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28.11.2021

Ecologismo  (IV e ultima parte)

(per le prime 3 parti vedi)

 

Il mito del riscaldamento globale
 

Concludiamo questo breve excursus sull’ecologismo, cioè sull’imperante ideologia “ecologista” (che, sospinta da potenti oligarchie, potrebbe condurre presto gli Stati a porre in atto scelte politiche ed economiche queste sì catastrofiche, in quanto in grado di destabilizzare il mondo intero, impedendo il progresso specie dei Paesi più poveri), con qualche considerazione, anche di tipo scientifico, circa il mito del cosiddetto “riscaldamento globale”, che da tempo tiene banco in modo ossessivo negli augusti consessi internazionali promossi dall’ONU (come il recente Cop26 di Glasgow) e assilla le menti di molti testimonials (come la giovane Greta).

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Come avviene anche per l’emergenza “sanitaria”, anche l’emergenza “climatica” deve presentarsi come “scientifica” e basata su dati inoppugnabili, quando in realtà di “scientifico” c’è assai poco e i dati raccolti sono falsati da griglie preconcette e assai poco attendibili. Si crea così un allarmismo e persino un panico da catastrofe prossima ventura, tali da permettere qualsiasi intervento legislativo, ben al di là di ciò che una reale democrazia permetterebbe. Così l’ideologia conquista il potere, con l’apporto dell’ossessione mediatica e la censura di qualsiasi dissenso. Alla fine i giochi di forza a livello sociale, politico, internazionale e planetario, possono essere più facilmente pilotati, per raggiungere obiettivi che una potente oligarchia ha progettato da tempo e ora può attuare, senza troppe proteste o, se ci sono, svuotandole di ogni credibilità e se è il caso persino reprimendole duramente; tutto ciò, ovviamente, è fatto “per il bene del popolo” (come si dice dall’Illuminismo in poi per giustificare qualsiasi violenza e imposizione dittatoriale).

Anche il mito del “riscaldamento globale” segue questo copione; e pure a Glasgow (Cop26) è stato puntualmente posto in atto.

L’apriori ideologico è che la temperatura media della Terra stia salendo inesorabilmente, a motivo della presenza dell’uomo e del progresso industriale e tecnologico. Ciò provocherebbe catastrofi di proporzioni apocalittiche! Da cui l’allarmismo e il panico sociale, indotti per poter ottenere qualsiasi obbedienza civile e ottenere qualsiasi metamorfosi economica!

Questo mito del “riscaldamento globale” a causa dell’uomo (dei gas-serra, della fatidica CO2) è falso. Infatti la storia del pianeta, molto prima della comparsa dell’uomo, ha sempre conosciuto l’alternarsi di periodi di riscaldamento e raffreddamento. Inattendibile è anche il paragone che induce a parlare di effetto “serra”. Poco scientifico è parlare quindi di “gas-serra”. Anche il fatidico “buco dell’ozono”, che sarebbe creato da tali gas, appare più un mito che un dato reale. Ideologica anche la demonizzazione dell’anidride carbonica (CO2), presentata come un “veleno” (cosa che invece non è) e causa principe del riscaldamento globale.

L’ossessione da CO2, secondo l’ecologismo imperante, deve obbligare gli Stati e i governi a ridurla drasticamente. Non importa se ciò, oltre a non essere attualmente fattibile, provocherebbe il tracollo di intere economie e società, specie quelle proprio dei Paesi più poveri o in via di sviluppo! (E ciò appunto rivela di nuovo una logica malthusiana e neo-razzista, idonea a realizzare il Great Reset per l’instaurazione del New World Order, guidato appunto da una ristrettissima oligarchia di magnati).


Dobbiamo allora compiere in merito qualche osservazione più specifica
, soffermando un poco la nostra attenzione sulla questione, ritenuta urgente, dei cambiamenti climatici.

[Ce ne occupammo un poco anche nelle News del 25.11.2019 e 28.06.2019]


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L’ideologia ecologista, promossa dall’ONU e dalle Conferenze internazionali

Sono circa 50 anni che la questione dei cambiamenti climatici, che sarebbero causati dall’attività umana e porterebbero alla distruzione degli equilibri e quindi della vita stessa del pianeta, tiene banco anche all’ONU e nei continui Congressi e relativi documenti che esso promuove, al fine di provocare un radicale cambiamento dello stesso consorzio umano (economia, industria, politica).

Già nel 1972 a Stoccolma si tenne la Conferenza ONU sull’ambiente.

Nel 1979 a Ginevra si firmò una convenzione per arginare l'inquinamento atmosferico.

Nel 1987 oltre 160 Paesi adottarono il Protocollo di Montreal, impegnandosi ad eliminare gradualmente tutto ciò che poteva compromettere lo “strato di ozono” della stratosfera.

Nel 1988 l'ONU istituì una Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico (IPCC). Si cominciò a parlare del dramma dell’aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera come causa prima del riscaldamento globale.

Nel 1992 si tenne a Rio del Janeiro la Conferenza Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo (v. sotto), dove si approvò la Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo Sviluppo e l'Agenda 21.

Nel 1997 è stato redatto il Protocollo di Kyoto che impegnava i Paesi più industrializzati a ridurre del 5,2% le emissioni di CO2 e gas serra entro il 2012 (ma con mille scuse e rimandi si cominciò a firmare e poi non procedere, essendo tali impegni fortemente penalizzanti l’economia).

Nel 2015 a Parigi è stato poi firmato il celebre “Accordo sul clima”

Anche in questi giorni (31.10.2021/12.11.2021), la Conferenza ONU sul clima tenuta a Glasgow (Cop26) e che ha coinvolto circa 200 Paesi, con programmi che hanno raggiunto addirittura il 2060 (!), ha sposato totalmente l’ideologia ecologista (riscaldamento globale provocato dai gas-serra), con impegno ad attuare necessariamente una “transizione ecologica”, un’economia “green” (altro appellativo magico quanto ideologico, che infatti ci ritroviamo persino affibbiato al fatidico “pass” sanitario!) che permetta di non superare un riscaldamento di 1,5° fino al 2050; non importa se tali impegni, se si attuassero veramente, stravolgerebbero l’economia mondiale e penalizzerebbero soprattutto quella dei Paesi poveri o in via di sviluppo! (leggi)

Ovviamente, anche a Glasgow, oltre alla grancassa mediatica e alle manifestazioni “green” (capeggiata ovviamente dalla solita Greta, con tanto di appoggio all’aborto), a creare allarmismo e panico c’hanno pensato anche grandi autorità, a cominciare certo dal Segretario Generale dell’Onu (Guterres), con espressioni messianiche e apocalittiche: “C’è solo una strada davanti a noi! Un futuro a solo +1,5°C è l’unico praticabile per l’umanità! Sta ai governanti rinnovare oggi il proprio impegno su questo, prima che sia troppo tardi!” [come grancassa mediatica abbiamo ad esempio già citato il Corriere della sera, che il 2.11.2021 dedica le prime intere 9 pagine a questo allarme!]

