• Articolo pubblicato: 25/09/2025
Il cristianesimo è la religione più perseguitata della storia e del presente. Sia con la violenza fisica che mediante una diffusa cristianofobia (anche in Occidente)

Cristiani in Croce


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Come sappiamo, il cristianesimo è la più diffusa religione del mondo (2,5 miliardi di seguaci; di cui 1,4 Cattolici). E ciò deve sempre stupirci e colmarci il cuore di gioia. A ben vedere, però, non si tratta  tanto di una nuova religione (vedi la catechesi), ma della fede (anche ragionevole, perché ci sono le prove) in un avvenimento unico, definitivo e salvifico per ogni uomo, che non ha pari anche nella storia delle religioni: si tratta cioè di un uomo (Gesù di Nazareth), vissuto in Palestina 2000 anni fa, noto alle folle per soli 3 anni e morto in Croce come fosse un delinquente (in realtà offertosi liberamente per la nostra salvezza), che è addirittura Dio fatto uomo. Per questo il “fatto” decisivo della fede cristiana è la Risurrezione di Cristo (leggi). Se non fosse risorto di Gesù di Nazaret non si sarebbe più parlato, neppure dopo un mese! Ma, essendo risorto, Gesù è dunque Dio, è vivo, è la Verità assoluta (vedi la catechesi); e sarà alla fine del mondo il Giudice universale, da cui dipenderà il nostro destino eterno (vedi la catechesi). Per questo nessuno riuscirà mai a distruggere completamente il cristianesimo e la Chiesa Cattolica da Lui fondata (vedi la catechesi).

Pochi invece sanno che il cristianesimo è stata nella storia ed è tuttora la religione più perseguitata del mondo. Sembra proprio che il demonio non sopporti la fede cristiana e la Chiesa, perché sa che Cristo, che vive in essa, è Colui che l’ha definitivamente sconfitto, anche se Satana può ancora agire nella storia e rubargli molte anime da portare all’inferno.

Attualmente i cristiani che soffrono violenza per la loro fede sono almeno 350 milioni!

Ne abbiamo parlato spesso. Nel sito, solo tra le News, ci sono due intere “Categorie” a ciò dedicate, come continuo aggiornamento, almeno in riferimento ai fatti più gravi, di cui però il mondo mediatico non parla quasi mai. Si tratta di vere e proprie violenze fisiche (a ciò si riferisce il mastodontico numero sopra riportato!) (vedi); ma anche di quella diffusa emarginazione, irrisione, diffamazione dei cristiani e della fede cristiana, assai presente anche in molti Paesi cosiddetti liberi dell’Occidente e che potremmo sicuramente definire “cristianofobia” (vedi), assai più di certe presunte o reali “fobie” oggi tanto declamate e condannate.

Conoscere e divulgare almeno un poco questi dati è per ogni uomo un “dovere di verità”; visto che il circo mediatico ci fa continuamente parlare di ciò che il potere dominante vuole che si parli e non sapere o tacere di ciò di cui non si vuole invece dare notizia. Anche se poi tutti pensano di essere aggiornati e liberi pensatori, in realtà certe notizie, come queste, sono fortemente censurate o manomesse.

Per i cristiani si tratta poi di un dovere di “comunione” e di “missione”, oltre che di “carità cristiana”, visto che quando parliamo di cristiani parliamo di nostri “fratelli nella fede” e siamo membra dell’unico Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, quindi parte viva di noi stessi!

Nello stesso tempo, queste notizie, vedendo quanto soffrono nel mondo molti nostri “fratelli in Cristo” per la loro fede e testimonianza cristiana, possono scuotere certi Cattolici da “consuetudine” o “in pantofole”, che riducono il cristianesimo a qualche pratica di culto (per quelli che si considerano più praticanti si tratta semplicemente della Messa domenicale da non saltare, per gli altri si tratta solo ancora di qualche Sacramento da celebrare e soprattutto da festeggiare, vedi), una fede che possibilmente non disturbi troppo i criteri con cui vivere la propria vita quotidiana, né tanto meno renda capaci di “missione” anche esplicita nei propri ambienti sociali, di lavoro o di studio, talora persino con gli amici e addirittura con le persone più care.    

Presentiamo allora qualche aggiornamento in merito a tale persecuzione e cristianofobia [l’ultimo da noi prodotto risale al 21.01.2024 (vedi)].


Prima di dare uno sguardo al presente, ricordiamo solo tre avvenimenti della storia contemporanea, tra gli innumerevoli scenari di martirio dei cristiani nel secolo XX. Forse non molti sanno neppure che proprio il secolo scorso ha contato almeno 40 milioni di martiri cristiani!

Com’è noto, pur risultando ufficialmente tra i Paesi “non allineati” nei confronti del potere comunista di Mosca, dell’URSS e dell’intero blocco di Varsavia (Paesi resi satelliti della Russia), quella che si chiamava Jugoslavia fu sotto Tito (1945-1980) un Paese immenso – oggi si tratta di Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, con la questione ancora aperta del Kosovo (non dimentichiamo che negli anni ’90 ci furono nella ex-Jugoslavia guerre talora anche lunghe e laceranti, con genocidi e interventi della NATO stessa, Italia compresa) – che di fatto era una dittatura comunista di stampo fortemente anticristiano e che specie nell’Istria sferrò violenti attacchi anche contro gli Italiani. Non è però da molto tempo che in Italia è stato possibile fare un po’ di luce su questa tragedia, ad esempio quella detta delle “foibe” (dal nome di quelle grotte carsiche dove si veniva sepolti vivi); ma è assai raro che si faccia memoria dei martiri cristiani uccisi sotto Tito, specie dai locali partigiani comunisti. Il 30.01.1945 veniva ad esempio fucilato dai partigiani comunisti, a causa del suo zelo e della sua opera tra i giovani, il sacerdote croato don Stjepan Horžić, di soli 26 anni (ne parla un libro appena pubblicato, leggi).

Comunque, nonostante sia ora persino celebrata una giornata della memoria delle “foibe” (il 10 febbraio), rimangono ancora in Italia vie e piazze dedicate al Maresciallo Tito e persino la scandalosa onorificenza di cui ancora oggi è insignito, decorato come Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana, con l’aggiunta del Gran Cordone, che è la massima onorificenza del nostro Paese (leggi).

A proposito del “blocco di Varsavia”, che obbligò dopo la II Guerra Mondiale i Paesi dell’est-Europa ad essere sotto il giogo comunista di Mosca, persino la cattolicissima Polonia subì per 44 anni (1945-1989) tale paradossale violenza politica. Certo la situazione cominciò a cambiare, in Polonia e da lì poi in tutto l’est-Europa, quando la Spirito Santo il 16.10.1978 chiamò proprio un giovane (58 anni) Vescovo e Cardinale polacco a divenire Papa (Giovanni Paolo II). Da allora, molte tristi realtà, come quelle di milioni di Cattolici costretti a vivere sotto un regime ateo comunista, non potevano più rimanere nascoste e clandestine. La presenza e la voce del Papa polacco poteva infatti risuonare forte nel mondo. Certo fu anche una voce prudente (se non lo fosse stato si sarebbero scatenate rivoluzioni anche violente e represse nel sangue), anche dopo che il 13.12.1981 fu imposto alla Polonia lo Stato d’assedio – probabilmente per non fare la stessa fine dell’Ungheria nel 1956 e di Praga nel 1968, cioè con l’intervento dei carri armati russi per impedire qualsiasi tipo di dissenso – di fronte al sorgere del primo sindacato libero e cattolico del blocco sovietico (Solidarność). Ma fin dal primo viaggio del Papa nella sua Polonia (giugno 1979), cosa che solo pochi anni prima fu impedita a Paolo VI, nessuno poteva più nascondere i milioni di persone che volevano incontrarlo e pregare con lui, né censurare la sua parola (fu una condizione chiesta dal Pontefice stesso per la realizzazione di questi viaggi nella sua Patria e che non potevano ormai più essere impediti).

