• Articolo pubblicato: 27/02/2026
La perdita della fede e della stessa ragione hanno condotto l’Occidente nel nichilismo. Rimane una sessualità impazzita e le sue nuove obbligatorie ideologie.

Gender-follie


Come abbiamo ricordato anche nell’ultima News (vedi), noi oggi, specie in Occidente, paghiamo il prezzo di trovarci all’epilogo di un cammino culturale ed esistenziale di quasi cinque secoli, che ha voluto progressivamente sostituire l’uomo a Dio, come centro e misura di tutte le cose. Si è trattato di una sorta di “rivoluzione copernicana”, espressione che dal mondo dell’astronomia già con Kant viene usata per delineare appunto un nuovo radicale cambiamento di paradigma: tutto ruota attorno a me (non più a Cristo), alle mie opinioni (non più alla verità oggettiva) e persino alle mie voglie (chiamate ovviamente “diritti” e “libertà”).

Se all’inizio, con l’Umanesimo, ciò poteva sembrare ancora un frutto del cristianesimo – che pone l’uomo al centro e al vertice della Creazione, un uomo appunto liberato da un destino cieco e senza senso (il Fato; dove Nietzsche, negando il cristianesimo, l’ha coerentemente fatto ritornare), ma non abbandonato a se stesso, perché amato da Dio e chiamato a partecipare alla Sua vita, nell’amorevole e liberante “obbedienza” al Suo Amore e alle Sue leggi (condizione di salvezza umana ed eterna) – in realtà già allora vi si nascondeva l’inganno satanico, il “frutto” piacevole ma velenoso della piena autonomia da Dio (appunto “il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male”, di cui parla la Bibbia fin dalle prime pagine, cfr. Gn 123).

Di conseguenza, il pensiero moderno (da Cartesio in poi) è entrato progressivamente nel labirinto del proprio “cogito”, da cui non avrebbe però più trovato modo d’uscire, per un vero incontro col reale. E tutto ciò fino all’esito costituito appunto dal nichilismo contemporaneo.

Con l’Illuminismo e le conseguenti “rivoluzioni” (vedi il dossier), altre idee cristiane, strappate però dal contesto che le ha generate (anche se si tratta certo di valori che non occorrerebbe essere cristiani per riconoscerne l’importanza), sono come schizzate e impazzite anche a livello sociale (si pensi appunto alla Liberté, Égalité, Fraternité della Rivoluzione francese – vedi la News “Equivoci sociali”), creando nuove ideologie e nuovi assoluti, persino nuovi sistemi economici e politici planetari, per divenire in mano a pochi (i nuovi poteri assoluti), con la presunzione di realizzare il bene di tutti e la nuova umanità, strumenti di morte fino ad allora neppure immaginabili . Ed ecco appunto che l’uomo moderno e contemporaneo, che si credeva “padrone” assoluto del proprio destino, alla fine si ritrova sottomesso a nuovi poteri e alle loro indiscutibili ideologie, come sottolineato appunto anche nell’ultima News (vedi).

Se non fossero già state sufficienti le Rivoluzioni della modernità e i nuovi Imperatori, che hanno voluto appunto prendere il posto di Dio col pretesto di realizzare il vero bene dell’uomo e il paradiso sulla Terra, soprattutto la prima metà del secolo XX, con le sue ideologie e le sue guerre mondiali, avrebbe già dovuto abbondantemente convincerci che quel “frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male” è davvero non solo nocivo ma terribilmente letale, già in questa vita!

Paradigmatica ed eloquente, anche in tal senso, la celeberrima parabola di Gesù sul “Figlio prodigo” (cfr. Lc 15,11-32), dove appunto la pretesa del figlio di essere autonomo dal Padre e allontanatosi da Lui (peraltro coi soldi da lui ricevuti) per essere pienamente libero, alla fine si ritrova a pascolare porci (animali quanto mai significativi anche in ordine a quanto qui vedremo) e quasi morire di fame.

Oggi, nonostante un esito nichilista che dovrebbe farci abbondantemente vergognare, come Adamo, della nostra “nudità” (Gn 3), cioè del non senso e vuoto della propria esistenza e di questa apostata civiltà occidentale, nudità a mala pena coperta da un apparente bengodi e di nuovi ideali, peraltro sempre precari e fugaci (davvero come sempre più piccole e inutili “foglie di fico”), si sono accese anche le nuove ideologie, che vogliono imporsi in modo assoluto e intollerante di qualunque possibile dissenso (“dittatura del relativismo”), schegge impazzite di pensiero e di ideali sociali che avremmo considerato impossibili anche solo qualche decennio orsono; perché infatti basterebbe il buon senso, se non il semplice raziocinio (tanto è il loro distacco dalla “realtà” oggettiva), per evidenziarne non solo il vuoto ma appunto l’assurdità; e che invece assurgono appunto a imporsi come forme nuove di vera “liberazione” e “diritti inalienabili” dell’uomo, da garantire ad ogni costo con un assordante stillicidio di propaganda (mediante tutti i mezzi di comunicazione e di educazione) e persino a livello giuridico, nazionale e internazionale.

In questo contesto culturale e sociale, di fatto nichilista ma che assume sempre più i toni di una dittatura di pensiero cui è vietato sottrarsi, si inserisce anche l’ideologia gender e tutte le rivendicazioni Lgbtq, che non ci risparmia sempre nuove sorprese e progressive tappe di dissoluzione umana e sociale. Ideologie che, come peraltro avviene nella storia in civiltà che volgono appunto al tramonto e non trovano più veri ideali cui aggrapparsi, insistono di fatto sull’idolatria del sesso, scaduto fino a farne una vera e propria forma di droga che non è mai sazia e appagata delle proprie conquiste e perfino perversioni.

Lo descrive infatti molto bene già S. Paolo nel primo capitolo della Lettera ai Romani (vedi). Tra l’altro, pur essendo Parola di Dio, oggi si potrebbe essere denunciati e arrestati anche solo nel proclamarla!

Come abbiamo visto appunto anche nell’ultima News (vedi), anche le più grandi e potenti Organizzazioni internazionali si fanno promotrici e paladine di tale ideologia, fino a porre obblighi e divieti globali (vorrebbero imporla al mondo intero), ricattando economicamente pure i Paesi meno sviluppati perché prestino obbediente ossequio a tale visione dell’uomo, della società e della stessa sessualità umana.

Nel presente sito abbiamo riportato molte volte notizie e commenti in riferimento a questa nuova potente ideologia (vedi un elenco; vedi altre News in merito; su queste forme di “sessualità impazzita” vedi anche altre News e documenti).

In questa News aggiungiamo quindi solo qualche notizia più recente, come una sorta di aggiornamento.


Nell’ultima News (“Medicina e potere”) abbiamo appunto già potuto osservare come pure le grandi organizzazioni internazionali (dall’ONU all’OMS, fino all’UNICEF) promuovano pesantemente la nuova ideologia gender nel mondo intero, con uno stillicidio globale che spinge verso una “normalizzazione” e perfino “promozione” di ogni tipo di orientamento e comportamento sessuale, fino ad imporre addirittura una scandalosa e violenta “erotizzazione” selvaggia dell’infanzia, già dalle più tenere età (vedi).

Come abbiamo ricordato in quella News, fin dalla sua fondazione e con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, l’ONU, volendo essere totalmente scevra da qualsiasi fondamento religioso e metafisico, addirittura misconoscendo una legge morale naturale, cioè inscritta nella nostra stessa natura umana e conoscibile dalla coscienza e dalla retta ragione, si sentì e si sente poi essa stessa fondatrice di sempre nuovi diritti (leggi); oggi anche del presunto diritto all’aborto e ad ogni tipo possibile di orientamento e comportamento sessuale.

Di conseguenza, anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) avvalla e vorrebbe imporre globalmente la teoria gender (leggi), fino ad incoraggiare ogni forma di transessualità (leggi).