Circa la Cop26 di Glasgow c’è chi ha parlato di falso ideologico e antiscientifico (leggi), chi vi ha visto ironicamente un Flop26, ma in grado ugualmente di condizionare negativamente il futuro (leggi), chi poi ha parlato di programma dai costi impossibili (leggi), come pure chi ha sottolineato il silenzio assordante sulla Cina, il Paese più inquinato e inquinante del pianeta (leggi).

Se l’ONU è ovviamente il primo megafono di tali ideologiche preoccupazioni ecologiste, le Istituzioni europee (Parlamento, Commissione, Consiglio) non vogliono certo farsi strappare il primato di “voci profetiche” per sfuggire alla catastrofe prossima ventura. 
Per questo hanno sfornato una serie di misure (European Climate Action) atte a rendere il continente europeo “climaticamente neutro” entro il 2050!
E per far ben intendere che si tratti di una vera “rivoluzione” la Commissione Europea ha varato un documento apposito proprio il 14.07.2021 (anniversario della rivoluzione francese, data scelta appositamente per questo!), noto come “Fit for 55” o “Green Package”, cioè un pacchetto di norme per la salvaguardia dell’ambiente, che dovrebbe finalmente attuare il cosiddetto Green Deal, approvato nel dicembre 2019, per portare appunto entro il 2050 ad una riduzione del 55% delle emissioni dei cosiddetti “gas-serra”. Gli stessi promotori hanno parlato di un impegno “colossale”, che comporterà interventi massicci sull’economia! Con il serio rischio che invece di una tanto auspicata economia “green” si giunga ad un’economia “black”, con conseguenze gravissime sulla vita dei cittadini, aumentando notevolmente le fasce di povertà! (leggi)

 

Quando la scienza si oppone all’ecologismo (ma allora viene censurata)

Come sappiamo, forse con una sorta di complesso d’inferiorità nei confronti della scienza moderna sperimentale e dei suoi successi, l’appellativo “scientifico” deve caratterizzare ogni affermazione “dogmatica moderna”. Lo hanno già fatto le “ideologie” ottocentesche: persino il “materialismo dialettico” di K. Marx, col conseguente socialismo/comunismo, osò presentarsi come “scientifico”!

Anche l’attuale ecologismo si presenta ovviamente come “scientifico”! Non importa se la realtà, la storia e persino la scienza stessa smentiscano l’ideologia. Come si dice con una battuta ironica: quando l’ideologia è smentita dalla realtà, è la realtà che sbaglia!
Pur continuando a presentarsi come “scientifico” e propinandoci sempre innumerevoli dati, statistiche e previsioni di sedicenti esperti, in realtà l'ecologismo si trova spesso contraddetto (e persino combattuto come “falso ideologico”) dai più autorevoli scienziati.

Nonostante che il “circo mediatico” ecologista cerchi in ogni modo di censurarlo, certi “dogmi ecologisti” sono negati da moltissimi e autorevoli scienziati, con conseguente imbarazzo se non silenziatore da parte appunto dell’ideologia e della solita potente oligarchia che ora la promuove come ulteriore strumento per avere ormai in mano le redini del mondo e del suo futuro.

Particolare scalpore, nonostante la censura dei media, fece 30 anni fa l’Appello di Heidelberg, sottoscritto, in concomitanza con la Conferenza ONU (“Vertice sulla Terra”) di Rio de Janeiro del 1992, da circa 4.000 scienziati (fra i quali 72 Premi Nobel) di 106 Paesi! [cfr. V. Messori, Le cose della vita, Paoline, 1995, pp. 294/297]
Nell’Appello di Heidelberg, migliaia di autorevolissimi scienziati presero infatti posizione contro gli slogan e gli allarmismi del solito ecologismo. Vi troviamo ad esempio scritto: “anche noi vogliamo conservare la Terra; tuttavia siamo preoccupati per l’emergere di questa ideologia irrazionale che si contrappone al progresso scientifico e industriale e impedisce lo sviluppo economico e sociale”.

Dall’<Appello di Heidelberg>:

L’umanità è sempre progredita imbrigliando in modo crescente la Natura e sottomettendola alle proprie esigenze, e non viceversa. La salvaguardia della Natura va però promossa su criteri scientifici e non su pregiudizi irrazionali. Il progresso e lo sviluppo hanno sempre comportato controlli crescenti di forze ostili, a beneficio dell’umanità.

Mettiamo in guardia le autorità responsabili della vita del pianeta dal rischio di prendere decisioni sulla base di argomenti pseudo-scientifici o di dati falsi e fuorvianti. Vogliamo pure aiutare i Paesi poveri a raggiungere un livello di sviluppo sostenibile che equivalga a quello del resto del pianeta, proteggendoli dai guai e dai pericoli che derivano dai paesi sviluppati, ed evitando il loro coinvolgimento in una rete di obblighi ecologici non realistici che comprometterebbero sia la loro indipendenza, sia la loro dignità”.

Da “Questione ecologica”, di Mario Moncada di Monforte, Corriere della Sera, 4.07.2005 (leggi)

Anche successivamente, non sono stati pochi, tra i più importanti scienziati ed esperti in materia, coloro che si opposero a questo catastrofismo ecologista, che avrebbe causato, specie nei Paesi in via di sviluppo, più problemi di quelli a cui vorrebbe far fronte.

Così il famoso vulcanologo francese Haroun Tazieff (già firmatario dell’Appello di Heidelberg ed ex ministro francese dell’Ambiente): “E’ ora di farla finita con il terrorismo intellettuale dei Verdi, è ora di dire no ai loro ricatti … il “buco dell’ozono” è una loro fantasia, perché esiste da millenni”.
Anche il professor Nir Shaviv, dell'Università ebraica di Gerusalemme, non crede che sia l’uomo il responsabile delle variazioni del clima del pianeta; secondo i suoi calcoli, per incidere sul clima sarebbe necessaria una quantità di CO2 nell'atmosfera 3 volte tanto di quella attuale. E sottolinea che glaciazioni e desertificazioni sono cicliche e già avvenute prima della comparsa dell’uomo.
L’oncologo tedesco Albrecht Kellerer, dell’Università di Monaco, prende poi posizione a favore dell’energia nucleare, affermando che è sicura e molto meno pericolosa di quello che i Verdi cercano di far credere. 
(op. cit.)

Anche l’italiano Premio Nobel per la Fisica 1984 prof. Carlo Rubbia smentisce categoricamente che ci sia qualcosa di scientifico in quell’allarmismo ecologista che vede nell’attività umana (causa antropica) e soprattutto nella CO2 la causa del riscaldamento del clima e di ciò che di tragico se non di apocalittico ne conseguirebbe. Essendo “Senatore a vita” dal 2013, si veda in proposito il suo intervento al Senato il 2.01.2016 (video) (cfr. News, 28.06.2019).

