
Europa al tramonto?
Come abbiamo già ricordato lo scorso anno nella News “Tramonto o aurora?” (vedi), lo stesso termine Occidente sta evidentemente ad indicare dove tramonta il Sole. E molti riconoscono nello stesso termine Europa, di etimologia incerta, lo stesso significato.
Eppure proprio l’Europa, e di seguito tutto l’Occidente, è stata la culla della più grande civiltà, quella che più ha inciso nel panorama culturale mondiale.
Le (recise) radici cristiane dell’Europa e dell’Occidente
Nata dal fecondo incontro tra cultura classica ellenistica e diritto romano con la novità assoluta ed insopprimibile del cristianesimo, l’Europa si è venuta costituendo, sulla base appunto della fede cristiana, come armonia di etnie e popoli diversi, fino a costituire un’interiore ma reale unità.
Il “luminoso” millennio costituito dal cosiddetto Medioevo (vedi il dossier) rappresenta pure la parabola storica del formarsi di questo Continente di popoli, che appunto ha inciso più di ogni altro nella vicenda storica mondiale. E non si trattò solo dell’opera di Carlo Magno (800) e del Sacro Romano Impero o della conversione alla fede cristiana dei sovrani locali e dei loro rispettivi territori, ma soprattutto di quell’incredibile fiorire di innumerevoli monasteri (vedi), come poi della nascita ad opera della Chiesa delle università (vedi), ma pure dei celebri pellegrinaggi medievali (vedi).
È significativo e per certi versi paradossale che proprio tra non pochi giovani ci sia oggi, nonostante tutto, la riscoperta e perfino l’ingresso nei monasteri, specie quelli legati all’autentica tradizione cattolica (vedi); come che rinasca pure il desiderio di percorrere a piedi i celebri “cammini” medievali, talora intrapresi come veri pellegrinaggi di fede, altre volte come semplice ma significativa esperienza esistenziale e culturale. Non è casuale, tra l’altro, che nella sua semplice ma non banale comicità, anche Checco Zalone abbia voluto dedicare a questo il suo ultimo film (“Buen Camino”), con valenza allegorica non indifferente.
Nei primi secoli del cristianesimo, nonostante la feroce persecuzione subita, l’area cristiana, e persino il concetto di Europa, poteva abbracciare l’intera area mediterranea, pur debordando ampiamente anche verso l’Oriente. Roma, centro dell’Impero, divenne quindi subito (e tuttora è) pure il centro vivo della Cristianità, come sede di Pietro (capo e guida di tutta la Chiesa) e dei suoi legittimi successori. Se l’imperatore Costantino aveva provvidenzialmente provveduto a far uscire il cristianesimo dalla clandestinità (313) e a permettere che divenisse poi persino l’asse portante della nuova civiltà che veniva formandosi, contribuì invece a spostare l’asse dell’Impero verso oriente, appunto a Costantinopoli, che verrà quindi considerata (e ancora si considera, pur diventata Istanbul sotto l’occupazione musulmana) la “seconda Roma”. Mentre nel 476 Roma e l’Impero Romano d’Occidente cadevano sotto l’onta dei “barbari”, fu proprio l’evangelizzazione di questi nuovi e diversi popoli del centro e nord Europa ad estendere la cristianità e l’idea stessa di Europa (e quindi di Occidente) fino alle sue estreme latitudini settentrionali.
La prima grande frattura di questa immensa area culturale e religiosa, erede dell’Impero Romano e che avvolgeva pure l’Africa settentrionale, fu causata dall’apparire nel sec. VII dell’Islam e dalla sua immediata e violenta espansione (vedi), non solo nei Paesi arabi (dove nacque e dove ancora trova il proprio centro propulsore) ma nel Medioriente (fino alla Turchia, che poi come Impero Ottomano divenne propulsore delle invasioni islamiche non solo nei Balcani ma proteso ad occupare tutto l’Occidente e ciò sarebbe accaduto se non ci fossero state soprattutto le battaglie di Lepanto e di Vienna) e in tutta l’Africa settentrionale, che cesserà così per sempre di essere cristiana, giungendo persino ad occupare per 7 secoli la quasi totalità della penisola iberica. Così il Mediterraneo, che da “Mare Nostrum” romano era diventata un’ampia area interamente cristiana, vide rompersi la sua unità culturale e tuttora rimane un grande bacino dove si affacciano tre Continenti, le tre grandi religioni monoteiste di origine abramitica (e che insieme costituiscono oggi la maggioranza assoluta delle popolazione mondiale) e dove vediamo tuttora persistere forti tensioni (basti appunto pensare all’attuale crisi del Medio Oriente, per non parlare dell’affacciarsi di Russia e Ucraina sul Mar Nero).
Un’altra grande crisi dell’unità europea, sia pur non con gravissime distorsioni dall’autentica fede cristiana, fu lo “Scisma d’Oriente” (1054) e la nascita della cosiddetta Chiesa Ortodossa, su cui abbiamo soffermato recentemente la nostra attenzione (vedi il documento apposito).
In compenso la crescita dell’Europa sui fondamenti della fede cristiana proseguì con l’evangelizzazione dei “popoli slavi”, fino alla Russia (tanto che Mosca si è considerata e tuttora si considera come la “terza Roma”).
L’Europa cristiana, con la sua sostanziale identità religiosa e sia pur nel rispetto delle diverse identità e tradizioni, poteva dunque estendersi dall’Atlantico agli Urali (come amava dire Giovanni Paolo II, primo Papa slavo della storia) e dal Mediterraneo alla Scandinavia.
Una tragica frattura, non solo per l’autentica fede cristiana ma per la stessa unità europea, avvenne invece nel sec. XVI con la cosiddetta “Riforma protestante” (vedi) e il costituirsi della sedicente “Chiesa anglicana” (vedi). Frattura che tuttora permane e che è stata addirittura esportata in tutto il mondo.
La concomitanza infatti di questa tragica frattura della cristianità con la scoperta dei nuovi mondi, in particolare dell’America, ha fatto sì che, mentre il cosiddetto Occidente veniva ad estendersi anche oltre l’Oceano Atlantico, tale divisione cristiana venisse esportata nelle nuove terre. In proposito, dobbiamo però superare, come abbiamo precisato in un apposito documento (vedi), il “mito” anticattolico che assocerebbe “colonizzazione e missione”. A onor del vero, si deve peraltro adeguatamente distinguere l’evangelizzazione “cattolica” dell’America (specie centro-meridionale, chiamata poi ispanica o latino-americana), ma inizialmente anche della costa pacifica dell’America settentrionale (basti pensare ai nomi ancor oggi spagnoli e cattolici delle grandi città di quell’area occidentale degli USA, specie in California), da quella “protestante”, specie inglese e quindi anglicana, del nord America, soprattutto tutti quei territori occupati dall’immenso Impero inglese e che poi nel 1776 vennero a costituirsi, col patrocinio di una già possente Massoneria, come gli Stati Uniti d’America (sempre inglesi ma resisi autonomi da Londra).
Lo ha ricordato proprio in questi giorni il re del Regno Unito Carlo III nella sua visita ufficiale negli USA (UK che, ricordiamolo, ha provveduto peraltro presto ad uscire dalla UE, oltre a non aver mai aderito all’euro), proprio nel 250° di quella Rivoluzione americana, quando con una non celata punta d’orgoglio unita al classico ‘humor’ inglese ha ricordato, parlando al Congresso USA lo scorso 28.04.2026, che proprio per questo negli USA si parla inglese! [A proposito dell’inglese, come abbiamo ricordato anche nel documento sull’Anglicanesimo (vedi), non solo si è imposto (oggi più che mai) come lingua universale, ma tende, oggi persino in Italia, a sostituirsi alle spesso assai più ricche lingue nazionali].
Fu poi soprattutto la “Modernità”, specie dall’Illuminismo in poi, coi suoi presupposti filosofici (sempre più lontani dall’idea di una “verità oggettiva”, nonostante l’apparente sua iniziale idolatria della ragione), le sue ideologie e le sue Rivoluzioni, a costituire un impressionante e spesso violentissimo attacco contro la fede cristiana, specie cattolica (vedi il dossier apposito). Nonostante l’indiscutibile progresso scientifico, tecnologico e industriale dell’Occidente, esportato poi in tutto il mondo, il suo folle e anticristico ripudio della fede cristiana, se nel sec. XIX ha generato filosofie e ideologie espressamente atee e anticristiane (si pensi solo a K. Marx e a F. Nietzsche), nella prima metà del sec. XX tali ideologie si sono attuate in allucinanti sistemi politici (si pensi al Comunismo e al Nazismo), dove a morire, insieme a Dio, fu proprio l’uomo e la sua dignità, fino a trascinare il mondo intero addirittura in due Guerre Mondiali.