Nonostante ciò, ancora nel 1984, fu barbaramente ucciso (certo dal governo comunista) il giovane sacerdote don Jerzy Popiełuszko, che proprio di Solidarność era in fondo il cappellano (leggi).

Non dimentichiamo che proprio a partire dalla cattolicissima Polonia in poche settimane (novembre 1989) il comunismo crollò su se stesso in tutto l’est-Europa, fino a far poi svanire la stessa URSS l’8.12.1991 e far ammainare la bandiera comunista persino dal Cremlino il 25.12.1991.

Come sappiamo, il comunismo, con la sua disumana violenza e il suo odio antireligioso (non furono in proposito casuali le parole profetica di Maria SS.ma a Fatima il 13.07.1917 vedi, cioè solo poche settimane prima della rivoluzione bolscevica!), s’è trasferito poi in Asia, a cominciare dalla Cina (tuttora dittatura comunista), per poi raggiungere la Corea del Nord (la più feroce dittatura comunista, peraltro ereditaria, e tuttora prima causa di persecuzione anticristiana nel mondo), il Vietnam, il Laos e la Cambogia (vedi). In proposito, ci soffermiamo ancora un poco sulla Cambogia.

In Cambogia l’avvento dei Khmer rossi e del regime di Pol Pot (1975/1979) provocò l’uccisione di un terzo dell’intera popolazione cambogiana (vennero cioè uccise 2 milioni di persone) e una violenza politica di terrificanti proporzioni (anche se avevano cambiato il nome del Paese in “Kampuchea Democratica”; bisognerebbe sempre diffidare quando i comunisti o i loro eredi parlano di “democrazia”!) (cfr. News del 12.09.2020).

Una fiorente comunità cristiana, pure con molte vocazioni, fu sterminata. Anche il vescovo Salas finì in un campo di sterminio e morì di stenti e di fame! Ancora 13 anni dopo la fine di quel regime da incubo si poteva affermare che la fede venisse trasmessa solo da qualche superstite nonna anziana o catechista. Queste le parole del nuovo Vescovo di Phnom Penh Ramousse (1992): “Per anni e anni i cattolici non hanno avuto un libro di preghiere, non potevano parlarsi né riconoscersi: la fede era soltanto gemito e preghiera silenziosa. Ma abbiamo compreso che la Chiesa viveva miracolosamente anche così e in Cristo sarebbe risorta!”.
Sottolineò in proposito Vittorio Messori: “ecco l’ideologia come ingegneria sociale per creare la società perfetta (il pensiero del ‘700 portato alle estreme conseguenze); non a caso i dirigenti dei “khmer rossi” avevano studiato negli anni ‘60 alla Sorbona di Parigi”.

A proposito delle ideologie della modernità e delle rivoluzioni che hanno generato, vedi il nostro lungo dossier.

Visto che si è trattato del 1975 – quando in Italia si inneggiava ancora alla rivoluzione comunista cinese di Mao e si parlava della liberazione del Vietnam e di tutto il sud-est-asiatico dagli Americani, che cadde così sotto atroci regimi comunisti come appunto quello del Vietnam, del Laos e della Cambogia – anche questo sarebbe un 50° da ricordare! (leggi).

Invece proprio in questo giorno anniversario c’è stata in Cambogia la visita ufficiale del Presidente cinese (comunista) Xi Jinping; che si è ben guardato di fare cenno a quell’immane tragedia, in fondo proprio dalla Cina di Mao sponsorizzata (leggi).

[Sul martirio dei cristiani sotto il comunismo vedi ad esempio questa News]

A proposito di queste tragedie di proporzioni apocalittiche e di queste feroci persecuzioni anti-cristiane provocate dal comunismo nel secolo scorso (ma ancor oggi violentissime, come in Corea del Nord), qualche comunista nostrano (o erede di tale ideologia) ha mai pensato di chiedere perdono? E la comunità internazionale ha mai pensato ad una sorta di Processo di Norimberga allo scopo?

Si tratta di non voler rinvangare il passato e le sue dolorosissime tragedie o di non voler riaccendere inutili polemiche? Ma allora perché di altre tragedie e ideologie del passato non si deve invece smettere di parlare, pena l’essere accusati di “negazionismo” se non addirittura di “fascismo”?


Persecuzione anticristiana

Persecuzione anticristiana

(aggiornamenti)

Prima di entrare in situazioni e notizie specifiche, diamo uno sguardo, attonito, agli ultimi dati statistici mondiali, riferentesi al 2024.

Secondo il Rapporto di Open Doors (leggi) (leggi) (leggi) (leggi) circa 1/7 dei cristiani attualmente nel mondo soffre di “violente persecuzioni” (leggi). Si tratta di 380 milioni di nostri fratelli nella fede!

In 50 Paesi (dove vivono 310 milioni di cristiani) essere cristiani è difficile se non eroico.

Nei 100 Paesi monitorati da Open Doors, nei 12 mesi che vanno dal 1°.10.2023 al 30.09.2024 sono stati uccisi in odio alla fede 4.476 cristiani, 3.775 sono stati rapiti, 4.744 sono stati arrestati e detenuti arbitrariamente. Nello stesso periodo sono stati attaccati o costretti a chiudere 7.679 chiese ed edifici religiosi e sono state distrutte 28.368 abitazioni di cristiani.

Nella tragica classifica dei Paesi con la massima persecuzione anticristiana al 1° posto c’è ancora la Corea del Nord, a causa della sua feroce dittatura comunista (ereditaria); il suo leader assoluto Kim Jong-Un ha rinchiuso nei campi di lavoro forzati fino a 70.000 cristiani (il Rapporto parla di “brutali interrogatori di fuggitivi nordcoreani, rimpatriati a forza dalla Cina, torturati e destinati al carcere duro o alla morte”). Seguono poi 5 Paesi in cui regna un forte fondamentalismo islamico statale: Somalia, Yemen, Libia, Sudan ed Eritrea. Il “fondamentalismo” religioso che attacca i cristiani non è solo quello islamico, ma anche quello indù. In India si registrano circa 70 attacchi al mese, con un aumento del 700% in 10 anni (leggi).

Pure il Rapporto Portes Ouvertes conferma che nello scorso anno (2024) hanno patito gravi persecuzioni o discriminazioni 380 milioni di cristiani (1 cristiano su 5 in Africa, 2 su 5 in Asia, 1 su 16 in America Latina); che i cristiani uccisi sono stati 4.476 (3.100 solo in Nigeria); hanno inoltre subito il carcere per la fede 4.744 cristiani e 26.000 cristiani sono stati costretti all’esilio (specie dalla Siria).

Anche secondo il Rapporto ACS (Aiuto alla Chiesa che Soffre) le persecuzioni anticristiane sono in continuo aumento. In 18 Paesi essere cristiani può costare il carcere o la pena di morte (leggi).

Secondo il Rapporto Fides, nel 2024 sono inoltre stati uccisi 14 missionari cattolici (leggi).

Al di là della forte limitazione della “libertà religiosa” (peraltro riconosciuto tra i Diritti fondamentali dell’uomo) subita dai cristiani nei Paesi comunisti, a cominciare dall’immensa Cina fino alla feroce persecuzione antireligiosa attuata nella Corea del Nord, particolarmente dura (“in Croce”) è la vita dei cristiani nella quasi totalità dei Paesi islamici, specie laddove l’Islam è attuato o imposto come religione assoluta dello Stato (dal Niger al Pakistan) (leggi).

Si tenga presente che l’ISIS (il fantomatico Stato islamico internazionale), dopo essere stato sostanzialmente sconfitto nel 2017 in Medio Oriente, si è fortemente insediato in Africa, specie nelle regioni centrali come il Mali, Burkina Faso e Niger (dove è chiamato Iscap) o in quelle occidentali (dov’è chiamato Iswap), in Nigeria e nella regione del lago Ciad, e nella zona del Grande Sahara (dov’è chiamato Isgs), in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo e in Mozambico. In questi Paesi i cristiani che non si convertono all’Islam o sono costretti all’esilio o a farsi “dhimmi” (sudditi, di categoria inferiore e con esorbitanti tasse).

