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25.12.2016
Santo Natale ad Aleppo (e il silenzio dell’Occidente, perché?)

Che in questi anni in Siria (e nel nord dell’Iraq) si sia giocata un’atroce guerra - che niente ha a che vedere con gli interessi reali del Paese (il gioco delle “primavere arabe” e dell’uccisione dei dittatori, voluto sostanzialmente dagli USA, lì non è riuscito, come è stato fatto invece prima in Iraq e poi in Libia, con gravissime conseguenze sociali e innumerevoli martiri cristiani), ma con la lotta intermusulmana tra Sunniti (appoggiati dall’Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar e soprattutto dagli USA) e Sciiti (appoggiati dall’Iran e sostenuti dalla Russia) - abbiamo già parlato (cfr. News del 28.09.2016). E tutto ciò è ovviamente detestabile, in quanto ha provocato morte e distruzione senza pari, oltre a milioni di profughi.

Sorprendente è invece il gioco dell’Occidente, anche a livello mediatico, che chiama il proprio potere bellico ed economico il “progresso” e la “democrazia” (parole di Obama e della Clinton, come di altri), da esportare in quei Paesi, facendo sostanzialmente finta di difenderli, e mascherando le proprie bombe come se fossero per questo “buone”. Lo stesso superpotere mediatico occidentale che, sorpreso invece dal nuovo potere economico e militare della Russia (che non accetta quindi più, sia nel Medio Oriente che nell’Europa orientale, di essere considerata una ex-superpotenza rottamata, da minacciare impunemente con missili e da lasciare fuori dalle decisioni e spartizione del mondo da parte delle grandi potenze), si trova ora spiazzato di fronte alla capacità di intervento russo e si scandalizza per le sue bombe, perché quelle invece sì che sono “cattive” e contro la gente.

In realtà in quest’ultimo periodo le forze siriane (con un governo comunque legittimo), sostenute dall’Iran e soprattutto appunto dalla Russia (in base peraltro a possibilità di intervento, su richiesta di legittimi governi, contemplato anche dagli accordi internazionali), sono riuscite in gran parte a riappropriarsi dei territori siriani conquistati quasi 3 anni fa dall’ISIS con immense atrocità e violenze (anche di fondamentalismo islamico, contro le altre religioni e persino contro gli stessi musulmani sciiti).

In questo nuovo panorama, persino la Turchia pare aver voltato improvvisamente le spalle agli USA per affiancarsi alla Russia; con le conseguenze che già ne sono seguite a livello di attentati subiti.

Ebbene, in questo nuovo scenario della situazione in Siria, mentre molti hanno gridato scandalizzati per le bombe su Aleppo (quelle appunto sarebbero le bombe “cattive”, mentre le altre invece erano “buone” o comunque silenziate, se non perfino doverose), di fatto proprio Aleppo ha potuto festeggiare finalmente un Santo Natale nella pace, sia pur tra immani distruzioni dovute a questi tre anni di assedio sunnita (Califfato). È stato davvero commovente che, nonostante le enormi perdite (materiali e soprattutto di vite umane) e violenze subite, il popolo (2 milioni di civili rimasti) abbia “festeggiato” non solo la vittoria dell’esercito governativo, ma proprio il Natale di Gesù; e che persino i musulmani reduci si siano associati a tale festa comunque “cristiana”. Abbiamo visto (cfr. AsiaNews) foto e filmati di canti e balli in una piazza del quartiere armeno. Nel quartiere cristiano armeno di Aziziya è stato eretto l’albero di Natale più alto del Paese e le strade sono state illuminate a festa; persino una banda, composta da giovani armeni vestiti da Babbo Natale, si è esibita suonando in piazza per la gioia di tutta la popolazione. E ancor più strabiliante è che all’illuminazione dell’albero erano presenti più musulmani che cristiani, tutti uniti nella gioia e festeggiando in un clima tipico della festività natalizia, che nulla ha che vedere con le festività islamiche. AsiaNews riferisce che “sono circa un milione le persone originarie di Aleppo rientrate in città dopo la liberazione da parte delle forze governative, tutte pronte a riprendere la loro vita da dove era stata improvvisamente interrotta dai gruppi jihadisti. Vogliono ricostruire, riaprire le attività e le fabbriche, riportare le attrezzature rubate dai miliziani e trafugate in Turchia. Nell’area si respira un clima di entusiasmo e di dinamismo, elementi che caratterizzano da sempre gli abitanti di Aleppo”. Qualcuno, ostile a questa riconquista di Aleppo, è riuscito a far scoppiare un ordigno; ma questo “non ha scosso la gente, ormai immune ai giochetti dei combattenti per la libertà e dei sostenitori di un califfato voluto da forze straniere”.

E tutto ciò nel silenzio imbarazzato dell’Occidente. Chissà perché?

8.12.2016

Comincia forse a scricchiolare il grande potere ideologico dell’Occidente (e dell’Anticristo)?

La gente, quella vera e non quella pensata a tavolino dalle nuove ideologie, è ormai stanca di un potere mondiale, specie occidentale, che, sotto il paravento delle democrazie, obbedisce solo ai dettami di “potenze occulte”, economiche ed ideologiche.

Anche quest’anno milioni di persone sono scese in piazza (a Washington, Parigi, Roma) per opporsi a certe ideologie disumane che i governi sembra debbano comunque far passare, senza minimante ascoltare chi vi si oppone.

Molte volte, delusa dall’apparente onnipotenza di certi poteri, e purtroppo anche dall’assenza di veri leader che possano promuovere il vero bene dell’uomo e della società (e non ideologie volute da pochissimi), la gente si rifugia nell’astensionismo; altre volte si affida a certi nuovi personaggi che si propongono in politica come una ribellione allo status quo (anche se poi alla prova dei fatti pare non sappiano amministrare nemmeno una città). Però, come è accaduto in questi ultimi cinque mesi (e persino la grande stampa se ne è accorta, stupefatta), i popoli riescono inaspettatamente e persino miracolosamente anche a “mandare a casa” certi strumenti politici di tali poteri forti e occulti.

È accaduto in Croazia (ascolta) (come in altri Paesi dell’Europa usciti quasi 30 anni fa dalla dittatura comunista ed atea, e che resistono vigorosamente a tale “colonizzazione ideologica” occidentale), ma soprattutto è accaduto in Gran Bretagna (che ha voluto sottrarsi a questo tipo di Europa che ha rinnegato le proprie radici cristiane e impone a tutti, con una burocrazia estenuante, solo certi criteri finanziari e ideologici), negli USA (cfr. sotto nelle News del 31.10.2016 e 23.08.2016), in Francia (v. News qui sotto - dove il Presidente Hollande, in modo inaudito per la Francia, non può neppure più candidarsi, tanto ha perso consenso) …e ora pare sia avvenuto anche in Italia (v. anche sotto nelle News del 5.06.2016, 27.02.2016, 11.02.2016, a confronto con quella del 30.01.2016 e ascolta).

Come cristiani non ci aspettiamo certo il cambiamento del mondo dalla politica; perché - come dice Gesù (cfr. ad es. Mc 7,20-23, Mt 23,25-26) - solo dalla conversione dei cuori, cioè delle coscienze, può avvenire anche il cambiamento della famiglia, della società e dello Stato. Per questo da due secoli abbiamo in crescendo tanti richiami alla conversione da parte del Cielo, cioè dalla Madonna stessa nelle Sue apparizioni.

Questo però non significa sottrarsi dalla storia o pensare solo ad una religiosità intimistica, privata o di sola testimonianza di opere di bene. La Madonna stessa, infatti, già a Fatima (1917) per la prima volta (a livello di richiami all’umanità intera, perché a livello di questioni anche politiche nazionali lo fece tante volte, come ad esempio a Pontmain nel 1871 per la Francia) ha parlato di storia (la Prima Guerra Mondiale che stava per finire, la Seconda Guerra Mondiale che ci sarebbe stata se non ci fossimo convertiti) e di geografia (la Russia - e la piccola veggente Lucia non sa neppure cosa sia - che avrebbe provocato nel mondo l’ateismo e la più grande persecuzione anticristiana, come è avvenuto infatti solo 3 mesi dopo con la rivoluzione bolscevica e l’instaurazione del comunismo). Ha parlato di consacrazione al Suo Cuore Immacolato e che la Russia sarebbe stata allora di conseguenza il Paese dove più la fede sarebbe stata forte (sta già avvenendo?).

Il comunismo imposto a tutto il centro-est Europa per 70 anni è così “miracolosamente” crollato su se stesso in un mese (novembre 1989); e un ruolo decisivo l’ha avuto la fede intrepida dei cattolici polacchi ed il Papa venuto da quel Paese così cattolico e mariano (v. anche sotto, News del 19.11.2016). Proprio il giorno dell’Immacolata (8 dicembre) del 1991 è crollata l’Unione Sovietica, così come il 25 dicembre di quello stesso anno è stata ammainata per sempre la bandiera comunista (con falce e martello) dal Cremlino di Mosca (eppure in Russia quelle due date non sono neppure l’Immacolata e il Natale).

La “potestà” di Cristo, e la potenza di intercessione della Sua e nostra Madre, - potestà cui ha fatto vigorosamente riferimento S. Giovanni Paolo II nella sua famosa omelia di inizio pontificato, quella del celebre “non abbiate paura di Cristo!”, dove quasi gridò “Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa! - tale potestà, tale regalità potrebbe talora sembrare debole (cfr. 1Cor 1,25) e potrebbe scoraggiare chi non ha ancora capito la logica e la tempistica di Dio (la logica e i tempi della Croce: in fondo solo Maria Santissima ha continuato infatti ad avere fede piena in Gesù anche sotto la Croce).

Ma quando Gesù si sveglia nella barca in tempesta (Mt 8,24-27), e soprattutto 33 ore dopo la morte in Croce, si vede che è ancora Lui che vince, che comanda e che sconfigge il potere del nemico. E nulla o nessuno, come dimostrano questi 2000 anni e come dimostrerà tutto il resto della storia e soprattutto la fine del mondo, potrà impedire la vittoria di Cristo, per la salvezza eterna dell’uomo.

Lo ricordò in modo solenne, al termine della sua vita, lo stesso S. Giovanni Paolo II, nel suo libro “Memoria e Identità” (Rizzoli, 2005 - anno della sua morte), in cui afferma - sia per la sua vicenda personale, che per la storia della Polonia, dell’Europa e del mondo intero - che anche allo strapotere delle due diaboliche ideologie (comunismo e nazismo) che violentarono l’Europa e portarono il mondo intero alla Seconda Guerra Mondiale, alla più grande persecuzione anticristiana e al più grande attacco contro l’uomo, Dio, che poteva sembrare lontano e persino assente (in realtà proprio perché estromesso da quelle ideologie), ha poi detto “basta”. E quelle ideologie, quei poteri, che sembravano agli occhi delle logiche umane così potenti da essere considerati invincibili forse per secoli, sono improvvisamente crollati. Sono stati concessi 12 anni a Hitler e 72 anni al comunismo nell’est-Europa; poi sono infatti improvvisamente crollati.

Comincia ad albeggiare, nonostante tutto, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria”, cioè il trionfo di Cristo e la nuova era della fede in Lui. Sono già in atto, nonostante tutto, anche da noi, numerose conversioni, anche di giovani, di uomini, di coloro che sono stati lontani da Cristo per tanti anni … e quasi sempre si vede in questo la mano della Madonna.

Oggi è la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima. Così si presentò già a Parigi (Rue du Bac) nel 1830, inaugurando gli annunciati (v. S. Luigi M. G. de Montfort) “tempi di Maria” e dei Suoi apostoli, insegnandoci a pregare dicendo “O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi” e donandoci la Medaglia miracolosa. Così si definì a Lourdes (“Io sono l’Immacolata Concezione”). E a Fatima profetizzò che, dopo le terribili prove cadute sul mondo (e sulla Chiesa) a motivo della perdita della fede e dei peccati, “alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”.

Papa Benedetto XVI, il 13 maggio 2010, proprio a Fatima, davanti a milioni di persone, concluse la Sua omelia dicendo “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità” (con un esplicito riferimento alla conclusione della terza parte del “segreto”, dopo le terribili prove contro la Chiesa e per il mondo) (v. Dossier).

Il 2017, centenario di Fatima, è ormai alle porte


5.12.2016

Terrorismo ideologico relativista

Nel mondo occidentale cresce una sottile forma di terrorismo ideologico che maschera, sotto il manto della libertà e dei diritti, l’obbligo (dittatura) del “relativismo”. Per cui è perseguitato - almeno mediaticamente, ma ormai anche giuridicamente e qualche volta persino fisicamente - chi si oppone al “pensiero unico”, al “politicamente corretto”, cioè a ciò che qualche potente oligarchia post-illuminista si ostina a chiamare il “progresso” (anche se ha già distrutto abbondantemente l’umano e l’umanità). Chi vi si oppone è considerato un reazionario, integralista, fondamentalista, oscurantista, uno “chiuso” e “senza carità; e quindi da estromettere socialmente e non potersi più tollerare.

Sotto questa cappa ideologica, diventa un atto “coraggioso”, che rischia la pubblica accusa e l’ostracismo, quello di affermare ancora che c’è un bene e un male, che è possibile un “giudizio”, non solo a partire da una morale religiosa ma dalla coscienza stessa dell’uomo, talora persino dal semplice buonsenso.

Sì, occorre sempre più coraggio, quello di chi non si rassegna alla deriva relativista e osa ancora, per il bene dell’uomo e dell’umanità, oltre che per obbedienza a Dio, dare giudizi, non sulle persone e sulle coscienze (che solo Dio giudica) ma sul bene e sul male. Infatti proprio Gesù, essendo il “Verbo fatto carne” e quindi la Verità, mentre ci insegna a non giudicare le persone (anche perché non sappiamo farlo e solo Lui conosce il cuore dell’uomo e il rapporto tra “talenti” dati e quelli trafficati - cfr. Mt 25,14-30), ci ha insegnato più di ogni altro e in maniera perfetta, a distinguere, cioè a giudicare, il vero e il falso, il bene da perseguire e il male da evitare. La fede stessa in fondo è un “giudizio”, cioè obbedienza (cfr. Rm 1,5) alla legge di Dio, verità e autentico vero bene dell’uomo. Perché in questo sta l’amore, nell’obbedire ai Suoi comandamenti (Gv 14,15). E il dono della verità è anche la più alta forma di amore per il prossimo (leggi).

Talora questo coraggio sembra necessario persino in certi ambienti cristiani, dove, se si osa ancora parlare di verità, di dottrina, di legge di Dio, di comandamenti (quindi in fondo della “volontà di Dio”!), pare si possa correre lo stesso pericolo, di ostracismo e persino di condanna; e questo proprio da parte di coloro che paradossalmente parlano sempre di apertura (a tutti e a tutto) e di misericordia (senza condizioni). E, anche qui, i “cattivi” sarebbero coloro che affermano la verità, mentre i “buoni” sarebbero coloro che la negano o la relativizzano (ovviamente, dicono, per andare “incontro all’uomo”, come se l’uomo non avesse soprattutto bisogno della verità, cfr. Gv 8,32).

Così, anche nelle sedicenti più progredite “democrazie” (occidentali) vediamo l’instaurazione di nuovi e pericolosissimi “reati di opinione”, peraltro tipici delle dittature, cioè la messa al bando, come reato e quindi perseguibile, delle “idee” che non corrispondono al relativismo e di coloro che non si rassegnano a sottoporvisi. Questo ovviamente sotto le belle ma ambigue parole come “tolleranza”, “non discriminazione” e nuovi “diritti” (anche se inventati).

In questa dittatura del relativismo, per coerenza di ragionamento, dovrebbe allora diventare persino difficile accusare un ladro di furto (se il male è soggettivo e la coscienza deve essere lasciata libera di fare ciò che vuole); e chiudere le porte di casa potrebbe essere un atto di arrogante intolleranza nei confronti di chi non ritiene più che “rubare” sia un male, ma persino un diritto (ad esempio se ne ha bisogno o anche semplicemente se ne sente il desiderio per sentirsi realizzato). Ma dato che questo non è possibile, poiché la democrazia diventerebbe sinonimo di “anarchia” (un limite al male bisogna pure porlo), allora lo Stato, che si crede un assoluto e vuole prendere il posto di Dio, si arroga il diritto e il dovere di decidere di volta in volta per tutti cosa sia bene e cosa sia male (cfr. la profetica Enciclica di Giovanni Paolo II Veritatis Splendor, n. 101). Persino nel campo delle idee e delle scelte morali.

Vengono intanto inventati nuovi presunti diritti (un giorno qualcuno inventerà anche il diritto di un non-vedente a guidare l’autobus? e chi non vorrà salirci sarà condannato come ciecofobo?); ma si eliminano i diritti fondamentali dell’uomo, persino sanciti dalla carta dei Diritti dell’uomo, come la libertà di coscienza, di pensiero, di espressione, la “libertà religiosa” e persino il “diritto alla vita”.

Ad esempio, le leggi contro l’omofobia (dove peraltro “fobia” è un’espressione clinica qui abusata), sotto l’ovvio pretesto della doverosa non-discriminazione (ma creando persino “privilegi” - ad esempio colpire un omosessuale è reato peggiore che colpire un cattolico - forse la fomentano), fanno diventare “reato” anche il poter dare giudizi morali su certi atti sessuali. Coerentemente diventerebbe reato anche solo proclamare il primo capitolo della lettera di S. Paolo Apostolo ai Romani (leggi) (che è “Parola di Dio” … e noi “Rendiamo grazie a Dio”!).

Addirittura c’è il divieto di parlare, anche a chi desidera liberamente poter cambiare, di “terapie riparative” dell'omosessualità (v. quella dello psicologo americano Nicolosi, che pur è corredata da inconfutabili e positivi risultati). Persino all’interno del mondo gay c’è una violenta discriminazione nei confronti di coloro che non sono allineati all’ideologia omosessualista, ad esempio non sono d’accordo all’adozione/produzione di figli per le coppie omosessuali (v. Elton John contro Dolce e Gabbana).

