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… controcorrente
 

 




 

31.12.2019

Italia: sempre più un Paese di vecchi … e di single

Secondo il nuovo Annuario ISTAT (reso noto il 30.12.2019 ma i dati si riferiscono al 2018) l’Italia registra di anno in anno sempre un nuovo record negativo di nascite!
Infatti dal record negativo di 458.151 nascite nel 2017 si è passati a quello di 439.747 nel 2018 (nuovo minimo storico dal 1870).
Diminuito anche il numero dei decessi: 633.133 nel 2018 (634.729 nel 2017); e aumenta l’attesa di vita: 80,8 anni per i maschi; 85,2 per le femmine.
Se al calo del numero dei morti associamo quello del numero dei nati, si deduce facilmente che l’Italia sta progressivamente precipitando e diventando un Paese di vecchi! Anzi, come osserva l’ISTAT, "l'Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo: attualmente 173,1 di anziani (dai 65 anni in su) ogni 100 ragazzi (con meno di 15 anni)".
Anche le famiglie (25.700.000) diventano sempre più piccole: il numero medio di componenti è passato in 20 anni da 2,7 a 2,3; anzi, i “single” sono passati nello stesso periodo (1998/2018) dal 21,5% al 33,0% (cioè 1/3 del totale delle famiglie!).

Questi dati, che segnano una drammatica avanzata verso il suicidio dell’Italia, dipendono certo da fattori economici e da politiche che cronicamente da decenni non si preoccupano di questo dramma che mina il futuro stesso del Paese e non fanno nulla per sostenere la famiglia naturale e promuovere un incremento delle nascite ed un sostegno economico delle famiglie in base al numero dei figli; ma sono anche conseguenti alla terribile pressione “ideologica” che giunge quasi a demonizzare la famiglia “naturale” (fondata su maschio e femmina, feconda, e possibilmente stabile per tutta la vita) e a promuovere le unioni omosessuali (biologicamente infeconde) e la comodità della vita da “single” e comunque senza figli.

Tutto ciò, se consegue anche ai dettami del “pensiero unico dominante”, dipende ovviamente anche dal calo dell’autentica fede cattolica, visto che la "legge divina" prevede solo unioni tra maschio e femmina in un matrimonio unico e indissolubile, e con un numero di figli, che sono da Dio e non un “fare” semplicemente umano, responsabilmente ampio.







25.12.2019

Nigeria: cristiani massacrati dai musulmani

Proprio il giorno di Natale lo “Stato Islamico” della Provincia dell’Africa occidentale, un ramo jihadista staccatosi da Boko Haram nel 2016, si rifà vivo in Nigeria catturando e decapitando 11 cristiani. La strage è stata ripresa in un video diffuso dagli stessi Jjhadisti. I Jihadisti, che hanno rivendicato l’attacco, hanno esplicitamente confessato che esso è “un messaggio ai cristiani del mondo intero” (!); aggiungendo che esso è pure una “vendetta” per la morte del loro leader Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso com’è noto lo scorso ottobre in un raid USA in Siria.
Solo il giorno prima, il 24 dicembre, in un villaggio cristiano vicino a Chibok i Jihadisti avevano rapito un giovane ed ucciso 7 cristiani, “proprio in quanto cristiani”.
Il 23 dicembre, sempre nella regione nord-est del Borno, sono stati pure uccisi 2 civili e 13 sono rimasti feriti in un attacco contro un posto di blocco militare. Anche il 22 dicembre 6 soldati nigeriani sono stati uccisi in un attacco ad un convoglio militare.
Negli ultimi 10 anni in Nigeria i musulmani di Boko Haram e di altri gruppi jihadisti hanno provocato 36.000 morti e 2 milioni di profughi (dato ONU).

I cristiani sono i più perseguitati del pianeta!
Secondo l’autorevole osservatorio World Watch List i cristiani perseguitati nel mondo sono 245 milioni (sul totale di 2.400 milioni di cristiani). Su 150 Paesi monitorati nel 2018 sono stati 73 quelli con un grado di persecuzione “molto alta” (nel 2017 furono 58).
I martiri cristiani, cioè uccisi “a motivo della loro fede”, sono stati 3.066 nel 2017 e 4.305 nel 2018.
E nessuno parla di questi attacchi!
[fonte: AsiaNews, 27.12.2019]






 

22.12.2019

Sesso … variabile (pensiero obbligatorio)

J. K. Rowling, la nota scrittrice che ha dato vita alla saga di Harry Potter, amata e apprezzata in tutto il mondo, è finita nella bufera mediatica per aver affermato sul suo profilo Twitter, seguito da 14 milioni di persone, che” il sesso è un dato biologico innato e immutabile”.
Il fatto che ha portato la Rowling a esporsi su un tema su cui il pensiero unico dominante non ammetti dissensi (!) è la pubblicazione della sentenza sul caso che riguarda Maya Forstater, la signora di 45 anni che nel marzo scorso non ha visto rinnovato il suo contratto presso il Center for Global Development (CGD) per aver espresso sui social la propria posizione rispetto al fatto che “si nasce maschi o femmine e tali si rimane per tutta la vita”. Il giudice James Tayler l’ha condannata con questa sentenza: «la Signora Forstater è assolutista nella sua visione del sesso … ed è una convinzione che crea un ambiente intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo. L’approccio non è degno di rispetto in una società democratica».
Il mondo LGBT è naturalmente subito insorto contro il pensiero espresso dalla Rowling, denunciandolo come un’ingiusta discriminazione nei loro confronti. In una nota diffusa dalla Human Rights Campaign da parte del presidente Alphonso David (e riportata dal New York Times) si afferma che «J.K. Rowling sta promuovendo in questo modo un dannoso fondamentalismo che mette in pericolo la comunità L.G.B.T.Q. e in particolare i giovani transgender. Dovrebbe scusarsi».
Numerosissimi commentatori americani si sono espressi su questa vicenda. Meno male che molti di questi rilevano una crescita della «dittatura arcobaleno … e natura totalitaria degli attivisti transgender e dei loro alleati» (Rod Dreher, The American Conservative). Questo il commento di Mattew Schmitz (Catholic Herald): «Se credi che “il sesso è un fatto biologico ed è immutabile” e che “ci sono due sessi, maschio e femmina”, abituati a sentirti dire che le tue opinioni “non sono degne di rispetto in una società democratica”».






