In morte di Marco Pannella

Di fronte ad ogni morte, noi sappiamo che dobbiamo anzitutto pregare per l’anima del defunto. In vita abbiamo il dovere di insegnare a tale persona, con la parola e con l’esempio, la Verità che salva (Gesù e la Sua Parola) e anche di combattere le sue posizioni, se queste sono in aperto contrasto con la Parola di Dio e spingono addirittura gli altri (questo è pure peccato di scandalo e di cooperazione al male) e la società in direzione opposta alla Sua legge morale, quindi al vero bene dell’uomo e della società.

Ancor più forte deve essere la preghiera di suffragio, se tale anima non ha dato segni di conversione (e non basta certo essere amico di qualche prete e neppure avere stima del Papa per essere salvi) ed è morta senza fede e senza Sacramenti (Confessione, Comunione – il “Viatico” – e l’Unzione degli Infermi) o addirittura in una posizione esistenziale, culturale, sociale e persino politica in chiara opposizione alla fede cristiana e ai Comandamenti di Dio; e quindi senza neppure le Esequie cristiane.

Poi il giudizio sulla singola anima – giudizio particolare, che avviene nell’istante stesso della morte (cui segue immediatamente l’inferno o il paradiso o il purgatorio; cosa pensano gli altri, che ne fanno magari pubblici panegirici, non conta nulla!) e giudizio universale, alla fine del mondo e alla risurrezione della carne (cui segue per sempre solo l’inferno o il paradiso) – spetta ovviamente solo a Dio, perché evidentemente solo Lui sa giudicare le colpe o i meriti soggettivi, al di là della oggettività del bene e del male che dall’esterno noi dobbiamo vedere e possiamo sapere.

Ebbene, visto che in merito a Marco Pannella, leader storico del Partito Radicale Italiano, si sono sentite in occasione della sua morte (avvenuta in questa data) sperticate parole di elogio, anche in casa cattolica, fino a farne una sorta di eroe nazionale, dobbiamo per amore di verità e del bene dell’uomo e della società ricordare almeno quanto segue.

Apertamente e ferocemente ostile alla religione, in particolare alla fede cristiana, Marco Pannella è stato sempre acerrimo nemico della Chiesa Cattolica, che ha cercato di combattere e distruggere in tutti i modi, inveendo continuamente contro il Vaticano e la C.E.I. e contro ogni presa di posizione cristiana nella società (i Cattolici sono stati sempre bollati come “schiavi del Vaticano” mentre loro, i Radicali, erano invece i “liberi pensatori”), attaccando continuamente la stampa cattolica, Radio Vaticana (chiamata una volta persino “Radio Erode”) e Radio Maria (quando invece lo Stato Italiano regala ogni anno 18 milioni di euro a Radio Radicale! v. in Archivio News del 12.10.2012). Pannella giunse addirittura a denunciare Madre Teresa di Calcutta, che sarà proclamata santa il prossimo 4 settembre, per “esportazione di capitali”; come pure cercò di denunciare Papa Benedetto XVI per “copertura di pedofili”.

Soprattutto fu proprio Pannella il famigerato e principale promotore della legge italiana che permise il divorzio, cioè il primo grande colpo per la distruzione della famiglia e conseguentemente della società italiana, e di quella che permise l’aborto, che ha provocato in Italia oltre 3 milioni di uccisioni di esseri umani indifesi. Nonostante si prendesse certo a cuore anche della situazione dei carcerati e che per le sue battaglie inscenasse pure i noti “digiuni” per attirare l’attenzione del Paese, fu ancora Pannella a battersi strenuamente per i matrimoni omosessuali, per la legalizzazione delle droghe, per l’eutanasia (persino con l’intento esplicitamente confessato e perseguito di voler ridurre così la popolazione mondiale – tramite la diffusione di contraccettivi, aborto, eutanasia e promozione dell’omosessualità – a soli 2 miliardi, dunque un progetto chiaramente malthusiano). Insomma tutte quelle battaglie che per lui e i Radicali sono “conquiste di civiltà” e invece sono l’avanzare dell’Anticristo e della distruzione dell’uomo e del mondo. E purtroppo tale cultura ha talmente inciso sulla politica e sulla società, anche con l’appoggio di enormi potentati economici e culturali mondiali, da diventare mentalità comune e obiettivi di quasi tutti i grandi partiti, specie di sinistra, anche in Italia.

Non dobbiamo poi dimenticare che Pannella, col suo Partito Radicale, è riuscito a portare nel Parlamento Italiano anche personaggi come Toni Negri (ideologo della Brigate Rosse, fuggito poi in Francia al momento in cui stava per essere arrestato), Sergio D’Elia (terrorista e omicida) e Cicciolina (attrice porno).

Se volessimo poi guardare all’interno stesso del Partito Radicale, vedremmo come i metodi di Marco Pannella e persino i suoi criteri economici di gestione non erano poi così libertari e puliti. Non è un pettegolezzo: ne parla proprio colui che per vent’anni è stato nientemeno che il Tesoriere del Partito Radicale (quindi tra i primi collaboratori di Marco Pannella e della Emma Bonino), cioè Danilo Quinto. Ebbene proprio lui, indignato e schifato di quel mondo radicale e della gestione autoritaria e “mangiasoldi” del Partito, e per grazia di Dio convertitosi pure alla fede cristiana, ha avuto il coraggio di scrivere un libro di confessioni e rivelazioni, in cui racconta cosa ci sia dietro questa “macchina radicale di Pannella”. Eccolo: Danilo Quinto, Da servo di Pannella a figlio libero di Dio (sottotitolo: “Attraverso la più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana per arrivare a Cristo”), Editrice Fede e Cultura, 2012.
Requiem …