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23.02.2021

Negazionismi

Pare che questa stia diventando una nuova parola magica, dapprima usata per indicare chi negava un gravissimo fatto storico, ed ora pian piano usata contro chiunque non si adegui ai nuovi dogmi!

Siamo partiti infatti dal grave “negazionismo” della Shoà

Il dramma della Shoà, cioè dello sterminio (l’Olocausto) degli Ebrei (6 milioni di morti) sotto il nazismo, è stato particolarmente riportato alla ribalta mondiale dagli Ebrei nel 1967, quindi oltre 20 anni dopo, guarda caso proprio in coincidenza della cosiddetta “Guerra dei 6 giorni”, cioè quando l’ancora giovane Stato d’Israele in pochi giorni (5/10 giugno) invase i territori di Egitto, Siria e Giordania, destabilizzando con la sua vittoria (conquistarono la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza all'Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria) la già precaria situazione geopolitica del Medio Oriente, di cui si pagano infatti ancor oggi le conseguenze.

Un conto però è negare l’immane tragedia subita dal popolo ebraico durante il nazismo e un altro è tacciare invece subito di negazionismo e perfino di antisemitismo chiunque volesse compiere seri studi storici, magari fuori dal coro, su questa dolorosa e tragica vicenda storica.

Inoltre un certo “negazionismo” è emerso anche da parte ebraica, persino all’interno dello stesso dramma e relativa memoria storica, quando ad esempio gli Ebrei stessi nel 1993 (durante il pontificato di Giovanni Paolo II e con suo grande dolore e disappunto, anche se alla fine dovette cedere) si sono drasticamente mossi perché fossero cacciate dal terreno di Auschwitz/ Oświęcim (Polonia) le monache carmelitane, visto tra l’altro che proprio in quel campo di concentramento, oltre agli innumerevoli morti ebrei, hanno trovato terribile morte anche migliaia e migliaia di cristiani e pure centinaia di preti, frati e suore, e vi sono stati uccisi anche due grandi santi, come S. Massimiliano Maria Kolbe (tutti conoscono almeno il suo gesto eroico di volersi lì sostituire ad un altro prigioniero condannato a morte) e S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, la filosofa e monaca carmelitana ex-ebrea, proclamata santa e poi con-Patrona d’Europa da Giovanni Paolo II).


Siamo infine giunti, in questi mesi, a parlare di “negazionismo” persino in riferimento al Covid-19: sarebbe “negazionista” anche solo chi ponesse dubbi e domande, persino scientifiche, sul virus e sui relativi vaccini, che si distaccassero dai 'dogmi' divulgati ossessivamente dai media.

Il termine negazionismo viene ormai usato o rifiutato a discrezione, persino politica. È triste riconoscerlo, ma per le ideologie dominanti e per il politically correct, ci sono pure “morti” di serie A e altri di serie B! Negare o dimenticare, anche sui media, i primi condannerebbe ad un severo ostracismo sociale; ma anche ricordare i secondi, assolutamente da abbandonare in un comodo e ideologico oblio.
 

Solo da poco, nonostante l’indignato negazionismo turco, è stato ad esempio possibile ricordare il genocidio od olocausto patito dagli Armeni ed attuato dall'Impero ottomano (turco, musulmano) tra il 1915 e il 1916; con 1.500.000 morti!

Quanti parlano poi dei 100 milioni di morti provocati dal comunismo nel secolo scorso?

Durante gli anni del comunismo sovietico anche in Italia era proibito parlarne (pena l’essere tacciati di “fascismo”), e il PCI, lautamente sostenuto, ideologicamente ed economicamente, da Mosca, lodava quella presunta società dell’avvenire radioso del mondo e censurava le atrocità in essa compiute. Ancor oggi è arduo parlarne; nonostante l’ingente documentazione ora abbastanza accessibile, persino negli archivi segreti russi e addirittura in quelli del KGB. (Sui crimini del comunismo nel XX secolo si veda ad esempio: Il libro nero del comunismo. Crimini, terrore, repressione, Mondadori, 2004).

Per decenni c’è stato anche in Italia l’impossibilità di parlare non solo dei morti e delle violenze causati dal comunismo sovietico o mondiale, ma persino dei tremendi omicidi operati ad esempio dai partigiani comunisti emiliani, compreso quelli di numerosi preti (v. News del 1.11.2020) e persino giovanissimi seminaristi (vedi Rolando Rivi, già proclamato Beato, che aveva soli 14 anni, barbaramente trucidato nel 1945 perché futuro prete e che rischiò la vita per non aver voluto togliere la talare anche durante il suo soggiorno in famiglia - cfr. News 15.04.2018, 5.10.2013, 27.11.2013 e libro consigliato il 14.05.2011).

Non è poi una gravissima forma di negazionismo tacere, per convenienza economica o ideologica, sui terribili “campi di concentramento” (detti Laogai; sono quasi 1.500!) presenti tutt’oggi in Cina (vedi)? 
O della terribile persecuzione anticristiana, sempre ad opera del comunismo, attuata nella Corea del Nord (da oltre 20 anni al primo posto tra i Paesi con massima persecuzione violenta contro i cristiani)? 

E quanto silenzio sui cristiani perseguitati attualmente nel mondo? Si tratta di ben 340.000.000 solo nel 2020! (in queste News ne parliamo spesso, v. già solo in questo 2021 il 20/01, 8/01 e 2/01, v. sotto).
Chi parla poi dei 40 milioni di cristiani uccisi, perché tali, nel secolo scorso? Non è anche questo un ben più terribile e ingiusto negazionismo?
 

Sul caso delle foibe
Pur trattandosi di nostri connazionali, fino a poco tempo fa non si poteva neppure parlare, anche in Italia, delle migliaia di Italiani barbaramente uccisi o costretti all’esilio, dal 1943 al 1948, dal regime comunista del maresciallo Josip Broz Tito (all’epoca stretto alleato di Stalin), nella ex-Jugoslavia (oggi in territorio croato). Si tratta pure dei terribili massacri delle foibe: in queste orride cavità del terreno carsico, profonde anche 50 metri, venivano gettati e abbandonati per sempre non solo persone già uccise (in genere Italiani, ma anche altri, che il regime comunista di Tito non voleva), ma uomini persino ancora vivi, addirittura alcuni legati ad un cadavere e gettati a morire in quelle gole profonde! Non è mai stato possibile redigere un elenco ufficiale: c’è chi parla di 12.000 morti, chi di 15.000 e chi addirittura di 30.000.
Questa persecuzione, politica ma anche etnica e religiosa, ha interessato specialmente l'Istria e altre zone della Dalmazia (Quarnero), ma anche le zone di confine della Venezia-Giulia.
Solo dal 2004, per mantenere viva la memoria di questa tragedia, è stato proclamato il “Giorno del ricordo”, da celebrarsi in Italia ogni anno il 10 febbraio.
Per sfuggire da tale persecuzione o comunque da un territorio caduto sotto la dittatura comunista (anche se sempre sedicente “non-allineata” rispetto all’URSS), s’è creato un esodo, anche forzato, di migliaia persone (oltre 300.000), normalmente cittadini di etnia e lingua italiana, che vivevano da tempo in quei territori (che erano divenuti Regno d’Italia ma poi occupati dall'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Tito e annessi alla Jugoslavia; fino alle formazione, dopo il crollo della ex-Jugoslavia comunista e le terribili guerre degli anni '90, degli attuali stati, dalla Slovenia alla Croazia, dalla Serbia alla Bosnia-Erzegovina, dal Montenegro al Kosovo, ancora conteso).

Che si trattasse anche di persecuzione anticristiana, dovuta all’ideologia comunista, è testimoniato anche dal notevole numero di preti, frati e suore che furono uccisi e anche finiti nelle foibe.

Tra i sacerdoti e religiosi uccisi (in “odium fidei” e quindi martiri) e talora gettati nelle foibe abbiamo ad esempio: Padre Antonio Curcio, parroco di Bencovaz (Dalmazia); don Angelo Tarticchio, parroco di Villa di Rovigno; don Giovanni Manzoni, parroco di Rava (Sebenico); don Ladislao Piscani, vicario di Circhina (GO); don Miroslavo Bullesich, parroco di Mompaderno e vice direttore del Seminario di Pisino; 6 suore scomparse da un convento di Fiume; padre Francesco Bonifaci; don Miro Bulesic; di altri 76 religiosi non si è saputo più nulla

In un altro elenco di sacerdoti, uccisi dai partigiani comunisti della zona, troviamo: don Raffaele Busi Dogali pugnalato a morte il 15.06.1945, in Dalmazia; don Giovanni Pettenghi, pugnalato a morte il 2.08.1945, in Dalmazia; don Antonio Pisic, assassinato il 31.01.1945; don Lodovico Sluga, ucciso assieme ad altre 12 persone; il seminarista Erminio Pavinci da Chersano (Fianona) ucciso insieme al padre Matteo; il parroco di Golazzo (diocesi di Fiume), prelevato dai titini (partigiani comunisti) il 14.08.1947 mentre celebrava un funerale; mons. Antonio Santin, di Capodistria, assaltato da una folla di titini inferociti sotto lo sguardo indifferente delle guardie del Popolo; padre Francesco Bonifacio fu catturato sulla strada di casa e picchiato a morte da quattro guardie popolari (il suo corpo non fu più trovato, probabilmente perché gettato in una foiba); don Miro Bulesic, parroco di Mompaderno (Istria) e vicedirettore del seminario di Pisino, fu trucidato il 24.08.1947, dopo la Cresima di 237 ragazzi nella chiesa di Lanischie. Don Miroslav e mons. Jacob Ukmar furono assaliti al termine della celebrazione delle Cresime da militanti comunisti, che volevano impedirle; fatta irruzione nella canonica, sgozzarono il primo e picchiarono a sangue il secondo. Don Angelo Tarticchio, originario di Gallesano d’Istria, all’età di 36 anni fu arrestato dai partigiani comunisti, ingiuriato e picchiato insieme ad altri compaesani; dopo orribili sevizie fu gettato nella foiba di Gallignana. Quando si riuscì a riesumare il corpo fu trovato completamente nudo e con una corona di spine conficcata nella testa. [fonte: Marco Tosatti, 9.02.2021]










13.02.2021

Dal matrimonio con “chiunque” a quello con …

Il matrimonio è drammaticamente in crisi, sia quello religioso (sacramento, voluto da Gesù Cristo) che quello solo civile; non solo per la durata (nonostante che quello istituito da Dio sia unico e indissolubile), ma anche per la crescente scelta di non-sposarsi.
Crescono così le
coppie-di-fatto, pure dello stesso sesso, riconosciute e persino incoraggiate dallo Stato (convenienti anche dal punto di vista economico e fiscale) e ancor più le convivenze; e persino i single, che oggi non sono solo coloro che rimangono scapoli o zittelle, ma coloro che passano da un rapporto all’altro senza alcun impegno.

Dopo aver iniziato (in Italia 50 anni fa - v. documento in Archivio) a distruggere il matrimonio con il divorzio - e di conseguenza la famiglia, i figli e la società (che ha nella famiglia il proprio cardine fondamentale) - e quindi con la possibilità di sposare (civilmente) altre persone dopo il primo consorte, negli ultimi anni (anche in Italia) si è arrivati a permettere il divorzio anche solo dopo 6 mesi di matrimonio (cfr. News 8.06.2014) e al riconoscimento delle coppie di fatto, anche omosessuali.
A questo punto, vista la sempre più imperante logica già illuministico-liberale, diventata “pensiero unico dominante”, secondo cui “ciascuno può fare quello che vuole”, tanto più nella vita privata, ci si potrebbe persino chiedere se abbia ancora senso che lo Stato si ostini a legiferare in merito al matrimonio e alla vita affettiva (se ciò non avesse appunto anche una rilevanza sociale).

In modo invece contraddittorio, si impone un pensiero che parla di diritto al matrimonio, per chiunque e con chiunque! E su questi presunti “diritti civili” i Parlamenti dovrebbero legiferare, per garantirli e superare ogni “discriminazione”! Così non solo una falsa libertà (senza più alcun riferimento alla verità, parola oggi impronunciabile), ma anche ogni pulsione e persino desiderio momentaneo diventa un diritto inalienabile!

Sembra proprio che nel mondo qualcuno voglia distruggere i fondamenti stessi dell’umano, a cominciare proprio dalla famiglia, e persino la natura umana (nella sua complementare mascolinità/femminilità).
Chi sia questo “qualcuno”, al di là dei potentissimi poteri occulti umani, lo si può evincere anche in queste parole di Suor Lucia di Fatima (e quindi riflesso di quelle di Maria Santissima!), confidate dal card. Cafarra in una delle ultime conferenze, poco prima di morire (
ascolta).

Partendo da premesse non religiose, ma comunque con una lucida e cinica analisi degli sconvolgimenti subentrati nella società col ’68, già nel 1977 il grande regista francese Robert Bresson realizzò un film significativamente intitolato Il diavolo probabilmente (vedi la scena finale che dà il titolo al film).

