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… controcorrente
 





Indice delle News del 2022

2.01.2022: visti dallo spazio [vedi Documento]

12.01.2022: catastrofi possibili [vedi Documento]


23.01.2022: controllo elettronico globale [vedi Documento]

2.02.2022: Afghanistan, droga ed Europa 

8.02.2022: Ancora droga (e Referendum)

15.02.2022: Bestemmia (vedi) e rispetto dei ... cani

1°.03.2022: Il senso della storia (e dell'inquietante attualità) [vedi Documento]

13.03.2022: Persecuzione anticristiana e cristianofobia

20.03.2022: Potere mondiale e aborto  (ultime notizie)
27.03.2022: Ru486 - Procreazione artificiale - eutanasia  (aggiornamenti)

2.04.2022: Verso la III Guerra Mondiale?

11.04.2022: Flash-News

Tensioni in Estremo Oriente - Si diffonde il Sistema di Credito sociale? - Quale UE? - Notre Dame ancora cattolica? – OMS: aborto fino alla nascita - Biden promuove aborto e Lgbt – dittatura Lgbt – Svezia: danni transgender – uguaglianza (e follie gender) - ecologismo nella Costituzione Italiana – immigrazione clandestina - Cristiani in Iraq - America latina: il “popolo” abbandona la Chiesa.

20.04.2022: Fede e storia. Medioevo/1: un "luminoso" millennio [v. Dossier]
26.04.2022: Medioevo/2:  il monachesimo
05.05.2022: Medioevo/3:  fede e ragione
15.05.2022: Medioevo/4:  le Università

25.05.2022: Medioevo/5:  la base della scienza  (documento)
06.06.2022: Medioevo/6:  Arte, diritto, economia, carità e ...santità





 

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2.01.2022

Visti dallo spazio ... fa bene all'anima

leggi il documento (presente anche in Archivio e in Fede & cultura)




12.01.2022

Catastrofi  ... possibili

leggi il documento (presente anche in Archivio)


 

23.01.2022

Controllo elettronico globale

leggi il documento (presente anche in Archivio)
 



2.02.2022

Afghanistan, droga ... ed Europa 

Il mondo ‘satanico’ del male, mentre provoca la dannazione eterna di molte anime e spesso anche la distruzione fisica delle persone e del mondo, può però produrre anche enormi guadagni; fino a incrementare l’economia e la finanza globale; così da condizionare la politica e gli stessi rapporti internazionali.
Il settore “droga” non costituisce in questo senso un capitolo marginale.

Si consideri allora anche sotto quest’ottica la questione dell’Afghanistan.
Si tratta infatti del 1° Paese al mondo per produzione di oppio (il 90% della produzione mondiale). Una produzione che negli ultimi 10 anni è cresciuta addirittura di 10 volte!

Tutto il mondo compra oppio dall’Afghanistan, che ne esporta 3.600 tonnellate all’anno, per un importo di 60 miliardi di dollari.
Il miglior acquirente è l’Europa (una vendita quasi tutta concentrata nell’Europa occidentale, con una parte significativa anche in Italia*): si tratta del 30% di tutto l’oppio prodotto in Afghanistan!
(leggi)
[Cfr. ultimo rapporto dell’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime, Agenzia ONU che si occupa del monitoraggio del consumo di droga nel mondo)]

Il papavero da oppio essiccato viene pagato ai contadini $ 250 al kg. (tassato al 5%); ma il 75% del ricavo dell’esportazione finisce in mano a mediatori, milizie locali e governanti.
Negli ultimi anni, invece di esportare solo oppio grezzo, l’Afghanistan ha cominciato anche a raffinarlo in proprio (per la raffinazione si avvale ad esempio dell’anidride acetica comprata dalla Cina, Russia ed Europa; e di esperti chimici iraniani e turchi) e così a vendere già eroina pura, per un valore evidentemente assai maggiore rispetto all’oppio grezzo.

* Il turpe commercio di eroina (con tutto ciò che comporta di malavita, distruzione e morte) in Italia deve avere proporzioni mostruose: basterebbe pensare che negli ultimi anni solo la quantità di eroina sequestrata dalle Forze dell’ordine è aumentata del 60% (solo nel 1° semestre del 2021, ultimo dato ufficiale, erano stati sequestrati kg. 256 di eroina, appunto quasi tutta proveniente dall’Afghanistan).


Com’è noto, nell’agosto scorso (2021), mentre ancora le truppe ONU/USA stavano ultimando il loro
ritiro, sono tornati prepotentemente al potere i Talebani, che hanno immediatamente costituito l’Emirato Islamico dell’Afghanistan (cfr. News, 19.08.2021).

Gli USA attaccarono e occuparono militarmente l’Afghanistan il 7.10.2001, cioè a neppure un mese dagli attentati dell’11 settembre (peraltro attuati quasi totalmente da terroristi provenienti invece dall’Arabia Saudita, alleata degli USA, che le fornisce armi...).
Non dimentichiamo poi che durante l’occupazione russa (1979/1989) i Talebani furono invece sostenuti dagli USA in chiave appunto antisovietica. Se già il ritiro russo fu di fatto una sconfitta (ma nel 1989 crollò tutto l’impero sovietico), anche l’attuale ritiro ONU/USA, dopo una guerra pressoché inutile e un'occupazione fallimentare, segna di fatto una sconfitta.

È però significativo che prima ancora di salire al potere la vendita dell’oppio rappresentasse il 60% del finanziamento dei Talebani ($ 1,6 miliardi nel 2020).
Nello stesso anno in Afghanistan il terreno coltivato ad oppio è aumentato del 37%, occupando il 10% della popolazione (cioè 4 milioni di persone).
Anche lo SI (ex ISIS, cioè i militanti dello “Stato islamico”), tuttora presente anche in Afghanistan, si autofinanzia con la produzione e vendita di oppio.

Si può dunque osservare che il grande potere economico del mondo islamico, pur continuando ad avere il massimo introito dal petrolio (soprattutto dei Paesi arabi, in gran parte sunniti e alleati degli USA, ma anche dell’Iran, invece sciita e ostile a Israele), trae pure capitali immensi dalla produzione e vendita in tutto il mondo dell’oppio (o eroina); e, come appunto in Afghanistan, si tratta dell’Islam più radicale e integralista.

     Raccogliamo in proposito una notizia di questi ultimi giorni (vedi):

I Talebani hanno annunciato la creazione, all’interno dell’esercito afghano, di un battaglione ("Brigate del martirio") formato da attentatori suicidi. Saranno sotto il controllo diretto del ministero della Difesa. È stato detto che membri di tale reparto verranno impiegati in “operazioni speciali”! Molti hanno parlato di scelta “orribile e spaventosa”! Ma pare che gli interessi internazionali, anche quelli sopra descritti, riescano a silenziare il tutto.
Non dimentichiamo però che, se i russi e gli americani sono usciti di fatto sconfitti dal territorio afghano, ora invece a mettere le mani (soprattutto commerciali) sul Paese è la Cina (tra l’altro Cina e Afghanistan stranamente confinano, anche se solo attraverso l’impervio “corridoio” di Vacan).


 

La vie della droga

Nonostante che l’Afghanistan sia appunto il 1° produttore mondiale di oppio e lo venda in tutti i continenti (‘in primis’, abbiamo visto, in Europa occidentale), è però un Paese che non ha sbocchi sul mare; e questo è un grave limite nel commercio internazionale.
Al di là delle ovviamente proibitive rotte aeree (visto che non si tratta certo di un commercio che possa essere attuato proprio alla luce del sole), quali sono allora “le vie della droga” che dall’Afghanistan raggiungono tutto il mondo?
C'è la cosiddetta “via del nord”, che dall’Afghanistan raggiunge la Russia e Paesi limitrofi (attraverso il Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan) o Tagikistan e Kirghizistan (e da qui la Cina).
Particolarmente importante è la “via del sud”, che dall’Afghanistan trova il proprio trampolino, specie marittimo, nel Pakistan; da qui può raggiungere più agevolmente la Cina (via terra); ma soprattutto trova i porti disponibili per raggiungere via mare l’Africa ad occidente o il sud-est asiatico, l’Australia, l’Oceania e l’America ad oriente (del resto anche il petrolio arabo raggiunge gli USA attraverso l’Oceano Indiano e Pacifico).
Interessante è la “via dell’ovest”, che permette all’Afghanistan, attraverso l’Iran e la Turchia, di raggiungere l’Europa occidentale via terra (quindi persino coi TIR e con percorsi già quasi totalmente autostradali).
            
Dall’Afghanistan (Herat) a Istanbul (Europa) ci sono circa km. 3.700.

[Istanbul risulta essere anche un punto di partenza internazionale per i miliziani dello Stato Islamico (leggi)]

Questa via, una volta raggiunto Istanbul, segue due percorsi:
- quello meridionale (che prevede il traghetto sull’Adriatico): attraverso la Grecia settentrionale raggiunge il porto greco di Igoumenitsa, da cui partono i traghetti per l’Italia (BR, BA, AN).
Dal nostro Paese (al di là della vendita interna) la droga raggiunge o il centro Europa (via Brennero), o la Francia meridionale e la Spagna (via GE/Ventimiglia) o, soprattutto, il grande mercato dell’Europa occidentale, specie Francia e Inghilterra (via Torino/Valle Susa/traforo del Frejus).
[Istanbul - Torino (via Puglia): km. 2.027] [Istanbul/Igoumenitsa (km. 917) + traghetto per Brindisi (h. 9) + Brindisi/Torino (km. 1.110)] (v. osservazione qui sotto)
[Attualmente più complicato, visto ancora la mancanza di infrastrutture adeguate, il raggiungimento dell’Adriatico attraverso la Bulgaria, la Serbia (e Kosovo), o la Macedonia del Nord, per salpare per l’Italia dai porti dell’Albania (Durazzo) o del Montenegro (Bar)]
- quello settentrionale, che prevede il transito dai Balcani (pare che le cosiddette “mafie dei Balcani” giochino ormai un ruolo da protagoniste in questo losco traffico), quindi attraverso Bulgaria e Serbia; poi attraverso l’Ungheria raggiunge il centro-nord Europa o per la Croazia e Slovenia raggiunge ancora l’Italia e l’Europa occidentale.

[Istanbul - Torino (via Balcani) : km. 2.110. Come possiamo vedere questa “via” è lunga pressoché come la precedente, ma ha il vantaggio di non avere bisogno di traghetti e può oggi fruire di autostrade sempre più moderne]
 

A proposito dell’autostrada adriatica (A14) e di quella della Valle Susa (A32)

Nel documento sulle autostrade (e ferrovie) italiane avevamo fatto anche queste rapide osservazioni, che offrono pure alcune perplessità, forse anche in merito a quanto qui esposto.
L’autostrada “adriatica” (A14) è normalmente percorsa da un intenso traffico di camion, specie esteri, che non è assolutamente giustificato dal commercio interno (vista purtroppo la scarsa presenza industriale in Puglia), ma appunto dal traffico proveniente da oltre Adriatico, cioè dalla Grecia e addirittura dalla Turchia e in genere diretto all’estero (altri Paesi dell’Europa occidentale).
Anche l’autostrada della Valle Susa (A32), che da Torino si dirige verso il traforo del Frejus e la Francia, è in genere intasata di camion (assai inquinanti), specie esteri. Si tratta infatti di uno dei più importanti collegamenti tra Italia e Francia [già ai tempi dell’impero romano (Moncenisio) e nel Medioevo (via Francigena; si veda pure, all’inizio della valle e quindi dello sbocco sull’Italia, la significativa e celebre Sacra di S. Michele)] e tra est ed ovest europeo.

In proposito è veramente irrazionale l’annosa polemica sulla TAV, cioè la linea ferroviaria veloce (con valenza internazionale: Lisbona/Kiev) sulla stessa tratta, ma, a differenza dell’autostrada, ovviamente non inquinante e tra l’altro quasi totalmente in galleria.
Inoltre, per lo stesso transito autostradale italo-francese, è quasi pronto (dovrebbe essere inaugurato nel 2022) il raddoppio autostradale del traforo del Frejus (m. 12.870), che sarà il più lungo traforo autostradale (cioè a doppia canna) d’Europa [primato tenuto finora incredibilmente da quello del Gran Sasso (A24), che collega semplicemente Roma/AQ a Teramo; ma come sappiamo “sotto” c’è dell’altro (il laboratorio nucleare...)]. Però, mentre contro la TAV persistono da anni furibonde e ideologiche proteste, tutto invece stranamente tace su questa intasatissima e assai inquinante autostrada (sulla stessa tratta) e sul raddoppio del traforo autostradale.

A proposito del tratto greco della E90 (Igoumenitsa-Salonicco):
Interessante che la Grecia, nonostante la grave crisi economica in cui è sprofondata (o è stata fatta sprofondare dalla UE a guida tedesca) e le difficoltà del territorio (catene dell’Epiro), abbia dato priorità e realizzato celermente (prima ancora dei collegamenti con Atene) l’ottimo collegamento autostradale (E90) tra Igoumenitsa (scalo marittimo di traghetti da/per l’Italia) e Salonicco e da qui per Istanbul, quindi la Turchia (tornata praticamente "califfato" e porta dell'oriente islamico integralista).

Tutto questo non c’entra nulla con ciò di cui abbiamo sopra parlato?

 

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8.02.2022

Un altro Referendum
*: droga ancora più libera

Non è ancora completata la raccolta di firme per il Referendum sulla eutanasia (cfr. News/documento del 21.09.2021) che quasi le medesime associazioni [Luca Coscioni, +Europa, Radicali Italiani (Emma Bonino)] già promuovono quello per un’ulteriore liberalizzazione di certe droghe. Persino il Ministro delle Politiche giovanili con delega all’Antidroga, Fabiana Dadone (Mov. 5 Stelle), preme in questo senso!
In pochi giorni, fin nel settembre scorso (2021), erano già state raccolte per questo più di 630.000 firme (per la prima volta anche on-line), con un ‘exploit’ di adesioni da parte dei minori di 25 anni! (leggi

Si oppongono invece a tale Referendum Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Comitati vari (vedi) [si veda in proposito l’intervento dell’ex-senatore Giovanardi, che ebbe la delega per la lotta alla droga in molti governi (leggi)].

* La Corte Costituzionale il 16.02.2022 ha dichiarato "inammissibile" tale Referendum.


Tale propaganda, come al solito di stampo fondamentalmente “radicale” (con appoggio del PD, diventato da tempo, per le battaglie che promuove, un partito radicale allargato), si basa anzitutto su un
falso concetto di libertà, intesa in senso individualista-anarchico (di radice illuminista-liberale, oggi paradossalmente seguito dalle sinistre), che si definisce appunto “antiproibizionismo”: ognuno deve poter fare quel che vuole, perché ogni desiderio è un “diritto”, che lo Stato deve permettere e legalizzare. Queste “lotte civili”, considerate “progressiste” e invece distruttrici dell’umano e della società, si basano tutte su questo grave equivoco della “modernità” (vedi documento sulla modernità e, al contrario, quello sulla Dottrina sociale della Chiesa, specie al n. 6).

È paradossale però che in questi due anni tali ambiti culturali e politici abbiano invece accettato supinamente se non promosso ciecamente la totale negazione della libertà dei cittadini, da parte del governo, per la questione sanitaria.

In realtà, se la società e la politica non dovessero impedire alcuni mali, la democrazia si trasformerebbe in anarchia; così come si trasformerebbe in dittatura se volesse arbitrariamente stabilire di volta in volta cosa sia bene e male (“dittatura del relativismo”, nel senso di proibire ogni riferimento etico oggettivo e universale e lasciare l’unico discernimento alle voglie dell'individuo o al potere culturale e politico dominante - vedi card. J. Ratzinger, 18.04.2005). Si capisce perché la dissoluzione della politica viene di conseguenza alla dissoluzione dell’etica (morale: la distinzione oggettiva del bene e del male) e questa a sua volta consegue alla perdita filosofica della metafisica (l’essere e il significato delle cose e della vita) e della fede cristiana (i Comandamenti di Dio) (cfr. Veritatis splendor, n. 101).


Altro mantra di tale propaganda è quello secondo il quale la liberalizzazione (in questo caso della droga) eliminerebbe la clandestinità e quindi tutto il giro malavitoso che vi ruota attorno.

Negli ultimi 50 anni abbiamo visto ampiamente anche in Italia che tutte queste cosiddette battaglie radicali e “conquiste di civiltà” (v. divorzio, aborto, unioni civili, ora eutanasia e droga) hanno invece enormemente moltiplicato queste scelte errate e peccaminose di vita, senza peraltro estirparne la clandestinità.

Questo secondo errore-pregiudizio, oltre all’assurdo etico che il male non sarebbe più tale perché legalizzato, non tiene poi conto che la legalizzazione della droga, senza diminuire il traffico clandestino ma anzi aumentandolo (perché fa crescere esponenzialmente la domanda, come dimostrano tutti i Paesi dove ciò è stato fatto!), costituisce un potente fattore diseducativo (leggi), anche a livello sociale e persino psicologico (specie sui giovanissimi o sulle persone meno moralmente formate), inducendo a pensare che ciò che è legale sia anche moralmente lecito e quindi facile da fare, senza più alcun freno, che sia “normale” e persino un “diritto”! E ciò, oltre a provocare un’enorme diffusione del male, nel caso della droga fa crescere esponenzialmente la domanda (e quindi anche il traffico clandestino, andando sempre oltre i limiti posti), inducendo peraltro a passare a sostanze sempre più forti e pericolose (come dimostrano moltissimi casi, oggi persino tra i giovanissimi - cfr. News sui “ragazzini tossici” del 17.01.2021).



La tattica della “rana bollita”

Questa tattica ideologica e politica si basa sull’introduzione graduale e progressiva del male, così da mimetizzarlo e renderlo progressivamente accettato.

Viene così denominata ("la rana bollita") perché com’è noto la rana, se immessa subito nell’acqua troppo calda, salta via immediatamente, mentre se si lascia in un’acqua che progressivamente si scalda non reagisce, fino al punto di rimanere bollita.

È un metodo usato pure dal demonio per indurci nella crescita progressiva del peccato. Difficile che riesca a farci passare subito dalla “legge di Dio” ai peccati molto gravi; invece gli è più facile, dopo averci fatto intanto tollerare “le occasioni prossime di peccato” (vedi Atto di dolore) e fatto sperimentare progressivamente peccati sempre più gravi, introdurci al peccato mortale, magari attraverso un’occasione apparentemente casuale (in realtà da lui ben preparata), o creando comunque pian piano un habitus del male (vizio), che diventa una vera schiavitù (ovviamente chiamata libertà). Ciò diminuisce progressivamente la percezione della gravità del peccato e perfino la sensazione del rimorso; produce quindi l’indifferenza nei confronti del bene, fino all’irrisione di chi lo compie; provoca l’insensibilità spirituale, poi l’avversione a tutto ciò che è sacro, fino all’aperta ribellione a Dio (o al tentativo di farsene Uno a piacimento) e quindi alla dannazione dell’inferno, che è lo scopo ultimo e principale dell’azione di Satana (cfr. Rm 1,22-32).