Più di recente (17.06.2019) in Italia c’è stata poi una decisa presa di posizione di 92 autorevoli scienziati italiani (geologi, geofisici, astrofisici, ecc.) contro il “catastrofismo climatico” di questo ecologismo ideologico, mediante un documento inviato addirittura come “Petizionealle massime autorità dello Stato italiano, perché non soccombano a queste menzogne ecologiste sul clima e sull’ambiente. (qui il testo, con l’elenco dei firmatari)


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Soffermiamo allora un poco la nostra attenzione sulla questione del “cambiamento climatico” e soprattutto di quel cosiddetto “riscaldamento globale”, che sarebbe provocato dall’uomo, mediante i gas-serra e in particolare la CO2, e che porterebbe in poco tempo non solo al disastro ecologico ma alla distruzione stessa dell’uomo e del pianeta!

Cosa c’è di vero e di scientifico in tutto questo? Poco o nulla.


 

Riscaldamento globale?

A parte il fatto che è tutto da dimostrare che sia effettivamente in atto un lieve riscaldamento globale (per alcuni scienziati è addirittura in corso un raffreddamento), non è affatto vero che esso sarebbe provocato dall’intervento umano (causa antropica).

La Terra, assai prima della comparsa dell’uomo, ha infatti sempre conosciuto l’alternarsi di periodi di riscaldamento e raffreddamento, anche di notevoli entità (assai maggiori degli attuali). E anche in questi ultimi secoli e millenni, ma molto prima che ci fosse il problema dell’inquinamento, la storia umana ci testimonia di cambiamenti climatici, che appunto non dipendono dall’attività umana.

I più significativi cambiamenti climatici sono dovuti a motivi astronomici (in riferimento soprattutto alle attività solari, del possibile impatto con asteroidi, ma anche a periodiche variazioni dell’inclinazione* dell’asse terrestre), atmosferici (ad esempio le infinite variabili della copertura nuvolosa) e dell’attività stessa del pianeta (soprattutto delle correnti marine ma anche delle attività vulcaniche).

* Ricordiamo che le stagioni (con l’alternanza del rapporto luce/buio, tanto più marcata quanto più ci si avvicina a i Poli, e delle diverse temperature già in base al parallelo oltre che da altri fattori ambientali) non dipendono dalla distanza dal Sole (in media 150 milioni di km, ma è un’orbita ellittica di cui il Sole occupa uno dei fuochi e quindi non siamo mai alla stessa distanza dal sole) ma dall’inclinazione dell’asse terrestre (23° rispetto sulla perpendicolare); ma tale inclinazione varia leggermente (quasi 3°), formando una sorta di doppio cono ogni 25.620 anni.

Dalla storia del pianeta Terra, che conta circa 5 miliardi di anni, possiamo ad esempio trarre questi dati dell’ultimo milione di anni.

Si vedano ad esempio gli studi del prof. Luiz Carlos Molion, dal prestigioso Curriculum scientifico: dottore di ricerca in Fisica c/o Università di San Paolo (Brasile) , PhD in Meteorologia c/o Università di Madison (Wisconsin, USA), assegnista di ricerca in “Idrologia delle foreste” c/o Institute of Hydrology di Wallingford (UK), membro del Wissenschaftskolleg di Berlino; c/o National Institute for Space Research del Brasile: Ricercatore, direttore delle scienze dello spazio e dell’atmosfera, direttore associato (nel 1986 ha co-coordinato un progetto di ricerca sull’Amazzonia in collaborazione con gli scienziati della NASA). È Professore Associato presso l’Università Federale di Alagoas (Brasile). (leggi)

Nell’ultimo milione di anni la Terra ha subito 9 glaciazioni (ogni glaciazione dura circa 100.000 anni), tra le quali si inseriscono periodi caldi di circa 10.000 anni; la temperatura media ha avuto escursioni anche di 14° (il triplo delle più pessimistiche pre­visioni degli ecologisti)!
Negli ultimi 3 periodi caldi interglaciali (130.000, 240.000 e 320.000 anni fa) le temperature erano tra 6°C e 10°C più alti dell’attuale temperatura. Nel corso del periodo interglaciale in cui ci troviamo (Olocene), circa 7/8.000 anni fa la temperatura media era circa 4°C superiore all’attuale. Vi furono poi periodi caldi circa nel 1500 a.C., nel 400/300 a.C., e dal 900 al 1.300 d.C.; mentre dal 1300 ad un secolo fa il clima è stato più freddo.
Soffermiamo un poco la nostra attenzione sul riscaldamento (di ben 4°!) avvenuto tra il 900 e il 1250.
Tale riscaldamento sciolse i ghiacci e rese navigabili i mari del nord. Si poté coltivare la vite anche in Inghilterra e nei Paesi nordici. Ecco perché in quel periodo i Vichinghi* (Norvegesi), dopo aver conquistato l’Inghilterra e l’Irlanda e avendo raggiunto l’Islanda (già detta “terra dei ghiacci”), attorno all’anno 1000 scoprirono la Groenlandia (fu chiamata così, cioè “terra verde”, perché appunto allora non era ghiacciata ma ricoperta di foreste e prati verdi! Ancora nel XV sec. era non solo ricoperta di praterie verdi, ma vi si potevano coltivare cereali, a tal punto da sfamare una popolazione maggiore di quella attuale) e poterono spingersi fino all’attuale Canada (per poi scendere forse fino all’attuale Virginia). Poi queste terre furono abbandonate perché i mari del nord tornarono ad essere ghiacciati e non più navigabili.
[Così un testo USA dell’Institute of Economic Af­fairs intitolato Climate Changes, Challenging the Conventional Wisdom ("Contro i luoghi comuni sul cambiamento climati­co")]

* Originari delle terre europee più nordiche (specie scandinave) i Vichinghi conquistarono non solo la Gran Bretagna e l’Irlanda, ma la Francia (spec. la Normandia) e perfino la Sicilia (i Normanni; per questo ancor oggi troviamo dei “biondi” anche in Sicilia), per raggiungere addirittura certi Paesi musulmani (Bagdad), come pure dell’Europa orientale (Kiev). Abbracciato il cristianesimo (v. in Norvegia il re Sant’Olaf) abbandonarono la loro selvaggia crudeltà (la Chiesa era definita “domatrice di popoli”, a motivo della bellezza e dell’amore della fede cristiana) e costruirono una civiltà straordinaria. Favoriti appunto dal clima, divenuto più mite attorno al X-XI sec., raggiunsero non solo l’Islanda (terra del ghiaccio) ma perfino la Groenlandia (allora appunto la “terra verde”, come la chiamarono, con ebbe addirittura 2 diocesi cattoliche), fino a scoprire il Canada e scendere forse fino all’attuale Virginia. Quando il clima divenne più rigido, abbandonarono le Americhe, anche a motivo dell’aggressività selvaggia delle popolazioni locali (che poi saranno chiamati “indios” dopo Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci). Altro che buoni selvaggi!

