realtà il provvedimento riguarda tutte le religioni. In altri termini: lo Stato controllerà e giudicherà (e ammetterà o meno) ogni predicazione e contenuto religioso.
Vivaci e ufficiali proteste si sono infatti sollevate sia dalle Chiese protestanti come dai Vescovi Cattolici, come pure da parte della stessa COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea), nella persona del suo Presidente il card. Jean-Claude Hollerich 
(vedivedi). È stato sottolineato che si tratta di un ‘totalitarismo’ che non si vedeva in Europa dai tempi del nazismo e del comunismo. In questo modo sparisce la libertà religiosa e lo Stato comanda anche sulle attività interne e liturgiche della Chiesa (del resto cosa che abbiamo visto anche da noi, con la scusa dell’emergenza sanitaria).


 

Islamofobia?
Tra le astuzie del pensiero dominante, sappiamo che c’è anche quella di inventare vocaboli-mantra, quasi nuovi dogmi per impedire ogni dissenso. Tra queste, come vediamo, anche la parola “fobia” (abusata e tratta per sé dalla psichiatria e psicologia, che la considerano una patologia) che viene usata, come desinenza, per demonizzare e persino perseguire penalmente anche solo chi non è d’accordo con una determinata ideologia (vedi le leggi sull’omofobia) o religione.

[Gli ebrei usano invece la parola “antisemitismo” talora anche semplicemente per ostracizzare chiunque non sia d’accordo con le loro scelte e persino con quelle dello Stato d’Israele]
Ora anche i musulmani immigrati in Occidente hanno raccolto questa astuzia verbale, cominciando a divulgare la parola “islamofobia” per denunciare qualsiasi giudizio contrario non solo alla loro fede e morale ma persino alla loro violenza (ma se è vero che non tutti i musulmani sono violenti è però vero che nel mondo la violenza islamica è la più estesa e feroce, tra l’altro quasi mai ufficialmente condannata anche dai musulmani cosiddetti “moderati”).
In realtà, come pochi sanno ma come tra queste News spesso testimoniamo 
(solo per questo 2021 vedi quelle del 2.01, 8.01, 20.01, 23.02, 10.03 e 27.03), l’unica vera fobia, di proporzioni immense e terribili nel pianeta, è la "cristiano-fobia”, che invece non fa mai notizia.
Che la parola “islamofobia” stia facendo ormai presa, anche ad alto livello, è testimoniato dal recente intervento del Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres in occasione appunto della Giornata mondiale contro l’islamofobia (15.03.2021), organizzata a New York dall’Organizzazione per la cooperazione islamica, discorso in cui ha fortemente denunciato la crescita dell’islamofobia nel mondo ed ha parlato persino di “islamofobia che uccide”! 
Peccato che fossero pure presenti all'incontro, nella sede ONU, ad esempio i rappresentanti del Pakistan (che con grande facilità condanna a morte i non-islamici per “blasfemia”) e della Turchia (che ha le prigioni piene di scrittori e giornalisti che hanno osato criticare il regime islamico).
E' a questo punto che anche 50 Accademici di Francia, di fronte alla folle protesta contro una presunta islamofobia e a chi vorrebbe addirittura di conseguenza una particolare protezione in favore dei musulmani (come avviene appunto già per il mondo Lgbt+ con le leggi sull'omofobia), hanno redatto un manifesto per denunciare come ciò porterebbe ad un'ulteriore limitazione della libertà di pensiero (alla stregua di ciò che avviene appunto in Pakistan con la legge sulla blasfemia, che permette in pratica di giungere pian piano ad incarcerare chiunque dissenta dall'Islam).



 

Intanto succede a ... Strasburgo!
Significativamente proprio a Strasburgo, cioè nel centro nevralgico dell’Europa, sorgerà la moschea più grande d’Europa. Così la storica e affascinante città francese, al confine con la Germania e con una stupenda cattedrale gotica che ha compiuto da poco 1000 anni, oltre ad essere la sede del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, diverrà anche la capitale europea dell'Islam! 
Paradossalmente lo stesso Consiglio comunale della città ha stanziato 2,5 milioni di euro per la costruzione della moschea; mentre ai restanti 30 milioni, necessari per realizzare il progetto, ci penserà invece Erdoğan (Turchia)!
Intanto Millî Görüs, la grande associazione islamica turca che opera in Europa ed ha voluto anche tale moschea, a difesa del più integralista Islam politico, s’è già rifiutata di firmare la “Carta dei principi dell’Islam di Francia” (redatta quest’anno da diversi musulmani francesi, promossa e accolta con entusiasmo da Macron, sperando di regolamentare così un poco la presenza islamica nel Paese). Del resto, delle circa 2400 moschee presenti in Francia, oltre 1600 non l’hanno sottoscritta! (leggi)







 





2.04.2021

Eroi cristiani (uccisi) tra … Carabinieri, Polizia, Magistratura

Specie negli anni passati, come conseguenze delle ideologie del ’68 e di un pacifismo unilaterale e nient’affatto rispettoso della pace, c’era chi tra i cattolici credeva che vita cristiana e servizio militare, nelle forze armate o dell’ordine, fossero incompatibili. Questa posizione, oltre ad essere ideologica e dottrinalmente errata (un pacifismo appunto non consono all’autentica morale cristiana, perché c’è invece anche il dovere morale della difesa dei cittadini e della nazione), è contraddetta anche da numerosi e gloriosi esempi nella storia della Chiesa. Storie di fede ardente e di eroico amore per il prossimo, anche nelle forze armate. Eccone due esempi eroici, offertoci da due Carabinieri, forse presto proclamati Beati.

L’Arma dei Carabinieri, così intensamente inserita nel territorio nazionale (anche in piccoli centri) e avvertita con fiducia e gratitudine dal popolo italiano, ha storicamente anche una significativa sensibilità cristiana, come patrimonio ideale e morale della sua stessa identità. Non a caso, sulla scia del motto araldico dell'Arma "Fedele nei secoli", ha e sente come propria patrona la Vergine Maria, venerata significativamente col titolo di Virgo fidelis (vedi nel sito dell’Arma).

Nel corso del XX secolo sono stati molti gli esempi di eroicità nelle virtù umane e cristiane anche tra giovani Carabinieri e nel corso della II Guerra Mondiale sono emerse delle figure di particolare rilievo e persino di santità. 
Tra queste la più famosa è quella di Salvo d’Acquisto 
(leggi) (vedi anche dallo stesso sito dell’Arma).
Salvo Rosario Antonio D'Acquisto nacque a Napoli il 15.10.1920. Di carattere forte e nello stesso tempo mite e silenzioso, era attaccatissimo ai suoi familiari e amava la disciplina e il lavoro. Dopo aver studiato in scuole religiose, che incisero molto sulla sua formazione umana e cristiana, nel 1939 entrò nell'Arma dei Carabinieri, segnalandosi sempre per attaccamento al dovere, dedizione al prossimo e amore alla Patria. Il 23.09.1943, quando non aveva ancora compiuto 23 anni, mentre era già vice-comandante della stazione dell’Arma di Palidoro, sul litorale laziale poco a nord di Roma, si offrì per salvare la vita a 22 ostaggi, catturati durante un rastrellamento delle truppe naziste, pochi giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre, e che stavano per essere fucilati; prese il loro posto davanti al plotone d’esecuzione! 
Per questo atto eroico è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare. È pure in corso (dal 1983) la sua Causa di beatificazione (ha dunque già il titolo di Servo di Dio). Oltre all’esame della “eroicità delle sue virtù”, il processo sta ora verificando se si possa dare anche il titolo di “martire ... per testimonium caritatis heroicis”. Dal 1987 la sua tomba si trova infatti già nella basilica di Santa Chiara a Napoli.

Sempre nell’Arma dei Carabinieri, tra giovani gloriosi di un’Italia che era profondamente cristiana, durante la II Guerra Mondiale abbiamo pure la testimonianza di fede e il sacrificio eroico di Albino Badinelli (leggi).
Nato il 6.03.1920 in un paesino del retroterra ligure di Levante (Allegrezze, GE), Albino era l'8° di 14 figli, di una famiglia cristiana, dove regna una fede semplice ma forte, con la certezza dell’esistenza di Dio, dell’anima, dell’aldilà, e corredata con lo spirito di sacrificio, amore per Dio e per il prossimo, una famiglia dove si studia, si lavora nei campi e alla sera tutti, grandi e piccoli, si recita insieme il S. Rosario.
Attuando un desiderio che aveva fin da bambino, Albino a 20 anni si arruolò tra i Carabinieri. Fu però subito inviato molto lontano, nella Jugoslavia allora italiana. 
Un suo fratello (Marino) fu mandato invece soldato sul fronte russo … e non vi tornò più!

Essendo tra i dispersi, la mamma scrisse persino a Padre Pio da P. per avere notizia “per via mistica”; ma la risposta del santo Cappuccino fu dolorosa: giaceva sepolto in una fossa comune in Russia.
Solo 40 anni dopo il Ministero della Difesa poté confermare la triste notizia.

Nel 1943, Albino tornò vicino a casa, prendendo servizio nella stazione dei carabinieri di Santa Maria del Taro, nell’appennino ligure-parmense. Viveva amicizie profonde, cariche però sempre di spinta missionaria. Scriverà uno dei suoi amici e colleghi: «Albino era una persona speciale, dotata di grande umanità e profonda religiosità. Andava ogni giorno a Messa e spesso ci invitava tutti a pregare il Rosario con lui. Era un grande esempio per noi, che gli eravamo legatissimi».
Quando dopo l’armistizio dell’8 settembre la guerra divenne purtroppo anche civile tra gli stessi Italiani, pure l’Appennino emiliano divenne teatro di vendette e attacchi reciproci. Nel 1944 alcuni Partigiani attaccarono la sua caserma, devastandola con una bomba. Seguendo gli ordini di un superiore, Albino ebbe il permesso di tornare a casa; ma volle liberarsi del moschetto, perché sconvolto dall’idea di potersene servire per uccidere dei fratelli. Ma anche nella sua zona dell’Appenino ligure ferveva quella tremenda lotta, tanto ideologica e politica quanto fomentata talora da remoti rancori personali, che divideva gli stessi Italiani. Fu in quel contesto che, nell’agosto del 1944, la Divisione nazifascista ‘Monterosa’, entrata in quei territori, incendiò molte case. Il 27 agosto i Partigiani compirono allora una rappresaglia contro quella Divisione, provocando diversi morti. Dopo due giorni, molte case dello stesso paesino di Albino (Allegrezze) furono incendiate. Allora, il 2 settembre i fascisti catturarono 20 ostaggi e con dei manifesti affissi ai muri avvisarono tutti i giovani renitenti a presentarsi alla locale Casa del Fascio (di S. Stefano d’Aveto), altrimenti gli ostaggi sarebbero stati uccisi e le loro case incendiate. Pur non essendo membro attivo della Resistenza, tra i giovani renitenti c’era pure Albino Badinelli; il quale prese però subito l’eroica decisione: «Devo presentarmi prima che venga ucciso qualcuno, perché non avrei più pace. Io devo essere il primo!». Presentatosi dunque alla Casa del Fascio, dichiarò di appartenere all’Arma dei Carabinieri e di volere la pace; ma il Maggiore (Cadelo) gli rispose urlando che aveva mancato al suo dovere di catturare i disertori ed emise la terribile sentenza: «Plotone d'esecuzione!». Albino chiese a quel punto di potersi confessare, ma gli venne negato. Un giovane presente ebbe però la pietà di andare ugualmente a chiamare un sacerdote del posto. Albino si confessò, pregò e chiese a Dio persino di perdonare coloro che stavano per ucciderlo! Infatti poco dopo, trovandosi davanti al plotone d’esecuzione, Albino baciò con grande devozione il Crocifisso e, come Gesù dalla Croce, disse: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno»! La sua testimonianza di fede fu così forte che qualcuno del plotone si rifiutò di sparare. Venne comunque raggiunto da tre colpi di arma da fuoco, due al cuore e uno alla testa. Era il 2.09.1944; Albino Badinelli aveva 24 anni. L’odio, certo non solo politico, del Maggiore Cadelo giunse persino a proibire che la salma dell’eroico Carabiniere venisse sepolta; ma di notte il sacerdote ed alcuni compaesani la trafugarono e le diedero cristiana sepoltura. Lo piansero, oltre ai cari familiari, i numerosi e affezionatissimi amici e la sua fidanzata (che nel suo stesso testamento chiederà di portare con sé nella tomba le indimenticate lettere che Albino le scriveva). La testimonianza di fede, offerta eroicamente dal giovane Albino anche di fronte al plotone d’esecuzione, toccò alla fine anche il cuore indurito del Maggiore Cadelo, che rinuncio al proposito di uccidere gli ostaggi e incendiare il paese. Anche lui, però, in quell’interminabile successione di vendette, verrà ucciso in un’imboscata qualche giorno dopo.
Anche la mamma di Albino, come fece il figlio, perdonò agli uccisori del figlio e per tutta la vita continuò addirittura a pregare per loro!
Albino Badinelli, anche se solo nel 2017, è stato insignito della “Medaglia d’oro al merito civile”. La Chiesa ha sempre guardato con ammirazione alla sua testimonianza (potrebbe presto aprirsi la Causa di beatificazione) e l’ha proposta come esempio ai giovani. Ne hanno addirittura parlato i Papi Pio XII, Paolo VI, Benedetto XVI e Francesco.

 

Che sia in corso, almeno nelle sue fasi preliminari, la sua Causa di Beatificazione, sorprenderà forse molti di coloro che, essendo giovani negli anni ’70, ricorderanno certamente come tale figura fosse ‘demonizzata’ non solo dalla stampa dell’ultra-sinistra (v. Lotta continua, che ha indotto il suo assassinio!), ma allora anche dall’italica “cultura che conta”, quasi tutta orientata ‘a sinistra’ e che aveva voce in capitolo pure sui grandi giornali nazionali.
Stiamo parlando del Commissario Luigi Calabresi.
Nato a Roma il 14.11.1937 e laureatosi in Giurisprudenza all’università La Sapienza, mentre già da giovane frequentava attivamente il movimento cristiano “Oasi” (fondato da p. Virginio Rotondi), entrò nel 1965 nel Corpo delle guardie di Pubblica sicurezza. Molto rapidamente divenne prima Commissario-capo quindi Vice-capo dell'Ufficio politico della Questura di Milano; lì dovette occuparsi soprattutto di indagini relative agli ambienti della cosiddetta sinistra extraparlamentare, di gruppi maoisti e di quelli anarchici. Eravamo intanto entrati in anni molto duri per la società: era il tempo della grande contestazione studentesca del ’68 come delle cruenti lotte sindacali che stavano mettevano a soqquadro il Paese, entrambe egemonizzate dall’ideologia marxista, tensioni che sarebbero degenerate perfino nei cosiddetti “anni di piombo”, passando dalla cultura e politica di sinistra, diventata egemone, specie tra i giovani, all’estrema sinistra extra-parlamentare di Lotta continua, Il Manifesto e affini, fino al terrorismo delle Brigate Rosse (anni che trovarono il proprio culmine nel 1978 con il rapimento e omicidio del Presidente Aldo Moro e lo sterminio della sua scorta).

Il commissario Luigi Calabresi, in quel periodo, indagò pure sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli, dilaniato nel 1972 da una bomba che il celebre editore stava collocando su un traliccio a Segrate (MI)! 
Per questo si trovò ad investigare pure su un traffico internazionale di esplosivi e di armi a scopo terroristico.

Fu in quel montante e tenebroso clima politico e sociale, che il Commissario Calabresi dovette occuparsi pure delle indagini relative al terribile attentato (una bomba che provocò 17 morti e 88 feriti) avvenuto alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, nella centralissima piazza Fontana a Milano, il 12.12.1969. Fu in occasione di queste indagini, seguenti immediatamente all’attentato e su un elevato numero di indagati, che durante l’interrogatorio dell’anarchico Giuseppe Pinelli, nella notte del 15.12.1969 (in un momento in cui peraltro un'inchiesta poté appurare che il Commissario non era presente), l’anarchico in questione cadde dalla finestra dell’ufficio del Commissario e morì. Fu a quel punto che si riversò sul Commissario Calabresi una terrificante ondata di condanna sociale, pilotata in modo violentissimo non solo dalle proteste dell’estrema sinistra, ma da parte di tutto il mondo intellettuale di sinistra (compreso Dario Fo, che realizzò sul caso nientemeno che un'opera teatrale: “Morte accidentale di un anarchico”), allora appunto egemone anche nella grande stampa.
Fu così che la vita del Commissario divenne un incubo, un martirio, non solo per gli attacchi giornalistici e persino sui muri delle città e lungo le strade (in cui scritte dell’estrema sinistra incitavano al suo assassinio), ma perché assurse a simbolo stesso del nemico ideologico da abbattere (in quanto oppositore della sinistra, della contestazione, della “lotta di classe”). Egli stesso dichiarò a un giornalista in quel periodo: «Da due anni sto sotto questa tempesta e lei non può immaginare cosa ho passato e cosa sto passando. Se non fossi cristiano, se non credessi in Dio non so come potrei resistere!».
Si arrivò così al 17.05.1972, quando il Commissario Luigi Calabresi, appena uscito di casa la mattina, fu ucciso con colpi d’arma da fuoco sparatigli alle spalle da due sicari. Aveva 34 anni e lasciava la moglie Gemma (incinta del 3° figlio: Luigi) e i figli Mario (che racconterà poi in un libro la storia della sua famiglia) e Paolo. La moglie, anch’ella figura esemplare di sposa e mamma cristiana, portò avanti negli anni la sua pacifica lotta per ottenere giustizia, ma soprattutto per far conoscere la testimonianza di vita cristiana del marito barbaramente ucciso; ma cadde anch’ella, almeno per quasi 20 anni, in un doloroso ostracismo sociale (il Presidente della Repubblica Sandro Pertini non volle neppure riceverla).

L'inchiesta sulla morte di Pinelli, condotta dal giudice istruttore Gerardo D'Ambrosio, terminerà il 27.10.1975 con l’assoluzione di Calabresi, appunto già scomparso, dichiarando come 'accidentale' (né omicidio né suicidio) la caduta dell'anarchico Pinelli in quella notte.

Dell’omicidio del Commissario Calabresi furono accusati, solo dopo molti anni, Ovidio Bompressi e Leonardo Marino (come esecutori) e Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri (come mandanti), tutti esponenti di Lotta Continua [Adriano Sofri ha fatto poi parte del Partito Radicale e del Partito Democratico ed è stato pure giornalista de L’Espresso e de L'Unità]. Determinante per arrivare ai responsabili dell’omicidio Calabresi fu nel 1988 la volontaria confessione e deposizione di uno di loro, Leonardo Marino, dopo essersi convertito con sincerità e profondità alla fede cattolica.
Luigi Calabresi, dopo anni di voluto e partigiano oblio, solo tardivamente ha avuto l’onorificenza di una “Medaglia d'oro al merito civile”. Era invece stimato già dal Papa Paolo VI per le sue qualità cristiane; e Giovanni Paolo II, che poté parlare a lungo con la moglie Gemma, lo definì «testimone del Vangelo e eroico difensore del bene comune». Nel 2007 la Chiesa ha avviato appunto la fase preliminare della sua causa di beatificazione.

 

Purtroppo negli ultimi decenni la Magistratura, o una non piccola parte di essa, ha dato non di rado prova di interventi politici ‘di parte’ (sinistra) e persino di volersi di fatto sostituire al potere legislativo (Parlamento) ed esecutivo (Governo) del Paese, per promuovere determinati partiti politici (da cui pare impossibile democraticamente opporsi, pena cadere sotto la sua ghigliottina) e persino le nuove ideologie (ad esempio contro la vita e la famiglia) che il "pensiero unico dominante", sostenuto economicamente e mediaticamente da potenti oligarchie mondiali, vorrebbe imporre, almeno a tutto l’Occidente.
La Magistratura ha conosciuto però non solo eminenti figure, esemplari per il proprio impegno civico e professionale, ma persino testimonianze eroiche di vita cristiana.
Una di queste è quella del magistrato Rosario Angelo Livatino, brutalmente ucciso dalla mafia (Stidda, operante specialmente nella zona di Agrigento, dove condusse con coraggio, perizia e successo le proprie indagini) il 21.09.1990, a neppure 38 anni di età.
Appartenente all’Azione Cattolica già da studente liceale, Angelo Livatino frequentava quasi quotidianamente la S. Messa; mantenne i suoi impegni e la sua testimonianza cristiana anche quando raggiunse i più alti e impegnativi incarichi nel mondo della Giustizia, che visse come vocazione e carità cristiana, tanto che in certi ambienti a lui ostili e persino dalla mafia veniva con disprezzo chiamato “santocchio” o “piccolo prete”! 
(leggi)
Il 21.12.2020 il Papa ha promulgato il decreto con il quale se ne riconosce addirittura il martirio “in odium fidei”. Sarà così proclamato Beato il prossimo 9 maggio ad Agrigento, significativamente nel 28° anniversario della storica visita di Giovanni Paolo II in quelle terre, di tradizionale fede cristiana ma anche flagellate dalla mafia.

