La rivoluzione sessuale del ’68
derive nichiliste e …
controrivoluzione


[News, 18.10.2021]

Dalla “rivoluzione sessuale” del ’68 al nichilismo attuale
… ma albeggia pure la “controrivoluzione“

Dal ’68 …

Negli anni ’60 del secolo scorso, quindi in fondo solo pochi anni dopo che il mondo era risorto dalle macerie del 2° conflitto mondiale, molta gioventù occidentale viveva già all’insegna del “sesso, droga & rock’n’rol”, come allora si diceva. Sì, perché la “rivoluzione” della mentalità, che avrebbe generato il fatidico ’68 e ciò che ne seguì, portò a liberalizzare (o “anarchizzare”) sia la sessualità che la droga e prodotto pure un radicale cambiamento nella musica, non solo per i ritmi e le parole, ma per ciò che rappresentò per la nuova generazione, con punte di idolatria simile all’isteria (basti pensare a ciò che accadeva già ai concerti dei Beatles) e soprattutto per il radicale cambiamento di pensiero e di stili di vita che induceva (si pensi ad esempio al mega raduno-concerto di Woodstock … fino alla nascita delle discoteche, con tutto ciò che vi ruota attorno).

Così la “contestazione” del ’68, che inneggiava alla “fantasia al potere” e al “vietato vietare”, trovò ovviamente sfogo pure nella cosiddetta “rivoluzione sessuale” (poiché stringi stringi l’uomo è sempre quello…), con l’aggravante di essere non solo un comportamento ma appunto una vera rivoluzione culturale, dove ogni regola morale era vista come una insopportabile limitazione della libertà e del piacere, perfino un’ipocrisia “borghese” (e cristiana) da superare all’insegna dell’amore “libero”.

Questo fiume in piena, questo non solo nuovo stile di vita ma pensiero, cioè “ideologia” e non solo immoralità personale, non trovando più argini, anzi teorizzando appunto che non ci dovevano essere, tracimò da ogni parte e travolse sempre più tutto. Tra l’altro è vero, come osserva (sia pur spesso esagerando) anche la psicanalisi ma come indicava acutamente già S. Paolo (cfr. 1Cor 6,9-20, che è Parola di Dio!), la sessualità ha un’enorme incidenza su tutta la persona e su tutta l’esistenza, per cui gli errori e i peccati in questo campo (lo si vede fin da giovanissimi) hanno un’enorme incidenza negativa su tutta la vita, oltre che nella vita spirituale (spesso spegnendola)!

Dagli USA (come dall’Inghilterra e Francia), questa rivoluzione giovanile è dilagata in tutto l’Occidente e poi s’è fatta globale. Anche il cinema contribuì a diffonderla, insieme appunto al mondo della musica (“La febbre del sabato sera”, il celebre film del 1977 con John Travolta, fece scuola, e doveva farlo, per insegnare e diffondere a tutto il mondo giovanile cosa poteva essere la “discoteca” e tutto ciò, non solo di musica, ma di droga e di sesso, che vi poteva ruotare attorno, come una sorta di moderno “tempio dionisiaco”).

Sempre dagli USA dilagava nel mondo anche il “pansessualismo verbale”, così che nel linguaggio giovanile e non, da allora in poi, non c’è forse frase, espressione, esclamazione, che non abbia come riferimento e intercalare il sesso, le attività sessuali e persino gli organi genitali [ma la bocca parla della pienezza (o vuotezza) del cuore, dice Gesù (cfr. Lc 6,45; e S. Paolo raccomanda di non proferire “parole oscene” Col 3,8)].

Intanto la pornografia, dilagata prima a mezzo stampa e coi filmati vietati ai minori (e aveva prodotto già notevoli danni, sia pur in modo relativamente riservato, essendo censurata e relegata a rotocalchi nascosti e ai cinema a “luci rosse”), con la nascita di internet, sui computers e poi sui telefonini, è diventata una vera rivoluzione sotterranea (solo in Italia ci sono oltre 8 milioni di porno-dipendenti – vedi la News del 15.04.2020 sulla lievitazione anche durante il lockdown), con danni incalcolabili (psicologici, morali e spirituali) specie sui più giovani.

Sempre negli anni ’60 ha fatto appunto potente ingresso anche la cultura della droga, di tutti i tipi. E il giro d’affari, alla faccia della contestazione della mentalità borghese e capitalista, è diventato colossale e globale.

Il fondamento anarchico e ultimamente nichilistico di questa rivoluzione, al di là delle utopistiche spinte di cambiamento sociale (significativo in questo senso il celeberrimo Imagine di John Lennon, tuttora cantato in grandi o luttuose occasioni sociali, affascinante ma di fatto è “inno” ad una globalizzazione appunto nichilistica, vuota e senza alcun ideale!), ha portato ad un vuoto esistenziale e culturale, che ha lasciato una notevole porzione di gioventù in una vera e propria “alienazione” (eterogenesi dei fini: “alienante”, secondo Feuerbach e Marx, era la religione; di fatto lo diventava sempre più l’ateismo, la droga e una sessualità senza significato), in un “nichilismo” teorico e pratico, dove l’impegno sociale (inizialmente incanalato, specie in Italia, nella “lotta di classe” marxista), si è poi dissolto sostanzialmente nel “nulla” [tranne qualche estemporaneo sprazzo di lotta per ideali inventati, dai NO-TAV alla lotta per il clima, fino ai diritti LGBT (Dante vedeva infatti certi dannati, che erano vissuti senza ideali, costretti poi a correre per tutta l’eternità dietro ad uno straccio!)], con grande dispiacere e incredulità dei politici di sinistra di volta in volta saliti al potere, che da anni vorrebbero cavalcare il nulla e trarne profitto politico ed elettorale, ma il nulla non è cavalcabile appunto perché è nulla e non porta da nessuna parte! [così che, anche dal punto di vista elettorale, nelle moderne democrazie occidentali il partito vincente è quasi sempre quello degli “astenuti”, dopo che i movimenti di protesta sono riusciti solo provvisoriamente a incanalarlo].