Forse è anche bene ricordare che la Seconda Guerra Mondiale, la più tragica della storia, s’è conclusa com’è noto con l’uso già della bomba atomica, sganciata contro il Giappone proprio dagli USA, che risultano dunque la prima e unica super-potenza militare ad aver usato tale arma apocalittica nella storia dell’umanità!
È bene ricordare poi che le ideologie e i sistemi economici, politici e militari che causarono l’apocalittica Seconda Guerra Mondiale (la prima dove venne coinvolta direttamente la popolazione civile di ogni età, anche per l’uso dell’aviazione militare e di sempre più potenti armi di distruzione di massa) condussero poi, a conflitto terminato, a quella dolorosa e artificiale spartizione dell’Europa, che fu innescata già dalla Conferenza di Jalta e perdurò, anche con immani sofferenze dei popoli dell’Europa centro-orientale, fino al 1989. Si trattò infatti dell’artificiale e violenta divisione dell’Europa tra i due grandi blocchi ideologici, militari ed economici, che peraltro avvolgevano pian piano il mondo intero, cioè quello “capitalista”, che occupava l’Europa occidentale, sotto l’influsso USA (Patto Atlantico/NATO), e quello “comunista” che occupava l’Europa centro-orientale, sotto il rigido influsso di Mosca (che non esitò ad intervenire anche coi carri armati per evitare ogni ribellione dei popoli sottomessi, basti pensare a Budapest nel 1956 e a Praga nel 1968; e così stava per accadere in Polonia nel 1981). Tutto ciò perdurò fino al 1989, quando il blocco sovietico (Patto di Varsavia) crollò su se stesso, fino al dissolversi dell’URSS e del comunismo del Cremlino stesso nel dicembre 1991.
Ricordiamo inoltre che il sistema comunista, se in Europa è crollato nel 1989/1991, la sua esportazione ideologica in estremo Oriente ha causato atroci sofferenze a interi popoli (Cina, Corea del Nord, Vietnam, Laos, Cambogia – vedi), le cui conseguenze si fanno sentire ancor oggi (basti pensare appunto alla Cina e alla Corea del Nord); ma ha conosciuto violente esportazioni, rivoluzioni e dittature anche in America (basti pensare a Cuba).
Se l’Europa centro-orientale, obbligatoriamente rimasta sotto l’ideologia comunista, cioè marxista e atea, ha conosciuto un’immane distruzione delle coscienze (solo in popoli di forte identità cattolica, come in Polonia, la fede e la morale cattolica hanno saputo far fronte a tale colonizzazione ideologica forzata), l’Europa occidentale (ovviamente Italia compresa), rimasta appunto sotto l’egida USA, ha subito però un’altra sia pur morbida e apparentemente libera ma in realtà altrettanto invasiva e pericolosa colonizzazione ideologica. Non si è trattato infatti solo di fruire di un aiuto militare ed economico, con certo pure ampi influssi politici, da parte degli USA (difficile parlare di influsso culturale, perché in fondo negli USA è arduo parlare di una vera e propria “cultura”!), ma di importare i loro modelli esistenziali e stili di vita, fortemente reclamizzati anche dal cinema e poi dalla televisione, anch’essi particolarmente pericolosi per le coscienze. Infatti, se dopo il secondo conflitto mondiale il sostegno degli USA ha permesso certo non solo una condizione di grande libertà sociale e politica (peraltro illuministicamente intesa senza verità) e certo anche un’ingente e progressiva prosperità economica (l’Italia stessa, sotto la guida democristiana ma certo anche per aiuto da parte degli USA, è passata in pochi anni, con quello che si è chiamato “miracolo economico”, da essere un cumulo di macerie a divenire addirittura la 4^ potenza economica mondiale!), ha pure causato l’importazione persino acritica e considerata come ovvia di modelli di vita in genere vuoti e già nichilistici, sia pur per un certo tempo apparentemente coesistenti con una fede cristiana, che diventava però sempre più di facciata. L’Italia stessa, centro vivo della Cattolicità, ma anche col più grande Partito Comunista dell’Occidente (che pur essendo all’opposizione occupò grandi centri di potere culturale e perfino giudiziario, oltre a godere non solo di un’imponente organizzazione interna, con militanti di assoluta fedeltà e obbedienza, ma pure di ampi finanziamenti e aiuti politici da parte di Mosca), già dagli anni ’60 ha appunto ampiamente assorbito (e tuttora non smette di assorbire), come tutta l’Europa occidentale e in particolare nelle nuove generazioni, modelli esistenziali vuoti ed edonisti, di fatto anch’essi opposti alla fede e alla morale cristiana. Si parlò infatti già negli anni ’60 di una generazione di giovani tutta “sesso, droga e rock’n’roll” (vedi anche la “rivoluzione sessuale” del ’68, cavalcata anche dalle sinistre europee e italiane, pur sedicenti comuniste) [si veda in merito pure un simpatico e ancora quanto mai attuale ‘sketch’ di G. Gaber]. Si trattava in fondo di nuove forme di colonialismo, da parte degli USA, che non erano solo economiche e politiche, ma appunto esistenziali e morali; anche se negli USA il richiamo almeno formale alla religione cristiana rimaneva e rimane molto più forte che non nell’Europa occidentale.
La questione della NATO
Il cosiddetto “Patto Atlantico” (NATO), costituitosi per difendere specie l’Europa occidentale, sotto l’ombrello USA, dal pericolo comunista – e il blocco sovietico attuò di conseguenza il cosiddetto “Patto di Varsavia” – avrebbe dovuto ovviamente veder esaurito il proprio compito nel 1989/1991 col crollo appunto dell’antagonista blocco sovietico. In realtà, e in modo paradossale, la NATO non solo non ha terminato il proprio compito nel 1989, ma da allora, approfittando dell’iniziale impotenza di Mosca, ha visto progressivamente annettere tutti i Paesi dell’Est-Europa, fino ad accerchiare la Russia stessa (vedi). Si tenga presente che tutta la questione dell’attuale dolorosa guerra in Ucraina, a fronte di una Russia che ha invece ampiamente recuperato la sua forza economica, militare e perfino culturale, va letta in quest’ottica geopolitica di non poco conto. Ma su questo torneremo tra poco.
Questa crisi, culturale, morale e religiosa, dell’Occidente, e in particolare dell’Europa occidentale, su cui vogliamo qui soffermare un poco la nostra attenzione, mentre dal punto di vista del panorama geopolitico ed economico ha visto il concomitante sorgere di nuove superpotenze (‘in primis’ la Cina, ma appunto anche una Russia che ha ritrovato se stessa e persino il proprio patrimonio culturale e religioso), di cui gli stessi USA non paiono pienamente consapevoli (vedi), viene praticamente a prefigurare un inedito “tramonto”, dove l’Occidente stesso pare peraltro scivolato in un paradossale “odio di se stesso”, del proprio passato e della propria cultura, per non dire della propria fede religiosa, in una vera e propria apostasia più o meno esplicitamente dichiarata.
L’Unione Europea (UE)
In questo sconvolgente “tramonto”, la stessa UE (Unione Europea) pare navigare nel buio, se non addirittura in un altro pianeta ideologico e artificialmente inventato!
Anche l’idea di un’Unione Europea, pur inizialmente ventilata come un accordo puramente economico (e come purtroppo è sostanzialmente rimasta), è in fondo, proprio per la storia europea sopra brevemente ricordata, un ideale cristiano. Ma, come del resto tutte le idee cristiane fatte proprie già dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione francese, ma recise dalle proprie radici cristiane, è divenuta una sorta di idea cristiana “impazzita” e come tale rimasta di fatto priva di contenuti reali (rimangono appunto solo quelli economici, ora in crisi pure quelli) e di fatto senza una vera possibilità di futuro.
Ricordiamo in proposito come i sostenitori e persino i firmatari dell’iniziale Unione Europea furono tre politici cattolici (De Gasperi per l’Italia, Schuman per la Francia e Adenauer per la Germania – per i primi due è addirittura in corso la causa di beatificazione!).