Molti ricordano, perché diventate celebri, le forti parole che Giovanni Paolo II gridò a braccio, al termine della S. Messa nella Valle dei Templi di Agrigento il 9.05.1993 (aveva incontrato i genitori di Livatino poco prima e definì il giudice «martire della giustizia e indirettamente della fede»), contro i mafiosi, richiamandoli alla conversione e che avrebbero dovuto presentarsi un giorno davanti al Giudizio di Dio! (leggi e vedi)
Con tutta probabilità sono in riferimento a queste forti parole del Pontefice - che pure avevano toccato le anime anche di molti malavitosi (che credono di avere comunque un senso religioso e sostengono certe manifestazioni popolari cristiane - leggi), essendo un richiamo al Giudizio di Dio, da cui non si può scappare e che ha conseguenze eterne - i due ordigni fatti esplodere il 27 luglio successivo a Roma, nei pressi di S. Giovanni in Laterano e di S. Giorgio in Velabro.







 

27.03.2021

Chiese … sanificate e desertificate
 

È da oltre un anno che, dopo aver visto, anche in Italia, le SS. Messe addirittura vietate per oltre due mesi (!), talora con gravi abusi di potere delle forze dell’ordine e governi che, ben al di sopra dei loro poteri, comandano persino alla vita interna e liturgica della Chiesa, ora constatiamo liturgie e ambienti liturgici trasformati dall’ossessione salutista, con indicazioni, limitazioni e virus-fobie non viste così in altri ambiti e assemblee (cfr. News del 20.08.2020); infine, è inutile nasconderselo, la partecipazione dei fedeli si è notevolmente ridotta! Avevamo infatti già osservato che, alla ripresa delle celebrazioni, solo un 30% vi aveva fatto ritorno (cfr. stessa News)A ciò hanno contribuito diversi fattori, non tutti riconducibili direttamente solo alla cosiddetta ‘pandemia’. Se le assemblee liturgiche vedono da tempo una presenza predominante di anziani (quanti responsabili della cosiddetta “pastorale” si accorgono che i giovani e ora pure i ragazzi sono pressoché spariti?!), ora sono proprio loro, gli anziani, particolarmente coinvolti dalla ‘fobia’ del contagio (quantomai indotta in modo ossessivo dalla TV, da loro ascoltata magari per intere giornate), a temere di andare in chiesa.
Anche i mesi di presunta partecipazione ‘virtuale’ alle celebrazioni (in TV o, per i più moderni, su internet) hanno creato un’abitudine, peraltro comoda quanto pericolosa per la vita di fede. Infatti, dopo anni e decenni in cui le SS. Messe sono state assai spesso ridotte ad “assemblee” parrocchiali (per non dire una sorta di rappresentazioni teatrali), con estenuanti innumerevoli didascalie e pseudo-omelie del celebrante (che fa da protagonista, se non addirittura da show-man, parlando magari in modo logorroico di tutto tranne che di Gesù e dell'autentica fede), di fronte a chiese trasformate in aule poli-funzionali (per concerti, spettacoli, incontri di ogni tipo e persino come mense per i poveri, se non rifugio per gli immigrati)in altre parole, mancando la consapevolezza e la percezione del sacro, del soprannaturale, del divino e della stessa presenza reale di N. S. Gesù Cristo nell’Eucaristia, ebbene con tutto ciò il passo a considerare poi la partecipazione alla S. Messa qualcosa di equivalente a quelle "virtuali", magari più belle, che si possono vedere su uno schermo, comodamente in poltrona e ben protetti da contagi e persino da intemperie, è davvero facile. Ma, appunto, nello schermo la presenza 'reale' di Gesù non c'è, né tanto meno si può così adorare o ricevere sacramentalmente!

Pochi giorni fa abbiamo osservato (v. News del 10.03.2021) quale dolorosa impressione desta il contrasto tra la paura, superficialità, per non dire tiepidezza, di certi cattolici “nostrani” ... e l’eroicità di chi persevera con audacia nella fede e nella partecipazione alla S. Messa, anche con il pericolo (questo sì reale e non presunto!) di venire uccisi, colpiti da bombe, da attentati e con persecuzioni di ogni tipo, come è per milioni e milioni di nostri fratelli nella fede! (v. anche News del’8.01.2021).

Non è infine da persone colpite da mania complottista o da patologico vittimismo riconoscere che, con il pretesto della cosiddetta pandemia, certi poteri non si siano lasciati scappare l’occasione per sferrare un subdolo attacco alla libertà religiosa e nello specifico alla fede cristiana. Non a caso proprio le più grandi solennità cristiane, Pasqua e Natale, sembrano essere particolarmente nel mirino di questo sottile attacco alla fede cristiana. E non si venga a dire che le restrizioni particolarmente acute in occasione di queste due solennità cristiane sarebbero determinate dal timore di possibili esodi turistici, visto che gli ostacoli sono stati invece pressoché superati in occasione dell’estate (a parte il fatto che abolire il turismo per un Paese come l’Italia significa provocare danni peggiori di una guerra!). Oppure si potrebbe ironicamente ipotizzare che il “virus” non sia affatto cieco, ma molto preciso, nel presentare le sue “ondate” non in occasione di feste civili o ricorrenze musulmane (Ramadan, ecc.), ma proprio in occasione delle due più grandi solennità cristiane, sollecitando duri interventi governativi addirittura con forte anticipo, come per questa Pasqua, quando invece la politica sembra in genere navigare ‘a vista’ nella gestione di questo tragico momento storico!
 

Ed eccoci alla Settimana Santa!

Il governo italiano ha infatti previsto con settimane di anticipo, contrariamente allo stillicidio quotidiano delle ossessive statistiche e agli improvvisi e sconcertanti DPCM, persino nel cuore della notte, cui ci si era quasi abituati, che proprio per Pasqua (3-4-5 aprile) il virus sarà particolarmente esplosivo (nonostante i vaccini?!) e quindi l’Italia diventerà tutta obbligatoriamente “rossa” (praticamente un nuovo lock-down). Però, grazie a Dio,
 le liturgie non sono state quest’anno proibite (a limitarne le forme provvede già la Chiesa, quasi con una corsa a chi è più restrittivo e igienizzante!). Però attenzione: nella Domenica delle Palme le palme e gli eventuali rami d’olivo si devono portare da casa e non si passano da persona a persona! Il Giovedì Santo guai a fare la lavanda dei piedi! E la Veglia pasquale (che deve essere liturgicamente di notte, fin dall’inizio, con la benedizione esterna del fuoco e la liturgia della luce) deve invece rispettare il “coprifuoco”, quindi deve finire ad un’ora che permetta ai fedeli di essere già rintanati in casa per le 22 (trattandosi di una liturgia di almeno 2 ore ed essendo già in ‘ora legale’, di fatto dovrà iniziare invece di giorno e sarà un eufemismo chiamarla ancora “veglia”).

Medesime e persino ancor più stringenti restrizioni anche in Vaticano (dove peraltro il vaccino è incredibilmente d’obbligo per tutti i dipendenti, pena il licenziamento!), con forti limitazioni dei partecipanti alle liturgie pontificie. Persino la S. Messa del Crisma il Giovedì Santo  mattina (che normalmente prevede la concelebrazione col Papa di tutti i sacerdoti presenti a Roma - come fa ogni diocesi col proprio vescovo, essendo celebrazione non solo della Benedizione degli Olii Santi, ma con solenne rinnovo della promesse sacerdotali, nel giorno stesso dell’istituzione del sacerdozio da parte di N.S.G.C. nell’Ultima Cena) vedrà nella Basilica di S. Pietro la presenza solo dei pochissimi membri del Consiglio Presbiterale della diocesi di Roma. Anche la Via Crucis del Venerdì Santo (trasmessa in mondovisione) per il 2° anno consecutivo non sarà al Colosseo ma sul sagrato della Basilica di S. Pietro, con un ristretto numero di persone. Infine, anche in Vaticano la Veglia Pasquale inizierà, contrariamente a quanto prevedono le norme liturgiche, alle 19:30, cioè ancora con la luce del giorno.

In Germania, Angela Merkel ha compiuto uno scivolone (non del tipo rischiato dal vecchio J. Biden sulla scaletta dell’Air Force One), ma s’è subito rialzata, con un umile e pubblico “mea culpa”. La Cancelliera infatti, il 22 marzo, aveva preso la drastica decisione di uno stretto lock-down per l’intero Paese proprio dal 1° al 5 aprile (appunto per Pasqua, guarda caso), con tanto di divieto di partecipare alle liturgie pasquali! Rimaneva invece per i tedeschi la possibilità di andare nei supermercati, anche il Sabato Santo, e persino in vacanza all’estero (ad esempio alle Baleari, è stato detto). Il Governo s'è però trovato di fronte alla dura protesta dell’episcopato tedesco (con una ferma presa di posizione dello stesso Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, mons. Bätzing), un episcopato normalmente più attento agli “introiti” (v. la questione delle tasse per la Chiesa e la scomunica per chi non le paga) che all’ortodossia della fede! Ma la Cancelliera Merkel ha ricevuto le critiche addirittura dal suo stesso Ministro degli Interni (Seehofer, del CSU). Così, subito 2 giorni dopo (il 24), intervenendo sulla ‘question time’ sollevata al Bundestag, ha riconosciuto l'errore compiuto ed ha immediatamente ritirato le misure precedentemente annunciate.

In Belgio le celebrazioni continueranno invece ad essere permesse nel limite tassativo di 15 persone (50 per i funerali), indipendentemente dalla grandezza della chiesa (piccola cappella o immensa cattedrale che sia)!

Particolarmente forte è il divieto (e relative pene per chi contravviene) in vigore in Irlanda. È dal 5 dicembre, e almeno fino al 5 aprile, che nel Paese c’è il divieto di partecipare alla S. Messa (solo ai funerali, per un massimo di 10 persone)! E per far capire che non si scherza, non più tardi del 19 marzo scorso (solennità di S. Giuseppe) un sacerdote (p. Hughes, della diocesi di Ardagh & Clonmacnoise) che celebrava la S. Messa con le porte della chiesa aperte e un piccolo gruppo di fedeli, s’è visto arrivare in chiesa la polizia, che gli ha inflitto una multa di € 500 e l’ha minacciato di essere sbattuto in carcere se avesse continuato o ripetuto il gesto! (del resto qualcosa di analogo a quanto è avvenuto l’anno scorso anche in Italia, ad esempio a Cerveteri il 15.03.2020, v. News del 10.04.2020). Il sacerdote ha detto che non pagherà la multa, a costo del carcere! Nei confronti di tali decisioni governative si sono sollevate però obiezioni anche da parte di giudici, di note personalità pubbliche e della stessa Commissione irlandese per i diritti umani e l’uguaglianza, dichiarando illegali tali divieti del Governo.
 

Di fronte a queste e altre incomprensibili (se non in una logica di laicismo esasperato e di dittatura sanitaria!) restrizioni della “libertà religiosa” e “di culto”, sia pur motivate pretestuosamente dall’emergenza sanitaria (che non valgono però allo stesso modo per altri assembramenti e per certe attività commerciali), c’è stata addirittura una presa di posizione e protesta ufficiale della Commissione delle Conferenze Episcopali della Unione Europea (COMECE), che ha coinvolto la stessa Commissione Europea (nella persona del vice-presidente Schinas), in cui si sottolinea esplicitamente che “con la scusa del Covid-19, nei Paesi europei è limitata e minacciata la libertà religiosa e di culto”!









 

23.03.2021

Myanmar: il coraggio eroico di una giovane suora

Forse tutto il mondo ricorda l’incredibile coraggio di quel giovane cinese, la cui immagine è diventata storica, pur restando anonimo, che il 4.06.1989 in piazza Tienanmen a Pechino osò da solo schierarsi contro i carri armati cinesi (video), mandati dal governo comunista per soffocare nel sangue le proteste di coloro, specie giovani, che chiedevano di avere un po' di democrazia, repressione che provocò migliaia e migliaia di morti e feriti (v. News del 4.06.2020).

Ebbene, una scena analoga, sia pur di ridotte proporzioni, è avvenuta domenica 28.02.2021 nella città di Myitkyina, nel nord del Myanmar (ex Birmania); ed ha avuto come protagonista una giovane suora cattolica.
Com’è noto, il Paese sta subendo dal 1° febbraio scorso un colpo di Stato militare, che ha rovesciato il governo guidato da Aung San Suu Kyi. Ne sono nate però subito grandi manifestazioni di piazza, specie di giovani, soffocate talora nel sangue dai militari, con molti morti (261) e feriti, anche ragazzi (vedi i drammatici servizi di AsiaNews del 5.03.2021 foto e del 23.03.2021 foto).
Anche domenica 28 febbraio si preannunciava fin dal mattino una giornata di scontri e di sangue. È a questo punto che suor Ann Nu Tawng, (religiosa dell’ordine di San Francesco Saverio, del convento cattolico di san Colombano, che gestisce pure un dispensario e una piccola clinica per i malati più bisognosi), pur essendoci un divieto ecclesistico per le suore di partecipare alle manifestazioni di piazza, presagendo il bagno di sangue che ci sarebbe stato, per il previsto attacco della polizia contro molte persone, specie giovani, che protestavano in piazza contro il colpo di Stato, ha sentito interiormente di dover intervenire: è andata in piazza e si è messa in ginocchio davanti ai poliziotti per impedire che attaccassero la folla di manifestanti.
Ecco la foto di quell'atto eroico (che ha fatto il giro del mondo).

Non è stato solo un enorme gesto di coraggio o una forma di protesta: con quell’atto eroico ed evangelico la suora ha salvato centinaia di vite umane!
Racconta la stessa suor Ann: «avevo la tentazione di fuggire; ma provavo pietà per le persone; così ho deciso di restare, a costo di morire se necessario». Allora si è inginocchiata di fronte ai militari, gridando loro: «Per favore, non sparate. Sono civili innocenti; la gente ha già sofferto molto. Sparate piuttosto a me». In un primo momento i poliziotti, colpiti da tanto coraggio e determinazione, si sono ritirati; poi però sono tornati alla carica. Ma di nuovo la suora si è posta di fronte a loro, implorandoli: «Queste persone sono innocenti e vogliono solo protestare in modo pacifico; non trattateli duramente. Se è necessario, uccidete me e lasciate liberi loro».
Intimata di allontanarsi, non ha ceduto: «Finché continuerete a fare cose crudeli, non mi allontanerò. A costo di subire la morte».

Di fronte a tanta coraggiosa e disarmante fermezza, la polizia si è allora definitivamente ritirata, lasciando in pace la folla di manifestanti!







16.03.2021

Il sacrificio di giovanissimi santi contemporanei

Pare che lo Spirito Santo parli oggi spesso attraverso la santità dei … giovanissimi. Come recita il Salmo 8: “Con la bocca dei bimbi e dei lattanti, affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli”.
Nonostante che i media difficilmente ne parlino e la maggior parte dei loro coetanei non conoscano più Gesù e vivano in un drammatico vuoto spirituale, che causa loro tanto male, nello spirito, nella psiche e talora anche nel corpo (v. sotto la News del 17.01.2021), dal deserto fioriscono qua e là bellissimi fiori di santità di bambini e di ragazzi, che sono un vero segno della presenza del Risorto e dell’opera dello Spirito nel mondo d’oggi. Fiori talora recisi assai presto dalla vita terrena, perché agli occhi di Dio già maturi per Lui, ma il cui profumo di santità si espande rapidamente nel mondo intero e attira anche molti loro coetanei. E proprio il dolore e la morte così precoce di molti di loro assume la valenza di un prezioso sacrificio offerto a Dio, in unione a Cristo Crocifisso, pure per la conversione e salvezza eterna di molti ragazzi e giovani, così come dei più bisognosi della Sua misericordia. (vedi ad es. il sito giovani santi)

Sono già molti coloro che nel mondo conoscono la testimonianza e il sacrificio offerti dal giovane ragazzo milanese Carlo Acutis, nato nel 1991 e morto nel 2006, beatificato lo scorso 10 ottobre (ne abbiamo parlato molte volte, v. ad esempio News 23.02.2020) (vedi).
Veneriamo con commozione il santo ragazzo messicano José Sánchez del Río (1913-1928), canonizzato il 16.10.2016 (v. News a questa data), che al grido di “Viva Cristo Re!” - partecipando, nonostante la giovanissima età, all'eroica epopea dei Cristeros -  si oppose fino al martirio alla dittatura massonica che all’inizio del secolo scorso voleva estirpare con tutte le forze la fede cattolica dal Messico [vedi la scena del martirio nello straordinario film Cristiada (2011, vedi il trailer)].
Come non ricordare poi la santità eroica, e non solo per la grazia di aver visto la Madonna, dei piccoli veggenti di Fatima Giacinta (Jacinta de Jesus Marto, 1910-1920) e Francesco (Francisco de Jesus Marto, 1908-1919), andati in Cielo molto presto, come predetto dalla Madonna stessa, e già proclamati Beati da Giovanni Paolo II il 13.05.2000 (a Fatima, alla presenza di Lucia, la cuginetta che ha condiviso da protagonista quelle apparizioni mariane) e Santi da Francesco il 13.05.2017 (sempre a Fatima, nel centenario della prima apparizione).
Per Lucia (Lúcia de Jesus Rosa dos Santos, 1907-2005), diventata suora e vissuta a lungo, morta solo poche settimane prima di Giovanni Paolo II, è in corso la causa di beatificazione. (Sulle apparizioni di Fatima v. il Dossier e un bel film girato quando ancora era viva Lucia).
A Roma c’è poi la commovente e straordinaria testimonianza della piccola Nennolina (1930-1937). Antonietta Meo (questo il suo nome) è una bambina vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare; ma un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Il resto della sua brevissima vita è una vera Via Crucis, fra atroci dolori, spesso ricoverata in ospedale, fino alla morte, che la raggiunge a soli sei anni e mezzo. Nonostante l’età, oltre alla testimonianza di chi l’ha conosciuta, Nennolina ci ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre, che rivelano una vita “mistica” davvero straordinaria! Iniziato il processo di beatificazione e nel 2007 già dichiarata “Venerabile” da Benedetto XVI, sarebbe la santa (non martire) più giovane della storia della Chiesa. (vedi)
Abbiamo poi più volte ricordato (cfr. News 15.04.2018, 5.10.2013, 27.11.2013 e libro consigliato il 14.05.2011) il beato Rolando Rivi (1931-1945), il seminarista emiliano di 14 anni, rapito, barbaramente torturato e ucciso dai Partigiani comunisti nel 1945, semplicemente perché voleva farsi prete e anche in vacanza indossava la vesta talare, come allora si faceva già da giovani seminaristi e nonostante gli fosse sconsigliato per il pericolo a cui ciò lo esponeva. (vedi)
L’anno scorso (v. News 8.05.2020) sono state riconosciute dal Papa le “virtù eroiche” del giovane italiano Matteo Farina (1990-2009), che ci ha lasciato una testimonianza esemplare di profonda fede e vita cristiana, e sarà presto proclamato Beato. (vedi)
Il 21 gennaio scorso il Papa ha riconosciuto le “virtù eroiche” anche del giovane seminarista, già del secolo scorso, Pasquale Canzii (detto Pasqualino, 1914-1930), che fin da ragazzo era solito dire “voglio farmi santo presto!”; visse infatti santamente e morì all’età di 15 anni (leggi).

