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31.05.2020

Calendari … ideologie e apostasia

[vedi Documento completo]

In occasione della solennità di Pentecoste, che quest’anno coincide pure con la fine del mese di maggio (mese della Madonna) e quindi con la festa della “Visitazione” di Maria SS.ma a S. Elisabetta, pubblichiamo questo Documento (che rimane nella sezione "Archivio"), per sottolineare come anche attraverso la percezione delle feste si insinui, e si voglia insinuare, l'apostasia dal cristianesimo e l'introduzione di nuove ideologie.

Ecco alcuni punti del Documento.


La solennità di Pentecoste celebra la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria SS.ma, avvenuta appunto 50 giorni (come indica il nome stesso “Pentecoste”) dopo la risurrezione di Gesù e 10 giorni dopo la Sua ascensione e che ha segnato l’inizio della Chiesa e della sua missione.
La Pentecoste, che conclude il tempo pasquale (di 7 settimane), si celebra appunto nel 50° giorno dopo la Pasqua; cade quindi sempre di domenica e in una data variabile in base dunque alla Pasqua.
Possiamo dire che per importanza è la terza grande solennità dell'anno, cioè la più importante dopo la Pasqua e il Natale. Cadendo però sempre di domenica, manca questa percezione nella maggior parte della gente.
A questo ha certamente contribuito l’eliminazione in Italia, da oltre 100 anni, della festività civile del 2° giorno (lunedì) di Pentecoste, come avviene invece per il 2° giorno di Natale (S. Stefano) e di Pasqua (Lunedì dell’Angelo), che ne sottolineano l’importanza (mentre, senza questo 2° giorno di festa, pare per i più come una semplice domenica).

Il Lunedì di Pentecoste è invece festa anche civile in molti Paesi europei, ad es. in Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Belgio, Danimarca, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Olanda, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Ungheria, Svizzera (la maggior parte dei Cantoni) e fino al 2004 anche in Francia. In Italia permane festa civile solo in Alto-Adige, proprio per la storica tradizione austriaco-tedesca.

Altre grandi solennità del Signore, con data mobile in riferimento alla Pasqua, sono l’Ascensione di Gesù al cielo (40 giorni dopo Pasqua, come avvenne storicamente, quindi il giovedì della VI settimana di Pasqua) e il Corpus Domini (giovedì della seconda settimana dopo Pentecoste, quindi dopo la Domenica della SS.ma Trinità).
Fino a pochi decenni fa erano solennità religiose assai sentite dal popolo italiano, in quanto celebrate il giorno stesso (giovedì) e feste anche civili (non lavorative). Da quando (1977*) lo Stato italiano le ha eliminate come feste civili e i Vescovi le hanno allora trasferite alla domenica successiva, sono di fatto quasi del tutto sparite dalla sensibilità popolare.

L’Ascensione è ancora celebrata anche come festa civile nel suo giorno (giovedì della VI settimana di Pasqua), oltre che nella Città del Vaticano, ad es. in Polonia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Svezia e Svizzera.
Il Corpus Domini è rimasta festività anche civile nel suo giovedì, oltre che nella Città del Vaticano, ad es. in Austria, Polonia, Croazia, Portogallo e nelle regioni cattoliche della Germania e della Svizzera.

(*): La legge del 5.03.1977 ha in Italia abolito importanti festività, decretandone di fatto la scomparsa nella sensibilità popolare, anche della maggior parte dei cattolici! Si tratta appunto delle solennità dell’Ascensione e del Corpus Domini (trasferite allora dalla CEI alla domenica successiva), di S. Giuseppe (19 marzo; per cui venne abolita come festa “di precetto”) e dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno; abolita come "precetto", tranne che per Roma, dove nel 1985 fu rimessa come festività anche vicile, in quanto Santi Patroni della città). Inizialmente fu abolita anche l’Epifania (6 gennaio; trasferita alla domenica successiva), ma fu poi ripristinata nel 1985. Furono spostate alle domenica successiva anche le feste civili della Repubblica (2 giugno), poi ripristinata nel 2000, e dell'Unità Nazionale (4 novembre, ex Festa della fine della I Guerra mondiale), poi trasferita alla prima domenica di novembre.

Le feste “di precetto”, così chiamate in riferimento al 1° “precetto della Chiesa” (che obbliga in coscienza, pena commettere peccato mortale, a partecipare alla S. Messa, come attuazione del 3° Comandamento - vedi esame di coscienza e News del 29.03.2020), oltre le 52 domeniche dell’anno (comprendenti appunto anche la Pasqua, la Pentecoste e le altre solennità sopra ricordate trasferite alla domenica successiva della loro data reale), sono (in Italia): 1° gennaio (Maria SS.ma Madre di Dio), 6 gennaio (Epifania di N.S. Gesù Cristo), 15 agosto (Assunzione in Cielo di Maria SS.ma), 1° novembre (Tutti i Santi), 8 dicembre (Immacolata Concezione di Maria SS.ma), 25 dicembre (Natale di N.S. Gesù Cristo).
Un segno della progressiva scristianizzazione (laicizzazione), per non dire appunto dell’apostasia (tradimento di Cristo), che si è operata anche nel popolo italiano, si evidenzia già nella mutata denominazione, nel sentire comune, data a queste solennità cristiane e persino alla domenica. Così il 1° gennaio è semplicemente Capodanno; il 6 gennaio la Befana; il 15 agosto Ferragosto; il 1° novembre, dopo essere stato percepito come giorno dei morti (che invece è il 2 novembre), da qualche anno, nella notte precedente, è diventata sempre più Halloween (festa pagana e peraltro talora con tratti persino satanici). L’unica solennità che non sono riusciti a sopprimere né a cambiarvi il nome è l’Immacolata (8 dicembre), anche se quasi nessuno, persino tra molti cattolici, sa più cosa significhi (visto che fa riferimento alla difficile questione del “peccato originale”, che è raro che uno oggi sappia cosa sia) e viene confusa con l'Annunciazione. Anche il Natale (che significa appunto “nascita” ovviamente in riferimento a Gesù Cristo), ha paradossalmente perso nel tempo il suo significato cristiano. Ancor di più la Pasqua.
Persino la domenica, che in italiano significa "giorno del Signore", in quanto giorno della risurrezione di Gesù e primo giorno della settimana (Pasqua settimanale), viene intesa sempre più ed erroneamente (in quanto unita al sabato non lavorativo) semplicemente come "week-end".

Persino certe ricorrenze di stampo commerciale (con l'obbligo sociale di fare feste e regali), pur richiamandosi al nome di Santi, di fatto non c'entrano quasi nulla con essi. Basti pensare al famoso San Valentino il 14 febbraio (non importa se in quel giorno la Chiesa festeggia, più che il vescovo martire di Terni, i Santi Cirillo e Metodio, evangelizzatori dei popoli slavi, talmente importanti da inventare per loro persino la scrittura coi caratteri appunto “cirillici”, e proclamati da Giovanni Paolo II, primo Papa slavo della storia, compatroni d’Europa!), che è la festa dei fidanzati (parola forse un po’ desueta, oggi meglio dire vagamente dell'amore per la compagna/compagno, così ci sta confusamente dentro di tutto!). 


Anche nelle scuole, sin dalle più tenere età, passa questa apostasia dalla fede cristiana, a tal punto da non parlare più delle feste cristiane, anche se ovviamente si fa ancora festa, con il pretesto, assurdo anche dal punto di vista culturale e della nostra stessa civiltà, di rispettare chi fosse di altra religione. Così si è giunti persino a non parlare più di Gesù a Natale, delle celebrazioni della Settimana Santa e del significato della Pasqua, come ovviamente della Quaresima e del suo significato; ma molte maestre si sentono invece in obbligo di parlare agli alunni del Ramadan musulmano, così come appunto di omettere totalmente la memoria dei Santi (1° novembre, che pur è vacanza per questo) per fare obbligatoriamente i riti (pagani e persino appunto satanici) di Halloween.


Intanto la “religione civile” continua con le sue feste (25 aprile, 1° maggio, 2 giugno), le sue celebrazioni, i suoi riti (e persino il suo Altare).
Se il Risorgimento non è riuscito a fare un calendario coi suoi nuovi eroi (anticattolici) che avrebbero “fatta l’Italia” (anche se poi risultò evidente che fatta questa Italia artificiale bisognava poi pensare ancora a “fare gli Italiani”!), la nuova toponomastica risorgimentale ha provveduto invece subito, ed è tuttora un dogma laico indiscutibile e invariabile, a sostituire ai nomi dei Santi quelli appunto di Cavour, Garibaldi, Mazzini e persino XX settembre (1870: occupazione ed espropriazione di Roma, centro della Cattolicità mondiale, da parte dei Piemontesi e delle forze massoniche); così che tuttora, tanto nelle grandi città come nei paesini più sperduti, non mancano mai vie e piazze a loro dedicati (e persino monumenti); al centro di Roma poi svetta quello che è il monumento più grande del mondo, dedicato a Vittorio Emanuele II, come 1° re d'Italia pur mantenendo impunemente il titolo di "II", cioè appunto il Vittoriano, popolarmente detto "Altare (!) della Patria" che vi è incluso (v. nota in fondo al dossier sul Risorgimento).
Non ci sono ovviamente riusciti coi nomi di paese, il cui riferimento ai titoli della Madonna e ai nomi dei Santi è un elenco, per parlare solo dei Comuni italiani, di pagine e pagine (alla faccia delle negate radici cristiane della nostra civiltà e della presunta laicità dello Stato).

Abbiamo poi sempre nuove feste popolari. Se inizialmente, tanto nei piccoli paesi come nelle città, si faceva ancora un vago riferimento alla Madonna o a un Santo (ad esempio il Santo Patrono, che è tuttora festa anche civile), dopo aver dato sempre più peso all'aspetto folcloristico che a quello religioso, s'è poi passati unilateralmente alle sagre, fiere e persino alle sole feste alimentari (si vede che l'uomo festeggia in fondo quello che crede importante per la vita!). Si è arrivati addirittura, specie tra i giovani, a feste importate e totalmente estranee all'identità italiana.
Eccoci allora
alla festa o giornata dell'uva, della castagna, della porchetta, del formaggio e pure della birra (magari come l’Oktoberfest, bavarese) o le “notti bianche” (come quella del 21 giugno a S. Pietroburgo, dovuta al fatto che già a quelle latitudini il solstizio d’estate comporta una notte assai ridotta e chiara; ma non certo alle nostre latitudini e addirittura in qualsiasi periodo dell’anno).
Intanto poi in fondo è tutto solo un pretesto: l’importante non è più cosa si festeggia (come è stato per ogni civiltà della storia: festa come ricordo e celebrazione di qualcosa che è stato decisivo per la storia e l’identità di un popolo), ma la festa fine a se stessa … fino ad arrivare, specie nei giovani, allo “sballo”, talora orgiastico, fine a se stesso!
Festa non più come una memoria comune significativa, e neppure come solo riposo, ma una vera e propria “alienazione”. Cioè non fermarsi a festeggiare (anche la domenica) per recuperare il senso della vita, ma per ritornare poi alla vita feriale ancora più svuotati ed appesantiti di prima!

Tutto ciò ha contribuito a distruggere l’identità (e fede) cattolica delle persone e del popolo italiano.

Passando alla vita privata, cioè pure nelle case degli italiani, possiamo certamente notare come, fino a 3-4 generazioni fa, fossero evidenti i segni (quadri, immagini, oggetti) in riferimento esplicito alla fede cattolica. Era ad esempio normale che sopra il letto della camera degli sposi ci fosse un’immagine sacra, possibilmente la Sacra Famiglia. Così il calendario, magari appeso in cucina, ricordava il santo del giorno, talora persino con qualche pensiero e riflessione spirituale. Vi era spesso appesa anche la corona del S. Rosario, pronta per l’uso per la preghiera serale familiare!
Poi sono arrivati i posters più vari, mai religiosi, ma come segno di un inconsapevole nuovo culto: alla dea-Natura o ai nuovi santi-eroi (delle rivoluzioni, del cinema, dello sport), fino ai sempre più espliciti nudi.
Negli anni “sessanta/settanta” (dal ’68 in poi), specie nelle camerette dei giovani maschi, le pareti erano tappezzate non solo di immagini di calciatori o di attrici possibilmente maliziosamente spogliate, ma di foto e manifesti dei nuovi eroi rivoluzionari, quasi unilateralmente “comunisti”: il “Che!”(Che Guevara), anche Fidel Castro, per arrivare persino a Mao Tse-tung della rivoluzione comunista cinese (dittatura comunista tuttora permanente e imperante più che mai). Il giovane lettore, allora era quasi un obbligo, di Lotta continua o de Il Manifesto possedeva talora anche un proprio “calendario” comunista, per celebrare quotidianamente la “lotta di classe” e il proletariato (anche se magari erano “figli di papà”, come diceva Pasolini e persino Montanelli), dove ogni giorno veniva ricordato questo o quell’attacco della polizia, del regime, del sistema, con tanto di martiri, cioè di “compagni” rimasti uccisi o feriti nella lotta di classe!
Anche questo, però, se ha portato in Italia addirittura agli anni di piombo e al terrorismo vero (!), s’è poi trasformato in nuove ideologie e ben più comode e apparentemente innocue battaglie, fino alle attuali lotte contro la “omotransfobia”. Com'è stato detto, in fondo la rivoluzione più riuscita del '68 (ugualmente distruttiva, anche se non sembra) è quella sessuale.
A proposito di calendari più accattivanti, maliziosi e pruriginosi, come non ricordare ad esempio l’ormai storico e celeberrimo Calendario Pirelli, prototipo di un’infinità di calendari sul tema, talora scadendo fino ad una velata pornografia, magari fatta passare persino per arte. E se ovviamente è la donna-nuda ad essere l’<oggetto> più pubblicato e desiderato, non mancano ormai neppure calendari di uomini, persino di attori o campioni sportivi, in abito “adamitico”.

A proposito di calendari e relative celebrazioni, anche le potenti nuove ideologie, tra cui primeggia quella Lgbt, si danno le proprie ricorrenze: ad es. il 17.05.2020 si è celebrata la “Giornata Mondiale contro l’omofobia”.

In merito, alcuni Stati dell'Europa occidentale, dove il nichilismo è ormai allo stato puro, hanno cominciato a proporre persino l'autocertificazione per dichiarare la scelta del proprio sesso, che si vuole non coincidere più con quello fisico... altrimenti la verifica sarebbe immediata, no?!

Nella ‘carrellata’ (è il caso di dirlo, ma proprio nel senso “carnevalesco” del termine!) dei sempre più diffusi gay-pride, il 28 giugno è diventata una sorta di “memoria obbligatoria”; ma ormai tutto il mese di giugno è diventato il mese gay (v. qui il calendario delle giornate italiane 2020).
Altro che giugno mese del S. Cuore di Gesù …
e maggio mese di Maria Santissima!


Circa le religioni civili, con le loro feste, eroi, celebrazioni e perfino coi loro nuovi calendari, guardiamo ad es. il Calendario delle Giornate e celebrazioni laiche italiane (v. il sito del Governo Italiano. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio del Cerimoniale di Stato)

Andiamo dalle Festività e giornate nazionali [17 marzo (dal 2013): Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera; 25 aprile: Festa della Liberazione dal nazifascismo (1945); 1° maggio: Festa del lavoro; 2 giugno: Festa della Repubblica; Prima domenica di novembre (ex 4.11: fine della I Guerra Mondiale): Festa dell’unità nazionale] alle solennità civili [(sono giornate lavorative, ma prevedono l’imbandieramento degli edifici pubblici): 10 febbraio: Giorno del ricordo degli istriani, fiumani e dalmati; 11 febbraio: Patti Lateranensi; 28 settembre: Insurrezione popolare di Napoli contro i nazifascisti; 4 ottobre: San Francesco e Santa Caterina, patroni d'Italia (prima era festa, anche per le scuole); 4 novembre: Festa dell'Unità nazionale; 12 novembre: Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace; 12 novembre. Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare], fino alle giornate celebrative nazionali e internazionali [(lavorative, ma è bene – ricorda il Governo - che gli organi pubblici organizzino eventi): 7 gennaio: Giornata nazionale della Bandiera; 27 gennaio: Giornata della Memoria (abbattimento dei cancelli di Auschwitz); 9 febbraio: Giornata nazionale degli stati vegetativi; 21 febbraio: Giornata nazionale del Braille; 11 marzo: Giornata europea in ricordo delle vittime del terrorismo; 1ª domenica di Primavera: Giornata della prevenzione oncologica; 24 marzo: Giornata nazionale per la promozione della lettura; 27 marzo: Giornata nazionale del Teatro; 4 aprile: Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale; Fissata dal Ministro per la Salute nel periodo dal 21 marzo al 31 maggio: Giornata per la donazione degli organi; 1ª domenica di maggio: Giornata nazionale dell’epilessia; 5 maggio: Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia; 9 maggio: Giornata d'Europa; 9 maggio: Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice; 3ª domenica di maggio: Giornata nazionale della musica popolare; 3ª domenica di maggio: Giornata nazionale del malato oncologico; Ultima domenica di maggio: Giornata nazionale del sollievo; 1ª domenica di giugno: Giornata nazionale dello Sport; Ultima domenica di maggio o 1ª domenica di giugno: Giornata nazionale per la donazione del sangue; 2° martedì di giugno: Giornata nazionale dell'innovazione; 8 agosto: Giornata nazionale del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo; 4 ottobre: Giornata della pace della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse; 1ª domenica di ottobre: Giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche; 2ª domenica di ottobre: Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro; 12 ottobre: Giornata nazionale di Cristoforo Colombo; 24 ottobre: Giornata dell'Onu; 9 novembre: Giornata della libertà in ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino; Il Ministero P.I. individua la data d’intesa con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome: Giornata nazionale della Scuola].

Se poi andiamo, com’è oggi doveroso, nella “centrale” del venturo Nuovo Ordine Mondiale e del “pensiero unico dominante”, cioè l’ONU, allora il calendario è davvero impressionante (ma talora persino francamente umoristico; un po’ meno se pensiamo invece cosa ci costa in termini di burocrazia, uffici, impiegati, eventi, pubblicazioni, finanziamenti, questa elefantiaca, farraginosa e ormai di fatto inutile organizzazione globale e globalista)!
Ecco in proposito l’incredibile calendario delle Giornate Internazionali ONU del 2020:

4 Gennaio: Giornata mondiale del Braille

24 Gennaio: Giornata Internazionale dell’Educazione

27 Gennaio: Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto

4 Febbraio: Giornata Mondiale contro il Cancro

6 Febbraio: Giornata Internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

10 Febbraio: Giornata internazionale dei legumi

11 Febbraio: Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza

13 Febbraio: Giornata Mondiale della Radio

20 Febbraio: Giornata Mondiale della Giustizia Sociale

21 Febbraio: Giornata Internazionale della Lingua Materna

1° Marzo: Giornata contro la discriminazione

3 Marzo: Giornata Mondiale della Natura

8 Marzo: Giornata Internazionale della Donna

20 Marzo: Giornata Internazionale della Felicità

20 Marzo: Giornata della Lingua Francese

21 Marzo: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale

21 Marzo: Giornata Internazionale delle Foreste

21 Marzo: Giornata Mondiale della Poesia (UNESCO)

21 Marzo: Giornata Internazionale del Nowruz

21 Marzo: Giornata Mondiale per la sindrome di down

22 Marzo: Giornata Mondiale dell’Acqua

23 Marzo: Giornata Mondiale della Meteorologia

24 Marzo: Giornata Mondiale per la lotta alla tubercolosi

24 Marzo: Giornata Internazionale del Diritto alla Verità in relazione con gravi Violazioni dei Diritti Umani e della Dignità delle Vittime

25 Marzo: Giornata Internazionale di Commemorazione della Vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica degli Schiavi

25 Marzo: Giornata Internazionale della Solidarietà per i membri del personale arrestati o scomparsi

2 Aprile: Giornata Mondiale di sensibilizzazione sull’Autismo

4 Aprile: Giornata Internazionale per la Sensibilizzazione sulle Mine e l’Azione contro le Mine

6 Aprile: Giornata Internazionale dello sport per lo sviluppo e per la pace

7 Aprile: Giornata Mondiale della Salute

7 Aprile: Giornata della Memoria del Genocidio del 1994 contro i Tutsi in Rwandael Genocidio del 1994 contro i Tutsi in Rwanda

12 Aprile: Giornata Internazionale dei Viaggi dell’Uomo nello Spazio

14 Aprile: Giornata Internazionale della Malattia di Chagas

21 Aprile: Giornata della lingua Cinese

20 Aprile: Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione

22 Aprile: Giornata Internazionale della Madre Terra

23 Aprile: Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore (Resolution 3.18 of the 28th session of the UNESCO General Conference)

23 Aprile: Giornata della lingua Inglese

23 Aprile: Giornata della lingua Spagnola

24 Aprile: Giornata Internazionale del Multilateralismo e della Diplomazia per la Pace

25 Aprile: Giornata Mondiale della Malaria

26 Aprile: Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale

26 Aprile: Giornata Internazionale in Commemorazione del disastro di Chernobyl

28 Aprile: Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro

30 Aprile: Giornata Internazionale del Jazz

2 Maggio: Giornata Mondiale del Tonno

3 Maggio: Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa

8-9 Maggio: Periodo di Commemorazione e di Riconciliazione per coloro che hanno perso le loro vite durante la Seconda Guerra Mondiale

11 Maggio (o secondo sabato del mese): Giornata Mondiale degli uccelli migratori

15 Maggio: Giornata Internazionale della Famiglia

16 Maggio: Giornata Mondiale del vivere insieme in pace

16 Maggio: Giornata Internazionale della Luce

17 Maggio: Giornata Mondiale delle Telecomunicazioni e delle Società d’Informazione

17 Maggio: “Vesak” Giornata della luna piena

20 Maggio: Giornata mondiale delle api

21 Maggio: Giornata Mondiale per la Diversità Culturale, il Dialogo e lo Sviluppo

22 Maggio: Giornata Internazionale per la Biodiversità

23 Maggio: Giornata Internazionale per porre fine alla fistola ostetrica

29 Maggio: Giornata Internazionale degli operatori di pace delle Nazioni Unitegli operatori di pace delle Nazioni Unite

31 Maggio: Giornata Mondiale contro il Fumo

1° Giugno: Giornata Mondiale dei genitori

3 Giugno: Giornata Mondiale della Bicicletta

4 Giugno: Giornata Internazionale dei Bambini Innocenti Vittime d’Aggressioni

5 Giugno: Giornata Mondiale dell’Ambiente

5 Giugno: Giornata internazionale per la lotta alla pesca illegale

6 Giugno: Giornata della lingua russa

7 Giugno: Giornata mondiale della sicurezza alimentare

8 Giugno: Giornata Mondiale degli Oceani

12 Giugno: Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile

13 Giugno: Giornata Mondiale dell’albinismo

14 Giugno: Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue

15 Giugno: Giornata Mondiale contro l’abuso sugli anziani

16 Giugno: Giornata Internazionale per le Rimesse Familiari

17 Giugno: Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità

18 Giugno: Giornata della Gastronomia Sostenibile

19 Giugno: Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti

20 Giugno: Giornata Mondiale dei Rifugiati

21 Giugno: Giornata Internazionale dello Yoga

23 Giugno: Giornata delle Nazioni Unite per il Servizio Pubblico

23 Giugno: Giornata Internazionale delle Vedove

25 Giugno: Giornata dei Lavoratori Marittimi

26 Giugno: Giornata Internazionale contro l’Abuso di Droghe e il traffico illecito

26 Giugno: Giornata Internazionale delle Nazioni Unite a sostegno delle Vittime di Torture

27 Giugno: Giornata delle piccole e medie imprese

29 Giugno: Giornata Internazionale dei Tropici

30 Giugno: Giornata Internazionale degli Asteroidi

30 Giugno: Giornata Internazionale del Parlamentarismo

6 Luglio: Giornata Internazionale delle Cooperative

11 Luglio: Giornata Mondiale della Popolazione

15 Luglio: Giornata Mondiale delle capacità dei giovani

18 Luglio: Giornata Mondiale per Nelson Mandela

28 Luglio: Giornata Mondiale contro l’Epatite

30 Luglio: Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umani

30 Luglio: Giornata Internazionale dell’Amicizia

9 Agosto: Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni

12 Agosto: Giornata Internazionale della Gioventù

19 Agosto: Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario

21 Agosto: Giornata Internazionale del ricordo e tributo alle vittime del terrorismo

22 Agosto: Giornata Internazionale di Commemorazione delle Vittime di Atti di Violenza basati sul credo religioso

23 Agosto: Giornata Internazionale di Commemorazione della Tratta della Schiavi e della sua Abolizione (Decision 8.2 of the 150th session of the UNESCO Executive Board)

29 Agosto: Giornata Internazionale contro i Test Nucleari

30 Agosto: Giornata Internazionale delle Vittime di Sparizioni Forzate

5 Settembre: Giornata Internazionale della carità

8 Settembre: Giornata Internazionale per l’Alfabetizzazione

10 Settembre: Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

12 Settembre: Giornata delle Nazioni Unite per la cooperazione Sud-Sud

15 Settembre: Giornata Internazionale della Democrazia

16 Settembre: Giornata Internazionale per la Preservazione dello Strato d’Ozono

17 Settembre: Giornata mondiale della sicurezza del paziente

21 Settembre: Giornata Internazionale della Pace

23 Settembre: Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni

26 Settembre: Giornata Internazionale per la completa eliminazione delle armi nucleari

26 Settembre: Giornata Marittima Mondiale

27 Settembre: Giornata Mondiale del Turismo

28 Settembre: Giornata Internazionale dell’accesso universale all’informazione

28 Settembre: Giornata Mondiale della Rabbia

30 Settembre: Giornata Internazionale della Traduzione

1° Ottobre: Giornata Internazionale delle Persone Anziane

2 Ottobre: Giornata Internazionale della Non-Violenza

5 Ottobre: Giornata Mondiale dell’Insegnante

7 Ottobre: Giornata Mondiale dell’Habitat

9 Ottobre: Giornata Mondiale della Posta

10 Ottobre: Giornata Mondiale della Salute Mentale

11 Ottobre: Giornata Mondiale delle giovani ragazze

13 Ottobre: Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri

15 Ottobre: Giornata Internazionale delle Donne Rurali

16 Ottobre: Giornata Mondiale dell’Alimentazione

17 Ottobre: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Povertà

20 Ottobre (ogni 5 anni): Giornata Internazionale della Statistica

24 Ottobre: Giornata delle Nazioni Unite

24 Ottobre: Giornata Mondiale per l’Informazione sullo sviluppo

27 Ottobre: Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo

31 Ottobre: Giornata Mondiale delle città

2 Novembre: Giornata Mondiale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti

5 Novembre: Giornata per la sensibilizzazione dello Tsunami

6 Novembre: Giornata Internazionale per la Prevenzione dello Sfruttamento dell’Ambiente in Tempo di Guerra e di Conflitti Armati

10 Novembre: Giornata Mondiale della Scienza per la Pace e lo Sviluppo

14 Novembre: Giornata Mondiale del Diabete

16 Novembre: Giornata Internazionale per la Tolleranza

17 Novembre: Giornata Mondiale del ricordo delle vittime del traffico stradale

19 Novembre: Giornata Mondiale dei servizi igienici

20 Novembre: Giornata per l’Industrializzazione dell’Africa

20 Novembre: Giornata Mondiale dell’Infanzia

21 Novembre: Giornata Mondiale della Televisione

21 Novembre: Giornata Mondiale della Filosofia

25 Novembre: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

29 Novembre: Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

30 Novembre: Giornata della Memoria delle Vittime della Guerra Chimica

1° Dicembre: Giornata Mondiale dell’AIDS

2 Dicembre: Giornata Internazionale per l’Abolizione della Schiavitù

3 Dicembre: Giornata Internazionale per le Persone con Disabilità

5 Dicembre: Giornata Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Economico e Sociale

5 Dicembre: Giornata Mondiale del suolo

7 Dicembre: Giornata Internazionale dell’Aviazione Civile

9 Dicembre: Giornata Mondiale per la commemorazione e per la dignità delle vittime di genocidio e della prevenzione di questo crimine

9 Dicembre: Giornata Internazionale contro la Corruzione

10 Dicembre: Giornata dei Diritti Umani

11 Dicembre: Giornata Internazionale della Montagna

12 Dicembre: Giornata Internazionale della neutralità

12 Dicembre: Giornata Universale della copertura sanitaria

18 Dicembre: Giornata Internazionale dei Migranti

18 Dicembre: Giornata della lingua araba

20 Dicembre: Giornata Internazionale della Solidarietà Umana

Alcune di queste memorie o celebrazioni suscitano sinceramente un’incontenibile ilarità:

10 Febbraio: Giornata internazionale dei legumi

2 Maggio: Giornata Mondiale del Tonno

20 Maggio: Giornata mondiale delle api
3 Giugno: Giornata Mondiale della Bicicletta

19 Novembre: Giornata Mondiale dei servizi igienici

... oltre a risultare persino offensive se affiancate ad altre giornate indette:

15 Maggio: Giornata Internazionale della Famiglia

30 Luglio: Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umani

9 Dicembre: Giornata Mondiale per la commemorazione e per la dignità delle vittime di genocidio e della prevenzione di questo crimine


Il Vaticano (nei suoi media come Radio Vaticana o L’Osservatore Romano, ma anche in “autorevoli” enunciati pubblici) non dimentica di ricordare al mondo molte di queste nuove ricorrenze stabilite dall’ONU.