Lo stesso si può dire, nonostante il tentativo di trovarne altre motivazioni (leggi), della bandiera della UE. Nel concorso indetto già nel 1955 per giungere alla scelta della bandiera europea era stato espressamente detto che la bandiera europea non dovesse contenere simboli cristiani (come del resto il tricolore francese e di conseguenza quello italiano, mentre ad esempio le Croci sono invece presenti nella bandiera inglese come nelle bandiere dei 4 Paesi scandinavi)! Furono presentati 101 progetti; e un apposito comitato deliberò di adottare quella in atto, costituita com’è noto da un cerchio di 12 stelle dorate su uno sfondo blu. A idearla fu Arsène Heitz. Si disse che il cerchio è simbolo di unità e il numero delle stelle rappresentano anch’esse gli ideali di unità, solidarietà e armonia tra i popoli (non dipende dal numero dei paesi membri o fondatori dell’UE come si potrebbe pensare) e lo sfondo blu rappresenta il cielo sopra l’Europa. Invece nel 1987 l’autore Arsène Heitz rivelò finalmente che la spiegazione era nel libro dell’Apocalisse (Ap 12,1): “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”; e anche lo sfondo blu della bandiera europea sarebbe il tradizionale colore mariano. Inoltre l’introduzione ufficiale della bandiera europea avvenne proprio l’8.12.1955, cioè nella solennità dell’Immacolata!
Senza entrare qui in ampie e talora censurate questioni, su cui ci siamo altre volte soffermati (vedi), su come mai ad esempio la Svizzera, pur occupando una posizione geografica così centrale per l’Europa e persino per l’economia mondiale, non sia mai entrata nella UE (oltre appunto al plateale “Brexit” del Regno Unito), quando c’è persino Cipro; per non parlare di tutta la questione dell’introduzione della moneta unica (€), che ha causato gravi danni anche all’economia italiana, e dove non sono entrati Paesi della UE come ad esempio Danimarca e Svezia (accolta invece dalla Finlandia e appunto persino da Cipro).
Qua vogliamo un poco soffermare la nostra attenzione sulle questioni culturali, morali e religiose, che poi costituiscono la vera anima dei popoli e quindi di un Continente.
Sprofondata nell’apostasia dal cristianesimo e priva di qualsiasi identità culturale, mentre pare non accorgersi della crisi esistenziale e perfino psicologica delle nuove generazioni, la UE, come vedremo anche qui sotto, vede i nuovi ideali e diritti da difendere e perfino imporre pervicacemente e ad ogni costo (anche agli Stati-membri) in quell’indiscutibile “idolatria del sesso” (gender, Lgbtq+, aborto, ipersessualizzazione dell’infanzia, pornografia), tipica peraltro di una “civiltà di fine impero” (come già sperimentò, anche se non fino a questo punto, perfino la Roma di fine impero, prima del suo tracollo).
A fronte di un’inaudita crisi della famiglia (che fa di tutto per distruggere) e di una denatalità da vero “suicidio anagrafico”, l’UE si fa poi paladina di una presunta e conclamata accoglienza e inclusività, con un “immigrazionismo” selvaggio, specie islamico, che, laddove non genera nuove forme di schiavitù (lavoro a basso costo, droga e prostituzione, per non dire bacino di nuovi voti per la sinistra), crea in realtà “sacche sociali”, sempre più preponderanti (e talora off-limits!), non affatto desiderose di inclusione ma protese anzi sempre più ad imporsi come nuova identità del Continente.
A proposito della distruzione della famiglia e della denatalità, questioni ovviamente cardini per una società, c’è chi sottolinea come l’ossessiva propaganda per imporre, sotto il pretesto della non discriminazione e dei nuovi diritti, l’universo omosessuale (che poi comunque è una super minoranza sociale, anche se certo ampliabile da una apposita propaganda, essendo un fenomeno più culturale che biologico), trattandosi ovviamente di unioni sessuali non fertili, sia sospinta dai poteri forti (v. la Massoneria) al fine appunto di distruggere, culturalmente e anagraficamente, la società. Lo stesso vale ovviamente per l’insistente propaganda circa la contraccezione e l’aborto. Si potrebbe persino scorgere in tutto ciò un’occulta idea “malthusiana”, cioè una voluta autoriduzione della società.
Sulla questione dell’immigrazione selvaggia (specie islamica), gli stessi poteri forti spingono ovviamente in tal senso, al fine di destrutturare le identità e le radici dei popoli europei e creare un anonimo amalgama-meticciato più facilmente assoggettabile agli indirizzi economici e politici perseguiti. Rimane però il problema che la crescita esponenziale della presenza islamica farà invece poi sentire sempre più fortemente la propria identità culturale e religiosa, difficilmente omologabile con il resto della realtà europea (basti pensare alla questione della poligamia maschile, all’assenza della volontà di integrazione sociale e di dialogo interreligioso, fino alle questioni delle festività, anche settimanali).
Intanto, mentre è priva di una reale e unitaria politica estera, tanto da essere ormai considerata nel panorama geopolitico internazionale come totalmente marginale, la UE pare di fatto lasciata sola e abbandonata al proprio destino persino dagli USA, con un Presidente Trump che sembra persino divertirsi a schiaffeggiarla con le minacce dei suoi dazi e a ridicolizzarla fino a pretendere la Groenlandia semplicemente “perché gli serve”! Priva persino di un proprio esercito (leggi), mentre la Francia è pure una potenza nucleare (con decine di bombe atomiche pare vendute anche ad Israele), la UE si sente visceralmente ingaggiata nella lotta al nuovo nemico, cioè la Russia (che è poi è nemico della NATO e degli USA); inventa così sempre nuove ritorsioni ed embarghi, che si ritorcono poi ovviamente contro se stessa (anche a livello energetico) senza indebolire davvero l’avversario; ma impiega pure “nostri” miliardi di euro in armi e persino in forze militari sul campo; il tutto per una guerra il cui esito pare peraltro già ampiamente deciso (contrariamente a quello che si vuol far credere all’opinione pubblica, anche a costo di sempre nuovi sacrifici) da chi (le superpotenze) si è già con sempre maggior evidenza spartito il mondo, in una sorta di nuova Jalta, di cui vedremo i tragici effetti (vedi la News “Tramonto o aurora?”).
Intanto l’intramontabile e inamovibile Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, pur coinvolta in scandali finanziari internazionali non da poco (leggi), immemore appunto che la UE non abbia un esercito proprio, ancora di recente ha dichiarato che le forze Ue (?) verranno schierate in Ucraina a garanzia della futura pace, così come difenderanno anche la Groenlandia dalle pretese di Trump (leggi).
Inoltre la voce dell’UE manca o è insignificante, per non dire estromessa, dalle gravi questioni emerse ultimamente nel panorama geopolitico internazionale, specie per la tragica crisi del Medio Oriente ed ora per la guerra tra USA/Israele e l’Iran.
In questa confusione e inefficienza totale, la UE, mentre sostiene ad ogni costo e vuole esportare anche con la forza i diritti Lgbtq+, con la sua farraginosa e dispendiosissima burocrazia (cioè coi nostri soldi), provvede però a legiferare sui tappi delle bottiglie che non si possono più staccare, su quante galline ci devono essere in un pollaio, su quanto latte devono fare le mucche, su come devono essere lunghi i cetrioli … e neppure le comprensibili “marce dei trattori”, anche nelle sue più grandi città, l’hanno convinta di questo suicidio pure dell’agricoltura, magari all’insegna di un altrettanto suicida ecologismo. Ma anche su questo torneremo tra poco.
Alcune note
Sulla Chiesa “costantiniana”
Come abbiamo sopra ricordato, con l’imperatore romano Costantino (editto del 313) la Chiesa Cattolica, almeno nel territorio dell’Impero, è uscita dalla clandestinità. La fede vera (anche se proprio da quel momento sono nate perniciose e diffuse eresie, da cui la Chiesa ha dovuto difendersi anche con autorevoli Concili) e la liturgia cattolica non solo potevano essere pubblicamente manifestate senza pericolo di morte (martirio), ma pian piano sono diventate il vero cemento unificatore e portante di una nuova civiltà; e le stesse strutture della Chiesa Cattolica hanno potuto godere dell’appoggio anche economico dei sovrani del tempo e dei luoghi, consapevoli che proprio su questo fondamento ben al di là e al di sopra del potere politico e temporale poteva costruirsi una vera società. Allo stesso tempo, il supporto non solo religioso, morale e culturale ma la sua stessa realtà istituzionale venne progressivamente a costituirsi come vero e unico punto di riferimento anche sociale e politico [basterebbe ricordare non solo come i Vescovi stessi divennero talora anche sovrani o capi politici dei loro territori (v. i Vescovi-Conti) ma sul Papato venne persino a costituirsi uno Stato Pontificio (caso unico della storia: uno Stato che si forma per libere donazioni e senza bisogno di atti di guerra) che perdurò come noto fino al 1870 (anzi, tuttora persiste, simbolicamente ma realmente, nello Stato della Città del Vaticano)].
Certo, come sappiamo, nei secoli successivi (pensiamo al cosiddetto Medioevo, ma anche oltre) l’incontro tra “trono ed altare” è stato spesso difficile, con prevaricazioni inaccettabili, fino a tradursi in aspri scontri.
