Home
Un aiuto per...
News
Dossier
Fede e cultura
Fede e morale
Sulle orme di..
Video
Archivio
Contatti
Links
  

                                                  
Notizie
… controcorrente
 







 

18.02.2020

Chiese … allo sbando

Si fa un gran parlare di Chiese dell’America latina, come pure della Chiesa tedesca. Tra l’altro anche dietro certe ambigue e ritornanti prese di posizione ecclesiali dell’America latina c’è ancora la Chiesa tedesca (teologicamente … ed economicamente).
Ebbene. Vediamo semplicemente due dati statistici.

Brasile: nel 2000 i cattolici erano il 73,6% della popolazione e gli evangelici (protestanti) erano il 15,4%. Nel 2010 i cattolici erano il 64,6% e gli evangelici il 22,2%. Oggi i cattolici sono il 50%, mentre gli evangelici sono saliti al 31% della popolazione.
Il famoso “popolo” (che tanto viene ideologicamente e teologicamente incensato) di fatto, per trovare qualcosa di autenticamente religioso e di sacro, scappa da una Chiesa cattolica tutta incentrata sul sociale, sulle lotte politiche e ora anche ecologiste (nuova versione della “Teologia della liberazione”, da 60 anni tanto condizionata non solo dalla teologia tedesca ma e soprattutto dall’ideologia marxista), per approdare là dove trova un po’ più di spiritualità.

Germania (solo ad esempio nello Stato del Reno-Nord Westfalia): nel 2018 hanno abbandonato la fede cristiana (Chiesa cattolica e protestanti) più di 88.000 persone; nel 2019 oltre 120.000!
La Chiesa cattolica tedesca, praticamente svuotata e allo sbando (anche se da decenni tanto condiziona la Chiesa universale!), è però molto ricca, a motivo del sistema fiscale che prevede tasse a suo sostegno per chi si dichiara cattolico (e l’episcopato “scomunica” e priva dei sacramenti chi non le paga!), e sostiene certo lodevolmente anche altre Chiese povere del mondo (condizionandole); è inoltre ricchissima di “impiegati”, cioè di persone “pagate” per esercitare le loro funzioni negli uffici di curia o pastorali, tanto da essere in Germania il 2° datore di lavoro!




 



13.02.2020

Scienza e fede

È morto due giorni fa all’età di 87 anni padre George V. Coyne, gesuita e astronomo statunitense, che fu per moltissimi anni (1978-2006) Direttore della Specola Vaticana, l’importante osservatorio astronomico del Vaticano, fondato nel 1583 (quindi tra i primi della storia e ancor prima di Galileo Galilei, il che dimostra che la Chiesa Cattolica era già allora all’avanguardia negli studi astronomici!) e da allora sempre affidato agli astronomi gesuiti, e che ha ora sede, per sfuggire all’inquinamento luminoso, nel deserto dell’Arizona (USA) (v. nel sito dossier Galileo punto 3.4 e in Fede e culturaIl caso Galileo” punto 5).
Nato il 19.01.1933 a Baltimora (Maryland, USA), Coyne entrò a far parte della Compagnia di Gesù a 18 anni e fu ordinato sacerdote nel 1965. Dopo gli studi teologici al Woodstock College, si laureò in matematica nel 1958 alla Fordham University di New York e nel 1962 ottenne il dottorato in astronomia alla Georgetown University di Washington. Tra il 1963 e il 1976 ha lavorato come astronomo al Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona, dove nei quattro anni successivi è stato ricercatore e professore al Dipartimento di Astronomia, di cui fra il 1979 e il 1980 è stato direttore.
Il suo principale campo di ricerca è stato lo studio sulla polarimetria di vari oggetti astronomici. Tra di essi le superfici della Luna e di Mercurio; il mezzo interstellare; stelle con atmosfere estese; le Galassie di Seyfert, che sono un gruppo di galassie spirali con stelle centrali molto piccole e brillanti. I suoi ultimi studi si sono incentrati sulla polarizzazione prodotta nelle variabili cataclismiche e sull'interazione tra sistemi stellari binari che emettono improvvisi lampi di intensa energia.
Scienziato di fiducia di Giovanni Paolo II lungo tutto il suo pontificato, Coyne ha promosso il dialogo tra scienza e teologia al massimo livello. La lettera indirizzatagli da Giovanni Paolo II in occasione del 300° anniversario dei ‘Principia di Newton’ è stata ad esempio una significativa e dettagliata dichiarazione sulla relazione esistente tra scienza e fede cattolica. Coyne fu anche artefice principale degli studi scientifici e storici che esperti di tutto il mondo hanno effettuato dal 1979 al 1992 sul “caso Galileo” e i cui risultati sono stati presentati dalla cultura dominante (giornali e tv) in modo falsificante come tardiva “rivalutazione” di Galileo da parte della Chiesa (v. Il caso Galileo, punto 20).
Inoltre padre Coyne organizzò negli anni Novanta una serie di conferenze sull’azione di Dio nell'Universo presso il centro storico della Specola Vaticana a Castel Gandolfo (sui Colli Albani, dove la Specola Vaticana si trasferì dopo la sua prima sede, che era inizialmente nei giardini vaticani, per sfuggire all’inquinamento luminoso di Roma e il cui osservatorio è tuttora visibile con le sue calotte semisferiche nel profilo del Palazzo Apostolico di Castelgandolfo e dove oggi rimane come museo, talmente importante da conservare persino reperti della Luna e meteroriti di Marte), in collaborazione con il Center for Theology and the Natural Sciences di Berkerley, in California. Gli atti sono stati pubblicati dall'«University of Notre Dame Press».
Fino a pochi mesi fa padre Coyne è stato pure a capo di un team di ricercatori astronomici della stessa Università dell’Arizona. Sotto la sua direzione presso questa università statunitense è stato istituito il Gruppo di Ricerca della Specola Vaticana e in collaborazione con quell'università è stato possibile costruire il Telescopio vaticano a Tecnologia Avanzata, con il primo specchio spin-cast al mondo, sul monte Graham in Arizona.
[fonte: Avvenire, 13.02.2020]
Un ulteriore grande segno di come sia un falso mito anticattolico (ottocentesco) quello dell’opposizione tra scienza e fede!





 

11.02.2020

Italia … in estinzione

La popolazione italiana continua a diminuire dal 1983.
“Siamo il Paese più vecchio del mondo, dopo il Giappone”, come sottolinea l’Istat stesso. Già nel 2018 l’Italia aveva una percentuale di 173,1 anziani (dai 65 anni in su) ogni 100 ragazzi (dai 15 anni in giù). Ma la situazione continua da anni a peggiorare.

Ecco i dati Istat riferentesi al 2019:

Abitanti: 60.317.000.
116.000 in meno rispetto al 2018 (nonostante l’arrivo degli immigrati)


Nascite: 435.000 (2016: 443.000; 2008: 576.000)

1,29 figli per donna (tra i più bassi del mondo; percentuale stabile, ma perché diminuiscono le donne in età fertile, in un anno ridotte di 180.000) (età media di chi partorisce per la prima volta: 32,1)

Decessi: 647.000 (2018: 633.133; 2014: 598.000)

Saldo nati/morti: - 212.000.
Il che significa
67 nascite per 100 morti (2009: 96 nati per 100 morti). Sottolinea l’Istat: “si tratta del più basso livello di ricambio naturale dal 1918”!

Secondo questo trend l’Italia nel 2050 avrebbe un popolazione ridotta del 17%, con oltre il 35% dei cittadini con più di 65 anni (un dato che rende assolutamente impossibile l’assistenza sanitaria e il pagamento delle pensioni).

Età media della popolazione: 45,7 anni

[speranza di vita: 85,3 anni per le donne, 81 per gli uomini (incremento di 1 mese all’anno)]

Stranieri presenti regolarmente in Italia: 5.400.000 [8,9% della popolazione; in alcune regioni (ad es. Emilia R., Lombardia, Lazio) superano l’11%]
Nel 2019 sono venuti ad abitare in Italia 307.000 stranieri (220.000 non europei) (25.000 in meno rispetto al 2018; 34.000 in meno rispetto al 2017).
L’anno scorso hanno ottenuto la cittadinanza italiana 109.000 stranieri.
Delle 435.000 nascite del 2019, 85.000 (quasi 1/5 del totale) hanno uno o entrambi i genitori stranieri (63.000 entrambi i genitori; 22.000 mamma straniera e papà italiano)

Italiani andati ad abitare all’estero: 164.000 (120.000 si sono cancellati dall’anagrafe italiana)

Questa volta si sono finalmente allarmati anche i grandi giornali (Corriere della sera, Repubblica); e pure il Presidente della Repubblica Mattarella ha alzato la sua voce: "Occorre fare di tutto per contrastare la denatalità … È un problema per l'esistenza stessa del Paese … Chi è anziano come me ha ben presente l'abbassamento di scala della natalità nelle generazioni. Due generazioni prima della mia, i figli erano numerosi; poi si sono ridotti ancora. E questo è un problema che riguarda l'esistenza del nostro Paese. Le famiglie non sono il tessuto connettivo dell'Italia, le famiglie sono l'Italia. Perché l'Italia non è fatta dalle Istituzioni ma dai suoi cittadini, dalle persone che vi vivono".

