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… controcorrente

 

 

01.12.2011

Verso il fallimento di quale Europa?

Dieci anni fa abbiamo tirato la cinghia (e allargato l’inflazione) per entrare nell’euro... Quest’anno continuiamo a fare manovre e sacrifici drammatici per far fronte ai crolli della finanza.  Un nuovo governo italiano, che risponde non alla volontà popolare ma a quello delle banche (che rischiano di fallire), ottiene il consenso quasi unanime dei partiti, che firmano praticamente in bianco la loro fiducia (e pensare che se la destra avesse proposto certe misure la sinistra sarebbe non solo scesa in piazza ma forse avrebbe approvato perfino la guerriglia urbana, già emersa a Roma in ottobre).

In questa Europa nata caparbiamente solo sulla finanza, alcune Nazioni falliscono; ma anche chi si crede forte (come la Francia - che tra l’altro quest’anno ha fatto la guerra alla Libia per prenderne il petrolio ma respingendo poi i libici che si affacciavano alle sue frontiere) va poi incontro agli stessi problemi; e la Germania vuole dare lezioni all’Europa pensando solo ai propri interessi. Oltre la Manica, dall’alto della loro sterlina, stanno a vedere se il Continente va a fondo. Da oltre oceano, con il classico atteggiamento da padroni del mondo (dimenticando che sono ormai proprietà della Cina al 50%), ci danno lezioni e bacchettate, quando nel 2008 è proprio dalle loro allegre finanze che è iniziata la fine dell’economia occidentale.

A chi sa vedere la storia un po’ più in profondità, cercando di leggerla con gli occhi di Dio, non possono non venire in mente non solo le parole di Gesù quando dice che “l’uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” e che “non si può servire Dio e il denaro”, ma anche quelle della Chiesa Cattolica - ad esempio i severi e ripetuti richiami di Giovanni Paolo II - che aveva messo in guardia sulla follia della costruzione di una unità europea fondata solo sulla finanza e giunta perfino a censurare le sue storiche e innegabili radici cristiane (negate anche nella sua traballante Costituzione). Gli immensi e dispendiosissimi organismi europei - che surclassando il principio di sussidiarietà ci impongono anche “quante galline ci devono essere in un pollaio” (è vero!) ma non sanno dire una parola comune ad esempio in politica estera e non sono stati in grado neppure di creare una vera autorità monetaria che sapesse difendere la moneta unica - hanno voluto segare il ramo su cui eravamo seduti e adorare solo il dio-denaro.

E ora ci chiedono i danni …

 

 

30.11.2011

Anche la scienza comincia a dare ragione alla Chiesa sulla prevenzione all’AIDS

Anche la comunità scientifica internazionale comincia ad avere dubbi sull’efficacia dei programmi finanziati dall’Occidente circa la prevenzione al contagio dell’AIDS, che hanno sempre visto nell’usa del preservativo l’unico toccasana per la risoluzione del problema, e prende sempre più in considerazione la via di una adeguata educazione sessuale, di un corretto comportamento sessuale, che preveda fedeltà al proprio partner e astinenza da rapporti sessuali al di fuori del matrimonio.

La rivista scientifica Plos Medicine sottolinea infatti che anche in Zimbabwe il contagio è diminuito con l’insegnamento della castità. Abbiamo già segnalato come Lancet abbia associato l’uso di un contraccettivo ormonale all’aumento di probabilità di contrarre il virus dell’Hiv. Il 25.11.2011 l’Istituto Nazionale di Sanità USA ha deciso di vietare il gel vaginale “Voice” propagandato come capace di evitare il contagio. Nel luglio scorso 40 membri della Camera USA hanno chiesto che la metà dei fondi stanziati per combattere l’AIDS siano destinati a progetti di educazione all’astinenza sessuale ed un progetto di legge in questo senso sta compiendo il suo iter al Congresso USA. Uno studio condotto dall’Università della Pennsylvania, pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, fa notare come dei nuovi corsi di educazione alla castità prematrimoniale abbiano ottenuto anche negli USA una notevole riduzione dei casi di contagio da Hiv.

Pare proprio che la Chiesa Cattolica veda sempre molto lontano (e meglio)!

 

 

12.11.2011

Card. Bagnasco (Arcivescovo di Genova e Presidente C.E.I.): “Non su tutto si può mediare”!

Talora si è sentito e si sente dire, in alcuni ambienti ecclesiali e da alcuni cattolici impegnati nel sociale e in politica, che nella costruzione della ‘cosa pubblica’ non si possono imporre (e forse neppure affermare!) dei valori a tutta la società e che quindi occorre “mediare” per trovare per così dire una base comune. Giusto?

Certamente non si possono imporre scelte religiose: sarebbe “fondamentalismo” (tra l’altro se si imponessero non sarebbero comunque veri atti religiosi, che devono nascere dall’interno dell’uomo e devono essere coscienti e liberi). Non si tratta quindi certo di imporre la fede in Cristo, la preghiera o l’andare alla Messa. Questo lo si deve annunciare e spiegare, dicendo anche che è un dovere morale per tutti, ma non lo si può certo imporre per legge.