In questo modo, però, tali autorevoli organizzazioni internazionali (non ultima anche l’OCSE, cioè Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) vengono di fatto ad imporre una sorta di “dittatura del relativismo”, che va ad intaccare la libertà di pensiero, di coscienza e religiosa, che sono invece tra i prioritari e reali “diritti dell’uomo”. Nel 2023 ci fu in tal senso un’aperta denuncia dell’ACS (Aiuto alla Chiesa che soffre) appunto contro l’ONU e l’OCSE (leggi); e si parlò di vero scontro tra l’ONU e la Chiesa Cattolica (leggi).

Già lo scorso anno (2025), però, l’inequivocabile promozione planetaria dell’ideologia gender ad opera dell’ONU ha ricevuto un significativo freno da parte degli USA, cioè dall’Amministrazione Trump (leggi). Nell’ultima sessione del “Consiglio per i diritti umani” s’è registrato perfino uno scontro tra chi voleva ad ogni costo promuovere l’ideologia gender (nel senso di poter scegliere la propria sessualità indipendentemente dal proprio sesso biologico) e chi invece ha sottolineato le nefaste conseguenze in coloro che pretendono voler trascendere dal proprio sesso biologico (leggi). Solo l’anno precedente (2024) lo stesso Consiglio ONU aveva invece approvato una risoluzione sui diritti degli “intersessuali” (leggi). Anche la potente Agenzia USA “per lo sviluppo internazionale” (USAID) promuoveva (con 800 milioni di $) l’ideologia gender (leggi); ma anche su questi ideologici finanziamenti è sceso il blocco del Presidente Trump, con l’appoggio di non pochi Vescovi USA (vedi). Il Presidente USA è riuscito pure a bloccare ingenti finanziamenti a favore dell’ideologia Lgbt (come per l’aborto) da parte del potentissimo magnate Soros (leggi). Persino la potente industria americana di aborti Planned Parenthood, che promuove pure una “educazione sessuale” dei bambini e dei ragazzi all’insegna di un palese “sesso libero per tutti” (leggi), s’è vista tagliare i suoi fondi pubblici dalla nuova Presidenza USA.


In questa ideologia del sesso libero, con chiunque (purché consenziente) e come pare e piace, perché il piacere sessuale (chiamato “amore”) è appunto un diritto per tutti che nessuno può osare negare, diventa però sempre più difficile negare tali diritti anche ai minori. Si apre così la strada persino alla pedofilia e alla sua stessa legalizzazione (leggi) (leggi) (leggi). Per il momento, come in altri casi, si dice appunto che il soggetto coinvolto deve essere consenziente; ma anche su questo “consenso” le idee sono sempre più confuse (se ne discute persino in Italia): ad esempio esso deve essere esplicito o supposto?

Il Credo Lgbt, i suoi Comandamenti e le sue strategie, vengono poi sempre portati alla luce anche in occasione della consueta Giornata internazionale contro la omo-trans-bifobia (17 maggio) (leggi), celebrata anche nelle scuole italiane (leggi).

L’indottrinamento gender/Lgbt passa persino attraverso i programmi per bambini diffusi da Netflix (leggi). Ed è arrivata persino la Barbie “transgender” (leggi).

Comunque, anche alle ultime “nostrane” Olimpiadi invernali abbiamo avuto il caso di una sciatrice, che afferma di sentirsi uomo, ma gareggia come donna (leggi) [quando il gender gira a piacimento e secondo l’interesse del momento].

Perfino la potentissima Google già nel 2017 aveva sposato l’ideologia gender e giungeva a vietare ogni dissenso da essa al suo interno. Ai dipendenti veniva fatto divieto perfino di parlare di differenze tra uomo e donna. Si dà il caso, ad esempio, di un loro ingegnere sviluppatore (J. Damore), che fu immediatamente licenziato per aver osato dire che uomini e donne sono diversi e il provvedimento gravissimo veniva motivato col fatto che in questo modo l’ingegnere aveva “perpetuato stereotipi di genere”. Egli allora rese pubblica la pesante discriminazione che la Google perpetrava nei confronti di chi non si adeguasse a questo “pensiero unico” (leggi).


Veniamo però ora a qualche recente notizia in merito dall’Italia

A proposito della possibilità di “cambio di sesso”, su cui oggi cominciano a sollevarsi seri dubbi anche a livello scientifico (anche per i suoi sempre più palesi e gravi effetti collaterali registrati), a fronte pure delle fortissime pressioni sociali e culturali perché si ottenga finalmente anche in Italia questo “diritto” (leggi), pochi mesi orsono persino l’attuale Governo ha approvato un Ddl circa il blocco della pubertà e il cambio di sesso, sia pur limitandone le possibilità (leggi). Ovviamente, s’è poi subito trovato un Giudice (alla Spezia) che ha concesso il cambio di sesso persino ad una ragazzina di 13 anni (leggi). Ed è di questi giorni la notizia che si può ottenere il “cambio di genere” anche senza richiedere un trattamento ormonale in tal senso e neppure un intervento chirurgico; cioè, per lo Stato italiano si può ormai cambiare sesso anche senza cambiarlo fisicamente (leggi) (leggi).

A proposito delle richieste di cambio di sesso, in un ospedale milanese s’è cominciato intanto a registrare e studiare, scientificamente e statisticamente, l’esistenza di un non piccolo nesso di tali “disforie di genere” in coloro che sono stati concepiti mediante le diverse pratiche di procreazione artificiale (leggi).

Sotto la pressione dell’ideologia gender/Lgbtq, diventa sempre più difficoltoso se non impossibile persino usare i termini padre e madre. La Cassazione ha infatti sentenziato che in effetti tali termini sui documenti segnano una sorta di “discriminazione” (ecco la parola-mantra per far passare qualsiasi cosa) (leggi) (leggi). Ha così abolito tali termini dalla Carta d’Identità dei minori, sostituendoli con “Genitore 1” e “Genitore 2” (per la Deputata PD ed ex-presidente della Camera Laura Boldrini è così finalmente terminato un “bullismo” di Stato!).

Intanto, attraverso una sentenza della Corte Costituzionale, anche l’omogenitorialità (padre e madre dello stesso sesso), non ammessa ufficialmente, lo è diventata di fatto (leggi) (leggi) (leggi). Inoltre anche i “single” possono ora adottare un figlio, ma solo se straniero (leggi) (leggi). La stessa Corte Costituzionale preme poi perché il Parlamento si occupi di riconoscere ufficialmente anche un sesso “neutro” (leggi).

A Milano nel 2023 il Sindaco aveva subdolamente dato diritto di cittadinanza a queste possibilità, ma ha dovuto retrocedere di fronte al veto dello stesso Prefetto di Milano (leggi) (leggi).

Già nel 2023 la Commissione von der Leyen imponeva ad esempio praticamente a tutti gli Stati dell’UE di riconoscere automaticamente i certificati di filiazione, anche se riguardanti una coppia omosessuale, emessi da un altro Stato membro. In Italia, però, la Commissione “Politiche dell’Unione Europea” ha fatto sì che al Senato tale risoluzione UE venisse respinta (leggi) (leggi).

Venendo al mondo della scuola, dove l’ideologia gender & Lgbtq entra sempre più a gamba tesa e fin dalle più tenere età (leggi), raccogliamo ancora qualche notizia, tra le tante.

Un’adozione informale ma sostanziale dell’ideologia gender nelle scuole è data dall’assunzione della cosiddetta “carriera alias”, cioè il riconoscimento “formale” del sesso scelto dallo studente (valido per tutti i registri e documenti interni alla scuola) anche quando questo non coincide con quello biologico e riportato all’Anagrafe (leggi).

Mentre in Italia da decenni si prende la scusa della mancanza di fondi per non attuare finalmente una reale “libertà di educazione” [che è un diritto fondamentale e valore non negoziabile (vedi nella Dottrina sociale della Chiesa), pur garantita a parole dalla stessa Costituzione], il denaro per divulgare le nuove ideologie (come il diritto all’aborto e al mondo Lgbt) anche tra i più piccoli invece si trova sempre (leggi).