È un metodo, come abbiamo visto in questi 60 anni anche nella società italiana, che la propaganda ideologica e le battaglie politiche, specie dell’ambito radicale e di sinistra, hanno attuato ampiamente e astutamente, ad esempio per introdurre nella mentalità dominante e poi nelle leggi dello Stato il divorzio, l’aborto, la procreazione assistita, le unioni omosessuali, l’eutanasia e appunto anche la droga. Il metodo, dopo una martellante propaganda basata sulla menzogna e persino su dati statistici esagerati e falsi, ha fatto sì che fossero approvate delle leggi già malefiche ma inizialmente ancora corredate con una serie di limitazioni (facendo leva sui cosiddetti “casi pietosi” o “estremi”), poi tali limitazioni vengono di fatto impunemente disattese o corrette dai TAR e giudici vari [il potere “giudiziario” (Magistratura) si è di fatto sostituito spesso a quello “legislativo” (Parlamento) e a quello “esecutivo” (Governo, peraltro assai spesso già non più espressione della volontà popolare)]; quindi si tolgono progressivamente le restrizioni inizialmente previste, fino a giungere alla liberalizzazione totale, assunta poi addirittura come diritto inalienabile! In questo modo quelle battaglie ideologiche (di “civiltà”, come si autoproclamano) hanno comunque alla fine raggiunto il loro obiettivo.
Anche i contrari, che la propaganda caricaturizza come “proibizionisti” (cioè contro la libertà, il progresso, la civiltà e causa di discriminazione), alla fine arretrano sempre più fino di fatto a cedere su tutti i fronti.

Pure la maggior parte dei sedicenti Cattolici in politica sono spesso se non sempre caduti in questa trappola (stracciando così la Dottrina sociale della Chiesa e gli stessi “principi non negoziabili”, inutilmente richiamati dal Magistero vedi, oggi peraltro silenziati), arretrando progressivamente nell’area del cosiddetto “male minore”, ma alle fine contribuendo di fatto all’affermazione di quella deriva umana e sociale.

In altri termini … chi promuove queste battaglie “di civiltà” vuole ottenere 100, ma prima chiedono 70, per poi far accettare 50 come “male minore”; in attesa che si passi poi a 80 per fare accettare 70 e alla fine raggiungere appunto l’obiettivo del 100% (e quanto non riescono ad ottenere in Parlamento lo ottengono comunque coi Tribunali, intenti a far passare delle eccezioni, se non addirittura a tollerare senza pene chi contravviene ciò che la legge ancora proibisce, eccezioni che poi diventano appunto la regola; intanto basta giustificare un caso per non poter più arginare legalmente il proibito).

Basterebbe pensare a come è stata fatta passare la legge 898 (1.12.1970) sul divorzio [(vedi nostro documento) prevedeva comunque molti limiti e il dovere dei Consultori, Avvocati e Giudici di far tutto il possibile per salvare la famiglia; si è giunti invece a tollerare e perfino incoraggiare tutto, fino pure al “divorzio breve” (legge 55 del 6.05.2015)]; così la spietata legge 194 (22.051978) sull’aborto [(v. News, 22.05.2020) dopo la martellante propaganda sui casi pietosi e sugli aborti clandestini, prevedeva e prevederebbe comunque dei limiti (ad es. esclude sia praticato come metodo di limitazione delle nascite) e stabilisce delle procedure salva-vita (ad es. l’obbligo di passare attraverso Consultori e medici che dovrebbero far di tutto per dissuadere l'aborto)]; anche la legge 40 (19.02.2004) sulla procreazione assistita, inizialmente prevista solo per gli sposi ed omologa, si è poi proceduto (anche attraverso uno specifico Referendum 12.06.2005, risultato poi fallimentare) alla progressiva demolizione per via giudiziaria dei limiti che prevedeva; o la legge 76 (20.05.2016) sulle Unioni Civili, una sorta di simil-matrimonio, anche tra persone dello stesso sesso [si attende ora la possibilità di adozione (ovviamente attraverso inseminazione artificiale, per le coppie lesbiche, o la maternità surrogata, per le coppie gay); intanto già si tollera che lo si faccia all’estero]; anche la legge 219 (22.12.2017) sulla DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) è una simil-eutanasia, fatta passare dopo l'amplificazione mediatica, costruita all'uopo, di casi pietosi plateali (Welby, Englaro, Dj Fabo) che hanno creato a priori giurisprudenza in quanto tollerati e fortemente pubblicizzati (ma ora si passa al Referendum per liberalizzarla, vedi). [Sulla progressiva liberalizzazione delle droghe, vedi qui ciò che già permette la legge 242 (2.12.2016) e la richiesta del nuovo Referendum per ulteriormente liberalizzarle]

 

Cos’è già lecito per la legge italiana?
Accettando la falsa denominazione di “droghe leggere” (v. cannabis con principi attivi relativamente più bassi), ne è già diventato legale l’uso e persino la produzione (coltivazione) a “livello personale” e in certi casi anche la vendita pubblica di tali sostanze (v. appunto legge 242 del 2.12.2016).
Attualmente è ancora illecita la guida (stradale) dopo aver assunto o fumato tali sostanze (nel 2019 sono state ritirate per questo 5000 patenti); e, a scopo preventivo, è proibito avere tali sostanze nell’auto (nel 2019 sono state ritirate per questo 20.000 patenti). Si tenga presente che il 40% degli incidenti stradali, specie dei giovani, è già dovuto all’uso di sostanze stupefacenti!
Fino ad una pena di 5 anni per reati legati all’uso, detenzione e spaccio di droga, il tossicodipendente è esentato dalla detenzione (semmai è invitato ad andare in comunità di recupero) ed è considerato infatti non più un “reo” ma un “paziente” da curare (quante belle e ipocrite parole per mascherare la menzogna…).

 

Cosa vuole ulteriormente “liberalizzare” il nuovo Referendum?
Il Referendum chiede tra l’altro di togliere totalmente queste sanzioni per chi guida dopo aver assunto o fumato tali sostanze (persino per pullman o pulmini scolastici). Quando è invece scientificamente provato che anche tali droghe alterano lo stato psicofisico e quindi gli stessi riflessi della persona ed è appunto statisticamente provata la loro incidenza sugli incidenti stradali.

Sugli effetti deleteri della cannabis (e della sua liberalizzazione), anche in riferimento alla guida stradale, vedi questo recentissimo ed autorevole studio scientifico. 

Circa l’incidenza dell’uso della cannabis sull’abbassamento della concentrazione e dei riflessi nella guida e statisticamente sugli incidenti stradali, riportiamo (cfr. News, 25.08.2020) alcuni brani di un intervento del dott. Giovanni Serpelloni, già capo del Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e direttore dell’Anhpri (Addiction Neuroscience and Health Policy Research Institute):

“La cosiddetta cannabis light è un tipo di cannabis a basso contenuto di delta 9 THC (il principale principio attivo). È stata prodotta e commercializzata per aggirare la legge sugli stupefacenti dando origine a catene di negozi che però hanno come loro intento nascosto quello di passare poi alla commercializzazione della cannabis potenziata, una volta che la legalizzazione fosse stata approvata anche in Italia. La cannabis light non è però affatto innocua perché circa 30 g possono contenere anche più di 15 mg di delta 9 THC (la dose “drogante” è già dai 2-4 mg). Quindi siamo di fronte sicuramente a una sostanza non attiva come la cannabis standard ma in grado di produrre comunque effetti psicoattivi, anche se minori. Lo compravano pure i test tossicologici sulle urine [infatti se ne serve anche la polizia stradale, per verificarne l’uso, in riferimento al numero enorme di incidenti stradali dovuti all’uso di queste sostanza (40%!)]. Ed è proprio ciò che il Referendum vorrebbe abolire!” 
“La cannabis normale resta una droga, in grado di dare danni cerebrali anche permanenti, soprattutto nel cervello dei giovani, che è costantemente in sviluppo fino all’età di 25-30 anni e che risulta particolarmente sensibile agli stimoli chimici esogeni. I principali effetti negativi, ormai ben conosciuti, sono: alterazione del senso della realtà e della percezione del pericolo, alterazione del coordinamento psicomotorio (decisivo ad esempio nella guida), diminuzione della motivazione ad affrontare e risolvere i problemi nella vita, calo delle capacità di memorizzazione e quindi dell’apprendimento, disinibizione di comportamenti aggressivi (diminuisce l’effetto inibente del lobo prefrontale, area del controllo comportamentale). Se usata dai minori (-18 anni), può portare nel tempo persino alla diminuzione del quoziente intellettivo. La pericolosità principale però sta nel fatto che si possono instaurare sindromi ansiose importanti fino alle “crisi di panico” e, come osservato da tutte le società scientifiche del mondo, incentivare lo sviluppo di psicosi giovanili che possono facilmente cronicizzare”.
L’uso di cannabis è inoltre in forte relazione, oltre che agli incidenti stradali, anche a certi comportamenti antisociali. Il suo uso continuativo è in grado di modificare la struttura cerebrale con processi negativi di neuroplasticità e down-regulation dei recettori CB1. Insomma, un ventaglio di conseguenze che non possono certamente farla ritenere una droga cosiddetta “leggera”.
“La cannabis è la droga in assoluto più utilizzata dagli adolescenti, che la considerano molto poco pericolosa. Alcuni di loro (circa il 20%) hanno delle caratteristiche neuropsichiche strutturali che li rendono soggetti molto vulnerabili a sviluppare un consumo cronico e quindi a diventarne dipendenti. Per questi ragazzi spesso la strada non si ferma alla cannabis ma continua verso la ricerca e l’uso di droghe ancora più psicoattive (eroina, cocaina, amfetamine ecc.). In questi casi la cannabis rappresenta una “droga ponte” (si dice effetto gate way). Cosa ben documentata dalle neuroscienze e dagli studi epidemiologici sui soggetti vulnerabili”.

Inoltre il Referendum chiede che sia liberalizzato l’uso personale (e la coltivazione) anche di altre droghe, compresa addirittura la morfina (peraltro già ora basta avere una ricetta medica per ottenerla in farmacia) e perfino l’uso della Ghb o Gbl (le cosiddette “droghe dello stupro”), ora sanzionato con la detenzione da 2 a 6 anni (si chiede che venga inflitta solo una multa).


Droghe leggere?

Si tenga intanto presente che già il 3-4% degli Italiani fa uso di sostanze stupefacenti; e che il 90% di chi è approdato alla cocaina e addirittura all’eroina è passato prima dall’uso di quelle droghe cosiddette “leggere”, a cominciare dalla cannabis (canapa; marijuana).

Dalla News del 17.01.2021 (cfr. Corriere della sera, 12.01.2021):
Dopo le droghe cosiddette leggere, dilaga oggi tra i ragazzi (12/14 anni) non solo la cocaina ma persino l’eroina, con tutto ciò che comporta di distruzione esistenziale, fisica, psichica e sociale! Il Responsabile di una comunità di recupero a Pavia afferma con sicurezza: «Anche la cannabis ha raggiunto livelli di principio attivo così alti che parlare di droghe “leggere” non ha più senso. Tutti quelli che ho in comunità (e sono minori!) hanno cominciato ‘rollando canne’ e sono finiti con l’eroina comprata per pochi euro. Si devastano in pochissimo tempo alla ricerca della ‘botta’ che dura sempre meno e lascia segni permanenti sempre più profondi». «Una vita spesso iniziata con lo sballo delle feste a base di sesso, droga e alcool nel chiuso di appartamenti senza genitori; o nei “Rave party”»; «ora persino tra i banchi di scuola delle Medie!». «Ragazzini diventati “pusher”, ma anche rapinatori, scippatori, aggressori, persino omicidi».

La perniciosa menzogna, che avvolge anche l’attuale propaganda referendaria, di far credere che certe droghe siano “leggere” (quando l’appellativo “light” è stato proibito anche per le sigarette, in quanto ritenuto appunto ingannevole) e persino terapeutiche, provoca danni incalcolabili. Infatti i pericoli e i danni causati alla salute fisica, psichica, morale e spirituale (con gravi riverberi persino sociali), specie sui più giovani, sono enormi e talora irreversibili (trattandosi spesso di danni neurologici)!


Autorevoli studi scientifici circa i gravi danni fisici e psichici prodotti dalla cannabis
Sui numerosi ed autorevoli studi scientifici circa i gravi danni fisici e psichici (oltre a quelli spirituali) prodotti dalla marijuana (cannabis) e dalle altre droghe falsamente chiamate “leggere”, oggi assai diffuse già tra i ragazzi, ci eravamo soffermati altre volte (cfr. News del 7.03.2018, 20.02.2014, 29.09.2012, 14.05.2011). Riportiamo qui solo alcuni dati.

Queste droghe producono comunque “dipendenza” psicologica e fisica. In molti individui, specie se predisposti e tanto più quanto sono giovani, anche la cannabis può provocare psicosi (gravissimo disturbo psichico, caratterizzato da allucinazioni, episodi maniacali, gravi disturbi cognitivi). Si vedano in questo senso gli autorevoli studi presenti nella rivista specialistica USA Jama Psychiatry, che rileva infatti l’esponenziale crescita di questi casi proprio nei Paesi dove la cannabis è legalizzata; così gli studi di Benedict Fischer ripotati dall’American Journal of Public Health, mensile dell’American Public Health Association, dopo aver esaminata la sterminata letteratura sul tema dai database di Medline, Embase, PsycInfo e Cochrane Library. Anche secondo il British Medical Journal l’assunzione della cannabis raddoppia il rischio di malattie psicotiche. Per le autorevoli riviste scientifiche Lancet (2007/7) e Nature (2010/11) la cannabis aumenta l’insorgenza di psicosi come la schizofrenia; per Schizophrenia Research (2009/2) in ragazzi che ne hanno fatto uso anche solo due volte al mese aumenta la possibilità di allucinazioni; per il Journal of Psychopharmacology (2010/2) la marijuana altera riflessi e memoria persino a distanza di giorni dall’assunzione.
Anche per la National Academy of Sciences (USA) sono scientificamente provati i danni cognitivi e psicologici provocati dal fumo di cannabis (disturbi della memoria, dell’attenzione, della concentrazione, mancanza di motivazione) e addirittura i danni cerebrali, con l’aggravante appunto della loro irreversibilità! Risulta infatti da un suo importante studio scientifico (del 2012) che chi inizia a fumare cannabis già nell’adolescenza e giunge poi a farlo anche 4 volte a settimana, il quoziente intellettivo diminuisce persino di 8 punti! Il fumo della cannabis “aumenta poi di 5 volte il rischio di sviluppare una depressione; addirittura raddoppia quello di manifestare una sindrome ansiosa; e aumentano persino i rischi di gravi patologie psichiche, come la schizofrenia”.
Per questo l’American Academy of Pediatrics (v. Pediatrics, 2004/6), paladina USA della salute dei minori, si schiera assolutamente contro la liberalizzazione, anche dopo aver esaminato gli effetti negativi laddove la liberalizzazione sia stata autorizzata.
Se poi qualcuno, specie tra i ragazzi, credesse ancora che queste droghe cosiddette leggere permettano una maggiore disinvoltura e potenzialità sessuale, sappia invece che a lunga scadenza la percentuale di disfunzioni sessuali aumenta notevolmente tra i consumatori di hashish e marijuana (come pure di cocaina), fino a registrare punte del 26% (cfr. gli studi scientifici dell’European Urology, 2007/n.8).
 

Droga, vita … e anima

Inutile negarlo: esiste un reciproco rapporto causa/effetto tra il vuoto spirituale ed esistenziale dei ragazzi di oggi e la crescita esponenziale, tra loro, della droga. Non passa, neppure come logica di vita, a quel mondo degli stupefacenti (o in genere dello ‘sballo’) chi ha una forte esperienza di fede, di rapporto con Dio, di vita nella Sua grazia e nel Suo amore, possibilmente con l'aiuto di un’autentica esperienza di comunità cristiana (specie tra coetanei); ma è anche vero, al contrario, che chi accede a quel mondo dello sballo, del sesso facile e della droga anche cosiddetta leggera vede rapidamente sparire la propria sensibilità religiosa e morale (persino per i normali impegni e doveri della vita).

Secondo un recente studio dell’autorevole National Institutes of Health (USA) emerge poi chiaramente che esiste pure uno stretto rapporto tra l'uso di marijuana e la crescita esponenziale tra i ragazzi di oggi (in Occidente) di forme di autolesionismo e persino di suicidio (leggi). Circa la recente e abnorme impennata di casi di autolesionismo e persino di suicidio tra i ragazzi e gli adolescenti, anche in Italia, ci siamo soffermati di recente (cfr. News, 18.12.2021). Impressionante poi che il dato sia ora addirittura maggiore tra le femmine (leggi). È poi statisticamente rilevabile che tali dati risultino in crescita esponenziale proprio laddove (attualmente in 15 Paesi) è stato liberalizzato l’uso delle droghe cosiddette “leggere”.

Su come invece la scoperta della fede, di Dio, di Cristo ed una vera esperienza di preghiera possa tenere lontano i ragazzi da questo “vuoto esistenziale” che fa da trampolino anche al mondo della droga, e perfino come possa farne uscire chi vi è già caduto, anche pesantemente, si ascoltino ad esempio le significative testimonianze di giovani salvati dalla fede e riportate in alcuni video del nostro sito.


Concludiamo con una acuta battuta, datata ma sempre più attuale, del grande giornalista francese André Frossard (figlio del 1° Segretario del Partito Comunista Francese, ateo e poi convertitosi e fervente cattolico – v. il suo testo autobiografico “Dio esiste. Io l’ho incontrato” - divenuto persino amico e intervistatore di Giovanni Paolo II), tratta dal suo dilettevole e sarcastico libro “35 prove che il diavolo esiste” (Ed. SEI, 1978/1998), p. 116:
"Ottava prova: la droga è un buon mezzo per sfuggire dal mondo per la tangente, senza andare in nessun posto. Grazie ad essa non avete più collocazione terrena, e gustate, a terra, le delizie del fluttuare nello spazio di cui gli angeli e i cosmonauti erano fino ad oggi i soli a conoscere il sapore. 
Seguendo i miei consigli, ne usate con tutta l’intemperanza desiderabile. Si trovano dei drogati persin nelle scuole elementari, e voi adulti lo siete tanto quanto si può esserlo legalmente. Non che vi serviate tutti della droga allo stato puro: ma tutti ingoiate pillole che ora vi sfumano, ora accentuano le vostre sensazioni; oppure vi tengono come in sospensione in uno stato di sublime indifferenza per il mondo e per il vostro prossimo. 
La religione è l’oppio dei popoli, diceva Karl Marx. Altri tempi: adesso bisogna rovesciare i termini: l’oppio è diventato la religione del popolo.
Alla vostra salute, nella luminescente giurisdizione del mio genio stupefacente.   
Il Diavolo”.


 

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15.02.2022

La bestemmia   (e il rispetto ... dei cani)

Dividiamo questa Notizia in due parti, di cui la prima, per la sua importanza etica, è mantenuta come documento nella sezione “Fede e morale” (vedi)

Nella prima parte (A) soffermiamo infatti la nostra attenzione sulla questione della “bestemmia”, con i suoi risvolti etici e persino sociali. Nella seconda parte (B), a partire da recenti notizie, vediamo come potrebbero essere invece considerate “offensive”, nella società sempre più animalista, alcune espressioni riferite al …cane!


A) La bestemmia (vedi)
 

B) L’offesa al cane

L’importante non è non offendere Dio, ma il cane?

A motivo della confusione mentale e culturale sulla corretta (filosofica, metafisica e anche religiosa) “gradualità ontologica”* e del ritorno a forme peraltro arcaiche di “panteismo” (la dea Natura), con conseguenze come l’esasperato ecologismo (vedi) e animalismo (si dà più importanza alla natura e agli animali che all’uomo), oggi tale delirio culturale raggiunge anche l’ambito che qui trattiamo (la bestemmia; i “diritti” di Dio, dell’uomo e degli animali).