Ebbene, proprio in questi giorni, nella laicissima Francia (tra l’altro non a caso nell’800 nazione privilegiata da numerose e importanti apparizioni mariane, da Rue du Bac a Lourdes), l’Assemblea Nazionale - che pochi mesi orsono aveva già soppresso, nell’ambito della riforma del sistema sanitario, la “pausa di riflessione” di una settimana prima di abortire - legifera per rendere vietato opporsi, anche solo come “idea”!, all’aborto. Tale legge punirà infatti con 2 anni di carcere e € 30.000 di multa persino tutti quei siti pro-life che parlano del diritto alla vita (questo sì che è invece un diritto fondamentale) e aiutano le donne, ad esempio incerte se abortire o no, a comprendere; e tali siti potrebbero essere oscurati per legge. Anche aiutare una donna a capire e desistere dall’aborto, aiutandola anche a livello psicologico e persino economico (come fanno anche in Italia tanti “Centri di aiuto alla vita”), può in questo modo diventare un “reato”. Si tratta di “reato di intralcio”, altro capolavoro del linguaggio di menzogna inventato dal nuovo pensiero unico (o dal “padre della menzogna”?).

Anche il presidente del vescovi francesi, monsignor Georges Pontier, ha vivacemente protestato, inviando una lettera al presidente François Hollande, opponendosi vigorosamente a tale legge presentata dal governo (queste alcune delle sua parole: “L’interruzione volontaria di gravidanza rimane un atto pesante e grave che interroga profondamente la coscienza. In situazioni difficili, sono numerose le donne che non sanno se portare a termine o meno la gravidanza e avvertono il bisogno di parlarne con qualcuno, cercare un consiglio”; con questa legge “le donne non trovano più alcun sostegno ufficiale al loro interrogativi di coscienza”; tali siti internet che il governo vorrebbe rendere illegali “compensano pure l’assenza di luoghi di ascolto” mentre “il loro successo prova che essi rispondono ad un’attesa”; sottolinea inoltre che “questi siti prestano ascolto a tutti, non solo a chi è incerto sull'aborto, ma anche a chi ha già abortito e deve elaborare tale ferita”; essi garantiscono così un aiuto e uno “spazio di libertà”).

Invece il Senato francese non solo approva tale legge, quindi il divieto di “siti internet che aiutano la donna a capire e a non abortire”, ma la inasprisce, punendo per legge anche chiunque possa «esercitare pressioni morali e psicologiche con ogni mezzo nei confronti di persone che cercano d’informarsi sull’interruzione volontaria della gravidanza». E il governo socialista, per accelerare l’iter di tale legge (come vediamo, così è stato anche in Italia per le “unioni civili”, in questi casi le procedure diventano improvvisamente e misteriosamente capaci di accelerare i tempi e di negare di fatto la possibilità parlamentare di opporvisi), si avvale del diritto di evitare il ritorno della nuova bozza all’Assemblea Nazionale, per una seconda lettura.

Come si vede, le democrazie occidentali diventano sempre più spudoratamente “dittature del relativismo”, con tanto di impossibilità di opporvisi e persino di far conoscere un pensiero diverso, creando appunto “reati di opinione” e persino la possibilità di porsi e parlare da punti di vista (ammesso e non concesso che siano solo punti di vista) diversi da ciò che certi poteri occulti impongono, ora anche per legge.



30.11.2016

Sbarchi: quanto potrà ancora permettersi l’Italia?

Quando manca ancora un mese alla fine del 2016, il Ministero dell’interno fornisce oggi questi dati, in riferimento agli sbarchi di immigrati illegali giunti in Italia lungo il presente anno: 171.000, cui va aggiunto il triste numero di 4.600 persone annegate durante l’attraversamento del mare. Dunque fin d’ora il 2016 risulta un anno record per i flussi di clandestini (furono 170.100 in tutto il 2015 e 152.840 nel 2014).

Tra questi immigrati registrati vi sono 35.716 nigeriani, 20.100 eritrei, 12.352 che provengono dalla Guinea, 11.406 dalla Costa d’Avorio e 11.022 dal Gambia (nessuno di questi Paesi è in guerra; quindi non rientrano in quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951, che impone di accogliere chi fugge direttamente da un paese in guerra; la stessa Convenzione prevede peraltro che possa comunque essere espulso chi non rispetta le leggi del Paese accogliente o costituisca una minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico).

L’80% di questi clandestini sono maschi giovani. Ma il presente anno ha conosciuto pure il triste record di sbarchi di minori non accompagnati: da gennaio 22.772 (mentre 12.360 in tutto il 2015).

Attualmente in Italia, risultano ufficialmente presenti nei centri di accoglienza 176.720 persone (erano 103.792 nel 2015). A queste cifre sfuggono ovviamente coloro che sono riusciti ad entrare in Italia senza controllo e gli altri che sono fuggiti dai centri di accoglienza.

Dal 2014 sono sbarcate illegalmente in Italia 500.000 persone. Oltre a coloro che sono ancora ufficialmente in Italia (appunto 176.720), si stima che altri 200.000 vivano clandestinamente di espedienti (anche criminali), vagando per il Paese, o cercando di raggiungere Svizzera, Francia e Austria; mentre 100.000 sono già riusciti a scappare illegalmente verso il Nord Europa.

Il programma europeo di ricollocamento nei Paesi della UE è stato volutamente fatto fallire: dei 40.000 immigrati illegali giunti in Italia che dovevano essere collocati in altri Paesi UE (cifra che peraltro sarebbe resa comunque vana dall’attuale incremento degli sbarchi), sono stati accolti da tali Paesi solo 1.800!

Secondo un recente rapporto dell’ONU, in Italia si conta una media di circa 450 arrivi di clandestini al giorno (a confronto dei 75 arrivi in Grecia, dopo il loro blocco in Turchia). Secondo infatti l’accordo con la Turchia (voluto soprattutto da Angela Merkel, che, accortasi dell’impraticabilità politica ed economica di un’apertura anche se regolata a tale immigrazione clandestina, ha fatto una rapida inversione a U nelle sue decisioni in materia), tale Paese (la Turchia di Erdogan) - in cambio di 6 miliardi di euro sborsati dall'Europa (!) e di un possibile quanto scriteriato futuro ingresso nella UE – non deve più far partire dalle sue coste i clandestini diretti in Grecia e in Europa. Tali persone, ora bloccate in Turchia, sono addirittura 3,5 milioni (per lo più siriani, iracheni, afghani e pakistani). Ma Erdogan - che ha portato la Turchia nel complicatissimo scontro e groviglio di interessi economici e strategici delle potenze internazionali che sta dietro la guerra che ormai da anni dilania la Siria e il nord dell’Iraq (mettendosi come ovvio a fianco degli USA e delle potenze islamiche sunnite, Emirati e ISIS compresi, contro la Russia e le potenze islamiche sciite - v. News del 28.09.2016 - nel frattempo fornendosi abbondantemente del petrolio estratto dal Califfato e persino vendendolo all’Occidente) - ha già più volte minacciato, qualora non fosse più sostenuto dalla UE, di aprire le porte e di provocare quindi lo sbarco in Europa di milioni e milioni di immigrati.

Sarebbe un’ecatombe … per loro e per noi.

Del resto è quanto è già successo e succede, sia pur in proporzioni minori, dopo la destabilizzazione della Libia (e l’uccisione di Gheddafi), voluta dagli USA (di Obama e della Clinton), dalla GB e dalla Francia; che poi hanno chiuso le frontiere, abbandonando così l’Italia alle conseguenze che vediamo ogni giorno sulle nostre coste e nell’intero nostro Paese e facendo del Mediterraneo un tragico cimitero.




23.11.2016

Verso la “beatificazione” di Carlo Acutis, ragazzo milanese di oggi

Avevamo già parlato, in una News del gennaio 2013 in occasione della pubblicazione di un libro su di lui (leggi), di Carlo Acutis, un ragazzo milanese nato nel 1991 e morto a soli 15 anni di leucemia fulminante, e che rappresenta uno straordinario esempio di santità di un adolescente di oggi.

Oggi si è conclusa all’Arcivescovado di Milano la fase diocesana del suo processo di beatificazione, che potrà così proseguire presso la Santa Sede.

Quello di Carlo è un bellissimo esempio di come un ragazzo di oggi, normale, molto intelligente, bello, sportivo, con tanti amici e persino dotato di un’incredibile capacità informatica (tanto da creare lui stesso persino degli algoritmi e da essere considerato geniale anche da alcuni professori laureati in informatica; per questo qualcuno già lo pensa come possibile “patrono del web”), possa essere santo, non solo per la sua bontà e senso del dovere, ma soprattutto per il suo grande amore a Gesù, e di conseguenza all’Eucaristia, e per il suo desiderio di stare con Lui e di piacere a Lui in tutto.

Per questo può essere un grande stimolo alla santità anche per tanti ragazzi di oggi, invece di essere attirati all’opposto dalla mentalità dominante e da tanti idoli contemporanei spesso velenosi, con il vuoto esistenziale che ne deriva, con la perdita della fede e quindi col pericolo della perdita della propria anima e della stessa dannazione eterna.

Carlo, nato a Londra ma cresciuto a Milano, diede qualche segno particolare di santità già a 7 anni, quando, con una misteriosa impazienza e fervente amore, volle con insistenza ricevere in anticipo di un anno e con grande fervore la Prima Comunione. Da allora andò a Messa tutti i giorni, così come ogni giorno recitava il Rosario; e ogni domenica si confessava. Si sentiva sempre più attirato dall’Eucaristia, che in modo eloquente e significativo chiamava “la mia autostrada per il Cielo”.

Aveva pure una spiccata devozione per la Madonna, che simpaticamente già definiva “l’unica donna della mia vita”.

Intelligente, bello, sportivo, gioioso, sapeva essere amico di tutti; e tutti lo cercavano con simpatia. Ma non perdeva occasione per parlare di Gesù. Sapeva aiutare l’anima anche dei suoi giovani compagni. Riuscì persino a convertire e portare al Battesimo una donna induista. Era già un giovanissimo catechista ed esercitava la carità anche presso i senzatetto.

Aveva frequentato le elementari e le medie presso le suore Marcelline; e aveva cominciato a frequentare il liceo classico Leone XIII di Milano.

Pur così giovane scriveva, con grande saggezza cristiana: “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo. Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie; e sono la Parola di Dio e l’Eucarestia gli strumenti per rimanere unici e non uniformarsi”.

A 15 anni lo colpì una leucemia fulminante. Ai medici che gli chiedevano se soffrisse rispondeva “c’è chi sta peggio di me”; e offrì tutte le sue sofferenze al Signore, per il Papa e per la Chiesa, dicendo “affinché la mia anima possa andare dritta in Paradiso”.

Il libro, di cui abbiamo già parlato e che rappresenta la sua prima biografia, è di Nicola Gori e porta per titolo “Eucarestia. La mia autostrada per il Cielo. Biografia di Carlo Acutis” (Ed. S. Paolo, 2011). Anche su YouTube ci sono bei filmati su di lui e persino fatti da lui (basta digitare il suo nome).




19.11.2016

L’altra Europa, cristiana: la Polonia

Oggi il presidente polacco Andrzei Duda, insieme ai vescovi cattolici polacchi, con una cerimonia tenutasi nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia (quello accanto al monastero di Santa Faustina), ha ufficialmente riconosciuto Cristo come Re della Polonia.

Una mozione in tal senso - sostenuta dalla “Lega delle famiglie polacche”, dal partito conservatore “Diritto e Giustizia” e dal Partito Popolare Polacco - era stata discussa e approvata dal Parlamento.

Qualcosa di analogo a quanto avvenne 350 anni fa, quando il re Giovanni Casimiro incoronò la Vergine Maria come Regina onoraria della Polonia.

Durante la cerimonia le autorità presenti, con una preghiera che poi è stata ripetuta in tutte le parrocchie della Polonia, hanno invocato N. S. Gesù Cristo di “governare sulla nazione, sul popolo e sui leader politici”, con queste parole: “Oh immortale Re dei Secoli, Signore Gesù Cristo, nostro Dio e Salvatore, inchinandoci davanti a Te, Re dell’Universo, riconosciamo il Tuo dominio sulla Polonia e sul popolo polacco, in patria o nel mondo. Con il desiderio di adorare la maestà della Tua gloria e della Tua potenza, con grande fede e amore, chiediamo a gran voce: governaci, Cristo!”.

Decisamente un’altra Europa, ancora o di nuovo cristiana; opposta all’apostasia in atto dell’Europa occidentale.



31.10.2016

Come Hillary Clinton vorrebbe addomesticare la Chiesa Cattolica e perseguire la “cultura della morte”

Abbiamo già riportato (v. News del 23.08.2016) alcuni fondamenti persino “diabolici” nel processo formativo culturale e politico della Hillary Clinton.

Dentro lo scandalo della rivelazione di sue e-mail private (caso Wikileaks), pubblicazione su cui si può avere qualche remora ma il cui contenuto non è stato smentito dall’interessata ed è inquietante, emerge pure un preciso progetto di “addomesticamento” della Chiesa.

Le e-mail rivelano infatti che il consigliere più stretto e storico collaboratore della Clinton la induceva a fomentare una “primavera cattolica” in seno alla Chiesa Cattolica, insinuando in essa idee progressiste e rivoluzionarie fino a farla implodere.

Così, in risposta ad una e-mail di Sandy Newman (ex-dipendente e amico intimo del presidente Obama, braccio destro di Hillary Clinton e Presidente e fondatore dell’organizzazione no-profit di stampo progressista Voices for Progress), in cui si riteneva una necessità promuovere questa “rivoluzione” all’interno della Chiesa Cattolica (“C’è bisogno di una Primavera Cattolica, in cui gli stessi cattolici reclamino la fine di quella che è una dittatura medievale e l’inizio di una piccola democrazia che rispetti l’equità di genere nella Chiesa cattolica”), il presidente della campagna elettorale della Clinton, John Podesta, lo tranquillizza e gli chiede di avere fiducia in lui e nei suoi amici, che hanno creato organizzazioni concepite esplicitamente per infiltrarsi nella Chiesa cattolica con le loro ideologie progressiste. Ma lo avverte che non è ancora arrivato il momento adatto ad una rivoluzione totale (“Abbiamo creato Catholics in Alliance for the Common Good per essere pronti ad un evento del genere. Ma penso che non abbia, al momento, la leadership adatta. Come altre primavere, penso che anche questa debba muoversi dal basso verso l’alto”).

L’organizzazione Catholics in Alliance for the Common Good (CACG) fu fondata da Tom Periello nel 2005. Del suo consiglio di amministrazione fa parte anche Fred Rotondaro. Entrambi sono colleghi del Center for American Progress, fondato proprio da John Podesta. Rotondaro vuole spingere tra l’altro la Chiesa Cattolica all’ordinazione delle donne e afferma pure che il “sesso gay viene da Dio”.

Sempre in risposta ad una e-mail - questa volta di John Halpin (senior fellow del “Center for American Progress”, un think-tank democratico), piena di invettive contro quei cattolici “conservatori” che “ragionano in modo schematico, hanno idee radicalmente retrograde sulle relazioni di genere e ignorano totalmente il concetto di cristianesimo democratico” - John Podesta risponde confermando questo suo giudizio e approvando queste invettive.

Al che il Presidente della Camera dei Rappresentanti Paul Ryan, repubblicano eletto nel Wisconsin, ha condannato queste affermazioni offensive con queste parole: “Disprezzare la Chiesa cattolica accusandola di essere ‘gravemente retrograda’ è un insulto a milioni di persone in tutto il paese … e queste dichiarazioni rivelano comunque l’approccio ostile della campagna di Clinton verso la gente di fede in generale. […] Tutti gli statunitensi credenti dovrebbero considerare a fondo queste dichiarazioni e decidere se questi siano i valori che vogliamo che rappresenti il nostro prossimo presidente. Se Hillary Clinton continua ad assumere persone così intolleranti e con tali pregiudizi, è chiaro quali siano le sue priorità”.

Che le grandi lobbies di potere americano cerchino in ogni modo di fagocitare e poi distruggere la vera fede cristiana lo si evince persino da un recente rapporto della “Commissione americana sui diritti civili”, in cui si afferma che «la “libertà religiosa” continuerà a essere un concetto “ipocrita” fino a quando resterà un sinonimo di discriminazione, intolleranza, razzismo, sessismo, omofobia, islamofobia, supremazia cristiana e ogni altra forma di intolleranza».

Intanto nel programma elettorale della Clinton, in cui campeggiano tutti gli slogan delle battaglie radicali anticristiane (ideologia di gender, cultura omosessualista Lgbt, diritto assoluto all’aborto…) emerge un’ulteriore drammatica deriva contro la vita! Così, nell’ultimo dibattito televisivo per le elezioni USA, quindi di fronte a decine di milioni di americani a cui chiede il voto, la candidata democratica alla Casa Bianca ha affermato che il diritto all’aborto deve essere assoluto e non deve essere limitato da nessuna legge; è arrivata addirittura a difendere persino il diritto al “partial birth abortion”, l’aborto a nascita parziale, cioè l’aborto volontario a fine gravidanza, cioè la possibilità di uccidere il bambino anche al momento del parto!



21.10.2016

Suicidio demografico dell’Italia

La valanga dell’irresponsabile calo delle nascite in Italia diventa sempre più preoccupante e prospetta un futuro allucinante, da suicidio demografico. Dopo decenni che la Chiesa lo denuncia e prospetta che occorre certo pure un cambiamento di mentalità - la denatalità è infatti anche un segno della perdita dell’autentica fede cristiana del popolo italiano (la regolazione delle nascite va vissuta alla luce della volontà di Dio e la contraccezione è peccato) - ma è urgente porre finalmente in atto politiche a favore della famiglia e della natalità (entrambe invece sempre più penalizzate a livello fiscale ed economico), ora finalmente aumentano anche gli allarmi e lo sconcerto anche tra i laicisti e coloro che nei decenni passati fomentavano invece la paura della sovrappopolazione (cfr. ad esempio Repubblica on-line del 20.10.2016).

La questione del peso economico di un figlio ha ovviamente una grande importanza (per questo la natalità va sostenuta anche politicamente, economicamente, fiscalmente), tanto più in un tempo di grave e persistente crisi come l’attuale. Ma la questione della mentalità, della coscienza, cioè dell’impostazione di vita in base o no a certi valori, ha ancora più peso. Infatti, nonostante il periodo di crisi economica che il nostro Paese sta vivendo ormai da anni, il maggior numero di nascite si registra tra coloro che rientrano nelle fasce di reddito più basse. Il drastico calo della natalità in Italia, tanto da essere sceso drammaticamente da anni sotto lo stesso “tasso di sostituzione”, si è registrato infatti dopo la legge sul divorzio (1970) e si è impennato dopo quella sull’aborto (1978); ed è stato ed è proporzionale alla crescita di influenza culturale (economicamente e politicamente pilotata in Occidente) operata da quel potere culturale che cerca in ogni modo di destrutturare la famiglia (il grande potere culturale occidentale e pure italiano da quarant’anni a questa parte ha descritto la famiglia come la panacea di tutte le frustrazioni dell’individuo, di tutte le aspirazioni personali, svalorizzando se non demonizzando la figura del padre e presentando le donne madri di famiglia come povere fallite improduttive e non capaci di realizzarsi nella società).