Intanto in un liceo di Trieste si sono già finalmente realizzati i bagni “no-gender” (leggi).

E per far capire che con la nuova ideologia non si scherza, in una Scuola Media di Verona un Preside ha severamente punito uno studente perché si rifiutava di allinearsi all’ideologia Lgbtq, plasticamente rappresentata all’interno dell’Istituto (l’accusa poteva anche diventare pesante: omofobia!) (leggi) (leggi).

Ecco però, in controtendenza, un “Manuale di resistenza” alla nuova ideologia gender dominante.

In Italia già 10 anni orsono emerse ad esempio un caso sospetto (e fallimentare, anche se ultra-finanziato) in ordine all’artificiale pressione circa le presunte discriminazioni e violenze di “genere”. Si tratta dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), promosso dalla stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento Pari Opportunità, lautamente finanziato dallo Stato, cioè coi soldi dei contribuenti. Intanto già nel 2017 emerse che tale Ente, più che contro le discriminazioni razziali, era invece dedito alla propaganda Lgbt [in quell’anno “Le Iene” di Italia 1 scoprirono addirittura che l’UNAIR finanziava pure una casa di appuntamento gay].  

All’uopo l’UNAR attuò un servizio telefonico (numero verde) per accogliere denunce contro le discriminazioni, lautamente finanziato dallo Stato (con ben 1,9 milioni di euro + IVA annui). Ebbene, nel 2015 il servizio registrò 2.235 chiamate (di cui solo 1.814 considerate pertinenti a tale servizio). Nel 2016 le chiamate registrate sono state invece 2.939 (da cui sottrarre 290 chiamate considerate non pertinenti). Delle chiamate pertinenti ricevute il 64% si riferiva a discriminazioni etnico-razziali, il 16,4% per discriminazioni contro i disabili, l’8,5% per discriminazione di “genere” e il 4,7% per quelle dovute all’età. Se già poche sono dunque le persone che si sono rivolte a tale servizio telefonico dell’UNAR, le chiamate fatte in tal senso da persone omosessuali in un anno sono state solo 230, peraltro tutte da verificare.

Se però facciamo un po’ di conti circa i finanziamenti ricevuti dallo Stato per tale servizio telefonico dell’UNAIR (solo per il 2016 appunto € 1,9 milioni + IVA), si può facilmente dedurre che lo Stato (cioè noi) ha elargito per ogni chiamata ricevuta da quel servizio telefonico l’incredibile somma di  € 788,70 (€ 891,50 se consideriamo ogni telefonata pertinente).

Tra l’altro, tale servizio telefonico dell’UNAR risultava pure un doppione, essendoci un analogo servizio telefonico anti-discriminazioni offerto dallo stesso Ministero dell’Interno, cioè l’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), un organismo interforze che fa capo alla Direzione centrale della Polizia criminale. Insomma: un enorme spreco di denaro pubblico, sospinto più da intenti ideologici che da reali necessità (leggi).

Sempre a proposito dell’UNAR, tale Ufficio ha ad esempio reso pubblico come nel 2021 lo Stato ha elargito ben 4 milioni di euro a 37 organizzazioni Lgbt (alcune assai note per le loro oscene attività e propagande) e Comuni al fine di creare centri «contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere» (ecco qui un elenco e relativi finanziamenti ricevuti).


Una nota sui …

Gay-Pride

Come nuova potente ideologia (fortemente promossa e lautamente finanziata, come abbiamo visto, anche dai poteri forti mondiali, oltre che da importanti aziende, enti pubblici e perfino da parte degli Stati), anche questo nuovo impero delle dottrine gender/Lgbtq tende a diventare persino una forma religiosa se non una specie di nuova “Religione di Stato”, coi suoi intoccabili riti e le sue processioni, con relative statue viventi (il più svestite possibili) da ostentare e venerare per le vie di sempre più numerose città dell’Occidente.

In realtà, a ben vedere, si tratta di “baracconi” nichilistici o dionisiaci, di “carnevalate” che giocano proprio a sfavore della dignità delle persone i cui diritti sessuali vorrebbero rappresentare ed ottenere, venendo in genere a costituirsi come veri e propri insulti alle stesse persone omosessuali o di altro orientamento, che infatti in tali sceneggiate di strada raramente si riconoscono e che persino disapprovano.

[Sempre per non far mancare nulla e non porre limiti alle nuove ideologie, a Londra è andato in strada anche uno speciale Gay-pride, “mascherato” (è proprio il caso di dirlo) da Black-pride, cioè riservato alle sole persone di colore e per esaltare anche le loro «diversità sessuali» (leggi)].

L’anima dei Gay-pride, oltre ad essere all’insegna del più radicale “relativismo” culturale e morale (leggi), nasconde soprattutto un particolare “odio” anticristiano e specialmente anticattolico (leggi). Peraltro proprio l’identità e i diritti dei Cattolici (e poi in fondo dell’intera nostra civiltà bimillenaria) vengono pesantemente calpestati, ridicolizzati, insultati in modo blasfemo. Tra l’altro, e non è cosa da poco, persino la legge civile e penale italiana vieterebbe tale “vilipendio”.

Anche secondo i più recenti aggiornamenti, in Italia il “vilipendio alla religione” (offesa pubblica, disprezzo o derisione verso una confessione religiosa, i suoi seguaci o ministri) è perseguibile per legge. Infatti gli articoli 403 e 404 del Codice Penale, al fine di tutelare il sentimento religioso e la stessa convivenza civile, prevedono in proposito multe che variano da € 1.000 a € 6.000 (questa vale anche solo per chi bestemmia pubblicamente)!

E pensare che, a parte i soliti gay o lesbiche vestiti da prete (o da vescovi, con tanto di mitria) o da suore, ad esempio nel recente “Brianza Pride”, tenuto ad Arcore, si è giunti ad irridere in modo blasfemo persino la Via Crucis con un’allegorica Via Frocis (leggi).

Del resto, come descrive anche un omosessuale serio, il mondo Lgbtq sarà sempre all’attacco della Chiesa e della vera dottrina cattolica (leggi).

Eppure in Italia, persino seri programmi della RAI, reclamizzano i Gay-pride e giungono addirittura a riconoscerne il valore educativo per la sessualità dei bambini (leggi)!

Comunque, per non farsi mancare nulla e all’insegna della “Chiesa in uscita”, nel 2022 al Gay Pride Village di Padova non è mancato pure uno stand cattolico (leggi).

Per dare però un segnale che non si scherza, in Lombardia sono stati addirittura previsti Corsi di “rieducazione” per chi non approva i Gay-pride (leggi); cioè roba da regime sovietico o nazista, ma appunto per ottenere obbedienza cieca ed assoluta alla nuova ideologia!

Strano però che nessuno di loro, cioè da parte dei fautori di questo nuovo impero ideologico, osi accennare all’Islam e a molti Paesi arabi, dove l’omosessualità è considerata persino “reato” e in certi casi addirittura punita con la pena di morte. No; l’odio è solo contro la Chiesa Cattolica!


Un po’ di ironia

Maschile, femminile o …

Come sappiamo, all’insegna sempre di una non discriminazione, vista in modo ossessivo ovunque, e di un ‘revival’ di femminismo che vede nel maschio il nemico contro cui battersi (in una sorta di nuova “lotta di classe” per uscire finalmente dal “patriarcato” e persino dall’incubo del “femminicidio”!), ad esempio anche termini come “Sindaco” o “Ministro”, se riferiti ad una donna, devono essere tassativamente sostituiti, se non altro per non sembrare retrogradi o disobbedienti al nuovo ‘Credo’ ideologico, dai nuovi termini, linguisticamente orribili, “Sindaca” o “Ministra”.