 

21.12.2019

Conversioni importanti … e silenziate

L’ex cappellano della Regina Elisabetta diventa cattolico

Il vescovo anglicano Gavin Ashenden, che fu un noto commentatore televisivo e soprattutto dal 2008 al 2017 ricoprì l’importante incarico di Cappellano di Sua Maestà la regina Elisabetta II, ha abbandonato la Chiesa Anglicana per entrare nella Chiesa Cattolica. La cerimonia ufficiale è avvenuta nella Cattedrale di Shrewsbury (Inghilterra), durante la Santa Messa della IV domenica d’Avvento (22.12.2019), alla presenza del vescovo cattolico diocesano mons. Mark Davies.
Con questo passaggio, il suo presbiterato ed episcopato vengono sospesi, rimanendo laico, ma è riconosciuto ora come teologo cattolico (Helen Ashenden, sua moglie da 23 anni, era diventata cattolica già due anni fa).

Queste alcune sue recenti considerazioni: «Oggi è in atto un violento assalto alla cultura e al sistema di valori giudaico-cristiani da parte di un secolarismo utopico, spietato e infuriato ... Tale assalto non intende dissolvere solo i valori e l’etica cristiani, ma anche il dono di vedere gli esseri umani come creati “a immagine di Dio” e la ricerca stessa della verità e della libertà di espressione. Purtroppo la Chiesa Anglicana ha, con sempre più frequenza, scambiato gli elementi essenziali della cultura cristiana (in particolare per quanto riguarda la sessualità) e la questione della salvezza eterna con gli pseudo-valori della cultura secolare moderna. Questo la pone dalla parte sbagliata nella lotta per il rinnovamento della Chiesa e per l’evangelizzazione della nostra società. A mio giudizio, a questo punto della storia, solo le chiese di espressione cattolica e ortodossa romana hanno la capacità di difendere la fede come le nostre circostanze richiedono. Avendo creduto che le rivendicazioni e l’espressione della fede cattolica siano l’espressione più profonda e potente della credenza apostolica e patristica, e di accettare il primato della tradizione petrina, sono grato al vescovo di Shrewsbury e alla comunità cattolica della sua diocesi per l’opportunità di riparare 500 anni di storia fratturata e riconciliarmi con la Chiesa che ha dato i natali alla mia tradizione precedente. Sono particolarmente grato per l’esempio e le preghiere di san John Henry Newman. La sua esperienza informa la nostra che la Chiesa d’Inghilterra tende a radicarsi sui valori della cultura secolarizzata piuttosto che sull’integrità e la comprensione dei valori biblici, apostolici e patristici. La sua esperienza ispira anche la nostra e traccia la strada per la nostra vera casa ecclesiale, che è la roccia, che è il carisma petrino della fede e testimone nella nostra lotta per la salvezza e il paradiso».

 

Ex professore ebreo di Harvard convertito al cattolicesimo
grazie alla Santa Vergine

Roy Schoeman oggi è un uomo di 68 anni, ma che ha insegnato per molti anni nella celebre università di Harvard (USA). Nato e cresciuto in una famiglia ebrea, fino all’adolescenza era particolarmente religioso, ma notava tra gli Ebrei «una certa sterilità e freddezza … che non testimoniava una vera intimità con Dio», come lui stesso osserva. Anche per questo, in gioventù abbandonò ogni professione religiosa e si abbandonò allo stato di vita della maggior parte dei suoi coetanei (droga, sesso e rock and roll) o cercando altri palliativi (professione, sport), nel tentativo di dare una risposta al vuoto che sentiva dentro e che non lo lasciava tranquillo.
Finché una notte gli è apparsa una donna bellissima, che subito ha identificato con la Santa Vergine Maria. Il professore descrive con queste parole quella visione: «Quando mi sono trovato in Sua presenza tutto quello che volevo fare era onorarla apertamente. Ma non conoscevo neppure l’Ave Maria». Chiese allora alla Vergine stessa quale fosse la Sua preghiera preferita. Dopo una certa insistenza, Maria Santissima gli rispose: «O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te (la giaculatoria insegnata dalla Madonna stessa nell’apparizione del 1830 a Rue du Bac in Parigi a S. Caterina Labouré).
«Non sapevo ancora nulla del cristianesimo», afferma il professore, «né della differenza tra la Chiesa cattolica e le centinaia di denominazioni protestanti. Mi ci sono voluti altri due anni per trovare la mia strada per la Chiesa cattolica, guidata dal mio amore e rispetto per la Beata Vergine Maria». Sia l’immediata devozione sorta per la Vergine Maria, sia il fortissimo desiderio di ricevere la Santa Comunione, lo portarono dopo due anni (nel 1992) nella Chiesa Cattolica, ricevendo i Sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Confermazione ed Eucarestia).
Tutta la sua vita era ormai conquistata dal desiderio di servire Dio; anche con un’intensa preghiera (in cui non è mai mancata anche quella per i suoi fratelli ebrei, con la profonda speranza che, come egli stesso si esprime, «le persone con cui Gesù si è manifestato per la prima volta possano venire nella verità e nella pienezza della loro relazione con Lui nella Chiesa cattolica»). 