Cos’è rimasto di quegli anni? Dopo 50 anni si può ben dire, come molti osservano con un cinismo che è però realista, che tutte le rivoluzioni sognate dai giovani del ’68 sono fallite (e non potevano non esserlo, appunto perché, magari al di là delle buone intenzioni di alcuni, erano fondamentalmente nichiliste, cioè fondate sul nulla). Molti di quei contestatori “sessantottini”, quelli che non sono sprofondati nel nulla, hanno fatto pure carriera politica (nel senso proprio di “poltrone” di palazzo) e persino economica. La maggior parte possiamo invece trovarli, essendo tra l’altro diventati vecchi anche anagraficamente, nel vuoto esistenziale più desolante, nella disillusione più totale, fondamentalmente senza futuro, senza famiglia, senza figli (o se ci sono, spesso più vuoti e sfuggenti dei padri), senza eredità culturale e spirituale (perché “uno non può dare ciò che non ha”). Il comunismo è crollato nell’Est-Europa nel 1989/1990; e proprio là ci sono segni forti di ripresa dell’identità culturale (chiamata dispregiativamente “sovranismo” da chi vive nel nulla e obbedisce solo all’economia e all’imposto pensiero dominante) e pure di rinascita cristiana. I partiti di sinistra in Occidente sono invece diventati “partiti radicali di massa”, all’insegna del più liberale “ciascuno ha il diritto di fare ciò che vuole” (tranne poi far comandare l’economia e la finanza). Persino la Cina è diventata sempre più potente, perché, pur rimanendo fortemente comunista, ha abbracciato un capitalismo di stato senza scrupoli. [Sul conformismo attuale degli ex-sessantottini: vedi]

Qualcuno ha cinicamente osservato che l’unica rivoluzione che è riuscita e permane, ma a danno dell’umano, per non dire a danno eterno delle anime, è stata appunto quella “sessuale”; insieme a quella della droga! Appunto l’uomo che si crede libero, moderno ed emancipato, ma alla fine è ancora schiavo delle proprie passioni (cfr. ad es. Rm 1, un testo di S. Paolo che presto porterà in carcere chi lo proclama!).
Ma anche la “rivoluzione sessuale” del ’68 è stata ed è una rivoluzione nichilista, dai frutti velenosi, che ha trasformato questo potente fattore di crescita, unità, amore e procreazione (così è la sessualità nel disegno d’amore di Dio – vedi nel sito il documento sulla “Morale sessuale”) nel suo contrario, degenerando sempre più spesso in causa di vuoto esistenziale, di divisione (violenze, tradimenti, separazioni, divorzi) e di morte (aborti), distruggendo la famiglia (anche questo era teorizzato nel ’68 e ci sono riusciti!), la natalità (un vero e proprio suicidio sociale, senza futuro, rimpiazzato ora dai musulmani), l’educazione, lasciando i ruderi per un futuro di morte!
Una deriva nichilista e anarchica che oggi chiama “diritto” ogni capriccio, voglia e pulsione, anche temporanea… e “fobia” chiunque osi ancora parlare di verità, di un significato oggettivo (persino nell’evidenza biologica) e di legge morale!

In questo desolante panorama, fatto appunto passare per libertà e persino per “diritto”, non pare ancora che, almeno nella maggioranza, ci sia un “rientrare in se stessi” (anche se presto vi saremo quasi costretti dalla storia!), per accorgersi del vuoto in cui questa falsa libertà ci ha introdotti [per alludere alla parabola evangelica del “figlio prodigo” (Lc 15, 11-32), potremmo parlare significativamente di esserci ridotti a “pascolare porci” e ad aver fame di “carrube”!].
Però, nonostante ciò, non sono pochi coloro che ultimamente hanno ritrovato la strada del Padre e la bellezza di sperimentare la Sua misericordia ed abitare nella Sua casa! Anche sperimentando la gioia di vivere nella purezza e nella castità!

Vediamo in seguito qualche segno di questa bipolarizzazione, già in atto in molti ambiti della vita umana e sociale, tra il “vuoto” (una schiavitù che è confusa con libertà e diritti) e la voglia di “significato”, di verità, di amore vero, di Dio, che molti poi sperimentano e testimoniano! Per rimanere nello schema del ’68: una vera e salutare “controrivoluzione”!


Dalla “rivoluzione sessuale” del ’68 all’ideologia gender/Lgbt (fino alla pedofilia)

Che la cosiddetta “rivoluzione sessuale” del ’68 fosse non solo una depravazione dei costumi, cioè una questione di immoralità personale e sociale, ma “culturale”, cioè di pensiero, di dottrina e ideologica, lo si può osservare appunto non solo nella tracimazione progressiva dei comportamenti, specie ovviamente nella fascia giovanile e sempre più anche nell’adolescenza e persino nella pubertà, ma nella “ideologizzazione” di questo processo, che negli ultimi anni è passato dai toni anarchici o di semplice “moda” culturale, a quelli di una vera e propria dittatura (del relativismo, cioè del divieto della possibilità di riconoscere una verità ed un “bene” oggettivo e universale).
Prima si svuota tutto di significato (verità); poi si impone a tutti il “vuoto”, senza possibilità di dissenso!

Ricordiamo come già Platone (La Repubblica) sottolineasse come una “democrazia” senza valori sarebbe degenerata inevitabilmente in “anarchia” e questa, poiché socialmente assurda e invivibile, in “dittatura”. Come sottolinea splendidamente Giovanni Paolo II nel n. 101 della Veritatis splendor vedi (la grande Enciclica sul rapporto tra libertà e verità, cioè sui fondamenti della morale, oggi sotto attacco ideologico e persino politico).

Oggi assistiamo all’evidente e tragico spettacolo della “tracimazione” del fiume della sessualità “impazzita” in mille rivoli, al di là persino dell’immaginabile per non dire della decenza. A tal punto che ciò che sarebbe sembrato impossibile solo 10 anni prima diventa non solo costume ma persino legge (perché la coscienza, la mente e la moralità impazzita chiama “diritto” ogni pulsione, desiderio, capriccio)!

Si veda ad esempio quanto descritto nella News del 13.02.2021 (“Dal matrimonio con chiunque a quello con …”), dal sapore tragico e persino comico, tanto è parossistico.