Per molti cristiani, a cominciare dalla Riforma Protestante (che invece ha conosciuto uno dei più deprecabili collateralismi proprio tra il potere dei sovrani locali e la Chiesa, fino a costituirsi di “Chiese nazionali” asservite di fatto al loro potere; il caso poi della cosiddetta Chiesa Anglicana è in tal senso particolarmente eclatante e doloroso), la Chiesa cosiddetta “costantiniana”, cioè quella che avrebbe fatto seguito appunto alla libertà ottenuta dall’imperatore Costantino in poi, fino al crollo appunto del potere temporale dei Papi nel 1870, avrebbe perso la propria genuinità e persino purezza evangelica originarie. Da cui il continuo richiamo a tornare appunto alla vita della “Chiesa primitiva”, quasi fosse stata una situazione paradisiaca poi inesorabilmente perduta appunto con la collusione col potere politico avvenuta da Costantino in poi.
Il problema è che questo giudizio, di stampo protestante e storicamente falso, nell’ultimo secolo col cosiddetto modernismo è penetrato ampiamente anche all’interno della Chiesa Cattolica. Da qui, specie negli ultimi decenni, l’accusa esplicita di certo mondo cattolico contro la Chiesa “costantiniana” (che tra l’altro sarebbe appunto provvidenzialmente e finalmente terminata con la perdita del potere temporale e la caduta stessa dello Stato Pontificio nel 1870) – stiamo quindi paradossalmente parlando di 15 secoli di storia della Chiesa! – e il reiterato continuo richiamo alla necessità di tornare all’idilliaca “Chiesa primitiva”!
Su Carlo Magno
Quando nella notte di Natale dell’800, nell’allora originaria basilica di S. Pietro in Vaticano, il Papa Leone III incoronò il re dei Franchi Carlo Magno quale nuovo Imperatore, sancendo così la rinascita dell’Impero Romano d’Occidente, si veniva così a fornire una solida base anche politica al costituirsi della civiltà medievale e base della stessa civiltà europea e occidentale.
È bene invece ricordare, a proposito dello Stato che dall’illuminismo in poi viene esso stesso a costituirsi come “assoluto” (cioè come Dio), che circa 1000 anni dopo (1804) Napoleone si incoronò da solo, nella cattedrale parigina di Notre Dame, Imperatore dei Francesi, sia pur con la beffa di averlo fatto alla presenza del Papa Pio VII, che solo 5 anni dopo (1809) fu da lui arrestato e tenuto prigioniero in Francia fino al 1814. Ciò segnava la totale prevaricazione del potere temporale (imperiale) sulla Chiesa, sia pur ancora formalmente riconosciuta ma di fatto perseguitata. Però, nonostante Napoleone dicesse che Pio VII sarebbe stato l’ultimo Papa della storia e quindi si sarebbe attuata la fine della Chiesa Cattolica, fu proprio lui, com’è noto, a vedere da allora l’inizio del suo declino, già nel 1814, fino al termine del suo immenso potere su tutta l’Europa nel 1815, con la sconfitta di Waterloo e il suo definitivo esilio nella piccola isola britannica di S. Elena, nell’Oceano Atlantico, dove morì il 5.05.1821. Invece già il 24.05.1814 il Papa Pio VII aveva potuto fare il suo ritorno trionfale a Roma, acclamato da una folla esultante!
Ebbene, a riprova dell’importanza dell’incoronazione di Carlo Magno anche per la Chiesa Cattolica come per l’intera Europa e civiltà occidentale, in occasione del 1200° anniversario (2000) e di un importante Convegno tenuto a Roma per questa ricorrenza, Giovanni Paolo II scrisse un significativo messaggio (indirizzato al card. Antonio Maria Javierre Ortas), dove tra l’altro afferma: “La grande figura storica dell’imperatore Carlo Magno rievoca le radici cristiane dell’Europa, riportando quanti la studiano ad un’epoca che, nonostante i limiti umani sempre presenti, fu caratterizzata da un’imponente fioritura culturale in quasi tutti i campi dell’esperienza. Perciò la commemorazione dello storico evento ci invita a volgere lo sguardo non soltanto al passato, ma ci invita a riflettere sul valore che anche oggi conserva la riforma culturale e religiosa promossa da Carlo Magno […] È la grandiosa sintesi tra la cultura dell’antichità classica, prevalentemente romana, e le culture dei popoli germanici e celtici, sintesi operata sulla base del Vangelo di Gesù Cristo, ciò che caratterizza il poderoso contributo offerto da Carlo Magno al formarsi del Continente. Infatti, l’Europa, che non costituiva una unità definita dal punto di vista geografico, soltanto attraverso l’accettazione della fede cristiana divenne un continente, che lungo i secoli riuscì a diffondere quei suoi valori in quasi tutte le altre parti della terra, per il bene dell’umanità. Al tempo stesso, non si può non rilevare come le ideologie, che hanno causato fiumi di lacrime e di sangue nel corso del XX secolo, siano uscite da un’Europa che aveva voluto dimenticare le sue fondamenta cristiane”.
Sempre a Giovanni Paolo II – primo Papa slavo della storia e colui che forse più di ogni altro ha contribuito alla caduta del comunismo nell’Est-Europa (nel 1989, a partire proprio dalla sua Polonia) e quindi alla riunificazione dell’Europa dopo gli oscuri decenni della sua artificiale e dolorosa suddivisone in due blocchi contrapposti, come sopra abbiamo ricordato – dobbiamo anche la luminosa Esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in Europa su Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente e speranza per l’Europa” (vedi) che fu pubblicata il 28.06.2003 in conseguenza alla Seconda Assemblea Speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi, ultima delle serie dei Sinodi a carattere continentale voluti dal Papa e celebrati in preparazione al Grande Giubileo del Duemila.
Sulla Costituzione Europea
Ancora a Giovanni Paolo II dobbiamo pure la reiterata quanto inascoltata richiesta, fatta più volte anche pubblicamente, affinché nella progettata Costituzione Europea, firmata poi a Roma il 29.10.2004, si citassero almeno nel suo Preambolo le innegabili radici cristiane del Continente. Esse vennero invece caparbiamente censurate e negate! [Ma quei burocrati di Bruxelles e di Strasburgo non conoscono la storia? o censurano ciò che non rientra nei loro parametri ideologici? o non hanno mai messo il naso fuori dai loro asettici e intangibili uffici e palazzi, almeno per vedere come dai paesini più sperduti delle valli norvegesi a quelli più meridionali della Sicilia, così come dal Portogallo alla Russia, svettino ovunque almeno dei campanili, oltre a non conoscere l’arte cristiana e gli usi e costumi dei loro popoli? Persino poi nelle banconote e monete dell’euro s’è evitato caparbiamente di inserire immagini riferentesi a monumenti e arte cristiana!]. Ma anche in questo caso l’ironia della storia, per non dire l’opera di Dio, si prende la sua rivincita sull’ideologia. Così la tanto auspicata Costituzione Europea di fatto è stata abortita e praticamente sepolta dagli stessi popoli europei.
Quello della Costituzione europea, formalmente “Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa”, è stato un progetto di revisione dei Trattati fondativi dell’Unione europea, redatto nel 2003 dalla Convenzione Europea e definitivamente abbandonato nel 2007, a seguito dello stop alle ratifiche imposto dalla vittoria del “no” ai Referendum in Francia e nei Paesi Bassi. Diverse innovazioni della Costituzione sono state poi incluse nel successivo Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009.
Il 29.10.2004 si è svolta a Roma la cerimonia della firma del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.
Hanno firmato la Costituzione i capi di Stato o di governo dei 25 paesi dell’Unione europea e i loro ministri degli esteri. Bulgaria, Romania e Turchia, in qualità di paesi candidati, hanno firmato solo l’Atto finale, mentre la Croazia ha partecipato come osservatore.
Altra ironia della storia. La firma della Costituzione è avvenuta a Roma nella Sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori al Campidoglio (la stessa storica sala in cui già il 25.03.1957 i 6 Paesi fondatori firmarono i cosiddetti “Trattati di Roma”, che istituivano la CEE e l’EURATOM). Ebbene tali firme, anche il 29.10.2004, sono state apposte sotto l’imponente statua di Papa Innocenzo X (vedi), dirimpettaia a quella del Papa Urbano VIII (del Bernini) (vedi) … alla faccia delle negate radici cristiane dell’Europa!