* Ricordiamo quale sia, anche razionalmente e filosoficamente, la corretta “gradualità ontologica” (l’ordine d'importanza degli esseri): 1. Dio (Essere Supremo); 2. Angeli (puri spiriti creati, senza corpo); 3. Essere umano (spirito creato e immortale, e come tale pensante e libero, in un corpo); 4. Animali (esseri viventi dotati di sensibilità o vis estimativa); 5. Vegetali (esseri viventi dotati solo di vis vegetativa); 6. Materia.

Se la bestemmia sembra di fatto platealmente tollerata, nonostante le norme vigenti, pare invece che gli animali, ad esempio il cane, acquisti progressivamente una dignità intangibile (e non si può non pensare in proposito ad una terribile diffusa bestemmia che dovrebbe farci rabbrividire)!

Circa l’importanza data oggi al cane (nonostante che l’abbandono dell’agricoltura e quindi della vita agreste abbia poi costretto i cani, ed è per loro una vera violenza, a vivere negli appartamenti, con la pappa preparata da noi e senza neppure avere la soddisfazione di cacciare, e i bisogni fisiologici obbligati), al di là di ciò che possiamo quotidianamente constatare, già in una passata News (del 17.01.2018) avevamo fatto alcune considerazioni, in riferimento anche solo ad alcuni dati italiani. Ne riportiamo qualcuno (rimandando al testo completo nella Notizia indicata):

Gli Italiani che posseggono almeno un cane sono 35 milioni e la spesa annua per i cani si aggira attorno a € 3,5 miliardi (di cui la metà per l’alimentazione, in crescita annua del 4%, e l’altra metà per gli accessori e le cure). Se la loro alimentazione diventa sempre più raffinata (fino a fare invidia a molti poveri) e costosa, la loro cura prevede già non solo le spese veterinarie (in alcune città c’è già persino il numero di emergenza, anche notturno, per contattare una clinica veterinaria) ma gli “psicologi” per cani e persino i “coccolatori professionisti”, con percorsi educativi “personalizzati”(in Italia ce ne sono 2000, 400 solo in Lombardia); poi ci sono i “dog-toys” (le vendite crescono in modo esponenziale) e persino le “vacanze” pensate appositamente per loro. Dato poi che sono diventati anche uno status-symbol (“dimmi che cane hai e ti dirò chi sei”), c’è chi pensa per loro anche regali tipo “cappotti di cachemire” o collarini con “cristalli di Swarovski”. Anche le assicurazioni per i cani sono poi passate in poco tempo dai € 50 ai € 150 annui per polizza. Sono poi apparse le “pompe funebri” per i cani, con tanto di “cremazione” e consegna delle ceneri da portare a casa (così, recita una pubblicità in merito, “non ci separa più da loro anche dopo la loro morte”).
Sono diventati “gli amici a 4 zampe” (che tristezza parlare di amicizia in questi termini, quasi che la differenza sia data dal numero delle gambe!), “animali da compagnia” (quanto deve sentirsi terribilmente “solo” l’uomo contemporaneo, se magari rifiuta la preghiera e la comunione con Dio per sentirsi poi in compagnia solo di un cane), “amori” (c’è chi dice che non si può capire l’amore se non si ha un cane!), “figli” (c’è chi gli dice “vieni dalla mamma”! ed è diventato di moda chiamare invece i figli "i miei cuccioli”!) e la loro “dipartita” una tragedia (con tanto appunto di simil-funerali, cremazione e conservazione delle loro ceneri; c’è chi è arrivato a dire ad un amico che capisce il suo dolore per la morte della mamma perché anche lui ha perso il cane!). Il guinzaglio al collo è diventato una proibita tortura, sostituito da quello ascellare (tenendo presente che un grande cane potrebbe così superare in forza quello del suo proprietario e trascinarlo via o sfuggirgli; ma presto verrà considerato crudele anche qualsiasi guinzaglio (ma non lo è forse anche tenerli chiusi in un appartamento?). È diventato intanto proibito definirsi loro “padroni”. Infatti per il 90% dei proprietari, i cani fanno parte della loro “famiglia” (pare che il 60% ammetta di portarselo anche a letto).
Così vediamo (quasi d’obbligo, per educazione) far festa al cane del conoscente come si farebbe al suo bambino (quando c’è invece chi guarda storto a dei genitori che hanno commesso l’errore di far nascere un bambino non proprio “normale”, mentre nel suo “miglior interesse” sarebbe stato meglio abortirlo, cioè ucciderlo)!

Nella Notizia del 2.03.2018, avevamo sottolineato come tale idolatria del cane (perché di questo si tratta, non del normale affetto che l’uomo ha sempre nutrito per questo mammifero che ha chiamato “amico” e che si mostra in genere così “fedele” e affettuoso) assuma ora anche dei connotati giuridici, il che può rappresentare qualcosa di molto pericoloso nel campo del Diritto!

Ad esempio già nel 2010 una riforma del Codice della strada (art. 31 legge 29/luglio/2010 n. 120, modifica dell’articolo 189 del decreto legislativo n. 285 del 1992) veniva di fatto ad equiparare, anche a livello penale, l’investimento di un cane o di un gatto a quello di un essere umano (quando dovrebbe essere ovvio che l’animale non è consapevole e quindi può gettarsi improvvisamente in una strada senza possibilità di evitarlo). Un taxista è stato intanto linciato e ucciso per aver investito un cane!
Così, dal 6.02.2018, la Protezione Civile ha tra i suoi doveri quello di soccorrere e assistere gli animali (Decreto Legislativo n. 224, pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il titolo “Codice della protezione civile”); infatti nella modificazione dell’art. 1 di tale Codice si menziona ora che il dovere di tale Ente nazionale (di pubblica utilità) riguarda pure “la tutela della vita, integrità fisica, beni, insediamenti, animali e ambiente, dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo”. In altri termini, gli addetti della Protezione civile devono salvare ad esempio tanto un bambino quanto un gattino finito sotto le macerie di un terremoto.

A proposito dei nuovi “diritti” del cane, ecco una notizia di questi giorni, che ci giunge dalla Spagna (leggi) (si tenga presente anche la diffusione della nuova “parola magica” – best interest – usata in Inghilterra, e non a caso si cita ovunque in inglese, anche per uccidere i bambini, cfr. News del 10.04.2017 e 2.06.2017, del 30.04.2018 e del 6.09.2020).
Se, com’è noto, le famose “corride” spagnole sono già andate sotto accusa per salvaguardare la vita dei poveri tori, ora si fa strada la questione dei “diritti del cane” (non certo dei bambini nascituri nel grembo della propria madre)!
Sembrano come al solito belle parole e nobili sentimenti, si pur nella confusione mentale e culturale sulla gradualità ontologica e nell'dolatria pagana dell'ecologismo e animalismo sempre più imperanti; ma in realtà creano dei pericolosi precedenti e potrebbero produrre un monstrum giuridico. Ecco il caso.

Un uomo di Oviedo, dovendo essere impegnato all’estero per due anni (2018/2020), lascia in affido il proprio cane alla cameriera. Quando torna, desidererebbe riaverlo, ma la cameriera si oppone. Andati per via legale (nel febbraio 2021 il proprietario denuncia la cameriera per appropriazione indebita) e il Tribunale civile di Oviedo nell’ottobre 2021 gli dà ragione. La cameriera fa però ricorso e lo vince. Infatti il 5.01.2022 in Spagna è entrata in vigore una nuova legge, che sembra marginale ma invece è di una pericolosità giuridica enorme: stabilisce infatti che i cani, in quanto «esseri viventi dotati di sensibilità», non devono più essere considerati “beni mobili” (cose), ma una sorta di via di mezzo tra le cose e le persone! Con questo nuovo status obbligherà ad esempio a precisi accordi sul loro mantenimento in caso di divorzio tra i padroni (proprio come se fossero dei figli!) oppure non potranno essere oggetto di pignoramento in caso di debiti.
Nel caso specifico sopra indicato, il giudice ha quindi stabilito che il cane in oggetto (Tuco) dovrà rimanere con la cameriera (Ousimamia), perché «il suo benessere consiglia di non apportare modifiche alla situazione attuale, modifiche che potrebbero causare inutili sofferenze all’animale». In altri termini, secondo il nuovo status giuridico dei cani (appena entrato in vigore), non si tratta più di garantire i legittimi diritti del proprietario, ma il best interest del cane!

È il preludio al riconoscimento di “diritti soggettivi” del cane, cioè la sua piena soggettività giuridica?
Molti pensano in tal senso che presto in Spagna, dopo aver pensato ai diritti dei tori nelle corride (perché da lì si era partiti) e aver dato questo per ora confuso stato giuridico al cane, si potrebbe presto essere denunciati come “torturatori” del cane per un guinzaglio troppo stretto o di “violenza privata” per non averlo portato ad espletare i suoi bisogni, o di “riduzione in schiavitù” per averlo tenuto in casa o legato ad una cuccia? E non essere d’accordo con queste nuove idee potrebbe essere negato o perseguito come “diffamazione” o “discriminazione”? (a quando la denuncia per cannibalismo per aver mangiato una bistecca?).

Intanto, mentre l’Occidente si sta preparando a passare dalla “dittatura sanitaria” a quella “ecologista” (
vedi), i diritti degli animali entrano addirittura silenziosamente nella Costituzione Italiana! Dopo che lo aveva fatto a novembre (2021) la Camera, in questi giorni (11.02.2022) lo ha fatto il Senato, praticamente all’unanimità (468 favorevoli, 1 contrario, 6 astenuti): si tratta del cambiamento addirittura degli articoli 9 e 41 della Costituzione, dove si introduce appunto «la tutela dell’ambiente e degli animali» (cfr. Corriere della sera leggi).


Infine, ecco una simpatica ma agguerrita proposta che proviene dalla Associazione Italiana per la Difesa degli Animali e Ambiente (AIDAA) (leggi) (leggi)
Si tratta di una “petizione” in cui si chiede di eliminare dal linguaggio comune espressioni che possono risultare “offensive” nei confronti del cane!
Per intenderci: vietato dire “porco cane”*, “mondo cane”, “cane bastardo” o “figlio d’un cane” (non per non offendere l’uomo ma per non offendere il cane) e le varie parolacce e persino bestemmie che implicano l’uso della parola cane (non per non offendere Dio, ma per non offendere il cane!!).

* tra l’altro, perché l’espressione “porco cane” dovrebbe essere offensiva del cane e non anche del porco? E “porca vacca” è offensivo per l’uno o per l’altra o per tutti e due?

E poiché la scuola deve essere come sempre il luogo dell’indottrinamento di massa, fin dalle più tenere età, l’AIDAA chiede che i bimbi siano educati al buon uso della parola cane fin dalla scuola materna. Viene pure chiesta l’eliminazione di tutte quelle favole (da “Cappuccetto rosso” in giù) in cui si allude alla cattiveria del “lupo”.

Divertiamoci un po’ (maieuticamente portando l’errore fino alle estreme conseguenze, fino all’assurdo, perché di ‘follia’ ormai si tratta): sarebbe allora proibito dire pure che fa un “freddo cane” o un “caldo bestiale”? Dire ad un ignorante che è un “asino” (peraltro il mite animale che sta pure nel presepe accanto a Gesù Bambino!) sarebbe offensivo per l’animale? Così con le povere oche? Non potremmo più dire, per rispetto ovviamente agli animali citati, che uno è “matto come un cavallo”, che è un “porco” se è ad esempio cattivo o lussurioso, un “coniglio” se è pauroso (o troppo prolifico), una “iena” se è cattivo, uno “sciacallo” se approfitta delle disgrazie altrui, uno “squalo” se emerge improvvisamente come un grave pericolo, un “elefante in una cristalleria” se è poco elegante, una “lumaca” o una “tartaruga” se è troppo lento, che è un “orso” se è troppo solitario? E poi, perché definire ancora una “papera” un errore?
Si potrebbe giungere a chiedere di togliere dal Vangelo certe espressioni di Gesù stesso (che pur ha parole tenerissime per gli “uccelli del cielo”, cfr. Mt 6,26), come “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci” (Mt 7,6), da cui emerge pure l’usuale espressione italiana “cani e porci” pronunciata con intento denigratorio per definire destinatari di tutti i tipi e indegni?


Dalla tolleranza per la bestemmia … ai diritti del cane e al rispetto anche verbale degli animali…

Torna ancora in mente un detto profetico di S. Giovanni Maria Vianney (il Santo Curato d’Ars): “Lasciate una Parrocchia senza prete (cioè lasciate l’uomo senza Dio); dopo 20 anni adoreranno le bestie”!


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1°.03.2022

Il senso della storia  (e dell'inquietante attualità)

[v. documento]


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13.03.2022

Flash-News sulla ...
persecuzione anticristiana e cristianofobia


Rapporto Open Doors
Secondo l’autorevole Agenzia Open Doors (vedi), che monitorizza la persecuzione anticristiana nel mondo, sono attualmente più di 360 milioni i cristiani nel mondo che soffrono un alto livello di persecuzione e discriminazione a motivo della loro fede (quindi 1 cristiano su 7)!
Il cristianesimo rimane la religione più perseguitata del mondo e della storia.
Nel suo rapporto annuale Open Doors classifica pure i 50 Stati dove i cristiani sono maggiormente perseguitati (World Watch List vedi). Dopo molti anni in cui al 1° posto figurava la Corea del Nord (dittatura comunista ereditaria) quest’anno c'è una triste novità: tale doloroso primato è ricoperto dall’Afghanistan. Evidentemente ciò è causato dalla salita al potere nel 2021 dei Talebani (integralisti islamici), in concomitanza col ritiro delle forze USA/ONU (cfr. News 19.08.2021 e 2.02.2022).
Significativa e drammatica è comunque la persecuzione anticristiana operata dalla Cina (Repubblica Popolare Cinese, cioè dittatura del Partito Comunista Cinese); nonostante gli "accordi segreti provvisori" stipulati col Vaticano nel 2018-2020
(cfr. ad es. News del 2.03.2020 e 20.09.2019).
Sul Rapporto (leggi) (leggi) (leggi).


Rapporto ACS
La Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS, vedi sezione italiana) sottolinea che il 67% della popolazione mondiale non gode di una piena “libertà religiosa” (che è un diritto fondamentale dell’uomo, sancito anche nei trattati e dichiarazioni internazionali). Su 196 Paesi riconosciuti, ben 62 non garantiscono tale libertà e in 26 si attua una vera e propria persecuzione antireligiosa. Nel 2021 per la prima volta appaiono (in Africa) il Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico; e (in Asia) Malesia e Sri Lanka. Un particolare incremento della persecuzione anti-cristiana s’è registrato nell’Africa sub-sahariana e orientale a causa dell’aumento dei gruppi jihadisti islamici. (leggi)

Rapporto Fides
Secondo la Pontificia agenzia missionaria Fides (vedi) lo scorso anno sono stati uccisi nel mondo 22 missionari (tra religiosi e cristiani laici), di cui 11 in Africa. (leggi)




Pakistan

Martire a 18 anni
Akash Bashir era un mite ma coraggioso giovane cattolico di 18 anni di Lahore. Dati i frequenti attacchi contro le chiese e le celebrazioni delle SS. Messe, nel dicembre 2014 aderì alla squadra di sicurezza incaricata della protezione della chiesa cattolica di San Giovanni a Lahore, nel quartiere a maggioranza cristiana di Youhanabad. Fu così che domenica 15.03.2015, accortosi che un attentatore suicida (del gruppo terroristico TTP-JA - Tehreek-e-Taliban Pakistan Jamaatul Ahrar – che rivendicò poi l’attentato) era deciso ad entrare in chiesa e farsi esplodere proprio durante la S. Messa, Akash lo abbracciò e lo bloccò dicendogli «morirò ma non ti farò entrare». L’uomo si fece allora esplodere, causando la morte di Akash e di 17 fedeli più vicini (oltre a 70 feriti), ma fu evitata una strage maggiore, perché in quel momento la chiesa era gremitissima di fedeli!
Il 31.01.2022 la Chiesa gli ha riconosciuto il titolo di “Servo di Dio” (quindi candidato alla canonizzazione, probabilmente come “martire”). (leggi) (leggi)

Pastore anglicano ucciso
Un pastore anglicano è stato ucciso domenica 30.01.2022 a Peshawar, in un attentato, in cui un altro religioso è rimasto ferito ed uno s’è salvato. Sono della stessa chiesa dove nel settembre 2013 due terroristi islamici di Tehrik-i-Taliban si sono fatti saltare in aria causando 87 morti e 120 feriti. (leggi)

Attacco musulmano ad una famiglia cristiana 
(il giorno del matrimonio)
A Faisalabad, il 10.12.2021, proprio durante una festa di matrimonio di una famiglia cristiana, dei musulmani hanno fatto irruzione armata nella casa, hanno aggredito le donne, rubato soldi e gioielli e infine hanno incendiato l’abitazione! (leggi

Vittime della legge sulla ‘blasfemia’
La famigerata “legge contro la blasfemia”, di matrice integralista islamica, permette, persino senza particolari prove e giusti processi, di incriminare e condannare a morte chiunque sia accusato, anche da due o più persone, di blasfemia, cioè per qualsiasi espressione sia considerata ostile o anche solo non ossequiosa del credo islamico, dei suoi simboli religiosi o dei suoi precetti. Tale legge crea un clima sociale di terrore, perché può diventare persino pretesto per vendette personali, oltre che per attuare una terribile persecuzione di tutte le minoranze religiose. (leggi)
Ne abbiamo parlato più volte, riportando pure casi specifici di cristiani incarcerati o uccisi per questo (cfr. News 10.09.2020, 30.01.2019, 8.01.2019, 2.11.2018), di cui il più noto è quello di Asia Bibi (poi liberata ma in carcere 10 anni in attesa di esecuzione).
Zafar Bhatti, un cristiano di 57 anni, è attualmente il prigioniero pachistano da più tempo in carcere per il reato di blasfemia. Si trova infatti nel carcere di Adiala, a Rawalpindi, dal 22.07.2012. Nonostante si proclami innocente, un giudice ha trasformato ora la pena del carcere a vita in sentenza capitale! Dice la famiglia, che chiede preghiere per lui: "È stato incastrato ingiustamente. Gli hanno offerto la libertà in cambio della conversione all'islam, ma resta fermo nella sua fede cristiana"! (leggi)

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India. Induismo sempre più intollerante
In India quasi l’80% della popolazione è di fede indù, mentre i cristiani sono circa 24 milioni, cioè poco più del 2%. La Chiesa Cattolica dell’India, che risale addirittura all'Apostolo S. Tommaso, è per numero di fedeli, la seconda in Asia, dopo le Filippine. È apprezzata per le ottime scuole cattoliche, aperte a tutti, e per le molteplici attività caritative, anch’esse prestate senza escludere nessuno. Però proprio questa apertura a tutti, nonostante la chiara identità cristiana, costituisce una controtendenza rispetto alla cultura indiana e come tale suscita pure disagio, risentimenti e ostilità, perché inevitabilmente viola il sistema delle caste indù al punto da accettare come pari i dalit, i fuori casta, chiamati anche “intoccabili” e “parìa”, relegati in una condizione sociale e umana infima, trasmessa di padre in figlio ed invalicabile. (leggi)
Ultimamente persino le famose e amate Missionarie della Carità (le suore di Madre Teresa) sono state discriminate dal governo, che dal 1.01.2022 ha proibito loro (come a tutte le Ong presenti nel Paese) di ricevere aiuti economici dall’estero. Per questo le Suore sono già state costrette a non poter più far fronte alle necessità di 600 bisognosi ospiti della stessa Casa Madre di Calcutta (dov'è sepolta santa Madre Teresa) e a molti piccoli dell'orfanotrofio della stessa città.
Inoltre 8 Stati indiani hanno recentemente approvato delle leggi anti-conversione, col pretesto di presunte conversioni forzate.
Il governo nazionale indiano è condizionato dal Bharatiya Janata Party, alla guida di molti Stati indiani e che promuove una forte visione nazionalista dell’induismo, con discriminazione di tutte le minoranze, cristianesimo compreso. (leggi)

Vietnam. Sacerdote ucciso mentre confessa
Sabato 29.01.2022, un frate domenicano di 40 anni, padre Tran Ngoc Thanh, sacerdote da neppure 4 anni, è stato ucciso mentre confessava in chiesa a Dak Mot, nella regione vietnamita interna di Kon Tum.
(leggi) (leggi)

Algeria. Intolleranza musulmana
Nel Paese nord africano si registra ora un incremento dell’intolleranza musulmana contro i cristiani. Lo stesso Presidente dell’Alto Consiglio Islamico (HCI) Bouabdellah Ghlamallah, in occasione di un discorso ufficiale tenuto in occasione del 90° anniversario dell’Associazione degli Ulema musulmani algerini, ha sentenziato: «L’algerino può essere solo musulmano»! Una corte d’appello algerina ha ad esempio recentemente condannato Foudhil Bahloul, un giovane uomo algerino convertitosi dall’islam al cristianesimo, a 6 mesi di carcere e una multa di 100.000 dinari algerini (circa € 640) per aver fatto una donazione di € 200 ad un ente cattolico. (leggi)

 

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Cristianofobia

Crescono esponenzialmente di anno in anno, sia nelle Americhe che in Europa, gli atti di discriminazione o di vera e propria violenza morale e persino fisica contro i cristiani (specie i Cattolici), così come gli atti vandalici contro luoghi sacri e simboli cristiani. In molti casi s’è trattato di veri e propri omicidi, anche di preti e religiosi. Tra l’altro assai spesso i colpevoli rimangono impuniti. (leggi)
 

UE
Diamo uno sguardo soprattutto all’Unione Europea, con particolare attenzione a quello che succede in proposito specialmente in Francia. I cattolici si trovano spesso tra due fuochi: quello di una cristianofobia violenta, specie ad opera dei musulmani, e quello di un “laicismo” che vuole silenziare a tutti i costi la tradizione e la presenza cristiana, togliendo, con la scusa di una presunta neutralità o del rispetto di altre religioni, ogni rilevanza pubblica alla fede cattolica.