In tali Paesi africani le persecuzioni sono all’ordine del giorno. Particolarmente dura è poi la situazione delle donne cristiane, costrette spesso a sposare un musulmano e a convertirsi all’Islam. Però tale situazione si vive anche in Asia, specie in Pakistan (su cui torniamo più sotto).

Si tenga inoltre presente che in tali Paesi dominati dall’Islam anche dei cosiddetti nuovi (presunti) “diritti” inventati dall’Occidente e altrove fortemente propagandati se non imposti neppure si può parlarne. Tutta la realtà omossessuale ed Lgbt è assolutamente proibita e spesso si giunge anche alla pena di morte per reprimerla.

Strano che di tutto questo in Occidente praticamente non si parli!

Eppure, in riferimento alla persecuzione anticristiana, si tratta appunto di nostri fratelli nella fede e appartenenti allo stesso Signore Gesù Cristo!


Analizziamo ora in merito alcune recenti notizie, secondo i diversi Continenti e Nazioni.

Asia

Ecco appunto alcune notizie provenienti dal Pakistan.

Ogni anno oltre mille ragazze, in genere minorenni, vengono rapite, convertite con la forza all’islam e costrette a sposare adulti musulmani (che com’è noto hanno anche più mogli) (leggi).

La terribile legge “contro la blasfemia” è poi facile pretesto per accusare i cristiani (basta dire che non si è d’accordo con il Corano, anche su Whatsapp) e spesso farli condannare al carcere e persino a morte (leggi) (leggi).

Hanno perfino tentato di avvelenare un ragazzo di 13 anni che si era rifiutato di diventare musulmano (leggi). Un altro giovane cristiano di 35 anni è stato torturato e ucciso (leggi).

I cristiani sono di fatto esclusi dalla politica (leggi), tratti come cittadini inferiori e persino relegati a pulire le fogne (leggi).

Nonostante ciò – miracolo della fede cristiana, di Cristo risorto e della presenza dello Spirito Santo! – anche lo scorso anno 200.000 pellegrini cristiani si sono recati al Santuario eucaristico di Mariamabad (leggi).

Come abbiamo accennato, non solo il fondamentalismo islamico ma anche quello “induista” si fa sentire in modo molto forte, specie in alcune regioni dell’India. Ecco alcune ultime notizie.

In India, specie in alcuni Stati che compongono questo immenso Paese con 1,4 miliardi di abitanti,  si sta attuando una sorta di “teocrazia induista”, con tanto di persecuzioni anticristiane e pure antiislamiche (leggi). Aumentano infatti le leggi repressive della libertà religiosa, specie cristiana (leggi). Persino l’inaugurazione di un nuovo grande tempio induista (Ram Mandir), simbolo del nazionalismo indù, è diventato pretesto per invadere e aggredire delle chiese cattoliche (leggi).

Col pretesto di evitare presunte conversioni forzate s’è invocata la pena di morte contro chi converte un induista al cristianesimo (leggi); tanto più se si tratta di una donna, perché distogliere una donna dall’induismo e portarla al cristianesimo equivale per loro ad uno stupro e condannato alla pena di morte (leggi). Una giovane donna cristiana è stata uccisa dai suoi stessi parenti indù proprio perché si era convertita (liberamente) al cristianesimo (leggi).

Sempre in India solo nel 2024 si sono verificati 834 attacchi contro i cristiani (leggi). Cresce il clima di intolleranza contro i cristiani e aumentano le aggressioni contro i sacerdoti (leggi). Un missionario è stato addirittura bruciato vivo (leggi). E ci sono persino dei politici che lodano gli autori di tali attacchi contro i cristiani.

In un villaggio del Bangladesh, in occasione dell’ultimo Natale, proprio mentre i cristiani erano alla Messa natalizia, le loro case sono state date alle fiamme (leggi).

In Myanmar (ex-Birmania) la giunta militare al potere intensifica la persecuzione contro i cristiani (leggi). Lo scorso febbraio è stato ucciso un prete di 44 anni (leggi); e addirittura l’esercito stesso ha incendiato la cattedrale cattolica di Bhamo (leggi).

Nell’Estremo Oriente l’intolleranza islamica cresce non solo in Indonesia (attualmente il più popoloso paese a maggioranza musulmana del mondo, essendo l’87% della popolazione di fede musulmana), ma anche in Malesia (Malaysia) (leggi), dove l’Islam è religione di Stato (anche se i musulmani sono il 63% della popolazione).

Infine, pure nel Laos, che rimane tuttora uno Stato comunista a Partito unico, nonostante una legge nazionale che protegge almeno sulla carta la “libertà religiosa” (qui la popolazione è prevalentemente buddista), cresce la persecuzione anticristiana. Anche quest’anno sono state distrutte delle case di cristiani e incendiate pubblicamente delle Bibbie in senso intimidatorio (leggi).


Medio Oriente

Nella sempre più incandescente situazione del Medio Oriente, dove assistiamo attoniti addirittura alla distruzione (genocidio) o forzato esilio (deportazione) di un intero popolo (palestinese), dovremmo poi prestare attenzione anche alla tragica situazione dei cristiani, nostri fratelli nella fede, che proprio In Terra Santa (dove venne il Signore Gesù e dove è nata la Chiesa) e nei Paesi limitrofi vive da tempo una particolare odissea.

Già le cosiddette “Guerre del Golfo”, a conduzione USA, non portarono affatto ai cristiani una maggiore libertà (che invece paradossalmente vivevano in Iraq ai tempi di Saddam Hussein), ma a fare i conti con limitazioni ed esili imposti dai poteri musulmani (non parliamo poi, al nord, dopo la nascita dell’ISIS) (vedi). Quando poi gli USA, dopo gli attacchi all’Afghanistan del 2001, nel 2021 si sono ritirati ed hanno lasciato che il Paese tornasse in mano ai Talebani (vedi), l’Emirato Islamico dell’Afghanistan è diventato subito il Paese con la massima persecuzione anticristiana del mondo. Perdita sostanziale della propria libertà religiosa, fino ad essere costretti all’esilio, è avvenuta anche nella Siria post al-Asad. Nel Libano stesso la vita e la libertà religiosa dei cristiani è spesso messa a dura prova.

Venendo appunto alla “Terra Santa” (la terra di Gesù e dei primi cristiani), dobbiamo sottolineare che, mentre tra il popolo israeliano sono pochi coloro che sono cristiani, esiste una piccola percentuale di cristiani tra i Palestinesi (pur di stirpe araba e di maggioranza musulmana). Tali Palestinesi cristiani, insieme alla piccola comunità cristiana estera che vive attorno ai luoghi santi della cristianità (compreso numerosi studiosi, biblisti, archeologi, guide turistiche e religiose – vedi nella News “Bibbia e cultura”), avevano tradizionalmente come principale introito e fonte delle proprie attività proprio la presenza dei numerosi “pellegrini” cristiani e turisti provenienti da tutto il mondo. Un introito che nella drammaticità della situazione attuale è ovviamente calato a picco.

Non si sa poi cosa accadrà, oltre che alla tragedia della “Striscia di Gaza” nel resto dello Stato Palestinese, cioè in Cisgiordania, a Gerusalemme stessa, e persino nei Paesi limitrofi.  

Dentro questa drammatica e incandescente situazione, che coinvolge la stessa geopolitica internazionale, diamo ora uno sguardo ad alcune recenti notizie che riguardano appunto i cristiani dell’intera area mediorientale.

Nei crescenti attacchi di Israele, ora anche in Cisgiordania, ormai anche i cristiani locali sono sotto mira (leggi) e aumentano le violenze anche contro di loro (già nel 2024 si sono contati 111 attacchi contro persone o proprietà cristiane, leggi e leggi); per cui a questo punto molti cristiani sono praticamente costretti ad andarsene (leggi). C’è chi parla persino della fine dei cristiani in Terra Santa; il che non è certo un bene anche per l’intera incandescente situazione geopolitica del Medio Oriente.