Il dato fornito dall’Istat riguardo ai primi 6 mesi del 2016 ha infatti dell’inaudito e del drammatico: rispetto anche solo allo stesso periodo dello scorso anno i nati sono diminuiti del 6% (14.600 nascite meno, come se in questi mesi a Roma non fosse nato neppure un bambino!), un calo mai registrato (in numeri assoluti significa 221.500 nuovi nati contro i 236.100 di un anno fa; tra l’altro nel 2015 si è passati dal 2% in meno del 1° semestre al 3% in meno del 2° semestre, il che vuol dire che a fine anno il calo potrebbe essere persino superiore al 6%).

Inoltre, all’opposto, nel 2015 si è registrato un incredibile aumento della mortalità, mai registrato prima (potrebbe essere persino il frutto una eutanasia nascosta per non portare il peso economico dei malati cronici?): 647.000 decessi, 49.000 in più rispetto al 2014 (cioè un + 8,2%).

Il cosiddetto “saldo naturale”, cioè la differenza tra nati e morti, l’anno scorso aveva così toccato il picco record di 162.000. Quest’anno in Italia potrebbero quindi esserci a fine anno 130.000 cittadini in meno (il 2° valore più alto da quando questa voce è finita in rosso, cioè dal 1983).

Questi dati dicono inoltre che se da anni le nuove nascite sono dovute anche alla forte presenza degli immigrati (il 20% dei nuovi nati; altrimenti il sistema previdenziale italiano sarebbe già fallito da anni!), ora anche loro hanno drasticamente diminuito il numero dei figli.

Ormai gli antichi promotori della riduzione delle nascite si stanno ricredendo e allarmando e anche i più asettici analisti prospettano (demograficamente, economicamente, politicamente) la possibilità di un crollo totale del sistema Italia in pochi anni, se non si inverte tale tendenza negativa.

Nonostante ciò, l’attacco alla vera famiglia, luogo naturale e ovviamente idoneo alla nascita e all’educazione dei figli, continua anche a livello politico nella sua perversa accelerazione: divorzio lampo, unioni civili, matrimonio egalitario, adozioni per single e coppie dello stesso sesso, regolamentazione della gestazione per altri (utero in affitto), fecondazione eterologa. Uno stravolgimento normativo del diritto di famiglia, che ha come principio guida la necessita di sganciare la procreazione e la filiazione da ogni forma di legame biologico. Insomma, i figli non devono essere una prerogativa di un progetto di vita insieme tra un uomo e una donna. Il conto di questo terribile silenzioso “terremoto” sarà presentato molto presto, non servirà attendere le prossime statistiche.



16.10.2016

Proclamato Santo il ragazzo che ha combattuto ed è morto per difendere la fede cattolica nel Messico (… e censura italiana)

Oggi il Papa, durante la S. Messa in piazza S. Pietro, ha canonizzato (cioè proclamato Santi) alcuni Beati, tra i quali il giovanissimo José Sánchez del Río (1913-1928), martire, ucciso in odio alla fede cristiana cattolica durante il terribile scontro che i cristiani del Messico hanno dovuto sostenere nei primi decenni del secolo scorso per fronteggiare l’ateismo di stato e la ferocissima persecuzione anticattolica posta in atto in quel Paese dal potere massonico che lo governava.

Il cattolicissimo Messico, infatti, nella seconda metà del XIX secolo cadde sotto l’influenza politica degli Stati Uniti (in gran parte protestante) e fu governato da un’élite politica i cui membri erano quasi tutti membri della massoneria. Tale intolleranza nei confronti dei Cattolici crebbe ancor più agli inizi del XX secolo. Nel 1915 vennero assassinati ben 160 sacerdoti. Nel 1921 qualcuno tentò addirittura di distruggere il santuario e l’immagine miracolosa di N.S. de Guadalupe (prima apparizione della Madonna in America e Patrona di tale continente). Infine nel 1926 il Presidente P. E. Calles, dopo aver inutilmente tentato di costituire una Chiesa nazionale separata dal Papa (secondo il solito cliché ripetuto più volte nella storia e ancor oggi applicato dalla Cina comunista), promulgò una legge che limitava fortemente la libertà religiosa (chiusura delle scuole cattoliche e dei seminari, esproprio delle chiese, scioglimento di tutti gli ordini religiosi, espulsione dei sacerdoti stranieri e imposizione di un “numero chiuso” per quelli messicani, che avevano l’obbligo di obbedire alle autorità civili e il divieto di usare l’abito talare, divieto per tutti di utilizzare espressioni come: «Se Dio vuole» o «a Dio piacendo»; si impose agli impiegati cattolici di scegliere tra la rinuncia alla propria fede o la perdita del posto di lavoro). Si registrarono in tutto il Paese attacchi ai fedeli che uscivano da Messa e disordini durante le processioni religiose, spesso incitati dalle autorità civili.

Dapprima i Cattolici tentarono in tutti i modi di opporsi, con forti ma pacifiche proteste pubbliche, raccogliendo petizioni per cambiare tale legge liberticida, istituendo una Lega nazionale per difendere la libertà religiosa. Il governo rispose con ancora più intolleranza e proibendo ogni culto pubblico alla fede cattolica (dal 1.01.1926 non si poté più celebrare un Battesimo o una S. Messa se non clandestinamente). Il 28.11.1926 il Papa (Pio XI) denunciò tale persecuzione con un’Enciclica (“Iniquis Afflictisque”); risolleverà la sua protesta nel 1932 (Enciclica “Acerba animi”) e nel 1937 (Enciclica “Firmissimam Constantiam”).

Risultati inutili tutti gli sforzi pacifici per veder garantito il fondamentale diritto alla libertà religiosa e crescendo la violenza contro la Chiesa Cattolica, gran parte della popolazione insorse contro il governo e tra il 1926 e il 1929 molti uomini cattolici si organizzarono in un vero e proprio esercito clandestino, che, al grido di “Viva Cristo Re!” (per questo furono chiamati Cristeros), mosse battaglia contro il governo oppressore. Tale sollevazione popolare fu chiamata Cristiada. Tale esercito era composto da giovani, contadini, operai, impiegati, studenti e persino adolescenti; si arrivò nel 1929 a 50.000 combattenti. Il loro motto era ¡Viva Cristo Rey!, il loro stemma la Madonna di Guadalupe; recitavano tutti i giorni il Rosario e se c’era un sacerdote si partecipava ogni giorno devotamente alla Santa Messa. Ogni tentativo del governo di reprimere tale rivolta e di vietare la pratica religiosa (con un Decreto del 23.12.1927 si giunse a condannare alla fucilazione chiunque avesse chiesto un Sacramento, fosse anche la Confessione) risultò inutile. La popolazione voleva rimanere cattolica e sosteneva anche questo esercito con la propria protezione e gli aiuti materiali. Dal 1926 al 1938 furono uccisi decine di migliaia di questi uomini che si opponevano anche armati alla persecuzione antireligiosa. Gran parte dei sacerdoti cattolici furono uccisi o esiliati.
Ebbene, tra i giovanissimi che nel 1927 vollero ad ogni costo partecipare a tale rivolta, mossi dalla loro fervida fede cristiana, ci fu anche il quattordicenne José Sánchez del Río. Inizialmente, data la giovanissima età (14 anni!), i capi dei Cristeros non volevano accoglierlo; ma poi, vista la sua fede intrepida e il suo già virile coraggio, lo accettarono, almeno come portabandiera. Subito si vide che quel ragazzo brillava di una vita di fede fuori dal comune e di un coraggio che solo la sua profonda unione con Gesù poteva dargli. Quando poi fu catturato, nonostante la sua età, per spingerlo a rinnegare la sua fede cattolica, fu torturato (gli tagliuzzarono la pianta dei piedi e poi lo obbligarono nel sangue a camminare sui sassi a piedi nudi, fino a giungere alla fossa già preparata per lui), ma non ottenendo lo scopo fu accoltellato e ucciso. Morì continuando a pregare e a dire “Viva Cristo Re!” (v. la scena di questo atroce martirio, anche se con sottotitoli in francese, nel seguente filmato: www.youtube.com/watch?v=ul39YhbZLrQ&feature=player_detailpage).

Questo il ragazzo che Benedetto XVI ha proclamato Beato nel 2005 e oggi Papa Francesco ha proclamato Santo!

La sua biografia, scritta dal postulatore della sua causa di canonizzazione, è contenuta nel seguente libro: Fidel González Fernández, “José Sánchez del Río” (Il giovane martire che diede la vita per la fede), Cristiada, Dominus Production Edizioni, 2016 (cfr. http://shop.dominusproduction.com/)

La vicenda dei Cristeros messicani, e specialmente di questo ragazzo martire (José) e del generale capo dei Cristeros (Enrique Gorostieta Velarde), è stata presentata nel bellissimo film “Cristiada”, prodotto nel 2011 con la regia di Drean Wright (www.cristiada.it) (v. anche https://www.youtube.com/watch?v=puc0imvThoQ). Ha fatto il giro del mondo e commosso milioni di persone. S’è fatta invece molta resistenza al suo doppiaggio in italiano (2015) ed è stato praticamente boicottato, quasi impedendo la sua proiezione (2016) nei cinema italiani! In questa sera del giorno della canonizzazione di José, è stato finalmente trasmesso in Italia da TV2000 (TV della CEI).



 

28.09.2016

Islam e Califfato … USA e RussiaEuropa e Italia

Il nuovo Califfato dell’era contemporanea (“califfo” è nome che deriva ed indica fin dall’inizio i “successori di Maometto” alla guida dello stato islamico) è stato proclamato nel giugno 2014 e si è costituito con la conquista del nord dell’Iraq e dell’est della Siria (chiamato Daesh o ISIS).

In quanto potenza musulmana “sunnita” è quasi sicuramente protetto e finanziato dall’Arabia Saudita, alleata degli USA, e da molti Emirati Arabi. Per questo nessun potere occidentale blocca le banche e smette di comprare petrolio del Califfato. Per lo stesso motivo, e per impedire l’influenza russa in Medio Oriente, gli USA combattono il Presidente siriano Assad (che è invece alauita, cioè “sciita”) e solo formalmente combattono l’ISIS.

La volontà degli USA di mantenere salda l’alleanza con l’Arabia Saudita è emersa in questi giorni anche dal veto, criticato non solo dai Repubblicani ma persino dai democratici del Congresso (veto che infatti il Congresso ha poi in modo inaudito respinto, con grande "imbarazzo" della Casa Bianca), posto dal Presidente Obama alla nuova “legge contro gli Stati sponsor del terrorismo”, normativa che permette tra l'altro ai parenti delle vittime dell’11.09.2001 (2996 morti) di denunciare l’Arabia Saudita, accusata di aver segretamente sostenuto quegli attentati contro New York e Washington. Non a caso 15 dei 19 appartenenti di quel commando che ha compiuto il più grande atto terroristico di tutti i tempi erano infatti sauditi (eppure la successiva guerra di risposta è stata fatta dagli USA contro Afghanistan e Iraq!). Il dibattito sulla nuova legge è incominciato poi con l’emergere di un nuovo rapporto, prima segreto poi pubblicato a giugno dal Congresso, secondo cui, se non sono mai emerse prove sul coinvolgimento diretto dell’Arabia Saudita nella preparazione degli attentati dell’11 settembre, rimane pur vero che i membri di quel commando terroristico, oltre ad essere in maggioranza dell'Arabia Saudita, avevano contatti in territorio statunitense con funzionari sauditi e almeno alcuni di loro avevano persino legami con membri del governo della monarchia saudita.

“Il patto di alleanza con l’Arabia Saudita risale ai tempi della Seconda Guerra Mondiale ed è essenzialmente un patto economico (fornitura di petrolio) oltre che militare (garantire la stabilità nel Golfo, assieme alle altre monarchie tradizionali sunnite). Per settant’anni, tuttavia, i governi americani che si sono succeduti non hanno mai messo in dubbio la legittimità di una monarchia che applica, al suo interno, la versione più intransigente della sharia (non troppo diversa da quella applicata dal Califfato) e all’estero predica la versione più jihadista dell’islam. Sono i petroldollari sauditi che, nel corso dei decenni, hanno permesso la proliferazione di madrasse, moschee radicali e movimenti politico-culturali jihadisti in tutto il mondo (ruolo oggi conteso dal Qatar). Gli Usa hanno difeso l’Arabia Saudita dall’aggressione di Saddam Hussein con la guerra del Golfo del 1991; e nei decenni successivi hanno investito miliardi di dollari nella sicurezza saudita. Subito dopo l’11 settembre, l’Arabia Saudita si è schierata ufficialmente con gli USA nella lotta al terrorismo; e dal 2014, Riad è parte della Coalizione che sta contrastando l’Isis in Iraq. Nonostante ciò, non è mai stato chiaro fino a che punto la monarchia di Riad sia sinceramente impegnata nella lotta al terrorismo islamico (soprattutto al suo interno) o non faccia piuttosto il doppio gioco” (da NBQ, Stefano Magni).

Se dopo la guerra americana all’Iraq e l’eliminazione del suo dittatore (Saddam Hussein) nessuno è stato di fatto più in grado di governare davvero quel Paese, con successiva ritirata USA, così da permettere appunto persino la nascita del Califfato; analogamente l’attacco contro la Libia (con forti pressioni della Hillary Clinton) e l’uccisione del suo dittatore (Gheddafi) ha creato una situazione praticamente ingovernabile anche in quel Paese, tanto da permettere anche lì il sorgere del Califfato; e proprio di fronte alle coste siciliane, invase anche per questo ormai non più da profughi ma da una vera e propria ingovernabile "trasmigrazione" di popoli, provenienti anche dal sub-Sahara, oltre che dal Medio Oriente.

La politica estera americana di questi anni, che ha promosso pure le cosiddette "primavere arabe", non ha avuto forse la vista lunga. E non ha forse previsto bene neppure la rinascita economica e militare della Russia. Infatti il presidente russo Putin ha potuto tornare a far valere il suo ruolo sia in Medio Oriente - appoggiando il Presidente siriano Assad, così come il regime “sciita” dell’Iran, in contrasto invece con la Turchia, forte paese musulmano ma appartenente alla NATO e alleato degli USA (che hanno fatto di tutto perché addirittura entrasse nell’Europa Unita!) - come pure in Europa (vedi la situazione in Ucraina, dove l’influenza americana cercava di estendersi ma si è trovata di fronte quella storica russa).

Ebbene, ora veniamo a sapere che anche nella regione balcanica - che, dopo la disintegrazione della Yugoslavia, ha conosciuto negli anni ’90 una guerra con centinaia di migliaia di morti - fuochi di intolleranza se non di addirittura di guerra covano ancora in Bosnia-Erzegovina, dove specie in Bosnia permangono molti Serbi (sostenuti dalla Russia e avversati da UE e USA) che vogliono riunirsi alla Serbia (v. il Referendum del 25.09.2016), ma cresce a vista d’occhio pure una presenza musulmana radicale, vicina al Califfato (è noto che i musulmani sono stati presenti in quella terra per secoli e la loro presenza è massiccia ancor oggi; del resto basta andare ad esempio già nella zona di Mostar, a pochi km. da Medjugorje, per vedersi circondati da moschee e minareti).

Dunque, oltre alla presenza in Europa di decine di milioni di musulmani, alcuni dei quali si sentono comunque in “guerra” contro l’Occidente (tanto da aderire realmente o idealmente agli ordini del Califfato e lanciarsi pure in terrificanti atti di terrorismo, anche individuale), presenza in continuo aumento non solo per il loro noto incremento demografico ma per il continuo loro arrivo legale e ancor più clandestino (e ora l’Italia è lasciata sempre più sola ad accoglierli), l’Europa - che sembra interessarsi solo alle più deliranti conseguenze della rivoluzione sessuale in atto dal ‘68 - si scopre sempre meno cristiana, sempre più nichilista, ma soprattutto ormai sempre più musulmana e per di più persino attanagliata dentro una morsa di paesi islamici tendenzialmente estremisti.


23.09.2016

La libertà religiosa in Cina (nuovo grave atto)

Una nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose è stata diffusa in Cina e dovrebbe essere approvata il prossimo 7 ottobre. Nonostante un’apparente maggior apertura (si parla ad esempio di possibilità di costruzioni religiose - dopo le invece anche recenti distruzioni di chiese e di croci - ma con regolamentazione, controlli e un’asfissiante procedura burocratica e politica per ottenere i permessi, tanto che il Partito stabilisce persino l’altezza delle statue e il colore delle croci!), essa rappresenta in realtà un’ulteriore e sempre più invasiva pretesa del Partito Comunista (governo) di gestire in proprio la religione, anche la vita delle comunità cristiane, specie cattoliche. Fra le “attività illegali” vi è ad esempio menzionata la “dipendenza dall’estero” (e quindi anche dal Vaticano e dal Papa); e questo potrebbe rappresentare addirittura la fine della “Chiesa sotterranea” (quella che rimane fedele al Papa e non accetta che i Vescovi siano nominati dal Partito, come vuole il governo e come accetta invece la cosiddetta “Chiesa patriottica”). Ufficialmente si riconosce la libertà religiosa e di culto (come sempre nella storia del comunismo, anche nell’Europa centro-orientale prima del 1989, con eccezioni negative come nel caso dell’Albania, dove l’ateismo era addirittura “religione di stato”), ma di fatto la si nega. Ai membri del partito, ad esempio, è proibito praticare la religione anche in privato, persino quando sono andati in pensione (nonostante ciò giunge notizia di moltissime conversioni a Gesù anche all’interno dello stesso Partito Comunista Cinese).

Nella nuova legge sono considerate “attività religiose fuorilegge” pure i viaggi all’estero e i pellegrinaggi senza il consenso del governo. Le comunità religiose non possono neppure ricevere personale dall’estero senza il permesso del “Dipartimento per gli affari religiosi del Consiglio di Stato”; il che significa pure che sarà arduo accogliere ed avere il sostegno anche di sacerdoti, missionari o insegnanti provenienti dall’estero (già ora se ne vedono i frutti: seminari teologici come quello di Pechino, che una volta ospitava decine di insegnanti stranieri, ora riescono a malapena ad avere il permesso per due o tre).

Nelle scuole di Stato è poi proibito svolgere attività religiose (pure la conoscenza della religione), mentre lo Stato ha il diritto a costringere e far seguire lezioni di ateismo e di marxismo, anche nelle scuole religiose.