Francia
Gli ormai pochi (ma valorosi) Cattolici si trovano appunto nella morsa, oltre che del già pericoloso “indifferentismo” religioso (specie dei giovani), tra un'ormai massiccia presenza islamica che sempre più spesso manifesta un'ostilità nei confronti dei cristiani che sfocia in vera e propria violenza fisica, e d’altro lato si scontra con un mai sopito “laicismo” che si mostra spesso aggressivo e intollerante (anche se coi guanti di velluto), anche da parte delle stesse Istituzioni.
Ne abbiamo parlato qui in molte News, con l'apporto di specifiche documentazioni (vedi, solo per il 2021, quelle del 26.12.2021, 11.12.2021, 4.12.2021, 28.08.2021, 6.07.2021, 9.04.2021 e 2.01.2021, ma anche del 10.05.2021, 2.05.2021, 16.04.2021).
Se nel corso del 2021 più della metà dei 1.659 atti antireligiosi registrati in Francia riguardano i Cattolici (vandalismi contro le chiese, furti, ma pure violenze fisiche e omicidi), il 2022 pare vada già anche peggio.


Raccogliamo qualche dato, con i relativi links per l'approfondimento:

Crescono le violenze contro i cristiani (leggi) (leggi)
Sempre più pericoloso essere cristiani (leggi)
Solo nelle prime due settimane del 2022: attaccate 8 chiese (leggi)
Processione mariana attaccata dai musulmani al grido di “infedeli!” (leggi)
Insegnanti costretti ad andarsene per paura dei musulmani (dopo l’uccisione di un professore) (leggi)
Tolta da una strada di paese una piccola statua della Madonna: il Comune l'ha ritenuta “inappropriata e insultante”! (leggi)

C’è poi la discriminazione e aggressione della fede cristiana da parte delle nuove potenti ideologie.

Dittatura Lgbt
Il governo francese ha recentemente proibito le cosiddette “terapie riparative” dell'identità sessuale (che permettono a chi lo desidera di passare dall’omosessualità all’eterosessualità).
A chi anche solo le consiglia (ad un figlio, un amico, un parrocchiano, ecc.) può essere comminata una multa di € 45.000 ed una pena di 3 anni di reclusione! Una legge estremamente pericolosa, che ricorda il terrore giacobino! (leggi)

In proposito ... Cosa direbbero questi sedicenti paladini dei diritti Lgbt delle terapie già scoperte da Freud per guarire efficacemente dall’omosessualità (vedi documento al n. 26.1)?
E cosa diranno allora ai sempre più numerosi e violenti musulmani di casa propria (per i quali l’omosessualità è reato, punibile anche con la pena di morte, come avviene in molti Paesi dove governano)? Perché, quando si parla di musulmani, tutto tace?
Il laicismo teme l'islam e le sue possibili reazioni violente, mentre soffoca impunemente l'identità cristiana, pur fondante la civiltà europea, perché quella cattolica è una presenza mite e di pace (nonostante milioni di persone portate talora in piazza per protesta contro leggi distruttrici della famiglia e della vita)? Siamo allora alla legge del più forte? 
O addirittura i governi dell'Europa occidentale pensano di costruire, come infatti si propone in Inghilterra, due giurisprudenze parallele, due mondi opposti dentro una stessa città o nazione? (del resto i musulmani lo richiedono anche per la poligamia maschile, per la loro festa al venerdì, per la loro alimentazione, come per tutti i loro usi e costumi).
Insomma: gli unici esclusi devono essere i Cattolici?


Ancora dalla UE ...

Finlandia. Parlamentare a processo perché cita la Bibbia
Citare S. Paolo, sarebbe “istigazione all’odio”? (leggi
Peggio che in Cina o in Corea del nord! (leggi)

Ultimissima … dall’Italia
Roma. Dopo i manifesti “pro-vita” proibiti dal Comune (cfr. News 27.04.2018) ... ecco ora attaccata la sede "pro-vita" (leggi)

Chi sono dunque i veri discriminati, di cui nessuno parla?
 

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20.03.2022

Flash-News di bioetica (1)



Potere mondiale e ..aborto

Il grande potere mondiale (di stampo massonico), specie dell’Occidente, vuole promuovere a tutti i costi l’aborto come un “diritto” e penalizza fortemente gli Stati e gli enti che vi si oppongono.
Così l’ONU (compreso l’Unicef), G7, UE … (v. in queste News)
Ovviamente del “diritto alla vita” del figlio, il più innocente, indifeso e attaccato, non se ne parli neppure!

Sembra proprio che tutto – diffusione della contraccezione e dell’aborto, distruzione della famiglia, enormi pressioni per promuovere l’omosessualità e l’ideologia Lgbt, (forse persino l’incubo della pandemia e la conseguente vaccino-crazia) e magari anche una possibile guerra mondiale! – concorra ad attuare quel progetto “malthusiano” (Great Reset, New World Order), da tempo inseguito dai "poteri forti", per ridurre drasticamente la popolazione mondiale (è stato detto e scritto pubblicamente di ridurla ad 1/5)!


ONU … e le pressioni abortiste (di Soros & C.)
Ormai da parecchi anni dietro l’espressione “salute riproduttiva”, (perché il male e la menzogna, cioè il satanico, si maschera pure coi neologismi), tanto propagandata dall’ONU nei grandi congressi e nei fantomatici documenti e imposta ai Paesi a suon di ricatti economici, si nasconde l’imposizione internazionale dell’aborto come diritto, così come la diffusione della contraccezione di massa e di una sedicente "educazione sessuale" (cioè non al significato della sessualità ma ad un immorale e diabolico "fai quello che vuoi, sempre e il prima possibile! è un tuo diritto!"), ovviamente sottoforma di diritti inviolabili e per non discriminare (mentre il più grande discriminato e violentato, senza alcun diritto, è proprio il bambino nel grembo materno)! 
L’ONU si pregia poi di avvalersi dell’insindacabile giudizio e lavoro di cosiddetti “esperti”, lautamente pagati, che sono spesso legati e finanziati anche da grandi fondazioni e lobby pro-aborto (in genere USA), tra cui eccelle la Fondazione Open Society di Soros.

Tra questi “esperti” c’è l’attuale 'relatrice speciale' dell’ONU sul “diritto alla salute” Tlaleng Mofokeng; la Signora ha ad esempio recentemente e ufficialmente chiesto alla Corte Suprema USA di bocciare la legge del Mississippi che limita l’aborto (leggi)

Ora, guarda caso, la signora Mofokeng è membro dei Consigli di amministrazione di Safe Abortion Action Fund, Global Advisory Board for Sexual Health and Wellbeing e Accountability International, tutte organizzazioni abortiste finanziate dai soliti noti magnati globali; collabora inoltre alla testata principale della Fondazione Open Society di Soros. Tra i relatori speciali ONU che hanno firmato la citata richiesta alla Corte Suprema USA contro il Mississippi, risultano pure Tendayi Achiume (Relatrice speciale ONU “contro il razzismo e l’intolleranza”), anche lei fortemente finanziata dalle grandi fondazioni internazionali anti-vita, Nils Melzer (“contro la tortura”), Melissa Upreti (attuale Presidente del Comitato consultivo di Open Society) e gran parte del Gruppo di lavoro ONU “contro la discriminazione delle donne”, tutti rigorosamente promotori dell’aborto come diritto. (leggi)

Ultimissima. Commissione ONU "sullo status delle donne": le contrarie all’aborto non possono parlare! (leggi) 


Unicef
: chi c’è ora alla Presidenza
Dal 1° gennaio (2022) alla guida dell’Unicef, su indicazione della Presidenza USA, è stata nominata dall’ONU Catherine Russell.
Chi è la potente Signora che presiede ora a tale Fondo ONU che dovrebbe essere deputato alla protezione dell’infanzia? È nientemeno che l’assistente del Presidente USA (segue la famiglia Biden da 30 anni, come ha dichiarato con soddisfazione lo stesso Biden) e Direttore dell’Ufficio del personale presidenziale della Casa Bianca. Già sotto la presidenza Obama è stata inviata speciale del Dipartimento di Stato per le “questioni femminili”, dove ha promosso la “Strategia per l’empowerment delle adolescenti” ed è stata una paladina dei cosiddetti “diritti sessuali e riproduttivi” (contraccezione e aborto).
(leggi) (leggi) 

Tra l’altro l’Unicef ha recentemente approvato la sua nuova "strategia triennale", che parla espressamente dei «diritti sessuali e riproduttivi» dei bambini, espressione che sta ad indicare la promozione mondiale dell’educazione dei bambini alla precoce attività sessuale, alla contraccezione, all’aborto e ovviamente all’ideologia gender!

Attenzione allora quando si pensa di aiutare l’infanzia mondiale facendo offerte a tale ente ONU, magari anche solo inviando gli auguri natalizi con le note cartoline Unicef!


G7: educare le ragazze all’aborto!
Anche tra le priorità decise e i documenti
(qui) approvati durante l'incontro dei Ministri dello Sviluppo economico e degli Esteri dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e USA), tenutasi a Londra il 3-5.05.2021 in vista del summit dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi più industrializzati del mondo (11-13.06.2021), c’è l’educazione delle ragazze all’aborto. (leggi)
Cosa c’entra con lo sviluppo economico e la politica estera mondiale?

Con un tocco, ovviamente, di ideologia ecologista
Quasi inevitabile che questi potenti ideologie, sostenute dai poteri forti e lautamente finanziate dalle solite fondazioni dei magnati USA, oltre a promuovere sesso libero, contraccezione, aborto e tutto il mondo Lgbt, vi aggiunga ora ovviamente anche l’ecologismo più estremo
(vedi nostro documento).
Ecco ad esempio che la prestigiosa rivista Vogue
(qui) afferma che avere un figlio è sinonimo di “vandalismo ambientale” (leggi) e la celebre agenzia internazionale dell’aborto Marie Stopes International (qui) giunge a fare l’equivalenza tra “benessere climatico” e crescita degli aborti (qui)!


USA (e getta!)
Oltre a quanto detto sopra su Catherine Russell, abortista di casa Biden, alla presidenza Unicef, il 28.04.2021 il Senato USA ha confermato la nomina di Samatha Power, una strenua promotrice dell’aborto nel mondo, a capo della Agenzia USA per gli aiuti internazionali (USIAD). Come dire: ti aiutiamo solo se sei a favore dell’aborto!
Infine, in questi giorni il Presidente Biden ha stanziato $ 88 milioni per le ricerche su tessuti umani fetali (anche per trapianti da bambini a topi).
Il maggiore finanziatore del progetto è la NIAID, diretta da Fauci.
L’Università di Pittsburgh sta studiando un piano addirittura per estrarre organi da bambini vivi!
(leggi)

Ultimissima …
Nuovo Giudice alla Corte Suprema USA è stata nominata Brown Jackson. La Signora, di colore, è stata presentata da Biden ed è un'accesa attivista pro-choice, cioè per l'aborto e per altri 'diritti' non proprio ... morali (leggi)


 

UE

Macron (presidenza UE): aborto come diritto fondamentale
Essendo in questo 1° semestre 2022 il turno della Francia alla Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, nel discorso inaugurale Macron (forse è bene ricordare come nel 2017 il nuovo Presidente francese sia uscito improvvisamente dal cilindro del grande potere bancario), sulla scia peraltro di tutto l’indirizzo UE ma con quel piglio di altezzosità in più che la laïcité francese post-rivoluzionaria richiede e che egli facilmente ostenta ed attua, non ha voluto perdere l’occasione per parlare dell’aborto nientemeno che come “diritto fondamentale” e, in obbedienza al nuovo credo ecologista, l’ha ovviamente legato al tema dell’ambiente.
(leggi)

Commissione UE: aborto come diritto assoluto
La Commissione per i diritti delle donne e uguaglianza di genere (FEMM) del Parlamento Europeo, nel quadro dell’analisi della situazione della “salute e dei diritti sessuali e riproduttivi” nella UE, ha approvato a maggioranza (11.05.2021) una risoluzione in cui si chiede a tutti i Paesi - cosa che non è invece di competenza del Parlamento UE - di riconoscere il diritto assoluto all'aborto, di assicurare l’accesso a tutti i diritti sessuali e riproduttivi, di diffondere l’uso delle pillole abortive, di garantire l’accesso alla educazione sessuale “completa” ai bambini della scuole primarie (6-13 anni) e secondarie (14-18 anni); e su tutto ciò di abolire di conseguenza ogni possibilità di obiezione di coscienza (cioè non ci si può rifiutare)! (leggi)


UE contro Polonia e Malta
L'11.11.2021 il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza una Risoluzione di condanna della sentenza del Tribunale costituzionale polacco del 23.10.2020 che vieta l’aborto eugenetico
(specie a difesa del diritto alla vita dei bambini Down – cfr. News, 2.11.2020). (leggi)
Un ulteriore attacco contro la Polonia è emerso pure l’11.02.2022 nel “Rapporto sul rispetto dei Diritti Riproduttivi in Europa”, dove la Polonia – sotto attacco anche in casa propria da parte di ristrettissime minoranze e manifestazioni pro-aborto finanziate dalle potenti agenzie abortiste occidentali (specie di Soros) – viene condannata perché ha proibito appunto l’aborto eugenetico.
Analoga condanna è stata propinata a Malta, che osa rimanere l’unico Paese UE in cui l’aborto addirittura non è stato ancora legalizzato!
(leggi)


Insomma, è questo modello di società che ONU, USA, NATO e UE vogliono violentemente esportare e imporre nell’est-Europa e nel mondo?



Notizie controcorrente …

Ungheria: nuovo Presidente (donna), per la famiglia e per la vita
Katalin Novak è stata eletta come nuovo Presidente dell'Ungheria. Si tratta della più giovane “donna” alla guida di un Paese UE. Non abbiamo però sentito alcun entusiasmo da parte dei fautori delle “quote rosa” e del nuovo femminismo. Chissà perché? Ecco spiegato
(leggi). La Signora Novak è una fervente cattolica praticante ed è stata già Ministro degli Esteri e Ministro della Famiglia e Gioventù. Proprio ricoprendo quest’ultimo incarico istituzionale ha prodotto straordinarie politiche a favore della famiglia e della natalità! Ed è ora pronta a difenderle strenuamente contro gli attacchi UE (di cui l’Ungheria è ovviamente a pieno titolo Paese membro, con relativi contributi erogati per l’Istituzione europea, subendone invece i ricatti). (leggi) (leggi)


Texas: aborti dimezzati
Il 1°.09.2021 il Texas (USA) ha varato una legge che vieta l’aborto quando il battito cardiaco del feto è già rilevabile (in pratica dalla 6^ settimana di gravidanza). In caso di aborto dopo quel momento la madre non viene punita; viene invece segnalato alle autorità chiunque aiuti e incoraggi ad abortire dopo tale termine. Il Presidente USA Biden aveva subito richiesto di bloccare tale legge, ma la Corte Suprema l’ha invece garantita. Ora sono stati avviati altri due ricorsi. Di fatto gli aborti sono immediatamente calati del 50%!
(leggi) 
Quando si dice dell’importanza di promulgare leggi giuste, cioè che frenino il male e promuovano il bene, invece di pensare agli equilibrismi politici per non perdere le poltrone …

Guatemala: nazione per la vita
Il presidente guatemalteco Giammattei ha proclamato la sua nazione «capitale pro vita dell’America Latina». E, insieme al suo Governo, ai parlamentari, ai leader religiosi e alle delegazioni dei gruppi pro life di tutto il continente americano, ha giurato di proteggere la vita dal concepimento alla morte naturale.
(leggi)


Il falso degli aborti clandestini
La propaganda abortista ha sempre usato pure l’arma del numero e della pericolosità degli aborti clandestini per spingere a legalizzarlo (tra l’altro con il grave equivoco che un male, se legalizzato invece che combattuto, diverrebbe un bene e persino un diritto).

Anche in Italia, per far passare nel 1978 la legge 194 (cfr. News 22.05.2020), che ha procurato l’uccisione legale di oltre 6 milioni di bambini, e per confermarla a tutti i costi anche col Referendum del 17.05.1981, la propaganda abortista parlava di un numero esorbitante di aborti clandestini, addirittura superiore a quello del totale delle donne in età fertile.

Ebbene un recente autorevole studio del medico bioeticista dell'Università di Oxford Calum Miller, pubblicato su Mdpi e sul Journal of Medical Ethics, evidenzia la falsità delle statistiche sugli aborti clandestini diffuse (anche da Amnesty) in vari Paesi per legalizzare l'aborto. Inoltre, dati alla mano, indica come l'aborto legale non riduca affatto la mortalità materna per tali motivi ma anzi possa persino aumentarla. (leggi)


Femminicidio aborto
Secondo i dati forniti dal Programma ONU per la popolazione (UNFPA), nel 2020 rispetto alle normali statistiche, sono mancate all’appello 140 milioni di bambine. Non si tratta di una selezione naturale.
È noto infatti che, specie in alcuni Paesi (soprattutto in India, ma anche in Nepal, come pure in Vietnam e talora persino in alcuni Paesi occidentali), c’è una selezione dei concepiti (e persino dei neonati) in base al sesso; cioè i figli sono abortiti e uccisi se femmine!
Benché ufficialmente vietato, in India l'aborto selettivo delle bambine (a favore dei figli maschi), fa ancora milioni di vittime: 46 milioni negli ultimi 50 anni! 
(leggi)
Visto che si fanno grandi proteste e manifestazioni contro il “femminicidio”, come mai non si parla di questo nascosto crimine mondiale contro le femmine?