Nel 2020 poi, in riferimento al dramma delle pandemia Covid-19, abbiamo pure avuto, il 14 maggio, una “giornata di preghiera, digiuno e opere di carità” (cui ha caldamente invitato Papa Francesco nel Regina Caeli a distanza del 3.05.2020), proposto dall’“Alto Comitato per la Fratellanza Umana”, organismo nato nell’agosto 2019 in conseguenza alla Dichiarazione di Abu Dhabi del 4.02.2019, sottoscritta dal Papa e dal grande imam Ahmed Al-Tayyeb. Tale dichiarazione rappresenta di fatto la piattaforma di una nuova religione globale, che avrà presto, ad Abu Dhabi, anche un nuovo tempio (Abrahamic Faith House, comprendente in un unico edificio chiesa, sinagoga e moschea), così come nuovi importanti consessi mondiali, in vista ad esempio della nuova educazione mondiale dei giovani (era previsto in Vaticano a maggio, ma è stato rimandato a ottobre, un importante e decisivo incontro mondiale in tal senso denominato Global Education Alliance, una sorta di “patto di educazione globale”) e persino di una nuova economia globalista (peraltro di stampo neo-marxista/ecologista; anche per questo ci sarà ad Assisi, era previsto a marzo ma è stato rimandato a novembre, un grande evento mondiale denominato “Economia di Francesco”).

Intanto nel dicembre scorso (2019) il Vaticano ha chiesto all’ONU di dichiarare il 4 febbraio “Giornata Mondiale della Fraternità Umana”, per celebrare appunto ogni anno l’anniversario della firma della Dichiarazione di Abu Dhabi (proposta ovviamente subito assai caldeggiata da diverse logge massoniche mondiali). (fonte: Aldo Maria Valli, 6.05.2020)



 

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25.05.2020

Bambini … prodotti e rimasti in deposito

Bambini prodotti come merce, con tanto di listino prezzi. Questo è l’utero in affitto.
Anche se in Italia la “maternità surrogata” è ufficialmente una pratica ancora illegale, nonostante la pressione di molti politici e organi di stampa per ottenere questo presunto diritto al figlio per tutti (all’insegna poi del noto “love is love” se si tratta di coppie omosessuali), esistono comunque agenzie estere specializzate per questo e che "servono" anche gli italiani.
È il caso ad esempio delle agenzie specializzate dell’Ucraina (BioTexCom, Feskov, …), che agiscono apertamente, con tanto di propri siti internet e profili Facebook e Instagram, con espliciti, particolareggiati e diversificati “pacchetti” di offerte (del figlio)!

Ecco ad esempio l'offerta di due "pacchetti" presentati esplicitamente dall
’agenzia ucraina BioTexCom:

- pacchetto “All Inclusive Standard”: € 39.900 (non si capisce quanto vada alla madre che presta l’utero: € 30.000?) – attesa prevista: circa 1 anno

Il pacchetto comprende: «Test medici e controlli per tutti i partecipanti al programma (genitori d’intenzione, surrogata e donatrice), illimitati cicli di fecondazione assistita, monitoraggio della gravidanza, esame per rilevare possibili anomalie genetiche, supporto legale e pratiche burocratiche che comprendono contratto di surrogazione, supporto nell’ottenimento del certificato di nascita per il bambino, documenti di viaggio per lasciare il Paese, trasporto, vitto, alloggio in una stanza di hotel, smartphone e carta Sim dedicata»

- pacchetto “All Inclusive Vip”: € 64.900 – attesa prevista: 4 mesi


La pandemia ha prodotto però anche qualche “problema” di consegna!
Infatti un sacco di bambini ordinati e prodotti in Ucraina, per coppie sterili od omosessuali straniere (tra cui moltissime italiane), sono già nati ma sono rimasti bloccati nel Paese (ad es. all’hotel “Venezia” di Kiev), perché i “committenti” non hanno potuto ritirarli a motivo della pandemia Coronavirus e delle frontiere bloccate.
Ecco in proposito il grido di una signora italiana di 55 anni (Angela), apparso sul Corriere della Sera del 15 maggio: «Lasciatemi andare a Kiev a prendere mia figlia (Stella)», nata (prodotta appunto per conto dell’agenzia BioTexCom) da madre surrogata, cioè dallo sperma del marito e dagli ovociti di una donna pagata per questo e di un’altra donna, sempre pagata attraverso l’agenzia, che ha portato avanti la gravidanza, fino a “prodotto” finito (ma rimasto appunto in sala d’attesa all’hotel Venezia di Kiev)! [fonte: Il Timone/News, 19.05.2020]


Ecco intanto un altro caso italiano, a proposito di utero in affitto … per coppie omosessuali.
Due maschi italiani si “sposano” in Canada, ottengono un figlio con l’utero in affitto (e ovviamente con ovocita comprato da altra donna) e chiedono di essere riconosciuti entrambi come genitori in Italia.
La documentazione arriva fino in Cassazione, che chiama in causa la Corte costituzionale, suggerendo, tra le righe dell’ordinanza, di legittimare la situazione di fatto anche se contro legge. Esiste ancora il diritto?
[fonte:NBQ, 3.05.2020]


Dio avrà ancora pazienza?   o ha cominciato a perderla?







 

22.05.2020

42 anni di … aborti

Esattamente 42 anni, il 22.05.1978, veniva approvata in Italia la legge 194, che ha permesso l’aborto di Stato, cioè praticamente liberalizzato (si sono posti dei limiti, poi però progressivamente ed impunemente scavalcati) e gratuito (cioè a spese dei contribuenti), denominata “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.
L’articolo 1 della legge 194 recita ipocritamente: «Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite».
In altri articoli si specifica che lo Stato, i Consultori, ginecologi, psicologi, assistenti sociali, devo cercare di convincere la donna a non ricorrere all’aborto e devono far di tutto anche per rimuovere i problemi che inducono la donna ad abortire!
Un compito assolutamente disatteso, anzi spesso si spinge all’aborto persino quando nella madre c’è ancora una qualche titubanza. È invece la costante missione ed esperienza dei CAV (Centri di Aiuto alla Vita), che dimostrano come una adeguata informazione (ad esempio che il figlio può essere anche partorito in incognito e poi adottato da altri, piuttosto che essere ucciso), un sostegno psicologico, spirituale ed anche economico (il "Progetto Gemma" sostiene economicamente la madre e il bambino per i primi 18 mesi di vita), le madri sono in molti casi ben liete di rinunciare all’aborto (i CAV salvano anche 18.000 bambini all’anno da una morte per aborto già annunciata).

La legge 194 consente di ricorrere all’aborto entro i primi novanta giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Oltre questo termine, l’aborto volontario è ammesso quando la gravidanza o il parto comportano un grave pericolo per la vita della donna, o sono accertate malformazioni del nascituro che possano determinare un grave pericolo per la salute fisica o psichica della madre.
Il padre del bambino non ha alcuna voce in capitolo (né a favore né contro); eppure si tratta di suo figlio!
L’unico poi a non avere alcun diritto è il figlio, cioè il più piccolo, fragile e innocente (persino nel caso di violenze e stupri): eppure sarà lui il condannato a morte!
Come è possibile in proposito che moltissimi abortisti nel mondo siano poi contraddittoriamente acerrimi avversari della “pena di morte” (che riguarderebbe semmai non degli innocenti ma dei colpevoli dei più efferati delitti)!

Oltre che mezzo comune di regolazione delle nascite, l’aborto è diventato addirittura di fatto un diritto inviolabile della donna!

Chi ha poi deciso che prima dei 90 giorni (3 mesi) dal concepimento noi tutti non eravamo un essere umano, così da poter essere impunemente uccisi e gettati?
Già dal 2° mese il feto possiede tutto ciò che si trova nell’essere umano sviluppato; il cuore batte (dalla 5^ settimana!), i muscoli sono in funzione Al 3° mese di gravidanza l’embrione (quello che viene gettato con l’aborto!) è perfettamente riconoscibile ed ha fattezze umane ben precise. Il tessuto osseo si va formando rapidamente, le braccia e gambe sono già in continuo movimento, piedi e mani sono formati; le dita delle mani hanno addirittura già le proprie uniche e irripetibili impronte digitali! La testa si volta ripetutamente. Il volto è delineato: il naso è un po’ schiacciato, il mento piuttosto marcato, l’orecchio un capolavoro di anatomia in miniatura, gli occhi sono chiusi, ma oltre un sottile strato di epidermide traspare il pigmento della retina, le labbra si aprono e si chiudono.

La legge 194, in 42 anni ha permesso in Italia l’uccisione legale e gratuita di più di 6 milioni di bambini!

Che il diavolo sia “omicida fin da principio” e “padre della menzogna” lo dice Gesù stesso (cfr. Gv 8,44). La legge 194, con quel titolo e quell’art. 1 sopra menzionati, sembra uscita allora proprio dalla sua penna!






 

19.05.2020

Scuole paritarie ... distrutte dal governo

Abbiamo già abbondantemente parlato delle scuole paritarie e della loro storica discriminazione in Italia, ora aggravata anche dall’emergenza Coronavirus (v. sotto Notizia del 20.04.2020).
A settembre c’è il serio rischio che il 50% di esse non possano riaprire. E abbiamo pure osservato che, al di là della gravissima discriminazione delle famiglie stesse che le scelgono e dell’ulteriore colpo contro la “libertà di educazione” (uno dei principi della democrazia vera e dei “valori non negoziabili”), lo Stato italiano non sarebbe neppure in grado (né economicamente né strutturalmente) di assorbire tutti quegli studenti che sarebbero costretti a trasmigrare nelle scuole statali.

Il presidente dei superiori degli Istituti religiosi che gestiscono molte scuole paritarie denuncia: «Molte scuole stanno morendo, ma il ministro Azzolina non ci ha nemmeno risposto».
E per la prima volta è stato indetto per protesta un clamoroso sciopero delle scuole paritarie cattoliche.

La CEI, che in un primo momento è sembrata defilarsi (almeno da come appare nel giornale Avvenire), esce poi con una durissima nota: “Di un miliardo e mezzo destinato dal Decreto Rilancio alla scuola, solo 65 milioni sono stati destinati alle istituzioni scolastiche paritarie dell’infanzia e 40 milioni per le scuole primarie e secondarie. Cifre sicuramente non sufficienti, che rendono impossibile la sopravvivenza per le scuole paritarie”. [fonte: NBQ, 19.05.2020]

In questo, si può certamente osservare che il cosiddetto Decreto Rilancio, varato dal governo per cercare tardivamente di far fronte alla gravissima crisi economica generata soprattutto dalla radicale chiusura per due mesi di tutte le attività, dimentica completamente le famiglie, considerando tra l’altro le enormi difficoltà dei genitori nel dover far fronte alla chiusura delle scuole e alla conseguente presenza in casa dei bambini, per non parlare poi di chi deve far fronte, mancato il sostegno degli insegnanti addetti, ai figli con particolari disabilità (che è praticamente impossibile gestire scolasticameente “a distanza”).

Difficile dunque non scorgere, anche in questa emergenza, l’ostinazione di un chiaro disegno ideologico contro la famiglia e la libertà di educazione, specie contro l’educazione cattolica.






 

16.05.2020

Coronavirus … ritrovata la famiglia?
Sì, ma anche nuovi divorzi on-line!

La pandemia e la forzata “clausura” domiciliare in molti casi ha fatto ritrovare la bellezza della famiglia e persino il gusto della preghiera, anche familiare.
C’è già uno studio americano (della Monmouth University) che ha rilevato come pure in questo frangente storico dovuto alla pandemia si sia manifestata tutta l’importanza della famiglia unita, persino in ordine al superamento di paure ed ansie o all’inedita impossibilità di spostamenti e delle normali attività di svago.

Non ci si può nascondere però che, in molti altri casi, proprio queste restrizioni hanno invece fatto scoppiare le tensioni, magari latenti o prima esorcizzate dal continuo essere “fuori casa”.

Si potrebbe dire che, già in questa occasione, s’è rivelato quanto sia necessario essere interiormente e spiritualmente pronti e forti, per far fronte alle prove (anche venture...).

Infatti, proprio in questa “prova”, c’è stato non solo una recrudescenza delle divisioni, separazioni e richieste di divorzio, anche nella forma 'express' oggi permessa in molti Paesi (Italia compresa!), ma si è giunti persino, data l’impossibilità di svolgere in presenza le normali attività di Tribunale, all’inedito svolgimento di processi vie e-mail e sentenze on-line!
In Italia, come ha meritoriamente evidenziato un recente articolo del Corriere della Sera, se nel 2015 il Governo Renzi aveva incredibilmente permesso il “divorzio breve” (cioè senza dover più passare attraverso gli anni di separazione), ora si è passati di fatto ad un'ulteriore velocizzazione e banalizzazione: il divorzio istantaneo via email!

Così, per colpa della pandemia, “in qualche tribunale (come Vercelli, Torino, Monza, Verona) hanno preso corpo soluzioni che accelerano separazioni e divorzi via mail. In queste sedi è stato cioè ammesso che i difensori, in una sorta di home-working, potessero ‘convenire sulla scelta della cosiddetta trattazione scritta, facendo pervenire al Presidente in via telematica, almeno due giorni prima della cosiddetta udienza virtuale, una dichiarazione di piena consapevolezza ed esplicita volontà sottoscritta dalle parti’”. Si passa poi all'udienza «virtuale», alla quale le parti non devono partecipare né a distanza né in via cartolare; dopodiché, sentito il parere del Pubblico Ministero, si passa alla sentenza di separazione o divorzio".
In soli 5 anni si è dunque passati, complice il Coronavirus, dal “divorzio express” al “divorzio on-line”.

Anche nell’ex-cattolicissima Irlanda (fino a pochi anni fa con famiglie in genere salde e assai numerose), a neppure un anno dal Referendum che ha permesso il divorzio, senza più separazione di almeno 4 anni, il 9 maggio scorso si è celebrato il primo divorzio on-line (mediante la Circuit Court a seguito di audizioni ‘virtuali’ in aule di tribunale). Tutte le persone coinvolte sono apparse durante il procedimento tramite collegamento video. La nuova procedura probabilmente diventerà “la nuova normalità nei prossimi mesi e si prevede che audizioni remote di questo tipo saranno in atto fino alla fine del prossimo anno”.

Negli USA assistiamo invece al fenomeno inverso di una diminuzione dei divorzi; ma in realtà è perché cala progressivamente pure il numero dei matrimoni (nel 2018 il picco negativo di soli 6,5 nuovi matrimoni per 1.000 persone).
[fonte: NBQ, 16.05.2020]






 

13.05.2020

Chi è ricattato dalla paura della morte
e chi in Cristo è libero!

Non è solo questione di carattere o di propria struttura psicologica. Ciò che incide maggiormente nella vita è lo “spirito” (in relazione certo con la psiche ed il corpo), con le sue scoperte ed esperienze. La vera fede, cioè l’incontro con Cristo Signore, è ciò che di più liberante possa avvenire nella vita di un uomo.

Lo abbiamo visto anche in questi mesi, con l’emergenza Coronavirus.

Dopo che la cultura dominante ormai da secoli ha cercato di convincere l’uomo che non c’è l’anima, l’aldilà, Dio, ma siamo solo corpo e quindi, nonostante il cercare di non pensarci (questa è vera alienazione, non la religione, come diceva K. Marx), con l’eventualità sempre ricorrente di ammalarci (nonostante la “dea” scienza!) e di morire … è bastata questa pandemia (sia pur con una percentuale relativamente bassa di mortalità) per gettare milioni e milioni di persone nel terrore! E poiché non ci sarebbe che il corpo e “questa” vita, allora abbiamo visto che, pur di non ammalarsi e rischiare di morire, l’uomo è disposto a tutto (anche come cittadino!). Tutta le prosopopea (illuministica e post-illuministica) su “io posso fare quel che voglio”, “io sono mio”, “decido comunque io, su tutto: è un mio diritto!”, il terrore di ammalarsi e morire (magari con uno stillicidio mediatico fatto apposta per ingigantire questa vera e persino irrazionale “fobia”!) ha fatto cedere di colpo tutte le armi, ha consegnato tutta la vita alle decisioni di governi e “Comitati tecnico-scientifici”, a vere e proprie forme dittatoriali.

Insomma, convinto ormai che non ci sia che il corpo e questa vita, è possibile più che mai “ricattare” l’uomo contemporaneo: pur di non perdere la pelle (anche se fosse una possibilità remota) s’è visto che è disposto a perdere tutto: libertà, diritti costituzionali, lavoro, relazioni, denaro, comunicazioni, svago, sport, vacanze ….

Quale occasione più ghiotta per le nuove indolori e subdole dittature? Per lo stesso “Nuovo Ordine Mondiale”, che inoltre ora può elettronicamente e telematicamente controllare tutto di noi?!

In Cina (cfr. sotto Notizia del 2.03.2020) si è giunti persino a mettere delle telecamere, controllate dal Governo cioè Partito comunista, nelle case dei “positivi” al tampone, seguendo i cittadini anche coi droni per filmare i loro movimenti e per controllare se fossero armati di mascherina!
Ma anche in Italia si è arrivati da parte delle “Forze dell’ordine”, oltre ad invadere illegalmente le chiese e bloccare in modo sacrilego le celebrazioni in corso, a bloccare con la forza (anche con l'uso di mezzi speciali e persino con l'intervento di un elicottero!) e multare un uomo sdraiato solo in spiaggia (quale pericolo pubblico di contagio rappresentava? si è poi ammesso che è stato un intervento esagerato, irrazionale, ma si è esplicitamente giustificato questo ed altri analoghi interventi con un palese: “per dare una lezione”, “per far capire che lo Stato controlla tutto”, fino al noto slogan dittatoriale “colpire uno per dare lezione a tutti”!).
Così c’è chi ha proposto, oltre alla vaccinazione (quale? scientificamente verificata?) obbligatoria per tutti, le app (v. Immuni) ed i braccialetti elettronici e persino l'uso dei droni (persino a MIlano) per seguirci ovunque.
Tutto questo per poterci tutti controllare (e magari punire) in tempo reale!


Sia ringraziato N. S. Gesù Cristo, morto e risorto, che ci ha liberato!

Ricordiamo (e meditiamo) in proposito le celebri parole di S. Paolo nel capitolo 8 della Lettera ai Romani (che è Parola di Dio):

“Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!". Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati. Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.
 

Quanto è allora importante essere ben saldi e preparati, con una fede grande, per essere poi forti e in grado di affrontare le “prove”, che anche improvvisamente potrebbero riversarsi ancora sull’umanità.


Di fronte alla paura e persino al terrore (pure con gravi riverberi psicologici) che ha attanagliato molti, e che rende persino ricattabili dal potere, ascoltiamo ad esempio la fede di questo giovane spagnolo, che getta in questi giorni sul mondo una scheggia di luce divina, di forza e di consolazione.

Ricardo Pareja Álvarez è un giovane di 21 anni di Barcellona, con un tumore ai polmoni. La sua testimonianza sta facendo il giro del mondo (attraverso la sua famiglia e la sua ragazza Monica), convertendo molti, perché ricorda a tutti, anche in questo tempo di pandemia, quale forza può dare la fede, cioè la vita con Cristo Signore, significato vero della vita e vittoria sulla morte.
Ascoltiamo queste sue parole: «La preghiera mi dà grazia. Sono entrato in un'altra dimensione: vivere in intimità con Dio che mi può chiamare in ogni momento», così questa «Via Crucis mi dà felicità». «Un tumore vale la bellezza di quanto sto vivendo». «Non temo il tumore e la morte, Cristo è con me»! «Non cambierei questa condizione se serve a Dio per farmi Suo strumento».
Quinto di nove figli di una famiglia cattolica appartenente al movimento neocatecumenale, Ricardo è stato descritto come solare, bello, sportivo, pieno di vita; ma soprattutto è un giovane pieno di fede e pure fortemente attaccato alla Madonna (e al S. Rosario). “Lei mi guida”, si legge su una maglietta da lui indossata.
Dall’ospedale dov’è ricoverato ha parlato a Radio Maria Spagna così: «Questa Croce è un dono per entrare in intimità con il Signore».

Nel sito vedi l’analoga testimonianza di un altro giovane, gravemente malato e consapevole della morte vicina, e che ora ha già raggiunto l’incontro con Dio!



 

11.05.2020

Conversioni (forzate) dal cristianesimo all’islam: eroi?
Conversioni (libere) dall’islam al cristianesimo: uccisi!

Com’è noto, vista anche l’esposizione mediatica voluta dal governo per questo, la giovane milanese Silvia Romano (24 anni) è stata liberata l’8.05.2020 ed ha potuto tornare a casa, dopo un tremendo sequestro di 18 mesi in Kenia e Somalia ad opera del gruppo terrorista islamico Al Shabaab (un gruppo “jihadista” tra i più violenti).

Opera loro è ad esempio il peggiore attentato messo a segno a Mogadiscio, uno dei più gravi nel mondo, nell’ottobre 2017, quando una autobomba con centinaia di chilogrammi di esplosivo è stata fatta esplodere nel centro cittadino, provocando la morte di più di 500 persone. Già nel 2013 Al Shabaab ha compiuto una strage nel centro commerciale Westgate Mall di Nairobi: hanno ucciso solo chi non sapeva rispondere a domande sulla fede islamica dimostrando così di essere un “infedele”. Sono ancora loro che il 2.04.2015, sempre in Kenia, hanno attaccato l’università di Garissa: sono passati negli alloggi degli universitari di stanza in stanza, chiedendo agli studenti se erano cristiani o musulmani e chiunque rispondeva “cristiano” veniva ucciso (ne hanno uccisi 148!) [fonte: NBQ, 11.05.2020]

Pare che per la liberazione della Romano il governo italiano abbia pagato a questo gruppo terrorista, che anche così si finanzia, un riscatto di 4 milioni di dollari! Inoltre ha commesso pure l’errore di spettacolarizzare il suo rientro (è stata accolta al suo arrivo a Ciampino, sotto i riflettori dei giornalisti e delle televisioni, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, insieme ai suoi familiari). Evidenziata, persino dall’abito, la sua conversione all’islam, così come il suo nuovo nome musulmano: Aisha.
Questo enorme riscatto e questa spettacolarizzazione dell’evento e della conversione all’Islam contribuiscono senza dubbio ad incoraggiare tali gruppi terroristici islamici a compiere questi rapimenti.

Silvia Romano ha dunque abiurato (in quanto battezzata) dalla fede cristiana cattolica e si è fatta (?!) musulmana, assumendo il nuovo nome di Aisha.
Abbiamo numerosissime testimonianze, in tutto il mondo islamico ma proprio anche in Somalia, delle forzate conversioni all’Islam, pena ogni tipo di violenza e la stessa condanna a morte, anche in questo tipo di rapimenti. Anche chi sposa un musulmano deve sempre diventare tale.

Quando invece dei musulmani si convertono liberamente al cristianesimo, devono subire (persino da parte della famiglia) ogni sorta di violenza, discriminazione, ricatto, e quasi sempre ne va a rischio la vita stessa.
E non si pensi che ciò avvenga solo nei paesi islamici più integralisti. È avvenuto anche in Italia!
È il caso ad esempio di Rachida Radi, 35 anni, musulmana di origine marocchina, che in Italia si è fatta cattolica: è stata uccisa a martellate dal marito musulmano, a Brescello (RE), il 25.11.2011.
L’omicida (uxoricida), arrestato, è stato condannato a 30 anni di reclusione; ma la Cassazione ha annullato la sentenza!







 

8.05.2020

Matteo Farina. Un altro ragazzo italiano presto “Beato”

Nella notizia del 23.02.2020 (v. News sotto) avevamo parlato della prossima beatificazione del ragazzo milanese contemporaneo Carlo Acutis.

Il 5 maggio scorso il Papa ha riconosciuto “le virtù eroiche” (quindi passo decisivo per la beatificazione) di un altro ragazzo contemporaneo: si tratta di Matteo Farina, nato ad Avellino il 19.09.1990 e morto a Brindisi il 24.04.2009 (a causa di un tumore al cervello), dopo un’esemplare sia pur breve vita di profonda fede cristiana.

Gli ultimi 6 anni della sua giovane vita sono stati, dal punto di vista fisico, un calvario (con diversi interventi chirurgici e altrettante recidive); ma il suo spirito è sempre stato forte, di quella forza e pace che solo Gesù può dare. Persino nelle sue degenze ospedaliere era di gioioso e cristiano conforto anche agli altri ricoverati.
Era già fidanzato con Serena, con un amore grande, cristiano e puro.
Era amante della verità e dell’unità armoniosa tra scienza e fede.
Ecco in proposito un suo pensiero. «Conoscere il creato vuol dire conoscere il Creatore. In quest’ottica quindi scienza e fede sono distinte ma mai opposte. Entrambe hanno un unico obiettivo, perseguibile anche insieme: la ricerca della VERITA’. Ed è per questo che desidero nella mia vita sforzarmi il più possibile nel conoscere la verità, sia con la mia ragione (appunto anche la scienza) che con i mezzi “soprannaturali”, persino attraverso quelle sensazioni che a volte proviamo e che molti definiscono solo come “suggestioni”».






 

6.05.2020

Il grande genetista Jérôme Lejeune

Oggi, alla veneranda età di 92 anni, è morta Birthe Bringsted, moglie del genetista Jérôme Lejeune (e a lui associata anche in molte battaglie in difesa della vita).

Jérôme Lejeune (1926-1994) è stato uno dei più grandi genetisti del secolo scorso, ma anche uomo di una profondissima fede cattolica, a tal punto che è già stato proclamato “servo di Dio” ed è in corso la sua Causa di beatificazione.
Francese, fu medico e scienziato di spicco presso dell’Institute de Progénèse dell’Università di Parigi. A lui si deve la scoperta del cromosoma responsabile della “sindrome di Down” (perché a Down si deve solo la descrizione dei caratteri morfologici delle persone affette da questa patologia), dunque della mutazione non solo qualitativa ma di ordine quantitativo di tale difetto cromosomico, cioè un 47° cromosoma morfologicamente identico agli elementi del 21° paio (da cui il nome “trisomia 21”).
Per questa scoperta fu autorevolmente proposto per il Nobel in Medicina, ma all’ultimo momento gli fu negato, a causa della sua posizione espressamente contro l’aborto!

Lejeune cercò per tutta la vita di scoprire, senza riuscirci, anche se e come fosse possibile far fronte e curare questa malformazione genetica. Non si limitò però a fare lo scienziato e lo studioso, ma dedicò la sua missione ai malati, soprattutto ai bambini affetti da tale sindrome, seguiti e amati con evangelica carità e competenza. Ricorda la moglie che era solito affermare «Un uomo è un uomo!», facendosi guidare dalla frase di Gesù: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me» (Mt 25,45).
Anche nel suo ricco epistolario con la sposa, appunto oggi deceduta e ritrovata da lui nell’Aldilà, Jérôme manifesta non solo un evangelico ed altissimo amore coniugale e familiare, ma una dedizione per la scienza, intesa come strumento per conoscere meglio la meraviglia del creato e di conseguenza l’onnipotenza del Creatore. E all’amore di Dio cercò di conformare ogni pensiero e azione, senza scendere in alcun caso a compromessi con le logiche del mondo.

Per questa sua testimonianza del fecondo rapporto tra scienza e fede, come pure per la difesa della vita in ogni sua età e condizione, fu eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze e Giovanni Paolo II lo nominò primo Presidente della Pontificia Accademia della Vita.

Il Signore Gesù lo chiamò a Sé proprio nella S. Pasqua del 1994.








5.05.2020

Morti e Coronavirus

L’anno scorso (2019) ci sono stati in Italia 647.000 decessi (dati Istat), cioè 1773 morti al giorno.

Attualmente (25.05.2020) i morti per/con Coronavirus in Italia sono stati 32.877 (di cui 15.876 nella sola Lombardia)


Dal 1° gennaio al 1° maggio 2020, le cause di morte nel mondo sono state:
(fonte: World Health Organization)

Coronavirus: 237.469
Malaria: 327.267
Suicidio: 357.785
Incidenti stradali: 450.388
Cancro: 2.740.193
Fame: 3.731.427
Altre malattie infettive: 4.331.251
Aborti volontari: 14.184.388

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4.05.2020

Ungheria contro il pensiero unico dominante

L’Ungheria prosegue coerentemente per la sua strada nella promozione e difesa di alcuni principi cristiani ‘non negoziabili’, senza farsi intimorire e dominare dal “pensiero unico dominante”, dalle nuove ideologie e dalle direttive in tal senso che provengono dalla UE o dall’ONU. E in questo il premier Orban ha una tenacia che non teme le pressioni, le ritorsioni e le calunnie (persino numerose fake-news) che da tali organismi provengono.

Il Parlamento ungherese ha deciso ad esempio, con una Risoluzione presentata dal partito dei Democratici Cristiani e approvata dalla maggioranza dei parlamentari (115 voti a favore e 35 contrari), di non ratificare la Convenzione di Istanbul, subdolamente pro-gender, che parla della sessualità come di una “costruzione sociale”, quindi sprezzante della stessa oggettività biologica e della “legge naturale”, continuamente irrise dal potere culturale, economico e politico di gran parte dell’Occidente.

Si tratta di una Convenzione del Consiglio di Europa del 2011 ed entrata in vigore nel 2014 dopo le prime 10 ratifiche. Dei 47 Paesi membri, tale Convenzione non è stata ratificata da gran parte dei paesi dell’Europa centro-orientale (Ungheria, Ucraina, Rep. Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Moldova, Liechtenstein, Bulgaria, Armenia, e persino dal Regno Unito); altri Paesi non hanno nemmeno firmato il documento (Russia e Azerbaijan), altri hanno accompagnato la firma con importanti riserve (Romania, Polonia, Andorra, Malta, Slovenia).

Come al solito, anche le nuove potenti ideologie, come quella del gender, nascondono il loro vero intento (che stravolge la natura stessa dell’uomo) sotto il pretesto della difesa di veri o presunti diritti o comunque buone e accattivanti idee. In questo caso, la Convenzione parla ufficialmente di "difesa delle donne contro le violenze, anche domestiche"; ma ad un esame più attento del testo, si capisce che il vero intento è quello di diffondere e imporre l’ideologia gender. Si afferma ad esempio (articoli 3 e 4) che il "genere" è diverso dalla realtà biologica sessuale; si propone di sradicare qualsiasi «tradizione basata sul genere stereotipato dei ruoli» (articoli 12 e 13); si oppone al diritto dei genitori di essere gli educatori primari dei propri figli (articoli 12 e 14); presume che gli uomini siano sempre i colpevoli della violenza domestica (art. 12); e impone infine un imponente meccanismo di monitoraggio in tal senso dei Paesi, tale da scavalcare ed erodere le sovranità nazionali (art. 66).