Ed ecco la testimonianza di santità offertaci da una bambina di 10 anni, morta a Madrid qualche giorno fa (il 7 marzo), ma che sta già facendo il giro del mondo: Teresita Castilla de Diego.
(Testimonianza riportata da padre Alvaro Cardenas Delgado, sacerdote amico di famiglia)
La piccola era nata in Russia (Siberia) e all'età di 3 anni era stata adottata da genitori spagnoli. Nonostante questo sbocciare non facile della sua esistenza, Teresita era una bambina "gioviale, allegra, enormemente socievole e comunicativa, amava la sua famiglia e viveva tutto con intensità". Manifestò molto presto "una vita spirituale semplice, ma assai profonda e forte". Come tutti i bambini amava molto giocare; ma negli ultimi anni andava a Messa tutti i giorni (nella sua stessa scuola, tenuta dalle suore Figlie di N. S. del Sacro Cuore, a Galapagar, poco a nord di Madrid) e riceveva con vera devozione la S. Comunione. Manifestava un particolare e tenerissimo amore per Gesù, unito ad un sempre vivissimo desiderio di essere “missionaria”. La mamma racconta che era poi molto sensibile nei confronti dei poveri e degli ammalati e “nessuno le era indifferente; ha dato il suo amore a tutti. Parlava con trasporto anche a chi capitava per casa, al postino, coi negozianti, così come si fermava a parlare anche col povero mendicante alla porta della chiesa”.
Nel 2015, all’età di soli 5 anni, si scopre nella piccola Teresita un tumore al cervello. Fu subito operata; poi fece la chemioterapia. Il problema sembrava risolto; ma tre anni dopo, nel 2018, il tumore è ricomparso. Venne sottoposta in Svizzera ad un nuovo intervento chirurgico e ad un nuovo trattamento. A fine dello scorso anno (2020), quando pareva stesse meglio, ebbe pure un incidente durante il gioco e il 2 gennaio di quest’anno è stata di nuovo ricoverata, accusando forti emicranie. Fu affidata anche all'intercessione del neo-Beato Carlo Acutis (Teresita chiese a Dio di vederlo in sogno e fu esaudita la notte stessa) e alla giovane venerabile Montse Grases. Si doveva procedere ad un nuovo intervento, previsto per l'11 gennaio, ma non è stato possibile a causa di una complicanza medica; tra l’altro sia lei che la mamma sono pure risultate positive al Coronavirus e quindi hanno dovuto rimanere isolate. La salita al Calvario, unita a Gesù, diventava sempre più dolorosa: si è pure guastata la valvola posta precedentemente nel cervello e ciò le causava grande dolore. Il tumore continuava a crescere ed ormai non c’era più alcuna possibilità di intervenire chirurgicamente.
Eppure, racconta la mamma, “Teresita offriva le sua acute sofferenze a Gesù, perché salvasse molte anime. Le offriva anche per i sacerdoti, per gli ammalati, per il popolo. Diceva: ‘Vorrei portare Gesù agli altri, ai bambini che non lo conoscono, così che in Cielo siano felici per sempre’”. Era serena, pregava sempre, si affidava sempre a Dio e alla Madonna, recitava ogni giorno il S. Rosario. Il Cielo era per lei una realtà così reale che "qualche mese fa aveva detto più volte e molto seriamente a suo padre: ‘Papà, vado in paradiso!’".
Come Santa Teresa di Lisieux, di cui portava il nome, Teresita voleva ardentemente essere “missionaria”, nonostante le sue ormai precarie condizioni fisiche; anzi, proprio attraverso queste!
Del resto anche S. Teresa di Lisieux è stata saggiamente proclamata da Pio XI co-Patrona delle missioni (con il grande missionario gesuita S. Francesco Saverio!), pur essendo entrata in clausura a 15 anni e morta nello stesso Carmelo di Lisieux a soli 24 anni. Questo ricorda ai missionari di tutto il mondo che a salvare le anime non è il nostro attivismo, ma l'amore a Dio, la consegna a Lui e alla Sua volontà.
Nelle ultime settimane, nonostante le sue sempre più gravi condizioni di salute, Teresita continuava a manifestare il più profondo desiderio del suo cuore: "Voglio fare la missionaria, adesso!". E il suo santo desiderio trovò un particolare significativo compimento nelle sue ultime settimane di vita. Infatti l’11 febbraio scorso, memoria della Madonna di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato, è avvenuto questo significativo episodio, che ha contribuito non solo a realizzare persino ufficialmente il suo sogno, ma a farla già conoscere in Spagna e nel mondo intero.
Come tutti gli anni in occasione della memoria della Madonna di Lourdes e Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio), il Vicario episcopale di Madrid, padre Angel Camino Lamela, a nome del cardinale arcivescovo, fa visita ad un ospedale, vi celebra la S. Messa, incontra alcuni ammalati, porta ad alcuni il sacramento dell’Unzione degli Infermi e la S. Comunione; saluta anche i familiari dei pazienti ricoverati, come pure il personale medico e paramedico. Quest'anno la visita è stata programmata proprio all'ospedale di La Paz, dov'era ricoverata Teresita. Appena iniziata la visita, i Cappellani parlano al Vicario di Teresita e lo invitano a farle visita. Racconta il Vicario, in una lettera che ha inviato poi in questi giorni a tutti i sacerdoti della diocesi: “Siamo arrivati ​​in terapia intensiva adeguatamente attrezzati, ho salutato medici e infermieri, poi mi hanno portato al letto di Teresita, che aveva accanto la mamma. Una benda bianca le circondava tutta la testa, ma il suo viso era abbastanza scoperto da scorgere un volto davvero luminoso. Le ho detto che la salutavo anche a nome del cardinale (arcivescovo di Madrid) e soprattutto ero venuto per portarle Gesù”. A quel punto Teresita gli disse: "Mi porti Gesù?! Sai una cosa? Io amo molto Gesù!”. Il Vicario le somministra quindi il sacramento dell'Unzione degli Infermi, le dà la S. Comunione e la Benedizione apostolica. Poi la mamma sollecita la figlia a dire al Vicario quello che desiderava di più. E Teresita: "Voglio fare la missionaria!". Il Vicario ammette: “la domanda era del tutto inaspettata per me. Prendendo la forza che non avevo, per l'emozione che mi ha suscitato, le ho detto: 'Teresita, ti sto rendendo missionaria della Chiesa in questo momento e questo pomeriggio ti porterò il Documento che lo accredita e la Croce missionaria”. Teresita aggiunge ancora: “Sai? Prego che tanti bambini conoscano Gesù”!
Lasciato l'ospedale, il Vicario è andato subito a redigere il Documento con cui la costituiva ufficialmente “missionaria”. Nel pomeriggio ha preso pure, col Documento, la "Croce del missionario" ed è tornato di nuovo in ospedale per portarli personalmente a Teresita. Appena la mamma l’ha visto, ha esclamato ad alta voce: “Teresita, non posso crederci! Il Vicario sta arrivando con il regalo per te”. La bimba ha quindi preso con gioia tra le mani il Documento e la Croce e ha chiesto alla madre di appenderli vicino al letto: “Metti la Croce sulla sbarra del letto, così posso vederla bene; la porterò anche in sala operatoria. Sono già missionaria!".
"Sono stati per lei settimane di terribili dolori, esami e interventi, nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale". Ma la gioia di essere stata anche ufficialmente riconosciuta come “missionaria” è stata per lei talmente grande, che il giorno stesso lo comunicò con entusiasmo anche ad una zia, attraverso un messaggio vocale sul cellulare (con una voce molto dolce, come chi è molto stanco ma trae la forza dalla grazia, le ha detto: “Cara zia, ti dico una cosa molto importante per me, questa mattina dopo aver ricevuto l'Unzione e la Comunione, il Vicario mi ha fatto missionaria: sono già missionaria!”).
L’ultimo mese in terapia intensiva è stato per la piccola un vero Calvario; ma il suo amore per Gesù cresceva sempre più. Disse persino alla nonna: “Ti voglio molto bene; ma ancora di più amo Gesù!”. Anche alla fine, con un fil di voce, sussurrava “Sacro Cuore di Gesù, confido in Te”!
Ricorda ancora la sua mamma: “Un giorno mi aveva chiesto il motivo di quel dolore e le ho spiegato che lei era un'amica intima di Gesù, che glielo ha dato per partecipare alla Sua Croce! E lei ha capito perfettamente”. "Ha offerto le sue sofferenze a Gesù come una missione a favore dei sacerdoti, delle missioni e della salvezza di chi non conosce l'amore di Dio". Una consapevolezza che è progressivamente maturata proprio attraverso la sofferenza. Diceva spesso: «Vorrei portare Gesù agli altri, ai bambini che non lo conoscono, così che vadano al Cielo felici».

Domenica 7 marzo (2021), alle ore 9:00, dall’ospedale La Paz di Madrid, la piccola Teresita, all’età di 10 anni, ha raggiunto il suo Gesù.
La sua testimonianza di fede in pochi giorni sta già facendo il giro della Spagna e del mondo intero.  (leggi e vedi la foto











 

10.03.2021

I cristiani in Iraq

La pianura mesopotamica, tra i grandi fiumi Tigri ed Eufrate, è stata nella storia antica la culla o la sede di grandi civiltà (Sumeri, Accadi, Gutei, Amorrei, Babilonesi, Cassiti, Assiri e Persiani).
Da quella zona, oggi Iraq, e precisamente dalla città di Ur, oltre 1800 anni prima di Cristo, partì Abramo, chiamato da Dio stesso, per raggiungere la terra che Egli avrebbe indicata e che la sua numerosissima e miracolosa discendenza (vista l’anzianità e la sterilità della moglie Sara) avrebbe abitato per sempre, cioè la Terra Santa (l’attuale Israele/Palestina).
Il patriarca Abramo è il capostipite del popolo ebraico e con lui inizia la “storia della salvezza”, la Rivelazione di Dio all’umanità, attraverso gli Ebrei, cioè l’Antico Testamento della Bibbia*, che dopo 19 secoli avrebbe trovato il suo culmine insuperabile nell’Incarnazione stessa di Dio, Gesù Cristo morto e risorto per la salvezza eterna di tutti gli uomini di tutti i tempi.
     
* Abramo si trova infatti dal cap. 11 di Genesi, cioè il primo libro della Bibbia. I precedenti capitoli di Genesi costituiscono per così dire la "preistoria" biblica, cioè la creazione dell’universo, la creazione dell’uomo, il peccato originale, Caino e Abele, Noè e il diluvio universale, la torre di Babele con la dispersione delle lingue.
È assai significativo che Abramo venga tuttora considerato “padre nella fede” non solo ovviamente dalla religione ebraica, ma anche da quella cristiana (l’Antico Testamento, pur trovando compimento pieno e definitivo e pure superamento in Cristo, cioè nel Vangelo e in tutto il Nuovo Testamento, è infatti considerato Parola di Dio anche dai Cristiani) e persino da quella musulmana, che pur nascendo 6 secoli dopo Cristo da un proprio sedicente definitivo profeta (Maometto) e possiede un proprio testo considerato sacro (il Corano), vedono comunque nell’A.T. già una rivelazione dell’unico vero Dio.
Ed è impressionante che tuttora, quasi 4000 anni dopo Abramo, queste tre religioni, che vedono comunque in lui un "patriarca", un "padre nella fede", costituiscano non solo le tre grandi religioni monoteiste (con un Dio uno, creatore e trascendente), ma corrispondano tuttora alla maggioranza assoluta della popolazione mondiale (con 2,5 miliardi di Cristiani, 1,5 miliardi di Musulmani e circa 20 milioni di Ebrei)! E già questo dovrebbe comunque far seriamente riflettere tutti coloro che con troppa leggerezza considerassero la Bibbia, già nell'Antico Testamento, semplicemente una serie di miti dell'antichità. La "promessa" divina fatta ad Abramo, quella di una numerosissima discendenza ("come le stelle del cielo e la sabbia del mare") si è realizzata ed è tuttora constatabile! 

Se possiamo indicare questa remota origine comune, sarebbe comunque gravemente errato parlare di ebraismo, cristianesimo e islam come le tre “Religioni del Libro” e come se fossero analoghe o addirittura equivalenti! Sarebbe l’apostasia radicale dal cristinesimo, negando la divinità, unicità e necessità salvifica di Cristo; sarebbe blasfemo, perché si tratterebbe infatti di considerare vana l'intera opera della Redenzione, voluta dal Padre, realizzata dal Figlio fatto uomo e attuata dallo Spirito Santo, cioè i due contenuti principali della fede cristiana: Unità e Trinità di Dio e Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione di N. S. Gesù Cristo!

In occasione del grande Giubileo del 2000, cioè a 20 secoli dalla nascita di Gesù Cristo, mentre il Magistero pontificio ha solennemente richiamato l’unicità della divinità di Cristo e la Sua necessità per la salvezza di tutti gli uomini (cfr. la Dichiarazione Dominus Jesus, vedi documento nel sito, con considerazioni postume di Benedetto XVI), Giovanni Paolo II ha voluto pure compiere non solo un significativo viaggio apostolico in Terra Santa (Giordania, Israele, Palestina: 20-26 marzo), dove Gesù stesso è nato, vissuto, è morto e risorto, ma si recò pellegrino anche sul Monte Sinai (Egitto: 24-26 febbraio), dove Dio si rivelò a Mosè e agli Ebrei dopo la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e diede loro la Legge. Desiderio del Papa era anche quello di recarsi ad Ur dei Caldei (Iraq), appunto patria originaria del patriarca Abramo; ma l’ancora grave situazione geopolitica del Paese lo impedì.
Com’è noto, tale progetto si è realizzato in questi giorni (5-8 marzo) con Francesco, in un rischioso viaggio all’insegna del dialogo tra cristiani, musulmani ed ebrei, oltre che per sostenere le perseguitate e oggi assai ridotte comunità cristiane di quella terra.

I cristiani sono presenti in quella terra (oggi Iraq) fin dal tempo degli Apostoli; lo stesso apostolo Tommaso, diretto ad evangelizzare addirittura l’India, avrebbe infatti fondato le prime comunità cristiane della pianura mesopotamica. In alcune di quelle zone si parla addirittura ancor oggi l’aramaico, cioè la lingua di Gesù! Dunque la viva e feconda presenza cristiana nel Paese è anteriore all’invasione musulmana del VII secolo, quando il ramo sciita dell’Islam, pochi anni dopo Maometto, occupò quelle terre e vi pose addirittura la propria capitale (Najaf), dove tuttora vive uno dei più importanti capi sciiti, l’ayatollah Al-Sistani (che lì ha incontrato papa Francesco il 6 marzo scorso*).

* Il Grand Ayatollah Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani è il più grande leader sciita a livello mondiale, e la città di Najaf, dove vive, è da secoli la sede dei leader mondiali sciiti. Ciò non piace all’Iran, l’altro grande Paese sciita, che, dopo la Rivoluzione islamica del 1979, ha voluto come centro dello sciismo mondiale la città iraniana di Qom. Inoltre Al-Sistani non condivide neppure la linea dura dell’islam sciita iraniano. Solo 3 mesi fa Al-Sistani non ha neppure voluto ricevere Ibrahim Ra'isi, capo del sistema giuridico in Iran nominato da Khamenei, in visita in Iraq (causandogli così una perdita di consenso, in vista pure delle prossime elezioni presidenziali che si terranno in Iran nel prossimo giugno). Ecco perché il quotidiano Kayhan, la voce più importante della fazione fondamentalista e dell’estremismo religioso in Iran, in legame molto stretto con Khamenei, ha fortemente criticato l’incontro del Papa con l'ayatollah Al-Sistani e persino l’intero viaggio di Francesco in Iraq.
[fonte: AsiaNews (Khosrow Ebrahimi), Teheran 10.03.2021]

Ricordiamo che la corrente sciita dell’Islam è presente, oltre che in Iraq, soprattutto in Iran. Essa è particolarmente ostile ad Israele* (e viceversa). La corrente sunnita è invece presente soprattutto in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi, ma anche in gran parte della Siria e pure in buona parte dello stesso Iraq, oltre che in numerosi altri paesi islamici del mondo.

* Non si può nascondere che un’accentuata ostilità nei confronti degli Ebrei è presente nel Corano stesso [che definisce gli ebrei i peggiori nemici dei musulmani (5:82), sotto la maledizione di Allah (9:30), e invita i musulmani a fare guerra e a soggiogarli (9:29)].

Un ulteriore motivo per cui, nell'incontro stesso delle tre grandi religioni monoteiste (Islam, Cristianesimo, Ebraismo), previsto proprio ad Ur con papa Francesco (che nell'occasione non ha nominato neppure una volta Gesù...), gli Ebrei sono di fatto rimasti assenti.

Nonostante che la quasi totalità degli iracheni sia musulmana, fino al 2003 i cristiani (specie la Chiesa Cattolica Caldea) erano 1,5 milioni e godevano di una relativa libertà.

Sotto il regime di Saddam Hussein (dal 1979 al 2003, quando fu destituito durante la seconda guerra del Golfo in seguito all'invasione anglo-americana) i cristiani godevano di una relativa libertà (era cattolico persino il Ministro degli Esteri e vice-Primo Ministro iracheno Tareq Aziz).

Oggi, su una popolazione di quasi 40 milioni di abitanti, i Cattolici si sono ridotti a circa 500.000.
Dunque, in neppure 20 anni 1 milione di cristiani è stato ucciso o costretto all’esilio!
Paradossalmente l’esodo dei cristiani è iniziato già dopo l’invasione anglo-americana. 
Infatti, dopo le cosiddette “Guerre del Golfo”, cioè le operazioni militari a guida USA [Desert Storm (1990-91) e soprattutto Iraqi Freedom (2003)] che posero fine al regime di Saddam Hussein, è seguito un periodo di grande caos, di lotte intestine (anche tra sciiti e sunniti) e di attentati terroristici. Un milione di iracheni fuggirono e si rifugiarono nella Siria di Bashar al Assad; tra questi anche 50.000 cristiani.

Ad esempio, il 31.10.2010, a Bagdad, la cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza (dove il 5 marzo scorso Francesco ha incontrato Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e le Religiose, Seminaristi e i Catechisti dell’Iraq), fu bombardata proprio durante la S. Messa domenicale, causando la morte di 48 persone, tra cui 2 giovani sacerdoti, e il ferimento di moltissimi altri fedeli.

Come tristemente ricordiamo, tra i numerosi attentati terroristici, in cui persero la vita anche molti italiani, particolarmente grave fu la strage di Nassiriya, provocata da due kamikaze di Al Qaeda il 12.11.2003, in cui persero la vita 28 persone, di cui 19 italiani (specie Carabinieri) e 9 iracheni.

Poi, negli anni 2014-2017, in un'area compresa tra la Siria nord-orientale e l'Iraq occidentale, si è costituito il califfato, di matrice sunnita, che si è violentemente organizzato come Stato Islamico (ISIS o Daesh).
In quegli anni i terroristi jihadisti fecero strage di cristiani, nella piana di Ninive e in tutto il Paese, addirittura a Bagdad.
Le case dei cristiani venivano contrassegnate con la “N” di Nazareno, avvertimento e al contempo invito a convertirsi all’Islam o a fuggire.
Quando i jihadisti dell'ISIS, nella notte 6/7 agosto 2014, conquistarono Mossul, senza trovare resistenze,  e vi posero la capitale del Califfato/Stato islamico, i cristiani che non erano già riusciti a fuggire furono espulsi o uccisi; vi uccisero anche il vescovo e molti sacerdoti.
Così, in quell’agosto 2014, i jihadisti costrettinsero tutti i 120.000 cristiani a fuggire dalla piana di Ninive e da Mossul, area di insediamento storico delle comunità cristiane in Mesopotamia. Molti furono uccisi. Se non ci fu una strage fu proprio perché la maggior parte riuscì a fuggire, costretti ad abbandonare le loro case e tutto ciò che avevano. Non furono risparmiati dalla furia jihadista neppure gli storici monasteri e persino i cimiteri cristiani.

Solo sotto la Presidenza USA di Donald Trump, nel dicembre 2018, con la legge «Iraq and Syria Genocide Relief and Accountability Act», per la prima volta si parlò ufficialmente di “Genocidio” a proposito della serie di crimini perpetrati in quegli anni dai gruppi jihadisti su cristiani e yazidi in Iraq e Siria, e impegnò il governo USA a fornire assistenza umanitaria ai gruppi vittime delle violenze e a perseguire i responsabili e gli esecutori di quelle efferatezze. Tale legge voluta dal Presidente Trump venne definita strumento «vitale» per garantire la sopravvivenza dei cristiani in Iraq e salvare le loro comunità dall’estinzione.

Alla caduta dell’ISIS, nel 2017, solo il 50% degli abitanti e dei cristiani ha potuto tornare nelle proprie zone e abitazioni, peraltro in gran parte distrutte. Migliaia di nuclei familiari sono rimaste nel Kurdistan, nella zona settentrionale del Paese. Numerosissimi sono tuttora coloro che sono "rifugiati" in Occidente.

Per portare un esempio, a Qaraqosh (dove Francesco si è recato il 7 marzo scorso) fino al 2014, quando la città fu conquistata dalle milizie nere del califfo Abu Bakr al Baghdadi, i cristiani erano il 90% della popolazione; oggi, dopo la liberazione avvenuta già nel 2016, solo il 46% di quanti avevano dovuto fuggire è rientrato.

Quale straordinaria testimonianza di fedeltà a Cristo Signore hanno dato però questi nostri fratelli cristiani, che, fin quando han potuto, nella piana di Ninive (come anche ad Aleppo in Siria), hanno continuato ad andare alla S. Messa, nonostante gli attentati, le bombe, i missili e il pericolo sempre incombente di venire uccisi!
E che differenza rispetto a molti nostri cristiani che in Occidente hanno abbandonato la S. Messa perché impauriti anche solo dalla remota possibilità di contrarre un’infezione virale, peraltro scarsamente letale!







 






2.03.2021

La Madonna su … Marte

A proposito di scienza e fede e di scienziati cristiani del passato e del presente (v. nella sezione Fede & cultura, il documento sul “Caso Galileo”, spec. domanda 3), nel sito avevamo fatto notare come la Chiesa abbia tra l’altro riservato una particolare attenzione e competenza nel campo dell’astronomia, persino ancor prima di Galileo (cfr. la parte 3 del Dossier su Galileo).

Poi, recentemente (cfr. News del 20.11.2020), avevamo anche fatto notare che nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che orbita da tempo a 400 km. sopra le nostre teste, la fede di molti astronauti che a turno vi lavorano è spesso sorprendentemente esplicita e vitale, a tal punto che, se già gli astronauti russi non avevano rinunciato, nonostante gli spazi ristrettissimi e l’assenza di gravità, ad appendervi le sante icone ed altri astronauti vi avevano appeso il Crocifisso (foto - video), il Comandante Michael Hopkins, partito dalla Terra il 16 novembre scorso per la sua seconda missione nello spazio, aveva avuto il permesso dal suo Vescovo e dalla NASA di portare nello spazio addirittura l’Eucaristia (24 particole), per comunicarsi almeno una volta a settimana, perché, disse, non poteva stare 6 mesi senza fare la Santa Comunione!