Quando invece si pensa che la società e il bene comune - di cui la politica deve occuparsi - possano costruirsi senza un riferimento a valori fondamentali, che sono insiti nella natura umana e che anche la ragione può scoprire (e certo la fede sa fondare più in profondità), allora non si pensa più ad una società libera e democratica, ma ad una società anarchica e al trionfo del relativismo etico (questo sì che oggi si vuole imporre!).

Com’è noto, tali valori fondamentali sono stati da tempo richiamati dal Papa Benedetto XVI con la sottolineatura che proprio in quanto fondamentali non sono “negoziabili”, non possono cioè essere soggetti a mediazioni, consensi, o a provvisorie maggioranze di governo. Essi sono: il rispetto della vita umana (dal concepimento alla morte naturale), la famiglia (fondata sul matrimonio uomo-donna), la libertà religiosa (non solo di culto ma anche nei suoi risvolti sociali) e la libertà di insegnamento (che lo Stato deve garantire senza sostituirsi alla famiglia e alla stessa persona). [Ci sono ovviamente molti altri valori fondamentali, come la solidarietà, la sussidiarietà, il primato dell’uomo sull’economia, ecc.].

In un discorso tenuto a Roma il 12.11.2011 presso l’Istituto Sup. di Scienze Religiose S. Apollinare, il Cardinale Angelo Bagnasco ha sapientemente richiamato che, se la politica è anche l’arte di mediare, su questi valori fondamentali non si può mediare, cioè scendere a  compromessi.

Questa non negoziabilità, cioè l’impossibilità di scendere a compromessi fino a negare il valore stesso, non dipende solo dal dovere di coerenza con la propria coscienza e fede cristiana ma proprio in riferimento al bene autentico dell’uomo, di ogni uomo, che è il fine ultimo di ogni vera politica.

Si veda in proposito la Nota Dottrinale della Congregazione della Dottrina della fede “circa alcune questioni riguardanti l’impegno e io comportamento dei cattolici in politica” (16.01.2003), anche su www.vatican.va (in: Congregazione della Dottrina della fede).

 

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Libri consigliati:

Simona Atzori, Cosa ti manca per essere felice? (E li chiamano disabili), Mondadori (2011), pp. 189 (€ 17,00). È la testimonianza di fede e di vita della straordinaria ballerina (ha ballato anche con Roberto Bolle) Simona Atzori, che commuove folle intere - nelle sue tournée mondiali - non soltanto per la sua bravura artistica ma soprattutto per la sua gioia di vivere, che scaturisce dalla sua fede cristiana. Simona è nata infatti totalmente senza braccia (e riesce a far tutto, anche dipingere e guidare l’auto, coi piedi). Dice: “Dio mi ha disegnato senza braccia. E io danzo per Lui”!

 

Francesco Agnoli, Case di Dio e Ospedali degli uomini, Fede & Cultura (2011), pp. 144 (€ 13,50). Pochi sanno che l’Ospedale è un’invenzione cristiana, perché solo a partire dalla fede in Cristo l’ammalato è stato considerato non qualcuno da emarginare ma un segno della presenza stessa di Gesù, da amare. Non a caso in francese l’Ospedale viene chiamato anche Hotel-Dieu. Nella storia della Chiesa sono sorti infatti carismi, santi, ordini religiosi, confraternite, capaci di generare straordinarie opere di carità per gli ammalati di ogni sorta; da loro sono nati anche gli ospedali (non a caso quelli storici portano il nome di un santo). Questo libro di Agnoli ci offre in merito una sintetica e interessante documentazione. 

 

Gabriele Amorth (e altri), L’azione del Maligno. Come riconoscerla e come liberarsene, Fede & Cultura (2011), pp. 180 (€ 10,50). Padre Gabriele Amorth, il più famoso ed autorevole esorcista italiano vivente (alcuni suoi libri sono diffusi e famosi in tutto il mondo), con grande sapienza teologica ed esperienza diretta, senza indulgere a sensazionalismi ma sempre con competenza ed equilibrio, ci aiuta anche con questo testo (insieme ad altri esperti) a discernere l’azione del diavolo - quella ordinaria (che cerca di indurci al peccato e portarci alla dannazione eterna) e quella straordinaria (la sua presenza concreta in persone o luoghi) - e soprattutto a contrastarla efficacemente. È un bell’aiuto, liberante, assai più importante di quel che si pensi.

 

 

 

03.11.2011

Corte europea dei diritti dell’uomo: l’eterologa (nella fecondazione artificiale) non è un diritto

La Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo (di Strasburgo) ha dichiarato che è legittimo impedire per legge, nei Paesi UE, la fecondazione eterologa, cioè l’uso nella procreazione assistita di gameti maschili o femminili esterni alla coppia. Questa sentenza rovescia il verdetto di 1° grado della stessa Corte che si mostrarono invece aperti a dei ricorsi posti in atto in questo senso contro la legge 40 italiana (che vieta appunto l’eterologa) come di un’analoga legge austriaca.

 

 

02.11.2011

Obama ritira finanziamenti ai centri cattolici perché contrari all’aborto

Il presidente USA Barack Obama abolisce dei fondi federali precedentemente erogati in favore di Centri Cattolici (Ong) che assistono donne vittime dello sfruttamento della prostituzione - peraltro giudicati dallo stesso Ministero della Salute come i più qualificati - perché tali centri si sono rifiutati di offrire tra i “servizi” offerti anche l’aborto e mezzi contraccettivi. I Vescovi USA hanno anche minacciato un’azione legale per discriminazione su base delle convinzioni religiose.

