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… controcorrente

 

 

 

20.12.2013

Scienziati … in tonaca

Anche se il mito scientista ottocentesco - secondo cui la fede cristiana sarebbe contraddetta dalla scienza - trovi ancora qualche eco assai pubblicizzata (da Odifreddi a Flores d’Arcais), mentre ai vertici della cultura mondiale tale leggenda è ormai da tempo sulla via del tramonto, la storia della scienza, ma anche il presente, dice esattamente il contrario (v. documentazione anche nel sito, a proposito del <Caso Galileo>). Non solo infatti la scienza moderna sperimentale è nata dalla fede cristiana e proprio a motivo di essa, come testimonia personalmente lo stesso Galilei o come ripete oggi con forza ad esempio il grande fisico cattolico A. Zichichi, ma una percentuale fortemente maggioritaria degli scienziati della storia e del presente sono persone di vera fede religiosa e assai spesso proprio cristiani cattolici. Tra questi molti sono addirittura sacerdoti, monaci, religiosi (soprattutto “Gesuiti”, v. qui sotto il 20.08.2011), suore (v. qui sotto il 28.10.2013), persino vescovi e cardinali.

Sono infatti moltissimi gli “ecclesiastici” cattolici (e qualche pastore protestante – ma nessun imam, rabbino, sciamano, bramino indù, monaco buddhista) che furono scienziati di straordinario livello, addirittura fondatori di nuovi rami della scienza, che magari conosciamo, ma assai spesso ci è stato sottaciuto che fossero appunto “in tonaca”. Tra questi, ad esempio: N. Copernico (astronomo), L. Spallanzani (uno dei più grandi biologi), G. Mendel (il monaco che fu all’origine della genetica), L. Galvani (lo scopritore dell’elettricità biologica; in questo caso non si trattava di un sacerdote ma comunque di un terziario “francescano”), R.J. Haüy (inizio della cristallografia), L. Garzoni (studioso del magnetismo), B. Castelli (padre dell’idraulica), N. Oresme (fisico, matematico), G. Lemaître (l’astronomo gesuita che ebbe per primo l’intuizione del Big Bang), E. Torricelli (fisico), G.B. Venturi (fisico), T. Bertelli (sismologo), G. Bresadola (micologo), B. Corti e J.B. Carnoy (scopritori della cellula) e ancora gli scienziati N. Cusano, L.B. Alberti, E. Danti, E. Mariotti, A. Secchi, F. Denza, F. Cecchi, G. Mercalli.

Troviamo questi e altri esempi di scienziati ecclesiastici nel libro appena uscito di F. Agnoli e P. Battelloni Scienziati in tonaca (Ed. La fontana di Siloe, 2013); sullo stesso argomento l’anno scorso Agnoli aveva già pubblicato “Scienziati, dunque credenti” (Ed. Cantagalli, 2012).

 

 

11.12.2013

Perdonare? Fa bene. Lo registra anche il cervello e il cuore.

Ricercatori dell’Università di Pisa hanno individuato le aree cerebrali che si attivano quando si supera il risentimento e si giunge a perdonare. Chi sa superare il risentimento e perdona (seguendo quanto ci dice Gesù stesso), non solo si sente meglio psicologicamente, ma anche il fisico ne risente positivamente. Ad esempio, è risultato che migliora anche il quadro cardiovascolare.

 

 

3.12.2013

Analfabetismo religioso … ormai anche in Italia

Secondo una recente indagine, anche l’Italia scivolerebbe paurosamente verso una sconcertante ignoranza religiosa. Quanti degli intervistati (non ragazzini ma adulti, anche istruiti) hanno saputo citare i 4 evangelisti? Meno di 1 italiano su 3. Chi le 3 virtù teologali? Neppure 1 su 4. Solo 2 su 10 sanno dire che fu Mosè colui al quale Dio ha dato le tavole coi 10 comandamenti. Una generazione che ha anche studiato, ma che non sa più ciò che sta alla base della nostra stessa civiltà... e che le bisnonne magari ignoranti sapevano benissimo.

Occorre davvero una “nuova evangelizzazione”! Forse anche chiedendosi (anche nelle parrocchie e nelle scuole cattoliche) perché in pochi anni si è smarrita la prima e bimillenaria evangelizzazione...

 

 

30.11.2013

Il Partito-Governo cinese riconosce e dice di voler ridurre la propria violenza politica

Il terzo Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha progettato di alleviare la violenza della propria politica che, pur avendo portato il Paese ad essere la superpotenza economica (ma anche con centinaia di milioni di sfruttati), si è sostenuta su misure di incredibile ferocia. Sono infatti stimate circa 3.000 le esecuzioni, anche per motivi politici, compiute anche quest’anno. Sono 190.000 le persone tuttora detenute nei terribili Laogai, “campi di rieducazione attraverso il lavoro” (quasi una sorta di campi di concentramento) dove sono passati in questi decenni 50 milioni di cittadini e che ora il governo dice di voler chiudere (o trasformare) entro il 2020. Sono stati inoltre 400 milioni i bambini “non nati” dall’entrata in vigore (23 anni fa) della legge sul “figlio unico obbligatorio” , che ora dicono di voler cambiare.

 

 

27.11.2013

Cresce nelle scuole italiane il “pensiero unico” obbligatorio?

La scuola paritaria “Fàa di Bruno” di Torino aveva programmato un incontro sulla “bellezza della famiglia tradizionale”; ma un gruppo di Consiglieri comunali chiede e ottiene di sospendere l’iniziativa, affermando che allora quella è una scuola “omofoba” e minacciano di tagliarle i fondi!

Come abbiamo già più sotto evidenziato (5.10.2013 e 2011/5) è stato di recente proclamato Beato il quattordicenne seminarista emiliano Rolando Rivi, che il 13 aprile 1945, a pochissimi giorni dalla fine della guerra, fu trucidato “in odio alla fede” (cioè proprio in quanto seminarista in talare) da partigiani comunisti. Una bella mostra sul nuovo Beato, intitolata “Io sono di Gesù”, e che sta facendo il giro di molti luoghi d’Italia, doveva fare sosta anche in una scuola di Rio Saliceto (RE); ma la Preside, sospinta da alcuni genitori, l’ha poi vietata, giustificandosi col dire che “avrebbe offeso la Resistenza”. 

 

 

25.11.2013

Quel bacio alla Madonna e quel Segno di Croce … di Putin!

Com’è noto, il 25.11.2013 il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, nelle pochissime ore passate a Roma (con 11 suoi ministri e 50 auto di scorta!), ha voluto anzitutto far visita al Santo Padre Francesco. Al momento del tradizionale scambio di doni, come da protocollo, il Presidente russo ha offerto al Papa una bellissima icona russa della “Madonna delle tenerezza”. Ma quando Papa Francesco stava già per distaccarsene e proseguire l’udienza, Putin - con tono persino un poco infantile - quasi l’ha ripreso, dicendo “Le è piaciuta?!” e lo ha riportato davanti all’icona; dopodiché l’ha baciata e si è fatto il Segno della Croce; al che anche il Santo Padre ha fatto altrettanto.

Al di là dei possibili reconditi scopi che possa aver spinto il furbissimo, potentissimo e imperituro nuovo “zar” (!) della Russia a compiere tale visita e persino quel pubblico gesto di venerazione e di preghiera, non possiamo però non coglierne comunque la valenza spirituale, persino storica, quasi da segno profetico. Non può non tornare infatti alla mente quanto la Madonna disse a Fatima il 13.07.1917, riguardo proprio alla Russia (cfr. nel sito il Dossier “Fatima…”), cioè circa 100 giorni prima di quella rivoluzione “bolscevica” che avrebbe instaurato il comunismo e iniziato non solo una delle più tremende dittature della storia (ideologia che ha causato nel mondo più di 100 milioni di morti!) ma una delle più forti persecuzioni contro la Chiesa.

Ecco quanto disse tra l’altro la Madonna a Fatima in quel giorno: “prossima è la punizione del mondo per i suoi tanti delitti, mediante la guerra, la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si darà ascolto alle mie domande, la Russia si convertirà e si avrà pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa; molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire: varie nazioni saranno annientate. Finalmente il mio Cuore Immacolato trionferà!”.

Popoli interi, sotto i regimi comunisti, sono stati costretti all’ateismo, secondo la dottrina marxista; persino popoli cattolicissimi, come quello polacco (che a motivo della spartizione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale finì di fatto sotto il potere sovietico), hanno dovuto vivere praticamente in clandestinità la loro forte fede cristiana.

Ma la storia, anche quando è violentata dagli uomini, è ancora guidata da Cristo Re!

Così il 16.10.1978 lo Spirito Santo ha chiamato alla guida di tutta la Chiesa proprio un polacco, Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II). La sua elezione fu infatti subito avvertita dal potere russo come un gravissimo pericolo per il comunismo; e giunsero poi alla decisione addirittura di ucciderlo (!), nell’attentato in piazza S. Pietro del 13.05.1981 (in una normale Udienza generale del mercoledì, non sapendo però che quella data scelta era proprio anniversario della prima apparizione di Fatima! Così non riuscirono nel loro intento. Infatti Giovanni Paolo II ha sempre detto: “ una mano ha colpito, un’Altra Mano ha deviato il colpo”. Lo stesso attentatore si chiese “Cos’è questa Fatima? io ho mirato giusto!”. Così è intesa anche la terza parte del segreto di Fatima, resa nota il 13.05.2000).

Non è difficile capire che dietro l’attentatore, il già noto killer turco Mehmet Alì Agca, ci fosse, al di là di “piste bulgare” o quant’altro, il Soviet Supremo russo, o meglio il Kgb russo. Proprio nel suo ultimo libro (2005) Memoria e identità, dove ricorda tra l’altro che Dio ha comunque alla fine posto un limite di tempo a nazismo e comunismo, Giovanni Paolo II afferma a riguardo dell’attentato che “qualcun altro aveva ideato e commissionato l’attentato”. Infine, nel libro Una vita con Karol, che nel 2007 scrisse colui che fu sempre il fedele segretario di Giovanni Paolo II (Stanislao Dziwisz, attuale cardinale di Cracovia), non si fa più mistero che quasi sicuramente il Kgb fosse  il mandante! (cfr. pp. 123-127).

Come sappiamo, nel novembre 1989, proprio a partire dalla Polonia, in pochi giorni e senza alcuna violenza, tutto il sistema comunista dell’Europa centro-orientale crollò su se stesso.

Immagine simbolo è diventata quella dell’abbattimento, il 9.11.1989, del “muro di Berlino”, quel tristissimo e impenetrabile muro costruito improvvisamente dai comunisti il 13.08.1961 per far cessare la fuga di persone disperate dalla parte comunista della città verso la parte libera.

L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) venne quindi sciolta l’8.12.1991 (proprio il giorno dell’Immacolata! anche se non celebrata in Russia) e il 25.12.1991 (anche se non è Natale in Russia) fu definitivamente ammainata dal Cremlino la bandiera comunista (falce e martello).

Ed eccoci al bacio alla Madonna e al segno di Croce, che il presidente russo Putin - ex dirigente del Kgb (!) e nuovo inquilino del Cremlino - ha compiuto pubblicamente, persino sorpassando il Papa stesso. Un segno? Non è troppo difficile ammetterlo, per chi sa riconoscere i segni di Dio nella storia, alla luce di ciò che Maria ci ha aiutato e ci aiuta a capire.

Tra l’altro: cosa avrebbero detto se un Capo di Stato della laicissima Europa occidentale (Presidente della Repubblica Italiana compreso) avesse fatto altrettanto pubblico gesto religioso? Un attentato alla laicità dello Stato e delle Istituzioni? (non si fanno neppure un segno di Croce anche quando devono presenziare ad una Santa Messa, anche dal Papa).

Ebbene, proprio dalla Russia ci giunge un segnale diverso ... e promettente.

 

 

13.11.2013

Norvegia: conduttrice televisiva costretta a togliersi dal collo una piccola Croce

Una piccola (cm. 1,4) Croce scura che spunta da una catenina al collo della reporter Siv Kristin Saellmann durante la conduzione del Telegiornale? Alcuni telespettatori telefonano ritenendo “offensivo” e perfino “minaccioso” quel monile cristiano e accusano il canale televisivo di “poca imparzialità”. Il caporedattore intima allora alla conduttrice di non indossare più quella Croce. Così nelle democrazie avanzate del nord Europa, un’Europa ormai ex-cristiana fino al parossismo. Infatti non si accorgono neppure più che le bandiere nazionali di tutti i Paesi scandinavi (come del resto anche del Regno Unito e della Svizzera) sono proprio delle Croci!

 

 

12.11.2013

Corea del nord: condannati a morte perché avevano una Bibbia

Nella dittatura comunista nordcoreana crescono spaventosamente (80 solo in questi ultimi giorni!) esemplari condanne a morte per reati politici: ma tra questi c’è anche semplicemente l’aver visto film sudcoreani come pure essere trovati in possesso della Bibbia. Queste esecuzioni capitali sono spesso eseguite in piazza, dove i condannati vengono trasportati incappucciati, legati e uccisi a colpi di mitragliatrice; il tutto davanti a 10.000 spettatori “forzati”, bambini compresi, al fine di educare la popolazione e le nuove generazioni al culto dello Stato comunista e del suo leader Kim Jong-un. La ferocia di queste dittature di stampo marxista sta anche nel loro potere di porre in atto un tale “lavaggio del cervello” da creare comunque consenso, persino di fronte ad un potere disumano e all’estrema miseria che provocano (ricordiamo ad esempio le immagini di isterismo collettivo per la morte del precedente dittatore Kim Jong-il nel dicembre 2011).