15.09.2016

Eterofobia omosessualista

Che sotto il pretesto del rispetto e della non discriminazione - principi ovviamente giusti e pure profondamente cristiani, nei confronti di tutte le persone - le potenti lobbies omosessuali (e Lgbt) stiano progressivamente imponendo a tutti i governi occidentali (e tendenzialmente a tutto il mondo, persino con ricatti di tipo legale ed economico) di promuovere l’omosessualità e la teoria “gender” (genere sessuale come libera scelta individuale!), persino nelle scuole primarie, è un dato purtroppo evidente. Così come è chiaro che tale imposizione assuma sempre più le caratteristiche vere e proprie di una dittatura (l’attuarsi appunto della annunciata "dittatura del relativismo”), con tanto di divieto, tipico appunto delle dittature, di poter dissentire, pena non solo l’ostracismo sociale ma di poter subire pesantissime conseguenze penali e persino economiche (anche per le grandi industrie, come visto nel caso Barilla e non solo - v. News del 2.09.2015, in Archivio). E' addirittura sempre più evidente come sia ormai impossibile dissentire dai dogmi di tale ideologia e crescente dittatura persino da parte dei membri dello stesso mondo omosessuale (come si vide ad esempio già nel caso Dolce & Gabbana - v. stessa News).

Ecco in proposito delle inquietanti notizie, proveniente questa volta dall’Australia.

Ogni anno ad Adelaide si organizza un Festival che «celebra le diversità sessuali e di genere» (come si legge sul sito ufficiale), in altri termini una fantasmagorica festa gay. Soltanto che quest’anno la responsabile del Festival, Cassandra Liebeknecht, si è dichiarata però eterosessuale; per questo è finita sotto inchiesta “per condotta non professionale” ed è stata poi licenziata, con tanto di minacce («so dove i tuoi bambini vanno a scuola»!) da parte dei gay. La Liebeknecht ha quindi replicato, affermando che in realtà è lei stessa ad essere stata vittima di discriminazione, tanto da essere soprannominata l'“allevatrice” (termine dispregiativo in uso in una parte del mondo gay per indicare le donne eterosessuali, che appunto amano mettere al mondo i figli senza far ricorso alla fecondazione eterologa, strada obbligata per le coppie lesbiche).

Sempre in Australia, il capitano militare dell’Australian Air Force, Catherine McGregor, pur “transessuale” dichiarata, è stata/o cacciata/o dall’organizzazione Kaleidoscope (che si batte per le rivendicazioni dei gay), in quanto aveva osato criticare il progetto “Scuole sicure”, che con il pretesto di combattere le discriminazioni sessuali porta invece, secondo il suo intervento, gli stessi «giovani trans in un vicolo cieco».

Ancora nello stesso Paese, a Sidney, pochi giorni fa il Mercure Hotel ha improvvisamente annullato un meeting previsto in hotel di un gruppo cristiano, organizzato per discutere sul referendum sul matrimonio gay. Ebbene, la pagina Facebook dell’hotel era stata bombardata da interventi così violenti che, vien detto dai responsabili, ha letteralmente “scosso” il personale dell’hotel, tanto da annullare appunto il previsto incontro.

Sempre a Sidney, la cantante lirica georgiana Tamar Iveri, che nel 2014 aveva usato su Facebook toni pesanti sul Gay Pride svoltosi a Tiblisi, nonostante abbia poi confessato che quelle frasi erano state scritte dal marito, è stata cancellata dall’opera e non ha potuto cantare nel suo ruolo (nell’Otello) come da programma all’Opera di Sidney.

Tale violenta discriminazione contro gli eterosessuali ha colpito ovviamente anche l’arcidiocesi di Sidney, la quale, avendo pubblicato l’opuscolo “Non si scherza con il matrimonio”, a difesa della famiglia e contro le unioni gay e para-matrimoni omosessuali, è stata non solo colpita da pesanti e innumerevoli insulti sui social-media, ma è stata addirittura trascinata davanti alla Commissione anti-discriminazione.


4.09.2016

Santa Madre Teresa di Calcuttacontrocorrente

Oggi Madre Teresa di Calcutta è stata canonizzata, cioè riconosciuta canonicamente come “santa”.

Visto che si tratta di una persona non solo del nostro tempo (1910-1997) ma tra le più conosciute a livello planetario (anche i grandi della terra si onoravano di poterla incontrare e omaggiare), molti pensano che si tratti di una santa perché si è fatta carico dei poveri, o dei “più poveri dei poveri”, come lei diceva, prima in India e poi in tutto il mondo. In realtà, come del resto ogni santità vera, Madre Teresa era soprattutto un’anima conquistata da Gesù e ardente di amore per Lui, a tal punto da servirLo nei più bisognosi, peraltro dopo averLo adorato per ore nell’Eucaristia all’inizio di ogni giornata.

Pochi sanno però, forse perché non rientra nel “politicamente corretto” (secondo cui il cristianesimo è accettabile solo se fa qualcosa per ovviare alle miserie materiali del mondo) ma anzi è un severo monito contro certi dogmi laicisti che vogliono dominare il mondo, che Madre Teresa considerava ad esempio il divorzio come una delle più gravi piaghe sociali e l’aborto come uno dei più gravi crimini dell’umanità.

Nel 1979 Madre Teresa fu insignita del “Premio Nobel per la pace”, che accettò con umiltà (entrò nel Municipio di Oslo passando per la porta di servizio e rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori) e chiese che i $ 6000 del Premio fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero così potuto essere sfamati per un anno intero.

In tale occasione (Oslo, 11.12.1979), Madre Teresa tenne però uno straordinario discorso, assai poco “politicamente corretto”, in cui tra l’altro ha usato le seguenti parole:

“Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: “Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò. Ti ho inciso sul palmo della mano”. Siamo incisi nel palmo della sua mano, così vicini a Lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che “Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò”. E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla. Per questo faccio appello in India, faccio appello ovunque. Restituiteci i bambini, quest’anno è l’Anno dei bambini. Che abbiamo fatto per i bambini? All’inizio dell’anno ho detto, ovunque abbia parlato ho detto: Quest’anno facciamo che ogni singolo bambino, nato o non nato, sia desiderato”. E oggi è la fine dell’Anno, abbiamo reso ogni bambino desiderato? Vi darò qualcosa di impressionante. Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: “Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi”. Così ad ogni ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno, abbiamo parecchie ragazze madri. Dite loro di venire: “Noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino, e troveremo una casa per il bambino”. E abbiamo un’enorme domanda da parte di famiglie senza bambini, per noi questa è una grazia di Dio. Stiamo anche facendo un’altra cosa molto bella. Stiamo insegnando ai nostri mendicanti, ai nostri lebbrosi, agli abitanti degli slum, alla nostra gente sulla strada, i metodi naturali di pianificazione familiare. E solo in Calcutta in sei anni, nella sola Calcutta, abbiamo avuto 61.273 bambini in meno da famiglie che praticano questo metodo naturale di astinenza, di auto-controllo, con amore reciproco. Insegniamo loro il metodo della temperatura che è molto bello, molto semplice, e la nostra povera gente capisce. E sapete che cosa mi hanno detto? “La nostra famiglia è sana, la nostra famiglia è unita, e possiamo avere un bambino ogni volta che vogliamo”. Così chiaro, quelle persone nelle strade, quei mendicanti, e io penso che se la nostra gente può farlo tanto più potete voi e tutti gli altri che potete conoscere i metodi e i mezzi senza distruggere la vita che Dio ha creato in noi”.

Questo è il coraggio dei Santi, anche di fronte a laicissimi Consessi!


A proposito di aborto: ogni anno nel mondo si procurano 50 milioni di aborti (dato molto più cruento di ogni guerra, anche della Seconda Guerra Mondiale)! Le grandi potenze del mondo occidentale, che lo promuovono anzi che lo vogliono chiamare addirittura un “diritto umano”, spingono in questa direzione i governi dei popoli, anche con vergognosi ricatti economici e politici. C’è ad esempio in questi mesi una lotta spudorata contro l’Irlanda e la Polonia (Paesi di grande tradizione cattolica), che ancora lo vietano. Si cerca, anche a livello planetario, di spingere perché venga abolita persino l’“obiezione di coscienza” per i medici che non vogliono farsi strumenti di morte per questi piccoli innocenti. In Italia, dove è contemplata questa possibilità (pur nella terribile legge 194; la “libertà di coscienza” non è del resto una benevola concessione ma un inalienabile “diritto dell’uomo”), anche se ci sono forti pressioni, anche mediatiche, perché venga annullata, non è però contemplata tale possibilità per i farmacisti, obbligati infatti a vendere le “pillole abortive”.



23.08.2016

Hillary Clinton: riferimenti “diabolici” nella sua formazione

Difficile la scelta che gli USA dovranno porre in atto per eleggere il loro 45° Presidente, il prossimo 8 novembre. Perché anche nella grandi democrazie occidentali ciò che offre il “mercato elettorale” sembra in fondo una sorta di variazioni sul tema di ciò che potenti lobbies hanno già deciso debba comunque passare.

Comunque, nel caso della Signora Clinton - candidata del Partito Democratico, già first lady quando il marito Bill fu Presidente USA (dal 1993 al 2001, peraltro con problemi di infedeltà coniugale che indignarono gli americani) - oltre ad essere stata potente fautrice degli attacchi contro la Libia (di cui l’Europa, e in particolare l’Italia, sta pagando sempre più pesanti conseguenze!) e favorevole ad uno scontro con la Russia (che potrebbe portare ad una catastrofe per l’Europa e per il mondo), è anche tra i testimonial più potenti delle ideologie abortiste, Lgbt (omosessuali) e gender.

Questo è noto. Meno noto è invece che, già da giovane donna in carriera (di potere), la Hillary rimase infatuata da un “maestro” di pensiero inquietante, che tanto ha inciso sulla sua formazione: si tratta di Saul Alinsky, leader del “sessantotto” americano, promotore della dissoluzione di tutti i valori tradizionali. Proprio su di lui la giovane scrisse e difese anche la sua tesi di laurea. Ebbene, tale maestro della sinistra che già allora veniva sempre più a coincidere con l’ideologia “radicale” (come poi avviene oggi in tutti i paesi occidentali), insegnava e promuoveva la dissoluzione della società, anche con queste testuali e sconcertanti parole: “il primo di tutti i radicali è Lucifero, perché per primo si ribellò al sistema e lo fece così efficacemente da riuscire a instaurare un regno tutto suo”! (in Rules for Radicals: a Practical Primer for Realistic Radicals, Random House, New York 1971). Lo stesso autore, in un’intervista rilasciata l’anno seguente, affermò testualmente: “Diciamo che se vi fosse una vita dopo la morte, io sceglierei incondizionatamente … di andare all’inferno, perché per me l’inferno sarebbe il paradiso”.

C’entra qualcosa con l’ascesa dell’Anticristo, prima del prossimo trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima? 


15.08.2016

Anche a Loreto uno studio scientifico sulle guarigioni miracolose

Com’è noto, e come riportiamo anche nel nostro Dossier “Miracoli” (punto 9), a Lourdes esiste un serissimo Bureau médical (centro medico fondato già nel 1892, con équipes mediche specializzate), che, oltre a garantire assistenza medica a chi ne avesse bisogno, analizza clinicamente anche i numerosissimi casi di quelle guarigioni fisiche istantanee, così che si possa anche avere un riscontro scientifico della loro eventuale inspiegabilità naturale e medica (si tratta, in 120 anni, di quasi 7.000 guarigioni fisiche istantanee scientificamente inspiegabili, di cui peraltro la Chiesa ne riconosce come miracoli solo 68!).

Ebbene, visto che anche al più importante Santuario mariano italiano (cioè quello della Santa Casa di Nazareth presente miracolosamente a Loreto!) si verificano spesso tali guarigioni fisiche scientificamente inspiegabili, la Delegazione Pontificia della Santa Casa di Loreto ha provveduto ad allestirvi un competente “Osservatorio Medico”, operante dal 2012 e diretto dal prof. F. Mignini (docente all’Università di Camerino). Esisteva però nel 1942 un accurato studio di tali casi di guarigioni miracolose là avvenute (“Le guarigioni di Loreto nella loro documentazione medico-scientifica”). Tale Osservatorio Medico ha già analizzato ben 1.254 guarigioni, delle quali in 31 casi possiede una documentazione accurata e consistente, mentre di 215 solo una documentazione attualmente parziale. Esistono poi dati di altre guarigioni straordinarie, di cui però non è stato possibile raccogliere la documentazione di dati clinici certi.

Un ulteriore segno di come la Chiesa sia prudente di fronte ai presunti miracoli, ma anche di come la scienza vera, cui volentieri e doverosamente la Chiesa ricorre per cercare spiegazioni possibili, rimane essa stessa assai spesso attonita e senza parole di fronte all’irrompere del soprannaturale (v. appunto il Dossier Miracoli in questo sito).


26.07.2016

L’Islam ... e la violenza

Per la prima volta in Europa, oggi in Francia è stato “sgozzato” un sacerdote, proprio durante la celebrazione della S. Messa! I due giovani assassini islamici hanno agito con furia da ‘guerra santa’. “Sono nostri soldati”, ha rivendicato infatti subito il Califfato (Stato Islamico). Persino il Presidente Hollande, nel suo discorso alla nazione dopo questo nuovo tragico episodio di terrorismo, ha dovuto ammettere: “La minaccia dello Stato Islamico non è mai stata così grande, in Francia e in Europa. Uccidere un prete è profanare la République. La Francia è in guerra. All’esterno, in Siria e in Iraq. All’interno, cercando jihadisti, estremisti e terroristi”.

È vero che non tutto l’Islam è violento. Ma è altrettanto vero che la storia di questi 1400 anni (dal sorgere dell’Islam e la sua invasione del mondo – v. Dossier su questo sito) e gli incalzanti fatti di terrorismo islamico del presente non permettono più di nasconderci e di non porci la fondamentale domanda: che rapporto c’è tra l’Islam, già nei suoi testi religiosi, e la violenza?

Ebbene, un importante studio americano diretto da Billy Warner, fondatore del Center for the Study of Political Islam, ha rilevato di recente questo dato statistico impressionante: nel Corano, nella Sira (la vita di Maometto) e negli Hadith (aneddoti della vita di Maometto, utilizzati dai musulmani per comprendere il Corano), tale studio ha contato ben 328.000 parole inerenti ad atti di violenza politica, destinata e predicata contro gli infedeli (cioè i non-musulmani).

Per chi poi, anche di questi tempi, si ostina ad affermare che anche le altre due religioni monoteiste (ebraismo e cristianesimo) sarebbero fonti di violenza, lo stesso accurato studio statistico ha rilevato che nell’Antico Testamento biblico (Rivelazione agli Ebrei) si contano solo 34.000 parole contro i non-ebrei; mentre nel Nuovo Testamento (libro sacro solo per i Cristiani) non esiste alcuna parola in questo senso! 


7.07.2016

Vietato il “Padre nostro” a scuola. E gli studenti lo recitano lo stesso

Con la solita grave motivazione secondo cui una manifestazione di fede in un luogo pubblico non sarebbe idonea alla “laicità” di un Paese e non rispettosa di altre fedi religiose - riducendo in questo modo la laicità e il rispetto all’azzeramento di ogni fede, cosa che non è affatto neutrale ma scelta del “nulla” (solo lo Stato dovrebbe decidere cosa sia importante per la vita della persone e della società? e in base a quale criterio?) - quest’anno anche alla East Liverpool High School dell’Ohio (USA) è stato vietato di recitare il “Padre nostro” alla cerimonia della consegna dei Diplomi, come era tradizione. Ebbene, proprio i giovani studenti di quella scuola si sono ribellati a tale decisione e, alzatisi in piedi durante tale cerimonia, lo hanno recitato ugualmente, con fierezza e pubblicamente grati al Signore per l’anno scolastico appena compiuto. Un buon segnale, da imitare, da parte delle nuove generazioni?!



 

22.06.2016

Quando il mondo ha già rischiato l’autodistruzione!

Nella notte tra il 25 e 26 settembre 1983, esattamente alle ore 00.15, il sistema di computer della base militare sovietica di Serpukhov-15, vicino a Mosca, che costituiva il più sofisticato sistema di difesa sovietico, in grado di scrutare elettronicamente ogni più piccolo indizio che potesse rappresentare un attacco missilistico contro l’URSS, segnalò il tanto temuto attacco: “Missili termonucleari americani in arrivo; colpiranno l’Unione Sovietica fra 25 minuti” (questo è infatti il tempo impiegato da un missile per raggiungere la Russia dagli USA, e viceversa)!

In quegli anni eravamo ancora in piena “guerra fredda” tra USA e URSS, con la persistente minaccia di un possibile attacco nucleare tra le due più grandi potenze militari del mondo. A guidare il Partito Comunista e l’intera Unione Sovietica c’era il vecchio Jurij Andropov, di fatto malato (anche se il mondo non doveva sapere) e quasi sempre in ospedale, ma convinto della sempre possibile aggressione da parte degli USA. Del resto il presidente USA Ronald Reagan, assai determinato a vincere questo confronto, non aveva esitato a chiamare l’URSS “l’impero del male”.

Solo pochi giorni prima di quella notte (il 1°.09.1983), un caccia sovietico aveva abbattuto un Boeing 747 civile sud-coreano (con 269 persone a bordo), solo perché era entrato di poco nello spazio aereo russo. Scambiato dai militari per un possibile aereo spia statunitense, e così riferito ai superiori, in pochi istanti giunse l’ordine di abbattere l’aereo e così fu immediatamente fatto, causando dunque la morte di tutte quelle persone che vi erano a bordo.

Per una pura casualità, ma possiamo ben dire per un particolare disegno della Provvidenza, alla base militare di Serpukhov-15 in quella notte del 26.09.1983 si trovava a fare la guardia a quel sofisticato sistema di difesa computerizzato non un militare professionista, come era prassi, ma un analista, il colonnello russo Stanislav Petrov. Ebbene proprio lui, che non esita ancor oggi a riconoscere con umiltà ma con altrettanta certezza di essere stato semplicemente “l’uomo giusto, al posto giusto, nel momento giusto”, evitò che il mondo intero andasse già allora incontro alla propria rapida autodistruzione!