 

01.11.2011

Un contraccettivo aumenta in Africa i contagiati AIDS

La rivista medica Lancet pubblica - nel numero del 4.10.2011 - il risultato di una ricerca scientifica secondo la quale nell’Africa sub-sahariana il contraccettivo ormonale più utilizzato (Depo-Provera della Pfizer, una iniezione ogni tre mesi) raddoppia il rischio di contagio del virus Hiv (da 3,78% a 6,61%). Ma le organizzazioni internazionali continuano a divulgarlo e somministrarlo a 12 milioni di donne africane. Tale contraccettivo ormonale è usato anche dal 3% delle donne statunitensi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) tace. Un ulteriore esempio di obbedienza alla ideologia anticoncezionale e ai guadagni delle case farmaceutiche.

L’educazione ad una maggiore dignità della persona e della sessualità umana, che si traduce anche in una regolazione delle nascite in base ai cosiddetti “metodi naturali”, ha permesso invece ad intere popolazioni africane di ridurre in percentuali molto forti i contagi da AIDS. Del resto, nonostante le censure dominanti (pensiamo ad esempio ad un attacco ufficiale al Papa da parte addirittura del Parlamento belga per averne parlato, mentre si recava in Africa il 17.03.2009!), che questi metodi naturali siano più efficaci di quelli farmacologici ne ha parlato ad esempio uno studio tedesco pubblicato già nel 2007 sulla rivista di Oxford “Human Reproduction” (22, 5, pp. 1310-1319).

 

 

29.10.2011

Eritrea: persecuzione anticristiana

Da anni in Eritrea continua una persecuzione contro i cristiani. Nelle scorse settimane tre cristiani sono morti in un campo di detenzione, in seguito alle disumane condizioni di quella struttura carceraria gestita dai militari del regime eritreo (torturati e lasciati chiusi in container sotto il sole rovente): erano giovani tra i 21 e 28 anni, arrestati tre anni fa perché trovati a pregare in casa! Dovrebbero essere almeno 3000 i cristiani imprigionati per la loro testimonianza di fede. Nel novembre 2007 erano stati espulsi 15 missionari cattolici.

 

26.10.2011

Pakistan: violenze islamiche contro donne cristiane

Secondo il rapporto dell’Asian Human Rights Commission ogni anno in Pakistan 700 donne cristiane sono costrette a matrimoni forzati con islamici e a farsi musulmane. Per costringerle vengono anche stuprate. Si tratta di una strategia pianificata dagli estremisti islamici, realizzata in totale impunità. Inoltre c’è il continuo ricatto della legge “sulla blasfemia” (in realtà una legge contro le minoranze religiose) per cui chiunque può sempre essere condannato (a morte!) basta che qualcuno lo accusi ad esempio di non aver parlato bene di Maometto (Avvenire, 26.10.2011 p. 18).

 

24.10.2011

Nota e proposta del Vaticano per far fronte alla grave crisi finanziaria mondiale

In vista del G20 di Cannes (F) del 3-4 novembre 2011, che deve discutere delle principali questioni riguardanti l’economia e la finanza mondiale, la Santa Sede ha esortato - sulla scia dell’enciclica sociale di Benedetto XVI Caritas in veritate (29.06.2009) (www.vatican.va + Benedetto XVI + Encicliche) - a compiere scelte che tengano conto del bene integrale dell’uomo e dei popoli. In questo spirito di discernimento, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha stilato in proposito una importante Nota dal titolo Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza mondiale. Tra le proposte concrete presentate: la costituzione di una banca mondiale centrale, la tassazione sulle transazioni, le ricapitalizzazioni condizionate, la distinzione delle attività bancarie.

Su www.vatican.va + Curia Romana + Pontifici Consigli + Giustizia e Pace

 

 

18.10.2011

Per la Corte di Giustizia dell’Unione Europea il neo-concepito è subito un essere umano

Con una “storica” sentenza del 18.10.2011 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sede a Lussemburgo, ha sancito il divieto di brevettare embrioni umani, ma in tale sentenza si è pure precisato che per embrione si intende anche l’ovulo appena fecondato e che esso è già vita umana! Un’inedita precisazione che dovrebbe rimettere in discussione tanti presunti “diritti” di manipolare, selezionare, eliminare (uccidere) gli embrioni umani …

 

17.10.2011

Ucciso nelle Filippine un missionario italiano

Padre Fausto Tentorio, missionario del PIME (Pontificio Istituto Missione Estere), di 59 anni e originario di Lecco, è stato ucciso nell’isola di Mindanao. Il movente degli assassini è dovuto con tutta probabilità al fatto che Padre Fausto, nella sua missione cattolica, lavorava in difesa dei tribali e dei loro diritti, per il riscatto dei contadini senza terra. Già nel 2003 avevano tentato di rapirlo e nel 2009 aveva ricevuto serie minacce. Solo nell’isola di Mindanao è già il terzo missionario del PIME che viene ucciso.