Come sappiamo, da alcuni giorni (20 febbraio) una missione spaziale della NASA (Mars 2020) ha raggiunto il suolo di Marte e il rover Perseverance sta già inviando eccezionali fotografie dal pianeta rosso.
Quando la NASA ha selezionato molte targhe che rimarranno su Marte per indicare l’avvenuta spedizione dalla Terra, ve ne ha inclusa anche una della Madonna (la Virgen de Flores del Santuario di Álora, Malaga-Spagna), voluta dal sergente dell’Aeronautica Militare spagnola Francisco José Fernández, a Lei particolarmente devoto.
Dunque un’insegna della Madonna ora è anche sul pianeta Marte! E vi rimarrà perennemente, visto che «quando il robot smetterà di funzionare, per sempre quelle targhe saranno lì dentro, nel caso qualcuno le trovi o vi arrivassero esseri umani», ha detto Fernandez; ed ha aggiunto: «Sono sempre stato a Lei devoto … ma è emozionante sapere che il nome della Vergine sarà lì, nello spazio, tra le valli e i deserti di Marte».
La Virgen de Flores, immagine spagnola del XVII secolo, ha nella mano destra uno scettro e sul braccio sinistro il Bambino Gesù. 

È proprio vero che la Madonna è la Regina del cielo e della terra!










 

23.02.2021

Negazionismi

Pare che questa stia diventando una nuova parola magica, dapprima usata per indicare chi negava un gravissimo fatto storico, ed ora pian piano usata contro chiunque non si adegui ai nuovi dogmi!

Siamo partiti infatti dal grave “negazionismo” della Shoà

Il dramma della Shoà, cioè dello sterminio (l’Olocausto) degli Ebrei (6 milioni di morti) sotto il nazismo, è stato particolarmente riportato alla ribalta mondiale dagli Ebrei nel 1967, quindi oltre 20 anni dopo, guarda caso proprio in coincidenza della cosiddetta “Guerra dei 6 giorni”, cioè quando l’ancora giovane Stato d’Israele in pochi giorni (5/10 giugno) invase i territori di Egitto, Siria e Giordania, destabilizzando con la sua vittoria (conquistarono la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza all'Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria) la già precaria situazione geopolitica del Medio Oriente, di cui si pagano infatti ancor oggi le conseguenze.

Un conto però è negare l’immane tragedia subita dal popolo ebraico durante il nazismo e un altro è tacciare invece subito di negazionismo e perfino di antisemitismo chiunque volesse compiere seri studi storici, magari fuori dal coro, su questa dolorosa e tragica vicenda storica.

Inoltre un certo “negazionismo” è emerso anche da parte ebraica, persino all’interno dello stesso dramma e relativa memoria storica, quando ad esempio gli Ebrei stessi nel 1993 (durante il pontificato di Giovanni Paolo II e con suo grande dolore e disappunto, anche se alla fine dovette cedere) si sono drasticamente mossi perché fossero cacciate dal terreno di Auschwitz/ Oświęcim (Polonia) le monache carmelitane, visto tra l’altro che proprio in quel campo di concentramento, oltre agli innumerevoli morti ebrei, hanno trovato terribile morte anche migliaia e migliaia di cristiani e pure centinaia di preti, frati e suore, e vi sono stati uccisi anche due grandi santi, come S. Massimiliano Maria Kolbe (tutti conoscono almeno il suo gesto eroico di volersi lì sostituire ad un altro prigioniero condannato a morte) e S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, la filosofa e monaca carmelitana ex-ebrea, proclamata santa e poi con-Patrona d’Europa da Giovanni Paolo II).


Siamo infine giunti, in questi mesi, a parlare di “negazionismo” persino in riferimento al Covid-19: sarebbe “negazionista” anche solo chi ponesse dubbi e domande, persino scientifiche, sul virus e sui relativi vaccini, che si distaccassero dai 'dogmi' divulgati ossessivamente dai media.

Il termine negazionismo viene ormai usato o rifiutato a discrezione, persino politica. È triste riconoscerlo, ma per le ideologie dominanti e per il politically correct, ci sono pure “morti” di serie A e altri di serie B! Negare o dimenticare, anche sui media, i primi condannerebbe ad un severo ostracismo sociale; ma anche ricordare i secondi, assolutamente da abbandonare in un comodo e ideologico oblio.
 

Solo da poco, nonostante l’indignato negazionismo turco, è stato ad esempio possibile ricordare il genocidio od olocausto patito dagli Armeni ed attuato dall'Impero ottomano (turco, musulmano) tra il 1915 e il 1916; con 1.500.000 morti!

Quanti parlano poi dei 100 milioni di morti provocati dal comunismo nel secolo scorso?

Durante gli anni del comunismo sovietico anche in Italia era proibito parlarne (pena l’essere tacciati di “fascismo”), e il PCI, lautamente sostenuto, ideologicamente ed economicamente, da Mosca, lodava quella presunta società dell’avvenire radioso del mondo e censurava le atrocità in essa compiute. Ancor oggi è arduo parlarne; nonostante l’ingente documentazione ora abbastanza accessibile, persino negli archivi segreti russi e addirittura in quelli del KGB. (Sui crimini del comunismo nel XX secolo si veda ad esempio: Il libro nero del comunismo. Crimini, terrore, repressione, Mondadori, 2004).

Per decenni c’è stato anche in Italia l’impossibilità di parlare non solo dei morti e delle violenze causati dal comunismo sovietico o mondiale, ma persino dei tremendi omicidi operati ad esempio dai partigiani comunisti emiliani, compreso quelli di numerosi preti (v. News del 1.11.2020) e persino giovanissimi seminaristi (vedi Rolando Rivi, già proclamato Beato, che aveva soli 14 anni, barbaramente trucidato nel 1945 perché futuro prete e che rischiò la vita per non aver voluto togliere la talare anche durante il suo soggiorno in famiglia - cfr. News 15.04.2018, 5.10.2013, 27.11.2013 e libro consigliato il 14.05.2011).

Non è poi una gravissima forma di negazionismo tacere, per convenienza economica o ideologica, sui terribili “campi di concentramento” (detti Laogai; sono quasi 1.500!) presenti tutt’oggi in Cina (vedi)? 
O della terribile persecuzione anticristiana, sempre ad opera del comunismo, attuata nella Corea del Nord (da oltre 20 anni al primo posto tra i Paesi con massima persecuzione violenta contro i cristiani)? 

E quanto silenzio sui cristiani perseguitati attualmente nel mondo? Si tratta di ben 340.000.000 solo nel 2020! (in queste News ne parliamo spesso, v. già solo in questo 2021 il 20/01, 8/01 e 2/01, v. sotto).
Chi parla poi dei 40 milioni di cristiani uccisi, perché tali, nel secolo scorso? Non è anche questo un ben più terribile e ingiusto negazionismo?
 

Sul caso delle foibe
Pur trattandosi di nostri connazionali, fino a poco tempo fa non si poteva neppure parlare, anche in Italia, delle migliaia di Italiani barbaramente uccisi o costretti all’esilio, dal 1943 al 1948, dal regime comunista del maresciallo Josip Broz Tito (all’epoca stretto alleato di Stalin), nella ex-Jugoslavia (oggi in territorio croato). Si tratta pure dei terribili massacri delle foibe: in queste orride cavità del terreno carsico, profonde anche 50 metri, venivano gettati e abbandonati per sempre non solo persone già uccise (in genere Italiani, ma anche altri, che il regime comunista di Tito non voleva), ma uomini persino ancora vivi, addirittura alcuni legati ad un cadavere e gettati a morire in quelle gole profonde! Non è mai stato possibile redigere un elenco ufficiale: c’è chi parla di 12.000 morti, chi di 15.000 e chi addirittura di 30.000.
Questa persecuzione, politica ma anche etnica e religiosa, ha interessato specialmente l'Istria e altre zone della Dalmazia (Quarnero), ma anche le zone di confine della Venezia-Giulia.
Solo dal 2004, per mantenere viva la memoria di questa tragedia, è stato proclamato il “Giorno del ricordo”, da celebrarsi in Italia ogni anno il 10 febbraio.
Per sfuggire da tale persecuzione o comunque da un territorio caduto sotto la dittatura comunista (anche se sempre sedicente “non-allineata” rispetto all’URSS), s’è creato un esodo, anche forzato, di migliaia persone (oltre 300.000), normalmente cittadini di etnia e lingua italiana, che vivevano da tempo in quei territori (che erano divenuti Regno d’Italia ma poi occupati dall'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Tito e annessi alla Jugoslavia; fino alle formazione, dopo il crollo della ex-Jugoslavia comunista e le terribili guerre degli anni '90, degli attuali stati, dalla Slovenia alla Croazia, dalla Serbia alla Bosnia-Erzegovina, dal Montenegro al Kosovo, ancora conteso).

Che si trattasse anche di persecuzione anticristiana, dovuta all’ideologia comunista, è testimoniato anche dal notevole numero di preti, frati e suore che furono uccisi e anche finiti nelle foibe.

Tra i sacerdoti e religiosi uccisi (in “odium fidei” e quindi martiri) e talora gettati nelle foibe abbiamo ad esempio: Padre Antonio Curcio, parroco di Bencovaz (Dalmazia); don Angelo Tarticchio, parroco di Villa di Rovigno; don Giovanni Manzoni, parroco di Rava (Sebenico); don Ladislao Piscani, vicario di Circhina (GO); don Miroslavo Bullesich, parroco di Mompaderno e vice direttore del Seminario di Pisino; 6 suore scomparse da un convento di Fiume; padre Francesco Bonifaci; don Miro Bulesic; di altri 76 religiosi non si è saputo più nulla

In un altro elenco di sacerdoti, uccisi dai partigiani comunisti della zona, troviamo: don Raffaele Busi Dogali pugnalato a morte il 15.06.1945, in Dalmazia; don Giovanni Pettenghi, pugnalato a morte il 2.08.1945, in Dalmazia; don Antonio Pisic, assassinato il 31.01.1945; don Lodovico Sluga, ucciso assieme ad altre 12 persone; il seminarista Erminio Pavinci da Chersano (Fianona) ucciso insieme al padre Matteo; il parroco di Golazzo (diocesi di Fiume), prelevato dai titini (partigiani comunisti) il 14.08.1947 mentre celebrava un funerale; mons. Antonio Santin, di Capodistria, assaltato da una folla di titini inferociti sotto lo sguardo indifferente delle guardie del Popolo; padre Francesco Bonifacio fu catturato sulla strada di casa e picchiato a morte da quattro guardie popolari (il suo corpo non fu più trovato, probabilmente perché gettato in una foiba); don Miro Bulesic, parroco di Mompaderno (Istria) e vicedirettore del seminario di Pisino, fu trucidato il 24.08.1947, dopo la Cresima di 237 ragazzi nella chiesa di Lanischie. Don Miroslav e mons. Jacob Ukmar furono assaliti al termine della celebrazione delle Cresime da militanti comunisti, che volevano impedirle; fatta irruzione nella canonica, sgozzarono il primo e picchiarono a sangue il secondo. Don Angelo Tarticchio, originario di Gallesano d’Istria, all’età di 36 anni fu arrestato dai partigiani comunisti, ingiuriato e picchiato insieme ad altri compaesani; dopo orribili sevizie fu gettato nella foiba di Gallignana. Quando si riuscì a riesumare il corpo fu trovato completamente nudo e con una corona di spine conficcata nella testa. [fonte: Marco Tosatti, 9.02.2021]










13.02.2021

Dal matrimonio con “chiunque” a quello con …

Il matrimonio è drammaticamente in crisi, sia quello religioso (sacramento, voluto da Gesù Cristo) che quello solo civile; non solo per la durata (nonostante che quello istituito da Dio sia unico e indissolubile), ma anche per la crescente scelta di non-sposarsi.
Crescono così le
coppie-di-fatto, pure dello stesso sesso, riconosciute e persino incoraggiate dallo Stato (convenienti anche dal punto di vista economico e fiscale) e ancor più le convivenze; e persino i single, che oggi non sono solo coloro che rimangono scapoli o zittelle, ma coloro che passano da un rapporto all’altro senza alcun impegno.

Dopo aver iniziato (in Italia 50 anni fa - v. documento in Archivio) a distruggere il matrimonio con il divorzio - e di conseguenza la famiglia, i figli e la società (che ha nella famiglia il proprio cardine fondamentale) - e quindi con la possibilità di sposare (civilmente) altre persone dopo il primo consorte, negli ultimi anni (anche in Italia) si è arrivati a permettere il divorzio anche solo dopo 6 mesi di matrimonio (cfr. News 8.06.2014) e al riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali.
A questo punto, vista la sempre più imperante logica già illuministico-liberale, diventata “pensiero unico dominante”, secondo cui “ciascuno può fare quello che vuole”, tanto più nella vita privata, ci si potrebbe persino chiedere se abbia ancora senso che lo Stato si ostini a legiferare in merito al matrimonio e alla vita affettiva (se ciò non avesse appunto anche una rilevanza sociale).

In modo invece contraddittorio, si impone un pensiero che parla di diritto al matrimonio, per chiunque e con chiunque! E su questi presunti “diritti civili” i Parlamenti dovrebbero legiferare, per garantirli e superare ogni “discriminazione”! Così non solo una falsa libertà (senza più alcun riferimento alla verità, parola oggi impronunciabile), ma anche ogni pulsione e persino desiderio momentaneo diventa un diritto inalienabile!

Sembra proprio che nel mondo qualcuno voglia distruggere i fondamenti stessi dell’umano, a cominciare proprio dalla famiglia, e persino la natura umana (nella sua complementare mascolinità/femminilità).
Chi sia questo “qualcuno”, al di là dei potentissimi poteri occulti umani, lo si può evincere anche in queste parole di Suor Lucia di Fatima (e quindi riflesso di quelle di Maria Santissima!), confidate dal card. Cafarra in una delle ultime conferenze, poco prima di morire (
ascolta).

Partendo da premesse non religiose, ma comunque con una lucida e cinica analisi degli sconvolgimenti subentrati nella società col ’68, già nel 1977 il grande regista francese Robert Bresson realizzò un film significativamente intitolato Il diavolo probabilmente (vedi la scena finale che dà il titolo al film).

Però il labirinto dei sempre nuovi “diritti” e della totale confusione diventa sempre più intricato (come abbiamo osservato anche nella News precedente a proposito dell’ideologia gender).
Dopo anni in cui si parla appunto del diritto di sposarsi “di chiunque e con chiunque”, e dopo che ormai da decenni l’Occidente annienta la propria storia, cultura e identità, in favore di una “accoglienza” che tradisce invece un terribile relativismo culturale e uno sconcertante sincretismo religioso, quando si giunge persino a impedire, anche nelle scuole, data anche la ormai ingente presenza musulmana*, ad esempio di parlare del Natale e di fare il Presepe per rispettare le altre religioni … ebbene, perché allora non dare diritto di cittadinanza legale anche alla poligamia (solo maschile!), ammessa dall’Islam?

* questo anche quando la presenza musulmana, ad esempio in Italia, era minima: si pensi all’enorme moschea di Roma, pensata già nel 1966 dall’Arabia Saudita e da essa finanziata, con terreno regalato dal Comune di Roma nel 1974 (la prima pietra fu posta nel 1984, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini; in quella circostanza le autorità musulmane dissero abbastanza esplicitamente che essa significava un passo decisivo per “l’avanzata musulmana in Europa”) e inaugurata il 21.06.1995 come la più grande moschea d’Europa, nel centro stesso della cristianità (mentre in Arabia Saudita è persino proibito leggere il Vangelo anche privatamente!), e rimasta con questo primato fino al 2012, quando fu superata per grandezza da quella di Strasburgo (cfr. News del 3.05.2016)!

Secondo la logica liberale/liberista, per non dire anarchica, delle attuali democrazie occidentali, che diventano però sempre più “dittature del relativismo” (e di poteri occulti), non sarebbe una grave discriminazione nei confronti degli uomini (maschi) musulmani non permettere loro di avere più mogli (cosa permessa dal Corano; anche un harem, se ce lo si può economicamente permettere)?
Certo, sorgerebbe però il problema che ciò, nella cultura musulmana, è invece severamente proibito per la donna (condannabile a morte se trovata con un altro uomo). Come garantire l’uguaglianza di dignità e di fronte alla legge dell’uomo e della donna, che è un giusto cardine della società (proveniente dal Vangelo) e persino dell’ideologica bandiera di un femminismo che col ’68 è diventato sempre più estremo? Per garantire i diritti dei musulmani dovremmo allora permettere sia la poligamia per l’uomo che questa condanna per la donna?

Come si vede, anche in questo caso il relativismo porta in un vicolo cieco, in sempre nuove aporie.

E, vista la confusione totale sulla parola "amore", perché lo Stato non dovrebbe permettere e riconoscere pure il già emergente poliamore (a 3 o più persone)? Vietarlo sarebbe un’altra ingiustizia e discriminazione nei confronti di chi sente questo desiderio o pulsione e vorrebbe vivere, protetto dalla legge, anche questa nuova esperienza d’amore “triangolare” e, perché no, anche “pluri-poligonale”! 
E come se la caverebbero coloro che sono o fingono di fare gli scandalizzati quando si parla di amore con i minori (dello stesso o diverso sesso) e persino coi bambini, tanto più se fossero consenzienti? Non sarebbe peraltro la prima volta nella storia. Non solo c’era nel mondo “pagano”, ma c’è anche in quello musulmano (persino Maometto, tra le sue 12 mogli, ne aveva anche di minorenni e addirittura sposò pure una bambina di 6 anni! - cfr. News del 11.01.2020, 2.11.2018 e Documento sulla pedofilia). Qualcuno griderebbe ancora alla pedofilia?

Non abbiamo ancora finito, in questa deriva nichilistica.
Dall’amore e persino dal matrimonio “di chiunque con chiunque” siamo passati anche a quello con …

C’è, anche in Italia, chi ha voluto solennemente sposarsi con se stesso (cfr. News del 3.02.2018); ed è stato persino lodato sui giornali e in televisione!

Per non pensare che stiamo raccontando fantasie, ecco nome e cognome: si tratta di Laura Mesi, della Brianza, insegnante di fitness. Lo sposalizio “con se stessa” ha avuto la sua cerimonia ufficiale, con festa, invitati e formula d’ordinanza: «Io Laura, prometto di essermi fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarmi e onorarmi tutti i giorni della mia vita»!

Manca qualcosa? Sì. Perché non pensare pure al matrimonio con il cane (visto quanto spendono per il caro "amico a 4 zampe" gli Italiani; e non sono pochi quelli che se lo portano anche a letto - vedi News del 17.01.2018)? Arriverà presto. Così il "migliore amico dell'uomo" (qualcuno è giunto già ad asserire che non si sa che cosa sia l'amore se non si ha un cane!), in genere ora costretto a vivere negli appartamenti, potrebbe pure diventare il “miglior marito della donna” (almeno lui è "fedele", no? e ti saluta sempre festosamente quando rientri a casa). 
Poi però, per non discriminare qualcuno, il matrimonio dovrà raggiungere anche tutti gli altri animali.

No, non siamo ancora giunti al capolinea. Sono già arrivati gli sposalizi con le coseCome?! Eccoli.
Lee Jin Gyu, un giovane coreano, afferma che “si è innamorato di un cuscino”; ha quindi deciso di dargli un nome (Dakimakura) e … lo ha “sposato”!
Un’artista inglese di 49 anni ha “sposato” invece il suo piumone. La notizia è stata riportata dalla BBC, che ha precisato (con tanto di documentazione fotografica) come alla “cerimonia” fossero presenti ben 120 invitati!
Un’altra ragazza inglese ha invece sposato un albero. Un matrimonio molto più “in”, anzi più “green” e in linea con il nuovo credo “ecologista”. L’esempio è stato infatti subito seguito da diverse donne messicane.
Più intrigante e ideologicamente più articolata è invece la seguente notizia (riportata dal giornale inglese Mirror qualche settimana fa): Rain Gordon, una giovane di 24 anni, inglese ma di origine russa, insegnante in una scuola per l’infanzia, confessa che «si è sempre sentita sessualmente attratta dagli oggetti». «Durante la mia infanzia e la prima adolescenza, mi sono innamorata anche di posti come il “Centro commerciale” che aveva aperto nella mia città. Sapevo che era sbagliato e al di là delle norme della società. Per questo non l’ho detto a nessuno». «Il colpo di fulmine è avvenuto però nel 2015, in un negozio di ferramenta. È stato subito “l’amore della mia vita”; gli ho dato un nome (Gideon) e alla fine ho deciso di sposarlo, di averlo cioè come “marito”»: stiamo però parlando di una valigetta! «La nostra connessione e comunicazione spirituale - afferma l'interessata - viene mostrata telepaticamente. Lo sento, e lui sente me, ma dall’esterno sembra un monologo». Il “matrimonio” si sarebbe tenuto nel giugno scorso e, si legge sul giornale, «Rain sta ora condividendo la sua storia, per estendere la consapevolezza sociale sugli 'oggetti sessuali' e si fa paladina di questa battaglia per abbattere le idee sbagliate e lo stigma nei confronti di questo orientamento sessuale».

Ecco le nuove frontiere del … love is love!

Comico.    O tragico?!









 

5.02.2021

Nuove follie gender & Lgbt+

Ogni ideologia, nel senso illuministico del termine, è sostanzialmente una costruzione arbitraria, che censura la realtà, specie se questa la smentisce.
Quando la verità è sparita e tutto diventa opinione, persino l’ideologia fa però fatica a rincorrere tutto ciò che la libertà, per non dire il capriccio o persino le pulsioni, possano sempre di nuovo inventare e pretendere addirittura come diritto sociale e politico! Così anche l’ultimo passo, che sembra tanto progressista ed “inclusivo” (ecco il nuovo mantra del politicamente corretto), risulta subito retrogrado e persino ancora discriminante! 