Tali questioni (ideologiche) sono addirittura considerate talmente importanti che, in certi ambienti altolocati o politically correct, ha suscitato appunto indignazione quando una donna italiana, eletta “Direttore d’orchestra” di uno dei più prestigiosi teatri italiani (La Fenice di Venezia), ha voluto caparbiamente (ma basterebbe dire ragionevolmente) continuare ad essere chiamata Direttore e non Direttrice!

Comunque, visto che da poco anche la prestigiosa Università Cattolica del Sacro Cuore, in Italia, ha per la prima volta nella sua storia un Rettore donna, nessuno ha visto come anomalo o disdicevole che si continui a chiamarla con il classico titolo di “Magnifico Rettore”.

Del resto, facendo un po’ di ironia “maschilista” su questa questione, nessun uomo s’è mai sentito discriminato o persino offeso se, facendo ad esempio la Guida turistica, il suo appellativo continua ad essere al femminile, con tanto di articolo determinativo proprio. Se poi un dentista uomo, sia pur detto al maschile, pretendesse di essere definito “dentisto” per essere più consono alla sua mascolinità, si coprirebbe evidentemente di ridicolo se non addirittura essere sospettato di pura follia.

Comunque, viste che queste sono le residue ossessioni della modernità, anche per la Camera dei Deputati d’Italia una proposta del PD preferirebbe si chiamasse col miglior titolo di “Camera delle Deputate e dei Deputati” (leggi).

Purtroppo anche la Chiesa Cattolica, con l’ossessione di non rimanere indietro rispetto al mondo, s’è ben preoccupata di cambiare in tal senso addirittura il nuovo Messale (e parliamo della S. Messa!), aggiungendo al classico “fratelli” dell’invito liturgico anche l’ormai immancabile “sorelle” (e, per chi vuol essere ancora più moderno e creativo, “sorelle” viene educatamente anticipato rispetto a “fratelli”). Peccato che come sempre, quando la Chiesa vuol inseguire il mondo poi si trova invece comunque in ritardo; così, mentre il nuovo Messale scopre i due generi maschile e femminile (quando storicamente il maschile italiano ha sempre compreso anche il femminile, senza inutili allungamenti ideologici), il mondo ha già scoperto più di una decina di “generi”, peraltro sempre in aumento. Chissà se un prossimo Messale provvederà allora ad un nuovo aggiornamento e allungamento di termini?

Si ascolti in proposito qui l’acuto, anche se volutamente provocatorio, indirizzo di saluto pluri-gender di un Deputato al Parlamento tedesco!


Diamo ora uno sguardo, sempre sull’ideologia gender/Lgbtq, all’Europa e al mondo

Europa occidentale

Non passa quasi giorno che la UE non predichi e cerchi di imporre il suo Credo Lgbtq, come un dogma indiscutibile, dove gli stessi Paesi membri (che pur la finanziano) non possono esprimere alcun dissenso, pena l’essere discriminati e persino sanzionati (vedi il caso dell’Ungheria e di quelle ampie sacche di “resistenza” che ancora persistono in Polonia). Ed è proprio questo Credo che la UE, come l’Occidente in genere, vorrebbe esportare e imporre anche negli ultimissimi Paesi dell’est-Europa che ancora non lo professano [in primis l’Ucraina (leggi), per poi raggiungere e vincere anche in Russia, diventato per questo il “nemico” da combattere in tutti i modi e indiscutibilmente, anche proprio perché non si adeguerebbe mai a queste follie occidentali].

Questa vera e propria “dittatura del relativismo”, a targa Lgbtq, ovviamente presentata come lotta alle discriminazioni, secondo un’apposita Commissione von der Leyen, dovrebbe raggiungere i suoi obiettivi entro il 2030, a suon di privilegi e fondi a favore del mondo omosessuale e contro ogni pensiero o religione che osasse opporvisi (leggi).

Già nel 2023 la Commissione von der Leyen imponeva ad esempio praticamente a tutti gli Stati dell’UE di riconoscere automaticamente i certificati di filiazione, anche se riguardanti una coppia omosessuale, emessi da un altro Stato membro. In Italia, però, la Commissione “Politiche dell’Unione europea” ha fatto sì che al Senato tale risoluzione UE venisse respinta, come poi ancora ricorderemo (leggi) (leggi).

Per raggiungere questi scopi, le nuove ideologie al comando della UE prevedono sempre nuovi e ingenti finanziamenti (peraltro coi nostri soldi, cioè dei Paesi membri) (leggi) (leggi). Ed anche dietro miliardi di € elargiti alle Ong si nascondono spesso ampi finanziamenti al mondo Lgbtq (leggi).

Questa UE, oggi ossessionata da questi nuovi diritti e in lotta permanente contro queste presunte discriminazioni sessuali (ricordiamo poi che si tratta di piccolissime anche se spesso rumorose “minoranze”), non è peraltro riuscita nella sua ancor breve storia, viste già le premesse ideologiche o solo economiche da cui è nata, a realizzare una reale ed efficace unità delle Nazioni che vi hanno progressivamente aderito. [Si ricordi in proposito che nella UE manca la pur centralissima Svizzera, che pur penetra geograficamente fin dentro la Lombardia, il Piemonte e pure l’Alto Adige (vedi, in fondo), come pure la Norvegia, che, a differenza di tutti gli altri Paesi scandinavi che vi hanno aderito (e con cui è legata da particolari legami, anche economici e doganali), è vistosamente fuori dalla UE (vedi sempre nel documento appena citato), Paesi nordici che peraltro, a parte la Finlandia, si sono tenute le loro Corone e non hanno voluto saperne di assumere l’€. Non dimentichiamo poi che nel 2020 (con tanto di Referendum popolare tenuto in tal senso nel 2016) ci fu la clamorosa uscita dalla UE del Regno Unito (Brexit)].

Inoltre questa UE, nonostante certe sue incredibili ossessioni belliche (v. il caso Ucraina), sembra sempre più cadere ai margini del nuovo panorama geopolitico mondiale, fino a trovarsi ormai orfana persino degli USA. Però si sente agguerrita paladina, a suon non solo di dichiarazioni ma di ingenti aiuti economici, con relativi veti e opposizioni (persino militari, se pensiamo alla Russia) a chi si oppone a queste nuove ideologie anti-cristiche (l’aborto libero come diritto e le sempre nuove frontiere del mondo gender/Lgbtq). Non solo impone queste nuove ideologie al suo interno, ma vorrebbe esportarle sempre più verso est, illudendosi (ma non ci riuscì nemmeno Napoleone ed Hitler) di vincere persino la resistenza della Russia, che dopo il crollo del comunismo ateo ha ritrovato non solo la propria forza economica e militare ma anche e soprattutto la propria identità cristiana e si guarda bene dal cadere in questo “nichilismo” occidentale!

Secondo l’esperta francese Chantal Delsol siamo di fronte al palese fallimento della “tecnocrazia” UE; ormai molti “popoli hanno cominciato a capire che, sotto la copertura della democrazia, vengono loro imposte certezze su cui non sono stati neppure consultati”!

La UE ha ad esempio cercato di imporre agli Stati-membri, e non può farlo perché non è di sua competenza giuridica, la registrazione delle nuove forme di famiglia (anche omosessuali), l’omogenitorialità (figli di coppie omosessuali) e, allo scopo (visto che la natura non prevede che si possa generare tra due maschi o due femmine), la conseguente “maternità surrogata” (leggi) (leggi) [maternità surrogata che, fino allo scoppio della guerra, trovava proprio in Ucraina una terrificante “industria produttrice di bambini” per conto di facoltosi clienti occidentali, anche italiani! (cfr. qui e qui)]

Poche settimane orsono la UE ha persino previsto un “sondaggio” tra i bambini di tutti i Paesi membri perché possano esprimere liberamente a quale sesso vogliono appartenere (leggi)!

Intanto anche lo stesso Consiglio d’Europa, a scanso di equivoci e per stroncare ogni speranza che il dominante vento arcobaleno possa cambiare, ha in questi giorni apoditticamente dichiarato che, su gender e Lgbtq+, indietro non si torna (leggi)!