Questo riscaldamento medievale del clima (sec. X/XIII) non ha prodotto dunque alcun cataclisma oggi paventato, ma anzi immensi benefici!

 

Il riscaldamento globale ha effetti catastrofici?

Pare che negli ultimi 150 anni la temperatura media globale sia aumentata di circa 1°C; ma ciò non ha prodotto affatto un aumento statistico di quegli eventi atmosferici estremi (piogge torrenziali, cicloni tropicali, tornado, siccità) che l’allarmismo ecologista tanto profetizza. Anzi, tali eventi sono in genere diminuiti, come pure la mortalità a causa di tali eventi (diminuita anche a motivo delle maggiori difese che proprio l’attività umana ha saputo procurare). Poiché poi nel mondo il numero dei morti causati del freddo è superiore a quelli causato dal caldo, tale riscaldamento produce un calo di mortalità per motivi atmosferici. Si potrebbe poi osservare, con uno sguardo all’economia, che tale riscaldamento ha permesso un abbassamento delle spese di riscaldamento (in Italia, negli ultimi 30 anni: -8%).

Già da questo si potrebbe concludere che un lieve riscaldamento del clima non sia affatto una tragedia per l’umanità, ma anzi, oltre ad essere normale nella storia dell’atmosfera e della superficie terrestre, porti pure grandi benefici.

 

Previsioni climatiche dell’ONU (e loro scarsa attendibilità scientifica)

Come abbiamo già ricordato, nel 1988 l'ONU istituì la Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico (IPCC). Essa si avvale oggi di un sofisticato sistema computerizzato che dovrebbe permettere alcune “proiezioni” e previsioni climatiche, in riferimento soprattutto a ciò che è causato dalle attività umane. Di fatto, però, oltre alla difficoltà di fare previsioni meteorologiche a lunga scadenza (lo vediamo quotidianamente, c’è una scarsa attendibilità anche solo nel breve arco di un mese, dato l’enorme concorso di variabili che sfuggono ad ogni prevedibilità), il IPCC non tiene oltretutto conto di alcuni fattori, che confluiscono certamente sul clima. Pertanto l’attendibilità di tali previsioni climatiche (di cui invece l’ONU si fa portavoce per creare allarmismo e indurre gli Stati a radicali cambiamenti industriali) è assai scarsa.

Ad esempio, secondo l’IPCC nell’arco di tempo 2016-2035 la temperatura avrebbe dovuto aumentare tra 0,3°C e 0,7°C; e in quello 2081-2100 addirittura tra 0,3° C e 1,7° C ; ma altre proiezioni scientifiche parlano invece di un lieve raffreddamento, previsto anche nei prossimi 20-25 anni.

L’IPCC è stato creato appositamente per dimostrare l’influenza negativa delle attività umane sul clima; ma si basa appunto su modelli preconcetti e gravi pregiudizi, contestati dallo stesso consorzio scientifico.
Luiz Carlos Molion (leggi)

Le previsioni di un aumento della temperatura globale media [tra 1,7°C e 4,8° C per 2100] pubblicate dall’IPCC si basano su modelli climatici globali [GCM] che hanno gravi limitazioni, non riuscendo a replicare il clima del passato osservato e sono oggetto di gravi critiche da parte della comunità scientifica. Tali proiezioni climatiche sono fittizie, semplici esercizi accademici non adatti alla formulazione di politiche pubbliche per lo sviluppo socioeconomico in armonia con l’ambiente. La CO2 non controlla il clima globale! (Molion)


 

Riscaldamento provocato dall’uomo? (causa antropica)

Come abbiamo già sopra osservato, l’incidenza dell’attività umana (causa antropica) sul clima, contrariamente a quanto i “dogmi ecologisti” continuamente propagandano, è assai scarsa, quasi insignificante.

Basterebbe osservare, oltre la storia (periodi di riscaldamento si sono pure registrati non solo prima dell’era industriale, ma addirittura anche prima della comparsa dell’uomo sul pianeta!), anche la geografia: Il 70% della superficie del pianeta è occupata dai mari (e solo il 30% dalla terra); di questo 30% solo il 10% è abitato dall’uomo. Dunque è abitato dall’uomo solo il 3% della Terra (e la percentuale delle zone industrializzate è ovviamente ancora minore). Già questo fa capire che il cambiamento climatico non può essere determinato dall’uomo” (prof. Pedrocchi, v. sotto)

La questione del riscaldamento globale era già emersa nel 1972 alla Conferenza sull’ambiente, promossa dall’ONU a Stoccolma. Ma fu nel 1988 che emerse il mito del “riscaldamento globale”, causato dalle emissioni di CO2 dovute all’impiego di combustibili fossili [carbone minerale, petrolio e gas naturale] a seguito di attività umane. Ne parlò addirittura al Congresso Americano (ONU) James E. Hansen, ex direttore del Goddard Institute for Space Science [GISS/NASA/USA]. Nacque così appunto la Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico (IPCC) e iniziò a diffondersi nel mondo il mito del riscaldamento globale antropico [AGW].

Il mito del riscaldamento globale dovuto ai gas-serra e soprattutto alla CO2 non conosceva più soste e costituiva una minaccia apocalittica per l’umanità. Si cominciò a credere davvero che la CO2 fosse in grado di assorbire la radiazione infrarossa, contribuendo a trattenere il calore che la Terra irradia provocando così il fatidico “effetto serra”; tale progressivo e inesorabile “riscaldamento” del pianeta avrebbe prodotto lo scioglimento dei ghiacci polari, il conseguente innalzamento dei mari, e poi l’aumento catastrofico delle precipitazioni in alcune zone e la desertificazione in altre. Peccato che non si è trovato scientificamente alcun rapporto causa/effetto tra CO2 e cambiamento climatico!


La scienza dice il contrario

Sembrerebbe facile trovare questo nesso causa/effetto tra produzione di CO2 causata dall’attività umana (aumentata certo dalla rivoluzione industriale, cioè dal 1750 in poi) e il riscaldamento della temperatura media del pianeta (aumentata di 1° C dal 1850 ad oggi); ma ci si scorda anzitutto che la CO2 causata dall’attività umana (industrie, trasporti, inquinamento) è attualmente solo il 5% del totale prodotta dal pianeta stesso. Il 95% della CO2 è prodotta naturalmente dagli oceani, dal suolo, dalla vegetazione e dai vulcani.

In un’inchiesta del Max Planck Institute, su 416 climatologi di fama mondiale solo 26 ritengono che il riscaldamento attuale del pianeta derivi dalle emissioni industriali.

“Non c’è dubbio infatti che la causa principale del cambiamento climatico sia il Sole (così ad es. il prof. Ernesto Pedrocchi, Docente emerito di Termodinamica applicata ed Energetica al Politecnico di Milano).