Ci sono persino delle Parrocchie dove si suonano le campane a festa quando nasce un bambino, ad esempio: Cupramontana (AN), Castellammare del Golfo (TP), Cogliate (MB), Taviano (LE), San Martino Valle Caudina (AV), Pescasseroli (AQ), Vittorio Veneto (TV), Bisignano (CS), Verderio (LC), Levico Terme (TN), Lenno (CO) …

Grandi economisti (come Ettore Gotti Tedeschi) sottolineano come proprio la denatalità faccia crollare l’economia, al di là dei luoghi comuni in voga fino a poco tempo fa secondo cui sarebbe la crescita della popolazione a provocarlo. Infatti, al di là dei problemi politici italiani e pure della sfavorevole congiuntura economica internazionale [la questione dei prevalenti interessi franco-tedeschi nella conduzione della UE (ma ora con un abbassamento della produzione perfino in Germania), la ritorsione dei dazi (specie tra superpotenze), il boom dell’economia cinese (ora però minacciata dalle conseguenze del Coronavirus)], la denatalità crea un circolo vizioso che distrugge l’economia. Infatti, oltre al dramma di non poter in futuro sostenere il pagamento delle pensioni e l’assistenza sanitaria degli anziani in continua crescita rispetto alla diminuzione dei giovani e di chi lavora, l’economia, per poter far fronte alla diminuzione della popolazione (e quindi dei consumatori), deve incrementare artificialmente i consumi (iper-consumismo: ci sono meno persone ma devono allora consumare di più), ma ciò richiede di contenere i prezzi (ad esempio con la delocalizzazione delle industrie in altre nazioni a basso costo di mano d’opera e quindi incrementando pure la disoccupazione interna), provoca l’incremento del debito, la difficoltà a formare nuove famiglie, la necessità di lavorare in due e quindi un’ulteriore difficoltà a generare figli.

Crollo dell’economia
La produzione industriale italiana è calata nel 2019 dell’1,3% (dato peggiore da 6 anni). Solo nel mese di dicembre è calata del 2,7% rispetto a novembre, dell’1,4% rispetto al trimestre precedente, del 4,3% rispetto al dicembre 2018 (il settore “auto” è addirittura calato del 13,9% in un anno: il peggiore dal 2012). L’ Ufficio parlamentare di Bilancio stima per il 2020 una crescita del Pil solo dello 0,2%; ma si potrebbe persino cadere nella recessione.
Questo dato allarmante ha anche cause politiche e interne al Paese: si pensi che delle 120 crisi industriali di cui si è occupato il Ministero dello Sviluppo economico nel 2019 (v. Whirlpool, Alitalia, Ilva, Air Italy) non ne è stata risolta neppure una. Oltre ad altre gravi inadempienze, ci sono poi incredibili ritardi delle Regioni, soprattutto del Sud, nell’utilizzare i fondi dell’UE (miliardi di euro che devono tornare alla UE per essere impiegati in altri Paesi).





 

8.02.2020

Sanremo … e Benigni

Un Festival di Sanremo che inizia con Fiorello in talare (ma quanti preti la portano ancora? Infatti rassicura che è quella “di scena” del don Matteo televisivo), che si rivolge al pubblico dicendo “fratelli e sorelle”, invitando concretamente a darsi lo “scambio della pace”, quindi facendo chiamare Amadeus sulle note del millenario “Alleluia” gregoriano …
Un giovane cantante (Achille Lauro) che si esibisce praticamente in un costosissimo striptease, e ciò alluderebbe a S. Francesco (!?) …
Poi ovviamente, da quel celebre altare dello spettacolo, attorno al quale si sono accomodati fino a 11 milioni di telespettatori (in fondo paganti, visto che tutti abbiamo pagato il "canone" anche per questo), non può non mancare il trionfo del "politicamente corretto", con tanto di accenni all’omosessualità (Fiorello ricorda che Tiziano Ferro ha «un marito» che si chiama Viktor) e baci di ogni tipo, con ogni altra amenità, che oggi comunque servono per ricevere applausi … e soldi.
Pare dunque che ogni tanto ci voglia poi qualche riferimento a Dio, alla religione, al cattolico … per irriderlo; tanto questo applaude (e paga) anche se viene preso in giro e vengono prese in giro le cose che per lui dovrebbero essere le più sacre e importanti della vita.

Il clou di tutto questo è però il solito Roberto Benigni, che da anni passa ormai per oracolo e profeta della cultura nazionale (ricordiamo i commenti a Dante e alla Costituzione), che viene accolto all’Ariston processionalmente e con la banda. Così, come ha già fatto altre volte, si butta a fare da ignorante l’esegeta biblico (intanto anche la maggior parte dei cattolici è sulla Bibbia più ignorante di lui … e applaude): ha infatti commentato da ignorante e violentato da blasfemo un testo biblico, dell’Antico Testamento (il libro del Cantico dei Cantici), A. T. che peraltro da millenni è testo sacro ispirato da Dio e tuttora considerato tale dalla maggioranza assoluta della popolazione mondiale (ebrei, cristiani e per certi versi anche dai musulmani, che insieme contano quasi 4 miliardi di persone).
Così, senza sapere o nascondendosi e nascondendoci ciò che centinaia di autorevolissimi esegeti ebrei e cristiani hanno investigato e detto su quel testo, lo fa diventare un inno erotico, spinto e crudo, forse sfuggito di mano alla solita Chiesa ‘sessuofoba’, addirittura un’esaltazione del sesso vissuto in ogni maniera (etero, omo, orgiastico … invita pure l’orchestra a farlo così), senza alcun senso e dignità (dignità della sessualità che invece è proprio quello che la Bibbia insegna e Gesù approfondisce e interiorizza, cfr. Mt 5,27-28).
“Non potremmo permetterglielo neppure se commentasse e stravolgesse in questo modo un qualsiasi testo di letteratura”, ha detto su un giornale una professoressa di Lettere.
Oppure, cosa si direbbe ad uno che non ha mai studiato chimica, se osasse dire che l’acqua non ha l’idrogeno e che sono stati ignoranti (e interessati a negare l’idrogeno) tutti coloro che sono venuti prima di lui, anche i più grandi chimici della storia?
Di questa osceno stravolgimento del Cantico dei Cantici, davanti ad un pubblico di milioni e milioni di persone, si sono indignati gli stessi ebrei. Ad esempio Vittorio Robiati Bendaud, coordinatore del Tribunale rabbinico del Centro Nord Italia, che tra l’altro proprio in questo periodo ha girato l’Italia per spiegare il Cantico e lo ha fatto sulla scorta di approfondite letture e anni di studio sul testo biblico, guidato da un grande rabbino italiano (Giuseppe Laras, scomparso nel 2017). Bendaud ha definito Benigni «irritante e nauseante» (vedi). “Abbiamo assistito ad un uso aggressivo e strumentale del testo biblico contro il testo biblico”; “nel testo non si parla d’amore in modo generico, ma del rapporto monogamico eterosessuale, immagine del rapporto tra l’uomo e il Mistero”; “Benigni ne ha fatto un poemetto erotico”; “la sua è stata una ricostruzione ideologica, falsante, trita ed esausta”. Tra l’altro, anche in riferimento al celebratissimo film di Benigni “La vita è bella” (1997, 3 Premi Oscar), Bendaud ha voluto ripetere quel che disse a suo tempo l'ebrea Liliana Segre: «Un filmetto senza pretese nella prima parte e terribilmente falso nella seconda». Ha infine aggiunto: “anche per quanto riguarda Dante, ho l’impressione che Benigni sia molto scaltro. Ha capito che la tradizione ebraica e cristiana, anche se spesso negata e avversata, è ricca di capolavori, che ebrei e cristiani se ne rendano conto o meno. A fronte di una cultura laica ormai in crisi, che cerca di appropriarsi dei tesori di quelle tradizioni, spogliandoli però dell’aspetto religioso”.
Anche un giovane e acuto filosofo italiano, Diego Fusaro, ateo e marxista, si è espresso in questi termini: Benigni a Sanremo: 300.000 euro per trasformare il cristianesimo in un gay pride” (ascolta).
E i cattolici? In silenzio, applaudenti e … paganti!
C’è chi ha detto che stravolgere e deturpare così la fede cattolica, è ormai come “rubare in una casa senza più serrature” (S. Magister, 10.02.2020).
La maggior parte dei cattolici è oggi non solo ignorante sulla Bibbia, nonostante i numerosi ed autorevolissimi biblisti ed esegeti cattolici, e non conosce le ragioni della fede e della morale, ma è imbevuto anche inconsciamente della stessa cultura laicista, e quindi, pur credendo vagamente in alcuni principi, non riesce non solo a difendere la fede, ma addirittura applaude e paga per distruggerla.