Che dietro la UE ci sia un superpotere, anche economico, che impone le proprie nuove ideologie, come nuovi dogmi da cui è vietato dissentire, è evidenziato non solo dalla discriminazione e censura di ogni dissenso ma dalla paradossale opposizione a quegli stessi Paesi-membri, che pur finanziano anche i suoi costosissimi quanto inutili uffici e burocrazie.

Il caso più eclatante è quello dell’Ungheria e per certi versi ancora della Polonia (nonostante le indubitabili ingerenze esterne sulla sua politica interna, soprattutto perché abbandoni finalmente la propria retrograda identità cattolica!) (leggi). Già nel 2022 si è manifestato questo forte attrito ideologico e questo tentativo di annientare persino l’identità culturale e religiosa di questi Paesi (leggi) (leggi) (leggi).

A causa della fiera opposizione dell’Ungheria a queste imposizioni ideologiche della UE*, allora Bruxelles ha fatto passare questo Paese come retrogrado, antiliberale se non addirittura “omofobo”, con tanto di penalità e discriminazioni (!) nei suoi confronti (leggi).  

* Ad esempio nel 2023 l’Ungheria ha inflitto multe contro la propaganda Lgbt ai bambini (leggi). Si tenga presente che non si tratta di non accoglienza o di discriminazione nei confronti di coloro che appartengono a tale peraltro minoritario arcipelago sessuale, ma di non indottrinare i bambini a tale ideologia (posizione peraltro tenuta anche dalla stessa Russia, che per lo stesso motivo vieta ad esempio anche i gay-pride, con grande scandalo e riprovazione dell’Occidente!).

Che l’impero di tali nuove ideologie “arcobaleno” non ammetta dissensi è dato anche dal fatto che si individua e si avverta come un pericolo, sempre pronto a riaccendersi, la presenza cattolica che volesse rimanere fede agli autentici “valori non negoziabili” (come quello della famiglia naturale, cioè di un uomo e una donna, come del resto della bisessualità che la natura stessa manifesta) (leggi).

Che ormai non si possa più affermare neppure che esistano solo due sessi e che la famiglia vera sia quella fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna si è evidenziato persino dal fatto che il primo ministro slovacco Robert Fico, per aver sostenuto e sottolineato questi valori nella Costituzione (leggi), è stato addirittura recentemente espulso dallo stesso PSE (Partito Socialista Europeo), cui apparteneva (leggi).

Comunque, anche qualora uno Stato si opponesse ad esempio al matrimonio omosessuale (e ne ha tutta l’autorità, essendo l’unico soggetto giuridico che possiede tale facoltà, assolutamente non demandata alla UE) la Corte UE ha recentemente aggirato l’ostacolo, provvedendo comunque ad obbligare ogni Paese membri (e con ciò contravvenendo appunto allo stesso diritto comunitario) a riconoscere tale matrimonio se celebrato all’estero (leggi) (leggi) (leggi) [e su questa risoluzione della Corte s’è levata finalmente la ferma opposizione dell’Episcopato europeo (leggi)].

Purtroppo, a seguito di tale sentenza della Corte UE, il premier polacco Tusk, beniamino della UE, si è subito affrettato, in questi giorni, a modificare le diciture degli Atti matrimoniali, facendo sparire i termini “marito” e “moglie”, così da essere utilizzabili appunto anche per le coppie omosessuali che hanno celebrato le loro nozze all’estero (leggi). Intanto, già che c’era, ha provveduto a depenalizzare anche la blasfemia, a riprova che dietro le nuove ideologie si nasconde appunto l’odio anticristiano, da realizzare persino in Polonia!

Circa la montante dittatura dell’ideologia gender/Lgbt, rileviamo solo qualche recente notizia proveniente da alcuni Paesi della UE.

In Francia un sacerdote è stato denunciato per aver predicato che gli atti omosessuali sono peccato (leggi). Nelle nostre democrazie occidentali, che proclamano diritti e libertà per tutti,  sta dunque diventando persino “reato” annunciare la Parola di Dio?!

A riprova che il linguaggio non è mai neutro ma sempre significativo e in genere consequenziale ad un’ideologia al potere, in Olanda si è pensato di sostituire il termine “madre”, anche nei documenti ufficiali, con quello, delirante ma neutro, di “genitore da cui è nato un bambino” (leggi).

Intanto è bene sottolineare come spesso, per le sinistre europee, come ad esempio in Olanda e in  Germania, la priorità è comunque il “sesso libero e sempre” (leggi).

A proposito di Germania, per non farsi mancar nulla nell’inseguimento del mondo e delle sue ideologie (e lo chiamano “Cammino sinodale”!) la Chiesa tedesca ha inserito l’ideologia gender anche negli insegnamenti delle scuole cattoliche (leggi).

Nella ex-cattolicissima Spagna (chissà se un giorno si potrà pensare ad una nuova “Reconquista”?), ormai ridotta ad un deserto spirituale, specie ad opera delle politiche di sinistra, un ministro ha addirittura parlato della “pedofilia” come di un “diritto” dei fanciulli, se consenzienti  (leggi) (vedi in proposito un commento di don Di Noto). Che l’ideologia cerchi di intromettersi nella Chiesa è testimoniato ad esempio dal fatto che, sempre in Spagna, si è parlato perfino del “diritto delle donne” ad iscriversi pure nelle Confraternite “maschili” (leggi). Intanto le leggi a favore del cambio di genere sta facendo danni, anche gravi, pure in Spagna (e fioccano persino le prime denunce) (leggi). Comunque oggi in Spagna è vietato dissentire dall’ideologia omosessualista; è persino proibito ad un omosessuale cercare di cambiare il proprio orientamento (leggi).

Anche a Malta, il giovane Matthew Grech, ex attivista Lgbtq convertitosi al cristianesimo, per aver parlato pubblicamente della propria conversione e di come era gay ma la fede gli ha cambiato la vita, è stato denunciato per violazione della legge sull’orientamento sessuale e rischia addirittura una detenzione di 5 mesi (leggi).

Anche nell’ex-cattolica Irlanda, anch’essa ridotta dalla propaganda ideologica e anticlericale (che anche lì ha ingigantito e reclamizzato a dismisura gli scandali dei preti) ad un deserto spirituale, il nuovo impero delle ideologie gender/Lgbt miete le sue vittime. Nel 2022 un docente è finito addirittura in carcere per essersi rifiutato di usare la neo-lingua “transgender” (leggi) (leggi) e la sua sorte giudiziaria non è ancora terminata (leggi) (leggi). Meno male però che le scuole cattoliche si sono opposte a tale dittatura ideologica (leggi). Sempre in Irlanda, le parole “mamma” e “famiglia” sono state depennate dalla Costituzione (leggi) ed è persino fallito il tentativo di rimetterle mediante un apposito Referendum (leggi) [però una vittoria della famiglia s’è invece ottenuta in un altro Referendum (leggi)].

La Francia ci offre poi uno dei suoi attuali paradossi (nel sito si trovano molte notizie in proposito, tra cui questo documento vedi). Mentre il vuoto esistenziale e culturale della stragrande maggioranza delle persone, specie giovani, si trova stretta nella morsa tra la ostentata laïcité delle sue istituzioni e la presenza massiccia e spesso minacciosa del mondo islamico, proprio dai numerosissimi musulmani presenti nel suo territorio (e ormai organizzatisi anche a livello di rappresentanze politiche) viene la fiera opposizione all’ideologia Lgbt (e sarebbe bene ricordare che in molti Paesi arabi, visti i nuovi ‘feeling’ anche economici dell’Occidente con gli stessi, l’omosessualità è “reato”, talora punibile persino con la pena di morte … ma su questo la potente lobby gay mondiale misteriosamente tace) e persino a queste nuove forme di femminismo (leggi). [Si pensi che in questo loro doloroso frangente, persino i Palestinesi musulmani hanno rifiutato la solidarietà di quei Paesi che si fanno promotori dell’ideologia gender & Lgbt (leggi)]

Anche la nordica Finlandia, sempre più svincolata dalla confinante Russia (eppure sino a poco tempo fa persino le agenzie turistiche facevano ad esempio un gran parlare dei lussuosi treni che collegavano San Pietroburgo ad Helsinki) per diventare sempre più satellite politico, economico e ideologico dell’Occidente [è nella UE ed è l’unico Paese nordico ad avere adottato l’€ e dal 2023 è pure nella NATO (una sorta di minaccia a Mosca, visto il lungo confine con la Russia!)] conosce pure l’espandersi dell’ideologia di cui qui parliamo. Già nel 2023 approvò ad esempio il cosiddetto “Trans Act” per cambiare sesso a piacimento e con una semplice richiesta (leggi); ma anche là l’ideologia gender e gli attivisti Lgbtq+ non sono mai sazi e intendono proseguire ulteriormente in questa china nichilista.