Un chiarissimo esempio di ciò è costituito dalla nuova ideologia gender e Lgbt+. Persino le universali categorie uomo/donna, maschio/femmina e padre/madre sarebbero distinzioni obsolete, stereotipi discriminanti e non inclusivi. Però anche l’ideologia fa appunto fatica a star dietro a tutte le rivendicazioni possibili.

Già nel 2008 il Parlamento Europeo stillò delle “Linee guida” (nuova parola magica per dire “ti obbligo ma non lo dico”) affinché nelle lingue europee non ci si limitasse al genere maschile-femminile, tanto meno ad essere “maschilisti” usando solo il genere maschile per molte categorie di persone. Raccomandò ad esempio di evitare il termine “uomo” per indicare l’essere umano. Concesse però (di grazia!) di poter usare ancora espressioni comuni quali “a passo d’uomo”, “a misura d’uomo”, “uomo della strada” (anche perché “donna della strada” non suonerebbe bene!), “uomo di Neanderthal”, “il cane è il miglior amico dell’uomo”, e così via. 
Così anche in Italia, per essere moderni e non sembrare maschilisti, abbiamo adottato i linguisticamente orrendi “sindaca”, “ministra”, ecc.
Ora però l’assalto ideologico va anche agli articoli e ai pronomi.
Già in molti prestigiosi atenei britannici (vedi Oxford) i docenti sono invitati a chiedere agli studenti o studentesse, indipendentemente dal loro genere biologico, con quale pronome preferiscano essere designati, se he/him, she/her o, per evitare un brutto neutro it (forse presto sostituito con un nuovo neutro personale ze), anche un they/them (usato però come terza persona singolare, che risulterebbe così particolarmente inclusivo)!
Anche negli USA si sta diffondendo l’idea che in una conversazione con una persona, uomo o donna, sia opportuno chiedere gentilmente con quale pronome desideri essere designata: maschile, femminile o neutro?
La lingua italiana pone però un particolare problema, non avendo il neutro (e usare il “voi” al posto del “lei” ricorderebbe troppo delle lontane scelte fasciste …). 
Per non essere “maschilisti” dovremmo pure provvedere a rimuovere tutti i pronomi, articoli, termini solo maschili, persino quelli dati ad esempio in riferimento ai verbi (“il” parlare, “il” dormire, …; dovremmo aggiungere anche “la”)? 
Oppure, per non cadere al contrario in un eccessivo “femminismo”, dovremmo sostituire o integrare quelle parole che usiamo solo al femminile anche se riferite ai maschi (guardia, sentinella, vedetta, spia, recluta, vittima, comparsa, controfigura, maschera, staffetta, autorità)?
[fonte: Ado Maria Valli, 12.01.2021]

Negli USA, anche in proposito, siamo così finalmente giunti all’era Biden!
Sono infatti già state proposte delle modifiche al Regolamento della Camera, che, stando alla speaker Nancy Pelosi, la rendano più “inclusiva”. Verranno così utilizzati solo termini neutral gender o genderless, come spouse (coniuge) al posto di marito/moglie, parent (genitore) al posto di padre/madre, child (bambino) al posto di figlio/figlia, kin (consanguineo) al posto di fratello/sorella, ecc.; così non ci saranno discriminazioni!
Siamo però approdati al parossismo! Il 3 gennaio scorso, in occasione del giuramento del Congresso americano, il deputato democratico Emanuel Clever, rappresentante del Missouri nonché pastore della Chiesa metodista unita, al termine del suo discorso ha recitato pure una preghiera (cosa possibile negli USA ma che farebbe inorridire la laicissima UE e persino l’Italia politica, anche quella sedicente cattolica, basti ricordare certe reazioni ad un Rosario mostrato in un comizio). Tale preghiera, espressa in un linguaggio politicamente corretto, culturalmente relativista e religiosamente inclusivo cioè sincretista (una sorta di moderna preghiera multireligiosa, degna dell’acuta satira di Checco Zalone in Quo vado vedi), con cui il deputato-pastore si è rivolto al “dio” monoteista, al Brahma, e al “dio conosciuto con molti altri nomi da molte fedi diverse”, s’è conclusa, per aggiungere una nota gender-correct e per essere ancora più inclusivo, con un clamoroso "Amen and a-women"! Ciò sta ad indicare, al di là dell’incredibile ignoranza culturale e religiosa (essendo “Amen” non un A-men, ma una parola ebraica, conservata anche nelle attuali liturgie, che significa “Così sia, Sì, è vero, è proprio così, dò il mio assenso”), a quale livello di follia possa giungere la nuova ideologia.

Questa è la nuova lotta dei Democratici contro le discriminazioni? Sarebbero queste le preoccupazioni più forti e i problemi più urgenti degli americani? In realtà, al di là della follia ideologica, pare questa la versione aggiornata della “lotta di classe” delle sinistre mondiali: in fondo un marxismo che si ripropone con sempre nuove maschere, anche apparentemente antitetiche a quelle di quando è nato, cioè quando lottava contro le pretese più liberali. Del resto anche il marxismo fu infatti un erede impazzito dello stesso Illuminismo che generò liberalismo e capitalismo (comunque in opposizione al cristianesimo e al pensiero sociale cristiano - vedi, specie n. 6).
 

Qualcuno al mondo s’è perfino accorto che anche il gioco delle carte, con i “re” e i “fanti”, sia eccessivamente “maschilista” (tanto più in Francia, dove nel gioco delle carte il “re” vale più della “regina”!) e induce «una sottile disuguaglianza che influenza le persone nella loro vita quotidiana». Così riconosce la giovane psicologa forense olandese Indy Mellink, la quale, con il plauso del presidente dell’associazione olandese del ‘bridge’ e il supporto morale e finanziario del padre, s’è messa a produrre nuove carte da gioco equality gender, dove, al posto di “re, regine e fanti” ci sono i più neutri e politicamente corretti “oro, argento e bronzo”. 

Ecco però appunto che l’ideologia, censurando la realtà e inseguendo i capricci e le pulsioni diventati “diritti”, si trova sempre in ritardo. Dopo l’ossessione di sembrare troppo maschilisti (o femministi), s’è accorta che i generi sono moltissimi, inventabili a piacimento; per cui tutto quello sforzo per aggiungere ad esempio il femminile al maschile alla fine risulta scandalosamente poco inclusivo, proprio nei confronti del politicamente rampante mondo Lgbt+!
Anche la politica fa fatica a rincorrere l’ideologia. Dopo la suddetta invenzione di “sindaca” e “ministra”, si dovrebbero intanto allargare le modalità di invito e saluto (con l’ovvia precedenza del femminile sul maschile), dal “care amiche e cari amici, benvenute e benvenuti” per un normale incontro, ai solenni discorsi istituzionali introdotti con “Tutte le consigliere e tutti i consiglieri prendano posto nell’aula”, “Onorevoli deputate e onorevoli deputati, buongiorno” e via dicendo.
Il tutto risulta però appunto ancora retrogrado, discriminante, non pienamente inclusivo. Che ne è infatti di tutti gli altri generi possibili immaginabili?
Si ascolti in proposito l’esilarante e volutamente provocatorio saluto del politico (del partito AfD) Steffen Königer al Parlamento tedesco il 26.06.2017 (non un discorso ma un intervento di oltre 2’ solo per il saluto, declinando tutti i “generi” possibili, per non escludere nessuno; in fondo un modo “maieutico” di ironizzare su un errore, portandolo cioè socraticamente alla sue estreme conseguenze e mostrarne così l’assurdità)!
 

Povera Chiesa … quando poco evangelicamente si ostina a voler rincorrere il mondo, non solo diventa patetica per non dire ridicola, ma si ritrova sempre ad essere già retrograda proprio quando si illude di essere progressista. Così, dopo aver introdotto, anche nei saluti e richiami liturgici, un antistorico “fratelli e sorelle” (ad es. in latino homo comprende maschi e femmine, mentre uomo-maschio è vir ; poi, fino a poco fa, il genere maschile, tranne diverse specificazioni, includeva anche quello femminile, per cui "fratres", fratelli, includeva anche le donne), e magari pensando tra poco a modificarlo con un ancor più gentile “sorelle e fratelli”, si ritrova ancora discriminante e assai poco inclusiva, non accorgendosi appunto dei numerosi e sempre crescenti “generi” possibili! Dovrebbe allora uscire un più nuovo Messale
Eppure sappiamo da Gesù stesso che fine fa il “sale quando perde il sapore” (Mt 5,13)!

 

Tragici corollari

Definiti "gruppi di odio" quelli che difendono il matrimonio uomo/donna
La Ong statunitense Southern Poverty Law Center (SPLC), nel suo ultimo rapporto 2020 (pubblicato il 1°.02.2021), intitolato Year of Hate and Extremism, che stilla un elenco, suddiviso per singoli Stati, dei cosiddetti “gruppi di odio” presenti negli USA, vi ha incluso quelli che promuovono e difendono il matrimonio tra un uomo e una donna, la famiglia e la libertà religiosa (come Alliance Defending Freedom, C-FAM, Family Research Council e Ruth Institute), definiti gruppi “Anti-LGBTQ”!
 

Figli trans-gender … scuole e genitori, leggi e psichiatria

Canada: 5 anni di reclusione ai genitori che si oppongono.
Avevamo già altre volte osservato (cfr. News del 22.01.2018) che dietro l’aria quanto mai giovanile e rassicurante del Premier canadese Justin Trudeau si nasconda invece un determinato combattente a favore delle nuove ideologie occidentali (Lgbt, ecc.), distruttive della morale cristiana, della famiglia e della vita (sul Canada v. le News del 18.08.2020, 16.06.2020 e del 16.09.2018).
Ebbene, secondo un recente disegno di legge voluto dal premier Trudeau, in Canada sarebbe addirittura prevista la reclusione di 5 anni per genitori che insegnassero ai propri figli ad accettare il loro sesso biologico e si rifiutassero di farli accedere al trattamento ormonale per sembrare del sesso opposto.
Ora, oltre alle gravi conseguenze che può avere sulla vita dei figli (v. sotto il giudizio di un importante psichiatra specialista del settore), tale legge minerebbe la stessa libertà di educazione, per non dire la libertà di pensiero, di coscienza e religiosa (cioè i diritti fondamentali dell’uomo)! Sarebbe allora perseguibile e punibile con il carcere anche la divulgazione di tutti quegli strumenti (libri, video, siti web, programmi televisivi e forse la Bibbia stessa) che propongono un insegnamento morale che si oppone a tali pratiche (gravemente peccaminose, cioè contrarie alla legge di Dio)?

USA: compiti dei Centri sanitari nelle scuole.
Nello Stato di Washington, secondo il disegno di legge H.B. 2288, verrebbero istituiti all’interno stesso delle scuole dei Centri sanitari con servizi di consulenza (non solo per vaccinazioni, ma anche per l’aborto e il cambio di sesso), a cui poter accedere dai 13 anni anche all'insaputa dei genitori!
Il pretesto è appunto offerto, guarda caso, dalla questione del “vaccino” anti/Covid-19 (possibilità che i ragazzini siano vaccinati all’insaputa delle famiglie), che sarebbe già grave, ma molti genitori temono che con questa legge e coi relativi “Centri sanitari scolastici” siano scavalcati anche sulla possibilità di accedere all’aborto, a psicofarmaci pesanti e all’educazione sessuale precoce.

Tra l’altro il Parlamento ha da poco approvato una legge sull’educazione sessuale nelle scuole che stabilisce che fin dal 1° anno di scuola si elogi ad esempio la masturbazione; ma si giunge pure a definire le famiglie “cattoliche devote” come “conservatrici”, cioè retrograde (si giungerà presto a sottrarre loro i figli, per meglio educarli da parte dello Stato?!)

Giudizi giuridici e medici contrari
L’Alta Corte di Londra ha invece di recente stabilito che i medici non possano procedere ad attuare terapie confermative della “disforia di genere” (trattamento per il blocco della pubertà e somministrazione di ormoni) sui minori senza il consenso del Tribunale, poiché s’è riconosciuto che "i minori non riescono a comprendere il peso e i rischi delle conseguenze di tali trattamenti".
Ecco un giudizio contrario su questi trattamenti di un celebre psichiatra:

“Occorre ricordare che, per una percentuale significativa di ragazzi che presentano una disforia di genere, essa si risolve da sé, senza trattamento clinico, durante l’adolescenza” (come del resto pure alcune inclinazioni omosessuali), mentre un “tale trattamento addirittura aumenta la probabilità di disforia di genere”, cioè “può causare la persistenza della disforia di genere laddove è almeno possibile che senza il trattamento essa si risolva da sola”.

Così si espremeva anche il famoso psichiatra Paul Mchugh (che era invece dapprima uno dei pionieri di queste sperimentazioni, avviate alla Johns Hopkins University, che già negli anni '60 fu il primo centro di medicina americano pioniere nella "chirurgia di riassegnazione del sesso"), sul Wall Street Journal già nel 2014, dopo aver monitorato per anni la crescita dei bambini con disforia di genere. Aggiungeva: “La Vanderbilt University e la Portman Clinic di Londra hanno riportato che il 70-80% di loro ha perso poi spontaneamente il desiderio di voler essere del sesso opposto a quello di nascita”. Inoltre, “confrontando i risultati delle persone transgender che avevano subito tali trattamenti (compreso l'intervento chirurgico di cambio di sesso) con gli altri che non lo avevano subito, abbiamo osservato che, anche tra coloro che all’inizio si ritenevo "soddisfatti" dei risultati ottenuti, i loro successivi adattamenti psicosociali non erano migliori di quelli che non si erano sottoposti all'intervento. E così alla Hopkins ci siamo fermati”. Non solo, il prof. Mchugh, citando uno studio dell’Istituto svedese Karolinska già del 2011, osservava: “Lo studio a lungo termine (per 30 anni su 324 persone che hanno subìto un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso) ha rivelato che a partire da circa 10 anni dopo l'intervento, i <transgender> iniziavano a sperimentare crescenti difficoltà mentali. La cosa più scioccante è che la loro mortalità per suicidio è aumentata quasi 20 volte di più rispetto alla popolazione normale”.

Il celebre psichiatra osservava infine che occorre aiutare queste persone a fare pace con il proprio sesso biologico e a conoscere i motivi che li ha portati a rifiutarlo. “Si tratta in fondo di disturbi della coscienza, quindi di tipo psichiatrico, simili ad esempio ai pazienti affetti da anoressia nervosa: come è chiaro che i ragazzi affetti da anoressia non devono essere incoraggiati a cambiare il loro aspetto fisico per accettarsi e farsi accettare (incoraggiarli a voler dimagrire perché il loro problema sociale dipende dal loro essere grassi sarebbe folle!), così “questi tentativi di incoraggiare, anche attraverso le scuole, questi interventi di cambio di sesso, sarebbero folli; anzi, potrebbero addirittura essere considerati una sorta di abuso sui minori”! [fonte: NBQ, 12.12.2020]









 

29.01.2021

Pensieri su … Davos

Là, in una mondana culla svizzera …
Siamo ormai abituati agli incontri mondiali dei Capi di Stato e di Governo dei più potenti Paesi del mondo (G7, G8, G20), tenuti in diverse località del mondo, con un immenso dispiegamento di forze, non solo economiche ma anche dell’Ordine (per evitare contestazioni e scontri - si ricordi, nel nostro Paese, la tragica esperienza di Genova nel G8 del 2001 - oltre che per l'usuale protezione di tali personalità).
Ci siamo forse abituati anche a quell’incontro dei potenti del mondo che si trovano annualmente a discutere sul destino del pianeta (!), in pieno inverno, in quella prestigiosa località sciistica svizzera che è Davos, a m. 1.560 slm, in una stretta stupenda valle tra cime innevate, ricca di piste da sci, prestigiosissimi alberghi e ameni luoghi di divertimento. Si tratta del World Economic Forum. Si è concluso quest'oggi (25-29.01.2021).
Già su questo c
i si potrebbe porre qualche ingenua domanda. Passi che si tratti della Svizzera: non occorre essere particolarmente addentro alle “cose di questo mondo” per sapere che siamo in un Paese assai ricco, nel centro del continente europeo, che arriva a neppure 50 km. da Milano ma volutamente al di fuori della UE e ovviamente soprattutto dall’euro (ma non è oggi quasi un comandamento divino essere nella UE e nell'euro?), dove le banche conservano non solo i capitali ma i segreti di tanti che contano nel mondo (non a caso è riuscita persino a farla “franca” anche nella II Guerra Mondiale!), un Paese neutrale ma stranamente super-militarizzato; poi c'è la proverbiale precisione e capacità organizzativa svizzera; il tutto appunto in un meraviglioso e invidiabile quadro alpino. Perché, però, scegliere, e nel pieno delle nevicate invernali, una località così difficile da raggiungere, considerato pure lo spiegamento di forze che richiede lo spostamento di personaggi così potenti? Aerei (compreso l’Air Force One) che devono raggiungere l’aeroporto di Zurigo, cioè a km. 150 da Davos (video); poi gli elicotteri che trasportino appunto a Davos (e il Presidente USA si porta ovviamente sempre i propri, trasferiti con mega cargo, insieme alle auto presidenziali, da Washington), per poi muoversi ancora nella neve con le auto super-scortate verso i lussuosi alberghi e il Centro-Congressi?! (video)
Appunto ingenue domande, da non rivolgere a chi sta discutendo (o fanno finta di discutere, perché ovviamente tutto è già stato deciso altrove) di come rendere più vivibile questo mondo, a spese dei poveri cittadini di questo mondo e sulle loro teste.
Quest’anno ci ha pensato però il Covid-19 a portare a più miti e sobri consigli per tenere il celebre Forum: si sono parlarti 'da remoto', cioè dai rispettivi palazzi presidenziali, senza tutto quell’enorme spiegamento di forze economiche, organizzative e di sicurezza cui ci eravamo abituati come fosse ovvio. E con lo stesso risultato! Chissà che il virus non lo insegni anche per il futuro e per analoghi incontri mondiali... Sarebbe già una testimonianza e pure un 'piccolo' risparmio (possibilmente da erogare a coloro per i quali dicono di incontrarsi).

La Cina a Davos
Al di là del mancato soggiorno personale (e dell'ingente sèguito) nella prestigiosa località turistica svizzera, cosa è stato deciso in questo augusto incontro, finito appunto oggi?
Non possiamo e dobbiamo ovviamente qui entrare nel merito.
Soltanto una sottolineatura: circa l’intervento (di 20’, da Pechino) di Xi Jinping. Il Presidente cinese ha sostanzialmente propagandato il “modello Cina” per tutto il mondo, elogiando la sua stabilità politica (non importa se a prezzo di una terribile dittatura) e il suo progresso economico (che non ha conosciuto la crisi seguita al 2008 e neppure ora quella seguita al Covid-19, virus partito guarda caso proprio dalla Cina). Ha fatto da maestro, ha voluto insegnare al mondo (quasi ormai prono ai suoi piedi) come bisogna procedere; l’ha fatto come un menzognero incantatore, riempiendo il discorso di slogan irenici quali “no alla guerra fredda” e al “dominio l’uno sull’altro”, “sì al dialogo e alla collaborazione”, al “multilateralismo”, all’aiuto "ai Paesi poveri e in via di sviluppo"… nascondendo ad esempio che la Cina sta colonizzando il mondo, ha rifiutato la firma del trattato sulla messa al bando delle armi nucleari, continua a costruire basi militari nel Mar Cinese meridionale (incurante delle rivendicazioni degli altri Paesi del sud-est asiatico), manda i suoi jet militari a minacciare Taiwan di una possibile riconquista con la forza, ecc.
Il Presidente cinese si è mostrato poi favorevole al potenziamento delle organizzazioni e delle agenzie internazionali; ma la prima che cita, non a caso, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms): è infatti ormai assai stretto il legame fra i vertici dell’Oms (a partire dal direttore Ghebreyesus) e gli interessi della Cina, così che rimangono tuttora inspiegabili pure i ritardi della Cina e della stessa Oms sull’inizio della nuova epidemia e con questo con un’enorme responsabilità per la sua tragica diffusione nel mondo intero.
Infine, visto che ovviamente a Davos si doveva parlare anche del clima e dei nuovi comandamenti ecologisti, Xi Jinping ha invocato pure gli Accordi di Parigi per “promuovere uno sviluppo verde”, cercando di far dimenticare al mondo che la Cina è il Paese più inquinato del mondo e che tuttora detiene il record mondiale delle emissioni di gas-serra, anzi le sue emissioni (a parte la pausa 2020 per il Coronavirus) sono in crescita e presto saranno pure attivate centrali termiche a carbone con una potenza pari a tutte quelle dell’UE.

Xi Jinping e Biden
Il Presidente cinese ha potuto quindi permettersi di fare da “maestro”, nonostante quanto è venuto proprio dalla Cina (voluto?) lo scorso anno ed ha messo in ginocchio il mondo intero. Ha potuto farlo, forte di essere l’unica grande economia mondiale in crescita (anche nel 2020!) e di essere diventata il primo Paese al mondo meta di investimenti esteri, superando in questo persino gli Stati Uniti.
Senza ovviamente essere esplicito, ha voluto pure far capire alla nuova Presidenza USA* di invertire la rotta rispetto all’Amministrazione precedente: cioè scendere a patti con la Cina, se non addirittura imitarla!