Benigni, da ignorante della Bibbia, da tempo vuol passare per il vero esegeta ed interprete del testo sacro. Ed ha pure il “chiodo fisso” della sessualità (non solo la sessualità libera, ma ora anche Lgbt), con i soliti luoghi comuni e falsi sulla Chiesa “sessuofoba”.
Lo aveva già fatto anni fa (15-16.12.2014) in TV (Rai1, con 10 milioni di telespettatori) sui Dieci Comandamenti. Anche in quel caso lo scivolone più grosso e da ignorante è stato proprio sul VI Comandamento, irridendo sul fatto che la Chiesa lo chiama “Non commettere atti impuri” mentre era soltanto “Non commettere adulterio”. Anche allora aveva dimostrato, ingannando milioni di persone su un punto così delicato delle coscienze, di essere profondamente ignorante della Bibbia, perché non solo già nell’Antico Testamento c’è il riferimento a molti altri peccati sessuali (si pensi ad esempio al tremendo castigo su Sodoma, proprio per i peccati di omosessualità che prendono nome da quella città dove trionfavano), ma perché Gesù interiorizza e “porta a compimento” quel comandamento (v. Mt 5,8: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” e Mt 5,27-28: “Avete inteso che fu detto: <Non commettere adulterio>; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”) e tutto il Nuovo Testamento, specie S. Paolo, declina dal comandamento di Gesù anche tutta la morale sessuale e i relativi peccati, che si raggruppano appunto nell’espressione “atti impuri” (ad es.: Rm 1,24-27; Rm 6,19; 1Cor 6,9-20; Gal 5,16-26; Ef 4,19; Ef 5,3-5; Col 3,5; 1Ts 4,3-8; Gc 1,21. [v. nel sito Morale sessuale, punto 14 e citazioni bibliche]
Anche in quel caso nessuno protestò o puntualizzò, tanto meno i Cattolici (compreso i Vescovi). Anzi Papa Francesco, che aveva già chiamato per telefono il comico per ringraziarlo (vedi1) (vedi2), qualche giorno dopo gli fece un riferimento elogiativo e lo citò implicitamente nientemeno che nell’omelia della S. Messa del Te Deum in S. Pietro (31.12.2014).
Poi Benigni il 12.01.2016 fu chiamato addirittura in Vaticano a presentare, col card. Parolin, Segretario di Stato (!), il libro del Papa “Il nome di Dio è misericordia” (video), cui seguì un cordiale incontro col Pontefice stesso (vedi).

Insomma, da Sanremo, dove è d’obbligo applaudire ogni volta che si sente una banalità, a patto che sia politicamente corretta, la religione cristiana ne esce svilita, vilipesa, strumentalizzata, falsificata e derisa … "un furto dei gioielli di famiglia in una casa lasciata vuota". Intanto i cattolici sono gli unici contro cui puoi sparare senza avere ritorsioni ma applausi.
Nessuno osa certo farlo con altre religioni o altre categorie di persone (omosessuali, immigrati, politici di sinistra, donne, ...).

Una proposta a Benigni, che si sente uno spirito tanto libero: la prossima volta vada di fronte a milioni di musulmani, possibilmente alla Mecca, prenda una pagina del Corano, la deturpi in modo osceno e blasfemo, e si faccia pure pagare $ 325.000 dall’Arabia Saudita (visto che in Italia, patria della Cattolicità, ha ricevuto per le sue scempiaggini, oscenità e blasfemie sulla Bibbia gli equivalenti € 300.000, col canone pagato dagli italiani, di cui comunque anagraficamente il 94% è cattolico, dissacrando la cosa più sacra e importante della loro vita)... E guardiamo cosa succede!





 

5.02.2020

Francia. “Fare” figli … senza un padre!?

La legge
Con 153 voti favorevoli, 143 contrari e 45 astenuti, il Senato francese ha ieri (4.02.2020) approvato la revisione della cosiddetta ‘legge sulla bioetica’, che estende la fecondazione artificiale (procreazione medicalmente assistita) a donne single e a coppie lesbiche.
La legge, fortemente voluta da Macron e dal suo Partito (La République En Marche), era già stata votata dalla Camera e vi tornerà ora, con la certezza di passare, avendo tale partito del Presidente la maggioranza.
Sono almeno stati eliminati gli articoli che avrebbero permesso la creazione di “embrioni transgenici” e di quelli “chimera” (cioè embrioni ibridi, composti di materiale umano e animale) e quello che permetteva di estendere la diagnosi preimpianto ai casi di aneuploidia (all’interno dei quali i più frequenti riguardano la Trisomia 21, la Sindrome di Down).
Rimane invece l’abominio del “bébé médicament” (bambino medicinale): si tratta della creazione di un bambino in laboratorio allo scopo di guarirne un altro! Nel caso cioè in cui una coppia abbia già un figlio affetto da grave malattia genetica, può permettere la fecondazione in vitro di un embrione (un figlio) che dovrà essere sottoposto ad una duplice diagnosi preimpianto: si dovrà cioè verificare l’assenza della malattia genetica di cui soffre il fratello e l’immunocompatibilità; in altri termini, lo scopo è quello di prelevare del sangue dal cordone ombelicale da questo nuovo embrione per poter guarire l’altro figlio, cioè il fratello più grande.
La legge prevede poi l’estensione della conservazione degli embrioni fino a 21 giorni, al fine di effettuare ricerche sulla gastrulazione, la creazione di modelli embrionali, la fabbricazione di gameti artificiali.
Il Senato ha respinto la proposta del governo di poter parlare di bambini nati da due donne (?!), cioè la donna che l’ha portato in grembo e la compagna, ma tale compagna potrà essere riconosciuta come “madre” mediante adozione. Quindi il bambino risulterà comunque, anche anagraficamente, con due madri e senza un padre!
Il padre (cioè il donatore degli spermatozoi) dovrà fornire i propri dati identificativi, che verranno conservati al Consiglio nazionale per l’accesso alle origini personali (Cnaop); ma il figlio potrà sapere chi è il padre solo quando sarà maggiorenne e solo se il padre lo consentirà.
Per il momento in Francia non è ancora permessa la “maternità surrogata” (Gestation pour autrui, cioè l’utero in affitto) e rimane pure ufficialmente proibita la trascrizione all’anagrafe dei bambini nati all’estero da queste gestanti, però è comunque autorizzata la trascrizione delle sentenze d’adozione.

Il popolo in piazza contro la legge
Contro questa legge, il 19.01.2020 erano già scese in piazza a Parigi decine di migliaia di persone! Tale enorme manifestazione contro la «provetta per tutte» ha visto anche la partecipazione di 22 associazioni, riunite nel collettivo «Marchons Enfants!», tra cui Manif pour tous, il movimento che portò in piazza milioni di persone contro il matrimonio per tutti, cioè la legge che permette i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Anche in questo caso, però, il popolo è stato silenziato dalla stampa e non ascoltato dalla politica.

Il Presidente
Emmanuel Macron, il 25° Presidente della Repubblica francese, emerso nel 2017 in pochi giorni dal cilindro delle banche (e lui stesso banchiere), con un partito inventato ‘ad personam’ in pochi giorni (En Marche), e il cui consenso popolare è ormai sceso al 25%, ha fortemente voluto questa legge, giungendo ad affermare in proposito che «un padre non è necessariamente un uomo»!!
Con questi ‘salti mortali’ del linguaggio si vuol dire che secondo questa legge un bambino, nato dalla Pma e dato a una o due donne, non sarà senza un padre, ma che «suo padre sarà una donna»!
Mamma e papà, nel senso di maschio e femmina, sono insomma “categorie” superate: infatti oggi «i modelli familiari sono cambiati» e tali bambini «non hanno problemi rispetto ai quelli cresciuti in situazioni familiari più tradizionali», ha dichiarato il Ministro della Salute francese Agnès Buzyn.
Non importa se persino la scienza dice invece il contrario (v. News del 26.01.2020, appena sotto).

I Vescovi
Fa onore, anche se evangelicamente doveroso, che i Vescovi francesi abbiamo preso chiara e dura posizione contro questa legge. A cominciare dall’arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, peraltro grande esperto di bioetica e lui stesso medico. Mosso da una rovente citazione evangelica («Se restiamo in silenzio, grideranno le pietre», Lc 19, 40), con una dichiarazione ufficiale (17.01.2020) in chiara opposizione al Presidente Macron, l’Arcivescovo di Parigi ha affermato anzitutto che «il bambino è un dono da ricevere e non un dono da fabbricare» e che «nessun essere umano è un oggetto, nessun figlio è una cosa». Sottolinea poi come incomprensibile e paradossale che la tanto sbandierata attenzione ecologica rispetto al pianeta diventi così cieca quando si tratta dell’uomo!
Interessante poi che mons. Aupetit, in una sua pubblicazione appena uscita (Salvator, 2020) si rifaccia addirittura alla tanto contestata enciclica di Paolo VI Humanae Vitae (1968), sottolineando come tale documento fosse stato profetico nel prefigurare dove avrebbe progressivamente portato la mentalità contraccettiva del “fare” un figlio a piacimento. Oggi possiamo dire: fino a tale fabbricazione innaturale del figlio, come un diritto per tutti, a piacimento! Si può dire fino a questa legge della “provetta per tutti”.
Questo è il motivo, ricorda Aupetit, per cui «anche nella scienza usiamo la parola “riproduzione” per gli animali ma “procreazione” nell’uomo, vale a dire la partecipazione a un atto che la precede. L’uomo e la donna entrano volontariamente in un progetto di accoglienza della vita che è dono di Dio». E, citando san Giovanni Paolo II: «Non sono gli [esseri] umani che si uniscono tra loro, è Dio che li dà reciprocamente».