A proposito dei Paesi nordici, che nel sentire comune vengono percepiti come invidiabili “Paesi civili” e all’avanguardia di ogni modernità, di ogni emancipazione sociale, della stessa libertà sessuale, come della vivibilità se non addirittura della felicità (così pochi anni orsono era stata ad esempio definita la Svezia da un importante osservatorio internazionale), a ben vedere la realtà è poi oggi ben diversa. A parte la sempre più ingombrante presenza islamica, che va di pari passo, inutile negarlo, con la crescita esponenziale della violenza (drammatico ad esempio il caso della Svezia, leggi), è poi impressionante la crescita esponenziale della violenza sulle donne. Persino lo stesso Global Gender Gap Report (osservatorio sulla parità di genere) del World Economic Forum (sì, il pantheon di quelli che contano e che si ritrovano annualmente a Davos), riconosce che proprio nei Paesi nord-europei si registra un incredibile incremento dei tassi di violenza sulle donne (specie nelle relazioni intime, Ipv): se la media europea si aggira infatti attorno al 22%, la Danimarca registra un 32%, la Finlandia il 30%, la Svezia il 28% e l’Islanda il 22,4%.


Poi, pur rimanendo in Europa ma andando al di fuori della UE, possiamo ad esempio registrare queste recenti notizie.

Sempre parlando ancora di Paesi europei che vengono considerati particolarmente evoluti e “civili” (anche se poi, senza voler essere cinici o generalizzare, tragedie come quella dello scorso Capodanno fanno cadere molte maschere), anche in Svizzera recentemente s’è visto arrestare e portare in carcere chi ha osato affermare che “anatomicamente” esistono solo maschio e femmina (leggi). Così lo Stato (sia pur Confederazione Elvetica) sulla “transizione di genere” si pone addirittura al di sopra della volontà degli stessi genitori dei bambini che la richiedono (leggi).

Le notizie in merito alla dittatura gender/Lgbtq+ che vengono poi dal Regno Unito sono sempre molte e talora agghiaccianti (se non persino comiche). Eccone alcune.

Una madre è stata addirittura arrestata perché s’è dichiarata contraria all’ideologia gender insegnata nelle scuole e che non voleva accettare tale indottrinamento per sua figlia (leggi).

Un insegnante è stato licenziato perché s’è rifiutato di chiamare femmina un maschio. Un altro docente ha subito lo stesso provvedimento per aver affermato che il matrimonio è solo tra uomo e donna e che la vita inizia dal concepimento (leggi).

In Inghilterra un’insegnante è stata addirittura licenziata da una scuola cattolica (!), con l’accusa di misoginia, perché ha dichiarato di essere favorevole solo al matrimonio tra un uomo e una donna (leggi).

Una candidata sindaco è stata espulsa da tale candidatura perché ha detto di essere favorevole solo al matrimonio uomo-donna (leggi).

Una giornalista è stata poi recentemente redarguita perché ha osato dire “donne incinte” invece di “persone incinte” (leggi).

Persino l’elegante, storico e ingessato vocabolario e lessico dei Colleges di Cambridge ha dovuto adattarsi all’ideologia gender (leggi).

Anche il satirico biglietto d’auguri natalizi “Grinch” è stato accusato di non essere sufficientemente allineato all’ideologia gender e ha dovuto lo scorso anno cambiare veste (leggi).

La proibizione di ogni dissenso all’ideologia gender/Lgbtq non ha risparmiato paradossalmente neppure dei bambini di un asilo: alcuni di questi piccoli sono stati espulsi perché giudicati omofobi e transfobici (leggi) (leggi).

L’ideologia ha ovviamente coinvolto anche il mondo del calcio inglese. Nella 13^ e 14^ giornata della Premier League, tutti i capitani hanno dovuto indossare una fascia arcobaleno come segno della vicinanza del mondo del football ai diritti Lgbtq+; e visto che il capitano del Crystal Palace Marc Guéhi (convinto cristiano protestante), sopra la fascia ha scritto però un commovente “I love Jesus”, la Football Association lo ha ripreso, ricordandogli che per regolamento sono proibiti i messaggi politici e religiosi (sono permessi solo quelli ideologici?). Nonostante ciò, nella giornata successiva vi ha scritto sopra “Jesus loves you”, rischiando la squalifica.

Passando alla Scozia, in risposta al pressing delle lobby Lgbt, nel 2024 sono entrati in vigore nuove norme per limitare i cosiddetti “crimini d’odio”, soprattutto quelli contro chi vive un altro tipo di sessualità. Così, dire che l’essere umano è maschio o femmina e difendere il matrimonio tradizionale (cioè tra un uomo e una donna) può essere un “reato” punibile anche con 7 anni di carcere! Siamo dunque giunti al “reato di opinione” (cioè contro la libertà di pensiero, di parola, di espressione e sostanzialmente contro la libertà di coscienza e pure di religione!) e ad un vero e proprio nuovo “Stato di Polizia” (leggi).

Ma dato che il precipitare nell’abisso del relativismo non conosce limiti, nella stessa Scozia, dopo la “disforia di genere” (un maschio che si sente donna o viceversa), una scuola ha riconosciuto persino la “disforia di specie”, consentendo ad un bambino di identificarsi come un “lupo”, perché così si sentiva (leggi).

Dato però che prima o poi la realtà (la ragione e la natura) riprende il sopravvento sull’ideologia, ora proprio in UK cominciano a sollevarsi molte perplessità e ripensamenti ad esempio sulle terapie per il cambiamento di sesso (di genere).

Nonostante che in Inghilterra sia di fatto proibito dissentire dall’ideologia gender e persino dal diritto di cambiare sesso (con tanto di blocca-pubertà per ottenerlo), però su questo fronte, dati statistici e scientifici alla mano (anche con allarmanti dati sui possibili gravi effetti collaterali di tali pratiche) il muro dell’ideologia sta crollando, sia pur tra fiere opposizioni (leggi). C’è stato infatti un drastico stop ai farmaci che bloccano a tal fine la pubertà (leggi) (leggi) (leggi). Anche nell’Irlanda del Nord si sono fermate pure le “linee guida” precedentemente redatte in merito al cambiamento di genere (leggi).

Sono emerse persino denunce circa molti bambini usati nel UK come “cavie” per esperimenti circa il blocco della pubertà a fini “transessuali” (leggi). Del resto un libro pubblicato già nel 2023 aveva denunciato gli “orrori” perpetrati in tal senso nella Clinica di Tavistock (una vera e propria fabbrica di baby-trans) (leggi).

La Corte Suprema del Regno Unito è tornata addirittura a riconoscere che esistono solo due sessi (leggi) (leggi) (leggi). Sembra ovvio, ma oggi le nuove ideologie hanno talmente offuscato le menti che anche questo richiamo alla realtà e all’ovvietà (anche razionale) appare come una conquista, quando si tratterebbe semplicemente del buonsenso e di un’evidenza persino biologica, cioè della natura!


Diamo infine uno sguardo agli altri Continenti….