Però il labirinto dei sempre nuovi “diritti” e della totale confusione diventa sempre più intricato (come abbiamo osservato anche nella News precedente a proposito dell’ideologia gender).
Dopo anni in cui si parla appunto del diritto di sposarsi “di chiunque e con chiunque”, e dopo che ormai da decenni l’Occidente annienta la propria storia, cultura e identità, in favore di una “accoglienza” che tradisce invece un terribile relativismo culturale e uno sconcertante sincretismo religioso, quando si giunge persino a impedire, anche nelle scuole, data anche la ormai ingente presenza musulmana*, ad esempio di parlare del Natale e di fare il Presepe per rispettare le altre religioni … ebbene, perché allora non dare diritto di cittadinanza legale anche alla poligamia (solo maschile!), ammessa dall’Islam?

* questo anche quando la presenza musulmana, ad esempio in Italia, era minima: si pensi all’enorme moschea di Roma, pensata già nel 1966 dall’Arabia Saudita e da essa finanziata, con terreno regalato dal Comune di Roma nel 1974 (la prima pietra fu posta nel 1984, alla presenza del Presidente della Repubblica Sandro Pertini; in quella circostanza le autorità musulmane dissero abbastanza esplicitamente che essa significava un passo decisivo per “l’avanzata musulmana in Europa”) e inaugurata il 21.06.1995 come la più grande moschea d’Europa, nel centro stesso della cristianità (mentre in Arabia Saudita è persino proibito leggere il Vangelo anche privatamente!), e rimasta con questo primato fino al 2012, quando fu superata per grandezza da quella di Strasburgo (cfr. News del 3.05.2016)!

Secondo la logica liberale/liberista, per non dire anarchica, delle attuali democrazie occidentali, che diventano però sempre più “dittature del relativismo” (e di poteri occulti), non sarebbe una grave discriminazione nei confronti degli uomini (maschi) musulmani non permettere loro di avere più mogli (cosa permessa dal Corano; anche un harem, se ce lo si può economicamente permettere)?
Certo, sorgerebbe però il problema che ciò, nella cultura musulmana, è invece severamente proibito per la donna (condannabile a morte se trovata con un altro uomo). Come garantire l’uguaglianza di dignità e di fronte alla legge dell’uomo e della donna, che è un giusto cardine della società (proveniente dal Vangelo) e persino dell’ideologica bandiera di un femminismo che col ’68 è diventato sempre più estremo? Per garantire i diritti dei musulmani dovremmo allora permettere sia la poligamia per l’uomo che questa condanna per la donna?

Come si vede, anche in questo caso il relativismo porta in un vicolo cieco, in sempre nuove aporie.

E, vista la confusione totale sulla parola "amore", perché lo Stato non dovrebbe permettere e riconoscere pure il già emergente poliamore (a 3 o più persone)? Vietarlo sarebbe un’altra ingiustizia e discriminazione nei confronti di chi sente questo desiderio o pulsione e vorrebbe vivere, protetto dalla legge, anche questa nuova esperienza d’amore “triangolare” e, perché no, anche “pluri-poligonale”! 
E come se la caverebbero coloro che sono o fingono di fare gli scandalizzati quando si parla di amore con i minori (dello stesso o diverso sesso) e persino coi bambini, tanto più se fossero consenzienti? Non sarebbe peraltro la prima volta nella storia. Non solo c’era nel mondo “pagano”, ma c’è anche in quello musulmano (persino Maometto, tra le sue 12 mogli, ne aveva anche di minorenni e addirittura sposò pure una bambina di 6 anni! - cfr. News del 11.01.2020, 2.11.2018 e Documento sulla pedofilia). Qualcuno griderebbe ancora alla pedofilia?

Non abbiamo ancora finito, in questa deriva nichilistica.
Dall’amore e persino dal matrimonio “di chiunque con chiunque” siamo passati anche a quello con …

C’è, anche in Italia, chi ha voluto solennemente sposarsi con se stesso (cfr. News del 3.02.2018); ed è stato persino lodato sui giornali e in televisione!

Per non pensare che stiamo raccontando fantasie, ecco nome e cognome: si tratta di Laura Mesi, della Brianza, insegnante di fitness. Lo sposalizio “con se stessa” ha avuto la sua cerimonia ufficiale, con festa, invitati e formula d’ordinanza: «Io Laura, prometto di essermi fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarmi e onorarmi tutti i giorni della mia vita»!

Manca qualcosa? Sì. Perché non pensare pure al matrimonio con il cane (visto quanto spendono per il caro "amico a 4 zampe" gli Italiani; e non sono pochi quelli che se lo portano anche a letto - vedi News del 17.01.2018)? Arriverà presto. Così il "migliore amico dell'uomo" (qualcuno è giunto già ad asserire che non si sa che cosa sia l'amore se non si ha un cane!), in genere ora costretto a vivere negli appartamenti, potrebbe pure diventare il “miglior marito della donna” (almeno lui è "fedele", no? e ti saluta sempre festosamente quando rientri a casa). 
Poi però, per non discriminare qualcuno, il matrimonio dovrà raggiungere anche tutti gli altri animali.

No, non siamo ancora giunti al capolinea. Sono già arrivati gli sposalizi con le coseCome?! Eccoli.
Lee Jin Gyu, un giovane coreano, afferma che “si è innamorato di un cuscino”; ha quindi deciso di dargli un nome (Dakimakura) e … lo ha “sposato”!
Un’artista inglese di 49 anni ha “sposato” invece il suo piumone. La notizia è stata riportata dalla BBC, che ha precisato (con tanto di documentazione fotografica) come alla “cerimonia” fossero presenti ben 120 invitati!
Un’altra ragazza inglese ha invece sposato un albero. Un matrimonio molto più “in”, anzi più “green” e in linea con il nuovo credo “ecologista”. L’esempio è stato infatti subito seguito da diverse donne messicane.
Più intrigante e ideologicamente più articolata è invece la seguente notizia (riportata dal giornale inglese Mirror qualche settimana fa): Rain Gordon, una giovane di 24 anni, inglese ma di origine russa, insegnante in una scuola per l’infanzia, confessa che «si è sempre sentita sessualmente attratta dagli oggetti». «Durante la mia infanzia e la prima adolescenza, mi sono innamorata anche di posti come il “Centro commerciale” che aveva aperto nella mia città. Sapevo che era sbagliato e al di là delle norme della società. Per questo non l’ho detto a nessuno». «Il colpo di fulmine è avvenuto però nel 2015, in un negozio di ferramenta. È stato subito “l’amore della mia vita”; gli ho dato un nome (Gideon) e alla fine ho deciso di sposarlo, di averlo cioè come “marito”»: stiamo però parlando di una valigetta! «La nostra connessione e comunicazione spirituale - afferma l'interessata - viene mostrata telepaticamente. Lo sento, e lui sente me, ma dall’esterno sembra un monologo». Il “matrimonio” si sarebbe tenuto nel giugno scorso e, si legge sul giornale, «Rain sta ora condividendo la sua storia, per estendere la consapevolezza sociale sugli 'oggetti sessuali' e si fa paladina di questa battaglia per abbattere le idee sbagliate e lo stigma nei confronti di questo orientamento sessuale».

Ecco le nuove frontiere del … love is love!

Comico.    O tragico?!









 

5.02.2021

Nuove follie gender & Lgbt+

Ogni ideologia, nel senso illuministico del termine, è sostanzialmente una costruzione arbitraria, che censura la realtà, specie se questa la smentisce.
Quando la verità è sparita e tutto diventa opinione, persino l’ideologia fa però fatica a rincorrere tutto ciò che la libertà, per non dire il capriccio o persino le pulsioni, possano sempre di nuovo inventare e pretendere addirittura come diritto sociale e politico! Così anche l’ultimo passo, che sembra tanto progressista ed “inclusivo” (ecco il nuovo mantra del politicamente corretto), risulta subito retrogrado e persino ancora discriminante! 

Un chiarissimo esempio di ciò è costituito dalla nuova ideologia gender e Lgbt+. Persino le universali categorie uomo/donna, maschio/femmina e padre/madre sarebbero distinzioni obsolete, stereotipi discriminanti e non inclusivi. Però anche l’ideologia fa appunto fatica a star dietro a tutte le rivendicazioni possibili.

Già nel 2008 il Parlamento Europeo stillò delle “Linee guida” (nuova parola magica per dire “ti obbligo ma non lo dico”) affinché nelle lingue europee non ci si limitasse al genere maschile-femminile, tanto meno ad essere “maschilisti” usando solo il genere maschile per molte categorie di persone. Raccomandò ad esempio di evitare il termine “uomo” per indicare l’essere umano. Concesse però (di grazia!) di poter usare ancora espressioni comuni quali “a passo d’uomo”, “a misura d’uomo”, “uomo della strada” (anche perché “donna della strada” non suonerebbe bene!), “uomo di Neanderthal”, “il cane è il miglior amico dell’uomo”, e così via. 
Così anche in Italia, per essere moderni e non sembrare maschilisti, abbiamo adottato i linguisticamente orrendi “sindaca”, “ministra”, ecc.
Ora però l’assalto ideologico va anche agli articoli e ai pronomi.
Già in molti prestigiosi atenei britannici (vedi Oxford) i docenti sono invitati a chiedere agli studenti o studentesse, indipendentemente dal loro genere biologico, con quale pronome preferiscano essere designati, se he/him, she/her o, per evitare un brutto neutro it (forse presto sostituito con un nuovo neutro personale ze), anche un they/them (usato però come terza persona singolare, che risulterebbe così particolarmente inclusivo)!
Anche negli USA si sta diffondendo l’idea che in una conversazione con una persona, uomo o donna, sia opportuno chiedere gentilmente con quale pronome desideri essere designata: maschile, femminile o neutro?
La lingua italiana pone però un particolare problema, non avendo il neutro (e usare il “voi” al posto del “lei” ricorderebbe troppo delle lontane scelte fasciste …). 
Per non essere “maschilisti” dovremmo pure provvedere a rimuovere tutti i pronomi, articoli, termini solo maschili, persino quelli dati ad esempio in riferimento ai verbi (“il” parlare, “il” dormire, …; dovremmo aggiungere anche “la”)? 
Oppure, per non cadere al contrario in un eccessivo “femminismo”, dovremmo sostituire o integrare quelle parole che usiamo solo al femminile anche se riferite ai maschi (guardia, sentinella, vedetta, spia, recluta, vittima, comparsa, controfigura, maschera, staffetta, autorità)?
[fonte: Ado Maria Valli, 12.01.2021]

Negli USA, anche in proposito, siamo così finalmente giunti all’era Biden!
Sono infatti già state proposte delle modifiche al Regolamento della Camera, che, stando alla speaker Nancy Pelosi, la rendano più “inclusiva”. Verranno così utilizzati solo termini neutral gender o genderless, come spouse (coniuge) al posto di marito/moglie, parent (genitore) al posto di padre/madre, child (bambino) al posto di figlio/figlia, kin (consanguineo) al posto di fratello/sorella, ecc.; così non ci saranno discriminazioni!
Siamo però approdati al parossismo! Il 3 gennaio scorso, in occasione del giuramento del Congresso americano, il deputato democratico Emanuel Clever, rappresentante del Missouri nonché pastore della Chiesa metodista unita, al termine del suo discorso ha recitato pure una preghiera (cosa possibile negli USA ma che farebbe inorridire la laicissima UE e persino l’Italia politica, anche quella sedicente cattolica, basti ricordare certe reazioni ad un Rosario mostrato in un comizio). Tale preghiera, espressa in un linguaggio politicamente corretto, culturalmente relativista e religiosamente inclusivo cioè sincretista (una sorta di moderna preghiera multireligiosa, degna dell’acuta satira di Checco Zalone in Quo vado vedi), con cui il deputato-pastore si è rivolto al “dio” monoteista, al Brahma, e al “dio conosciuto con molti altri nomi da molte fedi diverse”, s’è conclusa, per aggiungere una nota gender-correct e per essere ancora più inclusivo, con un clamoroso "Amen and a-women"! Ciò sta ad indicare, al di là dell’incredibile ignoranza culturale e religiosa (essendo “Amen” non un A-men, ma una parola ebraica, conservata anche nelle attuali liturgie, che significa “Così sia, Sì, è vero, è proprio così, dò il mio assenso”), a quale livello di follia possa giungere la nuova ideologia.

Questa è la nuova lotta dei Democratici contro le discriminazioni? Sarebbero queste le preoccupazioni più forti e i problemi più urgenti degli americani? In realtà, al di là della follia ideologica, pare questa la versione aggiornata della “lotta di classe” delle sinistre mondiali: in fondo un marxismo che si ripropone con sempre nuove maschere, anche apparentemente antitetiche a quelle di quando è nato, cioè quando lottava contro le pretese più liberali. Del resto anche il marxismo fu infatti un erede impazzito dello stesso Illuminismo che generò liberalismo e capitalismo (comunque in opposizione al cristianesimo e al pensiero sociale cristiano - vedi, specie n. 6).
 

Qualcuno al mondo s’è perfino accorto che anche il gioco delle carte, con i “re” e i “fanti”, sia eccessivamente “maschilista” (tanto più in Francia, dove nel gioco delle carte il “re” vale più della “regina”!) e induce «una sottile disuguaglianza che influenza le persone nella loro vita quotidiana». Così riconosce la giovane psicologa forense olandese Indy Mellink, la quale, con il plauso del presidente dell’associazione olandese del ‘bridge’ e il supporto morale e finanziario del padre, s’è messa a produrre nuove carte da gioco equality gender, dove, al posto di “re, regine e fanti” ci sono i più neutri e politicamente corretti “oro, argento e bronzo”. 