Italia: la 194

Come abbiamo appena sopra ricordato, la legge 194 del 22.05.1978 (decisione che il Parlamento ha tra l'altro preso in un momento drammatico: 13 giorni dopo l’uccisione di Aldo Moro da parte delle BR), confermata dal Referendum del 17.05.1981 (4 giorni dopo l’attentato a Giovanni Paolo II e neanche un mese prima che l’Italia rimanesse invece incollata una notte intera davanti alla TV per il dramma del piccolo Alfredino, caduto e morto in un pozzo a Vermicino presso Roma), ha procurato in Italia oltre 6 milioni di bambini uccisi legalmente nel grembo materno (cfr. News 22.05.2020).
Senza cinismo, al di là del dramma di questi milioni di esseri umani che ci guardano dal Cielo perché non accolti sulla Terra dai loro stessi genitori, si può fare anche un calcolo dei costi di tale legge.
Essendo aborti legali fatti a spese dello Stato (e quindi coi soldi dei contribuenti; il che potrebbe sollevare pure la questione dell’obiezione fiscale) essi costano allo Stato 120 milioni di € annui (dall’inizio cioè 5 miliardi di €)!
(leggi)

Sui costi della 194 s’è tenuta pure il 24.05.2020 all’università Lumsa di Roma una conferenza stampa di presentazione del primo rapporto italiano su “I costi della 194 dal 1978 ad oggi” (qui il pdf) (cfr. intervento del prof. Benedetto Rocchi, Professore associato al Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze), lavoro scientifico ed estremamente documentato, redatto da un gruppo di lavoro ampio e dislocato a livello regionale, il tutto con il patrocinio della Sibce (Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici), dell’Aigoc (Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici), della Fondazione “Il Cuore in una Goccia”, e di “Pro Vita & Famiglia”.
Nella stessa occasione s’è parlato di sindrome post-aborto, cioè delle gravi conseguenze fisiche e psicologiche conseguenti gli aborti (prof. Filippo Maria Boscia, ginecologo, già professore e presidente dell’Associazione medici cattolici italiani), dell’aborto di fatto eugenetico con lo scarto degli imperfetti (prof. Pino Noia, che tra gli altri titoli è Direttore dell’Hospice perinatale – Centro per le Cure Palliative Prenatali del Policlinico Gemelli e presidente Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici), sul calo demografico e che dal 1978 al 2018 il 15% delle gravidanze sono state interrotte con aborti procurati (dott. Stefano Martinolli, Dirigente medico presso l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina a Trieste).

Relazione annuale sulla 194
Il 16.09.2021, con notevole ritardo, è stata pubblicata la Relazione annuale del Ministro della Salute Roberto Speranza sull’attuazione della Legge 194/1978, con i dati definitivi del 2019 e preliminari del 2020. Sul documento emergono però 3 interrogativi su: incompletezza dei dati, sottostima delle complicazioni post aborto, ricorso massiccio alla procedura d’urgenza. (leggi)
 

Si comincia finalmente a parlare di diritti del concepito?
Un dato finalmente positivo, in controtendenza rispetto al passato, è emerso da un Ddl (disegno/proposta di legge) presentato il 19.11.2021 al Senato, per iniziativa dei senatori Paola Binetti, Maria Alessandra Gallone, Maurizio Gasparri, Lucio Malan ed Erica Rivolta, che parla per la prima volta ufficialmente di “Diritti del concepito”. 
Si tratta di un Ddl sulla “Modifica all'articolo 1 del Codice Civile, in materia di riconoscimento della soggettività giuridica di ogni essere umano fin dal concepimento” (oggi si indica “dalla nascita”); una legge che se passasse minerebbe sia la legge 194 sull’aborto che la legge 40 sulla procreazione assistita.
La proposta era già stata avanzata nel 1995 dal Movimento per la Vita e nel 2018 dal senatore Gasparri.

In realtà c’è nell’ordinamento attuale già qualche riconoscimento del nascituro (ma in fondo ogni concepito è già un nascituro). Ad esempio: art. 254 del CC (possibilità che il figlio naturale sia riconosciuto prima della nascita), art. 320 (rappresentanza giuridica del nascituro da parte dei genitori), art. 687 (revoca delle disposizioni a favore del nascituro), art. 462 (successione del nascituro), art. 784 (donazioni in favore del concepito). Soprattutto l’art. 1 della legge 40 (2004) qualifica il concepito come “soggetto di diritto”!

Ora, se al concepito/nascituro si riconoscono già alcuni diritti, com’è possibile che non gli si riconosca quello della vita?
Chi ha presentato tale nuovo Ddl sa che tale riconoscimento giuridico (del concepito) farebbe crollare la 194 (aborto) e che nel mondo politico tale legge è un “dogma” intoccabile (la 194 “non si tocca!”; peraltro non si vuole neppure applicare bene,
v. News del 22.05.2020) e si scatenerebbe il finimondo se la si abolisse. Allora in modo maldestro, volendo salvare capra e cavoli, riconoscono sia la soggettività giuridica del concepito che la depenalizzazione dell’aborto. E qua sembra riemergere la questione del garantire un “male minore” (cfr. News del 8.02.2022, v. parte “La tattica della rana bollita”). Insomma, si cerca un impossibile compromesso tra “diritto a nascere” e “diritto all’aborto”?
Con tutta probabilità questa proposta di legge non passerà … però almeno si inizia a parlare di un punto fondamentale: i diritti del bambino nel grembo materno!
(leggi)


 



27.03.2022

Flash-News di bioetica (2)

Aggiornamenti circa la ...
     - pillola abortiva Ru486
     - "Procreazione medicalmente assistita"
     - eutanasia




La pillola abortiva Ru486  (aggiornamenti)

La Ru486 è una pillola abortiva, che unisce due principi attivi: uno che uccide l’embrione ed un altro che lo espelle (e l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, osa chiamarlo “medicinale”!? vedi).
Va assunta entro le prime 10 settimane di gravidanza; dopo raramente ha effetto, cioè non procura l’aborto.

Altre volte* ci siamo soffermati ad indagare un poco su questo facile e persino ‘privato’ metodo abortivo, sui suoi pericoli, sui suoi talora gravi effetti collaterali, oltre che ovviamente sulla gravità morale che implica (ricordiamo peraltro come ogni atto che procuri, collabori e persino consigli l’aborto cade sotto la pena della “scomunica”).

* vedi News: 28.08.2020, 10.10.2020, 11.02.2016, 17.04.2014, 22.03.2012; sui danni causati invece dalle pillole “contraccettive” vedi 30.08.2020.

Ad aggravare la già tragica questione, c’ha pensato nell’agosto 2020 il Ministro della Salute Roberto Speranza (che ha incredibilmente ricoperto questo delicatissimo incarico, tanto più nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, in entrambi gli ultimi due governi!), eliminando il ricovero ospedaliero per praticare tale aborto farmacologico (semmai solo un day-hospital per poi abortire a domicilio! cfr. News, 28.08.2020).

Tra l’altro, mentre per l’aborto chirurgico è prevista per i medici e paramedici l’obiezione di coscienza (cfr. legge 194), essa non è invece prevista per il farmacista, costretto quindi a vendere le pillole abortive, così come quelle para-abortive (pillola del 5° giorno) o potenzialmente abortive (“pillola del giorno dopo”), trovandosi quindi, se è cattolico, tra l’incudine della denuncia, se non vende il prodotto (richiesto con ricetta medica), e il martello della scomunica, se vende un prodotto che serve per uccidere un figlio. Eppure, di questo atroce dilemma del farmacista, pare non se ne sia neppure parlato! Lo Stato impone gli omicidi … e tutto tace!

Nessuna considerazione di tipo etico, così come nessuna seria analisi scientifica e statistica delle conseguenze psicologiche e fisiche (anche letali*) dell’uso di tale “aborto farmacologico” è risultata efficace per condurre l’AIFA e il Ministero della Salute ad una considerazione più approfondita della gravità della questione, né tanto meno a farli retrocedere da questa per così dire semplificazione, per non dire banalizzazione, dell’aborto.

* Sono ad esempio decedute a causa dell'assunzione della Ru486: già nel 2010 morì una donna in Australia; nel maggio 2011 morì dopo 5 giorni una ragazza portoghese di 16 anni (ed era già la 32a morte “ufficiale” del 2011), nel 2014 una donna morì d’infarto dopo aver assunto tale famigerata pillola.

L’aborto “farmacologico” viene propagandato come “facile e indolore”; ma ciò è falso (come ricorda il rinomato prof. Noia*), sia dal punto di vista fisico (procura gravi e dolorose conseguenze sia a breve sia a lungo termine) che psichico (tra l’altro la donna vede direttamente e in totale solitudine l’espulsione dell’embrione, cioè di suo figlio da gettare!). Le adolescenti sono poi tenute all’oscuro di tutto ciò, con conseguenze e ferite psicologiche difficilmente cicatrizzabili nel resto della vita. È inoltre documentato scientificamente e statisticamente come tali “aborti farmacologici” producano percentuali molto più alte di aborti spontanei nelle successive gravidanze (quindi con maggiori difficoltà ad avere figli).

* Prof. dott. Pino Noia: ginecologo, Direttore dell’Hospice perinatale – Centro per le Cure Palliative Prenatali del Policlinico Gemelli (Roma) e presidente dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici.


Ora però, specie all’estero, si comincia ad aprire il vaso di Pandora ed emergono dati inquietanti …

GB: l’aborto farmacologico è rischioso!
Nel Regno Unito la pillola abortiva è stata liberalizzata solo nell’aprile 2020 (e, data l’emergenza sanitaria, poteva essere ricevuta addirittura per posta!). Però ora cominciano ad emergere serie perplessità. Risulta infatti che la Ru486 arreca seri danni alla salute della madre (oltre ovviamente ad uccidere il figlio). Mentre nei primi 3 mesi di vendita (aprile/giugno 2020) su 23.061 aborti farmacologici c’è stato solo un caso di serie complicanze, a fine anno (sempre 2020) i casi di gravi complicazioni erano già saliti a 52. Ora risulta che il 6% delle donne che l’hanno assunta ha avuto complicazioni tali da richiedere un immediato ricovero ospedaliero. A questo punto s’è pubblicamente ammesso che l’aborto farmacologico è rischioso. (leggi)

Svezia: rischi crescenti
Secondo un autorevole studio svedese, già dal 2008 al 2015 l’uso della pillola abortiva aveva manifestato un notevole incremento di complicanze, anche gravi: dal 4,2% nel 2008 all’8,2% nel 2015.

Irlanda: vendita bloccata
A causa del moltiplicarsi di questi gravi effetti collaterali, l’Irlanda del Nord ha sospeso l’aborto con la Ru486 (leggi)

USA: gravi effetti avversi
Anche negli USA risulta che il 6% delle donne che ha assunto la Ru486 ha avuto complicazioni tali da richiedere un immediato ricovero ospedaliero.
Un autorevole articolo della rivista scientifica Health Services Research and Managerial Epidemiology solleva a questo punto perplessità sui dati stessi forniti dall’agenzia USA del farmaco, dove i casi di effetti collaterali avversi risultano assai minori persino a quelli forniti nientemeno che dalle superabortiste agenzie di Planned Parenthood.
(leggi)
 

Argentina. Muore di Ru486 una delle più agguerrite sostenitrici
In Argentina l’aborto, compreso quello farmacologico domiciliare, è stato legalizzato solo da un anno (dal gennaio 2021). È avvenuto però subito un fatto triste ma singolare: una delle principali militanti del fronte abortista (Maria del Valle González López, di 23 anni), presidente della Juventud Radical del municipio di La Paz, che si era tanto mobilitata per la liberalizzazione della pillola abortiva Ru486, l’11.04.2021 è morta proprio dopo aver assunto tale pillola. (leggi)


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“Procreazione medicalmente assistita”

Abbiamo altre volte affrontata la questione della "procreazione artificiale" (cioè la fecondazione in provetta di un ovulo con uno spermatozoo, per "produrre" così un embrione, da impiantare nell'utero di una donna), ad esempio nelle News del 26.01.2020 e del 30.07.2018.

Il primo bambino al mondo concepito artificialmente è nato nel 1983.
Ora ogni anno nascono nel mondo oltre 350.000 bambini così concepiti.

 

Moralmente illecita
Ricordiamo che la “procreazione medicalmente assistita” è contraria alla morale cristiana, cioè alla volontà di Dio, che nel Suo disegno creativo d’amore vuole la nascita di un bambino da un rapporto sessuale d’amore (tra marito e moglie; Gesù ha creato a fondamento e sostegno di questo amore il sacramento del matrimonio, che nella volontà di Dio è l'unico modo per vivere l'amore sponsale e la paternità/maternità ed è unico e indissolubile, cfr. Mt 19,4-6).
Nell’istante del concepimento (unione di uno spermatozoo ed un ovulo, cioè l’inizio della vita, anche dal punto di vista scientifico) Dio crea l’anima spirituale e immortale (“io”) del nuovo essere umano. Per questo è assai significativo che tale generazione “umana” si chiami “procreazione” (banalissimo e inappropriato dire “fare un figlio”, come da un po’ di tempo si fa; l’uso delle parole non è mai banale o neutrale ma rivela e plasma una mentalità e spesso rivela proprio un’ideologia nascosta. Peraltro, la stessa legge 40 titola “procreazione medicalmente assistita” anche tale procedura). I genitori "pro-creano" il corpo e Dio "crea" l'anima spirituale e immortale (che come tale non può derivare certo per generazione dai genitori, così come non è derivata per evoluzione da altri mammiferi - vedi documento e dossier).
Questo fa ulteriormente comprendere la solennità e sacralità di quel momento in cui viene concepito un essere umano, creato da Dio “a Sua immagine e somiglianza" (Gn 1,26-27), facendo esistere in quel momento e per sempre la sua anima (il corpo morirà, in attesa della risurrezione finale, ma l’anima no), mentre i genitori danno origine nell'amore e nella donazione reciproca al suo corpo (ecco perché, se a certe condizioni è moralmente lecita la regolazione delle nascite, non è invece mai lecita la contraccezione). Data appunto l'importanza e persino la sacralità dell'inizio della vita umana, esso non deve essere prodotto in provetta e in un anonimo laboratorio.

Inoltre, mentre sono leciti i tentativi medici per superare eventuali sterilità, la procreazione "artificiale" assume invece i tratti di un atteggiamento “prometeico” (se non “diabolico”), quasi un volersi sostituire a Dio Creatore (anche se in realtà noi non siamo in grado di creare e far vivere proprio nulla, neppure una cellula, ma semmai di agire su cellule già viventi). Ricordiamo inoltre, come si evince dal Credo (Simbolo niceno-costantinopolitano, vedi) che è lo Spirito Santo il “Signore e dà la vita”! (cfr. Enciclica di Giovanni Paolo II Dominum et vivificantem).
[cfr. documento sulla Morale sessuale (domanda 32.2) e quello sulla Dottrina sociale della Chiesa (sp. punto 37.1). Tra i documenti del Magistero, cfr. l’Enciclica di Giovanni Paolo II Evangelium vitae (spec. n. 14) e lo specifico documento della Congregazione per la Dottrina della fede Donum vitae]




La legge 40

In Italia la legge sulla “Procreazione medicalmente assistita”, dato lo spessore anche etico della questione, ha richiesto una discussione parlamentare di circa 20 anni, fino a permetterla e regolamentarla con la legge 40 (“Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”) del 19.02.2004. Tale legge inizialmente prevedeva questa possibilità solo se “omologa” (fecondazioni in vitro da gameti degli stessi genitori), con limiti nella produzione di embrioni (solo 3), il divieto del loro congelamento e di selezionarli mediante diagnosi pre-impianto.

[Abbiamo di recente sottolineato (v. New del 8.02.2022), come l'esperienza insegni che, una volta aperto un varco, cioè fatta passare l’idea di fondo, poi risulta difficile in politica garantire dei limiti, secondo la logica della “rana bollita”; tanto più quando poi vi concorre anche il potere giudiziario]


Il tentativo di abolire tali limiti con un Referendum (12.06.2005, promosso dai Radicali e sinistra), fallì per non aver raggiunto il quorum (così fu l’indicazione della CEI e vollero le grandi manifestazioni di piazza dei Cattolici).
Negli anni successivi ci ha pensato però il potere “giudiziario” (addirittura con 16 interventi della Corte Costituzionale* e perfino con una sentenza della Corte Europea di Strasburgo) a distruggerla progressivamente.

[Cfr. oltre a quelle del 26.01.2020 e del 30.07.2018, anche le News del 15.07.2015, 19.03.2013, 24.04.2013, 4.10.2012, 29.08.2012, 4.04.2012 e 3.11.2011].

* Ad es. la Corte Costituzionale (con sentenza 151 del 1.04.2009) ha dichiarato “incostituzionale” (!?) il divieto di congelamento degli embrioni e in seguito ha permesso anche la fecondazione eterologa.

Ecatombe di embrioni

Come recita nella Premessa il Documento Donum vitae (sopra indicato) "I termini "zigote", "pre-embrione", "embrione" e "feto" possono indicare nel vocabolario della biologia stadi successivi dello sviluppo di un essere umano". La questione non presenta però differenze di tipo etico: si tratta infatti comunque del "frutto, visibile o non, della generazione umana, dal primo momento della sua esistenza fino alla nascita". Qui usiamo dunque in generale il termine "embrione", che è a tutti gli effetti già vita umana, in tutti i suoi stadi, sviluppo e condizioni!

La pratica delle “procreazione medicalmente assistita” presenta inoltre la terribile questione degli embrioni (cioè già concepiti, quindi esseri umani) che muoiono o vengono scartati (o rimangono in deposito nei laboratori e poi distrutti se non utilizzati).

Già nei primi 10 anni dopo la succitata sentenza della Corte C., che ha permesso il congelamento degli embrioni, sono "avanzati" nei laboratori italiani 57.151 embrioni congelati (cioè esseri umani già concepiti)!
 

L’embrione è un essere umano
Sottolineiamo ancora che, anche dal punto di vista biologico e medico, l’essere umano è tale già dall’istante in cui uno spermatozoo penetra e feconda un ovulo, cioè dall'istante del concepimento.
[Inoltre, come abbiamo sopra ricordato, nell'istante del concepimento Dio crea l'anima spirituale e immortale di quella nuova "persona" e la fa essere a pieno titolo un essere umano, destinato all'eternità]
Se non si riconoscesse che anche dal punto di vista scientifico la vita umana inizia dal concepimento, allora si dovrebbe inesorabilmente inventare in modo convenzionale un altro momento in cui quel vivente diventa a pieno titolo un essere umano! Ma in base a che cosa? e chi avrebbe l'autorità per stabilirlo? lo Stato? una provvisoria maggioranza parlamentare? Quando avremmo cominciato allora ad essere un "essere umano"? dalla presenza del battito cardiaco? dalla formazione del cervello? dalla nascita? e allora, conseguentemente, si potrebbe dire addirittura dall’età matura? o solo in presenza o con l'uso di tutte le facoltà? (cioè il portatore di deficienze fisiche o mentali non sarebbe allora persona e un essere umano a tutti gli effetti?); ma così si potrebbe giustificare ogni discriminazione e persino il razzismo!
Come si può comprendere, si andrebbe incontro alla barbarie, cioè quando uno è un uomo sarebbe deciso dal potere politico del momento! Del resto la storia, anche del XX secolo, l'ha già  tragicamente mostrato.
Invece anche la scienza ci dice che un ovulo fecondato da uno spermatozoo è un nuovo essere vivente, un essere umano (non un vago grumo di cellule che potrebbero diventare altro) ed ha già tutto il patrimonio e le potenzialità che si attueranno e svilupperanno, permettendogli di crescere, di nascere dopo 9 mesi ed essere adulto dopo quasi 20 anni (maggiorenne).

