Abbiamo già sottolineato come una subdola persecuzione anticristiana, sottoforma di una sempre meno mascherata “dittatura del relativismo”, cresca anche in democratiche e “civili” nazioni del mondo occidentale, come ad esempio il Canada (cfr. News 22.01.2018). 
Ebbene, proprio una recente sentenza della Corte Suprema Federale del Canada costituisce un ulteriore gravissimo passo in questa direzione, così da avverare una vera forma di totalitarismo, dove viene di fatto eliminata la libertà di pensiero e di coscienza, persino per la propria vita privata!, per affermare sempre più la dittatura del relativismo. 
Una delle più autorevoli università del Canada, specie nel campo degli studi giuridici, è la Trinity Western University. Si tratta di un’università non statale (erroneamente chiamate “private”, come in Italia le scuole non statali, quando invece svolgono comunque un riconosciuto e richiestissimo servizio “pubblico”), fondata nel 1962 e sostenuta finanziariamente dalla American Free Church of America, appartenente alla chiesa evangelica protestante. 
Tali chiese evangeliche, che hanno un grande seguito anche tra i giovani, sono note per un accentuato rigore morale, che vede lodevolmente i suoi membri rimanere lontani da tutti i vizi, non solo nel campo della sessualità (pornografia, rapporti prematrimoniali ed extramatrimoniali, ecc.), ma persino dal fumo, dal linguaggio scurrile, dall’indecenza nell’abbigliamento, oltre ovviamente all’essere contrari all’aborto, all’eutanasia, ai matrimoni omosessuali (tutte cose oggi non solo ammesse ma dichiarate “diritti” nel mondo occidentale e già garantiti dallo Stato canadese).

Ebbene, essendo un’università non solo di proprietà di tale comunità cristiana, ma sostanzialmente frequentata da numerosissimi giovani che si riconoscono in essa per la propria formazione umana, cristiana e professionale, è chiesto a tutti componenti di tale ateneo (studenti, docenti, personale non docente), che cioè scelgono liberamente di appartenervi, di attenersi a tali norme di comportamento, sia nell’ambito accademico come nella vita privata, nella testimonianza sociale e nella specifica competenza professionale. 
Essendo giunti da alcuni centri canadesi dei ricorsi contro tale università, con tanto di provvisorie sentenze locali in merito, s’è richiesto appunto l’intervento della Corte Suprema Federale canadese.
Ebbene, in data 15.06.2018 la Corte Suprema, in riferimento a tali norme di comportamento (peraltro appunto liberamente assunte da coloro che decidono di laurearsi in Giurisprudenza in tale università, apprezzando e riconoscendosi nella sua identità e stile, e sobbarcandosi anche l’onere di relative non facili rette), ha incredibilmente sentenziato che i laureati in tale università (si tratta di migliaia di professionisti o futuri avvocati) possano essere “esclusi” dal Praticantato per entrare nell’Ordine degli Avvocati, cioè in pratica di poter accedere alla professione di avvocato!
Dato cioè che lo Stato canadese riconosce come diritto l’aborto, l’eutanasia, il matrimonio omosessuale, e tutto ciò che oggi viene rivendicato dal libertinismo sessuale e dall’ideologia Lgbt, il loro stesso dissenso – che pur lascia ad altri la libertà di comportarsi come credono (e di frequentare altre università diverse dalla loro, che invece vuole promuovere un vero stile di vita cristiano) – è considerato una sorta di reato, non perseguito penalmente, ma di fatto si impedisce loro di esercitare la professione per cui stanno studiando. A queste condizioni tale università – che pure è tra le più prestigiose e formative, specie nell’ambito giuridico, di tutto il Canada ed è fortemente richiesta e frequentata da centinaia di giovani – sarebbe di fatto costretta a chiudere!

La nuova “dittatura del relativismo”, dunque, diviene sempre più un vero sistema totalitario, intollerante, che non ammette dissenso, neanche di pensiero e nelle scelte personali, venendo quindi ad abolire la libertà di coscienza, di pensiero, di religione. Specie nei confronti della fede e della morale cristiana mostra già tutta la sua valenza “persecutoria”. 
Non si tratta di ammazzare i cristiani, come avviene in modo violento in alcuni Paesi del mondo (specie musulmani, ma non solo); però comincia a rendere loro la vita impossibile, non solo come avviene da tempo per la continua irrisione e intolleranza nei confronti della loro fede e morale (che pur è la verità dell’uomo, rivelata da Dio stesso!), ma giungendo già, come in questo caso, a togliere loro il lavoro!
Sulla base dei nuovi presunti “diritti” promossi dalla dittatura del relativismo (teoretico e morale), non solo diventa dunque vietato dissentire a livello sociale o politico, ma persino richiedere un comportamento cristiano all’interno degli stessi ambienti educativi ed accademici cristiani, come nel caso di questa università. Pena perdere il titolo di studio e quindi la stessa possibilità di lavoro!