La “dittatura del relativismo”, dove cioè è vietato ogni riferimento anche solo ad una verità oggettiva (fosse persino all’evidenza che viene dalla realtà, dalla natura umana e persino dal dato biologico) ed è obbligatorio aderire al nichilismo (assenza di ogni verità e fondamento morale), fino alla persecuzione e ostracizzazione di ogni possibile opposizione e persino ragionevole e documentato dissenso, si evidenzia ogni giorno di più, specie in Occidente, nell’imperialismo dell’ideologia gender e Lgbtq+; un imperialismo ideologico e persino politico promosso e lautamente sostenuto anche finanziariamente da potenti oligarchie dei più grandi magnati, specie statunitensi.

Questo enorme sostegno e promozione da parte di queste oligarchie economiche rivela forse ulteriormente la finalità “malthusiana” che le muove (siamo in troppi nel pianeta, dobbiamo ridurre drasticamente la popolazione, almeno di 2/3!), come dimostra pure la promozione dell’aborto, della sterilizzazione di massa (qualcuno sostiene anche coi vaccini, nella cui produzione tali potenti oligarchie hanno con forte anticipo investito i propri ingenti capitali); altrimenti non si capirebbe come una tale minoranza (in percentuale le persone omosessuali, tanto più transessuali ecc., sono cifre irrisorie) possa avere oggi un tale potere ed essere sempre all’apice, come priorità assoluta e indiscutibile, delle agende politiche dell’intero Occidente!

[Sulla nuova “dittatura del relativismo” gender/Lgbt vedi il documento/News del 1.06.2021]

Attacco all’infanzia

Particolarmente ripugnante è osservare come la iper-sessualizzazione dell’uomo oggi cominci addirittura con l’infanzia, in modo ufficiale, attraverso la scuola, con un indottrinamento ideologico di una violenza inaudita e senza possibilità di dissenso, neppure da parte degli stessi genitori. Si instaura una dittatura culturale che sopprime anche i fondamentali diritti umani, come quello della “libertà d’educazione” e della priorità dei genitori nel decidere le linee e i principi di tale educazione. Infatti, anche ai genitori (nonostante ciò che afferma anche in Italia la Costituzione) è proibito ogni giudizio e intervento che si opponga a questa deriva ideologica e pericolosissima per la crescita dei loro stessi figli. [si veda ad es. (leggi) (leggi) (leggi)]

Si tratta di una gravissima spinta ideologica, che incoraggia e persino favorisce ogni tipo di anarchia e persino perversione sessuale, che, tanto più se operata sulla pubertà-preadolescenza e persino sulla più tenera infanzia (cioè comunque su minori) ha effetti devastanti sullo sviluppo psicologico, morale per non dire spirituale della persona, con riverberi e ferite difficilmente sanabili in tutta la vita!

Dalla News dell’11.01.2020:

Prendiamo ad esempio il caso del Comune di Siracusa, che nel 2017 (v. News del 30.03.2017), all’insegna del progetto “Educare alle differenze”, ha di fatto imposto alle amministrazioni dei nidi e delle scuole dell’infanzia (!) di dare spazio ad attività, finanziate dal Comune stesso, promosse da associazioni come Anddos, Arcigay, Cassero, Mario Mieli. Si dà il caso però che ad esempio il Circolo di cultura omosessuale intitolato a “Mario Mieli”, si riferisca nella sua stessa denominazione all’attivista gay e teorico degli studi di genere Mario Mieli, morto suicida nel 1983, nel cui saggio Elementi di critica omosessuale arrivò a inneggiare alla pedofilia, rappresentandola come “liberazione” del bambino, con queste parole: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro”.

Questa iper-sessualizzazione, peraltro di violento stampo ideologico, non è in fondo una forma di pedofilia mascherata, cioè una grave deturpazione dell’innocenza dei bambini, che può avere gravissime conseguenze sul loro sviluppo psicologico, morale e spirituale?

A proposito di dittatura gender/Lgbt, ormai imposta in Occidente come “pensiero unico”, si noti come essa coinvolga ormai ogni genere di comunicazione sociale, compreso televisione, cinema, spettacolo, stampa, … Persino ciò che è proprio rivolto all’infanzia! Ecco ad esempio alcune recenti notizie:

Oltre ai cartoni animati (persino della Disney leggi) e i personaggi da fumetto (anche il celebre Superman s’è fatto “politically correct”, “gay-friendly” leggi immigrazionista e impegnato per il clima leggi), ora anche i giochi più famosi (Lego) superano gli “stereotipi di genere” (non più giocattoli per bambini o per bambine ma neutri leggi)!

Come abbiamo ricordato nel documento del 1°.07.2021 (“Censure che vanno e censure che vengono”), quest’anno il governo italiano ha inoltre abolito ufficialmente la censura cinematografica (era comunque già da tempo facilmente aggirabile da ogni ragazzino) e persino quella televisiva, lasciata al “parental control” (leggi).

Qualcuno pensa poi ancora che l’UNICEF (Fondo ONU per l’infanzia) sia a protezione dei bambini? A parte la promozione dell’aborto che attua in tutto il mondo (!), l’Unicef ha pure recentemente pubblicato un rapporto (poi, dopo le proteste di molti, ritirato, per poi ripresentarlo leggermente modificato) in cui si afferma che la pornografia può far bene agli adolescenti e persino ai bambini, poiché essi hanno diritto ad una «vitale educazione sessuale», “che comprenda pure l’aborto e la promozione di tutti i diritti Lgbt”! (leggi) Sono emersi persino gravi casi di pedofilia tra i suoi operatori (vedi).

Pedofilia


Scandalo a senso unico?

Come sappiamo, e come qui abbiamo sottolineato altre volte (cfr. ad es. News del 11.01.2020 e 2.07.2018), nella logica del “tutto è lecito” e della distruzione di ogni vincolo morale, propagandato appunto anche nella più tenera infanzia, risulta allora abbastanza “ipocrita” che poi molti facciano gli scandalizzati e inorriditi quando si parla di “pedofilia”, specie se si tratta della Chiesa Cattolica e dei preti (invece silenziata quando si parla di altri ambienti, dove dilaga assai più). [cfr. documento]

Quando infatti si tratta di Chiesa (dove certo il terribile scandalo è ancora più pernicioso, soprattutto in un’ottica di fede, cfr. Mt 18,6), allora i riflettori mediatici non cessano per giorni e mesi di sbattere il “mostro”, l’orco (presunto o reale), in prima pagina, addirittura prima di ogni processo (mandando al macero la “presunzione di innocenza”, cardine del diritto), con situazioni e numeri che vanno poi persino al di là del verosimile.