Il vescovo di Bayonne Marc Aillet qualche mese fa aveva sottolineato come la Francia, «sotto la pressione di lobby minoritarie, è stata posta su un piano inclinato: la procreazione medicalmente assistita per tutti (PMA), che possiamo chiamare la “PMA senza padre”, farà passare anche alla legalizzazione gestazione per altri (GPA), così come si è passati dai PCAS al matrimonio per tutti, e dal matrimonio per tutti alla PMA, nonostante molte dichiarazioni di principio ingannevoli».

Il 13.01.2020 anche l’intera Conferenza Episcopale Francese ha preso una posizione comune contro questa legge. Oltre alle problematiche legate alla PMA «senza padre» e i diritti del bambino, c’è anche il dramma dell’estensione delle indagini prenatali, fino a giungere ad una sorta di eugenetica.
Questa legge, muovendosi da un principio già moralmente illecito (la procreazione assistita), estende poi il desiderio (che diventa diritto) di genitorialità a chiunque, ad una singola donna come ad una coppia lesbica. Basta poi una semplice dichiarazione davanti ad un notaio, per dichiararsi madri, anche senza aver vissuto la gestazione e neppure aver donato gli ovuli. Insomma, uno stravolgimento non solo della natura ma dell’istituto familiare tramite l’abbattimento della figura paterna. Inoltre l’estensione della diagnosi pre-impianto permessa dalla legge apre la strada a una tale selezione di bambini in gestazione da costituire una vera e propria «eugenetica liberale».







 

26.01.2020

I danni della “Procreazione Medicalmente Assistita”

I bambini nati da “fecondazione artificiale” presentano maggiori rischi di prematurità e di disturbi del comportamento, del linguaggio, dell’attenzione, ecc.; ed anche i genitori sviluppano una serie di problemi psicologici.
È quanto è emerso nientemeno che dal Convegno della “Società italiana di pediatria” (Sip) e del “Sindacato italiano degli specialisti pediatri” (Sispe), istituti che peraltro non condannano questa tecnica di “procreazione assistita”, intitolato “Procreazione medicalmente assistita: il bambino al centro”, e tenuto a Roma il 18 gennaio scorso.
Il bambino concepito con fecondazione artificiale presenta cioè percentuali molto più alte non solo di nascita prematura, ma di disturbi psicologici, che emergeranno anche in età scolare. Si parla cioè di «outcome tardivi che riguardano prevalentemente lo sviluppo neurocognitivo: disturbi del comportamento, del linguaggio, deficit di attenzione, iperattività e disturbi dello spettro autistico». Inoltre, «ci sono anche dati sui giovani adulti nati da Pma che hanno dimostrato, ad esempio, maggiori problemi relativi all’ansia e all’assunzione di bevande alcoliche rispetto ai nati naturalmente».
Questi pediatri dunque, pur non condannando la fecondazione in vitro, non possono evitare di denunciarne i danni. Tra l’altro indicano comunque alle donne di non attendere ad avere figli dopo i 35 anni.
I disturbi psichici dovuti alla “Procreazione medicalmente assistita” riguardano anche i genitori, specialmente la donna. Le madri sviluppano infatti problemi psicologici perché «la maternità non viene declinata nella dimensione affettivo-corporea», è stato ricordato, ed «è molto probabile che alla quarta stimolazione ovarica, ad esempio, ci sia una risposta emotiva molto forte da parte delle donne». Di fronte poi alla necessità di soppressione di uno degli embrioni in utero, perché ritenuti eccessivi per la donna, nasce poi la «“sindrome del sopravvissuto”, che vede la madre considerare l’embrione sacrificato (in pratica ucciso) come l’eroe che si è appunto sacrificato per gli altri, che vivranno nella sua ombra; e tale dinamica si ripercuoterà nella relazione, con il rischio di una difficoltà nell’attaccamento ai bambini nati». Nel caso poi «della donazione di ovocita riscontriamo una grande difficoltà delle mamme a dire di averlo ricevuto».

Il Registro nazionale sulla “Procreazione medicalmente assistita” dell’Istituto Superiore della Sanità indica che ormai (dati 2017) circa il 3% dei bambini nasce così. Gli stessi pediatri hanno pertanto sottolineato che bisognerebbe limitarla «ai casi in cui c’è veramente necessità».

C’è poi il dramma degli embrioni (cioè esseri umani) morti o soppressi!
È stato autorevolmente ricordato al Convegno che «su 100.000 embrioni prodotti (con fecondazione artificiale, cioè senza un rapporto sessuale del padre e della madre, ma in laboratorio) solo 9.000 nascono», per cui «si assiste ad uno spreco (linguaggio macabro che tratta i bambini come fossero beni industriali) del 91% di embrioni che muoiono; e il passaggio più delicato va dallo scongelamento all’inserimento in utero: il 40% degli embrioni muore, infatti, in fase di scongelamento».

[fonte: NBQ, 26.01.2020]

Ricordiamo inoltre che la “procreazione medicalmente assistita” è contraria alla morale cristiana (cfr. Morale sessuale, punto 32.2).
Sulla legge 40 che in Italia l’ha permessa, sul fallito Referendum che voleva sopprimerne i limiti (nonostante anni di discussione parlamentare) e le successive modifiche portate dal potere giudiziario (che in Italia si sostituisce assai spesso a quello legislativo), v. News del 30.07.2018, 15.07.2015, 19.03.2013, 24.04.2013, (4.10.2012), 29.08.2012, 4.04.2012, (3.11.2011).





 

25.01.2020

Trump: primo Presidente USA alla “Marcia per la vita”

Ogni anno, nell’anniversario della sentenza della Corte suprema USA che il 22.01.1973 liberalizzò l’aborto negli USA (provocando così in neppure 50 anni la morte di quasi 70 milioni di bambini nel grembo materno), si tiene a Washington un’imponente “Marcia per la vita” (March for Life), la più grande marcia per i diritti civili tenuta negli USA, con la partecipazione di oltre 500.000 persone, di cui la maggior parte giovani.
Sotto la presidenza Obama tale annuale manifestazione pro-life, contraria alle sue politiche abortiste, veniva ovviamente snobbata dal Presidente e dalle istituzioni democratiche e censurata dalla grande stampa. Ricordiamo che nella propaganda elettorale, la Hillary Clinton disse addirittura di voler promuovere l’aborto, garantito dallo Stato, fino alla nascita del bambino!
Da quando è stato eletto Presidente degli USA, Donald Trump ha invece subito sostenuto questa e altre iniziative “pro-life”, inviando già nel 2017 il vicepresidente USA Mike Pence a presenziare a suo nome la Marcia (v. News del 27.01.2017), così come ha tagliato i fondi pubblici alle grandi organizzazioni abortiste (v. International Planned Parenthood Federation, che promuove l’aborto a livello internazionale), dirigendo invece tali risorse a favore dell’assistenza mondiale alla maternità e all’infanzia.
Nel 2018 Trump aveva voluto rendersi ancor più presente alla manifestazione, mediante un video-messaggio di incoraggiamento e di partecipazione (cfr. News del 19.01.2018); ed era la prima volta, in 45 anni, che un Presidente USA compiva un tale passo.
Anche lo scorso anno (v. News del 18.01.2019) il Presidente USA, oltre ad essere rappresentato alla Marcia dal vicepresidente Mike Pence, aveva voluto far sentire tutto il suo sostegno con un video-messaggio, in cui ribadiva che come Presidente avrebbe «sempre difeso il primo diritto della nostra Dichiarazione d’Indipendenza, cioè il diritto alla vita», così come l’obiezione di coscienza (messa invece sotto attacco da Obama) «per proteggere la libertà religiosa di medici, infermieri ed enti benefici (come le Piccole Sorelle dei Poveri», le suore costrette a una lunghissima battaglia giudiziaria per sottrarsi al cosiddetto «mandato contraccettivo» dell’Obamacare); ed aggiunse di voler sostenere anche «l’amorevole scelta dell’adozione e dell’affido, anche attraverso il supporto dei servizi di adozione basati sulla fede». Nello stesso giorno il Presidente USA aveva indirizzato una lettera alla speaker della Camera, l’abortista Nancy Pelosi, in cui affermava che avrebbe usato il suo potere di veto nei confronti di ogni disegno di legge che tentasse di indebolire la protezione per i nascituri (in riferimento alle politiche abortiste dei “democratici”).