 

 

Libro consigliato:

Antonio M. Sicari, Ritratti di Santi (vol. 12°), Jaca Book (2011), pp. 163 (€ 14,00). Hanno avuto molto successo e fatto un gran bene a moltissime persone questi agili ma profondi Ritratti di Santi, giunti già al 12° volume. Possiamo usarli anche come meditazione. I Santi infatti, se si conoscono bene, sono gli esempi più belli di come possa fiorire la vita umana che si lascia trasformare dalla grazia di Dio, in qualsiasi condizione o vocazione viviamo. Per questo, nel nostro sito, abbiamo una sezione intera a loro dedicata (SULLE ORME … DEI SANTI). Questo 12° volume del padre carmelitano Antonio Maria Sicari ci aiuta a comprendere un poco i Santi: Giuseppe, Anselmo d’Aosta, Martino de Porres, Vincenza Gerosa e Bartolomea Capitano; i Beati: John Henry Newman, Maria Candida dell’Eucaristia, Jerzy Popieluszko, Chiara Luce Badano; e il Servo di Dio Oscar Romero.

 

 

 

16.10.2011

La <nuova evangelizzazione> e l’<Anno della fede>

Giovanni Paolo II parlò, già dall’inizio del suo pontificato, della necessità di una “nuova evangelizzazione”, e proprio nei Paesi che ricevettero fin dall’inizio la fede cristiana (Europa). La scristianizzazione progressiva di quelle società e di un’intera civiltà era ormai evidente. Anni prima anche l’arcivescovo di Parigi aveva ad esempio affermato che quella città era ormai diventata “terra di missione”. Il Papa Benedetto XVI ha subito e continuamente ribadito questa necessità e nel giugno 2010 ha addirittura istituito il “Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione” (presieduto dall’Arcivescovo Rino Fisichella).

Nei giorni 15 e 16 ottobre scorsi tale Pontificio Consiglio ha tenuto a Roma un grande convegno, con migliaia di “nuovi evangelizzatori”. Il Papa vi è intervenuto con una speciale udienza ed una S. Messa celebrata nella Basilica di S. Pietro (discorso e omelia sono qui riportati nella sezione “Sulle orme … del Magistero”). Durante l’omelia di tale Celebrazione Eucaristica, come pure all’Angelus successivo, il Papa ha annunciato al mondo l’indizione di un <Anno della fede>, che sarà celebrato in tutta la Chiesa dal 11.10.2012 (50° anniversario dell’inizio del Concilio Ec. Vaticano II e 20° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica) al 24.11.2013 (solennità di Cristo Re, termine dell’anno liturgico). È stata quindi resa pubblica la Lettera Apostolica Porta fidei in cui il Papa indice questo speciale Anno e le sue motivazioni (qui riportata integralmente nella sezione “Sulle orme … del Magistero”).

È stato dunque ribadito, autorevolmente e con forza, che la questione principale, anzi la “crisi” principale, perfino all’interno della Chiesa, è proprio quella della fede! Il Papa lo aveva detto con forza anche in occasione del suo viaggio apostolico a Fatima, nel maggio 2010 (v. qui nella sezione Dossier), in un discorso significativamente citato proprio all’inizio della Porta fidei, in cui afferma che il problema non è anzitutto quello della traduzione della fede nei veri impegni sociali, culturali, politici, ma è proprio che non possiamo più dare per scontata la fede neanche nei cristiani. Anche nel suo recente viaggio in Germania, il Papa aveva scosso i “cattolici impegnati” (cfr. discorso a Friburgo del 25.09.2010, nella sezione “Sulle orme … del Magistero”) dicendo loro che la questione non è la superorganizzazione di attività pastorali, pur necessarie, ma la fede in Cristo Gesù!

In questo senso è significativo che venga autorevolmente indicato, come strumento per la nuova evangelizzazione e per vivere bene l’<Anno della fede>, il Catechismo della Chiesa Cattolica, che abbiamo appunto da 20 anni come sintesi autorevolissima della fede (anche alla luce del Concilio Vaticano II) e che troppo spesso è dimenticato, non letto, non citato (nemmeno dagli operatori pastorali, anche catechisti, evangelizzatori, perfino sacerdoti e vescovi).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (e relativo Compendio, del 28.06.2005) si trova integralmente anche on-line sul sito vaticano www.vatican.va nella sezione <Testi fondamentali>.

 

9.10.2011

Egitto: la “primavera araba” sta diventando un “inverno” per i cristiani

I musulmani incendiano una chiesa cristiana. I giovani cristiani copti scendono in piazza per protestare. L’esercito attacca e provoca 36 morti e 200 feriti. Già 100.000 cristiani copti avrebbero lasciato l’Egitto. Questo è il dopo-Mubarak dell’Egitto ...

«Ritengo che la strage di oggi rappresenti l’inizio inevitabile della penetrazione della minaccia di al Qaeda in Egitto … si tratta in ogni caso di un fortunato passo in avanti!». «Consiglio Supremo militare che cosa ci hai fatto, hai gettato contro i noi i terroristi liberandoli dalle prigioni e scagliandoli contro di noi, ora non riuscirai a fermarli e ora che cosa dirai a noi copti?». Kamal Ghobrial, intellettuale egiziano copto di Alessandria, non riesce a trattenere la rabbia e la disperazione innanzi all’ennesima strage di copti in Egitto.