18.12.2019

Iniziazione al satanismo …per bambini

Il libro di Aaron Leighton A Children’s Book of Demons, uscito a larga diffusione negli USA e facilmente reperibile anche online (Amazon), si rivolge ad un pubblico di bambini 5-10 anni. Si tratta di un invito specifico ad invocare diversi demoni (72), mediante i loro “sigilli”, anche per risolvere in modo divertente (!) i problemucci quotidiani (così dice l’autore: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni ”). Infatti nel libro ogni demone è accompagnato da un sigillo (come se fosse un numero di telefono per raggiungerli, un simbolo che rappresenta un demone, presentato come intriso di potere occulto) e un disegno carino (sotto la cui maschera gradevole si cela però un simbolismo occulto). Anche se presentata in modo giocoso, si tratta di fatto di una iniziazione dei bambini alla magia nera!
A Children's Book of Demons è sostanzialmente quello che dagli specialisti dell’occulto viene chiamato “grimorio”. I grimori, scritti in genere fra il Medioevo e la fine del XVIII secolo, sono manuali di magia, usati anche e spesso per invocare demoni e lo spirito dei morti!
Anche quando l’autore invita i bambini a disegnare i sigilli si basa sulla Goetia, cioè su una presunta “scienza” per evocare i demoni, praticata da tempi antichi e codificata attraverso i secoli in diversi manuali (ad esempio un grimorio del XVII secolo, “La piccola chiave di Salomone”, che è un manuale classico per le pratiche di magia nera).
Uno di questi demoni ad esempio si chiama Corydon e richiede un sigillo “disegnato in rosso vivo”. Il disegno del demone è fortemente ispirato da Baphomet (Bafometto), completo del segno della mano “come sopra, così sotto”. Ma anche il nome non è casuale: si tratta di un personaggio (Coridone) presente nientemeno che nelle Bucoliche di Virgilio, un pastore innamorato di un ragazzo di nome Alessi. Insomma un pedofilo, diremmo oggi (non a caso vi si riferì anche André Gide, che ha intitolato Corydon un suo saggio in cui difendeva l'omosessualità e la pederastia).
Basterebbe questo per indicare come i bambini debbano stare alla larga da questo libro e come i genitori debbano vigilare se non addirittura denunciare tali iniziazioni solo apparentemente giocose!
[fonte: NBQ, 8.12.2019 (Marco Tosatti)]

In merito al libro A Children's Book of Demons c’è stata nientemeno che una presa di posizione (in data 11.12.2019) dell’Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.), con sede in Vaticano, intitolata significativamente “Sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demoni” (Sal 106,37). Ecco alcune espressioni di tale documento (firmato dal Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti padre Francesco Bamonte): “Al tempo odierno è palesemente in atto il tentativo di proporre alle nuove generazioni il satanismo come una normale alternativa agli altri culti, agli svariati percorsi iniziatici, alle diverse filosofie di vita. Si giunge persino ad affermare che se il culto al demonio si limita alla semplice celebrazione del demonio e chi lo pratica non commette dei reati, non c’è nulla di male … Nel volume A Children's Book of Demons l’autore, interpellando i fanciulli, afferma: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente” … cioè senza alcun ritegno presenta ai bambini l’evocazione dei demoni come qualche cosa di ordinario e di raccomandabile, invitandoli ad allearsi con loro, per trarne qualche vantaggio … Vengono così riproposti ai bambini simboli molto simili a quelli riprodotti nei ‘grimori’, che nel mondo della magia sono dei manuali, nei quali vengono insegnate, con minuziosi dettagli, le procedure necessarie per contattare spiriti buoni o cattivi. Anche i satanisti si servono dei ‘grimori’ … Nel volume A Children's Book of Demons l’autore, semplificando al massimo un grimorio, lo adatta ai bambini, lo trasforma cioè in un gioco divertente: i sigilli demoniaci fungono infatti da “numero di telefono”, per contattare gli spiriti del male. Ma con i demoni non si scherza. Chi invita un bambino a evocare i demoni è come una persona che mettesse tra le mani di un fanciullo una bomba a mano, per giocare. Prima o poi il bambino tirerà via la spoletta e la bomba gli esploderà tra le mani. Chi invita un bambino a evocare i demoni è come se gli dicesse che è possibile farsi aiutare da un criminale, per ottenere qualcosa. Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta inducendo a perdere la sua identità, la sua personalità e ad essere distrutto moralmente, psicologicamente e spiritualmente. Chi invita un bambino a evocare i demoni è già lui stesso un “alleato” dei demoni. Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta ingannando e lo sta preparando ad essere un infelice, perché non li presenta quali essi sono realmente: angeli buoni, ma diventati volontariamente malvagi, nemici di Dio e dell’umanità; esseri pieni di odio verso ogni uomo, intenzionati a suggerirci ogni male e ogni perversità, con il solo fine di metterci l’uno contro l’altro e infine di separarci definitivamente da Dio e di condurci alla perdizione eterna, in una sofferenza senza fine. Sono presentati, invece, come esseri da poter facilmente evocare, con i quali è possibile allearsi, per ottenere qualche vantaggio. A Children’s Book of Demons rappresenta dunque un’ulteriore tappa di quell’oscuro progetto che, iniziato negli anni ‘70, si propone, partendo da un primo approccio generico all’esoterismo delle nuove generazioni, di scendere gradino dopo gradino sino alla esplicita proposta di rendere culto al demonio”.




 

16.12.2019

Fare il presepe … è fascista!

Sabato 14 dicembre alle ore 16:00, nella place Saint-Georges di Tolosa (Francia), molti bambini si erano dati appuntamento, guidati dall’associazione Vivre Noël, per rappresentare un suggestivo “presepe vivente”; e diversi cori avrebbero intonato canti natalizi.
Ma un gruppo di 50 persone, autodefinitesi «anticapitalisti», ha bruscamente interrotto la sacra rappresentazione al grido di “stop ai fascisti”!
Il presepe vivente ha dovuto interrompersi e i bambini fuggire coi loro genitori e maestri.
L’arcivescovo di Tolosa, mons. Robert Le Gall, ha diramato un comunicato in cui «deplora» che una manifestazione come quella del presepe «non sia più rispettata nel nostro Paese e susciti anche degli atti di violenza verbale e fisica da parte di quelli che si erigono come difensori della libertà».