Ecco però appunto che l’ideologia, censurando la realtà e inseguendo i capricci e le pulsioni diventati “diritti”, si trova sempre in ritardo. Dopo l’ossessione di sembrare troppo maschilisti (o femministi), s’è accorta che i generi sono moltissimi, inventabili a piacimento; per cui tutto quello sforzo per aggiungere ad esempio il femminile al maschile alla fine risulta scandalosamente poco inclusivo, proprio nei confronti del politicamente rampante mondo Lgbt+!
Anche la politica fa fatica a rincorrere l’ideologia. Dopo la suddetta invenzione di “sindaca” e “ministra”, si dovrebbero intanto allargare le modalità di invito e saluto (con l’ovvia precedenza del femminile sul maschile), dal “care amiche e cari amici, benvenute e benvenuti” per un normale incontro, ai solenni discorsi istituzionali introdotti con “Tutte le consigliere e tutti i consiglieri prendano posto nell’aula”, “Onorevoli deputate e onorevoli deputati, buongiorno” e via dicendo.
Il tutto risulta però appunto ancora retrogrado, discriminante, non pienamente inclusivo. Che ne è infatti di tutti gli altri generi possibili immaginabili?
Si ascolti in proposito l’esilarante e volutamente provocatorio saluto del politico (del partito AfD) Steffen Königer al Parlamento tedesco il 26.06.2017 (non un discorso ma un intervento di oltre 2’ solo per il saluto, declinando tutti i “generi” possibili, per non escludere nessuno; in fondo un modo “maieutico” di ironizzare su un errore, portandolo cioè socraticamente alla sue estreme conseguenze e mostrarne così l’assurdità)!
 

Povera Chiesa … quando poco evangelicamente si ostina a voler rincorrere il mondo, non solo diventa patetica per non dire ridicola, ma si ritrova sempre ad essere già retrograda proprio quando si illude di essere progressista. Così, dopo aver introdotto, anche nei saluti e richiami liturgici, un antistorico “fratelli e sorelle” (ad es. in latino homo comprende maschi e femmine, mentre uomo-maschio è vir ; poi, fino a poco fa, il genere maschile, tranne diverse specificazioni, includeva anche quello femminile, per cui "fratres", fratelli, includeva anche le donne), e magari pensando tra poco a modificarlo con un ancor più gentile “sorelle e fratelli”, si ritrova ancora discriminante e assai poco inclusiva, non accorgendosi appunto dei numerosi e sempre crescenti “generi” possibili! Dovrebbe allora uscire un più nuovo Messale
Eppure sappiamo da Gesù stesso che fine fa il “sale quando perde il sapore” (Mt 5,13)!

 

Tragici corollari

Definiti "gruppi di odio" quelli che difendono il matrimonio uomo/donna
La Ong statunitense Southern Poverty Law Center (SPLC), nel suo ultimo rapporto 2020 (pubblicato il 1°.02.2021), intitolato Year of Hate and Extremism, che stilla un elenco, suddiviso per singoli Stati, dei cosiddetti “gruppi di odio” presenti negli USA, vi ha incluso quelli che promuovono e difendono il matrimonio tra un uomo e una donna, la famiglia e la libertà religiosa (come Alliance Defending Freedom, C-FAM, Family Research Council e Ruth Institute), definiti gruppi “Anti-LGBTQ”!
 

Figli trans-gender … scuole e genitori, leggi e psichiatria

Canada: 5 anni di reclusione ai genitori che si oppongono.
Avevamo già altre volte osservato (cfr. News del 22.01.2018) che dietro l’aria quanto mai giovanile e rassicurante del Premier canadese Justin Trudeau si nasconda invece un determinato combattente a favore delle nuove ideologie occidentali (Lgbt, ecc.), distruttive della morale cristiana, della famiglia e della vita (sul Canada v. le News del 18.08.2020, 16.06.2020 e del 16.09.2018).
Ebbene, secondo un recente disegno di legge voluto dal premier Trudeau, in Canada sarebbe addirittura prevista la reclusione di 5 anni per genitori che insegnassero ai propri figli ad accettare il loro sesso biologico e si rifiutassero di farli accedere al trattamento ormonale per sembrare del sesso opposto.
Ora, oltre alle gravi conseguenze che può avere sulla vita dei figli (v. sotto il giudizio di un importante psichiatra specialista del settore), tale legge minerebbe la stessa libertà di educazione, per non dire la libertà di pensiero, di coscienza e religiosa (cioè i diritti fondamentali dell’uomo)! Sarebbe allora perseguibile e punibile con il carcere anche la divulgazione di tutti quegli strumenti (libri, video, siti web, programmi televisivi e forse la Bibbia stessa) che propongono un insegnamento morale che si oppone a tali pratiche (gravemente peccaminose, cioè contrarie alla legge di Dio)?

USA: compiti dei Centri sanitari nelle scuole.
Nello Stato di Washington, secondo il disegno di legge H.B. 2288, verrebbero istituiti all’interno stesso delle scuole dei Centri sanitari con servizi di consulenza (non solo per vaccinazioni, ma anche per l’aborto e il cambio di sesso), a cui poter accedere dai 13 anni anche all'insaputa dei genitori!
Il pretesto è appunto offerto, guarda caso, dalla questione del “vaccino” anti/Covid-19 (possibilità che i ragazzini siano vaccinati all’insaputa delle famiglie), che sarebbe già grave, ma molti genitori temono che con questa legge e coi relativi “Centri sanitari scolastici” siano scavalcati anche sulla possibilità di accedere all’aborto, a psicofarmaci pesanti e all’educazione sessuale precoce.

Tra l’altro il Parlamento ha da poco approvato una legge sull’educazione sessuale nelle scuole che stabilisce che fin dal 1° anno di scuola si elogi ad esempio la masturbazione; ma si giunge pure a definire le famiglie “cattoliche devote” come “conservatrici”, cioè retrograde (si giungerà presto a sottrarre loro i figli, per meglio educarli da parte dello Stato?!)

Giudizi giuridici e medici contrari
L’Alta Corte di Londra ha invece di recente stabilito che i medici non possano procedere ad attuare terapie confermative della “disforia di genere” (trattamento per il blocco della pubertà e somministrazione di ormoni) sui minori senza il consenso del Tribunale, poiché s’è riconosciuto che "i minori non riescono a comprendere il peso e i rischi delle conseguenze di tali trattamenti".
Ecco un giudizio contrario su questi trattamenti di un celebre psichiatra:

“Occorre ricordare che, per una percentuale significativa di ragazzi che presentano una disforia di genere, essa si risolve da sé, senza trattamento clinico, durante l’adolescenza” (come del resto pure alcune inclinazioni omosessuali), mentre un “tale trattamento addirittura aumenta la probabilità di disforia di genere”, cioè “può causare la persistenza della disforia di genere laddove è almeno possibile che senza il trattamento essa si risolva da sola”.

Così si espremeva anche il famoso psichiatra Paul Mchugh (che era invece dapprima uno dei pionieri di queste sperimentazioni, avviate alla Johns Hopkins University, che già negli anni '60 fu il primo centro di medicina americano pioniere nella "chirurgia di riassegnazione del sesso"), sul Wall Street Journal già nel 2014, dopo aver monitorato per anni la crescita dei bambini con disforia di genere. Aggiungeva: “La Vanderbilt University e la Portman Clinic di Londra hanno riportato che il 70-80% di loro ha perso poi spontaneamente il desiderio di voler essere del sesso opposto a quello di nascita”. Inoltre, “confrontando i risultati delle persone transgender che avevano subito tali trattamenti (compreso l'intervento chirurgico di cambio di sesso) con gli altri che non lo avevano subito, abbiamo osservato che, anche tra coloro che all’inizio si ritenevo "soddisfatti" dei risultati ottenuti, i loro successivi adattamenti psicosociali non erano migliori di quelli che non si erano sottoposti all'intervento. E così alla Hopkins ci siamo fermati”. Non solo, il prof. Mchugh, citando uno studio dell’Istituto svedese Karolinska già del 2011, osservava: “Lo studio a lungo termine (per 30 anni su 324 persone che hanno subìto un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso) ha rivelato che a partire da circa 10 anni dopo l'intervento, i <transgender> iniziavano a sperimentare crescenti difficoltà mentali. La cosa più scioccante è che la loro mortalità per suicidio è aumentata quasi 20 volte di più rispetto alla popolazione normale”.

Il celebre psichiatra osservava infine che occorre aiutare queste persone a fare pace con il proprio sesso biologico e a conoscere i motivi che li ha portati a rifiutarlo. “Si tratta in fondo di disturbi della coscienza, quindi di tipo psichiatrico, simili ad esempio ai pazienti affetti da anoressia nervosa: come è chiaro che i ragazzi affetti da anoressia non devono essere incoraggiati a cambiare il loro aspetto fisico per accettarsi e farsi accettare (incoraggiarli a voler dimagrire perché il loro problema sociale dipende dal loro essere grassi sarebbe folle!), così “questi tentativi di incoraggiare, anche attraverso le scuole, questi interventi di cambio di sesso, sarebbero folli; anzi, potrebbero addirittura essere considerati una sorta di abuso sui minori”! [fonte: NBQ, 12.12.2020]









 

29.01.2021

Pensieri su … Davos

Là, in una mondana culla svizzera …
Siamo ormai abituati agli incontri mondiali dei Capi di Stato e di Governo dei più potenti Paesi del mondo (G7, G8, G20), tenuti in diverse località del mondo, con un immenso dispiegamento di forze, non solo economiche ma anche dell’Ordine (per evitare contestazioni e scontri - si ricordi, nel nostro Paese, la tragica esperienza di Genova nel G8 del 2001 - oltre che per l'usuale protezione di tali personalità).
Ci siamo forse abituati anche a quell’incontro dei potenti del mondo che si trovano annualmente a discutere sul destino del pianeta (!), in pieno inverno, in quella prestigiosa località sciistica svizzera che è Davos, a m. 1.560 slm, in una stretta stupenda valle tra cime innevate, ricca di piste da sci, prestigiosissimi alberghi e ameni luoghi di divertimento. Si tratta del World Economic Forum. Si è concluso quest'oggi (25-29.01.2021).
Già su questo c
i si potrebbe porre qualche ingenua domanda. Passi che si tratti della Svizzera: non occorre essere particolarmente addentro alle “cose di questo mondo” per sapere che siamo in un Paese assai ricco, nel centro del continente europeo, che arriva a neppure 50 km. da Milano ma volutamente al di fuori della UE e ovviamente soprattutto dall’euro (ma non è oggi quasi un comandamento divino essere nella UE e nell'euro?), dove le banche conservano non solo i capitali ma i segreti di tanti che contano nel mondo (non a caso è riuscita persino a farla “franca” anche nella II Guerra Mondiale!), un Paese neutrale ma stranamente super-militarizzato; poi c'è la proverbiale precisione e capacità organizzativa svizzera; il tutto appunto in un meraviglioso e invidiabile quadro alpino. Perché, però, scegliere, e nel pieno delle nevicate invernali, una località così difficile da raggiungere, considerato pure lo spiegamento di forze che richiede lo spostamento di personaggi così potenti? Aerei (compreso l’Air Force One) che devono raggiungere l’aeroporto di Zurigo, cioè a km. 150 da Davos (video); poi gli elicotteri che trasportino appunto a Davos (e il Presidente USA si porta ovviamente sempre i propri, trasferiti con mega cargo, insieme alle auto presidenziali, da Washington), per poi muoversi ancora nella neve con le auto super-scortate verso i lussuosi alberghi e il Centro-Congressi?! (video)
Appunto ingenue domande, da non rivolgere a chi sta discutendo (o fanno finta di discutere, perché ovviamente tutto è già stato deciso altrove) di come rendere più vivibile questo mondo, a spese dei poveri cittadini di questo mondo e sulle loro teste.
Quest’anno ci ha pensato però il Covid-19 a portare a più miti e sobri consigli per tenere il celebre Forum: si sono parlarti 'da remoto', cioè dai rispettivi palazzi presidenziali, senza tutto quell’enorme spiegamento di forze economiche, organizzative e di sicurezza cui ci eravamo abituati come fosse ovvio. E con lo stesso risultato! Chissà che il virus non lo insegni anche per il futuro e per analoghi incontri mondiali... Sarebbe già una testimonianza e pure un 'piccolo' risparmio (possibilmente da erogare a coloro per i quali dicono di incontrarsi).