Anche i fisici danesi Lassen e Christensen sostengono che l'aumento di temperatura derivi dall'attività solare.

È l’attività solare, in particolare le cosiddette “macchie solari”, a determinare i maggiori cambiamenti climatici della Terra.

L’indebolimento dell’attività solare (come avviene in questo periodo, secondo cicli che vanno dagli 11 ai 100 anni) provoca inizialmente un aumento del calore atmosferico (in quanto l’indebolimento del campo magnetico solare consente un aumento del flusso di RCG nell’atmosfera); ma in seguito il conseguente aumento dello strato delle nubi raffredda gli oceani e quindi il clima generale. Per questo, contrariamente a quello che prevede l’IPCC, dovremmo andare ora incontro (nei prossimi 20 anni) ad un raffreddamento globale.


 

CO2-fobia

Al di là certo del doveroso rispetto del Creato - però in una piena armonia tra suo uso a beneficio dell’uomo e rispetto delle sue stessi leggi (che in fondo è obbedienza al Creatore) [come abbiamo sottolineato nella I Parte come “teologia del Creato”) – e dell’altrettanto doverosa attenzione a ridurre l’inquinamento (come è stato già lodevolmente effettuato negli ultimi 50 anni) , occorre compiere però una sottolineatura sull’attuale “demonizzazione” della CO2 (anidride carbonica) e in fondo dello stesso progresso umano, che ha assunto un sapore ideologico, peraltro assai poco scientifico.

Abbiamo già sopra ricordato che la CO2 causata dall’attività umana (industrie, trasporti, inquinamento) è attualmente solo il 5% del totale prodotta dal pianeta stesso. Il 95% della CO2 è infatti prodotta naturalmente dagli oceani, dal suolo, dalla vegetazione e dai vulcani.

Potremmo poi osservare che già 13.00 anni fa (culmine del­l'ultima glaciazione) ci fu un’impennata di CO2: ma ciò non comportò alcuna catastrofe, anzi trasformò le savane aride dell'Africa orientale in aree bo­scose.

L’anidride carbonica è infatti essenziale per la crescita della vegetazione!

Il già citato prof. Pedrocchi fa osservare che proprio la CO2 sta facendo crescere la vegetazione in tutto il mondo; anche del 30% rispetto alla fase pre-industriale!

Avevamo ad esempio già ricordato che anche gli alberi, di notte, producono anidride carbonica; ma poi ne hanno bisogno per svolgere la loro funzione clorofilliana e ridonarci ossigeno.

“Le piante hanno infatti bisogno di CO2 per fare la fotosintesi e con concentrazioni inferiori a 200 ppmV, la maggior parte delle piante non riesce a farla e muore. Pertanto, più grande è la concentrazione di CO2, maggiore è il beneficio per la Terra e i suoi abitanti” (Pedrocchi).

La CO2 non è un gas tossico o velenoso, ma è il gas della vita.

L’anidride carbonica non è dunque un veleno, come si vuol fa credere dall’ecologismo imperante, e non porta affatto alla desertificazione (anzi, il verde sta crescendo in tutto il mondo, perfino nello Sahel subsahariano), ma, proprio perché aumenta le piogge e l’umidità, è essenziale per la crescita vegetale (così il prof. Robert Bal­ling, dell’Office of Climatology della Arizona University).

Anche il prof. Thomas G. Moore, della Stanford University, ritiene che in un'atmo­sfera più ricca di C02 il mondo sarebbe più caldo sì, ma anche più umido e verde, con i relativi vantaggi generali.

Ecco perché nella citata “Petizione” del 17.06.2019 di 92 autorevoli scienziati italiani (geologi, geofisici, astrofisici, ecc.) alle massime autorità dello Stato italiano, perché non soccombano alle menzogne "climatiste-ambientaliste”. Tale petizione denuncia questa ideologia ecologista sul “clima” addirittura come “dannosa” per l’uomo e oltre che per l’ambiente stesso! “Trattare l’anidride carbonica (CO2) da pericoloso elemento inquinante è una grave distorsione della realtà”, afferma il documento. L’illusione poi di poter sostituire i combustibili fossili, cioè la principale fonte energetica mondiale (l'86% dell’energia consumata globalmente) con le cosiddette energie rinnovabili (specie sole e vento) costituirebbe una transizione ideologica e persino violenta, con grave danno all’ambiente stesso.

La frase che spesso si ascolta da politici, burocrati e aspiranti ambientalisti “dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 entro l’anno per impedire che il mondo si riscaldi oltre 2°C”, non ha senso. Il “limite di 2°C” è stato inventato da Hans “John” Schellenhuber, direttore dell’Institute for Climate Impacts [IPK], Potsdam, Germania, senza alcuna prova scientifica!”

 

Riscaldamento provocato dalla CO2?

L’atmosfera terrestre è composta da azoto [N2 = 78%], ossigeno {[O2 = 21%} e argon [Ar = 0,9%, un gas nobile]; questi tre gas costituiscono il 99,9% dell’aria, mentre la CO2 solo lo 0,04%. Esistono quindi circa 2.500 molecole di questi gas per ogni molecola di CO2..

L’attuale concentrazione è così piccola che è impossibile misurare il suo contributo al riscaldamento dell’aria.

Ricordiamo poi di nuovo che le attività umane producono solo il 5% del totale di anidride carbonica prodotta dal pianeta.

Secondo il prof. Franco Prodi* non esiste alcun rapporto causa-effetto tra aumento della Co2 e riscaldamento. Il riscaldamento è prodotto da cause astronomiche e della Terra stessa (il flusso di calore che proviene dall’interno della terra, le emissioni dei vulcani, il degassamento della crosta terrestre, le correnti oceaniche, l’interazione vegetazione-atmosfera e oceano-atmosfera).

* Membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, docente ordinario emerito di Fisica dell’atmosfera all’Università di Ferrara; ha diretto il Fisbat (Istituto per lo studio della Bassa ed Alta atmosfera) e l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima), istituti del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Nel 2013, il prof. Murry L. Salby calcolò che un aumento di CO2 2,5 volte quelle attuali, la temperatura globale aumenterebbe solo di 0,14°C (per altri, al massimo dello 0,5°C).

Anche se la concentrazione di CO2 raddoppiasse entro il 2100, il suo effetto sarebbe comunque trascurabile. In altre parole, nell’ipotesi di eliminare anche tutta la CO2 dall’atmosfera, le temperature dell’aria sulla superficie terrestre sarebbero simili a quelle di oggi.

In conclusione, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera non determina affatto il clima globale. L’atmosfera infatti non “crea” energia per riscaldare il pianeta, ma solo rallenta la perdita di IR termico, emesso dalla superficie nello spazio. Ridurre le emissioni antropiche di CO2 sarebbe inutile in quanto non avrebbe alcun effetto sul clima.