 

 

7.11.2013

Altri passi verso la <dittatura del relativismo> … sessuale:

sconcertanti “Linee guida” per una educazione sessuale ai fanciulli nelle scuole europee

In riferimento ad un documento del 2010 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Europarlamento sta discutendo una risoluzione (Estrela) e delle “Linee guida” riguardanti gli “Standard per l’educazione sessuale in Europa”, che eserciteranno una fortissima pressione su tutti i governi e anche su tutte le scuole d’Europa. Esso prevede un’educazione sessuale così programmata e suddivisa: da 0 a 4 anni sono previste informazioni sulla “masturbazione infantile precoce” e gli educatori devono mettere i fanciulli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio col “gioco del dottore” (!); dai 4 ai 6 anni si deve far scoprire «l’amore anche verso persone dello stesso sesso»; dai 6 ai 9 anni devono essere fornite informazioni sui «cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione», facendo già conoscere ai bambini «i diversi metodi contraccettivi»; dai 9 ai 12 anni devono essere comunicati i «rischi e le conseguenze delle esperienze sessuali non protette», per evitare situazioni di “cattiva salute sessuale”, cioè malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate (è ritenuto fondamentale l’insegnamento su come usare contraccettivi e fare altre pratiche di sesso sicuro, mentre deve essere esclusa un’educazione all’astinenza dai rapporti); dai 12 ai 15 anni devono infine essere rivelati concetti quali «pianificazione familiare», «impatto della maternità in giovane età», «presa di decisioni», «gravidanze anche in relazioni omosessuali», «prostituzione e pornografia» e soprattutto si deve avvertirli di stare in guardia «dall’influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità»! E a scanso di equivoci circa l’impossibilità dei genitori di dissentire da tale impostazione, viene citata positivamente una sentenza della Corte Europea che dà torto a dei genitori tedeschi, andati in carcere per essersi rifiutati di far partecipare i propri figli a tali lezioni di educazione sessuale.

 

 

4.11.2013

Quand’ero nello “stato vegetativo” vedevo e sentivo tutto

Max Tresoldi, che abita a Carugate (MI), è stato 10 anni nel cosiddetto “stato vegetativo” (parola ambigua, che farebbe intendere che una persona in quelle condizioni è come una pianta!); poi nel 2001 si è risvegliato, pur mantenendo qualche disabilità. Racconta ai suoi cari che lo accudivano con tanto amore: “In quegli anni c’ero sempre stato. Sentivo e vedevo tutto; ma non sapevo come dirvelo”! Ora gira tutta Italia per raccontare la sua esperienza, testimoniando tra l’altro come l’amore sia l’unica vera terapia. Doveva farlo anche in TV, nel programma “La vita in diretta” della RAI, il 4.11.2013; mentre però tutto era pronto per trasmettere una lunga sua testimonianza, va in onda solo qualche sua frase mentre già scorrono i titoli di coda e la conduttrice Alda D’Eusanio conclude sbrigativamente (e offensivamente) “quella di Max non è vita”! Dopo le proteste della stessa famiglia, la RAI si scusa e fa una nuova trasmissione, durante la quale Max, attorniato dalle numerose persone che gli vogliono bene, giunge a dire ciò che ha scritto anche in un suo recente libro: “Spero che anche chi non ha avuto la mia stessa esperienza di coma possa essere felice come lo sono io”!

 

 

29.10.2013

Morto in Cina il Vescovo tanto perseguitato

Alla veneranda età di 94 anni è morto in Cina mons. P. Liu Guandong, vescovo (in clandestinità) di Yixian (Hebei). Essendo Vescovo della vera Chiesa Cattolica (quella in comunione col Papa), detta “sotterranea” - quella non riconosciuta e perseguitata dal governo comunista cinese - viveva dal 1997 in un luogo segreto. Nel 1955, a pochi mesi dalla presa del potere di Mao Zedong, il leader che guidò e attuò la terribile rivoluzione comunista in Cina (versione cinese del marxismo, detto infatti “maoismo”), mons. Guandong fu subito arrestato e incarcerato per 2 anni. Uscito dalle tremende prigioni maoiste, dopo un anno di libertà, nel 1958 fu di nuovo messo in prigione per il suo rifiuto di iscriversi alla Chiesa “patriottica” (alle dipendenze del Partito Comunista) e per la sua fedeltà al Papa; e questa volta rimase in prigione, tra tanti tormenti, addirittura fino al 1981! Quando poi nel 1989 organizzò un incontro di vescovi cinesi “clandestini”, fu subito arrestato e incarcerato, insieme a tutti gli altri vescovi. Uscito di prigione nel 1992, ha vissuto “sotto sorveglianza” del governo fino al 1997, quando ormai vecchio e ammalato ha fatto sparire le sue tracce vivendo appunto in clandestinità. Venuti a sapere della morte del Vescovo, i suoi sacerdoti e fedeli hanno potuto celebrarne amorevolmente le esequie, però in modo segreto e in luogo sconosciuto, anche per poterlo rivestire, onorare e tumulare con le insegne episcopali (onore funebre proibito dal governo cinese per quei Vescovi che “non riconosce”, appunto perché in comunione col Papa).

 

 

28.10.2013

Suore e scienza

Un binomio impossibile? Sembrerebbe di no, guardando ad esempio questi due casi.

La prima donna a conseguire un dottorato in “Computer Science” (Informatica), presso l’Università di Wisconsin-Madison (USA), nel 1964, sfondando un mondo allora rigidamente maschile, fu Suor Mary Kenneth Keller, nata nel 1913 a Cleveland e Suora della Carità della B.V. Maria. Già nel 1958 fu lei la prima donna ad essere ammessa al futuristico “Computer Center” dell’Università di Dormouth (New Hampshire), dando tra l’altro uno speciale contributo allo sviluppo del nuovo linguaggio informatico (il famoso Basic). Inoltre fondò e diresse per quasi vent’anni l’innovativo dipartimento del Clark College e si occupò di didattica attraverso la tecnologia.

A proposito di Informatica, ricordiamo quanto già più sotto menzionato (v. News del 20.08.2011), cioè che ad inventare la scrittura del computer, dimostrando alla stessa IBM la possibilità di utilizzare il computer non solo per calcolo (come allora era) ma per archivio di testi, fu il gesuita italiano Roberto Busa (1913-2011), che fu anche il primo a mettere un’intera opera (l’Opera omnia di S. Tommaso d’Aquino) in formato elettronico.

Per venire al presente, possiamo ricordare un’altra giovane Suora (domenicana) norvegese, Katarina Pajchel, che dopo essere stata già affermato docente di Fisica all’Università di Oslo è ora ricercatrice al CERN di Ginevra, proprio al mastodontico acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider), utilizzato per ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle (come di recente per il “bosone” di Higgs).

Ulteriori esempi che smentiscono chi si ostina nel pregiudizio (ottocentesco, positivista, scientista) che vorrebbe la scienza in opposizione alla fede (v. ad esempio nel sito: Il caso Galileo).

 

 

23.10.2013

Aiuti della Chiesa Cattolica alla Siria

Dal Pontificio Consiglio “Cor unum”, che coordina come Santa Sede gli aiuti della Chiesa Cattolica per far fronte alle diverse emergenze umanitarie del mondo, apprendiamo i seguenti dati in riferimento alla gravissima crisi umanitaria in atto in Siria: sono stati inviati in Siria aiuti in denaro per $ 72.000.000, attraverso 55 enti realizzatori sul campo, di cui 32 istituzioni cattoliche già coinvolte, con soccorsi giunti in 20 città e aiuti dispensati anche ai rifugiati presenti in Libano, Giordania, Turchia, Iraq, Cipro, Egitto. La Chiesa cattolica, anche attraverso le comunità cattoliche presenti sul territorio, fin dall’inizio della crisi siriana (2011) si è subito impegnata in un’opera costante di fornitura di aiuti umanitari alla popolazione colpita, sia cristiana che musulmana.

 

 

20.10.2013

Le Pontificie Opere Missionarie e la carità dei Cattolici

Nella Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra oggi in tutto il mondo, forniamo i seguenti dati. Le Pontificie Opere Missionarie, “l’organismo ufficiale della Chiesa Cattolica per aiutare i missionari e le Chiese del sud del mondo nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza della carità”, sostengono 42.000 scuole, 12.000 opere caritative e sociali, 6.000 dispensari medici, 1.600 ospedali, 780 lebbrosari, 280 Seminari maggiori e 110 Seminari minori; sostengono pure mezzi di trasporto e mass media per le popolazioni più povere. Sostenute dalla carità dei Cattolici di tutto il mondo, nel corso del 2012 ha potuto distribuire $ 160.606.753 (di cui € 16.476.102 donati dai Cattolici italiani), così ripartiti: $ 87.811.348 in Africa, $ 5.225.407 in America Latina, $ 41.623.746 in Asia, € 1.424.800 in Europa, $ 3.669.234 in Oceania, $ 12.350.000 in borse di studio per seminaristi, novizi e giovani sacerdoti, e $ 8.502.2018 in altri interventi d’emergenza.

 


13.10.2013

Sono proclamati Beati e Martiri altri 522 cristiani uccisi dai comunisti spagnoli

La persecuzione contro i cristiani, ad opera dei comunisti nella guerra civile spagnola degli anni ’30 del secolo scorso, fu talmente forte che provocò violenze inaudite e l’uccisione di almeno 10.000 cristiani, non tanto per motivi politici ma proprio “in odio alla fede”, cioè in quanto cristiani. Moltissimi di loro sono già stati proclamati Santi o Beati (v. News del 3.06.2013).

Sono già stati elevati agli onori degli altari (oltre i 500 martiri beatificati oggi a Tarragona)  1.001 cattolici uccisi «in odium fidei» in Spagna durante il XX secolo. La Conferenza episcopale spagnola li ricorda tutti nel sito www.beatificacion2013.com: appartengono a 62 cause differenti e sono stati elevati agli onori degli altari in 14 diverse cerimonie. La prima risale al 1987: tre carmelitane scalze di Guadalajara. Le beatificazioni più numerose, fino ad ora, sono state quelle celebrate a Roma l’11.03. 2001 (con 233 martiri, fra i quali 37 sacerdoti e 37 uomini e donne laici di Azione Cattolica a Valencia) e il 28.10. 2007, con 498 martiri provenienti da 23 cause: fra di loro anche il vescovo di Ciudad Real e il vescovo di Cuenca. Così i 23 martiri elevati agli onori degli altari nella Cattedrale di Madrid il 17.12.2011. Dei martiri iberici del XX secolo, 11 sono già santi: sono nove fratelli delle Scuole cristiane La Salle (quasi tutti martiri durante la Rivoluzione del 1934 nelle Asturie), il passionista Innocenzo della Immacolata e il sacerdote diocesano Pedro Poveda, che affrontò il martirio a Madrid nel 1936.

Oggi a Tarragona sono beatificati altri 522 martiri, uccisi “in odio alla fede” dai comunisti nella guerra civile spagnola. Tra essi 3 vescovi, quasi 100 sacerdoti (tra i quali uno novello di soli 25 anni: José Nadal Guiu), più di 400 religiosi di 23 congregazioni, oltre a seminaristi e numerosi laici. Tutte persone che preferirono morire per Gesù piuttosto che tradirlo.

 

 

5.10.2013

Beatificato Rolando Rivi, il seminarista di 14 anni ucciso in Emilia dai partigiani comunisti

Avevamo già segnalato (v. in fondo a queste NEWS, 2011/5 - Libro consigliato: Emilio Bonicelli, Rolando Rivi, seminarista martire, Ed. Shalom 2010) il caso di questo eroico ragazzo emiliano, trucidato “in odio alla fede” da partigiani comunisti.

Rolando Rivi nasce sulle colline della provincia di Reggio Emilia il 7 gennaio 1931 da un’umile ma devota famiglia di contadini. Terminate le scuole elementari, sente la chiamata del Signore a diventare sacerdote ed entra in Seminario. È un ragazzo intelligente e vivace, amato dai suoi coetanei, ma anche molto profondo e con una fede cristiana sempre più bella e forte. Per questo motivo porta sempre l’abito talare (a quei tempi indossato da tutti i seminaristi, anche i più giovani) e, per testimoniare il proprio desiderio di appartenere a Gesù e di incamminarsi verso il sacerdozio, lo porta anche nei mesi di vacanza e perfino quando il Seminario viene temporaneamente chiuso per motivi bellici. Il suo paesello è però in quel “triangolo della morte”, tra le provincie emiliane di Reggio Emilia e di Modena, dove l’ideologia comunista - ostile alla Chiesa - porta molti a compiere atroci violenze e numerosi omicidi. Rolando sa che indossare quell’abito “da prete”, anche a soli 14 anni, può essere per questo pericoloso, ma lo porta lo stesso. Così le “Brigate partigiane comuniste” (il 13.04.1945, quindi tra l’altro a pochi giorni dalla fine della guerra!) sequestrano, torturano per 3 giorni e poi  uccidono il giovanissimo Rolando solo in quanto seminarista (qualcuno di loro grida con gioia satanica: “Un prete di meno domani”!), lasciando il suo corpo in un bosco, dove verrà in seguito ritrovato.