La comunità cristiana copta (ora in gran parte ortodossi), che conta oggi 8 milioni di persone, è presente in Egitto fin dall’inizio del cristianesimo, quindi assai prima dell’invasione araba musulmana.

L’anno (2011) si era aperto, proprio il 1° gennaio e quindi ancora con Mubarak, con un attentato (attacco suicida) contro una chiesa copta di Alessandria, che provocò la morte di 21 cristiani. La protesta dei cristiani portò anche a duri scontri (coi musulmani) sia l’8 marzo e l’8 maggio (quindi in un Egitto in teoria già liberato!) , con decine di morti e feriti.

Non sembra che i primi passi della cosiddetta “primavera araba” vadano nella direzione di una vera democrazia e neppure del rispetto per le minoranze religiose. Il nord-Africa potrebbe in questo senso diventare molto pericoloso.

 

 

01.10.2011

La BBC non vuole più contare gli anni dalla nascita di Cristo

La BBC ha deciso di abolire la dicitura avanti Cristo e dopo Cristo in riferimento al conteggio mondiale degli anni; non potendo cambiare il numero degli anni che ci separano dalla nascita di Cristo, ha optato per una generica definizione di era comune. Anche questa idiozia viene motivata col rispetto per le altre religioni, in realtà un ulteriore ipocrita pretesto per cancellare ogni riferimento cristiano dalla cultura europea. Il tentativo di cambiare il conteggio degli anni e il calendario - pur di nascondere Cristo - era già stato tentato dalla rivoluzione francese, da Lenin e da Mussolini (che però affiancava gli anni dell’era fascista al conteggio tradizionale cristiano). Tutti esperimenti che sono durati sempre pochi decenni!

 

 

23.09.2011

Record di esecuzioni capitali in Cina

Sono 58 gli Stati che ancora applicano la pena di morte. Tra essi la Russia, la Bielorussia, gli USA e la Cina. Nel 2010 le esecuzioni effettive sono state 5.837 in 22 Paesi (nel 2009 furono 5.741 e 5.735 nel 2008). Sono dunque in aumento. Solo l’Iran è passato in un anno da 402 a 546 esecuzioni. Negli USA sono state effettuate 46 esecuzioni capitali (in 11 Stati federali). Queste ultime normalmente fanno molta notizia e suscitano anche forti contestazioni. Ma la nazione dove più si ricorre alle esecuzioni capitali è sempre la Cina (popolare comunista): nel corso del 2010 sono state 5.000 (l’85,6% di quelle mondiali) e non sono stati uccisi solo i delinquenti (la pena di morte è prevista per 55 tipi di reato, ma fino all’anno scorso erano 68).

Con l’immenso potere economico mondiale che ha assunto in pochi anni la Cina - sta invadendo commercialmente l’Africa, ha percentuali elevatissime di azioni statunitensi, si fa perfino l’ipotesi che potrebbe ora sostenere il debito pubblico italiano - pare che nessuno sollevi protesta, neppure sui grandi network mondiali. Analogo silenzio viene tenuto anche sulle terribili condizioni di lavoro di decine di milioni di cinesi, basti pensare alle innumerevoli morti di minatori.

Il 22.09.2011 il Ministero della Salute di Pechino ha tra l’altro reso noto che in Cina ogni anno muoiono 300.000 bambini sotto i 5 anni (di questi, il 36% per l’impossibilità di avere accesso alle cure mediche).

 

 

1.09.2011

Un anno fa la visita di Gheddafi a Roma!

Con la “rivoluzione” in atto da sei mesi in Libia, sostenuta dagli attacchi militari di ONU, USA, Francia, Inghilterra e Italia - tesi ovviamente più ad accaparrarsi le immense risorse petrolifere e di metano di quel Paese che all’autentico bene dei suoi cittadini (che godevano comunque di un reddito pro-capite 10 volte superiore a quello dei Paesi vicini), visto che in situazioni analoghe nessuno osa infatti fare altrettanto nei confronti della Siria - certamente nessuno ha osato ricordare la visita di Gheddafi a Roma solo un anno fa, con tutti gli onori e gli inchini del caso, compresa la celebre tenda-residenza del “Rais” installata nel parco cittadino Doria-Pamphili e il traffico bloccato per giorni tutt’attorno.

Sapendo come vanno le cose di questo mondo, e in special modo in politica ed economia, questo non ci scandalizza più di tanto. Le amicizie e le alleanze in questo caso non sono ovviamente sentimenti del cuore, ma questioni di portafoglio! Lo fanno anche i privati, figuriamoci gli interessi nazionale e internazionali …

Semmai dobbiamo ricordare come al “Colonnello” sia stato concesso di portare a Roma, centro della cristianità - insieme alle lussuose auto del faraonico seguito e alle bellissime ragazze “guardie del corpo” - una spudorata propaganda del <Corano>, con tanto di lezioni pubbliche e di premi per le ragazze italiane che avessero seguito le colleghe dell’harem del dittatore.

È invece davvero paradossale, e certamente oggi arrossiscono di questo, che il Rais sia stato invitato a tenere una lezione islamica all’università La Sapienza, proprio la stessa università romana (creata dai pontefici) dove è stato invece impedito di parlare al vescovo di Roma e Papa Benedetto XVI!