Poco dopo la promulgazione dell’ultimo accordo sul clima di Parigi (2015), il prof. danese Lomborg ha dichiarato che se anche tutti i progetti presentati fossero mantenuti fedelmente fino al 2030 (cosa peraltro già impossibile) e continuassero persino fino al 2100 (provocando un disastro economico di proporzioni catastrofiche!), la riduzione totale della temperatura globale ottenuta sarebbe di 0,17°C!


 

“Effetto-serra”: vero?

Un pilastro del dogma ecologista del riscaldamento globale è il cosiddetto “effetto serra”, che appunto i gas-serra (in primis la CO2) produrrebbero negli strati più alti dell’atmosfera; appunto qualcosa di analogo a ciò che avviene nelle serre costruite dall’uomo* (per l’agricoltura e la floricoltura): tali gas (ma l’incriminato è sempre l’uomo e il suo progresso industriale) formerebbero appunto una sorta di copertura (come appunto il vetro nelle serre) tale da intrappolare l’energia solare (IR termico) e non permettere un salutare ricambio, provocando appunto un surriscaldamento dell’aria. È la teoria (AGW) fatta propria anche dall’IPCC e come tale condiziona tutti i progetti ecologisti atti a ridurre drasticamente tali gas.

*I pannelli di vetro della serra consentono il passaggio della radiazione solare, che è composta da radiazione ultravioletta [UV], radiazione visibile ai nostri occhi e radiazione infrarossa [IR], di lunghezza d’onda corta [fino a 4 micrometri]. La radiazione solare riscalda le superfici interne della serra e queste riscaldano l’aria emettendo IR termico [lunghezze d’onda superiori a 4 micrometri]. Il vetro è opaco all’IR termico sopra 3 micrometri e lo intrappola all’IR termico all’interno della serra. Molti credevano che questo processo fosse responsabile del fatto che la temperatura dell’aria all’interno della serra fosse superiore alla temperatura dell’aria esterna alla serra.

Tale analogia è stata immaginata già nel 1859 dall’inglese John Tyndall, che parlò appunto di gas ad effetto serra [vapore acqueo (H2O), metano (CH4) e soprattutto anidride carbonica (CO2)]; ma è oggi altamente contestata in ambito scientifico, contrariamente a quanto si fa credere dall’ecologismo. (L. C. Molion, leggi)

In Danimarca, un autorevole comitato scientifico già anni fa accusò gli ambientalisti di ''disonestà intellettuale", denunciando le loro esagerazioni sull'effetto-serra e le loro menzogne sulla scomparsa di molte foreste e specie animali e l’inquinamento degli oceani.




Buco dell'ozono
?

Anche quello del cosiddetto “buco dell’ozono” è sostanzialmente un mito ecologista, atto a creare allarmismo e conseguenti drastiche scelte influenti sul progresso umano (bloccandolo)!

L’ozono è uno dei gas naturalmente presenti nell’atmosfera terrestre; ha un ruolo importante per la vita sul pianeta, perché è uno strato protettivo (l’ozonosfera), che svolge l’importante funzione di bloccare il passaggio dei raggi UV provenienti dal sole e le conseguenti radiazioni ultraviolette molto pericolose per la vita. Funge quindi da strato protettivo, che peraltro ha permesso il sorgere e lo svilupparsi della vita sul nostro pianeta (anche questo dunque un segno della Sapienza creatrice di Dio).

Se è dunque vero che l’ozono è importante per la vita (e la nostra stessa vita) sul pianeta, non è invece vero che la sua diminuzione sia dovuta all’attività umana.

Ovviamente l’ecologismo attribuisce oggi la sua riduzione all’attività umana, in particolare ai gas CFC (clorofluorocarburi: ne fanno uso le bombolette spray, i circuiti refrigeranti di frigo e condizionatori, oltre che in lavorazioni industriali specifiche, come ad esempio la produzione di polistirolo espanso).

In questi ultimissimi decenni s’è creato l’allarme ecologista della terribile riduzione (40%) dello strato d’ozono, soprattutto sopra l’Antartide; una riduzione che permetterebbe il tragico passaggio di alcuni raggi UV, con conseguenze catastrofiche per il pianeta e per l’umanità!
In realtà, la quantità di ozono nell’atmosfera non è mai stata costante.

Strano a dirsi, ma il cosiddetto “buco d’ozono” sopra l’Antartide (il più grande) è passato in pochi mesi dalla spaventosa dimensione di 24,8 milioni di km2 durante l’estate 2020, gettando nella disperazione gli ecologisti, a sparire nel dicembre dello stesso scorso anno (notizia data dalla stessa WMO: Organizzazione Mondiale della Meteorologia). Dovrebbe dunque essere evidente che sia il suo espandersi che il suo ritirarsi siano indipendenti dalle attività dell’uomo (e dalla nostra bombolette spray!).

Ma tant’è, i dogmi ecologisti fanno fatica a confrontarsi con la realtà!

Secondo alcuni scienziati, infatti, tale il fenomeno (buco dell’ozono) è in realtà strettamente collegato col ciclo delle macchie solari e con l’attività dei nostri vulcani (tra l’altro in questo periodo stranamente quasi tutti in piena attività).

Basterebbe pensare ad un dato del 1992: le industrie di tutto il mondo in un anno avevano emesso ton. 7.500 di gas CFC; ma il solo vulcano Erebus (guarda caso proprio in Antartide) emette ogni anno nell'atmosfera ton. 365.000 di analoghi gas clorati.

Se poi volessimo scendere nel prosaico, potremmo osservare che le prime spedizioni scientifiche che scoprirono il fatidico “buco dell’ozono” furono finanziate dalla DuPont (con sede a Montreal), cioè dalla massima industria chimica del mondo; e proprio a Montreal fu firmato il trattato che bandì il CFC (accusato di essere il gas provocatore di tale fenomeno); ma, guarda caso, proprio la multinazionale DuPont aveva pronto, da immettere sul mercato internazionale, l'Hfc 134°, di cui si disse non essere pericoloso per l’ozono, ma assai più costoso!


 

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Un attacco … contro l’uomo

Come abbiamo già osservato, l’ideologia “ecologista” nasconde (ma è sempre più palese) una panteistica adorazione della Natura a scapito dell’uomo (contro il progresso) e persino una forma di neo-razzismo (contro il progresso dei paesi più poveri).

Anche i programmi di queste drastiche riduzioni che sarebbero da imporre, secondo tale ideologia sempre più promossa dal potere globalista, alle attività umane, anche in riferimento a questo “mito” del riscaldamento globale, assolutamente da evitare e possibilmente da invertire, potrebbero produrre un danno enorme all’umanità ventura (e neppure salverebbero il clima come si dice).

Diamo ancora uno sguardo a questa “demagogia ecologista” e ai costi insostenibili che essa vorrebbe imporre all’umanità e appunto specialmente ai Paesi in via di sviluppo.