Anche in Libano i cristiani sono per così dire stritolati tra la pressione israeliana e quella jihadista (leggi).

In Siria, dopo la repentina cacciata di Asad, la situazione dei cristiani è letteralmente precipitata (leggi). La nuova Siria islamista rappresenta di fatto un incubo per i cristiani (leggi). Nei continui attacchi contro le minoranze, anche i cristiani vivono infatti il loro Calvario (leggi) (leggi) (leggi) (leggi) (leggi). Se già a Natale ci si poteva chiedere con angoscia quale futuro sarebbe stato riservato per i cristiani in Siria (leggi), la Pasqua (come in Libano, per non parlare poi della Nigeria) è stata celebrata nel sangue (leggi). La persecuzione contro i cristiani aumenta vorticosamente, costringendoli di fatto a fuggire (ecco la dolorosa testimonianza di due sacerdoti, leggi e leggi). Nel silenzio dell’Occidente, della UE e dell’Italia stessa (che accoglie il nuovo Premier siriano senza dire nulla in merito), molti cristiani vengono trucidati e persino dei bambini vengono crocifissi (leggi)!

Il 22 giugno scorso è stata fatta una strage di cristiani in una chiesa ortodossa (leggi) (leggi) (leggi); ma solo il Papa ha alzato la voce per denunciarla (leggi).

Intanto, sempre per rimanere nell’Asia occidentale, anche in Iran la vita dei cristiani è spesso assai dura. Sebbene i cristiani siano riconosciuti ufficialmente come minoranza religiosa, le autorità trattano duramente coloro che si convertono dall’Islam al Cristianesimo. Nella lotta contro Israele anche i cristiani sono visti con sospetto (sono detti comunque “sionisti”). Nell’agosto scorso 50 cristiani sono stati arrestati per questo (leggi). A marzo una donna è stata condannata a 2 anni di carcere perché mentre si trovava all’estero è diventata cristiana (leggi). Nel giugno scorso un uomo iraniano è stato condannato a 15 di carcere per essersi convertito dall’islam al cristianesimo.

Intanto, anche in Turchia aumenta la persecuzione contro i cristiani (leggi).


Africa

Il continente africano, che peraltro è quello che conosce il maggior incremento numerico di Cattolici come di vocazioni sacerdotali e religiose (vedi), è pure una zona del pianeta (parliamo in particolare dell’Africa centrale e sub-sahariana) dove i Cattolici sono particolarmente sotto attacco (leggi), specie a causa dell’enorme espansione dell’Islam e di quella persecuzione jihadista contro i cristiani che spesso si unisce alle ataviche lotte tribali che infestano il continente africano (leggi).

Particolarmente ferita da questo flagello è soprattutto la zona settentrionale della Nigeria, di cui abbiamo parlato diverse volte (vedi ad es. qui qui qui e qui). Gruppi islamici fanatici non cessano di colpire i cristiani di questo immenso Paese (leggi). Quest’anno in Nigeria ogni giorno sono stati uccisi circa 100 cristiani (leggi). Anche l’ultima Pasqua è stata spesso celebrata nel sangue (leggi).

Pure nella Rep. Dem. del Congo si scatenano spesso feroci attacchi contro i cristiani, specie ad opera di musulmani jihadisti e proprio “in odium fidei”, cioè per odio contro la fede cristiana. Solo nel 2023 sono stati uccisi più di 1000 cristiani. In questo 2025 feroci attacchi contro i cristiani sono avvenuti già a febbraio (leggi), una vera e propria strage di cristiani è poi avvenuta a luglio (leggi) (leggi) e ancora pochi giorni fa c’è stato un massacro jihadista di cristiani (leggi). Il miracolo della fede cristiana emerge però anche nella commovente testimonianza di perdono data da un giovane uomo cristiano nei confronti di chi ha ucciso i suoi cari (leggi).

Anche in Niger, Mali e Burkina Faso, ormai in mano ai jihadisti islamici, si sono verificati feroci attacchi contro i cristiani (leggi); nel febbraio scorso, nel  Burkina Faso, un assalto jihadista ad una chiesa proprio durante la S. Messa ha provocato 15 morti e numerosi feriti (leggi).


America

La persecuzione contro i cristiani e la Chiesa Cattolica nel continente americano si registra soprattutto in America centrale, specialmente in Nicaragua, dove l’attuale Presidente José Daniel Ortega (politico, guerrigliero e militare nicaraguense e già artefice della “rivoluzione sandinista”, di ispirazione marxista-leninista, analogamente a quanto avvenne con Fidel Castro nella non lontana isola di Cuba) attua attacchi sempre più forti contro la Chiesa Cattolica.

Anche il Rapporto ACS sopra citato parla dell’aumento della persecuzione anticristiana di Ortega nel Nicaragua (leggi). In 6 anni si sono contati 870 attacchi contro la Chiesa Cattolica (leggi). Nel corso del 2024 s’è poi riscontrata una particolare nuova ondata di persecuzione contro la Chiesa (leggi) (leggi) (leggi) (leggi). Sono stati arrestati molti sacerdoti e persino un Vescovo  (leggi) [anche se il Vaticano ancora nel 2024 pare abbia scelto di non compiere alcuna denuncia chiara del regime comunista di Ortega (leggi)]. Persino i sacerdoti e i Sacramenti sono stati proibiti negli ospedali, negando così l’assistenza spirituale ai degenti (leggi) (leggi). Anche l’ultima Pasqua è stata di fatto “blindata” in Nicaragua (leggi). Inoltre, solo poche settimane fa è stata espropriata dal governo una scuola cattolica (leggi).

Attacchi contro dei religiosi sono avvenuti anche nella non lontana isola caraibica di Haiti (leggi); ma, come abbiamo ricordato anche nella News precedente (vedi), solo il Papa ha fatto cenno alla tragica situazione di questo Paese in occasione di un recente Angelus (vedi).


Oceania

Passando all’Oceania, nel 2024 dobbiamo registrare persino in Australia un attacco terroristico islamico, avvenuto a Sydney contro un Vescovo ortodosso (leggi).


Cristianofobia

Cristianofobia

(aggiornamenti)

Con il termine “fobia” si intende un disturbo patologico di tipo psicologico o persino psichiatrico, per cui chi ne è affetto avverte un’irrazionale ed endemica paura nei confronti di una realtà, senza che questa offra reali motivi per suscitarla.

Come sappiamo, oggi assistiamo però ad un abuso del suffisso “fobia”, utilizzato a livello sociale, ideologico, culturale e persino politico, per stigmatizzare qualsiasi giudizio contrario, anche pacato  e razionalmente fondato, nei confronti di una convinzione o comportamento morale che vuole invece imporsi nella società come ormai normale. A ben vedere è appunto uno strumento lessicale usato in modo ideologico per imporre, specie in Occidente, la “dittatura del relativismo”, senza più alcuna possibilità di dissenso.

Com’è noto, negli ultimi decenni, specie appunto in Occidente, tale suffisso è applicato soprattutto, in modo ossessivo e irrazionale, apparentemente per “non discriminare” ma in realtà per promuovere, senza appunto possibilità di dissenso, l’universo (più presunto che reale, per i termini e i modi appunto ossessivi con cui se ne parla) omosessuale: si tratta appunto del termine “omofobia”. Tra l’altro, proprio in quanto abusato ed utilizzato in modo ossessivo e ideologico (perfino a livello legislativo), rischia invece di ottenere pure un effetto contrario, cioè di incrementarlo invece di fornire argomenti razionali per superarlo, laddove effettivamente ci fosse.