La Cina a Davos
Al di là del mancato soggiorno personale (e dell'ingente sèguito) nella prestigiosa località turistica svizzera, cosa è stato deciso in questo augusto incontro, finito appunto oggi?
Non possiamo e dobbiamo ovviamente qui entrare nel merito.
Soltanto una sottolineatura: circa l’intervento (di 20’, da Pechino) di Xi Jinping. Il Presidente cinese ha sostanzialmente propagandato il “modello Cina” per tutto il mondo, elogiando la sua stabilità politica (non importa se a prezzo di una terribile dittatura) e il suo progresso economico (che non ha conosciuto la crisi seguita al 2008 e neppure ora quella seguita al Covid-19, virus partito guarda caso proprio dalla Cina). Ha fatto da maestro, ha voluto insegnare al mondo (quasi ormai prono ai suoi piedi) come bisogna procedere; l’ha fatto come un menzognero incantatore, riempiendo il discorso di slogan irenici quali “no alla guerra fredda” e al “dominio l’uno sull’altro”, “sì al dialogo e alla collaborazione”, al “multilateralismo”, all’aiuto "ai Paesi poveri e in via di sviluppo"… nascondendo ad esempio che la Cina sta colonizzando il mondo, ha rifiutato la firma del trattato sulla messa al bando delle armi nucleari, continua a costruire basi militari nel Mar Cinese meridionale (incurante delle rivendicazioni degli altri Paesi del sud-est asiatico), manda i suoi jet militari a minacciare Taiwan di una possibile riconquista con la forza, ecc.
Il Presidente cinese si è mostrato poi favorevole al potenziamento delle organizzazioni e delle agenzie internazionali; ma la prima che cita, non a caso, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms): è infatti ormai assai stretto il legame fra i vertici dell’Oms (a partire dal direttore Ghebreyesus) e gli interessi della Cina, così che rimangono tuttora inspiegabili pure i ritardi della Cina e della stessa Oms sull’inizio della nuova epidemia e con questo con un’enorme responsabilità per la sua tragica diffusione nel mondo intero.
Infine, visto che ovviamente a Davos si doveva parlare anche del clima e dei nuovi comandamenti ecologisti, Xi Jinping ha invocato pure gli Accordi di Parigi per “promuovere uno sviluppo verde”, cercando di far dimenticare al mondo che la Cina è il Paese più inquinato del mondo e che tuttora detiene il record mondiale delle emissioni di gas-serra, anzi le sue emissioni (a parte la pausa 2020 per il Coronavirus) sono in crescita e presto saranno pure attivate centrali termiche a carbone con una potenza pari a tutte quelle dell’UE.

Xi Jinping e Biden
Il Presidente cinese ha potuto quindi permettersi di fare da “maestro”, nonostante quanto è venuto proprio dalla Cina (voluto?) lo scorso anno ed ha messo in ginocchio il mondo intero. Ha potuto farlo, forte di essere l’unica grande economia mondiale in crescita (anche nel 2020!) e di essere diventata il primo Paese al mondo meta di investimenti esteri, superando in questo persino gli Stati Uniti.
Senza ovviamente essere esplicito, ha voluto pure far capire alla nuova Presidenza USA* di invertire la rotta rispetto all’Amministrazione precedente: cioè scendere a patti con la Cina, se non addirittura imitarla!

* Al tempo dell’elezione di Trump a Presidente degli USA i Democratici, incapaci di riconoscere il fallimento della propria politica e della loro stessa campagna elettorale, hanno furiosamente sollevato per lungo tempo la farneticante scusa dell’influsso della Russia di Putin sulle elezioni USA. Ora, con tutto quello che è successo di eclatante e non chiaro nelle ultime elezioni presidenziali qualcuno si domanda se non ci sia invece un forte e ben più plausibile influsso cinese? Considerando che nell’Amministrazione Trump la Cina s’è trovata davanti a dei paletti, non solo nell’assalto al mondo ma nella stessa economia americana! (Per non dire dei valori cristiani promossi dall’Amministrazione Trump, come quelli a favore della vita, della famiglia e della stessa libertà religiosa nel mondo; al contrario delle politiche annunciate, e già subito all’assalto, dal 'sedicente cattolico' Biden).

Significativo in questo senso l’autorevole Editoriale (del 26.01.2021) su Davos di padre Bernardo Cervellera, direttore dell’agenzia del PIME (le Missioni Cattoliche nel mondo) Asia News (cui facciamo spesso riferimento e il cui sito è edito persino in cinese). Già il titolo è eloquente e impressionante: “Xi Jinping e Biden servono lo stesso potere economico (leggi).

La Russia
Potrebbe dunque aprirsi una nuova fase mondiale, assai più favorevole alla Cina e paradossalmente incoraggiata dalla stessa pandemia: una distensione tra USA e Cina, se non addirittura un’alleanza, per non dire una subdola sottomissione dei primi, che sarebbe pericolosissima per il mondo!
Non a caso, ora il nemico pare debba diventare Putin, ormai l'unico non-allineato (che si è inaspettatamente affacciato telematicamente a Davos), con tutte quelle identità valoriali (cristiane) che permangono in Russia e in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale, che non si sottomettono ma si oppongono al “pensiero unico dominante” e al New World Order (e che sono infatti per questo nel mirino della stessa UE)!
Nello stesso tempo sembra difficile immaginare uno scontro tra Cina e Russia, in quanto comunque proprio in Russia ci sono le radici ideologiche - una sorta di ormai remota fratellanza ideologico-politica - del potere che guida tuttora in modo dittatoriale la Cina (e di conseguenza la piccola ma bellicosa Corea del nord), cioè il “comunismo”.

Ci sarà una missione della Russia (questa è sempre stata una convinzione russa, tanto nel bene quanto nel male) per la salvezza dell’umanità dal demoniaco potere globale ... e per il finale “trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima”? La Madonna stessa ne fece cenno nel 1917 agli ignari pastorelli di Fatima!





 




25.01.2021

Sempre meno bambini “Down”: guariti? no, uccisi!

Anzitutto occorre sempre chiarire che l’aborto, non solo da un punto di vista filosofico e teologico, morale e religioso, ma scientifico, biologico e medico, è l’uccisione di un essere umano; perché nessuno può decidere da quando abbiamo cominciato ad essere degli esseri umani, cioè noi stessi, se non riconoscendo che è dall’istante del concepimento (altrimenti dovremmo entrare in una sorta di sempre mutevoli "convenzioni" dipendenti da giudizi soggettivi o giuridici: dalla percezione del battito cardiaco? dalla formazione del cervello? dall’esistenza di tutti gli organi? dalla possibilità di vivere già fuori dal grembo materno? dalla nascita? dalla pubertà, con la capacità riproduttiva? dalla pienezza della vita adulta? da una vita che qualcuno considera “degna” di essere vissuta? E chi ha il potere di decidere questo?). Infatti assistiamo nella società, anche a livello giuridico, a questa disumana e pare inarrestabile deriva.
No, geneticamente ciascuno di noi è se stesso, siamo noi, l’uomo è uomo, dall’istante del concepimento, cioè da quell’istante in cui non c’è più semplicemente uno spermatozoo + ovulo, ma una nuova cellula vivente che ha tutta la potenzialità già attiva per nascere come bambino dopo 9 mesi e diventare un uomo adulto dopo 20 anni!

Occorre dunque tener presente questo dato anche solo biologico, quando sentiamo parlare di aborto.
[Chi ha poi una conoscenza antropologica più profonda, cioè anche filosofica e teologica, sa che da quell'istante esiste il nostro <io>, cioè la nostra singola anima spirituale e immortale, che è cioè creata proprio in quel momento da Dio (non può infatti derivare dai genitori, essendo appunto spirituale). Chiunque è stato concepito, ha dunque la stessa dignità di qualsiasi altro essere umano! Inoltre esisterà come persona, amata da Dio, per tutta l'eternità, anche se sulla terra avesse vissuto solo come embrione o feto, o avesse nella vita qualsiasi difetto o malformazione!]

Ricordiamo questo dato oggettivo anche quando ormai sentiamo parlare positivamente di drastica diminuzione di bambini “Down” o addirittura di Paesi “Down-free”: non si tratta di aver debellato una malattia (e neppure di aver impedito il concepimento di un possibile bambino portatore di tale difetto), ma di aver ucciso nel grembo della loro madre chi alle analisi prenatali ha presentato questo difetto cromosomico. Non nascondiamoci la realtà: non è stata eliminata una patologia, ma chi l’aveva!

Ebbene, uno studio pubblicato nel dicembre scorso su European Journal of Human Genetics ha registrato che nel periodo 2011-2015 in Europa i bambini nati con la “sindrome di Down” (“trisomia 21”) sono in media diminuiti del 54% (in 5 anni 9.000 in meno: 8.000 invece dei 17.000 dei 5 anni precedenti; 10 invece di 27 ogni 10.000 nascite).

Nello specifico delle zone europee: Europa meridionale (-71%), settentrionale (-51%), orientale (-38%). Nello specifico di alcuni Paesi: Malta (invariata), Regno Unito (-54%), Francia (-68%), Italia (-71%), Portogallo (-80%), Spagna (-83%), Danimarca (-79%; solo 18 bambini Down nati nel 2019 e 20 nel 2020; la Danimarca si vanta di voler diventare in breve tempo un Paese totalmente “Down free”!), Islanda (-69%, praticamente azzerati, solo 2 all’anno, su una popolazione di 400.000 abitanti, e nati solo per errore di screening prenatale).

Il che significa che i relativi test prenatali (Nips o Nipt) hanno ormai un chiaro fine “eugenetico”: cioè per eliminare chi ha questo difetto. 

 

Tra l'altro, proprio in questi giorni (21 gennaio), terminate positivamente le indagini sulle “virtù eroiche”, il Papa ha dichiarato Venerabile (aprendo così la strada alla sua beatificazione e canonizzazione) il grande genetista francese Jérôme Lejeune [nato il 13.06.1926 e morto a Parigi il 3.04.1994 (S. Pasqua)], che fu proprio lo scienziato che scoprì tale difetto cromosomico, detto "trisomia 21" (a motivo di un 47° cromosoma morfologicamente identico agli elementi del 21° paio) o più noto come “sindrome di Down” (J.L. Down fu invece lo scienziato del XIX secolo che si limitò a descrivere i caratteri morfologici delle persone con questo problema).
Ne abbiamo parlato anche l’anno scorso, in occasione della morte della moglie
(cfr. News del 6.05.2020). Oltre ad essere uno dei più grandi genetisti del secolo scorso, J. Lejeune cercò per tutta la vita di scoprire, senza riuscirci, se fosse possibile far fronte e curare questa malformazione genetica. Non si limitò però a fare lo scienziato e lo studioso, ma dedicò la sua missione ai malati, e soprattutto ai bambini affetti da tale sindrome, seguiti con evangelica carità e competenza pure in un centro specialistico parigino. Oltre alla splendida dedizione per la sua missione scientifica e medica (era fortemente convinto che la ricerca scientifica fosse un prezioso strumento per conoscere meglio il Creato e quindi pure l’onnipotenza del Creatore; quindi offrì un'ottima testimonianza del felice rapporto tra scienza e fede), e alla vissuta carità cristiana per i suoi ammalati, Lejeune testimoniò pure un evangelico e stupendo amore per sua moglie e la sua famiglia.
All’amore di Dio cercò di conformare ogni pensiero e azione della sua vita, senza mai scendere a compromessi con le logiche del mondo.

A motivo della sua scoperta della “trisomia 21” doveva ricevere il Premio Nobel per la Medicina; ma poi gli fu negato per la sua chiara posizione contro l’aborto! Il che sta purtroppo ad indicare come anche il mondo scientifico possa essere condizionato dalle ideologie e dal potere ...
Per queste sue altissime competenze scientifiche, per la sua testimonianza del fecondo rapporto tra scienza e fede, come pure per la sua promozione e difesa della vita in ogni età e condizione, Giovanni Paolo II lo nominò membro della Pontificia Accademia delle Scienze e primo Presidente della Pontificia Accademia della Vita.
Presto sarà appunto venerato come Beato e speriamo poi anche Santo!








22.01.2021

Un grande calciatore: “voglio diventare santo”!

Sappiamo che oggi più che mai i calciatori diventano delle “star”, al pari e ancor più degli attori del cinema o dei cantanti. Non solo perché sono bravi giocatori del pallone, ma proprio come uomini e come personaggi pubblici. Il che comporta assai spesso anche uno stile di vita … di alta mondanità! Tanto più che i loro guadagni astronomici (che farebbero gridare allo scandalo se fossero percepiti da qualsiasi altra professione o attività e che ovviamente esaltano la mente di un giovane, magari nato povero!) permettono pure una vita di lussi e di piaceri sfrenati.
Era il destino anche di Nicolás Gil (classe 1997), ragazzino colombiano educato cattolicamente e che voleva fare il pilota dell’aeronautica militare, ma a 16 anni si era già distinto nella squadra di calcio di Rionegro (Antioquía), dov’è nato, e a 19 anni era già a Bogotá nel Club Santa Fe, così che a 21 entrò a pieno titolo nella squadra di calcio della capitale colombiana.
È a quel punto che Nicolás inizia anche la vita da star: donne a volontà e volontà di sperimentare qualsiasi piacere. Nel suo animo avvertiva però la lotta tra il bene e il male e anche un crescente senso di “vuoto”, che, nonostante il successo, lo faceva sentire “sporco e deluso”, come egli stesso confessa. Così, certo anche per “grazia” di Dio, oltre che per gli insegnamenti ricevuti dai genitori, si riaccese in lui una strana nostalgia di Dio, persino un desiderio di Lui, addirittura di donarsi a Lui!
Cercò di conseguenza anche qualche amicizia, una comunità, che lo aiutasse a tornare a Dio; e chiese aiuto alla Madonna! Comprese che doveva tornare a pregare, a confessarsi spesso e fare la Comunione; e anche lottare per vivere in modo puro e casto. Confida: “non è stato facile vivere davvero la fede che avevo ritrovato; molti compagni di squadra e amici erano scioccati dalla mia fede e dal mio condurre una vita nella castità, nella purezza. Ma noi siamo templi dello Spirito Santo e dobbiamo rispettare noi stessi, le altre persone … e le donne”.
Ora Nicolás, pur continuando la vita da famoso calciatore professionista, è felice della sua vita di fede; e pensa persino che Dio potrebbe chiamarlo a diventare sacerdote o addirittura monaco. Nell’attesa che si chiarisca la sua vocazione, si è dato con altri amici una regola spirituale: «Abbiamo sei pratiche che sono l’Eucaristia, l’intimità con il Santissimo, il Santo Rosario, la lettura meditata della Parola di Dio, delle preghiere particolari e la lettura spirituale di un libro di un santo». Ci confida il suo desiderio più profondo: «compiacere il Signore ed essere santo»! Vuole essere utile anche ad altri giovani; e non ha così timore di ricordare loro: «Dio tocca sempre il cuore di tutti. Nel piacere della carne, della concupiscenza, nel piacere disordinato della lussuria, della fornicazione, non troveremo la felicità e la pienezza che uno come uomo cerca ... Non c'è niente di così bello come sperimentare l’amore di Dio»! (vedi)








20.01.2021

Persecuzione anticristiana (aggiornamenti)

Abbiamo appena riferito (v. sotto all’8 gennaio) sulla persecuzione anticristiana nel mondo. Il 13 gennaio l’agenzia Open Doors ha fatto conoscere il suo Rapporto annuale ufficiale (World Watch List) per il 2020 (vedi).
Ecco alcuni dati totali rilevati. [fonte: NBQ, 14.01.2021] (leggi)

Cristiani perseguitati a causa della loro fede: 340.000.000 
                        
(di cui 309.000.000 in modo molto violento)
Cristiani uccisi nel 2020 a causa della loro fede: 4.761
                        (media giornaliera: 13 morti)
                       
 (2019: 2.983; quindi + 60% in un anno)
Cristiani incarcerati senza processo a causa della loro fede: 4.277
Cristiani rapiti e spariti a causa della loro fede: 1.710
Principale causa di persecuzione anticristiana nel mondo: Islam
Paese al mondo con la massima persecuzione anticristiana: Corea del Nord (dittatura comunista)

Chi ne parla?