A parte la differenza tra combustibili fossili (carbone, gas e petrolio), fortemente inquinanti (quali gli ossidi di zolfo, l’ossido di azoto, tutti i tipi di particolato e gli incombusti) e la CO2, non inquinante, le riduzioni imposte da questi augusti Consessi internazionali dovrebbero pure tener conto di importantissimi fattori, come ad esempio le reali possibilità economiche di un Paese di sostenere costi più alti per il proprio fabbisogno energetico, con grave pericolo di sperequazione tra i Paesi più ricchi (che possono permetterseli) e quelli più poveri (nei quali provocherebbero un’ulteriore povertà), con gravi conseguenze sugli equilibri internazionali.

Nella citata “petizione” del 17.06.2019 di 92 autorevoli scienziati italiani alle massime autorità dello Stato italiano, perché non soccombano a queste menzogne "climatiste-ambientaliste", si denuncia questa nuova ideologia ecologista e ambientalista abbia come obiettivo, nella sua spinta anti-antropica, proprio la distruzione del progresso e in fin dei conti dell’uomo stesso. Dunque, questa forzata transizione ecologista, afferma il documento, “può solo provocare una crisi energetica mondiale”, “il che vuol dire l’impoverimento dei Paesi industrializzati e l’impedimento allo sviluppo dei Paesi poveri”.

Si pensi che anche un Paese economicamente avanzato e super-industrializzato come la Germania, inseguendo ad esempio l’obiettivo delle auto elettriche*, sta portando le grandi industrie automobilistiche tedesche alla drastica riduzione dei ricavi e alla crescita della disoccupazione”.

* Sulle auto elettriche, il necessario aumento della produzione di energia elettrica (e relativo inquinamento), le batterie (materiale, durata, discarica – tutto altamente inquinante!) … vedi Parte II del presente documento.

Se le industrie riducessero ad esempio del 15% le emissioni di CO2 la stessa produzione economica europea si ridurrebbe dell'1,5% (del 2% in Germania). Figuriamoci cosa provocherebbe allora nel terzo Mondo!

Ne risentirebbe negativamente persino la stessa vegetazione e l’agricoltura, che, come abbiamo osservato, vive della tanto demonizzata CO2.
Se davvero i “combustibili fossili” dovessero essere abbandonati entro il 2050 (secondo il Green New Deal), visto che l’85% dell’elettricità generata nel mondo dipende da essi, l’economia di interi Paesi, specie i più poveri, subirebbe un tracollo insostenibile.

L’80% dell’energia che permette oggi la vita proviene dai combustibili fossili; non si vede come questi possano essere sostituiti a breve. Abolirli entro il 2050 equivale, anche solo per garantire le stesse risorse energetiche, equivarrebbe a costruire 3 reattori nucleari ogni due giorni, oppure 6000 pale eoliche ogni giorno. Possibile?

I poveri saranno danneggiati da queste condizioni posti a Glasgow e congressi analoghi! Si salva il pianeta ma si impoverisce l’uomo. (leggi)

Il fisico dell’atmosfera del MIT Richard Lindzen: “gli uomini del futuro resteranno attoniti di fronte al fatto che un modesto aumento delle temperature globali abbia potuto indurre a concepire l’idea di sovvertire l’intero sistema economico mondiale”. In sostanza la demagogia è ancor oggi un nemico temibile e poco contano i tanti esempi di un passato anche vicino che evidenziano il suo ruolo deleterio.

Come ricorda Biorn Lomborg, docente nell’Università di Aarhus in Danimarca, dobbiamo mantenere sia un’attenzione all’ambiente e al clima che le implicazioni sociali, economiche e morali che nascerebbero affrontando questi problemi come fa il catastrofismo ecologista; tenendo presente che è iniquo obbligare i Paesi poveri ad occuparsi più del clima che del loro sviluppo industriale.
 

Insomma, c’è una fetta enorme della popolazione mondiale che ha come prima preoccupazione non di come conservare il clima e la Natura, ma di cosa mettere in bocca! (Molion, leggi)

Dopo queste considerazioni, su basi davvero scientifiche e con una preoccupazione non demagogica al bene vero degli uomini e dei popoli, sorprende e addolora, come abbiamo già sottolineato (cfr. News, 28.06.2019), vedere come oggi nella Chiesa si pensi di essere “moderni” e di lavorare per l’uomo, sposando acriticamente anche queste ideologie ecologiste, facendone addirittura una priorità (quando la priorità educativa della Chiesa deve essere un’altra: la gloria di Dio SS.ma Trinità e la salvezza dell’uomo, soprattutto quella “eterna”); ideologie peraltro assunte acriticamente, di cui peraltro il Magistero* non è e non deve essere competente, tanto più che lo stesso mondo davvero “scientifico” non è unanime o è addirittura contrario a queste visioni ideologiche.

* Ad es. l’enciclica Laudato Si’ contiene diversi paragrafi in cui si afferma che l’uomo sta riscaldando il mondo con le sue emissioni di CO2, causando l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento dei poli, l’aumento di eventi atmosferici estremi [cfr. 23/26]. Dichiarazioni simili si trovavano anche nell’Instrumentum Laboris del Sinodo sull’Amazzonia [cfr. 9, 16, 54; cfr. poi l’Es. ap. Querida Amazonia, ad es. 47/52] [L. C. Molion, (A. M. Valli, 13.11.2021) (leggi)]

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Conclusione


Come abbiamo già ricordato (nella III parte del presente documento) il WWF (World Wildlife Fund for Nature), uno dei templi della nuova religione ecologista, fu fondato da Filippo d’Edimburgo (marito della Regina Elisabetta), che arrivò a dire: “vorrei rinascere come un virus letale per eliminare la sovrappopolazione (e pensava in modo specifico al Terzo Mondo, perché là “vi sono più nascite che morti”). 

Sotto questo aspetto non sorprende che suo figlio, il Principe Carlo, intervenendo a Glasgow al Cop26, abbia chiesto addirittura “una campagna militare per trasformare l’economia globale in nome dell’emergenza climatica (leggi

Vengono in mente due ironiche definizioni di “ecologista”:
"L’ecologista militante è uno che, spesso, crede di essere un innamorato della natura, mentre la sua non è che ripugnanza dell’uomo” (W. Inge)
“Ecologista è una persona così sensibile che sarebbe in grado di uccidere un uomo che facesse male a una mosca!” (A. Frossard)

Già 50 anni fa la sempre acuta (e pure controcorrente) Oriana Fallaci sottolineava che “Il grande malanno del nostro tempo si chiama ideologia e i portatori del suo contagio sono gli intellettuali stupidi”.