Ecco dove va a sfociare l’odio anticristiano (galoppante in Francia, ma anche in Italia, come s’è visto anche in occasione di questo tempo di preparazione al Natale) e pure dove porta quella visione antidemocratica (anche se si chiama democratica…) che chiama ‘fascismo’ tutto ciò che non è in linea con il proprio (anche assurdo) pensiero.


 


 

12.12.2019

Italia sempre contro la libertà di educazione

Come sappiamo, nonostante la presenza di centinaia di Istituti educativi cattolici - molto apprezzati dai genitori, anche non-cattolici; e che svolgono anche un compito di supplenza a ciò che lo Stato non potrebbe garantire per tutti - in Italia non esiste una reale “libertà di educazione”, cioè lo Stato Italiano non distribuisce equamente le risorse destinate all’educazione, alimentate con le tasse di tutti, con un’enorme discrepanza nei confronti degli Istituti (dagli asili all’università) non statali, erroneamente detti “privati” (perché comunque rivestono infatti un servizio “pubblico”, addirittura riconosciuto dallo Stato stesso, anche a livello dei titolo di studio), che sono per questo costretti a chiudere o a richiedere “rette” proibitive (da cui il pregiudizio che siano scuole “per i ricchi”).
Si tratta quindi di una radicale ingiustizia sociale, che nega il fondamentale principio della libertà di educazione (uno dei diritti fondamentali, sancito peraltro dalla Costituzione e ribadito fortemente dalla Dottrina Sociale della Chiesa come "valore non negoziabile" – v. sezione nel sito, specie punto 27), che spetta alla famiglia e non allo Stato, e di quello ancor più generale del “principio di sussidiarietà”, secondo cui un ente superiore (come ad esempio lo Stato), non deve assorbire le capacità di un ente inferiore (come ad esempio la famiglia o anche le cooperative), ma mettersi al suo servizio, cioè aiutandolo qualora non potesse sostenersi con le proprie forze.

Non passa anno in cui, a motivo di questa radicale ingiustizia sociale e di una mentalità in fondo ancora “statalista”, numerose scuole, specie cattoliche, siano costrette a chiudere i battenti, con grande sconforto di genitori che le richiedono e che vedono così deluse le proprie aspettative.
Per questo ogni anno chiudono in Italia 400 scuole paritarie!
È il caso, in questi giorni, dell’Istituto delle Figlie del Cuore di Maria di Milano (il glorioso “Vittorio Colonna”), che dopo 123 anni di egregio servizio alla società si vede costretto a chiudere i battenti, non per mancanza di studenti ma per mancanza di fondi.
Così 300 famiglie, che avevano potuto scegliere questo stimato percorso educativo, si trovano a non poterne più fruire.

Ma questa scelta “statalista”, contraria alla “libertà di educazione” e perpetuata da sempre in Italia, è anche estremamente costosa per il Paese; a tal punto che, se chiudessero tutti gli Istituti non-statali (in genere cattolici), lo Stato non sarebbe in grado di garantire per tutti la stessa educazione, non avendone i fondi economici necessari!
Questo “statalismo” costa infatti all’Italia 7 miliardi di euro annui!
Lo Stato spende infatti 10.000 euro annui per ogni studente delle scuole statali; ma spende 500 euro annui per ogni studente delle scuole non-statali (che sono attualmente il 10% della popolazione scolastica)!
Ad esempio, a fronte della chiusura dell’Istituto Vittorio Colonna, lo Stato si troverà di fronte ad una spesa, per accogliere nelle statali i 300 studenti che frequentavano l’istituto, di € 3.000.000 (10.000 x 300), oltre a € 2.000.000 che risparmiava fino all’anno scorso per questa scelta dell’Istituto da parte dei genitori. In altri termini, solo per l’attuale costretta (per mancanza di fondi) chiusura dell’Istituto Vittoria Colonna di Milano, lo Stato Italiano dovrà sostenere una spesa (da recuperare con le tasse di tutti i cittadini) di € 5.000.000!

Occorre dunque, da parte del Governo, che si passi finalmente al “costo standard di sostenibilità per allievo”, abbandonando gli scontri di stampo ideologico (ancora risorgimentali e non più presenti in alcun paese europeo!).
Nell’immediato occorre riprendere i lavori del Gruppo di lavoro per la definizione dei costi standard per studente (Decreto ministeriale n.0000917 del 22/11/17). Il gruppo di lavoro, in carica per un triennio (2018/2020), dopo il primo insediamento non ha ancora potuto operare.






 

5.12.2019

Attacchi islamici contro i cristiani

Abbiamo già parlato degli attentati e violenze dei musulmani contro i cristiani in Burkina Faso (v. sotto News del 16.09.2019 e del 15.05.2019). Anche in questi giorni c’è stato un attacco jihadista contro una chiesa protestante, che ha provocato 14 morti, tra cui diversi bambini, e molti feriti. Mentre in passato c’era una convivenza pacifica tra musulmani e cristiani, ora si susseguono attentati, uccisioni, rapimenti e violenze contro i cristiani da parte di gruppi terroristi legati ad Al-Qaeda e all'Isis. Il 15 febbraio scorso era stato ucciso un missionario cattolico (salesiano), a metà marzo fu rapito un parroco e il 12 maggio sono stati uccisi 6 cattolici, tra cui un sacerdote. Solo tra il 29 aprile e il 26 maggio almeno 20 cristiani sono morti in azioni attribuite ai gruppi jihadisti militanti Ansar-ul-Islam e JNIM (Group in Support of Islam and Muslims). Gli attacchi riguardano anche obiettivi del mondo occidentale: il 6 novembre c’è stato un attacco a un convoglio di una società canadese in cui 37 persone hanno pero la vita e 60 sono rimaste ferite.