Ad esempio: il Cardinale Pell, australiano ma con alti impegni in Vaticano, ha dovuto recentemente subire 20 mesi di carcere duro per una denuncia, dopo 30 anni, di un ex-chierichetto, oggi un drogato, che ha detto di essere stato molestato dall’arcivescovo in sacrestia dopo una solenne e frequentatissima S. Messa (cosa appunto inverosimile, se non altro per il luogo e la quantità dei presenti). Il Cardinale, trattato come un delinquente, è stato alla fine liberato ed è tornato ai suoi impegni in Vaticano, tra i primi collaboratori del Papa, visto che, dopo l’ultimo ricorso, il Processo (tenuto in Australia) ha definitivamente sentenziato che “il fatto non sussiste”!

In questi giorni è invece scoppiato lo scandalo dei preti francesi, dove il “rapporto Sauvé”, voluto dalla Chiesa stessa, arriva a parlare di 216.000 abusi che sarebbero stati commessi da parte del clero in 70 anni (330.000 se si contano anche quelli commessi da laici impegnati in realtà cattoliche): un numero sinceramente inverosimile, visto tra l’altro il numero ormai esiguo di sacerdoti in Francia (circa 13.000) (leggi)

Deriva del ’68 anche nella Chiesa Cattolica?

In realtà, come fece saggiamente notare nel 2019 Benedetto XVI (!) nei suoi autorevoli Appunti (vedi) destinati a vescovi di tutto il mondo (i cui rappresentanti dovevano riunirsi in Vaticano per discutere di questo dramma), anche le crisi e gli scandali dei sacerdoti derivano da un clima culturale che dal ’68 penetrò e purtroppo persiste persino nei Seminari, nella stessa falsa Teologia morale ivi insegnata e addirittura nei circoli “gay” che vi poterono e possono nascondersi e prosperare!

Indagini da fobia irrazionale

Talora le indagini sulla pedofilia, nonostante la gravità e diffusione del problema, hanno raggiunto un livello di fobia irrazionale, come una sorta di “caccia alle streghe” dal tono delirante.

Anche nella Chiesa, occorre anzitutto grande vigilanza e determinazione, già nel discernimento vocazionale e nel percorso formativo dei Seminari, senza farsi psicologicamente ricattare dal numero sempre più esiguo di seminaristi e di sacerdoti (specie in Occidente). Se si deve porre in atto ogni impegno per estirpare questa piaga e le cause anche culturali e spirituali che la provocano, è però pure necessario che i vescovi non si facciano condizionare dal clima appunto da “caccia alla streghe” voluto dal laicismo imperante (che invece chiude o addirittura strizza un occhio quando tali casi riguardano altri ambienti) o rincorrano i suoi applausi. Se infatti non bisogna assolutamente coprire alcun caso o temere di scoprire verità anche terribili, non si deve però neppure scadere in un’intransigenza che scavalchi la stessa giustizia: senza dare subito credito ad ogni possibile e persino inverosimile accusa (v. appunto casi qui ricordati) (cfr. News del 2.07.2018 e del 21.10.2019), l’indagine deve muoversi con rispetto, anche del denunciato o imputato (senza darlo subito in pasto ai media, che non vedono l’ora di sbatterlo come “mostro” in prima pagina!), con quella “presunzione di innocenza” (che è cardine del diritto, garantita già dall’Inquisizione1 2 3) che deve durare fino alla sentenza definitiva di un regolare Processo. Si tenga inoltre presente che è pure moralmente doveroso non fare inutile pubblicità al male, perché ciò crea un ulteriore male e danno alle anime, che è lo scandalo.


Tanto più che ora si comincia addirittura a ipotizzare (in Australia e in Francia) l’utilizzo sacrilego persino delle Confessioni, obbligando per legge a divulgare notizie sapute in esse, violando cioè in modo sacrilego il “segreto confessionale”, che è il massimo livello di segretezza dovuta, visto che il sacerdote nel Sacramento agisce non come cittadino ma “in persona Christi” cioè solo “in vece” di Cristo e non può lui stesso tener conto di ciò che ha saputo in Confessione; tra l’altro (a meno che non si voglia addirittura giungere a mettere microfoni in Confessionale, cosa che hanno fatto persino noti programmi televisivi italiani, incorrendo così, anche se non è stato detto, nella “scomunica”!) sarebbe impossibile estorcere una confessione e comunque priverebbe il peccatore stesso della possibilità di convertirsi e di ritrovare la salvezza della propria anima!

Oltre a quanto qui documentato già altrove (vedi), ecco alcune notizie, dall’Emilia …

Il 12.11.1998 due coniugi di Finale Emilia (Delfino e Maria Lorena Covez­zi) sono stati con­dannati in primo grado a 12 anni di reclusione per abusi sessuali sui quattro figli. L’accusa era partita da dei sogni raccontati da una loro figlia più piccola, con qualche disturbo psicologico, a degli psicologi, che riuscirono a farle confessare (con un metodo di indagine americano oggi riconosciuto invalido) di aver partecipato ad orge sessuali e sataniche, con bambini abusati e decapitati, orge guidate dal parroco don Giorgio Govoni. I 4 figli dei Covezzi furono immediatamente sottratti, tra forti grida e lacrime, ai loro genitori (che non li rivedranno mai più!). Furono accusate 17 persone, compreso il parroco don Giorgio (ritenuto santa persona da tutta la popolazione), furono allontanati dalle loro famiglie (indagate di partecipare a tali orge) altri 13 bambini. Fu persino dragato il fiume Panaro (con una spesa di 280 milioni di lire) alla ricerca dei presunti bambini decapitati (anche se non risultava sparito alcun bambino). I giornali nazionali dedicarono pagi­nate allo scandalo. Don Giorgio Go­voni, dopo essersi difeso con tenacia, al­la vigilia della senten­za di primo grado morì di infarto nello studio del proprio legale. Anche il padre della bambina, il Signor Covezzi, morì di infarto. La Corte d’Appello ha poi assolto tutti gli imputati il 9.06.2011 (13 anni dopo!) semplicemente “per non aver commesso il fatto”, sentenza confermata dalla Cassazione il 4.12.2014. (cfr. New dell’8.01.2015)

