• Articolo pubblicato: 29/08/2025
Ferie finite? La vacanza può essere un tempo di recupero umano e spirituale, ma anche di alienazione. Uno sguardo su questo agosto 2025.

Vacanze o vacanti?


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Ferie finite?

È certo salutare, per il corpo, la mente e lo spirito, concedersi un tempo di riposo e di stacco dalla solita vita e dai suoi usuali impegni lavorativi. Ma è pure evidente, specie in Occidente, che il “vuoto” interiore, in genere inutilmente coperto dallo stress della vita quotidiana usuale, si ripercuota e anzi si manifesti ulteriormente anche nei periodi di vacanza, tanto da far sembrare “vacante” e “chiuso per ferie” il nostro stesso io, la nostra mente e il nostro spirito. Infatti, se esso è vuoto, manifesta il proprio vuoto anche in vacanza, anzi lo fa emergere ancor più. La vacanza invece potrebbe e dovrebbe essere un’occasione di vero recupero non solo delle proprie forze fisiche e psichiche, ma anche spirituali. Talora, specie per un giovane, può offrire persino l’occasione di scoperte fondamentali per la vita; come pure, purtroppo, l’inizio di un declino spirituale e morale, con gravi conseguenze di portata addirittura eterna.

Sul significato cristiano della festa e della vacanza e invece sull’apostasia che si manifesta specie in Occidente anche in tali occasioni vedi ad esempio la News “Feste cristiane e apostasia”, ma vedi anche il nostro documento “Calendari … ideologie e apostasia”.

Le vacanze, per chi ha potuto permettersele (c’è infatti chi ha scoperto che in certi posti turistici balneari talora un ombrellone e due lettini sono già un affitto; e infatti pare che quest’anno molti siano rimasti vuoti), volgono ormai al termine e anche agosto, che specie in Italia è consacrato alle ferie, è ormai finito.

Diamo però uno sguardo a questo agosto 2025, di un anno cioè, peraltro pure Anno Santo, che pare segnato da eventi di grande portata, sia negativi che positivi, sia per il mondo che per la Chiesa stessa. Come avevamo scorto già nella News di marzo (vedi), alcuni eventi sembrano infatti persino indicativi e forieri di un tragico tracollo, come una sorta di fatale tramonto; altri invece paiono forse segni di una nuova possibile aurora, per l’umanità e persino per la Chiesa. Il motto del Giubileo è in questo senso significativamente “Peregrinantes in Spem” (Pellegrini di speranza); e quanto nella Chiesa Cattolica è avvenuto l’8 maggio scorso (v. poi) pare forse appunto indicare una possibile “aurora”, di una nuova luce, che è poi sempre la stessa (Cristo Signore), ma più che mai urgente e necessaria, anche per quanto sta avvenendo nel mondo.

Occorre prestare molta attenzione, sia intellettuale che spirituale; perché si tratta appunto di eventi positivi o negativi, anche di grande portata; e che magari in vacanza corrono il rischio di non essere neppure avvertiti o lasciarci pressoché addormentati e indifferenti. E non si tratta solo di non restare informati, ma talora persino di grave pericolo per la nostra stessa vita.


Certo, in una logica di pura produzione e profitto, può sembrare persino superfluo o riprovevole (“provinciale”) che ad agosto in Italia tutto si fermi.

In tal senso forse ricordiamo una battuta di Sergio Marchionne, l’ultimo vero manager della FIAT, fatta alla Bocconi di Milano nel 2013, che divenne celebre, oggi diremmo virale: “in ferie da cosa?” (vedi). Però la sua stessa salute rimase schiacciata forse proprio sotto lo stress del suo lavoro, fino a condurlo alla morte, avvenuta a Zurigo il 25.07.2018 all’età di soli 66 anni.

È però pur vero che certi luoghi turistici italiani, soprattutto balneari, diventano d’estate, specie per i giovani, dei santuari del “vuoto totale”, con i suoi templi (discoteche), i suoi riti (dionisiaci) e i suoi culti (del sesso più sfrenato e della droga). Per non parlare dell’abbigliamento e dei costumi, ormai non solo sulle spiagge ma per strada e persino nelle chiese!

La montagna, e in Italia ne abbiamo di così belle da far invidia al mondo intero, sospinge invece quasi naturalmente ad innalzare lo sguardo, a sentirsi piccoli di fronte a tale grandezza e bellezza, potremmo dire che porta ad essere elevati ad una sorta di religiosità naturale, sentimenti che gli innumerevoli Crocifissi o Madonne disseminati lungo i sentieri e sulle vette traducono in forme di esplicita fede cattolica [specie in Trentino-Alto Adige, dove ancora si respira persino il glorioso passato cattolico, italiano se non addirittura asburgico, checché fin da piccoli ci abbiano presentato gli Austriaci come il nemico numero 1, dalle Guerre d’Indipendenza al Risorgimento (vedi il nostro dossier) fino alla Prima Guerra Mondiale (fondamentalmente voluta per distruggere l’ultimo impero cattolico del mondo)]. Così la montagna non può non far risuonare qualche corda interiore, anche in chi, pure tra i giovani, fosse sospinto ad affrontare la fatica delle ascensioni solo da un titanico orgoglio fisico o da un vuoto spirito ecologista. Il tutto è intanto agevolato da una necessaria disciplina fisica come pure da un clima che obbliga ad un maggior pudore nei confronti del proprio e altrui corpo (invece ostentato spudoratamente dalle donne sulle spiagge, persino laddove le età non lo renderebbero nemmeno più consigliabile).

Insomma, l’apostasia dalla fede cristiana che attanaglia specie l’Europa occidentale e lo spaventoso vuoto educativo che avvolge le nuove generazioni fin dalle più tenere età (vedi la News “Emergenza educativa”) fanno sì che il ragazzo e il giovane medio italiano, da tempo ormai totalmente espropriato persino delle più elementari nozioni di fede e di morale cattolica, in genere privo di autentiche esperienze personali e comunitarie di Cristo Signore, se vive tutto l’anno in una sorta di impressionante alienazione, fino a far lievitare problemi psicologici anche gravi, depressioni e persino suicidi, proprio nella vacanza estiva tale vuoto interiore ed esistenziale esplode, specie appunto nei luoghi marittimi, in tutta la sua drammaticità. Un vuoto esistenziale, morale ed interiore, a stento coperto di falsa allegria, di precarie amicizie, di parossistica presenza sui social, di istintivi rapporti sentimentali e sessuali. Una sorta di palese e drammatico nichilismo, nascosto anche a se stessi, cui si cerca di far fronte appunto con un insaziabile edonismo (vedi già quanto ricorda S. Paolo ai Romani, cfr. Rm 1,14-32), che celebra i propri riti “dionisiaci” (per non dire talora proprio satanici) specialmente nelle notti, fino all’alba, lasciando poi storditi come degli zombi fino a mezzogiorno, per mangiare qualcosa e poi carpire altrettanto storditi qualche raggio di sole abbronzante. Appunto, un “Festival del Nulla”, scambiato per “divertimento” h24 (“divergere” da che cosa? questo sì ci si dovrebbe chiedere) e che d’estate è possibile vivere tutti i giorni, anzi tutte le notti, senza aspettare come d’inverno che arrivi il solito nichilistico “week-end”.

Verrebbe da chiedersi: ma che cosa hanno imparato della vita (quasi vano chiedersi della fede) questi ragazzi dai loro genitori ed educatori (se esistono e non sono da tempo precipitati nel vuoto pure essi)? Quale “cultura” (se fosse ancora possibile usare e comprendere questa parola) apprendono dalla scuola, dalle letture e dai video che spasmodicamente vedono, producono e si scambiano (lo stile è in genere “made in USA”, sostanzialmente di “vuoto esistenziale” e in genere di spasmodica incitazione al peccato grave, propagandato come modernità e diritti). Ci si potrebbe infine domandare: nonostante l’incontenibile e parossistica presenza in rete, questo tipo di giovani sa ciò che sta davvero accadendo nel mondo, col pericolo addirittura di una guerra, persino nucleare, che peraltro potrebbe drammaticamente coinvolgere proprio loro, le nuove generazioni, entro breve tempo e forse in modo apocalittico?


Compiamo però ancora un’osservazione sulle vacanze giovanili, che riguarda non i ragazzi o i giovani da “sballo” presenti in tanti luoghi turistici, specie balneari, ma quelli considerati invece bravi se non perfino esemplari, anche dai genitori e ormai persino dagli stessi ambienti cattolici (che magari qualcuno di loro ancora frequenta); “bravi” perché magari studiano o lavorano seriamente, fanno sport, sono talora persino impegnati in associazioni caritative o di volontariato e comunque non si drogano (se non altro a livello pesante) né si ubriacano, come fanno invece tanti loro coetanei nelle loro notti folli.

Se guardiamo però le cose non secondo l’andazzo generale, ma con gli occhi di Dio (Verità) e secondo la Sua Legge (morale), che non è un’opinione tra le tante o che possa mutare col tempo ma sarà anche l’unica cosa che conta per il destino eterno di ciascuno (ingannevole quindi ridurre la questione a “cosa pensa la Chiesa o quel prete?”, come fossero appunto opinioni mutevoli, soggettive e comunque su cui eventualmente dissertare o dissentire), possiamo davvero considerare anche questi presunti “bravi ragazzi” davvero come tali? O sarebbe un’esagerazione d’altri tempi chiedere loro qualcosa di più, che sia appunto bene e non grave peccato agli occhi di Dio? Si tratta ad esempio delle ormai abituali vacanze o viaggi di coppia; una sorta di perenni viaggi di nozze, vissuti in età sempre più precoci e con la compiacenza (e, se studenti, assistenza economica) dei loro stessi genitori. Ma tali scelte sono appunto apertamente contrarie alla Legge di Dio (Comandamenti) e quindi gravemente peccaminose, con l’aggravante di essere premeditate, programmate (v. prenotazione di camere matrimoniali) e di cui non c’è alcun pentimento e proposito di non più commetterli (quindi in quanto tali non assolvibili in Confessione). C’è poi (come c’è e più ancora nelle convivenze, diventate anch’esse abituali, pur essendo gravemente e stabilmente contrarie alla volontà di Dio!) l’aggravante dello “scandalo”, anche se oggi forse nessuno si scandalizzasse più di questo, cioè di pubblica e palese contro-testimonianza cristiana, dunque di stabile persino pubblica opposizione alla Legge di Dio!

