A fronte dell’impressionante espansione musulmana (v. notizia sopra), in Europa occidentale si assiste praticamente al tramonto della fede e della bimillenaria civiltà cristiana, in favore di un relativismo-ateismo-indifferentismo, dove l’unico assoluto è la libertà personale, senza alcun significato-verità e capace di inventare sempre nuovi presunti “diritti”.
Già lo scorso anno (cfr. News del 29.06.2017) avevamo sottolineato in merito dei drammatici dati statistici. Al di là di un pensiero protestante, storicamente sempre prono al potere e cultura dominante e che da qualche decennio cerca prepotentemente di insinuarsi anche all’interno della Chiesa Cattolica (quando anche le loro chiese sono desolatamente vuote e in vendita), e nonostante gli inauditi continui plausi al presunto e inedito “nuovo corso della Chiesa cattolica” (che paradossalmente giungono proprio da chi ha sempre avuto in odio la Chiesa, il Papa e la vera fede), di fatto il cristianesimo in Europa occidentale sembra avviarsi verso l’estinzione. Oppure resterà un “piccolo gregge” (se ne vedono già i segni, anche con impensabili conversioni, maggiore consapevolezza dell’autentica fede e seria vita cristiana; e sono proprio tali realtà ecclesiali che non conoscono “crisi”, nonostante non siano certo incoraggiate dai nuovi tempi), da cui potrà ripartire, a Dio piacendo (ma lo vuole … basti pensare agli interventi in tal senso di Maria Santissima) persino una nuova era cristiana.
Ancora più impressionante è che la maggior crisi di fede, e conseguente tracollo anche numerico, si verifichi proprio in quelle Chiese cattoliche dell’Europa che, non senza una grave responsabilità non solo di molti suoi teologi e ma persino di autorevoli pastori, da decenni additano se stesse come “profetiche” ed hanno pesantemente condizionato e vorrebbero condizionare le scelte dell’intera Chiesa universale.

Drammatico; ma in fondo non dovrebbe stupire chi conosce la logica stessa del Vangelo: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5,13).

Olanda

Proprio in questi giorni il cardinale Wim Ejikm, arcivescovo di Utrecht, ha dichiarato che nella sua città nei prossimi 10 anni verranno chiuse (in quanto praticamente inutilizzate!) almeno 265 chiese.
Ogni anno diminuisce infatti del 5% il numero dei cattolici. E tale calo impedisce pure di sostenere economicamente le spese delle parrocchie e il sostentamento del clero. Osserva però che un po’ di vitalità cristiana rimane in quelle comunità laddove si insegna ancora l’autentico catechismo e la liturgia è celebrata secondo la storica tradizione cattolica.
Avevamo già osservato (cfr. News del 29.06.2017) che in Olanda ancora nel 1970 i Cattolici erano il 40,5% della popolazione e i Protestanti il 36%. Ora solo il 23% si dice cattolico (anche se non pare ci sia una consapevolezza della fede cattolica, visto ad esempio che solo il 10% crede non dico nella Santissima Trinità ma semplicemente in un Dio personale). Il 10% della popolazione olandese di definisce protestante; il 24% si professa dichiaratamente ateo e il 34% semplicemente agnostico; mentre il 6% della popolazione è già musulmana (in continua crescita).
Eppure negli anni ’60 (del post-Concilio) il nuovo “Catechismo della Chiesa olandese” (con tali ambiguità teologiche e dottrinali da richiedere nel 1968 un intervento correttivo del Papa, rifiutato poi dagli stessi vescovi olandesi, che si opposero nello stesso anno anche all’Enciclica “Humanae vitae”), veniva osannato come l’esempio da seguire per portare il Vangelo al fatidico “uomo di oggi”!

Belgio

Cinquant’anni fa il 99% della popolazione belga si dichiarava ancora cattolica. Oggi solo il 4% va a Messa, il 50% dei bambini viene battezzato e il 25% celebra il sacramento del Matrimonio. Sempre negli ultimi 50 anni i sacerdoti sono passati da 10.500 a 3.000 e quasi nessuna diocesi è in grado di avere un proprio Seminario (la stessa diocesi di Bruxelles ha avuto nel 2016 solo 6 ordinazioni sacerdotali, di cui 3 di stranieri; quella di Gand solo uno, le altre diocesi nessuna).

Svizzera

Negli ultimi 50 anni in Svizzera i Cattolici sono passati dal 45,4% della popolazione al 37,3% (considerati pure gli immigrati da paesi cattolici); meglio dei Protestanti, che sono passati dal 52,7% al 24,9%. Sono invece in crescita vertiginosa i senza-religione (23,1%) e i Musulmani (5,1%, prima quasi inesistenti). Anche tra i sedicenti cattolici elvetici non pare però che si sappia cosa sia la vera fede cattolica, visto ad esempio che la maggioranza di loro non è poi d’accordo con l’indissolubilità del Matrimonio (voluta da Gesù!) ed è invece d’accordo coi matrimoni omosessuali, come pure per la Comunione ai divorziati riaccompagnati.

Austria

Anche nella storicamente cattolica Austria, negli ultimi 50 anni i cattolici sono passati dall’89% della popolazione al 58% (a Vienna il 40%), ma di fatto i praticanti sono solo il 12%, con calo annuo vertiginoso (per l’assenza di giovani). I Protestanti sono scesi al 3,5% della popolazione. Gli Ortodossi presenti in Austria sono il 5% della popolazione; mentre i non-credenti risultano al 25% e i Musulmani all’8%, sempre in crescita.
 

Germania

Con una presenza di 3 milioni di musulmani (v. notizia sopra), di cui moltissimi apertamente ostili all’Occidente, oggi solo il 10% dei tedeschi è cattolico praticante; ma anche tra questi non c’è praticamente alcuna seria consapevolezza della fede, visto che il 60% dice di non credere in una vita dopo la morte e solo il 33% crede nella risurrezione di Cristo! Sono inoltre scesi a soli 44.000 celebrazioni annue del Sacramento del Matrimonio e in 50 anni le ordinazioni sacerdotali annue sono scese da 400 a 58!
Entro il 2020 la diocesi di Trier (Treviri, la più antica diocesi tedesca) eliminerà ben 865 parrocchie.
Tutto ciò, nonostante che la Chiesa cattolica tedesca sia una delle più ricche del mondo e conti un numero esorbitante di impiegati laici stipendiati nei diversi uffici delle curie diocesane (si veda in proposito il discorso tenuto da Benedetto XVI proprio a Freiburg i. B. il 25.09.2011 ai “Cattolici impegnati nella Chiesa e nella società” – vedi).

Se poi qualcuno si ostinasse a pensare che le continue “aperture” della chiese protestanti (che sarebbero per questo da imitare!) abbiano permesso un maggior afflusso di fedeli in chiesa, sappia invece che solo il 4% della popolazione tedesca dichiara di frequentare il culto protestante e i giovani vi sono praticamente spariti. E se ancora qualcuno pensasse che il drammatico calo delle vocazioni sacerdotali nella Chiesa Cattolica dipenda dalla questione del celibato, sappia che anche il numero dei pastori protestanti, felicemente sposati, è in picchiata.