Cina: soldati geneticamente rafforzati?

Il 2020 sarà sicuramente ricordato nella storia come l’anno della pandemia da Coronavirus.
Oppure sarà ricordato come l’anno del grande balzo della Cina verso il potere sul mondo?

Quando uno Stato, un Partito, un Capo di Stato diventano degli assoluti e addirittura si mettono al posto di Dio! (come in Cina, cfr. News del 2.03.2020), possiamo aspettarci di tutto … persino un esito apocalittico della storia (nel senso proprio biblico del termine – cfr. 2Ts 2,4).
«Non ci sono confini etici al perseguimento del potere da parte di Pechino», ha sottolineato di recente persino John Ratcliffe, direttore dell’Intelligence USA.

Ora, dopo la “bomba biologica” partita dai laboratori biologici militari di Wuhan [cfr. News del 27.10.2020 (virologa cinese Li-Meng Yan: il Covid-19 è stato prodotto artificialmente nei laboratori di Wuhan come arma biologica, per destabilizzare il mondo intero) e del 16.08.2020], cominciano a diffondersi notizie sulla possibilità che il governo (comunista) cinese cerchi di creare militari “geneticamente modificati”, mediante biotecnologie avanzate, per essere super-potenti, sia fisicamente che intellettualmente!
Lo afferma ancora J. Ratcliffe addirittura sul Wall Street Journal del 3.12.2020: i servizi segreti statunitensi sono certi che la Cina abbia «condotto sperimentazioni umane su membri dell’Esercito Popolare di Liberazione (Epl) nella speranza di sviluppare soldati con capacità biologiche potenziate».
Che la biologia e le nuove nano-tecnologie potessero diventare sempre più un enorme potenziale militare lo si evince non solo appunto dai laboratori biologici di Wuhan, da cui è partito il virus che quest’anno ha invaso e cambiato il mondo (laboratori messi sotto la direzione dell’Esercito Popolare Cinese, cfr. appunto News del 16.08.2020, in riferimento al testo di Joseph Tritto, intitolato “Cina Covid 19. La Chimera che ha cambiato il Mondo” e segnalato addirittura da AsiaNews), ma dal fatto che nella Terza Università Medica Militare della Cina già dal 2010 si enfatizzava l’importanza della biologia nel futuro della guerra (così il prof. Guo Jiwei nel suo testo War for Biological Dominance), fino appunto a pensare di ottenere “combattenti completi”, dal punto di vista sia fisico che intellettuale.
Così all’Accademia Statale delle Scienze Mediche Militari cinese già uno studio specifico di un ricercatore dell’Esercito Popolare di Liberazione nel 2016 ha classificato la tecnologia di ingegneria genetica Crispr-Cas tra le tre principali tecnologie che potrebbero aumentare l’efficacia di combattimento dei soldati»; e nel 2017 il maggiore generale dell’Epl e vice presidente della stessa Accademia, He Fuchu, ha indicato che «la rivoluzione militare biologica potrebbe giungere a controllare pure il cervello e la vita»! [fonte: Alex Wu / A. M. Valli, 16.12.2020]