Se quella notte il colonnello Petrov avesse fatto quello che un qualsiasi militare avrebbe fatto, cioè informare immediatamente i superiori e il capo dello Stato della minaccia nucleare in corso, a sua volta, al massimo in 12 minuti, il Presidente Andropov avrebbe certamente dato l’ordine della rappresaglia, inviando contro gli USA decine di missili nucleari; e a questo punto gli USA avrebbero davvero sparato i loro missili nucleari contro l’URSS. Non è esagerato pensare che tutto ciò poteva scatenare una tale guerra nucleare da provocare realmente la “fine del mondo”! Ebbene, Petrov e il suo staff si misero velocemente a controllare i 12 livelli di operatività del sistema di sicurezza, ma tutti davano come effettivamente partito un progressivo e molteplice attacco di missili nucleari americani diretto contro l’URSS. Nonostante ciò, per una particolare acutezza di intuizione ma anche e soprattutto, possiamo appunto ben dirlo, per un singolare disegno della Provvidenza, Petrov rimase ugualmente convinto di un errore del sistema di difesa computerizzato e invece di comunicare ai superiori e al capo di Stato dell’attacco nucleare in corso, comunicò solo che era in corso un grave malfunzionamento del sistema. E così infatti era. Nonostante che le segnalazioni elettroniche dessero per certo l'arrivo imminente dei missili americani, non giunse infatti in URSS alcun missile nucleare.

Quest’uomo, che di fatto nel 1983 ha salvato il mondo dall’autodistruzione, è rimasto però nel nascondimento. I capi sovietici, più preoccupati di come si sia potuto verificare tale errore nel supersistema di difesa che del merito di colui che di fatto sventò con la sua decisione la distruzione del pianeta, non gli diedero infatti alcun riconoscimento. Solo dopo la caduta del comunismo e il crollo dell’URSS (8.12.1991) quanto accaduto fu reso noto in Occidente e il colonnello Petrov ha ricevuto all’estero qualche riconoscimento. Ancora oggi, all’età di 76 anni, Petrov vive nell’anonimato in un tetro palazzo di cemento del vecchio e squallido stile sovietico, a Fryazino, a pochi km da Mosca.

Sembra una favola di fantascienza o da “guerre stellari”. Ne parla invece in questi giorni anche un serio articolo del Corriere della Sera (Fabrizio Dragosei, “Guerra fredda. L’eroe che salvò il mondo dall’apocalisse nucleare”, Corriere della sera del 20.06.2016; anche nella prima pagina del relativo sito on-line del 21-22.06.2016).

In quegli anni l’URSS, anche per far fronte alle spese militari come pure per l’ottusità del sistema comunista, precipita sempre più in una crisi economica e sociale senza precedenti, con una leadership anacronistica e ingessata ideologicamente; nonostante le azioni di forza per evitarlo (pensiamo ad esempio allo stato d’assedio attuato in Polonia il 13.12.1981), non si riesce più a tener in piedi il sistema comunista e pure a far fronte a quelle richieste di libertà e di diritti civili che sorgono progressivamente nei Paesi soggetti al proprio controllo (a cominciare proprio dalla Polonia, che ha però ora un Papa della propria patria, un Papa che costituisce per il sistema comunista un pericolo mortale, tanto che la nomenclatura russa decide di ucciderlo, proprio il 13.05.1981 .. ma era il giorno della Madonna di Fatima e non ci riuscirono!).
Quando poi il Presidente USA Ronald Reagan alza ulteriormente il livello di potenza militare americano, attuando un sistema di difesa e di attacco a livello satellitare, l’URSS non è più in grado, anche economicamente, di reggere il confronto militare con gli USA. Per questo motivo, sembra dunque certo, anche in base ai documenti riservati oggi accessibili, che i vertici politici e militari dell
’URSS, avvertendo dunque il pericolo mortale per il proprio sistema comunista (che infatti crollerà su se stesso nell’autunno del 1989, in Russia e in tutta quei Paesi dell’Europa centro-orientale che erano stati assoggettati a tale impero sovietico dopo la spartizione dell’Europa seguita alla II Guerra Mondiale, con il trattato di Yalta) stessero pensando ad un'azione estrema, al tutto per tutto: cioè veramente ad un attacco nucleare contro gli USA!
E' a questo punto però che nel maggio del 1984 avviene un altro fatto incredibile, che blocca definitivamente quel diabolico progetto e impedisce al mondo intero di venire trascinato in un attacco e in una guerra nucleare che avrebbe portato l'umanità intera all’autodistruzione (e anche in questo caso, perché non si immagini che stiamo parlando di fantasticherie apocalittiche a sfondo religioso, si veda la notizia nel quotidiano la Repubblica del 23.06.1984).

Ecco quanto accadde: si verificò una spaventosa esplosione, che ha provocato anche centinaia di morti, nell’arsenale di Severomorsk, a circa 100 km dal confine URSS/Norvegia, sede della flotta sovietica dell’Artico e più importante deposito di armi e munizioni sovietico della penisola di Kola. L'esplosione, rilevato dai satelliti spia americani, fu talmente grande che inizialmente si fece pure l'ipotesi di un'esplosione nucleare. In quell’arsenale vi era soprattutto un ingentisssimo deposito di missili terra-aria in dotazione alle unità da guerra della marina dell’URSS; e in quella tremenda e inspiegabile esplosione venne infatti distrutto quasi 1/3 dei missili antiaerei della flotta artica sovietica, infliggendo un duro colpo al potenziale bellico russo. Anche in conseguenza di questa grave perdita, un attacco sovietico contro gli USA non risultava più possibile.

Com’è avvenuto che il mondo rasentasse già nel 1983 e nel 1984 la propria autodistruzione, e poi per un soffio e per motivi accidentali tale pericolo fosse sventato? Chi ha davvero già impedito la fine del mondo?
Si può certo ancora pensare a pure coincidenze casuali; ma per chi conosce un poco anche solo l'intervento e le parole di Maria Santissima a Fatima nel 1917 (solo 3 mesi prima della rivoluzione bolscevica parlò dell’enorme pericolo che la Russia avrebbe rappresentato per la Chiesa e per il mondo, ne chiese la consacrazione al Suo Cuore Immacolato, così che poi proprio in Russia la fede avrebbe conosciuto un’enorme rinascita; cosa che si sta verificando già ai giorni nostri) può forse comprendere meglio anche questi fatti ... e il tempo che oggi viviamo ... e anche ciò che ci sta ora davanti (v. Dossier dedicato).
Il Papa (S.) Giovanni Paolo II, giunto a Fatima il 13.05.1982 ad un anno esatto dall’attentato che doveva portarlo sicuramente alla morte (e che invece per un particolare intervento della Madonna, come lui stesso sempre affermò, rimase in vita; per questo il micidiale proiettile che lo colpì e miracolosamente evitò di distruggere organi vitali, è stato portato in questa data a Fatima e fu poi incastonato nella corona stessa della statua della Madonna), ringraziò la Vergine Maria, ma anche la supplicò, in una commovente e forte preghiera di consacrazione di affidamento a Lei, che verrà poi ripetuta, spiritualmente insieme a tutti i vescovi del mondo, il 25.03.1984.

Il Santo Papa indisse poi per il 1983/1984 (a 1950 anni dalla morte e risurrezione di N.S. Gesù Cristo) l’Anno Santo straordinario della Redenzione. Il giorno dell’Immacolata di quell’Anno Santo (8.12.1983) scrisse a tutti i vescovi del mondo, affinché “dinanzi alle minacce per l’umanità contemporanea che hanno le loro radici nel peccato, si faccia un più intenso appello alla potenza della Redenzione”; e chiese per questo che il successivo 25 marzo si unissero spiritualmente a lui per affidare il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria, in pratica con quelle parole da lui già pronunciate a Fatima.

E proprio in quel 25.03.1984 (solennità dell'Annunciazione del Signore ma non certo casualmente anche “Giubileo delle famiglie” di quell'Anno Santo), inginocchiato di fronte alla statua della Madonna di Fatima, fatta pervenire appositamente dal Portogallo, consacrò al Cuore Immacolato di Maria gli uomini e le Nazioni del mondo, concludendo la sua preghiera, quasi un grido di supplica, con queste impressionanti e significative parole:

“AffidandoTi, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, ti affidiamo anche la stessa consacrazione del mondo, mettendola nel tuo cuore materno.

Oh, cuore immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla vita presente e sembra chiudere le vie verso il futuro!

Dalla fame e dalla guerra, liberaci!

Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!

Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!

Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci!

Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci!

Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci!

Dal tentativo di offuscare nei cuori umani la verità stessa di Dio, liberaci!

Dallo smarrimento della coscienza del bene e del male, liberaci!

Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!

Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!

Aiutaci con la potenza dello Spirito Santo a vincere ogni peccato: il peccato dell’uomo e il “peccato del mondo”, il peccato in ogni sua manifestazione.

Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza salvifica della Redenzione: potenza dell’Amore misericordioso! Che esso arresti il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!”

Ora, alla vigilia del centenario (2017) delle apparizioni di Fatima, quella supplica appare ancora più urgente; e il pericolo ancora più grave.




20.06.2016

Il “Big Bang”? Scoperto da un prete-scienziato

Cinquanta anni fa, il 20.06.1966, moriva a Lovanio (B) Georges Edouard Lemaître, il sacerdote e grande scienziato (fisico e astronomo) belga che non solo scoprì l’espansione dell’universo ma pose per primo (nel 1927) l’ipotesi di un punto originario dell’universo, che chiamò “atomo primigenio” e che poi (dal 1949) si chiamò “Big Bang”, cioè il grande scoppio da cui ebbe inizio l’universo.

È quindi ben strano che si senta spesso parlare (anche a livello divulgativo, sin dalle più tenere età) del Big Bang quasi come se fosse in opposizione alla Creazione, quando invece non solo è stato scoperto da un prete scienziato ma è quasi la conferma dell’atto creativo di Dio (ex-nihilo).

Infatti quando Lemaître ne parlò col collega Albert Einstein, con cui era in ottimi rapporti scientifici ed umani, questi (che in quella fase della vita non corredava ancora la sua cosmologia di una apertura religiosa) gli rispose francamente che tale ipotesi dell’inizio dell’universo da un punto solo gli sembrava troppo uguale alla Bibbia e pensava che Lemaître, essendo vero scienziato ma anche fervoroso uomo di fede e sacerdote, fosse stato un poco influenzato dalla sua fede cristiana. In seguito fu proprio Einstein a dichiarare che quella negazione fu “l’errore più grande della sua vita” e ad accogliere la spiegazione prospettata da Lemaître, che era pure in sintonia con la sua teoria della relatività.

Il Big Bang, infatti, non è la causa dell’universo, ma semplicemente il suo inizio (tutto ciò che ora c’è nell’universo era concentrato in un punto infinitesimale, senza un “prima”); ma è proprio il concetto stesso di “inizio” che presuppone una Causa, come in tutte le cose, poiché appunto il Nulla (assoluto) non fa nulla, che è il principio metafisico (principio di causalità) che sta alla base non solo del buon senso (anche un bambino capisce infatti che ogni cosa che inizia deve essere causato da qualcosa d’altro) ma anche di ogni tipo di scienza.

Anche Papa Francesco, in un discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze (27.10.2014) che si riferiva proprio alla teoria del Big-Bang, sottolineò infatti la perfetta compatibilità filosofica tra tale teoria e la fede in un Dio Creatore, dicendo tra l’altro: “il Big-Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono”.

Così il fisico Arno Penzias, che nel 1978 ottenne il Premio Nobel per la scoperta della “radiazione di fondo cosmica” (scoperta nel 1966 e che confermava quanto intuito da Lemaître, visto che tale radiazione costituisce appunto quasi un’eco del Big Bang), affermò che tale sua scoperta era in fondo “esattamente quella che avrei potuto predire anche solo fondandomi sulla Bibbia”.

All’inizio l’ipotesi di Lemaître (Big-Bang) fu pure emarginata, a motivo anche dell’avversione di molti scienziati materialisti, che vedevano in essa solo una conseguenza della sua fede cristiana e non di un serio studio scientifico («si vede bene che Lei è un prete», gli disse appunto all’inizio Einstein, scorgendo una chiara consonanza tra la teoria del Big Bang e la Rivelazione biblica della creazione “dal nulla”; e il grande astrofisico britannico Fred Hoyle affermava con un certo sarcasmo: “questo è un complotto della Chiesa per far passare la creazione sotto veste scientifica”).

Il grande fisico Lemaître era pure un uomo e sacerdote molto umile; e non rivendicò neppure un’altra primogenitura, quella di aver proposto, in corrispondenza proprio con la sua teoria dell’inizio dell’universo, la sua scoperta dell’espansione delle galassie, avvenuta due anni prima che la presentasse Hubble (il quale confermò la scoperta di Lemaître, secondo la quale vi è una proporzionalità fra distanza delle galassie e loro velocità di recessione).

Anche in tempi più recenti si vuole spesso passare ideologicamente sotto silenzio che il Big Bang fu scoperto dal fisico e sacerdote Lemaître (ad es. nel best-seller mondiale Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, l’astrofisico inglese S. Hawkins non lo nomina neppure una volta).

In realtà, comunque, Lemaître ebbe grandi riconoscimenti, sia in vita che in questi ultimi 50 anni che ci separano dalla sua morte. Fin da giovanissimo lavorò all’osservatorio astronomico di Cambridge, sotto la direzione di Eddington, e quindi al Massachusetts Institute of Technology, dove ottenne il dottorato con una tesi sui campi gravitazionali all’interno della teoria della relatività generale. Ritornato in Belgio nel 1925, fu professore ordinario all’Università di Lovanio fino a due anni prima della morte. Già nel 1934 ricevette dal re del Belgio Léopold III il premio Francqui (principale onorificenza per gli scienziati in Belgio; la sua candidatura era stata proposta da Albert Einstein, Charles de la Vallée-Poussin e Alexandre de Hemptinne; e i membri della giuria internazionale erano Arthur Eddington, Paul Langevin and Théophile de Donder). Nel 1941 fu eletto membro dell’Accademia reale di scienze, lettere e belle arti del Belgio. Nel 1950, infine, ricevette una terza onorificenza belga riservata a scienziati eccezionali: il premio decennale per le scienze applicate del periodo 1933-1942. Nel 1936 fu eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, di cui fu anche presidente dal marzo 1960 sino alla morte. Nel 1953 gli venne assegnata la prima “Eddington Medal” rilasciata dalla Royal Astronomical Society inglese. A lui sono stati dedicati addirittura il cratere lunare Lemaître, la metrica di Friedmann-Lemaître-Robertson-Walker, l’asteroide 1565 Lemaître; ed anche recentemente (2015) gli è stato dedicato da parte dell’ESA (Ente Spaziale Europeo) il satellite ATV-5, riconoscendo in Lemaître il grande pioniere della cosmologia contemporanea.

Come si vede anche in questo caso, quello dell’opposizione tra scienza e fede è un falso dogma laicista (nato nel XIX secolo con il positivismo-scientismo-materialismo), che dura a morire in molte ideologie dominanti; ma la verità è un’altra (nel sito ci sono molti Dossier di testimonianza storica in questo senso, come pure nella sezione Fede e cultura).



5.06.2016

Da oggi per lo Stato Italiano la verafamiglia non c’è più

Oggi in Italia entra in vigore la legge n. 76/2016 del 20.05.2016 (giorno in cui è stata firmata dal Presidente della Repubblica - cattolico! - un po’ in sordina, visto che tutto il mondo mediatico italiano era concentrato sulla morte di M. Pannella), cioè il DDL detto Cirinnà (senatrice del PD che l’ha presentato; ma giustamente ribattezzato Cirinnà-Renzi, visto che il Presidente del Consiglio – anch’egli cattolico! - l’ha fatto proprio e portato avanti con inauditi colpi di forza e senza neppure il normale processo di discussione parlamentare, tanto più necessario quanto più decisiva e sensibile è la problematica su cui verte e vuol legiferare, cioè la “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”), decreto già approvato dalla Camera, senza possibilità di voto di coscienza ma con “voto di fiducia” (con 372 sì e 52 no), il 11.05.2016.

Nessuna attenzione per milioni di persone che anche in Italia (come già negli USA e in Francia) sono scese in piazza per opporvisi (v. sotto News 30.01.2016). Anzi, si paventa persino un'inquietante impossibilità di dissenso o di protesta elettorale (ad esempio il noto “Renzi ci ricorderemo” innalzato al Family-day), visto che il Senato ha già pensato di approvare una legge per tutelare i sindaci minacciati dai cittadini, ma estende aggravanti “per intimidazioni e ritorsioni a parlamentari e premier come minacciare di non dare il voto a seguito di un provvedimento non condiviso”!

Nemmeno i Sindaci potrebbero opporsi alla registrazione di questi pseudo-matrimoni omosessuali, visto che la legge non menziona la possibilità di “obiezione di coscienza”.

Anche Papa Franesco, in una recente intervista a La Croix, ha dichiarato molto apertamente che i funzionari hanno diritto di sollevare obiezione di coscienza alle unioni civili e che “lo Stato deve anche saper accettare le critiche”. Per il card. Caffarra (Arcivescovo emerito di Bologna; fondatore e Preside dell’Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia; partecipante come esperto al Sinodo dei vescovi sulla famiglia del 1980, è membro di nomina pontificia ai Sinodi del 2014 e del 2015) “il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, firmando questa legge, ha sottoscritto una ridefinizione del matrimonio. Ma un provvedimento normativo non cambia la realtà delle cose. Occorre dirlo: i sindaci (soprattutto, naturalmente, quelli cattolici) devono fare obiezione di coscienza. Celebrando un’unione civile si renderebbero infatti corresponsabili di un atto gravemente illecito sul piano morale”.

S’è sollevata anche la questione di incostituzionalità di tale legge (per cui il Presidente della Repubblica poteva anche per questo rifiutarsi di firmarla). Infatti la Costituzione Italiana parla di “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (art 29) e se non parla esplicitamente di matrimonio tra uomo e donna è perché quando è stata redatta tale esplicitazione era considerata inutile perché ovvia.

Già nel febbraio scorso infatti si è costituito un gruppo di giuristi, guidati dal Giudice di Cassazione Giacomo Rocchi, che ha redatto un documento, firmato da 600 tra giudici (anche costituzionali emeriti), docenti di materie giuridiche e avvocati, inviato ai primi di maggio a tutti i Deputati della Camera ed al Capo dello Stato, in cui si sollevavano seri motivi critici sul progetto di legge, in ordine alla sua illegittimità costituzionale e all’intrinseca incoerenza delle nuove disposizioni.

In effetti con questa legge, il concetto di famiglia (e di matrimonio) diventa anche in Italia più evanescente e ambiguo.

Ora che lo Stato Italiano ha legiferato a favore di questi pseudo-matrimoni omosessuali, si presuppone quindi che per lo Stato tali unioni siano un bene da tutelare, se non da promuovere.

