Avevamo già parlato, in una News del gennaio 2013 in occasione della pubblicazione di un libro su di lui (leggi), di Carlo Acutis, un ragazzo milanese nato nel 1991 e morto a soli 15 anni di leucemia fulminante, e che rappresenta uno straordinario esempio di santità di un adolescente di oggi.

Oggi si è conclusa all’Arcivescovado di Milano la fase diocesana del suo processo di beatificazione, che potrà così proseguire presso la Santa Sede.

Quello di Carlo è un bellissimo esempio di come un ragazzo di oggi, normale, molto intelligente, bello, sportivo, con tanti amici e persino dotato di un’incredibile capacità informatica (tanto da creare lui stesso persino degli algoritmi e da essere considerato geniale anche da alcuni professori laureati in informatica; per questo qualcuno già lo pensa come possibile “patrono del web”), possa essere santo, non solo per la sua bontà e senso del dovere, ma soprattutto per il suo grande amore a Gesù, e di conseguenza all’Eucaristia, e per il suo desiderio di stare con Lui e di piacere a Lui in tutto.

Per questo può essere un grande stimolo alla santità anche per tanti ragazzi di oggi, invece di essere attirati all’opposto dalla mentalità dominante e da tanti idoli contemporanei spesso velenosi, con il vuoto esistenziale che ne deriva, con la perdita della fede e quindi col pericolo della perdita della propria anima e della stessa dannazione eterna.

Carlo, nato a Londra ma cresciuto a Milano, diede qualche segno particolare di santità già a 7 anni, quando, con una misteriosa impazienza e fervente amore, volle con insistenza ricevere in anticipo di un anno e con grande fervore la Prima Comunione. Da allora andò a Messa tutti i giorni, così come ogni giorno recitava il Rosario; e ogni domenica si confessava. Si sentiva sempre più attirato dall’Eucaristia, che in modo eloquente e significativo chiamava “la mia autostrada per il Cielo”.

Aveva pure una spiccata devozione per la Madonna, che simpaticamente già definiva “l’unica donna della mia vita”.

Intelligente, bello, sportivo, gioioso, sapeva essere amico di tutti; e tutti lo cercavano con simpatia. Ma non perdeva occasione per parlare di Gesù. Sapeva aiutare l’anima anche dei suoi giovani compagni. Riuscì persino a convertire e portare al Battesimo una donna induista. Era già un giovanissimo catechista ed esercitava la carità anche presso i senzatetto.

Aveva frequentato le elementari e le medie presso le suore Marcelline; e aveva cominciato a frequentare il liceo classico Leone XIII di Milano.

Pur così giovane scriveva, con grande saggezza cristiana: “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo. Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie; e sono la Parola di Dio e l’Eucarestia gli strumenti per rimanere unici e non uniformarsi”.

A 15 anni lo colpì una leucemia fulminante. Ai medici che gli chiedevano se soffrisse rispondeva “c’è chi sta peggio di me”; e offrì tutte le sue sofferenze al Signore, per il Papa e per la Chiesa, dicendo “affinché la mia anima possa andare dritta in Paradiso”.

Il libro, di cui abbiamo già parlato e che rappresenta la sua prima biografia, è di Nicola Gori e porta per titolo “Eucarestia. La mia autostrada per il Cielo. Biografia di Carlo Acutis” (Ed. S. Paolo, 2011). Anche su YouTube ci sono bei filmati su di lui e persino fatti da lui (basta digitare il suo nome).