L’ideologia “gender”… anche alla toilette!

Come possiamo sempre più osservare, allibiti, nonostante i pericoli inauditi che corre il mondo (crisi finanziarie, guerre, terrorismo), sembra che il problema principale dell’Occidente sia quello di ammettere l’esistenza e l’uguaglianza di tutti i tipi di sessualità, persino al di là di ogni possibile perversa immaginazione avuta finora, e che la scelta liberissima, indiscutibile, persino provvisoria, di uno di questi tipi di sessualità (ideologia “gender”) debba essere il “pensiero unico dominante” – secondo un’espressione ripetuta più volte da Papa Francesco – così da non poter neppure dissentire, pena non solo di essere tacciati di “omofobia” ma di poter essere arrestati con gravi conseguenze penali, appunto come avviene in tutte le dittature (dove un pensiero non allineato è “reato”).

La distorsione dei fondamenti stessi del pensiero e della realtà, deve però avere un minimo di consequenzialità; per cui, una volta distrutto un principio (peraltro di evidenza) e affermata una ideologia, occorre progressivamente trarne tutte le conseguenze … fino al ridicolo.

Ecco dunque che, sia pur ancor in modo sporadico, ci si pone il problema se non sia “discriminante” che alle toelette (sì, proprio ai gabinetti pubblici) ci si limiti allo “stereotipo” maschio/femmina, pure nei classici simboli (iconine con omino-con-pantaloni o donnina-con-gonna) delle toelette stesse. Pare dunque necessario inventare dei “bagni inclusivi”, delle “toelette sessualmente neutre”, delle “toilette transessuali”. C’è chi ha proposto un’icona “pantagonnata” (metà pantalone/metà gonna), oppure di indicare WC “X”, o “toelette unisex” … ma pare che nessuna di queste proposte vada bene (specialmente l’ultima, perché non si saprebbe mai chi trovare dentro). Tra l’altro anche l’anatomia/fisiologia dell’apparato urinario/genitale (cioè la “realtà”, che smentisce l’ideologia!) pare che non permetta altre variabili (maschio/femmina) anche per espletare queste necessità di ordine fisiologico.

Che non si tratti di una battuta per ridicolizzare l’ideologia “gender” e le relative possibilità di scelta del proprio “genere” sessuale – cosa peraltro che una buona “maieutica” (socratica) saprebbe fare, portando appunto l’errore alle sue estreme conseguenze, per evidenziarne così la palese falsità – si deve sapere che non solo tali toelette “transgender”, sia pur rare, esistono già (ed esistono persino delle “app” per individuarle!), ma che da aprile ne esiste una nientemeno che alla Casa Bianca (forse in vista di qualche futuro Presidente USA incerto sulla sua sessualità?!) e che anche il Presidente della Camera dei Comuni (GB) John Nerkow ha proposto che pure il Parlamento inglese adotti tale soluzione per i propri appartamenti. E non è vero che l’Italia sarebbe “indietro” (!), perché già anni fa (2006) un onorevole, il socialista Lucio Barani, chiese di installare un “trans-wc” in Parlamento, vista anche la presenza di Wladimiro Guadagno (così all’anagrafe, ma detto Luxuria, indipendente presentato da Rifondazione Comunista, primo parlamentare trans-gender d’Europa), ma pare che “purtroppo” lo/la stessa parlamentare non abbia sentito l’esigenza di una tale toeletta “dedicata”.