A ben vedere, invece, una reale “discriminazione”, culturale e sociale, fino ad esercitare una pericolosissima pressione psicologica fin dalle più tenere età (e generare persino un reale “bullismo” in tal senso), specie nelle nostre democratiche ed aperte società dell’Occidente, è proprio nei confronti dei Cristiani. Tale reale “cristianofobia” è in costante aumento, anche in Europa (e persino in Italia, pur centro della Cattolicità), ed ha principalmente due fonti: un “laicismo” esasperato che aborrisce ogni presenza cristiana, specie se osa presentare giudizi morali contrari appunto al relativismo e alle nuove ideologie dominanti, ma anche dovuto (specie in Francia e nel Regno Unito) ad una sempre più massiccia e talora intollerante presenza musulmana.

Talora questa “cristianofobia” degenera in vera e propria violenza fisica (contro edifici e realtà sacre o comunque cattoliche, ma spesso pure nei confronti delle persone) e in quanto tale potrebbe essere catalogata già come persecuzione anticristiana (vedi sopra).

Sulle diverse forme e atti di vera e propria “cristianofobia”, anche in Occidente, siamo intervenuti diverse volte (vedi). Vediamo dunque qui qualche aggiornamento, cominciando proprio dall’Europa e dalla nostra Italia.


Europa

Questo nostro continente, apparentemente libero e democratico, che è stato praticamente e storicamente creato e plasmato dalla fede cristiana (vedi) e che fino a pochi decenni orsono ha portato la fede e quindi la salvezza eterna fino agli estremi confini della Terra,  negli ultimi secoli ha conosciuto l’attacco violentissimo di una cultura anticristiana (vedi), ora penetrata anche a livello popolare, fino a sprofondare in una pressocché totale “apostasia” dalla fede, che a livello anche esistenziale assume sempre più i contorni di un drammatico “nichilismo”, coperto da quelle “foglie di fico” costituite dalla nuove e irrazionali ideologie, in genere a sfondo sessuale (promozione di ogni tipo di comportamento sessuale, di sedicenti nuove famiglie, ideologia gender e Lgbtq+) e contro la vita, dal suo inizio (aborto) al suo naturale compimento (eutanasia). A ben vedere si tratta dell’epilogo di quell’equivoco sulla parola “libertà” (senza verità) nato già dall’Illuminismo e che trova i suoi ulteriori epiloghi (come se non fossero state sufficienti le rivoluzioni e le guerre che esso ha generato) in questa persistente e incalzante “cultura di morte” (vedi), nata dalla “morte di Dio” (vedi).

Con tutto ciò, se l’indifferentismo religioso, seguito ad una indotta ignoranza dei fondamenti stessi del cristianesimo per non dire della stessa razionalità, avvolge ormai quasi totalmente (con lodevoli eccezioni che qui spesso sottolineiamo, vedi e vedi) i Paesi dell’Europa occidentale, specie nelle nuove generazioni, mentre cresce inesorabilmente un’immigrazione selvaggia talora (specie da parte musulmana) senza alcuna volontà di integrazione ma anzi spesso con fortissimi segni di intolleranza nei confronti della nostra civiltà, fino a generare una veri e propri attacchi di violenza urbana, aumentano pure drammatici segni di “cristianofobia”.

Guardiamo in proposito a questi ultimi dati.


Si osservi intanto, a proposito del vuoto spirituale e del nichilismo culturale che avvolge specie le nuove generazioni, che in Europa (UE), secondo una recentissima e autorevole statistica, la prima causa di morte per la fascia di età dai 15 ai 29 anni è costituita dai suicidi (leggi). Se poi vi aggiungiamo le morti giovanili per incidenti stradali e anche per droga, che poi sono altrettante forme acute di nichilismo vissuto, il quadro assume i contorni di uno spettrale esito apocalittico della “cultura del Nulla” a seguito dell’apostasia dal cristianesimo.

Sarebbe necessario e urgente che genitori ed educatori riprendano finalmente e seriamente in mano la questione dell’emergenza educativa (vedi l’apposita News) e la loro prioritaria missione, di cui renderanno conto non solo di fronte ai propri figli, alla storia e al mondo, ma soprattutto a Dio stesso. Di che cosa si parla invece negli infiniti e logorroici incontri non solo di Bruxelles ma del mondo stesso della scuola e perfino degli organismi ecclesiali?!


In Europa occidentale autorevoli statistiche rilevano un costante e progressivo aumento di un vero e proprio “odio anticristiano”. Dal 2021 al 2022 i “crimini d’odio violenti” contro i cristiani hanno conosciuto addirittura un incremento del 44%, mentre gli atti vandalici e incendi contro le chiese, insieme a gravi atti di discriminazione contro i cristiani, nello stesso anno sono saliti addirittura del 75%. Particolarmente colpiti da questo odio sono Paesi come Francia, Germania, Regno Unito; ma nello stesso periodo (2021/2022) l’Italia è passata dal 3° al 2° posto di questa triste classifica, con ben 146 crimini d’odio contro i cristiani!

Anche nel 2023 si sono registrati in Europa occidentale ben 2400 “crimini d’odio” contro i cristiani (leggi) e le gravi “discriminazioni” contro i cristiani sono ulteriormente salite del 44% (leggi).

Nel Regno Unito si è giunti in non pochi casi già a licenziamenti e perfino arresti e processi per aver manifestato pubblicamente o sul lavoro la propria fede

In Germania ormai la metà della popolazione teme, se cristiana, di dire in pubblico la propria fede e appartenenza religiosa.

L’odio anticristiano (e particolarmente anticattolico) si scatena poi quando in gioco ci sono valori di grande spessore umano e cristiano, cioè se i cristiani osano ancora difendere la famiglia naturale (uomo-donna) e si oppongono all’ideologia gender e Lgbt, per promuovere, anche nell’educazione dei più giovani, un significato autentico della sessualità e dell’amore.

Gli stessi organismi UE, che vogliono imporre ovunque queste nuove ideologie, mettono in guardia contro queste presenze cattoliche considerate integraliste, fondamentaliste e antidemocratiche, se osano appunto opporsi a questa nuova “dittatura del relativismo” morale (leggi).

Strano però che gli stessi organismi UE, mentre discriminano i cristiani e recidono brutalmente i loro valori (che poi sono valori non solo cristiani ma autenticamente umani e razionalmente fondati), si mostrano invece particolarmente accoglienti nei confronti dell’Islam (che peraltro sono notoriamente in drastica opposizione alle ideologie Lgbt) (leggi). Per accogliere e proteggere i musulmani si inventa addirittura un’altra “fobia”: islamofobia! Intanto, per una presunta neutralità, laicità o rispetto dei musulmani come degli atei, giungono a vietare qualsiasi segno cristiano nei luoghi pubblici, di lavoro o scolastici (come nell’annuale questione natalizia dei “presepi”) (leggi).

Ma veniamo a qualche recente notizia in merito, secondo i singoli Paesi dell’Europa occidentale (ormai anche dell’Europa centrale, nonostante il forte tentativo di resistenza di alcuni Paesi, come Polonia e Ungheria, a questa nuova dittatura del relativismo e delle nove ideologie al potere).

Ecco qualche recente notizia dalla Francia.

Nel drammatico quadro francese, più volte sottolineato nel sito, circa l’apostasia dalla fede cristiana (nonostante quei numerosi segni di ripresa, anche tra i giovani, qui più volte evidenziato vedi e vedi; ma per il laicismo è una brutta notizia! leggi), crescono continuamente i casi di cristianofobia (leggi), anche violenta (leggi). Se nel 2024 ad esempio gli incendi dolosi delle chiese cattoliche hanno avuto addirittura un incremento del 30% (leggi), già nella prima metà del 2025 si sono registrati 322 gravi atti anticristiani, con un incremento del 13% (leggi). Nonostante l’origine specialmente islamica di tali atti (talora anche di un laicismo esasperato), la Francia continua a promuovere l’Islam (leggi).