Tolto assai presto il limite di “produzione” di 3 embrioni per ogni tentativo di procreazione artificiale, così come il divieto del loro congelamento, in Italia la legge 40 ha fatto raggiungere questo dato sconvolgente: per far nascere 103.465 bambini se ne sono sacrificati 1.172.141. Un’ecatombe!

Oltre al fatto che la fecondazione artificiale (cioè unendo in provetta uno spermatozoo ed un ovulo) riesce, cioè forma un embrione, solo nel 18% dei tentativi, poi il 91% degli embrioni prodotti normalmente muore!
Se poi gli embrioni sono congelati, il 40% muore in fase di scongelamento.

Secondo la recente (12.01.2022) Relazione del Ministero della Salute sulla Legge 40 risulta che, per ottenere la procreazione assistita, in un anno (2019) sono stati distrutti in Italia 145.000 embrioni.



Effetti collaterali

Danni nei bambini  (dati rilevati nel 2017)
I bambini concepiti con “fecondazione artificiale” presentano percentuali molto più elevate di: difetti congeniti e anomalie cromosomiche (rischio maggiore del 40/50% rispetto agli altri bambini), tumori (specie leucemie, retinoblastoma, neuroblastoma – rischio maggiore del 33%), paralisi cerebrale, ritardo nello sviluppo in gravidanza, aborto spontaneo e mortalità perinatale, nascita prematura, basso peso alla nascita, più frequente necessità di ricorrere in terapia intensiva neonatale.
Nella crescita si presentano più facilmente: disturbi neuro-cognitivi e psicologici (disturbi del comportamento, del linguaggio, autismo, deficit di attenzione, iperattività), obesità, diabete mellito, ipertensione arteriosa, rimodellamento cardiaco. Anche da più adulti si manifesta una maggiore tendenza all’ansia (e persino all’abuso di alcolici).
(leggi)
Lo stesso Registro nazionale sulla “Procreazione medicalmente assistita” dell’Istituto Superiore di Sanità indica una percentuale del 3% (su tutti i nati) di tali disturbi nei bambini così concepiti.
Anche la “Società italiana di pediatria” (Sip), che pur non è contraria alla “Procreazione medicalmente assistita”, di fronte a questi dati, ritiene debba essere ridotta solo ai casi di vera necessità!
Ultimamente anche l'autorevole rivista scientifica Jama Network Open ha pubblicato uno studio in cui risulta che tra i bambini di 6-10 anni nati da “procreazione medicalmente assistita” i disturbi cardiovascolari siano assai maggiori rispetto alla norma.

Danni nelle madri (e alle coppie)
Una percentuale elevata di danni psicologici si registra nelle madri che si sono sottoposte ad inseminazione artificiale, specie se eterologa (cioè dove lo sperma è fornito da un estraneo sconosciuto).
L’autorità governativa inglese della sanità (Cma) ha ufficialmente chiesto alle cliniche specializzate (sulla procreazione medicalmente assistita) di non mentire sulla percentuale di successo, né sui rischi e sugli altissimi costi anche psicologici richiesti. (leggi)
Max Pemberton, psichiatra del Servizio sanitario nazionale, ha dunque affermato: “La maternità non è un diritto ma un dono. A ricordarlo sono anche i disastri mentali provocati alle donne e alle coppie da questa pratica”.

Non si fa che parlare di rispetto dell’ambiente (in questi giorni Il Parlamento italiano ha mutato in merito, nell’esultanza generale, addirittura la Costituzione
leggi).
Come mai invece l’essere umano non è rispettato nelle prime fasi della sua vita? Come mai l'uomo fa così fatica a comprendere che non è il “padrone della vita”? e che se si ostina a volerlo essere rovina se stesso e gli altri (oltre a procurarsi la dannazione eterna della propria anima)?


Strabismi politici italiani …
Dal 2011 è stata abolita la detraibilità fiscale del 50% per spese inerenti alle adozioni. Ciò riguarda 14.000 genitori adottivi (dato 2017). Così c’è stato un crollo di adozioni: passate da 4.130 nel 2010 a 2.216 nel 2015.
In compenso il Ministero della Salute sostiene economicamente l’importazione di ovuli e spermatozoi, da mettere poi a disposizione delle coppie richiedenti la procreazione assistita al costo di un ticket sanitario.


 

Il turpe mercato
Sui turpe mercato internazionale della procreazione assistita (sperma, ovuli, “uteri in affitto”, “madri surrogate”) siamo già intervenuti altre volte [cfr. News, 10.11.2020, 25.05.2020, 5.02.2020, 26.01.2020].
E laddove tale mercato è illegale, si tollera.
Avevamo pure sottolineato come esistano su internet agenzie apposite, listini prezzi, ma su questo mercato dei bimbi vengono allestite alla luce del sole anche pubbliche manifestazioni e fiere!

Purtroppo, vista inoltra la drammaticità del momento presente, ai primi posti nella vendita di tali "prodotti" umani c'è l'Ucraina; così come tra i migliori acquirenti risultano i Paesi dell'Europa occidentale!
Neppure la guerra in atto pare fermare questo turpe mercato 
(leggi)
La donna ucraina costa meno, non solo come colf o badante, ma come madre in affitto!

La maternità surrogata, l’utero in affitto, la vendita privata di embrioni, ecc. sarebbero ufficialmente vietati in Italia (se la maternità è portata a termine all’estero non è invece perseguibile!), ma le agenzie estere, specie ucraine, sono capaci di aggirare gli ostacoli… il mercato è mercato! 

In proposito ecco un esempio tratto da una maxi inchiesta compiuta dal Giornale (6.07.2021), su un mercato tutto italiano: (leggi)
Consegna a domicilio (a Roma) di embrione congelato prodotto a Kiev: da € 1.800 a € 4.000. Per la consegna in un giorno: prezzo raddoppiato.
“Pacchetto completo” (donatrice di ovulo e utero in affitto, con sperma italiano): da € 50.000 e € 200.000.

Decessi a causa di utero in affitto: (leggi)
Lydia Cox, di 33 anni e già madre di quattro figli, volle fare la “madre surrogata” (cioè offrire il suo utero in affitto, per far diventare mamma un’altra donna, cioè come atto di generosità!) È morta il 18.07.2021 per embolia da liquido amniotico (rara emergenza ostetrica: 5 gravidanze ogni 100.000). Il bambino è invece sopravvissuto.

Per lo stesso motivo e sempre negli USA (California) è morta nel gennaio 2020 un’altra madre surrogata: Michelle Reaves.
Già nel 2015 morì un’altra madre surrogata, Brooke Brown, insieme ai gemelli che portava in grembo per una coppia in Spagna (dove la maternità surrogata è illegale).


Fiera dei bambini per uomini gay
Dal 5 al 7 novembre 2021, proprio nel cuore della UE (Bruxelles) s’è tenuta la fiera Men Have Babies, al fine di promuovere la maternità surrogata (GPA) per uomini gay e offrire contratti di maternità surrogata (cfr. sito dell’associazione Men Have Babies, cui aderiscono 12.000 uomini desiderosi di paternità artificiale). Tra le proposte della fiera c’è anche la “guida per principianti”, con “selezione di fornitori di servizi” per coppie di uomini gay o single (catalogo di contratti per madre surrogata fino alla consegna di un figlio). Il prezzo varia tra € 90.000 a € 160.000 (facoltosi questi gay!). Molte di queste agenzie specializzate in maternità surrogata (GPA) prevedono anche la possibilità di scegliere il sesso del bambino, in base alla selezione di embrioni (non importa se ciò è quasi ovunque vietato)! Sono a disposizione in Fiera agenzie, impiegati intermediari commerciali, cliniche, avvocati, ecc..
Dignità della donna comprata e utilizzata per la maternità? Bambino scelto e prodotto sul listino prezzi e oggetto di transazione? Siamo a Bruxelles, sede della Commissione Europea, non nella giungla! La fiera del bambino non è una attività clandestina ma una manifestazione pubblica ben sponsorizzata! L’ipocrisia delle istituzioni UE è palese. Il Parlamento europeo il 21.01.2021 ha votato una risoluzione che denuncia “lo sfruttamento sessuale a fini di maternità surrogata e riproduzione come inaccettabile in quanto costituisce una violazione della dignità umana e dei diritti umani”. La UE inorridisce per i bambini coinvolti nella guerra in Ucraina; ma accusa Polonia, Ungheria e Malta perché osano porre limiti all’aborto. E questa Fiera dei bimbi in vendita per uomini gay s’è tenuta a Bruxelles!
(leggi)

Lo spettacolo dell’horror non è ancora terminato …
Vista la nuova moda di fare sconti nel cosiddetto Black-Friday la BioTexCom (centro ucraino) ha pensato di applicarlo anche alla vendita di bambini! (leggi)


E poi ci stupiamo se Satana è pure in grado di far scoppiare la III Guerra Mondiale?!


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Eutanasia  (aggiornamento)

Solo un brevissimo aggiornamento, visto che ci siamo recentemente soffermati sulla problematica (vedi News/documento del 21.09.2021).


Italia. Referendum no, fine-vita sì?
Nel documento citato avevamo anche sottolineato come in Italia venisse richiesto un nuovo Referendum (promosso dai soliti Radicali & C.), che ampliasse la possibilità del suicidio assistito (oltre a quanto già permesso dalle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), volendo cambiare l’art. 579 del Codice Penale (che attualmente vieta come reato cooperare ad un suicidio).

La solita tattica della “rana bollita” e trappola politica del “male minore” (cfr. News del 8.02.2022) (leggi) (leggi) (leggi) (leggi)

Se il Referendum fosse passato, uccidere attivamente una persona col suo consenso non sarebbe stato più un reato. Si passerebbe infatti dall’attuale eutanasia passiva (perché le DAT in fondo permettono già questo, cioè la sospensione in certi casi non solo delle cure ma perfino dei sostegni vitali normali quali nutrizione, idratazione, ventilazione) all’eutanasia attiva (procurare la morte con un’iniezione letale o qualsiasi altro mezzo).

[cfr. Alfredo Mantovano, Eutanasia. Le ragioni del no – Il referendum, la legge, le sentenze, Edizioni Cantagalli] (leggi)

Come sappiamo il 15.02.2022 la Corte Costituzionale ha respinto la richiesta di tale Referendum come inammissibile, in quanto non garantirebbe la tutela necessaria “della vita umana”.
Pericolo scampato? Nemmeno per sogno. Subito il 10.03.2022 la Camera ha approvato una nuova legge sul “fine vita”!

Per l’approfondimento: (leggi) (leggi) (leggi) (leggi) (leggi).

Ultimissima …
L’eutanasia c’è già. Vite considerate inutili e quindi da gettare. Samantha D’Incà: lasciata morire il 19.03.2022. (leggi) (leggi
 

Spagna. Eutanasia galoppante
Il 25.06.2021 la Spagna ha legalizzato l’eutanasia. Nell’arco di 6 mesi (luglio-dicembre) ha ricevuto le prime 130 richieste e ne ha già attuate (cioè persone uccise) 50 (potevano essere di più ma molti sono nel frattempo deceduti, in quanto la procedura prescrive 40 giorni di tempo prima di procedere all’esecuzione). Tra le prima richieste si rilevano soprattutto persone affette da malattie neurodegenerative o oncologiche, di età tra 45 e 89 anni, in maggioranza uomini. Ha fatto obiezione di coscienza (prevista) solo il 2% degli operatori sanitari. (leggi)

Svizzera. Macchina per suicidarsi
La Svizzera adotta il “baccello della morte”, bara dell’eutanasia (il futuristico Sarco Suicide Pod, inventato da Philip Nitschke, con una forma elegante e persino aerodinamica, molto svizzera!) per suicidi tecnologicamente avanzati.
(vedi)
Per suicidarsi non c’è nemmeno bisogno di una clinica (è poi così difficile suicidarsi?), il futuristico Sarco Suicide Pod fa tutto automaticamente … e ne esci morto!
(leggi)
 

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2.04.2022

Verso la III Guerra Mondiale?


Preparativi?

Nel corso del 2021 avevamo già segnalato alcuni strani indizi di preparativi di guerra
(cfr. News del 4.12.2021, 31.08.2021, 12.08.2021, 6.07.2021).
Ricordiamone qualcuno …

Cina: realizzato un nuovo potentissimo missile, la cui velocità supera quella del suono e il cui potenziale distruttivo è all’avanguardia a livello mondiale. Persino gli USA, colti di sorpresa, hanno ammesso stupiti: “non comprendiamo come ci siano riusciti!”. (leggi)
Dopo il ritiro USA dall’Afghanistan, la Cina non ha perso occasione per far intendere a Taiwan (resasi indipendente e democratica nel 1949, ma che per la Cina è solo una sua “provincia ribelle”) che potrebbe riannettersela; tanto più che gli USA non avrebbero più intenzione di difenderla! Intanto Pechino ha avviato massicce esercitazioni aeree e navali proprio a ridosso di Taiwan (e con centinaia di sorvoli aerei militari sull'isola). (leggi)

Australia: per far fronte all’avanzata militare della Cina nel Pacifico occidentale, ha rafforzato il proprio arsenale militare, specie di sottomarini nucleari (doveva venderglieli la Francia e invece sono arrivati prima gli USA).

Inghilterra. Mai vista una tale massiccia presenza navale militare inglese come in questo periodo nel Mare delle Filippine, in rotta verso il Mar Cinese meridionale. (leggi)
Intanto, il 16.03.2021 il premier Johnson ha espressamente annunciato, che il suo governo intende aumentare l'arsenale nucleare del UK del 45%, per difendersi da Russia e Cina! leggi

Corea del nord: giullare povero dell’impero cinese, il Paese, guidato dalla feroce dittatura comunista di tipo dinastico (Kim), malgrado la disastrosa situazione economica del Paese e gli sforzi internazionali per impedirlo, continua la propria produzione nucleare. Secondo l’ONU, sarebbe già in possesso di 40-50 testate atomiche e più di 650 missili balistici. (leggi)

Russia: Il 25.06.2021 ha testato nel mar Bianco “Belgorod” un gigantesco sottomarino nucleare (K-329; pronto dal 2019) capace di azioni belliche finora inimmaginabili e attualmente imbattibile. (leggi)

Francia: venduti (per € 17 miliardi) 80 aerei e 12 elicotteri militari agli Emirati Arabi Uniti (leggi)

Libano: nella sempre difficile situazione di tutta l’area mediorientale (dove peraltro gli USA hanno già dovuto accorgersi in Siria che devono fare i conti con la Russia) il ‘Paese dei cedri’ risente della grave tensione tra l’Iran e Israele. Sempre preoccupante (specie per Israele) la dipendenza dall’Iran degli Hezbollah libanesi, talmente violenti e potenti da costituire quasi uno stato parallelo dentro il Paese (leggi). Per questo Israele compie di tanto in tanto incursioni aeree sul Libano (come del resto anche in Siria).

Israele: come ovvio, il Paese, nato dopo il 2° conflitto mondiale, si trova ad essere uno Stato immerso dentro una situazione mediorientale sempre incandescente e mai conclusa (addirittura nei confronti dello Stato palestinese, cioè sullo stesso storico territorio, Stato pur riconosciuto dall’ONU). Nonostante la storica alleanza con gli USA (per l’enorme potere economico degli Ebrei negli stessi USA) e il paradossale appoggio dei Paesi Arabi (sunniti), Israele teme soprattutto che l’Iran, sciita ed esplicitamente avverso ad Israele, possa aumentare la propria potenza, anche nucleare, e costituire una seria minaccia. Così anche in questo periodo Israele sta rafforzando il proprio arsenale militare (leggi).
L’ONU vieta all’Iran di produrre materiale bellico nucleare e gli USA vigilano dai satelliti su questo. Nessuno in Medio Oriente può possedere bombe atomiche … tranne Israele!

Germania: per quest’anno (2022) è stato previsto un aumento delle spese militari per € 3,5 miliardi (totale: € 50,3 miliardi). Per intenderci: 2 volte quelle della Francia e 4 volte quelle dell’Italia! (leggi)


Una nota su Grecia e Turchia

[sui rapporti tra Grecia e Turchia ci siamo già soffermati nella News/documento sul “senso della storia e dell’attualità” del 1°.03.2022 vedi]
Grecia e Turchia sono in perenne tensione tra loro. Eppure sono due Paesi della NATO e qualcuno vorrebbe ancora che la Turchia entrasse nella UE [quando non sono nella UE neppure la Svizzera (nel cuore dell’Europa e che arriva a 50 km da Milano!), l’Inghilterra (UK) e la Norvegia!]. Inoltre la Turchia è un Paese che è tornato di fatto ad assumere i connotati di una sorta di califfato musulmano sunnita (sogno di un nuovo impero ottomano?), con il Presidente Erdoğan che pare sentirsi il nuovo sultano e pure sostiene esplicitamente ed economicamente l'invasione dei musulmani in Europa
(cfr. News 2.10.2018, 5.12.2019 e 5.03.2019). Non dimentichiamo poi che la Turchia usa pure gli immigrati clandestini come arma di ricatto alla Grecia e all’intera UE (che li frena a suon di miliardi di € donati alla Turchia).
Si tenga inoltre presente che pure le flotte russe, per raggiungere il Mediterraneo dal Mar Nero, devono passare tra Turchia (Bosforo) e Grecia.

Persino il Presidente russo Putin, che pur ha avuto addirittura un aereo militare abbattuto dalla Turchia, ha dovuto far buon viso a cattiva sorte, per tenersi amica la Turchia, sia appunto perché è la loro "porta" per accedere al Mediterraneo, sia soprattutto per la presenza in Medio Oriente (vedi in Siria), come pure per le sempre incandescenti questioni russe nei confronti delle nazioni ex-URSS del Caucaso.

La tradizione cristiana turca risale addirittura ai tempi apostolici (pensiamo alle comunità fondate da S. Paolo e alla presenza stessa della Madonna ad Efeso con S. Giovanni!), ma la presenza cristiana in Turchia è stata praticamente annientata dai musulmani dal XIV secolo. Se col crollo dell’impero ottomano (1922) il Paese aveva assunto connotati più laici, di recente sta appunto prepotentemente tornando alla fisionomia di un Paese islamico, con tanto di martiri cristiani (si pensi ad esempio all’uccisione del sacerdote romano don Andrea Santoro il 5.02.2006); in questo senso si veda la recente trasformazione di S. Sofia e di altri ex-luoghi di culto cristiani in moschee [ricordiamo - cfr. News del 25.07.2020 e 28.09.2020 – che la basilica di S. Sofia (Istanbul) era la più grande chiesa cristiana fino alla costruzione dell’attuale S. Pietro in Vaticano e la seconda per importanza nella cristianità, in quanto pure sede del Patriarcato di Costantinopoli; dopo che già i musulmani l’avevano occupata e trasformata in moschea, negli ultimi decenni era stata trasformata dallo Stato in museo; ma da due anni è tornata ad essere moschea in funzione a tutti gli effetti].
La Grecia rimane invece nella tradizione cristiana, sia ortodossa che cattolica.