Attentati islamici nel mondo

Secondo un preciso rapporto del centro studi francese Fondapol gli attentati islamisti nel mondo in questi ultimi 40 anni (cioè dalla rivoluzione islamica iraniana di Khomeini del febbraio 1979), sono stati 33.769, provocando 167.096 morti e 151.431 feriti, senza contare quelli di matrice islamica all’interno delle guerre, come nel caso della Siria (14.410 degli oltre 400.000 morti di tale guerra). Non si tratta solo degli attentati compiuti in Occidente, anzi, secondo questo studio particolareggiato, l’89,1% degli attentati e il 91,2% delle vittime sono avvenuti paradossalmente proprio nei Paesi islamici o nelle regioni a maggioranza musulmana di Paesi non islamici. Infatti i Paesi dove si sono registrati più attentati islamici sono (in ordine di numero): Afghanistan, Iraq, Somalia, Nigeria, Pakistan, Algeria, Siria, Yemen, Filippine, Egitto, India e Libia.
Nel periodo 2000-2014, le prime quattro organizzazioni più attive nell’operare atti terroristici mondiali sono tutte musulmane e sono state: Isis (752 atti di terrorismo), Boko Haram (552), Talebani afghani (444) e Al-Qaeda in Iraq (400).


 

Islamofobia?

Secondo alcune organizzazioni e correnti di pensiero, operanti in Europa, crescerebbe in Europa una sorta di islamofobia, alimentata anche solo dalla diffusione di questi dati oggettivi di attentati islamici nel mondo. Tale accusa viene poi particolarmente rivolta contro quelle forze politiche, indicate come “sovraniste” e che definiscono razziste, che prendono atto di questa situazione e che vorrebbero quanto meno regolamentare l’ingresso di immigrati (evitando ingressi di clandestini irregolari che quasi sempre sono a loro volta vittime di organizzazioni criminali che speculano sui loro presunti “viaggi della speranza”, che finiscono assai spesso nella morte o in nuove forme di schiavitù – v. News del 25.07.2019 e del 10.01.2019), facendo particolare attenzione tra questi agli infiltrati di organizzazioni terroristiche.
Secondo alcuni rapporti, finanziati dalla UE, crescerebbe di conseguenza in Europa una “islamofobia”.
In realtà, ad esempio in un rapporto sul 2016, in Italia (Paese europeo che grazie a Dio ha finora avuto meno attentati islamici) gli atti cosiddetti ‘discriminatori’ contro musulmani sono stati solo 8 (ma si tratta di casi come questo: “chiede di non lavorare di notte durante il Ramadan e l'azienda lo trasferisce”); mentre invece nello stesso anno in Italia gli atti islamici documentati contro gli italiani (quasi tutti reati contro la proprietà, e quasi tutti contro la Chiesa cattolica) sono stati 32.
Secondo un nutrito (pp. 848) rapporto 2018 dell’European Islamophobia, l’islamofobia invece crescerebbe continuamente in Europa. Va notato però che tale organizzazione raccoglie i dati attraverso Ong e, per rimanere in Italia, da sedicenti movimenti anti-fascisti (“Cronache di ordinario razzismo”) o da Vox (osservatorio italiano sui diritti che si occupa di parità, diritti LGBT, libertà di scelta, Europa e diritti, diritti sociali), movimenti e associazioni dell’area della sinistra politica e che si oppongono a quella di destra, accusata di razzismo, sovranismo, populismo. Il dato impressionante è però che l’European Islamophobia è legata e sostenuta dalla Turchia (!) di Erdoğan (il quale non nasconde la propria volontà di islamizzare l’Europa – v. News del 5.03.2019 e del 2.10.2018) e al partito islamista AKP (ricordiamo che nelle moschee turche e in quelle europee sostenute dalla Turchia, si insegna anche ai bambini a morire da martiri in nome di Allah e a cantare canzoncine che inneggiano “a morte gli ebrei”). [Fonte: NBQ, 8.11.2019]


 

Cristianofobia!

Francia

Dopo quanto abbiamo già riferito nel corso di quest’anno [v. sotto News del 1.05.2019 e del 11.03.2019] in Francia si susseguono attentati vandalici contro i segni cristiani (chiese, Croci, cimiteri) e contro gli ebrei (molti dei quali sono costretti di fatto ad espatriare e tornare in Israele).
Alla lunghissima lista di chiese che hanno preso fuoco per autocombustione (e non è mai emerso un colpevole!) si è aggiunta in questi giorni la cattedrale di Oloron Sainte-Marie, nei Pirenei Atlantici, trafugata di calici, croci e ostensori, storici e preziosi abiti liturgici.
Nella notte di Halloween una gang di teppisti ha invaso il cimitero di Breuil a Cognac, profanando circa 100 tombe, distruggendo soprattutto i simboli cristiani: Croci, statuette dei santi, immagini religiose e ogni riferimento alla Vergine Maria.
Così era stato in prossimità della scorsa S. Pasqua, dove in una sola settimana s’è registrato il numero più alto di chiese attaccate e vandalizzate: 12 (ricordiamo tra l’altro che significativamente proprio il Lunedì Santo bruciò la cattedrale di Notre Dame a Parigi!).
Il Central Criminal Intelligence Service (SCRC) ha riferito che negli ultimi tre anni c’è stata in Francia una media di quasi tre chiese al giorno che sono state fatte oggetto di atti di vandalismo.
Il Ministero degli Interni ha registrato nel 2018 1063 atti anti-cristiani (mentre 541 antisemiti e 100 anti-musulmani).
Al di là di questi attacchi anticristiani violenti, continua in Francia anche l’attacco antireligioso, in nome di una falsa e antidemocratica idea di “laicità” (laïcité), per via burocratica o giudiziaria.