* Al tempo dell’elezione di Trump a Presidente degli USA i Democratici, incapaci di riconoscere il fallimento della propria politica e della loro stessa campagna elettorale, hanno furiosamente sollevato per lungo tempo la farneticante scusa dell’influsso della Russia di Putin sulle elezioni USA. Ora, con tutto quello che è successo di eclatante e non chiaro nelle ultime elezioni presidenziali qualcuno si domanda se non ci sia invece un forte e ben più plausibile influsso cinese? Considerando che nell’Amministrazione Trump la Cina s’è trovata davanti a dei paletti, non solo nell’assalto al mondo ma nella stessa economia americana! (Per non dire dei valori cristiani promossi dall’Amministrazione Trump, come quelli a favore della vita, della famiglia e della stessa libertà religiosa nel mondo; al contrario delle politiche annunciate, e già subito all’assalto, dal 'sedicente cattolico' Biden).

Significativo in questo senso l’autorevole Editoriale (del 26.01.2021) su Davos di padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia del PIME (le Missioni Cattoliche nel mondo) Asia News (cui facciamo spesso riferimento e il cui sito è edito persino in cinese). Già il titolo è eloquente e impressionante: “Xi Jinping e Biden servono lo stesso potere economico (leggi).

La Russia
Potrebbe dunque aprirsi una nuova fase mondiale, assai più favorevole alla Cina e paradossalmente incoraggiata dalla stessa pandemia: una distensione tra USA e Cina, se non addirittura un’alleanza, per non dire una subdola sottomissione dei primi, che sarebbe pericolosissima per il mondo!
Non a caso, ora il nemico pare debba diventare Putin, ormai l'unico non-allineato (che si è inaspettatamente affacciato telematicamente a Davos), con tutte quelle identità valoriali (cristiane) che permangono in Russia e in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, che non si sottomettono ma si oppongono al “pensiero unico dominante” e al New World Order (e che sono infatti per questo nel mirino della stessa UE)!
Nello stesso tempo sembra difficile immaginare uno scontro tra Cina e Russia, in quanto comunque proprio in Russia ci sono le radici ideologiche - una sorta di ormai remota fratellanza ideologico-politica - del potere che guida tuttora in modo dittatoriale la Cina (e di conseguenza la piccola ma bellicosa Corea del nord), cioè il “comunismo”.

Ci sarà una missione della Russia (questa è sempre stata una convinzione russa, tanto nel bene quanto nel male) per la salvezza dell’umanità dal demoniaco potere globale ... e per il finale “trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima”? La Madonna stessa ne fece cenno nel 1917 agli ignari pastorelli di Fatima!





 




25.01.2021

Sempre meno bambini “Down”: guariti? no, uccisi!

Anzitutto occorre sempre chiarire che l’aborto, non solo da un punto di vista filosofico e teologico, morale e religioso, ma scientifico, biologico e medico, è l’uccisione di un essere umano; perché nessuno può decidere da quando abbiamo cominciato ad essere degli esseri umani, cioè noi stessi, se non riconoscendo che è dall’istante del concepimento (altrimenti dovremmo entrare in una sorta di sempre mutevoli "convenzioni" dipendenti da giudizi soggettivi o giuridici: dalla percezione del battito cardiaco? dalla formazione del cervello? dall’esistenza di tutti gli organi? dalla possibilità di vivere già fuori dal grembo materno? dalla nascita? dalla pubertà, con la capacità riproduttiva? dalla pienezza della vita adulta? da una vita che qualcuno considera “degna” di essere vissuta? E chi ha il potere di decidere questo?). Infatti assistiamo nella società, anche a livello giuridico, a questa disumana e pare inarrestabile deriva.
No, geneticamente ciascuno di noi è se stesso, siamo noi, l’uomo è uomo, dall’istante del concepimento, cioè da quell’istante in cui non c’è più semplicemente uno spermatozoo + ovulo, ma una nuova cellula vivente che ha tutta la potenzialità già attiva per nascere come bambino dopo 9 mesi e diventare un uomo adulto dopo 20 anni!

Occorre dunque tener presente questo dato anche solo biologico, quando sentiamo parlare di aborto.
[Chi ha poi una conoscenza antropologica più profonda, cioè anche filosofica e teologica, sa che da quell'istante esiste il nostro <io>, cioè la nostra singola anima spirituale e immortale, che è cioè creata proprio in quel momento da Dio (non può infatti derivare dai genitori, essendo appunto spirituale). Chiunque è stato concepito, ha dunque la stessa dignità di qualsiasi altro essere umano! Inoltre esisterà come persona, amata da Dio, per tutta l'eternità, anche se sulla terra avesse vissuto solo come embrione o feto, o avesse nella vita qualsiasi difetto o malformazione!]

Ricordiamo questo dato oggettivo anche quando ormai sentiamo parlare positivamente di drastica diminuzione di bambini “Down” o addirittura di Paesi “Down-free”: non si tratta di aver debellato una malattia (e neppure di aver impedito il concepimento di un possibile bambino portatore di tale difetto), ma di aver ucciso nel grembo della loro madre chi alle analisi prenatali ha presentato questo difetto cromosomico. Non nascondiamoci la realtà: non è stata eliminata una patologia, ma chi l’aveva!

Ebbene, uno studio pubblicato nel dicembre scorso su European Journal of Human Genetics ha registrato che nel periodo 2011-2015 in Europa i bambini nati con la “sindrome di Down” (“trisomia 21”) sono in media diminuiti del 54% (in 5 anni 9.000 in meno: 8.000 invece dei 17.000 dei 5 anni precedenti; 10 invece di 27 ogni 10.000 nascite).

Nello specifico delle zone europee: Europa meridionale (-71%), settentrionale (-51%), orientale (-38%). Nello specifico di alcuni Paesi: Malta (invariata), Regno Unito (-54%), Francia (-68%), Italia (-71%), Portogallo (-80%), Spagna (-83%), Danimarca (-79%; solo 18 bambini Down nati nel 2019 e 20 nel 2020; la Danimarca si vanta di voler diventare in breve tempo un Paese totalmente “Down free”!), Islanda (-69%, praticamente azzerati, solo 2 all’anno, su una popolazione di 400.000 abitanti, e nati solo per errore di screening prenatale).

Il che significa che i relativi test prenatali (Nips o Nipt) hanno ormai un chiaro fine “eugenetico”: cioè per eliminare chi ha questo difetto. 

 

Tra l'altro, proprio in questi giorni (21 gennaio), terminate positivamente le indagini sulle “virtù eroiche”, il Papa ha dichiarato Venerabile (aprendo così la strada alla sua beatificazione e canonizzazione) il grande genetista francese Jérôme Lejeune [nato il 13.06.1926 e morto a Parigi il 3.04.1994 (S. Pasqua)], che fu proprio lo scienziato che scoprì tale difetto cromosomico, detto "trisomia 21" (a motivo di un 47° cromosoma morfologicamente identico agli elementi del 21° paio) o più noto come “sindrome di Down” (J.L. Down fu invece lo scienziato del XIX secolo che si limitò a descrivere i caratteri morfologici delle persone con questo problema).
Ne abbiamo parlato anche l’anno scorso, in occasione della morte della moglie
(cfr. News del 6.05.2020). Oltre ad essere uno dei più grandi genetisti del secolo scorso, J. Lejeune cercò per tutta la vita di scoprire, senza riuscirci, se fosse possibile far fronte e curare questa malformazione genetica. Non si limitò però a fare lo scienziato e lo studioso, ma dedicò la sua missione ai malati, e soprattutto ai bambini affetti da tale sindrome, seguiti con evangelica carità e competenza pure in un centro specialistico parigino. Oltre alla splendida dedizione per la sua missione scientifica e medica (era fortemente convinto che la ricerca scientifica fosse un prezioso strumento per conoscere meglio il Creato e quindi pure l’onnipotenza del Creatore; quindi offrì un'ottima testimonianza del felice rapporto tra scienza e fede), e alla vissuta carità cristiana per i suoi ammalati, Lejeune testimoniò pure un evangelico e stupendo amore per sua moglie e la sua famiglia.
All’amore di Dio cercò di conformare ogni pensiero e azione della sua vita, senza mai scendere a compromessi con le logiche del mondo.

A motivo della sua scoperta della “trisomia 21” doveva ricevere il Premio Nobel per la Medicina; ma poi gli fu negato per la sua chiara posizione contro l’aborto! Il che sta purtroppo ad indicare come anche il mondo scientifico possa essere condizionato dalle ideologie e dal potere ...
Per queste sue altissime competenze scientifiche, per la sua testimonianza del fecondo rapporto tra scienza e fede, come pure per la sua promozione e difesa della vita in ogni età e condizione, Giovanni Paolo II lo nominò membro della Pontificia Accademia delle Scienze e primo Presidente della Pontificia Accademia della Vita.
Presto sarà appunto venerato come Beato e speriamo poi anche Santo!








22.01.2021

Un grande calciatore: “voglio diventare santo”!

Sappiamo che oggi più che mai i calciatori diventano delle “star”, al pari e ancor più degli attori del cinema o dei cantanti. Non solo perché sono bravi giocatori del pallone, ma proprio come uomini e come personaggi pubblici. Il che comporta assai spesso anche uno stile di vita … di alta mondanità! Tanto più che i loro guadagni astronomici (che farebbero gridare allo scandalo se fossero percepiti da qualsiasi altra professione o attività e che ovviamente esaltano la mente di un giovane, magari nato povero!) permettono pure una vita di lussi e di piaceri sfrenati.
Era il destino anche di Nicolás Gil (classe 1997), ragazzino colombiano educato cattolicamente e che voleva fare il pilota dell’aeronautica militare, ma a 16 anni si era già distinto nella squadra di calcio di Rionegro (Antioquía), dov’è nato, e a 19 anni era già a Bogotá nel Club Santa Fe, così che a 21 entrò a pieno titolo nella squadra di calcio della capitale colombiana.
È a quel punto che Nicolás inizia anche la vita da star: donne a volontà e volontà di sperimentare qualsiasi piacere. Nel suo animo avvertiva però la lotta tra il bene e il male e anche un crescente senso di “vuoto”, che, nonostante il successo, lo faceva sentire “sporco e deluso”, come egli stesso confessa. Così, certo anche per “grazia” di Dio, oltre che per gli insegnamenti ricevuti dai genitori, si riaccese in lui una strana nostalgia di Dio, persino un desiderio di Lui, addirittura di donarsi a Lui!
Cercò di conseguenza anche qualche amicizia, una comunità, che lo aiutasse a tornare a Dio; e chiese aiuto alla Madonna! Comprese che doveva tornare a pregare, a confessarsi spesso e fare la Comunione; e anche lottare per vivere in modo puro e casto. Confida: “non è stato facile vivere davvero la fede che avevo ritrovato; molti compagni di squadra e amici erano scioccati dalla mia fede e dal mio condurre una vita nella castità, nella purezza. Ma noi siamo templi dello Spirito Santo e dobbiamo rispettare noi stessi, le altre persone … e le donne”.
Ora Nicolás, pur continuando la vita da famoso calciatore professionista, è felice della sua vita di fede; e pensa persino che Dio potrebbe chiamarlo a diventare sacerdote o addirittura monaco. Nell’attesa che si chiarisca la sua vocazione, si è dato con altri amici una regola spirituale: «Abbiamo sei pratiche che sono l’Eucaristia, l’intimità con il Santissimo, il Santo Rosario, la lettura meditata della Parola di Dio, delle preghiere particolari e la lettura spirituale di un libro di un santo». Ci confida il suo desiderio più profondo: «compiacere il Signore ed essere santo»! Vuole essere utile anche ad altri giovani; e non ha così timore di ricordare loro: «Dio tocca sempre il cuore di tutti. Nel piacere della carne, della concupiscenza, nel piacere disordinato della lussuria, della fornicazione, non troveremo la felicità e la pienezza che uno come uomo cerca ... Non c'è niente di così bello come sperimentare l’amore di Dio»! (vedi)








20.01.2021

Persecuzione anticristiana (aggiornamenti)

Abbiamo appena riferito (v. sotto all’8 gennaio) sulla persecuzione anticristiana nel mondo. Il 13 gennaio l’agenzia Open Doors ha fatto conoscere il suo Rapporto annuale ufficiale (World Watch List) per il 2020 (vedi).
Ecco alcuni dati totali rilevati. [fonte: NBQ, 14.01.2021] (leggi)

Cristiani perseguitati a causa della loro fede: 340.000.000 
                        
(di cui 309.000.000 in modo molto violento)
Cristiani uccisi nel 2020 a causa della loro fede: 4.761
                        (media giornaliera: 13 morti)
                       
 (2019: 2.983; quindi + 60% in un anno)
Cristiani incarcerati senza processo a causa della loro fede: 4.277
Cristiani rapiti e spariti a causa della loro fede: 1.710
Principale causa di persecuzione anticristiana nel mondo: Islam
Paese al mondo con la massima persecuzione anticristiana: Corea del Nord (dittatura comunista)

Chi ne parla?








 

17.01.2021

Ragazzini … tossici!

C’è una pandemia che non fa rumore, ma è ben conosciuta anche da molti medici (specie psichiatri), e che fa danni enormi alla salute fisica, psichica e spirituale delle persone, specie in un numero di ragazzi e giovani che cresce in modo esponenziale. Si tratta della droga!
E, come abbiamo sotto ricordato (v. News del 13.01.2021), anche il lockdown sta ulteriormente accentuando questo dramma personale e sociale.
Dopo anni di ipocrita e velenosa distinzione tra droghe “leggere” (quasi comuni, sin dalle più verdi età) e “pesanti” - v. News del 25.08.2020 (proibito per legge parlare di sigarette “light” ma ci si ostina a parlare di droghe “leggere”, comunque terribilmente dannose, e persino a volerle liberalizzare) - e alla facile possibilità, anche per un ragazzino, di trovare persino su internet una quantità enorme di droghe sintetiche, oltre all’uso diffusissimo della cocaina (e non solo negli ambienti “in”), ora ci troviamo di fronte al ritorno impressionante anche del grande ‘mostro’: l’eroina!
Se qualcuno pensasse che i giovani distrutti dalla droga siano un tragico fenomeno sociale degli ormi lontani anni '70/'80 deve purtroppo ricredersi; anzi, c’è oggi una piaga ben più grave e mai registrata prima: “tossici” già adolescenti e persino in piena pubertà!
Una terribile “ondata” che dilaga inesorabile, specie dalla Lombardia. Basterebbe andare nel boschetto di Milano Rogoredo, ma anche in almeno 10 boschetti della campagna pavese; per non parlare dei due ragazzini di 14 e 15 anni che a Monza hanno ucciso un uomo con 20 coltellate per comprarsi una dose.

Se n’è occupato di recente anche il Corriere della sera (12.01.2021), facendo visita nella struttura terapeutica “Casa del giovane” di Pavia, parlando col responsabile Simone Feder e ascoltando la storia di alcuni ragazzini, quasi tutti minorenni, che lì si cerca di recuperare alla vita dopo che sono già precipitati nell’abisso distruttivo della droga.
Dice Simone Feder: «Il centro è pieno: ma come fai a dire di no a un papà che viene in lacrime a portarti il figlio?». Sono anche “figli di papà” (medici, avvocati, imprenditori, impiegati, quadri aziendali), ragazzini anche di soli 12 anni, già tossici e diventati persino spacciatori e violenti.
Il Responsabile non vuol sentir parlare di droghe "leggere" e "pesanti": «Anche la cannabis ha raggiunto livelli di principio attivo così alti che questa distinzione non ha più senso. Tutti quelli che ho in comunità hanno cominciato ‘rollando canne’ e sono finiti con l’eroina comprata per pochi euro. Si devastano in pochissimo tempo alla ricerca della ‘botta’ che dura sempre meno e lascia segni permanenti sempre più profondi». «Una vita spesso iniziata con lo sballo delle feste a base di sesso, droga e alcool nel chiuso di appartamenti senza genitori; o nei “Rave party”».
«Il primo contatto di un ragazzino con la droga ha però cambiato luoghi e tempistiche: prima accadeva durante gli anni del liceo, ora già dalle scuole medie. Il pusher non aspetta più all’uscita di scuola ma è già dentro, tra i banchi o nei bagni. Alcuni frequentano le lezioni solo per spacciare».
Ragazzini diventati “pusher”, ma anche rapinatori, scippatori, aggressori, persino omicidi (v. appunto il caso di Monza).
L’onda malvagia non risparmia nemmeno le femmine: ragazzine che a 15 anni sono già dipendenti di crack, erba, cocaina, eroina, e finiscono pure nella prostituzione.

Ecco le storie di qualche ragazzino, ospite della citata comunità di Pavia.
Ora è un adolescente di 17 anni, già distrutto dalla droga. Un giorno era entrato nel boschetto di MI Rogoredo per acquistare una dose per uso personale; ma in poco tempo ne è diventato «capo-piazza», cioè spacciatore. È arrivato a farlo dalle 8:30 alle 21:00 e giungendo a vendere 70 gr. di eroina al giorno (acquistata da un albanese a € 6 al gr. e rivenduta a € 20). La comprava a etti. Faceva anche 7.000 € al giorno. Per premio riceveva in omaggio 2 gr. di eroina e 0,5 gr. di cocaina. Tanti sono i clienti, anche in auto di lusso (racconta: «in 10 km ci sono 10 squadre di spacciatori, ognuno con il suo giro di clienti della Milano-bene»).
Un altro ragazzino che ora ha 15 anni rapinava la gente in strada con un cacciavite, per comprare 3-4 gr. di coca al giorno (una quantità tale da renderlo un mostro); ma picchiava anche solo per divertimento.
Un ragazzino che ha 13 anni (!) era entrato in comunità con un tasso di cocaina nel sangue che nemmeno un tossicomane di vecchia data riesce a toccare (il cut off, l’esame che determina il livello di droga nel sangue, segnava più di 3.000, quando è sufficiente 300 per risultare positivi).
Un ragazzo che ora ha 16 anni racconta che iniziò a drogarsi perché era un po’ grassottello e come tale veniva deriso (bullizzato) dai compagni di scuola. «Mi son detto: voglio diventare come loro; e la cocaina mi ha dato la forza». Da vittima si è trasformato in carnefice. Era diventato l’incubo dei compagni di scuola. «Non volevo restare solo»; «la droga mi dava l’illusione di avere tanti amici. I compagni allora stavano con me e mi guardavano ammirati perché in un giorno riuscivo a procurarmi anche 100 € di cocaina».
Un altro ospite, ancora minorenne, a 15 anni andava già ai “rave party” in giro per l’Italia. Così ha iniziato ad acquistare «erba» a credito, che rivendeva poi ai compagni di scuola durante la ricreazione. Ha una mente distrutta. Ora in comunità dà qualche timido segno di recupero …

È angosciante vedere anime e corpi di giovanissimi già così devastati, prima ancora che dalla droga, da un vuoto spirituale dove il demonio ha potuto così facilmente seminare il suo veleno!
Che il ragazzo milanese Carlo Acutis (v. News del 23.02.2020), morto nel 2006 e beatificato lo scorso 10 ottobre, interceda per loro … e ci convinca che senza Cristo Signore l’inferno comincia qua, già da ragazzini!

[nella sezione video del sito, ecco invece la testimonianza di alcuni giovani risorti dall'abisso della droga per l'incontro con Gesù e la comunità cristiana]









 

15.01.2021

Social censure

Se, secondo un giudizio soggettivo (anche se pensiero unico dominante), si stabilisce quali siano le notizie vere da pubblicare e quali le false (fake news) da censurare e si è giunti addirittura a silenziare un Presidente USA, regolarmente eletto 4 anni fa dagli americani e comunque ancora in carica, … allora dai social ci si può aspettare veramente di tutto!

Ad esempio Twitter in questi giorni ha censurato pure padre Juan Manuel Góngora, parroco di Oria (Almeria, Spagna). Perché? Per la sua battaglia culturale contro l’aborto e l’eutanasia! 
I suoi 25.000 followers hanno protestato con l’hashtag #Patercensurado e con la storica acclamazione «Viva Cristo Re!». Si tratta peraltro della stessa parrocchia dove, nel corso della guerra civile del secolo scorso, ci sono stati due martiri uccisi dai comunisti “in odium fidei” e già beatificati dalla Chiesa. [fonte.Il Timone/News, 14.01.2021]
Sempre in Spagna, abbiamo già segnalato (v. sotto News del 2.01.2021) che Twitter si è invece ben guardato, nonostante le proteste ricevute, di censurare la campagna d'odio anticattolico, con tanto di incitamento a bruciare chiese e attaccare sacerdoti, presente sul social col significativo titolo Fuego al Clero!