 

17.01.2021

Ragazzini … tossici!

C’è una pandemia che non fa rumore, ma è ben conosciuta anche da molti medici (specie psichiatri), e che fa danni enormi alla salute fisica, psichica e spirituale delle persone, specie in un numero di ragazzi e giovani che cresce in modo esponenziale. Si tratta della droga!
E, come abbiamo sotto ricordato (v. News del 13.01.2021), anche il lockdown sta ulteriormente accentuando questo dramma personale e sociale.
Dopo anni di ipocrita e velenosa distinzione tra droghe “leggere” (quasi comuni, sin dalle più verdi età) e “pesanti” - v. News del 25.08.2020 (proibito per legge parlare di sigarette “light” ma ci si ostina a parlare di droghe “leggere”, comunque terribilmente dannose, e persino a volerle liberalizzare) - e alla facile possibilità, anche per un ragazzino, di trovare persino su internet una quantità enorme di droghe sintetiche, oltre all’uso diffusissimo della cocaina (e non solo negli ambienti “in”), ora ci troviamo di fronte al ritorno impressionante anche del grande ‘mostro’: l’eroina!
Se qualcuno pensasse che i giovani distrutti dalla droga siano un tragico fenomeno sociale degli ormi lontani anni '70/'80 deve purtroppo ricredersi; anzi, c’è oggi una piaga ben più grave e mai registrata prima: “tossici” già adolescenti e persino in piena pubertà!
Una terribile “ondata” che dilaga inesorabile, specie dalla Lombardia. Basterebbe andare nel boschetto di Milano Rogoredo, ma anche in almeno 10 boschetti della campagna pavese; per non parlare dei due ragazzini di 14 e 15 anni che a Monza hanno ucciso un uomo con 20 coltellate per comprarsi una dose.

Se n’è occupato di recente anche il Corriere della sera (12.01.2021), facendo visita nella struttura terapeutica “Casa del giovane” di Pavia, parlando col responsabile Simone Feder e ascoltando la storia di alcuni ragazzini, quasi tutti minorenni, che lì si cerca di recuperare alla vita dopo che sono già precipitati nell’abisso distruttivo della droga.
Dice Simone Feder: «Il centro è pieno: ma come fai a dire di no a un papà che viene in lacrime a portarti il figlio?». Sono anche “figli di papà” (medici, avvocati, imprenditori, impiegati, quadri aziendali), ragazzini anche di soli 12 anni, già tossici e diventati persino spacciatori e violenti.
Il Responsabile non vuol sentir parlare di droghe "leggere" e "pesanti": «Anche la cannabis ha raggiunto livelli di principio attivo così alti che questa distinzione non ha più senso. Tutti quelli che ho in comunità hanno cominciato ‘rollando canne’ e sono finiti con l’eroina comprata per pochi euro. Si devastano in pochissimo tempo alla ricerca della ‘botta’ che dura sempre meno e lascia segni permanenti sempre più profondi». «Una vita spesso iniziata con lo sballo delle feste a base di sesso, droga e alcool nel chiuso di appartamenti senza genitori; o nei “Rave party”».
«Il primo contatto di un ragazzino con la droga ha però cambiato luoghi e tempistiche: prima accadeva durante gli anni del liceo, ora già dalle scuole medie. Il pusher non aspetta più all’uscita di scuola ma è già dentro, tra i banchi o nei bagni. Alcuni frequentano le lezioni solo per spacciare».
Ragazzini diventati “pusher”, ma anche rapinatori, scippatori, aggressori, persino omicidi (v. appunto il caso di Monza).
L’onda malvagia non risparmia nemmeno le femmine: ragazzine che a 15 anni sono già dipendenti di crack, erba, cocaina, eroina, e finiscono pure nella prostituzione.

Ecco le storie di qualche ragazzino, ospite della citata comunità di Pavia.
Ora è un adolescente di 17 anni, già distrutto dalla droga. Un giorno era entrato nel boschetto di MI Rogoredo per acquistare una dose per uso personale; ma in poco tempo ne è diventato «capo-piazza», cioè spacciatore. È arrivato a farlo dalle 8:30 alle 21:00 e giungendo a vendere 70 gr. di eroina al giorno (acquistata da un albanese a € 6 al gr. e rivenduta a € 20). La comprava a etti. Faceva anche 7.000 € al giorno. Per premio riceveva in omaggio 2 gr. di eroina e 0,5 gr. di cocaina. Tanti sono i clienti, anche in auto di lusso (racconta: «in 10 km ci sono 10 squadre di spacciatori, ognuno con il suo giro di clienti della Milano-bene»).
Un altro ragazzino che ora ha 15 anni rapinava la gente in strada con un cacciavite, per comprare 3-4 gr. di coca al giorno (una quantità tale da renderlo un mostro); ma picchiava anche solo per divertimento.
Un ragazzino che ha 13 anni (!) era entrato in comunità con un tasso di cocaina nel sangue che nemmeno un tossicomane di vecchia data riesce a toccare (il cut off, l’esame che determina il livello di droga nel sangue, segnava più di 3.000, quando è sufficiente 300 per risultare positivi).
Un ragazzo che ora ha 16 anni racconta che iniziò a drogarsi perché era un po’ grassottello e come tale veniva deriso (bullizzato) dai compagni di scuola. «Mi son detto: voglio diventare come loro; e la cocaina mi ha dato la forza». Da vittima si è trasformato in carnefice. Era diventato l’incubo dei compagni di scuola. «Non volevo restare solo»; «la droga mi dava l’illusione di avere tanti amici. I compagni allora stavano con me e mi guardavano ammirati perché in un giorno riuscivo a procurarmi anche 100 € di cocaina».
Un altro ospite, ancora minorenne, a 15 anni andava già ai “rave party” in giro per l’Italia. Così ha iniziato ad acquistare «erba» a credito, che rivendeva poi ai compagni di scuola durante la ricreazione. Ha una mente distrutta. Ora in comunità dà qualche timido segno di recupero …

È angosciante vedere anime e corpi di giovanissimi già così devastati, prima ancora che dalla droga, da un vuoto spirituale dove il demonio ha potuto così facilmente seminare il suo veleno!
Che il ragazzo milanese Carlo Acutis (v. News del 23.02.2020), morto nel 2006 e beatificato lo scorso 10 ottobre, interceda per loro … e ci convinca che senza Cristo Signore l’inferno comincia qua, già da ragazzini!

[nella sezione video del sito, ecco invece la testimonianza di alcuni giovani risorti dall'abisso della droga per l'incontro con Gesù e la comunità cristiana]









 

15.01.2021

Social censure

Se, secondo un giudizio soggettivo (anche se pensiero unico dominante), si stabilisce quali siano le notizie vere da pubblicare e quali le false (fake news) da censurare e si è giunti addirittura a silenziare un Presidente USA, regolarmente eletto 4 anni fa dagli americani e comunque ancora in carica, … allora dai social ci si può aspettare veramente di tutto!

Ad esempio Twitter in questi giorni ha censurato pure padre Juan Manuel Góngora, parroco di Oria (Almeria, Spagna). Perché? Per la sua battaglia culturale contro l’aborto e l’eutanasia! 
I suoi 25.000 followers hanno protestato con l’hashtag #Patercensurado e con la storica acclamazione «Viva Cristo Re!». Si tratta peraltro della stessa parrocchia dove, nel corso della guerra civile del secolo scorso, ci sono stati due martiri uccisi dai comunisti “in odium fidei” e già beatificati dalla Chiesa. [fonte.Il Timone/News, 14.01.2021]
Sempre in Spagna, abbiamo già segnalato (v. sotto News del 2.01.2021) che Twitter si è invece ben guardato, nonostante le proteste ricevute, di censurare la campagna d'odio anticattolico, con tanto di incitamento a bruciare chiese e attaccare sacerdoti, presente sul social col significativo titolo Fuego al Clero!

Facebook sembra invece ormai censurare quanto non piace al governo (Partito Comunista) cinese.
Qualche giorno fa ha infatti bloccato l’account (i post e 30.000 video) del gruppo “Atajurt Kazakh Human Rights”, che denuncia la sparizione e repressione di kazaki e uiguri nei campi di lavoro forzato nello Xinjiang, dove vi sarebbero rinchiusi circa un milione di queste persone.
Pare che Facebook, per poter entrare nell’enorme mercato cinese, abbia accettato dal governo di Pechino di censurare quanto riguarda i “campi di lavoro forzato” nello Xinjiang (veri e propri “campi di concentramento”, attraverso i quali la Cina non solo reprime i dissidenti ma ha pure un enorme bacino di lavoro gratuito da schiavi che contribuisce così alla propria battaglia per la supremazia economica mondiale).
Sebbene anche l’ONU abbia denunciato la loro esistenza, Pechino sostiene che essi sono solo dei “campi di addestramento al lavoro” per qualificare professionalmente la popolazione dello Xinjiang.
[fonte: AsiaNews (Alma Ati), 13.01.2021]

[Il fondatore di Facebook, l’ancora giovane (n. 1984) Zuckerberg, è tra gli uomini più ricchi del pianeta (100 miliardi di $); educato nella religione ebraica, poi ateo, poi ..non si sa, parla fluentemente anche il mandarino (peraltro lingua madre della moglie statunitense)...]










13.01.2021

Lockdown ... e crescita di depressioni, dipendenze e suicidi

Qualcuno dovrà pur accorgersi che non c’è solo da preservare la salute del corpo (ammesso che questo si faccia), ma anche quella della psiche e dell’anima (oltre al lavoro, la scuola, l’economia, i rapporti sociali …)!
Portare avanti per quasi un anno la politica unilaterale del “lockdown” (che poi non è ovviamente una “cura” ma solo un tentativo, talora persino irrazionale e contradditorio, di difesa da eventuali contagi), oltre a far crollare l’economia e i rapporti sociali, ha prodotto infatti pure un notevole incremento di disturbi mentali, di crolli psicologici e depressioni, di dipendenze [da pc e da smartphone, da gioco d’azzardo, da pornografia (v. News del 15.04.2020), da alcool e droga]; e persino il numero di suicidi! E questo con particolare accentuazione tra i giovani. Questione di un’età che non si può mettere in gabbia? oppure di una generazione non abituata a fermarsi a pensare? che non sa stare con se stessa? senza fede? senza un’altra dimensione? Certo. Per questo occorre coltivare e rafforzare lo spirito, la fede, fin dalle più giovani età; per essere pronti ad ogni “prova” della vita (oltre che per la salvezza eterna!). Ma occorre anche una politica non miope e ad una dimensione ...