Conclusa la causa di beatificazione, Rolando Rivi è stato oggi proclamato “Beato” a Modena, durante la Celebrazione eucaristica presieduta a nome del Papa dal Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, alla presenza di migliaia e migliaia di fedeli.

 

 

3.10.2013

La Cina scopre la religione come antidoto alla corruzione

Di fronte al dilagare della corruzione, anche il Partito Comunista Cinese (cioè il governo) si sente impotente e si appella perfino alle religioni per moralizzare la vita pubblica. Il leader Xi propone infatti come “antidoto” alla corruzione la valorizzazione e il sostegno di confucianesimo, taosimo e buddhismo. Potremmo però chiederci perché, nonostante questa svolta impensabile nell’ortodossia marxista, non si faccia riferimento al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica (che, pur perseguitata, è in continua crescita in Cina). La risposta è ovvia, per chi conosce come il Partito/governo si oppone alla Chiesa Cattolica fedele al Papa (e quindi non facilmente assoggettabile alle pretese assolutiste del governo comunista, che vorrebbe addirittura nominarne i Vescovi) e ne ha inventata addirittura un’altra (Chiesa Patriottica), fedele al Partito. Si evidenzia però come la moralità laica e atea non sia in grado di reggere all’urto di una società fondata solo sui dettami di un’economia spietata e sulla ideologia del partito, ma è costretta a riconoscere come l’uomo e la società abbiano bisogno, anche per edificare se stessi, di una dimensione trascendente.

 

 

2.10.2013

Soldi pubblici per spettacoli blasfemi

Non c’è crisi che tenga. E neanche limiti alla stupidità e all’aggressione gratuita (e impunita, anche se siamo in Italia e l’art. 724 del Codice Penale parla chiaro, v. sotto News del 15.05.2012) alla fede cristiana. Così al Teatro Novelli di Rimini va in scena il festival dei blogger italiani (Blogfest 2013) dal titolo già eloquente “Messa Laida”: infatti sul palco si alternano parodie blasfeme della Santa Messa, con tanto di Messali, zeppe di volgarità e oscenità. L’Amministrazione Comunale permette, dà il suo patrocinio e finanzia la manifestazione con € 17.000 (soldi di cittadini, a cui si chiedono continui sacrifici e sempre più tasse … pagate anche dai cristiani).

 

 

25.09.2013

Quando si perde la fede vera, crescono le Sette

Chi conosce un poco le dinamiche dello spirito umano sa che quando si rifiuta Dio, raramente si diventa atei, anche se a parole ci si proclamasse così. Il bisogno di assoluto (religioso) che alberga nel cuore dell’uomo fa infatti sì che, abbandonato Dio, l’uomo si crei degli “idoli” (falsi assoluti, che prima o poi deludono, in quanto non veri o comunque finiti); e assai spesso diventi persino preda di forme di religiosità deviata, come quelle delle “sette”, talora persino violente o comunque in grado di spersonalizzare e rendere psicologicamente schiavi (in genere anche con enormi vantaggi economici delle stesse). Inoltre, quando non si segue più Dio, pian piano si diventa servi e schiavi del demonio; e questo non solo nella vita spirituale e morale (questo dovrebbe essere noto per i cristiani!), ma si moltiplicano persino le sette sataniche.

Ebbene, in seguito ad una attenta analisi sociologica compiuta sul territorio di cui sono pastori, i Vescovi dell’Emilia Romagna hanno dovuto prendere atto dell’allarmante fenomeno (cfr. il loro documento “Religiosità alternativa, sette e spiritualismo. Sfida culturale, educativa, religiosa”): in quella Regione italiana, infatti, risultano già 50.000 nuovi adepti alla nuove sette religiose, di cui alcune persino sataniche.

 

 

22.09.2013

Pakistan: nelle scuole si insegna che uccidere i cristiani è “formativo”

Nei libri di testo diffusi nella maggior parte delle scuole pubbliche primarie pachistane, su cui peraltro devono studiare anche i bambini cristiani, non solo si insegna obbligatoriamente l’Islam ma si giunge persino a indicare come “obiettivo formativo” l’uccisione di cristiani! Lo riferisce un rapporto del Middle East Media Reserch Institute (Memri) riportato dall’agenzia AsiaNews.

Oggi c’è stato intanto il primo attacco armato da parte di estremisti islamici ad una chiesa cristiana (protestante) a Peshawar, durante una celebrazione, con questo slogan “continueremo ad attaccare le chiese fino a quando gli USA continueranno ad attaccarci con i droni”.

Il nuovo governo Sharif, che non contempla neppure più un Ministero per le minoranze, si trova impotente di fronte a questi atti terroristici. È stato persino ucciso il governatore del Punjab, Taseer, per aver chiesto la grazia per Asia Bibi (v. sotto nelle News del 18.06.2013, 18.05.2013, 5.01.2013 e 2.03.2011).

 

 

 

Cristiani perseguitati … una sfida per la nostra fede spesso tiepida e timida

 

4.09.2013

Giovane cristiano arrestato in Marocco

Un giovane cristiano marocchino di Taounate è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di “proselitismo”, in quanto avrebbe parlato a dei suoi amici della bellezza della fede cristiana. La sua casa è stata perquisita e sono state trovate infatti copie del Vangelo. Per questo rischia fino a 6 anni di carcere!

25.08.2013

Cristiani perseguitati dell’India: ancora senza giustizia dopo 5 anni

Esattamente 5 anni fa nello Stato indiano dell’Orissa si scatenò una violenta persecuzione induista contro i cristiani che causò circa 100 morti, migliaia di feriti e stupri; furono rasi al suolo o bruciati 256 edifici religiosi e distrutte 5.600 abitazioni; questo provocò 55.000 profughi e la fuga di cristiani da 400 villaggi. Quasi nessuno dei denunciati per questi reati (3.331) è stato condannato (solo 88, di cui solo 27 sono ancora in carcere); persino un  noto uomo politico (Manoj Pradhan), accusato di 9 delitti, è libero su cauzione.

20.08.2013

In Iran è reato dare il Vangelo

In Iran un uomo che nel 2009 si convertì dall’islam al cristianesimo, è stato arrestato il 27.12.2012 insieme ad una cinquantina di cristiani riuniti con lui per leggere in privato il Vangelo. Ora il processo si è concluso con la grave condanna per “crimini contro la sicurezza dello Stato” - così viene considerato chi predica e distribuisce il Vangelo - che gli costerà 10 anni di carcere!

17.08.2013

Dall’Africa settentrionale al Medio Oriente: contro i cristiani

Nell’incandescente situazione nord-africana e mediorientale, sviluppatasi anche dopo la cosiddetta “primavera araba” (che ha illuso molti occidentali!), quasi ovunque - specie laddove i “Fratelli musulmani” o comunque gli integralisti islamici vanno al potere o cercano di prenderlo - si scatena anche una violenta persecuzione contro i cristiani. Ad esempio in questi giorni in Egitto hanno bruciato 40 chiese, ma anche conventi, case e negozi di proprietà di cristiani (copti).

10.08.2013

Cina: arrestati 4 sacerdoti

Quattro sacerdoti cattolici (in comunione col Papa) sono stati arrestati ai primi di agosto e come sempre non se ne hanno più notizie. Tre di questi erano della regione dell’Hebei; così che in quella terra non è stata neppure possibile la celebrazione della S. Messa della solennità dell’Assunzione, con gran dolore della piccola comunità cattolica che là vive.

La Costituzione cinese garantisce formalmente la libertà di religione ma i fedeli sono obbligati per legge a “registrarsi”’ presso l’Associazione patriottica, un organismo governativo che riconosce il governo (Partito Comunista Cinese) come massima autorità anche in campo religioso. Cinque milioni di cattolici si sono registrati (la cosiddetta “Chiesa Patriottica”) ma, secondo alcune stime, più del doppio non l’hanno fatto (rimanendo fedeli al Papa nell’autentica Chiesa Cattolica, così come l’ha voluta Gesù) e rimangono in una situazione di semi-clandestinità.

 

 

5.08.2013

Il “blitz estivo notturno” per la legge sull’omofobia

La progettata legge sulla cosiddetta “omofobia”, che dietro il paravento del rispetto (ovvio) degli omosessuali potrebbe seriamente creare una prima forma di “dittatura del relativismo” - istituendo un vero e proprio “reato d’opinione” (degno di sistemi appunto totalitari), dove cioè viene vietato ogni giudizio morale sull’omosessualità (farebbe diventare quindi “reato” insegnare la stessa morale cristiana e persino proclamare la Parola di Dio, come ad esempio la Lettera di S. Paolo ai Romani cap. 1,24-32), – ha conosciuto quest’estate un episodio che ha del “grottesco”, ma che è anche illuminante per comprendere come certi poteri culturali occulti sarebbero disposti a usare qualsiasi metodo pur di imporre a tutti questo “pensiero unico”. La discussione in aula alla Camera è iniziata infatti il 5 agosto in piena notte, quindi con l’aula parlamentare praticamente vuota (22 deputati presenti e paradossalmente 28 iscritti a parlare).

 

 

31.07.2013

Per la Cassazione l’ateismo è una “religione”!

La Cassazione ha dato ragione all’UARR (Unione degli Atei, Agnostici e Razionalisti), respingendo un ricorso dello stesso Governo Italiano contro una sentenza in merito del Consiglio di Stato. Tale Associazione ha chiesto infatti di essere paradossalmente trattata come una “religione”! Però, dietro questo paradosso, presentato come espressione di “libertà religiosa”, c’è un loro interesse ben più materiale: in questo modo potrebbe accedere alla destinazione del famoso 8x1000 (come già la Chiesa cattolica, l’Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Valdese unione chiese metodiste e valdesi, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l’Unione Comunità Ebraiche Italiane, la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, la Chiesa Apostolica in Italia – si ricordi in proposito che all’inizio tutti questi, anche i Protestanti, si “stracciarono le vesti” quando ci fu l’accordo in merito tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica).

 

 

21.07.2013

Le nuove “conversioni” al cattolicesimo dal mondo della cultura e della scienza

Non sono molti coloro che sanno che stiamo assistendo al ritorno a Dio, e perfino alla fede cristiana cattolica, di molti uomini di “alta cultura” e di scienza. È ad esempio il caso di Patrick Kéchichian, scrittore, critico letterario, giornalista (per 20 anni è stato a “Le Monde”), nato a Parigi nel 1951 ma di origine armena. Dalla “fede” nella psicanalisi, intesa come scienza per comprendere se stessi, il suo cammino esistenziale e culturale approda alla vera fede in Cristo, passando attraverso la lettura di Kierkegaard e poi di Péguy, Claudel, Bernanos. Approdato pienamente nella Chiesa Cattolica, così afferma: “a trent’anni ho capito che le mie domande e i miei dubbi trovavano risposta solo nel cristianesimo. Prima pensavo che la psicanalisi mi avrebbe aiutato a capire me stesso. Poi mi è bastato capire l’amore di Dio, anche solo meditando il Vangelo di Giovanni, per comprendere pienamente chi sono e qual è il senso autentico della vita dell’uomo”.

 

 

19.07.2013

Italia: 18.798 esseri umani in azoto liquido

Ecco gli impressionanti dati dell’annuale relazione ministeriale (19.07.2013, dati per il  2011) sulla “procreazione assistita” in Italia - cioè sulla “produzione di esseri umani” al di fuori del rapporto sessuale - che pur la legge 40 ha posto entro certi limiti (ad esempio è vietata l’eterologa, cioè da parte di estranei alla coppia) e che molti vorrebbero far persino saltare: sono stati “prodotti” 154.404 embrioni, ma di questi solo 4.221 sono poi stati trasferiti in utero, mentre 14.577 sono tuttora nei “frigoriferi” dei vari laboratori d’Italia. In totale in Italia ci sono 18.798 embrioni crioconservati, cioè esseri umani (a tutti gli effetti, anche biologici) in azoto liquido. Molti di essi muoiono in fase di “scongelamento”. Delle decine di migliaia degli altri embrioni prodotti non se ne sa addirittura più nulla!

“Inizialmente la legge 40 prevedeva di produrre non più di 3 embrioni e che tutti dovessero essere trasferiti in utero. Purtroppo la Corte Costituzionale (sentenza 151\2009) ha annullato questo limite dei 3 embrioni consentendo il congelamento di quelli sovrabbondanti (cosiddetti soprannumerari) con la giustificazione che essi sono 'una scorta' qualora da un primo trasferimento nel seno materno non derivi la nascita sperata. In realtà la Corte ha subordinato la generazione soprannumeraria ad un giudizio medico sulla salute della donna e ha mantenuto il limite rigoroso che a tale metodica si possa ricorrere soltanto quando essa appaia «strettamente necessaria». Ma la breccia è stata aperta e purtroppo le brecce possono essere allargate”. “Che fare? Le decisioni della Consulta non possono essere mutate neppure dal legislatore, anche se, forse, una norma che precisasse meglio cosa significa «strettamente necessario» sarebbe utile. Una cosa, però, si può fare. Se la coscienza collettiva riconoscesse che il concepito è sempre un essere umano, che, come tale, non può essere oggetto di discriminazione; che è portatore di una dignità uguale a quella dei già nati, la breccia non verrebbe allargata, ma probabilmente ridotta. Ma la coscienza collettiva è condizionata da quella forma di razionalità sociale che è la legge. Ecco perché tanto insistiamo sulla necessità di riformare l’art. 1 del codice civile riconoscendo la capacità giuridica del concepito fin dal concepimento. Evidentemente non è stato sufficiente riconoscere la qualità di soggetto al concepito, come fa l’art. 1 della Legge 40. Ma ora la Corte di giustizia europea (18 ottobre 2011) ha riconosciuto il momento della fecondazione come quello di inizio dell’essere umano e ha chiamato embrione anche il concepito non impiantato. Ecco perché l’iniziativa dei cittadini europei 'Uno di noi' in pieno svolgimento ha un significato culturale e pratico di primo ordine. La tabella 3.55 della Relazione ministeriale ci dice che nel solo 2011 sono stati collocati sotto azoto liquido a 196 gradi sottozero – in una sorta di camera della morte – 14.577 esseri umani. Ciascuno di loro è 'uno di noi'” (C. Casini, Presidente Movimento per la Vita).