Un significativo dialogo: Ratzinger – Pera
Quando il fatidico “dialogo”, di cui si parla in modo ossessivo anche nella Chiesa Cattolica degli ultimi decenni, smette di essere quel mellifluo incontro sentimentale, di fatto coincidente col relativismo e sincretismo, come oggi in genere si intende, appunto anche nella Chiesa, ma si fonda sulla ragione e sull’autentica cultura, rende capaci, come del resto è avvenuto nella storia (e proprio già nel Medioevo, vedi), di veri incontri e fecondi dibattiti.
In tal senso, proprio sul tema dell’Europa c’è stato un significativo e fecondo dialogo tra due grandi e autorevolissime figure del pensiero contemporaneo, sia pur uno di “fede” (ed al massimo livello nella vita della Chiesa) ed uno non credente o “laico” come si dice oggi in Italia (anch’egli ai vertici istituzionali dello Stato Italiano). Si trattò infatti del card. Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, e del prof. Marcello Pera, allora Presidente del Senato della Repubblica Italiana.
Tale straordinario dialogo è avvenuto in due tempi e pubblicamente nel 2004, ad un giorno di distanza uno dall’altro. Il giorno 12.05.2004 il Presidente del Senato Marcello Pera tenne una conferenza pubblica sul tema dell’Europa di oggi, presente il card. Ratzinger con cui dialogava, nell’aula magna della Pontificia Università Lateranense (leggi). Il giorno dopo, 13.05.2004, su invito del Presidente Pera, il card. Joseph Ratzinger tenne sullo stesso tema una straordinaria Lectio magistralis presso la Biblioteca del Senato (peraltro negli augusti e storici locali fino al 1870 appartenenti all’Ordine dei Predicatori o Domenicani), ovviamente alla presenza del Presidente e di altre autorità culturali e politiche di prestigio (leggi il testo o guarda il video).
Da tale fecondo e persino sorprendente dialogo, per le forse inaspettate convergenze sul tema sia pur tra un autore di fede ed uno appunto laico, ne è emersa, sempre nel 2004, anche un’importante pubblicazione: M. Pera e J. Ratzinger Senza radici (sottotitolo: Europa, relativismo, cristianesimo, islam), Mondadori, 2004 (vedi).
Della Lectio magistralis tenuta dal card. J. Ratzinger nella Biblioteca del Senato della Repubblica il 13.05.2004 ecco comunque qui un significativo passaggio:
“(In Europa o in Occidente in genere) c’è una strana mancanza di voglia di futuro. I figli, che sono il futuro, vengono visti come una minaccia per il presente; essi ci portano via qualcosa della nostra vita, così si pensa. Essi non vengono sentiti come una speranza, bensì come un limite del presente.
Il confronto con l’Impero Romano al tramonto si impone: esso funzionava ancora come grande cornice storica, ma in pratica viveva già di quelli che dovevano dissolverlo, poiché esso stesso non aveva più alcuna energia vitale”.
“C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L’Europa, per sopravvivere, ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di se stessa, se essa vuole davvero sopravvivere. La multiculturalità, che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie. Ma la multiculturalità non può sussistere senza costanti in comune, senza punti di orientamento a partire dai valori propri”.
Sulla profezia di Nietzsche e la risposta della Chiesa contemporanea
Nella sua folle lucidità, già 150 anni orsono il celebre filosofo tedesco F. Nietzsche (peraltro figlio di un pastore protestante), il più importante dei “maestri del sospetto”, dell’ateismo e del nichilismo, profetizzava acutamente che, una volta negate (lui diceva: riconosciute come Nulla) le proprie radici cristiane e vagando in una negazione di Dio solo provvisoriamente sostituito da sempre nuovi e vacui idealismi, l’Europa sarebbe andata incontro alla propria fine, che lui prevede al massimo dopo 200 anni (siamo quindi persino in anticipo).
Sulla sua annunciata “morte di Dio” (o riconosciuto come nulla o persino svuotandosi totalmente di senso la stessa parola), che avrebbe però trascinato con sé anche la morte dell’uomo (quello di Nietzsche, al di là dell’apparenza, non è una facile e vana pretesa prometeica) abbiamo già parlato in un’apposita News “Dio è morto!” (vedi).
In effetti proprio la Modernità, o persino la cosiddetta post-modernità, nonostante il suo ostentato, perdurante e persino imposto orgoglio, sta ora manifestando il proprio “Nulla” (il nichilismo, ormai non solo questione filosofica ma vissuto a livello esistenziale).
A ben vedere, nonostante la sua drammaticità, tanto da rasentare livelli ormai apocalittici, tale crisi dell’Occidente e della stessa Europa (al tramonto?), potrebbe paradossalmente costituire un’occasione preziosa di ripensamento e persino di conversione (per usare la parola giusta). Qualcosa di analogo appunto al ripensamento del “figliol prodigo” della parabola evangelica (vedi Lc 15,11-32). E in effetti non sono ormai pochi, anche tra i giovani europei, coloro che stanno compiendo questa scoperta e decidendosi per questo passo, certamente non facile ma straordinariamente bello e decisivo per la propria salvezza terrena ed eterna.
Paradossalmente invece, proprio gran parte della Chiesa Cattolica, che pur è portatrice di questo dono di salvezza divina (e che nella storia anche dell’Europa è già stata in grado, come abbiamo anche qui ricordato, di operare tale salvezza e creare perfino una nuova e feconda civiltà), s’è messa a rincorrere e persino imitare “il mondo”, credendosi in ritardo di 200 anni.
Anche nel presente sito abbiamo ricordato molte volte (si veda ad esempio la News “Idòla theatri”) come questo strano “complesso di inferiorità” della Chiesa nei confronti del mondo, tradotto da decenni in progressivo e ossessivo ma vuoto “dialogo” e persino in una reale sottomissione ad un Occidente, che invece ormai fa peraltro fatica a mascherare la propria disillusione e il proprio “nichilismo” senza futuro, rischia di condurre anche la fede cristiana nello stesso baratro del Nulla, quando invece proprio il mondo avrebbe bisogno di una Parola diversa e di un’energia (grazia), che è poi lo stesso Cristo Signore, capace di rigenerarlo.
Giungono a cogliere questo paradosso persino certi stessi pensatori atei. In quella citata News avevamo ad esempio ricordato questa paradossale espressione di G. Vattimo: “Voi Cattolici avete resistito impavidi per quasi due secoli all’assedio della modernità. Avete ceduto proprio poco prima che il mondo vi desse ragione. Se tenevate duro ancora un po’, si sarebbe scoperto che gli aggiornati, i profeti del futuro post-moderno, eravate proprio Voi, i conservatori! Peccato! Un consiglio da laico: se proprio volete cambiare ancora, restaurate, non riformate! È tornando indietro, verso una Tradizione che tutti vi invidiano e che avete gettato via, che sarete più in sintonia con il mondo d’oggi, che uscirete dall’insignificanza in cui siete finiti aggiornandovi in ritardo! Con quali risultati, poi? Chi avete convertito da quando avete cercato di rincorrerci sulla strada sbagliata?”.
Quale attuale dipendenza dell’Europa occidentale dagli USA?
C’è un’ovvia dipendenza dell’Europa occidentale (Italia compresa) dagli USA. Una dipendenza che, abbiamo osservato sopra, è non solo militare, politica ed economica ma pure esistenziale, nel senso di uno stile di vita (e ormai anche di una lingua) totalmente e acriticamente importata dagli USA, che invece appaiono come privi di una vera radice culturale.
Tale ovvietà, che per certi versi ancora continua, è dovuta alle vicende con cui si è appunto conclusa la Seconda Guerra Mondiale, dove gli indubitabili aiuti militari ed economici degli USA hanno permesso non solo la “liberazione” dal nazismo e dal fascismo (di fatto già precipitati su se stessi in conseguenza delle loro follie totalitarie globali), ma anche dal comunismo sovietico. In tale quadro rientra anche l’ovvia adesione alla NATO (Alleanza Atlantica), concepita soprattutto nell’ottica di una difesa (Cortina di ferro) dal blocco sovietico e dall’influenza di Mosca.
Come abbiamo già sopra ricordato, tale ovvietà doveva di fatto venir meno col crollo del comunismo, dell’URSS e in fondo della Russia stessa. Invece, abbiamo visto, la NATO non solo non ha cessato di esistere, esaurite in fondo le sue funzioni e il pericolo corrispondente, ma ha continuato inesorabilmente ad avanzare verso l’Europa orientale, includendo progressivamente tutti i Paesi dell’ex-blocco sovietico (vedi), fino ad accerchiare praticamente la stessa Russia, che invece in questi ultimi decenni ha ritrovato la propria forza non solo militare ed economica ma persino culturale e religiosa. Tutta la dolorosa questione dell’Ucraina e della paradossale guerra in atto va letta in questo quadro geopolitico e persino culturale.