Ebbene, quest’anno il Presidente Trump ha voluto compiere un passo ancora più deciso e “storico” a sostegno della “Marcia per la vita” (tenuta il 24.01.2020), partecipandovi di persona! È infatti il primo Presidente USA a compiere un tale gesto.
Di fronte alle 700.000 persone presenti alla Marcia, di cui la maggior parte giovani sotto i 25 anni (numero ogni anno in crescita, segno di un cambiamento in favore alla vita delle nuove generazioni americane), Trump ha infatti sottolineato: “È per me un grande onore essere il primo Presidente della storia che partecipa alla Marcia per la Vita!”
Non solo, ma il Presidente ha voluto addirittura unire la difesa della vita del nascituro a Dio: “Tutti noi comprendiamo una verità eterna: ogni bambino è un dono prezioso e sacro di Dio. Assieme, noi dobbiamo proteggere, amare e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana … Quando vediamo l’immagine di un bambino nel grembo materno, vediamo la maestosità della creazione di Dio ... ogni vita umana, nata e non nata, è fatta a immagine santa di Dio Onnipotente. Insieme, difenderemo questa verità in tutta la nostra magnifica terra”.
E non sono solo parole. Fin dall’inizio del suo mandato Trump ha infatti varato una lunga serie di provvedimenti per limitare l’aborto, de-finanziare i programmi abortisti, nominare giudici potenzialmente pro-life, agire anche a livello internazionale contro la cosiddetta pianificazione familiare. Per questo viene considerato il Presidente più pro-life della storia americana.
Trump ha contrapposto le sue politiche a quelle dei Democratici, mai così abortisti come in questi ultimi tre anni. “Quando si tratta di aborto – ha sottolineato – i Democratici hanno abbracciato le posizioni più radicali ed estreme. Quasi tutti i principali Democratici del Congresso ora supportano l’aborto finanziato dai contribuenti fino al momento della nascita. L’anno scorso, i legislatori di New York hanno applaudito con gioia il passaggio della legislazione che avrebbe permesso a un bambino di essere strappato dal grembo materno fino al parto. Quindi, abbiamo avuto il caso del governatore democratico nello Stato della Virginia, che ha dichiarato che avrebbe ucciso un bambino anche dopo la nascita!”

Il Presidente degli Stati Uniti alla marcia per la vita! Un fatto che nella “laicissima” Europa, e persino in Italia (centro della Cattolicità), risuonerebbe scandaloso, anacronistico, incomprensibile, perfino clericale o addirittura antidemocratico. Infatti nessun Presidente o Capo di governo europeo lo ha mai fatto; neppure in Italia, dove sembrerebbe assurdo vedere un Presidente del Consiglio o addirittura della Repubblica, pur sedicenti “cattolici”, ad un Marcia per la Vita … dove ultimamente si fa fatica a trovare persino il volto e l’appoggio di un Vescovo!





 

23.01.2020

Spagna: dittatura del “pensiero unico”

Il Ministro dell’Istruzione del nuovo governo spagnolo (a guida socialista Sánchez), Isabel Celaá, ha detto che i figli non appartengono ai genitori ma allo Stato! Lo ha dichiarato in una conferenza stampa, per criticare il cosiddetto «Pin parentale» progettato dalla regione di Murcia, per iniziativa del partito Vox, che è come una sorta di consenso informato che permette alle famiglie di esercitare il primato educativo e dunque fornire o meno l’autorizzazione rispetto alle attività scolastiche complementari.
Per capire meglio l’obiettivo che si vuole raggiungere, le viene in aiuto il Ministro per l’Uguaglianza Irene Montero, specificando che «i figli di genitori omofobi hanno il diritto di essere educati al rispetto» e hanno la «possibilità di amare chi vogliono», mentre quel «Pin parentale» «comporta la rottura del patto contro la violenza di genere».
In altre parole in Spagna non puoi pensare diversamente dal Governo (che sposa l’ideologia gender) e i figli non appartengono ai genitori bensì allo Stato.

L’arcivescovo di Valencia, Cardinale Antonio Cañizares Llovera (che era stato chiamato a Roma da Benedetto XVI per guidare la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ma ha scelto poi di ritornare nella sua Spagna) ha ricordato che «solo le dittature affermano che i figli appartengono allo Stato»!

«I genitori hanno dunque il diritto di educare la prole, ma nel contempo ne hanno anche il dovere», prosegue l’Arcivescovo citando la Dichiarazione sull’Educazione Cristiana del Concilio Vaticano II Gravissimum Educationis e l’Esortazione apostolica post-sinodale sulla famiglia di Giovanni Paolo II Familiaris consortio, laddove si legge: «Il dovere educativo dei genitori è descritto come essenziale, correlato come è con la trasmissione della vita umana; come originale e primario, rispetto al dovere educativo degli altri; per l’unicità della relazione d’amore che esiste tra genitori e figli; in quanto insostituibili e inalienabili e, pertanto, non possono essere completamente delegati o usurpati da altri. Al di sopra di queste caratteristiche, non si può dimenticare che l’elemento più radicale, che determina il dovere e il diritto educativo primario e originale dei genitori, è l’amore paterno e materno, che trova la sua realizzazione nell’azione educativa, rendendolo pieno e perfetto».
«La famiglia - aggiunge il Cardinale - è e deve rimanere la grande scuola della società. Costituisce il luogo naturale e lo strumento più efficace per l’apprendimento e la realizzazione dell’essere uomo, nonché per la personalizzazione della società. Non può essere soppiantata da niente o da nessuno. Ciò è rivendicato non solo dal bene privato di ogni persona umana, ma dal bene comune, il bene della società, sempre inseparabile dal bene della persona. La società è, dovrebbe essere, al servizio della famiglia e della persona, anche nel campo dell’educazione; deve rispettarla e promuoverla, anche in questo campo; non può sostituirla in alcun modo, né invadere la sua missione inalienabile».




 

20.01.2020

Francia ... allo sbando

Mentre al Senato sta passando una legge che pretende cancellare ufficialmente “il padre” nella generazione di un figlio, nonostante le decine di migliaia di persone che per questo protestano in piazza, la Francia continua a registrare una crescita di atti vandalici contro le espressioni della fede cattolica (cfr. già le News del 16.12.2019, 5.12.2019, 1.05.2019 e 11.03.2019).
Il 9 gennaio scorso, ad esempio, otto statue della Madonna sono state distrutte in più città del sud-ovest del Paese (Pau, Artix, Lons e Mourenx), con un evidente coordinamento di tali atti vandalici anticattolici.
Il vescovo locale (di Bayonne, Lescar e Oloron), mons. Marc Aillet, ha perfino parlato in proposito di una sorta di «pèlerinage à l’envers» («pellegrinaggio al contrario»), facendo particolarmente impressione l’odio contro Maria Santissima … e siamo non lontano da Lourdes!

In Francia è quindi in atto una crescita di atti violenti o vandalici, che possono anche essere definiti di “laicismo estremo” (anche se prevalgono quegli islamici); infatti, se si rivolgono specialmente contro la fede cristiana cattolica (1.063 episodi), si contano anche atti antisemiti (541; tanto da spingere molti ebrei a lasciare il Paese, magari emigrando in Israele) e persino anti-musulmani (100 casi) (dati del Ministero degli Interni francese riferiti ancora al 2018).

Intanto, a proposito di abusi sessuali e false accuse contro la Chiesa …
(v. News sotto)
In questi giorni l’arcivescovo di Lione, il Cardinale Philippe Barbarin, è stato assolto in Appello. Era stato accusato di aver deliberatamente ostacolato la giustizia astenendosi dal denunciare le azioni di abuso del sacerdote Bernard Preynat per fatti che risalgono a 30 anni fa. L’anno scorso, con una sentenza di primo grado, i giudici avevano emesso una condanna a sei mesi con pena sospesa.
Dunque, dopo un calvario giudiziario di anni e soprattutto un linciaggio mediatico infinito nei confronti del Cardinale, la quarta sezione della Corte d’Appello di Lione, presieduta da Éric Seguy, ha dunque ora deciso per l’assoluzione. Con il loro giudizio, i magistrati hanno ritenuto che il reato di omissione di denuncia di abuso contro minori non sia stato commesso.
Intanto, prima ancora di conoscere l’esito del processo, il Cardinale di Lione aveva deciso di presentare le sue dimissioni al Papa, che le aveva rifiutate in attesa del processo di appello, ma il 24.06.2019 ha comunque nominato un Amministratore Apostolico (l'arcivescovo Michel Dubost) per governare la diocesi di Lione, una delle più prestigiose di Francia. Anche dopo la sentenza, il Cardinale Barbarin ha comunque deciso di confermare la sua decisione di rimettere il suo mandato; ma il Papa non ha ancora deciso il da farsi.