 

 

16.07.2013

Pakistan: ergastolo a un giovane cristiano per SMS considerato blasfemo

L’accusa di blasfemia - secondo la legge che permette di condannare chiunque non si sia dimostrato ossequiente all’Islam (ma utilizzata anche come ritorsione o vendetta personale) - ora passa anche per SMS inviati da cellulare, persino quando il mittente non risulta certo. È successo a un giovane cristiano pakistano di 28 anni, Sajjad Masih Gill, che per un SMS considerato non rispettoso di Maometto, e che peraltro egli dice di non aver inviato dal suo cellulare, il 13 luglio scorso è stato condannato nientemeno che all’ergastolo e al pagamento di una multa di 200.000 rupie (€ 1.500).

 

 

12.07.2013

Egitto: ancora sangue cristiano

Nell’incandescente situazione dell’Egitto - strategicamente decisivo per tutto il panorama politico e sociale del nord-Africa e del Medio Oriente - anche dopo la deposizione del presidente islamico Morsi (che salì al potere dopo la cosiddetta “primavera araba” che depose e condannò il regime di Mubarak), continua a scorrere anche sangue cristiano. No si ferma infatti ma si inasprisce ulteriormente l’ondata di attacchi contro la comunità cristiana (copta): cristiani rapiti, decapitati, torturati, minacciati. Anche un prete copto-ortodosso, Mina Abboud Sharobeen, è stato prima rapito e poi ritrovato cadavere. Un venditore ambulante cristiano, il sessantenne Magdi Habashi, è stato trovato legato e decapitato, nel Sinai settentrionale a ridosso della “striscia di Gaza”. La comunità copta (anche cattolica) è inoltre molto preoccupata per la bozza della nuova Carta costituzionale, che di fatto inasprisce la Sharia, minando la libertà religiosa e la stessa possibilità di sopravvivenza dei cristiani in terra d’Egitto.

 

 

5.07.2013

Governo italiano: non figli … ma elettrodomestici

Come sappiamo, l’Italia è uno dei Paesi al mondo col maggior declino demografico, cioè col minor numero di figli. Anche nel 2012, sono nati 12.000 bambini in meno rispetto al 2011. Se non ci fossero gli immigrati, tutto il sistema sociale (e pensionistico!) sarebbe collassato da tempo! Tra le cause di questo allarmante e perdurante fenomeno, c’è anche quell’incomprensibile rifiuto politico di sostenere la famiglia agevolare la paternità/maternità (tra l’altro contrariamente a quanto si fa nella maggior parte dei Paesi europei). Tutta l’attenzione pare posta a garantire convivenze di fatto e provvisorie o palesare matrimoni tra omosessuali, cioè senza possibilità di procreazione. Insomma  una sorta di persistente “fobia” per i figli! Anche il nuovo governo (Letta) si guarda bene dal porre attenzione alla famiglia e a promuovere la paternità/maternità, che sarebbe invece il motore di un autentico rinnovamento sociale e persino economico. Pure l’attuale provvedimento in riferimento alle possibili nuove detrazioni fiscali indica questo paradosso: detrazioni fiscali per i figli e secondo il loro numero? Nemmeno per sogno. Solo per condizionatori, elettrodomestici e ristrutturazioni edilizie … I figli proprio non contano.

 

 

27.06.2013

Il nuovo <disegno di legge> in Italia: contro l’«omofobia» o contro la libertà di pensiero?

Tra i primi disegni di legge presentati nella nuova legislatura spicca quello per la criminalizzazione dell’omofobia: è stato depositato poche settimane fa alla Camera [supportato dalle firme di più di 200 deputati, le prime delle quali sono quelle di Scalfarotto (Pd), Tinagli (Scelta Civica), Zan (Sel), Chimienti (Movimento 5 Stelle)]. I proponenti non negano ovviamente che violenze omofobe possano già essere punite in base alle leggi vigenti, ma osservano che tale punibilità, ove non si prevedano ulteriori specifiche norme penali, ha poca visibilità simbolica […] Secondo i fautori del disegno di legge il Parlamento deve rafforzare la nostra legislazione in tal senso e adeguarla a quella dei tanti Paesi europei che già si sono mossi in questo senso.

Non tutti ne sono convinti. Molti pensano che questo progetto di legge sia superfluo, ricordando che il nostro ordinamento giuridico proibisce severamente ogni aggressione all’integrità fisica e morale delle persone e che sono già previsti nel nostro codice come aggravanti i “motivi abietti”, quelli che stanno alla base delle violenze e delle aggressioni omofobe.

Accanto a questo argomento inoppugnabile, ne viene avanzato anche un altro di maggior rilievo. Se approvata, la nuova normativa contro l’omofobia metterebbe in pericolo la libertà di espressione, di ricerca scientifica e di religione: e questo perché qualsiasi giudizio critico che qualifichi come innaturali tutte le pratiche non eterosessuali potrebbe essere qualificato come omofobo e diventare l’occasione per aggredire penalmente chi lo avesse formulato. Si tratta di un’obiezione particolarmente pesante, perché mette in gioco né più né meno che il rispetto dei valori fondanti di una società libera come la nostra.

È indubbio che della forza di questa obiezione i promotori del disegno di legge sembra che siano ben consapevoli. La fronteggiano infatti esplicitamente nella relazione introduttiva all’articolato, osservando che ciò che si vuole sanzionare con il loro disegno di legge non sono idee, ma «condotte», specifiche e puntuali, tali da tradursi nell’istigazione a commettere vere e proprie violenze. E per non lasciare equivoci, essi scrivono che non solo non si intende sanzionare opinioni fondate e argomentate, ma nemmeno «mere» opinioni, «quand’anche esse esprimano un pregiudizio».

Sono sufficienti queste dichiarazioni per fugare le perplessità? No. Da più parti si sottolinea che potrebbe essere denunciato come istigazione all’omofobia anche il semplice definire «perversione» l’omosessualità (utilizzando un’espressione oggi desueta, ma condivisa fino a pochi anni fa da decine di studiosi di psicopatologie sessuali) o il qualificarla «peccaminosa» (come fece, venendo poi sanzionato, un pastore luterano svedese dal pulpito della sua chiesa). Il nocciolo del problema quindi è piuttosto spinoso. È indubbio che alla convinzione diffusa e sacrosanta che ritiene intollerabile ogni forma di discriminazione sociale contro gli omosessuali, si accompagni da parte di molti militanti di movimenti gay la pretesa di squalificare ideologicamente e reprimere giuridicamente ogni forma di indagine antropologica, psicologica, filosofica, religiosa a carico dell’omosessualità stessa. È una pretesa indebita e inaccettabile, che può arrivare a sostenere che chi si dichiara contrario alle nozze gay va ritenuto oggettivamente un omofobo.

Se i firmatari del disegno di legge contro l’omofobia sono davvero convinti che le «opinioni» devono restare libere e insindacabili, «quand’anche esse esprimano un pregiudizio», basta, per intanto che facciano una cosa: introducano nel disegno di legge un articolo di legge, nel quale si riconosca senza la possibilità di alcun equivoco l’insindacabilità giudiziaria di qualsiasi giudizio, antropologico, psicologico, religioso, pur se severamente critico, sugli stili di vita omosessuali; affermino che oltre che le pratiche materialmente violente, solo l’istigazione alla violenza contro gli omosessuali e alla loro discriminazione sociale potrà essere punibile: ma niente di più.

In buona sostanza, si tratta di estendere all’omosessualità la “clausola di garanzia” che è implicitamente in vigore negli stati liberali moderni per gli stili di vita eterosessuali, anche nelle loro forme estreme. Non ho il diritto di incitare chi mi ascolta a far perire tra le fiamme chi vive da libertino, ma ho l’assoluto diritto di criticare il libertinismo sessuale, anche con le parole più dure, senza essere accusato di «sessuofobia». Tutto qui. Se dietro il dibattito sulla repressione dell’omofobia non si innestano atteggiamenti ideologici e soprattutto anticlericali, lo si dimostri. (Così il giurista prof. Francesco D’Agostino, in Avvenire del 27.06.2013 p. 2).

 

 

26.06.2013

Colombia: ucciso dalle bande paramilitari un prete che difendeva i diritti dei contadini

Don Nestor Buendia Martinez, di 35 anni, è stato ucciso dalle bande paramilitari che sono nate dallo scioglimento delle formazioni antiguerriglia e che governano il narcotraffico. Nel suo ministero sacerdotale era un punto di riferimento anche per la difesa dei contadini, minacciati nei loro diritti, proprietà e nella loro stessa esistenza da queste bande criminali. Era scomparso da sei giorni. È già il quinto sacerdote ucciso in Colombia nel 2013.

 

 

24.06.2013

Sempre nuovi martiri cristiani

Nell’Angelus di domenica 23 giugno Papa Francesco, dopo aver indicato ai giovani di “non aver paura di andare controcorrente”, ha ricordato che “oggi, in molte parti del mondo, ci sono martiri: uomini e donne che sono uccisi per il solo motivo di essere cristiani. E sono in numero maggiore che nei primi secoli della Chiesa”! Come abbiamo già ricordato, stando infatti alle ricerche più accreditate e incontestate, solo nel 2012 i martiri cristiani sono stati più di 100.000 (105.000 per l’esattezza, circa 1 ogni 5 minuti)!

Anche il 24 giugno, a Jilib in Somalia, un giovane di 28 anni, Hassan Hurshe, che si era convertito al cristianesimo mentre era in Kenia, è stato fucilato in piazza come “apostata” dagli Shabaab, gli estremisti islamici somali che si ispirano ad al-Qaeda. E i suoi familiari sono dovuti fuggire per non subire la stessa sorte. In zona è già il quarto caso di martirio cristiano in pochissimo tempo.

Sempre in questi giorni in Siria, un gruppo islamista di jihadisti (che è tra gli insorti), ha assaltato e saccheggiato un convento francescano a Ghassanieh (un paese di 4000 abitanti che era abitato in gran parte da cristiani e che sono stati tutti costretti a fuggire), uccidendo p. François Mourad, un eremita cattolico che vi si era rifugiato. Egli sapeva di essere in pericolo, ma non ha voluto abbandonare il paese e ha offerto la sua vita per Cristo e per la pace in Siria.

 

 

18.06.2013

Il “caso” della cristiana pakistana Asia Bibi

Come avevamo già segnalato (v. più sotto, in data 15.01.2013, dove riportiamo anche una sua angosciante lettera) Asia Norren Bibi è una giovane donna cristiana del Pakistan, sposata con 5 figli, arrestata e in carcere da 4 anni in quanto denunciata per “blasfemia” (la terrificante legge che i musulmani hanno promulgato in Pakistan e in altri Paesi, secondo la quale basta che una persona venga accusata di aver detto parole irrispettose verso Maometto, di fatto anche solo non essendo d’accordo con l’Islam o addirittura per motivi di odio o vendetta personale, per essere condannata a morte!), in realtà semplicemente perché cattolica. Per chiedere la sua liberazione, mentre appunto pende su di lei la condanna a morte, si è mobilitato il mondo intero, ne fece pubblico appello anche Benedetto XVI, si raccolsero in Italia migliaia di firme (anche da parte di grandi autorità) poi inviate al Presidente del Pakistan Asif Ali Zardari.  Ebbene, ora Asia è stata invece trasferita in un carcere più lontano, dove di fatto sarà assai difficile essere visitata dai suoi familiari, dai suoi stessi figli.

 

 

16.06.2013

Le scuole paritarie fanno risparmiare all’Italia più di 6 miliardi di € all’anno.

Come avevamo già ricordato nelle News del 1.03.2012 e del 30.11.2012, lo Stato Italiano, mentre è l’unico in Europa a discriminare economicamente le scuole non statali, risparmia più di 6 miliardi di euro annui per la loro presenza, a tal punto che se le scuole paritarie chiudessero e i loro alunni dovessero quindi andare nelle scuole statali, il sistema scolastico italiano fallirebbe, non potendo più garantire a tutti neppure l’istruzione obbligatoria!

Ora un’indagine europea del’OCSE conferma e persino aumenta tale cifra, indicando come lo Stato Italiano risparmia per ogni studente delle scuole paritarie € 6.382,78 (visto che se uno studente frequenta le scuole statali costa allo Stato € 6.882,78, mentre se frequenta le scuole non statali lo Stato gli dà solo € 500), che moltiplicato per gli attuali 1.041.000 studenti che frequentano le scuole non statali, significa un risparmio annuo per lo Stato di € 6.644.000.

