La Chiesa celebra la Madonna di Guadalupe (Messico), patrona delle Americhe, nel giorno cioè della sua ultima apparizione (12 dicembre)

La Madonna di Guadalupe


In questa data, la Chiesa celebra la Madonna di Guadalupe (Messico), patrona delle Americhe, nel giorno cioè della sua ultima apparizione (12 dicembre). Siamo nel 1531. Il continente americano (detto ancora “le Indie”) era cioè stato scoperto da neppure 40 anni e l’impero azteco era stato conquistato nel 1521 dagli spagnoli. I missionari cattolici, specie francescani, vi avevano subito portato l’annuncio del Vangelo e impiantato la Chiesa, “liberando” quei popoli indigeni dai loro culti sanguinari e terrificanti (con persino 20.000 sacrifici umani annui) e offrendo loro l’annuncio gioioso della Verità, dell’amore di Dio e il dono della salvezza eterna.
Tra i primi indigeni (indios) del Messico che abbracciarono il cristianesimo c’erano anche il contadino Cuauhtlatoatzin (nome azteco che significa “colui che grida come un’aquila”), nato attorno al 1474 e morto nel 1548, che ricevette il Battesimo nel 1524 assumendo il nome di Juan Diego, e la moglie Malintzin, battezzata nella stessa data del marito col nome di Maria Lucia e morta solo 4 anni dopo; Juan Diego vivrà la sua vita da vedovo tutto dedito a Dio.
Proprio a lui, nel dicembre 1531, apparve la Madonna (ovviamente è la prima apparizione mariana del continente americano), assumendo sembianze fisiche indigene (sarà sempre detta la “Virgen Morena” o “Morenita”, venerata come Madonna di Guadalupe; persino le mani della Sua immagine, di colore diverso, una bianca ed una più bruna, indicano la successiva unione della due razze, indios ed europea), quasi confermando e incoraggiando così l’evangelizzazione e la fede nelle Americhe, di cui sarà ed è la Patrona. Non a caso Ella stessa si presentò come «la sempre Vergine Maria, Madre del vero e unico Dio»!

Ecco una sintesi del racconto dell’apparizione, già testimoniata in un vecchio testo in lingua azteca (Nican Mopohua) attribuito all’indigeno Antonio Valeriano (1522-1605), e dell’immagine mariana, di cui di recente anche la scienza si è occupata, confermando diversi aspetti miracolosi di quella effigie [v. anche, nel sito, il punto 8.2 del dossier Miracoli]
La Madonna apparve a Juan Diego dal 9 al 12 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac (Guadalupe, Città del Messico). Il veggente indios aveva circa 57 anni e aveva ricevuto il Battesimo (dai francescani) 7 anni prima. Nella prima apparizione, il 9 dicembre, la bella “Signora”, presentandosi come sopra detto, gli chiese di andare dal vescovo per far erigere una cappella in quel luogo. Il vescovo era lo spagnolo Juan de Zumárraga. Juan Diego corse subito dal vescovo, che però non gli credette. Il giorno dopo, tornato sconsolato nello stesso luogo ed avendo di nuovo l’apparizione, suggerì umilmente alla Madonna di affidare ad un altro quel compito, poiché lui non era che «un povero indio»; ma la Vergine gli disse che doveva essere proprio lui a compiere la missione e gli chiese di tornare dal vescovo, senza nulla temere ma confidando solo nel suo amore di Madre. Il vescovo, dopo averlo meglio interrogato sulle circostanze dell’apparizione, gli domandò un segno da parte della Signora! La Madonna, apparsa di nuovo a Juan Diego, lo promise, per l’ultima apparizione del 12 dicembre. Un imprevisto però complicò le cose: infatti il veggente, preoccupato per la morte imminente di uno zio gravemente ammalato, e forse anche un poco impaurito dall’importanza della missione celeste ricevuta, non andò all’appuntamento con la Vergine Maria, ma andò a cercare un sacerdote che desse gli ultimi sacramenti allo zio ormai morente. La Vergine gli apparve ugualmente lungo la strada, gli disse di fidarsi del Suo amore di Madre, lo rassicurò sulla salute dello zio (che poi si constatò essere improvvisamente guarito proprio in quel momento!) e gli indicò quale “segno” avesse dovuto portare al vescovo come testimonianza certa della verità dell’apparizione. Gli disse che sulla cima del colle Tepeyac avrebbe trovato, nonostante la stagione fredda, molti fiori, che avrebbe dovuto raccogliere e portare da Lei. Juan Diego obbedì, nonostante l’apparente impossibilità di trovare dei fiori in quella stagione fredda; e sul colle trovò effettivamente degli splendidi “fiori di Castiglia” (una specie di rose), che raccolse nella sua tilma (una sorta di mantello, usato specialmente dai poveri, in quanto fatto di semplice e ruvido tessuto di fibre d’agave, che proprio per questo normalmente non durava più di una stagione). La Madonna gli disse: «Mio piccolo figliolo, questi fiori saranno il segno per il vescovo. Però solo alla sua presenza aprirai la tilma e mostrerai ciò che porti». Juan Diego si recò quindi subito dal vescovo per mostrargli i fiori, miracolosamente fioriti a dicembre; ma quando di fronte al vescovo e ad altre sette persone aprì il mantello, si manifestò un prodigio eccezionale, che tuttora costituisce forse la più importante immagine della cristianità dopo la Sindone! Sulla tilma di Juan Diego s’era impressa l’immagine della Madonna, esattamente come lui l’aveva vista! Di fronte a quel prodigio il vescovo cadde in ginocchio commosso e in venerazione di quell’immagine e riconobbe la verità di quanto raccontato da Juan Diego. Assai presto riconobbe ufficialmente l’apparizione e fece costruire la cappella richiesta dalla Vergine sul Tepeyac (con accanto una casetta dove Juan Diego visse il resto dei suoi giorni in preghiera e santità di vita).