Ecco una notizia del 2021: nel 1997 un’inchiesta su presunti casi di abusi sessuali commessi persino dagli stessi genitori sui loro figli, denominata “Diavoli della Bassa modenese”, portò all’allontanamento di 16 bambini dalle loro famiglie. Uno di questi genitori fu Federico Scotta, che, oltre all’immediato allontanamento dei 3 figli (Elena di 3 anni, Nic di 6 mesi e persino Stella prelevata al momento del parto!), ha trascorso 11 anni in carcere. Dopo 24 anni, una nuova inchiesta sul caso (denominata “Veleno”), ha fatto emergere che Elena (che oggi ha 27 anni) aveva inventato tutto (l’ha confessato ora lei stessa). Il padre è stato allora scarcerato, ha potuto riabbracciare i propri figli ed anche loro, adottati allora da famiglie diverse, hanno potuto riabbracciarsi! (vedi)

Sempre in Emilia, si ricorderà poi il recente e tragico caso “Bibbiano”, in cui è emerso un sistema di psicologhe e assistenti sociali, spesso peraltro ideologicamente impegnate, che, mediante l’ottenimento di confessioni di bambini che sarebbero stati oggetto di inverosimili maltrattamenti e abusi sessuali da parte dei genitori, sottraevano definitivamente tali bambini alle loro famiglie, per affidarli non solo ad appositi centri sociali di assistenza (anche con fini di lucro) ma persino in “affidamento” a coppie omosessuali, in genere lesbiche, talora persino affettivamente legate alle stesse psicologhe che avevano condotto l’indagine. (leggi)


 

Quando il ’68 promuoveva pure la pedofilia

All’insegna della rivoluzione sessuale, del vietato vietare e dell’amore libero, nel ’68 non ci si faceva neppure scrupolo, anche alle alte sfere della cultura (soprattutto francese, ma non sono mancati i casi anche in Italia), di inneggiare anche alla pedofilia e di apertamente praticarla.

Ne avevamo parlato un poco nella News dell’11.01.2020. Ricordiamo qualcosa …

Gabriel Matzneff, scrittore che l’élite culturale francese del ’68 apertamente lodava, pur conoscendo i suoi comportamenti sessuali pedofili, raccontava impunemente nei suoi libri e qualche volta persino in televisione le sue esperienze sessuali con ragazzi tra i 10 e i 15 anni e veniva lodato, anche in tv, per le sue «arti della seduzione» dei ragazzi e ragazze! Eppure Matzneff ricevette molteplici e prestigiosi premi letterari, collaborava con i principali quotidiani (Le MondeLe Figaro) ed ha goduto di importanti appoggi politici (da Mitterrand a Chirac). Tra l’altro fu lui a scrivere la Petizione del 1977, che di fatto chiedeva la “depenalizzazione della pedofilia”, firmata da una marea di intellettuali, politici e pensatori illustri già protagonisti del movimento rivoluzionario del maggio parigino del ’68, come Simone de Beauvoir, Roland Barthes, Gilles Deleuze, Michel Foucault, André Glucksmann, Felix Guattari, Jack Lang, Bernard Kouchner, Jean-Paul Sartre, Philippe Sollers; insomma “il Gotha dell’intelligencija francese di quegli anni”!

Anche il filosofo Michel Onfray ricorda che la “stragrande maggioranza degli intellettuali francesi del tempo era chiaramente favorevole alla pedofilia”.

(Cfr. News del 2.07.2018):

Già nel 1947 si diede addirittura il premio Nobel per la letteratura ad André Gide (celebre scrittore francese, noto per il suo libertinismo sessuale, che non solo esaltava l’omosessualità, ma si diceva lui stesso “appartenere a quella vasta porzione di omosessuali che sente attrazione per i ragazzini, persino impuberi”, e giunge a descrivere senza mezzi termini i suoi rapporti sessuali in tal senso vissuti a Tangeri e Casablanca.

Ora, dopo 50 anni, si scopre il vaso di Pandora:

I nuovi De Sade. Lo scandalo Duhamel scuote la Francia (leggi)

Scandalo pedofilia in Francia, si apre il processo al ‘68 (leggi)

Tra l’altro, per rimanere in Francia, si potrebbe citare persino il caso Macron (sì, il Presidente!): quando aveva solo 15 anni fu infatti coinvolto affettivamente (abusato?) dalla sua professoressa Brigitte Trogneux, di 24 anni più anziana di lui, la quale poi lasciò per lui un marito e 3 figli e divenne sua moglie. Emmanuel Macron non fu allora vittima di pedofilia-efebofilia e l’artefice non è l’attuale first-lady di Francia? (c’è persino un noto psichiatra che solleva in proposito dubbi sull’equilibrio psichico di Macron).

Anche nell’Italia culturale di quegli anni, si parlava apertamente, nella logica dell’amore libero al di là di ogni tabù morale e religioso, anche di “liberalizzazione” della pedofilia.

Facciamo solo un esempio. Se è risaputa l’omosessualità del celebre pensatore e regista Pier Paolo Pasolini, frequentatore e abusatore di giovani gay (fino ad essere ucciso in circostanze ancora misteriose ma certo legate al mondo omosessuale giovanile delle borgate della periferia romana), è forse meno noto che in giro per il mondo Pasolini era assai spesso a caccia di ragazzini con cui avere rapporti sessuali (come ricorda di lui nientemeno che il grande scrittore ed amico Alberto Moravia). Ebbene, nonostante ciò, oltre ad essere celebrato come maestro della cultura italiana, a Pier Paolo Pasolini sono dedicate persino vie e piazze del nostro Paese.

Aperture alla pedofilia?

Recentemente è pure emerso come la pedofilia sia assai presente anche negli ambienti “hollywoodiani” (vedi), ma anche nelle Ong (vedi) e persino nella stessa Unicef (vedi sopra).