La Risoluzione ungherese, che si oppone a tale Convenzione di Istanbul, riafferma con chiarezza e fermezza che tale ideologia in essa sottesa è contraria alla tradizione, all'ordinamento e ai valori del popolo ungherese.

In risposta, è ovviamente subito scattata di nuovo la guerra dei poteri forti internazionali (v. ad es. The Guardian) contro Orban e le sue politiche, accusandolo di omofobia e persino di misoginia.







 

3.05.2020

Scienza, Coronavirus … e religione

La vera scienza, al di là delle iniziali euforiche pretese peraltro di stampo ottocentesco (scientismo, positivismo), è in genere molto umile. Non solo perché più scopre e più si accorge che c’è da scoprire (e che la realtà è molto più complicata di come prima si potesse pensare), ma per il suo stesso metodo (induttivo e sperimentale, per cui procede per intuizioni, verifiche sperimentali e quindi per generalizzazioni comunque di casi particolari, anche quando fossero sufficientemente certi, per cui sempre ancora passibili di falsificabilità) e per la sua intrinseca incapacità di dare giudizi pur indispensabili per la vita dell’uomo, come quelli etici (bene e male non sono giudizi scientifici ma morali; eppure proprio una scienza usata per il male può oggi persino distruggere l’umanità e il pianeta, come può aiutarci invece a migliorare la vita se usata per il bene).

Anche di fronte a questa che è la più grande pandemia mondiale almeno degli ultimi decenni, la scienza, nonostante il suo immenso progresso, si trova di fatto, al di là dell'altezzosità di certi suoi cosiddetti esperti, a balbettare, non sapendo neppure rispondere alle domande più elementari: com’è nato il virus? ha uno o più ceppi? come si diffonde? quanto persiste al di fuori dell’uomo (decisivo per sapere ad esempio se un ambiente può essere contagioso anche dopo che è stato frequentato  e lasciato da persone eventualmente infette)? è vero che gli animali non lo trasmettono (visto che ormai non c’è quasi casa senza un cane e loro non hanno certo limiti di contatti, anzi, annusano di tutto e ovunque)? come avvengono i contagi? su quali superfici (anche attraverso le banconote o le monete, i pulsanti di campanelli, citofoni, ascensori)? a quali distanze si è sicuri (è vero che bastano 1-2 metri)? e soprattutto, una volta infettati: come si cura questa infezione virale?

Così i governanti, comunque più che mai proni ai “comitati scientifici”, si trovano ad annaspare, nonostante il piglio talora persino dittatoriale, in drammatiche e provvisorie soluzioni, talora persino irrazionali se non dannose, di fatto ancora medievali: tutti a casa, isolati, con mani bocca e naso coperti! (e non importa se ciò provoca nuovi danni alla salute, alla psiche, alla società e drammaticamente all’economia privata o di un intero Paese)!

Nonostante ciò, i cosiddetti “esperti”, come i “Comitati tecnico-scientifici” (da chi sono composti? chi li ha scelti?), non hanno mancato di pontificare ad ogni ora, con le loro statistiche e i loro nuovi dogmi, indiscutibili, da credere e da obbedire, sotto pena di reato. Ed hanno preteso entrare persino nel merito delle questioni … “divine” (se e come celebrare, quali sacramenti, ecc.)! [l’infettivologo Galli ha affermato: «Non si può consentire la libertà di culto. La Messa non è una priorità». Il virologo Burioni ha dichiarato: «Dio vuole che tutti preghino da casa… abbiamo chiuso quello che non è indispensabile, penso che la parrocchia possa non aprire»].

Non importa se all’inizio veniva spontaneo chiedersi perché si potesse celebrare un matrimonio civile in Comune e non uno religioso in Parrocchia (v. sotto Notizia del 10.04.2020), perché si potessero dire le preghiere funebri al cimitero e non in chiesa, perché fosse possibile prendere un autobus (sia pur adattato con riduzione di posti ma comunque al massimo di mq 40) ma fosse vietato celebrare anche distanziati in una vastissima cattedrale o con pochissime persone in una S. Messa feriale o nella chiesa di un paese di montagna; e soprattutto, come pareva soprattutto all’inizio delle prime liberalizzazioni, perché partecipare alla Santa Messa, anche nel rispetto di tutte le distanze e norme sanitarie, fosse stato considerato più contagioso che andare al supermercato, dal tabaccaio, in libreria e poi persino al bar, al ristorante o in un museo.

Inutile porsi domande. Basta dire “tecnico-scientifico” perché un non meglio precisato Comitato diventi subito un’entità dogmatica sovrana e le sue formulazioni verità indiscutibili cui dover obbedire ciecamente!






 

2.05.2020

Crotone. La Madonna in ospedale … e il Coronavirus si ferma
Ospedale S. Giovanni di Dio di Crotone. Il cappellano don Claudio Pirillo è prudente. Un’infermiera del reparto è più esplicita. Cos’è accaduto? Il 26 marzo l’effigie della “Madonna di Capocolonna”, Patrona della diocesi di Crotone, viene portata col permesso del vescovo nei reparti dell’ospedale. Da quel giorno i malati di Coronavirus ricoverati hanno cominciato a guarire, i contagi si sono fermati e oggi Crotone non conta più neppure un infetto da Coronavirus.

Coronavirus: il caso del Portogallo
Il Portogallo ha 1/4 della popolazione spagnola; ma ha registrato 1/10 di casi infetti da Coronavirus rispetto alla Spagna, con un tasso di mortalità intorno al 3% (il 10% in Spagna, l’11,8% totale in Italia [16,6% in Lombardia!], il 12% in GB, il 15% in Francia). E questo nonostante il Portogallo abbia una popolazione prevalentemente anziana, addirittura con il maggior numero di over-80 in Europa, dopo Italia e Grecia (ciò a motivo anche delle agevolazioni fiscali per anziani, che ha attirato pure molti anziani stranieri, anche italiani). Per di più le strutture sanitarie portoghesi contano solo 4 letti di terapia intensiva ogni 100.000 abitanti, il più basso della UE (la Spagna 9, la Germania 30).
Come è possibile allora che il Portogallo sia riuscito finora a tenere sotto controllo l’epidemia?
Persino qualche giornale laico ha fatto riferimento alla Madonna di Fatima; o addirittura al solenne “Atto Pubblico di consacrazione” del Portogallo al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, compiuto con questo scopo dal vescovo di Leiria-Fatima, card. Antonio Augusto dos Santos, a Fatima il 25 marzo scorso (v. News del 29.03.2020).





 

30.04.2020

Asteroide

Il 29 aprile l’asteroide OR2 1998 (di km. 1,8 di larghezza e km. 4,1 di lunghezza) è passato alla velocità di 8,7 km/sec. relativamente vicino alla Terra (a 6 milioni di km.). Sembra una distanza enorme, da lasciarci vivere sonni tranquilli; ma nello spazio questa distanza è invece molto piccola (il Sole dista ad esempio 150 milioni di km. da noi) e le forze gravitazionali capaci di deviare la rotta di un asteroide sono immense e innumerevoli. Cioè, sarebbe bastato un infinitesimale cambio di rotta, per far entrare OR2 1998 nel campo gravitazionale terrestre e precipitare sul nostro pianeta. Le sue dimensioni sono già tali che se si fosse diretto contro la terra, non sarebbe bastato l’attrito con i gas dell’atmosfera per bruciarlo (come le romantiche “stelle cadenti”, ad esempio frequenti nella prima decade di agosto, e che in realtà sono tremende sassate, da cui appunto ci difende l’atmosfera, altrimenti faremmo la fine della superficie lunare!), ma, a detta degli stessi astronomi che l'hanno individuato e studiato, sarebbe stata un’immane catastrofe: se fosse caduto sulla terra, anche se fosse stato in un deserto, avrebbe provocato un fortissimo terremoto e sollevato polvere da oscurare il cielo; se fosse caduto in mare avrebbe provocato uno tsunami con onde gigantesche; non parliamo poi se fosse caduto, così incandescente e a quella velocità, su una grande città!

Anche in questo caso, se già un Coronavirus ha mandato in crisi il mondo e ha lasciato impotente anche la scienza e tutte le potenze economiche e militari, nessuno avrebbe potuto opporre resistenza o difendersi.
Insomma: smettiamo di sentirci onnipotenti. La nostra vita è sempre appesa ad un filo … anche alla rotta di un sasso che vaga nello spazio!




 

29.04.2020

Assembramenti per Conte al ponte di Genova

In occasione della posa dell’ultima campata del nuovo ponte Polcevera della A10 a Genova, il 29.04.2020, cerimonia cui ha presenziato anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nonostante la regia abbia fatto di tutto per evitare che fossero fatte foto e riprese che dimostrassero la disobbedienza agli stessi molteplici DPCM del Presidente Conte e mostrassero invece tutti i protagonisti sufficientemente distanziati, con mascherina e con saluti a gomito invece che a strette di mano, qualcuno è riuscito a fotografare (e diffondere) assembramenti di persone, soprattutto di giornalisti e fotografi, ammassati, nonostante le loro stesse proteste, dietro le transenne. La legge è ancora uguale per tutti?




 

25.04.2020

Restrizioni? Per la religione civile si fa eccezione

Un certo imbarazzo si respirava fin dall’inizio. La “religione civile” ha bisogno delle sue feste, dei suoi riti e persino dei suoi altari (della Patria). E il 25 aprile, anniversario della “Liberazione”, è certo una data sacra per questa religione civile. Non si poteva censurare; ma sarebbe stato altrettanto incomprensibile, anzi avrebbe sollevato aspre proteste, se per l’occasione, ancora in piena 'fase 1' di contenimento dell’epidemia (con tutte le incredibili restrizioni di libertà apportate, persino in spregio alla Costituzione), si fossero fatte eccezioni. Inizialmente vengono allora ufficialmente vietate le solite manifestazioni pubbliche del 25 aprile.
Quando però il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio R. Fraccaro vieta ai rappresentanti dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ogni celebrazione, per «evitare assembramenti», l’ANPI protesta duramente. E il governo fa immediatamente dietrofront: i vertici delle associazioni partigiane possano partecipare alle celebrazioni, rispettando però le norme di sicurezza; si parla ad esempio di incontri di non più di 15 persone (comunque già più che alle SS. Messe, in pratica vietate).
Di fatto il 25 aprile in molte piazze d’Italia compaiono decine e decine di persone, con canti e balli, bandiere e persino cortei. Senza alcuna autorizzazione; ma nessuno interviene ad impedirlo. Ci sono le fotografie!
Così alla sede bolognese dell’ANPI, in via del Pratello a Bologna (tra l’altro le celebrazioni ufficiali, col Sindaco, avvenivano altrove, al Monumento ai caduti accanto al Nettuno): sono immortalate nelle foto decine e decine di persone riunite. A Modena, davanti alla Ghirlandina in Piazza Grande, si contano almeno 40 persone. Le forze dell’ordine, si vede nei filmati, sono presenti, addirittura salutano … e non passa loro neppure per la mente di infliggere multe. È evidente che la tolleranza rispetto all’inosservanza della legge sia stata decisa per via politica.

Poveri parroci multati e SS. Messe sacrilegamente interrotte e violate!
Festa della Liberazione: ma si vede che, come al solito, qualcuno è più "libero" di altri! E le feste della religione civile sono più importanti di quelle cristiane.
L'anniversario della liberazione ad opera dei partigiani (quali? solo quelli comunisti? oppure da parte degli americani?!) si può celebrare. La celebrazione liturgica dell'avvenimento pasquale, cioè della liberazione dal peccato, dalla morte e dall’inferno, ad opera di N.S. Gesù Cristo, morto e risorto, per la nostra salvezza eterna, no!
S'è detto che si può pregare anche da casa (quando invece i Sacramenti non si possono ricevere in streaming e Gesù non può essere "realmente presente" in uno schermo come nell'Eucaristia!).
Mentre per la festa della liberazione è proprio necessario andare in piazza, o nella sede dell’ANPI?!






 

23.04.2020

Aborto, eutanasia, contraccezione, omo-trans-sessualità …
ai tempi del
Coronavirus

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) si è precipitata a dichiarare che contraccezione e aborto vanno garantiti anche in tempi di pandemia. E l’ONU ha confermato ugualmente lo stanziamento di 2 miliardi di $ per garantire questo diritto.
Garantire l’eutanasia pare poi un’ottima soluzione, specie per gli anziani, che infatti anche in occasione della pandemia da Coronavirus sono stati il problema principale, in ordine alla percentuale di contagio, alle terapie intensive (sottratte ai più giovani?) e al numero dei decessi. In Italia si è addirittura parlato di relegare a casa gli anziani anche nella cosiddetta 'fase 2'.
Sempre in Italia, nonostante l’emergenza, si continua poi a premere per far passare la legge gravemente liberticida (contro la libertà di pensiero!) sulla omotransfobia (v. News del 27.02.2020).





 

22.04.2020

Parigi. Polizia irrompe in una chiesa. Ma l’Arcivescovo tuona!

Anche a Parigi, come avvenuto in alcuni paesi italiani, 3 agenti di polizia, regolarmente armati, hanno avuto il coraggio (peraltro illegale) di entrare in una chiesa, interdetta ai fedeli, e di interrompere una celebrazione della S. Messa, che veniva pure trasmessa in streaming per i parrocchiani.
È successo domenica 19 aprile nella parrocchia di Saint-André-de-l’Europe, a Parigi (VIII distretto), dove stava celebrando il parroco p. Philippe de Maistre, con 6 persone (un ministrante, un cantore, un organista e tre parrocchiani per leggere e rispondere). Gli agenti sono entrati per impedirlo.
In questo caso, però, sono arrivati i fulmini nientemeno che dello stesso Arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, che ha denunciato con fermezza l’incidente con queste parole: «La polizia è entrata in chiesa con le armi, ma c’è un divieto formale per la polizia di portare le armi in una chiesa. Non c’erano terroristi! Dobbiamo mantenere la calma e fermare questo spettacolo indegno. Altrimenti parleremo … e parleremo molto forte!». Ecco come devono parlare ed agire i Vescovi nei confronti di questi sacrileghi abusi di potere!





 

21.04.2020

Pandemia … economica

Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), specie a motivo della pandemia Coronavirus e soprattutto del blocco delle attività, ha previsto quest’anno per l’Italia la catastrofica perdita del 9,1% della ricchezza nazionale!
Anche il centro studi di Confindustria ha calcolato che la perdita del Pil (Prodotto interno lordo) nella prima metà del 2020 dovrebbe aggirarsi addirittura attorno ai 10 punti percentuali, che potrebbero a fine anno scendere a 6 solo a condizione di uscire dalle restrizioni imposte dal governo a causa dell’emergenza entro fine maggio.
Una catastrofe, per un'Italia peraltro già abbondantemente e gravemente in crisi economica prima del Coronavirus!





 

20.04.2020

Scuole paritarie a rischio chiusura
(e ancora dimenticate dal Governo)

La storica assenza di “libertà di educazione” in Italia
Come dovrebbe essere noto (ci sono sul sito anche molte notizie su questo problema, ad esempio del 12.12.2019), l’Italia è uno dei pochi Paesi tra le democrazie occidentali in cui la “libertà di educazione” (uno dei diritti fondamentali dell’uomo, cioè la libertà di scegliere scuole e università che siano secondo le proprie identità culturali e religiose o comunque che si ritengono più idonee alla formazione) è garantito solo a parole, anche dalla Costituzione, ma non si è mai attuato.
È ancora un retaggio ideologico del Risorgimento, in opposizione alla Chiesa Cattolica e alle sue istituzioni educative (in genere molto ambite, persino dai non-cattolici) e secondo una visione “statalista” (lo Stato come unico supremo educatore delle nuove generazioni) che ha avuto anche nella tradizione marxista della “sinistra” un proprio perno.
Persino nello stesso lessico diffuso è presente un equivoco, indotto, per cui si parla di scuole “statali” e di scuole “private”, quando invece anche le scuole “non-statali” svolgono un fondamentale ruolo “pubblico”, tanto è vero che nella maggior parte dei casi i titoli di studio che rilasciano sono riconosciuti dallo Stato (non sono quindi scuole private, ma non-statali, pubbliche e paritarie).
L’incredibile storica discriminazione, che è una vera e propria ingiustizia sociale, è data soprattutto a livello economico: lo Stato, che prende le tasse da tutti i cittadini anche per garantire l’istruzione, spende (e spesso male) quei soldi solo per chi sceglie le scuole statali e non li spende invece per chi sceglie altre scuole, che pur riconosce come “paritarie” (cioè dello stesso valore educativo e, per le superiori e l'università, di idonea preparazione anche in ordine alla futura professione). Per cui per gestire queste scuole e avvalersi di questo diritto fondamentale (libertà di educazione) bisogna ripagare tutto da capo, cioè in pratica bisogna pagare due volte. Da cui poi l’idea che ci vogliano molti soldi per poter permettersi queste scuole e che siano quindi le scuole “per i ricchi”, o, peggio ancora, per comprare titoli di studio.
Tra l’altro lo Stato, oltre al dovere di sostenere queste scuole paritarie per principio (appunto per garantire un diritto fondamentale dei cittadini e per il quale i cittadini hanno già pagato le tasse), dovrebbe farlo anche per interesse, in quanto, se non ci fossero le scuole paritarie, lo Stato italiano non riuscirebbe neppure a sostenere tutte le spese per l’istruzione e quindi non sarebbe in grado di garantire il diritto allo studio per tutti.
Specie le scuole paritarie cattoliche, che sono la quasi totalità, sono scelte da molti genitori, nonostante l’ingiustizia da parte dello Stato di far ripagare da capo i costi, sia per la loro qualità (e in questo senso vengono scelte per i loro figli anche dai non-cattolici) che per l’identità cattolica della formazione che lì si garantisce (o almeno si dovrebbe garantire, perché purtroppo talora non è neanche più così).
Già il drastico calo, in questi ultimi 60 anni, delle vocazioni religiose - e parliamo di esperienze educative storiche, da parte ad esempio di Ordini religiosi nati con questo carisma e missione già nel XVI secolo, come ad esempio Gesuiti, Barnabiti, Orsoline, o, nel XIX secolo, come i Salesiani di S. Giovanni Bosco) - e quindi di coloro che svolgevano il compito di insegnanti ed educatori per missione e pure gratuitamente, ha creato la necessità di assumere insegnanti laici (da retribuire) ed ha di conseguenza obbligato, in mancanza di finanziamenti statali, a far pagare rette più alte o sono state costrette a chiudere.
La discriminazione e l’ingiustizia dello Stato Italiano (dal Risorgimento in poi) ha portato e porta infatti molte di queste scuole al fallimento, non per assenza di studenti, che sarebbero moltissimi, ma per assenza di fondi! [Nei primi decenni dell’unità d’Italia si giunse addirittura da parte dello Stato alla soppressione violenta di queste scuole e persino dei secolari Ordini religiosi che le avevano fondate e le gestivano (tragica e violenta operazione che il Piemonte subito attuava man mano che avanzava alla conquista dell'Italia - vedi 1 e 2)].

Nel grave momento attuale di crisi
Ora anche l’emergenza Coronavirus (con scuole chiuse e in molte scuole paritarie, specie dell'infanzia, con la perdita delle rette) darà a molte scuole paritarie il colpo di grazia. Col il prossimo anno scolastico (cioè dal settembre 2020), pare che la metà delle scuole paritarie dovrà chiudere! Ebbene, anche in questa emergenza sanitaria, economica e sociale, il Governo continua di fatto a non occuparsi delle famiglie e dell’educazione dei figli (ad esempio: a chi lasciarli se le scuole non riaprono?), ma anche a discriminare le scuole paritarie, totalmente dimenticate anche dai numerosi, incalzanti e spesso oscuri DPCM del Presidente del Consiglio. Ma se lo Stato non si occuperà subito di questo problema, non riuscirà più a garantire neppure il fondamentale diritto allo studio per tutti i suoi cittadini! Se invece lo Stato sostenesse le scuole paritarie addirittura ci guadagnerebbe, anche economicamente. 
Facciamo due conti.
In Italia ci sono 12 milioni di famiglie con 8,4 milioni di figli in età scolastica a carico.
Lo Stato italiano spende ogni anno per l'istruzione (con soldi assunti dalle tasse di tutti i cittadini) € 56 miliardi.
Nelle scuole paritarie ci sono 900.000 alunni (600.000 nelle scuole Materne e Primarie) e 180.000 lavoratori (docenti e personale).
Nelle scuole statali il costo medio annuo di uno studente è per lo Stato di € 10.000. Nelle scuole paritarie, che in genere offrono servizi e qualità migliori, è invece di € 5.500.
Se la spesa per l’Istruzione fosse spalmata su tutte le scuole pubbliche (statali e paritarie) lo Stato risparmierebbe fino a € 6 miliardi.
Se invece le scuole paritarie chiudessero, lo Stato non solo non avrebbe le strutture scolastiche per accogliere quei 900.000 studenti in più, ma non potrebbe sostenere quei € 6 miliardi di spesa in più per garantire a tutti l’istruzione nelle scuole statali. Avrebbe inoltre 180.000 disoccupati in più (i lavoratori appunto delle paritarie).
Se lo Stato continua in questa storica ingiustizia e discriminazione, già a settembre – oltre agli altri enormi problemi sociali ed economici che questa epidemia ci lascerà drammaticamente davanti – potrebbe quindi andare incontro anche al fallimento dell’intero sistema scolastico del Paese! E le paritarie che riuscirebbero ancora a sopravvivere sarebbero pian piano davvero solo quelle per i genitori che possono permettersi una retta annua di almeno € 8.000, quindi sarebbero davvero “scuole per i ricchi” (come è già appunto nell’immaginario collettivo, non sapendo che ciò è appunto causato da una grave ingiustizia statale).

Non è impossibile, anzi è addirittura facile ed economico trovare la soluzione al problema, se non ci si ostinasse ad essere ingabbiati nei pregiudizi ideologici (PD e M5S sono infatti ancora contrari).
Basterebbe pensare ad esempio, e sono proposte avanzate da tempo e tuttora ripresentate in Parlamento (e già attuate in molti Paesi), al “costo standard” per studente, cioè una quota unica di spesa per studente, fruibile poi in qualsiasi scuola pubblica (statale o non statale), cioè scegliendo davvero liberamente la scuola che si ritiene più idonea e formativa; oppure si potrebbe almeno pensare alla possibilità di detrarre la retta dalle imposte; o ancora a provvedere al pagamento degli stipendi dei docenti delle paritarie da parte dello Stato.
Chissà, se di fronte al dramma attuale, si metterà mano a togliere questa storica ingiustizia e si comincerà a garantire davvero questo fondamentale diritto (che tra l'altro per la Dottrina sociale della Chiesa [vedi] è uno dei cosiddetti "valori non negoziabili"!); oppure se si continuerà questa grave discrimazione, per pregiudizi ideologici se non per aperta opposizione alla Chiesa, anche a costo di far fallire l'intero sistema scolastico italiano?





 

15.04.2020

Pandemia … e pornografia

L’essere costretti in casa per mesi è certamente tra gli aspetti drammatici di questa pandemia, una strategia (medievale), imposta dal governo in modo particolarmente drastico in Italia, non certamente per curare una malattia ma semplicemente per cercare di non prenderla. Una misura estrema, e discutibile (ma non è stata discussa, neppure dal Parlamento), che, oltre ad impedire di recarsi negli ambienti di lavoro (con gravissimo danno economico) o di studio (per i bambini si tratta pure di non sapere a chi lasciarli), ha tolto il contatto vivo con la realtà, con gli altri, con la natura.
Una privazione che, oltre a danneggiare la salute e l’economia, può far emergere ferite nascoste, talora persino gravi problemi psicologici. Chi infatti presenta già qualche fragilità in questo senso o non ha scoperto la bellezza della vita interiore, dello spirito, può andare davvero in crisi.
Al di là dei diversi carismi e vocazioni, questa forzata “clausura” può però costituire pure una particolare opportunità per la vita dello spirito, perché nella solitudine e nel silenzio (cose incredibilmente mai sperimentate da parte di molti ragazzi e adulti di oggi!) può emergere con particolare intensità la coscienza e Dio può far sentire ancor di più la Sua voce.
Basti pensare all’esperienza degli eremi o dei monasteri di clausura, dove peraltro l’umanità delle persone viene esaltata, e in non pochi casi, magari ignoti ai più, sono pieni di giovani e pienamente equilibrati.
Non a caso il “deserto”, già nella Bibbia o all’inizio della missione stessa di Gesù, come pure nei primi monaci (si pensi ad esempio alla celebre figura dell’abate S. Antonio), è un luogo particolare di incontro con Dio. Ma, come sperimentavano appunto anche i cosiddetti “padri del deserto” (ad esempio appunto S. Antonio abate), e come indica la vicenda stessa della “quarantena” (Quaresima, cioè 40 giorni effettivi) fatta da Gesù all’inizio della Sua missione, il deserto può anche essere, se non lo si riempie poi di Dio, il luogo della tentazione, della presenza e della lotta col demonio (il famoso “maialetto” con cui è in genere raffigurato S. Antonio abate, per questo chiamato poi impropriamente patrono degli animali e assai caro alla pietà popolare rurale).

Dunque questo periodo di “clausura” forzata può essere anche un’opportunità spirituale (salvo poi il fatto della necessità di incontrare Gesù nella Chiesa, nei Sacramenti, nell’Eucaristia celebrata, adorata e vissuta); ma può essere anche una tentazione.
Oggi poi, specie le nuove generazioni “digitali”, già totalmente rapite, talora in modo persino compulsivo, dal mondo virtuale del computer e degli smartphone, il pericolo di divenire ancor più schiavi di un mondo virtuale - che può portarci in casa e davanti agli occhi e alle orecchie il mondo, ma il mondo reale è un’altra cosa … tanto è vero che i Sacramenti, come abbiamo già richiamato, non valgono in streaming! - può davvero diventare pericoloso, quasi un’altra oscura pandemia.

E qui si inserisce anche il discorso su quella “bomba nascosta” ma davvero distruttiva, che nel silenzio e nel nascondimento deturpa e poi condiziona e persino rovina moralmente e spiritualmente milioni e milioni di persone, specie poi se giovani o addirittura ragazzi: la pornografia su internet! Una vera e propria droga (lo si è scoperto persino clinicamente e a livello neurologico e psichico), che può rendere dipendenti, schiavi e sempre più psicologicamente ripiegati su di sè, moralmente distrutti e spiritualmente insensibili e vuoti.
Un esempio, che ha dell’incredibile, per capire le proporzioni di questo dramma nascosto, di questa ‘pandemia’ silenziosa ma non meno pericolosa, è dato da uno dei maggiori centri di produzione o raccordo di siti pornografici: Pornhub (che ha la sua centrale in Canada ma è visto ovviamente in tutto il mondo). Ebbene, solo nel 2019 Pornhub ha registrato l’incredibile numero di 42 miliardi di visite (pari a 115 milioni di accessi giornalieri)!

Se questi giorni di “arresti domiciliari” a causa del Coronavirus e dei Decreti governativi hanno portato più persone a chiedersi finalmente quale senso abbia davvero la vita, a scoprire o riscoprire meglio la bellezza della fede, della preghiera, della meditazione … per molti, più di quel che si creda, è stata anche l’occasione per farsi trascinare nell’oscuro e talora perverso mondo della pornografia, del sesso on-line.
Nel primo mese di domicilio coatto a causa del Coronavirus, gli accessi italiani ai siti pornografici hanno infatti avuto un incremento addirittura del 24% ! [fonte: NBQ, 8.04.2020]
Questi immensi poteri (commerciali, economici), che ruotano attorno al mondo della pornografia on-line, hanno infatti subito capito che la clausura forzata di decine di milioni di persone, specialmente in Italia, come pure l’impossibilità di praticare un sesso facile se non addirittura per le strade, era un’occasione ghiotta per incrementare le loro proposte e i loro commerci.
Così i
l 12 marzo Pornhub, oltre a promettere all'Italia aiuti finanziari, ha ‘donato’ agli italiani di poter sottoscrivere gratuitamente un account Premium; e in questo modo ha ottenuto un immediato aumento del 13,8% del traffico. Intanto chi cade nella trappola poi difficilmente ne esce, anche quando tornerà a pagamento o porterà a livelli sempre più estremi (e costosi).
Allo stesso modo il 25 febbraio anche il sito xHamster ha reso gratuito l’account Premium, con questo invredibile commento del vicepresidente della compagnia, Alex Hawkins: «Il modo più semplice per evitare che il virus si diffonda è evitare il contatto diretto con altre persone, e il porno può essere d’aiuto … per evitare contagi per via sessuale»!
Così pure il sito giapponese Soft on Demand, cogliendo l’occasione favorevole, ha messo a disposizione circa 200 film “per adulti”, ottenendo un incremento di accessi talmente forte da creare problemi di ingolfamento al sito stesso.
[fonte: Il Timone/News 4.04.2020]

Ecco perché bisogna essere sempre più spiritualmente pronti per affrontare le “prove” che ci aspettano (questa è solo la prima!) e attraverso cui si evidenzierà sempre più la lotta tra la Donna (Maria SS.ma) e il Drago, cioè il demonio, ora “sciolto dalle catene” e particolarmente infuriato perché gli resta poco tempo per catturare le anime, prima del trionfo del Cuore Immacolato di Maria e la liberazione di tutti coloro che attraverso di Lei appartengono a Gesù Cristo.