Intanto, mentre gli USA hanno di fatto perduto la propria pretesa di essere i “padroni del mondo”, il sorgere di nuove superpotenze, soprattutto la Cina (che ha paradossalmente sposato il più bieco fondamento comunista col più spietato capitalismo di Stato), hanno cambiato e stanno cambiando fortemente e inesorabilmente il quadro geopolitico internazionale, con gravi minacce sul futuro stesso dell’umanità.
Il più recente paradosso è che tale sudditanza dell’Europa occidentale dalla NATO e dagli USA sta ora volgendosi verso un inedito e sostanziale abbandono della UE da parte degli stessi USA (secondo la nuova Amministrazione Trump – vedi l’immagine iniziale della News).
Questa Europa si trova dunque svuotata e minacciata su più fronti. Recise volontariamente le proprie radici cristiane e con una presenza islamica sempre più forte e per nulla desiderosa di integrazione con una cultura europea che peraltro di fatto non esiste ed è essa stessa rinunciataria e che comunque i musulmani non esitano a definire diabolica (purtroppo facendo ancora coincidere Occidente, cristianesimo e sionismo ebraico), la UE si ritrova senza una reale unità politica e forse nemmeno economica (Germania e Francia pensano ad esempio davvero all’Unione Europea o la loro priorità è di colonizzare persino gli stessi altri Paesi membri della UE?), senza una reale politica estera (e senza un esercito); e pare persino ormai lasciata sola a “difendere”(?) l’Ucraina e a fare guerra alla Russia, con armi e lauti finanziamenti succhiati ai cittadini europei e persino col pericolo di un’immane crisi energetica (che non colpisce certo la Russia), ora aggravata pure dalla guerra tra USA/Israele e Iran e con un Golfo Persico e un intero Medio Oriente tornato più che mai incandescente!
Notizie
Sulla guerra in Ucraina e su Trump che sembra prendersi gioco della UE
Dunque, pur asservita alla NATO e quindi agli USA (leggi), l’Unione Europea si trova paradossalmente schiacciata tra la dovuta obbedienza agli USA e le continue minacce di nuovi dazi proprio da parte americana (leggi); e a fare le spese nella guerra contro la Russia è proprio la UE e i suoi cittadini (leggi).
La UE vuole a tutti i costi la guerra alla Russia, anche senza gli USA, e continua a inviare in Ucraina armi, forze militari e finanziamenti per migliaia di miliardi (soldi dei cittadini europei). Anche i continui embarghi contro la Russia si ritorcono a danno di se stessa, non certo della Russia (che si estende per 11 fusi orari e possiede ogni tipo di energia, da vendere anche in Asia) e semmai a favore degli USA (che vuole venderci il suo gas).
Intanto si fa crescere nella società l’ossessione per un possibile attacco nucleare russo contro la UE [si parla già persino di kit per la sopravvivenza (leggi) (leggi)]. Si riesce persino, anche in Italia, ad organizzare incredibilmente piazze in favore della UE e della guerra contro la Russia (leggi). Dopo decenni di pacifismo ideologico e in genere di sinistra (in Italia negli anni ’60 e ’70 il pacifismo di sinistra vedeva ovunque la minaccia degli USA e non certo della Russia, da cui riceveva lauti finanziamenti), cosa dobbiamo aspettarci, folle in delirio per una dichiarazione di guerra, come a piazza Venezia il 10.06.1940?
Intanto anche all’ONU Trump accusa la UE (e l’ONU stessa) di promuovere una suicida politica immigrazionista ed ecologista (leggi).
E ora Trump si mette pure contro il primo Papa statunitense della storia?
Tra i recenti paradossi americani (è infatti notizia di questo ultimo mese) c’è pure quello di un’inaudita e scomposta opposizione di Trump contro Leone XIV, che peraltro è proprio il primo Papa di origine statunitense nella bimillenaria storia della Chiesa Cattolica (R. F. Prevost, nato e cresciuto a Chicago, anche se poi andato missionario in Perù)!
Una Nota su Leone XIV, la politica e lo Stato moderno
In questo suo primo anno di pontificato Leone XIV – e non dimentichiamo che la sorprendente scelta del nome fa sicuramente riferimento al suo predecessore Leone XIII (il Papa anche della “Rerum novarum“, considerata la prima fondamentale enciclica sociale della storia della Chiesa) e alle nuove “questioni sociali” che il presente impone di affrontare – ha offerto alcuni significativi spunti di verifica e di cambio di prospettiva in tal senso.
Ad esempio, nel fondamentale discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la S. Sede (compreso quello della UE) in occasione delle festività natalizie (9.01.2026), sulla scia dell’agostiniana “De Civitate Dei“, ha sviluppato un’interessante riflessione su come anche lo Stato moderno debba rapportarsi ai fondamentali valori morali e religiosi della società (leggi – leggi anche la concomitante Nota Informativa). Già il 29.08.2025, prendendo occasione da un incontro con dei politici francesi (leggi), aveva ricordato come un cattolico in politica non possa tradire, in nome della laicità, la fede e la morale (leggi, leggi). Il 10.12.2025, in occasione di un incontro con rappresentanti del Parlamento Europeo (leggi) ha significativamente sottolineato come l’Europa abbia bisogno “non di un’Agenda ma di un’anima” e in particolare ha sottolineato “le radici giudaico-cristiane come fondamento indispensabile dell’identità europea” (vedi). Più recentemente (1°.04.2026), in un Messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (leggi) Leone XIV ha sottolineato i gravi pericoli che corre “una democrazia che non riconosca la legge morale naturale”, disconoscendo la quale “la democrazia può degenerare in tirannia maggioritaria o in una maschera per il dominio delle élite; un rischio che si manifesta anche sul piano internazionale” (leggi).
Aggiornamenti
L’UE come super-Stato e falsa democrazia
Secondo il “principio di sussidiarietà”, che è un cardine (insieme a quello di “solidarietà”) della Dottrina sociale della Chiesa (vedi), “una società di ordine superiore non deve assumere il compito spettante a una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità” (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 883-1885; 1894).
Se questo deve valere per le società intermedie e per uno Stato, tanto più deve valere per un’aggregazione di Stati, qual è appunto l’Unione Europea.
Invece la UE – che è peraltro quasi priva di fondamentali indirizzi comuni (ad esempio in politica estera), quando poi vuol invece legiferare su tutto, anche sulle cose più banali (persino sui tappi delle bottiglie) – pretende di fatto di essere un Superstato che si erge al di sopra degli Stati, delle società e delle culture dei popoli che costituiscono i suoi stessi Paesi membri; e talora persino delle loro stesse scelte democratiche!
Ricordiamo poi quanti ed enormi sacrifici sono stati chiesti anche agli Italiani a causa di un indiscutibile “ce lo chiede l’Europa”, quasi fosse un nuovo dogma laico!
Con queste nuove forme di “assolutismo statalista” (ed è bene ricordare che anche questa è un derivazione dell’Illuminismo e della Rivoluzione), mascherato come democrazia e aggregazione di Stati, è più facile alle potenti oligarchie economiche e ai ‘poteri forti’ più o meno occulti di comandare su tutti e su tutto, persino sotto la maschera della difesa delle libertà e dei diritti.
Ecco in proposito alcune ultime notizie.
L’Unione Europea sembra scivolare sempre più verso un centralismo asfissiante (leggi), un super-Stato da cui pare impossibile svincolarsi e dissentire.
In alcuni Paesi membri cresce però il dissenso e persino la contestazione (leggi) (leggi).
Anche alcuni Vescovi cominciano a sottolineare che questo “europeismo” sia una nuova ideologia da combattere (leggi).
Nei mesi scorsi abbiamo poi assistito, persino in grandi capitali europee, ad imponenti ma civili marce dei “trattori”, in protesta contro le politiche suicide della UE anche nel campo dell’agricoltura. In Francia, dove queste manifestazioni sono state più imponenti, ci sono stati anche Vescovi che hanno alzato la loro voce per esprimere la loro solidarietà (leggi).
Secondo la filosofa francese Chantal Delsol la UE manifesta ormai il “fallimento di una tecnocrazia”; “i popoli hanno cominciato a capire che sotto la copertura della democrazia vengono loro imposte certezze su cui non sono stati consultati”.
Infatti, certe nuove ideologie, come vedremo sotto, sono imposte dalla UE agli Stati membri, contro il loro stesso diritto nazionale e le convinzioni della maggioranza dei loro popoli (leggi).
Appare con sempre maggior evidenza che sotto la parola “democrazia” si nasconde dunque un potere che di fatto la nega (leggi).
La Commissione Europea, diretta da Ursula von der Leyen, con la scusa di difendere la democrazia, progetta persino una sorta di “Stasi”, in pieno stile sovietico, per limitare la libertà di pensiero (leggi).