Circa l’America, soffermiamo anzitutto la nostra attenzione ovviamente sugli USA, dove il cambio di Amministrazione del 2025 ha evidenziato una vistosa virata di rotta anche circa l’ideologia gender/Lgbt, come abbiamo osservato già all’inizio di questa News.

Il Presidente Biden (pur sedicente cattolico) giunse ad esempio ad affermare che i genitori che si oppongono all’ideologia gender (peraltro come dovrebbero essere almeno tutti i Cristiani) non sono idonei ad adottare dei bambini (leggi). Il suo Segretario di Stato (Blinken) giunse a riconoscere i “diritti” Lgbtq+ addirittura come “questione di sicurezza nazionale” (leggi). I matrimoni gay sono stati poi riconosciuti legalmente in molti Stati (leggi) (leggi). Si è giunti persino a parlare di pedofilia come una forma di “sesso intergenerazionale” (leggi). Sempre sotto la Presidenza Biden l’esposizione della bandiera arcobaleno è diventata obbligatoria in molti enti pubblici [ed un pompiere l’ha pagata cara per essersi rifiutato di prestarvi ossequio (leggi)]. Una famiglia cattolica tradizionalista (con 7 figli), per sfuggire dall’impero dell’ideologia gender, ha pensato bene persino abbandonare gli USA per rifugiarsi in Russia (leggi).

Col rientro di Trump alla Casa Bianca (nonostante le forti opposizioni mediatiche, veti giudiziari e persino un tentato omicidio in piena campagna elettorale), il vento in tal senso è sicuramente e immediatamente cambiato. Ciò s’è subito evidenziato anche mediante i suoi 75 repentini decreti contro l’aborto e l’ideologia Lgbt (leggi), cui hanno fatto seguito consistenti tagli o abolizioni dei lauti finanziamenti pubblici che ricevevano le già potentissime lobby del settore.

Gli interessi della potente Planned Parenthood, vera e propria industria non solo dell’aborto ma anche del cambio di sesso, che sotto Biden erano lievitati enormemente (leggi), sono caduti sotto la scure politica ed economica della nuova Amministrazione Trump; anzi ha dovuto persino pagare maxi-risarcimenti per fallimentari interventi di cambio di sesso prodotti (leggi).

Anche l’USAID, l’Agenzia USA per lo sviluppo internazionale, ha visto tagliarsi i lauti finanziamenti pubblici dell’Amministrazione precedente e ha dovuto di conseguenza chiudere molte cliniche per transgender (leggi). Anche in India lo scorso anno hanno dovuto chiudere 3 cliniche per attuare il “transgender” finanziate dall’USAID (leggi).

Comunque, l’ideologia gender ha preso talmente campo e potere negli USA che persino i “Boy-scouts” hanno pensato bene, per essere più “inclusivi”, depennare il termine “boy” dal loro titolo (leggi).

Persino uno stupratore trans, ex maschio ma rinchiuso in un carcere femminile, proprio per questa sua condizione, invece di aggravamenti di pena ha goduto di particolari privilegi (leggi).

Passando al Canada dobbiamo ad esempio ricordare che durante il decennale governo Trudeau, finalmente tramontato lo scorso anno, tutto all’insegna di un particolare ossequio a queste nuove ideologie (e pure di un viscerale sia pur sorridente odio verso la Chiesa Cattolica), ci furono ampie proteste di genitori contro tale dittatura gender (leggi), che videro l’apporto anche delle componenti islamiche del Paese (leggi).

Dando invece uno sguardo a come l’impero dell’ideologia gender abbia raggiunto e invaso anche il Messico, pesanti sanzioni e condanne, persino su Deputati, sono cadute su chi si ostinava a chiamare “uomo” un uomo, anche se si sentiva donna (leggi) (leggi) (leggi).

In Colombia il primo matrimonio gay è stato pubblicamente celebrato già nel 2000; ma proprio quella prima coppia gay nel 2004 si è allargata ad un 3° uomo e nel 2012 addirittura ad un 4° uomo. È nato così il primo matrimonio poligamo omosessuale. Come si vede, quando inizia una deriva che nega la natura e la ragione (oltre che la fede e la morale cattolica), non c’è limite che possa essere messo alla caduta nel baratro dell’irrazionale e del nichilismo; così che ciò che ancora oggi desterebbe scandalo un domani potrebbe appunto essere definito un diritto inalienabile!

Dando infine uno sguardo all’Africa, sottolineiamo la vergogna per come l’Occidente abbia perfino ampiamente condizionato i propri aiuti economici ai Paesi più bisognosi (ad esempio in Ghana e Uganda) proprio in riferimento alla loro accettazione o meno dell’ideologia gender/Lgbtq (leggi).

Anche l’USAID, la potente “Agenzia USA per lo sviluppo internazionale” di cui abbiamo già sopra parlato, sotto l’amministrazione Biden condizionava ampiamente i propri aiuti economici ai Paesi più poveri dell’Africa in base alla loro accettazione dell’ideologia Lgbt (leggi).

A questa logica di “colonizzazione ideologica” dell’Africa non si è sottratta neppure la UE, trovando ad esempio l’opposizione dei Vescovi nigeriani (leggi).

L’Episcopato africano, che anche di fronte a certe derive omosessualiste di un certo mondo cattolico specie europeo ha manifestato vivacemente il proprio dissenso, ha offerto in proposito un’esemplare capacità di testimonianza e di resistenza, opponendosi con vigore a questa “invasione ideologica” dell’Occidente (leggi). Contro questa colonizzazione ideologica (e relativi ricatti economici) da parte dell’Occidente, molti Paesi africani hanno reagito anche con apposite leggi (leggi).

[Se si volesse poi fare poi un po’ di realistica ironia sulle follie-gender e le sue deliranti derive, persino sul “matrimonio con chiunque”, si veda ad esempio un’apposita News]


Appendice

Un nuovo cavallo di battaglia delle sinistre

Rimasti improvvisamente orfani della loro ideologia di riferimento, cioè il marxismo/comunismo, miseramente crollato su se stesso, almeno nell’Europa dell’Est, nel novembre 1989 (e a Mosca stessa il 25.12.1991), dopo un iniziale smarrimento, che peraltro comunque perdura, le forze ideologiche e politiche di sinistra sono andate spasmodicamente alla ricerca di un nuovo “nemico” da combattere e di nuove “lotte di classe” da inventare e sostenere.

Come sappiamo, al sostanziale vuoto di ideali politici la sinistra ha cercato di far fronte mantenendo vivo il fantasma del “fascismo” (non importa se era crollato insieme al secondo conflitto mondiale), visto reincarnato in chiunque osasse non allinearsi con le proprie schiere.

Dopo gli anni ’60 e ’70, in cui si doveva tener desta la “Resistenza” e l’antifascismo poteva costituire l’unico collante per tenere unite le masse che ancora sognavano la “rivoluzione proletaria” (non importa se poi questo ha portato anche agli “anni di piombo” e persino alle Brigate Rosse), già il ‘68 ha costituito, specie per i giovani che pur contestavano tutto e tutti sotto i ritratti di Che Guevara e persino di Mao, un paradossale avvicinamento alla cultura edonista “sesso, droga e rock’n’roll” made in USA (vedi la “rivoluzione sessuale” del ’68).