 

13.04.2020

Cina: dittatura comunista, economia … e Coronavirus

Abbiamo parlato più volte della dittatura comunista cinese, anche in riferimento al nuovo controllo elettronico totale delle persone (v. il “Sistema di Credito Sociale” – cfr. News del 2.03.2020).
Com’è noto, proprio da una regione (Hubei) di questo immenso Paese, dove esistono anche a scopo militare i più grandi laboratori batteriologici (forniti dalla Francia ed ora totalmente in mano al Governo cinese), è nato, per cause ancora ignote, il Coronavirus Covid-19, che si è diffuso in tutto il mondo e costituisce per l’umanità intera, per la salute ma anche per l’economia, la più grande ferita dopo il secondo conflitto mondiale.
Nella stessa News indicata avevamo fatta anche qualche sottolineatura sulle responsabilità da parte del Governo comunista, che guida in modo dittatoriale la Cina, circa l'iniziale diffusione dell'epidemia e pure sulle coraggiose proteste popolari che avevano cominciato a sorgere contro il regime, anche per questo.
Tra i leaders più in vista di tali proteste, molti sono coloro che risultano ora “scomparsi”! Tra questi anche la dottoressa Ai Fen, capo della terapia d’urgenza dell’ospedale di Wuhan, che fu tra i primi a denunciare la pericolosità del virus scoperto, insieme al dott. Li Wenliang, l’oftalmologo di 33 anni dell’ospedale centrale di Wuhan, che il 30.12.2020 aveva individuato in 7 pazienti il nuovo virus e la sua potenzialità distruttiva, ma venne arrestato il 3.01.2020 e poi morì il 7.02.2020 per aver contratto egli stesso il virus (v. ancora la News indicata). Anche la dottoressa Ai Fen, subito il 31.12.2019, aveva posto l’allarme sulla nuova infezione virale (secondo lei simile alla Sars) in un post su WeChat, ma i suoi superiori le ordinarono di tacere per non creare il panico e l’accusarono di essere una delatrice. Scrisse poi un articolo in merito il 10.03.2020 sul magazine “People” (Renwu), ma fu subito censurato. Ora la dottoressa, che criticò apertamente il governo per i ritardi nell’ammettere il pericolo, è misteriosamente scomparsa e si teme sia stata arrestata.
Il 12.03.2020 è sparito anche Ren Zhiqiang, il miliardario leader della importante impresa di costruzioni statale Huayuan Real Estate Group, già membro del Partito Comunista, che aveva osato criticare duramente il presidente Xi Jinping. La Commissione disciplinare del Partito comunista cinese ha annunciato che è indagato per aver violato in modo grave le leggi dello Stato e la disciplina del Partito. Pare sia ora detenuto a Taipingzhuang, sobborgo di Pechino.
Anche lo studente universitario di Shandong, Zhang Wenbin, che aveva chiesto in un video le dimissioni di Xi Jinping, è sparito. Secondo resoconti di stampa estera, lo studente è stato arrestato dalla polizia per aver creato “problemi di ordine pubblico”, tipica accusa rivolta a chi osa contestare anche in modo pacifico il regime comunista.
Anche molti intellettuali cinesi, che hanno osato criticare il governo per la gestione dell’epidemia, sono spariti misteriosamente; come nel caso di Xu Zhiyong, attivista per i diritti umani, arrestato il 15.02.2020 a Guangzhou (Guangdong) per “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato” e recluso in una prigione segreta. Sono spariti da febbraio anche Xu Zhangrun e He Weifang, intellettuali secondo i quali la propagazione del coronavirus è dovuta anche alle censure del governo ed è stata favorita pure dall’assenza in Cina della libertà di stampa.

Del resto quando ancora il Governo parlava di sole 2.500 vittime per Coronavirus, nella sola città di Wuhan, epicentro dell’epidemia, in un solo mese erano state cremate 28.000 persone (contro una media di 6.600) ed erano state distribuite già 50.000 urne cinerarie.

Il Partito Comunista Cinese cerca ora di farsi perdonare dal consesso mondiale, continuando con la sua propaganda e pure fornendo a 89 Paesi (tra cui l’Italia!) 26 milioni di mascherine (che tra l’altro non sembrano neppure di qualità o persino inutili), 2,3 milioni di tamponi ed altre forniture utili per le analisi del virus.

Il sogno poi di conquistare il potere economico mondiale entro il 2050, come disse orgogliosamente il Presidente cinese, pare sia stato già ridimensionato dal Coronavirus.
Sono precipitate sia le esportazioni (solo tra gennaio e febbraio erano già calate del 17%) che le importazioni. Anche i consumi interni sono crollati.
Così nei primi 3 mesi del 2020 hanno chiuso 460.000 imprese, con un calo del 29% di nuove aziende rispetto al 2019.
I profitti industriali sono crollati del 38,3%. Le grandi imprese di Stato hanno ridotto le vendite del 32,9%; quelle partecipate da fondi esteri del 53,6%.
Nel 2020 la crescita prevista dell’economia cinese si è così ridotta al 2,9%.
In totale s
ono stati persi 250 milioni di posti di lavoro (di cui 100 milioni solo nel settore del turismo)!
(fonte: Asia News)







 

10.04.2020

Fede e … Decreti


Quale idea di religione?

La religione, in ogni civiltà della storia, pur nascendo dal profondo dell’uomo e richiedendo che vi alberghi, non è mai stato un fatto solo di coscienza, privato, individuale e senza alcuna incidenza sociale. Lo testimonia ogni civiltà, di ogni tempo e di ogni luogo, da quando l’uomo è apparso sulla faccia della terra. Basti pensare che i luoghi comunitari di culto (cioè di preghiera comunitaria, di incontro speciale con la divinità) sono sempre stati, in ogni tempo e civiltà, quelli più importanti, persino pure dal punto di vista artistico. La storia, la fenomenologia e la sociologia delle religioni stanno lì a dimostrarlo.
La riduzione della religione a fatto solo di coscienza, privato, individuale, senza alcuna incidenza sociale, è propria di una visione innaturale, di stampo illuministico e massonico, dove in fondo ogni religione è ammessa purché non osi presentarsi come “vera” e non abbia un’incidenza sociale.
Il potere, in altri termini, deve rimanere a Lorsignori! Persino l’evangelico “Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Mc 12,17), che fonda la “vera” laicità di uno Stato e la “relativa” autonomia della politica nei confronti della religione (cosa in fondo presente solo nel cristianesimo e fortemente assente ad esempio nell’islam), viene tradotto in questa logica di potere come un dare a Dio solo l’intimo della coscienza (Dio è invece il Signore di tutto!), mentre tutta la vita sociale e pubblica deve essere stabilita dallo Stato, persino nel decidere cosa è bene e cosa è male. Così il risorgimentale “libera Chiesa in libero Stato” di Cavour si è addirittura tradotto, nel progressivo avanzamento del Piemonte (e della massoneria) alla conquista dell’Italia, in un assoggettamento totale della Chiesa, fino al punto ad esempio di sopprimere gli ordini religiosi e di incamerarne tutti i beni! Insomma, appunto, la libertà di continuare a credere solo nel privato, nella coscienza; in attesa di espropriare anche quella (con le scuole, le università, la stampa, ecc.) (v. documento 1 e 2 ).
Il cristianesimo poi, che nasce come intervento di Dio stesso nella storia a tal punto da farsi uomo (cosa assente in ogni altra religione), ha avuto ed ha una capacità di trasformazione dell’uomo, della società e della storia talmente forte da essere non solo la religione più grande del mondo (con 2,4 miliardi di cristiani) ma ha creato in duemila anni la civiltà trainante del mondo stesso; oltre ovviamente a dare la salvezza eterna! L'Italia è poi il centro del cristianesimo (o almeno della Cattolicità).
Nella logica illuminista-massonica, invece, anche questo è e deve essere relativo e soggettivo.
 

Quale importanza della fede Cattolica per lo Stato italiano?

Ebbene, questo sottofondo culturale, questo pregiudizio, emerge, anche con una certa disinvoltura, pure negli attuali Decreti governativi, che vogliono far fronte all’emergenza sanitaria, così forte in un'Italia che, nonostante tutto, continua però ad essere in gran parte legata alla fede e persino alle devozioni cristiane (ne sono una riprova anche certi atti ufficiali di devozione di molti sindaci italiani in questo tempo, v. sotto News del 29.03.2020).
Proprio quando le coscienze dei cittadini italiani sono messe a dura prova, a motivo dell’epidemia ma anche delle fortissime restrizioni imposte alla vita personale, familiare, sociale ed economica, al limite del sopportabile (quanto si potrà resistere reclusi in casa, ad esempio per i bambini? quanto potranno essere bloccate le attività produttive senza dover arrivare alla fame o alle rivolte sociali? quanto la salute stessa sarà provata dall’assenza di movimento, di sole, di attività sportive? quanto persino la psiche stessa di molte persone potrà ancora resistere? quanto lo spirito, che è il motore vero di tutta la vita umana, potrà sopravvivere senza i propri alimenti soprannaturali?), ci si deve domandare quali siano le necessità che i Decreti ministeriali ritengono indispensabili per la vita dell’uomo e da autocertificare alle forze dell’ordine per poter uscire di casa.
A questo punto, sotto il pretesto dell’emergenza sanitaria, emerge, persino inevitabilmente (perché la neutralità è impossibile, anche per la politica: non ci si può occupare infatti del “bene comune” senza sapere e svelare quale sia il bene vero dell’uomo), quale sia la logica o il pregiudizio, per non dire l’ideologia, che sottende a certi provvedimenti. Provvedimenti tra l’altro assunti con “pieni poteri” (e pensare che molti, solo pochi mesi orsono, si sono stracciate le vesti per chi accennò all'utilità pubblica di questi pieni poteri – certo non di fronte a emergenze di tale gravità, ma comunque per una situazione economica italiana che era già al limite del tracollo – pieni poteri che sarebbero però stati chiesti al voto democratico dei cittadini e quindi secondo il loro volere e non per capi di governo non votati da nessuno e sostenuti da una maggioranza che di fatto non c’è più da tempo nel Paese), poteri davvero da far invidia alle dittature, fino a toccare quasi i diritti fondamentali dell’uomo (libertà di coscienza, di religione, di culto, di movimento libero, di lavoro, di studio, speriamo anche non della libertà di pensiero, visto che qualcuno l'ha intravisto sul prospettato controllo di notizie per evitare presunte fake-news), diritti sanciti dalla Costituzione stessa; un potere esecutivo che sembra persino oltrepassare quello legislativo (il Parlamento eletto democraticamente dai cittadini) e che si esprime perfino con modalità assai discutibili se non improprie (con eccessiva esposizione mediatica e con importanti comunicazioni notturne preannunciate addirittura sui social network!) per gravi decisioni immediatamente operative (dalla mezzanotte stessa; così da creare panico, come in chi si è gettato ad esempio nel cuore della notte nelle stazioni ferroviarie, nelle farmacie di turno o nei supermercati 24h/24).
Tutto ciò tra l’altro con decisioni che sembrano dogmaticamente certe dei criteri e dei risultati, quando invece altre nazioni (si pensi ad esempio alla Corea del sud) hanno risolto brillantemente il problema dell’epidemia con ben altri metodi (il che significa che certi metodi, sia pur urgenti, sono almeno discutibili e quindi, nonostante l’urgenza, da discutere almeno dal Parlamento). Si comprende certo l'urgenza e la gravità delle decisioni da prendere, come pure la difficoltà di trovarsi impreparati di fronte ad una tale emergenza (ricordando però anche una certa ingenuità o un eccessivo ottimismo manifestati dal Governo ancora a fine gennaio; basterebbe riascoltare certe interviste di allora). 

 

Confusione e pretese illecite dello Stato sulla vita di fede

Fatta questa fondamentale premessa, ci chiediamo quale senso abbiano certe decisioni del governo, in riferimento proprio alle questioni religiose, per rimanere ai casi più eclatanti, che tra l’altro hanno pure manifestato uno ‘stato confusionale’ da parte del Governo stesso.
Tra Decreti legge, numerosi e incalzanti DPCM (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri), che si aggiornano continuamente e qualche volta si contraddicono o che hanno comunque bisogno di precisazioni e chiarimenti (cui hanno fatto talora seguito perfino Note del Ministero dell’Interno, che non è invece deputato a chiarire o cambiare un Decreto governativo - v. sotto); ebbene tutto questo crea confusione o abbandona i cittadini in una passività o remissività su propri fondamentali diritti che devono essere invece rispettati.
La stessa Conferenza Episcopale Italiana (CEI) - in genere abbastanza prona a seguire pedissequamente certe direttive governative su materie che peraltro sarebbero di sua competenza (trattandosi appunto della vita interna della Chiesa e questioni di fede o addirittura di liturgia; quindi questioni che toccano la “libertà di culto” sancita dalla Costituzione e sono oggetto pure di accordi internazionali, quali il Concordato tra la Repubblica Italiana e la Chiesa Cattolica Italiana) e che comunque sarebbero almeno discutibili, visto che ad esempio altre Conferenze Episcopali, di fronte alla stessa emergenza, hanno preso in merito decisioni diametralmente opposte (come quella polacca, che proprio per non creare assembramenti di fedeli, che in Polonia ci sono, ha addirittura aumentato il numero delle Sante Messe) – ha richiesto al Governo dei chiarimenti, attraverso il portavoce e sottosegretario mons. Maffeis.
A tale richiesta ha risposto a nome del Governo (poteva farlo? dal punto di vista della legge NO) il 27.03.2020 una Nota del “Dipartimento per le libertà civili” del Ministero dell’Interno.

Documento della Direzione Centrale degli Affari dei Culti del Ministero degli Interni avente ad oggetto: Quesiti in ordine alle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Esigenze determinate dall’esercizio del diritto alla libertà di culto.

Pure dopo questo chiarimento, che contraddice persino altre decisioni del governo, il sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri presenta una nuova risposta, entrando in ulteriore contraddizione.

Ecco qualche esempio, peraltro su questioni decisive per la vita di fede.

Si può uscire per andare in chiesa a pregare?
Tenuto presente che per la fede cattolica, che crede (come è) nella “presenza reale” di Gesù nell’Eucaristia, andare anche solo a pregare in una chiesa davanti al tabernacolo, cioè alla presenza del Santissimo Sacramento, è cosa ben diversa e più alta che pregare in casa da soli o in famiglia (sia pur lodevole e doveroso), ci si chiede se sia possibile uscire di casa per questo, visto tra l’altro che le chiese sono aperte.
Come sappiamo, per uscire di casa occorre un’autocertificazione che comprovi (ed è punibile con ammenda di € 400, all'inizio s'è detto addirittura con valenza penale, cioè come “reato”, non obbedire o dichiarare il falso!) il motivo di necessità che giustifichi tale spostamento. E nella confusione attuale si sono già visti spiacevoli e gravi interventi delle forze dell’ordine, non giustificabili se non come falsa interpretazione delle norme se non addirittura come “abuso di potere” (a sua volta impugnabile) (v. alcuni esempi sotto).
Ebbene, come sappiamo, tale autocertificazione contempla solo queste possibilità: per recarsi al lavoro (quando permesso) o in casi di stretta necessità, cioè per recarsi da persona anziana o disabile sola e che necessita di aiuto, o per andare dal medico (nei casi ristretti previsti) o ancora per recarsi in farmacia, al supermercato, all’edicola o in tabaccheria (negli gli esercizi più vicini a casa). Nei primi giorni dell’epidemia era pure permesso, fino alle ore 18, raggiungere bar e ristoranti (possibilità poi eliminata). In altri termini, comprare le sigarette, fare un “gratta vinci” o giocare al lotto, per lo Stato è una necessità (c’è chi in ciò ha visto, persino tra i tabaccai, un malcelato interesse dello Stato sulle accise!), mentre pregare, adorare, confessarsi, partecipare ad una Messa NO! (sia pur con poche persone e alle condizioni richieste).
Ebbene, alla domanda di chiarimento in proposito della CEI, il Ministero dell’Interno ha risposto (nella Nota citata) che se la chiesa si trova nel tragitto per raggiungere tali mete permesse, allora si può entrarvi per pregare.
Ora questo, oltre ad essere una novità, risulta gravemente offensivo, se non ridicolo, nei confronti dell’esperienza religiosa: cioè posso entrare in una chiesa per pregare, per adorare il Signore, persino per Confessarmi, solo se sto andando ad esempio a comprare le sigarette!! Altrimenti NO?

Tra l’altro, appunto, il Ministero non ha questo potere di aggiornare o interpretare i Decreti del Governo o del Presidente del Consiglio dei Ministri. A norma di legge è il Governo stesso che deve fornire chiarimenti sulle norme di cui è autore.

Anche le forze dell’ordine deputate a far rispettare le norme devono avere chiarezza, altrimenti si potrebbe scadere nei vergognosi e umilianti abusi visti già in questo periodo (v. sotto).

L’interpretazione che il Ministero dell’Interno fornisce è poi esatta? Di fatto può essere smentita dai Giudici (amministrativi, civili, penali) cui si rivolgono i destinatari delle norme: ad esempio, un TAR potrebbe annullare un provvedimento, oppure un giudice potrebbe farlo con le sanzioni (civili o penali) comminate per presunte violazioni, affermando che non si tratta affatto di violazione alla norma oppure che la norma è illegittima e deve essere disapplicata. In un sistema come il nostro, l’interpretazione esatta di una norma è quella data dai giudici, non quella del Governo.

Nei DPCM (8.03.2020 e successivi) non si dice che il Ministero dell’Interno può stabilire ulteriori regole; e il Ministero non può ad esempio stabilire che la chiesa deve essere necessariamente una “tappa” di un percorso più lungo o quante e quali persone possono trovarsi al suo interno durante una messa (gli accoliti sì, i fedeli no? v. poi).

Infine, per compiere l’opera, il sito della Presidenza del Consiglio (al 3.04.2020), nella rubrica delle “domande frequenti sulle misure adottate dal governo”, corregge ancora il Ministero dell’Interno.
Si aggiunge a quanto già previsto nella Nota citata, ovvero che ci si può recare in chiesa «in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell'ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione», che «L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione». Si apre dunque al diritto di recarsi nella chiesa più vicina e non soltanto se sulla strada per il supermercato o il tabaccaio? Ma tale chiarificazione è stata comunicata anche ai Prefetti e alle forze di polizia? Resta infatti il problema dell'autocertificazione, che non lo contempla (e quindi con la possibilità che le forze dell’ordine sanzionino questa scelta, pur ammessa dal Governo).

È possibile andare a Confessarsi?
Sappiamo quanto ciò sia decisivo per le coscienze e talora persino necessario (in caso di stato di peccato mortale).
Il Governo ha in teoria contemplato la possibilità di confessarsi; anzi, andando ben oltre le sue possibilità e competenze (come ricordato sopra), ha deciso anche come confessarsi, cioè mantenendo tra il Confessore e il penitente la distanza di almeno un metro (tra l’altro, a meno che la chiesa non sia completamente vuota, ciò sarebbe già problematico in ordine alla dovuta discrezione se non addirittura al rispetto del gravissimo “segreto confessionale”).
Circa poi la possibilità o meno di raggiungere la Chiesa o il Confessore si veda sopra: solo se la chiesa è nel tragitto per andare alle altre mete permesse? oppure nella chiesa più vicina? oppure è possibile comunque? e in tal caso come giustificarlo in caso di controllo, visto che ciò non è contemplato nella autocertificazione e forse neppure i Prefetti e quindi le forze dell’ordine ne sono a conoscenza?

È davvero proibito partecipare alla S. Messa?
Com’è noto, o dovrebbe esserlo, la S. Messa è il Sacrificio (della Croce) di N.S. Gesù Cristo, che si rinnova sull’altare, e l’Eucaristia è la Sua presenza reale (in corpo, sangue, anima e divinità). Per la fede cattolica (cioè quella vera) la celebrazione della S. Messa non è semplicemente un rito di fede comunitario (come ad esempio nella deformazione protestante, ora penetrata non poco anche nella Chiesa Cattolica). Pertanto seguire una Santa Messa in modo virtuale (TV, radio, on-line) non è nemmeno paragonabile col parteciparvi di persona e non può sostituirla.
Ci si chiede perché, specie laddove c’è la concreta possibilità di avere spazi sufficienti (come nelle grandi cattedrali) o un numero ridotto di fedeli partecipanti (come in piccole comunità o nelle Messe feriali), e osservando pure le norme di sicurezza anti-contagio (distanza di almeno un metro tra le persone presenti, mascherine, guanti e persino eventuale disinfestazione degli ambienti e degli arredi, come ad esempio delle panche), non sia possibile la partecipazione dei fedeli alla S. Messa, comunque celebrata dai sacerdoti.
In questa proibizione da parte del Governo si manifesta tra l'altro una incredibile equiparazione delle celebrazioni religiose (persino la S. Messa!) ad altre cerimonie o attività sospese (“di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico”), come è stato specificato in riferimento ai DPCM 8.03.2020 e 9.03.2020.

I decreti governativi hanno sospeso tutte le attività “di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico”. La CEI ha accolto tali provvedimenti sospendendo le Messe con il concorso di fedeli.

Il governo ha di fatto equiparato le cerimonie religiose a tutti gli altri eventi che si svolgono in luoghi pubblici, come cinema, teatri, discoteche, stadi, fiere, sale scommesse e sale bingo. E la CEI, decidendo di non far celebrare le Messe in pubblico, ha aderito a tale equiparazione.

È dunque urgente riflettere persino sul rapporto tra lo Stato e la Chiesa!

Però la citata Nota del Ministero dell’Interno del 27.03.2020 afferma incredibilmente che “le celebrazioni (liturgiche) non sono in sé vietate”, che “non è prevista la chiusura delle chiese” e che “è evidente (!?) che l’apertura delle chiese non può precludere alla preghiera dei fedeli”.
Lo sanno il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo intero, i Prefetti e le forze dell’ordine?!

È possibile che le celebrazioni pasquali, sia pur senza popolo, abbiano una giusta solennità?
Nella richiesta di chiarimenti presentata dalla Cei al Governo, si chiedeva pure se nelle celebrazioni pasquali (e della Settimana Santa), sia pur senza concorso di fedeli ma per il giusto decoro di celebrazioni comunque così solenni, fosse possibile garantire un numero sia pur ristretto di servizi liturgici (accoliti all’altare, coro, organista, …).
La risposta del Ministero dell’Interno (ancora entrando impropriamente addirittura nel merito della liturgia!) è stata affermativa: è possibile che vi partecipino anche “il diacono, l’accolito, il lettore, l’organista e il cantore”, ma solo per la Settimana Santa e la Pasqua (cioè il Ministero decide persino quali siano i servizi liturgici necessari e quali siano le celebrazioni liturgiche più importanti! Questo è davvero inammissibile).
Tra l’altro la Nota del Ministero degli Interni è appunto del 27.03.2020 e in questo riferimento alla Settimana Santa (5-12 aprile), oltre come abbiamo visto a non poter correggere o interpretare un Decreto governativo né tanto meno entrare nel merito di competenze liturgiche, non tiene neppure conto che il DPCM in oggetto sarebbe per sé scaduto il 3.04.2020 (anche se poi prorogato), quindi prima della Settimana Santa.

È possibile celebrare Matrimoni in chiesa?
Era stato chiarito subito che la celebrazione dei Matrimoni in chiesa (cioè come Sacramento, che è l’unica unione permessa da Dio stesso, cfr. Mc 10,9) non fossero permessi. Incredibilmente venivano però permessi i Matrimoni civili in Comune (sia pur con la sola presenza degli sposi, dei testimoni e ovviamente del Sindaco)!
Qui la richiesta della CEI è stata stringente (“perché in Comune sì e in Chiesa no?”). La risposta data dal Ministero dell’Interno, dopo aver incredibilmente affermato che “i matrimoni non sono vietati in sé” (contraddicendo il decreto precedente), ha ammesso che si possano celebrare i matrimoni anche in chiesa, però con lo stesso numero di partecipanti, cioè sposi, testimoni e sacerdote (tra l’altro il sacerdote, avendo in genere i matrimoni religiosi, in virtù del Concordato, anche valore civile, è in questo frangente anche ufficiale di Stato).

A questo punto sorgono però nuove incongruenze: perché queste celebrazioni matrimoniali non possono avere ad esempio coro e organista (permessi invece a Pasqua, v. sopra)? E perché allora altre celebrazioni (Messe con sempre lo stesso numero ridotto di persone, oppure altri Sacramenti come Battesimi, Cresime, Ordinazioni e persino le Esequie cristiane) alle stesse condizioni non sono permesse? Il governo ha deciso allora quali siano le celebrazioni e persino i Sacramenti che contano e quelli che non contano?

Perché non è possibile celebrare i funerali in chiesa?
A questo punto, viste le eccezioni stabilite (inventate? possibili? efficaci?) dal Ministero dell’Interno, risulta ancor più incomprensibile - tra l’altro in questo drammatico frangente di dolore e di morte - perché siano leciti i riti (piccole preghiere, elogi funebri, ecc.) di commiato da un defunto al cimitero e non in chiesa, sia pur con il solo sacerdote e pochissime persone sufficientemente distanziate.
Su questa discrepanza se non discriminazione non c'è ancora risposta.

Tra l’altro, ci si potrebbe chiedere, se il governo abbia pure deciso che i morti per/con Coronavirus debbano essere cremati (pratica proibita dalla Chiesa se fatta ancora, come in passato, in opposizione alla fede nella risurrezione dei corpi; e comunque cristianamente le ceneri devono avere regolare sepoltura; qualcuno obietta perfino che in tal modo non siano neppure possibili autopsie, peraltro in questo frangente forse particolarmente necessarie).


 

Abusi delle forze dell’ordine?
Isteria da Coronavirus? Visione ideologica?
Alcuni esempi.

Domenica 15.03.2020, Marina di Cerveteri (RM).
La polizia municipale irrompe in una chiesa (Parrocchia S. Francesco), dove il sacerdote sta celebrando da solo la S. Messa (trasmessa in streaming ai parrocchiani), mentre pochissimi fedeli, distanziati tra loro secondo le norme, stanno assistendo fuori del portone della chiesa, lasciato aperto, con ingresso sbarrato da un leggio. Gli agenti entrano in chiesa, vanno all’altare, interrompono la S. Messa (!), prendono il microfono e dicono al Celebrante che non può celebrare e obbligano i pochissimi fedeli che sono all’esterno a tornare a casa.
Questo è illegale (tra l’altro secondo la Costituzione e lo stesso Concordato) e perseguibile: i due uomini della polizia municipale non hanno tenuto conto della sacralità del luogo e del momento e nemmeno del Codice Penale che punisce il turbamento di una funzione religiosa. Semmai gli agenti avrebbero potuto parlare con i pochi che seguivano devoti e distanziati all’esterno, invece di irrompere in chiesa, brandire il microfono e minacciare parroco e fedeli in piena celebrazione (tra l’altro trasmessa pure in diretta streaming).

25.03.2020, Giulianova (TE).
Il Sindaco Costantini, insieme ai 4 parroci di Giulianova, compie nel santuario cittadino della “Madonna dello Splendore” un Atto pubblico di affidamento della città alla Madonna (cfr. sotto News del 29.03.2020), rito trasmesso in streaming. Non sono presenti in totale più di 12 persone. Ma al termine della celebrazione sono raggiunti dai Carabinieri, che hanno poi trasmesso l’informativa in Procura, la quale è stata così costretta ad aprire un fascicolo: «Dovranno rispondere della violazione dei provvedimenti disposti dal decreto governativo del 9 marzo. Stando alle ultime disposizioni, le sanzioni saranno però di carattere amministrativo e non penale». Si tratta di un’interpretazione estrema alle norme peraltro incerte del governo o fastidio ideologico di alcuni per questa iniziativa civile e religiosa del sindaco?

2.04.2020, Rocca Imperiale (CS).
Il Parroco don Domenico Cirigliano (76 anni) è stato sanzionato con la multa di € 400 per aver fatto da solo (con un aiutante a distanza) una processione col Crocifisso, per benedire la città!

5.04.2020 (Domenica delle Palme), Frascati (RM).
Addirittura il vescovo diocesano, mons. Martinelli, è stato sanzionato per aver avuto un piccolo gruppo di fedeli, ben distanziati (qualcuno in più è entrato poi in chiesa per prendere l’ulivo benedetto), alla celebrazione privata nell’ampia cattedrale. Sono intervenute le forze dell’ordine, che avrebbero voluto addirittura interrompere la Messa e mandare via le persone (dicendo che doveva farlo il vescovo stesso).

5.04.2020 (Domenica delle Palme). San Vito di Fagagna (Friuli).
Il Parroco celebra con 3 persone (tra loro distanziate): multati tutti 4.


 

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29.03.2020

Affidamento di città e nazioni alla Madonna

Consacrazione di nazioni ai Sacri Cuori di Gesù e Maria

Il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, presso il grande Santuario mariano di N.S. di Fatima (dove la Madonna apparve nel 1917, con un fortissimo e più che mai attuale richiamo al mondo – vedi e vedi), il vescovo di Leiria-Fatima, card. Antonio Augusto dos Santos, ha consacrato con un Solenne Atto Pubblico il Portogallo al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria.
Si sono uniti a questa consacrazione, oltre la Spagna, altre 22 nazioni: (in ordine alfabetico) Albania, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Cuba, Guatemala, India, Kenya, Messico, Moldavia, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Repubblica Dominicana, Romania, Slovacchia, Tanzania, Timor Est, Ungheria e Zimbabwe.
Come si vede, l’Italia manca all’appello …
Preghiamo perché si affretti pure il giorno in cui un Papa consacri al Cuore Immacolato di Maria la Russia, come da Lei chiesto con forza nel 1917, consacrazione che sarebbe foriera di pace e di benedizione per il mondo intero.