Anche nel mondo della scienza (o presunta tale), come avvenuto per l’omosessualità (con forti pressioni ideologiche che poco hanno di scientifico, v. punto 26.1 della sezione Morale sessuale), si cerca sempre più di far passare anche la “pedofilia” come una delle tante inclinazioni o tendenze sessuali possibili, addirittura innate e come tali né correggibili né censurabili, neppure dal punto di vista legale (cfr. il testo del prof. M. Kaplan, docente alla Rutgers School of Law di Philadelphia – USA, “Pedofilia: un disturbo e non un crimine”, citato con favore anche dal New York Times, cfr. News del 14.07.2015).

Anche l’autorevole manuale diagnostico Diagnostic and Statistic Manual, dell’American Psychiatric Association, dopo aver derubricato l’omosessualità “egosintonica” (non indesiderata) come patologia, da tempo ha cominciato a parlare di “disturbo pedofilo” ed ora propende per l’innalzamento anche della pedofilia a comportamento “normale” (v. News del 24.01.2013).

Pure alcuni noti professori di psicologia canadesi (Quinsey, Van Gijseghem) cominciano a parlare di pedofilia come di “un orientamento sessuale”, da intendersi cioè come uno dei tanti e non modificabile; e di conseguenza alcuni parlamentari canadesi hanno già proposto di cambiare le leggi contro la pedofilia.
 

Siamo così giunti persino alla creazione non solo di movimenti ma anche di partiti politici, nati per la difesa e promozione della pedofilia (ovviamente come “diritto”). È già avvenuto in Olanda e Belgio, ma ora anche negli USA.


Ecco poi recenti esempi di un progressivo sdoganamento della pedofilia nella pubblicità, tv e cinema (leggi)

– la pubblicità del film Cuties (lanciato in Francia da Netflix) mostra bambine intente a ballare in modo sessualmente provocante (“twerking”);

– per inneggiare alla presenza delle donne al Festival del cinema di Venezia, SkyTG24 utilizza un fotogramma del film “Le sorelle Macaluso” con una bimba in mutandine in posa da modella adulta;

– sempre Sky, nella serie HBO Euphoria, si racconta tranquillamente di minorenni alle prese con sesso e droga;

– l’Audi fa uno spot con una bimba in posa da modella provocante mentre mangia una banana;

– l’invito alla mostra dell’auto di Wuhan è fatto da una bimba molto piccola in bikini, stivali e posa sexy.

 

Questione solo di maggiore età? o di consenso?

Nell’attuale dissoluzione dei principi morali, specialmente riguardo alla sessualità, che condiziona e distrugge gran parte delle nuove generazioni, delle famiglie e di conseguenza delle società, con responsabilità che vengono dal mondo culturale, ampliate dai mezzi di comunicazione sociale, e con conseguenze ormai anche sul piano giuridico, pare che il motto del 1968 “vietato vietare” (cioè tutto è permesso) si sia più cha mai attuato.
Se vogliamo però parlare ancora di una “foglia di fico” (di adamitica memoria) per coprire questa dissoluzione chiamata libertà, la cultura dominante finge ancora di scandalizzarsi (specie a senso unico) per la pedofilia.  In realtà, come abbiamo appena visto, fa sempre più fatica a celare un’apertura anche verso di essa. Ci sono poi altre contraddizioni, che fanno pian piano cadere anche quest’ultimo velo.

C’è ad esempio il limite del fatidico 18° compleanno, inizio convenzionale della “maggiore età”: fino al giorno prima un rapporto sessuale con un adulto può essere considerato per questi un atto di pedofilia e quindi reato; dal giorno dopo sembra proprio che ogni comportamento sessuale sia davvero permesso e diventi persino un “diritto”.

Si fa intanto strada l’idea che, anche con un minore, non si dovrebbe più parlare di pedofilia laddove non ci fosse violenza ma consenso. Così anche in questo caso si inizia a parlare di stereotipi da superare e di diritti!

Significativo che anche il libro-denuncia di Vanessa Springora, direttrice di Éditions Julliard, uno dei più importanti gruppi editoriali in Francia, che ha fatto recentemente scoppiare lo scandalo della pedofilia culturale del ‘68, come ricordato, sia intitolato “Il consenso”.

Nel celebrato film italiano “Chiamami con il tuo nome” si esalta abilmente l’attrazione e il rapporto omosessuale tra un uomo ed un adolescente, non solo consenziente ma persino egli stesso provocatore. Ebbene tale film, che tratta appunto del rapporto omosessuale con un minorenne, è stato acclamato come un capolavoro dai giornali e dalla critica cinematografica, è stato considerato uno dei 10 migliori film al mondo per il 2017, ha ottenuto 3 candidature al “Golden Globe 2018” come miglior film e addirittura 4 candidature Oscar 2018 (poi ne ha avuto solo una).

Intanto la stessa American Psychological Association ha già scritto: “il sesso consensuale tra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi”!
 

Censure e silenzi politically correct

Un altro elemento, statisticamente rilevabile e inequivocabile ma sempre fortemente censurato, è che la maggior parte dei casi di pedofilia riguardi di fatto il mondo omosessuale maschile; ma ciò deve essere appunto censurato e innominabile, a motivo dell’attuale immenso potere delle lobbies “gay”.

Tra l’altro, anche per quel che riguarda la piaga della “pedofilia” nel clero, risulta che nell’82% dei casi non si tratti di “pederastia” (quindi non “orchi” sui bambini, come viene lasciato intendere; anche se comunque casi gravi) ma di “efebofilia”, cioè con adolescenti (oggi assai ipersessualizzati e di cui è persino difficile non supporre pure un certo consenso, se non addirittura da essi stessi cercato – v. il film sopra citato); e soprattutto che nell’80% dei casi si tratti di rapporti omosessuali (ma oggi la cultura dominante impedisce anche solo di nominare la questione omosessuale, considerata infatti un diritto assoluto e diventata appunto un grande potere mondiale).