Appunto, a ben vedere (con gli occhi di Dio), non si tratta affatto di “bravi ragazzi”! E per le loro anime si tratta pure di incorrere e vivere in grave pericolo eterno; nessuno tra l’altro sa quando dovrà presentarsi davanti a Dio (basterebbe ad esempio pensare agli incidenti stradali mortali, di cui sono disseminate anche le vacane estive, con numerose morti anche giovanili)!

Tra l’altro in genere tali “abitudini peccaminose”, ormai imparate e vissute fin dalle più verdi età, oltre a distruggere la loro anima, rendono sempre più incapaci di imparare il vero amore, che comprende pure la padronanza di sé e delle proprie pulsioni , mettendo in genere gravi ipoteche anche sul loro futuro, come comprendere e imparare a mettere su una vera e stabile “famiglia” , che infatti è crollata in proporzioni e statistiche impressionanti! [Sulla castità pre-matrimoniale, che aiuta a formare poi una vera famiglia cristiana, leggi anche questo dato statistico, così come ascolta la testimonianza di questi giovani: vedi (la testimonianza di una coppia di giovani a Medjugorje) e vedi (addirittura la testimonianza di un giovane attore di Hollywood)].

Scelte che appunto oggi sembrano normali e persino ovvie (tanto da ritenerle appunto idonee ad un bravo ragazzo e ragazza), tanto più che è diventata abituale la stessa “convivenza” prematrimoniale o extramatrimoniale (gravemente contraria alla volontà di Dio), e che solo 50 anni fa avrebbero invece destato grande e pubblico scandalo, sono anche questi tipi di vacanze o di viaggi. Dobbiamo infatti ricordare che la Legge di Dio non cambia col tempo e su questa saremo giudicati con conseguenze eterne per la nostra anima. E la legge di Dio (si pensi al 6° Comandamento, vedi) è questa: l’intimità sessuale è lecita agli occhi di Dio solo all’interno del Matrimonio cristiano e anche in esso solo a determinate condizioni (vedi in proposito le 40 domande e risposte, nel nostro documento “Morale sessuale”, peraltro tra i più frequentati del sito). Per essere “assolti” anche da tali peccati gravi (cioè in Confessione, anche per poter accedere senza sacrilegio alla Santa Comunione) è inoltre necessario, come per tutti i peccati, oltre al sincero pentimento e al proposito fermo di non più commetterli, impegnarsi pure a “fuggire le occasioni prossime di peccato (come si dice nell’Atto di dolore, vedi “La Confessione”), proposito che non pare compatibile con la prenotazione di una camera matrimoniale per vivere la propria vacanza o viaggio di coppia (anche da fidanzati, tanto più per rapporti affettivi poco più che stagionali)!

Si tratta appunto di viaggi o vacanze a due, che fanno sognare o illudere di una comunione e di un amore che invece a ben vedere non c’è, in una sorta di continue e provvisorie “simil-nozze”, cioè con rapporti sessuali coniugali, mentre il vero matrimonio non arriverà forse mai, sta passando persino di moda, e pure quando ci si decide a fare anche questo passo, ormai in genere oltre i trent’anni, esso può sembrare persino solo una fatica, responsabilità ed impegno aggiuntivi (e i viaggi di nozze sono solo un viaggio in più rispetto ai precedenti). Si ricordi poi che l’unico Matrimonio agli occhi di Dio e per un battezzato (un cristiano) è quello fondato sul Sacramento (vedi la News “Fede e Sacramenti”), creato da Cristo e sostenuto perennemente dalla Sua grazia, una Matrimonio che Gesù ha voluto come unico e indissolubile, cioè dura fino alla morte (cfr. Mt 5,27-32). Purtroppo, al di là delle convivenze, delle unioni di fatto e dei matrimoni solo civili, ormai persino i matrimoni religiosi durano spesso anch’essi poco più di qualche stagione!

Ecco dove ha condotto l’apostasia dal cristianesimo e la rivoluzione sessuale degli ultimi 70 anni dell’Occidente!


Una nota su… lOccidente

In realtà tale spaventoso vuoto spirituale, esistenziale e culturale attanaglia soprattutto l’Occidente. Si tratta a ben vedere, anche dal punto di vista storico, di un mondo e una mentalità prevalentemente “made in USA”. Sappiamo del resto che l’America di oggi (ed è sintomatico che gli Statunitensi si definiscano semplicemente Americani, identificandosi con l’intero Continente; nella storia della Chiesa è peraltro la prima volta che abbiamo un Papa di origine statunitense, ma è già la seconda volta che abbiamo invece un americano, essendo Bergoglio un argentino) è nata dagli Europei solo 5 secoli fa e quella settentrionale è sorta soprattutto dalla mentalità imperialista britannica ed è stata guidata da potenti poteri massonici (vedi, vedi e vedi). Si tratta di una mentalità e uno stile di vita che, nonostante il suo innegabile progresso materiale, è caratterizzato soprattutto da un vuoto, anche culturale oltre che spirituale e morale, che negli ultimi decenni ha a sua volta condizionato fortemente l’Europa occidentale; e che gli USA (e ora la UE) ha pure la permanente impertinenza di volere esportare (persino con le guerre!) e imporre (persino con le leggi e i ricatti economici) a tutto il mondo, a cominciare dall’Est-Europa. Un potere economico e politico ma anche un “vuoto esistenziale” (con le sue nuove ideologie) che vorrebbe raggiungere appunto anche la Russia. Ma la grande Russia, già rinata dalla macerie del comunismo, e forte delle proprie millenarie radici religiose e culturali e dopo decenni (1917-1991) di comunismo, di materialismo e ateismo di origine marxista, imposto con inaudita violenza al popolo e a sua volta esportato in molti Paesi del mondo (vedi), non ha saggiamente alcuna intenzione di sottostare a tale New World Order e non solo appunto per motivi economici o di geopolitica, ma appunto anche per motivi culturali e religiosi. Se ne tenga conto, anche per quanto sta succedendo in Ucraina, come più sotto vedremo.

Nell’Europa occidentale e nella nostra Italia, “liberata” dagli Americani nella seconda fase del secondo conflitto mondiale, tale vuota mentalità made in USA, al di là certo dei suoi pregi e delle sue anche lodevoli conquiste politiche, economiche e tecnologiche, è progressivamente entrata a condizionare non solo tutta la nostra vita sociale, economica e politica, ma soprattutto lo stile di vita delle nuove generazioni ed è esplosa soprattutto negli anni ’60 e ’70.

Persino il turpiloquio a sfondo sessuale, quel pansessualismo verbale (almeno ogni 5 parole ce ne deve essere una che fa riferimento agli organi e attività sessuali) che oggi è diventato persino ossessivo, in realtà è entrato in Italia a fine guerra insieme ai “liberatori” americani.

Già dagli anni ’60 del secolo scorso per le nuove generazioni sventolava dagli USA fin sopra l’Europa occidentale la vuota ed alienante bandiera del “sesso, droga & rock’n’rol”; e dall’Inghilterra giungeva l’ebbrezza, sospinta fino al delirio (vedi vedivedi) della nuova musica (The Beatles), che avrebbe trascinato e accompagnato il mondo giovanile occidentale in questa deriva nichilista (vedi nella sezione “Dal secondo dopoguerra” del nostro documento sugli Inglesi) [Sul tracollo dei giovani inglesi degli anni ’60, al di sotto degli stucchevoli formalismi tutti molto british, se si ha tempo si veda per intero l’ironico e divertente film di Alberto Sordi “Fumo di Londra”].

Dentro questo tracollo esistenziale, nonostante il bengodi post-bellico, dell’Occidente e la sua progressiva apostasia dal cristianesimo (specie in Europa occidentale) è poi scoppiata la contestazione giovanile (una vera e propria rivoluzione culturale) del ’68, che dietro i propri slogan inizialmente talora anche autentici (non bastava alla vita la logica capitalista), di fatto faceva piazza pulita dell’eredità cristiana (fede e morale, fede e cultura).

In Italia, poi, dove prosperava il più potente Partito Comunista dell’Occidente, lautamente sostenuto da Mosca, che per sé doveva anche culturalmente e politicamente opporsi a tale deriva occidentale “made in USA”, tale deflagrazione giovanile (studentesca e operaia) fu invece quasi totalmente cavalcata dall’ideologia comunista e dai partiti della sinistra (parlamentare ed extra-parlamentare), che vedeva in essa l’occasione propizia per raggiungere, attraverso i giovani e le loro rivendicazioni, la propria egemonia culturale e lo stesso potere politico. Paradossalmente il vuoto esistenziale proveniente dal mondo capitalista, anche col suo edonismo e la “rivoluzione sessuale” che  poneva in atto, in Italia si sposò ampiamente col marxismo (socialismo-comunismo) propagandato dai partiti e movimenti di sinistra (in primis appunto dal PCI).

Questo paradossale incontro – che fa venire persino in mente l’inedita e per sé impossibile amicizia di Erode e Pilato nella Passione di N.S. G. Cristo (cfr. Lc 23,12) – determinò la fine dell’associazionismo cattolico giovanile (o riuscì ampiamente a condizionarne, tranne rare eccezioni, la loro stessa identità, fin dai suoi vertici) e la perdita stessa della fede e della morale cristiana nella stragrande maggioranza dei giovani (e non solo).