Ma veniamo alla cristianofobia basata su una falsa idea di laicità (laïcité) o di libertà d’espressione. Se la nota  rivista satirica francese Charlie Hebdo, dopo aver subito il terribile attentato del 7.01.2015 per aver leggermente schernito Maometto, se ne guarda ora bene di offendere l’Islam, continua invece a non farsi scrupolo di ridicolizzare ad esempio in modo blasfemo la Madonna (leggi). A proposito poi dell’inaugurazione delle Olimpiadi parigine del 2024, con uno scenario volutamente anticristiano se non blasfemo (su questo eravamo brevemente intervenuti all’inizio della News “Cultura di morte” vedi), pare che il Presidente Macron non abbia accettato una critica ma sia persino passato pesantemente ai fatti (arresti!) (leggi, leggi). Se poi ci riferiamo alle multe, anche saporite, eco due casi sintomatici. Uno dei bravi giovani che hanno partecipato all’annuale straordinario pellegrinaggio giovanile a piedi Parigi-Chartres (fortissima esperienza di fede cattolica, peraltro di stampo tradizionale, di cui abbiamo qui più volte parlato, vedi) è stato multato per aver cantato canti cristiani anche in stazione (leggi). A proposito di presepi nei luoghi pubblici, pesantissima è stata invece la multa (€ 120.000) inflitta lo scorso Natale a chi aveva osato allestire un presepe negli spazi comunali (leggi). Infine, si sono levati insulti e fischi contro una Senatrice che aveva osato citare al Senato una frase del Vangelo (leggi).

Ultima notizia: musulmani contro cristiani; uccidono un cristiano iracheno a Lione (leggi).

A proposito di multe, in Germania un tassista è stato multato per aver affisso nel suo taxi un adesivo che cita il Vangelo (leggi). Multe di € 5000 sono invece comminate a chi osa pregare contro l’aborto nelle vicinanze delle cliniche dove si praticano (leggi).

Una rappresentazione teatrale a sfondo sessuale (nelle sempre nuove immaginazioni e varianti sul tema), di matrice femminista radicale e fortemente anticattolica, ha raggiunto livelli blasfemi (sulla S. Messa) talmente forti da provocare addirittura un malore in 18 spettatori (leggi).

In compenso a Francoforte pare divenuto obbligatorio per tutti il Ramadan nelle scuole, se c’è la presenza di qualche bambino musulmano (leggi).

In Austria, per rispetto dei bambini musulmani (peraltro ancora pochi in quel paese) è stato vietato di portare a scuola la Bibbia (leggi).

Anche in quella che nella storia era la cattolicissima Spagna pare non desti più scandalo se persino nella TV pubblica si irride al Sacro Cuore di Gesù (leggi); ma pare che il governo di sinistra (Sanchez) voglia rimuovere proprio una gloriosa e storica statua del Sacro Cuore (leggi). Intanto viene vietato il S. Rosario in pubblico (leggi) (leggi). Mentre un sacerdote rischia il carcere per aver osato criticare l’Islam (leggi).

In Portogallo un calciatore dell’Alverca, Anthony Carte, ha ricevuto una multa di € 352 per aver mostrato, al termine della vittoriosa partita, sotto la maglia della squadra, una t-shirt con la scritta (qui tradotta) “Tutto l’onore e la gloria al Signore Gesù Cristo”. Interessante poi la motivazione dell’ammenda inflitta: “Per violazione del dovere di decoro, correttezza, moderazione e rispetto che devono avere gli agenti sportivi”.

A Malta il giovane Matthew Grech, ex attivista Lgbtq convertitosi al cristianesimo, per aver raccontato in un’intervista la propria conversione e di come era gay ma la fede gli ha cambiato la vita, è stato denunciato per violazione della legge sull’orientamento sessuale e rischia addirittura una detenzione di 5 mesi! (leggi)

Come sappiamo, sono fortissime le pressioni culturali, ideologiche, politiche e persino economiche da parte della UE perché anche la cattolicissima Polonia (e tuttora lo è a livello di identità popolare e nazionale) si adegui ai nuovi dogmi relativisti e anti-cristici imposti dall’Occidente e da Bruxelles.

Oltre alla questione dell’aborto libero e dell’imponente propaganda Lgbt, col solito pretesto di non discriminare altre fedi e identità (anche quando non ci sono nel territorio o sono ultra-minoritarie) si vogliono vietare in pubblico i segni della fede cattolica, cosa peraltro impossibile specie in questo Paese (leggi). Si parla persino di eliminare l’insegnamento della Religione nelle scuole (leggi). Intanto ritornano i prigionieri politici (leggi) e anche gravi persecuzioni contro i preti cattolici (leggi).

A proposito della dolorosa ma non chiara situazione che l’Ucraina sta vivendo, non solo dal 2022 ma già dal 2014, una crisi che affonda le proprie radici nella storia di quel popolo ma che ora rischia di coinvolgere il mondo intero, in primis la UE (Italia compresa), in una tragica se non apocalittica guerra, ecco una notizia di questi giorni, ovviamente censurata dal mainstream politico e mediatico occidentale: sono stati processati dei sacerdoti ortodossi legati al Patriarcato di Mosca (leggi).

Anche nel Regno Unito (UK), al di là delle storiche radici anticattoliche degli ultimi 5 secoli (vedi in merito il nostro documento) e di quell’alone di elegante ritualità che avvolge in modo impareggiabile la Casa Reale (vedi e vedi) e che ancora tanto piace alla gente, checché se ne dica della democrazia, possiamo riscontrare l’emergere di un’acuta cristianofobia (leggi), insieme ad un’incalzante e sempre più intollerante “cultura di morte” (vedi l’intera News).  Molte volte abbiamo poi parlato della questione dei bambini infermi e uccisi, contro il volere dei loro stessi genitori (ad esempio qui e qui); così come la cultura dell’aborto sia diventata talmente invasiva e intollerante da vietare persino di pregare contro questa piaga (vedi). Aggiungiamo qui alcune notizie in merito.

Nel Regno Unito è diventato di fatto un reato pregare, persino in silenzio, contro l’aborto (leggi); in Scozia il divieto si estende persino alle case private (leggi) (leggi). Anche in Irlanda del Nord c’è già stata una condanna per aver pregato davanti ad una clinica di aborti (leggi).

Il 6.12.2022 fu perfino arrestata Isabel Vaughan-Spruce (46 anni), co-direttrice della Marcia per la Vita nel UK, per aver pregato in silenzio nei dintorni (< m. 150: buffer zone = zona cuscinetto) di una clinica abortista di Birmingham (peraltro chiusa in quel periodo). Stessa sorte è capitata a Bournemouth, sempre in Inghilterra, ad un uomo di 50 anni (Adam Smith-Connor) sorpreso a pregare in silenzio nelle vicinanze di una clinica abortista.

Come sappiamo, nella storia ma anche nel presente, sorgono delle vere e proprie “leggende nere” contro la Chiesa Cattolica (nel sito esistono molti dossier  e documenti in merito, vedi vedi e vedi), amplificate da libri, film, spettacoli e soprattutto dal circo mediatico. Però poi si tace quando studi storici seri e indagini più oculate vengono a smentire tali scandalistiche leggende. Di recente lo abbiamo visto anche sui presunti orrori compiuti dai cattolici (specie nelle loro scuole) in Canada e invece smentiti da indagini più rigorose e meno facinorose (vedi l’Appendice nell’apposito dossier), sui cui torneremo sotto. Un’analoga leggenda nera, amplificata fino all’inverosimile, è avvenuta recentemente anche in riferimento ad alcuni Istituti di carità e Suore (presentate in modo persino satanico) dell’Irlanda; ma anche in questo caso recenti serie indagini in merito hanno totalmente smentito tali false ed infamanti calunnie anticattoliche (leggi).


Italia

E il nostro Paese? Non dimentichiamo mai che l’Italia è il centro storico e vivo della Cattolicità mondiale. Basterebbe pensare ai 35 milioni di pellegrini previsti a Roma per questo Giubileo 2025.