Ecco alcuni dati scientifici e statistici. [fonte: NBQ, 5.01.2021]
L'Osservatorio Violenza e Suicidio ha rilevato in Italia che circa il 3% degli intervistati ha pensato al suicidio come rimedio all’angoscia scatenata dal lockdown. L’Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze ha persino istituito un “Osservatorio Suicidi Covid-19”, registrando in Italia, già durante il primo lockdown (mar/mag 2020), 62 suicidi legati direttamente (paura del contagio) o indirettamente (ad esempio per le conseguenze economiche) alla pandemia in corso. La psichiatra della Asl di Trento Wilma Di Napoli ha parlato di un notevole aumento di suicidi, specie nella fascia giovanile. "Negli ultimi 6 mesi, infatti, nella sola provincia di Trento, si sono registrati 7 suicidi tra i giovani; un numero neanche lontanamente paragonabile a quelli degli anni scorsi. Ci troviamo di fronte ad una tragedia'', ha concluso. 
Anche la Società Italiana di Alcologia, già durante il primo periodo di lockdown (mar/mag 2020), ha registrato un aumento del 15% di nuovi dipendenti e un 20% di ricadute tra gli alcolisti.
Negli USA, il 13,3% della popolazione ha iniziato o aumentato in questo periodo l’uso di stupefacenti. 
Nel Regno Unito, l’Office for National Statistics (ONS) ha registrato lo scorso anno un raddoppio dei tassi di depressione (dal 10% al 20%). Ged Flynn, amministratore delegato di PAPYRUS Prevention of Young Suicide ha dichiarato: "Temo che un'intera generazione di giovani sentirà a lungo l'impatto dell'attuale crisi... Ogni giorno riceviamo un numero enorme di chiamate, messaggi, e-mail da parte di giovani con pensieri di suicidio". I giovani con meno di 35 anni che hanno avuto pensieri di suicidio sono aumentati col lockdown del 27% (e nel 90% dei casi è proprio per questo). Mind (un ente di aiuto alla salute mentale) ha registrato che l'80% dei giovani (18-24 anni) ha avvertito il peggioramento della propria salute mentale a causa della solitudine dovuta al lockdown. Così pure il 50% degli ultra-sessantenni.

Se parliamo poi del Giappone, che già da anni conosce un numero elevatissimo di sucidi, durante la pandemia il numero di suicidi (2.153 solo nell’ottobre scorso!) è stato comunque superiore a quello di morti per/con Covid-19.


 




10.01.2021

Covid-19: qualche notizia … diversa

La pandemia Covid-19 ha provocato un tracollo dell’economia mondiale, con una perdita di 1.000 miliardi di $ e un aumento del 40% di persone bisognose (saranno 235 milioni in più nel 2021).
Questo il quadro presentato dal Programma ONU per lo sviluppo. «Le prospettive delle esigenze umanitarie nel prossimo futuro sono le più desolanti mai pensate», ha detto Mark Lowcock, responsabile ONU degli Affari umanitari.
[fonte: L’Osservatore Romano, 5.01.2021]
L’unica economia che invece ha ottenuto risultati positivi è stata la Cina! Guarda caso …
Il 31 dicembre scorso, il Presidente cinese Xi Jinping ha addirittura brindato al 2020 che stava per finire come all’Anno d’oro della Cina!

A proposito di Cina … A Shijianzhuang, nella regione cinese del Hebei, pur con pochissimi cristiani, dalla vigilia di Natale è di nuovo vietato ogni tipo di celebrazione e di incontri per i Cattolici, perché sarebbero loro la causa dei 300 casi di Covid-19 (rilevati però il 4 gennaio), avendo avuto presunti contatti con missionari stranieri. Insomma, gli “untori” sono comunque i Cattolici. Questo, ha osservato qualcuno, ricorda l’accusa di Nerone ai primi cristiani per l’incendio di Roma! [fonte: AsiaNews (Shan Ren Shen Fu /山人神父), 8.01.2021]
Per lo stesso motivo le autorità di Pechino hanno deciso di chiudere tutti i 155 luoghi religiosi della capitale allo scopo di prevenire la diffusione della pandemia. [fonte: AsiaNews (Wang Zhicheng), 9.01.2021]

Nel 2020 i morti da (o con) Coronavirus (Covid-19) sarebbero stati nel mondo 1,8 milioni, risultando così un virus ad alta capacità di diffusione e variazione, ma in fondo con bassa mortalità (1-3%) (il virus Ebola, ad esempio, può raggiungere una letalità del 90%). Questo però ha messo in ginocchio il mondo.
Sempre nel 2020, i bambini uccisi per aborto volontario sono stati 42,6 milioni (senza considerare quelli uccisi dalle pillole abortive). Questo è invece considerato un diritto.
Gli aborti volontari si confermano così la prima causa di morte al mondo.
Al 2° posto (12, sempre in milioni di morti), abbiamo i morti causati da diverse malattie infettive (di cui 1,7 per HIV e 1 per malaria). Al 3° posto c’è il cancro (8,2), [al 4° posto i morti per fame o denutrizione (circa 8)], al 5° quelli per fumo (5,1), al 6° per alcool (2,5). Il Covid-19 si trova quindi al 7° posto (1,8). Seguono i morti per incidenti stradali (1,4) e per suicidio (1,1). [fonte: NBQ, 8.01.2021]

Non entriamo qui nel merito, al di là delle possibili cure (quasi censurate), della questione dei vaccini (e dei toni "messianici" con cui sono stati attesi e presentati), della loro efficacia (per un virus che continua a variare e la cui matrice è stata censurata dalla Cina, che infatti ha potuto quasi debellarlo  v. News del 27.10.2020 e del 16.08.2020), della varietà e rapidità della loro produzione (e relativi colossali interessi farmaceutici), della loro sperimentazione (sull'essere umano richiederebbe almeno 5 anni; per il virus HIV dopo decenni non ne siamo tuttora in possesso), sui loro effetti collaterali ipotizzati o da verificare (reazioni allergiche, infertilità, mutazioni del DNA?), perfino con alcuni casi già registrati di decessi, e sull’effettiva efficacia e immunità conseguente. Rimane poi la questione, con gravi valenze morali, della modalità di preparazione (ad es. con l’uso di linee cellulari di feti umani, persino appositamente ‘prodotti’ e abortiti?). Nei Paesi musulmani poi (v. ad esempio in Indonesia, il più grande Paese del mondo a maggioranza musulmana, che starebbe per adottare un vaccino cinese), a proposito della preparazione di detti vaccini, s’è posta persino la questione dell’utilizzo, come stabilizzante, di gelatina prodotta con carne suina, appunto proibita in tali Paesi. 
Nel mondo si pone dunque il problema, per la preparazione dei vaccini, dell’utilizzo di maiali e non quello di feti umani?

"In un prossimo futuro l’umanità potrebbe trovarsi a combattere sempre nuovi e più terribili virus"! Non si tratta di un allarmismo apocalittico sollevato da menti esagitate, ma di quanto ha detto nientemeno che all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) Michael Ryan, capo del “comparto emergenze” dell’OMS (Ginevra).








8.01.2021

Attacchi anticristiani in Paesi extra-europei (aggiornamenti)

Sia pur con minori episodi eclatanti, la persecuzione anticristiana nel mondo durante il 2020 è aumentata, specie in Africa (soprattutto in Nigeria). È quanto emerge, non solo dai missionari presenti sul posto (cfr. il PIME e l’autorevole agenzia Asia News), ma anche dai Rapporti annuali di Open Doors e di ACN (Aiuto alla Chiesa che Soffre).

Anche se in testa alla classifica della persecuzione anticristiana rimane da quasi 20 anni la Corea del Nord (dittatura comunista; qui tra l’altro decine di migliaia di cristiani sono internati nei “campi di lavoro”, in condizioni di vita spaventose, anche solo per aver pregato in casa o posseduto cose o libri religiosi), in genere si tratta di Paesi islamici (33 sui 50 Paesi dove il cristianesimo è perseguitato, 8 su 11 dove la persecuzione è particolarmente violenta) o comunque ad opera di musulmani.

Non affrontiamo qua la penosa situazione della Chiesa in Cina, dove quella Chiesa che non si sottomette ai comandi “religiosi” del governo (Partito comunista) continua ad essere fortemente perseguitata, nonostante gli accordi “segreti” e provvisori col Vaticano (firmati il 22.09.2018 e rinnovati per altri 2 anni il 22.10.2020).

Per rimanere in Asia, particolarmente critica è la situazione in Pakistan (v. anche News del 10.09.2020), dove la terribile “legge sulla blasfemia” (che permette di condannare a morte chiunque sia stato accusato da qualcuno di aver parlato male di Maometto o dell’islam) diventa spesso il pretesto per condannare a morte chi non è musulmano (oltre talora per personali motivi di odio o vendetta).
Particolarmente delicata, come del resto in quasi tutti i Paesi musulmani, è la situazione della donna, che se già nell’Islam è considerata “inferiore” rispetto all’uomo, nel caso osi essere cristiana diventa particolarmente oggetto di violenze (rapimenti, stupri, matrimoni forzati con musulmani e quindi obbligata a farsi musulmana). Solo in Pakistan si registrano almeno 1.000 casi all’anno. Di queste, molte sono semplici preadolescenti. (Ciò avviene anche in Egitto con le ragazze cristiane copte).

È ad esempio il caso di Neha (14 anni, data in sposa ad un uomo di 45 anni con altre mogli e figli e costretta a farsi musulmana). Così Komal Patras, minorenne e disabile, rapita 2 mesi fa a Lahore per essere data in sposa (schiava) a un musulmano.

Nel 2019 Associated Press ha potuto persino registrare un elenco di 629 ragazze e donne cristiane rapite in Pakistan e vendute come mogli in Cina!

Il 30.11.2020, a Rawalpindi, Sonia Bibi, una domestica di 24 anni, è stata uccisa dal giovane musulmano Shahzad perché si era rifiutata di sposarlo per non essere costretta ad abiurare da Gesù e farsi musulmana.

Ancora a Lahore, nel Natale scorso, subito dopo la liturgia (evangelica), giovani musulmani hanno cominciato ad offendere le ragazze cristiane con appellativi offensivi e proposte oscene. Alcuni ragazzi cristiani hanno cercato allora di farli smettere e difendere le ragazze. Ne è nata una zuffa. A quel punto più di 30 uomini musulmani sono intervenuti lanciando pietre, picchiando i cristiani e andando persino a danneggiare le loro case. Sette cristiani sono rimasti feriti, colpiti dalle pietre, e uno è stato ferito da un coltello. Alcuni musulmani hanno anche cercato di entrare nel luogo di culto ma sono stati fermati. Due sono stati consegnati alla polizia, che però li ha lasciati in libertà. [fonte: AsiaNews, 29.12.2020]

In Indonesia, nel remoto villaggio di Lemban Tongoa (isola di Sulawesi) c’è stato di recente un ennesimo attentato islamico contro i cristiani: abitazioni date alle fiamme e 4 uomini brutalmente uccisi (uno decapitato e un altro bruciato vivo); 700 cristiani hanno dovuto rifugiarsi negli uffici amministrativi del villaggio, protetti dalla polizia locale.

In Armenia, con la ripresa della guerra del Nagorno Karabakh e le chiese passate sotto il controllo azero, la persecuzione anticristiana ha avuto una brusca impennata. È circolato recentemente in rete il video di un soldato che entra trionfante in una cappella al grido di "Allah Akbar!" e spezza la croce. L'8.10.2020, le forze azere hanno bombardato e distrutto il Santo Salvatore, cattedrale armena a Shusha.
Sulle proteste degli armeni in Francia v. sotto News del 2.01.2021; una manifestazione di protesta armena c’è stata anche a Milano.

In Turchia i sacerdoti cristiani, assai spesso minacciati dai musulmani, sono costretti ad essere scortati delle forze dell’ordine, è loro interdetto qualsiasi dialogo con la stampa, specie internazionale, ed è loro altamente sconsigliato indossare pubblicamente l’abito sacro.
 

Passando all’Africa, dove appunto nel corso del 2020 c’è stato il maggior incremento di persecuzione anticristiana, specie ad opera dei musulmani radicali...
Nella Repubblica Democratica del Congo, pur essendo un Paese a maggioranza cristiana, il 28 ottobre scorso militanti islamici hanno fatto irruzione in un villaggio, massacrando in modo atroce 18 fedeli e dato alle fiamme la loro chiesa. L'attentato è stato rivendicato dall'ADF (Allied Democratic Forces), gruppo militante islamista che da oltre 20 anni compie attacchi violenti.

Nel corso del 2019, in Burkina Faso, gruppi jihadisti hanno ucciso 1.300 persone. Ma anche solo pochi giorni fa, un gruppo armato ha fatto irruzione a Pansi, un piccolo villaggio di contadini nei pressi di Sebba, uccidendo 24 persone, tra cui il catechista Philippe Yarga, tra i primi inviati dal vescovo in missione stabile nella zona. Ha poi dato alle fiamme la piccola chiesa. Ha pure ucciso una ventina di musulmani.
[Di tale attacco ha parlato L’Osservatore Romano del 31.12.2020 e persino il Segretario generale dell'ONU António Guterres]

Il caso forse più doloroso della persecuzione anticristiana in Africa è dato dalla Nigeria, Paese di 200 milioni di abitanti (il più popoloso dell’Africa), di cui il 46% cristiani e il 53% musulmani.
[Ce ne siamo occupati anche nelle News dell’8.09.2020, 16.01.2020 e del 25.12.2019]
I cristiani in Nigeria subiscono attentati con una frequenza impressionante (dicono che sia un miracolo che si possa celebrare tranquillamente una S. Messa) e anche molti sacerdoti vengono rapiti, perseguitati, minacciati.
In 20 anni in Nigeria sono stati uccisi circa 100.000 cristiani, in 21.000 attacchi, specie dei musulmani di Boko Haram e di al Qaida (43.242 uccisi), di pastori fulani (18.834) e di altri gruppi estremisti (34.233). Un vero “genocidio”, di cui quasi nessuno parla. 