 

 

20.08.2011

Fu un padre gesuita - morto quest’estate - ad inventare la scrittura del computer e mettere per primo un’intera opera (l’Opera omnia di S. Tommaso d’Aquino) in formato elettronico.

All’età di quasi 98 anni è morto questa estate (9.08.2011) il gesuita italiano Roberto Busa. Pur essendo filosofo e teologo, di fatto è l’inventore della linguistica informatica. Fu docente alla P. U. Gregoriana, all’Università Cattolica del Sacro Cuore e al Politecnico di Milano (vi teneva corsi di intelligenza artificiale e robotica). Se abbiamo internet ed e-mail lo dobbiamo in fondo a lui, perché fu lui il primo (1949) ad usare il computer - chiamato così dal verbo to computer, tratto dal latino e che significa computare, calcolare - non solo per calcoli matematici (numeri) ma per la parola. Egli si era messo in mente di analizzare tutte le parole dell’Opera Omnia di San Tommaso d’Aquino (118 libri, 9 milioni di parole, a confronto ad esempio con le 10.000 parole della Divina Commedia) per confrontarle e coglierne i diversi significati. Aveva già cominciato a farlo con delle schede scritte (10.000 solo per la preposizione in), ma gli venne in mente di utilizzare i computer - fino ad allora utilizzabili solo per calcoli matematici - per redigere questa sua opera oceanica. Per questo si recò a New York per proporlo direttamente al fondatore dell’IBM, Thomas Watson, il quale gli rispose che i computer non erano fatti per questo tipo di lavoro. Di fronte alla delusione e all’insistenza di padre Busa, il direttore dell’IBM alla fine accettò di sperimentare questa possibilità, aggiungendo una battuta: che se fosse stato possibile realizzare questo progetto il padre Busa non avrebbe preteso di cambiare l’acronimo International Business Machines in International Busa Machines! L’intuizione elettronica del padre gesuita risultò corretta e possibile. Nacque così l’ipertesto e la possibilità di scrivere ed analizzare un testo mediante il computer. Con un estenuante impegno di 50 anni padre Busa riuscì così ad inserire ed analizzare sul computer tutti gli scritti di S. Tommaso; ne nacque l’Index Thomisticus, che fu la prima opera al mondo messa interamente su computer. Messa anche in cartaceo si tradusse in 56 volumi (62.000 pagine), pubblicata a Stoccarda dal 1974 al 1980 (col titolo completo Index Thomisticus. Sancti Thomae operum omnium indice et concordantiae). Dal 1990 fu poi disponibile su cd-rom e quindi su dvd.

 

 

 

 

Libro consigliato:

Antonio Socci, La guerra contro Gesù, Rizzoli (2011), pp. 440.

Dopo il bel libro Indagine su Gesù (sempre della Rizzoli, 2008), Socci ci offre ora anche questo nuovo libro, in cui si spazia dalle persecuzioni anticristiane (da Nerone agli oltre 40 milioni di martiri cristiani del XX secolo!) alla inequivocabile documentazione che riporta la composizione dei Vangeli scritti (canonici) ad una data assai vicina alla missione stessa di Gesù, comunque antecedente al 70 d.C. (anno della distruzione di Gerusalemme), cosa che infastidisce tutti coloro che vorrebbero i Vangeli tardivi e perfino capaci di inventare cose non accadute ...

 

 

 

 

7.08.2011

Il governo cinese perseguita la Chiesa fedele al Papa

Per ben due volte in due mesi, nonostante le esplicite e formali proteste del Vaticano, il governo comunista cinese ha nominato (!) e fatto consacrare dei nuovi vescovi - senza la nomina del Papa e quindi illecitamente e di fatto scomunicati - per la Chiesa Cattolica Patriottica (fedele al governo e non sottomessa al Papa) obbligando persino altri vescovi e fedeli (della Chiesa sotterranea, fedele al Papa) a parteciparvi.

Continuano intanto gli arresti, le prigionie e i campi di rieducazione ideologica per molti sacerdoti, vescovi e fedeli cattolici.

Anche nei primi giorni di agosto (2011) 4 preti cattolici fedeli al Papa sono stati arrestati.

 

 

31.07.2011

Si fa strada in Europa la <dittatura del relativismo>

In Francia, mentre fin dalle primarie è obbligatorio seguire corsi di educazione sessuale dove si insegna che tutto è lecito (l’unico obbligo è l’uso del preservativo), un professore è stato rimosso per aver mostrato a studenti di 16 anni un documentario dove si spiegava esattamente cosa sia l’aborto.

In Germania dei genitori sono stati denunciati per essersi rifiutati di far assistere i loro figli delle scuole elementari a detti programmi di “educazione sessuale” (di fatto immagini esplicite di tecnica sessuale).

In Inghilterra è stata negata l’adozione di un bambino ad una coppia cristiana perché considerava l’omosessualità un peccato (mentre ai gay è possibile adottare).

Svezia: un pastore protestante è stato denunciato e imprigionato perché nella sua chiesa leggeva e commentava la lettera di S. Paolo apostolo ai Romani, dove si dice che i rapporti omosessuali sono gravi peccati contro natura.