Infatti S. Pietro, messo da Gesù a capo e guida della Chiesa universale, fu il primo Vescovo di Roma; e il Papa ne è il successore, quindi guida dell’intera Chiesa Cattolica, ed è lo stesso Vicario di Cristo Signore. Per questo non solo Roma ma l’intera Italia è il centro della Chiesa universale e ad essa guardano i Cattolici di tutto il mondo. Potremmo dire che a Roma guarda il mondo intero, non solo i 1,4 miliardi di Cattolici che vi hanno come Vescovo di Roma la propria guida suprema (il Papa) o gli stessi 2,5 miliardi di Cristiani che vi hanno il proprio storico centro, ma persino tutta l’umanità non esita comunque a riconoscere comunque nel Papa la massima autorità morale e religiosa del pianeta.

Ebbene, se in Europa, dopo la prima spaccatura della cristianità avvenuta da parte degli Ortodossi nel 1054 e quella ancor più lacerante (perché eretica) del sec. XVI della cosiddetta Riforma protestante (vedi), il tentativo di recidere questa identità cristiana del continente è avvenuto soprattutto con l’Illuminismo e la Rivoluzione francese e ciò che ne è seguito (vedi). In Italia, però, appunto perché sede del Papa e per il suo ruolo nella Cattolicità mondiale, il vero grande attacco contro la fede cristiana e la Chiesa Cattolica avvenne col Risorgimento (vedi e vedi), che ha avuto proprio in questo il suo scopo principale, sotto il pretesto di realizzare l’Unità d’Italia. Il grande potere culturale, economico e politico fu ben presto pilotato in questa direzione anticattolica; ma invece il popolo italiano (si ricordi la celebre constatazione risorgimentale che “fatta l’Italia bisognava poi ancora fare gli Italiani”) rimaneva sostanzialmente cattolico. Solo nell’ultimo secolo, e soprattutto negli ultimi decenni, specie le nuove generazioni, abbandonate in una pressocché assoluta ignoranza dei contenuti della fede e della morale cristiana, ma indottrinate al pensiero non cristiano già dalle scuole (oscillante tra il predominio della cultura marxista prima e le invasive mode edonistiche dell’Occidente poi), perduta ogni reale identità cattolica (persino in chi frequenta ancora la Chiesa), sono progressivamente sprofondate in uno spaventoso “vuoto” spirituale e persino culturale che è fondamentalmente nichilista (il dominio del Nulla) ed edonista (l’esaltazione del piacere ad ogni costo, fino a ritenere ogni pulsione, anche la più provvisoria, un “diritto” inalienabile).

In questo drammatico vuoto spirituale, culturale e morale, nonostante il prevalere di un sostanziale “indifferentismo” religioso, paradossalmente non mancano ma anzi crescono anche da noi forme anche gravi di “cristianofobia” (fin dalle più tenere età: non si dice, ma questa è la forma più grave ed estesa di “bullismo”) e di intolleranza antireligiosa e più specificatamente anticattolica.

Se non si tratta sempre di odio esplicito contro la “fede” cattolica, spesso è negazione anche aggressiva dei valori e della “morale” cattolica (che poi è anche pienamente umana), con la volontà di operare una sostanziale esclusione della presenza cattolica nel mondo della cultura, della informazione e della stessa vita politica (nonostante che ancora molti ufficialmente si presentino come Cattolici – si veda cosa sia invece la vera Dottrina sociale della Chiesa, che pare Leone XIV già dal nome scelto intenda recuperare, anche per non andare incontro all’autodistruzione stessa della società e persino dell’umanità).

Dunque, nel nostro Paese, mentre non si avverte ancora, almeno platealmente, un’ostilità alla fede cristiana e alla presenza della Chiesa da parte della pur sempre crescente presenza islamica (come invece avviene già in altri Paesi dell’Europa Occidentale), la maggior parte della “cristianofobia”, e persino degli attacchi violenti contro i Cattolici, si riferisce alla cultura ma più ancora alla morale cristiana (specie nell’ambito della vita sessuale, vedi). Tali attacchi, talora anche fisici e violenti, nella vita sociale provengono in genere da facinorosi gruppi politici, soprattutto di estrema sinistra (solo in qualche raro caso sono di estrema destra), con le frange dette “Antifa”, come di femministe radicali e abortiste e di agguerriti gruppi dell’universo Lgbtq.

Ecco alcune recenti notizie in merito [ne abbiamo riferito anche nella recente News “Questioni di Bioetica” (vedi)]

Particolarmente preoccupante è il crescente clima di odio, che sfocia anche in violenti attacchi fisici, che si riversa da parte di quelle formazioni sociali e politiche sopra citate contro le realtà “pro-life” e soprattutto contro i Centri CAV (Centri di Aiuto alla Vita).

Abbiamo avuto anche recentemente attacchi contro i CAV in Piemonte (leggi) [già due anni fa a Torino abbiamo assistito a scene di “dittatura abortista”, (leggi)] e a Roma, con assalti (a guida Cgil) ai centri “pro-life” (leggi) e violenze contro i “pro-life” anche all’Università Statale di Milano (leggi); ci sono state aggressioni anche alla manifestazione “Pro Vita & Famiglia” di Bologna (leggi).

Preoccupante, di fronte a queste violenze, anche il silenzio di quasi tutti i politici e persino delle più alte cariche dello Stato.

In occasione del corteo (trans)femminista dell’8 marzo scorso a Roma abbiamo ascoltato anche sconcertanti e inaccettabili istigazioni all’odio contro i “pro-life” (c’era perfino un cartello con la scritta “Uccidi i pro-vita”!). A Napoli, sempre l’8 marzo scorso, un corteo di forze laiciste e abortiste tenuto in occasione della cosiddetta “Festa della donna”, s’è abbassato a livello addirittura sacrilego, portando cartelli della Beata Vergine Maria inneggianti alla beata “assunzione” della pillola abortiva (leggi). Il che sta appunto ad indicare che si tratta non solo dell’aborto ma di vero odio anticattolico!

Anche in Italia (come nel Regno Unito, Spagna e Australia) aumentano i divieti di pregare – anche silenziosamente (si tratta dunque di un reato di pensiero; quindi non c’è neppure più la libertà di pensiero a livello del proprio spirito, che grazie a Dio è invece libero e risponde a Dio solo!) contro l’aborto e a favore della vita nelle vicinanze degli ospedali o cliniche dove si praticano aborti.

Nel marzo scorso, a Brescia, il consigliere comunale Andrea Curcio (PD) ha presentato in proposito un’interrogazione per chiedere l’applicazione del “Daspo urbano” (divieto di accesso in certe aree per chi “ponga in essere condotte che ne limitano la libera accessibilità e fruizione”) agli antiabortisti davanti ai presidi sanitari che praticano aborti.

Inoltre, pochi giorni fa in Emilia sono state vietate le veglie contro l’aborto presso gli ospedali (leggi).

Intanto in Sicilia dallo scorso maggio i Concorsi ospedalieri sono stati interdetti a chi è contro l’aborto (leggi) [Ne avevamo parlato anche nella News “Questioni di Bioetica” (vedi)]. Meno male che c’è stato in proposito un ricorso del Governo stesso (leggi) (leggi).

Ultima notizia. Monza: L’anima del gay-pride? Odio anticattolico (leggi)

Torniamo però all’omofobia esasperata, fino al vero e proprio “odium fidei”, persino di origine satanica, montante anche in Italia.

Non mancano i tabernacoli delle chiese (che per questo devono essere sempre chiusi a chiave e persino blindati) da cui vengono trafugate le Ostie consacrate (Gesù stesso!) per realizzare veri e propri riti satanici (v. il caso di  Lecce, leggi)

Si tenga in proposito presente, tra l’altro, che la S. Comunione data sulle mani, oltre a non essere consona ad un reale spirito di adorazione della presenza reale di Cristo Signore nella particola consacrata, specie se non si vigila perché i fedeli l’assumano come dovuto davanti al sacerdote, possono incrementare anche questi usi sacrileghi e satanici. E ci sono infatti denunce concrete in tal senso, laddove ce se ne è resi conto.