È di questi giorni ad esempio il caso di un’anziana suora che è stata costretta a togliere l’abito religioso e il velo per poter avere il posto che le spettava in una casa di riposo (la “Foyer Logements” di Vesoul, gestita dal Centro Comunale d’Azione Sociale, che ha precisato la decisione con queste parole: «Nelle nostre strutture, i nostri ospiti possono avere convinzioni particolari che vanno rispettate; ma proprio nel rispetto della laicità qualsiasi segno di appartenenza a una comunità religiosa non può essere accettato al fine di assicurare la serenità di tutti»!). L’anziana suora ha così preferito rinunciare al suo posto piuttosto che al suo abito religioso.


 

Spagna

Anche nella ex-cattolicissima Spagna nel corso del 2018 si sono registrati 57 casi di crimini contro i cristiani, in odio alla fede [dati forniti dall’Odihr (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani), in collegamento con l’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa)].
Anche qua si tratta di chiese vandalizzate e profanate.
Nello stesso anno ci sono stati invece 29 i crimini d’odio contro i musulmani e 8 di antisemitismo.


 

Passando al Medio Oriente …

Il Medio Oriente è stato teatro negli ultimi anni di bombardamenti di chiese, omicidi e persecuzioni ai cristiani. Oppressione che ha provocato un esodo fuori misura: la popolazione cristiana siriana è precipitata da 1,7 milioni nel 2011 a soli 450.000 l’anno scorso. Ad Aleppo ne sono rimasti probabilmente meno di 50.000. In Iraq, i cristiani sono quasi scomparsi, passando da 1,5 milioni nel 2003 a 120.000, 61 le chiese bombardate, 23.000 le case sequestrate.



Siria

Nelle ultime settimane l’Isis (che anche se debellato come stato islamico continua i suoi attacchi) ha ucciso in Siria il parroco armeno-cattolico di San Giuseppe a Qamishli Ibrahim Hanna, di 43 anni, e suo padre Ibrahim Bidu Hanna; nell’attacco, effettuato per strada, sono rimasti feriti anche il diacono Fadi e un altro fedele. L’agguato è stato rivendicato dall’Isis, che con questo gesto rimarca ancora una volta il proprio odio nei confronti dei cristiani. Anche i turchi non vogliono che vi sia un ritorno dei cristiani nella città di Dei ez-Zor, sottolinea mons. Boutros Marayati, arcivescovo armeno-cattolico di Aleppo.
 

Accoglienza profughi … ma non per i cristiani

Avevamo già parlato della discriminazione da parte del governo inglese nei confronti dei profughi cristiani, ad esempio provenienti dalla Siria [v. News del 8.05.2019]. Anche l’ex arcivescovo di Canterbury, George Carey, ha sollevato a fine ottobre( e ne ha parlato il Telegraph) il problema di una “discriminazione politicamente corretta nei confronti dei rifugiati cristiani”.
Già nel 2015, dei rifugiati provenienti dalla Siria e accolti dalla GB, solo l’1,6% erano cristiani; quando invece i cristiani rappresentavano il 10% della popolazione siriana e sono stati tra i più perseguitati, specie dalle forze dell’Isis (oggi i cristiani in Siria sono scesi al 5% !). I profughi musulmani, specie sunniti (che sono il 74% della popolazione siriana), sono invece il 99% di tutti i rifugiati siriani accolti dalla GB.
Nel 2015, su 2.637 immigrati - il cui status di rifugiati era stato dato per certo dell’ONU stesso (UNHCR - Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati) - solo 43 erano cristiani. Nel 2016 su 7.499 rifugiati c’erano solo 27 cristiani. Dei 1.112 rifugiati siriani effettivamente reinsediati nel Regno Unito nei primi tre mesi del 2018, secondo quanto ammesso dal Ministero degli Interni, non c’era nemmeno un cristiano, ma solo musulmani.
Anche negli USA nel 2016, su 12.587 rifugiati siriani ammessi solo 68 erano cristiani! Da maggio a ottobre 2019, su 257 rifugiati, solo 18 sono stati i cristiani.
Anche sugli aiuti dell’ONU è in atto questa discriminazione. L’arcidiocesi di Erbil, che sovrintende alle cure di oltre 70.000 sfollati dall’Isis, tra cui metà dei cristiani di Ninive, ha riferito che gli aiuti delle Nazioni Unite li aggirano (“dal 2014, oltre alle forniture iniziali di tende e teloni, la comunità cristiana in Iraq non ha ricevuto nulla in aiuto da alcuna agenzia di aiuti degli USA o dall’ONU”).

 

Iraq

Si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione dei 48 cristiani (2 sacerdoti e 46 fedeli, tra cui diversi bambini) massacrati il 31.10.2010 nella cattedrale Nostra Signora del Perpetuo Soccorso di Baghdad. Particolarmente impressionante il ripetuto urlo del bambino di 3 anni Adam Odai Zuhaid Arab, coperto dal corpo del padre colpito a morte per difenderlo, “basta! basta!” mentre i terroristi insanguinavano e devastavano la chiesa. Nemmeno i terroristi potevano restare indifferenti a quelle grida; anzi, erano molto disturbati. La mamma di Adam, sdraiata a pochi passi da lui, fingendosi morta mentre premeva una mano contro la coscia dell’altra figlioletta Nairi di un anno che piangeva ferita da un proiettile e da schegge che le avevano fratturato il femore, ricorda bene quei momenti, fino a quando il grido del suo bambino non si era sentito più.
«Racconta Yussef, un sopravvissuto: “Sparavano e gridavano: “Sporchi cristiani, noi andremo in Paradiso e voi all’Inferno! Allah è grande! Siete dei miscredenti e andrete all’Inferno!”». Fra i primi fu ucciso padre Wassim Sabih Alkas Butros, che era uscito dal confessionale andando incontro ai terroristi per offrirsi in ostaggio: “Lasciate stare loro, prendete me!”. Per tutta risposta uno dei terroristi gli spara al torace da distanza ravvicinata. L’uomo cade a terra. “Chi è costui?” chiede sorpreso lo stesso carnefice che ha premuto il grilletto. “È un prete”, gli risponde un compagno. Parte una seconda raffica sul sacerdote agonizzante. Viene colpito anche alla testa». «Prendete me, lasciate stare la gente!» fu anche il grido di padre Tahir Saadallah Abdal, che presiedeva la Messa, facendo scudo col suo corpo ai chierichetti. I terroristi lo mitragliarono sotto gli occhi di sua madre, mentre diceva come Gesù Crocifisso “Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito” e aggiungendo “noi moriamo, però viva la Croce!”».