Come impedire allora che, in quanto bene sociale, l’omosessualità praticata venga promossa in ogni istituzione sociale e civile? E come non essere accusati, anche penalmente, di discriminazione se non si è d’accordo con questa deriva relativista e nichilista? Non sarebbe di conseguenza neppure lecito opporsi al suo insegnamento scolastico obbligatorio (infatti è già pronto il disegno di legge Fedeli sull’insegnamento gender nelle scuole statali; ma in quanto bene sociale, neppure le scuole paritarie cattoliche o di qualsiasi altro orientamento antropologico o religioso potrebbero sottrarvisi). E così pure nel campo della carità sociale: come un consultorio cattolico fatica ora a non emettere la certificazione che fa transitare le donne verso l’aborto legale pena il taglio dei finanziamenti (v. negli USA e in altri Paesi), così diventerà presto impossibile rifiutarsi di dare in affido o in adozione un bambino di strada ad una coppia omosessuale.

A qualsiasi educatore, catechista, sacerdote o vescovo non sarebbe di conseguenza più lecito impartire un insegnamento religioso o morale contrario a questi nuovi “dogmi laicisti”, in quanto verrebbe considerato lesivo dell’uguaglianza tra unione civile omosessuale e matrimonio naturale e tale insegnamento potrebbe essere considerato un reato punibile anche con la reclusione (senza neppure aspettare l’approvazione del ddl Scalfarotto; perché già la presente legge pone le basi per tutto questo). E questo infatti succede già in tanti Paesi occidentali. E si comincia forse anche per questo a sentire uno strano silenzio (per non dire approvazione) su queste mostruosità anche negli ambienti cattolici.

A dispetto poi di questa presunta irrefrenabile voglia di sposarsi da parte delle coppie omosessuali, così come del loro desiderio di avere figli (evidentemente contro-natura, infatti si deve ricorrere ad altri per attuarlo!), di fatto - come s’è detto già nelle News del 27.02.2016 e del 11.02.2016 (v. sotto) - sempre meno giovani, anche in Italia, vogliono sposarsi (in 6 anni i matrimoni sono calati del 25%) e anche chi si sposa ancora assai presto e quasi sempre divorzia (nell’ultimo anno i divorzi sono aumentati del 100% nei primi 10 anni di matrimonio; e comunque il matrimonio civile in Italia è diventato una farsa, visto che può durare anche solo 6 mesi!), tanto più che è anche economicamente e fiscalmente vantaggioso solo convivere. E se la nuova legge (Cirinnà) non prevede neppure per le coppie omosessuali l’obbligo di fedeltà (che è infatti statisticamente assai precaria se non inesistente in tali coppie), ora si pensa (per una non-discriminazione capovolta!) di toglierlo anche alle coppie di sposi eterosessuali.

Inoltre, laddove certi Comuni-pilota hanno posto in atto già da tempo presunte (e invalide) liste di unioni omosessuali, i numeri di coloro che hanno fatto tale richiesta sono irrisori se non nulli (come nel caso eclatante di Bologna, che pur avendo un tale registro dal 1999 tuttora non ha ancora ricevuto alcuna richiesta di iscrizione!).

Così, di fronte al pauroso e suicida calo di natalità (se non fossero arrivati gli immigrati lo Stato Italiano sarebbe già fallito anche nel sistema previdenziale) - causato certo da una ormai diffusa mentalità antinatalista e che considera un figlio o un diritto o una presenza ingombrante che impedisce di godersi la vita, ma anche dall’assenza di sostegno economico e fiscale in ordine alla procreazione da parte dello Stato - l’esigenza impellente di avere (meglio dire: comprare) un figlio da parte di questo coppie omosessuali appare quindi di fatto un pretesto ideologico, contrario appunto persino all’andamento demografico in corso in Occidente e particolarmente in Italia, dove peraltro di fronte ad una denatalità da primato mondiale (un vero suicidio sociale), si sollevano invece infinite difficoltà all'adozione da parte di famiglie normali e magari con problemi di sterilità (e che invece di ricorrere agli alambicchi della “procreazione assistita” desiderano adottare un bambino abbandonato, come tantissimi che sono in attesa di veri genitori, di cui sì essi hanno diritto).



19.05.2016

In morte di Marco Pannella

Di fronte ad ogni morte, noi sappiamo che dobbiamo anzitutto pregare per l’anima del defunto. In vita abbiamo il dovere di insegnare a tale persona, con la parola e con l’esempio, la Verità che salva (Gesù e la Sua Parola) e anche di combattere le sue posizioni, se queste sono in aperto contrasto con la Parola di Dio e spingono addirittura gli altri (questo è pure peccato di scandalo e di cooperazione al male) e la società in direzione opposta alla Sua legge morale, quindi al vero bene dell’uomo e della società.

Ancor più forte deve essere la preghiera di suffragio, se tale anima non ha dato segni di conversione (e non basta certo essere amico di qualche prete e neppure avere stima del Papa per essere salvi) ed è morta senza fede e senza Sacramenti (Confessione, Comunione - il “Viatico” - e l’Unzione degli Infermi) o addirittura in una posizione esistenziale, culturale, sociale e persino politica in chiara opposizione alla fede cristiana e ai Comandamenti di Dio; e quindi senza neppure le Esequie cristiane.

Poi il giudizio sulla singola anima – giudizio particolare, che avviene nell’istante stesso della morte (cui segue immediatamente l’inferno o il paradiso o il purgatorio; cosa pensano gli altri, che ne fanno magari pubblici panegirici, non conta nulla!) e giudizio universale, alla fine del mondo e alla risurrezione della carne (cui segue per sempre solo l’inferno o il paradiso) – spetta ovviamente solo a Dio, perché evidentemente solo Lui sa giudicare le colpe o i meriti soggettivi, al di là della oggettività del bene e del male che dall’esterno noi dobbiamo vedere e possiamo sapere.

Ebbene, visto che in merito a Marco Pannella, leader storico del Partito Radicale Italiano, si sono sentite in occasione della sua morte (avvenuta in questa data) sperticate parole di elogio, anche in casa cattolica, fino a farne una sorta di eroe nazionale, dobbiamo per amore di verità e del bene dell’uomo e della società ricordare almeno quanto segue.

Apertamente e ferocemente ostile alla religione, in particolare alla fede cristiana, Marco Pannella è stato sempre acerrimo nemico della Chiesa Cattolica, che ha cercato di combattere e distruggere in tutti i modi, inveendo continuamente contro il Vaticano e la C.E.I. e contro ogni presa di posizione cristiana nella società (i Cattolici sono stati sempre bollati come “schiavi del Vaticano” mentre loro, i Radicali, erano invece i “liberi pensatori”), attaccando continuamente la stampa cattolica, Radio Vaticana (chiamata una volta persino “Radio Erode”) e Radio Maria (quando invece lo Stato Italiano regala ogni anno 18 milioni di euro a Radio Radicale! v. in Archivio News del 12.10.2012). Pannella giunse addirittura a denunciare Madre Teresa di Calcutta, che sarà proclamata santa il prossimo 4 settembre, per “esportazione di capitali”; come pure cercò di denunciare Papa Benedetto XVI per “copertura di pedofili”.

Soprattutto fu proprio Pannella il famigerato e principale promotore della legge italiana che permise il divorzio, cioè il primo grande colpo per la distruzione della famiglia e conseguentemente della società italiana, e di quella che permise l’aborto, che ha provocato in Italia oltre 3 milioni di uccisioni di esseri umani indifesi. Nonostante si prendesse certo a cuore anche della situazione dei carcerati e che per le sue battaglie inscenasse pure i noti “digiuni” per attirare l’attenzione del Paese, fu ancora Pannella a battersi strenuamente per i matrimoni omosessuali, per la legalizzazione delle droghe, per l’eutanasia (persino con l’intento esplicitamente confessato e perseguito di voler ridurre così la popolazione mondiale - tramite la diffusione di contraccettivi, aborto, eutanasia e promozione dell’omosessualità - a soli 2 miliardi, dunque un progetto chiaramente malthusiano). Insomma tutte quelle battaglie che per lui e i Radicali sono “conquiste di civiltà” e invece sono l’avanzare dell’Anticristo e della distruzione dell’uomo e del mondo. E purtroppo tale cultura ha talmente inciso sulla politica e sulla società, anche con l’appoggio di enormi potentati economici e culturali mondiali, da diventare mentalità comune e obiettivi di quasi tutti i grandi partiti, specie di sinistra, anche in Italia.

Non dobbiamo poi dimenticare che Pannella, col suo Partito Radicale, è riuscito a portare nel Parlamento Italiano anche personaggi come Toni Negri (ideologo della Brigate Rosse, fuggito poi in Francia al momento in cui stava per essere arrestato), Sergio D’Elia (terrorista e omicida) e Cicciolina (attrice porno).

Se volessimo poi guardare all’interno stesso del Partito Radicale, vedremmo come i metodi di Marco Pannella e persino i suoi criteri economici di gestione non erano poi così libertari e puliti. Non è un pettegolezzo: ne parla proprio colui che per vent’anni è stato nientemeno che il Tesoriere del Partito Radicale (quindi tra i primi collaboratori di Marco Pannella e della Emma Bonino), cioè Danilo Quinto. Ebbene proprio lui, indignato e schifato di quel mondo radicale e della gestione autoritaria e “mangiasoldi” del Partito, e per grazia di Dio convertitosi pure alla fede cristiana, ha avuto il coraggio di scrivere un libro di confessioni e rivelazioni, in cui racconta cosa ci sia dietro questa “macchina radicale di Pannella”. Eccolo: Danilo Quinto, Da servo di Pannella a figlio libero di Dio (sottotitolo: “Attraverso la più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana per arrivare a Cristo”), Editrice Fede e Cultura, 2012.
Requiem ...




13.05.2016

L’immenso “martirio” dei cristiani

Sappiamo come nella terza parte del “segreto” di Fatima (quella resa pubblica il 13.05.2000) si presentava una montagna di cadaveri cristiani, di sangue versato per la propria fedeltà a Cristo, cioè il grande “martirio” dei cristiani, cui faceva seguito persino l’uccisione del Papa.

Se il secolo scorso ha contato l’immensa cifra di 40 milioni di martiri cristiani, l’inizio dell’attuale secolo e III millennio cristiano ce ne presenta un crescendo ancora più feroce: decine di migliaia di uomini, donne, ragazzi e bambini uccisi “in odio alla fede” (quindi veri e propri “martiri”) oppure torturati, discriminati in ogni modo nella vita sociale e senza alcun rispetto dei loro fondamentali diritti umani, oppure ancora costretti all’esilio, ad una fuga che spesso fa loro incontrare la morte.

L’incandescente situazione creatasi in Medio Oriente, specie dopo il ritiro degli USA e la creazione dello Stato Islamico (IS), è quella più esplosiva. Già nel 2014, di fronte all’avanzata dello Stato Islamico, i cui miliziani volevano tagliare loro la gola, sono fuggiti solo dalla piana di Ninive 120.000 cristiani. È però sempre più pericolosa, specie per i cristiani, anche la situazione creatasi in Libia dopo i bombardamenti occidentali e l’uccisione di Gheddafi, così da permettere pure lì il sorgere dello Stato Islamico e causando inoltre un esodo di profughi senza precedenti.

Il terrorismo e fondamentalismo islamico fa centinaia di vittime, specie cristiane, anche nell’Africa sub-sahariana (con la situazione più violenta nel nord della Nigeria). In Asia non mancano inoltre violenti attacchi contro i cristiani, non solo da parte di islamici, ma anche da parte di induisti e persino di buddhisti.

In Occidente, specie nell’Europa occidentale, la persecuzione anticristiana avviene non in forme fisicamente violente (tranne in qualche caso), ma psicologicamente e legalmente discriminanti (un “martirio con gli spilli”, come lo ha chiamato Papa Francesco), nel senso non solo della derisione e dell’emarginazione (questo avviene sempre più anche da noi, non solo nella società, ma tra giovani e ora persino tra bambini), ma con l’obbligo civile e persino penale di relegare la fede cristiana, laddove ancora c’è, nel ristretto ambito della sola coscienza e vita privata, senza alcuna possibilità neppure di dissentire da un “laicismo” (cioè relativismo, nichilismo), che si impone come pensiero unico dominante (la dittatura del relativismo).




3.05.2016

La moschea di Roma

A Roma, sede episcopale del successore di S. Pietro (Papa) e per questo centro della cristianità, è stata costruita anni fa la più grande moschea d’Europa. Fu pensata già nel 1966, non perché allora ci fossero molti musulmani in città, tanto meno per una moschea di quelle immense proporzioni, ma fu semplicemente voluta dal Re Feisal dell’Arabia Saudita (già custode delle moschee di Medina e La Mecca) in occasione di una sua visita a Roma. Fu poi lui a finanziare tutta la costruzione.

Doveva essere la moschea più grande d’Europa, appunto perché al centro della cristianità; e così fu. Doveva anche avere un minareto (campanile) che superasse orgogliosamente in altezza la cupola di S. Pietro; ma questo fu proibito, come pure che vi fossero installati gli usuali altoparlanti per il richiamo sonoro pubblico alla preghiera e al Corano.

Il progetto fu dell’architetto italiano Paolo Portoghesi. Il terreno fu “regalato” dal Comune di Roma nel 1974. Tutte le spese furono appunto sostenute dall’Arabia Saudita (dove si rischia il carcere anche solo se si viene trovati a leggere privatamente il Vangelo!), storica alleata degli USA, ma uno dei Paesi islamici più fondamentalisti e che attualmente, come potenza “sunnita”, finanzia il Califfato.

La prima pietra fu posta nel 1984, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. E in quella circostanza le autorità musulmane dissero abbastanza esplicitamente che essa significava un passo decisivo per “l’avanzata musulmana in Europa”. Fu infine inaugurata il 21.06.1995.

È stata la moschea più grande d’Europa fino al 27.09.2012, quando fu costruita quella ancor più grande di Strasburgo, non a caso città sede del Parlamento Europeo.


29.04.2016
La “fontana di Trevi” a Roma … rossa per il sangue dei martiri

Per una sera la più celebre fontana del mondo si è illuminata di rosso, per ricordare il sangue dei martiri cristiani dei nostri giorni. L’iniziativa, promossa dalla Sezione Italiana della Fondazione Pontificia “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, ha voluto puntare i riflettori sui tanti bambini, donne e uomini cristiani di ogni parte del mondo perseguitati e uccisi in odio alla fede.

La celeberrima romana Fontana di Trevi ha abbandonato per una sera il candore dei suoi marmi (appena restaurati e illuminati con led) e il chiasso dei suoi usuali visitatori, per tingersi di rosso e rimanere in un significativo e attonito silenzio. Mentre si ascoltano testimonianze della sofferenza e persecuzione dei cristiani nel mondo, sono proiettati su di essa alcuni dei volti che sono diventate icone dell’attuale martirio e violenza anticristiana, come quello di Asia Bibi (la mamma pakistana in carcere da 7 anni, condannata a morte con falsa accusa di blasfemia) o di don Andrea Santoro (il sacerdote romano ucciso in Turchia nel 2006 – ne ha parlato la sorella presente), dei 21 etiopi copti in tuta arancione decapitati nel 2015 sulle spiagge libiche dai miliziani dell’Isis, come degli universitari del Kenia uccisi nel campus di Garissa nel 2015 (ne ha portato la testimonianza un loro compagno, scampato all’esecuzione), così le Missionarie della Carità uccise nello Yemen nel marzo scorso (ha parlato una loro consorella). Era presente e ha fatto un lungo e autorevole intervento il cardinale Mauro Piacenza, Presidente internazionale di “Aiuto alla Chiesa che Soffre”.

Dal sedicente Stato islamico in Siria e in Iraq a Boko Haram in Nigeria, passando per le persecuzioni di “Stato” della ingiusta legge sulla blasfemia in Pakistan, ogni giorno a milioni di cristiani è sistematicamente violato il loro diritto alla libertà religiosa. Ogni domenica migliaia di essi rischiano la vita per riunirsi in una chiesa, senza chiedersi se torneranno vivi per il pranzo (e con tutto ciò non diminuiscono, anzi … altro che i falsi “non ho tempo” e “non ho voglia” di tanti nostri sedicenti cattolici-non-praticanti nostrani).

È doveroso che il mondo sappia. Che i media escano da quell’imperdonabile silenzio, più volte denunciato dal Papa. E che i cristiani “sonnolenti” dell’Europa occidentale (dove peraltro vige una persecuzione “più educata” - per usare le parole di Papa Francesco - ma non meno agguerrita e pericolosa, anzi per la fede lo è ancor di più) si sveglino, preghino, si rialzino e, immensamente grati per la testimonianza di questi loro fratelli nella fede, riprendano con vigore la loro vita e testimonianza cristiana nel mondo.


26.04.2016
Papa Francesco proclamerà “Beati” 38 martiri
uccisi dal regime comunista in Albania

L’Albania, travolta dal turbine della rivoluzione comunista russa e rimasta sotto la sua atroce influenza politica ed economica fino al crollo del comunismo in tutto l’est Europa (1991, crollo causato all’inizio soprattutto per il glorioso merito dei cattolici polacchi), ha vissuto per decenni come in uno spietato bunker, dove tutto era sotto controllo politico, dove nessuno poteva uscire o sapere quello che avveniva nel mondo (eppure l’Occidente era a vista: l’isola greca di Corfù poteva raggiungersi a nuoto, se le mitragliatrici non fossero state costantemente puntate lungo la costa; e la RAI italiana poteva inevitabilmente essere vista senza ripetitori, vista la ridotta distanza dalla Puglia), dove l’ateismo era ufficialmente “religione di stato”, l’unico “dio” era di fatto il Partito Comunista e il Male assoluto era l’imperialismo americano.

Ricordiamo come, caduto il comunismo, decine di migliaia di persone hanno cercato di raggiungere clandestinamente, per mesi e anni, le coste italiane (pugliesi).

Le immense sofferenze della popolazione, e la grande persecuzione contro i cristiani, con migliaia di uccisioni, incarcerazioni, torture, lavori forzati, e la privazione di ogni libertà, hanno però portato frutto, come un seme nel solco, che marcisce ma in realtà poi porta frutto. Oggi la Chiesa cattolica è rinata e cresce anche in Albania. Papa Francesco, nel suo viaggio a Tirana il 21.09.2014, ha potuto incontrare ed ascoltare anche un sacerdote molto anziano, scampato a questa persecuzione comunista: e, ascoltandolo, ha pianto (sotto lo sguardo del mondo, in TV).

Oggi Papa Francesco ha riconosciuto ufficialmente (e ciò apre dunque ufficialmente alla prossima “beatificazione”) il “martirio” dei Servi di Dio Vincenzo Prennushi, dell’Ordine dei Frati Minori, Arcivescovo di Durazzo, e 37 Compagni, uccisi tra il 1945 e il 1974 dal regime comunista albanese.


