In Canada l’eutanasia è legale dal 2016. La possono chiedere tutti i maggiorenni, in caso venga diagnosticata una “condizione medica grave e irrimediabile, una malattia o una disabilità grave e incurabile che si traduce in uno stato avanzato di declino irreversibile e in una causa di intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche, con la morte naturale ragionevolmente prevedibile”.
Secondo il recente rapporto del Ministero della Salute canadese, nel 2019 sono stati 5.631 i canadesi uccisi con iniezione letale (MAiD: Medical Assistance in Dying). Si tratta del 2% di tutti i decessi; e sono aumentati in un anno del 26,1%!
I motivi che hanno spinto a chiedere l’eutanasia sono stati: “perdita della capacità di impegnarsi in attività divertenti”, “perdita della capacità di svolgere attività nella vita quotidiana”, “controllo inadeguato del dolore (o preoccupazione al riguardo)”, “perdita di dignità”, per essere diventati “un peso per la famiglia, gli amici e gli assistenti che si occupano delle cure”, per “isolamento e solitudine” e per “sofferenza emotiva / ansia / paura / sofferenza esistenziale”.
Una percentuale rilevante di tali richieste proviene da persone depresse, abbandonate a se stesse, lasciate sole; e senza fede.

Il dato si tinge ulteriormente non solo di nichilismo ma di cinismo diabolico quando si ascolta poi la dott.sa Susan Woolhouse, co-presidente dell’Ontario College of Family Physicians Palliative/End of Live Care, proporre, sul sito della University of British Columbia, di far assistere i bambini all’eutanasia dei loro parenti: “sarebbe addirittura terapeutico – ha sottolineato la specialista! – anche per capire che in Canada, quando qualcuno ha una malattia che causerà la propria morte, può aspettare che ciò accada … o può chiedere aiuto a un medico”.