Islam in Francia
L’enorme presenza di musulmani in territorio francese (cfr. già le News del 5.03.2019 e 2.10.2018) conta anche un numero rilevante di islamici schedati dalla Polizia nazionale come particolarmente violenti (ad esempio tra i 40.000/60.000 musulmani salafiti, 12.000/15.000 sono segnalati come particolarmente violenti).
È poi particolarmente impressionante che secondo lo stesso Ministero dell'Interno ormai ci sono in Francia 150 zone a predominio islamico, dove non solo lo Stato è assente, ma è addirittura interdetto! Si tratta di vere e proprie aree fuori controllo, dove regna la shari'a!
A dirlo, dopo un’autorevole indagine (condotta dal DGSI: Direction générale de la sécurité intérieure), è lo stesso Ministro dell'Interno francese, Cristophe Castaner, in una comunicazione ufficiale ai Prefetti.
Si tratta di vere e proprie enclave, zone abitate da immigrati provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall'Africa sub-sahariana, molti dei quali anche di terza generazione, dove addirittura la polizia cerca ormai di non entrare, cioè lo Stato è assente!
Persino l'azienda di trasporti pubblici parigina (Ratp), per poter raggiungere coi mezzi pubblici certe zone della periferia, ha dovuto assumere autisti musulmani, perché gli altri si rifiutavano ormai di guidare in quelle zone, nel terrore di essere colpiti. Si tratta anche di zone dove la disoccupazione giovanile raggiunge il 60%; ma dove c’è traffico di droga, prostituzione, ricettazione e continui scontri tra bande.

Non si tratta più solo di certi sobborghi di Parigi, Lione e Marsiglia, ma anche di diverse città del dipartimento del Nord [ad esempio Maubeuge (dove il UDMF - Unione dei Democratici Musulmani Francesi ha ottenuto il 40% dei voti), Denain, Roubaix], ma anche dell'Alta Savoia (Annemasse, Bourg-en-Bresse, Oyonnax, Bourgoin-Jallieu).


 

 

16.01.2020

La persecuzione contro i cristiani. Dati

Come ogni anno (cfr. anche News del 17.01.2019), l’organizzazione Open Doors (USA) ha pubblicato anche quest’anno (15.01.2020) l’elenco dei 50 Stati in cui i cristiani sono più duramente perseguitati (World Watch List 2020), con dati che si riferiscono al periodo 1.11.2018 / 31.10.2019.
La persecuzione anticristiana è risultata “alta” in 5 Stati, “molto alta” in 34, “estrema” in 11.
Anche se al 1° posto rimane da anni la persecuzione comunista della Corea del Nord, n
umericamente parlando la maggiore persecuzione è data dall’Islam (in 4 dei 5 Stati in cui la persecuzione è “alta”; in 23 dei 34 Stati in cui la persecuzione è “molto alta”; in 8 sugli 11 in cui la persecuzione è “estrema”).

Classifica dei Paesi con persecuzione anticristiana (dalla più violenta):
Al posto in questa triste classifica rimane da 18 anni (!) la Corea del Nord (dittatura comunista), dove ad esempio da 50.000 a 70.000 cristiani scontano nei “campi di lavoro” (dove si vive in spaventose condizioni di vita) il reato di aver pregato in casa, denunciati da qualcuno, o di essersi fatti trovare con materiale religioso proibito.
Al posto c’è l’Eritrea, dove c'è una dittatura al potere da 26 anni.
Al 10° posto c’è l’India, dove sono i radicali indù a infierire sui cristiani (tanto più impunemente dal 2014, da quando cioè il partito nazionalista indù, il Bharatiya Janata Party, è al governo).
Negli altri 8 Stati a infliggere una persecuzione anticristiana estrema è l’islam: nella classifica risultano in ordine di persecuzione, dal maggior al minore, questi Paesi, in cui i cristiani sono una minoranza: Afghanistan, Somalia, Libia, Pakistan, Sudan, Yemen, Iran e Siria.
La persecuzione anticristiana da parte dell’islam è presente persino in 4 Stati dove i cristiani sono invece una parte consistente della popolazione:

12° posto: Nigeria (cristiani: 46%; musulmani: 53%) (v. anche News del 25.12.2019)

28° posto: Burkina Faso (cristiani: 30%; musulmani: 61%)

o addirittura la maggioranza della popolazione:

  44° posto: Kenya (con l’83% di cristiani)
  48° posto: Camerun (con il 70% di cristiani)

L’Africa ha registrato nel 2019 un netto aumento della violenza jihadista contro i cristiani. L’Asia resta tuttavia il continente più ostile ai fedeli: 1 cristiano asiatico ogni 2,5 patisce un livello di persecuzione alto. Particolarmente dolorosi proprio nel periodo considerato sono stati gli effetti della politica di “sinicizzazione” attuata dal regime cinese, per le nuove regole introdotte per limitare la libertà religiosa a partire del febbraio del 2018, nonostante gli accordi segreti col Vaticano!

I cristiani che subiscono persecuzione nel mondo sono 260 milioni, (15 milioni in più in un anno), cioè 1 cristiano su 8 (erano 1 cristiano su 9 nel 2018, 1 su 12 nel 2017). Non si conta in questa cifra la persecuzuione culturale o di irrisione sociale, presente anche in gran parte dell'Occidente che pur è stato plasmato dalla civiltà cristiana. Unica nota positiva è la diminuzione dei cristiani uccisi: 2.983 (8 al giorno!), contro i 4.136 del 2018. Le chiese, le strutture e gli edifici religiosi, attaccati, danneggiati o chiusi sono stati 9.488, un aumento enorme rispetto ai 1.847 del 2018.



 

15.01.2020

Eutanasia? Per l’uomo , per gli animali no

La California (USA), tra le tante aberrazioni, ha da alcuni anni anche una legge che permette l’eutanasia, il suicidio assistito e che ha tolto ogni punibilità a chi incoraggia il suicidio ai malati terminali (Assembly Bill n. 282).
Ebbene, l’attuale Governatore, il democratico Gavin Newsom, dichiara di voler porre invece fine all’eutanasia praticata nei rifugi per animali!! (lo ha dichiarato in una conferenza stampa nei giorni scorsi, ripresa dalla testata Sacramento Bee).
Basta eutanasia per gli animali, è una vergogna, dice il Governatore!
La California deve diventare uno Stato “no-kill” verso gli animali, ha dichiarato esplicitamente Newsom; che nell’occasione ha pure annunciato uno stanziamento di 50 milioni di dollari a supporto di un programma per “rifugi” per animali.
In questa linea, già nell’ottobre scorso (2019) il Governatore aveva firmato la AB44, una delle leggi più stringenti a difesa dei “diritti degli animali”, vantandosi così di aver fatto della California il primo Stato in cui, a partire dal 2023, sarà vietata la produzione e la vendita di pelliccia animale.



 


11.01.2020

Quando i pedofili … sono celebrati dalla cultura che conta

Nell’attuale dissoluzione dei principi morali, specialmente riguardo alla sessualità, che condiziona e distrugge gran parte delle nuove generazioni, delle famiglie e di conseguenza delle società, con responsabilità che vengono dal mondo culturale, ampliate dai mezzi di comunicazione sociale, e con conseguenze ormai anche sul piano giuridico, pare che il motto del 1968 “vietato vietare” (cioè tutto è permesso) si sia più cha mai attuato. Non a caso si dice che di quelle “rivoluzioni” sognate appunto oltre 50 anni fa, l’unica che si sia veramente attuata, con conseguenze catastrofiche, sia appunto quella “sessuale”.
Se vogliamo però parlare di “foglia di fico” (di adamitica memoria) per coprire questa dissoluzione chiamata libertà, la cultura dominante sembra ancora scandalizzarsi e persino inveire contro qualche comportamento sessuale.
C’è ad esempio il limite del fatidico 18° compleanno, inizio convenzionale della “maggiore età”: fino al giorno prima un rapporto sessuale con un adulto può essere considerato per questi un atto di pedofilia e quindi reato; dopo quel giorno sembra proprio che ogni comportamento sessuale sia davvero permesso e diventi persino un diritto.