Se gli anni ’70 il marxismo giunse in Italia persino alla lotta armata – si giunse in primis ma non solo alle Brigate Rosse, con la loro scientifica strategia politica, di stampo persino militare e non certo preparata in pochi mesi e in modo spontaneo, che trovò nel 1978, col terrificante rapimento e uccisione di Aldo Moro, il suo apice ma anche la fine di tale delirio ideologico e politico, con il 1989 svanì il sogno (ideologia) comunista, crollato insieme al “muro di Berlino” fino a raggiungere Mosca stessa nel dicembre 1991.

Cosa è rimasto dopo quel crollo? Mentre nell’est-Europa, a cominciare dalla Polonia (che, forte della propria identità cattolica e di avere dal 1978 nientemeno che uno straordinario Papa polacco, aveva guidato quella rivoluzione non violenta che solo in poche settimane determinò il crollo del sistema comunista in tutto l’est-Europa), nell’Europa occidentale, la cui libertà e benessere facevano certo sognare anche i giovani dell’est, rimase fondamentalmente il Nulla (peraltro quel “nichilismo” ampiamente profetizzato da Nietzsche nella seconda metà del sec. XIX e già dopo la diffusione europea delle dottrine di K. Marx).

Mentre nell’Europa dell’Est si poteva osservare il miracolo di una rinascita cristiana, anche tra i giovani, nella gioventù occidentale invece l’unica “rivoluzione” che è riuscita drammaticamente a vincere e permanere (come è stato detto in modo sarcastico) è stata infatti quella “sessuale” (si veda il nostro documento), con le sue derive sempre più spinte, e alla stessa diffusione di massa della droga.

Tutto ciò ha fatto ovviamente da ulteriore detonatore, specie nelle nuove generazioni, alla disintegrazione pressoché totale della fede cristiana e conseguentemente delle loro anime.

Per raccogliere solo qualche segno, solo apparentemente ingenuo o moderno ma in realtà potentemente finanziato e divulgato allo scopo, a tale  progressiva drammatica decadenza religiosa, morale e culturale del mondo giovanile occidentale “made in USA” hanno contribuito, oltre alla nuova musica, anche molti film. Potremmo ricordare ad esempio il celebre film del 1970 Love story (strappalacrime e con musica avvincente, che veniva presentato come il vero amore di una coppia di giovani, al di fuori di ogni formalismo borghese e cristiano; si trattava in realtà dell’abbandono totale della legge di Dio sull’amore umano; e a questo era mirato!). A far invece esplodere nel mondo giovanile occidentale il nuovo modo alienante di vivere il “week end”, con le sue notti folli, e divulgare ossessivamente i nuovi riti “dionisiaci” e poi addirittura pseudo-orgiastici (con tanto di musica assordante, alcool, droga e libertinismo sessuale persino senza alcun pudore) in quei nuovi templi pagani chiamati “discoteche” ci pensò invece, sempre dagli USA per divulgarlo quasi obbligatoriamente in tutto l’Occidente, anche nei paesi più sperduti, il celebre film del 1977 La febbre del sabato sera (con John Travolta), dove a ben vedere non mancava neppure qualche stoccata ironica contro certi residuali e disadattati giovani cattolici (della “cristianofobia” non si è mai occupato nessuno, anzi, è diventata il condimento preferito pure di ogni tipo di satira e pubblico spettacolo).


Dunque il nichilismo, questo vuoto totale oggi palpabile anche in certe notti folli di gran parte delle nuove generazioni, è ciò che rimane dopo il crollo politico, economico e ideologico del comunismo (pur potentissimo in Cina ed in altri Paesi del mondo), ma anche ciò che esistenzialmente soggiace al capitalismo senza scrupoli ed edonista – e stiamo parlando delle due grandi ideologie e sistemi socio-economici-politici che per oltre un secolo hanno spaccato il mondo in due, ideologie che però di fatto sono entrambe figlie dell’Illuminismo (vedi) – mostra ampiamente l’esito della “morte di Dio” (vedi). A ben vedere, l’Occidente e gli stessi USA, pur ostinandosi a considerarsi ancora “padroni del mondo” (con qualche attuale ridimensionamento “First America”), mentre di fatto vedono scricchiolare tale loro impero (vedi), dovranno prima o poi accorgersi che tale “vuoto” esistenziale, religioso e persino culturale, non è affatto il trionfo della “libertà” (la cui statua massonica domina infatti da sempre il porto di New York come simbolo dell’unico vuoto ideale possibile, da esportare in tutto il mondo, anche con le guerre!) ma alla fine risulta, per l’esistenza dell’uomo, della società e persino di un’intera civiltà, più distruttivo di una guerra (oltre a condurre alla dannazione eterna)!

La Russia stessa, dopo il delirio di 70 anni di comunismo e relativo ateismo obbligatorio, ha pensato bene tornare con forza alla fede cristiana (ortodossa) e promuoverla anche per le nuove generazioni; e proprio là essa è miracolosamente rinata, anche tra i giovani. Per questo non vogliono avere niente a che fare con la vuota propaganda dei nuovi inventati “diritti”, libertari, nichilistici e fondamentalmente anti-cristici divulgati ossessivamente dall’Occidente! [A ciò si riferisce esplicitamente anche l’autorevole Patriarca ortodosso di Mosca (Kirill), anche in riferimento all’attuale situazione dell’Ucraina, a tutto l’accerchiamento della NATO contro la Russia e alle stesse politiche e ideologie della UE].

A proposito del “vuoto esistenziale” dell’Occidente e delle sue pretese di egemonia mondiale, da imporre anche con la forza, il giovane filosofo italiano Diego Fusaro, pur da una prospettiva laica e tendenzialmente hegeliana se non ancora marxista, non esita a chiamare ironicamente l’Occidente “Uccidente”!

Su questa pretesa “americana” e sull’esportazione della loro vuota idea di democrazia e di libertà, anche in Europa, già nel 1976 amava ironizzare anche Giorgio Gaber, ad esempio in questo divertente e sarcastico sketch (vedi).  


In tale contesto fondamentalmente nichilistico dell’Occidente, il sempre tumultuoso, incandescente e dilagante mondo islamico – sostenuto pure da un “immigrazionismo” (addirittura irregolare e selvaggio, anche se scambiato per solidarietà, accoglienza umanitaria e persino carità cristiana) di una UE e specialmente di un’Italia anche in questo senso, oltre che culturalmente e anagraficamente, “suicida” – non fa fatica a considerare l’Occidente (di fatto in gran parte appunto davvero divenuto apostata e anti-cristico, anche se da loro fatto coincidere ancora col cristianesimo se non coi “Crociati”, come ci chiamano, censurando tra l’altro che sono stati loro ad invadere subito la Terra Santa vedi) come “sede di Satana” e come tale da vincere con la fede islamica e con l’intransigenza di chi non ha alcuna intenzione di venire a patti con questo mondo o di inserirsi in esso ma semmai da combattere implicitamente (con la loro immigrazione, prolificità e progressiva presa di potere) se non addirittura esplicitamente (con la “jihad” e il terrorismo).


Tutto ciò mentre appunto i nostri giovani sopra descritti (che tra l’altro assai spesso espatriano) sono di fatto succubi inconsapevoli di tale storia di questi 80 anni e di tali logiche dominanti; e vivono ignari i loro riti nichilistici anche estivi e il loro “bengodi”, in genere da mantenuti. Se poi si guardano i loro video su YouTube e soprattutto quelli provenienti dagli USA, risulta ancor più palese quali siano i modelli e gli stili di vita propagandati, in genere appunto di matrice USA. Fare sacrifici e guadagnarsi da vivere, pensando all’edificazione di un proprio futuro autentico e stabilmente fondato (ad esempio con una propria vera famiglia) sembrano inutili e tramontati valori del passato. Recuperare anche una certa disciplina, non solo per curare edonisticamente l’estetica del proprio corpo o raggiungere risultati sportivi da campioni (le nuove star), sarebbero in tal senso già salutare, anche per la loro anima. Un tempo i maschi facevano intanto il servizio militare, che dava loro già un’ossatura (anche se in certi casi costituiva anch’esso occasione di immoralità). L’ozio, come proverbialmente ed esistenzialmente sappiamo, è infatti “il padre dei vizi”.

Forse solo una bomba atomica, di cui si parla ormai con troppa disinvoltura – proprio il 10 agosto s’è ricordato l’80° anniversario delle due bombe atomiche sganciate dagli USA sul Giappone, e ne ha parlato significativamente anche il Papa (vedi) – o dei segni eclatanti dal Cielo, peraltro annunciati ampiamente da mistici e apparizioni mariane, potrebbe scuoterli. E chissà che non accada (vedi)!


Aurora e segni di speranza

Dopo quanto sottolineato circa una deprimente situazione giovanile, specie in Occidente e ormai ampiamente penetrata anche in Italia, pur centro della cristianità, e che si manifesta anche nel modo di stesso di pensare e vivere le vacanze, occorre invece prestare attenzione a dei “segni”, talora nascosti ma altre volte persino evidenti in modo eclatante, che non pochi giovani testimoniano invece una scoperta o riscoperta della bellezza delle fede cristiana, della comunione con Cristo Signore e nella Chiesa. Anche questo agosto ce ne ha dato prove eloquenti, persino inaspettate, tanto da stupire, senza poterlo più censurare, lo stesso “circo mediatico”.

Com’è possibile che ciò accada, dopo 3 secoli di ideologie anticristiane e 60 anni di desertificazione spirituale del giovane medio occidentale?

La risposta è proprio in Cristo Risorto e Vivo, nell’ostinato amore di Dio per noi, come nel fatto che l’uomo è comunque stato creato da Dio e per Dio e nel suo animo, consapevolmente o meno, permane un innato bisogno di Dio che si manifesta anche nell’insopprimibile insaziabilità del nostro cuore, nonostante tutti i godimenti che Satana (e il mondo) ci offre per annebbiare la nostra coscienza, distoglierci da Lui e trascinarci nel vuoto senza fine e angosciante della dannazione eterna (inferno).

