Un aiuto per capire la fede: la questione della verità

Questione 1.3


Domanda:

Possiamo inventarci la verità?

Risposta:

La verità non si inventa ma si scopre. Essa infatti è quella che è, poiché le cose sono quello che sono.
L’intelligenza non è libera nei confronti della verità; infatti, la verità, una volta che si presenta come tale, obbliga l’intelligenza, pur lasciando ancora libera la volontà.

La libertà non è infatti una caratteristica dell’intelligenza ma della volontà. “Libertà di pensiero” è invece una espressione prevalentemente di tipo sociale e garantisce (pur comunque con certi limiti) di poter avere proprie opinioni, di fare proprie libere scelte e obbliga al rispetto delle opinioni altrui; ma se analizziamo il processo dell’intelligenza ci accorgiamo che appunto essa non è libera (lo si vede bene di fronte all’evidenza). Per sé dunque l’intelligenza è libera di formulare proprie opinioni quando non conosce ancora la verità: in tal caso però l’intelligenza è ancora come sospesa, ha solo qualche indizio; e la volontà in certi casi può spingerla (condizionata magari dalle passioni) a formulare un giudizio che in realtà è un pre-giudizio (un giudizio cioè dato prima di poterlo dare), con grave pericolo di errore.

Se pretendessimo inventarci la verità, creeremmo solo un’opinione, perfino una fantasia, cui non corrisponderebbe nulla di reale; e quindi non servirebbe per conoscere, ma solo per illudersi. 
Per questo, l’atteggiamento intellettuale ed esistenziale più giusto non è quello di farsi le cose “a modo proprio” (magari perché è più comodo e piacevole o perché “fan tutti così”), ma quello di una sincera, appassionata ed umile ricerca della verità.
Dobbiamo dunque desiderare più la verità che il gusto di avere una opinione personale, specie sulle questioni più decisive della vita. E’ più importante chiedersi “cos’è vero?” (come stanno realmente le cose) che essere attaccati al “cosa penso” o al “cosa mi piace”.