Difesa dei minori? A parte la tragica ipocrisia di chi parla poi di un diritto a proposito della soppressione dei figli durante la gravidanza … Ma allora perché si lascia che persino nelle scuole (ormai anche dagli asili) passi ogni incitamento a qualsiasi tipo di comportamento sessuale, come libera scelta della persona (educazione secondo l’ideologia ”gender”, addirittura al di là della responsabilità della famiglia, la cui priorità educativa è principio solenne stabilito pure dalla Costituzione)? 
Certo si continua ovviamente e giustamente a parlare di reato quando non c’è consenso nel rapporto sessuale o addirittura c’è violenza; ma chi difende un bambino dalla “violenza psicologica e morale”, ora più forte che mai, che passa appunto persino attraverso le scuole, per non parlare di internet? (con la possibilità di accedere alla pornografia più distruttiva,  che dissolve la dignità della persona e lascia specie nel minore effetti dirompenti, i cui danni sarà difficile riparare anche in seguito).
C’è certo la grande e giusta condanna della “pedofilia”. E in merito sembra talvolta che si attui una “caccia alle streghe”, dove pare persino sparita la “presunzione di innocenza”, cardine di ogni diritto: basta che qualche ragazzo o ex ragazzo, magari spinto a farlo da qualche adulto per altri motivi o da qualche psicologo condizionato persino da preconcetti ideologici fatti passare come scientifici, sporga una denuncia, persino senza alcuna prova e dopo decenni, per gridare alla pedofilia e far diventare qualcuno immediatamente, prima ancora di qualsiasi prova attendibile e processo, un “mostro” da prima pagina. Talora si rasenta in questo senso l’isteria sociale (v. News del 8.01.2015).
Il reato di “pedofilia” è giustamente ancora più raccapricciante quando lo si identifica con la “pederastia” (cioè “l’orco” contro i bambini), mentre assai spesso di tratta di “efebofilia” (sugli adolescenti, sempre grave perché hanno certo una loro fragilità, ma oggi spesso sono più smaliziati che mai, anche nella loro pratica di vita sessuale).
Invece talora il problema, per non dire il dramma, si nasconde o non fa quasi mai notizia se si tratta di questioni di famiglia, di scuole, di centri sportivi, ecc.; mentre tutto esplode con inaudita virulenza, in genere prima appunto ancora di qualsiasi indagine o processo, se si tratta della Chiesa Cattolica, di preti o religiosi coinvolti (v. in proposito questo documento nel sito). Certo è ancora più grave e raccapricciante se e quando il reo è proprio colui che dovrebbe essere il segno di Dio per la salvezza umana ed eterna di questi ragazzi (Gesù parla con orrore di questi scandali sui piccoli – v. Mt 18,6 e Mc 9,42 – ma, come ricorda anche Benedetto XVI, si riferisce principalmente a chi pone ostacoli alla loro fede, che è il tesoro più grande!). Occorre però che la Chiesa faccia estrema attenzione, sia nel discernimento iniziale che nella formazione nei Seminari (v. il recente richiamo del Papa “emerito”), ma anche che non si faccia condizionare dalle false accuse o dagli applausi del mondo per un’intransigenza che scavalca persino la giustizia, come appunto vorrebbe il mondo, per non cadere in logiche che non le appartengono – v. News del 2.07.2018 e del 21.10.2019).
Intanto si nasconde il presupposto culturale e persino teologico di tali terribili scandali (v. appunto l'autorevole e documentata sottolineatura di Benedetto XVI negli Appunti del 2019 sulla questione!), che risale appunto alla cultura del ’68.
Si nasconde poi che in genere (l'82%) questi casi detti di "pedofilia" sono in realtà di “efebofilia” (non "pederastia"), cioè con adolescenti e non con bambini, come viene lasciato intendere, e soprattutto che nell’80% dei casi si tratta di rapporti omosessuali; ma oggi la cultura dominante impedisce anche solo di nominare la questione omosessuale, considerata infatti un diritto assoluto e diventata un potere mondiale!

Ma è poi proprio vero che la società e la cultura dominante siano così concordi nel condannare la pedofilia? Altrove abbiamo già riportato qualche notizia (v. al termine alcune News in merito), che smentisce l’impressione di questa riprovazione unanime.
È di questi giorni il caso dello scrittore francese Gabriel Matzneff, riportato alla luce dalla recente pubblicazione di un libro-denuncia di Vanessa Springora (“Il consenso”, dicembre 2019), direttrice di Éditions Julliard, uno dei più importanti gruppi editoriali in Francia.
Matzneff è uno scrittore che appunto l’élite culturale francese del ’68 aveva sempre incensato, pur conoscendo i suoi comportamenti sessuali pedofili. Egli raccontava infatti impunemente nei suoi libri e qualche volta persino in televisione le sue esperienze sessuali con ragazzi tra i 10 e i 15 anni. Il critico letterario francese più famoso e influente degli ultimi decenni, Bernard Pivot, lo aveva infatti intervistato durante il programma televisivo «Apostrofi», invitandolo a raccontare allegramente le sue «arti della seduzione» con ragazzi e ragazze! Eppure Matzneff ha ricevuto molteplici premi letterari (dall’Accademia di Francia i premi Mottart nel 1987 e Amic nel 2009, il premio Renaudot nel 2013 e il premio Cazes nel 2015), ha collaborato con i principali quotidiani (Le Monde, Le Figaro) ed ha goduto di importanti appoggi politici (soprattutto a sinistra; il presidente François Mitterrand lo considerava suo amico e lo invitava ai grandi ricevimenti con l’élite politica e culturale della sinistra socialista dell’epoca; il presidente Jacques Chirac concesse a Matzneff il premio di Ufficiale onorario delle Arti e delle Lettere).
Fu ancora Matzneff a scrivere la Petizione del 1977, che di fatto chiedeva la "depenalizzazione della pedofilia", firmata da una marea di intellettuali, politici e pensatori illustri già protagonisti del movimento rivoluzionario del maggio parigino del '68, come Simone de Beauvoir, Roland Barthes, Gilles Deleuze, Michel Foucault, André Glucksmann, Felix Guattari, Jack Lang, Bernard Kouchner, Jean-Paul Sartre, Philippe Sollers; insomma “il Gotha dell’intelligencija francese di quegli anni”, come ricorda la Springora; personaggi divenuti anche illustri ministri della Repubblica francese e leader politici europei. La stessa autrice del libro racconta che lei pure all’età di 14 anni fu una “preda” culturale e sessuale di Matzneff.
Il filosofo Michel Onfray, ricordando i dibattiti preparatori per il numero della rivista L’Infini del 1997 sulla “questione pedofilia” e sulla “sessualità infantile”, ha dichiarato che tra le decine di intellettuali noti che collaborarono a quel numero, la “stragrande maggioranza era chiaramente favorevole alla pedofilia”. Lo scrittore ed editore Denis Tillinac ricorda e denuncia invece l’ostracismo subito dal mondo culturale parigino per la sua scelta di non voler pubblicare le opere di Matzneff. La scrittrice Christine Angot ha mostrato il proprio profondo disappunto per come un predatore pedofilo fosse stato osannato dagli intellettuali e dalla créme di Francia per molti decenni; ugualmente hanno fatto Christian Lehmann e molti altri.  [fonte: NBQ (L. Volontè), 11.01.2020]

Ipocrisia (notizie già riportate)

  Nel mondo della cultura, dello spettacolo, della politica …

Del resto, avevamo già sottolineato nella News del 2.07.2018, che la pedofilia-efebofilia sia stata non solo applaudita ma persino praticata da celebri uomini di cultura, con approvazione pressoché unanime del pubblico intellettuale che conta.

Già nel 1947 si diede addirittura il premio Nobel per la letteratura ad André Gide (celebre scrittore francese, noto per il suo libertinismo sessuale, che non solo esaltava l’omosessualità, ma si diceva lui stesso "appartenere a quella vasta porzione di omosessuali che sente attrazione per i ragazzini, persino impuberi", e giunge a descrivere senza mezzi termini i suoi rapporti sessuali in tal senso vissuti a Tangeri e Casablanca). Nel 1958 stava per ricevere lo stesso premio Nobel Vladimir Nabokov per il suo romanzo “Lolita”, in questo caso un rapporto pedofilo ma non omosessuale. In Italia racconta i suoi rapporti sessuali coi ragazzini il celebrato romanziere Sandro Penna. C'è poi il caso del celebre pensatore e regista Pier Paolo Pasolini, le cui molteplici pratiche omosessuali erano abbastanza note (fino ad essere ucciso in circostanze ancora misteriose ma certo legate agli ambienti omosessuali delle borgate della periferia romana, forse in risposta alla violenze sessuali subite da un giovane ricattato dal noto regista), ma forse è meno noto che in giro per il mondo Pasolini era assai spesso a caccia di ragazzini con cui avere rapporti sessuali (come ricorda di lui nientemeno che il grande scrittore ed amico Alberto Moravia). Ebbene, nonostante ciò, oltre ad essere celebrato come maestro della cultura italiana, a Pier Paolo Pasolini sono dedicate persino vie e piazze del nostro Paese. Altro celebre caso in tal senso fu quello dello scrittore svedese Axel Munthe, che venne in Italia ed abitò nella celebre sua villa di Capri, attirato, disse, più dai ragazzini del posto, che voleva nella sua villa, che dalle bellezze dell’isola. Così il celebrato pittore franco-polacco Balthus, di cui un quadro pedofilo-osceno rappresenta il vanto del museo Lingotto della famiglia Agnelli. (Dati riportati da: Vittorio Messori, Emporio Cattolico, Sugarco Ed. 2006, pp. 66-72).

Del resto il ’68, nel suo delirante “vietato vietare”, non solo è stato il propugnatore di quella “rivoluzione sessuale” propagata ed eseguita soprattutto per superare ogni tabù e remora, specie contro la tradizione e morale cattolica considerata spregiativamente "sessuofoba", ma esaltava senza mezzi termini anche le esperienze sessuali dei bambini e coi bambini.