Facebook sembra invece ormai censurare quanto non piace al governo (Partito Comunista) cinese.
Qualche giorno fa ha infatti bloccato l’account (i post e 30.000 video) del gruppo “Atajurt Kazakh Human Rights”, che denuncia la sparizione e repressione di kazaki e uiguri nei campi di lavoro forzato nello Xinjiang, dove vi sarebbero rinchiusi circa un milione di queste persone.
Pare che Facebook, per poter entrare nell’enorme mercato cinese, abbia accettato dal governo di Pechino di censurare quanto riguarda i “campi di lavoro forzato” nello Xinjiang (veri e propri “campi di concentramento”, attraverso i quali la Cina non solo reprime i dissidenti ma ha pure un enorme bacino di lavoro gratuito da schiavi che contribuisce così alla propria battaglia per la supremazia economica mondiale).
Sebbene anche l’ONU abbia denunciato la loro esistenza, Pechino sostiene che essi sono solo dei “campi di addestramento al lavoro” per qualificare professionalmente la popolazione dello Xinjiang.
[fonte: AsiaNews (Alma Ati), 13.01.2021]

[Il fondatore di Facebook, l’ancora giovane (n. 1984) Zuckerberg, è tra gli uomini più ricchi del pianeta (100 miliardi di $); educato nella religione ebraica, poi ateo, poi ..non si sa, parla fluentemente anche il mandarino (peraltro lingua madre della moglie statunitense)...]










13.01.2021

Lockdown ... e crescita di depressioni, dipendenze e suicidi

Qualcuno dovrà pur accorgersi che non c’è solo da preservare la salute del corpo (ammesso che questo si faccia), ma anche quella della psiche e dell’anima (oltre al lavoro, la scuola, l’economia, i rapporti sociali …)!
Portare avanti per quasi un anno la politica unilaterale del “lockdown” (che poi non è ovviamente una “cura” ma solo un tentativo, talora persino irrazionale e contradditorio, di difesa da eventuali contagi), oltre a far crollare l’economia e i rapporti sociali, ha prodotto infatti pure un notevole incremento di disturbi mentali, di crolli psicologici e depressioni, di dipendenze [da pc e da smartphone, da gioco d’azzardo, da pornografia (v. News del 15.04.2020), da alcool e droga]; e persino il numero di suicidi! E questo con particolare accentuazione tra i giovani. Questione di un’età che non si può mettere in gabbia? oppure di una generazione non abituata a fermarsi a pensare? che non sa stare con se stessa? senza fede? senza un’altra dimensione? Certo. Per questo occorre coltivare e rafforzare lo spirito, la fede, fin dalle più giovani età; per essere pronti ad ogni “prova” della vita (oltre che per la salvezza eterna!). Ma occorre anche una politica non miope e ad una dimensione ...

Ecco alcuni dati scientifici e statistici. [fonte: NBQ, 5.01.2021]
L'Osservatorio Violenza e Suicidio ha rilevato in Italia che circa il 3% degli intervistati ha pensato al suicidio come rimedio all’angoscia scatenata dal lockdown. L’Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze ha persino istituito un “Osservatorio Suicidi Covid-19”, registrando in Italia, già durante il primo lockdown (mar/mag 2020), 62 suicidi legati direttamente (paura del contagio) o indirettamente (ad esempio per le conseguenze economiche) alla pandemia in corso. La psichiatra della Asl di Trento Wilma Di Napoli ha parlato di un notevole aumento di suicidi, specie nella fascia giovanile. "Negli ultimi 6 mesi, infatti, nella sola provincia di Trento, si sono registrati 7 suicidi tra i giovani; un numero neanche lontanamente paragonabile a quelli degli anni scorsi. Ci troviamo di fronte ad una tragedia'', ha concluso. 
Anche la Società Italiana di Alcologia, già durante il primo periodo di lockdown (mar/mag 2020), ha registrato un aumento del 15% di nuovi dipendenti e un 20% di ricadute tra gli alcolisti.
Negli USA, il 13,3% della popolazione ha iniziato o aumentato in questo periodo l’uso di stupefacenti. 
Nel Regno Unito, l’Office for National Statistics (ONS) ha registrato lo scorso anno un raddoppio dei tassi di depressione (dal 10% al 20%). Ged Flynn, amministratore delegato di PAPYRUS Prevention of Young Suicide ha dichiarato: "Temo che un'intera generazione di giovani sentirà a lungo l'impatto dell'attuale crisi... Ogni giorno riceviamo un numero enorme di chiamate, messaggi, e-mail da parte di giovani con pensieri di suicidio". I giovani con meno di 35 anni che hanno avuto pensieri di suicidio sono aumentati col lockdown del 27% (e nel 90% dei casi è proprio per questo). Mind (un ente di aiuto alla salute mentale) ha registrato che l'80% dei giovani (18-24 anni) ha avvertito il peggioramento della propria salute mentale a causa della solitudine dovuta al lockdown. Così pure il 50% degli ultra-sessantenni.

Se parliamo poi del Giappone, che già da anni conosce un numero elevatissimo di sucidi, durante la pandemia il numero di suicidi (2.153 solo nell’ottobre scorso!) è stato comunque superiore a quello di morti per/con Covid-19.


 




10.01.2021

Covid-19: qualche notizia … diversa

La pandemia Covid-19 ha provocato un tracollo dell’economia mondiale, con una perdita di 1.000 miliardi di $ e un aumento del 40% di persone bisognose (saranno 235 milioni in più nel 2021).
Questo il quadro presentato dal Programma ONU per lo sviluppo. «Le prospettive delle esigenze umanitarie nel prossimo futuro sono le più desolanti mai pensate», ha detto Mark Lowcock, responsabile ONU degli Affari umanitari.
[fonte: L’Osservatore Romano, 5.01.2021]
L’unica economia che invece ha ottenuto risultati positivi è stata la Cina! Guarda caso …
Il 31 dicembre scorso, il Presidente cinese Xi Jinping ha addirittura brindato al 2020 che stava per finire come all’Anno d’oro della Cina!

A proposito di Cina … A Shijianzhuang, nella regione cinese del Hebei, pur con pochissimi cristiani, dalla vigilia di Natale è di nuovo vietato ogni tipo di celebrazione e di incontri per i Cattolici, perché sarebbero loro la causa dei 300 casi di Covid-19 (rilevati però il 4 gennaio), avendo avuto presunti contatti con missionari stranieri. Insomma, gli “untori” sono comunque i Cattolici. Questo, ha osservato qualcuno, ricorda l’accusa di Nerone ai primi cristiani per l’incendio di Roma! [fonte: AsiaNews (Shan Ren Shen Fu /山人神父), 8.01.2021]
Per lo stesso motivo le autorità di Pechino hanno deciso di chiudere tutti i 155 luoghi religiosi della capitale allo scopo di prevenire la diffusione della pandemia. [fonte: AsiaNews (Wang Zhicheng), 9.01.2021]

Nel 2020 i morti da (o con) Coronavirus (Covid-19) sarebbero stati nel mondo 1,8 milioni, risultando così un virus ad alta capacità di diffusione e variazione, ma in fondo con bassa mortalità (1-3%) (il virus Ebola, ad esempio, può raggiungere una letalità del 90%). Questo però ha messo in ginocchio il mondo.
Sempre nel 2020, i bambini uccisi per aborto volontario sono stati 42,6 milioni (senza considerare quelli uccisi dalle pillole abortive). Questo è invece considerato un diritto.
Gli aborti volontari si confermano così la prima causa di morte al mondo.
Al 2° posto (12, sempre in milioni di morti), abbiamo i morti causati da diverse malattie infettive (di cui 1,7 per HIV e 1 per malaria). Al 3° posto c’è il cancro (8,2), [al 4° posto i morti per fame o denutrizione (circa 8)], al 5° quelli per fumo (5,1), al 6° per alcool (2,5). Il Covid-19 si trova quindi al 7° posto (1,8). Seguono i morti per incidenti stradali (1,4) e per suicidio (1,1). [fonte: NBQ, 8.01.2021]

Non entriamo qui nel merito, al di là delle possibili cure (quasi censurate), della questione dei vaccini (e dei toni "messianici" con cui sono stati attesi e presentati), della loro efficacia (per un virus che continua a variare e la cui matrice è stata censurata dalla Cina, che infatti ha potuto quasi debellarlo  v. News del 27.10.2020 e del 16.08.2020), della varietà e rapidità della loro produzione (e relativi colossali interessi farmaceutici), della loro sperimentazione (sull'essere umano richiederebbe almeno 5 anni; per il virus HIV dopo decenni non ne siamo tuttora in possesso), sui loro effetti collaterali ipotizzati o da verificare (reazioni allergiche, infertilità, mutazioni del DNA?), perfino con alcuni casi già registrati di decessi, e sull’effettiva efficacia e immunità conseguente. Rimane poi la questione, con gravi valenze morali, della modalità di preparazione (ad es. con l’uso di linee cellulari di feti umani, persino appositamente ‘prodotti’ e abortiti?). Nei Paesi musulmani poi (v. ad esempio in Indonesia, il più grande Paese del mondo a maggioranza musulmana, che starebbe per adottare un vaccino cinese), a proposito della preparazione di detti vaccini, s’è posta persino la questione dell’utilizzo, come stabilizzante, di gelatina prodotta con carne suina, appunto proibita in tali Paesi. 
Nel mondo si pone dunque il problema, per la preparazione dei vaccini, dell’utilizzo di maiali e non quello di feti umani?

"In un prossimo futuro l’umanità potrebbe trovarsi a combattere sempre nuovi e più terribili virus"! Non si tratta di un allarmismo apocalittico sollevato da menti esagitate, ma di quanto ha detto nientemeno che all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) Michael Ryan, capo del “comparto emergenze” dell’OMS (Ginevra).








8.01.2021

Attacchi anticristiani in Paesi extra-europei (aggiornamenti)

Sia pur con minori episodi eclatanti, la persecuzione anticristiana nel mondo durante il 2020 è aumentata, specie in Africa (soprattutto in Nigeria). È quanto emerge, non solo dai missionari presenti sul posto (cfr. il PIME e l’autorevole agenzia Asia News), ma anche dai Rapporti annuali di Open Doors e di ACN (Aiuto alla Chiesa che Soffre).

Anche se in testa alla classifica della persecuzione anticristiana rimane da quasi 20 anni la Corea del Nord (dittatura comunista; qui tra l’altro decine di migliaia di cristiani sono internati nei “campi di lavoro”, in condizioni di vita spaventose, anche solo per aver pregato in casa o posseduto cose o libri religiosi), in genere si tratta di Paesi islamici (33 sui 50 Paesi dove il cristianesimo è perseguitato, 8 su 11 dove la persecuzione è particolarmente violenta) o comunque ad opera di musulmani.

Non affrontiamo qua la penosa situazione della Chiesa in Cina, dove quella Chiesa che non si sottomette ai comandi “religiosi” del governo (Partito comunista) continua ad essere fortemente perseguitata, nonostante gli accordi “segreti” e provvisori col Vaticano (firmati il 22.09.2018 e rinnovati per altri 2 anni il 22.10.2020).

Per rimanere in Asia, particolarmente critica è la situazione in Pakistan (v. anche News del 10.09.2020), dove la terribile “legge sulla blasfemia” (che permette di condannare a morte chiunque sia stato accusato da qualcuno di aver parlato male di Maometto o dell’islam) diventa spesso il pretesto per condannare a morte chi non è musulmano (oltre talora per personali motivi di odio o vendetta).
Particolarmente delicata, come del resto in quasi tutti i Paesi musulmani, è la situazione della donna, che se già nell’Islam è considerata “inferiore” rispetto all’uomo, nel caso osi essere cristiana diventa particolarmente oggetto di violenze (rapimenti, stupri, matrimoni forzati con musulmani e quindi obbligata a farsi musulmana). Solo in Pakistan si registrano almeno 1.000 casi all’anno. Di queste, molte sono semplici preadolescenti. (Ciò avviene anche in Egitto con le ragazze cristiane copte).

È ad esempio il caso di Neha (14 anni, data in sposa ad un uomo di 45 anni con altre mogli e figli e costretta a farsi musulmana). Così Komal Patras, minorenne e disabile, rapita 2 mesi fa a Lahore per essere data in sposa (schiava) a un musulmano.

Nel 2019 Associated Press ha potuto persino registrare un elenco di 629 ragazze e donne cristiane rapite in Pakistan e vendute come mogli in Cina!

Il 30.11.2020, a Rawalpindi, Sonia Bibi, una domestica di 24 anni, è stata uccisa dal giovane musulmano Shahzad perché si era rifiutata di sposarlo per non essere costretta ad abiurare da Gesù e farsi musulmana.

Ancora a Lahore, nel Natale scorso, subito dopo la liturgia (evangelica), giovani musulmani hanno cominciato ad offendere le ragazze cristiane con appellativi offensivi e proposte oscene. Alcuni ragazzi cristiani hanno cercato allora di farli smettere e difendere le ragazze. Ne è nata una zuffa. A quel punto più di 30 uomini musulmani sono intervenuti lanciando pietre, picchiando i cristiani e andando persino a danneggiare le loro case. Sette cristiani sono rimasti feriti, colpiti dalle pietre, e uno è stato ferito da un coltello. Alcuni musulmani hanno anche cercato di entrare nel luogo di culto ma sono stati fermati. Due sono stati consegnati alla polizia, che però li ha lasciati in libertà. [fonte: AsiaNews, 29.12.2020]

In Indonesia, nel remoto villaggio di Lemban Tongoa (isola di Sulawesi) c’è stato di recente un ennesimo attentato islamico contro i cristiani: abitazioni date alle fiamme e 4 uomini brutalmente uccisi (uno decapitato e un altro bruciato vivo); 700 cristiani hanno dovuto rifugiarsi negli uffici amministrativi del villaggio, protetti dalla polizia locale.

In Armenia, con la ripresa della guerra del Nagorno Karabakh e le chiese passate sotto il controllo azero, la persecuzione anticristiana ha avuto una brusca impennata. È circolato recentemente in rete il video di un soldato che entra trionfante in una cappella al grido di "Allah Akbar!" e spezza la croce. L'8.10.2020, le forze azere hanno bombardato e distrutto il Santo Salvatore, cattedrale armena a Shusha.
Sulle proteste degli armeni in Francia v. sotto News del 2.01.2021; una manifestazione di protesta armena c’è stata anche a Milano.

In Turchia i sacerdoti cristiani, assai spesso minacciati dai musulmani, sono costretti ad essere scortati delle forze dell’ordine, è loro interdetto qualsiasi dialogo con la stampa, specie internazionale, ed è loro altamente sconsigliato indossare pubblicamente l’abito sacro.
 

Passando all’Africa, dove appunto nel corso del 2020 c’è stato il maggior incremento di persecuzione anticristiana, specie ad opera dei musulmani radicali...
Nella Repubblica Democratica del Congo, pur essendo un Paese a maggioranza cristiana, il 28 ottobre scorso militanti islamici hanno fatto irruzione in un villaggio, massacrando in modo atroce 18 fedeli e dato alle fiamme la loro chiesa. L'attentato è stato rivendicato dall'ADF (Allied Democratic Forces), gruppo militante islamista che da oltre 20 anni compie attacchi violenti.

Nel corso del 2019, in Burkina Faso, gruppi jihadisti hanno ucciso 1.300 persone. Ma anche solo pochi giorni fa, un gruppo armato ha fatto irruzione a Pansi, un piccolo villaggio di contadini nei pressi di Sebba, uccidendo 24 persone, tra cui il catechista Philippe Yarga, tra i primi inviati dal vescovo in missione stabile nella zona. Ha poi dato alle fiamme la piccola chiesa. Ha pure ucciso una ventina di musulmani.
[Di tale attacco ha parlato L’Osservatore Romano del 31.12.2020 e persino il Segretario generale dell'ONU António Guterres]

Il caso forse più doloroso della persecuzione anticristiana in Africa è dato dalla Nigeria, Paese di 200 milioni di abitanti (il più popoloso dell’Africa), di cui il 46% cristiani e il 53% musulmani.
[Ce ne siamo occupati anche nelle News dell’8.09.2020, 16.01.2020 e del 25.12.2019]
I cristiani in Nigeria subiscono attentati con una frequenza impressionante (dicono che sia un miracolo che si possa celebrare tranquillamente una S. Messa) e anche molti sacerdoti vengono rapiti, perseguitati, minacciati.
In 20 anni in Nigeria sono stati uccisi circa 100.000 cristiani, in 21.000 attacchi, specie dei musulmani di Boko Haram e di al Qaida (43.242 uccisi), di pastori fulani (18.834) e di altri gruppi estremisti (34.233). Un vero “genocidio”, di cui quasi nessuno parla. 

Il gruppo islamico Boko Haram in 10 anni ha ucciso 36.000 persone e causato l’esodo di 2 milioni di persone (una parte delle quali vive tuttora in campi profughi protetti dall’esercito). Però nel 2016 i suoi attacchi si sono notevolmente ridotti, anche per interventi dell’esercito nigeriano (e di una forza militare cui partecipano anche Benin, Niger, Camerun e Ciad). In compenso è cresciuto il gruppo armato jihadista ISWAP (Islamic State West Africa Province), separatosi da Boko Haram e ormai ad esso antagonista, affiliato allo Stato Islamico, che opera soprattutto nella regione del lago Chad e che si estende anche in Niger, Ciad e Camerun.
Pare che recentemente Boko Haram abbia però allacciato rapporti con le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di droga e armi e che si finanzino coi sequestri di persona nel nord ovest della Nigeria. Così pare abbia stretto pure alleanze con i pastori (in genere musulmani) contro gli agricoltori (in genere cristiani).

Nel gennaio 2020 un seminarista di soli 18 anni, Michael Nnadi, rapito con altri 2 seminaristi, è stato ucciso a motivo della sua opera evangelizzatrice (quindi “in odium fidei”)!
Nei primi 6 mesi del 2020, nel solo stato di Kaduna (Nigeria centro-settentrionale), erano già stati uccisi 178 cristiani.
Nel luglio scorso abbiamo avuto questa tragica sequenza: il 10 sono stati uccisi 22 cristiani a Gora; il giorno dopo è stato assalito un villaggio e sono stati bruciati vivi 10 donne, un bambino e un anziano; il 19 sono stati uccisi 32 cristiani che partecipavano a una cerimonia nuziale; il 29 dei pastori Fulani hanno ammazzato 14 cristiani (13 dei quali della stessa famiglia).
Nel mese scorso (dicembre 2020) abbiamo avuto questa sequenza. Il 18 a Konduga (stato nigeriano del Borno) una ragazza di soli 17 anni si è fatta esplodere in mezzo a un gruppo di uomini, uccidendo 3 persone e ferendone gravemente altre 3 (il bilancio avrebbe potuto essere molto più grave se la ragazza fosse riuscita a raggiungere un punto più affollato della via, dov’era diretta); l’attentato è stato rivendicato da Boko Haram (questi attentati suicidi, un tempo frequenti, erano diventati più rari). La vigilia di Natale c’è stato un raid di Boko Haram nel villaggio di Pemi, a maggioranza cristiana: i jihadisti, arrivati a bordo di autocarri e moto, hanno incominciato a sparare ed hanno ucciso 7 persone (ma ne mancano all’appello altri), rapito un sacerdote, incendiato la chiesa e 10 abitazioni; hanno persino rubato quei generi alimentari che erano stati preparati per i poveri del villaggio in occasione del Natale e distrutto i medicinali del centro medico. C’è stato poi, sempre a dicembre, nello stato nigeriano del Borno, un brutale attacco in cui sono stati sgozzati decine di braccianti delle piantagioni di riso.
Non sono poi mancati i rapimenti (anche se pare solo ad opera di comuni criminali, per ottenerne un riscatto, talora anche solo di poche migliaia di $). Il 15 dicembre è stato sequestrato padre Valentine Oluchukwu Ezeagu, della Congregazione dei Figli di Madre Maria della Misericordia, liberato la sera del 16.
Particolarmente impressionante, il giorno 11, l’assalto armato (rivendicato falsamente da Boko Haram, in realtà forse attuato da comuni criminali) all’enorme collegio maschile cattolico (con 800 studenti di scuola secondaria) di Kankara, nello stato nigeriano di Katsina, col rapimento di 344 studenti! Dopo giorni di trattative con i rapitori, avviate dal governo locale e federale, sono stati quasi tutti liberati la sera del 17 dicembre, nel vicino stato di Zamfara dove erano stati trasferiti.
Il felice esito della vicenda non nasconde però la possibilità che possano avvenire in Nigeria tali clamorosi atti criminali. Anche se in questi casi pare appunto che si tratti non specificamente di atti d’odio contro i cristiani; tanto è vero che il giorno 19, sempre nel Katsina, sono stati rapiti (e liberati quasi subito) 84 studenti della scuola islamica Hizburrahim Islamiyya, mentre stavano tornando a casa dopo aver partecipato ad un momento di preghiera.







 

2.01.2021

Aggiornamenti sulla cristianofobia europea

In Europa (specie occidentale) gli attacchi più comuni contro i cristiani, cattolici in particolare, sono di tipo psicologico (discriminazione, derisione), culturale (menzogne ed esclusione dei contenuti cattolici dai centri di potere culturale e di diffusione di massa, compresi la scuola e i media), sociale (sempre più difficile prendere posizione in base alla propria fede, sia pur ragionevolmente fondata) ed ora persino giuridica (leggi statali non solo sempre più avverse ai valori cristiani, ma addirittura che rendono ‘reato’ agire in base alla morale cristiana, ad esempio restringendo sempre più l’obiezione di coscienza per leggi gravemente inique, fino a rendere proibito dare giudizi di valore cristiani, quindi contro la stessa libertà di coscienza, di pensiero e di religione). Si tratta di una cristianofobia che non solo falsifica i dati della storia e della realtà, ma emargina socialmente, così da rendere sempre più difficile, ad esempio per un ragazzo che cresce, pensare ed agire da cristiani.
[Nel sito, oltre a queste News, anche in Archivio, vedi pure la sezione Fede e Cultura, Fede e morale e i Dossier].
Non manca però, anzi è in crescita, anche la violenza fisica contro persone, luoghi e simboli cristiani; specie ad opera di musulmani, ma anche delle più oltranziste e intolleranti forze laiciste.