Invece lo Stato Italiano opera ogni anno di più tagli per le scuole non statali (paritarie), a tal punto che moltissime di loro sono costrette a chiudere.

Continua così l’ideologia “statalista” (specie di sinistra), secondo cui è lo Stato l’educatore -contrariamente a ciò che dice un “principio non negoziabile” della Dottrina Sociale della Chiesa, secondo cui è la famiglia, e poi lo studente stesso, che deve godere della “libertà di educazione” - e le scuole finanziate adeguatamente (con le tasse di tutti!) devono essere solo quelle statali. Anzi, persino nella denominazione ci si ostina a parlare di scuole “statali” o di scuole “private”, mentre entrambe sono “pubbliche”, statali o paritarie che siano, perché anche le paritarie svolgono un servizio pubblico (tant’è vero che i loro titoli di studio sono riconosciuti dallo Stato Italiano).

Nessuna protesta, anche di milioni e milioni di cittadini italiani, fa indietreggiare questa ideologia!

 

 

3.06.2013

“Beati” altri martiri cristiani uccisi dai comunisti in Spagna negli anni ’30 del secolo scorso

Papa Francesco ha riconosciuto il martirio di altri 95 uomini e donne cattolici, sacerdoti, religiosi e laici, che nella guerra civile spagnola degli anni ’30 del secolo scorso sono stati uccisi dai comunisti “in odio alla fede” e quindi martiri, e che saranno prossimamente proclamati Beati. Numerosissime sono state le beatificazioni e canonizzazioni di questi martiri spagnoli, già durante il pontificato di Giovanni Paolo II come in quello di Benedetto XVI. Si calcola infatti che i cattolici uccisi dai comunisti “in odio alla fede” in Spagna negli anni ’30 furono circa 10.000!

Il 3.06.2013 il Santo Padre Francesco ha infatti autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti tra l’altro:

- il martirio dei Servi di Dio Mauro (al secolo: Abele Angelo Palazuelos Maruri) e 17 Compagni, dell’Ordine di San Benedetto; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- il martirio dei Servi di Dio Giovanni di Gesù (al secolo: Giovanni Vilaregut Ferrer) e 3 Compagni, dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, nonché Paolo Segalá Solé, Sacerdote diocesano; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- il martirio dei Servi di Dio Crisanto, Aquilino, Cipriano Giuseppe e 63 Compagni, dell’Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), nonché 2 Laici; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1939;

- il martirio delle Serve di Dio Aurelia (al secolo: Clementina Arambarri Fuente) e 3 Compagne, Suore professe delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936.

 

 

1.06.2013

Liste comunali delle “unioni civili”? praticamente vuote

L’avevamo già detto (v. la News del 15.07.2012): i Registri comunali delle “unioni civili”, tanto propagandati come “diritti” da una ideologia che fa di tutto per distruggere la famiglia, sono di fatto quasi “vuoti” [Trento: 23 coppie (in 6 anni); Bolzano: 3 coppie (all’anno); Pisa: 32 (in 15 anni); Firenze: 73 (in 10 anni); Padova: 50; Torino: 120; ma il caso più eclatante è Bologna, dove nel Registro istituito già nel 1999 non risulta ancora alcun iscritto]. Ora se ne accorge anche la stampa laicista (v. Repubblica del 1°.06.2013), che, oltre ad ammettere il plateale fallimento di tali registri, afferma che in effetti è economicamente più conveniente restare anagraficamente “single”: infatti se ad esempio una ragazza madre risulta accompagnata anche solo in questi registri, perde l’assegno per il figlio. Ammettiamolo: nessun “tipo di famiglia” (!) e di “unioni di fatto” è ormai in Italia più conveniente, figuriamoci poi sposarsi e formare una famiglia “normale”! Un chiaro invito a rimanere soli o convivere.

 

 

29.05.2013

Ogni anno uccisi 100.000 cristiani!

Intervenendo alle Nazioni Unite di Ginevra, dove è osservatore permanente della Santa Sede, mons.  Silvano Maria Tomasi ha denunciato “la sconvolgente cifra, secondo indagini credibili, di oltre 100.000 cristiani uccisi ogni anno, per motivi che hanno una qualche relazione con la loro fede”, oltre a tutti quei cristiani che nel mondo “sono soggetti a uno sradicamento forzato, subiscono la distruzione dei loro luoghi di culto, lo stupro delle loro donne o il rapimento dei propri vescovi”.

La Santa Sede esprime “profonda preoccupazione” per le violazioni della libertà religiosa e per i sistematici attacchi inferti alle comunità cristiane in alcune aree del pianeta come Africa, Asia e Medio Oriente. Molti di questi atti, ha aggiunto mons. Tomasi, “sono il frutto del fanatismo, della intolleranza, del terrorismo e di leggi discriminatorie”.

Anche nella terrificante e ambigua guerra in Siria, si registrano persecuzioni contro i cristiani. Lo confermano le parole dell’arcivescovo Elias Chacour, capo della Chiesa cattolica greco-melchita israeliana: «Non abbiamo stime precise sul numero di quanti sono dovuti fuggire dalla Siria in Libano, in Giordania e in Turchia, ma una volta in Siria c’erano 2 milioni di cristiani e 160 piccoli villaggi cristiani che ora sono completamente vuoti”.

 

 

21.05.2013

Intervento della Santa Sede all’OSCE contro l’intolleranza anticristiana in Europa

Intervento (qui tradotto dall’inglese) pronunciato a Tirana (Albania) il 21 maggio 2013 dal Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, S.E. Mons. Mario Toso, alla Conferenza d’alto livello sulla tolleranza e la non discriminazione promossa dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE):

“Signor Presidente, all’ultima Conferenza d’alto livello sulla tolleranza e la non discriminazione, che si è tenuta tre anni fa ad Astana, gli Stati partecipanti si sono impegnati, inter alia, a contrastare il pregiudizio, la discriminazione, l’intolleranza e la violenza nei confronti dei cristiani e dei membri di altre religioni, comprese quelle minoritarie, che continuano ad essere presenti nell’area OSCE. Sono stati inoltre invitati ad affrontare la negazione dei diritti, l’esclusione e l’emarginazione dei cristiani e dei membri di altre religioni nelle nostre società.

Purtroppo, in diverse parti dell’area OSCE gli episodi di intolleranza e di discriminazione nei confronti dei cristiani non solo non sono diminuiti, ma sono addirittura aumentati, malgrado i numerosi incontri e le conferenze sul tema, organizzati anche dall’Osce e dall’Odihr (Office for Democratic Institutions and Human Rights).

Signor Presidente, quest’anno celebriamo il 1700° anniversario dell’editto di Milano, promulgato nel 313 dall’imperatore Costantino, che è tra i documenti riguardanti la libertà di religione più importanti della storia. Con tale decreto venne finalmente posta fine alla persecuzione dei cristiani, il cristianesimo fu legalizzato e la libertà religiosa fu concessa e garantita in tutto l’Impero Romano.

Dispiace, dunque, osservare che in tutta l’area OSCE sia stata disegnata una linea divisoria netta tra credenza religiosa e pratica religiosa, sicché spesso ai cristiani viene ricordato, nel pubblico dibattito (e sempre più di frequente anche nei tribunali), che possono credere tutto ciò che vogliono nelle loro case e nelle loro teste, e che possono rendere culto come desiderano nelle loro chiese private, ma che semplicemente non possono agire in base a queste credenze in pubblico. Si tratta di una distorsione deliberata e di una limitazione del vero significato della libertà di religione, e non corrisponde alla libertà prevista nei documenti internazionali, compresi quelli dell’OSCE, a partire dall’Atto finale di Helsinki del 1975, passando dal Documento finale di Vienna del 1989 e dal Documento di Copenaghen del 1990, fino alla Dichiarazione commemorativa del vertice di Astana del 2010.

Sono molti gli ambiti in cui emerge in modo evidente l’intolleranza nei confronti dei cristiani, ma due di essi appaiono oggi particolarmente importanti.

Il primo è l’intolleranza nei confronti del discorso cristiano. Negli ultimi anni si è verificato un aumento significativo di episodi in cui dei cristiani sono stati arrestati e perfino perseguiti per essersi espressi su questioni cristiane. Alcuni leader religiosi sono stati minacciati con l’intervento della polizia dopo aver predicato sul comportamento immorale, e alcuni sono stati addirittura condannati al carcere per aver predicato sugli insegnamenti biblici relativi all’immoralità sessuale. Perfino le conversazioni private tra cittadini, compresa l’espressione di opinioni nelle reti sociali, in molti paesi europei possono diventare motivo di denuncia penale o perlomeno di intolleranza.

Il secondo ambito nel quale si può constatare chiaramente l’intolleranza nei confronti dei cristiani è quello della coscienza cristiana, specialmente sul posto di lavoro. In tutta Europa si sono verificati numerosi casi di cristiani allontanati dal luogo di lavoro solo perché hanno cercato di agire secondo la propria coscienza. Alcuni di essi sono ben noti, poiché sono apparsi anche dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

È degno di nota il fatto che, dopo secoli di lotta per la libertà di coscienza, ora, nel XXI secolo, alcuni cittadini dell’area Osce sono costretti a scegliere tra due scenari improbabili: possono abbandonare la propria fede e agire contro la loro coscienza, oppure resistere e affrontare il fatto di perdere il loro sostentamento. Gli Stati partecipanti all’OSCE devono dunque garantire che si ponga fine all’intolleranza e alla discriminazione nei confronti dei cristiani, permettendo loro di parlare liberamente su questioni che il governo o altri potrebbero considerare spiacevoli, e di agire secondo la propria coscienza sul posto di lavoro e altrove. La discriminazione nei confronti dei cristiani – anche laddove costituiscono una maggioranza – deve essere considerata una grave minaccia all’intera società, e quindi va combattuta proprio come giustamente si fa con l’antisemitismo e l’islamofobia.

Occorre prestare particolare attenzione anche al vandalismo diffuso, che prende di mira chiese e cimiteri cristiani. Graffiti insultanti o dileggianti, vetri infranti, luoghi di preghiera e di culto incendiati, profanati o devastati, lapidi danneggiate o frantumate, specialmente le croci sulle tombe, sono stati registrati in tutta l’area Osce. Questi episodi non sono atti innocui compiuti da adolescenti irresponsabili o da persone con disturbi mentali, come spesso si dice, ma piuttosto il risultato di un piano premeditato, e quindi vanno trattati come un chiaro messaggio di odio e un crimine d’odio contro i cristiani, che sono rappresentati da questi simboli della loro fede e s’identificano con essi.

Signor Presidente.

L’intolleranza nel nome della "tolleranza" deve essere chiamata con il suo vero nome e condannata pubblicamente. Negare a un argomento morale, basato sulla religione, un posto nella pubblica piazza è un atto di intolleranza ed è antidemocratico. O, per dirlo in altre parole, laddove potrebbe esservi uno scontro di diritti, la libertà di religione non deve mai essere considerata come inferiore. D’altro canto, la questione della libertà religiosa non può e non deve essere incorporata in quella della tolleranza. Di fatto, se fosse questo il valore umano e civile supremo, allora qualsiasi convinzione autenticamente veritiera che ne escluda un’altra equivarrebbe all’intolleranza. Inoltre, se una convinzione valesse l’altra, si potrebbe finire con l’essere compiacenti anche verso le aberrazioni.

Per quanto riguarda la prevenzione e la risposta all’intolleranza, alla discriminazione e ai crimini d’odio verso i cristiani, la mia Delegazione ritiene che dovrebbero essere considerate in stretto collegamento con la promozione della libertà religiosa. Il diritto di credere in Dio e di praticare tale credo è un diritto umano fondamentale, centrale agli impegni dell’Osce.

Per concludere, desidero esprimere la fiducia della Santa Sede nel fatto che questa Conferenza d’alto livello contribuirà allo sviluppo di proposte concrete ed efficaci per combattere l’intolleranza e la discriminazione, come anche i crimini d’odio e i reati contro i cristiani”.

 

Ecco alcuni recenti esempi di <cristianofobia> in Europa:

- Scozia: due ostetriche cattoliche sono state obbligate per sentenza a partecipare a un aborto.

- GB: il Consiglio Medico della Gran Bretagna ha diffuso “Linee guida” in cui si avvisano tutti i medici a “prepararsi a mettere da parte il loro <credo personale> in riguardo a varie aree controverse, come avvio all’aborto, prescrizione di pillole abortive, interventi chirurgici per il cambio di <genere>”.

- Germania: a scuola si studia il “gender” e nessuno può dissentire.

- Irlanda: se un ufficiale civile si rifiuta di celebrare matrimoni omosessuali va in prigione.

- Danimarca: lo Stato obbliga la Chiesa evangelica a celebrare matrimoni omosessuali.  

- Francia: vietata l’obiezione di coscienza su pillole abortive.

- Svezia: multe a chi dissente su come lo Stato insegna la sessualità nelle scuole.

 

 

20.05.2013

Le staminali “etiche” curano, quelle che richiedono l’uccisione degli embrioni no.