Visto che ne abbiamo celebrata la memoria liturgica proprio in questi giorni (28 agosto) e per la prima volta nella storia abbiamo addirittura un Papa proveniente dalla famiglia religiosa nata da questo Santo, non possiamo non ricordare ad esempio la nota espressione con cui Sant’Agostino (354-430, vedi), che pur avendo avuto una mamma santa (S. Monica, che tanto ha fatto, pregato e pianto per la sua conversione) aveva vissuto la prima parte della sua gioventù lontano da Cristo, con gravi sbandamenti sia culturali che morali, per poi convertirsi e divenire uno dei più grandi Santi della storia della Chiesa ed uno dei maggiori vescovi e maestri (Dottore e Padre della Chiesa) di Teologia e Filosofia. Eloquente in tal senso e assai nota la sua espressione, riportata nelle sue celebri Confessioni e che si riferisce appunto anche alla sua esperienza personale: “Ci hai fatti per te (o Dio) e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te”!

Ecco un eloquente e commovente brano delle “Confessioni” di S. Agostino (Lib. 7,10, 18; 10, 27), che riporta l’<Ufficio delle letture> nel giorno della sua memoria liturgica:

“Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell’intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr. Sal 29, 11). Entrai e vidi con l’occhio dell’anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un’altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l’olio che galleggia sull’acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce.

O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Mi ritrovai lontano come in una terra straniera, dove mi pareva udire la tua voce dall’alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».

Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l’Uomo Cristo Gesù» (1 Tm 2, 5), «che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli» (Rm 9, 5). Egli mi chiamò e disse: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6); e unì quel cibo, che io non ero capace di prendere, al mio essere, poiché «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14).

Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini.

Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l’ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace”.

Come possiamo sapere da lui stesso, l’Agostino prima della conversione è un giovane assai simile al giovane di oggi, nonostante i 16 secoli che ci separano da lui. Infatti, a ben vedere, l’uomo è sempre lo stesso, nonostante i cambiamenti dei tempi e le moderne ideologie, con le sue passioni, i suoi peccati, ma (al di là dell’intelligenza e della sensibilità di ciascuno) anche col suo struggente e insopprimibile anelito di verità, di bellezza, di vita vera, di Amore eterno, in una parola appunto, con il desiderio, talora magari nascosto anche a se stessi, di Dio! Dopo decenni di enfasi, anche nella Chiesa, sul fatidico uomo di oggi, fino a rincorrerlo tanto spasmodicamente quanto inutilmente, potremmo invece più saggiamente realisticamente osservare che nella profondità del proprio “io” l’uomo è sempre lo stesso e può essere salvato e saziato, anche e soprattutto eternamente, dall’incontro e dalla comunione di vita con Cristo Signore! Ecco perché la fede in Cristo e la Chiesa non tramontano mai e non possiamo resistere a lungo senza la vita e la comunione con Dio che Cristo ci dona, anticipo vero dell’eterna bellezza del paradiso!


Ecco alcuni dei segni di questa “aurora” di fede tra i giovani

Abbiamo altre volte menzionato come possa in tal senso essere persino paradigmatica la situazione della società e della Chiesa in Francia (vedi): dietro l’orgoglio ancora ostentato della sua “laïcité” (specie in politica ma anche in manifestazioni come quella delle ultime Olimpiadi vedi) e con una Chiesa Cattolica spesso ridotta all’osso (pare che a Parigi vada a Messa solo lo 0,1% della popolazione!), si presenta in genere, specie appunto a livello giovanile, una società essenzialmente ormai vuota e nichilista, dove peraltro specie in certi quartieri periferici (“banlieue”) la fanno ormai da padroni, talora anche con inaudita violenza, proprio i sempre più numerosi musulmani (vedi). Nonostante ciò, abbiamo proprio tra i giovani francesi anche fortissimi segni di recupero della fede, tra l’altro in genere sensibilmente legati al mondo della Tradizione (anche nella liturgia), come si può riscontrare ad esempio nell’annuale grande pellegrinaggio a piedi Parigi-Chartres (vedi un video di quello di quest’anno), fino addirittura a riempire di nuove vocazioni gli storici o nuovi monasteri (vedi la News “Giovani e monasteri”). Tra i grandi pellegrinaggi annuali a piedi dei giovani europei, potremmo poi ricordare quello polacco (Varsavia – Czestochowa) o in Italia quello notturno tra Macerata e Loreto, con migliaia di giovani; da anni ha ripreso vita anche quello storico medievale del “Cammino” di Santiago di Compostela (Spagna). Per tornare alla Francia, tra i 6 milioni di pellegrini annui di Lourdes, non pochi sono anche i giovani, persino del mondo militare [si pensi al loro straordinario e commovente Pellegrinaggio annuale e di più giorni (assolutamente volontario, pur presentandosi in divisa e organizzato secondo i diversi Corpi); ecco ad esempio un video di quello di quest’anno, per la S. Messa dove molti di loro hanno addirittura ricevuto i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana (qui, da h 1,24′ in poi, il momento del loro Battesimo)].

Si tenga inoltre presente che, specie durante l’estate, monasteri e conventi, oltre che i santuari, sono meta non solo di pellegrinaggi ma di permanenza silenziosa ed orante, anche di molti giovani. Anche se non fa notizia, sorprende infatti che non sono pochi i giovani che dedicano qualche giorno delle loro vacanze a ricreare la mente e lo spirito proprio in questi luoghi santi, tra l’altro spesso inseriti in un affascinante ambiente naturale (spesso generato o alimentato nella storia proprio dai monaci stessi, vedi nel dossier sul Medioevo). Dopo qualche giorno di permanenza nelle loro foresterie (perché nella tradizione benedettina l’ospite è sempre accolto con gioia, come segno di Cristo stesso), dipartono da questi luoghi santi e di preghiera, in genere avvolti dal silenziosilenzio che è essenziale per riscoprire il proprio “io”, e in esso Dio stesso, ed oggi infatti totalmente censurato dalla mente dei giovani, in genere patologicamente storditi dal frastuono dei loro ambienti, della loro musica e delle loro compulsive connessioni! – se ne dipartono poi talmente edificati interiormente da provare quasi pena per certi loro amici travolti storditi invece in quei luoghi di vacanza sopra descritti e persino con la voglia di comunicare loro quanto sia invece bella la vita di fede in Cristo!

Ma torniamo proprio a questo agosto 2025

A proposito dei giovani e delle loro vuote vacanze anche nei più rinomati e frequentati luoghi balneari, ecco appunto la straordinaria esperienza di Riccione, una località turistica balneare che è quasi un simbolo anche dello stordimento estivo balneare giovanile sopra descritto, dove coraggiosi giovani cattolici di oggi, apparentemente in tutto simili ai loro coetanei, hanno dato vita anche quest’anno all’incredibile esperienza di missione denominata “Evangelizzazione di strada” (e di spiaggia) proprio sulle spiagge o nei luoghi di ritrovo notturno di Riccione (vedi un breve video), esperienza persino citata e lodata dal Papa nell’Angelus del 17.08.2025 (vedi).

Anche quest’anno, come avviene da anni nei primi giorni di agosto (1-6), Medjugorje (inutile ormai, dopo 41 anni di presunte o reali apparizioni mariane, dire cosa e dove sia) si è riempita di giovani (quest’anno addirittura 100.000 e con un inizio leggermente posticipato, per permettere l’arrivo dei Giovani provenienti dal loro straordinario Giubileo a Roma), per il loro cosiddetto Mladifest (Festival di giovani), che, contrariamente a quanto il nome potrebbe far pensare, pur nell’esuberanza e gioia dei giovani, rappresenta un’intensissima esperienza di preghiera, di celebrazioni (numerosissime Confessioni, partecipatissime SS. Messe, intense Adorazioni eucaristiche notturne), ascolto di catechesi e testimonianze di giovani cristiani (vedi alcuni video). Si tratta di un’esperienza che provoca numerosissime conversioni anche in chi vi partecipa per la prima volta, incuriosito o portato da amici, e che ha fatto nascere pure numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Pur non essendo ancora apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa, tale evento spirituale ha avuto appunto anche quest’anno un particolare successo ed anche Papa Leone XIV ha provveduto comunque a raggiungerli e incoraggiarli con un suo messaggio (leggi).

Giubileo dei Giovani

(Roma, 28 luglio – 3 agosto 2025)

A proposito della testimonianza cristiana dei giovani di oggi, anche proprio in questo agosto 2025, non possiamo ovviamente non parlare soprattutto di quell’evento straordinario di fede e di comunione cristiana che quest’estate (Anno Santo 2025) ha attirato a Roma, centro della cristianità e sede di Pietro (oggi Papa Leone XIV), oltre un milione di giovani dei cinque Continenti, per celebrare il loro Giubileo!

S’è trattato di un evento decisamente “controcorrente” e di tali proporzioni da essere sorprendente e persino inimmaginabile, vista appunto la cultura dominante, specie in Occidente. Un avvenimento talmente eclatante che anche il circo mediatico non solo italiano ma mondiale non ha potuto nascondere o censurare, come fa in genere con le notizie e gli avvenimenti cristiani; anche se ovviamente ha provveduto poi subito a far cadere nell’oblio.

Tra l’altro, tutti possono infatti osservare come ormai solo la Chiesa Cattolica nel mondo, nonostante i continui attacchi culturali, mediatici e talora anche fisici contro di essa, riesca a generare un evento del genere e con questi numeri!

Forse non molti sanno che 50 anni fa, per il Giubileo 1975 (quindi solo 7 anni dopo il fatidico ’68), nessuno, nemmeno il Pontefice Paolo VI, si sognò di prevedere un evento giubilare dedicato ai giovani, tale era l’evidenza che, anche per le turbolenze post-conciliari interne alla vita della stessa Chiesa Cattolica, oltre che per la contestazione studentesca (cavalcata specie in Italia dalle sinistre!), esso sarebbe andato deserto!