Città e paesi italiani affidati in questi giorni dai loro sindaci alla Madonna e ai Santi
Se i Vescovi italiani non hanno aderito a quella Consacrazione di nazioni avvenuta a Fatima il 25 marzo, è invece significativo che addirittura molti sindaci italiani - si potrebbe dire in modo autenticamente laico, cioè una vera laicità che comprende e non esclude la religione, ma anzi riconosce la priorità e la superiorità del soprannaturale anche in ordine al vero bene pubblico! - abbiano affidato i paesi e le città di cui sono i “primi cittadini” alla Madonna o ai Santi patroni, venerati nelle tradizioni locali, per ottenere la grazia di sconfiggere questa pandemia e poter vivere tempi sereni e sotto la loro protezione.
Tra questi spicca il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che il 13 marzo scorso si è recato ufficialmente, con la fascia tricolore, nella celebre basilica di N. S. della Salute, eretta dal popolo veneziano alla Vergine Santa per essere stato liberato dalla peste del 1630 (da cui il titolo) ed ha rivolto alla Madonna una fervida preghiera, composta per l’occasione dal Patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia.
In questi giorni sono stati moltissimi i sindaci che hanno compiuto analoghi gesti così significativi e in fondo sentiti dall’intera popolazione da loro amministrata, persino da coloro che oggi purtroppo non vivono una vita di fede.
Così il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, che si è recato in preghiera insieme al vescovo locale mons. Domenico Cancian, davanti alla venerata effigie della Madonna delle Grazie (del 1456), patrona della città e alla quale la comunità si è sempre rivolta nelle emergenze. Era un secolo che non accadeva un fatto del genere, nonostante le due guerre mondiali intercorse come pure gli eventi sismici registrati. Del resto Città di Castello già nel 1622 fu proclamata “Città di Maria” e la Madonna delle Grazie è Patrona della città dal 1783.
Ecco un elenco delle città o paesi italiani che in questi giorni, per essere liberati dalla pandemia in corso, sono stati ufficialmente affidati o riaffidati alla Madonna o ai Santi patroni dai loro stessi sindaci (in ordine cronologico dell’atto ufficialmente compiuto, oltre ai due sindaci già citati): Sassuolo (MO), Naro (AG), Galatone (LE), Verona, Rodì Milici (ME), Menfi (AG), Siena, Alcamo (TP), Sambuca di Sicilia (AG), Jerzu (CA), Rapallo (GE), Nuoro, Bivona (Ag), Palazzolo Acreide (SR), Chiusa Sclafani (PA), Gela (CL), Aversa (CE), Treviso, Avola (SR), Terni, Randazzo (CT), Partanna (TP), Furci Siculo (ME), Ascoli Piceno, Galati Mamertino (ME), Sora (FR), Ferla (SR), Modica (RG), Alvignano (CE), Pisa, Vanzaghello (MI), Ravanusa (AG), Pavullo (MO), Viterbo, San Cesario (LE), Scicli (RG), San Michele di Ganzaria (CT), Nettuno (RM), Vicenza, Cavallermaggiore (CN), Giulianova (TE), Tagliacozzo (AQ), Villabate (PA), Siracusa, Mistretta (ME), Novoli (LE), Giardini Naxos (ME), Cerea (VR), San Benedetto del Tronto (AP), Curtatone (MN), Ciminna (PA), San Severo (FG), Carignano (TO), Caronia (ME), Belmonte Mezzagno (PA), Acireale (CT), Este (PD), Cassina de’ Pecchi e Sant’Agata (MI), Monreale (PA), Citerna (PG), Fabriano (An), San Cono (CT), Mazzarino (CL), Capodimonte (VT), Galatina (LE), Morano sul Po (AL), Saronno (VA), Chieri (TO), Pavia, Borghetto Santo Spirito (SV), Isola del Liri (FR), Torre del Greco (NA), Balzola (AL), Viagrande (CT), Gorla Maggiore (VA), Catania, Ficarazzi (PA).
(fonte, anche con tutti i dati di tali eventi: Alleanza Cattolica)

… altro che chiese vuote o irraggiungibili (per Decreto)!
Forse molti di coloro che ci governano non conoscono, oltre la potenza dell’Altissimo e dell'intercessione della Sua e nostra Madre e dei Santi, anche la vera identità del popolo italiano, nonostante tutto. Altrimenti avrebbero pensato maggiormente, sia pur dentro i limiti imposti dalla grave situazione sanitaria, a non escludere il popolo dalla preghiera, devozione, Santa Messa (e Confessione), funerali, adorazione davanti al Santissimo Sacramento dell’Eucaristia (Gesù vivo! che non può essere presente on-line), nelle innumerevoli chiese del nostro Paese, che è centro della cristianità, così come davanti alle statue o immagini tanto venerate e pregate nella storia e nel presente! E questo proprio in vista del vero bene dei singoli e dell’intera popolazione italiana, oltre che ovviamente della salvezza eterna!
Una necessità
(oltre quelle che permettono in questi giorni gli spostamenti) assai maggiore di quanto possiamo trovare in farmacia, al supermercato, per non dire nelle tabaccherie (dove è invece permesso andare)!


 


 

20.03.2020

Sulla questione dell’abolizione delle Sante Messe con il popolo in questo tempo di emergenza e sulla difficoltà di confessarsi
(e documento vaticano sull'Indulgenza plenaria concessa in questo tempo, in certi casi e a certe condizioni, e sul modo per potersi ora confessare)

Come sappiamo, la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha deciso, in conseguenza dei Decreti governativi, di abolire la celebrazione delle Sante Messe (feriali e festive) col popolo, cioè con la partecipazione dei fedeli (speriamo però che ogni sacerdote continui a celebrare quotidianamente in privato il Sacrificio eucaristico, che è ciò che di più importante c’è nell’universo, per la gloria di Dio e per la nostra stessa salvezza).
Sono inoltre vietate dal Governo le celebrazioni dei funerali (Esequie cattoliche in chiesa; sono invece ammesse le preghiere al Cimitero!) e dei Matrimoni (permessi però in Comune! dopo essere stata evidenziata la contraddizione, sono stati poi permessi anche in Chiesa, ma solo con gli sposi e i testimoni, oltre al sacerdote); s’è persino specificato che anche per le Confessioni si debba mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro (non quindi alla grata; anche se pare difficile confessare i propri peccati a questa distanza; potrebbe essere compromesso lo stesso “segreto confessionale”, oltre che la dovuta discrezione).
Le ulteriori restrizioni sulle possibilità di uscire di casa (solo per andare al lavoro, al supermercato, dal medico, in farmacia e in tabaccheria! ma non per andare in chiesa) rende poi di fatto vana l'apertura delle chiese e anche la possibilità di confessarsi. 

C’è chi, da competente giuridico e canonico, ha fatto osservare che un Decreto governativo non può disciplinare la vita interna delle chiese, essendo ciò oggetto della Costituzione (libertà di culto) e dello stesso Concordato tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica italiana.
Si potrebbe poi osservare con quali criteri un governo possa stabilire quali siano le principali “necessità” della persona, dando ad esempio la possibilità di spostarsi per andare al supermercato o in tabaccheria e non per le necessità spirituali, in realtà ancora più importanti, come partecipare alla Santa Messa, adorare l'Eucaristia e Confessarsi.
Non si capisce inoltre come si possa in questi termini provvedere alla assistenza spirituale dei fedeli (“salus animarum”: la salvezza delle anime, che è compito e legge suprema della Chiesa!), addirittura ai moribondi!
Quando era ancora possibile tenere aperti bar e ristoranti (sia pur fino alle 18), ci si chiedeva come mai non fosse possibile andare alla S. Messa - specie quelle feriali che in genere vedono la partecipazione di pochissime persone, che possono quindi essere comodamente distanziate tra loro – mentre era appunto possibile andare al supermercato, bar e ristorante.
Rimane infine la discrepanza tra le diverse comunità cristiane cattoliche: in Italia appunto i Vescovi sopprimono le celebrazioni della Sante Messe, mentre ad esempio in Polonia i Vescovi le moltiplicano, per dare modo a tutti (e in Polonia sono davvero tanti!) di parteciparvi senza creare ressa o assembramenti di fedeli.

Da parte della Diocesi di Roma (quella del Papa e centro della cattolicità) si era poi deciso (il 12.03.2020 sera; decisione che si sarebbe presumibilmente e immediatamente allargata a tutte le chiese d'Italia, di cui il Papa è il Primate) addirittura di chiudere tutte le chiese (come del resto risulta chiusa la stessa basilica di S. Pietro in Vaticano!), vietando quindi di fatto anche la preghiera di adorazione personale davanti al SS.mo Sacramento o la Confessione anche in una chiesa aperta ma vuota! Grazie a Dio, anche per l'immediato sconcerto manifestato da moltissimi fedeli e non pochi sacerdoti e vescovi, tale decisione è stata immediatamente ritirata (il 13.03.2020 mattina, dal cardinale Vicario di Roma De Donatis, il quale ha tenuto e precisare che entrambe le decisioni, di fatto contraddittorie, erano state prese in accordo col Papa).
 

A conforto delle anime
Chi comprende ed assapora un poco di più, per grazia e per impegno, la bellezza e la necessità (non discutibile dalla politica) di partecipare alla S. Messa anche nei giorni feriali (tanto più nell’obbligo morale di partecipare a quella festiva), così come di fare Adorazione Eucaristica (davanti al tabernacolo) e perfino la gioia o talora la necessità (per i peccati mortali, vedi) di ricevere il perdono dei peccati col sacramento della Confessione (Penitenza) prova in questa emergenza e con questi divieti un particolare e profondo dolore spirituale.

Ricordiamo che, nonostante il lodevole aumento in questo periodo delle SS. Messe in TV o on-line, vedere una Santa Messa o fare un'Adorazione eucaristica in modo virtuale (appunto in TV, sul pc o sul telefono) non è parteciparvi (Gesù non è realmente presente nello schermo!). Vederle o ascoltarle, se si aggiunge la propria partecipazione interiore, può servire solo come preghiera o meditazione. Possiamo invece partecipare anche on-line o in Tv alle preghiere anche a distanza (S. Rosario, ecc.), così come passano anche con questi mezzi le Benedizioni (essendo Sacramentali e non Sacramenti) e persino, alle solite condizioni richieste (v. poi), il poter lucrare le Indulgenze (che sono la remissione delle "pene", applicabile anche alle anime del Purgatorio, e non dei peccati).



Data la particolare situazione che il mondo sta vivendo e l'impossibilità (talora per divieto da parte dei Governi) di poter accedere all'Eucaristia e alla Confessione, a conforto delle anime e per avere comunque una serenità di coscienza ricordiamo quanto segue.

Nessuno può vietare l’obbedienza ai Comandamenti divini, da seguire anche a costo del martirio (ricordiamo ad esempio i 49 martiri di Abitene, nell’attuale Tunisia, che nel 304 si opposero al divieto dell’imperatore Diocleziano, che proibiva le Sante Messe domenicali, e preferirono morire piuttosto che rinunciare alla S. Messa; nota e stupenda la loro pubblica confessione “Sine Dominico non possumus!”).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, come disse già S. Pietro (arrestato perché annunciava la Risurrezione di Cristo, appena avvenuta) di fronte al Sinedrio (v. At 4,19-20).
 

Circa la S. Messa (vedi e vedi)
Il 3° Comandamento (“Ricordati di santificare le feste”) obbliga in coscienza a fare del “giorno del Signore” (che nell’Antico Testamento era il sabato, cioè il 7° e ultimo giorno della settimana, e che col Vangelo e il cristianesimo è diventato la domenica, cioè appunto “il giorno del Signore”, ex “giorno del sole” e primo giorno della settimana, quindi sbagliato dire “week end”!) e di tutte le altre feste infrasettimanali da celebrare, un giorno santo, cioè particolarmente dedito a Dio, alla preghiera, alla meditazione, come pure agli affetti, alla carità, oltre che al riposo (è infatti pure vietato lavorare, se non necessario) e allo svago. Ovviamente non c’è cosa più grande per santificarlo, che partecipare alla S. Messa, che è il Sacrificio stesso di Cristo a lode del Padre e per la nostra salvezza, e possibilmente (se si è in grazia di Dio, cioè senza peccati mortali) anche ricevendo in noi Gesù realmente presente nell’Eucaristia.
Che però sia grave obbligo morale partecipare alla Santa Messa, pena commettere un peccato mortale, tutte le domeniche (52 in un anno) e le altre feste “Comandate” [in Italia: 1° gennaio (Maria SS.ma Madre di Dio), 6 gennaio (Epifania di N.S.G.C.), 15 agosto (Assunzione in Cielo di Maria SS.ma), 1° novembre (Tutti i Santi), 8 dicembre (Immacolata Concezione di Maria SS.ma), 25 dicembre (Natale del Signore), mentre tutte le altre feste cadono già di domenica] è il 1° Precetto della Chiesa (che sono 5,  vedi nel file sull’esame di coscienza), che appunto obbliga gravemente in coscienza, pena commettere un peccato mortale se si disobbedisce. Ovviamente tale obbligo riguarda tutti coloro che possono fisicamente parteciparvi: non riguarda infatti gli infermi - che devono però godere della carità di ricevere almeno l’Eucaristia, da parte del sacerdote (così possono anche confessarsi), del diacono, dell’accolito, o in via eccezionale da parte del ministro “straordinario” della Comunione - chi si trovasse necessariamente in viaggio (senza poterlo differire ad altro giorno, in Paesi senza chiese cattoliche, in un volo che occupa l’intera giornata, in una navigazione che occupa l’intera giornata e in cui non è garantito il servizio religioso, ecc.) o non potesse spostarsi da casa per l’assistenza ad un infermo (senza la possibilità di essere sostituito), ecc.
Essendo comunque un “precetto” della Chiesa, essa può eccezionalmente anche disporre diversamente e persino esonerare dall’obbligo morale di partecipare alla S. Messa (rimanendo però l’obbligo di rendere comunque “santo” quel giorno, come appunto recita il 3° Comandamento).
È appunto il caso che si verifica in questi giorni, a motivo della grave epidemia in corso e delle conseguenti decisioni governative (tra l’altro si tratta di garantire la salute personale e pubblica, il che è anche obbligo morale oltre che civile).
In Italia è ad esempio successo, dal 1976 in poi, che, avendo il governo di allora abolito la festività civile ad alcune feste o solennità cristiane [e fino ad allora feste di precetto, come ad esempio il 19 marzo (S. Giuseppe), il 29 giugno (S.S. Pietro e Paolo, tranne che per Roma, poiché essendo patroni della città mantiene la festività civile e quindi rimane l’obbligo di partecipare alla S. Messa), il 4 ottobre (S. Francesco d’Assisi, compatrono d’Italia) e le solennità dell’Ascensione e del Corpus Domini (trasferite alle domeniche successive)], la Conferenza Episcopale Italiana ha esonerato i fedeli cattolici dall’obbligo morale di partecipare in quei giorni alla S. Messa, essendo quasi impossibile per chi ha obblighi di lavoro o di studio.


Quindi, sia pur rattristati dall’impossibilità, per discutibili decisioni governative ed ecclesiali, di partecipare alla S. Messa (nemmeno a Pasqua! ed è la prima volta che accade nella storia bimillenaria della Chiesa!), i fedeli non devono però avere alcuno scrupolo di coscienza per questo (in altre parole: non si fa peccato mortale, come invece sarebbe nelle normali condizioni), ricordando però di rendere comunque “santo” (quindi particolarmente “di Dio”, cioè con abbondanti preghiere, meditazioni, oltre all'ascolto o visione della S. Messa in TV o con altri mezzi) il "giorno del Signore" (domenica) e tutte le feste "di precetto" (non parliamo poi della S. Pasqua, centro di tutto l'anno liturgico).


Circa la S. Confessione  (vedi e vedi)
Circa poi il desiderio (per i peccati veniali) o la necessità (per i peccati mortali) di confessarsi, ma essendo in questi giorni di domicilio coatto di fatto molto difficile accostarvisi, il fedele si ricordi che, se rimane l’obbligo di confessare i peccati davanti al sacerdote (è falso dire che ci si può confessare direttamente con Dio!) e di essere da lui assolto (se ce ne sono le condizioni), per essere perdonato da Dio e tornare nella Sua “grazia”, Dio, che legge nei cuori, accoglie già un atto di “contrizione” perfetto (cioè con il dolore sincero non solo di “aver meritato i castighi a motivo dei peccati”, cioè di essersi rovinati spiritualmente, che sarebbe l’“attrizione”, ma di aver “offeso Dio”, cioè di essere venuti meno all’amore di Dio, come recitiamo appunto nell’Atto di dolore) e dona il Suo perdono. Cioè questo atto sincero di dolore per i propri peccati (ovviamente col proposito fermo, “col Suo santo aiuto, di non commetterli più”) e di vero amore per Dio ci ottiene già il perdono dei peccati (e quindi la pace del cuore); rimane però l’obbligo di confessare davanti al sacerdote quei peccati mortali commessi e non confessati non appena sarà di nuovo possibile farlo (come ha stabilito Gesù stesso, vedi Gv 20,23).
 

Sul Decreto della Penitenzeria Apostolica circa il dono dell'Indulgenza plenaria, concesso in questo periodo di calamità in certi casi e a certe condizioni, e la concomitante Nota sul Sacramento della Confessione in queste attuali condizioni, vedi (documenti del 19.03.2020).







 

16.03.2020

Coronavirus? possibile inizio della fine di un mondo
Vedi nostro documento  (anche in Archivio)






 


2.03.2020

Cina. Al posto di Dio … e il Coronavirus

Il Partito al posto di Dio
Molte volte abbiamo parlato della Cina, questo immenso Paese di oltre 1,4 miliardi di abitanti, governato in modo dittatoriale dal Partito Comunista e che pone in atto anche una terribile persecuzione antireligiosa (v. News, solo per rimanere al 2019: 20.09, 11.04, 29.03, 22.01, 14.01). Abbiamo pure sottolineato (v. News del 20.09.2019) come di recente il Presidente Xi Jinping - accolto l’anno scorso in Italia con i più alti e ossequiosi onori (v. News 29.03.2019; e con il M5S che plaudeva entusiasta alla nuova “via della seta”! indispettendo così anche gli alleati americani) - abbia non solo evidenziato il suo progetto di portare la Cina ad essere la più grande potenza del mondo, ma abbia perfino osato sostituirsi esplicitamente a Dio, chiedendo addirittura alle chiese di cambiare il 1° Comandamento in “Non avrai altro Dio all’infuori di Xi Jinping”! (e le chiese che si sono rifiutate di rimuovere il Decalogo sono state chiuse). I Cattolici sono invece obbligati a studiare il “socialismo con caratteristiche cinesi per la nuova era”, l’era di Xi Jinping! Sulle chiese vengono tolti i Crocifissi ma deve sventolare la bandiera rossa a cinque stelle. La Chiesa deve in tutto essere sottomessa al Partito (nonostante i recenti segreti accordi col Vaticano!). Telecamere sono installate in tutte le chiese per monitorare le attività che vi si svolgono. È inoltre “vietato ai minori di 18 anni” entrare in chiesa o partecipare al catechismo e alle attività parrocchiali; e nelle scuole viene continuamente ricordato agli alunni e ai genitori che credere in Dio è vietato; gli stessi funzionari offrono compensi in denaro per chi denuncia «attività religiose illegali».
Xi Jinping forse non sa che la costruzione della Torre di Babele, che vuole sfidare Dio, si conclude con una disfatta (Gen 11,1-9); che “se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (Sal 127,1) e che un gigante dai piedi d’argilla può essere abbattuto da un sasso (cfr. Dn 2,31-35).
Ebbene, anche al presidente Xi Jinping qualche giorno fa è già scappato di chiamare il Coronavirus (Covid-19) un “demone”!
Non sa che quando l’uomo vuol mettersi al posto di Dio alla fine va sotto il potere di Satana!
Si ricordi che alla fine solo il Dio vero (Cristo) conduce la storia; e tutti coloro che già nel secolo scorso avevano addirittura avuto la pretesa di contare gli anni della “nuova era” dal loro avvento, di anni ne hanno contato pochi (12 il potere di Hitler, 20 l’era fascista, 72 l’immenso potere del comunismo russo, come ricordava Giovanni Paolo II nel suo ultimo libro “Memoria e identità”)!

Il Partito come “Grande Fratello”
Oggi c’è la possibilità tecnologica che il “potere” controlli sempre più la vita (anche privata) delle persone. Si va dalle intercettazioni telefoniche alla localizzazione del cellulare (non a caso non si può più togliere la batteria, per cui anche da spento il cellulare dice dove siamo e può trasmettere cosa diciamo) e alla tracciabilità non solo di tutto quello che scegliamo con esso ma anche dei pagamenti che con esso possiamo ormai fare; dall’uso di internet (con le informazioni sulle nostre scelte, idee, comportamenti, acquisti) a quello dei social network, dai pagamenti elettronici (non a caso si vuole far sparire il contante), dall’essere praticamente sempre sotto l’occhio di una telecamera o webcam fino all’uso dei droni (in Cina in questi giorni sta avvenendo anche questo, per controllare dove vanno i cittadini e se portano la mascherina).
Tutto di noi può essere ormai sotto controllo e archiviato.
Il Governo cinese, che secondo la più ferrea ideologia e impostazione comunista vuole essere il padrone assoluto della vita dei suoi ‘sudditi’, utilizza sempre di più il progresso tecnologico per controllare tutta la vita dei cittadini. Ad esempio, oltre a prevedere l’istallazione di 500 milioni di telecamere, per localizzare in 7’ ogni postazione del cittadino nelle città, si serve anche degli immensi “big data” dei suoi colossi come Alibaba, Baidu e We Chat, per individuare e archiviare i dati sulle scelte, acquisti, gusti personali e altre caratteristiche dei cittadini. Siamo passati dal proverbiale “Dio ti vede” all’attuale “il Governo ti vede!”.

Il Sistema di Credito Sociale
In Cina entro quest’anno dovrebbe poi entrare in vigore a pieno regime (era in sperimentazione dal 2014) il nuovo “Sistema di Credito Sociale”. Si tratta di un capillare sistema di controllo (ranking) dei comportamenti personali di tutti i cittadini (1,4 miliardi di cinesi!), con relativa loro classificazione in base ad un “punteggio” che può aumentare o diminuire e che determina conseguenze (vantaggi o svantaggi) anche pesanti sulla vita (per rendere l’idea, qualcosa di analogo all’italiano sistema di punteggio sulla ‘patente di guida’, ma che riguarda però tutta la vita!). Il punteggio di un cittadino permette cioè una classificazione della sua reputazione (rating), un “credito sociale” che ha conseguenze nella propria vita personale, familiare, sociale, economica. Ecco alcuni esempi…
Il Governo premia azioni “buone” come ad esempio attraversare sulle strisce pedonali, fare della beneficenza, donare sangue, ecc. con avere permessi di viaggio, maggiore rapidità nelle prenotazioni, poter noleggiare un’auto senza caparra, persino avere più possibilità di incontri sui siti romantici, fino ad arrivare a godere di sconti sulle bollette, migliori tassi di interesse nelle banche e persino facilitazioni nell’assegnazione di alloggi o poter affittare case senza lasciare depositi.
Il Governo punisce invece azioni “non buone” come ad esempio pagare in ritardo le bollette, fumare in zone non fumatori, diffondere fake-news su importanti fatti sociali, comprare troppi videogiochi o passare troppo tempo con essi, spendere soldi in acquisti inutili, non avere il biglietto di trasporto o addirittura non essere veloci nei gates d’imbarco, ecc., con l’impossibilità di fare voli nazionali (è già successo a 9 milioni di cinesi), di salire su treni veloci o di accedere alla prima classe (è già successo a 3 milioni di cinesi), di prenotare hotel lussuosi, ma anche col rallentamento della propria connessione a internet, ecc. fino al rifiuto delle carte di credito, all’impossibilità di accedere a un lavoro migliore o a scuole migliori (per se o per i propri figli).
Non avere buona capacità di guida o non rispettare il rosso del semaforo, non fermarsi per far passare i pedoni sulle strisce, ecc. può anche essere punito col vedere il proprio nome e cognome come ‘punito’ su schermi giganti in città. I proprietari di cani perdono poi punti se il cane viene portato a passeggio senza guinzaglio o causa disordine pubblico; e se si perdono tutti i punti confiscano il cane e si deve sostenere un test sui regolamenti richiesti per la proprietà degli animali domestici.
I “puniti” possono essere pubblicamente nominati coi loro dati (nome, cognome e carta d’identità) come cattivo cittadino. Un avviso governativo del 2016 incoraggia le aziende a consultare la lista nera prima di assumere persone ed offrire loro contratti.
Si tratta dunque di un sistema di governo/padrone che può anche ottenere qualche miglioramento di comportamento sociale, ma che, proprio perché in mano ad un potere onnicomprensivo, può essere davvero inquietante (Human Rights Watch l’ha definito “agghiacciante”), un’apocalittica minaccia alla libertà personale (v. Ap 13,16-17), un vero orwelliano “Grande Fratello” (Botsman l’ha definito “una visione futuristica del Grande Fratello fuori controllo”).
E cosa succederebbe di questo controllo totale sui cittadini in caso di applicazione politica (niente di più facile in un potere totalitario come quello cinese)? Punti messi o tolti a seconda dell’obbedienza o meno al Partito comunista?

Il Partito … e il Coronavirus
Il Partito controlla ogni azione di ogni persona … ma intanto ha taciuto per oltre un mese sulla diffusione del Coronavirus (Covid-19)!
Nella diffusione del virus ci sono certamente responsabilità che derivano dal sistema stesso della politica cinese (dittatura comunista).
Nel colossale e totalizzante apparato burocratico del sistema dittatoriale comunista che governa il Paese, ora c’è tutto un palleggiamento di responsabilità dalla periferia al centro del potere. Ci sono stati certamente ritardi da parte delle periferie per “paura di disobbedire” al potere centrale. Il sindaco di Wuhan, Zhou Xianwang, ha detto di non aver reso note prima la gravità e l’entità dell’epidemia perché “aveva bisogno dell’autorizzazione dei piani alti del potere”. I funzionari di partito di Wuhan e di tutto il Paese hanno messo a tacere informazioni di importanza cruciale, hanno sminuito la portata del problema e hanno rimproverato i medici che cercavano di lanciare l’allarme, per non disturbare il Potere centrale. Cade così anche il tanto decantato mito della meritocrazia nella gestione del potere.
La Commissione sanitaria nazionale, il ministero incaricato di dichiarare un’emergenza epidemica, non ha diffuso alcun avviso riguardante lo scoppio dell’epidemia fino al 19 gennaio; e quando l’ha fatto in sostanza ha rifilato la responsabilità di nuovo alle autorità locali (che stanno mostrando di essere più bravi a fingere che a cercare e trovare soluzioni; cercare ad esempio di individuare i potenziali portatori del virus è di sicuro utile, ma punirli o perseguitarli rischia di indurli a nascondersi, rendendo ancora più difficile e complicato combattere l’epidemia).
I massimi vertici del Partito Comunista hanno ammesso che l’epidemia ha “messo a dura prova il sistema cinese e la sua capacità di governance”.
Dopo l’epidemia, si ammette, la leadership cinese dovrà punire alcuni funzionari, e farlo severamente, se vuole salvarsi la faccia e riconquistare un minimo di credibilità.
Il Partito Comunista, però, farà davvero molta fatica a riconquistare la fiducia dei cittadini, se mai l’ha avuta. Nel popolo cresce infatti lo scontento per il governo, incapace di gestire la crisi.
Sempre più persone mettono in discussione le decisioni del governo. Pochi osano porsi apertamente contro Xi Jinping, in quanto sarebbe troppo pericoloso; ma cresce nella popolazione la rabbia contro di lui per aver creato una cultura della paura e della sottomissione all’interno dello stesso governo cinese, che anche in questa situazione ha creato enormi danni. [fonte: la Repubblica, 7.02.2020]
Tutto ciò anche se la Cina cerca di diffondere a livello internazionale l’immagine dell’efficienza autoritaria con cui sta affrontando l’epidemia di coronavirus e non pochi media anche italiani rilanciano volentieri quel tipo di propaganda, esaltando come il governo cinese sia in grado di mettere in “quarantena” 50 milioni di persone e costruire un ospedale in 10 giorni (se è vero).

Anche la morte del medico-eroe smaschera il regime cinese
Il dottor Li Wenliang, oftalmologo di 33 anni dell’ospedale centrale di Wuhan, aveva individuato in 7 pazienti il nuovo virus e la sua potenzialità distruttiva già il 30 dicembre scorso; ma il 3 gennaio venne arrestato dalla polizia di Wuhan per diffusione di notizie false e costretto dal locale Ufficio per la sicurezza pubblica a firmare una dichiarazione di autocritica per aver diffuso notizie false allo scopo di “turbare gravemente l’ordine sociale”. Rilasciato, tornò ad operare tra i suoi pazienti infettati, contraendo poi egli stesso il virus, fino a morirne.
Nei primi giorni di gennaio il Partito aveva dato ordine di ignorare l’allarme, sia per non turbare il Capodanno cinese, sia (soprattutto) per non disturbare i lavori del Congresso del Popolo cittadino che si sarebbe tenuto a Wuhan proprio in quei giorni (le autorità locali hanno organizzato pure un banchetto con 40.000 famiglie ospiti).
Il dottor Li è morto il 7 febbraio (le autorità hanno provato a censurare pure la notizia della sua morte), lasciando un figlio e la moglie (anch’essa infettata dal coronavirus e incinta di 8 mesi del loro secondo figlio). Ha scritto un toccante testamento in cui cita la Bibbia (2 Tim 4,7-8) (da cui la notizia, non confermata, che fosse un medico cattolico).
È ora già considerato un eroe dal popolo cinese!