 

Egitto

L’Egitto, che ha una popolazione di quasi 95 milioni di persone a larga maggioranza musulmana, conta anche un 10% di cristiani (copti). Pur essendo ora democraticamente accolti, molti cristiani sono stati e talora sono ancora oggetto di violenze e persino di uccisione da parte di estremisti musulmani. Ricordiamo le terribili immagini dei 21 uomini copti uccisi da aderenti all’Isis nel 2015 lungo la spiaggia, mentre recitano il Padre nostro, e già venerati popolarmente come martiri della fede.
Ci sono però anche in Egitto persecuzioni di tipo giudiziario: è di questi giorni ad esempio la notizia di un giovane Ramy Kamel, cristiano copto, che da anni si batte per la libertà religiosa nel Paese, tra i fondatori della Maspero Youth Union, associazione per i diritti umani islamo-cristiana, in prima linea nelle proteste che hanno animato le piazze del Paese nel 2011, sfociate poi nella caduta del regime di Hosni Mubarak e oggi responsabile dei programmi su libertà e minoranze della Egyptian Commission for Rights and Freedoms (Ecrf), Nelle scorse settimane egli avrebbe diffuso in rete e sui social video e immagini delle violenze confessionali, specie contro i cristiani, che stanno insanguinando il sud dell’Egitto. Egli testimoniava con i filmati il fenomeno crescente di espropri di beni e terreni da parte di musulmani. La magistratura egiziana ha disposto un mandato di arresto a suo carico con l’accusa di adesione a organizzazione terrorista e diffusione di false notizie, sostenuto da finanziamenti esteri.


 

Passando all’America …

Cile

Nelle turbolenze sociali cilene di questo periodo, dovute a motivi economici e politici (il Cile è il Paese più ricco dell’America Latina ma soffre di assurde diseguaglianze sociali), si inseriscono anche violenze ideologiche di sapore anticlericale e anticristiano.
Si tratta di violenze nate dalla cultura ancora di stampo marxista, che vede nella Chiesa il nemico da abbattere in quanto presunto alleato dei ricchi e dei potenti.
Non a caso in questi giorni i manifestanti “democratici” (!) si lanciano pure a saccheggiare chiese, incendiarle e distruggere le immagini sacre. Dopo l’attacco alla prima, la parrocchia de La Asuncion in pieno centro a Santiago, siamo già a sei chiese attaccate, dentro e fuori la capitale. A Talca, a sud di Santiago, i manifestanti forzano il santuario di Santa Maria Aiuto dei cristiani e distruggono le immagini religiose e il tabernacolo viene violato. A Viña del Mar i manifestanti prendono di mira la parrocchia di Nostra Signora degli Angeli: le statue di Sant’Espedito e Santa Teresa delle Ande vengono distrutte, come le vetrate del tempio cattolico mentre i muri sono imbrattati. Restando in zona, a Valparaiso ignoti a volto coperto irrompono nella cattedrale di San Giacomo e in quella di Punta Arenas, intitolata a Santa Teresa delle Ande. Ancora a Santiago viene data alle fiamme la chiesa della Vera Cruz, che ospita un frammento reliquiario del sacro legno della Croce di Gesù (la reliquia è stata messa in salvo prima dell’arrivo dei manifestanti) e i danni alla chiesa sono ingenti.

 

Nicaragua

I sostenitori sandinisti del presidente Daniel Ortega, in Nicaragua, hanno attaccato la chiesa di san Giovanni Battista di Masaya, durante la S. Messa, picchiando i fedeli. Molti sono i fedeli che compiono preghiere e fanno digiuni per il rilascio di prigionieri politici.
Nell’aprile 2018 la popolazione del Nicaragua era insorta contro il presidente Ortega per le riforme economiche avanzate e che rendono ulteriormente poveri i meno abbienti. Nelle proteste 100 persone sono morte, migliaia i feriti e oltre 800 gli arrestati. Il governo aveva promesso di rilasciare tutti i prigionieri politici, ma molte persone restano ancora in carcere. Da mesi i cattolici pregano nelle chiese per il rilascio dei prigionieri e da mesi vengono aggrediti violentemente da polizia, paramilitari e teppisti sostenitori di Ortega.







 

25.11.2019

Cambiamenti climatici? Non è colpa dell’uomo

Sulle questioni del cambiamento del clima sta crescendo un’ideologia, che assume talora i connotati di un’isteria (con tanto di giovanissime profetesse come Greta Thunberg), e manifestazioni di piazza (come i cosiddetti Fridays for Future, e relativi scioperi studenteschi promossi paradossalmente dalle scuole stesse!) e ancor peggio da autorevolissimi incontri politici internazionali, in grado di condizionare le scelte politiche ed economiche, persino il progresso stesso, dell’umanità ventura. Al fondo di ciò c’è addirittura una rinascente visione pagana, che divinizza la Terra e alla quale dovremmo sacrificare l’uomo stesso, “cancro del Pianeta” (espressione già del WWF), in una sorta di autodemolizione dell’Occidente e dell’uomo stesso.
Come in tutte le ideologie, che assurgono all’assoluto, si esaspera un aspetto, magari anche reale (in questo caso il dovere di rispettare la natura e limitare ogni forma di inquinamento), ma negando la complessità del reale e della verità, con affermazioni che, con il sostegno del mondo mediatico, diventano “dogmi” indiscutibili (ad esempio si demonizza tanto l’anidride carbonica, la fatidica CO2, dimenticando che anche gli alberi e l’humus del terreno la producono, cioè i superprotetti boschi e parchi). Chi nega questi dogmi è classificato subito come “negazionista” (come per chi nega l’Olocausto?) ed esposto al pubblico ludibrio e censurato dal circo mediatico e persino dai pubblici consessi. C’è già chi propone di perseguire a livello internazionale chi nega questi dogmi ecologisti.