Fu invece Giovanni Paolo II che, già in occasione del ”Giubileo straordinario della Redenzione” (1983-1984, cioè in occasione del 1950° anniversario della morte e risurrezione di Cristo Signore – un’iniziativa che ricevette previamente da non pochi ambienti ecclesiali anche molte critiche al Papa – e che, pensiamoci fin d’ora, nel 2033, a meno che non avvenga nel frattempo qualcosa di enorme nella storia dell’umanità da cambiarne persino le sorti, dovrà certamente celebrare solennemente i 20 secoli di tale evento della Redenzione dell’umanità, come il 2000 lo fu dell’Incarnazione), azzardò, seppur persino sconsigliato, un Giubileo dei giovani: fu invece un primo e inatteso successo, con circa 200.000 giovani convenuti a Roma per celebrare il loro Giubileo col Papa. Tale rinnovato e persino paradossale entusiasmo (dati i tempi e appunto la montante e avvilente situazione religiosa e morale dei giovani, specie in un Occidente ormai appunto ampiamente ex-cristiano) dei giovani del mondo per la fede in Cristo Signore, fu immediatamente colto da un allora ancora giovane Pontefice, così da indire subito per il 1985 (cogliendo pure l’occasione di un “Anno dei Giovani” indetto dall’ONU e che diede a Giovanni Paolo II pure l’opportunità di scrivere ai giovani del mondo una stupenda Lettera, leggi) una Giornata Mondiale della Gioventù (cristiana), che diede origine appunto alla celebri GMG, da tenersi in genere a livello mondiale ogni 2 anni e in diversi luoghi del mondo. Se nel 1987 l’evento ebbe sede a Buenos Aires (Argentina), nel 1989 fu a Santiago di Compostela (Spagna; simbolo, col suo celebre e storico “cammino”, delle radici cristiane dell’Europa) e nel 1991 addirittura a Czestochowa [(Polonia); cosa da essere totalmente inimmaginabile solo 2 anni prima! Oltre ad essere la terra di provenienza del Papa, dal novembre 1989 l’Europa dell’est era uscita miracolosamente e pacificamente dall’oppressione comunista e atea di Mosca (blocco di Varsavia). Quella giornata vide addirittura la partecipazione di giovani russi (anche dell’Armata Rossa); e proprio l’8 dicembre dello stesso anno 1991 sarebbe crollata l’URSS e il 25 dicembre sarebbe stata ammainata definitivamente dal Cremlino la bandiera rossa]. Nel 1993 la GMG si tenne invece negli USA, a Denver (Colorado). Nel 1995 fu la volta dell’Asia (continente dove peraltro i cristiani sono quasi ovunque una minoranza, peraltro spesso ferocemente perseguitata), con la GMG di Manila (Filippine), che rimane in assoluto quella numericamente più partecipata, con circa 5 milioni di giovani cattolici!). Sorprendente, a tal punto da essere stata sconsigliata al Pontefice dai suoi stessi collaboratori, fu poi la GMG che Giovanni Paolo II decise di tenere a Parigi nel 1997, cioè nel cuore di una vecchia Europa occidentale ormai scristianizzata e nella patria stessa della Rivoluzione e di una permanente e ostentata “laïcité”: fu invece un trionfo vedere 1.200.000 giovani con Giovanni Paolo II anche sotto la Torre Eiffel. Si giunse così a quella del Giubileo del 2000 a Roma, con 2 milioni di giovani. Seguirono quindi le GMG di Toronto (Canada) nel 2002 e di Colonia (Germania; nel 2005, già presieduta dall’appena eletto Benedetto XVI, peraltro papa appunto tedesco). Seguirono le GMG, sempre guidate da Benedetto XVI, di Sydney (Australia) nel 2008 e di Madrid (Spagna) nel 2011. Papa Francesco ha presieduto poi quella di Rio de Janeiro (Brasile) nel 2013, di Cracovia (Polonia) nel 2016, di Panama nel 2019 (risultata quasi insignificante, anche per la posizione geografica) e di Lisbona (Portogallo) nel 2023 (dove si giunse paradossalmente a dire, peraltro alle porte di Fatima, che non era necessario parlare di Cristo, al fine di essere più “inclusivi”!). Quella di Roma, tenuta quest’anno in occasione del Giubileo dei Giovani e guidata già dal neo eletto Papa Leone XIV, con la partecipazione di oltre un milione di giovani.  La prossima GMG si terrà quindi nel 2027 in Asia, a Seul (Corea del Sud), cioè alle porte dell’immensa Cina (dove il regime comunista regna sovrano e sempre più potente) e al confine con la Corea del Nord (dove una feroce dittatura ereditaria comunista fa di quel Paese quello con la massima persecuzione anche fisica dei cristiani leggi leggi). 

Si tenga presente che si tratta di eventi eccezionali, carichi pure di valore emotivo, ma chiaramente cattolici. Già con Giovanni Paolo II le Giornate Mondiali della Gioventù si distesero per più giorni, comprendendo catechesi e poi persino con un intero giorno dedicato alle Confessioni. Benedetto XVI vi aggiunse anche l’Adorazione Eucaristica.

In proposito, va certamente sottolineato come il Giubileo dei Giovani di quest’Anno Santo, dopo aver visto fin dall’inizio un’inaspettata presenza di giovani (oltre ai 150.000 giovani già presenti alla S. Messa di accoglienza in piazza S. Pietro martedì 29 luglio, vedi), sono seguiti in settimana numerosi eventi di fede (e catechesi), culturali e missionari a loro dedicati o da loro stessi promossi. Venerdì c’è stata poi un’enorme affluenza al Sacramento della Confessione, al Circo Massimo. Particolarmente impressionante e persino commovente è stata poi la grande Veglia tenuta col Papa sabato sera (2 agosto) nell’immensa spianata, peraltro non facilmente raggiungibile, di Tor Vergata (vedileggi il dialogo del Papa coi giovani), partecipata appunto da oltre 1 milione di giovani, che si sono fermati ovviamente per tutta la notte per partecipare la mattina dopo alla S. Messa col Papa, appunto domenica 3 agosto (vedileggi l’omelia e leggi le parole di saluto finale all’Angelus). Sottolineiamo che, al di là di un pomeriggio comprensibilmente di festa, canti ma pure significative testimonianze, la Veglia della sera è stata caratterizzata invece da un intenso clima di fede e di preghiera, che ha visto addirittura per una prolungata e silenziosa Adorazione Eucaristica (lo stesso Pontefice Leone XIV ha compiuto interamente in ginocchio l’adorazione, per oltre 30’, vedi da h 1,13’ a h 1,55’).

Questo ha fatto comprendere (e si spera che il mondo mediatico non abbia invece distratto, magari coi suoi commenti, da questo che è l’elemento essenziale) che s’è trattato di un vero evento di fede cattolica dei giovani e non di una caotica e anonima “kermesse giovanile” non si tratta infatti di eventi sportivi o musicali [significativa però la presenza di molti giovani artisti (ricevuti la mattina dal Papa, vedi), ma soprattutto la presenza, con la loro testimonianza canora e di fede, alla Veglia col Papa dei 3 celebri giovani tenori del “Volo”, che hanno pure sostenuto il canto iniziale dell’Inno del Giubileo, mentre stava giungendo il Papa (vedi inizio del video), per concludere loro la Veglia con il canto del “Magnificat” (vedi il video dal minuto 1,55′), musicato dal maestro mons. Marco Frisina, che guidava il coro e l’orchestra, e che proprio nel Giubileo del 2000 cantò persino Mina (ascolta), che in quel grande Anno Santo dedicò interamente il suo abituale CD annuale proprio alle celebri e storiche lodi della cristianità, intitolato “Dalla terra”].

Ovviamente si comprende bene che tali eventi, se generano certamente, specie in un giovane, un entusiasmo che può lasciare anche un solco profondo nella propria vita (se non altro per non lasciarsi scoraggiare da un mondo, specie in Occidente, dove si presentano modelli di vita giovanili e adulti totalmente estranei se non avversi a Cristo!) richiede poi un continuo cammino di approfondimento, soprattutto dell’autentica fede e morale cristiana (oggi assai minacciata o deformata talora all’interno stesso di certi ambienti cattolici).


Una nota a proposito del Papa Leone XIV

Un evento che ha il sapore del miracolo è avvenuto com’è noto l’8 maggio scorso, peraltro giorno popolarmente dedicato alla Madonna di Pompei e alla tradizionale Supplica (vedi) stilata dal Beato Bartolo Longo ed elevata con filiale devozione dal popolo di Dio, specie in Italia, alla Regina del S. Rosario, due volte all’anno (appunto 8 maggio e prima domenica d’ottobre); una coincidenza che il nuovo Papa, pur non essendo italiano, ha voluto ricordare in mondovisione nel suo primo saluto e Benedizione alla Chiesa e al mondo (leggi).

Com’è noto il Santuario della Regina del S. Rosario di Pompei, cioè alla pendici del Vesuvio che nel 79 d.C. distrusse improvvisamente quella grande città romana  – e sarebbe bene ricordare cosa può accadere improvvisamente nella storia (leggi), anche per dominare la nostra superbia e pretesa autonomia da Dio, tanto più che quel noto vulcano che domina Napoli e il suo splendido golfo è fortemente attivo, anche se ora dormiente dal 1944, ma che tutti sanno, a cominciare dai vulcanologi, che può scoppiare da un momento all’altro e provocare anche un milione di morti – ebbene, quell’amato Santuario mariano italiano, non si riferisce stranamente a nessuna apparizione della Vergine Santa, come normalmente è per i grandi santuari mariani del mondo, e neppure al ritrovamento miracoloso di una Sua effigie, come talora è avvenuto (l’immagine della Madonna di Pompei, è stata comprata da Bartolo Longo a Napoli in uno stato di abbandono e trasportata a Pompei su un carro di letame!).