La contestazione al governo cinese
He Weifang, docente di diritto alla Beijing University, attacca senza mezzi termini il governo per la gestione dell’epidemia di coronavirus: “L’assenza in Cina di libertà di parola e di espressione ha favorito il diffondersi dell’infezione polmonare”. “Gli errori del governo, in particolare le limitazioni imposte alla circolazione delle informazioni, hanno amplificato la crisi epidemica: la dimostrazione che la Cina necessita di libertà di stampa per poter affrontare le emergenze”. “Spero che il pesante prezzo pagato per l’epidemia farà comprendere alle autorità che senza una stampa libera il popolo vivrà nella sofferenza e il governo nella menzogna”.
Il docente critica con forza il Presidente Xi Jinping, colpevole di aver annunciato con ritardo il diffondersi del virus di Wuhan. Infatti, un discorso di Xi del 3.02.2020, e riportato da diversi media di Stato, mostra come lui fosse a conoscenza dell’epidemia già dai primi di gennaio, quando ordinò un primo intervento per contrastarla.
In passato il professor He ha perso la sua cattedra universitaria per aver appoggiato il dissidente e premio Nobel per la pace Liu Xiaobo. Il docente fu tra coloro che aderirono a Carta 08, un documento redatto nel dicembre 2008 da alcuni intellettuali che chiedeva maggiore democrazia e rispetto dei diritti umani, e per questo fu censurato dalla leadership di Pechino. Suo fratello He Weitong, anch’egli un esperto di diritto, fu arrestato lo scorso novembre per aver pubblicato su WeChat un video di protesta per la visita a Pechino di alcuni esponenti talebani. “Libertà di stampa, indipendenza della magistratura, diritti umani, tutele sindacali e delle organizzazioni sociali sono al centro delle richieste di He per la creazione di uno Stato di diritto in Cina”.
He rimane una delle poche voci apertamente critiche del regime. Le sue parole riecheggiano quelle di altri due intellettuali. L’avvocato per i diritti umani Xu Zhiyong, anche lui in passato docente alla Beijing University, si è scagliato di recente contro Xi per la sua “incapacità” nel gestire la crisi del coronavirus, la guerra commerciale con gli Usa e le proteste pro-democrazia a Hong Kong. Xu è stato arrestato il 15.02.2020 a Guangzhou (Guandong) nel corso di un “controllo sanitario” per prevenire il diffondersi del coronavirus.
Un altro docente di diritto, Xu Zhangrun, dell’università Qinghua, ha rimproverato le autorità per i fallimenti nel contrastare la crisi epidemica. Secondo Xu, “l’azione repressiva e tirannica del governo ha provocato ritardi nella risposta, favorendo così l’espandersi del virus”.
[fonte: AsiaNews/Aldo Maria Valli, 23.02.2020]

La Chiesa cinese ai tempi del Coronavirus
Anche in Cina, per evitare il diffondersi del virus (come purtroppo ormai anche in alcune regioni italiane!) sono state proibite le SS. Messe (che sono comunque sempre vietate ai minorenni).
Però i Vescovi (meglio che in Italia…) - anche per ottenere la grazia della fine di questa epidemia - hanno invitato al digiuno, alla preghiera (del S. Rosario e altre preghiere) e alla meditazione della Parola di Dio, in casa, in piccoli gruppi, come pure il dovere di compiere sacrifici e fioretti. Così il vescovo di Pechino Giuseppe Li Shan. A questo invito il vescovo della Chiesa clandestina di Wenzhou (Zhejiang) mons. Pietro Shao Zhumin, ha aggiunto di pregare la Divina Misericordia e persino san Rocco, protettore degli appestati, e di digiunare un giorno a scelta della settimana per ottenere da Dio la grazia della guarigione per la Cina.
Dentro questa prova, si aprono però inaspettate nuove possibilità! Nonostante sia vietato avere “luoghi di attività religiose non registrate”, ora le case sono diventate luoghi di preghiera; e possono parteciparvi anche i minori di 18 anni, cui invece è vietato andare in chiesa e in parrocchia (normalmente la domenica davanti alle chiese vi sono membri della polizia che respingono bambini e giovani minorenni).
Nonostante tutto, in occasione del Capodanno cinese, i rappresentanti dell’Ufficio affari religiosi sono andati casa per casa a verificare che i cattolici non esponessero alle loro porte distici augurali con riferimenti a Dio o a Gesù, ma piuttosto “qualcosa per celebrare il Partito o la nazione”.
[fonte: Asia News, 4.02.2020]

Crollo di un “idolo”?
Come sempre, quando l’uomo vuol farsi Dio, prima o poi crolla; e diventa persino schiavo di Satana, che si fa beffe di lui.
Se già le previsioni per il 2020 stimavano in Cina, seconda potenza economica del mondo, la crescita economica più bassa da 30 anni, ora il Coronavirus può provocare una catastrofe, specie in certe zone (soprattutto proprio nella regione industriale dello Hubei): fabbriche e uffici chiusi, produzione in calo, crescita del debito, oltre al crollo del turismo da e per la Cina.
Il presidente Xi Jinping ha affermato ottimisticamente che “l’impatto negativo del virus sarà solo su breve termine e non intaccherà lo sviluppo economico cinese sul lungo termine”, ma ha pure evidenziato che “occorre evitare licenziamenti di massa e ulteriori misure restrittive, perché ciò potrebbe causare danni irreversibili all’economia cinese”.
Però proprio l’area di Hubei ha una produzione di elementi (ad esempio nel settore auto) da cui dipendono intere nazioni (ad es. la Malesia e la Thailandia, ma anche il Giappone e la Corea del sud) che saranno costrette a delocalizzare altrove la produzione o gli acquisti (cioè non sarà più conveniente il “made in China”, come lo è stato fino ad oggi).
Per ora le conseguenze sono sull’economia reale; e Pechino prova a contenere le perdite (ad esempio la Banca centrale cinese ha ordinato agli istituti di credito di sospendere le richieste di pagamento delle rate di rimborso alle società che sono state colpite dall’emergenza e di abbassare i tassi di interesse per chi avesse bisogno di prestiti, mettendo a disposizione delle banche dello Hubei 43 miliardi di dollari); il Consiglio di stato ha poi abolito tasse e interessi per le compagnie che lavorano nella produzione delle forniture mediche. C’è però ora da rassicurare i mercati finanziari, per scongiurare il crollo delle borse.

Che il crollo degli “idoli” e della pretesa di farsi “dio” del potere comunista aiuti questo immenso popolo d’Oriente e la sua martoriata Chiesa cattolica, come pure il mondo intero (contagiato da questo virus), a credere e vedere poi la vittoria di Cristo Signore!


 



 

27.02.2020

Omotransfobia?
In gioco, anche in Italia, c’è la libertà di pensiero, di parola, di coscienza e di religione (cioè i diritti fondamentali dell’uomo)

In Commissione Giustizia del Senato (Italia) il 18 febbraio scorso sono iniziate le audizioni informali dei 5 disegni di legge (C. 107 Boldrini, C. 569 Zan, C. 868 Scalfarotto, C. 2171 Perantoni e C. 2255 Bartolozzi), in parte differenti tra loro, ma che hanno alla base il tema comune dell’omotransfobia. Si tratta infatti di progetti di modifica del Codice penale in materia di “violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”.
«Si vuole in questo modo estendere alla cosiddetta omofobia e transfobia il reato già previsto dalla legge Reale, nonché l’aggravante di cui alla legge Mancino, che puniscono gli atti di discriminazione, odio e violenza causati da motivi etnici, nazionali, religiosi o razziali». La questione in gioco è gravissima, afferma Jacopo Coghe, vicepresidente dell’associazione “Pro Vita & Famiglia”, che con molti altri solleverà obiezione in Parlamento.
In questo modo, infatti, non viene più tutelata la libertà di pensiero, di opinione e di espressione, sancita dall’articolo 21 della Costituzione! Si tratta di vere e proprie “leggi bavaglio”, che hanno l’intento ultimo di tappare la bocca a chi ha opinioni contrarie alla pratica omosessuale, all’utero in affitto, ecc. ; inoltre creano persino una categoria protetta e privilegiata di queste persone.
In base a tali leggi, ci si potrebbe spingere a vietare, anche nelle scuole, di parlare di mamma e papà, perché questo discriminerebbe i bambini che hanno “due papà” o “due mamme”. Sui moduli scolastici, o della burocrazia comunale o statale, scomparirebbero i termini “Madre” e “Padre” per venire sostituiti da “Genitore 1” e “Genitore 2”; fino a non poter più dire che si è maschi o femmine, perché si discriminerebbero le persone omosessuali o transessuali. Non solo un sindaco non potrebbe rifiutarsi di celebrare nozze omosessuali, ma sarebbe condannato chiunque si rifiutasse - in base al propria coscienza, convinzione, pensiero, credo religioso - di offrire un “servizio” alle persone omosessuali (come il caso della condanna, poi revocata, di un pasticcere statunitense che si rifiutò di preparare la torta per un matrimonio gay); ma anche chi si rifiutasse di affittare la propria casa ad una coppia Lgbt.
Sarebbe perfino proibito affermare che tali comportamenti sono “contro natura” e condannati da Dio come gravi peccati … fino a vietare la stessa Parola di Dio (ad es. Rm 1,24-32); perché ciò potrebbe essere indicato e condannato come “incitamento all’odio”!
Tra l’altro in Italia non si riscontra alcuna necessità di combattere una presunta omofobia o transfobia: nel 2019, ad esempio, secondo i dati Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), su 969 reati di tal genere solo 29 sono stati i casi di aggressioni fisiche legate all’orientamento sessuale o di genere; non si può quindi parlare certo di una “emergenza sociale”. Semmai, la continua propaganda sul mondo LGBT e la volontà di rendere tali persone persino una categoria protetta se non privilegiata (anche dal punto di vista sociale e penale) non fa che aumentare, specie in chi non ha magari solide basi culturali e morali, una sorta di reazione contraria, spingendo alla fine a tale intolleranza.
Molte associazioni, oltre a comuni cittadini, sono intenzionate a scendere in piazza contro l’approvazione di tali leggi (era già avvenuto anni fa, peraltro in modo vincente, con il tentativo di introdurre il ddl “Scalfarotto”, che ora viene ripresentato nel pacchetto di ddl in oggetto).
In gioco c’è addirittura la libertà di coscienza, di pensiero, di parola e di religione!
[fonte: Il Timone/News, 22.02.2020]






 

23.02.2020

Il ragazzo italiano Carlo Acutis presto Beato

È proprio vero che i ragazzini di oggi non capirebbero più la fede? Che anche in parrocchia e persino al catechismo potremmo solo intrattenerli con qualcosa di divertente? Che non solo non conoscono più Gesù (per colpa dei loro genitori, ma anche della scuole e persino di certi ambienti ecclesiali) ma che neppure potrebbero conoscerlo e seguirlo?

Carlo Acutis era un ragazzino di oggi, della Milano di oggi; moderno, bello, intelligente, simpatico, con tanti amici, vivace, dinamico, sportivo e appassionatissimo di computer.
È morto a 15 anni il 12.10.2006, colpito da una leucemia fulminante. Il 21 febbraio scorso la Chiesa ha autorevolmente (dal Papa) riconosciuto un miracolo compiuto per sua intercessione dal Cielo; e per questo tra poco sarà proclamato Beato!
Carlo era nato il 3.05.1991 a Londra (dove i genitori, rappresentanti dell’alta borghesia milanese, si trovavano temporaneamente per motivi di lavoro), ma ha vissuto a Milano, dove frequentò la scuola elementare e media presso le suore Marcelline e iniziò il liceo classico presso i Gesuiti dell’istituto Leone XIII.
Essendo molto legato a S. Francesco, fu sepolto nel cimitero di Assisi; ma il 6.04.2019, terminata la fase diocesana del processo di beatificazione e riconosciute le sue “virtù eroiche cristiane” (da cui già il titolo di “venerabile”), le sue giovani spoglie (trovate ancora intatte dopo quasi 13 anni!) sono state traslate sempre in Assisi al Santuario della Spogliazione di S. Francesco, dove già affluiscono pellegrini migliaia di giovani da tutto il mondo.

Carlo mostrò fin da bambino una forte spiritualità, specie eucaristica e mariana; così che, con un particolare permesso del vescovo, poté fare la Prima Comunione già all’età di 7 anni. Da quel giorno volle andare a Messa e ricevere Gesù nella Comunione tutti i giorni (!), si confessava tutte le settimane, sostava volentieri in preghiera davanti al tabernacolo e partecipava con gioia all’Adorazione Eucaristica parrocchiale. Questa fortissima attrazione per l’Eucaristia portò il ragazzino a definirla in modo simpatico ma profondo “la mia autostrada per il Cielo”.
Racconta la sua mamma: «Carlo si era reso conto della situazione d’ignoranza in materia di fede in cui versavano tantissime persone. Lui diceva che si fanno file chilometriche per assistere a una partita di calcio o perché c’è l’ultimo modello di telefonino, e poi non c’è nessuno che fa la fila davanti a Gesù Eucaristia, con i Tabernacoli che sono disertati. E spiegava che se la gente si rendesse conto che cos’è l’Eucaristia, ci sarebbe così tanta fila che non si riuscirebbe più a entrare in chiesa». «Carlo era così convinto della Presenza viva e reale di Gesù nell’Eucaristia da vivere costantemente alla presenza di Dio, e questo era per lui motivo di felicità, di gioia, di pace, che trasmetteva proprio nella sua persona, da testimone di Cristo. Lui diceva: “Io voglio essere ciò che nella mente di Dio già sono, cioè realizzare quel progetto che Dio ha per ognuno di noi, di santità”».
Carlo nutriva poi un particolare amore per la Madonna, tanto da chiamarla già allora “l’unica donna della mia vita”; per questi non passava giorno che non recitasse con amore il S. Rosario.
Pur essendo sportivo, i suoi modelli di riferimento non erano star e calciatori ma i santi giovani come Francesco e Giacinta Marto, Domenico Savio, Luigi Gonzaga.
«Non io ma Dio» era uno dei suoi motti preferiti.
La sua passione per il computer, con una genialità informatica che stupisce anche studiosi ed esperti (tanto che potrebbe essere proclamato non solo “l’apostolo del web” ma addirittura “patrono di internet”) spaziava dalla programmazione dei computer al montaggio di film, dalla creazione di siti web a giornalini di cui curava redazione e impaginazione; ma anche questo era messo da Carlo al servizio della fede e dell’Eucaristia. Ad esempio, la sua capacità di destreggiarsi tra siti e algoritmi lo ha portato a reperire una grande quantità di materiale sul tema dei “Miracoli eucaristici” (v. nel nostro sito il punto 7 del dossier Miracoli) e riuscì a catalogare tutti i luoghi al mondo dove questi erano avvenuti (e nutriva pure il desiderio di visitarli tutti); da questa sua ricerca è nata persino una “mostra” che ancora oggi (grazie all’Associazione che porta il suo nome) gira nelle parrocchie (10.000 solo negli USA) e nei santuari più famosi dei cinque continenti. Quindi anche il pc, internet e l’informatica era per Carlo un modo per evangelizzare e portare anche i suoi coetanei all’incontro con Gesù Cristo (il «tesoro più prezioso», come diceva). Il postulatore della sua causa di beatificazione, Nicola Gori, che ha scritto su Carlo diversi libri, ne ha infatti uno intitolato “Un genio dell’informatica in cielo. Biografia di Carlo Acutis”.
Carlo era molto socievole; fin da ragazzino era amato ed ammirato da tutti. Giocava anche al pallone; ma trovava il tempo, oltre che per la preghiera, anche per la carità. Andava a trovare i poveri e i bisognosi, portava loro dei pasti caldi, talora offriva loro i soldi della propria ‘paghetta settimanale’, si fermava a parlare amabilmente con loro, parlando pure di Gesù anche con quelli di altre religioni (addirittura convertì al cattolicesimo un importante induista mauriziano della casta sacerdotale bramina!).
Quando apparve la sua lacerante malattia, una leucemia fuminante che lo portò alla morte in 3 giorni, Carlo ha offerto con amore tutte le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. Lo diceva espressamente, aggiungendo che in questo modo «non avrebbe fatto il Purgatorio e sarebbe andato diritto in Paradiso»; e alla mamma ripeteva sempre: «Diverrò quello che nel pensiero di Dio già sono».
Riesce persino a filmarsi, lasciando un video sul web, in cui dice, sereno: “sono destinato a morire”. Quando gli hanno diagnosticato la leucemia fulminante disse alla mamma: “Mamma, io da qui non ne esco vivo, ma non ti preoccupare, poi mi farò sentire, perché vi aiuterò dal Cielo”».
La sua fama di santità crebbe rapidamente. Giovani di tutto il mondo già lo pregano e sono a lui devoti. Ci sono oltre 200 siti e blog in diverse lingue a lui dedicati (questo è il sito ufficiale). Ci sono innumerevoli conversioni di giovani colpiti dalla sua testimonianza e ottenute per sua intercessione. I suoi genitori ricevono da tutto il mondo innumerevoli lettere di testimonianze e di richiesta di preghiere; e riconoscono: «La sua fama di santità è esplosa a livello mondiale, in modo misterioso come se qualcuno volesse farlo conoscere». Qualcuno lo definisce «un Frassati milanese», in riferimento all’altro giovane santo di Torino Piergiorgio Frassati.

Il 15.02.2013 venne avviata la fase diocesana del processo di beatificazione, che si è conclusa nel novembre 2016; ed il 5.07.2018 Papa Francesco lo ha dichiarato “venerabile”, riconoscendone le “virtù eroiche”, dando il via quindi alla causa di beatificazione. Oggi, con il riconoscimento del miracolo ottenuto per sua intercessione, Carlo sarà proclamato “Beato” tra non molte settimane.

Il miracolo riconosciuto
Il miracolo avvenuto per sua intercessione, riconosciuto ora ufficialmente dalla Chiesa e che porterà Carlo Acutis agli onori degli altari, è avvenuto in Brasile. Padre Marcelo Tenorio, parroco di San Sebastiano in Brasile, dove è avvenuto il miracolo, e devotissimo di Carlo Acutis (tanto da venire molte volte in Italia sulla sua tomba anche con molti giovani), racconta: “Il 12 ottobre 2010, nella nostra parrocchia, al momento della benedizione con la reliquia di Carlo Acutis nella cappella di Nostra Signora Aparecida, si avvicinò un bambino, accompagnato da suo nonno, che soffriva di pancreas anulare, una grave malattia congenita e mortale. Questa malattia faceva vomitare in continuazione il bambino, che diventava così sempre più debole e abbattuto: tutto quello che mangiava, veniva rigettato, compresi i liquidi. Infatti, si presentò in chiesa con una salvietta, perché la sua condizione era evidentemente molto grave. Sempre più indebolito dal male, il piccolo sarebbe sicuramente morto dopo poco”. Accade allora che, giunto in fila per ricevere la benedizione, il bambino chiese al nonno quale tipo di grazia avrebbe dovuto domandare. "Chiedi di smettere di vomitare", gli rispose subito il nonno. E così fece. Quando arrivò il suo turno il ragazzino toccò la reliquia di Carlo e disse con voce decisa: "Per smettere di vomitare!". Ebbene, da quel momento non vomitò mai più. Successivamente, nel febbraio del 2011, la famiglia fece fare al bambino nuovi esami, che ne attestarono la piena guarigione.

Dalla già nutritissima bibliografia su Carlo Acutis, in una delle nostre News già del gennaio 2013, avevamo già segnalato: Nicola Gori, Eucarestia. La mia autostrada per il Cielo. Biografia di Carlo Acutis, Ed. S. Paolo, 2011. La storia di Carlo Acutis è raccontata anche nel libro della NBQ: "Il chicco di grano. Storie di Santi giovani in mezzo a noi" (vedi).




 


 

18.02.2020

Chiese … allo sbando

Si fa un gran parlare di Chiese dell’America latina, come pure della Chiesa tedesca. Tra l’altro anche dietro certe ambigue e ritornanti prese di posizione ecclesiali dell’America latina c’è ancora la Chiesa tedesca (teologicamente … ed economicamente).
Ebbene. Vediamo semplicemente due dati statistici.

Brasile: nel 2000 i cattolici erano il 73,6% della popolazione e gli evangelici (protestanti) erano il 15,4%. Nel 2010 i cattolici erano il 64,6% e gli evangelici il 22,2%. Oggi i cattolici sono il 50%, mentre gli evangelici sono saliti al 31% della popolazione.
Il famoso “popolo” (che tanto viene ideologicamente e teologicamente incensato) di fatto, per trovare qualcosa di autenticamente religioso e di sacro, scappa da una Chiesa cattolica tutta incentrata sul sociale, sulle lotte politiche e ora anche ecologiste (nuova versione della “Teologia della liberazione”, da 60 anni tanto condizionata non solo dalla teologia tedesca ma e soprattutto dall’ideologia marxista), per approdare là dove trova un po’ più di spiritualità.

Germania (solo ad esempio nello Stato del Reno-Nord Westfalia): nel 2018 hanno abbandonato la fede cristiana (Chiesa cattolica e protestanti) più di 88.000 persone; nel 2019 oltre 120.000!
La Chiesa cattolica tedesca, praticamente svuotata e allo sbando (anche se da decenni tanto condiziona la Chiesa universale!), è però molto ricca, a motivo del sistema fiscale che prevede tasse a suo sostegno per chi si dichiara cattolico (e l’episcopato “scomunica” e priva dei sacramenti chi non le paga!), e sostiene certo lodevolmente anche altre Chiese povere del mondo (condizionandole); è inoltre ricchissima di “impiegati”, cioè di persone “pagate” per esercitare le loro funzioni negli uffici di curia o pastorali, tanto da essere in Germania il 2° datore di lavoro!




 



13.02.2020

Scienza e fede

È morto due giorni fa all’età di 87 anni padre George V. Coyne, gesuita e astronomo statunitense, che fu per moltissimi anni (1978-2006) Direttore della Specola Vaticana, l’importante osservatorio astronomico del Vaticano, fondato nel 1583 (quindi tra i primi della storia e ancor prima di Galileo Galilei, il che dimostra che la Chiesa Cattolica era già allora all’avanguardia negli studi astronomici!) e da allora sempre affidato agli astronomi gesuiti, e che ha ora sede, per sfuggire all’inquinamento luminoso, nel deserto dell’Arizona (USA) (v. nel sito dossier Galileo punto 3.4 e in Fede e culturaIl caso Galileo” punto 5).
Nato il 19.01.1933 a Baltimora (Maryland, USA), Coyne entrò a far parte della Compagnia di Gesù a 18 anni e fu ordinato sacerdote nel 1965. Dopo gli studi teologici al Woodstock College, si laureò in matematica nel 1958 alla Fordham University di New York e nel 1962 ottenne il dottorato in astronomia alla Georgetown University di Washington. Tra il 1963 e il 1976 ha lavorato come astronomo al Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona, dove nei quattro anni successivi è stato ricercatore e professore al Dipartimento di Astronomia, di cui fra il 1979 e il 1980 è stato direttore.
Il suo principale campo di ricerca è stato lo studio sulla polarimetria di vari oggetti astronomici. Tra di essi le superfici della Luna e di Mercurio; il mezzo interstellare; stelle con atmosfere estese; le Galassie di Seyfert, che sono un gruppo di galassie spirali con stelle centrali molto piccole e brillanti. I suoi ultimi studi si sono incentrati sulla polarizzazione prodotta nelle variabili cataclismiche e sull'interazione tra sistemi stellari binari che emettono improvvisi lampi di intensa energia.
Scienziato di fiducia di Giovanni Paolo II lungo tutto il suo pontificato, Coyne ha promosso il dialogo tra scienza e teologia al massimo livello. La lettera indirizzatagli da Giovanni Paolo II in occasione del 300° anniversario dei ‘Principia di Newton’ è stata ad esempio una significativa e dettagliata dichiarazione sulla relazione esistente tra scienza e fede cattolica. Coyne fu anche artefice principale degli studi scientifici e storici che esperti di tutto il mondo hanno effettuato dal 1979 al 1992 sul “caso Galileo” e i cui risultati sono stati presentati dalla cultura dominante (giornali e tv) in modo falsificante come tardiva “rivalutazione” di Galileo da parte della Chiesa (v. Il caso Galileo, punto 20).
Inoltre padre Coyne organizzò negli anni Novanta una serie di conferenze sull’azione di Dio nell'Universo presso il centro storico della Specola Vaticana a Castel Gandolfo (sui Colli Albani, dove la Specola Vaticana si trasferì dopo la sua prima sede, che era inizialmente nei giardini vaticani, per sfuggire all’inquinamento luminoso di Roma e il cui osservatorio è tuttora visibile con le sue calotte semisferiche nel profilo del Palazzo Apostolico di Castelgandolfo e dove oggi rimane come museo, talmente importante da conservare persino reperti della Luna e meteroriti di Marte), in collaborazione con il Center for Theology and the Natural Sciences di Berkerley, in California. Gli atti sono stati pubblicati dall'«University of Notre Dame Press».
Fino a pochi mesi fa padre Coyne è stato pure a capo di un team di ricercatori astronomici della stessa Università dell’Arizona. Sotto la sua direzione presso questa università statunitense è stato istituito il Gruppo di Ricerca della Specola Vaticana e in collaborazione con quell'università è stato possibile costruire il Telescopio vaticano a Tecnologia Avanzata, con il primo specchio spin-cast al mondo, sul monte Graham in Arizona.
[fonte: Avvenire, 13.02.2020]
Un ulteriore grande segno di come sia un falso mito anticattolico (ottocentesco) quello dell’opposizione tra scienza e fede!





 

11.02.2020

Italia … in estinzione

La popolazione italiana continua a diminuire dal 1983.
“Siamo il Paese più vecchio del mondo, dopo il Giappone”, come sottolinea l’Istat stesso. Già nel 2018 l’Italia aveva una percentuale di 173,1 anziani (dai 65 anni in su) ogni 100 ragazzi (dai 15 anni in giù). Ma la situazione continua da anni a peggiorare.

Ecco i dati Istat riferentesi al 2019:

Abitanti: 60.317.000.
116.000 in meno rispetto al 2018 (nonostante l’arrivo degli immigrati)


Nascite: 435.000 (2016: 443.000; 2008: 576.000)

1,29 figli per donna (tra i più bassi del mondo; percentuale stabile, ma perché diminuiscono le donne in età fertile, in un anno ridotte di 180.000) (età media di chi partorisce per la prima volta: 32,1)

Decessi: 647.000 (2018: 633.133; 2014: 598.000)

Saldo nati/morti: - 212.000.
Il che significa
67 nascite per 100 morti (2009: 96 nati per 100 morti). Sottolinea l’Istat: “si tratta del più basso livello di ricambio naturale dal 1918”!

Secondo questo trend l’Italia nel 2050 avrebbe un popolazione ridotta del 17%, con oltre il 35% dei cittadini con più di 65 anni (un dato che rende assolutamente impossibile l’assistenza sanitaria e il pagamento delle pensioni).

Età media della popolazione: 45,7 anni

[speranza di vita: 85,3 anni per le donne, 81 per gli uomini (incremento di 1 mese all’anno)]

Stranieri presenti regolarmente in Italia: 5.400.000 [8,9% della popolazione; in alcune regioni (ad es. Emilia R., Lombardia, Lazio) superano l’11%]
Nel 2019 sono venuti ad abitare in Italia 307.000 stranieri (220.000 non europei) (25.000 in meno rispetto al 2018; 34.000 in meno rispetto al 2017).
L’anno scorso hanno ottenuto la cittadinanza italiana 109.000 stranieri.
Delle 435.000 nascite del 2019, 85.000 (quasi 1/5 del totale) hanno uno o entrambi i genitori stranieri (63.000 entrambi i genitori; 22.000 mamma straniera e papà italiano)

Italiani andati ad abitare all’estero: 164.000 (120.000 si sono cancellati dall’anagrafe italiana)

Questa volta si sono finalmente allarmati anche i grandi giornali (Corriere della sera, Repubblica); e pure il Presidente della Repubblica Mattarella ha alzato la sua voce: "Occorre fare di tutto per contrastare la denatalità … È un problema per l'esistenza stessa del Paese … Chi è anziano come me ha ben presente l'abbassamento di scala della natalità nelle generazioni. Due generazioni prima della mia, i figli erano numerosi; poi si sono ridotti ancora. E questo è un problema che riguarda l'esistenza del nostro Paese. Le famiglie non sono il tessuto connettivo dell'Italia, le famiglie sono l'Italia. Perché l'Italia non è fatta dalle Istituzioni ma dai suoi cittadini, dalle persone che vi vivono".

Ci sono persino delle Parrocchie dove si suonano le campane a festa quando nasce un bambino, ad esempio: Cupramontana (AN), Castellammare del Golfo (TP), Cogliate (MB), Taviano (LE), San Martino Valle Caudina (AV), Pescasseroli (AQ), Vittorio Veneto (TV), Bisignano (CS), Verderio (LC), Levico Terme (TN), Lenno (CO) …

Grandi economisti (come Ettore Gotti Tedeschi) sottolineano come proprio la denatalità faccia crollare l’economia, al di là dei luoghi comuni in voga fino a poco tempo fa secondo cui sarebbe la crescita della popolazione a provocarlo. Infatti, al di là dei problemi politici italiani e pure della sfavorevole congiuntura economica internazionale [la questione dei prevalenti interessi franco-tedeschi nella conduzione della UE (ma ora con un abbassamento della produzione perfino in Germania), la ritorsione dei dazi (specie tra superpotenze), il boom dell’economia cinese (ora però minacciata dalle conseguenze del Coronavirus)], la denatalità crea un circolo vizioso che distrugge l’economia. Infatti, oltre al dramma di non poter in futuro sostenere il pagamento delle pensioni e l’assistenza sanitaria degli anziani in continua crescita rispetto alla diminuzione dei giovani e di chi lavora, l’economia, per poter far fronte alla diminuzione della popolazione (e quindi dei consumatori), deve incrementare artificialmente i consumi (iper-consumismo: ci sono meno persone ma devono allora consumare di più), ma ciò richiede di contenere i prezzi (ad esempio con la delocalizzazione delle industrie in altre nazioni a basso costo di mano d’opera e quindi incrementando pure la disoccupazione interna), provoca l’incremento del debito, la difficoltà a formare nuove famiglie, la necessità di lavorare in due e quindi un’ulteriore difficoltà a generare figli.