Il gruppo islamico Boko Haram in 10 anni ha ucciso 36.000 persone e causato l’esodo di 2 milioni di persone (una parte delle quali vive tuttora in campi profughi protetti dall’esercito). Però nel 2016 i suoi attacchi si sono notevolmente ridotti, anche per interventi dell’esercito nigeriano (e di una forza militare cui partecipano anche Benin, Niger, Camerun e Ciad). In compenso è cresciuto il gruppo armato jihadista ISWAP (Islamic State West Africa Province), separatosi da Boko Haram e ormai ad esso antagonista, affiliato allo Stato Islamico, che opera soprattutto nella regione del lago Chad e che si estende anche in Niger, Ciad e Camerun.
Pare che recentemente Boko Haram abbia però allacciato rapporti con le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di droga e armi e che si finanzino coi sequestri di persona nel nord ovest della Nigeria. Così pare abbia stretto pure alleanze con i pastori (in genere musulmani) contro gli agricoltori (in genere cristiani).

Nel gennaio 2020 un seminarista di soli 18 anni, Michael Nnadi, rapito con altri 2 seminaristi, è stato ucciso a motivo della sua opera evangelizzatrice (quindi “in odium fidei”)!
Nei primi 6 mesi del 2020, nel solo stato di Kaduna (Nigeria centro-settentrionale), erano già stati uccisi 178 cristiani.
Nel luglio scorso abbiamo avuto questa tragica sequenza: il 10 sono stati uccisi 22 cristiani a Gora; il giorno dopo è stato assalito un villaggio e sono stati bruciati vivi 10 donne, un bambino e un anziano; il 19 sono stati uccisi 32 cristiani che partecipavano a una cerimonia nuziale; il 29 dei pastori Fulani hanno ammazzato 14 cristiani (13 dei quali della stessa famiglia).
Nel mese scorso (dicembre 2020) abbiamo avuto questa sequenza. Il 18 a Konduga (stato nigeriano del Borno) una ragazza di soli 17 anni si è fatta esplodere in mezzo a un gruppo di uomini, uccidendo 3 persone e ferendone gravemente altre 3 (il bilancio avrebbe potuto essere molto più grave se la ragazza fosse riuscita a raggiungere un punto più affollato della via, dov’era diretta); l’attentato è stato rivendicato da Boko Haram (questi attentati suicidi, un tempo frequenti, erano diventati più rari). La vigilia di Natale c’è stato un raid di Boko Haram nel villaggio di Pemi, a maggioranza cristiana: i jihadisti, arrivati a bordo di autocarri e moto, hanno incominciato a sparare ed hanno ucciso 7 persone (ma ne mancano all’appello altri), rapito un sacerdote, incendiato la chiesa e 10 abitazioni; hanno persino rubato quei generi alimentari che erano stati preparati per i poveri del villaggio in occasione del Natale e distrutto i medicinali del centro medico. C’è stato poi, sempre a dicembre, nello stato nigeriano del Borno, un brutale attacco in cui sono stati sgozzati decine di braccianti delle piantagioni di riso.
Non sono poi mancati i rapimenti (anche se pare solo ad opera di comuni criminali, per ottenerne un riscatto, talora anche solo di poche migliaia di $). Il 15 dicembre è stato sequestrato padre Valentine Oluchukwu Ezeagu, della Congregazione dei Figli di Madre Maria della Misericordia, liberato la sera del 16.
Particolarmente impressionante, il giorno 11, l’assalto armato (rivendicato falsamente da Boko Haram, in realtà forse attuato da comuni criminali) all’enorme collegio maschile cattolico (con 800 studenti di scuola secondaria) di Kankara, nello stato nigeriano di Katsina, col rapimento di 344 studenti! Dopo giorni di trattative con i rapitori, avviate dal governo locale e federale, sono stati quasi tutti liberati la sera del 17 dicembre, nel vicino stato di Zamfara dove erano stati trasferiti.
Il felice esito della vicenda non nasconde però la possibilità che possano avvenire in Nigeria tali clamorosi atti criminali. Anche se in questi casi pare appunto che si tratti non specificamente di atti d’odio contro i cristiani; tanto è vero che il giorno 19, sempre nel Katsina, sono stati rapiti (e liberati quasi subito) 84 studenti della scuola islamica Hizburrahim Islamiyya, mentre stavano tornando a casa dopo aver partecipato ad un momento di preghiera.


 

Ultimo aggiornamento sulla cristianofobia in Francia (v. News sotto)
Per la seconda volta il governo francese ha negato l’asilo politico, cui hanno diritto, a due coniugi iraniani (Ata Fathimaharloei e Somayeh Hajifoghahaz), di 33 e 34 anni e genitori di due figli, perseguitati in Iran per essersi convertiti dall’islam al cristianesimo. Dopo aver perso per questo il lavoro ed essere stati praticamente costretti all’esilio, in Iran pende su di loro addirittura una condanna a morte! [NBQ, 6.01.2021] (leggi)








 

2.01.2021

Aggiornamenti sulla cristianofobia europea

In Europa (specie occidentale) gli attacchi più comuni contro i cristiani, cattolici in particolare, sono di tipo psicologico (discriminazione, derisione), culturale (menzogne ed esclusione dei contenuti cattolici dai centri di potere culturale e di diffusione di massa, compresi la scuola e i media), sociale (sempre più difficile prendere posizione in base alla propria fede, sia pur ragionevolmente fondata) ed ora persino giuridica (leggi statali non solo sempre più avverse ai valori cristiani, ma addirittura che rendono ‘reato’ agire in base alla morale cristiana, ad esempio restringendo sempre più l’obiezione di coscienza per leggi gravemente inique, fino a rendere proibito dare giudizi di valore cristiani, quindi contro la stessa libertà di coscienza, di pensiero e di religione). Si tratta di una cristianofobia che non solo falsifica i dati della storia e della realtà, ma emargina socialmente, così da rendere sempre più difficile, ad esempio per un ragazzo che cresce, pensare ed agire da cristiani.
[Nel sito, oltre a queste News, anche in Archivio, vedi pure la sezione Fede e Cultura, Fede e morale e i Dossier].
Non manca però, anzi è in crescita, anche la violenza fisica contro persone, luoghi e simboli cristiani; specie ad opera di musulmani, ma anche delle più oltranziste e intolleranti forze laiciste.

Vediamo taluni casi in alcune Nazioni.

Sulla presenza sempre più massiccia e spesso violenta dei musulmani in Svezia, v. News 5.09.2020.

Se nel Regno Unito nel 2019 avevamo già avuto 8 chiese incendiate (con dolo), nel corso del 2020 abbiamo avuto in Inghilterra 1.106 crimini in luoghi religiosi, tra cui 250 violenze contro le persone, 273 furti con scasso, 188 incendi e danni criminali e 371 furti.

Anche in Germania crescono gli episodi di violenza fisica contro i cristiani (81 documentati nel 2019) e sono numerosissimi gli attacchi contro i simboli cattolici (come, recentemente, la statua della Madonna decapitata il 22.10.2020 a Straubing).

Circa l’Austria, ad esempio il 29 ottobre scorso una cinquantina di musulmani ha fatto irruzione, in stile militaresco, in una chiesa a Vienna al grido di "Allahu Akbar", occupando confessionali e battistero.

Nella cattolicissima Polonia, specie dopo il responso della Corte Costituzionale contro l’aborto eugenetico (v. News del 23.11.2020 e 22.12.2020, ma anche 16.06.2020) si sono moltiplicati gli attacchi violenti contro le chiese e i cattolici (addirittura appoggiati e persino finanziati da Gazeta Wyborcza, di proprietà di Soros). Un sacerdote è stato accoltellato al petto mentre stava per iniziare la celebrazione della S. Messa; un altro è stato aggredito mentre difendeva in chiesa i suoi parrocchiani da un gruppo di manifestanti profanatori che vi si erano introdotti; altri due sacerdoti sono stati feriti.

La Spagna, con l’attuale agguerrito governo di sinistra (specie da quando è entrato in politica il Partito comunista Podemos), sta conoscendo una montante campagna d’odio contro i cattolici, che non pochi temono faccia ricordare la feroce persecuzione anticristiana durante la guerra civile del secolo scorso (in cui il Fronte Popolare, comunista e anarchico, uccise 13 vescovi, 4.184 Sacerdoti, 2.365 religiosi e 283 suore, oltre a migliaia e migliaia di laici cristiani, molti dei quali sono stati proclamati beati e santi, col titolo di martiri, negli ultimi decenni).
Oltre alla crescente campagna culturale e politica contro i valori cattolici (nuove leggi sull’educazione, contro le scuole cattoliche e l’insegnamento della religione, a favore dell’eutanasia, dei matrimoni omosessuali, ecc.), secondo il rapporto dell'Osservatorio per la Libertà Religiosa in Spagna, si sono moltiplicati gli attacchi sacrileghi (per non dire satanici) contro le chiese, con tabernacoli imbrattati o divelti, furti di Ostie consacrate, luoghi sacri vandalizzati con escrementi, croci e statue decapitate, incendi, fino ad arrivare ad aggressioni fisiche ai sacerdoti, persino durante la S. Messa. 
Fuego al Clero è l'ultima campagna 'social' d'odio anticattolico, con tanto di incitamento a bruciare chiese e attaccare sacerdoti e religiosi cattolici. L'appello ad azioni terroristiche che prendono di mira la cattolicità è apparso anche su Twitter, ma i suoi dirigenti spagnoli, nonostante le numerose denunce pervenute, si sono rifiutati di condannare e censurare tale campagna d’odio violento contro i cristiani (molti dei quali hanno allora reagito anche creando l'hashtag #Yoapoyoalclero).
C’è pure la campagna d’odio Brucerete come nel ‘36, scritta che è pure comparsa su molte chiese, come quella “la chiesa che più illumina è quella che brucia”; ed in alcune manifestazioni si canta “andiamo a bruciare la conferenza episcopale, machista e patriarcale”.
[fonte: NBQ, (Maria Garcia, Presidente dell'Osservatorio spagnolo per la libertà religiosa e di coscienza), 3.12.2020]

Crescono anche in Italia gli attacchi anticristiani (70 episodi nel 2019) e gli atti sacrileghi, come la decapitazione di statue di Maria Santissima (l’ultimo episodio è avvenuto il 26.11.2020 a Venezia-Marghera). Per non parlare dei crescenti divieti laicisti di molte amministrazioni pubbliche locali, persino di poter cristianamente pregare o presentare oggetti religiosi (Crocifissi, presepi, ccc) in pubbliche realtà.

Si veda ad esempio il caso della Regione Emilia Romagna, che qualche settimana fa ha negato al circolo culturale “San Tommaso” di Bologna l'iscrizione al registro delle Associazioni di Promozione Sociale perché, tra le varie attività svolte, compariva anche il Rosario settimanale, considerato «attività illegittima» (!) per un’associazione di questo tipo. La stessa Regione riconosce invece i centri di cultura islamica, che hanno tra le loro principali attività proprio quella di culto e preghiera (per non dire di propaganda anticristiana e antioccidentale). [fonte: NBQ, 17.12.2020]

Cosa succederebbe poi se anche in Italia, sebbene centro mondiale del cristianesimo, il Capo di Stato o di Governo o anche un sindaco parlasse di Gesù Cristo come “unico Salvatore del mondo”, così come lo scorso Natale ne ha parlato ufficialmente il Presidente USA Trump all’intero Paese?!



La situazione in Francia

È però la Francia la nazione europea che vede ogni anno il maggiore incremento di una drammatica “cristianofobia”, anche fisica, sia ad opera degli islamici radicali che di un bieco e intollerante laicismo.
Negli ultimi 10 anni gli atti anticristiani vi sono cresciuti del 285%. [v. anche News 20.01.2020]
Già nel corso del 2019 il Ministero dell’Interno ha registrato ufficialmente 1.052 atti “anti-cristiani” violenti, cioè una media di 3 al giorno, (a fronte di 687 atti antisemiti e 154 anti-islamici), con 996 “atti vandalici contro i luoghi sacri” e 144 attacchi contro le chiese cattoliche (di cui ben 21 incendiate)! Si sono contati anche 56 casi di minacce di questo tipo. In soli 2 mesi (febbraio/marzo 2019) si erano registrati 22 casi di chiese o cappelle brutalmente vandalizzate, 11 profanate, 21 saccheggiate, 3 incendiate; c’è stata anche la devastazione di una scuola cattolica, così come atti vandalici contro 3 cimiteri, oltre a statue della Vergine Maria dissacrate o decapitate.
Ricordiamo che, nonostante non sia stato dichiarato come doloso, proprio il 15.04.2019 (lunedì santo) ci fu il terribile incendio di Notre Dame (cattedrale di Parigi); ma neppure un mese prima (17.03.2019), sempre a Parigi, ci fu invece un altro incendio, questa volta sicuramente doloso e di chiara impronta anticattolica, nella chiesa di Saint-Sulpice (seconda per grandezza dopo la cattedrale). [cfr. News 11.03.2019 e 1.05.2019].
Alcuni atti vandalici contro le chiese hanno un’impronta chiaramente ‘satanica’, come quello nella chiesa di N. D. des Enfants, a Nimes, dove è stata composta una croce con escrementi umani, è stato saccheggiato l’altare e il tabernacolo, da cui sono state rubate le Ostie consacrate e poi gettate in una discarica (v. News 11.03.2019). A Lavaur, vicino a Tolosa, s’è cercato di appiccare un incendio nella cattedrale di Saint Alain e il braccio di un grande Crocifisso è stato rotto e attorcigliato fino a riprodurre un gesto osceno.
Tentativi di incendi dolosi di chiese si sono registrati anche a Saint Denis, Rennes, Pontoise, Nancy, Nantes, Revel, Rodez, …
Lo stesso governo francese è stato costretto, specie in occasioni delle grandi solennità cristiane, a diramare lo stato di “massima allerta” in prossimità di chiese e cattedrali.