Eppure nel 1974 la Turchia ha invaso Cipro, occupandone la parte settentrionale, che tuttora è stato indipendente (riconosciuto però solo dalla Turchia) e di fede islamica sunnita; mentre il resto della strategica isola del Mediterraneo orientale, più legato alla Grecia e di fede principalmente greco-ortodossa, è addirittura dal 2004 uno Stato appartenente alla UE!
Insomma, oltre ad avere nel Mediterraneo orientale due nazioni NATO (Grecia e Turchia) praticamente in lotta tra loro (e pensare che un Paese NATO aggredito obbligherebbe gli altri Paesi della NATO ad intervenire in difesa! ma qua siamo di fronte ad un Paese NATO che invade un altro Paese NATO! allora che fare? silenzio!), c'è stata un'invasione e occupazione turca (che tuttora permane) di una Nazione appartenente addirittura alla UE! E tutti tacciono!

Ultima notizia: in questi giorni la Grecia ha stipulato una strana alleanza coi Paesi Arabi. Per averne un eventuale appoggio contro la Turchia in caso di conflitto? (leggi)
Persino nell’attuale conflitto Russia-Ucraina, la Turchia s’è presentata in questi giorni come strumento di mediazione (almeno a livello di sede di incontri: cfr Istanbul, 29.03.2022)


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Arsenali nucleari

 

Accordi di facciata
Come abbiamo sottolineato pure nelle News del 6.07.2021, il 3.02.2021 Russia ed USA hanno ufficialmente prolungato per altri 5 anni il trattato New Start, che pone il limite per entrambe le superpotenze di 1.550 testate nucleari (+ 800 lanciamissili e bombardieri nucleari), che comunque non sono certo uno scherzo! Di fatto però né USA né Russia sono disposti a ridurre tale arsenale.
Inoltre, già il 22.01.2021 è entrato in vigore il Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari. Ma si tratta solo di parole! Infatti la mancata adesione al Trattato di tutti i Paesi dotati di tali armamenti lo rende di fatto inutile.
La Cina, che proprio ora si sta acciengendo a diventare una potenza anche nucleare, ha detto palesemente che non intende assolutamente sottostare a tali accordi internazionali.

Il Presidente USA Trump, che nel 2019 si era già ritirato dagli accordi sulle armi nucleari di medio raggio Inf, aveva chiesto, per poter prorogare New Start, che anche la Cina aderisse agli accordi internazionali in merito. Biden invece non l’ha più richiesto. E Putin non fa certo pressioni in tal senso, perché la potenza nucleare cinese in fondo serve alla Russia per bilanciare quella americana ed europea. Così la Cina andrà avanti tranquillamente nella produzione di bombe atomiche. (leggi)


Testate nucleari attualmente attive

È vero che tra il 2019 e il 2020 il numero di bombe atomiche attive nel mondo sono state ridotte da 13.400 a 13.080 (di cui 2.000 operative, cioè già pronte per un lancio immediato) – ma non c’è di che consolarsi, visto che sono comunque sufficienti per distruggere totalmente l’intero pianeta! – però considerando i principali Paesi che ne sono dotati possiamo invece osservare un continuo ed ingente aumento di tali apocalittici armamenti.
Facciamo un elenco, secondo le stime più autorevoli...

Gli USA (che com’è noto sono gli unici nella storia umana ad avere già usato due bombe atomiche, peraltro sganciate su due città, provocando la morte di 246.000 persone, cfr. News 9.08.2020) ammettono ufficialmente di possedere 1.357 bombe atomiche, però fonti autorevoli parlano di 3.800 (di cui 80 in territorio italiano!) o persino 5.500.

La Russia dovrebbe possedere 4.312 bombe atomiche, però fonti autorevoli parlano di 5.977 o persino 6.255; per cui è tornata comunque ad essere la prima potenza nucleare del mondo!

La Cina è giunta da poco ad avere bombe atomiche e ne possiederebbe già 320 o 350; però con una crescita di 30 all’anno! (leggi)

I satelliti USA (cfr. Federation of American Scientists) hanno rilevato che la Cina sta costruendo 120 silos nucleari (da cui possono partire missili intercontinentali) a Yumen (parte occidentale del Paese), altri 110 silos a Hami (nello Xinjiang) e una dozzina a Jilantai (nel Nord), i quali si aggiungono a un centinaio di lanciatori mobili. Finora c’erano solo una ventina di lanciatori. Alla fine del programma i silos potrebbero contenere 875 testate nucleari (3 per missile). [Corriere della Sera, 2.09.2021] (leggi)

La Francia possiede 290 bombe atomiche.

Il Regno Unito (UK) possiede 225 bombe atomiche, ma solo nell’ultimo anno ne ha prodotte 10. Come abbiamo osservato, il governo intende aumentare del 45% il proprio arsenale nucleare!

Israele possiederebbe 90 bombe atomiche (mentre, come abbiamo sopra osservato, nessun altro paese del Medio Oriente è autorizzato ad averne).

L’India possiede già 160 bombe atomiche, ma solo nell’ultimo anno ne ha prodotte 6.

Il Pakistan possiede 165 bombe atomiche, ma solo nell’ultimo anno ne ha prodotte 5.

Secondo l'ONU, la Corea del nord sarebbe già in possesso di 40-50 testate atomiche e più di 650 missili balistici (leggi).

 

Armi biologiche
Secondo un inquietante Dossier del Dipartimento di Stato USA, sono 6 anni che la Cina si sta preparando ad una “terza guerra mondiale”, con la produzione di armi batteriologiche e genetiche, compreso l’uso di virus artificiali (del tipo Coronavirus)! Neppure il più efficiente sistema medico di uno Stato nemico sarebbe in grado di farvi fronte e collasserebbe!
(leggi). Il laboratorio biologico militare di Wuhan, di proprietà e guidato dall’esercito cinese, ci ricorda qualcosa? (v. News, 16.08.2020)


 

Qualche notizia … controcorrente


Un pezzo di Russia dentro la UE e la NATO

Quasi sempre la gente discute di ciò che il potere (mediatico) vuole che discuta; e ignora invece ciò che esso tace.
Forse tutti sanno che quando crollò l’Unione Sovietica (1991), molti di quei Paesi che facevano parte dell’URSS sono diventati Stati indipendenti. Dopo la Lituania (già nel 1990) anche le altre due Repubbliche baltiche (Lettonia ed Estonia) divennero Stati indipendenti (appunto nel 1991). Sempre nel 1991 divennero indipendenti, nell’est Europa, la Bielorussia, l’Ucraina e la Moldavia; come pure Georgia, Azerbaigian, Armenia e Azerbaigian nella zona caucasica e Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan e Kazakistan in pieno continente asiatico. Ovviamente anche la Russia divenne uno Stato unico, che si estende dal Baltico al confine col Giappone e con l’Alaska; è cioè il più esteso Stato del mondo: km. 10.000 di larghezza, con 11 fusi orari, oltre 17 milioni di km2 ed una popolazione di 145 milioni di abitanti.
Pochi sanno invece, e infatti nessuno ne parla (neppure quando si delineano i confini nazionali e persino nell’incandescente attuale situazione), che un pezzo di Russia è rimasto tra la Lituania e la Polonia, con un importante sbocco nel Baltico: si tratta della zona di Kaliningrad (Königsberg fino al 4.07.1946, importante città prussiana, dove peraltro nacque e visse Kant), tuttora importante città di quasi 500.000 abitanti e appunto con un grande porto sul Baltico. La particolarità, di grande valore strategico (o di grande pericolo in caso di delineamento dei confini, come vediamo in questi giorni!) e che, quando le tre Repubbliche baltiche sono entrate a far parte della UE (1°.05.2004), nell’abbraccio tra Lituania e Polonia c’è rimasto dentro questo pezzo di Russia; e tuttora è così.
In altri termini, c’è un pezzo di Russia totalmente dentro la UE! Inoltre, visto che tali Paesi (Estonia, Lettonia Lituania e Polonia) sono tutti Paesi entrati nella NATO, c’è un piccolo territorio a tutti gli effetti parte della Russia racchiuso tra i Paesi della NATO!

Ricordiamo che la NATO era nata dopo la II Guerra Mondiale (nel 1949) per creare un blocco militare in difesa dei Paesi occidentali (Patto Atlantico) in contrasto col blocco sovietico (patto di Varsavia). Dopo appunto il crollo dell’URSS e del comunismo (1991), non si capisce bene quale ruolo abbia ancora la NATO, se non quello di garantire gli interessi (militari, politici e commerciali) dell’Occidente, in progressiva espansione contro la Russia! Ecco perché ora la Russia, che è tornata militarmente forte, sta facendo violentemente capire che non è disposta a stare a questo gioco di accerchiamento giunto ormai sino ai suoi confini (manca appunto solo la grande Ucraina e la filo-russa Bielorussia)!



Soldati USA nell’Europa orientale

Nei Paesi UE e della NATO non ci sono solo soldati NATO, ma proprio soldati USA. Così in Polonia e in Romania, cioè alle porte della Russia. Non a caso in questi giorni nientemeno che il Presidente USA Biden ha fatto visita ai “suoi” soldati in Polonia (che bella pizza insieme)! Sembrava di vedere le visite dei presidenti USA alle loro truppe in Iraq e Afghanistan (ma ricordiamo che anche lì non è poi andata a finire molto bene per loro, visti almeno i recenti esiti, cioè la ritirata)!
Cosa succederebbe se ad esempio la Russia avesse propri soldati pronti all’attacco contro gli USA a Cuba e Putin andasse a mangiare la pizza con loro, proprio nel frangente della massima allerta tra le due superpotenze?



Russia e Cina

Sugli attuali rapporti tra Russia e Cina abbiamo già parlato altre volte (cfr. ad es. News 31.08.2021).
La Russia nel corso del 2021 ha notevolmente intensificato i rapporti commerciali con la Cina (con cui peraltro confina per km. 4.250). Nella regione nord-orientale della Cina, cioè lo Heilongjiang, si parla peraltro il russo e vi sono grandi interessi russi. Non dimentichiamo poi che, nonostante il crollo del comunismo in Russia nel 1991, le affinità ideologiche e politiche (cioè tra marxismo e maoismo, cioè comunismo cinese) tra i due colossi mondiali nel XX secolo sono state fortissime.
Gli investitori cinesi godono poi di canali privilegiati in Russia, così come aziende russe fanno grandi investimenti in Cina (la Russia sta persino costruendo in Cina due centrali nucleari)
(leggi).
In caso di conflitto mondiale (cioè tra superpotenze) è dunque facile immaginare che la Cina starebbe dalla parte della Russia, contro USA, NATO e UE (e l'Italia si sta mettendo in serio pericolo...)!
Una domanda maliziosa: come mai né Xi Jinping né Putin erano presenti al G20 di Roma (30-31.10.2021)?
(leggi)

Questioni di … gas

Gli USA hanno imparato a produrre gas da certe rocce di casa propria (shale gas) e vorrebbero venderlo anche all’Europa, non solo per interessi commerciali ma per renderla indipendente dalla Russia. Però tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare … anzi, l’Oceano Atlantico!
La Russia ha invece gas da vendere, a destra e a manca; e crescono i gasdotti per portarlo nella UE (Italia compresa).
La lotta tra USA/NATO e Russia in Europa è anche su questo. 
La UE, alle dipendenze di USA e NATO, aumenta le sanzioni e le chiusure contro la Russia (talora sembra come il bimbo che per protesta contro la mamma rifiuta il latte!) ... e finge di chiudere i rubinetti del gas russo. In realtà, nonostante tutto, in questi giorni il flusso di gas russo verso la UE è addirittura aumentato!
(leggi) E se l'Occidente ha compiuto la gravissima azione di chiudere i circuiti bancari internazionali (SWIFT) nei confronti del rublo, allora la Russia ha dichiarato di conseguenza che il suo gas potrà essere pagato solo in rubli.
Comunque vadano le cose, la Cina ha già fatto sapere che il gas russo lo compra lei! 
(leggi)
 

... e persino di auto elettriche
Nella sbornia ecologista in corso in Occidente (vedi) - mentre la Cina, il Paese più inquinante del mondo, non se ne occupa, se non a parole; e il mondo tace, ovviamente (come sui diritti umani là calpestati) – c’è come vediamo la corsa sfrenata alla trazione elettrica (auto elettrica ecc.), come se l’elettricità non si dovesse a sua volta produrre e come se le discariche delle batterie elettriche non fossero altamente inquinanti.
Mentre è difficile immaginare un mondo che possa davvero fare a meno del petrolio, ciò provocherebbe evidentemente un cambiamento radicale del commercio mondiale, oltre al tracollo dei Paesi Arabi, oggi molto potenti e con interessi ovunque.
Comunque, cosa occorre per fare le batterie elettriche (per auto, cicli,  monopattini elettrici, ecc.)? Litio, cobalto, grafite sferica … materiale non proprio innocuo e che si possa trovare ovunque!
Guarda caso: la Cina controlla il 51% della produzione mondiale di litio chimico, il 62% del cobalto chimico e il 100% della grafite sferica!


Ancora la Cina
Le risorse minerarie in Afghanistan valgono 1.000 miliardi di $. Il rame è necessario per l’energia (non solo a motivo della corrente elettrica) e la tecnologia. L’Afghanistan ne ha moltissimo; e la Cina lo compra (non importa se ora comandano i Talebani; intanto alla fine comanda chi ha il portafoglio). (leggi) (sugli interessi in Afganistan, vedi News, 2.02.2022)

“Belt and Road”: debiti e dipendenze cinesi dei Paesi poveri
Belt and Road Initiative è un piano infrastrutturale globale lanciato nel 2013 da Xi Jinping per accrescere la pressione finanziaria e commerciale della Cina specialmente nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Si tratta soprattutto di prestiti, sostenuti da oltre 300 istituti bancari statali cinesi, fatti a Paesi poveri, a sostegno di particolari progetti di sviluppo. Solo nei primi anni si sono sostenuti 13.427 progetti, per un ammontare di 843 miliardi di dollari e ogni anno la Cina concede prestiti per $ 85 miliardi.
Si tratta di aiuti umanitari? Non proprio, visto che gli interessi applicati dalla Cina sono superiori a quelli richiesti dai Paesi dell’Occidente (ma la disponibilità di fondi cinesi è maggiore) e il debito di 42 nazioni verso la Cina è superiore al 10% del loro Pil; ma soprattutto rendono tali Paesi totalmente dipendenti dal potere economico, finanziario, commerciale (e persino politico) della Cina, che è diventato il primo Paese creditore del mondo.
(leggi)

 

Fede cristiana ed Europa attuale

Nel documento del 1°.03.2022 "sul senso della storia e dell'inquietante attualità" abbiamo di nuovo sottolineato come il continente europeo, dall’Atlantico agli Urali (espressione cara a Giovanni Paolo II) abbia trovato la propria unità e identità nella fede cristiana, costruendo per un millennio una straordinaria civiltà, che è stata quella portante per il mondo intero!
Oggi la fede cristiana nell’Europa occidentale è praticamente sparita (basti pensare alle nuove generazioni) e comunque è totalmente sconosciuta o tradita. Anche la maggior parte dei Cattolici non conosce i veri contenuti della fede e della morale cristiana e neppure la vera storia della chiesa, della cultura cristiana, dei santi… che pur hanno plasmato la storia e la nostra civiltà occidentale.

Cfr. Thomas E. Woods Jr., How the Catholic Church built western civilization, Washington D.C., 2001 (trad. it., Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli SI, 2007).

Sappiamo come tale unità, se aveva già conosciuto una dolorosa frattura nel 1054 con la nascita della Chiesa ortodossa (staccatasi dalla Chiesa Cattolica Romana, ma fondamentalmente rimasta nella fedeltà al patrimonio di fede di sempre), col XVI secolo la Riforma protestante ha prodotto non solo un’ulteriore e ancor più dolorosa frattura (che ha generato guerre e persecuzioni anticattoliche), ma pure un tragico ed eretico abbandono dell’autentica fede, fondata in Cristo e trasmessa dalla perenne Tradizione cristiana cattolica.
Abbiamo poi altrove sottolineato (cfr. documento) come le ideologie della modernità” abbiano prodotto non solo un distacco totale dalla fede cristiana, ma una violenza anticristica che si è espressa nelle rivoluzioni del XVIII secolo e nelle filosofie del XIX secolo, fino ai regimi totalitari e alle due guerre mondiali del XX secolo. Quindi l’Europa, che aveva portato nel mondo il cristianesimo e la grande civiltà cristiana, ha esportato poi nel mondo l’anticristianesimo e le più atroci ideologie e guerre.

Nel documento citato (vedi) abbiamo poi sottolineato come a far fronte a questo “impero delle tenebre” (satanico) ci abbia pensato il Cielo, inviando nel mondo, per una particolare presenza e missione, l’Immacolata, Maria Santissima, come grande richiamo a Cristo e alla conversione e con la massima potenza di intercessione!
In questo senso Fatima (e le richieste della Vergine Santa il 13.07.1917, vedi) rappresenta un richiamo ed un appello del tutto particolare, con un chiaro riferimento storico e persino geografico mai visto così esplicito in altre precedenti apparizioni riconosciute dalla Chiesa.

Nel pericoloso frangente europeo e mondiale di questi giorni, il 25 marzo scorso s’è pensato forse di offrire una risposta all’appello di Maria Santissima, nella preghiera di affidamento e consacrazione (“di noi stessi, della Chiesa, dell’umanità, specie della Russia e dell’Ucraina”), compiuta dai vertici della Chiesa Cattolica.
In realtà, a parte le gravi questioni interne (e di fede!) della Chiesa Cattolica (cfr. ancora nel documento) – poiché la preghiera cristiana non è perché Dio attui i nostri piani, ma perché noi ci convertiamo ai Suoi! (“venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà” – a Fatima è stata infatti chiesta “Penitenza! Penitenza! Penitenza!”) – le Chiese protestanti hanno visto, in questo improvviso ‘revival’ di devozione mariana, un ritorno al passato e una cancellazione di decenni di ecumenismo; e le Chiese ortodosse (particolarmente presenti proprio nell’Europa orientale e in particolare in Russia) uno sbilanciamento della Chiesa cattolica verso l’Occidente (se non addirittura verso la NATO ed una UE dichiaratamente ostile alla legge di Dio).
Tra l’altro, non avendo gli Ortodossi e ancor meno i Protestanti una guida unica, hanno evidenti difficoltà a promuovere prese di posizione unitarie e moltiplicano persino le loro divisioni interne. Se dunque le innumerevoli Chiese protestanti sono pressocché silenti sulle questioni internazionali e si limitano in genere a fare da cassa di risonanza alle richieste ideologiche e anti-cristiche dell’Occidente (v. la rivendicazione dei soliti presunti diritti), anche le Chiese ortodosse, pur mantenendo invece un autentico annuncio di fede e di morale cristiana, in questo delicato e violento frangente che riguarda ‘in primis’ proprio i loro principali territori (Europa orientale), risultano più che mai divise anche tra loro. Se infatti il Patriarcato di Costantinopoli e quello di Mosca (massime autorità delle Chiese ortodosse) già non vivono in totale comunione, anche recentemente sono di nuovo sorte Chiese “autocefale”, cioè senza una diretta dipendenza da quei principali Patriarcati.