Abbiamo poi già altrove sottolineato che …

Nei Paesi musulmani è prassi diffusa che ragazzine già di 12 anni o poco più siano costrette a sposarsi. Del resto Maometto stesso, tra le sue numerose mogli (12 o 15), ne aveva anche di minorenni e addirittura sposò anche una bambina di 6 anni! Ma chi ha avuto anche di recente il coraggio di affermare che tutto ciò potrebbe essere una forma di pedofilia (se non appunto di pederastia) s’è visto condannare, e non in un paese islamico ma in Austria, con la conferma della Corte Europea dei Diritti Umani, con la sconvolgente motivazione “di turbamento della pace sociale”! (cfr. pure News del 2.11.2018)

Ecco infine altre notizie in riferimento all’attuale tracimazione della sessualità, all’imposizione dell’ideologia “gender & Lgbt”, già dalla più tenera età e attraverso le scuole, e alla subdola promozione della pedofilia (nonostante si finga di scandalizzarsi, a senso unico):

Ideologia gender & LGBT: assalto globale all’infanzia (leggi)

Spot con bambine sexy… per sdoganare la pedofilia? (leggi)

Bamboline sex-toy (bambine giocattolo): boom di pedofilia virtuale (leggi)

Pornografia e pedofilia online cresciuta con la pandemia (leggi)

TikTok: pubblicità porno e droga per minori (leggi)

Olanda. Dall’omosessualità estrema alla pedofilia (leggi)

California: legalizzare gli atti pedofili consenzienti dei gay? (leggi)

Pedofilia innata , dunque non colpevole? (leggi)

Quando gli occidentali praticavano la pedofilia in Afghanistan (leggi)

Abusi sessuali in Africa da parte di funzionari ONU, OMS e Ong (leggi)


Nonostante tutto, cioè questa iper-sessualizzazione in atto, fin dalle più tenere età, la diffusione di massa della pornografia online, anche sul telefonino, e le precocissime prime esperienze sessuali, con riverberi e traumi psicologici, le cui ferite difficilmente saranno cicatrizzabili e lasceranno il segno sul loro futuro (salvo i miracoli operati dall’incontro con Cristo Signore e la nuova vita cristiana, sempre possibile, anzi talora con persino maggiore consapevolezza) …

Pare che nei ragazzi e nei giovani rinasca pure un sincero bisogno d’amore

Confrontando ad esempio due inchieste (*) fatte, a distanza di 20 anni (2020-2020) tra gli studenti italiani del 1° biennio dell’Università, quindi attorno ai vent’anni, su affettività e sessualità, emerge quanto segue:

Com’è accaduto appunto progressivamente dal ’68 in poi, il numero dei giovani (maschi e femmine) che vivono nella castità prematrimoniale è esiguo. Anzi, in questi ultimi 20 anni l’età media del primo rapporto sessuale è scesa ulteriormente, sia tra i maschi che tra le femmine (sparita pure la differenza, prima accentuata, tra nord e sud d’Italia): per i maschi dai 18,9 ai 17,9, per le femmine dai 19,2 ai 18. Rimane invece stabile l’età del primo rapporto affettivo: 16 anni sia per i maschi che per le femmine.

Cresciuto vertiginosamente l’uso della pornografia (per l’oceanica e facile disponibilità on-line) e conseguentemente anche dell’autoerotismo (questo anche tra gli adulti), è invece calata la percentuale degli adolescenti che si avventurano in rapporti sessuali occasionali (13% dei maschi e 3% delle femmine). Significativo è invece il crescente desiderio di vivere l’intimità sessuale solo all’interno di un sincero rapporto affettivo. Questo indica già una controtendenza rispetto alla “rivoluzione sessuale” del ’68, che promuoveva l’amore libero e al di fuori di ogni “schema”.

Un dato impressionante è dato dall’incredibile lievitazione della scelta della “convivenza” (dal 2% al 20% negli ultimi 20 anni), non più ostacolata dai genitori, che anzi fin dall’adolescenza si mostrano compiacenti nell’ospitare in casa il ragazzo/ragazza del proprio figlio/figlia, così come di permettere che essi facciano viaggi e vacanze a due (ma in fondo questi genitori sono già della generazione post-’68; spesso tra l’altro sono proprio loro ad aver dato una contro-testimonianza, essendo magari essi per primi separati e divorziati, anche riaccompagnati).

Inutile dire che in questa situazione (oltre che per gli studi, le difficoltà economiche e le errate scelte dei governi italiani a scapito della famiglia e della natalità) l’età media del matrimonio è salita in modo vertiginoso e innaturale: se nel 1993 era già di 29 anni per il maschio e 26,2 per le femmine, nel 2018 ha toccato i 35,4 anni per il maschio e 32,5 per le femmine! Di conseguenza anche il calo della natalità e con il 1° figlio in età sempre più avanzata.

Nonostante tutto, nelle loro dichiarazioni i ventenni italiani di oggi sembrano apprezzare, in controtendenza rispetto a certi “libertinismi” degli ultimi decenni passati, l’importanza e il bisogno di un vero rapporto d’amore, e di vivere l’intimità sessuale solo all’interno di esso; sembra cioè trasparire, nonostante tutto, una domanda di significato, una vaga nostalgia di verità e di amore autentico.

Semmai, “come pecore senza pastore” (di cui Gesù prova “compassione”, cfr. Mt 9,36), sembrano avvertire (e accusare) la mancanza di padri, di maestri e di testimoni!

(*): cfr. G. Dalla Zuanna (Ordinario di Demografia all’Università di Padova) e D. Vignoli (demografo), “Piacere e fedeltà. I millennials italiani e il sesso”, Il Mulino, 2021 [cfr. Corriere della sera (leggi)]


Dicevamo nel titolo che “albeggia pure una controrivoluzione” e abbiamo già sottolineato che è in atto una sorta di “bipolarizzazione”, che avvolge diversi campi dell’esistenza umana. Se da una lato, come abbiamo osservato, assistiamo a derive nichilistiche e a tracimazioni della rivoluzione sessuale già in atto da oltre 50 anni, che travolgono la maggioranza dei giovani e giovanissimi, non sono pochi coloro che, per grazia di Dio e per impegno della volontà, hanno imparato non solo ad avere il coraggio di andare “controcorrente”, ma di vivere anche la sessualità (personale e di coppia) in modo costruttivo, secondo l’autentico significato (questo è ciò che indica la parola “castità”), cioè con verità e secondo il Vangelo (la legge di Dio, peraltro già inscritta nella natura stessa dell’uomo – cfr. Mc 10,6, infatti unico caso in cui Gesù si riferisce esplicitamente e significativamente a Genesi, cioè alla creazione).