Crollo dell’economia
La produzione industriale italiana è calata nel 2019 dell’1,3% (dato peggiore da 6 anni). Solo nel mese di dicembre è calata del 2,7% rispetto a novembre, dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, del 4,3% rispetto al dicembre 2018 (il settore “auto” è addirittura calato del 13,9% in un anno: il peggiore dal 2012). L’ Ufficio parlamentare di Bilancio stima per il 2020 una crescita del Pil solo dello 0,2%; ma si potrebbe persino cadere nella recessione.
Questo dato allarmante ha anche cause politiche e interne al Paese: si pensi che delle 120 crisi industriali di cui si è occupato il Ministero dello Sviluppo economico nel 2019 (v. Whirlpool, Alitalia, Ilva, Air Italy) non ne è stata risolta neppure una. Oltre ad altre gravi inadempienze, ci sono poi incredibili ritardi delle Regioni, soprattutto del Sud, nell’utilizzare i fondi dell’UE (miliardi di euro che devono tornare alla UE per essere impiegati in altri Paesi).





 

8.02.2020

Sanremo … e Benigni

Un Festival di Sanremo che inizia con Fiorello in talare (ma quanti preti la portano ancora? Infatti rassicura che è quella “di scena” del don Matteo televisivo), che si rivolge al pubblico dicendo “fratelli e sorelle”, invitando concretamente a darsi lo “scambio della pace”, quindi facendo chiamare Amadeus sulle note del millenario “Alleluia” gregoriano …
Un giovane cantante (Achille Lauro) che si esibisce praticamente in un costosissimo striptease, e ciò alluderebbe a S. Francesco (!?) …
Poi ovviamente, da quel celebre altare dello spettacolo, attorno al quale si sono accomodati fino a 11 milioni di telespettatori (in fondo paganti, visto che tutti abbiamo pagato il "canone" anche per questo), non può non mancare il trionfo del "politicamente corretto", con tanto di accenni all’omosessualità (Fiorello ricorda che Tiziano Ferro ha «un marito» che si chiama Viktor) e baci di ogni tipo, con ogni altra amenità, che oggi comunque servono per ricevere applausi … e soldi.
Pare dunque che ogni tanto ci voglia poi qualche riferimento a Dio, alla religione, al cattolico … per irriderlo; tanto questo applaude (e paga) anche se viene preso in giro e vengono prese in giro le cose che per lui dovrebbero essere le più sacre e importanti della vita.

Il clou di tutto questo è però il solito Roberto Benigni, che da anni passa ormai per oracolo e profeta della cultura nazionale (ricordiamo i commenti a Dante e alla Costituzione), che viene accolto all’Ariston processionalmente e con la banda. Così, come ha già fatto altre volte, si butta a fare da ignorante l’esegeta biblico (intanto anche la maggior parte dei cattolici è sulla Bibbia più ignorante di lui … e applaude): ha infatti commentato da ignorante e violentato da blasfemo un testo biblico, dell’Antico Testamento (il libro del Cantico dei Cantici), A. T. che peraltro da millenni è testo sacro ispirato da Dio e tuttora considerato tale dalla maggioranza assoluta della popolazione mondiale (ebrei, cristiani e per certi versi anche dai musulmani, che insieme contano quasi 4 miliardi di persone).
Così, senza sapere o nascondendosi e nascondendoci ciò che centinaia di autorevolissimi esegeti ebrei e cristiani hanno investigato e detto su quel testo, lo fa diventare un inno erotico, spinto e crudo, forse sfuggito di mano alla solita Chiesa ‘sessuofoba’, addirittura un’esaltazione del sesso vissuto in ogni maniera (etero, omo, orgiastico … invita pure l’orchestra a farlo così), senza alcun senso e dignità (dignità della sessualità che invece è proprio quello che la Bibbia insegna e Gesù approfondisce e interiorizza, cfr. Mt 5,27-28).
“Non potremmo permetterglielo neppure se commentasse e stravolgesse in questo modo un qualsiasi testo di letteratura”, ha detto su un giornale una professoressa di Lettere.
Oppure, cosa si direbbe ad uno che non ha mai studiato chimica, se osasse dire che l’acqua non ha l’idrogeno e che sono stati ignoranti (e interessati a negare l’idrogeno) tutti coloro che sono venuti prima di lui, anche i più grandi chimici della storia?
Di questa osceno stravolgimento del Cantico dei Cantici, davanti ad un pubblico di milioni e milioni di persone, si sono indignati gli stessi ebrei. Ad esempio Vittorio Robiati Bendaud, coordinatore del Tribunale rabbinico del Centro Nord Italia, che tra l’altro proprio in questo periodo ha girato l’Italia per spiegare il Cantico e lo ha fatto sulla scorta di approfondite letture e anni di studio sul testo biblico, guidato da un grande rabbino italiano (Giuseppe Laras, scomparso nel 2017). Bendaud ha definito Benigni «irritante e nauseante» (vedi). “Abbiamo assistito ad un uso aggressivo e strumentale del testo biblico contro il testo biblico”; “nel testo non si parla d’amore in modo generico, ma del rapporto monogamico eterosessuale, immagine del rapporto tra l’uomo e il Mistero”; “Benigni ne ha fatto un poemetto erotico”; “la sua è stata una ricostruzione ideologica, falsante, trita ed esausta”. Tra l’altro, anche in riferimento al celebratissimo film di Benigni “La vita è bella” (1997, 3 Premi Oscar), Bendaud ha voluto ripetere quel che disse a suo tempo l'ebrea Liliana Segre: «Un filmetto senza pretese nella prima parte e terribilmente falso nella seconda». Ha infine aggiunto: “anche per quanto riguarda Dante, ho l’impressione che Benigni sia molto scaltro. Ha capito che la tradizione ebraica e cristiana, anche se spesso negata e avversata, è ricca di capolavori, che ebrei e cristiani se ne rendano conto o meno. A fronte di una cultura laica ormai in crisi, che cerca di appropriarsi dei tesori di quelle tradizioni, spogliandoli però dell’aspetto religioso”.
Anche un giovane e acuto filosofo italiano, Diego Fusaro, ateo e marxista, si è espresso in questi termini: Benigni a Sanremo: 300.000 euro per trasformare il cristianesimo in un gay pride” (ascolta).
E i cattolici? In silenzio, applaudenti e … paganti!
C’è chi ha detto che stravolgere e deturpare così la fede cattolica, è ormai come “rubare in una casa senza più serrature” (S. Magister, 10.02.2020).
La maggior parte dei cattolici è oggi non solo ignorante sulla Bibbia, nonostante i numerosi ed autorevolissimi biblisti ed esegeti cattolici, e non conosce le ragioni della fede e della morale, ma è imbevuto anche inconsciamente della stessa cultura laicista, e quindi, pur credendo vagamente in alcuni principi, non riesce non solo a difendere la fede, ma addirittura applaude e paga per distruggerla.

Benigni, da ignorante della Bibbia, da tempo vuol passare per il vero esegeta ed interprete del testo sacro. Ed ha pure il “chiodo fisso” della sessualità (non solo la sessualità libera, ma ora anche Lgbt), con i soliti luoghi comuni e falsi sulla Chiesa “sessuofoba”.
Lo aveva già fatto anni fa (15-16.12.2014) in TV (Rai1, con 10 milioni di telespettatori) sui Dieci Comandamenti. Anche in quel caso lo scivolone più grosso e da ignorante è stato proprio sul VI Comandamento, irridendo sul fatto che la Chiesa lo chiama “Non commettere atti impuri” mentre era soltanto “Non commettere adulterio”. Anche allora aveva dimostrato, ingannando milioni di persone su un punto così delicato delle coscienze, di essere profondamente ignorante della Bibbia, perché non solo già nell’Antico Testamento c’è il riferimento a molti altri peccati sessuali (si pensi ad esempio al tremendo castigo su Sodoma, proprio per i peccati di omosessualità che prendono nome da quella città dove trionfavano), ma perché Gesù interiorizza e “porta a compimento” quel comandamento (v. Mt 5,8: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” e Mt 5,27-28: “Avete inteso che fu detto: <Non commettere adulterio>; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”) e tutto il Nuovo Testamento, specie S. Paolo, declina dal comandamento di Gesù anche tutta la morale sessuale e i relativi peccati, che si raggruppano appunto nell’espressione “atti impuri” (ad es.: Rm 1,24-27; Rm 6,19; 1Cor 6,9-20; Gal 5,16-26; Ef 4,19; Ef 5,3-5; Col 3,5; 1Ts 4,3-8; Gc 1,21. [v. nel sito Morale sessuale, punto 14 e citazioni bibliche]
Anche in quel caso nessuno protestò o puntualizzò, tanto meno i Cattolici (compreso i Vescovi). Anzi Papa Francesco, che aveva già chiamato per telefono il comico per ringraziarlo (vedi1) (vedi2), qualche giorno dopo gli fece un riferimento elogiativo e lo citò implicitamente nientemeno che nell’omelia della S. Messa del Te Deum in S. Pietro (31.12.2014).
Poi Benigni il 12.01.2016 fu chiamato addirittura in Vaticano a presentare, col card. Parolin, Segretario di Stato (!), il libro del Papa “Il nome di Dio è misericordia” (video), cui seguì un cordiale incontro col Pontefice stesso (vedi).

Insomma, da Sanremo, dove è d’obbligo applaudire ogni volta che si sente una banalità, a patto che sia politicamente corretta, la religione cristiana ne esce svilita, vilipesa, strumentalizzata, falsificata e derisa … "un furto dei gioielli di famiglia in una casa lasciata vuota". Intanto i cattolici sono gli unici contro cui puoi sparare senza avere ritorsioni ma applausi.
Nessuno osa certo farlo con altre religioni o altre categorie di persone (omosessuali, immigrati, politici di sinistra, donne, ...).

Una proposta a Benigni, che si sente uno spirito tanto libero: la prossima volta vada di fronte a milioni di musulmani, possibilmente alla Mecca, prenda una pagina del Corano, la deturpi in modo osceno e blasfemo, e si faccia pure pagare $ 325.000 dall’Arabia Saudita (visto che in Italia, patria della Cattolicità, ha ricevuto per le sue scempiaggini, oscenità e blasfemie sulla Bibbia gli equivalenti € 300.000, col canone pagato dagli italiani, di cui comunque anagraficamente il 94% è cattolico, dissacrando la cosa più sacra e importante della loro vita)... E guardiamo cosa succede!





 

5.02.2020

Francia. “Fare” figli … senza un padre!?

La legge
Con 153 voti favorevoli, 143 contrari e 45 astenuti, il Senato francese ha ieri (4.02.2020) approvato la revisione della cosiddetta ‘legge sulla bioetica’, che estende la fecondazione artificiale (procreazione medicalmente assistita) a donne single e a coppie lesbiche.
La legge, fortemente voluta da Macron e dal suo Partito (La République En Marche), era già stata votata dalla Camera e vi tornerà ora, con la certezza di passare, avendo tale partito del Presidente la maggioranza.
Sono almeno stati eliminati gli articoli che avrebbero permesso la creazione di “embrioni transgenici” e di quelli “chimera” (cioè embrioni ibridi, composti di materiale umano e animale) e quello che permetteva di estendere la diagnosi preimpianto ai casi di aneuploidia (all’interno dei quali i più frequenti riguardano la Trisomia 21, la Sindrome di Down).
Rimane invece l’abominio del “bébé médicament” (bambino medicinale): si tratta della creazione di un bambino in laboratorio allo scopo di guarirne un altro! Nel caso cioè in cui una coppia abbia già un figlio affetto da grave malattia genetica, può permettere la fecondazione in vitro di un embrione (un figlio) che dovrà essere sottoposto ad una duplice diagnosi preimpianto: si dovrà cioè verificare l’assenza della malattia genetica di cui soffre il fratello e l’immunocompatibilità; in altri termini, lo scopo è quello di prelevare del sangue dal cordone ombelicale da questo nuovo embrione per poter guarire l’altro figlio, cioè il fratello più grande.
La legge prevede poi l’estensione della conservazione degli embrioni fino a 21 giorni, al fine di effettuare ricerche sulla gastrulazione, la creazione di modelli embrionali, la fabbricazione di gameti artificiali.
Il Senato ha respinto la proposta del governo di poter parlare di bambini nati da due donne (?!), cioè la donna che l’ha portato in grembo e la compagna, ma tale compagna potrà essere riconosciuta come “madre” mediante adozione. Quindi il bambino risulterà comunque, anche anagraficamente, con due madri e senza un padre!
Il padre (cioè il donatore degli spermatozoi) dovrà fornire i propri dati identificativi, che verranno conservati al Consiglio nazionale per l’accesso alle origini personali (Cnaop); ma il figlio potrà sapere chi è il padre solo quando sarà maggiorenne e solo se il padre lo consentirà.
Per il momento in Francia non è ancora permessa la “maternità surrogata” (Gestation pour autrui, cioè l’utero in affitto) e rimane pure ufficialmente proibita la trascrizione all’anagrafe dei bambini nati all’estero da queste gestanti, però è comunque autorizzata la trascrizione delle sentenze d’adozione.

Il popolo in piazza contro la legge
Contro questa legge, il 19.01.2020 erano già scese in piazza a Parigi decine di migliaia di persone! Tale enorme manifestazione contro la «provetta per tutte» ha visto anche la partecipazione di 22 associazioni, riunite nel collettivo «Marchons Enfants!», tra cui Manif pour tous, il movimento che portò in piazza milioni di persone contro il matrimonio per tutti, cioè la legge che permette i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Anche in questo caso, però, il popolo è stato silenziato dalla stampa e non ascoltato dalla politica.

Il Presidente
Emmanuel Macron, il 25° Presidente della Repubblica francese, emerso nel 2017 in pochi giorni dal cilindro delle banche (e lui stesso banchiere), con un partito inventato ‘ad personam’ in pochi giorni (En Marche), e il cui consenso popolare è ormai sceso al 25%, ha fortemente voluto questa legge, giungendo ad affermare in proposito che «un padre non è necessariamente un uomo»!!
Con questi ‘salti mortali’ del linguaggio si vuol dire che secondo questa legge un bambino, nato dalla Pma e dato a una o due donne, non sarà senza un padre, ma che «suo padre sarà una donna»!
Mamma e papà, nel senso di maschio e femmina, sono insomma “categorie” superate: infatti oggi «i modelli familiari sono cambiati» e tali bambini «non hanno problemi rispetto ai quelli cresciuti in situazioni familiari più tradizionali», ha dichiarato il Ministro della Salute francese Agnès Buzyn.
Non importa se persino la scienza dice invece il contrario (v. News del 26.01.2020, appena sotto).

I Vescovi
Fa onore, anche se evangelicamente doveroso, che i Vescovi francesi abbiamo preso chiara e dura posizione contro questa legge. A cominciare dall’arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, peraltro grande esperto di bioetica e lui stesso medico. Mosso da una rovente citazione evangelica («Se restiamo in silenzio, grideranno le pietre», Lc 19, 40), con una dichiarazione ufficiale (17.01.2020) in chiara opposizione al Presidente Macron, l’Arcivescovo di Parigi ha affermato anzitutto che «il bambino è un dono da ricevere e non un dono da fabbricare» e che «nessun essere umano è un oggetto, nessun figlio è una cosa». Sottolinea poi come incomprensibile e paradossale che la tanto sbandierata attenzione ecologica rispetto al pianeta diventi così cieca quando si tratta dell’uomo!
Interessante poi che mons. Aupetit, in una sua pubblicazione appena uscita (Salvator, 2020) si rifaccia addirittura alla tanto contestata enciclica di Paolo VI Humanae Vitae (1968), sottolineando come tale documento fosse stato profetico nel prefigurare dove avrebbe progressivamente portato la mentalità contraccettiva del “fare” un figlio a piacimento. Oggi possiamo dire: fino a tale fabbricazione innaturale del figlio, come un diritto per tutti, a piacimento! Si può dire fino a questa legge della “provetta per tutti”.
Questo è il motivo, ricorda Aupetit, per cui «anche nella scienza usiamo la parola “riproduzione” per gli animali ma “procreazione” nell’uomo, vale a dire la partecipazione a un atto che la precede. L’uomo e la donna entrano volontariamente in un progetto di accoglienza della vita che è dono di Dio». E, citando san Giovanni Paolo II: «Non sono gli [esseri] umani che si uniscono tra loro, è Dio che li dà reciprocamente».

Il vescovo di Bayonne Marc Aillet qualche mese fa aveva sottolineato come la Francia, «sotto la pressione di lobby minoritarie, è stata posta su un piano inclinato: la procreazione medicalmente assistita per tutti (PMA), che possiamo chiamare la “PMA senza padre”, farà passare anche alla legalizzazione gestazione per altri (GPA), così come si è passati dai PCAS al matrimonio per tutti, e dal matrimonio per tutti alla PMA, nonostante molte dichiarazioni di principio ingannevoli».

Il 13.01.2020 anche l’intera Conferenza Episcopale Francese ha preso una posizione comune contro questa legge. Oltre alle problematiche legate alla PMA «senza padre» e i diritti del bambino, c’è anche il dramma dell’estensione delle indagini prenatali, fino a giungere ad una sorta di eugenetica.
Questa legge, muovendosi da un principio già moralmente illecito (la procreazione assistita), estende poi il desiderio (che diventa diritto) di genitorialità a chiunque, ad una singola donna come ad una coppia lesbica. Basta poi una semplice dichiarazione davanti ad un notaio, per dichiararsi madri, anche senza aver vissuto la gestazione e neppure aver donato gli ovuli. Insomma, uno stravolgimento non solo della natura ma dell’istituto familiare tramite l’abbattimento della figura paterna. Inoltre l’estensione della diagnosi pre-impianto permessa dalla legge apre la strada a una tale selezione di bambini in gestazione da costituire una vera e propria «eugenetica liberale».







 

26.01.2020

I danni della “Procreazione Medicalmente Assistita”

I bambini nati da “fecondazione artificiale” presentano maggiori rischi di prematurità e di disturbi del comportamento, del linguaggio, dell’attenzione, ecc.; ed anche i genitori sviluppano una serie di problemi psicologici.
È quanto è emerso nientemeno che dal Convegno della “Società italiana di pediatria” (Sip) e del “Sindacato italiano degli specialisti pediatri” (Sispe), istituti che peraltro non condannano questa tecnica di “procreazione assistita”, intitolato “Procreazione medicalmente assistita: il bambino al centro”, e tenuto a Roma il 18 gennaio scorso.
Il bambino concepito con fecondazione artificiale presenta cioè percentuali molto più alte non solo di nascita prematura, ma di disturbi psicologici, che emergeranno anche in età scolare. Si parla cioè di «outcome tardivi che riguardano prevalentemente lo sviluppo neurocognitivo: disturbi del comportamento, del linguaggio, deficit di attenzione, iperattività e disturbi dello spettro autistico». Inoltre, «ci sono anche dati sui giovani adulti nati da Pma che hanno dimostrato, ad esempio, maggiori problemi relativi all’ansia e all’assunzione di bevande alcoliche rispetto ai nati naturalmente».
Questi pediatri dunque, pur non condannando la fecondazione in vitro, non possono evitare di denunciarne i danni. Tra l’altro indicano comunque alle donne di non attendere ad avere figli dopo i 35 anni.
I disturbi psichici dovuti alla “Procreazione medicalmente assistita” riguardano anche i genitori, specialmente la donna. Le madri sviluppano infatti problemi psicologici perché «la maternità non viene declinata nella dimensione affettivo-corporea», è stato ricordato, ed «è molto probabile che alla quarta stimolazione ovarica, ad esempio, ci sia una risposta emotiva molto forte da parte delle donne». Di fronte poi alla necessità di soppressione di uno degli embrioni in utero, perché ritenuti eccessivi per la donna, nasce poi la «“sindrome del sopravvissuto”, che vede la madre considerare l’embrione sacrificato (in pratica ucciso) come l’eroe che si è appunto sacrificato per gli altri, che vivranno nella sua ombra; e tale dinamica si ripercuoterà nella relazione, con il rischio di una difficoltà nell’attaccamento ai bambini nati». Nel caso poi «della donazione di ovocita riscontriamo una grande difficoltà delle mamme a dire di averlo ricevuto».

Il Registro nazionale sulla “Procreazione medicalmente assistita” dell’Istituto Superiore della Sanità indica che ormai (dati 2017) circa il 3% dei bambini nasce così. Gli stessi pediatri hanno pertanto sottolineato che bisognerebbe limitarla «ai casi in cui c’è veramente necessità».

C’è poi il dramma degli embrioni (cioè esseri umani) morti o soppressi!
È stato autorevolmente ricordato al Convegno che «su 100.000 embrioni prodotti (con fecondazione artificiale, cioè senza un rapporto sessuale del padre e della madre, ma in laboratorio) solo 9.000 nascono», per cui «si assiste ad uno spreco (linguaggio macabro che tratta i bambini come fossero beni industriali) del 91% di embrioni che muoiono; e il passaggio più delicato va dallo scongelamento all’inserimento in utero: il 40% degli embrioni muore, infatti, in fase di scongelamento».

[fonte: NBQ, 26.01.2020]

Ricordiamo inoltre che la “procreazione medicalmente assistita” è contraria alla morale cristiana (cfr. Morale sessuale, punto 32.2).
Sulla legge 40 che in Italia l’ha permessa, sul fallito Referendum che voleva sopprimerne i limiti (nonostante anni di discussione parlamentare) e le successive modifiche portate dal potere giudiziario (che in Italia si sostituisce assai spesso a quello legislativo), v. News del 30.07.2018, 15.07.2015, 19.03.2013, 24.04.2013, (4.10.2012), 29.08.2012, 4.04.2012, (3.11.2011).





 

25.01.2020

Trump: primo Presidente USA alla “Marcia per la vita”

Ogni anno, nell’anniversario della sentenza della Corte suprema USA che il 22.01.1973 liberalizzò l’aborto negli USA (provocando così in neppure 50 anni la morte di quasi 70 milioni di bambini nel grembo materno), si tiene a Washington un’imponente “Marcia per la vita” (March for Life), la più grande marcia per i diritti civili tenuta negli USA, con la partecipazione di oltre 500.000 persone, di cui la maggior parte giovani.
Sotto la presidenza Obama tale annuale manifestazione pro-life, contraria alle sue politiche abortiste, veniva ovviamente snobbata dal Presidente e dalle istituzioni democratiche e censurata dalla grande stampa. Ricordiamo che nella propaganda elettorale, la Hillary Clinton disse addirittura di voler promuovere l’aborto, garantito dallo Stato, fino alla nascita del bambino!
Da quando è stato eletto Presidente degli USA, Donald Trump ha invece subito sostenuto questa e altre iniziative “pro-life”, inviando già nel 2017 il vicepresidente USA Mike Pence a presenziare a suo nome la Marcia (v. News del 27.01.2017), così come ha tagliato i fondi pubblici alle grandi organizzazioni abortiste (v. International Planned Parenthood Federation, che promuove l’aborto a livello internazionale), dirigendo invece tali risorse a favore dell’assistenza mondiale alla maternità e all’infanzia.
Nel 2018 Trump aveva voluto rendersi ancor più presente alla manifestazione, mediante un video-messaggio di incoraggiamento e di partecipazione (cfr. News del 19.01.2018); ed era la prima volta, in 45 anni, che un Presidente USA compiva un tale passo.
Anche lo scorso anno (v. News del 18.01.2019) il Presidente USA, oltre ad essere rappresentato alla Marcia dal vicepresidente Mike Pence, aveva voluto far sentire tutto il suo sostegno con un video-messaggio, in cui ribadiva che come Presidente avrebbe «sempre difeso il primo diritto della nostra Dichiarazione d’Indipendenza, cioè il diritto alla vita», così come l’obiezione di coscienza (messa invece sotto attacco da Obama) «per proteggere la libertà religiosa di medici, infermieri ed enti benefici (come le Piccole Sorelle dei Poveri», le suore costrette a una lunghissima battaglia giudiziaria per sottrarsi al cosiddetto «mandato contraccettivo» dell’Obamacare); ed aggiunse di voler sostenere anche «l’amorevole scelta dell’adozione e dell’affido, anche attraverso il supporto dei servizi di adozione basati sulla fede». Nello stesso giorno il Presidente USA aveva indirizzato una lettera alla speaker della Camera, l’abortista Nancy Pelosi, in cui affermava che avrebbe usato il suo potere di veto nei confronti di ogni disegno di legge che tentasse di indebolire la protezione per i nascituri (in riferimento alle politiche abortiste dei “democratici”).

Ebbene, quest’anno il Presidente Trump ha voluto compiere un passo ancora più deciso e “storico” a sostegno della “Marcia per la vita” (tenuta il 24.01.2020), partecipandovi di persona! È infatti il primo Presidente USA a compiere un tale gesto.
Di fronte alle 700.000 persone presenti alla Marcia, di cui la maggior parte giovani sotto i 25 anni (numero ogni anno in crescita, segno di un cambiamento in favore alla vita delle nuove generazioni americane), Trump ha infatti sottolineato: “È per me un grande onore essere il primo Presidente della storia che partecipa alla Marcia per la Vita!”
Non solo, ma il Presidente ha voluto addirittura unire la difesa della vita del nascituro a Dio: “Tutti noi comprendiamo una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio. Assieme, noi dobbiamo proteggere, amare e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana … Quando vediamo l’immagine di un bambino nel grembo materno, vediamo la maestosità della creazione di Dio ... ogni vita umana, nata e non nata, è fatta a immagine santa di Dio Onnipotente. Insieme, difenderemo questa verità in tutta la nostra magnifica terra”.
E non sono solo parole. Fin dall’inizio del suo mandato Trump ha infatti varato una lunga serie di provvedimenti per limitare l’aborto, de-finanziare i programmi abortisti, nominare giudici potenzialmente pro-life, agire anche a livello internazionale contro la cosiddetta pianificazione familiare. Per questo viene considerato il Presidente più pro-life della storia americana.
Trump ha contrapposto le sue politiche a quelle dei Democratici, mai così abortisti come in questi ultimi tre anni. “Quando si tratta di aborto – ha sottolineato – i Democratici hanno abbracciato le posizioni più radicali ed estreme. Quasi tutti i principali Democratici del Congresso ora supportano l’aborto finanziato dai contribuenti fino al momento della nascita. L’anno scorso, i legislatori di New York hanno applaudito con gioia il passaggio della legislazione che avrebbe permesso a un bambino di essere strappato dal grembo materno fino al parto. Quindi, abbiamo avuto il caso del governatore democratico nello Stato della Virginia, che ha dichiarato che avrebbe ucciso un bambino anche dopo la nascita!”

Il Presidente degli Stati Uniti alla marcia per la vita! Un fatto che nella “laicissima” Europa, e persino in Italia (centro della Cattolicità), risuonerebbe scandaloso, anacronistico, incomprensibile, perfino clericale o addirittura antidemocratico. Infatti nessun Presidente o Capo di governo europeo lo ha mai fatto; neppure in Italia, dove sembrerebbe assurdo vedere un Presidente del Consiglio o addirittura della Repubblica, pur sedicenti “cattolici”, ad un Marcia per la Vita … dove ultimamente si fa fatica a trovare persino il volto e l’appoggio di un Vescovo!





 

23.01.2020

Spagna: dittatura del “pensiero unico”

Il Ministro dell’Istruzione del nuovo governo spagnolo (a guida socialista Sánchez), Isabel Celaá, ha detto che i figli non appartengono ai genitori ma allo Stato! Lo ha dichiarato in una conferenza stampa, per criticare il cosiddetto «Pin parentale» progettato dalla regione di Murcia, per iniziativa del partito Vox, che è come una sorta di consenso informato che permette alle famiglie di esercitare il primato educativo e dunque fornire o meno l’autorizzazione rispetto alle attività scolastiche complementari.
Per capire meglio l’obiettivo che si vuole raggiungere, le viene in aiuto il Ministro per l’Uguaglianza Irene Montero, specificando che «i figli di genitori omofobi hanno il diritto di essere educati al rispetto» e hanno la «possibilità di amare chi vogliono», mentre quel «Pin parentale» «comporta la rottura del patto contro la violenza di genere».
In altre parole in Spagna non puoi pensare diversamente dal Governo (che sposa l’ideologia gender) e i figli non appartengono ai genitori bensì allo Stato.

L’arcivescovo di Valencia, Cardinale Antonio Cañizares Llovera (che era stato chiamato a Roma da Benedetto XVI per guidare la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ma ha scelto poi di ritornare nella sua Spagna) ha ricordato che «solo le dittature affermano che i figli appartengono allo Stato»!

«I genitori hanno dunque il diritto di educare la prole, ma nel contempo ne hanno anche il dovere», prosegue l’Arcivescovo citando la Dichiarazione sull’Educazione Cristiana del Concilio Vaticano II Gravissimum Educationis e l’Esortazione apostolica post-sinodale sulla famiglia di Giovanni Paolo II Familiaris consortio, laddove si legge: «Il dovere educativo dei genitori è descritto come essenziale, correlato come è con la trasmissione della vita umana; come originale e primario, rispetto al dovere educativo degli altri; per l’unicità della relazione d’amore che esiste tra genitori e figli; in quanto insostituibili e inalienabili e, pertanto, non possono essere completamente delegati o usurpati da altri. Al di sopra di queste caratteristiche, non si può dimenticare che l’elemento più radicale, che determina il dovere e il diritto educativo primario e originale dei genitori, è l’amore paterno e materno, che trova la sua realizzazione nell’azione educativa, rendendolo pieno e perfetto».
«La famiglia - aggiunge il Cardinale - è e deve rimanere la grande scuola della società. Costituisce il luogo naturale e lo strumento più efficace per l’apprendimento e la realizzazione dell’essere uomo, nonché per la personalizzazione della società. Non può essere soppiantata da niente o da nessuno. Ciò è rivendicato non solo dal bene privato di ogni persona umana, ma dal bene comune, il bene della società, sempre inseparabile dal bene della persona. La società è, dovrebbe essere, al servizio della famiglia e della persona, anche nel campo dell’educazione; deve rispettarla e promuoverla, anche in questo campo; non può sostituirla in alcun modo, né invadere la sua missione inalienabile».