Così, nonostante l'unità richiesta ed emersa nell'emergenza militare in corso, in Ucraina si manifestano nella grande famiglia cristiana non solo divisioni tra Cattolici e ortodossi (in genere molto praticanti), ma tra ortodossi legati a Mosca e quelli desiderosi di maggiore autonomia. Del resto già nel 2018 buona parte della Chiesa ortodossa ucraina aveva proclamato una sorta di “autocefalia”, pur rimanendo nella giurisdizione di Mosca. In questi giorni in molte loro chiese s’è addirittura rinunciato a nominare il patriarca Kirill (di Mosca) nella liturgia. Questo potrebbe innescare una reazione a catena anche nelle altre Chiese ortodosse nazionali. (leggi)

Invece, proprio un chiaro annuncio ed un forte richiamo alla vera fede in Cristo, radice della stessa civiltà europea (dall’Atlantico agli Urali) sarebbe l’aiuto più forte per ritrovare non solo la vera unità ma la forza per superare ogni dissidio e per ricostruire una vera, umana e cristiana società, altrimenti senza futuro!

Se la Chiesa cattolica, e ne avrebbe i presupposti spirituali e culturali, vuole porsi come artefice e mediatrice anche politica di pace, deve però fare ben attenzione - come del resto ha sempre fatto il Magistero e pure la diplomazia vaticana - ad esempio a non assumere posizioni politiche di parte o intervenire unilateralmente quando sono in corso certe gravi situazioni e tacere invece in altre, oppure appoggiare questo o quel leader politico (anche se sedicente cattolico) a scapito di altri, o di tacere su gravi questioni morali (come su molte leggi anti-cristiche della UE) o persino di svendere le comunità cristiane al potere ateo (vedi il rischio negli accordi sino-vaticani*). Così come deve far attenzione, cosa che le potenze anche culturali del mondo invece vorrebbero, a non scadere nel ruolo di una sorta di “cappellania” dell’ONU e di una generica (massonica, sincretista, nichilista) promozione di una “fratellanza universale” e di una pace senza rispetto dei diritti dei popoli.

* Pare peraltro che la Chiesa Cattolica (nonostante appaia sempre più come “supporto religioso” dell’ONU, presenti accordi di facciata e goda del plauso spudorato dei media), non conti poi molto nel panorama anche diplomatico mondiale. Si pensi ad esempio alla situazione cinese: nonostante gli Accordi segreti Cina-Vaticano, firmati il 22.09.2018 e rinnovati per altri 2 anni il 22.10.2020, il governo cinese (dittatura comunista) non ha affatto diminuito la persecuzione anticristiana e la propria influenza nella nomina dei Vescovi. Su quanto poi il Presidente Xi Jinping tenga conto del Vaticano, s’è visto anche in occasione della sua tanto acclamata visita a Roma del 20-21.03.2019: non solo non c'è stata alcuna visita in Vaticano, ma neppure un accenno, così come è stata vietata qualsiasi rappresentanza della Chiesa Cattolica persino negli incontri di rappresentanza o culturali e di gala (anche al Quirinale, dove erano invece presenti pure rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo) (cfr. News, 29.03.2019).

Tra l’altro l’autentica morale cristiana non indulge ad un “pacifismo” unilaterale e ad intermittenza e anche la diplomazia deve fare molta attenzione a garantire le ragioni e i diritti di tutti, senza cui non c’è comunque una vera pace.

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Flash-News
  11.04.2022


Tensioni in Estremo Oriente
A proposito dei preparativi di guerra (vedi News precedente, 2.04.2022), Giappone e Filippine sono in allerta per la presenza militare della Cina nel Mar Cinese Orientale e Meridionale e per le rivendicazioni territoriali di Xi Jinping. (leggi)


Si diffonde il Sistema di Credito sociale?
Già ampiamente usato dal governo/dittatura comunista in Cina (cfr. News, 2.03.2020), il Sistema di Credito Sociale è un modo invasivo e totalitario con cui i governi non solo controllano elettronicamente tutti i cittadini, ma danno un giudizio sul loro comportamento (un domani anche sulle idee?), mediante un "sistema a punti", che permette di accrescere (come premio) o perdere (come punizione) dei propri diritti, in base appunto al giudizio insindacabile dello Stato. Ne avevamo parlato nel Documento/News del 23.01.2022.
Che sia una tendenza progressiva e globale di potere totalitario, palese od occulto, lo dimostra il fatto che persino negli USA si sta pensando di attuarlo (leggi). Non è poi difficile vederne i prodromi anche nel nostro Paese, dalla 'patente a punti' fino al Green-pass! Tra l'altro, in modo più esplicito, stanno pensando di introdurre una sorta di Sistema di Cr. Soc. anche certe amministrazioni comunali (inutile specificarne l'area politica) in Emilia-Romagna (leggi).



Quale UE?
Che l’Europa Unita, come istituzione, nonostante le motivazioni essenzialmente cristiane dei suoi stessi “padri fondatori” (come De Gasperi, Shuman e Adenauer), abbia subito voluto voltare le spalle alla fede cristiana e tradire la vera storia e identità dei popoli che la compongono, s’è purtroppo compreso assai presto e si è siglato anche quando nel 2004 c’è stato un netto rifiuto di menzionare nella sua Costituzione le peraltro evidenti radici cristiane del continente. Inutili sono stati perfino gli insistenti richiami fatti allora da Giovanni Paolo II, affinché se ne facesse almeno menzione.
I rigurgiti illuministici, rivoluzionari e massonici, che da 3 secoli hanno voluto racchiudere oltre mille anni della storia del continente nella tomba ideologica dei “secoli bui” (perché cristiani) del cosiddetto Medioevo – quando invece proprio in quei secoli, armonizzando la cultura greca e latina e persino quella dei popoli “barbari” con la luce e la sapienza della fede cristiana, la Chiesa Cattolica ha fondato la profonda unità e identità del continente (1) – hanno portato a censurare la fede e la cultura cristiana e sempre più ad imporre i propri dogmi laicisti (2) e alla fine nichilistici [come aveva già profeticamente riconosciuto perfino Nietzsche (3)].

(1) Basti citare, come abbiamo già fatto altrove, Thomas E. Woods Jr., How the Catholic Church built western civilization, Washington D.C., 2001 (trad. it., Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli SI, 2007).
(2) Dogmi laicisti oggi espressi dai cosiddetti nuovi “diritti”, promossi in chiara opposizione alla morale cristiana e alla “legge di Dio”: divorzio, aborto, matrimoni omosessuali, ideologia Lgbt, eutanasia, droga libera; ora pure i “comandamenti” dell’ideologia ambientalista, ecologista, animalista, salutista.
(3) Ecco, circa il destino nichilistico di un'Europa post-cristiana, due significative citazioni di Nietzsche: “Ogni determinazione di valori puramente morale finisce con il nichilismo: da aspettarselo per l’Europa! Si crede di cavarsela con un moralismo senza sfondo religioso, ma ciò porta necessariamente al nichilismo. Esito del considerare noi stessi, a differenza della religione, come fondatori di valori”.
Ancora Nietzsche: “Senza la fede cristiana - diceva Pascal - di fronte a voi la natura, la storia e voi stessi diventeranno un monstre et un chaos. Questa profezia è stata da noi adempiuta"! 

Ora questo capovolgimento degli ideali cristiani in quelli massonici ha raggiunto, sia pur sotto apparenze democratiche, liberali e di nuovi “diritti”, un livello di vera imposizione sui popoli, pure a quelli che invece vogliono mantenere la propria identità e i propri valori cristiani.
Le istituzioni europee gettano poi la maschera quando per imporre questo progetto ideologico attaccano e sanzionano quei Paesi che vi si oppongono (eppure sono Paesi della UE, con una propria storia ed identità e che peraltro contribuiscono al suo sostegno economico, compresa la costosa burocrazia europea di Bruxelles). Si rende così evidente che il modo con cui tali poteri europei intendono l’unità non è quello di una cooperazione tra nazioni e popoli ma quella di un super-Stato che impone una dottrina di fatto voluta da una potente oligarchia (che è l'esatto contrario del "principio di sussidiarietà" della Dottrina sociale della Chiesa, vedi n. 15).
Basti pensare a ciò che tali istituzioni UE compiono nei confronti di Polonia e Ungheria! (leggi), perfino in questi giorni di grave crisi armata del continente europeo (leggi).


Parigi. Notre Dame ancora cattolica?
Nella riparazione della celebre cattedrale gotica parigina, dopo il furioso incendio del Lunedì Santo (15 aprile) 2019, c’è l’incredibile proposta, in stretta obbedienza politically correct, di creare al suo interno anche “spazi emotivi”, cappelle “ecologiche” e follie del genere.
Così l’apostasia in atto lascerebbe la propria impronta persino nel cuore storico della Parigi cristiana. Qualcosa di abominevole, cui si oppongono persino molti intellettuali laici. (leggi)

OMS. Aborto fino alla nascita
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle sue nuove “linee guida” appena pubblicate, afferma che le leggi che impediscono l’aborto in qualsiasi momento durante la gravidanza rischiano di “violare i diritti delle donne, ragazze e altre persone in gravidanza” (“altre persone in gravidanza” è un riferimento ai casi di transessuali). E attacca pure ogni possibilità di “obiezione di coscienza”. (leggi) (leggi)


USA. Biden promuove sempre più aborto e Lgbt nel mondo
Il Presidente USA vuole stanziare, per il 2023, 56 milioni di dollari in favore del “Fondo ONU per la Popolazione”, cioè per promuovere la diffusione dell’aborto nel mondo intero (Trump aveva invece tagliato questi finanziamenti).
L’ONU intanto spende 2,6 miliardi di dollari per diffondere, oltre l’aborto, l’ideologia gender e i diritti Lgbt. (leggi
In questi giorni il Senato USA ha pure ratificato la nomina, voluta da Biden, di Brown Jackson (attivista pro-aborto) a nuovo Giudice della Corte Suprema. Hanno infatti esultato gli abortisti americani, così come sono invece seriamente preoccupati i pro-life. (leggi)


Dittatura Lgbt
Un omosessuale che vuole fare un cammino verso l’eterosessualità? Proibito aiutarlo o favorirlo. Lo stabilisce una legge in Canada e una proposta di legge nel Regno Unito.
E si va già verso la proibizione di insegnare la morale sessuale cristiana, persino in chiesa e addirittura in famiglia! (leggi)


Svezia. Danni transgender (riconosciuti)
In Svezia (dati del Consiglio Nazionale della Sanità ed il Benessere), fra il 2008 e il 2018, le diagnosi di disforia di genere nella fascia di età 13-17 anni sarebbero aumentate del 1.500%!
Dopo questo dato allarmante, è stata allora bloccata la proposta di legge che voleva abbassare da 18 a 15 anni l’età minima per accedere, addirittura senza il consenso dei genitori, ai trattamenti chirurgici per la transizione di genere e voleva fissare a 12 anni l’età in cui poter cambiare legalmente la propria identità sessuale.
Nonostante questo divieto ai minori di 18 anni di richiedere interventi chirurgici per il cambiamento di sesso, è invece possibile anche per i minori accedere (anche contro il volere dei genitori) alle terapie ormonali per bloccare la pubertà e favorire il sorgere di caratteri sessuali secondari del genere desiderato.
Ora però arriva un importante “mea culpa”, di cui ha ampiamente parlato anche la TV di stato svedese: il Karolinska Institutet, il maggior centro svedese per la "transizione sessuale" dei minori, ha pubblicamente ammesso di aver compromesso la salute (si parla di “gravi lesioni", specie osee, persino a livello vertebrale ed osteoporosi) di 13 ragazzini sottoposti a tali trattamenti ormonali. Già lo scorso anno, di fronte ai primi danni registrati, era stato impedito a tale Istituto di praticare tali trattamenti ai minori di 16 anni. Gravissimo poi che si siano attesi 5 anni per denunciare tali danni e che i ragazzi e i loro genitori fossero stati tenuto all’oscuro di tali possibili infausti effetti collaterali. (leggi)


Uguaglianza: uomo "incinto"
Come sappiamo (vedi Documento sulla Dottrina sociale della Chiesa, spec. punto 6.2), l'idea di uguaglianza, propria della fede cristiana (se giustamente intesa, cioè come dignità di ogni essere umano, creato e amato da Dio e chiamato a partecipare alla Sua stessa vita), con l'Illuminismo (vedi) è come impazzita (come del resto altre fondamentali idee cristiane: libertà, fraternità, centralità dell'essere umano nel creato..).
Così deformata e ben mascherata, fu infatti fatta propria dalla Rivoluzione francese (“Liberté, Fraternité, Égalitévedi), fino a giungere alle ulteriori follie totalitarie della Rivoluzione russa (comunismo) (vedi). Non importa se in questo irrazionale (cioè non corrispondente alla realtà!) modo di intendere l'uguaglianza come un "tutti sono uguali e possono fare le stesse cose", c'è sempre poi qualcuno che vuole essere "più uguale" degli altri e decide cosa sia il bene di tutti, distruggendo chi non si adegua! 
Ciò a cui assistiamo oggi, specie in Occidente, mostra il folle epilogo di questo equivoco illuminista!
Eccone un piccolo esempio, tratto dal campionario "gender".
Nel questionario per entrare nel personale sanitario del Walton Center NHS Trust di Liverpool (UK), in ossequio all’uguaglianza di genere, si deve chiedere anche agli uomini se per caso sono “incinti”! (leggi)


L’ecologismo entra nella Costituzione Italiana
Abbiamo ampiamente parlato dell’ideologia “ecologista” che si sta imponendo nel mondo (vedi).
Ora una sua forma, che potrebbe avere però gravi conseguenze persino sulla già disastrosa politica energetica italiana, è entrata nientemeno che nella Costituzione Italiana.
La Camera, infatti, l’8.02.2022 ha approvato (quasi all’unanimità) in via definitiva il disegno di legge di “riforma costituzionale” che introduce in questo senso importanti modifiche addirittura agli articoli 9 e 41 della Costituzione! (leggi) (leggi)
Passati dall’emergenza "sanitaria" a quella "bellica", approderemo così a quella "ecologica", imperitura, con tutti i divieti e gli obblighi del caso, imposti ai cittadini e all'attività produttiva, non importa se a costo del suicidio economico e sociale. Intanto gli Italiani da due anni sono stati assuefatti a tutto...


Immigrazione clandestina  (aggiornamento)
Sulla sostanziale differenza tra il doveroso aiuto a chi è costretto a fuggire dal proprio Paese (rifugiato) e il deprecabile sostegno se non incoraggiamento all’immigrazione clandestina e al turpe commercio di esseri umani che lo sottintende, siamo intervenuti molte volte (cfr. ad es. News 10.05.2021 e 29.12.2020).

Per la sua posizione geografica nel Mediterraneo, come pure per le posizioni ideologiche di alcuni suoi governi (e persino a motivo delle visioni unilaterali e deviate di molti ambienti ecclesiali, che pare non conoscano o fingano di non conoscere la differenza sopra accennata, confondendo la carità con l’accoglienza indiscriminata, quando persino i vescovi dei Paesi d’origine supplicano specie i giovani di non andarsene per non impoverire ulteriormente il proprio Paese e per non cadere in certe illusioni e trappole!), l’Italia come sappiamo rappresenta la tappa (come “porta d’Europa”, UE che promette aiuti ma poi lascia solo il nostro Paese in questo grave problema anche sociale) o persino la meta più perseguita da tale immigrazione clandestina.
Anche secondo il più recente Rapporto Frontex (Agenzia europea per le frontiere), l’Italia rappresenta la “porta” più aperta per accedere alla UE, seguita dai Balcani e dalla Bielorussa. (leggi) (leggi)

L'Ungheria cerca invece di aiutare soprattutto gli immigrati cristiani! (leggi)
Praticamente smantellato il “Decreto Sicurezza” (Salvini) del 2019, già nel 2020 l’immigrazione clandestina nel nostro Paese è cresciuta di 6 volte e nel 2021 s’è ulteriormente raddoppiata. Nelle prime settimane del 2022 si mostra già 20 volte maggiore che lo stesso periodo nel 2019.
Intanto … 
Il 27.12.2021 il Tribunale di Agrigento ha archiviato il caso Sea Watch: la celebre comandante Carola Rackete non avrebbe commesso alcun reato ma anzi avrebbe compiuto il suo “dovere, sancito dal diritto nazionale e internazionale del mare”. (leggi)
La terribile “mafia nigeriana” ha preso però postazione anche all’interno del territorio italiano! (leggi)
Infine, come si riscontra anche in altri Paesi europei, la connessione tra immigrazione clandestina e aumento di reati (specie violenze sessuali) non è un “pregiudizio razzista”, ma emerge per l’Italia anche dagli ultimi dati del Viminale: il 39% delle violenze è compiuto dalla popolazione straniera (attualmente pari all’8,7% della popolazione). (leggi)



I cristiani in Iraq
Si riscontra un timido ed eroico rientro dei cristiani nel Paese, dopo le distruzioni e le violenze subite da parte dei musulmani radicali (specie nei territori occupati dall'ISIS).
Rimane però il fatto che, rispetto anche solo al 2003, la popolazione cristiana in Iraq è diminuita addirittura di 2/3! (leggi)



America latina: il “popolo” abbandona la Chiesa Cattolica
Come abbiamo altre volte sottolineato (v. News, 26.12.2021, 2.05.2021, 18.02.2020), in America Latina, un tempo rigogliosa di fedeli e di tradizioni cattoliche, intere masse di Cattolici stanno abbandonando la Chiesa Cattolica, per approdare non tanto all’ateismo (teorico o pratico) come in Europa occidentale, ma alle comunità protestanti (specie Pentecostali, dove si sente ancora parlare, seppur in modo incompleto, di Gesù, di spiritualità, persino di severa morale sessuale e c'è pure un’intensa vita di preghiera e comunitaria).
Il “popolo” reale, non quello ideologicamente pensato da 50 anni di teologie e programmi pastorali dominanti (secondo categorie ideologiche e sociologiche che hanno peraltro le proprie radici in Germania), pare si sia stancato di sentir parlare nelle chiese di problemi sociali, di “liberazione”, di poveri e ora pure di ecologia e pacifismo, e cerchi appunto altrove un po’ di spiritualità, di sacralità, di trascendenza, e possa sentire ancora parlare di anima, di vita eterna e di fede in Cristo Signore.
I dati, anche se raramente riportati, rilevano che in molti Paesi un 40% (sempre in aumento) di cristiani sono in fuga dalla Chiesa Cattolica!
Nell’intera America latina i Cattolici sono così passati da essere ancora l'80% dell'intera popolazione nel 1995 (nonostante che un vistoso calo si registri già dagli anni '60!), al 70% nel 2005 e al 60% nel 2021. Si tratta quindi di una perdita in continua accelerazione (verrebbe da dire davvero una Chiesa "in uscita")!
Emblematico, circa la fuga dei Cattolici verso i gruppi protestanti "Pentecostali", il caso dell’immenso Brasile (ecco le percentuali sull’intera popolazione, che è di 213 milioni di abitanti):
(leggi)  
2000. Cattolici: 73,6%; Pentecostali: 15,4%
2010. Cattolici: 64,6%; Pentecostali: 22,2%
2020. Cattolici: 50,1%; Pentecostali: 31,3%
 

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Medioevo: un "luminoso" millennio (v. Dossier)
20.04.2022: Fede e storia. Medioevo/1: un "luminoso" millennio
26.04.2022: Medioevo/2:  il monachesimo
05.05.2022: Medioevo/3:  fede e ragione
15.05.2022: Medioevo/4:  le Università

25.05.2022: Medioevo/5:  la base della scienza (documento)
06.06.2022: Medioevo/6:  arte, diritto, economia, carità e ... santità








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