Dopo il crollo del comunismo in Europa, che logicamente avrebbe dovuto vedere anche il crollo del PCI in Italia (per assenza non solo della ideologia di riferimento ma anche dei lauti finanziamenti ricevuti da Mosca), invece, a livello politico ma con l’apporto di una certa Magistratura (e ormai persino degli stessi USA, che non avevano più da temere l’impero sovietico, ormai crollato, e di conseguenza neppure il nuovo PCI, che costituiva il più potente Partito comunista dell’Occidente) è stata fatta scoppiare la nota stagione di Mani pulite, che ha distrutto la DC (e pure il PSI di Craxi) e doveva vedere appunto l’ascesa dei comunisti (perché loro le mani le avevano pulite?), magari mascherati sotto le sempre nuove etichette politiche, inclusive pure di quei Cattolici rimasti orfani della DC e che da anni comunque ‘flirtavano’ con la sinistra. Invece, come sappiamo, è emerso  improvvisamente ed è stato subito vincente, per volontà popolare, il nuovo “nemico” (inutile dire chi), da combattere in tutti i modi (politici e giudiziari). In realtà, però, essendo appunto rimasti privi di idee politiche, questo nuovo nemico da combattere poteva costituire perfino un salutare nuovo collante per le forze di sinistra e per coprire un vuoto ideologico che era rimasto sotto le macerie del “Muro di Berlino” e ravvivare persino l’ideale di una nuova “Resistenza” (c’era chi, anche nelle aule giudiziarie, gridava “resistere! resistere! resistere!”).

Comunque, a ben vedere, tutto ciò è ormai materia per una sorta di “archeologia” politica; anche se l’incubo di una destra che comunque sempre risorge e persino vince, quando, abbandonando i numerosi “Governi tecnici” si è osato ancora chiedere il consenso non solo nelle piazze ma soprattutto nel segreto dei seggi elettorali, rimane comunque per le cosiddette sinistre un incubo e il nemico da combattere e vincere.

In questo squallido panorama, dove ancora si annaspa alla ricerca di ideali e progetti culturali e politici (ma anche questo è l’esito nichilista della Modernità) e si oscilla comunque, sia a destra che a sinistra, tra l’obbedienza a Bruxelles (che si ostina a sopravvivere nel vuoto della sua farraginosa burocrazia) e quella a Washington (che sembra persino divertirsi a mescolare continuamente le carte della geopolitica), mentre forse sarebbe opportuno accorgersi che sul pianeta ci sono nuovi “padroni del vapore”, emerge il trionfo obbligato dell’ideologia vuota e pansessualista di cui abbiamo dato qui qualche notizia. Essa appare persino come il surrogato di un ideale politico che non c’è, con nuovi immaginari nemici da abbattere (perché fautori di odiose discriminazioni) e grandi presunti nuovi ideali da perseguire (un sesso finalmente libero, quando e come ti va e con chi ti pare).

Forse Dante Alighieri, di fronte a questo quadro squallido e nichilista, farebbe persino meno fatica a descrivere gli “ignavi”, come ha genialmente fatto nella Divina Commedia, da lui considerati neppure degni di stare all’Inferno e condannati ad inseguire uno “straccio” di bandiera (!), mentre vengono continuamente pungolati da vespe e mosconi.

Ecco che questi residuali orfani dell’ideologia marxista (che sarebbero già morti e sepolti, persino anagraficamente, se non scaldassero ancora qualche poltrona che conta), hanno forse finalmente trovato il nuovo “cavallo di battaglia” da cavalcare (appunto l’ideologia gender e i diritti Lgbtq+), la nuova “classe operaia” da difendere (peccato che in genere i paladini pubblici di questo universo Lgbtq non siano proprio il proletariato o la classe operaia, ma appartengano in genere a quel mondo del “bengodi” benestante ed edonista che peraltro ha la propria matrice proprio in quel nuovo imperialismo “made in USA”, tanto odiato e combattuto dalle precedenti generazioni “di sinistra”) e trovato il nuovo nemico da combattere (l’omofobo; non importa se con questo termine si comprende persino chi si ostina a parlare di maschio e femmina e di matrimonio tra uomo e donna). Anche il fantasma del “femminismo”, già cavalcato dalle sinistre negli anni ’60, ha trovato modo di risuscitare, vedendo nel rapporto maschio-femmina la nuova “lotta di classe” da perseguire, nel maschio (e nel suo “patriarcato”) il nuovo nemico da abbattere e nel “femminicidio” il nuovo terrore da tener desto nelle masse.

Chissà cosa penserebbero i comunisti “purosangue” di vecchia data se potessero vedere i loro eredi politici marciare per le strade non per sostenere la lotta operaia e le rivendicazioni sociali, economiche e sindacali delle classi meno abbienti (o “proletarie”, come si diceva allora), ma accanto o sul carro di persone di dubbio “genere” e comunque più nude che vestite, mentre ostentano i loro baci omosex e le più trasgressive delle mosse erotiche, per difendere i loro “diritti”, tra l’altro persone che comunque non appartengono certo al proletariato (come si chiamavano appunto i più bisognosi, secondo un lessico marxista), ma ad un mondo di “bengodi” erotico, peraltro in genere di matrice ideologica USA (o “USA e getta”, come dice qualcuno con ironia), cioè proprio a quelle nuove forme di “imperialismo americano” allora tanto odiato e combattuto?

Inoltre, come possono queste forze politiche coniugare un tale palese appoggio alla più spericolata propaganda Lgbtq+ con la loro promozione selvaggia dell’immigrazione clandestina, dove l’identità di tali immigrati (persone spesso ridotte a nuovi schiavi dell’Occidente, fin quando non cominciano a raggiungere il potere, come in Francia, in Inghilterra e persino un Svezia) è in genere caratterizzata dall’Islam, cioè sono appartenenti ad una religione e una cultura che negli Stati dove è al potere vieta in genere ogni diritto e prevede talora persino la pena di morte per chi ostenta la propria inclinazione e pratiche omosessuali?

Ancora. Cosa penserebbero i “comunisti” di un tempo, anche quei giovani che nel ’68 marciavano appunto sotto le icone del “Che”, che conservavano e veneravano persino nelle proprie camere da letto, ben sapendo (o forse no) che Che Guevara era radicalmente contro i gay (leggi) e che a Cuba giunse persino a incarcerarli ed ucciderli, vedendo oggi lo spudorato appoggio delle attuali sinistre a tutto quell’universo Lgbtq+ e alla sua mai sazie rivendicazioni erotiche?

Visto che la cultura di sinistra s’è fatta pure paladina del pensiero di Freud, se non altro per la sua lettura antireligiosa e anticristiana più che per una reale simpatia per le sue dottrine psicanalitiche, sarebbe allora bene ricordare all’attuale sinistra, che cavalca l’ideologia Lgbtq+ e sale sui carri dei Gay-pride, che tale padre della psicanalisi chiamava gli omosessuali “invertiti”, convinto peraltro che l’omosessualità non potesse appartenere alla natura umana, visto che egli stesso riusciva persino a curarla con le sue terapie (cosa che pensavano anche gli psicanalisti, suoi seguaci, Jung e Adler) (vedi in proposito la documentazione in Morale sessuale).

Se poi risalissimo a Marx stesso – e così si pensava anche nella Russia comunista, dove peraltro la pornografia veniva considerata pericolosa come la droga e proibita allo stesso modo in quanto “alienante” – si potrebbe persino scoprire la sua opposizione al libertinismo sessuale [invece già cavalcato dalle sinistre appunto nel ’68, come sopra ricordato, per attirare le simpatie dei giovani e soprattutto per allontanarli così dalla fede e dalla Chiesa (vedi)], considerato appunto come alienante e nocivo al fine di un vero impegno sociale e rivoluzionario (un vero “oppio dei popoli”, ancora più pericoloso e alienante di quello costituito dalla religione).

Abbiamo invece sopra ricordato come ad esempio in Germania e in Olanda la priorità delle sinistre sia proprio il sesso libero e “comunque” praticato (leggi), che la sinistra spagnola s’è spinta persino (v. il ministro Montenero) a parlare della “pedofilia” come un diritto del fanciullo, se consenziente (leggi), e come il Premier slovacco Fico sia stato espulso dal Partito Socialista Europeo per la sua difesa del matrimonio solo tra un uomo e una donna (leggi).


Per non dilungarci ulteriormente, sull’opposizione tra l’ideologia gender/Lgbt e la reale “natura umana”, così come sul suo rapporto con l’autentica scienza, che in genera nega ogni base scientifica a tale ideologia, torneremo in un’altra News.