17.04.2016
Un nuovo miracolo eucaristico in Polonia

Che nella storia siano avvenuti numerosissimi “miracoli eucaristici”, di cui molti analizzati anche scientificamente (senza poter trovare una risposta naturale e scientificamente possibile), si parla anche nel nostro sito, nel Dossier “Miracoli” (link) al n. 7.

Ora abbiamo la conferma di un nuovo miracolo eucaristico, avvenuto poco tempo fa, nel 2013, in Polonia. Il Vescovo locale (mons. Zbigniew Kiernikowski, vescovo di Legnica), dopo gli accertamenti scientifici e le indagini ecclesiastiche, lo ha oggi ufficialmente riconosciuto. Ecco le sue parole ufficiali: «Il 25 dicembre 2013, durante la distribuzione della Santa Comunione, un’ostia consacrata è caduta a terra, e poi è stata raccolta e deposta in un recipiente pieno di acqua (vasculum). Poco dopo sono apparse delle macchie di colore rosso. Il vescovo emerito di Legnica, Stefan Cichy, ha istituito una commissione per studiare il fenomeno. Nel febbraio 2014 un piccolo frammento rosso dell’ostia è stato separato e posto in un corporale. La commissione ha ordinato l’estrazione di alcuni campioni per sottoporli ad analisi rigorose da parte di importanti istituti di ricerca. Nell’annuncio finale del Dipartimento di Medicina Forense si legge quanto segue: “Nell’immagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato trasversale. L’insieme assomiglia molto al muscolo cardiaco, con le alterazioni che appaiono di frequente durante l’agonia. Gli studi genetici indicano l’origine umana del tessuto”. Nel gennaio di quest’anno ho presentato la questione alla Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano. Oggi, seguendo le indicazioni della Santa Sede, ho ordinato al vicario parrocchiale Andrzej Ziombro di preparare un luogo adeguato per l’esposizione della reliquia, di modo che i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata».


13.04.2016
Finalmente anche le “femministe” … contro <l’utero in affitto>

Una delle rappresentanti “storiche” del femminismo italiano, Luisa Muraro, si scaglia contro la pratica dell’utero in affitto. Lo fa addirittura in un suo recente libro (L’anima del corpo. Contro l’utero in affitto, Ed. La Scuola), dove tra l’altro scrive: “L’idea di commissionare la confezione di una creaturina umana con un regolare contratto commerciale, non so se sia mai apparsa in qualche romanzo di fantascienza per descrivere gli usi e costumi di una civiltà aliena. Sicuramente è apparsa sul pianeta Terra. Non come una fantasia, ma come una pratica garantita dalla tecnoscienza e dal diritto commerciale […] La più risibile difesa della maternità surrogata è quella che protesta contro i divieti e le proibizioni, in nome della libertà. Qui non si tratta di proibire, si tratta di non sbagliare […] L’idea di istituire un mercato per le creature del corpo femminile fecondo, che conseguenze potrebbe avere? Un mercato equivale alla possibilità di fare soldi e per alcuni (quanti?) non sarà altro che questo, affari e profitto”. A chi le ricorda il celebre terribile slogan del primo femminismo abortista “l’utero è mio”, risponde: “lo slogan «l’utero è mio» prendeva il suo significato dal contesto di una mobilitazione per assicurare alla singola la prospettiva di una maternità liberamente desiderata. Nel caso presente, invece, si tratta di subordinare la fecondità personale a un progetto di altri, che saranno i titolari del suo frutto e dettano le condizioni del suo svolgimento. Nondimeno quello slogan era sbagliato già allora, così com’è una semplificazione parlare di diritto per l’interruzione volontaria della gravidanza”.


10.04.2016
Allarme del vescovo maronita di Damasco: cristiani estinti in Medio Oriente in 10 anni!

In una lettera (al vescovo di Evry) il vescovo maronita di Damasco Samir Nassar prospetta un mutamento epocale: la possibilità che in dieci anni non ci siano più cristiani in Medio Oriente! Cioè proprio là dove Gesù è vissuto e il cristianesimo è nato. Di fronte all’intricatissima situazione della Siria e dell’intera area mediorientale - dove si scontrano non solo fazioni sciite e sunnite del già turbolento e spesso violento universo musulmano, ma poteri economici e politici internazionali – con una spietatissima guerra che non conosce tregua e neppure prospettive di soluzione, i cristiani che non sono uccisi o costretti a fuggire a motivo proprio della loro fede, spesso non hanno altra alternativa, specie se giovani, che cercare volontariamente, anche a rischio della vita, la via dell’esilio. Ma in questo modo non solo le comunità cristiane sono sempre più piccole e perseguitate, ma rischiano l’estinzione nel giro di 10 anni. Dallo scoppio della guerra, i cristiani in Siria sono passati da 1,5 milioni a circa 500.000. Ad Aleppo, dove erano 160.000, adesso sono 40.000.


27.03.2016

Nuovi Battesimi a Pasqua … dove?

Solo nella cattedrale cattolica di Pechino, dedicata all’Immacolata Concezione, nella notte di Pasqua, durante la solenne “Veglia pasquale” che è centro di tutto l’anno liturgico, sono state battezzate dall’arcivescovo mons. Giuseppe Li Shan 100 persone adulte! Molti Battesimi di adulti sono stati celebrati anche in altre chiese cinesi. In una parrocchia alla periferia di Shanghai, in una zona satellite con quasi un milione di abitanti, vi sono stati 27 nuovi battesimi. Visto che quella comunità cattolica è formata solo da 100 persone, ciò significa che con i nuovi cristiani della notte di Pasqua la comunità è cresciuta di oltre il 25%!

Si stima che in un anno vi siano stati circa 100.000 Battesimi di adulti, che entrano così nella vita della Santissima Trinità e nella Chiesa cattolica.

Nelle Chiese protestanti - che non hanno tra l’altro questa unità sotto un unico Pastore e quindi forse per questo meglio accolte dal potere - i Battesimo sono stati persino molti di più.

Si calcola che ormai il numero di cristiani in Cina si aggiri sui 100 milioni, un numero maggiore perfino dei membri iscritti al Partito Comunista Cinese (PCC), che sono 85 milioni!

E questo nonostante la persecuzione del governo comunista, che non allenta la sua morsa antireligiosa, specialmente contro la Chiesa Cattolica fedele al Papa (un po’ più di libertà per la Chiesa “patriottica” fedele anche al Partito comunista, che ne nomina i Vescovi).

Secondo molti osservatori, è proprio la politica del Partito Comunista Cinese a catalizzare la ricerca religiosa, che sfocia poi nell’adesione al cristianesimo. Il materialismo teorico e pratico, con la spinta a diventare ricchi e a possedere, porta molte persone nelle città a domandarsi se il senso della vita sia solo il consumismo. Diversi nuovi battezzati confermano che la vita nel benessere “non bastava” e che erano alla ricerca di “un senso più profondo”, di “valori oltre quelli materiali”: ciò che un vescovo della Cina centrale ha definito “una grande sete di Dio”. La spinta materialista ha creato molto individualismo e sfruttamento.

Che il materialismo, sia comunista che capitalista, non risponda al bisogno più profondo dell’uomo lo si evince anche dalle conversioni al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica che si registrano anche negli USA. Anche lì nella “Veglia pasquale” sono stati moltissimi gli adulti che hanno ricevuto il Battesimo nella Chiesa Cattolica. Ad esempio, l’Arcidiocesi di Baltimora ne ha avuti 292 e altri 516 sono catecumeni in preparazione al Battesimo o, se già battezzati, alla Cresima e Prima Comunione. Nell’Arcidiocesi di Detroit ci sono stati 419 Battesimi (anche un’intera famiglia di 5 persone) e 581 sono i catecumeni che vi si stanno ancora preparando. L’Arcidiocesi di New York ha avuto a Pasqua 497 Battesimi di adulti, mentre i catecumeni ancora in preparazione sono 1.116. Quella di Los Angeles, la più grande diocesi degli Stati Uniti, ha avuto a Pasqua 1.638 nuovi Battesimi cattolici di adulti.

Ecco anche altri Battesimi di adulti celebrati a Pasqua in altre diocesi degli USA: Cincinnati (880 nuovi Battesimi di adulti); Philadelphia (245 Battesimi e 345 catecumeni in preparazione); Boston (235 Battesimi e 321 catecumeni); Santa Fe, New Mexico (268 Battesimi e 287 catecumeni); Louisville, Kentucky (250 Battesimi e 214 catecumeni); New Orleans (174 Battesimi e 217 catecumeni); Omaha, Nebraska (133 Battesimi e 257 catecumeni); Hartford (116 Battesimi e 268 catecumeni); San Francisco (400 Battesimi); Washington (1.375 tra Battesimi e catecumeni); Newark (1090 tra Battesimi e catecumeni).


6.03.2016

Suore di Madre Teresa trucidate nello Yemen
… e nessuno ne parla

La terribile lotta che gran parte dell’Islam attua non solo contro il mondo “degli infedeli” (cioè i non-musulmani), ma al suo stesso interno (tra sunniti e sciiti), soprattutto in Medio Oriente, da oltre un anno ha creato un sanguinoso conflitto interno anche nello Yemen, Paese nel sud della penisola araba, con i sunniti sostenuti dall’Arabia Saudita (storica alleata degli USA, ma principale sostegno anche del Califfato dello Stato Islamico, appunto sunnita!) e gli sciiti sostenuti dall’Iran (anche se negato ufficialmente). In questo clima di violenza trovano facile accesso anche gruppi estremisti legati ad al Qaeda e milizie jihadiste legate allo Stato islamico, che hanno contribuito ad aumentare la spirale di violenza e terrore. E in tutto ciò, come sempre e in modo tragico in Medio Oriente ma anche in Africa, i cristiani sono il bersaglio di entrambe queste fazioni: violentati, uccisi, costretti a convertirsi all’islam o a fuggire.

Dentro questo pericoloso contesto, il 4 marzo nella città yemenita di Aden una casa per anziani tenuta dalle Suore di Madre Teresa di Calcutta (Missionarie della Carità) - che, com’è nel loro carisma, sono al servizio, per amore di Gesù, dei “più poveri dei poveri”, senza alcuna distinzione di razza o religione! - è stata assalita da “persone in uniforme”, che hanno ucciso il guardiano e tutti gli impiegati (14 civili) che si sono frapposti sul loro cammino, poi hanno trucidato quattro suore (una sola è riuscita a nascondersi e sfuggire al feroce attacco) ed hanno rapito il loro cappellano, un sacerdote salesiano di cui non si hanno più notizie.

Il Papa, che già attraverso un comunicato del Segretario di Stato si era detto “sconvolto e profondamente addolorato per l’inutile e insensato massacro”, ne ha parlato anche pubblicamente all’Angelus di oggi, sottolineando come “questi sono i martiri di oggi! Non sono copertine dei giornali, non sono notizie: questi danno il loro sangue per la Chiesa. Queste persone sono vittime dell’attacco di quelli che li hanno uccisi e anche dell’indifferenza, di questa globalizzazione dell’indifferenza, a cui non importa”.

In effetti, nessun quotidiano italiano (tranne Avvenire) ha riportato ad esempio la notizia!


27.02.2016

Il governo italiano accelera su tutto ciò che comanda l’Impero (e … l’Anticristo)

Negli USA, in Francia e in molti altri Paesi dell’Occidente - dove l’apostasia già segnalata in modo apocalittico da S. Giovanni Paolo II (Ecclesia in Europa, n. 9) ormai non è più “silenziosa” ma violentemente all’attacco di ogni residuo di cristianesimo (a tal punto che pure il Papa e il Patriarca russo Kirill hanno voluto drammaticamente denunciarlo nella loro storica Dichiarazione comune, con particolare riferimento anche al tentativo in atto di distruggere sempre più la famiglia) - i governi paiono dover obbedire a tutti i costi ad un inspiegabile ed enorme “potere occulto” mondiale, che impone un “pensiero unico” (come lo chiama il Papa), distruttivo non solo di ogni radice cristiana della nostra civiltà, ma delle basi stesse della natura umana e quindi della stessa società.

Le leggi statali per attuare questo progetto “diabolico” devono passare comunque, nonostante la maggioranza della popolazione sia contraria (fino a quando tutto il potere culturale e di informazione, vergognosamente schierato ‘a priori’ in modo ideologico - non solo nei talk-show ma persino nei varietà e nei Festival delle canzoni - non sia riuscito a manipolare le menti, così che poi credano a certe menzogne, a certi presunti “diritti”, magari così ignorando le voragini delle crisi economiche e il pericolo di una possibile prossima guerra mondiale) e nonostante milioni di persone ripetutamente in piazza (negli USA, in Francia e in Italia) per impedire questa deriva nichilista. Tutto viene scavalcato … persino i regolari “iter parlamentari” garantiti dalla Costituzione.

È quanto abbiamo visto in questi giorni anche in Italia, a proposito del passaggio al Senato della legge sulle “unioni civili” (Cirinnà, poi come legge del Governo stesso - che attualmente è guidato, ed è cosa un po’ da sistema sovietico o cinese, da colui che è anche Segretario di Partito di sinistra, senza peraltro alcun esplicito e democratico mandato popolare - con tanto di impossibilità di libero “voto di coscienza” e persino ottenuto col “voto di fiducia”).

E ciò che sembra ancora porre un qualche limite (ad esempio circa il destino dei bambini, dei cui diritti nessuno pensa) alla “dittatura del relativismo”, si fa capire persino esplicitamente che è solo questione di tempo; e comunque ciò che non fa il Governo e il Parlamento, sappiamo che in Italia lo fa poi il potere giudiziario (come quanto avvenuto ad es. anche sulla legge 40 circa la “procreazione medicalmente assistita” drammaticamente testimonia).

Che poi tutto ciò abbia il tono della sottomissione all’Impero (e al grande potere occulto), lo ha evidenziato, se fosse stato necessario, l’esplicita e spudorata lode che il Capo del Governo ha ricevuto telefonicamente in tempo reale dal Presidente USA. Del resto, persino la stessa espressione usata dal capo di governo per aver portato a casa (quale casa?!) tale legge (“ha vinto l’amore” … quando è per sé già terrificante che la politica arrivi a pensare di avere un tale potere da legiferare su cosa sia l’amore e magari anche su cosa sia la nostra felicità!) è stata pedissequamente copiata appunto dall’Imperatore in oggetto.

Che poi si tratti di una deriva, che s’accresce come una valanga o una falla di una diga, dove sempre più la verità viene sopraffatta dalla menzogna (il grande regista in fondo è proprio “il padre della menzogna”, cfr. Gv 8,44), dove la libertà (senza verità, neppure le “evidenze” biologiche) diventa licenza per ogni scelta e la democrazia degenera di fatto in anarchia, lo si evince ancora dall’improvvisa annunciata accelerazione circa la distruzione di ogni barriera morale e giuridica: ideologia “gender” obbligatoria in tutte le scuole e per tutte le età (anche se con genitori contrari), bambini abbandonati lasciati in attesa di adozione se si tratta di famiglie normali ma “fabbricati” appositamente per coppie gay, matrimoni gay ma per tutti nessun obbligo di fedeltà, anzi si va dal divorzio espresso (solo 6 mesi dopo il matrimonio) al progetto di quello “lampo” (senza passare dalla separazione). Inoltre, sempre più in fretta si deve andare verso l’eutanasia (il dolce “diritto” - un altro diritto inventato! - a morire, ma forse anche a far morire, secondo chi reputa la vita, persino di altri (!), non più “degna” di essere vissuta. E, per finire (per il momento): droga libera per tutti.

Cosa deve ancora accadere, perché si aprano gli occhi, per vedere che questa è una “strada senza uscita”, anzi via verso un burrone, verso la morte? Forse appunto una prossima guerra mondiale, che sembra incalzare, ma che di fatto (come ricorda il Papa) è già in atto “a pezzi”?

Chi poi ha avuto la grazia - e speriamo e preghiamo perché siano sempre di più - di saper leggere la storia con gli occhi del Cielo, sa che dal Cielo la Madonna ci aveva in fondo già illuminato 99 anni fa (per non dire l’incalzante, tenerissima e potentissima Sua attuale sollecitudine), e già la storia del XX secolo ci avrebbe dovuto ben insegnare qualcosa (v. Dossier su Fatima): in gioco c’è qualcosa di molto forte, una battaglia forse senza precedenti, anche se non ancora quella finale, appunto tra la Donna e il Drago (cfr. Ap 12), tra il Regno di Cristo e quello, già vinto ma ancora all’attacco, dell’Anticristo.

Pur dovendoci impegnare fortemente sia nella società che nella politica (come cristiani ma anche con persone sagge che avvertono la drammaticità della posta in gioco) per difendere i pilastri stessi (che non sono stereotipi!) della civiltà umana, noi sappiamo che solo la fede in Cristo, la conversione, la preghiera e la penitenza, potranno permettere a Dio, per l’intercessione di Maria Santissima, di vincere anche ora Satana, di liberare dalle sue fauci il maggior numero di uomini d’oggi, e di permettere così l’annunciato “trionfo del Cuore Immacolato di Maria”, una possibile era di fede, ritrovata e forte, e di conseguenza anche di pace e persino di prosperità.


11.02.2016

Il governo italiano promuove il matrimonio
… solo se omosessuale?

e sostiene i figli
… solo se ‘fabbricati’ per gli omosessuali?

È sempre più evidente che anche in Italia sono ormai sempre meno i giovani che pensano al matrimonio. E, se ancora si sposano, il loro matrimonio dura sempre meno.

Secondo gli ultimi dati ISTAT (v. News del 20.11.2015) in un anno in Italia i matrimoni sono calati di 4.300 unità (57.000 in 6 anni); nei giovani (sotto i 35 anni) in 6 anni sono calati addirittura del 25%. Le convivenze sono invece cresciute del 100% in 6 anni (e di 10 volte in 20 anni). Nei primi 10 anni di matrimonio i divorzi sono cresciuti in 1 anno del 100%.

Il matrimonio civile è diventato una farsa. Una deriva nata con l’introduzione del divorzio (1970).