Nel Santuario costruito nelle adiacente, detto N. S. de Guadalupe, in ricordo dell’apparizione della Madonna, da quasi 5 secoli è esposta, per la venerazione e la preghiera, la tilma di Juan Diego, che miracolosamente si conserva intatta (nonostante il tessuto vegetale assai deteriorabile di cui era fatta e che appunto in genere non durava più di una stagione), con l’immagine esatta della Madonna che lì vi apparve, venerata come patrona delle Americhe, pregata con immensa devozione non solo dal popolo messicano, ma dai cattolici dell’intero continente latino-americano (specie appunto dell’America centrale e meridionale).
Tale Santuario di Guadalupe, oggi inglobato nella megalopoli di Città del Messico, è tuttora la principale meta di pellegrinaggi del mondo, con punte anche di 20 milioni di pellegrini annui!
Accanto all’antico Santuario, nel 1976 è stato inaugurato il nuovo immenso santuario.
La festa liturgica della Beata Vergine di Guadalupe si celebra ogni anno appunto il 12 dicembre.
Il veggente Giovanni Diego (Cuahtlatoatzin) è stato proclamato Beato (nel 1990) e Santo (nel 2002) da Giovanni Paolo II. La sua memoria liturgica cade il 9 dicembre.

Come abbiamo accennato, e com’è brevemente sottolineato appunto anche nel Dossier “Miracoli” (v. 8.2), la venerata immagine di N.S. di Guadalupe, cioè dell’immagine che si è miracolosamente riprodotta sulla tilma di Juan Diego il 12.12.1531 e conservata nel Santuario, è stata di recente oggetto di particolari indagini scientifiche, che hanno maggiormente evidenziato l’eccezionalità e miracolosità della stessa.
Oltre all’inspiegabile stato di perfetta conservazione della tilma (che tra l’altro per secoli è stata esposta senza protezione all’aria e al fumo delle candele dei devoti), l’immagine della Madonna risulta effettivamente acheropita (cioè non fatta da mano umana), in quanto non risultano pigmenti di colore naturale (né minerali, né vegetali né animali, come conferma uno specialista che l’ha studiata), tra l’altro su un tessuto vegetale di intreccio molto rude e rado (si può vedere tra i filamenti) e in alcuni casi con colore irriproducibile (come quello attorno alla raggiera solare che circonda la Vergine).
In un piccolo incidente avvenuto nel 1791, in cui venne versato dell’acido muriatico su una parte del tessuto, l’immagine non si rovinò e il tessuto si ricompose miracolosamente in 30 giorni.
Una stupefacente scoperta che si è potuta compiere coi recenti sofisticati strumenti tecnologici, è che negli occhi della Vergine (tenendo presente che sono quasi socchiusi e di una figura umana che non supera i cm. 140 di altezza), esattamente nella retina delle sue pupille, risulta impressa (e capovolta, come avviene nell’occhio umano) la scena stessa del miracolo (avvenuto il 12.12.1531 davanti al vescovo), così come poteva vederla la Madonna stessa, cioè con davanti il vescovo, Juan Diego e le altre persone presenti!
Ecco perché molti fedeli del mondo, anche di grande fama, considerano questa immagine della Madonna una sorta di sua “fotografia” e tale reliquia la più importante della cristianità dopo la S. Sindone di Gesù conservata nel duomo di Torino.
Si nota poi che l’immagine della Madonna, indipendentemente dalla temperatura esterna e stagionale, ha una temperatura stabile di 36,6°, come un normale corpo umano!
Un’ulteriore scoperta, di tipo astronomico, è stata compiuta di recente: le stelle che corredano il manto della Madonna non vi sono messe casualmente, ma riproducono esattamente la posizione delle stelle nel cielo (a  livello messicano) il 12 dicembre, cioè quasi al solstizio d’inverno. 
Ancora più recente è la scoperta, sempre in riferimento alla disposizione delle stelle sul manto della Vergine, che unendole in modo matematico e mediante particolari algoritmi che ne emergono, si produce a livello sonoro una celestiale melodia (ascolta).