Mentre ci si ostina nel mondo a finanziare le ricerche sulle cellule staminali embrionali, che richiedono cioè l’uccisione dell’embrione, e che finora non hanno prodotto i tanto annunciati risultati terapeutici, ottengono invece sempre più successi le ricerche (spesso censurate) sulle staminali ricavate dal cordone ombelicale e il cui prelievo è quindi eticamente lecito. Di recente in Germania un bambino è stato addirittura recuperato dallo “stato vegetativo” grazie a un’infusione di cellule staminali (prelevate a suo tempo dal suo cordone ombelicale), affiancata da una intensa riabilitazione neuromotoria. Il successo della terapia, iniziata quattro anni fa, viene ora riportata dalla rivista scientifica Case Reports in Transplantation. Si tratta del primo caso pubblicato di un trattamento di paralisi cerebrale. Una sperimentazione analoga è in corso negli Stati Uniti, i cui risultati sono attesi per la prossima estate. Attualmente, il maggiore utilizzo delle cellule staminali da cordone ombelicale è quello per la cura delle leucemie e di gravi immunodeficienze.

 

 

18.05.2013

La testimonianza del ministro Bhatti alla Veglia di Pentecoste col Papa

Il fratello di Shahbaz Bhatti - il ministro pakistano per le minoranze, uomo di profondissima fede cattolica, che si era battuto contro la legge sulla blasfemia, per la libertà religiosa di tutti, e per la liberazione di Asia Bibi (la donna condannata a morte perché cattolica, ufficialmente per non credere a Maometto e averlo così denigrato), che fu ucciso il 2.03.2011 (v. la News del 2.03.2011, col suo commovente testamento spirituale) - e anch’egli ministro pakistano, è stato chiamato da Papa Francesco a dare la sua testimonianza davanti alle 250.000 persone (dei movimenti e associazioni cattoliche) durante la grande Veglia di Pentecoste col Papa in piazza S. Pietro.

Nessun giornale o televisione ne ha parlato!

 

 

17.05.2013

Il “mistero” dell’apparire dell’uomo

Secondo un recentissimo studio del paleo-antropologo angloamericano Ian Tattersal, l’apparire dell’uomo - che lui definisce come Homo Symbolicus, anche per la sua improvvisa capacità di usare il linguaggio - cioè il momento in cui questo mammifero è diventato “umano”, diverso e superiore a tutti gli altri esseri viventi, è frutto non dell’evoluzione ma di un <evento> improvviso! E non si tratta di un adattamento, ma di un “exattamento”, cioè un adattamento non all’ambiente ma alle proprie nuove capacità e funzioni (ne ha perlato persino Repubblica, 17.05.2013). L’interazione tra genoma e cultura, tra reti neuronali e attività cognitive, rende possibile l’emergere dell’autocoscienza. Siamo di fronte ad un trascendimento dell’evoluzione biologica (così anche H. de Lumley, presidente dell’Institut de Paléontologie Humaine di Parigi, al workshop internazionale su “Via humanitatis”, promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze il 19-21 aprile 2013).

 

 

14.05.2013

Arabia Saudita. Carcere e frustate perché hanno parlato del Vangelo

Un cristiano libanese che lavora in Arabia Saudita è stato condannato a 6 anni di carcere e 300 frustate per aver parlato del Vangelo e convertito al cristianesimo una giovane amica di al-Jabar. Al comune amico saudita, per lo steso motivo, sono stati inflitti 2 anni di carcere e 200 frustate, in quanto considerato complice del “delitto”.

 

 

12.05.2013

Canonizzati da Papa Francesco gli 800 cristiani di Otranto uccisi dai musulmani

Secondo il Decreto autorizzato da Papa Benedetto XVI proprio nel Concistoro dell’11.02.2013, in cui ha reso pubblica la Sua rinuncia al Pontificato, nella solenne S. Messa di domenica 12 maggio in piazza S. Pietro, oltre alla prima santa nata in terra colombiana (Madre Laura Montoya) e un’altra suora messicana (Madre Maria Guadalupe Garcia Zavala), Papa Francesco ha canonizzato gli 800 martiri di Otranto che nel 1480, quando i musulmani invasero la Puglia e obbligavano tutti ad aderire all’Islam, furono decapitati pur di non tradire la loro fede, cioè per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa Cattolica.

 

 

2.05.2013

Un miracolo di Maria Cristina di Savoia

Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi ha promulgare un Decreto che riguarda un “miracolo” attribuito all’intercessione della venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia, Regina delle due Sicilie, nata il 14.11.1812 a Cagliari e morta il 31.01.1836 a Napoli.

 

 

1°.05.2013

Francia. Isteria da matrimoni gay: multato per una felpa

Il dibattito sui matrimoni gay in Francia sta producendo situazioni al limite del paradosso, per non dire surreali e perfino isteriche. Il signor Franck Talleu, un uomo che passeggiava al Parc du Luxembourg di Parigi in compagnia della moglie, dei loro sei figli e di altre famiglie amiche, è stato fermato e multato dalla gendarmeria del Parco perché indossava un indumento considerato «contrario ai buoni costumi» e che avrebbe potuto «choccare». Ma si trattava semplicemente di una felpa della «Manif pour tous» (l’organizzazione che contesta la legge sui matrimoni omosessuali voluta dal governo Hollande e che sta suscitando da mesi manifestazioni di milioni di persone ad essa contrarie) con un logo in cui c’è semplicemente “un padre e una madre con due figli per mano, senza scritte”. «Comprerò subito la 'felpa del delitto', e invito tutti a fare altrettanto», ha dichiarato Eugenia Roccella, deputato Pdl e già portavoce del Family Day (da Avvenire del 6.04.2013 p. 2).

 

 

24.04.2013

Continui attacchi contro la legge 40

Tre ricorsi in un mese per chiedere alla Consulta di abrogare il divieto di fecondazione eterologa, uno dei cardini della legge sulla procreazione artificiale, sono il segnale di un’accanita ostinazione contro le regole approvate dal Parlamento a larga e trasversale maggioranza e confermate dalla clamorosa débâcle dei referendum abrogativi (uno dei quali riguardava proprio il figlio ottenuto in provetta con gameti estranei ai genitori). La via giudiziaria scelta da chi avversa una legge di elementare civiltà oggetto di una ossessiva campagna a senso unico elude la democrazia, ostenta disinteresse per la famiglia, ignora il fiorente mercato di ovociti e gravidanze in affitto che altrove prospera nel silenzio di certi indignati a singhiozzo. L’assedio alla Corte Costituzionale da tribunali, avvocati, cliniche e associazioni radicali vede ripetersi città nomi e sigle sempre uguali: una pattuglia molto determinata che punta a rovesciare la legge 40 e ristabilire quella 'terra di nessuno' faticosamente normata con un provvedimento di sintesi tra culture e ispirazioni mobilitate per evitare che la generazione della vita umana diventasse una sorta di zona franca dove tutto è lecito. Se si vuole tornare al far west, si abbia almeno l’onestà di dirlo (presa di posizione ufficiale di Avvenire, p. 10).

 

 

10.04.2013

Dove crescono i Cattolici nel mondo

I Cristiani nel mondo sono 2.200.000 e sono in continua crescita. I Cattolici sono 1.200.000 e sono anch’essi in crescita. Sta però cambiando la geografia della loro presenza. Mentre un secolo fa i Cattolici erano soprattutto (al 70%) in Europa e nell’America settentrionale, oggi vi vive solo il 32% di essi; infatti più del 60% dei cattolici del mondo vive attualmente in America Latina (non è certo un caso che da quest’anno abbiamo per la prima volta un Papa che viene da quelle terre). Ma la crescita esponenziale dei Cattolici è avvenuta nell’ultimo secolo specie nell’Africa sub-sahariana (da 1 a 171 milioni). Cosa che pian piano si sta registrando anche in Asia e Oceania (passati in un secolo da 14 a 131 milioni). Pur essendo ancora una piccola minoranza (tranne che nelle Filippine), i cattolici asiatici stanno crescendo di numero, persino là dove sono gravemente perseguitati (come in Cina!). Basterebbe pensare che se i sacerdoti in Europa sono diminuiti in un anno di 905 unità, in Asia sono cresciuti di 1.695 unità. Coloro che si preparano al sacerdozio (seminaristi), mentre sono diminuiti del 10% in Europa e del 1% in America, sono cresciuti del 14% in Africa, del 13% in Asia e del 12% in Oceania.

 

 

26.03.2013

Nuove puntate della “dittatura del relativismo” … gay

 

Francia: in milioni contro … ma Hollande si ostina e va avanti lo stesso

I partiti di sinistra di quasi tutti i Paesi occidentali sembrano più preoccupati di garantire il matrimonio agli omosessuali che di uscire da una delle più gravi crisi economiche del dopoguerra. Così anche il partito socialista francese del presidente Hollande, ora al governo, si è anzitutto preoccupato di fare una legge per il riconoscimento del matrimonio omosessuale, coprendo in questo modo le angoscianti e irrisolte questioni economiche, per non dire il suo violento neo-colonialismo in Africa, con le bandiere (per non dire “foglie di fico”) di questi presunti diritti. Ma, contrariamente a quanto forse si aspettavano - le ideologie vecchie e nuove sembrano sempre parlare a nome e a favore del popolo, ma evidentemente non lo conoscono … - la Francia sembra proprio non volerne sapere!

Dopo l’imponente manifestazione di gennaio (oltre 1 milione di persone nella sola Parigi!), il 24 marzo c’è stata a Parigi una nuova manifestazione di popolo, ancor più numerosa della precedente (1,4 milioni di persone, 8 km di boulevard zeppi di gente), della Francia contraria al riconoscimento del matrimonio omosessuale (legge socialista già approvata dall’Assemblea nazionale, ma che ora deve passare al Senato).

Stupore degli osservatori, stizza del governo (che comunque vuole andare avanti su questa strada), forze dell’ordine che tirano lacrimogeni su famigliole e bambini (per non far toccare gli Champs Elysées, diventati improvvisamente più sacri della famiglia).

E sui giornali italiani, ovviamente, quasi nulla.

 

Croazia: (mal)educazione a senso unico

Anche gli ex-comunisti tornati al potere in Croazia (con un governo socialista, guidato non a caso dall’ex-comunista Milanovic) impongono in tutte le scuole, fin dall’età di 8 anni, un programma di “educazione sessuale” ispirato all’ideologia di genere (gender), proponendo come normale qualsiasi tipo di depravazione sessuale, senza alcuna possibilità di obiettare, né da parte degli insegnanti né da parte dei genitori. Nelle scuole superiori è stato invece già abolito l’insegnamento della religione.

Come si fede, la nuova sinistra è ora ovunque più preoccupata di diffondere il sesso libero che delle condizioni dei poveri; fermo restando però il dogma marxista che l’educatore deve essere lo Stato e non la famiglia e, ovviamente, l’attacco alla Chiesa Cattolica.

 

U.S.A.: i soldi da Obama

Planned Parenthood, la potente organizzazione abortista americana, nei programmi di educazione sessuale propone ai giovani ogni sorta di perversione. E ovviamente l’amministrazione Obama le garantisce 500 milioni di $ l’anno.

 

Italia (1): quel che non prendono con lo Stato lo pretendono con le Regioni

Quando le politiche di sinistra non riescono ad avere il potere in Parlamento, cercano di far passare i loro dogmi attraverso le Regioni (per non dire attraverso certi TAR o certa Magistratura o la stessa Corte Costituzionale, cfr. la sentenza n. 138 del 2010, per non dire la stessa Cassazione, cfr. sentenza n. 4184 del 2011). Così, se il matrimonio omosessuale è una priorità assoluta di un eventuale governo di sinistra, le Regioni già in mano ad amministrazioni di sinistra o centrosinistra cercano comunque di spingere in ogni modo verso questa tappa. Ad esempio, in Emilia Romagna i consiglieri F. Grillini e L. Barbati hanno presentato una proposta di legge alla Camera per il riconoscimento delle unioni omosessuali, ovviamente con adozioni di figli (o persino concepimenti di lesbiche con maschi presta-seme o di maschi omosessuali con uteri in affitto); è la prima volta che una “proposta di legge” per il riconoscimento del matrimonio omosessuale nasce da un’iniziativa di un Consiglio regionale, e che, testualmente, “chiama a raccolta tutte le regioni per <assediare> il Parlamento”, con tanto di metodo giuridico per farlo (citando proprio quelle sentenze sopra menzionate).

 

Italia (2): a Padova il papà (donna!) del neonato diventa “partner”

Per accontentare una coppia di lesbiche - una delle due ha concepito un figlio all’estero con inseminazione artificiale - al polso del figlio partorito alla clinica ostetrica dell’ospedale di Padova viene messo il classico braccialetto identificativo. Ma visto che in quell’ospedale, oltre al nome della madre viene indicato sul braccialetto anche quello del padre, come chiamare quel padre che di fatto è la compagna della donna? Per “togliersi dall’imbarazzo” (parole testuali dei medici) ecco la nuova parola escogitata e che trova tutti d’accordo: semplice, basta sostituire padre con “partner”. Così  l’ideologia del gender passa come dato di fatto, cambia i comportamenti quotidiani e prepara il terreno ai cambiamenti legislativi.