Che nella UE la democrazia sia di fatto una finzione si manifesta addirittura nelle votazioni (leggi) (leggi), sia a livello di Parlamento Europeo (dove sembra poi vincere anche chi ha perso! leggi), che nelle enormi pressioni esercitate sulle elezioni dei singoli Stati e persino sui loro esiti. Lo si è visto (lo ricordiamo qui sotto) in Polonia, in Romania, in Ungheria, ma addirittura in Francia e in Germania (leggi) (tanto da suscitare persino la riprovazione ufficiale del Vicepresidente USA Vance).
Un particolare accanimento contro le identità culturali e lo stesso volere popolare, specie a riguardo dell’ideologia gender e Lgbtq+, come pure per favorire l’aborto, la UE (e sotto l’Amministrazione Biden gli stessi USA) l’ha manifestato contro la Polonia e l’Ungheria, fino a minacciare ed infliggere dure sanzioni e ad influenzarne potentemente le libere elezioni (leggi) (leggi).
Il caso Polonia
Emblematico e particolarmente paradossale, per comprendere come la propaganda occidentale, con le sue nuove ideologie di fatto anti-cristiche, sostenute da potenti lobby economiche e politiche, ed estranee all’identità culturale e religiosa dei popoli, sia riuscita a penetrare e condizionare i Paesi membri della UE, è costituito in tal senso dal caso della Polonia.
La Polonia è il più cattolico dei Paesi dell’Europa centro-orientale, tanto da averci dato per 27 anni il primo Papa slavo della storia. Invasa dalla Germania nazista e dalla Russia comunista proprio all’inizio della seconda guerra mondiale e, dopo la guerra e la successiva spartizione dell’Europa, rimasta obbligatoriamente nel blocco comunista sovietico (il martirio di un popolo cattolico che ancora persino nel 1984 ha conosciuto ad esempio l’uccisione del giovane sacerdote don Popiełuszko, leggi), la Polonia è stato pure il glorioso Paese da dove nel 1989 scaturì quel movimento pacifico di popoli del blocco sovietico che in circa un mese ha portato al crollo del comunismo (Muro di Berlino), fino a vedere poi nel dicembre 1991 la dissoluzione dell’URSS e dello stesso comunismo russo. Ebbene, tale identità e tessuto sociale del popolo polacco, fortemente cattolico, pare ormai più danneggiato dall’appartenenza alla UE che dalle tragedie e colonizzazioni ideologiche vissute nel sec. XX (nazismo e comunismo). [Poche settimane fa abbiamo assistito addirittura allo scandalo di un insegnante che di fronte ai suoi alunni delle Scuole Medie ha gettato in modo sprezzante e blasfemo il Crocifisso nel cestino (leggi)].
La Polonia, negli ultimi anni, s’è trovata a far fronte ai continui ricatti e minacce della UE perché si piegasse ad accettare i dogmi delle nuove ideologie Lgbtq e abortiste, accompagnate pure da una forte pressione mediatica (prevalentemente a guida tedesca, leggi). Ad esempio nel 2022 ha dovuto opporsi all’imposizione UE perché acconsentisse alle famiglie con genitori dello stesso sesso (leggi), un “diritto” che la UE vorrebbe imporre a tutti i Paesi membri (leggi). Nel 2024 c’è stato addirittura uno scontro per una sentenza della “Corte europea dei diritti dell’uomo” per l’adozione delle nozze omosessuali, che viene a collidere con la stessa Costituzione polacca (leggi).
L’enorme pressione della UE [e persino dell’Amministrazione USA di Biden, nonché del potentissimo magnate ebreo-ungherese Soros (leggi), promotore mondiale dell’ideologia abortista ed Lgbt (leggi)] s’è evidenziata soprattutto in occasione delle elezioni politiche del 2025 (leggi), dove per l’ascesa di Tusk, gradito alla UE, c’è chi ha parlato di un vero “colpo di Stato” (leggi). Ciò ha provocato una spaccatura all’interno del Paese e nei confronti della sua identità e tradizione. Lo stesso Presidente Duda [in carica fino al 6.08.2025 (lo si veda mentre, ricevuto dal Papa il 3.07.2025, si inginocchia e gli bacia la mano); il nuovo Premier Tusk è stato invece ricevuto dal Papa il 7.05.2026 (vedi)], unitamente ai Vescovi polacchi, s’era opposto all’introduzione nelle scuole di un’ambigua “educazione sessuale” (leggi). Comunque, c’è già stato un scontro tra il Primo Ministro Tusk e il neo Presidente polacco Nawrocki, in carica dal 6.08.2025 (leggi).
Il caso Ungheria
Anche contro l’identità culturale dell’Ungheria, pure Paese membro a pieno titolo e relativi pagamenti, l’UE si è sempre scagliata con particolare veemenza (leggi) (leggi), soprattutto perché accettasse i dogmi dell’ideologia Lgbtq (anche in questo caso con l’appoggio dell’Amministrazione Biden e le pressioni di Soros, leggi). Lo scontro si è rivelato particolarmente duro contro il Primo Ministro Orbán (che pare godesse invece dell’appoggio di Trump); [ancora nel 2023 il governo ungherese comminò pesanti multe contro chi esercitava la propaganda Lgbt sui bambini (leggi)].
Le pressioni sulle recentissime elezioni politiche (leggi), che hanno visto la sconfitta di Orbán e l’ascesa di Magyar, certamente gradito alla UE, hanno evidenziato questa scandalosa ingerenza della UE nelle politiche interne dei Paesi membri (leggi).
Nonostante ciò, cioè l’ottenuta obbedienza dell’Ungheria ai dogmi Lgbtq (leggi), la UE non pare ancora paga e già di nuovo infierisce per ottenere in merito nuovi passi (leggi) (ma il dissenso interno permane).
Romania
Dovremmo poi soffermarci, ma non possiamo qui trattenerci in merito, sulle sconcertanti pressioni esercitate dalla UE, persino con metodi “sovietici”, sulle elezioni politiche avvenute in Romania lo scorso anno, giungendo persino ad ottenerne l’annullamento e poi capovolgendone gli esiti (leggi).
Slovacchia
Comunque, a proposito delle ideologie dominanti nel Parlamento Europeo, anche il Primo Ministro slovacco Fico è stato recentemente estromesso dal gruppo PSE (Partito Socialista Europeo, di cui è membro anche il PD italiano), cui apparteneva, semplicemente per aver confermato che nella Costituzione esistono solo due sessi, maschile e femminile (leggi).
L’UE impone il pensiero unico
Oltre ad un “immigrazionismo” selvaggio, specie islamico, e ad un irrazionale e suicida “ecologismo”, la UE cerca in tutti i modi di imporre le nuove ideologie occidentali, a ben vedere chiaramente anti-cristiche e antiumane (aborto come diritto, “idolatria della sessualità” in tutte le forme possibili e impossibili), determinando una sorta di vera e propria “dittatura del relativismo”, cui è vietato dissentire, un “pensiero unico obbligatorio” da imporre a tutti gli Stati membri.
Oltre a quanto già ricordato, ecco alcune notizie in merito.
Coi soldi dei cittadini dei Paesi membri, la UE finanzia lautamente, anche con miliardi di euro, tali nuove ideologie (leggi), in particolare il mondo Lgbtq (leggi) e persino le sue Ong (leggi), imponendo l’agenda arcobaleno (leggi) e prospettando in tal senso per il 2030 una sorta di “pensiero unico obbligatorio” (leggi). Per ottenere ciò, la UE non esita a condizionare pure il mondo dell’informazione, con finanziamenti miliardari elargiti per ottenerne l’obbedienza (leggi).
Ad esempio, anche di recente la UE ha promosso un sondaggio tra i bambini perché decidano del proprio genere (leggi).
Anche se la UE non avrebbe il potere giuridico per soverchiare le leggi nazionali, trova sempre il modo di aggirare questo ostacolo. Lo si è visto ad esempio con l’obbligo di riconoscere i matrimoni omosessuali celebrati all’estero (leggi) (leggi) (leggi) [sentenza della Corte UE che ha provocato la dura opposizione dei vescovi Europei (leggi)] o nel recente caso di presunti diritti di un transessuale bulgaro trasferitosi in Italia (leggi).
Inoltre occorre prestare molta attenzione perché l’imposizione di tale pensiero unico si nasconde sotto il pretesto della non discriminazione e dell’omofobia, anche mediante apposite leggi nazionali ed europee (leggi).
Si noti però che un’opposizione a queste ideologie occidentali proviene, ad esempio in Francia, dalle sempre più consistenti ed agguerrite presenze islamiche (leggi).