In un ristorante di Stoccolma un papà italiano, in vacanza quest’estate con la sua famiglia, è stato immediatamente arrestato e condotto in carcere per alcuni giorni per aver dato uno sculaccione al proprio  figlioletto che faceva i capricci.

 

Obiezione di coscienza revocabile? Obbligatorio uccidere!?

Se si giungesse a considerare l’aborto un “diritto” (come pari si orienti anche l’ONU), allora potrebbe essere punibile non offrirlo a chi lo chiede (obbligando il medico a farlo e togliendogli il diritto all’obiezione di coscienza). Stesso problema per i farmacisti che si rifiutassero di vendere pillole abortive. Diverrebbe così obbligatorio uccidere (incorrendo però nella ‘scomunica’).

 

In Italia è stata fortunatamente respinta dal Parlamento la cosiddetta “legge sull’omofobia”, che -  sotto il pretesto della non-discriminazione (cosa già garantita dalla Costituzione e dalle leggi civili e penali vigenti) - avrebbe pericolosamente introdotto nel nostro Paese un primo “reato di opinione”, diventando obbligatorio pensarla tutti allo stesso modo: dovendo cioè obbligatoriamente dire che atti omosessuali e eterosessuali sono perfettamente uguali anche sotto il profilo morale, altrimenti si sarebbe denunciati per omofobia. Si sarebbe inoltre costituita una categoria di persone con diritti addirittura maggiori rispetto ad altri (sarebbe ad esempio reato più grave offendere un omosessuale invece che un eterosessuale), contravvenendo al fondamentale principio costituzionale secondo cui “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”.

 

Perenne contraddizione del relativismo (sottolineata già da Aristotele): il relativismo non relativizza se stesso e si impone come un nuovo assoluto.

In nome delle non discriminazione e della tolleranza non si tollera e si discrimina chi non è d’accordo col relativismo, che diventa così un pensiero unico obbligatorio.

Insomma, proprio nelle nostre democrazie occidentali, sta entrando davvero la “dittatura del relativismo” (secondo la nota espressione del Card. Ratzinger, nella fondamentale omelia alla vigilia della sua elezione al pontificato, ma anche secondo quanto denunciato autorevolmente già da Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Veritatis splendor del 1993, al n. 101).

 

In pochi anni il potere culturale dominante (nel mondo occidentale) ha fatto sì che ciò che quasi unanimemente era considerato “male morale” (aborto, infedeltà coniugale, convivenze, rapporti extramatrimoniali, omosessuali, …), non solo si consideri equivalente al bene, ma persino “diritto” statale; l’ultimo passo che si sta attuando è ora appunto quello di rendere questo giudizio relativista addirittura “obbligatorio” (con tanto di rilevanza penale per chi non fosse d’accordo)!

 

 

14.05.2011

Chiesa e AIDS

La Chiesa, seguendo l’insegnamento di Gesù, combatte l’AIDS soprattutto insegnando l’autentica morale sessuale - obbedendo alla quale questa terribile malattia non sarebbe neppure sorta! - cioè   spiegando che il senso pieno dell’atto sessuale sussiste all’interno di un rapporto stabile d’amore (matrimonio) e aperto alla vita (questo è il significato della parola castità, in senso lato).

Là dove questo insegnamento ha ispirato anche i progetti statali di educazione popolare (come in Uganda) l’AIDS è infatti notevolmente diminuito. Non così dove si insegna che è lecito qualsiasi rapporto purché si usi il profilattico.

Ma la Chiesa, strumento della misericordia di Cristo, si piega sempre anche sulle piaghe che conseguono alla vita di peccato, non solo col perdono dei peccati stessi (Confessione) e con il dono di una vita nuova in Cristo, ma anche con la carità.

Ad esempio la CEI (Conferenza Episcopale Italiana), attraverso il Comitato per gli interventi caritati­vi (progetto Dream), dal 1990 al 2011 ha finanziato 11.500 progetti di aiuto ai malati di AIDS, dei quali 4.150 in A­frica (dove il 5% della popolazione adulta è infetta dal virus HIV), per un totale di € 1.250.000. Sono assistite cir­ca 150.000 persone (di cui 25.000 minori di 15 anni), 65.000 pazienti sono in terapia antiretrovirale (di cui 6.000 bambini), altri 14.000 bambini sono nati sani (perché molti traggono il virus dalla madre già nel periodo di gravidanza).

I progetti Caritas in atto nel mondo ammontano complessivamente a € 15.568.694.

 

 

California (USA), 14.05.2011

Perché è stata respinta la proposta di legalizzazione della marijuana

(come invece molti – antiproibizionisti, specie i Radicali - vorrebbero anche in Italia)

 

Fallito il primo tentativo di liberalizzare l’uso della marijuana in California. Interessanti, in merito, le recenti dichiarazioni scientifiche circa queste droghe cosiddette “leggere”, che ormai dilagano anche tra i ragazzini (anche da noi): la marijuana altera riflessi e memoria (Journal of Psychopharmacology, febbraio 2010), persino a distanza di giorni dall’assunzione; aumenta l’insorgenza di psicosi come la schizofrenia (Lancet, luglio 2007; Nature, novembre 2010); aumenta la possibilità di allucinazioni in ragazzi che ne hanno fatto uso anche solo due volte nel mese precedente (Schizophrenia Research, febbraio 2009) [la cocaina col tempo agisce negativamente sulle capacità sessuali (European Urology, agosto 2007].