Se, come abbiamo sottolineato, il ’68 ha iniziato una rivoluzione sessuale (e una larga diffusione della droga) che continua ancora oggi la sua corsa e ora travolge anche i ragazzini (si ricordi che nei ragazzi di oggi, oltre alla diffusione della pornografia e precocissima iniziazione sessuale, sta esplodendo pure la droga, anche pesante – cfr. News del 17.01.2021), oggi emerge pure, sia pur in dimensioni certamente minoritarie e senza far rumore (un “piccolo resto”, che sarà però importante per la ricostruzione prossima futura!), per così dire una “controrivoluzione”, cioé la convinzione e la testimonianza di chi, anche tra i giovani, comprende che il nichilismo anche sessuale, cioè una sessualità senza verità e senza autentico significato, specie a lungo termine, sia solo distruttiva e non porti da nessuna parte (oltre a deturpare non solo i corpi ma anche le anime). Mentre l’autentica ed evangelica morale sessuale (vedi) è difficile ma è bella e costruttiva e fonda un amore più vero ed autentico!

A proposito della sopra menzionata ed emergente “domanda di significato”, di una sottaciuta ma sempre più forte “nostalgia di verità e di amore autentico” che serpeggia già tra i giovanissimi, sia pur bombardati sin dalla più tenera età non solo da un catastrofico dilagare della pornografia ma ormai appunto persino da una iper-sessualizzazione e distruzione della morale che parte persino dalle scuole stesse, dovremmo appunto chiederci se non manchino invece dei veri educatori (dalla famiglia alla scuola e purtroppo ormai anche nella Chiesa stessa)!
Se è vero che c’è anche la ribellione e contestazione tipica dell’adolescenza, aggravata da una cultura post-illuminista e ormai nichilista che vuol recidere ogni tradizione e ogni radice, specie cristiana, dovremmo anche chiederci se questi ragazzi, adolescenti e giovani, trovino davvero un autentico insegnamento capace di illuminare, sia pur con pazienza ma senza nascondimenti, il loro cammino! (come abbiamo già ricordato, “Gesù, vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!””, Mt 9,36-38).

Non sono molti, purtroppo, coloro che insegnano loro la vera fede e morale cristiana, come il vero amore, il significato profondo dei segni del corpo e della stessa sessualità, compresa l’importanza e bellezza, anche se non facile, della purezza e della castità. Chi insegna ancora loro cosa è “peccato” e perché il peccato, oltre a staccarci da Dio e a portarci verso la dannazione eterna, contrariamente alle apparenze sciupa anche le cose più belle? [si veda appunto nel sito la parte dedicata alla “Morale sessuale” e al suo significato]

Castità prematrimoniale

Anche se oggi appaiono decisamente “controcorrente”, non sono pochi i giovani che, specie se aiutati da autentici maestri e guide spirituali (e adeguatamente sostenuti dalla grazia di Dio, che ci raggiunge attraverso la preghiera e principalmente attraverso il dono frequente della Confessione e dell’Eucaristia), conoscono o stanno riscoprendo il valore e la bellezza anche della “castità prematrimoniale”.

Nel sito, nella sezione “video”, ci sono in merito anche bellissime testimonianze di giovani che hanno fatto questa scoperta, ne sono felici e la testimoniano anche ai coetanei: ad esempio la testimonianza di questa coppia (vedi ascolta), come persino di un celebrato attore di Hollywood (vedi).

Sempre nel sito ci sono pure diverse News su questo tema, ad esempio quella del 25.09.2019, con studi persino scientifici, oltre che sociologici, su come la “castità prematrimoniale” faccia bene all’amore e persino al futuro matrimonio.

Ne è una prova anche una recente e illuminante pubblicazione sulla “castità prematrimoniale”, arricchita pure di significative testimonianze in merito (di coppie dell’associazione Cuori puri): Cecilia Galatolo, Casti alla meta (50 sfumature dell’amore vero), ed. Mimep-Docete, 2020. (leggi)

Vi emerge tutta la bellezza della castità prematrimoniale e di uno sguardo puro verso la persona amata, per riscoprire la sessualità come dono, senza menzogne e abusi di questo grande dono di Dio, da porre al servizio dell’amore vero e della vita; ciò, contrariamente a quanti molti pensano (ma poi contraddetti però assai spesso dai risultati!), aiuta a conoscersi in profondità, mettendo al centro la relazione personale, senza confondere la libertà con l’istinto e l’amore col semplice piacere, ma viene invece elevato da una capacità di dominio di sé che diventa poi capacità d’amare l’altro o altra nella sua interezza e grandezza, non solo per il corpo o per una vaga idea di sentimento o d’amore.

La castità aiuta in sostanza a vedere l’altro come un “bene in se stesso”, e non un “bene per me”, rafforzando autocontrollo, spirito di sacrificio e forza di volontà e, in questo modo, tempra la coppia preparandola ad affrontare le difficoltà che incontrerà nel matrimonio.

Certo, occorre anche chiedere a Dio con fede, umiltà e perseveranza la grazia di custodirsi e custodire l’altro nella purezza.

Il libro raccoglie anche diverse testimonianze di giovani coppie dell’associazione Cuori Puri (cfr. www.cuoripuri.it): tale associazione è nata a Medjugorje da una iniziativa di padre Renzo Gobbi e di Ania Goledzinowska, ex modella convertita, e offre molti preziosi suggerimenti per educare al valore di questa fondamentale virtù che è la castità, decisiva per pervenire alla vera libertà e capacità d’amare, perché fa «vivere tutto come dono».


Infine

Il 24.10.2021 è proclamata Beata dalla Chiesa una giovane di Rimini (sì, la patria non solo delle spiagge adriatiche ma delle più rinomate discoteche, con tutto ciò appunto che vi ruota attorno!): si tratta di Sandra Sabattini, nata il 19.08.1961 e morta in un incidente stradale il 2.05.1984. Era una seguace di don Oreste Benzi, il fondatore della “Comunità Papa Giovanni XXIII”. E’ un bell’esempio non solo di fede e e di impegno caritativo, ma anche di fidanzamento vissuto santamente (con Guido Rossi, di due anni più grande): non a caso si parla già di lei come della Santa “fidanzata”!  

Per conoscerla un poco: www.sandrasabattini.org