Vediamo taluni casi in alcune Nazioni.

Sulla presenza sempre più massiccia e spesso violenta dei musulmani in Svezia, v. News 5.09.2020.

Se nel Regno Unito nel 2019 avevamo già avuto 8 chiese incendiate (con dolo), nel corso del 2020 abbiamo avuto in Inghilterra 1.106 crimini in luoghi religiosi, tra cui 250 violenze contro le persone, 273 furti con scasso, 188 incendi e danni criminali e 371 furti.

Anche in Germania crescono gli episodi di violenza fisica contro i cristiani (81 documentati nel 2019) e sono numerosissimi gli attacchi contro i simboli cattolici (come, recentemente, la statua della Madonna decapitata il 22.10.2020 a Straubing).

Circa l’Austria, ad esempio il 29 ottobre scorso una cinquantina di musulmani ha fatto irruzione, in stile militaresco, in una chiesa a Vienna al grido di "Allahu Akbar", occupando confessionali e battistero.

Nella cattolicissima Polonia, specie dopo il responso della Corte Costituzionale contro l’aborto eugenetico (v. News del 23.11.2020 e 22.12.2020, ma anche 16.06.2020) si sono moltiplicati gli attacchi violenti contro le chiese e i cattolici (addirittura appoggiati e persino finanziati da Gazeta Wyborcza, di proprietà di Soros). Un sacerdote è stato accoltellato al petto mentre stava per iniziare la celebrazione della S. Messa; un altro è stato aggredito mentre difendeva in chiesa i suoi parrocchiani da un gruppo di manifestanti profanatori che vi si erano introdotti; altri due sacerdoti sono stati feriti.

La Spagna, con l’attuale agguerrito governo di sinistra (specie da quando è entrato in politica il Partito comunista Podemos), sta conoscendo una montante campagna d’odio contro i cattolici, che non pochi temono faccia ricordare la feroce persecuzione anticristiana durante la guerra civile del secolo scorso (in cui il Fronte Popolare, comunista e anarchico, uccise 13 vescovi, 4.184 Sacerdoti, 2.365 religiosi e 283 suore, oltre a migliaia e migliaia di laici cristiani, molti dei quali sono stati proclamati beati e santi, col titolo di martiri, negli ultimi decenni).
Oltre alla crescente campagna culturale e politica contro i valori cattolici (nuove leggi sull’educazione, contro le scuole cattoliche e l’insegnamento della religione, a favore dell’eutanasia, dei matrimoni omosessuali, ecc.), secondo il rapporto dell'Osservatorio per la Libertà Religiosa in Spagna, si sono moltiplicati gli attacchi sacrileghi (per non dire satanici) contro le chiese, con tabernacoli imbrattati o divelti, furti di Ostie consacrate, luoghi sacri vandalizzati con escrementi, croci e statue decapitate, incendi, fino ad arrivare ad aggressioni fisiche ai sacerdoti, persino durante la S. Messa. 
Fuego al Clero è l'ultima campagna 'social' d'odio anticattolico, con tanto di incitamento a bruciare chiese e attaccare sacerdoti e religiosi cattolici. L'appello ad azioni terroristiche che prendono di mira la cattolicità è apparso anche su Twitter, ma i suoi dirigenti spagnoli, nonostante le numerose denunce pervenute, si sono rifiutati di condannare e censurare tale campagna d’odio violento contro i cristiani (molti dei quali hanno allora reagito anche creando l'hashtag #Yoapoyoalclero).
C’è pure la campagna d’odio Brucerete come nel ‘36, scritta che è pure comparsa su molte chiese, come quella “la chiesa che più illumina è quella che brucia”; ed in alcune manifestazioni si canta “andiamo a bruciare la conferenza episcopale, machista e patriarcale”.
[fonte: NBQ, (Maria Garcia, Presidente dell'Osservatorio spagnolo per la libertà religiosa e di coscienza), 3.12.2020]

Crescono anche in Italia gli attacchi anticristiani (70 episodi nel 2019) e gli atti sacrileghi, come la decapitazione di statue di Maria Santissima (l’ultimo episodio è avvenuto il 26.11.2020 a Venezia-Marghera). Per non parlare dei crescenti divieti laicisti di molte amministrazioni pubbliche locali, persino di poter cristianamente pregare o presentare oggetti religiosi (Crocifissi, presepi, ccc) in pubbliche realtà.

Si veda ad esempio il caso della Regione Emilia Romagna, che qualche settimana fa ha negato al circolo culturale “San Tommaso” di Bologna l'iscrizione al registro delle Associazioni di Promozione Sociale perché, tra le varie attività svolte, compariva anche il Rosario settimanale, considerato «attività illegittima» (!) per un’associazione di questo tipo. La stessa Regione riconosce invece i centri di cultura islamica, che hanno tra le loro principali attività proprio quella di culto e preghiera (per non dire di propaganda anticristiana e antioccidentale). [fonte: NBQ, 17.12.2020]

Cosa succederebbe poi se anche in Italia, sebbene centro mondiale del cristianesimo, il Capo di Stato o di Governo o anche un sindaco parlasse di Gesù Cristo come “unico Salvatore del mondo”, così come lo scorso Natale ne ha parlato ufficialmente il Presidente USA Trump all’intero Paese?!



La situazione in Francia

È però la Francia la nazione europea che vede ogni anno il maggiore incremento di una drammatica “cristianofobia”, anche fisica, sia ad opera degli islamici radicali che di un bieco e intollerante laicismo.
Negli ultimi 10 anni gli atti anticristiani vi sono cresciuti del 285%. [v. anche News 20.01.2020]
Già nel corso del 2019 il Ministero dell’Interno ha registrato ufficialmente 1.052 atti “anti-cristiani” violenti, cioè una media di 3 al giorno, (a fronte di 687 atti antisemiti e 154 anti-islamici), con 996 “atti vandalici contro i luoghi sacri” e 144 attacchi contro le chiese cattoliche (di cui ben 21 incendiate)! Si sono contati anche 56 casi di minacce di questo tipo. In soli 2 mesi (febbraio/marzo 2019) si erano registrati 22 casi di chiese o cappelle brutalmente vandalizzate, 11 profanate, 21 saccheggiate, 3 incendiate; c’è stata anche la devastazione di una scuola cattolica, così come atti vandalici contro 3 cimiteri, oltre a statue della Vergine Maria dissacrate o decapitate.
Ricordiamo che, nonostante non sia stato dichiarato come doloso, proprio il 15.04.2019 (lunedì santo) ci fu il terribile incendio di Notre Dame (cattedrale di Parigi); ma neppure un mese prima (17.03.2019), sempre a Parigi, ci fu invece un altro incendio, questa volta sicuramente doloso e di chiara impronta anticattolica, nella chiesa di Saint-Sulpice (seconda per grandezza dopo la cattedrale). [cfr. News 11.03.2019 e 1.05.2019].
Alcuni atti vandalici contro le chiese hanno un’impronta chiaramente ‘satanica’, come quello nella chiesa di N. D. des Enfants, a Nimes, dove è stata composta una croce con escrementi umani, è stato saccheggiato l’altare e il tabernacolo, da cui sono state rubate le Ostie consacrate e poi gettate in una discarica (v. News 11.03.2019). A Lavaur, vicino a Tolosa, s’è cercato di appiccare un incendio nella cattedrale di Saint Alain e il braccio di un grande Crocifisso è stato rotto e attorcigliato fino a riprodurre un gesto osceno.
Tentativi di incendi dolosi di chiese si sono registrati anche a Saint Denis, Rennes, Pontoise, Nancy, Nantes, Revel, Rodez, …
Lo stesso governo francese è stato costretto, specie in occasioni delle grandi solennità cristiane, a diramare lo stato di “massima allerta” in prossimità di chiese e cattedrali.

Tra apostasia dal cristianesimo, nichilismo diffuso, intollerante laicismo e radicalismo islamico … c’è però anche una fervorosa minoranza cattolica.

È in fondo già dalla rivoluzione francese che, nonostante nei secoli la Francia sia stata considerata la 'figlia prediletta' della Chiesa (addirittura il Presidente francese ha diritto ad uno stallo nel Coro della cattedrale di Roma, S. Giovanni in Laterano), il cattolicesimo o viene brutalmente attaccato o viene ridotto ad una sfera solo intima e privata, senza alcuna possibilità di incidenza sociale.
 

Sarebbe illuminante riflettere anche in questo senso sul magistero di Benedetto XVI, ad esempio la lungimirante, ineccepibile e profonda analisi nella Lectio magistralis tenuta all’università di Regensburg il 12.09.2006 (leggi) - tanto inizialmente vituperata e stravolta dal potere mediatico - o il Messaggio per la Giornata della pace 2011 (vedi), dove sottolineò che i nemici della pace sono da una parte il fondamentalismo religioso e dall’altra il relativismo, che disprezza le religioni e le emargina in un angolo. Il terrorista islamista, che fa della sua legge il suo idolo è pericoloso; ma - sottolinea - è altrettanto pericolosa la superbia positivista che disprezza la religione gettandola fra i rifiuti oscurantisti della storia.

In Francia scompaiono (vendute, trasformate, demolite) quasi 50 chiese all’anno! ma nasce una moschea ogni 2 settimane!

Qualcuno aveva intelligentemente previsto (ad esempio il card. Giacomo Biffi) che questa Europa, se avesse continuato la sua corsa verso l’apostasia dalla fede cristiana, solo per poco avrebbe conosciuto un vuoto laicismo ed un ateismo teorico o pratico. Sarebbe con molta probabilità diventata non solo pagana (come esprime ad esempio l’attuale venerazione della dea Natura – “se venisse meno la fede cristiana, adorerebbero le bestie!”, aveva profetizzato già 2 secoli fa il Santo Curato d’Ars!), ma ancor sarebbe ben presto diventata musulmana. L’uomo non resiste a lungo nell’horror vacui!
E qualcuno, che ama presentarsi anche in Europa come nuovo sultano
(v. ad es. Erdoğan – cfr. News 4.09.2020, 5.03.2019 e 2.10.2018), sa bene che tale vuoto europeo, insieme al suo suicidio demografico, rappresenta una occasione storica preziosa per una nuova silenziosa ‘invasione’ musulmana, e non troverà come in passato un fronte cattolico contrario (come a Lepanto nel 1571 o a Vienna nel 1683), ma un vuoto laicismo, un multiculturalismo “relativista” e nichilista, che annienta ogni identità, fede e cultura.

Di fronte ad una falsa, offensiva e intollerante idea di laïcité, che si arroga persino il diritto di bestemmiare o di un Islam che si arroga persino la missione di uccidere gli “infedeli”, troviamo troppo spesso l’apostasia, il vuoto o il buonismo di un cristianesimo senza consapevolezza di sé e ormai venduto al New World Order.
Resiste solo un “piccolo resto” cattolico, dotato però per grazia di una nuova consapevolezza ed entusiasmo di fede. Lo si vede anche in certe liturgie (specie quelle antiche … e non si tratta di vecchi nostalgici ma di giovani e giovani coppie di sposi), con una partecipazione assai devota, e in molti monasteri, persino colmi di molti giovani monaci (specie quelli più legati all’autentica e bimillenaria tradizione cattolica). Tutto ciò non solo è in aumento, ma in certe circostanze, come abbiamo visto ad esempio nelle manifestazioni pubbliche per la difesa della vera famiglia, sa diventare ancora un vastissimo movimento di popolo!

Due postille sul laicismo francese (in questo caso però anche buone notizie)

Nelle News del 2020 (v. 19.06.2020) abbiamo parlato anche della celebre basilica del Sacré-Cœur (Sacro Cuore), sulla collina di Montmartre a Parigi, che, con gli oltre 10 milioni di visitatori annui, è il 2° monumento di Parigi più visitato! Avendo però solo poco più di un secolo, non godeva ancora del titolo ufficiale di “monumento storico”. Così il 13.10.2020 il Ministero della Cultura e la Commissione regionale per il patrimonio e l’architettura della regione in cui è inclusa Parigi hanno finalmente deciso di registrare questa celeberrima chiesa che domina tutta Parigi anche col titolo di “monumento storico”. Apriti cielo! Ci sono state subito reazioni “laiciste” (massoniche, comuniste, socialiste), come quella di Philippe Foussier (ex Gran Maestro del Grande Oriente di Francia) e Lionel Jospin (socialista, ex primo ministro francese ed ex candidato alla presidenza), che ha definito la basilica del Sacré-Cœur un monumento «reazionario, di cattivo gusto e simbolo di oscurantismo». [fonte: Il Timone/News, 23.10.2020]

Riguardo alle restrizioni francesi per far fronte alla pandemia da Covid-19, il governo Macron aveva indicato per tutte le chiese, indipendentemente dalla grandezza delle stesse, una partecipazione massima alle SS. Messe di 30 persone! Meno male che, di fronte all’irrazionalità di un tale provvedimento, ma anche alle rimostranze di vescovi e cattolici francesi, il Consiglio di Stato ha abolito il provvedimento. 

Significative le spiegazioni fornite dal Consiglio di Stato: «Nessun’altra attività autorizzata è soggetta a tale limitazione fissata indipenden-temente dall’area dei locali in questione»; il provvedimento del governo denotava «un carattere sproporzionato rispetto all’obiettivo di salvaguardia della salute pubblica e costituisce quindi, tenuto conto del carattere essenziale della componente in questione (libertà di religione), un’ingerenza grave e manifestamente illegale con questa ultima». Se poi qualcuno avesse pensato di paragonare le chiese ai cinema o teatri, il Consiglio di Stato ha precisato che «Se alcuni locali aperti al pubblico diversi dai luoghi di culto rimangono chiusi, le attività che vi vengono svolte non sono della stessa natura (che quelle delle chiese) e le libertà fondamentali che sono in gioco non lo sono lo stesse». [fonte: Il Timone/News, 30.11.2020] 
Una buona specificazione e una significativa differenza, che dovrebbero tener presenti anche altri governi ….


Il caso Cahrlie Hebdo
Diritto di satira? Libertà di informazione? O diritto di bestemmiare?
Quando la nota rivista francese di vignette satiriche Cahrlie Hebdo s’è permessa addirittura di disegnare la Santissima Trinità come un’oscena compagnia omosessuale (!), i cattolici sono rimasti pressoché in silenzio, purtroppo. 
Forse però non si era accorta che invece coi musulmani non si scherza! Come ricordiamo, di fronte alla satira/bestemmia contro Maometto, sono intervenuti nella sede della rivista con i mitra, facendo una strage: era il 7.01.2015.
Dopo 5 anni di silenzio, alla ripresa del processo su quella strage e di fronte a nuove vignette della stessa rivista contro l’Islam (poi persino contro Erdoğan - qualcuno ha ipotizzato che sotto ci sia il braccio di ferro commerciale tra Francia e Turchia, che si fronteggiano in Grecia, Armenia e Libia) il 29.10.2020 c’è stato il terribile attentato nella cattedrale di Nizza.
Il ventunenne tunisino Brahim Aouissaoui (sbarcato a Lampedusa solo 9 giorni prima*!), è entrato nella cattedrale di N. D. de l’Assomption di Nizza con un coltello di 30 cm. e, al grido di «Allah Akbar», ha sgozzato il sacrestano (Vincent Loqués, di 55 anni, sposato e con due figli), decapitata una donna di 60 anni (Simone Barreto Silva) e ferita un’altra donna (Nadine Dervilles, di 44 anni), che riuscì a scappare ma morì poco dopo.

* Chi ha coperto l’attentatore, sbarcato a Lampedusa? L’impressione è che abbia eseguito con estrema facilità un piano ben preciso: infiltrarsi tra i “migranti”, sbarcare a Lampedusa, transitare in Italia e raggiungere Nizza. Si dovrebbe indagare su: c’è un mandante in Tunisia? Ci sono cellule jihadiste attive in Italia che fanno da tramite tra Tunisia e Francia? Quali appoggi logistici hanno facilitato illegalmente il passaggio dall’Italia alla Francia? Se è vero che è stato visto a Bari “sempre al telefono”, con chi era in contatto? Chi lo ha accolto e armato a Nizza? [cfr. NBQ, 30-31.10.2020]

Forse i musulmani, che normalmente non hanno alcuna voglia di integrarsi in una società che considerano di infedeli e diabolica, non si sono ancora accorti che in Europa il cristianesimo (quelli che chiamano ancora “i Crociati”, dimenticando che sono stati fin dall’inizio loro ad invadere le terre cristiane, a cominciare dalla terra Santa, per non dire il nord-Africa e, in Europa, la penisola iberica e quella balcanica cfr. Dossier e Documento nel sito) è al lumicino e che lo stile di vita occidentale (espresso anche da Cahrlie Hebdo) non è affatto quello cristiano ma semmai il suo contrario.

Proprio a Nizza, il 14.07.2016, s’era già verificato un terribile attentato terroristico, quando un camion si lanciò contro la folla sulla Promenade des Anglais uccidendo 86 persone.
E ricordiamo che qualche giorno dopo, il 26.07.2016, a Saint-Étienne-du-Rouvray (Rouen), due estremisti islamici fecero irruzione in una chiesa durante la S. Messa e uccisero (sgozzarono) il sacerdote Jacques Hamel, di 85 anni, che stava celebrando.
 

Il vuoto dell’Occidente si manifesta anche in occasione del momentaneo shock provocato da questi attentati: frasi retoriche dei governanti (possibilmente restando sul generico e senza mai citare l’aggettivo “islamico”), fiori o candele lasciate sul luogo dell’attentato, il classico “minuto di silenzio” (cioè appunto di vuoto, non di preghiera!) negli importanti momenti pubblici o sportivi, magari il canto del nichilistico Imagine di John Lennon … e, in questo caso, la stupida identificazione con Cahrlie Hebdo («Je suis Charlie») … E alla prossima!

Meno male che il vescovo di Nizza, mons. André Marceau, celebrando nella sua cattedrale profanata e insanguinata una S. Messa “di riparazione”, ha osato dire: «No, non sono Charlie, io sono André Marceau! Dobbiamo essere noi stessi, con le nostre convinzioni. Certo, la libertà d’espressione è sacra in Francia, ma ognuno si prenda le sue responsabilità».

Anche l’arcivescovo di Tolosa, mons. Robert Jean Louis Le Gal, ha precisato: «La libertà d’espressione ha dei limiti come tutte le libertà umane. Non si ride impunemente delle religioni, si vede il risultato che questo dà».

Di fronte alla vignette satiriche di Cahrlie Hebdo, considerate offensive di Maometto e dell’Islam, ci sono state proteste di decine di migliaia di musulmani, specie al termine della preghiera del venerdì. Ci sono stati attacchi anche a Lione ed Avignone.
Anche all’estero si sono levate proteste contro la Francia e Macron: ad esempio in Libano (a Beirut in centinaia hanno cercato di assaltare l’Ambasciata di Parigi), a Gerusalemme, nella Striscia di Gaza e ad Islamabad (Pakistan). [fonte: Asia News, 31.10.2020]

In alcuni casi in Francia (ad esempio a Vienne, città a sud di Lione), ci sono stati pure scontri tra centinaia di Turchi (armati di spranghe, martelli e coltelli) e Armeni, che protestavano contro l’attuale nuova distruzione di cristiani in Armenia (con la ripresa della guerra del Nagorno Karabakh). La massiccia presenza della polizia francese ha impedito che la situazione degenerasse. Scontri analoghi sono avvenuti anche poco più a nord, nel sobborgo lionese di Décines-Charpieu, abitato appunto da armeni. 
Ma siamo ancora in Europa?

Il 22.10.2020, a Conflans (Parigi), il prof. Samuel Paty, di 47 anni, è stato trovato decapitato, dopo che aveva mostrato alla sua scolaresca, in una lezione sulla libertà di espressione, una vignetta satirica su Maometto.

Il Ministero degli Interni francese ha rilevato 8000 radicalizzati islamici, pronti ad attaccare col coltello. In 4 anni è riuscito a sventare 61 attentati terroristici islamici, ma negli ultimi 2 anni si sono comunque realizzati 34 attacchi da parte di questi gruppi.
Però nel corso del 2020 sono già stati liberati 700 islamici arrestati per terrorismo e sono previste per loro altre 500 scarcerazioni.
Il 26.11.2020 il Ministro degli Interni Gérald Darmanin ha ordinato finalmente di indagare su 76 moschee o luoghi di preghiera musulmana o scuole coraniche (16 solo in Parigi), dove pare che gli imam predichino l’odio contro l’Occidente e gli infedeli. Verranno controllati anche i loro finanziamenti dall’estero.

Per il capo dell’antiterrorismo francese, Jean-François Ricard, “l’obiettivo primario è comunque la Chiesa cattolica”!



 

_____________________________________________




Per leggere le News degli anni precedenti: vedi












 

Site Map