Interessante però ricordare, anche a proposito di una situazione giovanile spesso tanto depravata come quella occidentale, come abbiamo sopra ricordato, che il giovane Bartolo Longo (vedi) era nato nel 1841 in un umile paese della provincia di Brindisi, ma venne poi a Napoli a studiare Giurisprudenza in Università. Pur educato cattolicamente (fece in Puglia tutte le scuole dagli Scolopi e la madre si fece promettere dal figlio, prima di partire per Napoli, che avrebbe recitato il Rosario tutti i giorni, promessa che pare comunque abbia mantenuto, anche quando non ci credeva più), a Napoli il giovane Bartolo perse totalmente la sua fede cristiana e la sua anima, non solo per essersi abbandonato alle immoralità, ma persino frequentando circoli anticlericali, fino a precipitare in circoli addirittura satanici e divenendo egli stesso una sorte di “sacerdote di Satana”. Cadde però in una profonda depressione e pensò seriamente al suicidio, certamente istigato da Satana stesso.

Non possiamo qui ovviamente entrare nel merito di come avvenne la sua conversione e come divenne un fervente devoto della Vergine Santa e del S. Rosario, tanto da impegnarsi ad erigere appunto il Santuario di Pompei (costruzione terminata solo nel 1901), che attirò subito la devozione popolare, anche perché quella immagine mariana risultò subito miracolosa. Il Santuario riceve annualmente centinaia di migliaia di pellegrini non solo dall’Italia ma dal mondo intero. Bartolo Longo morì il 5.10.1926; fu beatificato da Giovanni Paolo II il 26.10.1980 e sarà proclamato Santo da Leone XIV il 19.10.2025 in piazza S. Pietro (l’annuncio ufficiale è stato dato il 13 giugno scorso durante il Concistoro, ma il decreto di canonizzazione era stato firmato da Papa Francesco il 24.02.2025 dal Policlinico Gemelli, il noto ospedale cattolico romano, nella cui cappella si conserva pure una reliquia del santo medico napoletano Giuseppe Moscati, che era molto amico di Bartolo Longo e che gli fece visita anche il giorno della morte).


I prossimi tempi si presentano carichi di gravi minacce per l’umanità ma sano e saranno anche ricchi di particolari “segni” divini (vedi News “Tramonto o aurora?”), da tempo annunciati e che vedranno un particolare intervento di Maria Santissima, fino al promesso “trionfo del Suo Cuore Immacolato”, cioè di Cristo stesso attraverso la Sua Madre (vedi e vedi il dossier su Fatima).

Intanto ora la Chiesa Cattolica ha una guida, forte e tenerissima… che farà sentire la sua voce mite e “ruggente”, capace di farsi ascoltare dai popoli. La Chiesa, pur se criticata e persino abbandonata, sarà un faro di luce (che è Cristo stesso, cfr. Gv 3,19-21; 8,12; 9,5; Mt 5,14-16) per un’umanità dispersa, confusa e disperata, persino preda del demonio (che è menzognero e omicida nella sua stessa essenza angelica decaduta, cfr. Gv 8,44).

Si tenga presente che, se per i Cattolici (1,4 miliardi di persone) il Papa è “Vicario di Cristo”, successore di S. Pietro e quindi guida suprema della Chiesa Cattolica (vedi la News “Tu es Petrus”), è comunque universalmente riconosciuto, al di là dei Cattolici, come la massima guida morale del mondo intero. Tra l’altro, nessuna religione, come neppure nessuna Confessione cristiana (Ortodossa o Protestante) ha una guida unica come ha invece la Chiesa Cattolica, secondo il volere stesso di Cristo, cfr. Mt 16,18-19)!

A proposito del nuovo Papa, Leone XIV, subito amato dal mondo intero e appunto anche dai giovani, sottolineiamo anche questo aspetto. Si tratta del primo Papa, in 2000 anni di storia della Chiesa, proprio di origine USA (Robert Francis Prevost è nato a Chicago il 14.09.1955); ma con ciò fin dai primi istanti di Pontificato non ha manifestato un particolare “feeling” per la sua terra d’origine e per gli attuali suoi governanti. Entrato fin da giovanissimo nell’Ordine religioso degli Agostiniani, dall’età di 30 anni fu missionario in Perù, così da conoscere bene non solo la lingua spagnola, ma la cultura, la società e la Chiesa non solo peruviana ma latino-americana. Dal 2001 al 2013 è stato Priore generale del suo Ordine religioso e in tale veste ha dovuto girare e conoscere il mondo intero e la Chiesa dei 5 Continenti. Nel 2014 tornò in Perù, essendo eletto Vescovo e Amministratore apostolico (poi dal 2015 vescovo) di Chiclayo, una città di circa 600.000 abitanti nel nord del Perù. Il 30.01.2023 papa Francesco lo ha nominato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia commissione per l’America Latina e da allora risiede in Vaticano. Com’è noto è stato eletto Papa l’8 maggio scorso.

Interessante notare pure le lingue parlate correntemente dal nuovo Papa. La sua origine statunitense gli offre la grande opportunità di avere l’inglese, oggi praticamente lingua universale, come propria lingua madre e quindi di conversare immediatamente e liberamente con persone e autorità provenienti dal mondo intero. La sua lunga permanenza in Perù gli ha permesso pure di avere un’ottima conoscenza dello spagnolo, che peraltro è la lingua numericamente più parlata nella Chiesa Cattolica mondiale, così che se deve improvvisare persino la Benedizione gli viene spontaneo farla, senza dover leggere, in spagnolo (vedi la Benedizione finale al termine della S. Messa di inizio del Giubileo dei giovani, in piazza S. Pietro, dove la visita del Pontefice non era neppure prevista e quindi improvvisata, tanto che il Papa non aveva alcun testo scritto). La piena padronanza dell’italiano, come vediamo, oltre ad avere per via paterna ascendenze familiari anche italiane, gli è data non solo dal fatto di aver conseguito il dottorato in Diritto Canonico a Roma, presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (“Angelicum”), ma appunto perché abita in Vaticano dal 2023, dove ricopriva da neppure due anni un compito assai importante a servizio del Papa e della Chiesa universale (Prefetto del Dicastero per i Vescovi).


Agosto 2025. Qualche osservazione su …

Lo scacchiere mondiale

Vacnze o vacanti? - Lo scacchiere mondiale

Prima di concludere queste considerazioni sulle vacanze estive che volgono al termine, dobbiamo però dare un rapido sguardo allo scacchiere mondiale, che non è certo rasserenante, emerso anche in questo incandescente (anche dal punto di vista geopolitico) agosto 2025.

Si tenga peraltro presente come, nel torpore delle vacanze, si può correre pure il serio pericolo che certe notizie, entusiasmanti (come il citato Giubileo dei giovani) o drammatiche (come le tragiche guerre in corso), non raggiungano neppure le orecchie, gli occhi e soprattutto le menti, di chi è sotto l’ombrellone o addirittura all’estero, tanto più nell’alienante ambiente giovanile che abbiamo sopra brevemente descritto. Il circo mediatico, anche quando riuscisse a raggiungerci, provvede poi comunque ad operare le proprie censure o al contrario ad esasperare in modo unilaterale certe notizie, non solo di cronaca ma anche di politica nazionale e internazionale.

Sarebbe utile e assai intelligente, pur nel meritato riposo, tenere le antenne della nostra mente particolarmente attente e nello stesso tempo possibilmente non troppo inclini a credere a ciò che il potere mediatico vuole che sappiamo o non sappiamo, che crediamo o non crediamo, pilotando le nostre mente per farci ritenere come prioritarie o secondarie certe notizie o certi eventi che non lo sono invece affatto.

Non sarebbe infatti la prima volta che notizie di eventi che sono poi risultati assai decisivi, anche per la vita sociale, economica e politica pure del nostro Paese, siano accaduti proprio d’estate, così da essere meno percepiti come tali e comunque senza destare particolari reazioni emotive o di piazza.

Basterebbe ricordare, per la politica italiana, l’estate 2011, quando improvvisamente gli italiani, mentre erano magari intenti a fare una pennichella o passeggiata estiva o stavano abbronzandosi sulla spiaggia, impararono d’un baleno la parola “spread”, fino a farne un incubo, mentre di fatto si trattava di un vero e proprio ricatto creato artificialmente dai poteri forti europei, specie tedeschi, che volevano fare da padroni non solo nella UE ma nel nostro stesso Paese (come già fecero ad esempio per la Grecia: cioè indebitare per poi sottomettere e comprare). Così proprio nei giorni di Ferragosto gli inquilini del Quirinale (Napolitano) e di Palazzo Chigi (Berlusconi) dovettero improvvisamente precipitarsi a Roma. Si giunse così al novembre dello stesso anno, quando il premier Berlusconi fu di fatto costretto a lasciare Palazzo Chigi e il Quirinale tirò fuori dal cilindro (delle banche) l’ex-commissario UE Mario Monti, che in soli 3 giorni venne eletto prima Senatore a vita e poi Presidente del Consiglio, inaugurando quella lunga stagione di “governi tecnici” e di capi di governo non eletti dal popolo (non emergenti cioè dal voto sui partiti degli italiani), con la scusa di sempre nuove emergenze.

Del resto anche la Francia nel 2017 tirò fuori, sempre dal cilindro delle banche, il giovane e fino ad allora sconosciuto Emmanuel Macron, che nonostante le votazioni politiche francesi sta tuttora all’Eliseo e continua a fare il “galletto” (nel senso proprio dei Galli)!

In questo agosto 2025, rovente infatti è stata non solo la temperatura dell’aria estiva, ma lo è stata soprattutto quella della situazione geopolitica internazionale; e dai tizzoni ardenti, alcuni tenuti sempre alla ribalta (come il caso Ucraina) ed altri quasi totalmente censurati (si pensi alla situazione reale del Medio Oriente), sale un fumo che annebbia volutamente le menti e le idee, ma in realtà eventi carichi di tensione e che potrebbero scatenare reazioni a catena che nessuno sarebbe poi più in grado di contenere, fino ad una possibile catastrofe planetaria (vedi).