Nella discoteca Alcatraz di Milano il 9 aprile scorso s’è tenuto un concerto “rock-satanico”; ma, come confermato da autorevoli esorcisti, s’è trattato di una vera e propria “messa nera”! (leggi).

Che in Italia da tempo si pensa sia ormai lecito irridere anche le realtà più sacre, specie in riferimento alla fede e alla Chiesa cattolica, pare ormai normale, tanto è diffuso

In realtà il Codice Penale italiano disciplina i “reati contro il sentimento religioso” (Titolo IV del Libro II, Capo I, con particolare riferimento agli articoli 402, 403, 404 e 405). 

Ebbene, due anni fa ha fatto discutere una pubblicità di una nota marca di patatine, in cui le stesse venivano distribuite mimando la Comunione eucaristica, quindi evidentemente dissacranti e sacrileghe, in quanto irridente di quanto di più sacro al mondo [e se uno non ci credesse, sbagliando gravemente perché è Cristo stesso ad aver istituito l’Eucaristia come Sua presenza reale tra noi, deve comunque rispettare chi ci crede, tanto più cha parliamo di miliardi di persone nel mondo) (leggi) (leggi) (leggi) (leggi) (leggi)]. Effettivamente tale pubblicità, dopo le molte proteste suscitate, è stata bloccata e ritirata (leggi, leggi).

Il Comitato di Controllo dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap) “ha ingiunto le parti coinvolte di desistere dalla diffusione di tale campagna ritenendola in contrasto con l’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, secondo cui: ‘La comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose“.

Infine non mancano comunque ormai anche in Italia le violenze perpetrate sui (rari) musulmani che liberamente si convertono alla Chiesa Cattolica. È il caso ad esempio di quanto avvenuto 2 anni fa a Perugia, quando tre uomini musulmani hanno violentemente aggredito un giovane tunisino che dall’Islam si era convertito al cristianesimo ed era entrato nella Chiesa Cattolica. Questi tre uomini sono stati condannati dal Tribunale di Perugia.


Diamo infine ancora uno sguardo in merito (oltre a quanto già sopra ricordato circa la persecuzione anticristiana, anche violenta) agli altri Continenti extra-europei, riferendoci solo alle ultime notizie.

Forti limitazioni alla libertà religiosa, anche nei confronti dei Cattolici, si registrano ovviamente in Cina. Di questi giorni la notizia che il Governo (dittatura comunista) di Xi Jinping riesca persino a bloccare su internet i siti cattolici che non obbediscono al Partito (leggi) [In proposito, visto che ormai questo nostro sito è visionato in tutto il mondo, è sorprendente che abbia anche in Cina (Repubblica Popolare Cinese) ben 10 utenti]

In India sono sempre più numerose le leggi che reprimono la libertà religiosa dei cristiani (leggi).

C’è chi prospetta che in futuro persino in Australia l’essere Cattolici potrebbe essere considerato illegale (leggi).

Anche in Canada, il governo Trudeau, che sotto il giovanile e suadente portamento e sorriso ha fatto fatica a nascondere il suo odio antireligioso e anticattolico e il suo forte relativismo morale, ha fatto registrare notevoli limitazioni alla libertà religiosa (e di coscienza) (leggi). Non sono state poche, nel grande Paese americano, le chiese cattoliche che hanno poi subito incendi dolosi (leggi).

Sulle gravissime calunnie, ora smentite, circa i presunti orrori che sarebbero stati perpetrati nella storia dalle scuole e collegi cattolici, abbiamo anche sopra fatto cenno. Di questa questione avevamo parlato anche in occasione del viaggio in Canada di Bergoglio (quasi per chiedere “scusa” di ciò che i missionari cattolici, peraltro anche Gesuiti, avrebbero fatto in quel Paese; scuse peraltro considerate ancora sgarbatamente insufficienti da parte di Trudeau!) (vedi la News del 2.11.2022 “Viaggi apostolici”) e nel documento sulla missione della Chiesa in America (vedi a proposito del Canada le precisazioni storiche fornite dall’autorevole professor De Mattei)]

Ecco qui altri riferimenti in proposito, anche recenti (leggi) (leggi) (leggi) (leggi) (leggi).

Sarebbe poi doveroso, se non avessimo il tempo e lo spazio, affrontare la questione della “cristianofobia” (e dell’opposizione all’insegnamento autentico della Chiesa Cattolica) che emerge talora anche negli USA, specie da parte di molti poteri forti, del pensiero dominante, e dello strapotere del mondo abortista e Lgbtq.

Proprio durante l’amministrazione Biden (sedicente cattolico), oltre all’espansione indebita e feroce del diritto all’aborto, come della promozione di ogni forma di comportamento sessuale (sempre sotto il pretesto della non discriminazione e di una libertà considerata assoluta e senza alcun legame con la verità e con la morale oggettiva), abbiamo avuto pure un picco di attacchi contro le chiese (leggi). In Florida abbiamo avuto persino una feroce aggressione ad un prete cattolico (leggi). Intanto gli stessi Democratici si permettono persino di irridere l’Eucaristia (leggi). E l’universo Lgbtq+, che non tollera dissensi [ad esempio per coloro (anche pompieri) che si rifiutano di utilizzare la bandiera arcobaleno (leggi)], scopre talora le carte ed ammette che essi saranno sempre all’attacco della dottrina cattolica (leggi).

Se la nuova Amministrazione Trump (corroborato comunque dal giovane, cattolico e promettente Vicepresidente Vance) ha forse toni meno accesi, a confronto del suo precedente mandato, ad esempio sul tema dell’aborto, non ha però mancato di tuonare anche contro la “cristianofobia” (leggi), come ha fatto pure Vance nei confronti del mondo della stampa (leggi).

In questo quadro si colloca ora il terribile assassinio del giovane, cristiano e infuocato leader Charlie Kirk. Un assassinio che ancora una volta manifesta drammaticamente, come altre volte nella loro storia, che gli USA non siano poi quella grande esperienza di “democrazia” che spesso hanno preteso, persino con la forza, esportare nel mondo intero. Questo delitto potrebbe infatti indicare cosa possa aspettarsi chi non si allinea al nuovo pensiero unico dominante (leggi).

Del resto non è la prima volta che negli USA le voci scomode o controcorrente vengono silenziate con le armi e si cerca di farle tacere per sempre in una bara. Ricordiamo che lo stesso Presidente in carica, poche settimane prima di essere rieletto, è di fatto miracolosamente scampato (solo per pochissimi millimetri dalla tempia) a questa atroce e violenta fine.

Preoccupa soprattutto quel clima di intolleranza se non di odio che si crea attorno e contro certe idee e certi personaggi che le incarnano. Un clima e una censura che talora purtroppo si respira anche in Italia (come s’è visto anche in occasione di questa tragica morte di Kirk), da parte di certe forze politiche e culturali (leggi) (leggi).


Per concludere questa ampia ma comunque necessariamente sintetica panoramica sull’attuale persecuzione anticristiane e sulla cristianofobia in atto nel mondo, ecco un pensiero, che scaturisce proprio dalla fede in Cristo, Signore del cosmo e della storia.

Al di là del dovere di conoscere, e far conoscere, e anche di denunciare queste gravissime ingiustizie contro i cristiani e far di tutto perché esse cessino e siano pure riparate, rimane comunque il mistero che lega i Cristiani alla Croce del loro Signore e Maestro (cfr. Gv 15,20), Croce che ha avuto un infinito valore per la Redenzione del mondo e che comunque non è l’ultima parola della missione di Cristo Signore e neppure della Chiesa, come pure dell’intera vicenda umana, ma via alla Risurrezione, alla vittoria, nel tempo e soprattutto nell’eternità, del bene e della verità, del Bene eterno che è Dio e di cui sono partecipi i Suoi figli, anche e ancor più quando sono così associati, talora appunto anche col proprio sangue, alla Passione redentrice di N. S. Gesù Cristo.