Tra apostasia dal cristianesimo, nichilismo diffuso, intollerante laicismo e radicalismo islamico … c’è però anche una fervorosa minoranza cattolica.

È in fondo già dalla rivoluzione francese che, nonostante nei secoli la Francia sia stata considerata la 'figlia prediletta' della Chiesa (addirittura il Presidente francese ha diritto ad uno stallo nel Coro della cattedrale di Roma, S. Giovanni in Laterano), il cattolicesimo o viene brutalmente attaccato o viene ridotto ad una sfera solo intima e privata, senza alcuna possibilità di incidenza sociale.
 

Sarebbe illuminante riflettere anche in questo senso sul magistero di Benedetto XVI, ad esempio la lungimirante, ineccepibile e profonda analisi nella Lectio magistralis tenuta all’università di Regensburg il 12.09.2006 (leggi) - tanto inizialmente vituperata e stravolta dal potere mediatico - o il Messaggio per la Giornata della pace 2011 (vedi), dove sottolineò che i nemici della pace sono da una parte il fondamentalismo religioso e dall’altra il relativismo, che disprezza le religioni e le emargina in un angolo. Il terrorista islamista, che fa della sua legge il suo idolo è pericoloso; ma - sottolinea - è altrettanto pericolosa la superbia positivista che disprezza la religione gettandola fra i rifiuti oscurantisti della storia.

In Francia scompaiono (vendute, trasformate, demolite) quasi 50 chiese all’anno! ma nasce una moschea ogni 2 settimane!

Qualcuno aveva intelligentemente previsto (ad esempio il card. Giacomo Biffi) che questa Europa, se avesse continuato la sua corsa verso l’apostasia dalla fede cristiana, solo per poco avrebbe conosciuto un vuoto laicismo ed un ateismo teorico o pratico. Sarebbe con molta probabilità diventata non solo pagana (come esprime ad esempio l’attuale venerazione della dea Natura – “se venisse meno la fede cristiana, adorerebbero le bestie!”, aveva profetizzato già 2 secoli fa il Santo Curato d’Ars!), ma ancor sarebbe ben presto diventata musulmana. L’uomo non resiste a lungo nell’horror vacui!
E qualcuno, che ama presentarsi anche in Europa come nuovo sultano
(v. ad es. Erdoğan – cfr. News 4.09.2020, 5.03.2019 e 2.10.2018), sa bene che tale vuoto europeo, insieme al suo suicidio demografico, rappresenta una occasione storica preziosa per una nuova silenziosa ‘invasione’ musulmana, e non troverà come in passato un fronte cattolico contrario (come a Lepanto nel 1571 o a Vienna nel 1683), ma un vuoto laicismo, un multiculturalismo “relativista” e nichilista, che annienta ogni identità, fede e cultura.

Di fronte ad una falsa, offensiva e intollerante idea di laïcité, che si arroga persino il diritto di bestemmiare o di un Islam che si arroga persino la missione di uccidere gli “infedeli”, troviamo troppo spesso l’apostasia, il vuoto o il buonismo di un cristianesimo senza consapevolezza di sé e ormai venduto al New World Order.
Resiste solo un “piccolo resto” cattolico, dotato però per grazia di una nuova consapevolezza ed entusiasmo di fede. Lo si vede anche in certe liturgie (specie quelle antiche … e non si tratta di vecchi nostalgici ma di giovani e giovani coppie di sposi), con una partecipazione assai devota, e in molti monasteri, persino colmi di molti giovani monaci (specie quelli più legati all’autentica e bimillenaria tradizione cattolica). Tutto ciò non solo è in aumento, ma in certe circostanze, come abbiamo visto ad esempio nelle manifestazioni pubbliche per la difesa della vera famiglia, sa diventare ancora un vastissimo movimento di popolo!

Due postille sul laicismo francese (in questo caso però anche buone notizie)

Nelle News del 2020 (v. 19.06.2020) abbiamo parlato anche della celebre basilica del Sacré-Cœur (Sacro Cuore), sulla collina di Montmartre a Parigi, che, con gli oltre 10 milioni di visitatori annui, è il 2° monumento di Parigi più visitato! Avendo però solo poco più di un secolo, non godeva ancora del titolo ufficiale di “monumento storico”. Così il 13.10.2020 il Ministero della Cultura e la Commissione regionale per il patrimonio e l’architettura della regione in cui è inclusa Parigi hanno finalmente deciso di registrare questa celeberrima chiesa che domina tutta Parigi anche col titolo di “monumento storico”. Apriti cielo! Ci sono state subito reazioni “laiciste” (massoniche, comuniste, socialiste), come quella di Philippe Foussier (ex Gran Maestro del Grande Oriente di Francia) e Lionel Jospin (socialista, ex primo ministro francese ed ex candidato alla presidenza), che ha definito la basilica del Sacré-Cœur un monumento «reazionario, di cattivo gusto e simbolo di oscurantismo». [fonte: Il Timone/News, 23.10.2020]

Riguardo alle restrizioni francesi per far fronte alla pandemia da Covid-19, il governo Macron aveva indicato per tutte le chiese, indipendentemente dalla grandezza delle stesse, una partecipazione massima alle SS. Messe di 30 persone! Meno male che, di fronte all’irrazionalità di un tale provvedimento, ma anche alle rimostranze di vescovi e cattolici francesi, il Consiglio di Stato ha abolito il provvedimento. 

Significative le spiegazioni fornite dal Consiglio di Stato: «Nessun’altra attività autorizzata è soggetta a tale limitazione fissata indipenden-temente dall’area dei locali in questione»; il provvedimento del governo denotava «un carattere sproporzionato rispetto all’obiettivo di salvaguardia della salute pubblica e costituisce quindi, tenuto conto del carattere essenziale della componente in questione (libertà di religione), un’ingerenza grave e manifestamente illegale con questa ultima». Se poi qualcuno avesse pensato di paragonare le chiese ai cinema o teatri, il Consiglio di Stato ha precisato che «Se alcuni locali aperti al pubblico diversi dai luoghi di culto rimangono chiusi, le attività che vi vengono svolte non sono della stessa natura (che quelle delle chiese) e le libertà fondamentali che sono in gioco non lo sono lo stesse». [fonte: Il Timone/News, 30.11.2020] 
Una buona specificazione e una significativa differenza, che dovrebbero tener presenti anche altri governi ….


Il caso Cahrlie Hebdo
Diritto di satira? Libertà di informazione? O diritto di bestemmiare?
Quando la nota rivista francese di vignette satiriche Cahrlie Hebdo s’è permessa addirittura di disegnare la Santissima Trinità come un’oscena compagnia omosessuale (!), i cattolici sono rimasti pressoché in silenzio, purtroppo. 
Forse però non si era accorta che invece coi musulmani non si scherza! Come ricordiamo, di fronte alla satira/bestemmia contro Maometto, sono intervenuti nella sede della rivista con i mitra, facendo una strage: era il 7.01.2015.
Dopo 5 anni di silenzio, alla ripresa del processo su quella strage e di fronte a nuove vignette della stessa rivista contro l’Islam (poi persino contro Erdoğan - qualcuno ha ipotizzato che sotto ci sia il braccio di ferro commerciale tra Francia e Turchia, che si fronteggiano in Grecia, Armenia e Libia) il 29.10.2020 c’è stato il terribile attentato nella cattedrale di Nizza.
Il ventunenne tunisino Brahim Aouissaoui (sbarcato a Lampedusa solo 9 giorni prima*!), è entrato nella cattedrale di N. D. de l’Assomption di Nizza con un coltello di 30 cm. e, al grido di «Allah Akbar», ha sgozzato il sacrestano (Vincent Loqués, di 55 anni, sposato e con due figli), decapitata una donna di 60 anni (Simone Barreto Silva) e ferita un’altra donna (Nadine Dervilles, di 44 anni), che riuscì a scappare ma morì poco dopo.

* Chi ha coperto l’attentatore, sbarcato a Lampedusa? L’impressione è che abbia eseguito con estrema facilità un piano ben preciso: infiltrarsi tra i “migranti”, sbarcare a Lampedusa, transitare in Italia e raggiungere Nizza. Si dovrebbe indagare su: c’è un mandante in Tunisia? Ci sono cellule jihadiste attive in Italia che fanno da tramite tra Tunisia e Francia? Quali appoggi logistici hanno facilitato illegalmente il passaggio dall’Italia alla Francia? Se è vero che è stato visto a Bari “sempre al telefono”, con chi era in contatto? Chi lo ha accolto e armato a Nizza? [cfr. NBQ, 30-31.10.2020]

Forse i musulmani, che normalmente non hanno alcuna voglia di integrarsi in una società che considerano di infedeli e diabolica, non si sono ancora accorti che in Europa il cristianesimo (quelli che chiamano ancora “i Crociati”, dimenticando che sono stati fin dall’inizio loro ad invadere le terre cristiane, a cominciare dalla terra Santa, per non dire il nord-Africa e, in Europa, la penisola iberica e quella balcanica cfr. Dossier e Documento nel sito) è al lumicino e che lo stile di vita occidentale (espresso anche da Cahrlie Hebdo) non è affatto quello cristiano ma semmai il suo contrario.

Proprio a Nizza, il 14.07.2016, s’era già verificato un terribile attentato terroristico, quando un camion si lanciò contro la folla sulla Promenade des Anglais uccidendo 86 persone.
E ricordiamo che qualche giorno dopo, il 26.07.2016, a Saint-Étienne-du-Rouvray (Rouen), due estremisti islamici fecero irruzione in una chiesa durante la S. Messa e uccisero (sgozzarono) il sacerdote Jacques Hamel, di 85 anni, che stava celebrando.
 

Il vuoto dell’Occidente si manifesta anche in occasione del momentaneo shock provocato da questi attentati: frasi retoriche dei governanti (possibilmente restando sul generico e senza mai citare l’aggettivo “islamico”), fiori o candele lasciate sul luogo dell’attentato, il classico “minuto di silenzio” (cioè appunto di vuoto, non di preghiera!) negli importanti momenti pubblici o sportivi, magari il canto del nichilistico Imagine di John Lennon … e, in questo caso, la stupida identificazione con Cahrlie Hebdo («Je suis Charlie») … E alla prossima!

Meno male che il vescovo di Nizza, mons. André Marceau, celebrando nella sua cattedrale profanata e insanguinata una S. Messa “di riparazione”, ha osato dire: «No, non sono Charlie, io sono André Marceau! Dobbiamo essere noi stessi, con le nostre convinzioni. Certo, la libertà d’espressione è sacra in Francia, ma ognuno si prenda le sue responsabilità».

Anche l’arcivescovo di Tolosa, mons. Robert Jean Louis Le Gal, ha precisato: «La libertà d’espressione ha dei limiti come tutte le libertà umane. Non si ride impunemente delle religioni, si vede il risultato che questo dà».

Di fronte alla vignette satiriche di Cahrlie Hebdo, considerate offensive di Maometto e dell’Islam, ci sono state proteste di decine di migliaia di musulmani, specie al termine della preghiera del venerdì. Ci sono stati attacchi anche a Lione ed Avignone.
Anche all’estero si sono levate proteste contro la Francia e Macron: ad esempio in Libano (a Beirut in centinaia hanno cercato di assaltare l’Ambasciata di Parigi), a Gerusalemme, nella Striscia di Gaza e ad Islamabad (Pakistan). [fonte: Asia News, 31.10.2020]

In alcuni casi in Francia (ad esempio a Vienne, città a sud di Lione), ci sono stati pure scontri tra centinaia di Turchi (armati di spranghe, martelli e coltelli) e Armeni, che protestavano contro l’attuale nuova distruzione di cristiani in Armenia (con la ripresa della guerra del Nagorno Karabakh). La massiccia presenza della polizia francese ha impedito che la situazione degenerasse. Scontri analoghi sono avvenuti anche poco più a nord, nel sobborgo lionese di Décines-Charpieu, abitato appunto da armeni. 
Ma siamo ancora in Europa?

Il 22.10.2020, a Conflans (Parigi), il prof. Samuel Paty, di 47 anni, è stato trovato decapitato, dopo che aveva mostrato alla sua scolaresca, in una lezione sulla libertà di espressione, una vignetta satirica su Maometto.

Il Ministero degli Interni francese ha rilevato 8000 radicalizzati islamici, pronti ad attaccare col coltello. In 4 anni è riuscito a sventare 61 attentati terroristici islamici, ma negli ultimi 2 anni si sono comunque realizzati 34 attacchi da parte di questi gruppi.
Però nel corso del 2020 sono già stati liberati 700 islamici arrestati per terrorismo e sono previste per loro altre 500 scarcerazioni.
Il 26.11.2020 il Ministro degli Interni Gérald Darmanin ha ordinato finalmente di indagare su 76 moschee o luoghi di preghiera musulmana o scuole coraniche (16 solo in Parigi), dove pare che gli imam predichino l’odio contro l’Occidente e gli infedeli. Verranno controllati anche i loro finanziamenti dall’estero.

Per il capo dell’antiterrorismo francese, Jean-François Ricard, “l’obiettivo primario è comunque la Chiesa cattolica”!





 

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