Senza voler e poter entrare qui ovviamente nel merito della questioni, oltre alla questione dell’Ucraina, dobbiamo soprattutto seguire con particolare preoccupazione (e pregare) quanto avviene in quella Terra che noi cristiani ci ostiniamo a chiamare Santa (dove infatti Dio si è rivelato, incarnato e ci ha redento!), soprattutto ormai per l’angosciante genocidio del popolo palestinese (dalla Striscia di Gaza ma presto potrà estendersi pure alla Cisgiordania, per poi incendiare poi l’intero Medio Oriente), un dramma tale che Israele non riesce neppure più a fingere, come ha fatto in passato, che si tratti di legittima difesa contro il terrorismo, ma si parla apertamente, con l’appoggio della stessa Casa Bianca, di sterminio o deportazione di massa di un intero popolo (una tragedia che tra l’altro proprio chi ha subito la Shoah non dovrebbe nemmeno lontanamente pensare)!

Nelle scorse settimane abbiamo appunto assistito al balletto degli incontri e dei progetti che emergono di volta in volta dalla mente pirotecnica di Trump (qualcuno ipotizza addirittura un possibile delirio senile – intanto dopo quanto s’è visto con Biden non c’è più limite invalicabile – ma in realtà più probabilmente proprio un’astuzia politica e strategica per confondere il mondo e le controparti e raggiungere così meglio i propri scopi). di fronte a questo quadro dai contorni foschi e dagli scopi non sempre decifrabili, al di là delle apparenze emergenti dalle conferenze stampa, dai comunicati ufficiali e di ciò che offre appunto il circo mediatico, dobbiamo porci anzitutto una domanda: ma dov’è finita l’ONU?

Infatti l’Organizzazione delle Nazioni Unite, nata dopo la catastrofe del secondo conflitto mondiale, per evitare che si ripetessero tali tragedie e fossero garantiti i diritti di tutti i popoli, di fatto s’è deformata in una dispendiosissima macchina burocratica, atta ormai ad una logorroica quanto inutile se non dannosa produzione di documenti e di indicazioni ideologiche da fornire al mondo, peraltro in genere proni al New World Order (come per la promozione dell’aborto e della contraccezione di massa o dei nuovi  diritti Lgbtq – vedi ad esempio nell’ultima News).

Qualcuno s’è ad esempio chiesto, sempre per rimanere in questa rovente estate geopolitica e a proposito dell’annosa questione della situazione dell’Ucraina, perché nelle ultime settimane nessuno ha pensato al “Palazzo di vetro” di New York (ONU), ma la mente appunto vulcanica quanto astuta di Trump abbia pensato (e sia riuscito nell’intento) di accogliere plaudente un sereno e in fondo vincente e inossidabile Putin (considerato il demonio dalla UE, Italia compresa, come dal suo predecessore Biden) proprio in Alaska (quando nella UE e persino a Roma Putin poteva persino essere arrestato, visto il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale!), cioè negli USA ma in quella zona dell’alto Pacifico dove geograficamente Russia e USA arrivano a vedersi ad occhio nudo [solo km. 4 di distanza, come abbiamo sottolineato nella nostra News “Strani confini …” (vedi) e come ha ricordato nell’occasione lo stesso Putin) anche se proprio il 180° meridiano (cambio di data) ha fatto fare a Putin 2 volte il 15 agosto. 

Se qualcuno non aveva ancora capito che la questione dell’Ucraina (già dal 2014 e non solo dal 2022) riguardava lo scontro tra USA e Russia e il progressivo accerchiamento della NATO alla Russia (vedi), quel sorridente incontro di Trump e Putin ad Anchorage (appunto in Alaska, cioè negli USA), ha svelato le carte, tanto da far ammettere ai due leader (con un Trump in casa propria ma persino più imbarazzato del pluridecennale leader russo) che se tre anni fa alla casa Bianca ci fosse stato Trump invece di Biden quella guerra in Ucraina non ci sarebbe mai stata!

In questo contesto, particolarmente “comica ” (del resto era il suo mestiere) è risultata la figura del dittatore ucraino Zelens’kyj (che quando ha recentemente giustificato che non ci possono essere elezioni in Ucraina proprio perché è in guerra, ha fatto sorridere incredulo lo stesso Trump), appunto un manichino nato (meglio: Nato) che, pur applaudito e osannato dalla UE [persino alla riconsacrazione di Notre Dame a Parigi (vedi ai minuti 25’/37’)] e ricevuto dal nuovo Papa anche a Castel Gandolfo il 9 luglio (vedi), era già stato adeguatamente redarguito da Trump alla Casa Bianca e poi “confessato” dallo stesso Presidente USA persino all’interno della Basilica di S. Pietro in Vaticano (vedi), allontanando senza troppi complimenti un Macron che ci voleva mettere il naso (vedi). Se qualcuno appunto non aveva ancora capito quali siano i veri attori in gioco nella guerra in Ucraina e quale sia invece il burattino creato dalla NATO per perseguire i suoi scopi, l’incontro di Putin e Trump ad Anchorage, paradossalmente appunto senza il leader ucraino, dovrebbe averlo chiarito.

Per salvare poi la faccia nei confronti di una UE praticamente decaduta nell’insignificanza – nonostante il suo inutile “abbaiare” contro la Russia (espressione usata in proposito anche da Bergoglio), i suoi (in realtà “nostri”) miliardi spesi in armamenti da inviare in Ucraina e nonostante l’espressa volontà (qualche volta la “fatina” e Presidente Ursula von der Leyen parla chiaro e mostra il volto non proprio angelico ma satanico dei suoi intenti; in questi giorni però va pure incontro a seri problemi personali, vedi) di esportare ovunque, possibilmente fino a Mosca, i propri “valori” (l’ideologia gender, abortista ed ecologista, oltre ovviamente ai “diritti” Lgbtq+), ebbene Trump ha poi pensato a cose fatte i leader europei a casa propria, cioè alla Casa Bianca (nessuno ha infatti pensato “Palazzo di vetro” di New York), trattandoli come “scolaretti”, per sentire i loro pensierini e affidar loro i compiti delle vacanze (nel senso letterale del termine “vacanza”, a parte i miliardi di € che la UE dovrebbe o vorrebbe donare ancora all’Ucraina, nonostante il borsellino ormai chiuso degli USA).

Qualcuno nella UE si accorge che, a fronte di una nuova Amministrazione USA che realisticamente sorride e stringe la mano allo “zar”, continuare a minacciare, sanzionare e mandare armi contro la Russia – che nel frattempo stringe alleanza con la Cina (fino alla produzione di mastodontici gasdotti siberiani tra i due colossi) e perfino con l’India – offre allo scacchiere geopolitico internazionale la patetica figura di un cagnolino arrabbiato che abbaia superbo contro un “orso” che nel frattempo ha pensato bene fare alleanza con un “drago”?

Non sembra neppure esagerato parlare di una indecente fine della UE! Pochi giorni fa, dal palco del Meeting di Rimini, persino Draghi, già quintessenza del potere economico e politico della UE (e dell’Italia), ha infatti platealmente riconosciuto che il 2025 segna la fine di una UE che conti nello scacchiere geopolitico mondiale.

Dove è andata a finire una UE, che peraltro aveva voluto caparbiamente rinnegare le proprie radici cristiane (per diventare solo una maschera delle banche)?

A proposito della Presidente della Commissione Europea, nella News del 22.12.2022 (vedi), di fronte persino alla foto del Palco Reale del Teatro La Scala di Milano per la celebre Prima (vedi), c’eravamo posti una scomoda ma scottante domanda su chi comanda davvero in Italia e a chi si presta davvero servizio (si pensi invece alla formula di giuramento all’inizio del mandato del Presidente della Repubblica e a quella di ogni Presidente e Ministro di un nuovo Governo: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”).


Ci sono poi situazioni geo-politiche e geografiche di cui non si parla ma che rappresentano invece dei potenziali seri pericoli. Ne abbiamo parlato anche nella nostra News/documento “Strani confini e possibili pericoli” (vedi). Più sopra abbiamo ad esempio ricordato quanto già espresso in quella News, che cioè Russia e USA (Alaska) giungono ad essere distanti tra loro solo km. 4 (cosa che ha appunto ricordato anche Putin nel suo recente incontro con Trump non a caso proprio in Alaska).

Nella stessa News/documento avevamo pure ricordato come esista addirittura un pezzo di Russia proprio all’interno della UE e della stessa NATO: Kaliningrad. Situazione per sé pericolosissima (ad esempio nel 1939 il cosiddetto “corridoio di Danzica” diede a Hitler il pretesto di invadere la Polonia, seguita dalla Russia solo qualche giorno dopo; ma ciò diede inizio alla II Guerra Mondiale!) venutasi a creare dopo il crollo della URSS, l’indipendenza della Lituania e poi l’ingresso dei Paesi circostanti (Polonia e Lituania) nella UE e addirittura nella NATO.


Sul ruolo delle NATO – che, ricordiamolo, è una vera e propria alleanza militare, tanto da impegnare tutti i Paesi membri ad intervenire militarmente qualora un Paese membro fosse attaccato, e quindi di valenza bellica estremamente vincolante e pericolosa! – è bene ricordare che essa era nata e giustificabile dopo la spartizione europea seguita al 2° Conflitto Mondiale e al Trattato di Yalta, come difesa del blocco atlantico (a guida USA) contro quello di Varsavia (blocco comunista, con l’URSS e Paesi satelliti e ovviamente a durissima guida russa). Di fatto, quindi, dopo il crollo del comunismo nei Paesi dell’est-Europa (1989) e nella stessa Russia (1991), tale Alleanza Atlantica doveva veder esaurito il suo compito. Invece non solo ha continuato ad esistere, con ingenti forze armate, ma ha continuato ad espandersi ad est fino ad accerchiare completamente la Russia. Qui sta appunto la questione Ucraina! Ne abbiamo ampiamente parlato  in un apposito documento, in cui anche solo la cartina iniziale è già ampiamente eloquente (vedi).