Anche per il 2026 la Commissione Europea non desiste dal voler continuare a perseguire ad ogni costo queste presunte priorità (diritti Lgbt), mentre si ignorano invece i reali problemi dei cittadini europei (leggi).
A fronte dell’ossessione per questi nuovi presunti diritti Lgbtqia+ (l’elenco non cessa di espandersi progressivamente!) e del relativo pensiero unico obbligatorio, la UE si ostina invece a minare la “famiglia naturale”, promuovendo sempre “nuovi tipi di famiglia”, e soprattutto a promuovere l’aborto con sempre meno condizioni e fino a considerarlo un “diritto” costituzionale. Anche per questo non manca di impiegare ingentissimi fondi, che sono poi appunto soldi dei cittadini europei (leggi) (leggi) (leggi); la UE non esita poi a finanziare, sempre coi nostri soldi, pure la potentissima agenzia abortista USA Planned Parenthood (leggi) (privata invece da Trump di molti finanziamenti pubblici di cui godeva invece sotto le altre Amministrazioni).
Anche sul terreno dell’ideologia ecologista la UE si è sempre ostinata a perseguire ed imporre i suoi dogmi (di fatto un vero e proprio suicidio energetico), anche finanziando lautamente le relative Ong (leggi). Però ultimamente, probabilmente anche in conseguenza dei diversi orientamenti e persino delle esplicite accuse di Trump, pare che certi dogmi ecologisti e catastrofisti stiano un poco tramontando anche nella UE (leggi).
L’UE deformata dall’immigrazione selvaggia e ormai islamizzata
Sulla problematica dell’immigrazione selvaggia, specie in Italia, e sugli equivoci che ineriscono alle belle parole quali accoglienza e inclusione, siamo qui intervenuti molte volte (vedi ad esempio la News del 29.12.2020 e nelle altre News in essa citate). Allo stesso modo abbiamo parlato molte volte della situazione dell’islamizzazione selvaggia e spesso pericolosa della Francia (vedi), come della Svezia (vedi) e della stessa Germania (vedi).
Ricordiamo che, per non essere semplicisti, irenisti e persino ideologici, non bisogna identificare il dovere dell’accoglienza e persino il comandamento evangelico della carità con un “immigrazionismo” selvaggio e senza regole (promosso persino dai “poteri forti” al fine di distruggere le identità dei popoli e produrre un anonimo amalgama, da essi così più facilmente governabile), che incoraggia la clandestinità e il drammatico traffico di esseri umani, senza poi fornire loro reali possibilità di lavoro, ma incrementando in tal modo, oltre che appunto un commercio clandestino e assai redditizio ai mercanti di uomini (leggi), anche nuove forme di schiavitù (lavoro a basso costo, prostituzione, sfruttamento da parte della malavita), oltre che interessi politici (costituendo cinicamente un nuovo bacino di voti, specie a favore delle sinistre).
Sarebbe poi sempre doveroso distinguere tra immigrati che fuggono dai loro Paesi (contribuendo così ad impoverirli) attirati da false speranze e illusioni, dai profughi provenienti da reali luoghi di estrema povertà o dalle guerre.
Ricordando anche una celebre conferenza (leggi) tenuta nel 2000 dal card. Giacomo Biffi su questo tema così scottante e solo apparentemente di ovvia soluzione per un cristianesimo superficiale, dovremmo intanto osservare una profonda differenza, per l’accoglienza nei Paesi della UE, tra immigrati provenienti dai popoli cristiani [ad esempio dall’Europa centro-orientale, dall’America Latina e della stessa Africa cristiana, ma anche dai territori cristiani del Medio Oriente (da cui i cristiani sono spesso costretti a fuggire non solo a causa della guerra ma anche di una reale persecuzione anticristiana; invece molto spesso sono proprio questi profughi cristiani ad essere respinti o non accolti dall’Europa occidentale)] e immigrati provenienti ad esempio dalla cultura e religione islamica, per i quali l’integrazione con la cultura europea, anche se ormai cristiana in modo residuale, è assai più ardua se non impossibile e infatti da essi stessi non voluta.
Comunque la nuova Amministrazione USA non ha esitato ad accusare la UE anche per le sue politiche che di fatto alimentano un’immigrazione selvaggia e clandestina (leggi).
A proposito di Trump, come sappiamo, molto mondo cattolico, anche ai più alti vertici (Bergoglio non esitò per questo a denunciare Trump come “non cristiano” e lo fece pubblicamente e persino durante una campagna elettorale per la Presidenza USA), accusa il Presidente USA per queste sue politiche ostili ad una immigrazione selvaggia. Sarebbe peraltro da verificare se le Amministrazioni precedenti fossero poi così diverse e più propense a promuovere un’accoglienza cristiana dei flussi migratori. Dovremmo poi ricordare come esse si opposero in tutti i modi (anche il sedicente cattolico Biden) ai fondamentali e decisivi valori umani e cristiani, quali il diritto alla vita dei nascituri e la promozione dell’autentica famiglia contro i poderosi e reiterati attacchi per distruggerla.
Certo, anche un’immigrazione proveniente da Paesi cristiani, come appunto nel caso di quelli messicani o latino-americani negli USA, va comunque regolarizzata, onde evitare anche in questo caso di favorire nuove sacche di emarginazione e di sfruttamento di queste persone (che avrebbero peraltro il diritto di continuare e vivere, e meglio, nel proprio Paese), fino a cadere spesso in degenerazioni malavitose. Però, quello dell’islamizzazione selvaggia dell’Europa è ben più grave e di difficilissima soluzione (vedremo ancor più in futuro, anche a livello giuridico e non solo culturale e sociale) che non quella latinoamericana negli USA.
A proposito degli USA, non dimentichiamo peraltro che da pochi mesi la stessa città di New York ha per la prima volta un sindaco islamico, dell’area politica di sinistra. [Sul rapporto amichevole tra le politiche di sinistra e il mondo islamico ci sarebbe molto da dire, anche in Europa e soprattutto per l’Italia, fino a sospettare lecitamente cosa si nasconda anche sotto certe enfasi sull’accoglienza e l’inclusione degli immigrati]. Comunque tale nuovo sindaco di New York, all’inizio del suo mandato, ha pubblicamente giurato sul Corano, quando negli USA, a cominciare dal giuramento del Presidente all’inizio del suo mandato, è tradizionalmente e pubblicamente fatto sulla Bibbia (leggi).
Vediamo comunque in proposito alcune recenti notizie.
La UE finanzia, anche per milioni di euro (che sono anche in questo caso versati dai cittadini europei), progetti di accoglienza dell’Islam e delle sue tradizioni [pensiamo poi all’ormai conclamata celebrazione del Ramadan (leggi) (leggi) (leggi), persino in ambienti cattolici (leggi)], come poi per combattere una presunta “islamofobia” (mentre non si parla affatto e talora persino si incoraggia una sempre più diffusa e reale cristianofobia) (leggi). La UE promuove poi la diffusione del Corano persino coi fondi destinati alla “ricerca” (leggi).
Circa la situazione della Francia, su cui siamo intervenuti molte volte [Francia che secondo alcuni risulterebbe ormai ampiamente “comprata” dal Qatar (leggi)], si potrebbe sottolineare ancora il legame non certo generalizzabile ma neppure casuale tra mondo islamico e criminalità (leggi). Nonostante ciò, la politica francese continua ad incoraggiare l’Islam (leggi). L’islamizzazione della società passa ormai persino attraverso i ‘social’ (leggi).
Anche la Germania ha ormai continuamente a che fare con gli attacchi del fondamentalismo islamico (leggi).
Pare però che ormai in Europa il terrorismo islamico non faccia neppure più notizia (leggi).
La Svezia appare sempre più distrutta da questo immigrazionismo selvaggio ed islamico (leggi).
Ed ecco due notizie proprio di questi giorni (e parliamo di due Paesi fino a pochi decenni orsono fortemente cattolici). In Belgio la TV pubblica ha sostituito la trasmissione della S. Messa con la “Preghiera islamica” (leggi). In Austria, sino a pochi decenni orsono baluardo rimasto cattolico della “Mittel-Europa”, anche per l’eredità dell’Impero Asburgico (ultimo grande impero cattolico dell’Europa moderna e forse proprio per questo abbattuto dalla Prima Guerra Mondiale), la stessa gloriosa Vienna appare ormai quasi irriconoscibile: pare infatti che ormai la presenza islamica occupi la metà della città, a tal punto che proprio ultimamente (leggi) gli stessi insegnanti delle Scuole Primarie hanno denunciato che fanno persino fatica a farsi capire dai propri alunni, in quanto non conoscono il tedesco.