 

20.01.2020

Francia ... allo sbando

Mentre al Senato sta passando una legge che pretende cancellare ufficialmente “il padre” nella generazione di un figlio, nonostante le decine di migliaia di persone che per questo protestano in piazza, la Francia continua a registrare una crescita di atti vandalici contro le espressioni della fede cattolica (cfr. già le News del 16.12.2019, 5.12.2019, 1.05.2019 e 11.03.2019).
Il 9 gennaio scorso, ad esempio, otto statue della Madonna sono state distrutte in più città del sud-ovest del Paese (Pau, Artix, Lons e Mourenx), con un evidente coordinamento di tali atti vandalici anticattolici.
Il vescovo locale (di Bayonne, Lescar e Oloron), mons. Marc Aillet, ha perfino parlato in proposito di una sorta di «pèlerinage à l’envers» («pellegrinaggio al contrario»), facendo particolarmente impressione l’odio contro Maria Santissima … e siamo non lontano da Lourdes!

In Francia è quindi in atto una crescita di atti violenti o vandalici, che possono anche essere definiti di “laicismo estremo” (anche se prevalgono quegli islamici); infatti, se si rivolgono specialmente contro la fede cristiana cattolica (1.063 episodi), si contano anche atti antisemiti (541; tanto da spingere molti ebrei a lasciare il Paese, magari emigrando in Israele) e persino anti-musulmani (100 casi) (dati del Ministero degli Interni francese riferiti ancora al 2018).

Intanto, a proposito di abusi sessuali e false accuse contro la Chiesa …
(v. News sotto)
In questi giorni l’arcivescovo di Lione, il Cardinale Philippe Barbarin, è stato assolto in Appello. Era stato accusato di aver deliberatamente ostacolato la giustizia astenendosi dal denunciare le azioni di abuso del sacerdote Bernard Preynat per fatti che risalgono a 30 anni fa. L’anno scorso, con una sentenza di primo grado, i giudici avevano emesso una condanna a sei mesi con pena sospesa.
Dunque, dopo un calvario giudiziario di anni e soprattutto un linciaggio mediatico infinito nei confronti del Cardinale, la quarta sezione della Corte d’Appello di Lione, presieduta da Éric Seguy, ha infine deciso per l’assoluzione. Con il loro giudizio, i magistrati hanno ritenuto che il reato di omissione di denuncia di abuso contro minori non sia stato commesso.
Intanto, prima ancora di conoscere l’esito del processo, il Cardinale di Lione aveva deciso di presentare le sue dimissioni al Papa, che le aveva rifiutate in attesa del processo di appello, ma il 24.06.2019 ha comunque nominato un Amministratore Apostolico (l'arcivescovo Michel Dubost) per governare la diocesi di Lione, una delle più prestigiose di Francia. Anche dopo la sentenza, il Cardinale Barbarin ha comunque deciso di confermare la sua decisione di rimettere il suo mandato; ma il Papa non ha ancora deciso il da farsi (la rinuncia sarà accettata dal Papa il 6.03.2020).

Islam in Francia
L’enorme presenza di musulmani in territorio francese (cfr. già le News del 5.03.2019 e 2.10.2018) conta anche un numero rilevante di islamici schedati dalla Polizia nazionale come particolarmente violenti (ad esempio tra i 40.000/60.000 musulmani salafiti, 12.000/15.000 sono segnalati come particolarmente violenti).
È poi particolarmente impressionante che secondo lo stesso Ministero dell'Interno ormai ci sono in Francia 150 zone a predominio islamico, dove non solo lo Stato è assente, ma è addirittura interdetto! Si tratta di vere e proprie aree fuori controllo, dove regna la shari'a!
A dirlo, dopo un’autorevole indagine (condotta dal DGSI: Direction générale de la sécurité intérieure), è lo stesso Ministro dell'Interno francese, Cristophe Castaner, in una comunicazione ufficiale ai Prefetti.
Si tratta di vere e proprie enclave, zone abitate da immigrati provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall'Africa sub-sahariana, molti dei quali anche di terza generazione, dove addirittura la polizia cerca ormai di non entrare, cioè lo Stato è assente!
Persino l'azienda di trasporti pubblici parigina (Ratp), per poter raggiungere coi mezzi pubblici certe zone della periferia, ha dovuto assumere autisti musulmani, perché gli altri si rifiutavano ormai di guidare in quelle zone, nel terrore di essere colpiti. Si tratta anche di zone dove la disoccupazione giovanile raggiunge il 60%; ma dove c’è traffico di droga, prostituzione, ricettazione e continui scontri tra bande.

Non si tratta più solo di certi sobborghi di Parigi, Lione e Marsiglia, ma anche di diverse città del dipartimento del Nord [ad esempio Maubeuge (dove il UDMF - Unione dei Democratici Musulmani Francesi ha ottenuto il 40% dei voti), Denain, Roubaix], ma anche dell'Alta Savoia (Annemasse, Bourg-en-Bresse, Oyonnax, Bourgoin-Jallieu).


 

 

16.01.2020

La persecuzione contro i cristiani. Dati

Come ogni anno (cfr. anche News del 17.01.2019), l’organizzazione Open Doors (USA) ha pubblicato anche quest’anno (15.01.2020) l’elenco dei 50 Stati in cui i cristiani sono più duramente perseguitati (World Watch List 2020), con dati che si riferiscono al periodo 1.11.2018 / 31.10.2019.
La persecuzione anticristiana è risultata “alta” in 5 Stati, “molto alta” in 34, “estrema” in 11.
Anche se al 1° posto rimane da anni la persecuzione comunista della Corea del Nord, n
umericamente parlando la maggiore persecuzione è data dall’Islam (in 4 dei 5 Stati in cui la persecuzione è “alta”; in 23 dei 34 Stati in cui la persecuzione è “molto alta”; in 8 sugli 11 in cui la persecuzione è “estrema”).

Classifica dei Paesi con persecuzione anticristiana (dalla più violenta):
Al posto in questa triste classifica rimane da 18 anni (!) la Corea del Nord (dittatura comunista), dove ad esempio da 50.000 a 70.000 cristiani scontano nei “campi di lavoro” (dove si vive in spaventose condizioni di vita) il reato di aver pregato in casa, denunciati da qualcuno, o di essersi fatti trovare con materiale religioso proibito.
Al posto c’è l’Eritrea, dove c'è una dittatura al potere da 26 anni.
Al 10° posto c’è l’India, dove sono i radicali indù a infierire sui cristiani (tanto più impunemente dal 2014, da quando cioè il partito nazionalista indù, il Bharatiya Janata Party, è al governo).
Negli altri 8 Stati a infliggere una persecuzione anticristiana estrema è l’islam: nella classifica risultano in ordine di persecuzione, dal maggior al minore, questi Paesi, in cui i cristiani sono una minoranza: Afghanistan, Somalia, Libia, Pakistan, Sudan, Yemen, Iran e Siria.
La persecuzione anticristiana da parte dell’islam è presente persino in 4 Stati dove i cristiani sono invece una parte consistente della popolazione:

12° posto: Nigeria (cristiani: 46%; musulmani: 53%) (v. anche News del 25.12.2019)

28° posto: Burkina Faso (cristiani: 30%; musulmani: 61%)

o addirittura la maggioranza della popolazione:

  44° posto: Kenya (con l’83% di cristiani)
  48° posto: Camerun (con il 70% di cristiani)

L’Africa ha registrato nel 2019 un netto aumento della violenza jihadista contro i cristiani. L’Asia resta tuttavia il continente più ostile ai fedeli: 1 cristiano asiatico ogni 2,5 patisce un livello di persecuzione alto. Particolarmente dolorosi proprio nel periodo considerato sono stati gli effetti della politica di “sinicizzazione” attuata dal regime cinese, per le nuove regole introdotte per limitare la libertà religiosa a partire del febbraio del 2018, nonostante gli accordi segreti col Vaticano!

I cristiani che subiscono persecuzione nel mondo sono 260 milioni, (15 milioni in più in un anno), cioè 1 cristiano su 8 (erano 1 cristiano su 9 nel 2018, 1 su 12 nel 2017). Non si conta in questa cifra la persecuzuione culturale o di irrisione sociale, presente anche in gran parte dell'Occidente che pur è stato plasmato dalla civiltà cristiana. Unica nota positiva è la diminuzione dei cristiani uccisi: 2.983 (8 al giorno!), contro i 4.136 del 2018. Le chiese, le strutture e gli edifici religiosi, attaccati, danneggiati o chiusi sono stati 9.488, un aumento enorme rispetto ai 1.847 del 2018.



 

15.01.2020

Eutanasia? Per l’uomo , per gli animali no

La California (USA), tra le tante aberrazioni, ha da alcuni anni anche una legge che permette l’eutanasia, il suicidio assistito e che ha tolto ogni punibilità a chi incoraggia il suicidio ai malati terminali (Assembly Bill n. 282).
Ebbene, l’attuale Governatore, il democratico Gavin Newsom, dichiara di voler porre invece fine all’eutanasia praticata nei rifugi per animali!! (lo ha dichiarato in una conferenza stampa nei giorni scorsi, ripresa dalla testata Sacramento Bee).
Basta eutanasia per gli animali, è una vergogna, dice il Governatore!
La California deve diventare uno Stato “no-kill” verso gli animali, ha dichiarato esplicitamente Newsom; che nell’occasione ha pure annunciato uno stanziamento di 50 milioni di dollari a supporto di un programma per “rifugi” per animali.
In questa linea, già nell’ottobre scorso (2019) il Governatore aveva firmato la AB44, una delle leggi più stringenti a difesa dei “diritti degli animali”, vantandosi così di aver fatto della California il primo Stato in cui, a partire dal 2023, sarà vietata la produzione e la vendita di pelliccia animale.



 


11.01.2020

Quando i pedofili … sono celebrati dalla cultura che conta

Nell’attuale dissoluzione dei principi morali, specialmente riguardo alla sessualità, che condiziona e distrugge gran parte delle nuove generazioni, delle famiglie e di conseguenza delle società, con responsabilità che vengono dal mondo culturale, ampliate dai mezzi di comunicazione sociale, e con conseguenze ormai anche sul piano giuridico, pare che il motto del 1968 “vietato vietare” (cioè tutto è permesso) si sia più cha mai attuato. Non a caso si dice che di quelle “rivoluzioni” sognate appunto oltre 50 anni fa, l’unica che si sia veramente attuata, con conseguenze catastrofiche, sia appunto quella “sessuale”.
Se vogliamo però parlare di “foglia di fico” (di adamitica memoria) per coprire questa dissoluzione chiamata libertà, la cultura dominante sembra ancora scandalizzarsi e persino inveire contro qualche comportamento sessuale.
C’è ad esempio il limite del fatidico 18° compleanno, inizio convenzionale della “maggiore età”: fino al giorno prima un rapporto sessuale con un adulto può essere considerato per questi un atto di pedofilia e quindi reato; dopo quel giorno sembra proprio che ogni comportamento sessuale sia davvero permesso e diventi persino un diritto.

Difesa dei minori? A parte la tragica ipocrisia di chi parla poi di un diritto a proposito della soppressione dei figli durante la gravidanza … Ma allora perché si lascia che persino nelle scuole (ormai anche dagli asili) passi ogni incitamento a qualsiasi tipo di comportamento sessuale, come libera scelta della persona (educazione secondo l’ideologia ”gender”, addirittura al di là della responsabilità della famiglia, la cui priorità educativa è principio solenne stabilito pure dalla Costituzione)? 
Certo si continua ovviamente e giustamente a parlare di reato quando non c’è consenso nel rapporto sessuale o addirittura c’è violenza; ma chi difende un bambino dalla “violenza psicologica e morale”, ora più forte che mai, che passa appunto persino attraverso le scuole, per non parlare di internet? (con la possibilità di accedere alla pornografia più distruttiva,  che dissolve la dignità della persona e lascia specie nel minore effetti dirompenti, i cui danni sarà difficile riparare anche in seguito).
C’è certo la grande e giusta condanna della “pedofilia”. E in merito sembra talvolta che si attui una “caccia alle streghe”, dove pare persino sparita la “presunzione di innocenza”, cardine di ogni diritto: basta che qualche ragazzo o ex ragazzo, magari spinto a farlo da qualche adulto per altri motivi o da qualche psicologo condizionato persino da preconcetti ideologici fatti passare come scientifici, sporga una denuncia, persino senza alcuna prova e dopo decenni, per gridare alla pedofilia e far diventare qualcuno immediatamente, prima ancora di qualsiasi prova attendibile e processo, un “mostro” da prima pagina. Talora si rasenta in questo senso l’isteria sociale (v. News del 8.01.2015).
Il reato di “pedofilia” è giustamente ancora più raccapricciante quando lo si identifica con la “pederastia” (cioè “l’orco” contro i bambini), mentre assai spesso di tratta di “efebofilia” (sugli adolescenti, sempre grave perché hanno certo una loro fragilità, ma oggi spesso sono più smaliziati che mai, anche nella loro pratica di vita sessuale).
Invece talora il problema, per non dire il dramma, si nasconde o non fa quasi mai notizia se si tratta di questioni di famiglia, di scuole, di centri sportivi, ecc.; mentre tutto esplode con inaudita virulenza, in genere prima appunto ancora di qualsiasi indagine o processo, se si tratta della Chiesa Cattolica, di preti o religiosi coinvolti (v. in proposito questo documento nel sito). Certo è ancora più grave e raccapricciante se e quando il reo è proprio colui che dovrebbe essere il segno di Dio per la salvezza umana ed eterna di questi ragazzi (Gesù parla con orrore di questi scandali sui piccoli – v. Mt 18,6 e Mc 9,42 – ma, come ricorda anche Benedetto XVI, si riferisce principalmente a chi pone ostacoli alla loro fede, che è il tesoro più grande!). Occorre però che la Chiesa faccia estrema attenzione, sia nel discernimento iniziale che nella formazione nei Seminari (v. il recente richiamo del Papa “emerito”), ma anche che non si faccia condizionare dalle false accuse o dagli applausi del mondo per un’intransigenza che scavalca persino la giustizia, come appunto vorrebbe il mondo, per non cadere in logiche che non le appartengono – v. News del 2.07.2018 e del 21.10.2019).
Intanto si nasconde il presupposto culturale e persino teologico di tali terribili scandali (v. appunto l'autorevole e documentata sottolineatura di Benedetto XVI negli Appunti del 2019 sulla questione!), che risale appunto alla cultura del ’68.
Si nasconde poi che in genere (l'82%) questi casi detti di "pedofilia" sono in realtà di “efebofilia” (non "pederastia"), cioè con adolescenti e non con bambini, come viene lasciato intendere, e soprattutto che nell’80% dei casi si tratta di rapporti omosessuali; ma oggi la cultura dominante impedisce anche solo di nominare la questione omosessuale, considerata infatti un diritto assoluto e diventata un potere mondiale!

Ma è poi proprio vero che la società e la cultura dominante siano così concordi nel condannare la pedofilia? Altrove abbiamo già riportato qualche notizia (v. al termine alcune News in merito), che smentisce l’impressione di questa riprovazione unanime.
È di questi giorni il caso dello scrittore francese Gabriel Matzneff, riportato alla luce dalla recente pubblicazione di un libro-denuncia di Vanessa Springora (“Il consenso”, dicembre 2019), direttrice di Éditions Julliard, uno dei più importanti gruppi editoriali in Francia.
Matzneff è uno scrittore che appunto l’élite culturale francese del ’68 aveva sempre incensato, pur conoscendo i suoi comportamenti sessuali pedofili. Egli raccontava infatti impunemente nei suoi libri e qualche volta persino in televisione le sue esperienze sessuali con ragazzi tra i 10 e i 15 anni. Il critico letterario francese più famoso e influente degli ultimi decenni, Bernard Pivot, lo aveva infatti intervistato durante il programma televisivo «Apostrofi», invitandolo a raccontare allegramente le sue «arti della seduzione» con ragazzi e ragazze! Eppure Matzneff ha ricevuto molteplici premi letterari (dall’Accademia di Francia i premi Mottart nel 1987 e Amic nel 2009, il premio Renaudot nel 2013 e il premio Cazes nel 2015), ha collaborato con i principali quotidiani (Le Monde, Le Figaro) ed ha goduto di importanti appoggi politici (soprattutto a sinistra; il presidente François Mitterrand lo considerava suo amico e lo invitava ai grandi ricevimenti con l’élite politica e culturale della sinistra socialista dell’epoca; il presidente Jacques Chirac concesse a Matzneff il premio di Ufficiale onorario delle Arti e delle Lettere).
Fu ancora Matzneff a scrivere la Petizione del 1977, che di fatto chiedeva la "depenalizzazione della pedofilia", firmata da una marea di intellettuali, politici e pensatori illustri già protagonisti del movimento rivoluzionario del maggio parigino del '68, come Simone de Beauvoir, Roland Barthes, Gilles Deleuze, Michel Foucault, André Glucksmann, Felix Guattari, Jack Lang, Bernard Kouchner, Jean-Paul Sartre, Philippe Sollers; insomma “il Gotha dell’intelligencija francese di quegli anni”, come ricorda la Springora; personaggi divenuti anche illustri ministri della Repubblica francese e leader politici europei. La stessa autrice del libro racconta che lei pure all’età di 14 anni fu una “preda” culturale e sessuale di Matzneff.
Il filosofo Michel Onfray, ricordando i dibattiti preparatori per il numero della rivista L’Infini del 1997 sulla “questione pedofilia” e sulla “sessualità infantile”, ha dichiarato che tra le decine di intellettuali noti che collaborarono a quel numero, la “stragrande maggioranza era chiaramente favorevole alla pedofilia”. Lo scrittore ed editore Denis Tillinac ricorda e denuncia invece l’ostracismo subito dal mondo culturale parigino per la sua scelta di non voler pubblicare le opere di Matzneff. La scrittrice Christine Angot ha mostrato il proprio profondo disappunto per come un predatore pedofilo fosse stato osannato dagli intellettuali e dalla créme di Francia per molti decenni; ugualmente hanno fatto Christian Lehmann e molti altri.  [fonte: NBQ (L. Volontè), 11.01.2020]

Ipocrisia (notizie già riportate)

  Nel mondo della cultura, dello spettacolo, della politica …

Del resto, avevamo già sottolineato nella News del 2.07.2018, che la pedofilia-efebofilia sia stata non solo applaudita ma persino praticata da celebri uomini di cultura, con approvazione pressoché unanime del pubblico intellettuale che conta.

Già nel 1947 si diede addirittura il premio Nobel per la letteratura ad André Gide (celebre scrittore francese, noto per il suo libertinismo sessuale, che non solo esaltava l’omosessualità, ma si diceva lui stesso "appartenere a quella vasta porzione di omosessuali che sente attrazione per i ragazzini, persino impuberi", e giunge a descrivere senza mezzi termini i suoi rapporti sessuali in tal senso vissuti a Tangeri e Casablanca). Nel 1958 stava per ricevere lo stesso premio Nobel Vladimir Nabokov per il suo romanzo “Lolita”, in questo caso un rapporto pedofilo ma non omosessuale. In Italia racconta i suoi rapporti sessuali coi ragazzini il celebrato romanziere Sandro Penna. C'è poi il caso del celebre pensatore e regista Pier Paolo Pasolini, le cui molteplici pratiche omosessuali erano abbastanza note (fino ad essere ucciso in circostanze ancora misteriose ma certo legate agli ambienti omosessuali delle borgate della periferia romana, forse in risposta alla violenze sessuali subite da un giovane ricattato dal noto regista), ma forse è meno noto che in giro per il mondo Pasolini era assai spesso a caccia di ragazzini con cui avere rapporti sessuali (come ricorda di lui nientemeno che il grande scrittore ed amico Alberto Moravia). Ebbene, nonostante ciò, oltre ad essere celebrato come maestro della cultura italiana, a Pier Paolo Pasolini sono dedicate persino vie e piazze del nostro Paese. Altro celebre caso in tal senso fu quello dello scrittore svedese Axel Munthe, che venne in Italia ed abitò nella celebre sua villa di Capri, attirato, disse, più dai ragazzini del posto, che voleva nella sua villa, che dalle bellezze dell’isola. Così il celebrato pittore franco-polacco Balthus, di cui un quadro pedofilo-osceno rappresenta il vanto del museo Lingotto della famiglia Agnelli. (Dati riportati da: Vittorio Messori, Emporio Cattolico, Sugarco Ed. 2006, pp. 66-72).

Del resto il ’68, nel suo delirante “vietato vietare”, non solo è stato il propugnatore di quella “rivoluzione sessuale” propagata ed eseguita soprattutto per superare ogni tabù e remora, specie contro la tradizione e morale cattolica considerata spregiativamente "sessuofoba", ma esaltava senza mezzi termini anche le esperienze sessuali dei bambini e coi bambini.


Recentemente è emerso che la pedofilia sia presente anche negli ambienti “hollywoodiani”
(vedi), ma anche nelle Ong (vedi) e persino nella stessa Unicef (vedi).

A proposito di cinema: nel 2017 è uscito il film italiano “Chiamami con il tuo nome”, diretto da Luca Guadagnino, tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman. Ebbene, con abilità cinematografica viene presentata l’attrazione e il rapporto omosessuale tra un giovane ricercatore ed un adolescente, figlio di un collega, che non solo sembra consenziente ma persino egli stesso provocatore. Ebbene tale film, che tratta appunto del rapporto omosessuale con un minorenne, è stato acclamato come un capolavoro dai giornali e dalla critica cinematografica, è stato considerato uno dei 10 migliori film al mondo per il 2017, ha ottenuto 3 candidature al “Golden Globe 2018” come miglior film e addirittura 4 candidature Oscar 2018 (poi ne ha avuto solo una). In realtà molti critici hanno considerato il film assai noioso; ma, hanno confessato, era il tema che contava!
 

In fondo potremmo dire, senza mezzi termini, che anche l’attuale Presidente francese Emmanuel Macron, sposato dal 2008 con una donna di 24 anni più anziana di lui, Brigitte Trogneux (che lasciò per lui un marito e 3 figli), potrebbe essere considerato vittima di un caso di “efebofilia” (c’è persino uno psichiatra, Adriano Segatori, che solleva per questo dubbi sull’equilibrio psichico di Macron, per l’abuso sessuale da lui subito all’età di 15 anni dalla sua professoressa e attuale moglie); infatti la donna ha iniziato questo rapporto quando lui aveva 15 anni ed era suo allievo prediletto al laboratorio teatrale di un liceo di Amiens.
 

Che si stia affacciando in politica un presunto diritto anche alla pedofilia (!), con tanto di pubbliche associazioni che lo rivendicano e che aspirano addirittura ad essere “partiti” politici, lo si vede in molti Paesi occidentali, ad esempio in Olanda e Belgio, ma anche negli USA.

Del resto una volta che si parla di “diritti” per ogni capriccio o addirittura pulsione, come non arrivare anche a questo?

Ne è un segno anche un articolo (v. News del 14.07.2015) del prof. M. Kaplan, docente alla Rutgers School of Law di Philadelphia (USA), intitolato “Pedofilia: un disturbo e non un crimine” e apparso nientemeno che sul New York Times.

Il metodo è quello già visto per le legittimazioni precedenti. Per prima cosa si gonfia in modo inverosimile la quantità di persone che soffrirebbero di questo “disturbo”; poi, messa la questione solo su un pian psicologico, viene vietato ogni giudizio morale, secondo appunto l’assunto che la persona si troverebbe ad essere così per natura e senza colpa (presunta scientificità di un "determinismo" psichico, che eliminerebbe di fatto la libertà e quindi la responsabilità morale della persona), per giungere infine al diritto di vivere tranquillamente i propri desideri e pulsioni sessuali, tanto più se la persona non prova alcun disagio ad essere quello che è (in questo caso pedofilo, cioè una pedofilia “egosintonica”), tanto più se il partner è consenziente, anche se minorenne! Il passo successivo sarà quello, già visto, di dire che non è neppure un disturbo, ma una libera scelta dell’individuo (ritorna contraddittoriamente l’affermazione di una libertà, prima negata su presunte basi neurologiche). Infine per affermarlo come “diritto”; con tanto di accusa di “discriminazione” per chi dissentisse da tale comportamento od osasse presentare in merito un giudizio morale.
 

Persino nel mondo della scienza …

Che la pedofilia sia progressivamente scagionata da ogni giudizio morale, per essere considerata dapprima semplicemente come un “disturbo”, per poi assurgere ad un modo di vivere la sessualità e infine dunque anche un “diritto”, lo si nota addirittura nel mondo scientifico (non importa se talora con metodi poco scientifici ma ideologici).

Ad esempio (v. News del 24.01.2013) anche l’autorevole manuale diagnostico Diagnostic and Statistic Manual, dell’American Psychiatric Association, dopo aver derubricato l’omosessualità “egosintonica” (non indesiderata) come patologia (e ciò avvenne non senza forti pressioni ideologiche che poco hanno di scientifico, v. punto 26.1 della sezione Morale sessuale), da tempo ha cominciato a parlare di “disturbo pedofilo” ed ora propende per l’innalzamento anche della pedofilia a comportamento “normale”.
Ad esempio, alcuni noti professori di psicologia canadesi (Quinsey, Van Gijseghem) cominciano a parlare di pedofilia come di “un orientamento sessuale”, da intendersi cioè come uno dei tanti e non modificabile; e di conseguenza alcuni parlamentari canadesi hanno già proposto di cambiare le leggi contro la pedofilia.

 

Nel mondo della scuola

Com’è noto, in Occidente e ora anche in Italia l’ideologia omosessualista, LGBT e gender non solo è in grado di esercitare un grande potere culturale e mediatico, sostenuta da ingenti capitali e dalla grande finanza, ma ora penetra “violentemente” anche nelle scuole, anche dall’asilo e dalle Primarie, e persino contro il volere dei genitori (contro il diritto fondamentale - questo sì che è un diritto reale, fondamentale e “non negoziabile”, quello della “libertà di educazione” - e la stessa Costituzione Italiana).

È il caso ad esempio (v. News del 30.03.2017) di Siracusa: secondo il progetto “Educare alle differenze”, il Comune ha di fatto imposto alle amministrazioni dei nidi e delle scuole dell’infanzia (!) di dare spazio ad attività, finanziate dal Comune stesso, promosse da associazioni come Anddos, Arcigay, Cassero, Mario Mieli. Si dà il caso però che ad esempio il Circolo di cultura omosessuale intitolato a “Mario Mieli”, si riferisca nella sua stessa denominazione all’attivista gay e teorico degli studi di genere Mario Mieli, morto suicida nel 1983, nel cui saggio Elementi di critica omosessuale arrivò a inneggiare alla pedofilia, rappresentandola come “liberazione” del bambino, con queste parole: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro”.
 

Nel mondo islamico, accarezzato dall’Occidente

Nei Paesi musulmani è prassi diffusa che ragazzine già di 12 anni o poco più siano costrette a sposarsi. Del resto Maometto stesso, tra le sue numerose mogli (12 o 15), ne aveva anche di minorenni e addirittura sposò anche una bambina di 6 anni! Ma chi ha avuto anche di recente il coraggio di affermare che tutto ciò potrebbe essere una forma di pedofilia (se non appunto di pederastia) s’è visto condannare, e non in un paese islamico ma in Austria, con la conferma della Corte Europea dei Diritti Umani, con la sconvolgente motivazione “di turbamento della pace sociale”! (v. News del 2.11.2018)




 

5.01.2020

Prima causa di decessi nel mondo? Ancora l’aborto volontario

Anche per il 2019, come per gli ultimi anni precedenti, la prima causa di morte nel mondo non sono state le malattie, gli incidenti stradali, le guerre, ma l’aborto volontario, cioè l’uccisione volontaria dei figli nel grembo delle loro madri: 42,4 milioni (su un totale di 58,6 milioni di morti), senza contare quelli provocati dalle pillole (“del giorno dopo”, “del 5° giorno”) in modo chimico nei primi giorni di vita. Un cifra che supera addirittura quella dei morti nella Seconda Guerra Mondiale!
Nel 2018 (v. News del 5.01.2019) gli aborti volontari erano stati 41,9 milioni.
Sono dati resi noti in questi giorni dalla Worldometers («la calcolatrice più potente del pianeta», come viene definito questo ente di ricerca statistico, non cattolico, e della cui affidabilità si fa garante anche l’American Library Association, e a cui collabora anche la BBC) e forniti nientemeno che dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che a sua volta riceve documentazione dall’Istituto Guttmacher (peraltro un ente abortista; quindi verosimilmente con dati perfino inferiori al reale).
La classifica delle cause di decessi nel mondo nel 2019 vede poi al 2° posto (con notevole distacco dal 1°) i tumori (8,2 milioni); ci sono stati poi 1,7 milioni di decessi causati dall’HIV e 13 milioni di morti causate da altre malattie.

Eppure la cultura dominante (e relativi giornali e televisioni), anche in Italia, non ne parla; ostinandosi a non considerare “morti”, e per di più “uccisioni”, quelle dei bambini non ancora nati (aborti), quando che siano persone umane già dall’istante del concepimento è un dato addirittura biologico (altrimenti dovremmo considerare l’uomo in base all’esercizio di facoltà, e allora non li sarebbero neppure tutti gli adulti, o addirittura in base a convenzioni giuridiche, cioè a decisioni dei Parlamenti)!

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Per leggere le News degli anni precedenti: vedi

 

 

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