A proposito della NATO e dell’opinione pubblica pilotata dai media occidentali – obbedienti ovviamente ai padroni e alla logica manichea dei “buoni siamo noi” e “i cattivi gli altri”, logica di cui gli USA sono maestri incontestabili (vedi), nonostante le plateali smentite ricevute della recente storia mondiale – possiamo poi osservare come alcune crisi (come quella ucraina) siano talmente esacerbate da indignare chiunque e incoraggiare persino un intervento armato in difesa degli attaccati (Ucraina, appunto) contro il “nemico” che li ha attaccati (appunto la Russia e soprattutto il suo “zar” Putin). La UE, nonostante i cambiamenti dell’Amministrazione USA, anche in questi giorni pare rimanere saldamente ancorata a questa logica. Peccato però che altre crisi e situazioni analoghe, persino all’interno stesso della UE e persino della NATO, siano invece costantemente censurate e silenziate e dunque non indignino assolutamente l’opinione pubblica, che addirittura le ignora!

A parte quanto accaduto ad esempio nella ex-Jugoslavia, con le guerre che sono succedute alla sua disintegrazione e a situazione tuttora non pienamente risolte (v. Kosovo, dove sono intervenuti anche i soldati italiani!), torniamo ancora ad una particolare e paradossale situazione creatasi già nel 1974 nel Mediterraneo orientale, peraltro proprio di fronte alla incandescente e sempre più pericolosa situazione del Medio Oriente. Ne abbiamo parlato nella stessa News/documento “Strani confini e possibili pericoli” (vedi). Si tratta del fatto, per sé gravissimo, che la Turchia ha invaso Cipro e di fatto tuttora ne occupa la parte settentrionale (costituendo un Paese fantoccio che infatti solo la Turchia riconosce)! Una gravissima questione che crea aspre tensioni anche con la Grecia.

Com’è noto Cipro è una strategica isola del Mediterraneo orientale, che fu infatti già sotto la Repubblica di Venezia (ne conserva le tracce artistiche), come poi sotto l’Impero britannico. Si tratta infatti di una posizione strategica molto importante, proprio di fronte al sempre più incandescente Medio Oriente, e decisiva per le rotte marittime, specie dopo la riapertura e il raddoppio del Canale di Suez. Cipro è culturalmente legata alla Grecia (dopo essere stata legata a Venezia e poi all’impero britannico) e religiosamente è di fede principalmente greco-ortodossa. Mentre il presidente turco Erdoğan ha fatto della Turchia, che nel secolo scorso con Atatürk aveva assunto una veste più laica, una sorta di califfato islamico sunnita. Dunque dopo l’invasione turca, l’isola risulta spaccata in due anche in senso religioso e contro la sua stessa storia: nella parte settentrionale, che è di fatto sotto il dominio della Turchia, vige (imposta) la fede islamica sunnita; mentre il resto dell’isola, rimasta di fede cristiana ortodossa greca, ha un’impronta ancora inglese (persino la circolazione stradale è a sinistra). Cipro, nella parte rimasta libera, costituisce uno Stato indipendente, appunto culturalmente e religiosamente legato alla Grecia; nel 2004 è addirittura entrato a far parte della UE ed ha come moneta persino l’€ (che non hanno neppure molti Paesi della UE)!

Il paradosso di tale situazione, di cui nessuno appunto parla e che non indigna l’opinione pubblica mondiale, è che la Turchia, che è membro della NATO e che molti volevano persino nella UE, ha invaso e occupa una parte di un Paese che è ora della UE, ponendosi anche contro la Grecia (che a sua volta è membro non solo della UE ma appunto della stessa NATO)!

Come la mettiamo qui con la NATO e la UE? Ci sono cioè due Paesi della NATO in combutta tra loro [tra l’altro Grecia e Turchia sono separate com’è noto dal ristretto passaggio marittimo tra Mar Nero (dove appunto si affacciano sia la Russia che l’Ucraina, v. la questione della Crimea!) e il Mar Mediterraneo!] di cui uno (Turchia) ha attaccato e occupa una parte di una Paese addirittura della UE!

Basta però che il potere politico e il circo mediatico non ne parlino e allora la gente non si indigna affatto! Anzi, non conosce neppure il problema. Eppure ci sono turisti, anche italiani, che anche in estate si recano nella parte rimasta “libera” di Cipro.


Circa la questione della Terra Santa e dell’intero Medio Oriente, è ovviamente impossibile compiere qui un giudizio articolato, che riguarda peraltro la questione dello Stato di Israele, come pure di quello di Palestina (ad esempio riconosciuto pure dalla Santa Sede, cioè dal Vaticano). Rimandiamo semmai ad apposite sezioni del recente nostro dossier “Chiesa, nazismo ed Ebrei” (vedi).

Occorre però in proposito evitare, come appunto sottolineiamo nel dossier citato, una sovrapposizione della questione ebraica come religione (l’Antico Testamento biblico), come popolo/identità (sparso in quasi tutto l’Occidente e in genere detentore di un forte potere economico, con tutto ciò che ne consegue, a cominciare dagli USA) e appunto la questione dello Stato di Israele (creato dall’ONU nel 1948), con la sua politica interna ed estera. Occorre tener ben presente questa distinzione, onde evitare di fare di ogni erba un fascio e chiamare “antisemitismo” qualsiasi possibile dissenso dalle scelte ebraiche, persino da quelle del governo israeliano.

Quanto sta ponendo tragicamente in atto l’attuale governo israeliano, fino ad ipotizzare lo sterminio o la deportazione del popolo palestinese e magari il progressivo pieno dominio sul Medio Oriente, ha certamente a che fare anche con il nuovo corso statunitense, cioè con l’amministrazione Trump (che nelle sue esternazioni vulcaniche non ha nemmeno avuto il pudore di nascondere il sogno di trasformare la “Striscia di Gaza” in una nuova “Costa Azzurra” mediterranea, previa deportazione del popolo palestinese!); ma non è infondato il sospetto che si debba capovolgere il rapporto di causa-effetto, cioè che nelle nuove elezioni presidenziali, Trump abbia avuto in tal senso il pieno appoggio delle potenti famiglie ebraiche americane. Tra l’altro il Presidente USA s’è pure precipitato nei Paesi della penisola arabica (dove i sempre potenti emiri e sceicchi sono in genere sunniti e non sono affatto ostili ad Israele, come lo sono invece i musulmani sciiti dell’Iran, cioè non sono peraltro arabi ma persiani), offrendo lautamente armamenti ed affari economici.


In questo scacchiere mondiale, che in questa torrida estate (non solo come temperatura atmosferica) non ha certo smesso di manifestare la propria incandescenza e pericolosità, anzi, è infine impressionante l’assordante silenzio sulla Cina (anche da parte di Trump, a parte qualche piccola mossa tattica circa dazi, ma tale da risultare un piccolo abbaiare di fronte ad una “drago” in grado di condizionare ormai la stessa politica economica degli USA).

In questa ipotetica nuova spartizione del mondo, intanto, nonostante gli USA e il dirimpettaio Giappone o altre forze filo occidentali come la Corea del Sud, è abbastanza prevedibile che la Cina desideri ormai arrivare alla soluzione finale della questione di Taiwan (Paese indipendente riconosciuto anche dal Vaticano) e che invece il colosso cinese considera naturalmente una propria provincia e pare ormai pronto a riprendersela, con le buone (accordo di riunificazione) o con le cattive (in modo militare)!


Tutto qui? C’è altro? Cosa bolle in pentola?

A proposito di crisi sconosciute e censurate, è interessante ad esempio notare come il Papa (nelle Udienze generali o negli Angelus, dove l’interesse mediatico censura peraltro totalmente il contesto spirituale dentro cui tali cenni sono inseriti, riducendo la missione del Papa a quello di un manager mondiale che dice anche lui la sua!), se ha certamente fatto cenno alla grave situazione umanitaria dell’Ucraina e in modo ancor più accorato alla tragica situazione della popolazione palestinese, specie civile, ha menzionato pure situazioni di crisi (e non è certo casuale) di cui il mondo e il circo mediatico occidentale neppure parla o conosce: ad esempio, all’Angelus del 10 agosto (vedi) ha elogiato l’accordo raggiunto tra Armenia e Azerbaigian (chi conosceva questa crisi?), nella stessa occasione (Angelus del 10 agosto, vedi) ha parlato della tragica situazione di Haiti (qualcuno ne era al corrente?) e nell’Angelus del 24 agosto (vedi) ha parlato della crisi in atto in Mozambico (chi ne ha mai parlato?).

Come vediamo, per la maggior parte della gente, anche quella addormentata d’estate sotto l’ombrellone, ci sono notizie e situazioni che sollevano la pubblica indignazione; ed altre, anche assai gravi, che invece non sono neppure conosciute o lasciano comunque indifferenti. Ecco il grande potere del circo mediatico e più sopra di “chi” governa davvero il mondo!

Non parliamo della tragica situazione di migliaia e migliaia di cristiani perseguitati nel mondo e anche in Medio Oriente emarginati, uccisi o costretti alla fuga. Qualcuno ne parla?

La voce del Pontefice si alza spesso anche su questa tragedia; ma anche la sua voce non pare riesca a “bucare” la censura mediatica mondiale e persino l’indifferenza degli stessi cristiani occidentali!

Sulla terribile persecuzione in atto contro i nostri fratelli cristiani in molte regioni del mondo (si parla di oltre 360 milioni di persone!), così come sulla diffusa “cristianofobia” ampiamente presente anche nei Paesi occidentali cosiddetti liberi (e tanto sensibili ad altre “fobie”!) e che condiziona non poco i giovani e i ragazzi fina dalle più verdi età, siamo intervenuti appunto molte volte (vedi)(vedi). Vi torneremo però presto con una nuova News di aggiornamento.