L’introduzione del <divorzio> in Italia (1°.12.1970) ha provocato lo ‘tsunami’ della facilità con cui contrarre e sciogliere il matrimonio civile. Anche il tentativo di abrogarlo col Referendum del 1974 fallì. La voce profetica del Magistero della Chiesa, che preannunciava come ciò avrebbe causato una spinta alla distruzione del matrimonio, non fu ascoltata, purtroppo anche da molti Cattolici! Molti infatti, anche Cattolici, si sono fatti catturare dentro la menzogna che si trattava di legalizzare matrimoni comunque distrutti e che non si poteva comunque imporre a tutti un valore come quello dell’indissolubilità (che invece è anche un valore naturale, civile e sociale), secondo il classico equivoco “io la penso così ma non posso obbligare tutti a fare così”, equivoco che impedirebbe di fatto qualsiasi legge (ogni legge infatti è fatta apposta per obbligare a rispettare un valore proprio chi altrimenti lo distruggerebbe … infatti non diciamo che “io sono contro il furto, ma se uno la pensa diversamente è libero di rubare”; se poi qualcuno dicesse che invece il matrimonio e la famiglia sono solo un fatto privato, allora non si capirebbe perché lo Stato debba legiferare su famiglia e matrimonio).

Con l’introduzione poi del “divorzio breve” (v. News 8.06.2014) anche in Italia per divorziare non si devono più aspettare 3 anni, ma solo 12 mesi per la separazione giudiziale e 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli.

A questo punto viene persino da chiedersi perché lo Stato Italiano stia ancora a legiferare sul matrimonio, quando tale “contratto pubblico” (in quanto ha una valenza sociale) può avere valore solo per 6 mesi e quando è più conveniente (anche economicamente e fiscalmente) essere “single” o conviventi. E perché le politiche (in genere di sinistra) si danno tanto da fare in Occidente per ammettere legami giuridici a “coppie di fatto” o matrimoni omosessuali?

Che anche l’urgenza di legiferare sulle “coppie di fatto” (anche dello stesso sesso), tendendo a renderle matrimoni e famiglie a tutti gli effetti, compresa la possibilità di adottare figli (o fabbricarli!), sia una questione fondamentalmente ideologica, dovuta a pressioni mondiali di potentissime lobbies al contrario assai poco condivisa dalla gente comune per non dire dal “buonsenso” sociale, si era già vista (News 1.06.2013 e 15.07.2012) a proposito delle cosiddette “liste comunali delle unioni civili”, promosse con tanta sicumera e propaganda ideologica, ma di fatto rimaste praticamente quasi vuote.

Ecco i numeri. Trento: 23 coppie in 6 anni. Bolzano: 3 coppie all’anno. Pisa: 32 coppie in 15 anni. Firenze: 73 in 10 anni. Padova: 50. Torino: 120. Il caso più eclatante è proprio Bologna, dove nel Registro istituito già nel 1999 non risulta ancora alcun iscritto.

Se ne accorse amaramente anche la stampa laicista (v. Repubblica del 1.06.2013), che, oltre ad ammettere il plateale fallimento di tali registri, afferma che in effetti è economicamente più conveniente restare anagraficamente “single”: infatti se ad esempio una ragazza madre risulta accompagnata anche solo in questi registri, perde l’assegno per il figlio.

Ammettiamolo: nessun “tipo di famiglia” (!) e di “unioni di fatto” è ormai in Italia più conveniente, figuriamoci poi sposarsi e formare una famiglia “normale”! Un chiaro invito a rimanere soli o convivere.

Ma allora, perché tutta questa urgenza di creare nuovi matrimoni (omosessuali) e nuove famiglie?!

Nonostante la presenza sempre più massiccia di immigrati (circa l’8% della popolazione), in genere più prolifici degli italiani (italiani che peraltro in un anno hanno lasciato il Paese ben in 4.636.000! - v. News del 7.10.2015], ogni anno nascono circa 12.000 bambini in meno (anche l’anno scorso si è raggiunto il minimo storico, ponendo l’Italia al primo posto nel mondo per denatalità in percentuale alla popolazione!); con uno squilibrio negativo, tra morti e nati, di 95.768 unità. E, data la suddetta situazione catastrofica della famiglia, il 25% dei nuovi nati non ha tra l’altro genitori sposati.

Il Paese sta invecchiando precipitosamente, con enorme conseguenze sociali ed economiche!

Promozione della natalità? (Ci ha pensato persino la laicissima Francia, con risultati incoraggianti). Nemmeno a pensarci. Detrazioni fiscali per i figli? No; solo per condizionatori, elettrodomestici e ristrutturazioni edilizie (v. News 5.07.2013).

Tra “diritto” (?!) all’aborto (a spese dello Stato), l’aborto-fai-da-te (pillola del 1° e del 5° giorno, RU486), la propaganda capillare sul dovere della contraccezione e il “dogma” del preservativo che risolve tutti i problemi per vivere la sessualità senza responsabilità, nessun sostegno economico e fiscale alla famiglia e per i figli … qui siamo di fronte ad un suicidio sociale!

In Italia (nel solo 2011): 109.538 aborti legali (+ presumibilmente 15.000 aborti clandestini), di cui 7.432 con la pillola RU486. Di altre pillole abortive (pillola del giorno dopo e pillola del 5° giorno) si sono vendute 380.000 scatole, che fanno presumere almeno 70.000 aborti (che sfuggono alle statistiche ufficiali). Tra l’altro, le donne morte nel mondo dopo aver assunto la Ru486 sono decine (più di 60 nel 2011), una mortalità (della madre, perché il figlio muore sempre!) 10 volte superiore a quella degli aborti chirurgici.

Sul fronte opposto - anche disintegrando progressivamente per via giudiziaria la legge 40 (discussa in parlamento per anni e riaffermata con un Referendum popolare) - c’è l’assurdo diritto al figlio (non dei figli stessi), ottenuti con ogni strumento artificiale che la scienza può ora attuare e il mercato si è affrettato con enormi guadagni ad offrire.

Non importa se anche la donna che vuole abortire, può di fatto partorire in anonimato e far adottare il bambino. Non importa se ci siano (dati 2012) 31.343 coppie di sposi con domanda di adozione ma la lentezza di lunghe (e certo talora anche pienamente doverose) procedure lascia di fatto 1.500 minori ancora senza famiglia.

No, occorre inventare “prometeicamente” la fabbricazione dei bambini, secondo i desideri degli acquirenti: non importa neppure chi siano i genitori, di chi sia lo sperma, di chi sia l’ovocita e di chi sia l’utero che porta avanti la gravidanza.

In molte nazioni (Belgio, Olanda, Danimarca) esistono veri e propri cataloghi (in Ucraina persino on-line, con tanto di foto dei “donatori” dei gameti) per scegliere quale figlio comprare, con quali occhi, capelli, qualità fisiche e psichiche (v. News 17.04.2014).

Ovviamente queste “magnifiche sorti e progressive” dovevano approdare alle adozioni gay, anzi alla costruzione artificiale (perché certo la natura ha ancora il sopravvento sull’ideologia e da due maschi o due femmine un bambino non nasce!) di un figlio, di cui avrebbero “diritto”. Fino alle aberrazioni più inimmaginabili.

Avevamo riportato (v. News 5.03.2015) questa notizia dal Guardian, cioè di ciò che avviene in quei Paesi (in questo caso la GB) che sarebbero in questo il “progresso”, il faro della civiltà da seguire pedissequamente. Un giovane omosessuale di 25 anni, che per il momento non ha alcuna voglia di sposarsi con un “altro”, sente però il grande desiderio di diventare “padre”. Come fare? Paga una clinica dove si fanno le fecondazioni eterologhe in vitro e poi le “gestazioni di sostegno”. Compra cioè ovuli umani da una “donatrice” anonima, ci aggiunge il suo sperma e mette incinta chi? La propria madre, che mette a disposizione l’utero. Dopo 9 mesi tale donna ha quindi partorito un figlio-nipote! La Family Court britannica ha permesso infine che quel giovane single lo adottasse. Il giudice che ha dovuto analizzare il caso l’ha così spiegato: “Tutto si è svolto secondo la legge; il caso è un po’ anomalo, ma l’uomo aveva manifestato un grande desiderio di diventare padre”!

Questo sarebbe il progresso, la nuova civiltà … e l’Italia dovrebbe vergognarsi di non essersi ancora adeguata, di essere il “fanalino di coda”?!

Tra l’altro, sulle adozioni (o fabbricazione) di bambini da parte di coppie omosessuali, anche la psicanalisi ha fatto sentire la sua voce … contraria! (v. News 12.01.2013).

Ad esempio Claude Halmos, uno dei riconosciuti massimi esperti della psicologia dell’infanzia, si è dichiarato contrario - nonostante il clima culturale quasi intimidatorio per chi dissenta da queste nuove ideologie Lgbt! - al matrimonio omosessuale e ancor più si è detto “seriamente e scientificamente preoccupato” sulle adozioni di figli in tali matrimoni, poiché in tal modo “vengono calpestati i reali diritti di quei bambini e compromesso il loro armonico sviluppo psicologico”. Altri seri psicanalisti italiani hanno mostrato pubblicamente la loro documentata contrarietà a questa possibilità di adozione da parte di coppie gay. È il caso della psicanalista Silvia Vegetti Finzi (docente di Psicologia dinamica all’Università di Pavia), la quale si è pronunciata in questo senso (v. suo articolo ne Il Corriere della sera, 2.01.2013), sottolineando come “la psicanalisi, pur non entrando nel merito delle questioni morali, ma dovendosi comunque fondare su una logica relazionale - e quindi particolarmente idonea a studiare l’importanza delle relazioni familiari - riconosca la fondamentale importanza, per l’armonico sviluppo psicologico del bambino, della figura del padre (maschio) e della madre (femmina)”. Intanto un’autorevole ricerca sociologica internazionale compiuta negli USA (v. Social Science Reserch, 2012/4) ha registrato come i bambini educati da coppie omosessuali, rispetto a bambini cresciuti in famiglie normali, manifestino queste differenze percentuali: + 7% (rispetto agli altri bambini) hanno idee suicide, + 11% devono ricorrere a trattamento psicoterapeutico o almeno ad assistenti sociali, + 32% sono affetti da qualche patologia venerea, +20% fanno in seguito fatica a impegnarsi nel lavoro.


30.01.2016

Family Day 3. La forza della verità … contro le ideologie disumane

Ammettiamolo: che in una sempre più incalzante “dittatura del relativismo”, dove si viene discriminati da tutti i poteri (culturali, economici, politici, persino commerciali) se si osa non essere d’accordo col “pensiero unico dominante” (sostenuto da potenti lobbies mondiali, tutte plaudenti all’ideologia Lgbt) e persino che rischi di diventare “reato” anche solo dissentire (con l’accusa cioè di omofobia), che 2 milioni di persone osino manifestare non solo la bellezza della famiglia naturale (e bastava vederli per raccogliere questa loro testimonianza, essendo in gran parte meravigliose e numerose famiglie) ma anche lottare esplicitamente contro proposte di legge (Cirinnà) che con il pretesto di inventati diritti per tutti di fatto contribuirebbe non poco alla distruzione della famiglia stessa, è un luminosissimo “segno dei tempi”. Cioè, che la verità poi vince sempre sulla menzogna, e non ha bisogno di imporsi con il potere dei mass-media (tutti schierati contro) per affermarsi, ma alla fine convince, con la stessa ragione, persino col semplice buonsenso. Certo è drammatico che si debba lottare per dimostrare un’evidenza, persino biologica! Che si debba difendere la famiglia naturale contro coloro che fanno di tutto per distruggerla, inventando nuovi tipi di famiglie. Che si debba discutere per affermare che un bambino nasce inevitabilmente da un maschio e una femmina ed ha diritto a un papà e una mamma.

Che milioni di laici cattolici, senza alcun supporto economico, politico e nemmeno ecclesiale (!), insieme a tanti uomini di buona volontà (di buonsenso, anche non credenti o di altre religioni), abbiano avuto questo coraggio, questa parresia, è un segno che le coscienze non sono così annebbiabili e anestetizzabili come sembrerebbe di questi tempi. Forse anche un segno del vento dello Spirito Santo, che ancora e sempre “scalda ciò che è freddo e raddrizza ciò che è sviato”.

È anche il segno che l’Italia, centro della cattolicità ma anch’essa tentata dalla grande “apostasia” dell’Europa occidentale, può essere ancora un “faro di civiltà” (come è stato detto e testimoniato), altro che “fanalino di coda” (di una civiltà nichilista che va invece verso l’autodistruzione)! Ed è infine importante che una incoraggiante testimonianza ci venga ora proprio da quelle nazioni del centro-est Europa, che per 70 anni sono state costrette a vivere sotto la dittatura comunista, e che più di altre sembrano oggi non volere soggiacere a questo nuova subdola dittatura disumana [così la Slovenia (v. News 20.12.2015), Croazia (stupenda la serena e coraggiosissima testimonianza portata al Circo Massimo dalla leader del movimento delle famiglie che ha permesso in Croazia la sconfitta del potere, proprio su leggi analoghe che esso voleva imporre - ascolta), Romania, Polonia e persino la grande Russia]. Se si stesse zitti, forse tra un secolo qualcuno potrebbe accusarci di esserlo stato, come si accusa ingiustamente la Chiesa di esserlo stato con Hitler (quando invece fu l’unica ad opporvisi, trovandosi contro una società che ormai inneggiava alla “razza pura” e alle “magnifiche sorti e progressive” della nuova civiltà, che sostituendosi a Dio, avrebbe creato il paradiso sulla terra).


20.01.2016

Scienziati credenti

Che la scienza si opponga alla fede e che gli scienziati siano atei è un’incredibile mistificazione e falsità, costruita dal positivismo-scientismo del XIX secolo e che fa sentire ancora la sua forza nei centri di potere culturale e sociale , ma contraddetta sia dalla storia che dall’attualità.

Anche un recente (3.12.2015) studio internazionale, realizzato dal RPLP (Religion and Public Life Program), gruppo di studio su tematiche circa il rapporto tra religione e vita sociale, della Rice University (Organizzato al BioScience Research Collaborative di Houston, Texas) e guidato dalla sociologa Elaine Howard Ecklund, riconosce che la maggior parte degli scienziati sia credente. Anche in Italia l’indagine sui più autorevoli ricercatori scientifici ha prodotto questi risultati: solo il 20% si definisce ateo e un altro 20% si definisce agnostico, mentre il 60% si è definito “religioso”.

Tra l’altro, oltre all’onore portato all’Italia l’anno scorso dall’astronauta Samantha Cristoforetti (per 199 giorni operatrice nella Stazione Spaziale Internazionale, quella stazione dove senza falsi pudori brillavano le icone russe davanti alle quali gli astronauti russi volevano pregare), ora un’altra donna italiana è salita sul podio delle massime autorità scientifiche. Si tratta del fisico Fabiola Gianotti, nominata (1.01.2016) per un quinquennio Direttore generale del CERN (Conseil européen pour la recherche nucléaire) di Ginevra, prima donna ad assumere questo prestigioso ruolo in quello che è il più importante centro internazionale di ricerca sulla fisica nucleare. La sua attività di ricerca al CERN è iniziata nel 1987 ed ha lavorato a vari importanti progetti, quali LEP, Aleph e SPS (Super Proton Synchrotron), fino ad approdare all’LHC (Large Hadron Collider), di cui è stata anche spokesperson per il progetto ATLAS. Ebbene, anche tale scienziata si è dichiarata più volte (persino su La Repubblica e alla trasmissione Otto e mezzo de La7) come donna e scienziata “credente”, dando testimonianza del “reciproco equilibrio tra religione e scienza” ed affermando che “non c'è alcuna incompatibilità tra lo studiare le leggi della fisica e credere in un Dio creatore”.

A proposito del CERN di Ginevra, il fisico Lucio Rossi che ha presidiato fin dal 2001 la costruzione e la messa in produzione del Large Hadron Collider (LHC) si professa assai favorevole alla fede cristiana (v. News 29.01.2013), come pure altri importanti scienziati che hanno lavorato o lavorano nello stesso Centro, di chiara fede cristiana, come i fisici italiani Luciano Maiani (fu il direttore generale e anche a lui si deve la costruzione del grandioso acceleratore di particelle LHC), Ugo Amaldi e Antonino Zichichi (lo scopritore dell’Antimateria - v. ad es. il suo testo “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”, Il Saggiatore 2006); interessante che allo stesso Centro lavori come ricercatrice (proprio al LHC) anche la giovane suora domenicana norvegese Katarina Pajchel, già fisico affermato dell’Università di Oslo (v. News 16.11.2012)

Ancora sul fecondo rapporto tra scienza e fede si veda la testimonianza di Charles Townes, premio Nobel per la Fisica e convinto cristiano (News 10.02.2015), un nutrito elenco di scienziati consacrati (News 20.12.2013), addirittura appunto suore ai vertici della fisica (News 28.10.2013), come pure le notizie sullo scienziato gesuita Roberto Busa, cui dobbiamo l’utilizzo attuale dei computer (News20.08.2011). Circa poi un elenco storico e attuale di scienziati dichiaratamente cristiani, v. nel sito il punto 3 de Il caso Galileo.


8.01.2016

La guerra globale contro i cristiani
e il silenzio della comunità internazionale

Attualmente nel mondo sono 150 milioni i cristiani perseguitati (uccisi, violentati, discriminati, costretti a fuggire); e non solo nei Paesi islamici, ma anche da parte di indù, buddisti e regimi atei.

Dall’Irak in 11 anni è fuggito il 70% dei cristiani, rimanendo 275.000 (120.000 sono fuggiti dai territori occupati dall’ISIS, pena l’essere uccisi, e si sono rifugiati nel Kurdistan). In Siria sono state distrutte 1.062 chiese e uccisi per la loro fede 4.344 cristiani, mentre in 4 anni sono stati costretti a fuggire 700.000 cristiani. In Pakistan la terribile legge sulla “blasfemia” permette di imprigionare e condannare a morte molti cristiani (basta che due persone si accordino, senza altre prove, per accusare qualcuno di non aver rispettato Maometto e finisce per essere arrestato e condannato) e ogni anno 700.000 donne sono costrette (anche con rapimenti) a convertirsi all’Islam. Attaccati dalla violenza islamica sono anche i cristiani dell’Eritrea, come quelli dell’Indonesia, quelli del Sudan come della Nigeria, mentre anche in Kenia sono avvenuti sanguinosi attacchi contro i cristiani. In Corea del nord, dove vige una spietata e idolatra dittatura comunista, i cristiani sono uccisi o imprigionati (almeno 200.000 risultano in carcere o nei campi di lavoro forzato). Anche nell’immensa Cina comunista non cessa la persecuzione antireligiosa e anticristiana (persino con Vescovi arrestati e poi spariti nel nulla; e negli ultimi due anni sono state distrutte 650 chiese), ma i neobattezzati adulti sono ogni anno 100.000.

E tutto ciò avviene nel silenzio complice della comunità internazionale.



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