 

Italia (3): ci si mette anche Sanremo

La performance della coppia gay al Festival di Sanremo - esibitasi il 12 febbraio su uno dei palchi più famosi della storia dello spettacolo musicale e corredato infatti da un’elevatissima audience (performance voluta dal conduttore Fabio Fazio per dimostrare come una coppia-gay sia “costretta” a sposarsi a New York perché nell’Italia “incivile” è vietato farlo!) - passa praticamente come cosa ovvia, normale, con il plauso di tutti e persino con il silenzio degli organi di comunicazione cattolici (si alza una protesta solo dal quotidiano on-line “La nuova Bussola quotidiana”, e, in politica, dal senatore C. Giovanardi, il quale inoltra una formale protesta alla RAI, ricordando intanto come la Costituzione Italiana, spesso unilateralmente lodata, riconosca il matrimonio solo tra un uomo e una donna). In effetti è impressionante che, mediante un organo istituzionale di informazione (RAI), a cui peraltro siamo tutti costretti a pagare il canone, su un così delicato argomento etico venga data in pasto all’enorme pubblico televisivo una comunicazione, unilaterale, ideologica, passata come ovvia e senza alcun contraddittorio (alla faccia della “par condicio” televisiva!).

 

Italia (4): come insegnare ai bambini il relativismo etico gay (con uno spettacolo)

Attraverso uno spettacolo, finemente costruito e divertente, come il “Piccolo Uovo”, viene dato in pasto ai bambini (lo spettacolo è realizzato per le scuole materne e primarie milanesi) il relativismo etico gay. Tutto ruota simpaticamente attorno all’idea che ci sono tanti tipi di famiglia, soprattutto anomale. Ci sono due pinguini gay, che vogliono un figlio; trovano un uovo abbandonato, lo curano come fosse loro, ed ecco che hanno il tanto atteso pulcino: si amano, sono felici. Ci sono poi due cervi i quali, non riuscendo a concepire un figlio, viaggiano verso esotiche mete africane, adottando poi una scimmietta. Poi viene descritta una famiglia in cui un padre single ha da badare a dieci pargoli. Quindi c’è il caso di un piccolo che si trova tra genitori separati e nuovi consorti, con la conclusione che più persone ci sono in una famiglia, più amore c’è. E via di questo passo.

Insomma, la “morale della favola” è che ci sono tanti tipi di famiglie e tutte possono essere felici!

Lo spettacolo “Piccolo Uovo”, indicato per bambini dai 3 agli 8 anni, si è tenuto presso lo storico teatro Litta di Milano. Esso risulta come un collage di cinque libri differenti, tra cui soprattutto l’omonimo testo di Francesca Pardi, lesbica dichiarata con quattro figli, edito dalla casa editrice Stampatello, la quale è fiera di essere “una casa editrice nata per dar voce alle nuove realtà delle famiglie omosessuali”. L’assessore alle famiglie (il plurale non è un refuso) Pierfrancesco Majorino ha invitato tutte le scuole materne e primarie di Milano ad adottare questo libro per bambini, e ha spronato padri e madri a leggere questa fiaba ai loro figli. Altro che “Cappuccetto rosso”!

 

 

21.03.2013

La “Sindrome di Down” e il caso J. Lejeune

Il 21 marzo ricorre anche la “Giornata Mondiale della Sindrome di Down”, una malattia causata da un cromosoma soprannumerario (trisomia) nella coppia 21. A scoprire e identificare questa anomalia cromosomica fu nel 1959 il francese Jérôme Lejeune (1926-1994), dell’Institute de Progénèse dell’Università di Parigi, uno dei più grandi genetisti del secolo scorso (fece pure altre scoperte in campo genetico), medico e scienziato di profondissima fede cattolica, famoso e stimato in tutto il mondo. Egli dedicò la sua vita ai bambini affetti da questa sindrome. Solo nella sua clinica di Parigi seguiva con competenza e carità cristiana 5.000 piccoli pazienti, dei quali ricordava persino il nome.

A motivo di questa sua eccezionale scoperta, fu candidato al Premio Nobel per la Medicina; e la cosa si dava ormai per certa. Ma a motivo della sua ferma condanna dell’aborto, il Nobel gli fu poi inspiegabilmente negato! Come si vede, anche nei più alti consessi scientifici e culturali c’è un potere ideologico che compie le sue discriminazioni e attua le proprie “censure” (alla faccia del “libero pensiero”).

Oltre ad essere membro della Pontificia Accademia delle Scienze, Lejeune fu molto stimato da Papa Giovanni Paolo II, che lo nominò anche primo Presidente della Pontificia Accademia della Vita.

A motivo della sua altissima testimonianza cristiana, ora è persino in corso la sua causa di beatificazione.

Ne parliamo anche in: Il caso Galileo (n. 3) e nei più ampi Dossier “Darwin e l’evoluzionismo” e “Galileo Galilei”.

 

 

5.03.2013

La “primavera araba” emargina e perseguita i cristiani

Non dimentichiamo che, se il cristianesimo è statisticamente la religione più perseguitata della storia (solo nel XX secolo ha avuto 40 milioni di martiri … e non esiste per loro neppure un “giorno della memoria”!), anche il XXI secolo si è aperto con un attacco violentissimo, che se in molti Paesi dell’Asia e dell’Africa assume i connotati della violenza fisica, uccisione o costrizione all’espatrio, in Occidente, specie in Europa, si traduce in una fortissima pressione culturale (e talora persino giuridica) per emarginare la fede cristiana dalla vita sociale.

In Medio Oriente una percentuale elevatissima di cristiani (in certi casi anche il 75%) è stata di fatto  costretta ad espatriare; e questo paradossalmente anche là dove gli interventi armati dell’Occidente furono ipocritamente giustificati come “esportazione della democrazia”, come nel caso dell’Iraq! Ma ciò avviene anche in Libano (il Paese del Medio Oriente con la più forte percentuale di cristiani) e perfino in Israele, per non parlare della martoriata Siria.

In Africa l’espansione musulmana conosce talora atroci violenze contro i cristiani, come ad esempio i quasi settimanali attacchi mortali contro i cristiani riuniti per la S. Messa domenicale in Nigeria.

L’iniziale ingenuo entusiasmo dell’Occidente nei confronti della cosiddetta “primavera araba” (su cui s’è già riferito, v. 12.09.2012 ma già il 9.10.2011), con tanto di interventi armati dell’Europa (in primis la Francia), attirati anche in questo caso più dal profumo del petrolio che da dichiarati interessi umanitari, oggi è costretto ad aprire gli occhi su una sempre più palese vittoria del fondamentalismo islamico, che rende soprattutto la vita dei cristiani praticamente impossibile, così da indurli all’espatrio.

Ad esempio: in Libia, su una popolazione di 6.125.000 abitanti, sotto Gheddafi (v. News del 1.09.2011) i cristiani erano 40.000, contro il 97% dei musulmani (sunniti), mentre oggi sono circa 5.000; e in Egitto, dove i cristiani sono ancora il 10% della popolazione (dato ufficiale, ma di fatto sono quasi il 20%,), che è di 84 milioni di abitanti residenti nel Paese, subiscono continue minacce e uccisioni, a tal punto da non sentirsi garantiti dalla nuova Carta e da disertare il “tavolo” del presidente Morsi.

 

 

24.02.2013

Il grande antropologo J. Ries: l’essere umano è nato subito come “Homo religiosus”

È morto all’età di 92 anni Julien Ries, il grande antropologo belga (sacerdote e creato cardinale da Benedetto XVI), uno dei maggiori esperti di paleoantropologia e autore di più di 600 pubblicazioni. A lui si deve la scoperta che non solo il senso religioso è già universalmente presente nel Paleolitico superiore, con la percezione dell’Aldilà e la venerazione dei morti (fattore invece totalmente assente negli altri esseri viventi!), ma fin dall’apparire dell’uomo stesso, come si evince dalla sua capacità di ‘simbolizzazione’. Per questo Ries afferma che fin dall’inizio l’uomo si manifesta essenzialmente ed è perfino definibile come Homo religiosus.

 

 

3.02.2013

“UNO di NOI”: la raccolta europea di firme per la difesa dell’embrione

Il Movimento per la vita italiano (www.mpv.org) promuove l’iniziativa “Uno di Noi”, per inserire nel Diritto europeo l’esplicita affermazione che ogni essere umano, fin dal concepimento, è titolare di tutti i diritti umani, a cominciare quindi da quello alla vita. Ciò in conformità alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. È il primo gesto di unità tra i pro-life di tutti i Paesi comunitari. Ne ha parlato anche il Santo Padre all’Angelus di oggi (3.02.2013):

“Cari fratelli e sorelle, nella prima domenica di febbraio ricorre in Italia la "Giornata per la vita". Mi associo ai Vescovi italiani che nel loro messaggio invitano ad investire sulla vita e sulla famiglia, anche come risposta efficace alla crisi attuale. Saluto il Movimento per la Vita ed auguro successo all’iniziativa denominata "Uno di noi", affinché l’Europa sia sempre luogo dove ogni essere umano sia tutelato nella sua dignità. Saluto i rappresentanti delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università di Roma, specialmente i docenti di Ostetricia e Ginecologia, accompagnati dal Cardinale Vicario, e li incoraggio a formare gli operatori sanitari alla cultura della vita.

Si tratta di una raccolta di firme (se ne vogliono raggiungere almeno 1 milione), in base alle nuove possibilità di “democrazia partecipata” prevista per i Paesi europei dal <trattato di Lisbona>. Le firme si possono raccogliere in cartaceo ma anche online. Tutte le indicazioni dell’iniziativa sono sul sito www.mpv.org , oppure direttamente su http://www.mpv.org/mpv/download/UnodiNoi/homepage.html

 

 

29.01.2013

Il fisico Lucio Rossi a favore della fede cristiana

Lucio Rossi è il fisico che ha presidiato fin dal 2001 la costruzione e la messa in produzione del Large Hadron Collider (LHC), l’immenso acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, ed è tra gli eminenti scienziati che sono giunti di recente, come noto, alla dimostrazione sperimentale della esistenza del Bosone di Higgs, fino a pochi mesi fa solo supposta per via teorica. Oggi ne dirige il progetto di potenziamento, in vista di nuove scoperte.

Ecco alcune recenti espressioni del fisico Rossi, a favore della fede cristiana:

“Posso dire che l’attività scientifica mi conferma nell’ipotesi positiva che la fede mi dà: lo slancio verso il Mistero, di cui siamo costituiti, è valorizzato dalla scienza. Tuttavia la scienza in se stessa non dà una risposta: essa può indicare una strada per chi questa strada vuole vederla e non la indica a chi non vuol vederla ... Per me ci vuole più fede a non credere che a credere. Quando si vede come è organizzato il mondo, da che leggi precisissime è retto, non vedo certo contraddizioni con la fede in Dio. So che è una posizione minoritaria (ma non troppo) nel mondo scientifico, tuttavia la negazione della fede è certamente un atto arbitrario. Io vedo che nel mio lavoro di scienziato e dirigente di ricerca, la posizione integralmente umana, quale professata dal cristianesimo, mi sembra che sia più adeguata agli indizi che la natura ci lascia. L’esistenza di Dio, cioè della fonte di razionalità, è una esigenza dell’intelletto ed è non solo incompatibile, ma risulta l’ipotesi più congrua con l’inesauribilità della conoscenza. Credo che l’esistenza di un Dio personale, e addirittura Incarnato, non ponga alcun problema alla scienza. Mi sembra anzi che sia la via più certa per affermare che noi siamo fatti strutturalmente per comprendere - e fino in fondo - il mondo fisico e la sua razionalità … La scienza moderna è certamente, per me, uno dei più bei fiori della valorizzazione che il cristianesimo ha fatto della razionalità greca, come ci spiega Papa Ratzinger ... Così, anche la scoperta del Bosone di Higgs può rafforzare un’idea finalistica della natura. L’estrema complessità della natura, quando indagata scientificamente, si scopre governata da leggi molto armoniose, tali da rendere più ragionevole credere che all’inizio della materia c’era “il Verbo” piuttosto che quella improbabilissima e inspiegabile serie di casi (come cercano di fare i materialisti)”.

 

 

26.01.2013

L’ateismo di stato nella Corea del Nord (comunista): migliaia di cristiani nei gulag

Nel rapporto annuale sulla persecuzione dei cristiani stilato dall’organizzazione internazionale Open Doors, il regime ateo-comunista di Pyongyang risulta da ben 11 anni al 1° posto (al 2° l’Arabia Saudita, al 3° l’Afghanistan, al 4° l’Iraq). Sul rapporto si legge che si «contrasta con veemenza ogni tipo di religione. I cristiani sono visti come persone ostili, meritevoli di arresto, detenzione, tortura e anche esecuzioni pubbliche». Secondo le stime di Open Doors, «nonostante la pesante repressione, esiste però un movimento crescente di chiese sotterranee che conta circa 400 mila cristiani» su una popolazione di 24,5 milioni di abitanti. Riferendosi poi al terribile campo di concentramento per prigionieri politici di Yodok, il rapporto ricorda che «in Corea del Nord c’è un sistema di campi di lavoro, compreso il famigerato campo n. 15, dove si trovano almeno 6 mila cristiani». Secondo una fonte di Daily Nk, organo di informazione composto da dissidenti del Nord, «le autorità nordcoreane dividono i dissidenti in diverse categorie a seconda della ragione per cui cercano di scappare. Quelli che portano con sé una Bibbia o hanno stretto contatti con cristiani cinesi vengono di solito giustiziati». Un cristiano è stato recentemente ucciso proprio per questi motivi. Ricordiamo che assieme alla Cina, la Corea del Nord è uno dei pochi Paesi che ancora è guidato ufficialmente dall’ateismo di stato (comunista).