Recentemente è emerso che la pedofilia sia presente anche negli ambienti “hollywoodiani”
(vedi), ma anche nelle Ong (vedi) e persino nella stessa Unicef (vedi).

A proposito di cinema: nel 2017 è uscito il film italiano “Chiamami con il tuo nome”, diretto da Luca Guadagnino, tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman. Ebbene, con abilità cinematografica viene presentata l’attrazione e il rapporto omosessuale tra un giovane ricercatore ed un adolescente, figlio di un collega, che non solo sembra consenziente ma persino egli stesso provocatore. Ebbene tale film, che tratta appunto del rapporto omosessuale con un minorenne, è stato acclamato come un capolavoro dai giornali e dalla critica cinematografica, è stato considerato uno dei 10 migliori film al mondo per il 2017, ha ottenuto 3 candidature al “Golden Globe 2018” come miglior film e addirittura 4 candidature Oscar 2018 (poi ne ha avuto solo una). In realtà molti critici hanno considerato il film assai noioso; ma, hanno confessato, era il tema che contava!
 

In fondo potremmo dire, senza mezzi termini, che anche l’attuale Presidente francese Emmanuel Macron, sposato dal 2008 con una donna di 24 anni più anziana di lui, Brigitte Trogneux (che lasciò per lui un marito e 3 figli), potrebbe essere considerato vittima di un caso di “efebofilia” (c’è persino uno psichiatra, Adriano Segatori, che solleva per questo dubbi sull’equilibrio psichico di Macron, per l’abuso sessuale da lui subito all’età di 15 anni dalla sua professoressa e attuale moglie); infatti la donna ha iniziato questo rapporto quando lui aveva 15 anni ed era suo allievo prediletto al laboratorio teatrale di un liceo di Amiens.
 

Che si stia affacciando in politica un presunto diritto anche alla pedofilia (!), con tanto di pubbliche associazioni che lo rivendicano e che aspirano addirittura ad essere “partiti” politici, lo si vede in molti Paesi occidentali, ad esempio in Olanda e Belgio, ma anche negli USA.

Del resto una volta che si parla di “diritti” per ogni capriccio o addirittura pulsione, come non arrivare anche a questo?

Ne è un segno anche un articolo (v. News del 14.07.2015) del prof. M. Kaplan, docente alla Rutgers School of Law di Philadelphia (USA), intitolato “Pedofilia: un disturbo e non un crimine” e apparso nientemeno che sul New York Times.

Il metodo è quello già visto per le legittimazioni precedenti. Per prima cosa si gonfia in modo inverosimile la quantità di persone che soffrirebbero di questo “disturbo”; poi, messa la questione solo su un pian psicologico, viene vietato ogni giudizio morale, secondo appunto l’assunto che la persona si troverebbe ad essere così per natura e senza colpa (presunta scientificità di un "determinismo" psichico, che eliminerebbe di fatto la libertà e quindi la responsabilità morale della persona), per giungere infine al diritto di vivere tranquillamente i propri desideri e pulsioni sessuali, tanto più se la persona non prova alcun disagio ad essere quello che è (in questo caso pedofilo, cioè una pedofilia “egosintonica”), tanto più se il partner è consenziente, anche se minorenne! Il passo successivo sarà quello, già visto, di dire che non è neppure un disturbo, ma una libera scelta dell’individuo (ritorna contraddittoriamente l’affermazione di una libertà, prima negata su presunte basi neurologiche). Infine per affermarlo come “diritto”; con tanto di accusa di “discriminazione” per chi dissentisse da tale comportamento od osasse presentare in merito un giudizio morale.
 

Persino nel mondo della scienza …

Che la pedofilia sia progressivamente scagionata da ogni giudizio morale, per essere considerata dapprima semplicemente come un “disturbo”, per poi assurgere ad un modo di vivere la sessualità e infine dunque anche un “diritto”, lo si nota addirittura nel mondo scientifico (non importa se talora con metodi poco scientifici ma ideologici).

Ad esempio (v. News del 24.01.2013) anche l’autorevole manuale diagnostico Diagnostic and Statistic Manual, dell’American Psychiatric Association, dopo aver derubricato l’omosessualità “egosintonica” (non indesiderata) come patologia (e ciò avvenne non senza forti pressioni ideologiche che poco hanno di scientifico, v. punto 26.1 della sezione Morale sessuale), da tempo ha cominciato a parlare di “disturbo pedofilo” ed ora propende per l’innalzamento anche della pedofilia a comportamento “normale”.
Ad esempio, alcuni noti professori di psicologia canadesi (Quinsey, Van Gijseghem) cominciano a parlare di pedofilia come di “un orientamento sessuale”, da intendersi cioè come uno dei tanti e non modificabile; e di conseguenza alcuni parlamentari canadesi hanno già proposto di cambiare le leggi contro la pedofilia.

 

Nel mondo della scuola

Com’è noto, in Occidente e ora anche in Italia l’ideologia omosessualista, LGBT e gender non solo è in grado di esercitare un grande potere culturale e mediatico, sostenuta da ingenti capitali e dalla grande finanza, ma ora penetra “violentemente” anche nelle scuole, anche dall’asilo e dalle Primarie, e persino contro il volere dei genitori (contro il diritto fondamentale - questo sì che è un diritto reale, fondamentale e “non negoziabile”, quello della “libertà di educazione” - e la stessa Costituzione Italiana).

È il caso ad esempio (v. News del 30.03.2017) di Siracusa: secondo il progetto “Educare alle differenze”, il Comune ha di fatto imposto alle amministrazioni dei nidi e delle scuole dell’infanzia (!) di dare spazio ad attività, finanziate dal Comune stesso, promosse da associazioni come Anddos, Arcigay, Cassero, Mario Mieli. Si dà il caso però che ad esempio il Circolo di cultura omosessuale intitolato a “Mario Mieli”, si riferisca nella sua stessa denominazione all’attivista gay e teorico degli studi di genere Mario Mieli, morto suicida nel 1983, nel cui saggio Elementi di critica omosessuale arrivò a inneggiare alla pedofilia, rappresentandola come “liberazione” del bambino, con queste parole: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro”.
 

Nel mondo islamico, accarezzato dall’Occidente

Nei Paesi musulmani è prassi diffusa che ragazzine già di 12 anni o poco più siano costrette a sposarsi. Del resto Maometto stesso, tra le sue numerose mogli (12 o 15), ne aveva anche di minorenni e addirittura sposò anche una bambina di 6 anni! Ma chi ha avuto anche di recente il coraggio di affermare che tutto ciò potrebbe essere una forma di pedofilia (se non appunto di pederastia) s’è visto condannare, e non in un paese islamico ma in Austria, con la conferma della Corte Europea dei Diritti Umani, con la sconvolgente motivazione “di turbamento della pace sociale”! (v. News del 2.11.2018)




 

5.01.2020

Prima causa di decessi nel mondo? Ancora l’aborto volontario

Anche per il 2019, come per gli ultimi anni precedenti, la prima causa di morte nel mondo non sono state le malattie, gli incidenti stradali, le guerre, ma l’aborto volontario, cioè l’uccisione volontaria dei figli nel grembo delle loro madri: 42,4 milioni (su un totale di 58,6 milioni di morti), senza contare quelli provocati dalle pillole (“del giorno dopo”, “del 5° giorno”) in modo chimico nei primi giorni di vita. Un cifra che supera addirittura quella dei morti nella Seconda Guerra Mondiale!
Nel 2018 (v. News del 5.01.2019) gli aborti volontari erano stati 41,9 milioni.
Sono dati resi noti in questi giorni dalla Worldometers («la calcolatrice più potente del pianeta», come viene definito questo ente di ricerca statistico, non cattolico, e della cui affidabilità si fa garante anche l’American Library Association, e a cui collabora anche la BBC) e forniti nientemeno che dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che a sua volta riceve documentazione dall’Istituto Guttmacher (peraltro un ente abortista; quindi verosimilmente con dati perfino inferiori al reale).
La classifica delle cause di decessi nel mondo nel 2019 vede poi al 2° posto (con notevole distacco dal 1°) i tumori (8,2 milioni); ci sono stati poi 1,7 milioni di decessi causati dall’HIV e 13 milioni di morti causate da altre malattie.

Eppure la cultura dominante (e relativi giornali e televisioni), anche in Italia, non ne parla; ostinandosi a non considerare “morti”, e per di più “uccisioni”, quelle dei bambini non ancora nati (aborti), quando che siano persone umane già dall’istante del concepimento è un dato addirittura biologico (altrimenti dovremmo considerare l’uomo in base all’esercizio di facoltà, e allora non li sarebbero neppure tutti gli adulti, o addirittura in base a convenzioni giuridiche, cioè a decisioni dei Parlamenti)!

_____________________________________________


 

Per leggere le News degli anni precedenti: vedi

 

 

Site Map