L’American Academy of Pediatrics, paladina della salute dei minori, si schiera assolutamente contro la liberalizzazione per i motivi suddetti e dopo aver esaminato gli effetti negativi laddove la liberalizzazione sia stata autorizzata (Pediatrics, giugno 2004).

 

 

 

 

Libro consigliato:

 

Emilio Bonicelli, Rolando Rivi, seminarista martire, Ed. Shalom (2010), pp. 177, € 4,00

 

Rolando Rivi era nato sulle colline della provincia di Reggio Emilia il 7 gennaio 1931 da un’umile ma devota famiglia di contadini. Terminate le scuole elementari, sente la chiamata del Signore a diventare sacerdote ed entra in Seminario. È un ragazzo intelligente e vivace, amato dai suoi coetanei, ma anche molto profondo e con una fede cristiana sempre più bella e forte. Per questo motivo porta sempre l’abito talare (a quei tempi indossato da tutti i seminaristi, anche i più giovani) e, per testimoniare il proprio desiderio di appartenere a Gesù e di incamminarsi verso il sacerdozio, lo porta anche nei mesi di vacanza e perfino quando il Seminario viene temporaneamente chiuso per motivi bellici.

Il suo paesello è però in quel “triangolo della morte”, tra le provincie emiliane di Reggio Emilia e di Modena, dove l’ideologia comunista - ostile alla Chiesa - porta molti a compiere atroci violenze e numerosi omicidi. Rolando sa che indossare quell’abito “da prete”, anche a soli 14 anni, può essere per questo pericoloso, ma lo porta lo stesso.

Le “brigate partigiane comuniste” giungeranno un giorno (il 13.04.1945, quindi a pochi giorni dalla fine della guerra) a sequestrare il giovanissimo Rolando e ad ucciderlo! Qualcuno di loro grida con gioia satanica: “Un prete di meno domani”!

Si sta ora aprendo la sua causa di beatificazione … come martire (ucciso in odio alla fede).

 

 

 

Libro segnalato:

 

Joseph Fadelle, Il prezzo da pagare, Ed. S. Paolo (2011), pp. 216, € 18,00

 

L’odissea di un musulmano iracheno che si è convertito al cristianesimo.

Dopo aver venduto 50.000 copie in Francia, esce ora anche in Italia un libro scritto da un iracheno convertitosi dall’islam al cristianesimo, in cui racconta il prezzo di dolore e persecuzione che ha dovuto pagare per questa sua sincera conversione. Anche se ora vive in Francia, per motivi di sicurezza è comunque costretto a firmare con uno pseudonimo.

 

Pakistan, 2.03.2011

L’uccisione di Shahbaz Bhatti

Il 2 marzo scorso, è stato ucciso il ministro pakistano per le minoranze Shahbaz Bhatti, uomo di profondissima fede cattolica, che si era battuto contro la legge sulla blasfemia, per la libertà religiosa di tutti, e per la liberazione di Asia Bibi (la donna condannata a morte perché cattolica, ufficialmente per non credere a Maometto e averlo così denigrato).

L’auto di Bhatti, 43 anni, ministro cristiano designato dal presidente Asif Ali Zardari, è stata raggiunta da almeno 20 proiettili. L’auto di servizio non era blindata ed era senza scorta. La polizia ha però respinto le accuse di «buchi» nella sicurezza del ministro. L’attentato è stato rivendicato dai talebani afghani, per «punire un ministro blasfemo». Tutti sapevano in Pakistan che Shahbaz Bhatti era nel mirino dei fondamentalisti. Il ministro aveva “collezionato” una serie di minacce. L’ultima – resa nota dallo stesso politico – era arrivata solo il mese scorso. «Bhatti aveva denunciato la sua mancanza di sicurezza con molti colleghi parlamentari. Ha fatto conoscere queste preoccupazioni al primo ministro e al presidente, ma non hanno fatto nulla a riguardo», ha detto un altro ministro pakistano.

In un’intervista rilasciata in Italia lo scorso 14 febbraio (a TV2000), aveva detto di aver ricevuto minacce di morte da parte degli integralisti per la sua critica e opposizione alla legge antiblasfemia. Disse: «Il mio impegno resta però lo stesso, per la causa della libertà religiosa, in difesa delle aspirazioni dei cristiani e delle altre minoranze, per combattere contro gli abusi della legge sulla blasfemia, per ottenere giustizia per Asia Bibi».

 

Il “testamento spirituale” di Shahbaz Bhatti

Shahbaz Bhatti era un cattolico di profondissima fede; ma ora veniamo un po’ a conoscenza anche della sua spiritualità e dell’offerta di sé che aveva fatto a Gesù. Potrebbe perfino aprirsi una causa di beatificazione. Ascoltiamo il suo toccante testamento spirituale:

«Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia. Fin da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù. Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire i miei servizi alla Chiesa. Le spaventose condizioni in cui versavano i cristiani del Pakistan mi sconvolsero. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico.

Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: "Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura n questo Paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri"».



Shahbaz Bhatti

 

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