 

 

24.01.2013

Ora arriverà anche la liberalizzazione della pedofilia?

Il manuale diagnostico DSM (Diagnostic and Statistic Manual), dell’American Psychiatric Association, è considerato quasi il libro sacro della psichiatria. Già in altra parte del sito avevamo però notato [Morale sessuale domanda 26.1] come, nonostante ciò, l’aggiornamento di tale manuale risenta persino di violenze ideologiche - come appunto nel caso della rimozione dell’omosessualità dall’elenco dei disturbi (patologie); rimozione dovuta a forti pressioni culturali assai poco scientifiche, come abbiamo altrove documentato - o commerciali, cioè da parte delle grandi case farmaceutiche. Ebbene lo stesso manuale inizia ora a propendere per l’innalzamento anche della pedofilia a comportamento “normale”. Da tempo ha intanto cominciato a chiamarla “disturbo pedofilo” (“Pedophilic Disorder”), ma a considerarlo tale solo nel caso che provochi disagio nel pedofilo (pedofilia egodistonica), non così invece se il pedofilo non prova alcun disagio ad esserlo (pedofilia egosintonica).

Così, alcuni parlamentari canadesi hanno già proposto di modificare le leggi contro la pedofilia. Durante il dibattito sono stati chiamati due esperti: il dottor Vernon Quinsey, professore emerito di psicologia presso la Queen’s University e il dottor Hubert Van Gijseghem, ex professore di psicologia presso l’Università di Montreal. Quest’ultimo ha sostenuto che anche “la pedofilia è un orientamento sessuale” paragonabile all’eterosessualità e all’omosessualità. Ma, come sappiamo, tale espressione “orientamento sessuale”, nell’attuale clima culturale da dittatura del relativismo, sta a significare “variante naturale della sessualità umana”. Infatti il dottor Van Gijseghem ha aggiunto che “non è possibile modificare questo orientamento e il solo tentativo è una pazzia, come il tentativo di cambiare qualunque altro orientamento sessuale”.

Alla prossima discesa verso il baratro …

 

 

20.01.2013

Aborto post-nascita?!

Alberto Giubilini e Francesca Minerva, due docenti dell’Università di Melbourne (Australia) di origine italiana, invitati ad un Master in Bioetica dell’Università di Torino (diretto dal prof. Maurizio Mori, già tra i più decisi sostenitori dell’uccisione di Eluana Englaro) hanno parlato a favore dell’aborto post-nascita! Non si capisce bene se sia solo una provocazione (lo si spererebbe) o l’ennesima discesa verso una sempre più spietata eugenetica (selezione della specie). Di fatto gli stessi autorevoli scienziati ne avevano già parlato di recente nel Journal of Medical Ethics.

Ecco le loro parole: “Se pensiamo che l’aborto è moralmente permesso perché i feti non hanno ancora le caratteristiche che conferiscono il diritto alla vita, visto che anche i neonati mancano delle stesse caratteristiche, dovrebbe essere permesso anche l’aborto post-nascita (proprio come per l’aborto, quindi non solo quando il feto ha delle disabilità, ma anche quando costituisce un problema economico o di altra natura per la famiglia)”.

Tale terrificante tesi era inoltre giù stata presentata 40 anni fa dal dottor Singer, caposcuola della bioetica utilitarista a Melburne, limitandosi a “vite non degne di essere vissute” (sindrome di Down o altre patologie analoghe).

Come si può vedere, quando l’uomo si crede Dio e padrone assoluto della vita (propria e altrui) e quando si cominciano a ritenere delle vite “non degne di essere vissute” ci si trova di fatto in un piano inclinato dove non ci si può più arrestare e si finisce inesorabilmente nella più crudele barbarie, ammantata certo di buone parole e apparentemente perfino di buoni sentimenti.

 

 

15.01.2013

Grande mobilitazione per chiedere la liberazione di Asia Bibi

E’ in corso da tempo, promossa da Avvenire, una mobilitazione nazionale per chiedere la liberazione di Asia Norren Bibi, la giovane donna cristiana del Pakistan, sposata con 5 figli, arrestata e in carcere da quasi 4 anni per l’accusa di blasfemia (la terrificante legge che i musulmani hanno promulgato in Pakistan come in altri Paesi, secondo cui basta che una persona venga accusata di aver detto parole irrispettose verso Maometto, di fatto anche solo non essendo d’accordo con l’Islam o addirittura per motivi di odio o vendetta personale, per essere condannata a morte!).

Si tratta di una raccolta di firme per sostenere una petizione in merito da inviare allo stesso Presidente del Pakistan. Vi hanno già aderito migliaia di italiani, di ogni età ed estrazione culturale o religiosa, tra cui (con apposita lettera) il Presidente del Senato Schifani, il Presidente della Camera Fini e il Presidente del Consiglio Monti.

Nel dicembre scorso (2012) era giunta clandestinamente questa commovente lettera di Asia Bibi, scritta dalla prigione di Sheikhupura (Pakistan):

Scrivo da un a cella senza finestre …

Se mi convertissi all’Islam sarei libera, ma preferisco morire cristiana …

Mi chiamo Asia No­reen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buona volontà dalla mia cella senza fi­nestre, nel modulo di isolamento della pri­gione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata condannata a morte mediante im­piccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto. Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico delitto, in questo mio grande Paese che amo tanto, è di essere cattolica. Non so se queste parole usciranno da questa prigione. Se il Signore misericordioso vuole che ciò avvenga, chiedo agli spagnoli (il 15 dicembre, il marito di Asia era stato invitato a Madrid per ricevere il premio dell’associazione HazteOir) di pregare per me e intercedere presso il presidente del mio bellissimo Paese affinché io possa recuperare la libertà e tornare dalla mia famiglia che mi manca tanto. Sono sposata con un uomo buono che si chiama Ashiq Masih. Abbiamo cinque figli, benedizione del cielo: un maschio, Imran, e quattro ragazze, Nasima, Isha, Sidra e la piccola Isham. Voglio soltanto tornare da loro, vedere il loro sorriso e riportare la serenità. Stanno soffrendo a causa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nella mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha offerto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho ringraziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta onestà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musulmana. «Sono stata condannata perché cristiana - gli ho detto – Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui».

Due uomini giusti sono stati assassinati per aver chiesto per me giustizia e libertà. Il loro destino mi tormenta il cuore. Salman Taseer, governatore della mia regione, il Punjab, venne assassinato il 4 gennaio 2011 da un membro della sua scorta, semplicemente perché aveva chiesto al governo che fossi rilasciata e perché si era opposto alla legge sulla blasfemia in vigore in Pakistan. Due mesi dopo un ministro del governo nazionale, Shahbaz Bhatti, cristiano come me, fu ucciso per lo stesso motivo. Circondarono la sua auto e gli spararono con ferocia.

Mi chiedo quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Paese. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere. Ho provato una grande emozione quando ho saputo che il Santo Padre Benedetto XVI era intervenuto a mio favore *. Dio mi permetta di vivere abbastanza per andare in pellegrinaggio fino a Roma e, se possibile, ringraziarlo personalmente.

Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi permetta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e - se puoi - prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia.

* : Papa Benedetto XVI fece questo appello durante l’Udienza generale del 17.11.2010: “In questi giorni la comunità internazionale segue con grande preoccupazione la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione. In modo particolare oggi esprimo la mia vicinanza spirituale alla Sig.ra Asia Bibi e ai suoi familiari, mentre chiedo che, al più presto, le sia restituita la piena libertà. Inoltre prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignità umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati”.

 

 

Libro consigliato (specie i ragazzi e adolescenti)

Nicola Gori, Eucarestia. La mia autostrada per il Cielo. Biografia di Carlo Acutis, Ed. S. Paolo, 20115. Anche nel nostro tempo, anche in Italia, ci sono dei ragazzi “santi”! Carlo Acutis ne è un esempio.  Era nato nel 1991 nella diocesi di Milano; ed è morto a soli 15 anni, nel 2006, a causa di una leucemia fulminante. Un adolescente apparentemente come tutti, moderno, sportivo, bello, con tanti amici, e appassionatissimo di computer (anzi, proprio geniale nell’informatica, tanto da stupire gli ingegneri informatici). Ma aveva un amore fortissimo per Gesù, specialmente per la Sua presenza nell’Eucaristia - che chiamava appunto “la mia autostrada per il Cielo” - e per la Madonna. Per questo tutti i giorni trovava il tempo non solo di recitare il Rosario, ma di andare alla Messa, e di fare il più spesso possibile l’Adorazione Eucaristica, con immensa gioia. Era amato e ammirato da tutti. Alla fine della sua brevissima ma eroica vita cristiana, è stato in grado di offrire con amore le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. E si parla già della sua causa di beatificazione.

 

 

12.01.2013

Dogmi gay … contraddetti anche dalla psicanalisi

Tra i dogmi indiscutibili del pensiero dominante - pena l’ostracismo di chi la pensa diversamente, senza ascoltarne neppure le ragioni - ce ne sono molti che riguardano la condizione omosessuale. Anche in questo caso si avvertono le irrazionali e persino goffe conseguenze dell’equivoco illuminista, che (già dalla rivoluzione francese) ha confuso il principio cristiano dell’uguaglianza (di dignità) con il diritto di fare tutti la stessa cosa. Così il diritto per gli omosessuali di sposarsi e di avere i bambini. E  poiché in questo caso la natura prevale necessariamente sull’ideologia - visto che da due uomini o da due donne non può nascere un figlio - in tal caso si parla allora del presunto diritto di adottarli.

In realtà non esiste alcun diritto al figlio (non essendo una cosa ma una persona); semmai esistono imprescindibili diritti del figlio, compreso quello di avere un padre-maschio e una madre-femmina.

Secondo i dettami della nuovo “credo” radical-libertario delle sinistre (per sé contrario alla loro radici socialiste), per cui ovunque i partiti di sinistra fanno proprie le battaglie delle potenti lobbies omosessuali e sono una “priorità” nei loro programmi di governo (v. l’urgenza di fare i “matrimoni gay” - quando tra l’altro oggi sono sempre meno i giovani che pensano al matrimonio! - come se questi fossero i problemi più urgenti; mentre è proprio la famiglia vera che dovrebbe essere sostenuta, anche economicamente, perché si di essa poggia la solidità e il futuro di una società), anche il governo francese del socialista Hollande si è immediatamente proposto di legiferare in merito, garantendo il diritto degli omosessuali di sposarsi e persino di adottare bambini. Ma folle immense di francesi (centinaia di migliaia di persone!) si sono riversate più volte in piazza per protestare contro queste corbellerie legislative. Inoltre non solo la Chiesa Cattolica ma anche la religione ebraica ha preso ufficialmente posizione contraria (v. il forte intervento contro i matrimoni omosessuali da parte del Gran Rabbino di Francia Gilles Bernheim). Contro il presunto diritto delle coppie omosessuali di adottare un bambino si sono poi mossi anche autorevoli psicanalisti francesi - come Claude Halmos, uno dei riconosciuti massimi esperti della psicologia dell’infanzia, contrario al matrimonio omosessuale - seriamente e scientificamente preoccupati di come in tal modo verrebbero calpestati i reali diritti di quei bambini e compromesso il loro armonico sviluppo psicologico.

Ora finalmente anche in Italia alcuni seri psicanalisti mostrano pubblicamente la loro documentata contrarietà a questa paventata possibilità di adozione da parte di coppie gay: è il caso della psicanalista Silvia Vegetti Finzi (docente di Psicologia dinamica all’Università di Pavia), la quale si è pronunciata in questo senso (v. suo articolo ne Il Corriere della sera, 2.01.2013), sottolineando come “la psicanalisi, pur non entrando nel merito delle questioni morali, ma dovendosi comunque fondare su una logica relazionale - e quindi particolarmente idonea a studiare l’importanza delle relazioni familiari - riconosca la fondamentale importanza, per l’armonico sviluppo psicologico del bambino, della figura del padre (maschio) e della madre (femmina)”. Interessante che il plauso a tali voci della psicanalisi, che osano finalmente uscire dal dominante conformismo sui gay, sia venuto anche da un autorevole intellettuale laico quale Ernesto Galli della Loggia (v. suoi articoli ne Il Corriere della sera del 30.12.2012 e del 2.01.2013 - articoli ripresi e sottolineati anche da L’Osservatore Romano).

Intanto un’autorevole ricerca sociologica internazionale compiuta negli USA (v. Social Science Reserch, 2012/4) ha registrato come i bambini educati da coppie omosessuali, rispetto a bambini cresciuti in famiglie normali, manifestino queste differenze percentuali: + 7% (rispetto agli altri bambini) hanno idee suicide, + 11% devono ricorrere a trattamento psicoterapeutico o almeno ad assistenti sociali, + 32% sono affetti da qualche patologia venerea, +20% fanno in seguito fatica a impegnarsi nel lavoro.

Ma per la Cassazione Italiana (risposta del 11.01.2013, che conferma l’affidamento esclusivo di un figlio alla madre tossicodipendente, separata dal marito e poi unita a una donna) tutto questo è un “mero pregiudizio senza certezze scientifiche e dati di esperienza”!

 

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