Del resto, come abbiamo appunto visto in altra News (22.01.2018), il governo canadese ha di recente già praticamente obbligato le organizzazioni no-profit a dichiarasi favorevoli all’aborto e ai diritti dei transessuali, se non vogliono essere privati dei sussidi statali e godere degli sgravi fiscali previsti per le assunzioni (una discriminazione anticristiana sul piano economico, che di fatto può portare molti enti a chiudere). Lo Stato canadese non assegna inoltre alcun contributo se un ente (o ditta) non approva o non si mostra favorevole al comportamento omosessuale (“gay friendly”).
Persino l’obiezione di coscienza nei confronti dell’aborto e dell’eutanasia conosce in Canada fortissimi e dittatoriali limiti di “principio”: ad esempio, se un medico obiettore non vuole praticare un aborto, deve lui stesso fissare un appuntamento a colei che lo richiede presso un altro medico invece non-obiettore; deve comunque indicarglielo anche se la gestante non fosse interessata all’aborto, solo per dovere di sentire un’altra “opinione”! Pur garantendo quindi formalmente l’obiezione di coscienza, di fatto il medico obiettore che non vuole praticare l’aborto è in certo qual modo obbligato a farne propaganda e a sostenerlo.

Comunque anche in Italia c’è chi vorrebbe di fatto eliminare o diminuire per legge l’obiezione di coscienza per gli aborti; ma l’ha già eliminata per le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento, cfr. News 14.12.2017 e 4.06.2017) e non la contempla per i farmacisti (a riguardo delle pillole abortive, cfr. News del 16.03.2017).

Sempre in Canada …

Il giudice della Corte Suprema di Terranova e Labrador (Canada), Sezione famiglia (!), Robert Fowler ha sentenziato che un bambino (A.), nato nel 2017, ha tre genitori (la madre biologica e due padri che vivono con lei, di cui non si sa né si vuol sapere chi sia veramente il padre biologico del piccolo, anche se basterebbe un semplice test di paternità per accertarlo) e può felicemente crescere in un contesto di “poli-amore”! 
Il giudice, visto che l’unione dei tre è stabile, pur non essendo un matrimonio (!), dal giugno 2015, ha motivato la sentenza affermando che “Il bambino è nato in quella che si ritiene essere una stabile e amorevole relazione familiare che, sebbene fuori dal modello di famiglia tradizionale, fornisce un ambiente sicuro e formativo”; “per cui non trovo nulla per screditare quella relazione sotto l’aspetto del miglior interesse del bambino” (la stessa incredibile, per non dire diabolica, espressione usata per uccidere in GB Charlie ed Alfie!). Infatti “negare a questo bambino la doppia discendenza paterna non sarebbe nel suo miglior interesse”!
Insomma, sembra prospettarsi che se per il bambino due è meglio di uno, forse tre è meglio di due; ma in futuro si potrebbe con la stessa logica proseguire con le addizioni …

Del resto in Canada, solo in Québec e nell’Ontario ci sono ben 36 organizzazioni che sostengono il “poliamore” e altre 22 sono nella Columbia Britannica. Ci sono infine numerosi associazioni che su internet “aiutano” persone di qualsiasi tipo, desiderose di paternità o maternità, a scegliersi un figlio con le caratteristiche che desiderano; esse provvedono a fornirlo dopo nove mesi, senza alcun disturbo: pensano loro a trovare spermatozoi ed ovuli adatti, compreso un utero in affitto per la gravidanza. Ora può essere fornito anche ai poli-amori. E qualche giudice ci metterà il timbro.

I desideri elevati a diritto sembrano non conoscere limiti.
Creativi anti-Creatore.
Fin quando il Creatore non dirà “basta”! .. forse abbastanza presto!


Comunque persino in Italia c’è già chi inneggia al “poli-amore”, persino in Parlamento: Carlo Martelli, eletto con l’M5S e oggi nel Gruppo Misto; ma già la solita inesorabile Monica Cirinnà, dopo aver definito uno “stereotipo” la coppia familiare formata da un uomo e una donna si è spinta pure a definire ancora uno “stereotipo” e un “pregiudizio” anche l’avere solo un papà e una mamma!

E abbiamo già visto insorgere i “soliti noti” contro il neo ministro leghista (“Ministero della Famiglia e disabilità”) On. Lorenzo Fontana per avere semplicemente affermato che per la Costituzione Italiana c’è solo la famiglia fondata su un uomo e una donna.