Abbiamo già osservato (v. News 28.06.2019) come non sia affatto vero che tutto il mondo scientifico, anche quello più autorevole, sia d’accordo nell’attribuire al solo elemento “antropico” (cioè all’uomo e al progresso tecnologico-industriale), il cambiamento del clima, che tra l’altro è assai meno catastrofico di quanto immaginato o prospettato.

Ascoltiamo in merito ancora un grande scienziato: il dottor Ernesto Pedrocchi, Docente (emerito, dal 2010) di Termodinamica applicata ed Energetica al Politecnico di Milano. Ecco le sue parole:
“il riscaldamento globale esiste: dal 1850 la crescita della temperatura media del pianeta è stata di 1° C. Dobbiamo però anzitutto ricordare che la superficie terrestre è costituita al 70% da acqua, al 30% da terre asciutte, di questo 30%, tolti i deserti, le foreste, i ghiacci perenni, solo il 10% è antropizzato, dunque, in totale, il 3% della superficie terrestre è abitato dall’uomo. Dal 1750 la CO2 sta effettivamente aumentando; ma la produzione è causata dall’uomo solo per un 5% del totale. Anche l’analisi della storia climatica del pianeta (negli ultimi 10.000 anni) non permettere di attribuire alla CO2 la causa del riscaldamento. Non c’è dubbio infatti che la causa principale del cambiamento climatico è il Sole. La nostra stella interviene sul cambiamento del clima essenzialmente in due modi: la posizione reciproca con la Terra (fattore astronomico) nei grandi cicli fra ere glaciali e interglaciali, mentre nei cicli più brevi conta soprattutto l’attività solare (i cicli della macchie solari). Altro elemento che incide sul cambiamento del clima sono anzitutto le correnti marine. Poi c’è il vulcanesimo (ad esempio l’eruzione del vulcano Tambora, nelle Filippine, rese il 1815 “l’anno senza estate” in tutto il pianeta; persino nella pianura padana non cresceva nulla).
In realtà la CO2 sta producendo un rinverdimento in tutto il mondo. L’allarmismo sulla desertificazione è falso: il mondo, in questo momento, sta rinverdendo, anche nel Sahel.
Circa l’energia necessaria per la vita contemporanea dell’uomo, l’80% proviene dai combustibili fossili (carbone, gas e petrolio) e non si vede come questi possano essere sostituiti a breve. Con la fuga in avanti del Green New Deal, che mira a rinunciare completamente ai combustibili fossili entro il 2050, per produrre la stessa quantità di energia dovremmo poter costruire 3 reattori nucleari ogni due giorni, oppure 6000 pale eoliche ogni giorno. Possibile?
Dovremmo porre maggiore attenzione agli inquinanti, non alla CO2 che non inquina. L’uso di combustibili fossili produce inquinanti quali gli ossidi di zolfo, l’ossido di azoto, tutti i tipi di particolato e gli incombusti. Dobbiamo fare ogni sforzo per ridurli. Ovviamente la loro riduzione comporta costi più alti, quindi è facile intuire che non sia una strategia accettabile ad esempio in Paesi in via di sviluppo. Ma anche un Paese economicamente avanzato e super-industrializzato come la Germania, inseguendo ad esempio l’obiettivo delle auto elettriche, sta portando le grandi industrie automobilistiche tedesche alla drastica riduzione dei ricavi e alla crescita della disoccupazione”. [fonte: NBQ, 22.11.2019]

Un altro grande professore italiano che ha seri dubbi sul catastrofismo climatico e sulla sua causa antropica è il professor Franco Prodi, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, docente ordinario emerito di Fisica dell’atmosfera all’Università di Ferrara, ha diretto il Fisbat (Istituto per lo studio della Bassa ed Alta atmosfera) e l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima), istituti del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Nonostante che l’IPCC (Gruppo intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico) sostenga di essere certo al 95% che l’aumento di temperatura media registrato negli ultimi due secoli sia dovuto all’azione umana, per molti scienziati (tra cui lo stesso prof. Prodi) “tale affermazione non è scientificamente fondata. Non esiste neppure una corrispondenza causa-effetto fra aumento della concentrazione di Co2 e riscaldamento. Sia prima dell’avvento dell’era industriale che oggi esistono cause del riscaldamento globale come quella astrofisica (variabilità del sole), astronomica (variazione nella distanza stella-pianeta e precessione angolare dell’asse terrestre sul piano dell’eclittica), il flusso di calore che proviene dall’interno della terra, le emissioni dei vulcani, il degassamento della crosta terrestre (con relative emissioni di CO2), il ruolo della circolazione oceanica, l’interazione vegetazione-atmosfera e oceano-atmosfera. […] Non si valuta poi che oltre a un certo livello (di saturazione) l’aumento di CO2 non determina riscaldamento. Non si valuta inoltre adeguatamente il ruolo concomitante di tutti gli altri gas serra (il vapore acqueo, il metano, l’ozono, l’anidride solforosa) e soprattutto il cosiddetto feed-back, cioè il modo in cui il sistema complesso reagisce ad ogni variazione definita”. [Fonte: Tempi, 4.12.2019]


 

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