Per scorgere meglio le radici di questa deriva post-illuminista e posto moderna, dove la dea-Natura arriva a mangiare l’uomo e la dea-Ragione giunge ad instupidirlo, riascoltiamo ancora l’acuta analisi di F. Nietzsche sulla modernità, di cui egli, suo malgrado, rappresenta l’epilogo nichilista:

“L’uomo, da Copernico in poi, non s’è posto forse in un inarrestabile autodiminuirsi, in una volontà di farsi piccolo? La fede, ahimè, nella sua dignità, unicità, insostituibilità nella scala gerarchica degli esseri è scomparsa; è divenuto animale, animale, senza metafora, detrazione o riserva, lui che nella sua fede di una volta era quasi Dio (figlio d’Iddio, Uomo-Dio) [...] Da Copernico in poi, si direbbe che l’uomo sia su un piano inclinato: ormai va rotolando, sempre più rapidamente, lontano dal punto centrale - dove? nel nulla? nel trivellante sentimento del proprio nulla [...] Ogni scienza si propone oggi di dissuadere l’uomo dal rispetto sinora avuto per se stesso, come se questo altro non fosse stato che una stravagante presunzione [...] siamo all'autodisprezzo dell'uomo"!
(da: Genealogia della morale)

Nichilismo mascherato di nuove ideologie? O avvento dell’Anticristo?

Ripetiamo allora quanto già riferito al termine della II Parte
Dietro la maschera di voler salvare l'ambiente e promuovere uno sviluppo “sostenibile”, di rispettare la Natura e renderla sempre più abitabile, come un giardino (e pensare che la Terra lo era prima del peccato originale; infatti “paradiso” significa giardino), si nasconde un progetto disumano (ecologismo) che vuole divinizzare la Terra (panteismo), ridurre l’umanità (malthusianesimo) e persino distruggere l’uomo, opponendosi pure ad ogni progresso. Dopo aver messo l’uomo al posto di Dio, ora si vuole mettere la Natura al posto di Dio e dell'uomo stesso.
E presto sarà Satana stesso a volersi sostituire a Dio, distruggere l’uomo e regnare sul mondo, rendendolo fin d’ora un inferno!
Solo chi appartiene a Cristo Signore, per l'intercessione di Maria Santissima, si salverà!

 

(fine)


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Tutte le News del 2021 (per leggerle: vedi): 


Ecologismo [vedi Documento]
1. Ecologismo come ideologia vs teologia del creato (7.11.2021)
2. Alberi, elettrico, nucleare ... e altri miti (14.11.2021)
3. Sovrappopolazione? (21.11.2021)
4. Riscaldamento globale? (28.11.2021)


 

30.10.2021: Santi, fedeli defunti e ... diavoli

24.10.2021: Notizie varie
Sodoma e Gomorra (e la scienza) -  Quando il S. Rosario salva anche fisicamente - L'Università "La Sapienza" di Roma - Vertici anglicani si convertono al Cattolicesimo - Germania islamica

18.10.2021: Derive della rivoluzione sessuale del '68 (leggi)

12.10.2021: Green-pass ... e la logica (sparita) (leggi)

5.10.2021: Cremazione (vedi)
28.09.2021: Donazione degli organi (vedi)
21.09.2021: Eutanasia (leggi)

8+14.09.2021: Notizie sull'Inquisizione
(vedi)

31.08.2021: Cina: ultime notizie

23.08.2021: Persecuzione anticristiana 
(ultime notizie)

19.08.2021: Emirato Islamico dell'Afghanistan

12.08.2021: Notizie varie
Sport e fede - Russia: famiglie e bambini - USA: nei primi mesi di Biden - ONU: quali diritti umani? quelli garantiti da Ford, Gates, Soros ... - Svezia: Islam e Turchia - Cuba: manifestazioni contro il comunismo - A proposito dei preparativi di guerra: Israele, Corea del Nord - Polonia: nuovo "miracolo eucaristico"

Alcuni miti della modernità  [vedi Documento]
1: Voltaire e la tolleranza (12.07.2021)
2: La Rivoluzione (francese ...) (17.07.2021)
3: Ideologie e democrazia (25.07.2021)
4: Il martirio dei cristiani (sotto il comunismo) (3.08.2021)


6.07.2021: Notizie varie
Si prepara la Guerra? (testate nucleari, armi biologiche, mega-sottomarino ...) - delirio d'onnipotenza gender - l'ONU non demorde su aborto e gender - quali prospettive dietro certe elargizioni di Bill Gates - Vescovi africani contro il neo-colonialismo 'malthusiano' - la resistenza ungherese - Francia: sempre meno cristiana, sempre più musulmana - Italia (Chiavenna): la beatificazione di Sr. Maria Laura - verso la poligamia? - catastrofe economica - il numero dei Parroci - quale fede cattolica?

Nuove dittature, nuove censure   [vedi Documento]
1: Lgbt  (1°.06.2021)
2: dittatura sanitaria (parte I)  (9.06.2021)
3: dittatura sanitaria (parte II)  (19.06.2021)

4: censure e controlli  (1°.07.2021)
                             

21.05.2021: Il turismo in Italia … e la grande battaglia

16.05.2021: Il sacrificio di altri giovanissimi … santi

10.05.2021: Immigrazione clandestina  (aggiornamenti)

2.05.2021: Chiese cattoliche… in svendita

23.04.2021: Notizie varie
Filippo d’Edimburgo: requiem! - Il ritorno di Frankenstein: verso l’uomo-scimmia? - Dal matrimonio con chiunque a quello con … il figlio! - Biden pro aborto - I padroni del mondo

16.04.2021: Notizie varie
Gagarin era cristiano - Profughi cristiani respinti dall'Europa! - La resistenza polacca - Il Partito Comunista Italiano - Eutanasia - Italia in estinzione - Bergamo: intolleranza anticattolica - Sanremo: Festival della Canzone o dell’Anticristo?

9.04.2021: Stato e religione

2.04.2021: Eroi cristiani (uccisi) tra …
       
                                Carabinieri, Polizia, Magistratura

27.03.2021: Chiese … sanificate e desertificate

23.03.2021: Myanmar: il coraggio eroico di una giovane suora

16.03.2021: Il sacrificio di giovanissimi santi contemporanei

10.03.2021: I cristiani in Iraq

2.03.2021: La Madonna su … Marte

23.02.2021: Negazionismi

13.02.2021: Dal matrimonio con “chiunque” a quello con …

5.02.2021: Nuove follie gender & Lgbt+

29.01.2021: Pensieri su … Davos

25.01.2021: Sempre meno bambini “Down”: guariti? no, uccisi!

22.01.2021: Un grande calciatore: “voglio diventare santo”!

20.01.2021: Persecuzione anticristiana (aggiornamenti)

17.01.2021: Ragazzini … tossici!

15.01.2021: Social censure

13.01.2021: 
Lockdown ...
                             e crescita di depressioni, dipendenze e suicidi

10.01.2021: Covid-19: qualche notizia … diversa

8.01.2021: Attacchi anticristiani
                             in Paesi
extra-europei 
(aggiornamenti)

2.01.2021: Aggiornamenti sulla cristianofobia europea


 

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Per leggere le News degli anni precedenti: vedi

 
 


















 

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